Vitamina C e abbronzatura: cosa devi sapere

Donna si applica crema alla vitamina C sul viso abbronzato per ripararlo dai danni causati dal sole

Poiché sono in molti a chiedersi quale sia il reale rapporto tra Vitamina C e abbronzatura, e se questa sostanza sia davvero un supporto valido per la tintarella o se, invece, possa nascondere insidie durante l’esposizione solare, è utile fare chiarezza sul suo ruolo nella cura della pelle in estate.

Fotosensibilità o fotosensibilizzante? Sfatiamo un mito

Spesso i dubbi nascono dalla confusione tra due concetti molto diversi: “fotosensibilità” e “fotosensibilizzazione”.

La vitamina C (acido ascorbico) è una molecola fotosensibile, che, essendo instabile alla luce e all’ossigeno, tende a ossidarsi e a perdere efficacia se non opportunamente formulata e conservata.

Tuttavia, ciò non significa che sia fotosensibilizzante, cioè capace di aumentare la reattività della pelle alla radiazione UV.

La vitamina C, non rende la pelle più vulnerabile al sole, non la danneggia in alcun modo né favorisce eritemi o scottature, ma, al contrario, aumenta la resilienza dei tessuti cutanei.

Pertanto può essere una preziosa alleata nella skincare estiva se la si usa correttamente.

I benefici della vitamina C durante l’esposizione solare

Azione antiossidante e stimolo del collagene

L’azione protettiva della vitamina C, che comunque va sempre usata assieme a una buona crema solare dal PAO in corso di validità in presenza di raggi UV, è dovuta principalmente alla sua ben nota attività antiossidante.

Neutralizza i radicali liberi prodotti durante l’esposizione ai raggi ultravioletti−tra i principali responsabili di fotoinvecchiamento, danni cellulari, perdita di tono e comparsa di macchie−e, inoltre, promuove la sintesi del collagene, contribuendo a mantenere la pelle elastica e compatta anche sotto stress ossidativo.

Influenza sulla melanogenesi

Un punto spesso trascurato, ma cruciale per comprendere il legame tra vitamina C e abbronzatura, riguarda la regolazione della melanogenesi.

Infatti la vitamina C è implicata nella regolazione della produzione di melanina, agendo sulla tirosinasi, enzima responsabile della pigmentazione irregolare.

Questo non impedisce la normale abbronzatura, ma regola la distribuzione della pigmentazione, contribuendo a un colorito più uniforme e riducendo il rischio di discromie e iperpigmentazioni localizzate.

In altre parole, non ostacola la tintarella, ma aiuta a renderla più omogenea e duratura, limitando gli effetti collaterali tipici dell’esposizione solare eccessiva.

Come usare la vitamina C in estate

Formulazione e concentrazione ideali

L’efficacia della vitamina C dipende fortemente dalla sua formulazione.

In quanto sostanza instabile, deve essere inserita in prodotti a pH acido (idealmente tra 3 e 4), in forma pura (acido L-ascorbico) oppure in derivati più stabili come l’ascorbyl glucoside o il magnesium ascorbyl phosphate, che rilasciano lentamente il principio attivo.

Le concentrazioni efficaci per uso topico variano mediamente tra l’8% e il 20%, a seconda della sensibilità cutanea e della tollerabilità individuale.

Quando applicarla

Il momento ideale è al mattino, prima di spalmarsi addosso la protezione solare.

Contrariamente a un pregiudizio diffuso, l’utilizzo di vitamina C sotto la crema SPF è non solo sicuro, ma sinergico: migliora la protezione complessiva dai danni dei raggi UV e ne rafforza l’effetto barriera, senza sostituirla.

Uso interno: dieta e integrazione

Non meno rilevante è l’apporto della vitamina C per via interna, attraverso l’alimentazione.

Infatti una dieta ricca di frutta e verdura fresche (come agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli) e di altri alimenti favorenti l’abbronzatura e la riparazione dei tessuti cutanei sostiene la pelle dall’interno, migliorandone la resistenza allo stress ossidativo, soprattutto se assunti con regolarità nel periodo che precede e accompagna l’esposizione al sole.

Controindicazioni da non trascurare

È, però, importante considerare alcune controindicazioni all’utilizzo dell’acido ascorbico.

In concentrazioni elevate (oltre il 20%) o con pH molto acido, la Vitamina C può risultare irritante per le pelli molto sensibili, causando bruciore, rossore o desquamazione.

Se la pelle è “malconcia” e già compromessa da fattori esterni come sole, vento o cloro, è preferibile scegliere formulazioni più delicate o contenenti derivati stabilizzati della vitamina, in quanto sono meno reattivi.

Inoltre, la Vitamina C non va combinata con altri attivi potenzialmente irritanti, come acidi esfolianti o retinoidi, se non si è certi della tolleranza cutanea individuale.

Ovviamente, il suo uso interno ed esterno va assolutamente evitato qualora si manifestino reazioni allergiche o di sensibilità, come prurito, gonfiore, difficoltà a respirare o eruzioni cutanee.

Infine, va ribadito che la Vitamina C non sostituisce in alcun modo la protezione solare: se utilizzata senza l’applicazione di un filtro SPF adeguato, la pelle rimane comunque esposta ai danni provocati dalle radiazioni UV.

In ogni caso, anche se vitamina C e abbronzatura possono essere un’ “accoppiata vincente” nell’ottenere una pelle più sana e luminosa senza che invecchi anzitempo, la chiave è scegliere formule non aggressive adatte al proprio tipo di pelle senza trascurare mai l’applicazione di una protezione solare ad ampio spettro.

Solo così è possibile trarre il massimo beneficio senza esporre la propria pelle a rischi evitabili.

Domande frequenti su vitamina C e abbronzatura

È meglio usare la vitamina C di giorno o di sera?

Entrambe le opzioni sono valide. Tuttavia, applicarla al mattino offre il vantaggio di proteggere la pelle dagli stress ossidativi generati durante il giorno.
Di sera può essere utile in ottica riparativa e rigenerante, soprattutto in abbinamento ad altri attivi.

Qual’ è la forma migliore di vitamina C per l’estate?

In estate, per minimizzare il rischio di ossidazione, è preferibile scegliere derivati stabilizzati della vitamina C (come Ascorbyl Glucoside o Magnesium Ascorbyl Phosphate) o prodotti in packaging airless scuri e opachi. Le concentrazioni ideali vanno dall’8% al 15% per pelli sensibili, fino al 20% per pelli più resistenti.

È meglio usare un siero puro o una crema alla Vitamina C?

Dipende dal tipo di pelle. I sieri hanno solitamente una concentrazione più alta e penetrano meglio, ma su pelli sensibili o già stressate è preferibile una crema con derivati più stabili e delicati.

Posso usare la Vitamina C in combinazione con altri attivi?

Sì, ma con cautela. Evita combinazioni con acidi esfolianti, retinoidi o altri ingredienti irritanti, a meno che la tua pelle non sia già abituata e tollerante.

L’assunzione di integratori alimentari a base di vitamina C migliora l’abbronzatura?

Non incide sui tempi e sull’intensità in cui ci si abbronza, ma contribuisce alla protezione e riparazione cellulare, migliorando la qualità della pelle e la sua capacità di gestire l’esposizione al sole.
Non è necessario, pero, usarli, dato che basta una dieta ricca di vitamina C per supportare l’abbronzatura in modo indiretto.

 

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Credito foto in evidenza: Freepik.com

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