Quando conviene lavare a mano e quando in lavatrice

Giovane donna si chiede se conviene lavare a mano o in lavatrice i panni sporchi che tiene tra le mani

In quali casi è preferibile il lavaggio a mano degli indumenti e quando, invece, è meglio affidarsi alla lavatrice?

La risposta non è mai universale, dato che dipende da diversi fattori, come la natura del tessuto, la dimensione del carico, il livello di igiene desiderato e l’attenzione alla sostenibilità ambientale.

Perciò, è bene confrontare con criterio i due metodi per poter prendere decisioni davvero consapevoli, evitando automatismi o semplici abitudini.

A fare la differenza non sono soltanto la delicatezza di alcune stoffe o il risparmio di acqua ed energia, ma anche la cura del proprio guardaroba e le implicazioni ambientali, come il rilascio di microplastiche.

L’obiettivo pratico? Mantenere vivi i capi e l’ambiente senza sacrificare igiene e comodità.

Quando conviene lavare a mano: tessuti e situazioni pratiche

Lavaggio manuale di una maglietta con decorazione delicata

Lavare manualmente è la scelta più opportuna quando bisogna proteggere tessuti e dettagli delicati.

I tessuti che è preferibile lavare a mano

  • Lana e cashemere non tollerano sbalzi termici, centrifughe violente e detergenti aggressivi.
    Quindi, è consigliabile effettuarne un lavaggio manuale veloce in acqua fredda con poco sapone di Marsiglia naturale in scaglie o con una minima quantità di shampoo per salvaguardare l’elasticità del tessuto e non rischiare restringimenti e infeltrimenti.
  • La seta, col suo riflesso cangiante, preferisce immersioni caute, strofinature minime e risciacqui veloci, sempre con l’acqua più fredda possibile.
  • Lingerie, capi in pizzo o indumenti con perline e paillettes meritano la stessa cura: il lavaggio a mano, evitando strappi, scolorimenti, slabbrature e la perdita di applicazioni, è una vera e propria forma di prevenzione sartoriale.

Anche l’abbigliamento tecnico e sportivo, specie se progettato per comprimere, traspirare o proteggere, trae beneficio dal trattamento manuale, senza i rischi di perdita di elasticità e di alterazione delle caratteristiche tecniche.

Piccoli carichi e macchie localizzate

Quando la quantità di vestiti sporchi è ridotta, il lavaggio a mano rimane il sistema più strategico: si controlla meglio il consumo di acqua (18–36 l a sessione, misurabili in una bacinella) evitando di avviare la lavatrice per pochi capi.

Esistono anche le macchie localizzate: strofinare a mano una camicia dove serve, con poco detergente direttamente sulla chiazza, spesso risulta assai più efficace che sottoporre l’intero capo a un ciclo completo.

Attenzione al numero di risciacqui: meglio evitarne troppi sotto l’acqua corrente, altrimenti il risparmio idrico svanisce.

Quando conviene usare la lavatrice: carico, efficienza e igiene

Giovane donna carica i panni sporchi nel cestello della lavatrice

Grandi carichi e tessuti robusti (cotone, poliestere)

La necessità di lavare cumuli di biancheria, lenzuola o tutti i vestiti usati durante la settimana impone soluzioni efficienti: una lavatrice moderna utilizza fra 30 e 50 l a ciclo, numeri che calano drasticamente per capo se si riempie il cestello.

Cotone e poliestere, resistenti come pochi altri, tollerano bene i programmi standard e le temperature moderate.

Per di più, la presenza di sensori di carico nei modelli attuali consente di ottimizzare l’impiego di acqua e di energia, sfruttando al massimo ogni ciclo (proprio come è raccomandato dall’ European Commission) e, di conseguenza, di risparmiare sul lavaggio dei panni.

Usare il programma giusto consente anche di preservare le fibre e limitare sprechi: meglio prediligere il ciclo ECO o programmi brevi per capi poco sporchi, ricorrendo alle temperature elevate unicamente per le emergenze igieniche.

