Una giornata a Fico Eataly world di Bologna

A marzo abbiamo passato un weekend a Bologna ed oltre ad una visita al centro ed una cena in una trattoria tipica bolognese abbiamo dedicato poco più di una mezza giornata alla visita di Fico.

Fico la mascotte

Fico Eataly è un open store dedicato ai prodotti culinari tipici italiani che si estende per 10 ettari (tra spazio Fico e campi coltivati) con spazi all’aperto dedicati agli animali ed alle coltivazioni.

Il primo impatto con Fico è stato positivo. Siamo stati accolti da una grande parete colorata dal giallo al verde al rosso che abbiamo scoperto avvicinandoci era costituita da una gran varietà di mele esposte. Mele vere, con tanto di cartello che pregava di non raccoglierle per non rovinare un lavoro immane di sistemazione della frutta.

ingresso di Fico con le mele

Attaversando questo muro di mele, passato il banco informazioni, abbiamo capito cosa è Fico: un mercato al chiuso, senza limitazioni precise tra uno stand e l’altro, con prodotti gastronomici, artigianali ed industriali, intervallati da tanti ristoranti.

Formaggi, ricotte, salumi, prosciutti, conserve, marmellate, pane, pasta fresca, dolci tipici e non, gelaterie, vini e liquori, frutta. Tutti questi prodotti ed altri si trovano uno accanto all’altro senza un ordine preciso. Non c’è una zona dolce ed una zona salata oppure lo spazio diviso secondo la regione di provenienza. E’ tutto mischiato senza criterio.

Tra un negozio (di questo si tratta anche se non ci sono porte per entrare) e l’altro tanti ristoranti, tutti costosissimi. Un qualsiasi primo parte da minimo 12 euro, anche il più semplice. Giustificare il costo dicendo che si tratta di un prodotto tipico regionale non è sufficiente, anche perchè spesso non è vero.

Comunque se vuoi pranzare o cenare a Fico puoi scegliere se mangiare pasta fresca, carne alla brace, pesce, pizza. Inoltre ci sono degli spazi che puoi identificare meglio come street food piuttosto che ristorante, come il molto apprezzato banchetto degli arrosticini abruzzesi.

Oltre al cibo ci sono molti stand dedicati agli oggetti per la casa come pentole ed elettrodomestici oltre a piante da appartamento o da orto. Questo da ancora più l’idea di trovarsi al mercato.

Per giustificare il motto che Fico sia un viaggio nella gastronomia italiana alcuni eventi fisso o ad orario, come le sfogline che lavorano la pasta a vista del pubblico, o chi prepara il formaggio, o lo stand della Balocco con il robot che cuoce i biscotti. Una buca auditorium per qualche ora di musica dal vivo e un campo da calcetto-pallavolo tentano di attirare anche i più giovani.

Fico si può girare anche in bicicletta, con delle bici speciali ritirabili all’ingresso, ma non è poi così enorme. Si gira tranquillamente ed anche meglio a piedi.

Fico l'esposizione

Assaggiare qualcosa? Lo devi comprare. Mi aspettavo che gli stand offrissero un assaggio dei loro prodotti per invitare all’acquisto, ma sono rare eccezioni. Se vuoi comprare qualcosa ti devi fidare. In effetti sono tutti prodotti scelti e di buona qualità ma se vuoi fare qualcosa di diverso da un grande supermercato ti devi esporre in maniera diversa.

A conferma del senso di grande supermercato prima dell’uscita c’è appunto il supermercato con quasi tutti i prodotti che puoi comprare ai vari stand. Conviene (non per il costo che rimane lo stesso, ma per il tempo e la scelta) fare un giro con il carrello qui, piuttosto che comprare le cose qua e la.

In definitiva Fico è stato piuttosto deludente. Da vedere forse almeno una volta per rendersi conto di cosa è, ma alla fine quello che trovi a Fico lo trovi anche in tanti centri commerciali e per un ristorante è più economico e divertente scegliere una trattoria tipica in centro piuttosto che provare le mense di Fico.

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