Il nostro viaggio in Scozia

Io ed Andrea abbiamo sempre viaggiato. Siamo entrambi insofferenti alle vacanze relax, io sempre iper attiva e lui poco incline al mare, entrambi poco allenati per la montagna, abbiamo sempre optato per mete turistiche piuttosto impegnative come le città straniere europee ed extraeuropee. Con la nascita di Annika non ci siamo fermati, abbiamo rispettato i suoi bisogni prediligendo inizialmente mete raggiungibili con la nostra automobile (siamo stati a Stoccarda, nella Foresta Nera ecc) e più avanti testando la sua resistenza con piccoli spostamenti in aereo.

Se quando si è in due ci si può permettere di lasciare qualcosa al caso, una volta genitore devi avere sotto controllo quasi tutto, o almeno tutto ciò che deve soddisfare i bisogni primari di un bambino (cibo, riposo e anche gioco). La Scozia è da anni un nostro sogno, fino all’ultimo siamo stati indecisi se affrontarla in camper o in auto ma alla fine abbiamo optato per la seconda ipotesi. L’idea da sempre era quella di organizzare un itinerario che ci permettesse di visitare più località possibili, abbiamo previsto soste di 1 o 2 giorni in ogni luogo e per pernottare la scelta è ricaduta subito su piccoli appartamenti in affitto, con una bambina di due anni e mezzo (molto vivace) era impensabile soggiornare in una stanza di hotel, l’idea di avere una casa tutta per noi ci garantiva una maggior flessibilità di orari, possibilità di mangiare in casa o preparare pranzi al sacco da portare con noi e, soprattutto, ampi spazi per giocare e lasciar sfogare Annika. Avevamo già sperimentato una soluzione simile lo scorso Dicembre a Londra e ci eravamo trovati benissimo.

 

La prima tappa del nostro viaggio è stata Edimburgo, siamo atterrati  l’11 luglio e abbiamo ritirato l’auto a noleggio direttamente in aereoporto, il seggiolino auto lo abbiamo imbarcato con noi perchè il noleggio in loco è molto costoso, su Amazon abbiamo trovato un copriseggiolino impermeabile dotato di spallacci in modo da poterlo trasportare con più facilità durante gli spostamenti ( sopratutto a termine vacanza quando dall’hotel di Edimburgo ci siamo spostati con i bus per raggiungere l’aereoporto). Edimburgo si visita tranquillamente in giornata, noi abbiamo pernottato per due notti in questo appartamento, spazioso e pulito, con parcheggio privato (importante se non si vuol spendere ulteriori soldi per parcheggiare l’auto) e vicino sia a supermercati che al centro di Edimburgo, ci siamo sempre mossi a piedi. Edimburgo è una città che si visita tranquillamente a piedi, è comoda anche con i passeggini ad eccezione di alcune zone del centro storico caratterizzate proprio da scalinate che collegano una strada con l’altra. Il clima a luglio è simile alla nostra primavera, in dieci giorni non abbiamo mai superato i 18 gradi e su tutta la vacanza abbiamo avuto solo un paio di giornate con sole pieno ( in questo caso occorre protezione solare), anche le piogge che spesso sono improvvise e violente ci sono state risparmiate se non durante il trasferimento all’isola di Skye , occorre però avere a portata di mano nello zaino degli impermeabili, se viaggiate con i bimbi in marsupio organizzatevi con una copertura anche per loro ( noi abbiamo preso una cerata copri-marsupio) o un copri-passeggino antipioggia.