Quando l’igiene richiede la rimozione uniforme di batteri/allergeni

L’aspetto igienico diventa centrale in presenza di soggetti sensibili o di motivazioni sanitarie precise.

Soltanto la lavatrice (se ben mantenuta e periodicamente pulita) riesce a garantire una rimozione omogenea di allergeni, batteri e residui grazie alla combinazione di movimento meccanico, ciclo termico e risciacqui efficienti.

Immagine ingrandita di batteri Pseudomonas

In caso di lavaggi a basse temperature, tuttavia, è necessario impostare cicli caldi periodici: la sopravvivenza nelle guarnizioni di batteri, come Pseudomonas, Micrococcus e Sphingomonas non è da sottovalutare se non si effettua senza una manutenzione mensile rigorosa.

Perciò, la lavatrice è da preferire quando c’è la necessità di standard igienici elevati, come confermano diversi studi scientifici internazionali.

Sostenibilità: confronto acqua, energia e microplastiche

Dati di consumo (litri, kWh, riduzioni 2020)

Grazie all’adeguamento dei produttori al regolamento UE relativo alle specifiche per la progettazione ecocompatibile, le lavatrici commercializzate in Europa dal marzo 2021 consentono un risparmio del 40% in energia e del 52% in acqua rispetto ai modelli precedenti,

Usando un elettrodomestico efficiente, i consumi annuali per bucati da 5-7 kg si aggirano attorno ai 150–160 kWh, mentre apparecchi meno recenti possono arrivare a 400–700 kWh.

Un motivo in più per valutare la sostituzione o la cura meticolosa di ciò che si possiede.

Lavare a mano, invece, può essere sostenibile solo per pochi capi e con risciacqui mirati: con 18–36 l a sessione, si riesce a risparmiare davvero solo evitando di usare eccessiva acqua corrente.

Altrimenti, i vantaggi si annullano.

Strategie per ridurre il rilascio di microplastiche (filtri, fibre naturali)

Il dato che fa riflettere arriva dalla ricerca: ogni ciclo di lavatrice su capi sintetici rilascia oltre 700.000 microplastiche nell’ambiente.

Per arginare questa perdita invisibile, si consiglia di lavare a mano i tessuti sintetici (quando possibile) con movimenti dolci e pochi risciacqui.

In alternativa, l’installazione di filtri anti-microplastiche è oggi una delle soluzioni più efficaci e diffuse tra i consumatori attenti alla tutela dell’ecosistema.

La scelta dei materiali resta decisiva: privilegiare fibre naturali come lana, cotone e seta limita già all’origine la produzione di microplastiche e, pur essendo un gesto semplice, ha un grande impatto sull’ambiente.

Igiene e microbiologia: come mantenere efficaci entrambi i metodi

Punti critici della lavatrice (guarnizioni, cassetto, filtro) e pulizia mensile

Una lavatrice efficiente non può trascurare la sua stessa salute interna: guarnizioni, cassetto del detersivo e filtro raccolgono residui e ospitano colonie batteriche.

Solo la manutenzione mensile con acqua calda e detersivo ad hoc riduce significativamente il rischio di contaminazioni, soprattutto da parte di Pseudomonas, Micrococcus e Sphingomonas.

Come si apre il filtro della lavatrice

Guarnizioni sporche o l’ostruzione del filtro possono vanificare qualsiasi sforzo di pulizia, trasferendo batteri sui panni proprio quando dovrebbero essere puliti.

Asciugatura corretta dei capi lavati a mano per evitare muffe

Sebbene siano in molti a lasciare i capi bagnati in una bacinella a lungo o a far asciugare i delicati in ambienti chiusi, farlo è un errore fatale.

Dopo il lavaggio a mano, il risciacquo va fatto subito con acqua fredda e i capi devono essere stesi all’aria in una zona ben ventilata.

