La mia avventura al Palio del Pettine

la mia avventura al palio del pettine

La mia avventura al Palio del Pettine

A distanza di alcune settimane sono finalmente qui a raccontarvi cosa è accaduto al Palio del Pettine. Lo so che sono un pochino in ritardo, ma alcune dinamiche familiari mi hanno impedito di dare il giusto risalto a questo evento a cui ho avuto la fortuna di partecipare. E ho fatto il giudice!!!

Partiamo dall’inizio…
Domenica 7 ottobre 2018 mi sono recata a Mirandola (Mo) per partecipare come giudice alla disfida più golosa della bassa modenese. Giunto alla sua sesta edizione, il Palio del Pettine è una competizione bonaria tra le frazioni di Mirandola che si sfidano nella preparazione del maccherone al pettine.
I Maccheroni al Pettine delle Valli Mirandolesi sono un prodotto col “Marchio Tradizioni e Sapori di Modena”. (ndr. marchio registrato alla camera di Commercio di Modena che raccoglie le eccellenze del territorio modenese)


I Maccheroni al Pettine all’uso delle Valli di Mirandola, Macaròn col petan (all’uso) dla val mirandulesa, diversamente dai garganelli e dai maccheroni al pettine generici, che si presentano entrambi con le “punte” e cioè realizzati arrotolando la pasta lungo la diagonale, si ottengono arrotolando la pasta lungo il lato, ottenendo così la forma di un maccherone cilindrico e senza punte.
L’impasto di farina di grano tenero, semola e uova è tirata in sfoglia con spessore di 2 mm, viene tagliata in quadrati di 4-5 cm di lato. Ogni quadrato viene avvolto su di un bastoncino di legno di faggio del diametro di 1 cm e 20 cm di lunghezza ottenendo così la forma di un cilindro liscio.
Poi con l’operazione di rotolamento del bastoncino sul pettine, mediante la forza del palmo delle mani sapientemente dosata, consente la rigatura trasversale della pasta e la saldatura dei due lembi sovrapposti. Il maccherone così ottenuto avrà tutta la superficie rigata da solchi distanziati di 2 mm l’uno dall’altro.
Questo tipo di rigatura viene ottenuta dalle lamelle di canna palustre delle valli mirandolesi che formano il pettine. I maccheroni vengono poi distesi su telai appositamente costruiti per l’essiccazione della pasta e lasciati ad asciugare naturalmente all’aria fino al raggiungimento della giusta umidità. È possibile utilizzare le nuove tecniche di congelamento sul prodotto fresco. Un maccherone pesa circa 8 g e per produrne 1 kg occorrono 70 minuti.
I Maccheroni al Pettine delle Valli Mirandolesi si accompagnano bene a una serie di ragù che esaltano ulteriormente le caratteristiche locali di questo piatto. Si tratta di ragù di selvaggina e di animali di bassa corte, come il coniglio, il galletto, il piccione, la lepre, le puntine di maiale e l’anatra.

La nascita del Maccherone al Pettine è indissolubilmente legata alla lavorazione della canapa in quanto il “pettine” è lo strumento di legno che aveva la funzione, nei telai domestici, di mantenere distanziati i fili. I pettini avevano lunghezze diverse a seconda della larghezza del tessuto che si voleva realizzare. In ogni casa colonica era presente un telaio in quanto la canapa è sempre stato un elemento importante dell’economia locale.
Le notizie più antiche sulla lavorazione della canapa (cannabis sativa) nel territorio a nord di Modena ci vengono dai documenti amministrativi dell’Abbazia di Nonantola. Risale infatti al 1062 un atto di locazione che Landolfo, Abate di Nonantola, fa a Martino, prete del Secco, di varie pezze di terra poste nello stesso luogo; nel canone annuo di affitto sono compresi un quinto del ricavato del lino e un sestario della canapa di parte padronale (canave donnicata). (Itinerari Storici nella Emilia Centrale, volume secondo, il territorio, pag. 262, Bruno Lodi)
La produzione della canapa, anche se con fasi alterne, si mantiene in espansione fino al XIX secolo, da quel momento un rapido declino, decretato dalla sempre maggiore disponibilità di prodotti tessili industriali come il cotone e interrotto solo nel periodo 1935-1943 (AUTARCHIA), segna la storia di questa coltivazione che scompare dalle nostre campagne negli anni ’50.
L’ultima testimonianza tangibile di questa cultura è la presenza ancora numerosa nei territori dei maceri. I maceri sono vasche artificiali di grandi dimensioni che servivano per la macerazione della canapa scavati direttamente nel terreno.

Palio del Pettine è una gara gastronomica per la contesa del miglior Maccherone al Pettine delle Valli Mirandolesi. Le frazioni della Bassa Modenese si contendono il Palio cucinando un piatto di Maccheroni al Pettine e un ragù scelto dalle frazioni in gara (Cividale, Gavello, Mortizzuolo, Quarantoli, San Giacomo Roncole e San Martino Spino).
Questo progetto è nato nel 2012, subito dopo i tremendi eventi sismici che hanno segnato la zona della bassa modenese. Oggi come allora ha la funzione di collante sociale e culturale fra le stesse frazioni che compongono il Comitato che anima l’evento. Il ricavato del Palio serve ad autofinanziare l’edizione in corso e quella successiva e parte del ricavato viene devoluto ad altre popolazioni colpite dal sisma, come il centro Italia lo scorso anno.

la mia avventura al palio del pettine

Diamo qualche numero!
Quest’anno sono stati preparati 600 kg di maccheroni al pettine, serviti durante le cene di venerdì e sabato e il pranzo della domenica. Il palazzetto dello sport che ha ospitato la sesta edizione del Palio consente di accogliere 850 persone comodamente sedute e durante tutte e tre le giornate si è registrato il tutto esaurito. Si parla circa di 2500 persone, una marea.
Tutto questo immane lavoro portato avanti da 150 volontari che hanno fatto si che tutto si svolgesse alla perfezione.

E con queste premesse domenica a pranzo io e i mie illustri colleghi della giuria abbiamo assaggiato tutti i sei piatti proposti dalle frazioni in gara.

Abbiamo riflettuto molto, non è stata una scelta facile. Tutti i piatti di maccheroni erano molto buoni e dopo una lunga discussione ci siamo trovati d’accordo su chi premiare. Secondo la giuria di qualità (cioè noi) il miglior piatto di maccheroni al pettine delle valli mirandolesi del 2018 è stato quello di San Giacomo Roncole, con il suo ragù “Tradizionale delle Roncole… incora più bon ad l’ann pasa“. (ancora più buono dell’anno scorso ndr)

La giuria popolare ha invece premiato il piatto di Montizzuolo con il ragù “Il gusto della tradizione”.

La mia avventura al Palio del Pettine

Ringrazio Il Palio del Pettine per le foto dei maccheroni e dei cinque piatti.

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