Dopo la nostra seconda notte ad Edimburgo siamo partiti in direzione di Oban che si trova sul mare, lungo il tragitto in auto abbiamo attraversato meravigliosi paesaggi di natura incontaminata, brughiere e colline dove di tanto in tanto si intravedevano chiazze violette di erica. Prima di raggiungere Oban abbimo fatto tappa al The Falkirk Wheel   , si tratta di un ascensore per battelli che mette in comunicazione tra loro i canali di acqua posti su due livelli, la ruota è funzionante e volendo si può fare il giro in battello con tanto di salita in ascensore. Accanto alla ruota di Falkirk c’è anche un’area ristoro con un parco giochi per i bambini che però era in restrutturazione e un divertente percorso acquatico costituito da piccoli canali di acqua con chiuse da azionare a mano, l’acqua è alta pochi cm e si può tranquillamente giocare a piedi nudi, Annika si è divertita parecchio. Tra i servizi offerti dall’attrazione c’è anche un negozio di souvenir con annesso un punto di ristoro.

Dopo una sosta di un paio di ore siamo partiti alla volta di Oban, la cittadina è molto bella, edificata all’interno di un piccolo golfo sul mare del Nord.  Questa città dista circa 4 ore da Edimburgo, noi abbiamo scelto una strada panoramica tra le colline ed i campi in fiore, abbiamo costeggiato un bellissimo lago ed incontrato diverse fattorie. Se potete, organizzate gli spostamenti durante gli orari dei pisolini.

Oban profuma di mare, un odore intenso che non ricordo di aver mai sentito lungo le nostre coste, così forte da averlo percepito anche appena fuori dall’aereoporto di Edimburgo. A ricordarci che siamo in Scozia c’è l’immancabile aria fredda e il suono delle cornamuse che accompagna la nostra passeggiata. Una cosa che mi ha tanto stupita ogni giorno è il sole alto  in cielo fino quasi alle 21, non ho mai visto la notte perchè ci siamo sempre addormentati e svegliati con la luce.
Ad Oban abbiamo pernottato una sola notte in un hotel , abbiamo cenato in un chioschetto che trovate in fondo al molo e che serve pesce freschissimo, cotto ma freddo, perciò valutate se mangiare lì in caso di giornata fredda o se avete bambini, da segnalare anche i numerosi chioschi che vendono fish&chips .

Dopo la sosta di Oban ( che visitate in mezza giornata) siamo partiti in direzione Fort William per una sosta tecnica prima del viaggio verso lì Isola di Skye del giorno dopo. Prima di arrivarci abbiamo fatto un paio di tappe intermedie, la prima semplicemente fermandoci nei tanti punti di osservazione dislocati lungo il tragitto, lì potete parcheggiare l’auto e prendere uno dei tanti sentieri che vi portano tra le verdi valle, a volte i punti panoramici sono a ridosso di cascatelle di torrenti, se siete amanti delle escursioni vi sono anche diverse Guest House in cui alloggiare. L’altra tappa è stata a Glenfinnan , gli appassionati di Harry Potter lo riconosceranno subito, è il viadotto dove sono state effettuate le riprese dell’ Hogwarts Express ! Durante la giornata passano 6 treni ( il treno è proprio il treno a vapore utilizzato per il film), l’orario migliore è alle 15.15 perchè nel giro di 15 minuti passano due treni viaggianti in entrambe le direzioni. Il parcheggio è vicino ad un punto di informazione turistico con annesso bar e servizi, da lì avete circa 20 minuti di scarpinata per la collina, niente passeggini ma marsupi/fasce o bimbi in braccio. Il punto di osservazione è proprio sulla collina, seduti a terra.

