GIORNO 29 {UN POMERIGGIO A FIRENZE.}

Una settimana fa, mi divertivo a perdermi per le stradine fiorentine. Una bella giornata di sole, suoni di clacson di auto ferme al semaforo, marea di gente con cui imbattersi ad ogni passaggio pedonale. Caos. Marciapiedi. Turisti e comuni cittadini. E poi, calma. Fontane zampillanti di acqua. Uccellini che cantavano in coro. Freschi palazzi. Immensi giardini. Lunghe camminate. Salite. Scale da fare con calma, per godere bene tutto il paesaggio intorno. Discese. Foto. Risate. Felicità.

In poche parole è stato così il mio primo pomeriggio fiorentino. Una città storica immensa. Di cui ci sarebbe tanto da dire,  ma per le poche ore che ho trascorso non posso raccontarvi molto. Le emozioni che ho provato, mentre passeggiavo lungo l’Arno… queste, invece, ve le voglio proprio raccontare.

Siete pronti?! Vi porto con me.
La prima tappa, per me, è stato Hard Rock Cafe. Non un monumento storico. Ne’ un locale semi-sconosciuto, sperduto tra qualche vicolo. Una tappa assicurata da ogni turista! Ma soprattutto, da ogni studente; che complice i pochi spicci, si ritrova in questo locale a dare un gradito morso ad un semplice panino. Poi, si vuole mettere di tornare a casa senza almeno un souvenir? Qui, sicuramente si trova quello adatto!
Ma più delle tazze, delle magliette e dei peluche. Questo locale mi ha colpito per il suo arredamento!! Per i vari gingilli, appartenuti alle più grandi rock band; che ho avuto il piacere di ammirare ad un palmo da naso.





















Dopo la pausa ristoro, il mio viaggio è continuato tra le vie del centro. Questa, sicuramente, è stata la parte di pomeriggio che mi è piaciuta di più. Ricorderò sempre il via vai di persone, tutte con una cartina in mano e gli occhi puntati al cielo. Nei loro volti (e nel mio volto!) segnali di stupore, ammirazione per le importanti statue classiche e semplice meraviglia ogni qual volta che si passava sotto un arco.


Il momento più esilarante, sicuramente, è stato passeggiare su Ponte Vecchio.Ogni turista pronto a conquistarsi terreno intorno a se’ pur di immortalare con il proprio smartphone quel semplice ed unico attimo. Fra questi turisti, mi vergogno ora di dirlo, c’ero pure io. Non potevo certo tornare a casa, senza almeno una foto!



Invece, il momento più magico è stato Il giardino di Boboli”. “A primo, ero un po’ riluttante ad entrare (anche in questo caso mi vergogno di ammetterlo!). Pensavo che non avrei mai trovato nulla che mi avrebbe amaliato. Credevo che sarebbe stata solo una perdita di tempo: “Quanta Firenze avrei potuto vedere, invece di passare del tempo là dentro?!” Era questo a cui pensavo, senza saper di sbagliarmi alla grande! Una volta, lasciatami convincere sono entrata e mi sono innamorata…


Il paesaggio che si vede, là dentro, non è da perdersi per nessuna ragione al mondo! Più salivo le scale, più rimanevo folgorata, stupita e meravigliata.

Unica raccomandazione. Entrate nei giardini con un unico pensiero. Perdersi tra le varie siepi, per poi scoprire la bellezza di ritrovarsi. Ritrovarsi con se’ stessi. Credetemi, quando passeggiavo, ero felice. Non pensavo a nient’altro che godere della vista; ridere dei miei pensieri ed essere un quasi tutt’ uno con la natura!

Alle prossime emozioni raccontate
xoxo

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