Quando e come pulire i termosifoni

Giovane donna pulisce un termosifone con spugne, apposito utensile e detergenti

Il benessere domestico passa anche da dettagli apparentemente marginali: un termosifone pulito, infatti, incide davvero su calore, consumi e qualità dell’aria.

Bastano poche settimane d’uso e la polvere si annida e si “sedimenta” tra le alette, compromettendo l’efficienza dei radiatori e, talvolta, diffondendo in casa allergeni o cattivi odori.

Pertanto agire al momento giusto conta: la pulizia va pianificata strategicamente e, mentre quella profonda va fatta prima dell’imminente accensione e dopo la spegnimento in primavera, è opportuno effettuare l’ordinaria anche durante l’uso continuato.

Scopri quando mettersi all’opera e i passaggi essenziali per un risultato visibile e durevole.

Quando pulire i termosifoni (tempistiche e frequenza)

Pulizia pre‑accensione invernale

Quando arrivano le prime giornate fredde e la casa si prepara a rinascere nel tepore dei caloriferi, è giunto il momento di agire.

Prima di riaccendere l’impianto, la pulizia profonda dei termosifoni elimina la polvere accumulata durante l’estate: questa misura, spesso e volentieri trascurata, si rivela fondamentale per garantire che ogni elemento dispensi calore in modo uniforme e senza sprechi di energia.

Un passaggio che non solo salvaguarda la salute e migliora la qualità dell’aria indoor (limitando il propagarsi di particelle irritanti), ma che aiuta anche a tenere a bada i consumi: il primo step di una stagione efficiente e confortevole.

Pulizia di fine stagione e spolveratura invernale (ogni 2‑3 settimane)

Anche la primavera segna il tempo della pulizia approfondita.

Una volta spento definitivamente l’impianto, non è proprio il caso di rimandare, perché  la rimozione della polvere dalle superfici esterne e dalle cavità interne, magari con l’aiuto di una aspirapolvere o di spazzole sottili, mantiene l’efficienza dei caloriferi fino all’inverno seguente.

Nel pieno dell’attività invernale, invece, lo spolvero frequente – ogni 2, massimo 3 settimane – impedisce alla polvere (sollevata dal calore stesso) di circolare e depositarsi.

Un gesto rapido ma essenziale, da compiere usando un panno in microfibra leggermente inumidito, per prevenire allergie e respirare aria più salubre in casa.

Preparazione e sicurezza prima della pulizia

Spegnere i caloriferi e attendere che siano freddi

Prima di immergersi nei dettagli della pulizia, è indispensabile spegnere il riscaldamento e verificare che i termosifoni siano completamente freddi.

Questo semplice gesto mette al sicuro da bruciature, ma protegge anche le superfici dei caloriferi da shock termici imprevisti.

Una piccola precauzione, che offre garanzia tanto a chi pulisce quanto agli impianti stessi.

Proteggere il pavimento e usare i guanti

Nulla va lasciato al caso quando si tratta di polvere e acqua: conviene preservare il pavimento sottostante stendendoci sopra un telo o dei vecchi giornali in modo di raccogliere sporcizia e liquidi senza imbrattarlo.

I guanti protettivi fanno il resto: indossarli protegge le mani da possibili irritazioni dovute a detergenti, polvere accumulata o spigoli nascosti.

Una volta adottati questi semplici accorgimenti, l’ “area operativa” si trasforma in un ambiente sicuro per ogni procedura di manutenzione.

Strumenti e prodotti efficaci (esterni e interni)

Spazzole sottili, scovoli, aspirapolvere, phon, aria compressa

Prima di cominciare, vale la pena fare un breve inventario, perché utilizzare strumenti ad hoc fa la differenza.

Spazzole sottili, scovoli e pennelli riescono a infiltrarsi agilmente tra le alette e nei punti dove la polvere è più difficile da raggiungere nonché da rimuovere.

Con un aspirapolvere dotato di beccuccio lungo, si potranno aspirare i residui senza smontare nulla, soprattutto se la griglia superiore si può levare facilmente.

Per i più meticolosi, anche l’uso di un phon ad aria fredda o di una bomboletta di aria compressa aiuta a soffiare via pulviscolo dagli anfratti più difficili, purché il pavimento sia protetto da un telo.

Soluzioni domestiche: sapone di Marsiglia, aceto, bicarbonato

Non è obbligatorio ricorrere sempre a prodotti industriali spesso costosi e inquinanti, dato che si possono autoprodurre soluzioni naturali efficaci, delicate ed eco-friendly.

1 l d’acqua con 3 cucchiaini di sapone di Marsiglia è un detergente perfetto per lavaggi frequenti, mentre la miscela di acqua, 1/2  bicchiere di aceto bianco e qualche goccia di detersivo assicura una pulizia più profonda e sgrassante.

Nel caso di ingiallimenti evidenti sulle superfici dei  termosifoni, una pastetta ottenuta mescolando bicarbonato con un po’ d’acqua restituisce brillantezza e candore senza rovinare la finitura.

Come pulire i termosifoni: procedura passo‑passo

Spolverare dall’alto verso il basso

Comincia sempre dalla parte superiore: lo sporco tende a cadere e, quindi, procedere  dall’alto verso il basso ne limita la dispersione e ne facilita la raccolta.