Dopo la tappa al viadotto siamo finalmente partiti alla volta di Fort William, siamo arrivati al B&b in tarda serata, questa per noi è stata solo una sosta per la notte e quindi non abbiamo visitato nulla della zona.
Il mattino dopo siamo partiti alla volta della meravigliosa isola.
L’isola di Skye si raggiunge con il traghetto o tramite un ponte che la collega alla terra ferma, in quanto dista pochissimo da essa. Noi abbiamo optato per il traghetto all’andata, lo avevamo prenotato per tempo ma arrivati in anticipo ci hanno fatto ugualmente salire. Il viaggio è breve, questa è stata l’unica occasione in cui abbiamo trovato brutto tempo, ricordo la pioggia a dirotto durante la breve traversata e il clima autunnale che ci ha accolto sull’isola. Nonostante questo è stato subito amore, Skye è incontaminata, popolata principalmente da pecore e mucche che incontrate libere tra i campi che costeggiano l’unica strada che la percorre, una strada stretta a doppio senso disseminata da piccole aree di sosta di cortesia in cui infilarsi ogni volta che si incontra un’auto in senso opposto. Questa strada costeggia paesaggi meravigliosi, la costa che si affaccia sull’Oceano dove la marea forma piccole pozze di acqua, scogliere, paludi interne, laghi cosparsi di ninfee, boschi di fitti pini e valli incredibilmente verdi e perfettamente pianeggianti, colline e pareti rocciose disseminate da torrenti che come vene irrorano di acqua la brughiera disabitata.

 

In questa isola abbiamo pernottato per due notti in una bellissima villetta a due piani di cui conservo un bel ricordo per la pulizia e la luminosità dei locali. I giorni a Skye sono stati di passeggiate e piccole escursioni ed avere una cucina ben attrezzata a pochi metri dal supermercato ci ha permesso di preparare il lunch box ogni giorno e cenare in tranquillità a casa, inoltre abbiamo approfittato della lavatrice per fare il bucato. Una dei tanti vantaggi dell’andare in appartamento è anche quello di portare pochi cambi e lavare durante il viaggio.

Dopo il diluvio del nostro arrivo, il giorno seguente è uscito un meraviglioso sole seppur l’aria era fredda e umida, paradossalmente è proprio dopo la tempesta che si può ammirare al meglio l’isola. Il primo giorno ci siamo recati alle Fairy Glen.

La Valle delle fate è un’incantevole area caratterizzata da piccole collinette, alcune coniche ed altre arrotondate, ricoperto da un tappeto di erba verde e morbidissima. Le colline sono veramente piccole, come piccoli igloo e osservandole hai come la sensazione di veder spuntare il comignolo di un caminetto da un momento all’altro, come fossero vere abitazioni di piccoli esseri incantati. Se avete bambini è sicuramente un posto magico in cui far vivere i racconti di fate e folletti.

Dopo una sosta a casa per il pranzo ci siamo diretti a The fairy pool, le piscine delle fate. Se decidete di fare una vacanza in Scozia investite in un paio di scarponcini da montagna impermeabili, perchè anche se non siete escursionisti vi capiterà di camminare tra i campi e perchè no…di guadare un fiume come è successo a noi!

Le fairy pool sono una serie di piscine naturali scavate nella roccia alternate a cascate e cascatelle lungo un percorso di pochi km, l’acqua a seconda del cielo si tinge di riflessi che vanno dal blu cupo al verde smeraldo. Il percorso non presenta grosse difficoltà a parte due guadi ( il primo stando praticamente con i piedi nell’acqua in bilico su due rocce), il secondo saltellando su dei massi.

Prima di ritornare sulla terra ferma ci siamo fermati a Portree, famoso per il suo porticciolo con una serie di case di pescatori tutte colorate, dopodichè abbiamo attraversato il ponte che ci ha riportato sul continente. Durante il tragitto verso Inverness ci siamo fermati all’Eilean Donan Castle, il mio secondo amore di questo viaggio. Il piccolo castello è uno di quei posti che verrei a sbirciare in ogni stagione dell’anno: immerso nella nebbia autunnale, spolverato di neve…Sorge su un piccolissimo isolotto collegato a terra con un bel ponte di pietra dove musicisti locali allietano i visitatori con danze tipiche suonate col violino. Il suo interno è semplice e ben curato con ricostruzioni delle cucine, stanze e salotti. La sala dei ricevimenti ospita solo 90 persone e spesso è location per matrimoni in stile scozzese e ricevimenti.

