L’inverno porta un’importante novità sulle piste italiane: lo sci e gli sport correlati sono ora soggetti a un vincolo ben preciso: l’obbligo di indossare il casco durante lo svolgimento di tali attività.
Con l’entrata in vigore del Decreto Sport, adesso il casco è d’obbligo per gli sciatori di qualsiasi età e non più solo per i minori di 18 anni, come imponeva la vecchia normativa.
La sanzione per chi trasgredisce? Una multa di 150 euro (meno “super-salata” di quelle previste per chi lascia l’ombrellone in spiaggia, ma comunque non poco onerosa) e, in caso di recidiva, la sospensione dello skipass fino a 3 giorni.
Il provvedimento, adottato dopo una stagione sciistica segnata da gravi incidenti, promette di cambiare radicalmente il volto di quella 2025/2026.
La sicurezza sulle nevi è un tema sentito, sollecitato anche dalla tragica attualità recente: eventi come la scomparsa di Matilde Lorenzi e Matteo Franzoso hanno accelerato riflessioni e decisioni istituzionali, portando a regole più stringenti e ad approcci innovativi alla gestione del rischio.
L’obbligo esiste? Norma e data di entrata in vigore
Decreto legge n.96 del 30 giugno 2025 (Decreto sport)
La svolta legislativa italiana in materia di sicurezza sulle piste arriva con il decreto legge n. 96 del 30 giugno 2025, in cui l’impianto normativo ribalta la prospettiva tradizionale, imponendo il casco obbligatorio a chiunque pratichi attività come sci, snowboard, telemark, slittino o slitta sulle piste omologate.
Secondo il testo, questa misura “è finalizzata a garantire la propria sicurezza sulle piste” e punta a uniformare un panorama che, fino al 2025, aveva visto regole frammentate e applicazione disomogenea, specie per quanto riguarda gli adulti.
Si tratta di un deciso passo avanti rispetto al quadro normativo 2022, che limitava l’obbligo ai minori.
Il nuovo provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 agosto 2025, chiarisce estensione dell’obbligo, responsabilità e disciplina delle verifiche, evidenziando il valore attribuito dalle istituzioni alla tutela di ogni frequentatore delle piste.
Data effettiva: agosto 2025 e stagione 2025/2026
Il dispositivo di legge, entrato in vigore in estate, dispiega i suoi effetti concreti a partire da agosto 2025 in modo da coprire integralmente la stagione 2025/2026.
L’obbligo non conosce eccezioni stagionali: si applica sia alle delimitate finestre invernali sia agli eventuali periodi di apertura straordinaria degli impianti.
Chi si presenterà in pista senza il necessario dispositivo di protezione rischierà sanzioni amministrative immediate.
Le tempistiche sono state scandite dalla necessità di permettere adeguamenti infrastrutturali, campagne informative e una transizione ordinata per gli operatori turistici e le scuole di sci, chiamate a vigilare sull’applicazione della norma.
Chi è interessato e quali attività copre l’obbligo
Tutte le età: minori e adulti
La principale novità introdotta dal d.lgs. n.96/2025 consiste nell’estensione universale dell’obbligo: adulti e minori dovranno indossare il casco obbligatoriamente senza eccezione.
La misura nasce dalla constatazione che, anche tra gli sciatori esperti, il rischio di imprevisti resta elevato e che la maggior parte delle tragedie recenti ha coinvolto atleti di tutte le fasce di età.
La precedente normativa, che fissava il vincolo solo per gli under 18, viene così superata da una logica protettiva più ampia ed efficace.
Valgono quindi, le stesse regole per famiglie, gruppi amatoriali e professionisti: chiunque acceda a impianti e piste certificate dovrà dotarsi di apposita protezione omologata.
Attività incluse: sci, snowboard, telemark, slittino, slitta
L’obbligo non si limita allo sci alpino: sono ricomprese tutte le principali pratiche sportive su neve e l’elenco delle discipline interessate dal Decreto Sport include anche snowboard, telemark, slittino e slitta.
Un dettaglio nient’affatto marginale, perché conferma la volontà normativa di non lasciare zone grigie nei comprensori più innovativi o nei parchi gioco invernali, dove i mezzi alternativi allo sci classico sono sempre più diffusi.
Chi partecipa a gare, corsi o semplici discese ricreative è, pertanto, tenuto ad attenersi alle stesse indicazioni, sia sulle piste principali sia su raccordi, zone baby e aree riservate a discipline “minori”.
