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	<title>Food Blogger Mania &#187; Feder Camp</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>Food Story // Dove e cosa mangiare a Copenhagen</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 09:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come già scritto nel mio racconto su Copenhagen, quando ho deciso di visitare la città, le cose che mi risuonavano in testa erano principalmente due, una delle quali il Noma, che, per gli occhi di un cuoco, è un po’ come il sacro tempio di K&#8217;un-L&#8217;un per il personaggio Marvel di Iron Fist (anche se&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/food-story-dove-e-cosa-mangiare-a-copenhagen/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Come già scritto nel <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ilgustodellimmaginazione.it/2017/03/diario-di-viaggio-copenhagen.html">mio racconto su Copenhagen</a>, quando ho deciso di visitare la città, le cose che mi risuonavano in testa erano principalmente due, una delle quali il Noma, che, per gli occhi di un cuoco, è un po’ come il sacro tempio di K&#8217;un-L&#8217;un per il personaggio Marvel di Iron Fist (anche se per me l’etere gastronomico avrà sempre sede a Castel di Sangro).</div>
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<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it">Non poteva mancarmi.<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/Noma?src=hash">#Noma</a> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/Copenhagen?src=hash">#Copenhagen</a> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://t.co/O3JxvbwoXW">pic.twitter.com/O3JxvbwoXW</a></div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/834449918139969536">22 febbraio 2017</a></p></blockquote>
<p> L’hype è aumentato ancora di più quando, circa sei mesi prima di partire, ho letto che il 28 febbraio sarebbe stato l’ultimo giorno di vita per il celebre ristorante (ora, lo chef, Renè Redzepi, infatti, ha aperto un temporary restaurant in Messico, ma farà ritorno in Danimarca per inaugurare, fuori dalle mura della capitale, una sorta di “fattoria gourmet” che farà sicuramente molto parlare).<br />Ma se da un lato il Noma racchiude(va) in sé tutto l’acume e la sofisticatezza della cucina danese con le sue tre stelle michelin e la sua collezione di miglior ristorante del mondo per quattro anni di seguito, dall’altro il cuore della città batte come un tamburo, scandito da quella umiltà e complicata semplicità chiamata “gastronomia danese”.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-bKR8apHPIMU/WOF9AqNiQrI/AAAAAAAAYQk/mYbZxk5O1ks83vAZTkozkMmzidhhaStPACLcB/s1600/15.jpg"><img border="0" height="213" src="https://4.bp.blogspot.com/-bKR8apHPIMU/WOF9AqNiQrI/AAAAAAAAYQk/mYbZxk5O1ks83vAZTkozkMmzidhhaStPACLcB/s320/15.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Uno dei posti più interessanti è stato il <b>MERCATO COPERTO DI TORVEHALLERNE</b>, primissima tappa del nostro soggiorno in città. Questo “mercato”, che affaccia sulla piazza di Israels Plads, è diviso in due padiglioni che ricordano (volutamente?) due serre.&nbsp; Nel primo è possibile acquistare ingredienti freschissimi come carne, pesce, frutta e verdura, scegliendoli su variopinti banchi espositivi che, per il loro assortimento, solo ammirarne la bellezza vale la visita. Gli stand di pesce, in particolare, sono un incredibile colpo d’occhio, in cui è possibile provare tantissimi piatti (cotti, crudi, marinati, fritti, tutti preparati dallo staff presso gli stand, dotati di cucina in cui è possibile scegliere il pesce e farselo cucinare al momento sotto i propri occhi di turista o no) le <b>FISKEFRIKADELLER</b>, delle poplette di pesce (solitamente merluzzo) impanate e fritte. Le migliori che abbia mai mangiato rimangono quelle assaggiate a Rio De Janeiro, ma queste si difendono abbastanza bene. Un consiglio: il momento migliore per consumare le fiskefrikadeller e tutti gli altri piatti è a ridosso delle ore di punta, dove tutto è cucinato al momento e servito caldo per via della grossa affluenza. A ridosso delle 8 di sera (alle 9 il mercato chiude), invece, già da un’oretta non preparano più nulla e ciò che vendono è l’avanzo della produzione pomeridiana. </div>
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<blockquote><span>&#8221; [..] qui credo di aver provato il miglior porridge della mia vita&#8221;</span></p></blockquote>
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<p>Il secondo padiglione, invece, è composto di stand dove è possibile solo la consumazione e il take away. Qui credo di aver provato il miglior porridge della mia vita. Lo stand che lo prepara è piccolo, si chiama <b>GRØD</b> e dalle 7.30 del mattino alle 17.00 propone ciotole colme di porridge cotto in latte intero di provenienza biologica, servito con frutta fresca, mandorle, cioccolato, salsa al caramello (fatta da loro) e tutto ciò che il vostro cuore desidera e il menù propone. Lo amerete!</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-sfwhMvXFQoA/WOF5fQ8iR1I/AAAAAAAAYP4/5y8H4NdS1nkMpQYL5vYW1dV4CplB1Bi6QCLcB/s1600/14.jpg"><img border="0" height="320" src="https://2.bp.blogspot.com/-sfwhMvXFQoA/WOF5fQ8iR1I/AAAAAAAAYP4/5y8H4NdS1nkMpQYL5vYW1dV4CplB1Bi6QCLcB/s320/14.jpg" width="213" /></a></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-CEJH2DnNr34/WOF5fXzOSfI/AAAAAAAAYP8/Otpql84JeKUddnjR5UIMqTYocrk8RCKCwCEw/s1600/1.jpg"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-CEJH2DnNr34/WOF5fXzOSfI/AAAAAAAAYP8/Otpql84JeKUddnjR5UIMqTYocrk8RCKCwCEw/s320/1.jpg" width="213" /></a></div>
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<div>Sempre qui, al mercato, abbiamo provato lo <b>SMØRREBRØD</b>, forse il più rappresentativo street food danese. Consiste in una fetta di pane (solitamente segale) con combinazioni di ingredienti ed accostamenti di gusto che vanno a comporre questo sandwich aperto esteticamente molto accattivante, ma un po’ difficile da mangiare se non si è seduti ad un tavolino e concentrati a gestire bene gli ingredienti che ad ogni morsi rischiano di cadere addosso. L’ho provato con salsa tartara, patate, pollo e carote. Se volete sapere dove è possibile mangiare il migliore in città, sappiate che lo mangerete bene un po’ ovunque, quindi, mai come in questo caso vale la prima regola fondamentale <i>“Se sembra buono, allora lo è!”</i>.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-JPbQaChXC0o/WOGWn5rDF8I/AAAAAAAAYRE/pWE19TQKTA8QyqgzjpqtcwVxvlyVCXT_ACLcB/s1600/8.jpg"><img border="0" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-JPbQaChXC0o/WOGWn5rDF8I/AAAAAAAAYRE/pWE19TQKTA8QyqgzjpqtcwVxvlyVCXT_ACLcB/s320/8.jpg" width="213" /></a></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-FiN_AMS2JuE/WOGWupceQWI/AAAAAAAAYRI/ACwVXfDTvuc44o7R-gP1lWcmkm4Lzy6eACLcB/s1600/9.jpg"><img border="0" height="213" src="https://3.bp.blogspot.com/-FiN_AMS2JuE/WOGWupceQWI/AAAAAAAAYRI/ACwVXfDTvuc44o7R-gP1lWcmkm4Lzy6eACLcB/s320/9.jpg" width="320" /></a></div>
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<blockquote><span>&#8220;Sinceramente non saprei cosa consigliarvi qui. Credo tutto.&#8221;</span></p></blockquote>
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<p>Rimanendo in tema di street food, sembra che gli hot dog siano un altro elemento tipico di Copenhagen. Si vocifera che il migliore lo prepari <b>DØP</b> (lo potete trovare al seguente indirizzo: Amagertorv 31), ma ho preferito sorvolare e visitare quello che si preannunciava essere il “tempio dello street food”: il <b>COPENHAGEN STREET FOOD</b>, appunto.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-z_getUr_MKw/WOF6ZL6xn1I/AAAAAAAAYQI/VsSEhWtaO8MftJ-yZmTAbgxXyJCbVkHpwCLcB/s1600/6.jpg"><img border="0" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-z_getUr_MKw/WOF6ZL6xn1I/AAAAAAAAYQI/VsSEhWtaO8MftJ-yZmTAbgxXyJCbVkHpwCLcB/s320/6.jpg" width="213" /></a></div>
