Scarpariello

“Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo”
Stendhal

A ridosso di Via Toledo sorgono i Quartieri Spagnoli.

Se vi capita di trascorrere qualche giorno a Napoli vi invito a lasciare via Toledo e ad addentrarvi nei  Quartieri Spagnoli. Un fitto reticolo di vicoli perpendicolari tra di loro. Passeggiando per i quartieri verrete invasi dalla vera atmosfera napoletana. Antichi palazzi dai grandi portoni; bassi piccoli ma perfettamente organizzati in cui vivono intere famiglie;  un vociare allegro e vivo; un brulicare di trattorie tipiche dai cui odori verrete totalmente inebriati; di botteghe alimentari e non solo..e tante meravigliose chiese. Se alzate gli occhi al cielo vedrete il cielo che emerge tra i palazzi uniti tra loro dai panni stesi al vento.

Sono napoletana, vivo in questa città da quando sono nata eppure, ogni volta che mi addentro in questo luogo rimango affascinata da quanta vita si riesce a respirare. I Quartieri Spagnoli mi hanno sempre emozionato…sarà perchè i miei nonni, tantissimi anni fa, appena trasferiti dall’Abbruzzo, si trasferirono proprio qui, a Via Speranzella.

Molti anni or sono, nelle botteghe degli “Scarpari” (i calzolai) dei Quartieri Spagnoli, complice la necessità di preparare un pasto veloce utilizzando i prodotti che venivano donati ai calzolai dai clienti che pagavano con formaggi invece che con i soldi, nasceva lo Scarpariello. Originariamente veniva utilizzato il ragù avanzato della domenica ma, pian piano, questa preparazione ha subito delle variazioni e oggi viene preparato con i pomodori freschi, o con i pelati e non più con il Ragù.

Da allora lo Scarpariello è diventato uno dei piatti tipici della tradizione culinaria napoletana. Lo trovate in quasi tutte le trattorie della città. E’ il piatto che viene preparato quando si ha necessità di preparare un piatto rapido; quando ci si riunisce con gli amici al posto dello spaghetto di mezzanotte. Bastano pochi ingredienti, un bel “cerasiello” (peperoncino…meglio se fresco) e un trionfo di formaggio grattugiato.

Non vi meravigliate se qualcuno vi dirà che non si fa con i pelati ma con il pomodoro fresco, se qualcuno oltre al pecorino ci mette anche il parmigiano (io li metto entrambi), se vi troverete in una dissertazione sul formato di pasta con cui si prepara…ci sono varie versioni, ognuno ha la sua preferita.

Il mio amico Livio, per esempio, segue la ricetta della nonna di un suo amico, che gli preparava lo scarpariello quando l’andava a trovare a Ischia. Nonna Marisa utilizzava “4 pomodori” (pelati, pomodori per insalata, datterini o pomodori del piennolo e pomodori ramati).  Quando mi ha raccontato di questa versione, mentre la cucinava per noi,  mi ha colpito la solennità con la quale nominava i 4 pomodori!!! Aggiungeva i pomodori per tipologia, dando ad ognuno il tempo giusto di cottura. L’atmosfera in questi momenti è magica perchè si va oltre il cucinare per entrare in una dimensione di ricordo, condivisione e poesia pura.
La versione preparata da Livio era squisita, la cottura della pasta eccellente …d’altronde le Nonne non sbagliano mai!!!! ”</p

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