Sanzioni e modalità di controllo
Multe fino a 150 euro
Il mancato rispetto dell’obbligo è punito con una multa di 150 euro.
La sanzione amministrativa scatta immediatamente, con l’intento di disincentivare comportamenti superficiali fin dai primi giorni della stagione.
Le forze dell’ordine e il personale delle stazioni sciistiche hanno ricevuto mandato di vigilare attivamente: nessuna zona delle piste sarà sottratta ai checkpoint mobili e ai controlli a sorpresa.
La penalità non si limita all’aspetto economico: la norma prevede anche conseguenze a livello di accesso agli impianti, soprattutto nel caso di reiterazione della violazione.
Ritiro dello skipass (1-3 giorni) e controlli da forze dell’ordine/personale stazioni
Una delle novità chiave della stagione 2025/2026 sarà la sospensione dello skipass, della durata variabile da uno a tre giorni.
Il ritiro dello skipass può avvenire già alla prima infrazione qualora venga riscontrata recidiva o se le condizioni evidenziano una particolare gravità della condotta.
È previsto che il personale degli impianti annoti i dati dello sciatore sanzionato, attivando una segnalazione valida per tutto il comprensorio.
La procedura di controllo si fonda sul coordinamento tra le forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza) e il personale delle stazioni sciistiche.
Gli operatori avranno facoltà di richiedere l’esibizione del casco e della carta d’identità o di un altro documento di identificazione in corso di validità direttamente sulla neve, specie in area partenza/arrivo di seggiovie e cabinovie.
Regole comportamentali correlate (Amsi: le 14 regole)
Punti chiave: velocità, sorpasso, direzione, soste, attraversamenti
Il quadro regolamentare è arricchito dalle prescrizioni stilate dall’Associazione maestri sci italiani (Amsi), nota per le sue “14 regole” che rappresentano il vademecum fondamentale per chiunque frequenti le piste italiane.
Derivata dalle migliori prassi europee, la lista dell’Amsi mette nero su bianco principi imprescindibili, quali:
- Mantenimento di una velocità adeguata alle proprie capacità e alle caratteristiche della pista.
- Scegliere la direzione con attenzione, responsabilizzando sempre chi scende a monte rispetto a chi si trova a valle.
- Sorpassare solo quando spazio e visibilità lo consentono, tenendo conto delle condizioni del terreno e delle altre presenze in pista.
- Prestare attenzione nelle fasi di attraversamento o incrocio delle piste, controllando sia a monte sia a valle.
- Evitare soste non necessarie sui tracciati, fermandosi solo ai lati o in punti perfettamente visibili.
Oltre a questi aspetti tecnici, le 14 regole insistono sul rispetto delle priorità, in particolare verso gli sciatori più lenti e le persone con disabilità, e raccomandano di evitare risalite lungo la pista, pratica vietata in vari comprensori.
Assicurazione obbligatoria e divieto di sciare in stato di ebbrezza
Fra i capisaldi inseriti nel Decreto Sport e ripresi dall’Amsi (soprattutto nelle ultime revisioni), spicca l’obbligo di stipulare un’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi dei danni causati a persone e cose.
Senza questa copertura, non è consentito acquistare lo skipass né accedere agli impianti.
Altra regola cruciale riguarda il divieto assoluto di sciare in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: il personale delle piste e le forze dell’ordine effettueranno controlli mirati, in particolare dopo i recenti episodi segnalati negli après-ski e nei locali di zona.
Eccezioni e normative locali: cosa cambia in Alto Adige
Disposizioni Alto Adige dal 2023 su sorpassi e risalite
Le regioni alpine si distinguono per specifiche normative, in particolare l’Alto Adige.
Dal 2023, nella provincia di Bolzano è in vigore una disciplina più restrittiva sul comportamento in pista: il sorpasso è permesso solo se la distanza non comporta rischio di collisione e la risalita a piedi lungo la pista è consentita solo in caso di assoluta necessità e senza creare ostacolo agli altri sciatori.
Queste misure sono nate da un confronto istituzionale che ha visto coinvolte anche le ASL locali e i presidenti dei gestori impianti, per ridurre il rischio di incidenti nelle aree ad alta frequentazione, come Val Senales e Solda.
