L’anatra all’arancia

Cercare di aver cura della terra, rispetto per gli animali (bipedi e quadrupedi), compiere scelte che sappiano d’armonia è per noi importante. Non solo a Natale.
Cerchiamo di mangiare poca carne. 
Cerchiamo soprattutto di mangiarla scelta e controllata.
Abbiamo trovato un macellaio che forse tu conoscerai già: Walter Sirtori. Puoi andarlo a trovare di persona o visitare il sito internet: “… una macelleria dove si possono trovare carni di diverso tipo e provenienza, scelte da noi con cura ed esperienza aiutati da piccoli produttori che da generazioni allevano con metodo tradizionale, e accanto prodotti provenienti da aziende agricole che hanno scelto il metodo di coltivazione biodinamica o biologico certificato macellate da noi con il controllo del pubblico servizio sanitario…”



COSA&QUANTO
  • Due anatre da 1 kg l’una (per 9 persone)
  • burro, 65 g.
  • olio
  • sale
  • pepe
  • zucchero, 2 cucchiaini
  • 3 arance
  • Brandy q.b.
  • Maizena (amido di mais)

COME
Compra l’anatra, anzi due, dal macellaio in via Paolo Sarpi, il macellaio Walter Sirtori che l’anatra te la disossa e te l’avvolge con cura nello spago.
Metti l’anatra, le anatre, a rosolare in padella con un bel tocco di burro.

“Mi sto ubriacando“, dice il marito mentre rosola l’anatra, le anatre, e ride. 
Sono solo le dieci del mattino e il marito indossa pigiama e vestaglia. E cucina.

Quindi: anatra (le nostre sono due da 1 kg l’una), padella, burro, poi sfuma col Fundador.

Forno ben caldo, pirofila oliata.
Sale e pepe.
Forno al max della sua potenza per i primi minuti, poi riduci a 200.

Il marito mi fa annusare le arance e dice che sono belle. E calabresi.

Lava bene le arance, mentre l’anatra cuoce nel forno.

Il marito mi fa ancora annusare le arance, questa volta già sbucciate.

Sbuccia e spremi tre arance. Tieni la buccia da parte.
L’anatra cuoce nel forno coperta dalla carta stagnola. Cuocerà per circa un’ora e il marito già mi mette in guardia: “Non ne metterò tanto di zucchero”.

Le bucce d’arancia si sbollentano un po’ per sterilizzarle e un po’ per far perdere loro l’amaro.

Adesso la salsa: pentolino sul fuoco con acqua (il marito dice che ne ha messa troppa), zucchero (2 cucchiaini) e succo d’arancia (il succo delle tre belle arance calabresi).
Fai andare la mistura.
Il marito osserva la mistura mentre la fa andare e si ripete di aver messo troppa acqua. 
Fai concentrare la mistura, poi metti l’amido di mais che fa diventare la mistura una salsa. 
La maizena si presenta sotto forma di farina, forse è una farina. Chissà.
Stempera l’amido di mais con dell’acqua e versalo nel pentolino. Mescola con la frusta e versa l’amido. Mescola e versa.
Infine aggiungi le bucce d’arancia nella salsa, alla fine però perché sennò si cuociono troppo.

Dopo mezzora gira l’anatra, poi rimettila nel forno e continua a farla cuocere.

Quando l’anatra è quasi cotta, tirala fuori dal forno e spennellala con la salsa. Aggiungi gli spicchi di arancia che avevi tenuto da parte. Rimettila nel forno per l’ultimo quarto d’ora.

Prima di servirla bisogna tagliarla e irrorarla col fondo di cottura.





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