Terminata la visita siamo partiti in direzione Inverness, sulle sponde del Loch Ness, località nella quale abbiamo affittato nuovamente una villetta.

Con Skye ci siamo lasciati alle spalle la Scozia incontaminata e ci siamo addentrati in quella più nota di castelli e dimore d’epoca, alcune anche diroccate come la fortezza di Urquhart. La sua visita è preceduta da un video di 10 minuti in cui si racconta la storia del castello, nei locali della biglietteria trovate anche un gift-shop museo in cui potete osservare reperti storici e un bel modellino che ricostruisce il castello in origine, in cui vengono indicati tutti i locali.


Il castello si affaccia sulle acque nere del Loch Ness, la cui immensa superficie liscia e piatta aumenta la sensazione di immobilità del luogo, in una maniera quasi inquietante sicuramente influenzata dalle tante leggende nascoste sotto le acque del lago.

Durante la permanenza ad Inverness abbiamo visitato i dintorni, in particolare siamo andati a Cawdor Castle, il castello è tutt’ora abitato, l’ala adibita alle visite presenta un percorso tra le varie stanze arredate secondo il gusto dell’epoca, strabordanti di ocmplementi d’arredo e libri come solo i castelli inglesi possono essere. I giardini sono spettacolari, il giardino murato racchiude spettacolari aiole fiorite, roseti che si intrecciano formando profumate gallerie e rampicanti che salgono sulle vecchie mura in pietra. In un angolo una porta in ferro conduce nella foresta incontaminata.


Da questo giardino il castello sembra un cottage inglese ma se si raggiunge la facciata principale lo si può ammirare in tutta la sua imponenza. Poco distante si entra in un secondo giardino, il labirinto del Minotauro. Tra le sale del castello, a fine percorso, si arriva in una commovente sala in pietra che custodisce l’albero di grifoglio attorno al quale la leggenda narra che sia sorto il castello.

 

Lasciata Inverness ci siamo diretti verso l’ultima tappa della nostra meta, Stonehaven, lungo il percorso ci siamo addentrati in un’area naturalistica nei pressi del lago Loch Garten, non abbiamo potuto non sostare lungo le sue sponde, il paesaggio era meraviglioso.

 

Immaginatevi una fitta foresta di alberi altissimi ed un’unica strada che la percorre. Gli alberi sono talmente fitti che il sottobosco era costituito solo da una morbida erbetta, niente rovi o cespugli, solo un tappeto verde chiaro e tanti tronchi lisci e bianchi. Il lago aveva la particolarità di avere le acque rosse, forse grazie alla presenza di minerali sul suo fondale. Abbiamo passato circa un’ora sulla sua riva sabbiosa, godendoci quel poco sole tiepido che filtrava dagli alberi.
Ripreso il viaggio siamo arrivati al castello di Dunnottar, si trova a picco sul mare  e raggiungerlo è piuttosto impegnativo, ci sono più di un centinaio di scalini in pietra che scendono verso il mare e risalgono alla fortezza. Le spiagge ai piedi del castello sono formate da bassi scogli lisci, il cui il mare forma tante pozze. Anche all’interno il castello è pieno di scalini in pietra, è piuttosto diroccato e spesso mancano i soffitti, perciò è da visitare con il bel tempo perchè la pietra è piuttosto scivolosa. Nel punto più alto del castello troverete un morbido prato, i panorami sono veramente da togliere il respiro.

A Stonehaven abbiamo alloggiato in uno dei tanti B&b , non ci siamo fatti mancare una lunga passeggiata sul lungo mare terminata con tre cartocci di fish&chips mangiati sulle panchine in mezzo ai gabbiani.

