OLIO NON AVRA’ PIU’ SEGRETI

Io ringrazio davvero il mio blog, e tutto ciò che le ruota intorno, perchè grazie a lui ho la possibilità di conoscere persone stupende, e soprattutto arricchire le mie conoscenze.
Come sapete nella vita reale sono una commercialista e dò spesso i numeri in tutti i sensi, ma grazie al blog riesco a staccare la spina, e a portare a voi un pò del mio sapere o meglio delle mie fortunate conoscenze.
Dopo i post dedicati ogni primo lunedì del mese all’arte bianca, ho deciso di introdurre l’argomento OLIO, avendo avuto il piacere di conoscere Fulvio Raimondi sommelier dell’olio extra vergine di oliva dal 2018, ho capito che mondo fantastico c’è dietro a questo prodotto, così ho chiesto a lui di raccontarci un pò di questo come definisce lui “TESORO“, e se poi vi piacerà vorrei anche con Fulvio creare un appuntamento mensile….. intanto iniziate a leggere qui sotto cosa ci racconta e sarei molto feleci se metteste un MI PIACE alla sua PAGINA FACEBOOK: OLIOEVOCULTURA
Buona lettura….

OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA, UN TESORO TUTTO ITALIANO

L’Italia, si sa, è un paese unico al mondo.

Conserva il 70% delle bellezze artistiche ed architettoniche del mondo, sdraiata su mari che la cullano e la circondano, riparata ed attraversata da catene montuose che mantengono un clima mite, puntellata di borghi che si sono conservati nei secoli e caratterizzata da un bagaglio gastronomico senza precedenti.

Tra tutti questi ingredienti ce n’è uno che si deve considerare come il vero e proprio tesoro italiano.
Una sorta di marchio di fabbrica della qualità che abbiamo la possibilità di avere tutti i giorni sulle nostre tavole.
L’olio extravergine di oliva.

Parlare di olio extra vergine di oliva in Italia, è come raccontare della propria anima.
Ѐ come descrivere il proprio DNA.
Sì, perché se si andasse indietro nei secoli, troveremo resti e testimonianze che ci raccontano quanto l’olio extra vergine di oliva fosse diffuso anche nelle civiltà dell’antichità.
Ma furono i Romani i primi che intuirono quanto l’olio extra vergine di oliva potesse essere importante e fondamentale come alimento ed ingrediente.
Le loro conquiste ed il loro impero fecero sì che da quello che è l’attuale medio oriente, Siria, Israele e Libano, le coltivazioni dell’ulivo arrivassero anche sulle terre del famoso stivale.

La tecnica ed il clima favorevole fecero poi il resto tanto che oggi il nostro paese è il
secondo produttore mondiale di olio extravergine dopo la Spagna.
Ma se si volesse entrare nel mondo dei numeri, ci si potrebbe già fare un’idea di chi produce maggiore qualità.
Nell’annata 2019/2020 la Spagna ha prodotto circa 1 milione ed 800 mila tonnellate di olio evo, mentre noi ne abbiamo fatte circa 360 mila. Sei volte di meno. Ma per lavorare una produzione 6 volte inferiore, abbiamo tre volte il numero dei frantoi che ci sono in Spagna: circa 5000 contro il circa 1400 spagnoli.
Già questo fa capire che le nostre olive sono trattate meglio ed in modo più tempestivo, perché se le olive, una volta raccolte, stessero nelle cassette per un giorno o forse più,
l’olio che se ne ricaverebbe, sarebbe di scarsa qualità.
Un altro numero che ci fa primeggiare è quello delle cultivar, che è una crasi delle parole
CULTIVATED VARIETY.

In Italia ne abbiamo quasi 600 diverse e certificate, in Spagna ne hanno meno della metà, in Grecia, terzo paese produttore al mondo, ne hanno ancora meno.
Si può quindi immaginare e capire che gli oli prodotti da una sola cultivar, chiamati monocultivar, aggiunti a quelli prodotti con un blend, quindi con più cultivar insieme, possono abbracciare una infinita varietà di possibilità.
Parlare di olio extra vergine di oliva, quindi, in Italia può essere piuttosto semplice in termini generali.

Ma se lo si fa con le conoscenze e la passione di un sommelier dell’olio extra vergine di oliva ci si accorge che il cammino che questo prezioso nettare deve fare è ancora molto.
Sì, perché se prendiamo ad esempio il vino, oggi tutti sanno che ogni tipologia si presta a determinati piatti o pietanze.

La cultura del vino è piuttosto diffusa tra le persone, giustamente. Non si può dire lo stesso, purtroppo, per l’olio extra vergine di oliva, malgrado la sua importanza.
Troppe volte si sente dire, anche dagli chef più affermati, in fase di preparazione di un piatto, frasi tipo “Aggiungete un po’ di olio extravergine…” così, in modo generico.
Ma alla luce delle infinite possibilità e varietà che il patrimonio italiano ha di olio extra vergine di oliva, tutto è fuorchè generico.
Allo stesso modo, mangiando noi cose sempre differenti da un giorno all’altro, non è possibile pensare di avere in casa una sola bottiglia di olio.

E poi, se siamo disposti a spendere 15 euro per una buona bottiglia di vino che quando la si aprirà, durerà una serata, perché non spenderne altrettanti per una bottiglia di olio extra vergine di oliva di qualità, che poi potrà durare anche un mese?
Oppure, perché quando si va al ristorante, e si chiede l’olio, senza considerare le volte che ci viene portata un’ampolla che tra l’altro è anche fuorilegge, ci portano l’unica bottiglia disponibile? In tal modo passa il messaggio che l’olio sia una cosa a parte dal cibo che si consuma.
Invece l’olio extra vergine di oliva, al ristorante, sarebbe bene poterlo scegliere, proprio come succede con il vino.
Non ultimo il fatto che l’olio lo si mette direttamente su ciò che si mangia, non lo si tiene a parte, come il vino.

Insomma, l’olio extra vergine di oliva ha tutto un mondo da esplorare.
Ci sono oli che hanno diversi caratteri ed originali personalità.
Non esiste in assoluto un olio extra vergine di oliva più buono in assoluto, esistono però abbinamenti con il cibo migliori.
L’olio extra vergine di oliva giusto, eleva il piatto alla supremazia del gusto.
Regala sensazioni nuove e mai provate.
Con i suoi diversi fruttati, leggero, medio ed intenso, abbiamo una vastità di emozioni da esplorare.
Un olio dal fruttato leggero, ad esempio, andrà bene su cibi dai sapori più delicati tipo carni bianche, o antipasti magari di pesce crudo o formaggi freschi; al contrario, oli extra vergine dal fruttato intenso si troveranno a proprio agio su cibi più strutturati come carni rosse, paste con sughi tipo ragù o anche delle mai banali bruschette.
L’olio extra vergine di oliva è un mondo da esplorare e da divulgare.
Ѐ quel dettaglio che rende affascinante un piatto.
Ѐ un viaggio tra gusto ed emozioni che vale la pena di vivere.

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