Il grano dei morti




L’Italia nel Piatto: Tradizioni sulla tavola del 2 Novembre

La Calabria non possiede particolari piatti dei morti, aldilà delle dita degli apostoli che si preparano nel reggino, costituite da una crepe farcita da marmellata o crema e delle fave dei morti, dolcetti di mandorla comuni però a tutta Italia. Ho pensato perciò di riportarvi nei paesi Arbareshe che vi avevo già fatto conoscere in un’altro post( qui ). La Calabria è la regione con più comunità Arbareshe, si contano più di 30 comuni dislocati nella provincia di Cosenza, Crotone  e Catanzaro che  conservano ancora in buona parte le loro tradizioni di rito greco -bizantino. Anche i morti vengono commemorati con usanze particolari, ma in un periodo diverso dal nostro, tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo, il periodo in cui i semi, che si trovano sottoterra come i morti, stanno per germogliare. E’ una commemorazione che sa di festa popolare, durante la quale i morti si confondono con i vivi. Si pensa infatti che Gesù Cristo dia un permesso di otto giorni ai morti per  tornare sulla terra e ritrovare i propri cari e rivedere i luoghi in cui sono vissuti. E così sulle tombe si preparano dei veri e propri banchetti ai quali vengono invitati tutti i passanti. Anche nelle case viene lasciato un posto vuoto a tavola, riservato al proprio defunto. Un ruolo importante di questa commemorazione lo detiene il grano, mangiarlo è un auspicio per una lunga vita. E così si consuma il collivi, fette di pane con sopra del grano bollito o il grano dei morti, un dolce tipico delle zone ai confini con la Basilicata, preparato con chicchi di grano lessati, acini di melograno, cioccolato, noci e mosto cotto. Le radici di questo piatto risalgono all’antica Grecia, infatti nel Pantheon greco, il grano simboleggiava la dea della terra Demetra e dunque la fertilità e la vita, mentre la melagrana era il simbolo di sua figlia Persefone, regina degli Inferi. Tutte e due sono il simbolo del ciclo vita – morte.

Ingredienti
200 gr di grano 
1 melograno
7/8  di noci
50 gr di gocce di cioccolato
vino cotto qb 
cannella in polvere qb
zucchero facoltativo


Preparazione
Lasciate il grano in ammollo per una notte intera. Il giorno dopo risciacquatelo e scolatelo. Quindi prendete una pentola, versatevi il grano, ricopritelo con acqua e fatelo cuocere per un’ora. Spegnete il fuoco, fate raffreddare il grano e poi scolatelo. Sgranate il melograno e tritate le noci. In un’insalatiera versate il grano freddo, unite i chicchi di melograno, le noci tritate, un pizzico di cannella e le gocce di cioccolato. Mescolate e aggiungete il vino cotto.

Se vi piace più dolce potete aggiungere qualche cucchiaio di zucchero, io non l’ho fatto in quanto il mio vino cotto è abbastanza dolce. Lasciate insaporire e prima di servire aggiungete altro vino cotto. Il cioccolato, così come lo zucchero è facoltativo; in alcune zone si aggiunge anche il cedro.

Il  collivi  invece è un piatto salato, occorre condire il grano con olio, sale e uno spicchio d’aglio, poi sistemarlo sopra una fetta di pane e gustarlo nella sua rustica bontà.

Collivi


E adesso in giro per l’Italia

Lombardia: I mein di morti

Veneto: Pan dei morti

Toscana: Ciaccino o schiaccia de santi

Umbria: Rocciata

Sardegna: Is pabasinas





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