Petto di tacchino arrotolato

La mia nonna desiderava possedere qualche gallina, giusto per avere le uova fresche al bisogno, ma abitando in una zona residenziale con tante villette, mantenere questi animali da cortile, col tempo è diventato impossibile.
Avevamo però una sua cugina che viveva in aperta campagna, sulle prime colline della Val Luretta, ricordo le gite domenicali a casa sua, una cascina ristrutturata, con un enorme cucina  e la stufa sempre accesa (almeno in inverno).
Si entrava e c’era quel profumo di legno che ti avvolgeva, un assaggio alla sua crostata con la marmellata, poi subito sull’aia.
C’erano tutti gli animali possibili in quella fattoria, dal vitellino al cane, dalle faraone (che ho sempre odiato per il loro verso continuo) alle galline, anatre, conigli, oche… la maggior parte dei volatili erano liberi di razzolare ed io che sono sempre stata un’amante degli animali ero come in paradiso.
C’era anche un laghetto poco distante, di quelli che utilizzano per irrigare, e all’interno c’erano dei pesci rossi enormi, quanti ricordi! Da quella gita portavamo a casa sempre le uova, quelle nostrane che spesso faceva cercare dalla sottoscritta negli angoli più nascosti dell’aia, e qualche volatile soprattutto per le festività, non amava vendere i suoi animali.
Questo arrotolato era una ricetta di mia nonna, il tacchino lo gestiva a pezzetti, il petto veniva utilizzato per l’arrotolato, le cosce venivano messe arrosto, il collo veniva farcito e la carcassa con la carne che rimaneva veniva utilizzata per il brodo, altri tempi… non si buttava niente!
Ma passiamo alla ricetta, un classico arrotolato che veniva cucinato alla domenica, era una ricetta festiva ;) e la farcitura era sempre la stessa, quella che ho riportato qui sotto.
Volendo è possibile cambiare, seguendo i gusti personali, importante è che i colori dei vari ingredienti contrastino, per dare un effetto cromatico piacevole alla fetta.
Ecco le dosi e il procedimento per festeggiare la giornata delle cucina dell’Aia celebrata dal Calendario del Cibo italiano.

Ingredienti per 6 persone

petto di tacchino tagliato in una sola fetta (circa 800g)
150g di prosciutto cotto
500g di spinaci freschi
2 uova
20g di parmigiano grattugiato
150ml di vino bianco secco
sale e pepe
olio evo

Prendere la fetta di carne di tacchino, batterla con il batticarne, condire con sale e pepe. e regolare i contorni, cercando di dare la forma a rettangolo.
In una larga padella scaldare un cucchiaio di olio, aggiungere gli spinaci mondati, lavati ancora ben bagnati (l’acqua è utile a creare l’umidità utile alla cottura) , coprire con il coperchio e cuocere 4-5 minuti, controllando spesso.
Quando visivamente risultano ben appassiti, spegnere il fuoco e aggiustare di sale. Lasciare raffreddare.
In una ciotola sgusciare le uova, condire con sale, pepe e parmigiano, sbattere con la forchetta.
Scaldare una larga padella con un paio di cucchiai di olio, friggere la frittata da entrambi i lati per un 4-5 minuti. Lasciare raffreddare.
Riprendere la fetta di carne, posizionare su di un tagliere e aggiungere gli spinaci, cercare di disporli in uno strato omogeneo.
Collocare la frittata e poi le fette di prosciutto. Arrotolare la carne e legare con  spago da cucina, salare la superficie e aromatizzarla con qualche fogliolina di timo.
In una pentola ovale con coperchio, mettere 5 cucchiai di olio, scaldare l’olio, aggiungere la carne e rosolarla da ogni lato a fuoco alto. Sfumare con il vino bianco, sempre a fuoco alto e quando risulta eliminato tutto l’alcol, coprire ed infornare a 180°C funzione statico per 1 ora e mezza circa.
A cottura terminata, togliere dalla padella, avvolgerlo in carta stagnola per circa 15 minuti, in modo che i succhi della carne si riequilibrino.
Tagliare a fette di circa 0,5 cm. Servire cosparso del suo sughetto con insalata verde o peperoni in agrodolce.

Questa ricetta partecipa al Calendario del Cibo Italiano

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