Capanna si fa in tre: vino, suites e ristorante gourmet

Siamo nel cuore della Val d’Orcia, ai piedi di Montalcino, in un paesaggio che sembra un dipinto, caratterizzato da gentili colline costellate di vigne e ulivi, filari di cipressi e dal giallo ocra delle Crete Senesi. E’ qui che si trova Capanna, azienda vitivinicola fondata negli anni ’60 da Giuseppe Cencioni (coadiuvato dai figli Franco e Benito) che fu uno dei primi a produrre il famoso Brunello e tra i 25 fondatori del Consorzio del Vino del Brunello di Montalcino.

Amedeo Cencioni - photo credits @isabellaradaelli
Capanna - photo credits @isabellaradaelli

Il testimone è poi passato a Patrizio, nipote di Giuseppe e attuale proprietario insieme al figlio Amedeo, quarta generazione della famiglia, praticamente nato in vigna. Il nome della tenuta deriva da un rudere risalente al ‘600, una sorta di capanna di boscaioli, dove adesso si trovano la cantina e le abitazioni dei proprietari.

Capanna - photo credits @isabellaradaelli
vini - photo credits @isabellaradaelli

I vigneti sono tutti ubicati a Montosoli, a nord di Montalcino, ma con esposizione a sud-est, una zona dove il particolare micro-clima, unito alle favorevoli caratteristiche dei terreni, consente la produzione di vini di ottima struttura. I Cencioni producono Brunello di Montalcino DOCG (anche Riserva nelle migliori annate), Rosso di Montalcino DOC, Moscadello di Montalcino DOC (anche Vendemmia Tardiva) e Sant’Antimo DOC,  Rosso e Bianco. Inoltre vengono prodotti due vini ad indicazione Toscana IGT: Rosso del Cerro e SanGioBì: insolita interpretazione di uve Sangiovese in bianco, esperimento (pienamente riuscito) di Amedeo.
L’offerta di Capanna si arricchisce con l’olio extravergine di oliva, e le grappe di Brunello e di Moscadello.


oak - photo credits @isabellaradaelli

Poco lontano dall’azienda c’è Capanna Suites, aperto nel 2019. Più che un agriturismo, un relais de charme con 9 camere e junior suites e 2 appartamenti, ad ognuno dei quali è stato assegnato il nome di un fiore di Bach. L’arredamento, differente per ogni suite, è stato curato dallo stesso Amedeo ed è in stile country chic, in raffinati toni chiari, dal legno dei mobili ai tessuti, con una grande attenzione per i particolari, un mix tra l’architettura tradizionale toscana e il design moderno, con ampi bagni in travertino e l’utilizzo della domotica per l’illuminazione, l’acqua calda e il controllo della temperatura.
Io ho soggiornato nella Oak, una spaziosa junior suite con un piccolo giardino davanti arredato con un’amaca doppia e con un tavolino con due sedie in ferro battuto. All’interno oltre alla macchina per il caffè e al frigobar con bevande rigorosamente toscane, anche una cantinetta frigo con un’ampia selezione di vini di loro produzione.

Il Passaggio - photo credits @isabellaradaelli
chef Jacopo Monni - photo credit @isabellaradaelli
sala Il Passaggio - photo credits @isabellaradaelli

Da tutte le suites si gode di una vista spettacolare sulla Val d’Orcia, così come dal ristorante Il Passaggio, fiore all’occhiello della struttura, di giorno bistrot, la sera ristorante gourmet. Perché è stato chiamato così? Perché la location costituisce un passaggio per la Val d’Orcia, e qui l’ospite compie un’esperienza sensoriale enogastronomica a 360° con i piatti dell’executive chef Jacopo Monni, nativo di Firenze, ma residente in Valdarno -con esperienze prestigiose: dall’Hotel Excelsior del capoluogo toscano ai locali della famiglia Ferragamo- che dirige la cucina insieme ad una brigata composta tutta da giovani.
Trenta coperti suddivisi in due spazi: una saletta interna e una veranda panoramica, dove ritroviamo le eleganti nuances del bianco e avorio delle camere.

orto - photo credits @isabellaradaelli
girasole - photo credits @isabellaradaelli
fiori - photo credits @isabellaradaelli