<p>Un capanno che ospita tutto il cibo da strada del mondo nell&#8217;area di <b>PAPIRØEN</b>, un complesso industriale dedicato in passato allo stoccaggio della carta. Oggi la loro missione è riunire sotto un unico tetto la cultura dello street food mondiale. Se avete un camioncino e volete portare qualcosa di nuovo che non sia già presente, potete farlo liberamente ed unirvi a loro. L’intera area è gestita da <i>“The Association Copenhagen Street Food for conservation of Thorshøjgaard and the Original Red Danish Dairy Breed”</i> e la cosa molto bella è che devolvono tutti gli introiti della vendita dell’acqua presso gli stand ad alcune fattorie selezionate, per la conservazione del bovino rosso danese, una razza utilizzata principalmente per la produzione di latte. Sinceramente non saprei cosa consigliarvi qui. Credo tutto. La carne che abbiamo provato era per la maggior parte cotta al bbq: tenera, succosa, dolciastra. Hanno di tutto, dal panino ripieno di anatra all’immancabile sushi.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-cqZLh537Mkg/WOF7BPsH15I/AAAAAAAAYQQ/73knz5BlXpA2-R9U4Gmft1Ej8CUdw4v3gCLcB/s1600/5.jpg"><img border="0" height="213" src="https://3.bp.blogspot.com/-cqZLh537Mkg/WOF7BPsH15I/AAAAAAAAYQQ/73knz5BlXpA2-R9U4Gmft1Ej8CUdw4v3gCLcB/s320/5.jpg" width="320" /></a></div>
<p>L’ambiente è molto originale e giovanile, con un’illuminazione soffusa, adeguatamente studiata per poter ammirare l’esplosione di colori che fuoriesce dai vari stand (per la maggior parte camioncini) e rendere protagonista il cibo in un ambiente chiuso che non fa in nessun modo perdere il concetto di strada.<br />Visitatelo, fatevi invogliare da ciò che più vi attira e gustatelo all’esterno, seduti su una delle tante tavolate di legno, con la vista del teatro dell’opera dall’altra parte del canale.</p>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-AxauTAAvohU/WOF7GuPvUbI/AAAAAAAAYQU/UFJU0rTD1dYiuXkRcC-6Qbaz-BI9vOcAwCLcB/s1600/4.jpg"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-AxauTAAvohU/WOF7GuPvUbI/AAAAAAAAYQU/UFJU0rTD1dYiuXkRcC-6Qbaz-BI9vOcAwCLcB/s320/4.jpg" width="213" /></a></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-dO4goANguNU/WOGZUHFY4VI/AAAAAAAAYR4/nLU0pz_V1A4uem06qaWB7iYqOF25Ls1ZACLcB/s1600/5.jpg"><img border="0" height="320" src="https://3.bp.blogspot.com/-dO4goANguNU/WOGZUHFY4VI/AAAAAAAAYR4/nLU0pz_V1A4uem06qaWB7iYqOF25Ls1ZACLcB/s320/5.jpg" width="213" /></a></div>
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<blockquote><span>&#8220;[...]abbiamo provato la porchetta&#8221;</span></p></blockquote>
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<p>Poco distante dalla zona della Sirenetta, nei pressi del porto, siamo capitati tra le mura di <b>LØGISMOSE</b>: una società danese che produce sotto il proprio marchio e vende alcuni prodotti ricercati: creme di tartufo, salse, conserve, composte. Il market propone anche una selezione dei migliori prodotti provenienti da tutto il mondo, come vini, formaggi, e ancora ortaggi. Visitando lo store (la quale proprietà possiede anche il ristorante Kong Hans Kælder attualmente fregiato di una stella Michelin), abbiamo fatto amicizia con una simpaticissima signora portoghese. Galeotto di questa frugale conoscenza, è stata una porchetta dalle dimensioni gentili che la signora aveva il compito di gestire. Naturalmente abbiamo provato la porchetta e, dopo, ci ha fatto assaggiare mezzo negozio, tra risate, curiosità e aneddoti vari.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-ikvnUInvPpw/WOGX2rSbdgI/AAAAAAAAYRk/Vfl0Gx-sbHsRIqExD4yc226OF9g-tVnAgCLcB/s1600/12.jpg"><img border="0" height="213" src="https://4.bp.blogspot.com/-ikvnUInvPpw/WOGX2rSbdgI/AAAAAAAAYRk/Vfl0Gx-sbHsRIqExD4yc226OF9g-tVnAgCLcB/s320/12.jpg" width="320" /></a></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-HoAXHBWc3IM/WOGX95Q8M3I/AAAAAAAAYRo/cqg-17n1ULAuWoihufNqrRI1JCGuhmgawCLcB/s1600/13.jpg"><img border="0" height="213" src="https://3.bp.blogspot.com/-HoAXHBWc3IM/WOGX95Q8M3I/AAAAAAAAYRo/cqg-17n1ULAuWoihufNqrRI1JCGuhmgawCLcB/s320/13.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Con uno street food così loquace, viene senza molta difficoltà la curiosità di capire, oltre un ristorante tristellato come il Noma o un ristorante stellato come il Relae (di recente insignito di una stella michelin e al cui timone siede Christian Puglisi, poderoso chef giovane che ha il tricolore nel sangue), come la gastronomia danese si presenti in una città vivace come Copenhagen.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-KU1lX8TAzUs/WOGW285GlWI/AAAAAAAAYRM/S3F48qDgAp8kc2SXoivZUg6s2SVJfzjrwCLcB/s1600/1.jpg"><img border="0" height="320" src="https://3.bp.blogspot.com/-KU1lX8TAzUs/WOGW285GlWI/AAAAAAAAYRM/S3F48qDgAp8kc2SXoivZUg6s2SVJfzjrwCLcB/s320/1.jpg" width="213" /></a></div>
<p>Scelgo <b>HÖST</b> e prenoto un tavolo con largo anticipo. Un bistrot dall’anima fortemente nordica, moderna, che racconta i dintorni della capitale, oltre le mura, laddove il turista non si spinge. Insignito nel 2013 come miglior ristorante di design del mondo, l’elemento naturale con ampio utilizzo di pietra e legno creano un background in perfetto equilibrio con il concetto che la cucina vuole esprimere.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-ICb5XpPWxSw/WOGaR94V6GI/AAAAAAAAYSE/h27IX8BbockOvs8MsRohN26kN7fNffwTgCLcB/s1600/3.jpg"><img border="0" height="320" src="https://2.bp.blogspot.com/-ICb5XpPWxSw/WOGaR94V6GI/AAAAAAAAYSE/h27IX8BbockOvs8MsRohN26kN7fNffwTgCLcB/s320/3.jpg" width="213" /></a></div>
<p>Scegliamo un percorso.&nbsp;</div>
<div>Cinque portate in totale.</div>
<div>All’arrivo ci viene servito del pane fatto da loro: crosta croccante, ottima lievitazione. Leggerissimo. In accompagnamento del burro fatto in casa dal gusto acido, dovuto al latte fermentato utilizzato. Il benvenuto della cucina è una coreografica capasanta servita nella sua conchiglia con mela, amaranto e yogurt ed un rametto di ginepro che, al momento del servizio, viene scenicamente infiammato al tavolo per dare un tono di affumicatura.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-XHIzbaqaGHk/WOGXcALeVUI/AAAAAAAAYRc/ExwPwFfTxdUOiGFOd79CuloJEnFlg8MYACLcB/s1600/7.jpg"><img border="0" height="320" src="https://2.bp.blogspot.com/-XHIzbaqaGHk/WOGXcALeVUI/AAAAAAAAYRc/ExwPwFfTxdUOiGFOd79CuloJEnFlg8MYACLcB/s320/7.jpg" width="213" /></a></div>
<p>Il piatto che mi ha convinto di più è stato lo stinco di maiale con finocchio, yogurt ed erbe. Tutte le portate sono fortemente aiutate dalla terracotta con cui sono prodotti i piatti, volutamente lasciati grezzi che diventano l’anello tra il concetto di modernità e la materialità agreste che la cucina vuole proporre, con bicchieri di vetro fine che ripristinano l’asset di ricercatezza, affiancati da meravigliosi candelieri di semplice ottone che sorreggono la luce fioca che ha scandito tutta la nostra cena.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-nQBWUEzVKn0/WOGaljkVciI/AAAAAAAAYSI/t_UXjy_7sCYT7DqEQOek0Tg_-4fCL7p3ACLcB/s1600/4.jpg"><img border="0" height="320" src="https://3.bp.blogspot.com/-nQBWUEzVKn0/WOGaljkVciI/AAAAAAAAYSI/t_UXjy_7sCYT7DqEQOek0Tg_-4fCL7p3ACLcB/s320/4.jpg" width="213" /></a></div>
<p>Nel complesso abbiamo mangiato discretamente bene e siamo stati serviti da un personale molto simpatico e cordiale. Il dolce, il punto su cui sono più sensibile su una degustazione, è stato un <b><i>gelato a base di corteccia di betulla con cioccolato alle erbe, pere decane e caramello</i></b>.&nbsp;</div>
<div>Buono, fresco, leggero. </p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-O0eXzO7BSIs/WOGXOsY9TgI/AAAAAAAAYRY/xtaZVKXAKe8F-ppzasN8CGGt5whXKPzIACLcB/s1600/6.jpg"><img border="0" height="320" src="https://3.bp.blogspot.com/-O0eXzO7BSIs/WOGXOsY9TgI/AAAAAAAAYRY/xtaZVKXAKe8F-ppzasN8CGGt5whXKPzIACLcB/s320/6.jpg" width="213" /></a></div>
<div></div>
</div>
<div>Insomma, la Danimarca ha una solida spina dorsale gastronomica che si avverte ad ogni boccone o sorso si faccia in città…ah, se vi va un cocktail di quelli che ci si ricorda per parecchio tempo, vi suggerisco di fare un salto da <b>LIDKOEB</b>.<br />Ne vale davvero la pena!</div>
