Torta di mele di Luca Montersino

La mela è un frutto conosciuto fino dai tempi più remoti ed ha suscitato da sempre leggende e racconti in tutte le culture.
Nella mitologia greca, un episodio molto importante riguarda la mela della discordia. Eris (dea della discordia) furiosa per non essere stata invitata al banchetto delle nozze tra Peleo e Teti, si presentò sul luogo del ricevimento e fece rotolare una mela d’oro dichiarando che era destinata “alla più bella” tra le invitate. Era, Atena ed Afrodite, si precipitarono a reclamare la mela e Zeus, stabilì che sarebbe stato l’uomo più bello (Paride, principe di Troia) ad assegnarla alla dea più bella. Ognuna delle dee, promise al giovane principe, una ricompensa in cambio della mela: Atena lo avrebbe reso capace di modificare eventi e materia a suo piacimento, Era lo avrebbe reso ricco, potente e glorioso, mentre Afrodite avrebbe appagato i suoi desideri amorosi concedendogli in sposa la donna più bella, Elena. Paride scelse Afrodite, scatenando l’ira delle altre due dee. La dea dell’amore aiutò il principe a rapire Elena, moglie del re di Sparta, Menelao, ponendo le basi che portarono alla guerra di Troia.
In un altro mito greco, la mela assume una fondamentale importanza: quello di Atalanta ed Ippomene. Atalanta fu abbandonata alla nascita sul monte Pelio perché il padre voleva un maschio. Artemide mossa a compassione, inviò un’orsa che se ne prese cura e la allattò. Tempo dopo dei cacciatori la trovarono e la crebbero. La giovane cresciuta nei boschi era una cacciatrice di grande abilità e partecipò perfino alla battuta di caccia per la cattura del cinghiale Calidonio, che colpì per prima. Dopo questa incredibile impresa il padre la riconobbe e decise di darla in sposa. Atalanta era riluttante poiché un oracolo le aveva predetto che una volta sposata avrebbe perduto le sue abilità; così per accontentare il padre, sicura dei propri mezzi, dato che era velocissima, promise di sposarsi solo con chi l’avesse battuta in una gara di corsa, ma tutti i pretendenti tranne il vincitore sarebbero stati uccisi. Nessuno riuscì a batterla, finché non arrivò Ippomene, che profondamente innamorato, volle cimentarsi nella rischiosissima impresa, chiedendo aiuto ad Afrodite. La dea diede ad Ippomene, tre mele d’oro tratte dal Giardino delle Esperidi e lui lasciò che cadessero ad una ad una durante la corsa. Atalanta ne fu attratta così tanto da fermarsi ogni volta a raccoglierle, perdendo così tempo prezioso. Questo trucco fece vincere la gara ad Ippomene e la fanciulla dovette sposarlo.
Sono affascinata da queste storie, perché in realtà ogni volta che mangiamo una mela, entriamo in contatto con migliaia di anni di storia dell’uomo, quindi anche una semplice torta, diventa un ponte con il nostro passato. Questa ricetta è di Luca Montersino, quindi garanzia assoluta di riuscita e grande bontà.

Ingredienti: 

  • 250 g di burro
  • 200 g di zucchero a velo
  • 80 g di tuorli
  • 160 g di albumi (5 uova in totale)
  • 250 g di farina 00 
  • 7 g di lievito per dolci
  • 250 g di mele (2 mele grandi)
  • 1 limone

Preparazione:

Montare gli albumi a neve ferma con le fruste elettriche o con la planetaria e metterli da parte. Sbucciare le mele, togliere i torsoli e tagliarle a dadini. inserirle in una ciotola e ricoprirle con succo di limone.
Montare il burro con lo zucchero e quando è diventato una crema, unire i tuorli. Setacciare la farina con il lievito ed aggiungerla al composto un cucchiaio alla volta. Una volta unita tutta la farina, inserire gli albumi montati con la spatola a mano, con movimenti dal basso verso l’alto, cercando di non smontare il composto. Versare il tutto in una tortiera imburrata ed infarinata e ricoprire con le mete tagliate a dadini.

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