Vignarola alla romana

Vignarola alla romana in piatto rustico di ceramica bianca con fregi colorati

In primavera i banchi dei mercati si tingono di un verde brillante che mette subito allegria ed è proprio in questo periodo magico che nasce la vignarola alla romana, uno dei simboli della tradizione gastronomica laziale e che non è solo un contorno, ma un vero e proprio “solstizio culinario”‚ in cui l’inverno, rappresentato dagli ultimi carciofi, incontra la nuova stagione portata da fave e piselli freschi.

Sebbene non sia celebre come la carbonara e la cacio e pepe, la vignarola è il cuore pulsante della cucina contadina romana, un inno alla terra che profuma di casa e di genuinità.

Se sei alle prime armi in cucina, non temere: oggi ti guiderò passo dopo passo per portare in tavola tutto il sapore di questo squisito contorno, privo di lattosio e di glutine e adatto anche a condire pasta e riso.

La storia: perché si chiama così?

Il nome di questa prelibatezza deriva dai “vignaroli”, termine dialettale usato in Lazio per indicare gli ortolani o i viticoltori che lavoravano nelle vigne.

Si dice che questo piatto sia nato proprio a Velletri, dove i contadini, al rientro dai filari, raccoglievano ciò che cresceva tra le viti per preparare una cena rapida e nutriente.

Altri raccontano che fosse la ricetta del “recupero” per eccellenza, preparata con le primizie invendute della giornata al mercato, ma, qualunque sia la verità, il segreto della vignarola sta tutto nella freschezza assoluta degli ingredienti impiegati per farla.

Preparazione della vignarola alla romana

Esecuzione della ricetta: facile

Tempo occorrente: 15 minuti + 25 minuti di cottura

Costo: medio

Ingredienti per 4 persone
2 carciofi romaneschi (mammole)
250 g di fave fresche già sgranate (circa 1 kg ancora da pulire)
250 g di piselli freschi già sgranati (circa 650 g ancora da pulire)
1 piccolo cespo di lattuga romana
1 spicchio di aglio
2 cipollotti freschi
100 g di guanciale (o pancetta tesa per un gusto più delicato)
1 limone
qualche foglia di mentuccia romana (nepitella)
1/2 bicchiere di vino bianco secco
olio extravergine di oliva q.b
sale e pepe q.b

Procedimento

Indossando guanti in lattice per evitare che i polifenoli, ossidandosi a contatto con l’aria, ti facciano annerire le mani, rimuovi le foglie esterne più coriacee dei carciofi fino a raggiungere il cuore tenero e chiaro.

Poi taglia via le punte, pela i gambi con un pelapatate, dividi i cuori a metà nel senso della lunghezza ed eliminane la barbetta interna.

Taglia, quindi, i carciofi puliti a spicchi e immergili subito in una ciotola contenente acqua fredda acidulata col succo di limone e lasciali a bagno fino al momento di cuocerli per impedire che diventino scuri e amari.

Sgrana i piselli e raccoglili in una ciotola; sgrana anche le fave, togli loro l’ “occhio” sporgente (ilo) e, se sono grosse, pure la buccia e mettile in un’altra ciotola.

Fai imbiondire lo spicchio di aglio sbucciato in un filo di olio EVO in una casseruola e, non appena avrà assunto un colore leggermente dorato, unisci i carciofi scolati e asciugati, le foglie di mentuccia e il sale e il pepe.

Falli insaporire e, trascorsi 2 minuti, sfuma con il vino bianco e continua a cuocere i carciofi, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo un po’ di acqua bollente all’occorrenza, fino a quando saranno diventati teneri.

Nel frattempo, monda e trita i cipollotti e taglia il guanciale a dadini, mettili in una padella capiente, falli rosolare in un giro di olio per 2-3 minuti a fiamma bassa e poi unisci le fave e, dopo altri 2-3 minuti, anche i piselli e 1/2 bicchiere di acqua.

Continua a cuocere dolcemente per una decina di minuti e, una volta che sia le fave che i piselli saranno al dente, aggiungi i carciofi e, trascorsi 2 minuti, incorpora pure la lattuga romana precedentemente lavata, scolata e tagliata a striscioline.

Prosegui la cottura per ulteriori 5 minuti e, infine, spegni il fuoco, regola la vignarola alla romana ottenuta di sale e di pepe, lasciala riposare 10 minuti e servila tiepida in tavola, magari accompagnata da fette di pane casereccio abbrustolito.

Conservazione

Proprio come i carciofi e patate in umido, la vignorola è ancora più buona se la si gusta il giorno seguente alla sua preparazione.

La puoi conservare in frigorifero per massimo 2 giorni in un contenitore ermetico, ma evita di congelarla, perché la lattuga romana perderebbe la sua consistenza e diventerebbe acquosa.

Varianti e vino in abbinamento

Per rendere il piatto adatto ai vegani, puoi omettere il guanciale senza problemi, mentre, qualora tu desiderassi conferirgli un tocco di sapidità in più, puoi completare con delle scaglie di pecorino romano a fine cottura.

Se vuoi fare un figurone con gli ospiti, servi la vignarola alla romana con un calice di Frascati, vino che, grazie alla sua sapidità, si sposa alla perfezione la dolcezza dei legumi.

 

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Credito foto intestazione: CityMama per Flickr.com

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