Lungo il percorso tra Stonehaver ed Edimburgo ( abbiamo prenotato una stanza nell’hotel dell’aereoporto per via del volo al mattino presto) ci siamo fermarti al meraviglioso castello di Glamis, ad accoglierci un acquazzone degno del clima scozzese ed un cielo grigio. Provo un senso di disagio misto ad eccitazione nel ripensare a quelle imponenti mura, che sicuramente il clima ha reso ancora più suggestivo. Abbiamo visitato l’ala adibita alle visite ( il castello è tutt’ora residenza Reale) con una bravissima guida (inglese) che ha saputo rendere perfettamente suggestivi i racconti e le leggende che da secoli vivono tra le mura del castello.

La residenza è tutt’ora abitata dai conti Strathmore e Kinghorne, famiglia di appartenenza della Regina Elizabeth Bowes-Lyon madre dell’attuale Regina Elisabetta II, nel castello nacque la seconda figlia, principessa Margaret (1930-2002). Una piccola area del castello è aperta al pubblico, la prima sala visitata è la sala da pranzo, se capitate nel castello guardate in alto e vedrete dei meravigliosi stucchi sui soffitti simili ad una scacchiera con pedine incollate al soffitto. In questa sala una portina camuffata nella tappezzeria vi conduce direttamente nell’antico castello con la sua cripta e le sue leggende di fantasmi. Una scalinata a chiocciola vi porta nel cuore di un salotto, dove, dinanzi ad un camino grandissimo, vedrete due seggioline da bambino appartenute all’attuale regina e alla sorella Margaret. Proseguendo nella visita ci si addentra nelle sale private, la camera da letto di Elizabeth Bowes-Lyon con accanto una culla appartenuta all’attuale regina e un cavallino a dondolo… camminando tra le altre sale passerete accanto ad un angolo in pietra con uno sgabello scolpito nella roccia dove si racconta stazioni il fantasma di un bambino morto dal freddo, dimenticato lì seduto ad aspettare una chiamata mai arrivata…

Nella cappella, dove trovate uno dei 7 unici ritratti ci Cristo col Cappello si narra essersi verificata l’apparizione del fantasma di una donna, madre di Elizabeth Bowes-Lyon.
Se capitate nel castello fermatevi a pranzare o a bere una tazza di tè nel ristorante allestito nelle vecchie cucine , potrete ammirare i forni originali e i carretti su cui venivano servite le pietanze, in alto sulla parete sono ancora ben conservati i campanelli che mettevano in comunicazione le stanze della famiglia reale con i locali della servitù. Subito sotto, una porticina conduce direttamente nella sala comune della servitù, luogo dove venivano consumati i pasti e dove avveniva la vita sociale di chi era a servizio ( se avete visto Downton Abbey sapete di cosa parlo).
Fuori i giardini meritano sicuramente una visita, noi l’abbiamo fatta sotto una leggera pioggerellina, abbiamo visitato gli orti, i giardini all’inglese e quelli all’italiana.

Siamo alla fine di questa vacanza, 10 giorni in giro per la Scozia e quasi 1000 miglia percorse. E’ stato faticoso, lo sarebbe stato se fossimo stati solo io ed Andrea, perciò immaginate come lo è stato con una bambina che all’epoca aveva solo 2 anni. Dietro a questi racconti ci sono anche le mezzore interminabili di contrattazioni per salire in auto… e per poi scedere, per uscire di casa e per abbandonare luoghiin cui neanche voleva metter piede. Ma ci sono state anche le corse sui prati attorno ai castelli, il fish&chips mangiato su una panchina in riva al mare con il vento ad aggrovigliarmi i capelli ed i gabbiani pronti a rubarci gli avanzi.

Da sempre sento frasi a riguardo delle vacanze con i bimbi piccoli ” non val la pena perchè tanto non ricorderanno nulla”, ma perchè? Cosa non val la pena? A distanza di un anno, grazie alle foto, Annika ricorda la Scozia ed i suoi castelli, il ciuf ciuf sbucato da sopra il viadotto, durante il viaggio ha imparato a dire Castello e cosa fosse una bandiera … ha anche imparato la parola Whisky… ma questa è un’altra storia ^^

Next stop?

Irlanda!

 

 

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