Pasta al pesto di finocchietto selvatico

Pasta al pesto di finocchietto selvatico in piatto bianco

Oggi ti porto idealmente tra i muretti a secco e i profumi della macchia mediterranea con un primo piatto che è un vero e proprio inno alla tradizione siciliana: la pasta al pesto di finocchietto selvatico.

Questa erba spontanea perenne, il cui nome scientifico è Foeniculum vulgare e che cresce rigogliosa lungo i sentieri soleggiati, regala un aroma fresco e anisato capace di trasformare una semplice pasta in una prelibatezza indimenticabile dal profumo di casa, di campagna e di ricordi preziosi tramandati tra generazioni.

Prima di metterci ai fornelli, facciamo chiarezza: il finocchietto selvatico, immancabile nella pasta con le sarde e i cui ciuffi si possono raccogliere autonomamente o acquistare dai verdurieri meglio forniti in primavera, è molto diverso dal comune finocchio dolce da orto e, mentre del secondo si consuma il grumolo bianco, del primo si utilizzano in cucina la profumatissima“barbetta” (le cime tenere) e i semi.

Oltre ad essere delizioso, il finocchietto è un vero e proprio toccasana, dato che possiede proprietà digestive, antinfiammatorie e aiuta a contrastare il gonfiore addominale grazie ai suoi oli essenziali.

Preparazione della pasta al pesto di finocchietto selvatico alla siciliana

Esecuzione della ricetta: facile

Tempo occorrente: 15 minuti + 15 minuti di cottura

Costo: medio

Ingredienti per 4 persone:
360 g di pasta corta o lunga a piacere
200 g di finocchietto selvatico
2 spicchi di aglio
80 g di mandorle sgusciate e pelate
80 g di pecorino romano grattugiato
olio extravergine di oliva q.b
sale q.b

Procedimento

Pulisci il finocchietto, tagliando via la base e i gambi duri con un coltello affilato, eliminando eventuali cimette danneggiate e tenendo solo quelle integre.

Lavale accuratamente, quindi, per rimuovere la polvere ed altre impurità e falle sbollentare per 5 minuti in acqua bollente.

Poi, tenendo da parte l’acqua in cui le hai fatte sbollentare, immergile subito in acqua e ghiaccio per fermare la cottura.

Dopodiché scolale, asciugale bene, spezzettale grossolanamente a coltello e trasferiscile nel bicchiere del mixer assieme alle mandorle, alla metà del formaggio grattugiato e agli spicchi di aglio spellati, privati dell’anima interna e tagliati a pezzi.

Aggiungendo l’olio EVO a filo e il pecorino rimasto gradualmente, frulla il tutto fino ad ottenere un pesto uniforme e cremoso, che regolerai di sale dopo averlo assaggiato.

Fai riscaldare l’acqua in cui hai fatto sbollentare il finocchietto e, non appena inizierà l’ebollizione, salala e tuffaci dentro la pasta.

Una volta che questa sarà cotta al dente, scolala e mettila in una insalatiera con 3 cucchiai di pesto.

Mescolando e stemperando con un po’ di acqua di cottura, aggiungi il condimento rimasto a poco a poco e, infine, suddividi la pasta al finocchietto selvatico nei piatti individuali e servila in tavola con un vino bianco secco e aromatico, come il  Muller Thurgau o il Vermentino.

Conservazione: come mantenere intatto l’aroma

Qualora ti avanzasse della pasta già condita, chiudila in un contenitore ermetico e conservala in frigorifero per 2 giorni al massimo.

Se hai raccolto molto finocchietto o hai preparato troppo pesto, niente paura! Ecco come conservarlo correttamente:

  • In frigorifero: puoi tenere il pesto in un vasetto di vetro ermetico per 3-4 giorni, avendo cura di coprire sempre la superficie con un dito d’olio extravergine di oliva per preservarne il colore e la freschezza.
  • In freezer: il pesto di finocchietto selvatico si mantiene bene nel congelatore fino a 3 mesi. Puoi suddividerlo in piccoli contenitori o persino negli stampini per il ghiaccio per avere sempre a disposizione delle monoporzioni pronte all’uso.

Varianti della ricetta

Per un sapore maggiormente rustico e intenso, tosta brevemente le mandorle in una padella antiaderente fino a leggera doratura.

Puoi aggiungere una nota croccante sbriciolando sulla sua superficie dei taralli, mentre puoi sostituire il formaggio con del lievito alimentare per rendere il piatto adatto ai vegani.

In ogni caso, scegli sempre finocchietto giovane dal colore verde vivido per evitare che poi il pesto risulti fibroso o amaro.

 

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Credito foto in evidenza: Fugzu per Flickr.com

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