1,2,3…1551 Sardinia Macarons

Patti chiari amicizia lunga: i 1551 macarons nati dalle mie mani sono frutto della mia ignoranza e insicurezza. In realtà sono sempre venuti abbastanza bene, ma avevo delle perplessità su quali dovessero essere le dimensioni. Poi la mia macaron coach mi ha inondato di immagini e ho capito che i miei non è che si discostassero tanto dalla realtà. In questa sfida ho dato il massimo, perché fa parte di quelle sfide in cui affronto qualcosa di nuovo. La stessa cosa con i croissant: c’è stato un momento in cui non sapevo più dove metterli. Per fortuna i macaron occupano meno spazio!
Vado avanti da giorni, preparando TPT in ogni momento libero, con i figli che non si capacitano della mia ostinazione, del marito che bofonchia (“Anche oggi i …zzo di 5 KW sono andati a farsi benedire”), la personal coach che mente spudoratamente pur di farmi pubblicare, la compagna tatuata che prova a mentire, ma non ci riesce.
Eppure Ilaria ti ringrazio perché ho imparato, più o meno, un qualcosa che ti fa fare una porca figura e che, a dirla tutta, mi piace un sacco.
Devo migliorare la colorazione. I primi: un’aranciato triste e poco attraente. Il ripieno: paté d’anatra all’arancia, croccante alle mandorle, gelatina di Cointreau, fava di cioccolato e…non mi ricordo neanche. 
Ribrezzo: salati a me non sono andati giù. Problema mio e di abbinamenti poco indovinati. 
Per fortuna li ho salvati quasi tutti, farciti di ganache al cioccolato e portati ad un pranzo.
I secondi semplicemente bianchi…e sono lì in una scatola a capire che fine faranno.
Li volevo marroni: ma come cavolo si fa ad ottenere il marrone? Ci riprovo e vengono fuori beige…o meglio color cacchetta di Massimino (così è stato decretato). Ieri in un raptus sono venuti fuori grigi: molto eleganti a sentir la coach, per me semplicemente color topo.
Ho giocato con le temperature del forno, novella Vulcano de noantri fino a che ho capito che a me vengono meglio col forno ventilato.
Per il ripieno sono tornata nella mia comfort zone: almeno su una cosa fatemi stare sul sicuro!
E quindi ecco la mia versione “sarda” per questa nuova sfida MTC.

Per la ricetta andate da Ilaria, poi con calma la trascriverò a parole mie: oggi nun gliela fo.



I RIPIENI

Primo:

Crema di ricotta all’arancia:

100 g di ricotta di pecora
1 cucchiaino di miele all’arancio
scorza d’arancia

Lavorate con un mixer ad immersione la ricotta con un cucchiaino di miele all’arancio. Passate al setaccio e aggiungete la scorza di un’arancia grattugiata.

Gelatina all’arancia e zafferano:

succo di un’arancia Tarocco
pistilli di zafferano
1 foglio di gelatina (circa 2 g)

Portate sul fuoco il succo di un’arancia con mezzo cucchiaino di zucchero (non la volevo molto dolce). Quando comincerà a prendere il bollore spegnete e aggiungete i pistilli di zafferano. Unite la gelatina ammollata e stendete in un contenitore basso rivestito da carta forno. Riponete in frigorifero. Prima di utilizzare tagliate con un piccolo coppapasta.

Secondo:

Pistiddu:

 500 ml di sapa (avevo del mosto d’uva preparato in autunno)
1 bicchiere d’acqua
100 g di semola di grano duro rimacinata
scorza di due arance non trattate

Portate a bollore la sapa con l’acqua. Aggiungete la semola e la scorza d’arancia. Continuate a girare fino a quando non avrete ottenuto la consistenza di una marmellata. Fate raffreddare

Croccante all’uvetta e mandorle:

100 g di zucchero semolato
acqua
40 g di mandorle tostate a lamelle
20 g di uvetta precedentemente ammollata e asciugata

Fate sciogliere 100 g di zucchero semolato leggermente inumidito sul fuoco. Quando comincerà a sciogliersi e ad ambrarsi aggiungete le mandorle e l’uvetta.
Rovesciate su un foglio di carta forno oleato. Sovrapponete un altro foglio di carta forno e stendete col matterello. Con un coppapasta della dimensione dei macaron ricavate dei dischetti che lascerete raffreddare completamente.

Foto dei vari passaggi che poi ordinerò:

Macaronage

Pochage

Croutage

Fondo

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