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		<title>6 cose utili da sapere prima di visitare Copenhagen</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Mar 2017 09:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Copenhagen Il City Pass]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima di intraprendere un viaggio verso la capitale danese, credo sia utile conoscere alcuni punti fondamentali per non essere colti alla sprovvista ed iniziare a conoscere il Paese in cui si sta per andare. Come si scrive Copenhagen&#160; Se dico Londra e London oppure Parigi e Paris è facile capire quale nome sia scritto in&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/6-cose-utili-da-sapere-prima-di-visitare-copenhagen/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Prima di intraprendere un viaggio verso la capitale danese, credo sia utile conoscere alcuni punti fondamentali per non essere colti alla sprovvista ed iniziare a conoscere il Paese in cui si sta per andare.</div>
<div></div>
<div><b>Come si scrive Copenhagen&nbsp;</b></div>
<div>Se dico Londra e London oppure Parigi e Paris è facile capire quale nome sia scritto in italiano e quale in inglese. La cosa diventa un tantinello più caotica, invece, con lo spostamento di una sola lettera, comein questo caso con la H.<br />In danese: Kobenhavn<br />In inglese: Copenhagen<br />In italiano: Copenaghen&nbsp;</div>
<div></div>
<div><b>La valuta locale</b>&nbsp;</div>
<div>Nonostante la Danimarca faccia parte dell’Europa, non fa parte della moneta unica. La valuta locale è la corona danese. Cambiare i soldi lo sconsiglio fortemente. Tutti i negozi, anche quelli di souvenir, sono provvisti di terminale per pagamento con carta.&nbsp;</div>
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<div></div>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/p/BR3VvOAhzb2/" target="_blank">Un post condiviso da Federico Campolattano (@federico_campo)</a> in data: 20 Mar 2017 alle ore 08:18 PDT</div>
</div>
</blockquote>
<div> <b>Come arrivare in città dall’aeroporto&nbsp;</b></div>
<div>L’aeroporto di Copenhagen è perfettamente collegato alla stazione centrale della città. Il treno costa circa 80 DKK (11 € p.p.) ed impiega una decina di minuti per arrivare a destinazione. I treni partono mediamente ogni quindici minuti.&nbsp;</div>
<p>
<div><b>Come muoversi a Copenhagen</b>&nbsp;</div>
<div>Il City Pass è il modo più comodo per muoversi in città con i mezzi pubblici. Il costo è di 11€ per quella valida 24h e 24€ per quella da 72h. Durante il mio viaggio, però, ho deciso di non farla. La città è facilmente visitabile a piedi e le distanze tra le varie attrazioni non sono così proibitive da obbligare l’acquisto di una carta per i mezzi. Ciò che è importante tener presente è che, come la maggior parte delle città nordiche, il meteo cambia velocemente, quindi, meglio munirsi di un ombrello se si vuole visitarla in questo modo o in bicicletta.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-N64AIoFhx0E/WNompfjr5mI/AAAAAAAAYPY/izkxdq_kDlgSb36PGCFIuLM8gWN6B5PVgCLcB/s1600/IMG_20170328_110110.jpg"><img border="0" height="320" src="https://2.bp.blogspot.com/-N64AIoFhx0E/WNompfjr5mI/AAAAAAAAYPY/izkxdq_kDlgSb36PGCFIuLM8gWN6B5PVgCLcB/s320/IMG_20170328_110110.jpg" width="319" /></a></div>
<p></div>
<div><b>La città è cara?</b>&nbsp;</div>
<div>Premessa: a mio avviso tutte le città europee sono più care dell’Italia. Comunque, a meno che non si scelga di andare in qualche super ristorante di lusso, la città non è economicamente proibitiva, c&#8217;è di peggio.&nbsp;</div>
<div></div>
<div><b>Quando visitarla</b>&nbsp;</div>
<div>Non credo ci sia un periodo specifico. Con l’estate le probabilità di avere giornate di sole aumentano, mentre d’inverno…beh, è inverno! </div>
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		<title>Roma andata e ritorno</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 00:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
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		<category><![CDATA[carbonara]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono scattate adesso le due del mattino. Ieri notte ci siamo tutti sincronizzati per mettere l&#8217;orologio avanti di un&#8217;ora e sottrarci sessanta minuti di meritato sonno. Tra poco viaggerò in un tunnel spazio temporale che mi porterà nel futuro di un&#8217;ora.#oralegale — FedericoCampolattano (@federcampo) 26 marzo 2017 Ho mal di gola, raffreddore e fatico a&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/roma-andata-e-ritorno/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Sono scattate adesso le due del mattino.</div>
<div>Ieri notte ci siamo tutti sincronizzati per mettere l&#8217;orologio avanti di un&#8217;ora e sottrarci sessanta minuti di meritato sonno.</div>
<div>
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it">Tra poco viaggerò in un tunnel spazio temporale che mi porterà nel futuro di un&#8217;ora.<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/oralegale?src=hash">#oralegale</a></div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/845801245017329664">26 marzo 2017</a></p></blockquote>
</div>
<div>Ho mal di gola, raffreddore e fatico a respirare. Stendermi è l&#8217;ultima cosa che riesco a fare in questo momento. Quindi il piano è questo: aspettare di essere tramortito dalla stanchezza e crollare incurante dei dolori che l&#8217;ibuprofene ed una tazza di té bollente non sono riusciti a sedare.<br />
<blockquote>
<div><span>Ripenso alla settimana: </span></div>
</blockquote>
</div>
<div>Martedì con Valentina sono volato a Roma.</div>
<div>Diletta si è laureata (per la seconda volta).</p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-FKehHKKuVl4/WNhht9i3JQI/AAAAAAAAYO8/im6clHeZfmMjJIm9zqO6JdAnKgRExrszQCLcB/s1600/17554175_10155116672099699_1953098596992843216_n.jpg"><img border="0" height="240" src="https://3.bp.blogspot.com/-FKehHKKuVl4/WNhht9i3JQI/AAAAAAAAYO8/im6clHeZfmMjJIm9zqO6JdAnKgRExrszQCLcB/s320/17554175_10155116672099699_1953098596992843216_n.jpg" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><span>foto di Paolo Piantadosi</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<div></div>
</div>
<div>Che gioia rivedere la mia famiglia e poter condividere con loro questo momento, al quale per nulla al mondo sarei potuto mancare, anche se il destino ce l&#8217;ha messa davvero tutta per non farmi essere presente: il volo per Napoli cancellato, la deviazione su Roma, l&#8217;auto presa a noleggio che ci viene negata, il treno (quasi) perso a causa dell&#8217;anomalo riavvio di TUTTA la biglietteria della stazione, la sciarpa perduta in chissà quale momento di nervosismo e, dulcis in fundo, dopo una via crucis iniziata in Germania, giungiamo dianzi alle porte oltre le quali mia sorella ha iniziato a discutere la tesi e mi viene detto che è vietato entrare. Si sono chiusi dentro.</div>
<div>Voglio sfondare la porta a pugni. </div>
<div>Intervengono alcuni genitori lì presenti. Comincia la solidarietà nei confronti di questo sfortunato fratello che è partito oltralpe e si sta per perdere il fatidico momento.</div>
<div>Alla fine riesco ad entrare.</div>
<div>Lei sta discutendo.</div>
<div>Mi vede.</div>
<div>Non ci crede.</div>
<div>Sul suo viso si palesa il tipico sorriso di quando qualcosa la stupisce oltre ogni limite.</div>
<blockquote><div><span>Vaffanculo destino, ho vinto io! </span></div>
</blockquote>
<div></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-rcvSJ6-_H1U/WNhf8aIqvlI/AAAAAAAAYOk/7PnVen5L0HUrd528Sr34tZ5Z76LHRIU7gCLcB/s1600/IMG_20170321_174028-01.jpeg"><img border="0" height="179" src="https://4.bp.blogspot.com/-rcvSJ6-_H1U/WNhf8aIqvlI/AAAAAAAAYOk/7PnVen5L0HUrd528Sr34tZ5Z76LHRIU7gCLcB/s320/IMG_20170321_174028-01.jpeg" width="320" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-ykQoXj9LYK0/WNhh9q7V6NI/AAAAAAAAYPA/VUnw5iyL-JACsOyUrgoo-0fxJ0K-03M0wCLcB/s1600/17498535_10155116680179699_345197451514962650_n.jpg"><img border="0" height="240" src="https://1.bp.blogspot.com/-ykQoXj9LYK0/WNhh9q7V6NI/AAAAAAAAYPA/VUnw5iyL-JACsOyUrgoo-0fxJ0K-03M0wCLcB/s320/17498535_10155116680179699_345197451514962650_n.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Festeggiamo a Frascati, in una trattoria tipica. Si chiama Il Tettuccio.&nbsp;</p></div>
<div>Fuori fa freddo e tira vento. La stanchezza comincia a farsi sentire.</div>