Come queste misure si sommano al decreto nazionale
I provvedimenti specifici dell’Alto Adige integrano con quanto disposto dal decreto legge n. 96 del 30 giugno 2025, senza deroghe in caso di conflitto.
Le regole locali–incentrate su sorpasso e risalite–rafforzano così la maglia di controlli e prescrizioni.
Gli sciatori sono tenuti a informarsi sulle peculiarità della zona in cui operano, pena ulteriori sanzioni amministrative o, nei casi più gravi, l’allontanamento temporaneo dalla località sciistica.
I responsabili delle stazioni montane hanno predisposto cartellonistica multilingue e campagne informative mirate, specialmente nei punti di maggiore affluenza turistica.
Aspetti pratici: omologazione, fitting, noleggio e sostituzione
Casco omologato e misura corretta
Il solo fatto di indossare una protezione non è sufficiente: il Decreto Sport richiede espressamente un casco omologato, conforme agli standard tecnici internazionali.
Vengono considerati validi soltanto i modelli marchiati CE o dotati di certificazione simile.
L’attenzione al fitting è cruciale: il casco deve rimanere ben aderente, senza spazi vuoti e senza scivolare all’indietro anche in caso di brusco movimento.
La regolazione del cinturino è consigliata da ogni federazione e scuola sci per garantire protezione ottimale e piena visibilità.
Noleggio e sostituzione dopo impatti
Non tutti dispongono di un casco personale: per questa ragione, il servizio noleggio casco è stato potenziato in tutte le principali stazioni con modelli adatti a ogni età e disciplina.
Inoltre, il personale dei punti noleggio verifica regolarmente l’integrità e l’omologazione dei dispositivi offerti.
Un aspetto fondamentale è la sostituzione del casco dopo un impatto significativo: infatti, anche se i danni non sono evidenti, ogni elemento strutturale può aver perso capacità protettiva.
Le linee guida reiterano questa indicazione, suggerendo di cambiare ogni protezione coinvolta in una caduta con urto violento.
Perché il casco è richiesto: sicurezza e iniziative per la prevenzione
Motivazioni: incidenti recenti e consenso dei maestri
La decisione normativa giunge in risposta a una serie di incidenti mortali che hanno colpito l’opinione pubblica e la comunità degli sciatori italiani.
Gli incidenti durante lo svolgimento di sci alpino, per i quali è stato necessario l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), sono stati ben 1650 nel 2024 e ciò ha sollevato interrogativi inquietanti sull’adeguatezza delle vecchie regole.
La quasi totalità dei maestri di sci e delle scuole di settore si è dichiarata favorevole al nuovo obbligo, sottolineando che già oggi la maggioranza degli utenti indossa un casco conforme.
L’obiettivo dichiarato del Decreto Sport resta quello di “garantire la propria sicurezza sulle piste”, proteggendo allo stesso tempo sé stessi e gli altri attraverso dispositivi fisiologicamente e tecnicamente efficaci.
Progetti di prevenzione: mappatura digitale e IA
Alla nuova stretta normativa si accompagna un cambio di paradigma anche nelle politiche di prevenzione: il progetto Ski Slope Digital Twin, avviato a Sestriere nei primi giorni di ottobre 2025, mira alla mappatura puntuale delle piste da sci attraverso moduli di intelligenza artificiale.
Le piste sono censite per parametri di pendenza, morfologia e condizione della neve, così da generare mappe di rischio suddivise in zone di colore verde, giallo o rosso.
L’obiettivo non è soltanto quello di informare chi si prepara a una discesa, ma anche di anticipare pericoli non percepibili a occhio nudo grazie a modelli predittivi basati su tracciamento e simulazione.
Questa soluzione innovativa, sviluppata da un consorzio di enti tecnici locali, rappresenta uno dei fronti più promettenti della sicurezza invernale.
La stagione 2025/2026 segnerà dunque l’inizio di un’epoca dove la sicurezza personale non è solo responsabilità individuale, ma valore condiviso.
L’obbligo del casco omologato, l’osservanza delle 14 regole dell’Amsi, il timore delle sanzioni amministrative e l’innovazione tecnologica promettono (se adottati da utenti e operatori) di ridurre significativamente incidenti e rischi.
Per chi si accinge a prenotare la prossima vacanza sulla neve, informarsi sulle regole vigenti e dotarsi di ogni presidio previsto dalla legge sarà il primo passo verso una montagna più sicura e inclusiva.
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Credito foto in evidenza: Taquiman per Flickr.com