È unicamente in questo modo che si previene il rischio di muffe, cattivi odori e proliferazione batterica, specie se si tratta di indumenti in lana o in seta.

Regole pratiche e impostazioni: temperature, dosaggi, programmi

Temperature consigliate (freddo, ≤40°C), ECO, sensori di carico

Temperature e programmi fanno la differenza tra capi che durano anni o si rovinano alla svelta.

Acqua fredda per seta e delicati, programmi a ≤40°C per la maggior parte dei tessuti: così si risparmia energia e si limita l’usura.

Il ciclo ECO permette pulizie efficaci con meno risorse e i sensori di carico fanno il resto, dosando acqua e detersivo in base al peso effettivo del bucato.

Dosaggio detersivo e evitare centrifuga alta sui delicati

Il detersivo,va dosato con parsimonia” sia nel lavaggio manuale sia in quello meccanico, poiché usarne troppo complicherebbe i risciacqui e lascerebbe residui.

Le lavatrici moderne di ultima generazione spesso ne regolano in automatico la quantità, ma nei lavaggi manuali  è sempre meglio non esagerare.

Se gli indumenti sono particolarmente delicati, è meglio evitare di centrifugarli, dato che la rotazione ad alta velocità del cestello della lavatrice:

  • riduce la vita delle fibre;
  • può deformare i tessuti;
  • aumenta la fuoriuscita di microplastiche dai materiali sintetici.

Manutenzione e strumenti utili: filtri, saponi e cura degli elettrodomestici

Installare filtri anti-microplastiche e usare saponi tradizionali

La cura ecologica non si ferma alle buone intenzioni: i filtri anti-microplastiche contribuiscono a una concreta riduzione delle fibre disperse nell’ambiente durante ogni ciclo della lavatrice.

Sapone Alga semi-solido nella sua confezione

Oltre a ricorrere alla tecnologia, conviene riscoprire i detergenti tradizionali e green, come il sapone di Marsiglia naturale e quello Alga potassico e molle (col quale si può anche fare un ottimo detergente multiuso a basso costo).

Vale proprio la pena usarli, visto che sono semplici da utilizzare e garantiscono una pulizia efficace senza danneggiare i tessuti e il pianeta.

Cicli di pulizia e controllo dell’efficienza energetica

I cicli di pulizia periodica della lavatrice sono un passaggio obbligato per chi vuole igiene e massima efficienza, soprattutto quando si alternano lavaggi a temperature basse con quelli igienizzanti.

La regolare pulizia e manutenzione della lavatrice, infatti, allunga la durata della macchina e permette sia di ridurre i consumi sia di evitare trasferimenti microbici su vestiti e biancheria.

Attenzione, infine, alla classe energetica e all’età dell’elettrodomestico: una verifica annuale può suggerire quando puntare su modelli più efficienti o su una manutenzione straordinaria che ridia “smalto” anche a un apparecchio vecchio.

In sintesi, decidere quando lavare a mano e quando in lavatrice senza sbagliare richiede consapevolezza ed è importante valutare la tipologia di tessuto, il numero dei capi, il livello di igiene desiderato e l’impatto ambientale di ogni scelta.

Dai la preferenza al lavaggio manuale per lana, cashmere, seta, lingerie e pochi capi e punta sulla lavatrice per tessuti resistenti e cicli a pieno carico.

Dosa bene il detersivo, scegli programmi efficienti e mantieni pulita la lavatrice e i suoi filtri: sono accorgimenti semplici ma decisivi per risparmiare, migliorare il lavaggio e proteggere l’ambiente.

 

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Credito foto in evidenza: Freepik.com

Credito foto lavaggio manuale di maglietta: Footy.com Images per Flickr.com

Credito foto caricamento della lavatrice: Freepik.com

Credito batteri Pseudomonas ingranditi: adrigu per Flickr.com

Credito foto controllo del filtro della lavatrice: Marco Verch su licenza Creative Commons

Credito foto sapone potassico Alga: Algasaponeecologico.eu

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