<div>Tra pasta cacio e pepe, trippa, ceci al tartufo e pappardelle al sugo di cinghiale, ogni pretesto è buono per brindare. Il ristorante è nostro ostaggio. Pazzesca la caciara che siamo stati in grado di creare.<br />Ci sono delle testimonianze video della serata. Meglio che non vengano mai alla luce.</p>
</div>
<blockquote><div dir="ltr" lang="it">Cena romana: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/trippa?src=hash">#trippa</a>, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/cacioepepe?src=hash">#cacioepepe</a>, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/carbonara?src=hash">#carbonara</a>. <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/vino?src=hash">#vino</a> a fiumi. Felicità. <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://t.co/e2ptKEdpGo">pic.twitter.com/e2ptKEdpGo</a></div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/844334108994162690">21 marzo 2017</a></p></blockquote>
<div></div>
<div>All&#8217;una di notte torniamo in albergo.</div>
<div>Il tempo degli ultimi saluti.</div>
<div>Alle quattro di notte siamo già in macchina per andare a Napoli e prendere il volo di ritorno.&nbsp;</div>
<div>Il pomeriggio devo essere in cucina.</p>
<div></div>
</div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-TLMH9GJn3Dk/WNhhD0niaxI/AAAAAAAAYOw/DNrXofYQJDsYDgAP1VCWYSvi58MtesouwCLcB/s1600/IMG_20170322_113424-01.jpg"><img border="0" height="320" src="https://2.bp.blogspot.com/-TLMH9GJn3Dk/WNhhD0niaxI/AAAAAAAAYOw/DNrXofYQJDsYDgAP1VCWYSvi58MtesouwCLcB/s320/IMG_20170322_113424-01.jpg" width="240" /></a></div>
<div></div>
</div>
<div>Ripenso alla trippa.</div>
<div>Che buona.</div>
<div>Subito in carta.<br />Vediamo adesso che ne pensano i tedeschi. </div>
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		<title>Guida al rientro dalle vacanze</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 14:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che mazzata il rientro dalle ferie!&#160; Dovrebbe essere annoverato tra le patologie che danno diritto a giorni di malattia o cose del genere. Rimettersi in carreggiata, riprendere la routine temporale di ogni giorni è scomodo e ci mettiamo un po&#8217; per riabituarci a quei ritmi. Eppure il fare quella determinata cosa ogni giorno ci da&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/guida-al-rientro-dalle-vacanze/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-PmFajKT90rM/WM_lr3sZo1I/AAAAAAAAYN8/4vMIg2blVFsCbqpsiYo2qju1t_ZPEljzQCLcB/s1600/56548896566.jpg"><img border="0" height="240" src="https://1.bp.blogspot.com/-PmFajKT90rM/WM_lr3sZo1I/AAAAAAAAYN8/4vMIg2blVFsCbqpsiYo2qju1t_ZPEljzQCLcB/s320/56548896566.jpg" width="320" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Che mazzata il rientro dalle ferie!&nbsp;</div>
</div>
<div>Dovrebbe essere annoverato tra le patologie che danno diritto a giorni di malattia o cose del genere.</div>
<div>
<div>Rimettersi in carreggiata, riprendere la routine temporale di ogni giorni è scomodo e ci mettiamo un po&#8217; per riabituarci a quei ritmi. Eppure il fare quella determinata cosa ogni giorno ci da un senso di organizzazione, un senso di sicurezza. Funziona nella nostra testa un po&#8217; come il fatto che nel primo cassetto del comodino sappiamo che ci sono le mutande e nel secondo i calzini. Sono punti cardinali della topografia della nostra vita, in cui ci sentiamo al sicuro e capaci di muoverci senza incertezze.</div>
<div>
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it">Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatte le <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/ferie?src=hash">#ferie</a>.</div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/841340966577557505">13 marzo 2017</a></p></blockquote>
</div>
</div>
<div>No, l&#8217;abitudine è un&#8217;altra cosa. L&#8217;abitudine sono io che mi sveglio la mattina, prendo la tazza di latte, ci verso i cereali dentro, accendo la macchinetta del caffè, verso il latte nella tazza, mi siedo a tavola e leggo le notizie del giorno. Ogni mattina. </div>
<div>
<blockquote>
<div><span>Ma questo non sono io.</span></div>
<div><span>No. </span></div>
</blockquote>
</div>
<div>Io sono quello che non sai se l&#8217;indomani mattina si alzerà per fare colazione. Non sai se berrà il caffè, mangerà i cereali o si farà un&#8217;omelette. Questa è abitudine e l&#8217;abitudine mi va stretta. Ma, per quanto non sia legato a questo tipo di abitudini, sono per forza di cose legato ad altre: tutte le mutande nel primo cassetto e tutti i calzini nel secondo cassetto. Sono piccoli riferimenti, apparentemente banali, ma di fondamentale importanza per il nostro equilibrio interiore.</div>
<div>Le vacanze sono &#8220;la notte di capodanno&#8221; della nostra quotidinità. Prendete cento mentos e buttatele in un bicchiere di coca-cola. Il risultato sono le nostre ferie.</div>
<div>Riprendersi dal trauma del rientro è difficile. Una sorta di domenica mattina dopo sbornia: mal di testa, svogliatezza, disorientamento, nervosismo. Tutto normale.</div>
<div>Ma allora come fare?
<div>
<blockquote><span>La soluzione?&nbsp;</span></p></blockquote>
</div>
<p>Non ne ho la più pallida idea.</p></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ilgustodellimmaginazione.it/2017/03/pieno-e-vuoto.html">Dopo aver fatto un&#8217;overdose di novità</a>, l&#8217;unica cosa che vuoi fare è entrare in casa, posare le valigie, attaccare internet (perchè prima di essere partito lo hai staccato dalla presa), aprire la finestra ed urlare a squarciagola. Cosa? Non importa: urlare e basta. </div>
<div>Quindi, posso semplicemente dire come faccio io: mi siedo, scrivo (non importa dove: fogli, quaderni, lavagne&#8230;), riorganizzo le mie cose, analizzo il viaggio e comincio a pensare alle prossime ferie, non come concetto di riposo, ma come voglia di scoprire.</div>
<div>Naturalmente poi nel mezzo c&#8217;è la vita di cuoco che amo con tutte le mie occhiaie di ore di sonno perse e che per nulla al mondo cambierei, ma quella è un&#8217;altra storia.</div>
<div>Non ho idea di quali possano essere le tecniche che utilizzano gli altri per riprendersi, ma mi piacerebbe conoscerle, se ce ne sono.</div>
<div>Ah, con questo post sul blog ho ripreso a pubblicare settimanalmente. No, questa non è abitudine, è organizzazione, che se non faccio così il blog rischia di essere sommerso dalla polvere.</p>
<blockquote><div dir="ltr" lang="en">The perfect wear to fly today! <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://t.co/bcFuEKEUva">pic.twitter.com/bcFuEKEUva</a></div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/839422642851622912">8 marzo 2017</a></p></blockquote>
</div>
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		<title>Diario di viaggio // Copenahgen, il mio racconto</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Mar 2017 00:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[CASTLE]]></category>
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		<description><![CDATA[Le prime tre cose che mi sono venute in mente comprando il biglietto aereo: il Noma, la sirenetta e ancora il Noma. Premessa:Ciò che voglio raccontare qui, oggi, sono i sentimenti della scoperta di un nuovo luogo, le sensazioni provate nel guardare un’opera o nel sentire un profumo. A questo post seguiranno alcuni approfondimenti che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/diario-di-viaggio-copenahgen-il-mio-racconto/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<blockquote><span>Le prime tre cose che mi sono venute in mente comprando il biglietto aereo: il Noma, la sirenetta e ancora il Noma.</span></p></blockquote>
</div>
<p>Premessa:<br />Ciò che voglio raccontare qui, oggi, sono i sentimenti della scoperta di un nuovo luogo, le sensazioni provate nel guardare un’opera o nel sentire un profumo. A questo post seguiranno alcuni approfondimenti che spero potrete  trovare utili se in futuro vorrete visitare la penisola e, nella  fattispecie, Copenahgen. </div>
<div></div>
