Lo sformato di fagiolini che si credeva un soufflè

Articolo 75
( Costituzione Italiana)
“ E` indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale,
 di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono
 cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. 
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, 
di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini 
chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione
 la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum.”
L’articolo 75 della Costituzione ci regala  il grande potere dell’iniziativa referendaria, cioè ci da la possibilità di proporre  “l’abrogazione, totale o parziale, di una legge“. Il quorum indica il numero minimo di elettori che devono partecipare alla votazione perché il referendum sia valido e perciò idoneo ad abrogare la disposizione oggetto del quesito. Ora, questo grande potere democratico a quanto pare fa paura al nostro Governo e a molti politici. Non voglio entrare nei termini politici della faccenda anche se trovo indiscutibilmente un pò strano che il Ministro dell’Ambiente suggerisca di votare per il NO  mentre l’ISPRA- l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Istituto sotto la vigilanza del Ministero dell’Ambiente e di cui il suddetto Ministro si avvale nell’esercizio delle proprie attribuzioni per il perseguimento dei compiti istituzionali – DM123/2010) pubblica un’ indagine dove evidenzia che il mare italiano accanto alle piattaforme estrattive presenta sedimenti con livelli di inquinamento molto oltre i limiti fissati dalle norme comunitarie. Comunque, politica a parte, la cosa che mi sconvolge veramente sono certi personaggi, con una grossa valenza istituzionale, che invitano all’astensionismo. Un vero politico dovrebbe essere un uomo delle istituzioni e come tale dovrebbe invogliare la partecipazione democratica al voto perché è alla base della democrazia. Non è importante il risultato elettorale, o meglio lo è, ma quelle sono scelte politiche o di coscienza, ma è importante che tutti andiamo a votare e raggiungiamo il quorum. Perchè in questo modo  che vinca il SI o il No….vincerà sempre e comunque la democrazia. Ma perchè ci invitate all’astensionismo, cari politici spiegatemi, vi fa tanto paura  la voce del popolo italiano? Basta polemiche e torniamo in cucina con una ricetta adorata da mia figlia, lo sformato di fagiolini … quello che si crede un soufflè!

Ingredienti
500 g di fagiolini
500 ml di besciamella
100 g di fontina grattugiata
 2 uova bio
burro
pangrattato
sale
noce moscata
 Procedimento
Per prima cosa iniziate preparando la besciamella, il procedimento lo potete trovare qui e profumatela con una grattugiata di noce moscata. Una volta pronta lasciatela raffreddare. Nel frattempo pulite e lessate i fagiolini in acqua bollente salata per 10 minuti cica. Scolateli al dente e lasciateli intiepidire. Dividete gli albumi dai tuorli, e aggiungete questi ultimi alla besciamella, uno alla volta, aggiungendo il tuorlo successivo solo quando il precedente sarà ben assorbito. Poi unite i fagiolini, tagliati grossolanamente (ogni fagiolino in tre parti) la fontina grattugiata  e gli albumi, montati a neve ben soda. Imburrate una teglia e spolverizzate con il pane grattato. Versate il composto preparato, livellatelo e spolveratelo con altro pangrattato. Infornate a 200°C per 40 minuti circa. Lasciate intiepidire prima di servire. E’ ottimo anche freddo.
Buon appetitto !

Buon voto a tutti!

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