Vinitaly 2016: wine, love, life

Quest’anno il Vinitaly compie 50 anni ed è più in forma che mai. Tantissimi espositori, un padiglione intero dedicato alle produzioni bio, un altro dedicato alle eccellenze della produzione gastronomica italiana, con particolare attenzione e spazio, com’è giusto che sia, a Sua Maestà l’olio extravergine d’oliva.
Anche quest’anno abbiamo trovato nei vari stand tantissimi amici produttori che ci hanno entusiasmato con i loro vini.
Alcune novità, come il Pecorino e il Bordó dell’azienda marchigiana Pantaleone e il Prosecco Superiore prodotto da Le Vigne di Alice, azienda vinicola e Relais nelle vigne, nato dalla passione per le bollicine di due donne venete che del loro slogan “Life is a bubble” hanno fatto uno stile di vita; molte conferme: bianchi, rossi e l’apprezzatissimo rosè di Usiglian del Vescovo; e il Karagnanj e il Katala della Cantina Tondini, Vermentino di Gallura Superiore che non sfigura a confronto di Vermentini più celebri come quelli della cantina Capichera.
Pausa pranzo stellata, ospiti degli amici dell’Irpinia che, per mano dello Chef Mirko Balzano, ci hanno viziato con piatti notevoli: chitarra trafilata al bronzo con baccalà e peperoni cruschi, rigatone trafilato al bronzo con ragù della tradizione e scaglie di caciocavallo podolico, tagliere di salumi e formaggi freschi. Il tutto innaffiato da una degustazione di vini Taurasi DOCG. Ospitalità dieci e lode dei padroni di casa: Maria Grazia D’Agata e Stefano Carboni della MG Logos.

Fortunatamente non dovremo aspettare il prossimo anno per godere di nuovo della loro ospitalità e inebriarci con vini pregiati visto che sanno loro a occuparsi dell’Ufficio Stampa di un’altra importante manifestazione italiana dedicata  ai vini: il Vinóforum di Roma.

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