<div>Il volo inizia con un’emozionante alba rossa al di là delle Alpi, seduto in un angusto sediolino della Ryanair, pregando incessantemente dentro di me che la valigia stesse viaggiando nella stiva assieme a me e non diretta verso qualche Paese oltre mare. L’alloggio scelto è un albergo posto in posizione strategica per la sua vicinanza alla stazione centrale (il link all’albergo lo potete trovare alla fine del post), che si collega in pochi minuti con l’aeroporto grazie ad un treno che, andata e ritorno, costa circa 80 DKK (ca. 11€). Nulla di che, un po’ vecchiotto nonostante su internet pubblicizzassero il suo recente ammodernamento. Non ha importanza, una camera d’albergo è sufficiente che abbia un letto ed una doccia, sono lì per vivere la città, non l’hotel. La receptionist non è delle più simpatiche al nostro arrivo, sottolineando che siamo in largo anticipo e il check-in sarebbe stato possibile solo cinque ore più tardi. Poco male, fatemi lasciare le valigie in una lobby e datemi la città. </p>
</div>
<div>
<blockquote>
<div>
<div>
<div></div>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/p/BQ3a3tdhLni/" target="_blank">Un post condiviso da Federico Campolattano (@federico_campo)</a> in data: 23 Feb 2017 alle ore 11:31 PST</div>
</div>
</blockquote>
<p> Copenhagen si rivela ai nostri occhi in una giornata di sole che scalda i sentimenti sopiti del viaggiatore in cammino. Il cielo sorride alla città con un azzurro vivo, regalando uno scenario metropolitano di innegabile bellezza, con piccole pozzanghere di acqua che testimoniano quanta pioggia sia caduta nei giorni precedenti il nostro arrivo. Il vento fa muovere velocemente nel cielo piccole nuvole grigie che portano in grembo acqua da chissà quale parte del globo. La città è frenetica, viva, ma ordinata. Dopo tutto è mercoledì.</p></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-kloid3saoGE/WMsT1qQBtHI/AAAAAAAAYNI/I36XQNSb-eIcMvfSdWI8a_Icoqx_UtNKACLcB/s1600/citt%25C3%25A0.jpg"><img border="0" height="265" src="https://4.bp.blogspot.com/-kloid3saoGE/WMsT1qQBtHI/AAAAAAAAYNI/I36XQNSb-eIcMvfSdWI8a_Icoqx_UtNKACLcB/s400/citt%25C3%25A0.jpg" width="400" /></a></div>
<p>Sono incuriosito.<br />Comincio a sbirciare nei negozi, nelle case, nelle attività commerciali. Faccio conoscenza con il minimalismo dell’arredamento danese. Una palestra in particolare mi colpirà più tardi: due grandi vetrate, all’interno poche luci che scendono dal soffitto; lampadine a bassa intensità producono una flebile luce arancione. Le pareti sono in pietra e la stanza ha una rilassante oscurità. A terra due panche di legno ed un tavolo dello stesso materiale grezzo. È la sala relax di una palestra. Un frequentatore siede alla tavola, mangia una mela verde e sorseggia una bottiglietta d’acqua, mentre guarda la città che, oltre il vetro, rallenta il suo ritmo verso un più rilassante orario serale.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-K_VBK1oPxLs/WMsT04RRBKI/AAAAAAAAYNA/b9ABVR6pf-A06vmGJy1h1smx_ZhNOrJdgCLcB/s1600/militari.jpg"><img border="0" height="265" src="https://3.bp.blogspot.com/-K_VBK1oPxLs/WMsT04RRBKI/AAAAAAAAYNA/b9ABVR6pf-A06vmGJy1h1smx_ZhNOrJdgCLcB/s400/militari.jpg" width="400" /></a></div>
<p>Sono le 10.00 del mattino. Una breve sosta per una colazione veloce di rara bontà (di cui vi parlerò più avanti in un altro post appositamente dedicato alla gastronomia in città). La prima tappa è <span><b>ROSENBORG CASTLE</b></span>, antica residenza dei monarchi danesi. Il castello è splendido. Piccolo in confronto al grande parco aperto che lo circonda. Il sole si diverte a creare giochi di luci tra le torri ed ombre sulle pareti.<br />In lontananza sentiamo una fanfara. <i>&nbsp;</i><br /><i>“Fede, ascolta!”</i> <i>“Ma no, è la musica che hanno messo per rendere ancora più suggestiva la visita.”</i> rispondo io superficialmente. Ma ci accorgiamo subito che quella musica è prodotta dalla guarnigione che, alle 11.30 di ogni giorno, puntuale, lascia il castello per dirigersi all’attuale residenza reale di Amalienborg e dar vita al suggestivo cambio della guardia. 
<div>
<blockquote><span>Fra tamburi rullanti e flauti allegri, il motivetto che ne vien fuori diventa in pochissimo un tormentone da fischiettare in giro per la città.</span></p></blockquote>
</div>
</div>
<p>
<div>
<div><img alt="The Rosenborg Castle by Federico Campolattano on 500px.com" src="https://drscdn.500px.org/photo/203186795/m%3D900/4eb79f6db6fbc118dde03c0162db8106" />  </div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://500px.com/photo/203186795/the-rosenborg-castle-by-federico-campolattano"></a></div>
<p>
<div>Camminando nei pressi del palazzo reale ci imbattiamo in un negozio.<br />Al suo interno un profumo di legno e cannella aleggia nell’aria, tra calici di vecchio cristallo, suppellettili di latta e grossi mobili di legno usurato, ci facciamo largo spinti dalla curiosità di approfondire.<br />In un attimo è amore.<br />Il nome è <span><b>FIL DE FER</b></span>. Vende quel genere di oggetti che caratterizzano un arredamento volto all’equilibrio con il passato, in cerca di un Feng Shui interiore. Legno, metallo, vecchia pelle. Tutti per la maggior parte usati, ma tenuti in perfetto stato, mostrano quel tipico fascino da oggetto che cela in sé una tacita storia impossibile da narrare e che mai verrà ascoltata. Una grande lampada a braccio mi incuriosisce. Il proprietario si avvicina e si rende disponibile a fornirci tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno. <i>“Da dove venite?”</i> ci domanda <i>“Siamo italiani, ma abitiamo in Germania”</i> <i>“Wow, che bella l’Italia”</i>. Quante volte per tutti gli 11.000 km che seguiranno sentiremo questo sospiro seguito da quelle parole. Che persona squisita. Vuole offrirci un bicchiere di tè. Noi maleducatamente rifiutiamo, abbiamo i minuti contati, la tabella di marcia è lunga e Copenaghen è grande da visitare, soprattutto quando l’app sul tuo telefonino ti avvisa che quello sarà l’unico giorno di sole dei due che hai previsto di soggiorno in città. </div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-6GBTxwnTzcY/WMsghPKaYAI/AAAAAAAAYNk/uyeWl1Bx3wYgI7lC3oDM9QoDt41DHkzuQCLcB/s1600/IMG_20170222_120610-01.jpg"><img border="0" height="400" src="https://1.bp.blogspot.com/-6GBTxwnTzcY/WMsghPKaYAI/AAAAAAAAYNk/uyeWl1Bx3wYgI7lC3oDM9QoDt41DHkzuQCLcB/s400/IMG_20170222_120610-01.jpg" width="300" /></a></div>
<p><span><b>FRIEDRICK&#8217;S KIRCHE</b></span> (conosciuta anche con il nome di <i>Marmorkirken</i>, la chiesa di marmo) ricorda molto la Basilica di San Pietro a Roma. La pietra viva e la sua cupola color verde smeraldo sono di quel preciso fascino familiare.<br />Entriamo.<br />Le chiese come elemento fotografico mi catalizzano da qualche anno a questa parte. I loro interni sono sempre calmi e, con l’obbligo reverenziale di dover parlare sottovoce, sono un luogo perfetto per un animo irrequieto come il mio. Se l’esterno può ricordare San Pietro, l’interno ne cancella ogni similitudine che la memoria abbia accostato: circolare, non troppo alta, con piccole finestre che immettono una flebile luce. Non è internamente una delle chiese più belle visitate nella mia vita (la mia preferita, all’estero, rimane il <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://500px.com/photo/107255401/the-cathedral-in-freiburg-by-federico-campolattano?ctx_page=2&amp;from=user&amp;user_id=12374523" target="_blank">Duomo di Friburgo</a>)</i>, ma sicuramente particolare.<br />Ne preferisco l’esterno.</div>
<p>
<div><img alt="Frederik" src="https://drscdn.500px.org/photo/203355031/m%3D900/a0dcf4845ace67b5b3c07d8ce5fdd0b4" />  <br /><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://500px.com/photo/203355031/frederik-s-church-by-federico-campolattano"></a></div>
<p>
<div>Passeggiando a ridosso del mare, poco più in là, google maps mi indica come arrivare al simbolo per eccellenza di Copenhagen: la sirenetta. Il cielo è uggioso, ma non minaccia fulmini e saette. Piuttosto il vento, così freddo e vigoroso, sembra che voglia ricordarci ad ogni angolo che siamo molto lontani dal clima di casa. Per fortuna abbiamo un abbigliamento studiato e ragionato, in fondo Copenhagen sarà, forse, la tappa più “calda” in cui ci imbatteremo nei giorni a seguire.
