Olive verdi al Martini ed arancia

Qualche volta mi innamoro di una ricetta, solo perché ne immagino il sapore, la consistenza, il retrogusto e questa volta è successo proprio così, ma non solo. Ho fatto un sogno che mi farà ripensare a queste olive a lungo.
Ho sentito parlare di questo stuzzichino per l’aperitivo poco prima di Natale da Alessandra Gennaro. Non le avevo mai assaggiate, ma subito mi hanno ispirato ed ho deciso di provarle. Così ho cercato la ricetta. L’originale è su un vecchio libro, edito nel 1999 da Konemann, “Il grande libro degli antipasti”. Quella che riporto qui, è una bella variante trovata su questo blog . Dopo la ricerca, sono andata a dormire, ma mi sono svegliata di soprassalto nel cuore della notte, agitata da un sogno.
Ero ad una festa e stavo osservando da lontano un uomo molto affascinante che mi aveva colpita subito. Elegante, sicuro di sé, bruno, con occhi nerissimi ed un sorriso pronto a stendere chiunque. Ad un tratto si avvicina, si presenta (ma non ricordo il suo nome) e comincia a parlare come se ci conoscessimo da sempre. Mi racconta del suo lavoro e del fatto che meditava di ingaggiarmi per un progetto riguardante un amico, che avrei dovuto conoscere. Dopo pochi minuti, l’amico si materializza e così io non so più chi guardare. Il secondo arrivato si chiama Marco, ed ha due occhi chiari come un lago ghiacciato, sembra un tipo un po’ freddo, ma è davvero bello ed ha una voce tipo Ferruccio Amendola che doppia De Niro. Scegliere tra i due mi sembrava un’impresa titanica.
Non so come, ci troviamo ad un certo punto in un altro luogo (forse casa di Marco, visto come si muove liberamente) e siamo solo in quattro. Il padrone di casa, l’altro, la fidanzata (lo scopro in quell’istante) ed io. Beviamo champagne, facciamo chiacchiere simpatiche e intanto Marco, seduto sul divano con me, mi sfiora i capelli con noncuranza, come se fosse un gesto casuale. Io ovviamente non mi sottraggo.
E’ tutto piacevolissimo, ma il tempo scorre, si fa tardi, tardissimo. “Faccio un salto in bagno e ce ne andiamo. Ma dov’è il bagno?” Marco si offre di accompagnarmi e mi prende il bicchiere vuoto che tenevo in mano, sfiorandomi le dita. Un brivido mi percorre la schiena. Appena esco dal bagno, lo trovo fuori, appoggiato alla parete. Mi viene incontro e mi bacia. Un bacio piccolo, leggero, rubato, che mi turba molto di più di quanto vorrei.
I fidanzati se ne vanno e Marco si offre di accompagnarmi, visto che gli altri devono andare in direzione opposta. Appena soli, lui propone un ultimo bicchiere e mentre bevo il mio champagne, prende una oliva dal tavolo e me la infila nella scollatura sussurrando:” E’ tutta la sera che ho voglia di farlo”. E con questo gesto sfodera un sorriso disarmante da ragazzino monello.
Mi sono svegliata di soprassalto, un po’ turbata,  cercando l’oliva nel pigiama.
Non so se a voi queste olive, faranno fare sogni di questo tipo, ma sono facilissime da fare, buonissime da mangiare e praticamente creano dipendenza. Inoltre più si tengono in questa marinata e più diventano buone, quindi conviene tenerle in frigo, in particolare per le feste. 

Ingredienti:

  • 200 g di olive verdi in salamoia non denocciolate (quelle belle grosse)
  • 4 cucchiai di Martini Dry
  • 2 cucchiai di succo d’arancia fresco
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • scorza d’arancia biologica (1 cucchiaino)
  • fette d’arancia per decorare

Preparazione:

Inserire tutti gli ingredienti (tranne le olive) in un contenitore dai bordi alti e passarli al frullatore ad immersione, fino a realizzare una emulsione cremosa.
Sgocciolare accuratamente le olive dalla salamoia e lavarle sotto l’acqua corrente. Asciugarle con la carta da cucina e adagiarle in un contenitore da frigo con coperchio ermetico e versarci sopra l’emulsione. Chiudere con il coperchio ed agitare il contenitore. Far riposare in frigo, almeno una notte, se possibile agitandole più volte (non importa alzarsi durante la notte, vengono buone lo stesso!). Agitarle prima di servirle. Togliere le olive dal frigo almeno una mezz’ora prima, posizionarle in un contenitore di servizio, decorando con fette d’arancia fresca.
Note: queste nelle foto, sono le prime che ho fatto, ed erano buonissime, ma esteticamente la scorza d’arancia grattugiata “sporca” un po’ l’oliva. Le ho rifatte poi con la scorza dell’arancia tagliata sottilissima ed erano anche belle. Il top tagliare la scorza con un rigalimoni.

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