Le pastette, un dolce antico


Dei cinque sensi l’olfatto è quello con maggior potere evocativo: il profumo di un fiore, di un dolce, l’odore tipico di un luogo riescono a far riaffiorare ricordi ormai sopiti in qualche angolo segreto del nostro essere. E la pastetta, grazie al suo sentore di ammoniaca, sa di casa, di infanzia felice, di genuinità, di tradizioni ormai dimenticate.
Un tempo le pastette erano il simbolo delle feste importanti, come battesimi, cresime e matrimoni. Venivano preparate dalle “maistre” del paese insieme ai biscotti con le mandorle e infornati nel forno a legna per essere offerti poi agli invitati. Quel chicco di caffè o la mandorla che guarnivano spesso le pastette erano per me una golosa tentazione alla quale era difficile resistere e così allungare la mano per afferrarli era questione di un attimo. 
Oggi tutto è cambiato, niente più feste in casa, niente più dolci preparati insieme alle donne del vicinato da servire nelle “guantiere”. Ma le pastette non hanno perso il loro fascino, anzi sanno più di casa, di famiglia perchè da dolci delle feste sono diventati dolci della colazione, da inzuppare ogni mattina nel caffelatte. Un rito al quale non rinuncio. 
Ingredienti
500 gr di farina 00
200 gr di zucchero
3 uova
100 gr di sugna io 80 ml di olio evo
100 ml di latte tiepido
20 gr di ammoniaca
scorza di 1/2 limone
Preparazione
In una ciotola versate la farina setacciata, fate la fontana e versatevi le uova, l’olio evo, lo zucchero, la scorza grattugiata del limone e l’ammoniaca sciolta nel latte tiepido. Impastate il tutto fino ad ottenere un impasto molto morbido, quasi appiccicoso. Stendete l’impasto su una spianatoia infarinata, appiattitelo prima con le mani e poi con il mattarello e formate le pastette con un coppapasta. Spennellatele con il latte, spolverizzatele con lo zucchero e infine ponete al centro un chicco di caffè. Infornate le pastette nel forno già caldo a 180° per 15/20 minuti ben distanziate tra loro.





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