<div>
<blockquote><span>Camminando ci ritroviamo dinanzi ad una delle tante copie del <b>DAVID di Michelangelo</b> disseminate sul globo.&nbsp;</span></p></blockquote>
</div>
<p>Imponente, bello, teso e pronto alla lotta contro Golia. Sullo sfondo giace un palazzo dai mattoni color arancio. Guarda lontano il David, al mare. Ci verrebbe da corrucciare un po’ il naso vedendolo così, nudo, solo, dinanzi ad un rigido mare danese. Eppure quella posizione gli dona fascino, come a protezione di tutto ciò che viene dall’orizzonte e potrebbe far ingresso minaccioso in città. È innegabile conferirgli quel coraggio di cui è famoso per aver affrontato la celebre gigante controparte dei Filistei.</p></div>
<div>
<div>
<div><img alt="The Michelangelo" src="https://drscdn.500px.org/photo/203366363/m%3D900/1b35d76de73c7a1050288efc1e33318d" />  </div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://500px.com/photo/203366363/the-michelangelo-s-david-in-copenahgen-by-federico-campolattano"></a></div>
<p> Giungiamo alla <span><b>SIRENETTA</b></span>. Così piccola. È posta su uno scoglio e dà le spalle alla sua casa, il mare, in cerca dell’uomo che le ha rapito il cuore e per cui è disposta a rinunciare alla sua stessa natura pur di poterlo amare. La statua ferma il tempo della storia a metà tra l’addio all’oceano e il suo approdo sulla terra ferma, nel momento esatto della sua trasformazione in essere umano. La coda è velo sulle gambe che prendono lentamente forma, ma il suo volto è triste, perché quel miracolo è frutto di una rinuncia fatta a ciò che di più caro aveva: la sua voce, venduta alla strega dei mari in cambio del suo desiderio di essere trasformata in essere umano. Sono rimasto molto tempo ad osservare l’opera, a fare fotografie e ciò che la statua mi continuava a trasmettere era una sensazione di malinconia, impossibile da non percepire, anche per il più superficiale dei turisti.</div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-6JyRNr-bkew/WMsN6-w4GZI/AAAAAAAAYM0/s2GDWECAK7si9TSIiszXDRwMAfoRcYynwCEw/s1600/sirenetta.jpg"><img border="0" height="266" src="https://4.bp.blogspot.com/-6JyRNr-bkew/WMsN6-w4GZI/AAAAAAAAYM0/s2GDWECAK7si9TSIiszXDRwMAfoRcYynwCEw/s400/sirenetta.jpg" width="400" /></a></div>
<div></div>
<p>Copenhagen mostra il suo fascino quieto di città nordica in ogni suo aspetto. Il mare danese porta un vento freddo di ricordi che solcano ogni singola onda si infranga sulle navi attraccate nel suo geometrico porto. Il romanticismo esplode passeggiando nella zona del <span><b>NYHAVN</b></span>, dove grandi barche di legno si contrappongono a colorati palazzi che fanno da sfondo ai numerosi ristoranti e bar della zona. Già in passato, parlando di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ilgustodellimmaginazione.it/2014/01/viaggio-amsterdam.html" target="_blank">Amsterdam</a>, ho raccontato quanto ami visitare le città nordiche con la loro aura di grigia malinconia metereologica. Credo che una città così assuma molto più fascino, illuminata a sorpresa da qualche timido raggio di sole che riscalda per un attimo l’aria gelida e salmastra.<br />
<blockquote>
<div><span>Il passo, poi, da pioggia a grossi fiocchi di neve è un attimo!&nbsp;</span></div>
</blockquote>
<p>La città, con l’arrivo della sera, ci ha regalato un’ultima armoniosa visione, ricoprendo le strade, i tetti e le nostre spalle in pochi minuti di una vigorosa neve, candida e soffice, divenendo in un attimo protagonista e coreografia di una città inghiottita da un piacevole buio, tagliato dalle calde luci provenienti dai bar, dalle case e dai ristoranti colmi di danesi e turisti.</p></div>
<div>
<blockquote>
<div>
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<div></div>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/p/BRatW0BhwHX/" target="_blank">Un post condiviso da Federico Campolattano (@federico_campo)</a> in data: 9 Mar 2017 alle ore 04:26 PST</div>
</div>
</blockquote>
<p>Con le sue strade ciclabili, la sua tranquillità, il suo aspetto di luogo in cui il tempo sembra scandito più lentamente rispetto a tutto il mondo, la capitale danese mi ha lasciato una piacevole sensazione, che vivo ancora adesso. Mi ha regalato quelle esatte emozioni che avevo immaginato nel momento in cui ho deciso di visitarla. Ogni angolo è capace di trasmetterti qualcosa che non riesci a trovare in nessuna altra parte del mondo. Geometria, arte e ponderata semplicità convivono a formare un perfetto cerchio emozionale. Una familiarità anomala nasce dentro il visitatore, è nata dentro di me, come se quella mia prima volta in città in realtà fosse solo un ritorno dopo un lungo distacco. Con molta probabilità la colpa è di quell’aurea fiabesca che circonda chi cammina per le sue strade, dove, senza troppa difficoltà, si viene rapiti immaginariamente da storie fantastiche che partono su quelle navi attraccate nel porto del Nyhavn e giungono verso avventure lontane, scomparendo oltre il grigio orizzonte marino.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-6m8SrzgaWZc/WMsWLFnsWjI/AAAAAAAAYNU/ioVfRH8ko9UR6RyDVCH2vIf_lNsAB8SBQCLcB/s1600/navi.jpg"><img border="0" height="265" src="https://4.bp.blogspot.com/-6m8SrzgaWZc/WMsWLFnsWjI/AAAAAAAAYNU/ioVfRH8ko9UR6RyDVCH2vIf_lNsAB8SBQCLcB/s400/navi.jpg" width="400" /></a></div>
<p>L&#8217;albergo: <b>RICHMOND HOTEL</b> &#8211; rif. su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.booking.com/hotel/dk/best-western-richmond.it.html?aid=311091;label=best-western-richmond-l20ynnEMh4bBJHlgF4QjqgS161707149555%3Apl%3Ata%3Ap1%3Ap2%3Aac%3Aap1t1%3Aneg%3Afi%3Atikwd-145198303%3Alp20228%3Ali%3Adec%3Adm;sid=5e9df15627f5e65e6e9a36ea706eedd1;all_sr_blocks=4948002_96995860_0_2_0;checkin=2017-03-22;checkout=2017-03-23;dest_id=-2745636;dest_type=city;dist=0;group_adults=2;highlighted_blocks=4948002_96995860_0_2_0;hpos=1;no_rooms=1;room1=A%2CA;sb_price_type=total;srfid=cb3129d70fa2fa7e8117fed864c6ed677c8aef89X1;type=total;ucfs=1&amp;#hotelTmpl">booking.com</a> (andate altrove!)<br />Il negozio: <b>FIL DE FER</b> &#8211; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://fildefercph.com/en/" target="_blank">sito web</a></div>
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		<title>Pieno e vuoto</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 20:31:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
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		<description><![CDATA[Il vantaggio di non essere un “blogger” seriale è che non sono obbligato a dover postare qualcosa quando non ne avverto la necessità. Stessa cosa per youtube o altri social che utilizzo. È passato Natale. È arrivato l’anno nuovo, sono sceso in Italia per il mio compleanno, ho rivisto la famiglia, gli amici, Eris, il&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pieno-e-vuoto/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Il vantaggio di non essere un “blogger” seriale è che non sono obbligato a dover postare qualcosa quando non ne avverto la necessità. Stessa cosa per youtube o altri social che utilizzo.</div>
<div>È passato Natale. È arrivato l’anno nuovo, sono sceso in Italia per il mio compleanno, ho rivisto la famiglia, gli amici, Eris, il mondo che ho lasciato dietro di me insomma. Il sud. Il mio sud.</div>
<div></div>
<blockquote><div dir="ltr" lang="it">Per quanto ci spingiamo lontano facciamo sempre ritorno.<br />È il ritorno che ci completa e dà un profondo significato al partire.</div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/839502308916494340">8 marzo 2017</a></p></blockquote>
<p>
<div>Qui piove. Sto ascoltando Joshua Redman. Il brano si chiama <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://vimeo.com/129033844" target="_blank"><b>Twilight&#8230;and beyond</b></a>. 
