Mignozzoli abruzzesi all’anice

Mi metterò una maschera da
Pulcinella
e dirò che ho inventato la
mozzarella.
Mi metterò una maschera da
Pantalone,
dirò che ogni mio starnuto vale
un milione.
Mi metterò una maschera da
pagliaccio,
per far credere a tutti che il sole è
di ghiaccio.
Mi metterò una maschera da
imperatore,
avrò un impero per un paio d’ore
e per voler mio 
dovranno levarsi la maschera,
quelli che la portano 
ogni giorno dell’anno
E sarà il carnevale più divertente,
veder la faccia vera 
di tanta gente.

(Gianni Rodari)
In questi ultimi giorni di Carnevale, non è ancora il momento di pensare alla dieta, è invece il momento di goderci le golose delizie legate a questa festa, quindi seppelliamo i sensi di colpa e iniziamo a friggere! Tra tutti i dolci carnevaleschi le castagnole, queste piccole sfere dall’interno soffice e profumato, sono a parer mio in assoluto le più facili e veloci da realizzare e da far sparire! Ogni famiglia ha la sua ricetta, tramandata di madre in figlia, ogni regione ha le sue varianti e ogni nome in dialetto è sempre magico ed evocativo di allegria e golosità, come solo il carnevale sa regalare. Questo sfizio, per lo più fritto e zuccherato, ha origini antiche, sembra infatti risalire al ‘700, infatti in un manoscritto dell’epoca, trovato da Italo Arieti negli Archivi di Stato della città di Viterbo, sono presenti in ben quattro ricette diverse di castagnole. A proposito di ricette tramandate dalle nonne, come sapete nelle mie vene scorre sangue abruzzese ed infatti quella che vi propongo oggi è proprio una delle ricette de quadernino di nonna Evelina, i Mignozzoli abruzzesi, delle sofficissime e profumatissime castagnole impastate con ricotta e anice. L’anice è uno dei miei profumi evocativi di casa e famiglia, delle mie estati da bimba nella grande villa dei nonni immersa nel verde. Non so di preciso se l’anice sia legato alle tradizioni culinarie abruzzesi, ma i semi di anice e il liquore all’anice erano molto utilizzati da mia nonna nei dolci.

Ingredienti
Per circa 60 pezzi
400 gr di farina 00
4 uova bio
250 gr di ricotta di pecora 
120 gr di zucchero semolato
100 ml di latte fresco
20 ml di liquore all’anice
semi di anice q.b.
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale
Inoltre
olio di semi di arachide
zucchero semolato
Procedimento
In una ciotola lavorate la ricotta con lo zucchero ed un pizzico di sale, fino a ridurla in crema. Aggiungete le uova, il liquore ed i semi d’anice. Amalgamate bene, poi unite la farina setacciata con il lievito ed amalgamate ancora fino a formare un composto non troppo sodo.  Coprite la ciotola con della pellicola trasparente e mettete in frigorifero (da un minimo di 20 minuti al massimo di 5/6 ore). Scaldate in un pentolino profondo, dal fondo spesso, abbondante olio d’arachide insieme ad uno spicchio di mela (assorbirà parte dell’odore della frittura). Una volta raggiunta la temperatura ideale di 180° (se non avete il termometro adatto, immergete un bastoncino di legno nell’olio caldo, sarà alla temperatura ideale quando tutto intorno gli si formeranno delle bollicine) iniziate a friggere. Prendete l’impasto poco per volta e formate delle palline servendovi di due cucchiaini oppure di una sac à poche. Lasciatele cuocere qualche minuto, pochi pezzi per volta. Man mano che le castagnole saranno pronte, scolatele bene e passatele prima su carta assorbente da cucina e poi immediatamente dopo rotolatele nello zucchero semolato. Così come tutti i fritti, anche i Mignozzoli danno il meglio appena preparati, ancora tiepidi o al massimo a distanza di poche ore dalla realizzazione. 
Buon appetito!
Buona vita
e alla prossima ricetta!


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