MANGIA CIO` CHE LEGGI #119: pizza, fichi e crudo ispirata da "la notte del cuore" di Estelle Hunt

La notte del cuore… quando ho letto questo titolo immaginavo un cuore inerme, avvolto dalle tenebre qualcosa di freddo e ormai spento. Invece divorando le pagine di questo romanzo non ho mai sentito freddo e buio ma soltanto calore, passione tormento. Ho difficoltà a raccontarvi quello che ho provato leggendo questa storia perché ne sono così entusiasta che lo spoiler è dietro l’angolo. Ho provato molta empatia per Elena, non sono riuscita a non innamorarmi di questo personaggio pieno di contraddizioni e di tormenti, una giovane ragazza intelligente che si vuole annientare per trovare redenzione. E che dire di Matteo? Duro, bastardo, devastato che vive una vita non sua per colpa di parole non dette e cose non affrontate. È un libro che mi ha travolto, anche nei momenti della giornata in cui non lo leggevo, continuavo a riflettere. Gli argomenti trattati sono forti e ben sviluppati senza lasciare nulla al caso proprio per questo ti entrano dentro e provi tutte le emozioni dei personaggi. Estelle Hunt con questo romanzo si è veramente superata, questo è indubbiamente il suo romanzo che amo di più e potrà essere superato soltanto dal prossimo perché sono sicura che crescerà ancora.

Per me era doveroso inserire “/redirect.php?URL=la notte del cuore” nella mia rubrica #mangiaciòcheleggi, e come per ogni libro di Estelle Hunt, è stata per me una bella sfida, perché anche questa volta ho dovuto mettermi alla prova. La pizza bianca romana, è un piatto della tradizione, povero e semplice, ma la sua preparazione richiede conoscenza delle materie prime e come maneggiarle.
Ho studiato mille ricette e video tutorial, ho provato a seguire il metodo Bonci con pessimi risultati, forse è vero che i forni di casa sono asmatici come dice lui.

Così ho elaborato una ricetta e un metodo per la pizza bianca in versione casalinga piemontese, quindi puristi della pizza non vogliatemene  male.

Per impastare ho utilizzato il bimby, ma andrà bene anche una planetaria con gancio a S o una lavorazione manuale.
INGREDIENTI per due pizze bianche grandi:
  • 600g di farina di tipo 1, più quella per la lavorazione
  • 350ml di acqua 
  • 1 bustina di lievito di birra secco
  • 4 cucchiai d’olio 
  • 1 cucchiaino raso di zucchero di canna
  • 2 cucchiaini di sale fino iodato
  • 2 fichi maturi
  • circa 100g di prosciutto crudo di Parma
Sciogliete il lievito all’interno del boccale del bimby con 50 ml di acqua e lo zucchero, mescolate a vel.1 per 10 secondi e fate riposare per 10 minuti.
Aggiungete farina, 2 cucchiai d’olio, la restante acqua e per ultimo il sale. Azionate il bimby 30 secondi a velocità 6, poi 90 secondi a velocità spiga. Al termine l’impasto sarà raggruppato in un’unica palla e i bordi del boccale saranno completamente puliti. 
Rovesciate l’impasto sul piano di lavoro, sporcate l’impasto di farina, sopratutto sotto.

 Schiacciatelo leggermente formando un rettangolo, ripiegate la parte sinistra fino a metà, fate la stessa cosa con la parte destra e poi prendete l’estremità superiore della pasta e ripiegatela verso di voi andando a chiudere il panetto. Fate riposare 10 minuti coperto da un panno di cotone e ripetete questa piegatura altre 2 volte, sempre riposando 10 minuti ogni volta.

 Ungete una ciotola capiente e sistemate il vostro impasto all’interno, sigillate il tutto con la pellicola trasparente e fate lievitare 3 ore.

 Dividete l’impasto lievitato in due parti, fate attenzione a non sgonfiarlo troppo. Posizionate una parte di impasto su una leccarda o in una teglia; con le dita schiacciate tutto intorno ai bordi in modo da trattenere l’impasto, poi con i polpastrelli iniziate delicatamente a schiacciare la pasta per spianarla. Trattatela delicatamente, non stressatela, lei dolcemente seguirà le vostre dita e i vostri palmi fino a ricoprire la teglia. Fate riposare nel forno spento un’altra ora. La pasta lieviterà ancora e formerà delle bolle sulla superficie.

 Togliete la teglia dal forno e accendetelo a 180°, una volta raggiunta la temperatura, infornate la teglia sul fondo del forno per 15 minuti, trascorso questo tempo spostate la teglia sulla griglia a metà e proseguite la cottura per altri 5 minuti. Appena sfornate la pizza spennellatela con l’olio rimasto e a piacere condite con del sale.

 Mentre la pizza intiepidisce, tagliate i fichi a fettine, a me piace condirli con del pepe nero, scegliete voi. Tagliate la pizza con un coltello seghettato a rettangoli e poi a metà per poterla farcire. Riempite con le fettine di fico e il prosciutto crudo.

Non vi resterà che addentare questa meraviglia annaffiando il tutto con birra ghiacciata!

 Non oso nemmeno paragonare la mia pizza/schiacciata a quella romana, ma posso ritenermi soddisfatta del risultato.

L’idea fichi e crudo è di Matteo, protagonista del romanzo, ma nulla vieta di farcire questa pizza come più vi piace.

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Non osava alzare la testa, ma sentiva la presenza di lui alle sue spalle. Alto, minaccioso e arrabbiato. Era facile immaginare cosa fosse venuto a fare e, che Dio la perdonasse, lei non si sarebbe ribellata. Perché lo meritava, perché lo desiderava ardentemente.” Una donna che non vuole essere salvata. Un uomo ferito che non ricorda più cos’è il perdono. Due ragazzi divisi da una tragedia più grande di loro. Eccessiva, vivace, estroversa, Elena è uno spirito libero: ama viaggiare, spendere e frequentare gli uomini senza alcun impegno. La sua vita si è fermata tredici anni prima, quando ha perso l’unico ragazzo che abbia mai amato. Ed è da allora che si tormenta per il male che ha causato. Nessuno saprebbe indovinarlo, dietro la maschera di allegria e superficialità. Ora lui sta tornando. Matteo è un uomo indurito dal dolore e non ha mai dimenticato, nonostante tutti i suoi sforzi. L’odio per Elena gli ha dato la forza di ricominciare altrove. Partire, però, non è servito a cancellare il ricordo di quell’amore che credeva di aver annegato nel rancore. Rivederla lo sconvolge, ma ormai non ha nient’altro da offrire a parte rabbia e umiliazioni. Il perdono sarebbe l’unico modo per non soccombere, ma fare i conti con il passato può avere un prezzo troppo alto da pagare. “Noi siamo questo: un passato andato in frantumi. Ci faremmo solo del male stando insieme e invece abbiamo il diritto di essere felici.”

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