S di sapa per le Tiliccas de saba ricetta dolci Sardegna

 S di sapa…per questo pomeriggio piovoso che già odora di feste.

Resto in Italia, nella bella bellissima Sardegna con le

Tiliccas de saba


In questo post parlerò di un prodotto della tradizione contadina: la Sapa.

Questo meraviglioso ingrediente è presente nella mia amatissima regione Marche,  la ritroviamo anche nella vicina Emilia Romagna , e questo mi sembra logico…ma poi, ammirando i fantastici dolci di Roberto Murgia , scopro che la sapa ha una lunga tradizione anche in Sardegna.

Un pò di storia..

 “sapa”  dal latino sàpa, a sua volta da connettersi, probabilmente, con sàpor «aver sapore» e sapĭdus «saporito».

La  sapa praticamente è uno sciroppo d’uva che  si ottiene dal mosto appena fatto, un tempo questo  veniva filtrato e messo in un calderone di rame e fatto bollire a fuoco lento per circa 15 ore, con un ramaiolo veniva schiumato spesso e si aspettava e aspettava, controllandolo sino a che non si riduceva ad 1/3 della suo volume iniziale, si lasciava raffreddare in un tino di legno e in seguito imbottigliato.

Caratteristiche

Si presenta come uno sciroppo dolcissimo,
il colore va dall’ambrato al rosso violaceo,
ha un intenso odore di caramello,
un sapore mielato, sapido e vellutato.

Praticamente sapa e  miele rappresentavano  il dolcificante dei tempi passati…. ma non solo,
veniva utilizzata anche nella preparazione di condimenti balsamici…

 Ludovico Ariosto nella satira III la cita come condimento delle rape…

In casa mia mi sa meglio una rapa
ch’io cuoca, e cotta s’un stecco me inforco,
e mondo, e spargo poi di acetto e sapa,
che all’altrui mensa tordo, starna o porco
selvaggio; e così sotto una vil coltre,
come di seta o d’oro, ben mi corco.


Dal ricettario di Costanzo Felici vissuto a Piobbico nel 1500….

100.gr di sapa e 120 gr. di aceto, si fanno cuocere a bagnomaria per 30 minuti,

il composto ottenuto si aromatizza con timo, santoregia e erba cipollina .  

E’ un appetitoso condimento per piatti a base di carne e verdure

Ancora oggi  viene pazientemente  prodotta da aziende che hanno un occhio di riguardo verso la propria terra  ed usata per impreziosire le pietanze più disparate :

  • la ritroviamo come condimento per ceci, fagioli, castagne;
  • nel ripieno di ravioli dolci o dei tipici cavallucci dell’Apiro
  • usata per creare curiose bibite e granite…i nostri nonni stanchi e assetati durante il lavoro nei campi ne versavano un pò in acqua fresca di pozzo ottenendo una bevanda fresca e gustosa; i bimbi aspettavano la prima neve dell’inverno per metterne un pò , ben pigiata , nei bicchieri e condirla poi con la sapa;
  •  un tempo usata anche per dare sapore e colore a vini poveri;
  • buonissima sulle cipolle cotte sotto la brace;
  • ottima su formaggi  semi stagionati stagionati e erborinati;
  • divina in associazione al lonzino di fichi.
TILICCAS DE SABA



(Urge acquisto di una bella rotella tagliapasta sarda)
Pasta violata (violada)
  • 500 g di semola rilasciata
  • 100 g di strutto
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • Pizzico sale
  • Acqua tiepida necessaria per un impasto morbido e liscio.
Mescolare gli ingredienti , avvolgere a palla coprire e lasciar riposare in frigo per almeno 30 min.


Per la farcia
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