Sformatini di amaranto e asparagi

Passato un altro sabato. 
Arrivo al weekend che il mio unico desiderio è quello di non fare nulla; poi, non so perché, mi ritrovo con i bambini da accompagnare in giro,  ospiti a pranzo, marmellata da fare, piantine da piantare, vagonate di biscotti da infornare, bucato da stendere, uno stinco che mi ritrovo in cucina bello pregno di marinata da mettere sul fuoco…poi ci sarebbero i letti, i bagni, la cucina: ma nun me va e lascio così. Continuo il mio tour dei ringraziamenti a chi ha deciso di partecipare al The Recipe-tionist di Flavia, del quale questo mese sono protagonista. Oggi tocca ad Alice. Come nel caso di Lucy non è la sola ricetta che abbia provato, ma le foto, queste maledette e stramaledette foto, mi fanno inciampare e perdere l’equilibrio. Ho preparato le barrette di amaranto: finite in un nulla dai bambini che avevo ospiti, i muffin con la marmellata di fragole di cui mi faceva troppo schifo la foto e oggi questi sformatini. 
L’amaranto è stata una piacevole scoperta, credo che continuerò ad utilizzarlo. Ha il pregio di “rendere” molto e per me, che in questo periodo cerco di stare attenta a tavola, non può che essere un pregio.
Non essendo periodo di zucca ho usato gli asparagi, l’idea era di unirvi  delle mandorle al posto delle arachidi, come Alice ha abbinato in un risotto, ma presa dalla fame ho dimenticato di aggiungerle.

Per 4 sformati monoporzione:
  • 160 g di amaranto
  • 300 g di asparagi
  • 1 porri
  • 3 cucchiai di arachidi mandorle
  • olio evo
  • sale
Lavate l’amaranto sotto l’acqua corrente; essendo grani piccolissimi, io ho usato un colino tipo quello da tè. Mettetelo in una pentola con due parti di acqua per una di amaranto (nel mio caso: 320 ml di acqua) e due foglioline di salvia. Quando spunta il bollore, aggiungete un po’ di sale e coprite con un coperchio. Fate cuocere a fuoco basso senza mescolare per 25-30 minuti, finché l’acqua non sia stata completamente assorbita. Se rimane un po’ di liquido, scolate l’amaranto servendovi del solito colino da tè. Rimuovete la salvia a fine cottura.
Mentre l’amaranto cuoce, tagliate finemente il porro e fatelo appassire in una padella antiaderente con poco olio per qualche minuto.
Unite gli asparagi, dopo averli lavati, in pezzetti piuttosto piccoli. Aggiungete metà gli asparagi al porro,  e fate stufare per circa 30 minuti nella padella coperta, aggiungendo un po’ d’acqua se necessario.
A questo punto potete assemblare i vostri sformatini. Io ho usato degli stampini in silicone, che garantiscono una perfetta riuscita in fase di “sformatura”; se usate quelli antiaderenti ricordatevi di ungerli con un po’ di olio. Distribuite in ogni stampino uno strato di amaranto, appiattendolo con il dorso del cucchiaio. Mettete poi uno strato di asparagi e completate con un altro strato di amaranto. Ripassate inforno a 200° per 15 minuti.

Una volta raffreddati, rimuovete gli stampini rovesciando gli sformati sul piatto da portata e servite.


Questa per dimostrare che non sono una cazzara

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