A Firenze nel periodo di quaresima, da oltre un secolo, appaiono nelle pasticcerie questi biscotti al cacao fatti a forma di lettere dell’alfabeto, che si chiamano appunto Quaresimali. Sono due le versioni sulla loro nascita nel XIX secolo. La prima racconta di un convento tra Firenze e Prato, dove le monache avevano ideato una ricetta Continua a leggere..
FOOD BLOGGER: sabrinafattorini
Gli ultimi post di sabrinafattorini
I quaresimali fiorentini, i biscotti senza grassi
Apple Cinnamon Pull apart bread – Pane brioche a fette con mele e cannella
Nessuno di noi ha mai affrontato una situazione simile. Privati della libertà personale da un virus! Dalla mattina alla sera catapultati in una vita irreale che non è la nostra e che non abbiamo scelto. Durante la crisi economica del 2008, mi sono fatta spesso la domanda: se avessi fatto altre scelte, come sarebbe adesso Continua a leggere..
Petit beurre fatti in casa e sentirsi come Proust
I petit beurre, li ho sempre mangiati, in particolare da bambina, ovviamente quelli industriali, ma adesso, non sono una grande consumatrice di biscotti, i figli sono cresciuti, quindi in casa mia non ci sono mai.Recentemente però, durante un viaggio a Parigi, li ho visti in una boulangerie, erano stati appena sfornati ed ho deciso di Continua a leggere..
Crostata cheese cake ai lamponi ispirata al maestro Stefano Laghi
Stare sempre in casa per l’emergenza corona virus, mi fa passare tantissime ore in cucina. Adesso anche insieme a mia figlia che è tornata a casa, perché anche la sua, come tutte le scuole, è chiusa. Però insieme facciamo davvero un sacco di cose buone da mangiare: come questa torta del maestro Stefano Laghi. In Continua a leggere..
Torta con gli scarti dell’estrattore, perché il cibo non si butta
Chi ama i succhi di frutta freschi fatti con l’estrattore, prima o poi si pone la domanda di come usare gli scarti, in particolare quelli senza “difetti”. Ad esempio, se faccio un succo di mirtilli, gli scarti li passo più volte finché non restano solo i semini, che sono fastidiosissimi e ovviamente lo scarto lo Continua a leggere..
Le pappardelle al ragù di nana, un piatto toscano da non perdere
Intanto, per favore non chiamatela “anatra” che qui in Toscana non si può sentire! Chiamare questo piatto “pappardelle al ragù di anatra”, fa venire in mente un piatto da gastrofighetti che tolgono il grasso al prosciutto di Cinta. Invece queste pappardelle, sono un piatto robusto e conviviale, per i giorni di festa, in particolare per Continua a leggere..
Trippa alla fiorentina,
Talvolta piccoli eventi ti fanno amare o odiare un piatto e tra me e la trippa, c’è stato proprio questo. Da bambina, a casa mia la cucinavano davvero spesso, ma non mi faceva impazzire. La mangiavo un po’ controvoglia, ma non so neanche perché. Poi ho fatto l’Università a Firenze e naturalmente tra studenti, la Continua a leggere..
Il fegato alla veneziana, diventa un finger food
Quando si affrontano i piatti della tradizione, ognuno ha la propria ricetta e spesso la convinzione che sia quella “giusta”. Ma poi cosa vuol dire “giusta”? In questa caso penso che sia sinonimo di “identitaria”, ma l’identità è in continua evoluzione e nella cucina questo si percepisce con facilità. Basti pensare che un piatto identitario Continua a leggere..
Praline di cioccolato fondente e crema al Dulcey, piccoli momenti di estasi
Oggi leggendo questo titolo, starete pensando che esagero, ma questo è davvero uno dei cioccolatini più buoni che abbia mai mangiato e se parliamo di “piccoli momenti di estasi” ecco, assaporando una di queste praline, si comprende il senso della celeberrima scena di “Lezioni di cioccolato” dove Neri Marcorè, nel ruolo di un docente di Continua a leggere..
La ribollita, uno dei piatti più amati della cucina toscana
La ribollita, altro non è che una zuppa di cavolo nero e fagioli con l’aggiunta di pane toscano raffermo, che il giorno successivo viene riscaldata con l’aggiunta di olio extra vergine di oliva. Infatti nella civiltà contadina era uso preparare piatti in quantità per risparmiare l’uso del fuoco e del tempo, quindi riscaldarli e mangiarli Continua a leggere..