<div>
<blockquote><span>Ho un calice di vino pieno per metà.&nbsp;</span></p></blockquote>
</div>
<p>Un Riesling. Acido, fresco, vivo. Se non ricordo male la presi in una delle mie soste in Alsazia.</p>
</div>
<div>Mi sento riempito, ma allo stesso tempo svuotato di tutto il superficiale ed inutile, qualcosa di cui non si può sentire la mancanza, perchè appesantisce ed appiattisce. Vorrei poter descrivere il mio ghigno mentre scrivo questo. Perchè? Beh, perchè il nuovo è linfa per la creatività. Non ho ancora messo un quadro vicino alle pareti bianche di casa, perchè sapevo che le vecchie foto le avrei sostituite con gli scatti fatti in questi quattordici giorni e mi sarei ritrovato a dover stuccare le pareti dai buchi pigri di poca volontà fatti con chiodo e martello</p>
<blockquote><div>
<div>
<div></div>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/p/BQ5C0DxhuaY/" target="_blank">Un post condiviso da Federico Campolattano (@federico_campo)</a> in data: 24 Feb 2017 alle ore 02:39 PST</div>
</div>
</blockquote>
<p> Sono rientrato ieri da questo lungo viaggio di quasi 11.000 km. Ho visto così tanto che sono ingrassato di conoscenza.</p></div>
<div>Impariamo sempre da un viaggio. Impariamo qualcosa che capiamo lentamente. Abbiamo bisogno di metabolizzare, sviluppare, scomporre, focalizzare e, infine, finalmente, assorbire in noi stessi tutto ciò che abbiamo vissuto, in modo ordinato, non solo come un grande <b>WOW</b> per qualcosa di nuovo che abbiamo visto e condiviso su facebook.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-yXiIqoEeaNw/WMGoJTZwCQI/AAAAAAAAYMU/Tz10osoQggoVDnqhkFshquxbOpH07umsQCEw/s1600/IMG_20170309_193444-01.jpg"><img border="0" height="239" src="https://1.bp.blogspot.com/-yXiIqoEeaNw/WMGoJTZwCQI/AAAAAAAAYMU/Tz10osoQggoVDnqhkFshquxbOpH07umsQCEw/s320/IMG_20170309_193444-01.jpg" width="320" /></a></div>
<div></div>
<div>In quattordici giorni ho dormito circa 56 ore, preso cinque aerei e visto quattro Paesi diversi, ho provato 15 nuovi ingredienti, mangiato 32 pietanze diverse, visto tre aurore boreali, camminato sotto la pioggia, nell&#8217;acqua, nella neve, sulle rocce a dirupo sull’oceano atlantico, così alte che se qualcosa vi cadesse impiegherebbe circa 5 secondi prima di toccare l’acqua, guardato cinque albe, visto quattro foche nuotare libere, camminato a piedi per 72 km e visto il mare ghiacciare, ascoltato storie di fornai, pescatori e gente di cui non sapevo assolutamente nulla, ma con cui ho semplicemente scambiato quattro chiacchiere, che sono diventati inconsapevolmente tasselli di questo immenso puzzle di esperienza che ho raccolto nel mio taccuino di cuoio e che non vedo l’ora di rileggere come un libro appena comprato.
<div>
<blockquote><span>Vi racconterò tutto, promesso! </span></p></blockquote>
</div>
</div>
<div>Ora inforno la pizza.&nbsp;</div>
<div>Ho fame e il vino nel bicchiere è finito.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Natale che arriva piano piano</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2016 13:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa settimana, tra i vari impegni che mi hanno otturato l&#8217;agenda, scrivere sul blog non era proprio in programma. Poi succede che un imprevisto fa saltare un appuntamento, allora accendi Spotify, metti mano a Michael Bublè con il suo album di Natale e ti viene voglia di scrivere. In questo penultimo giorno di Novembre sto&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-natale-che-arriva-piano-piano/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Questa settimana, tra i vari impegni che mi hanno otturato l&#8217;agenda, scrivere sul blog non era proprio in programma. Poi succede che un imprevisto fa saltare un appuntamento, allora accendi Spotify, metti mano a Michael Bublè con il suo album di Natale e ti viene voglia di scrivere.</div>
<div>
<blockquote><span>In questo penultimo giorno di Novembre</span></p></blockquote>
</div>
<div></div>
<div>sto inevitabilmente cominciando a pensare ai vari regali di Natale che farò e che metterò sotto il fighissimo albero che non ho ancora iniziato ad addobbare, ma che ho prontamente acquistato assieme ad un assortito parco luci a led di ultimissima generazione dal promettente e promesso (sulla confezione) risparmio energetico per un Natale all&#8217;insegna della economica bolletta elettrica. Ho comprato anche l&#8217;immancabile stella di Natale che sulla scrivania nera sta divinamente bene.
<div>
<blockquote><span>Ho votato</span> </p></blockquote>
</div>
</div>
<div>Dopo un lungo iter nel quale ho quasi rischiato di non riuscire a votare, sono riuscito ad apporre la mia ics sulla scheda elettorale. Dopo un problema &#8211; perchè naturalmente quando si parla di burocrazia italiana non mancano mai i problemi &#8211; insorto non si sa se per colpa del consolato o del comune, mi è arrivato il &#8220;plico&#8221; (una busta formato A5) elettorare a casa.</div>
<div>Ora, mi chiedo, <b>MA QUANTO COSTA TUTTO QUESTO AL NOSTRO PAESE</b>? Non era più economico recarsi al consolato per votare invece che inviare una busta bianca che poi, già affrancata, va spedita tramite posta ordinaria? In un&#8217;era così multimediale è mai possibile dover votare ancora come fossimo nel dopo guerra? Questo non può rientrare nei &#8220;rivoluzionari&#8221; tagli agli sprechi della spesa pubblica?</div>
<div>
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it">
]]></content:encoded>
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		<title>Nord Sud Ovest Est</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 23:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cielo]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altra sera sono stato veggente: Quelle notti che guardi il #cielo e&#8230;ma mò quasi quasi due #spaghetti al sugo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra sera sono stato veggente:<br />
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it">Quelle notti che guardi il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/cielo?src=hash">#cielo</a> e&#8230;ma mò quasi quasi due <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/spaghetti?src=hash">#spaghetti</a> al sugo </p>
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		<title>Lunedì 14 novembre 2016</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 12:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[CREATIVIT]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando ero piccolo, i giorni in cui con la mia famiglia andavo in pizzeria, mi posizionavo nell&#8217;angolo del bancone da lavoro del pizzaiolo, incantato da quella farina che volava come polvere di fata e dalla magia di come un panetto di pizza così piccolo riuscisse ad allargarsi senza strapparsi. Non so perchè alla fine non&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lunedi-14-novembre-2016/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Quando ero piccolo, i giorni in cui con la mia famiglia andavo in pizzeria, mi posizionavo nell&#8217;angolo del bancone da lavoro del pizzaiolo, incantato da quella farina che volava come polvere di fata e dalla magia di come un panetto di pizza così piccolo riuscisse ad allargarsi senza strapparsi.</div>
<div>Non so perchè alla fine non abbia fatto il pizzaiolo ed abbia scelto la strada della cucina. Credo principalmente per colpa di alcune persone incontrate nella mia vita, come i fratelli Carlo e Tommaso Totaro con il <i><b>terzo moschettiere</b></i> Giuseppe Gentile (per me e tutti &#8220;Peppino&#8221;), chef nella scuola di polizia di Foggia (perchè lì si mangiava davvero bene, altro che ristoranti!) dove sono cresciuto e dove mi hanno cresciuto (inutile girarci attorno&#8230;e di questa cosa ne parlo anche <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.lafeltrinelli.it/libri/federico-campolattano/gusto-immaginazione/9788891103017" target="_blank">nel mio libro</a>). I miei ricordi più belli sono proprio legati a quella cucina, dove mi rifugio nei miei ricordi quando ho un po&#8217; di nostalgia dell&#8217;infanzia o quando mi accorgo che sto crescendo troppo.</p>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-rz2c2X_nAdk/WCmnoyic8AI/AAAAAAAAYDY/J5UtPM3WDbwkj-KQVD80FoQnDWbFRIzbACLcB/s1600/Esportazione_Web_1.jpg"><img border="0" height="320" src="https://3.bp.blogspot.com/-rz2c2X_nAdk/WCmnoyic8AI/AAAAAAAAYDY/J5UtPM3WDbwkj-KQVD80FoQnDWbFRIzbACLcB/s320/Esportazione_Web_1.jpg" width="320" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Ieri è successa un po&#8217; la stessa cosa qui:</div>
<div>ristorante pienissimo, frenesia tra una comanda e l&#8217;altra, con i piatti che correvano come su un nastro di cucina giapponese in modalità <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Daytona_International_Speedway" target="_blank">circuito Daytona</a></div>
<div>e all&#8217;improvviso arriva questo bambino di sette, massimo otto anni, che si posiziona all&#8217;angolo del pass, con gli occhi grandi come oblò, incantato da quella magia che aveva catturato me a suo tempo.</div>
<div>Nostalgia. Rivedo me stesso. Lo faccio venire accanto a me, gli spiego come posizionare una salsa e gli faccio chiudere un paio di piatti prima di dare il segnale al personale di sala di farli uscire.</div>
<div>Il bambino è poi corso dalla mamma, gridando &#8220;Mamma, mamma, mi ha fatto cucinare!&#8221;.</div>
<div>Che potenza i bambini, senza la loro immaginazione saremmo davvero un pianeta senza speranza.&nbsp;</div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.pinterest.com/pin/569212840383350547/"></a>
<div>Ad ogni modo, sono contento. Questa settimana, finalmente, sono riuscito a far uscire l&#8217;ultimo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://youtu.be/AbR4xvI9wUk" target="_blank">VLOG</a>.&nbsp;</div>
<div>Ci tenevo molto, perchè quello che ho detto è una porta su tutto ciò che sarà l&#8217;evoluzione del mio concetto da qui in avanti. In fondo<br />
<blockquote><span>la cucina è un elemento comunicativo e attraverso un piatto riusciamo ad arrivare a toccare l&#8217;intimità dei nostri commensali,</span></p></blockquote>
<p>quindi fare un video e raccontare a modo mio ciò che voglio esprimere, comunicare, è qualcosa che devo fare così come sono un cuoco e non posso sottrarmi alla mia indole creativa. La <i><b>CREATIVITÀ</b></i>. Che bella parola, perchè permette di materializzare ciò che abbiamo in testa e che rappresenta direttamente ciò che siamo, chi siamo. Diventa anche una finestra che ti fa sorridere per qualcosa che hai solo nella tua testa e che alle volte non puoi spiegare al mondo che ti circonda. Altre volte invece sì. Come l&#8217;altro giorno, che al ristorante è venuto un ospite da solo. Ha ordinato due piatti scelti a caso dalla carta. Niente vino. Mentre mangiava scriveva su un block notes. Sono partite le rotelle quasi a tutti.