Lo chef utilizza prevalentemente prodotti toscani, molti di questi provenienti dall’azienda, perché la struttura dispone di un grande orto biologico con una persona che si occupa di seguirlo quotidianamente.
Ma facciamo parlare i suoi piatti da cui scaturisce una grande creatività, senza dimenticare però la tradizione toscana.

tonno del Chianti - photo credits @isabellaradaelli

A mezzogiorno ho assaggiato un ottimo tonno del Chianti con crema di fagioli, ma non fatevi ingannare dal nome non è pesce, bensì è carne di maiale che viene cotta nel vino e marinata nell’olio, tant’è che prende una consistenza molto simile a quella del tonno.

pici cacio e pepe - photo credits @isabellaradaelli
Poi come non potevano mancare i pici? Lo chef li ha preparati in casa in versione cacio e pepe, la Val d’Orcia incontra Roma e ne esce un piatto super gustoso.

petto d'anatra - photo credits @isabellaradaelli
zuccotto - photo credits @isabellaradaelli

A seguire petto d’anatra con verdure dell’orto e zuccotto, dolce tipico della tradizione fiorentina, inventato da Bernardo Buontalenti in onore di Caterina de Medici, qui reinterpretato dallo chef Monni e presentato con delle posate molto particolari dai colori dell’arcobaleno, in stile pop-art, che scopro essere di Mepra.
In abbinamento, naturalmente, i vini di Casa: SanGioBì Toscana IGT 2018, Rosso di Montalcino DOC 2018, Brunello di Montalcino DOCG 2015 e Moscadello di Montalcino DOC 2018.


tramonto - photo credits @isabellaradaelli

La sera l’atmosfera cambia, nella veranda viene allestito un grande tavolo imperiale, ma il panorama no, e le colline si tingono d’arancione, regalandoci un tramonto indimenticabile.
Si inizia con i miei adorati amuse bouche, il momento a sorpresa di una cena, che da Capanna si concretizza in polpettine di anatra con purea di albicocca piccante; e sorbetto di pomodoro fermentato con polvere di olive nere.

polèo - photo credits @isabellaradaelli

L’antipasto consiste in un polpo con crema di patate, melanzana affumicata, crema di sedano e salicornia.

spaghetti - photo credits @isabellaradaelli

Spaghetti Pastificio Martelli con vongole e salsa acida (panna e vino bianco cotti cinque volte per ridurla): un primo piatto che mangeresti all’infinito.

rana pescatrice - photo credits @isabellaradaelli

Rana pescatrice nel blu, un piatto scenografico, con caviale di tartufo, crema di cavolfiore, e fumetto di pesce e cavolo nero che gli conferisce quel particolare color Tiffany.

mousse di mango - photo credits @isabellaradaelli

Pre-dessert: sorbetto al limone, crumble al cappuccino e salsa all’albicocca, seguito da mousse al mango e cremoso con frutto della passione e gelato allo yogurt.
Anche la cena viene accompagnata dai vini dell’azienda: Sant’Antimo Pinot Grigio DOC 2018, Sant’Antino Rosso DOC 2018, Brunello di Montalcino DOCG Riserva 2013 e Moscadello di Montalcino DOC 2016 Vendemmia Tardiva.

photo credits @lucienbett
piscina interna - photo credits @isabellaradaelli

Plus di Capanna Suites sono la bellissima piscina a sfioro, orientata ad ovest per godere dei migliori tramonti, con solarium con lettini e gazebo e la Spa dotata di una piscina interna, rivestita in quarzite, con acqua calda (35°C circa) con quattro sedute idromassaggio, due lettini ad aria ed una cascata doppia e sauna che può ospitare fino a quattro persone.

Capanna Winery
Loc. Capanna 333
53024 Montalcino (Si)
Tel. 0577 848298

Capanna Suites
Strada Comunale delle Crete
53024 Montalcino (Si)
Tel. 0577 1697732

Il Palagio by Capanna
Tel. 0577 1697731

P.S. Quando il relax è bucolico chic, con ottimo vino e cucina gourmet.

L’articolo Capanna si fa in tre: vino, suites e ristorante gourmet proviene da Isabella Radaelli.

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