Tarator bulgaro, zuppa fredda senza cottura

Tarator bulgaro appena fatto dentro a ciotola nera

Quando il caldo toglie la voglia di cucinare e di consumare piatti elaborati, le insalate iniziano a sembrare tutte uguali e si cerca qualcosa di leggero e sano ma non triste, il tarator bulgaro è una soluzione ideale.

Questa zuppa fredda senza cottura, vegetariana e tipicamente estiva, si prepara con pochi ingredienti comuni, ma il risultato è tutt’altro che improvvisato.

Il bello del tarator è che risolve un’esigenza concreta: porta in tavola un piatto fresco, gradevole e rapido da fare, senza sembrare una soluzione di ripiego.

È cremoso il giusto, ha una nota aromatica pulita, si può preparare in anticipo e si presta benissimo a un pranzo leggero o a una cena estiva semplice ma curata.

Perché il tarator bulgaro piace così tanto e che sapore ha

Il tarator, che ricorda un po’ l’ajo blanco dell’Andalusia, ha una base di yogurt naturale diluito con acqua fredda, a cui si aggiungono cetrioli tritati o grattugiati, aglio, aneto, noci e un filo d’olio.

Detta così può sembrare una preparazione quasi troppo semplice, ma, in realtà, è proprio questa essenzialità a renderla interessante, dato che ogni ingrediente ha un ruolo preciso: lo yogurt dà struttura e freschezza, il cetriolo alleggerisce, l’aglio aggiunge carattere, l’aneto porta profumo e le noci completano il tutto con una consistenza più ricca.

È uno di quei piatti che funzionano bene perché hanno equilibrio, rinfrescano davvero e non danno l’impressione di lasciare il pasto a metà.

Il suo sapore è fresco e leggermente acidulo, con una componente vegetale molto pulita e una parte aromatica che si fa sentire senza coprire tutto il resto.

Preparazione del tarator bulgaro

Esecuzione della ricetta: facile

Tempo occorrente: 15 minuti (+ 30 minuti di riposo)

Costo: basso

Ingredienti per 4 persone:
500 g di yogurt bianco naturale (non zuccherato)
1 cetriolo grosso o 2 piccoli
150-250 ml di acqua fredda
1 spicchio d’aglio
2 cucchiai di noci sgusciate
aneto fresco q.b.
olio extravergine d’oliva q.b
sale q.b.

Procedimento

Lava i cetrioli, asciugali, leva loro la pelle se vuoi e tagliali a cubetti o grattugiali grossolanamente.

Poi mettili in un colino assieme a un pizzico di sale, mescola e lasciali riposare per qualche minuto in modo che rilascino l’acqua di vegetazione in eccesso.

Nel frattempo, versa lo yogurt in una ciotola e, mescolando in continuazione, aggiungi l’acqua fredda poca alla volta.

Unisci, quindi, lo spicchio di aglio spellato e tritato finemente, l’aneto, la noci spezzettate grossolanamente e, per ultimi, i cetrioli scolati.

Irrora con un filo di olio EVO, regola di sale, mescola accuratamente e lascia riposare il tarator bulgaro in frigorifero per una trentina di minuti prima di assaggiarlo servirlo in tavola.

3 consigli utili che cambiano il risultato

Usa tutto ben freddo

Se yogurt, cetrioli e acqua sono già freddi, il piatto risulta subito più piacevole e compatto.

Spezzetta le noci in modo irregolare

Una granella troppo fine si perde e, perciò, è meglio lasciare qualche pezzo più evidente per avere una consistenza maggiormente interessante.

Assaggialo dopo il riposo

Dato che dopo mezz’ora in frigorifero il gusto può cambiare, conviene controllare sale, densità e intensità dell’aglio prima di servire il piatto in tavola.

Gli errori più comuni

Sebbene il tarator, che deve essere fluido ma non annacquato, sia facile da improvvisare, ci sono errori che lo penalizzano molto:

  • usare yogurt zuccherato o aromatizzato;
  • aggiungere troppa acqua;
  • esagerare con l’aglio;
  • servire la zuppa poco fredda;
  • tagliare i cetrioli in pezzi troppo grandi;
  • omettere le noci, perdendo una parte importante dell’equilibrio del piatto.

Come servirlo

Il tarator viene spesso considerato un primo piatto, ma in realtà è molto più versatile.

A pranzo può diventare la base di un pasto leggero, per esempio con del pane integrale tostato, un uovo sodo o una piccola porzione di cereali lessati, mentre a cena si abbina bene a una frittata di verdure (come quella di zucchine e cipolle genovese), a delle patate lesse o a un secondo semplice di pesce.

Se invece vuoi offrirlo agli ospiti, puoi proporlo in piccole ciotole o bicchieri come antipasto fresco e curato.

 

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Credito foto in evidenza: mush m.per Flickr.com

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