Se c’è un sapore che per me racchiude l’essenza stessa dell’estate piemontese, è quello del carpione. Per chi è cresciuto in queste zone, la milanese in carpione – o la classica bistecchina impanata passata nell’aceto e negli aromi – non è una semplice ricetta, ma un vero e proprio rituale della bella stagione.
Chiudo gli occhi e mi basta un profumo per tornare bambina. Ritrovo i ricordi felici delle giornate lunghe e calde, quelle passate in famiglia intorno a un grande tavolo di pietra, all’ombra fresca di un pergolato. Il pranzo lasciava il posto al pomeriggio e poi, immancabilmente, arrivava il momento più atteso: la Merenda Sinoira. Quel modo tutto piemontese di stare insieme tra amici e parenti, dove il confine tra la merenda e la cena si annullava tra una fetta di pane, un bicchiere di vino e, appunto, una pirofila di carne o verdure in carpione che riposava lì da ore, diventando sempre più buona. Era l’idea stessa dello stare bene, della condivisione e della libertà dell’estate.
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Oggi che la mia cucina è cambiata e che porto in tavola piatti a base vegetale, non ho voluto rinunciare a quel pezzetto di cuore e di tradizione. Ecco perché ho trasformato quel ricordo d’infanzia nelle mie bistecchine di soia in carpione.
La soia disidratata ha una consistenza che si presta magnificamente a questa preparazione: dopo essere stata reidratata nel brodo e strizzata alla perfezione, viene avvolta in una panatura croccante e leggera, grazie alla cottura in friggitrice ad aria e poi tuffata in un carpione bollente ricco di salvia, alloro e cipolle. Proprio come una spugna, assorbe ogni sfumatura agrodolce, perdendo qualsiasi consistenza banale e trasformandosi in un secondo piatto (o antipasto) succoso, fresco e saporitissimo.
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Preparatele il giorno prima, lasciatele riposare in frigorifero e servitele rigorosamente fredde: vi assicuro che conquisteranno tutti, piemontesi doc e scettici compresi!
INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
- 8 bistecchine di soia
- 500 ml di brodo vegetale
- 1 cucchiaio di salsa di soia
- 150 g di amido di riso
- 150 ml di acqua
- pangrattato q.b.
- olio di semi di girasole q.b. (io lo nebulizzo con questo)
- 300 ml di aceto di vino bianco
- 100 ml di vino bianco secco
- 15 foglie di salvia
- 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
- 100 ml di di acqua
- 3 foglie di alloro
- 1 spicchi d’aglio sbucciato
- 1/2 cipolla bianca media
- 1 cucchiaino di zucchero
- sale e pepe q.b.
Procedimento
Porta a bollore il brodo vegetale insieme al cucchiaio di salsa di soia. Spegni il fuoco, immergi le bistecchine di soia e lasciale reidratare per circa 15-20 minuti, finché non saranno completamente morbide. Se hai tempo fai questo passaggio la sera prima, cosicché le bistecchine si raffreddino all’interno del brodo e s’insaporiscano tutta la notte.
Scolale e, una volta intiepidite, strizzale benissimo con le mani per eliminare tutto il liquido in eccesso.
In una ciotola prepara la pastella mescolando l’amido di riso con i 150 ml di acqua fino a ottenere un composto liscio e senza grumi. In un piatto a parte disponi il pangrattato. Passa ogni bistecchina prima nella pastella di amido e poi nel pangrattato, premendo bene per far aderire la panatura in modo uniforme.
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In friggitrice ad aria: Disponi le bistecchine nel cestello senza sovrapporle, nebulizza generosamente con l’olio di semi di girasole e cuoci a 200°C per circa 12-15 minuti, girandole a metà cottura e nebulizzando ancora un po’ d’olio finché non saranno dorate e croccanti.
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Lascia raffreddare completamente le bistecchine e sistemale in una pirofila capiente a bordi alti.
Affetta la cipolla a fette non troppo sottili. In un pentolino, scalda i due cucchiai di olio extravergine e fai dorare lo spicchio d’aglio (che potrai togliere in seguito) e la cipolla. Aggiungi le foglie di salvia e l’alloro, lasciando sfrigolare per un minuto. Versa l’aceto di vino bianco, il vino secco e l’acqua. Unisci lo zucchero, regola di sale e pepe e porta a bollore. Lascia sobbollire a fuoco dolce per circa 5 minuti.
Consiglio: Il carpione è una magia che richiede pazienza. Anche se la tentazione di assaggiarlo subito è forte, dà il meglio di sé dopo almeno 12-24 ore di riposo in frigorifero. I sapori si assesteranno e la soia diventerà incredibilmente gustosa. Servilo freddo o a temperatura ambiente.
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