Utilizza un panno in microfibra leggermente inumidito per rifinire la superficie e catturare la polvere senza dimenticare le zone nascoste.

Con spazzole sottili o l’apposito scovolo, raggiungi i punti in cui la polvere si annida “indisturbata”e ripeti il movimento più volte, assicurandoti di insistere su angoli e giunture.

Lavaggio e asciugatura finale

Soltanto dopo aver rimosso la polvere accuratamente, puoi passare al lavaggio: scegli la miscela più adatta tra sapone di Marsiglia o acqua e aceto a seconda del livello di sporco.

Applicala con una spugna morbida — mai abrasiva, specie sui caloriferi in alluminio — e risciacquala bene, facendo attenzione che non restino residui.

L’asciugatura è l’ultimo, fondamentale tassello: utilizza un panno morbido e non abrasivo per evitare la formazione di ruggine (specie nei caloriferi in ghisa) e accertati che in nessuna fessura permanga umidità.

Pulizia interna e sfiato dell’aria

Usare phon/aspirapolvere per rimuovere la polvere interna

Non sottovalutare la polvere che si nasconde all’interno del termosifone: riduce notevolmente la resa termica e spesso passa inosservata.

Se il modello lo consente, dopo aver smontato la griglia superiore, inserisci il tubo dell’aspirapolvere ed elimina i residui nascosti.

In alternativa, un phon ad aria fredda può convogliare la polvere direttamente su un panno umido steso alla base, agevolandone il recupero.

Volendo, si può pure usare un compressore o una bomboletta di aria compressa, preoccupandosi, però, di coprire il pavimento e dirigere il getto solo sui punti da pulire.

Sfiatare la valvola per eliminare le bolle d’aria

Una volta pulite le superfici, verifica che la valvola di sfiato funzioni correttamente.

Aprila con molta cautela (se necessario, raccogli l’acqua in un secchio o in un catino) per eliminare eventuali bolle d’aria che impediscono all’acqua calda di circolare liberamente.

Questo passaggio assicura una temperatura uniforme e aiuta a evitare strani rumori o zone fredde: presta attenzione che l’acqua fuoriesca regolarmente, segno indicante che l’aria residua è stata eliminata e il circuito operativo è stato ripristinato.

Metodi per sporco ostinato e macchie sui muri

Miscela aceto/detersivo per grasso

Le zone più “insidiose”, come i punti dove il calore favorisce l’accumulo di unto o la formazione di antiestetiche impronte, possono richiedere misure energiche: una miscela composta da acqua, aceto bianco di vino o aceto ad uso domestico, alcool e qualche goccia di detersivo per piatti liquido è  risolutiva per sciogliere lo sporco più tenace.

Usa uno spray dosatore per distribuirla uniformemente e lasciala agire qualche minuto; risciacqua abbondantemente e controlla che nelle fessure non restino residui.

Evita l’uso di aceto puro su superfici verniciate o particolarmente delicate: è meglio, in tali casi, preferire detergenti neutri o una soluzione meno concentrata.

Sapone di Marsiglia e bicarbonato contro gli aloni

Per cancellare aloni giallastri, macchie nere sui muri adiacenti o piccole zone ingiallite, puoi affidarti ancora una volta al sapone di Marsiglia.

Passalo sulle superfici, insisti sulle zone macchiate e poi risciacqua con acqua tiepida.

Nel caso di superfici bianche che hanno perso brillantezza, una pasta di bicarbonato e acqua da lasciare agire per qualche minuto aiuta a schiarire e restituire candore.

Dopo aver pulito le pareti macchiate del calorifero, conviene aerare bene la stanza per prevenire nuovi depositi.

Consigli per tipologia di termosifoni (ghisa vs alluminio)

Ghisa: pennello a setole lunghe e asciugatura

I caloriferi in ghisa, resistenti ma facilmente soggetti a ruggine, meritano attenzioni speciali: scegli un pennello a setole lunghe e imbevuto solo di acqua e sapone neutro per penetrare negli interstizi e rimuovere lo sporco più vecchio.

Terminata la pulizia, asciuga bene, utilizzando un panno morbido, in modo che nessuna traccia di umidità favorisca la comparsa di corrosione.

Per chi vuole osare, anche la pulizia a vapore (a 100°) rappresenta un’opzione interessante, purché sia compatibile con la finitura originale.

Alluminio: panno antistatico e detergenti neutri

I caloriferi in alluminio si distinguono per leggerezza e finitura brillante: è bene mantenerne la bellezza con un panno antistatico e, se è necessario, utilizza anche acqua tiepida e poco sapone di Marsiglia.

Evita spugne abrasive o detergenti contenenti sostanze aggressive; preferisci sempre prodotti neutri e asciuga immediatamente per prevenire la comparsa di macchie opache o di segni.

Tieni sempre presente che, ogni intervento, anche il più leggero, restituisce l’impressione di nuovo e prolunga la vita dell’impianto.

Seguire con regolarità questi passaggi non solo mantiene i termosifoni belli a lungo, ma permette di ottenere ben più di una soddisfazione a livello estetico: la casa si scalda meglio, l’aria si purifica e anche le bollette se ne avvantaggiano.

 

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