Brutti ma buoni

Ci sono situazioni in cui bisogna andare oltre l’apparenza e questa è proprio una di quelle. I “brutti ma buoni” non saranno certo belli da vedere, ma il loro sapore è unico ed sono infinitamente golosi. Semplicissimi biscotti con una base di meringa e nocciole tritate vi lasceranno senza parole. La preparazione è facile e non necessità di grandi lavorazioni, in più parliamo di una utilissima ricetta “salva albumi”.

Avete presente quando vi capita di avere una gigantesca quantità di albumi senza sapere cosa farne? Questa è un’ottima alternativa alle classiche meringhe.. se invece siete alla ricerca di altre idee golose potete sbirciare qui, per voi ho raccolto diverse ricette utili a questo scopo, per non sprecare questo prezioso ingrediente.
Ci sono diverse versioni dei Brutti ma Buoni. In diverse regioni italiane, ad esempio, vengono realizzati utilizzando le mandorle tritate e alcuni li preparano con l’aggiunta di un pizzico di cacao. Questa volta ho voluto approfittare del mio fidato “Manuale della pasticceria italiana” e preparare la versione più tradizionale possibile, utilizzando il metodo della doppia cottura.

 

 Una volta montata a neve ben ferma la meringa e addizionata con nocciole tritate, viene infatti cotta in un pentolino prima che i biscotti vengano cotti in forno.
E’ un processo importante che conferisce quel color caramello ai biscotti e che permette di avere un impasto consistente e facilmente lavorabile. In più in questo modo i Brutti ma Buoni manterranno perfettamente la forma durante la cottura. Per fare questo bisogna avere la pazienza di mescolare spesso il composto e toglierlo dal fuoco non appena inizierà a colorirsi e sentirete caramellare lo zucchero. E’ più facile a farsi che a dirsi. Vi accorgerete subito che il composto ha ottenuto la giusta consistenza. E’ importantissimo anche mescolare spesso durante questa fase, per evitare che l’impasto si attacchi.

 Per creare i Brutti ma Buoni esistono due diverse “correnti di pensiero”, c’è chi utilizza il metodo tradizionale, formando una sorta di quenelle con due cucchiai, oppure c’è chi opta per l’uso della sacca da pasticcere. Personalmente mi sento sempre di consigliare il primo metodo. Se avrete lavorato bene il vostro composto durante la cottura nel pentolino, non avrete alcun problema a ricavare tanti golosi biscotti. E poi mica devono essere belli, giusto ? Per circa 20-24 Brutti ma buoni

Ingredienti
250 g di nocciole (o farina di nocciole)
200 g di zucchero semolato
120 g di albumi
vaniglia         
Preparazione
Per la preparazione dei Brutti ma Buoni potete utilizzare nocciole, tostate in forno per pochi minuti e poi tritate piuttosto finemente, o affidarvi alla farina di nocciole. Il risultato, utilizzando quest’ultima, sarà meno granuloso, ma ugualmente ottimo.
Montate a neve ben ferma gli albumi a temperatura ambiente per alcuni minuti, aggiungendo man mano poco zucchero alla volta.  Dovrete ottenere un composto ben sodo e consistente. Aggiungete a questo punto le nocciole tritate finemente, o la farina di nocciole, e i semini contenuti nella vaniglia e mescolate con una spatola, con movimenti delicati dal basso verso l’alto. Trasferite il tutto in un pentolino e ponete su fiamma bassa. Mescolate continuamente il composto fino a quando non inizierà a diventare di un leggero color marroncino e a compattarsi leggermente. La consistenza non dovrà essere liquida, ma facilmente lavorabile con un cucchiaio, quasi fosse caramello. Fate attenzione a non far asciugare troppo il composto. Togliete dal fuoco e prelevate piccole quantità con un cucchiaio. Disponetele quindi man mano su una teglia coperta con carta forno. Fate cuocere in forno statico già caldo a 130°C per circa 30 minuti. I brutti ma buoni dovranno gonfiare, senza colorirsi troppo, ma soprattutto dovranno mantenere una consistenza piuttosto morbida perchè, una volta freddi, tenderanno ad indurirsi. Regolate quindi i tempi di cottura in base a queste informazioni e al vostro tipo di forno. Sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di gustare. Si conservano in un contenitore ermetico per diversi giorni.

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