<div>
<blockquote><span>&#8220;È un critico! È qui per fare una recensione!&#8221;</span></p></blockquote>
</div>
<p>Io mi sono messo a ridere e mi hanno preso per pazzo. Nella mia testa ho immaginato che fosse un signor Tizio Qualunque che stava semplicemente mangiando e, mentre lo faceva, stava scrivendo cosa dover comprare al supermercato una volta uscito dal ristorante.</p></div>
<div>
<blockquote>
<div><span>Prospettiva e creatività.</span></div>
</blockquote>
</div>
<div>La creatività è quella prospettiva che permette di incontrare se stessi, conoscersi meglio e ritrovarsi allorquando ci si è persi. Io, forse, un po&#8217; mi ero perso e il vlog è stato l&#8217;epilogo di un riassemblamento introspettivo. &#8220;Mi ero accovacciato per allacciarmi le scarpe&#8221; mi ripeto qualche volta, così da qui in avanti, con lo zaino sulle spalle, il viaggio è più comodo, anche perchè la strada da fare davanti è ancora tanta.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Mr. 45</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 23:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[CNN]]></category>
		<category><![CDATA[ero]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[ISTINTO]]></category>
		<category><![CDATA[notizia]]></category>
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		<category><![CDATA[riflessione]]></category>

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		<description><![CDATA[#BarackObama mi mancherà#ExitPool — FedericoCampolattano (@federcampo) 8 novembre 2016 Lo ammetto, ieri sera sono andato a dormire pieno di quella convinzione che un po&#8217; tutti al mondo avevamo: l&#8217;indomani avremmo fatto colazione con Hillary Clinton presidente degli Stati Uniti d&#8217;America. I sondaggi la davano per favorita &#8211; anche se con pochissimi punti di scarto &#8211;&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/mr-45/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it"><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/BarackObama?src=hash">#BarackObama</a> mi mancherà<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/ExitPool?src=hash">#ExitPool</a></div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/795791583090266112">8 novembre 2016</a></p></blockquote>
<p>Lo ammetto, ieri sera sono andato a dormire pieno di quella convinzione che un po&#8217; tutti al mondo avevamo: <br />
<blockquote><span>l&#8217;indomani avremmo fatto colazione con Hillary Clinton presidente degli Stati Uniti d&#8217;America.</span></p></blockquote>
</div>
<div>I sondaggi la davano per favorita &#8211; anche se con pochissimi punti di scarto &#8211; e la presenza di Obama sul palco accanto a lei il giorno della chiusura della campagna elettorale era stato il colpo di sciabola finale, un forte messaggio di continuità tra la presidenza uscente e quella &#8211; possibile &#8211; futura.</div>
<div>E invece&#8230;ci siamo svegliati tutti increduli della notizia, con la voglia di latte e cereali passata del tutto.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-EFrpRxtderw/WCNFTnFC91I/AAAAAAAAYBA/mrTTvkjITZgcce7vsCKa2XSNT6mLHzoIQCLcB/s1600/IMG-20161109-WA0006.jpg"><img border="0" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-EFrpRxtderw/WCNFTnFC91I/AAAAAAAAYBA/mrTTvkjITZgcce7vsCKa2XSNT6mLHzoIQCLcB/s320/IMG-20161109-WA0006.jpg" width="320" /></a></div>
<div></div>
</div>
<div>Personalmente, quando stamani è suonata la sveglia sul mio cellulare, ho acceso subito la televisione, perchè ero convinto (lo ero per davvero) che la Clinton sarebbe stato il 45° Presidente americano e la prima presidente donna &#8211; forse un cambiamento troppo progressista per gli americani, eh? &#8211; del <i>nuovo mondo</i>.</div>
<div>Quando sulla CNN ho letto &#8211; non è per fare il figo, ma ero in un albergo in Francia, di cui racconterò in futuro &#8211; <b><i>&#8220;Trump is the 45° President of U.S.A.&#8221;</i></b> non riuscivo a crederci. Ci ho messo qualche secondo per mettere a fuoco la notizia, convinto di avere ancora in circolo quella bottiglia di Pinot Nero bevuta la sera prima.</div>
<div>
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="en">.<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/VanJones68">@VanJones68</a>: “It&#8217;s hard to be a parent tonight. &#8230; You tell your kids don’t be a bully&#8221; and then have this outcome <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://t.co/wVIP9gCvCu">https://t.co/wVIP9gCvCu</a></div>
<p>— CNN (@CNN) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/CNN/status/796230848085393408">9 novembre 2016</a></p></blockquote>
</div>
<div>Ho messo ben a fuoco, strizzato gli occhi, sciacquato due volte la faccia per essere certo di essermi svegliato e sono stato sopraffatto dalla notizia una seconda volta &#8211; la prima volta, appena acceso il televisore, ho pensato &#8220;No, non è possibile, ho tradotto male&#8221; &#8211; come una pioggia fredda. </div>
<div>Ho seguto in diretta il discorso di Trump dal palco dei repubblicani. L&#8217;ho seguito per una decina di minuti, cercando di trovare un senso a tutta questa storia, al perchè gli americani, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://images.google.de/imgres?imgurl=http%3A%2F%2Ftimesofindia.indiatimes.com%2Fphoto%2F51428181.cms&amp;imgrefurl=http%3A%2F%2Ftimesofindia.indiatimes.com%2Fworld%2Frest-of-world%2FDonald-Trump-vs-Hillary-Clinton%2Farticleshow%2F51428177.cms&amp;h=762&amp;w=635&amp;tbnid=JGderifhEidODM%3A&amp;vet=1&amp;docid=5GgfWwX_mgNlzM&amp;ei=hUIjWOWUCcSvU7KsmXg&amp;tbm=isch&amp;client=firefox-b-ab&amp;iact=rc&amp;uact=3&amp;dur=379&amp;page=1&amp;start=13&amp;ndsp=19&amp;ved=0ahUKEwil65CugJzQAhXE1xQKHTJWBg8QMwg5KBgwGA&amp;bih=657&amp;biw=1366" target="_blank">tra i due mali</a>, avessero preferito il male peggiore. Sinceramente non l&#8217;ho trovato.
<div>
<blockquote><span>A questo punto io avrei votato per lui:</span></p></blockquote>
</div>
</div>
<div>
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it">Sarebbe stato meglio lui dopo tutto&#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/darthtrump?src=hash">#darthtrump</a> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/DarthVader?src=hash">#DarthVader</a> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/ElectionNight?src=hash">#ElectionNight</a> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://t.co/yJxDHL8gE5">pic.twitter.com/yJxDHL8gE5</a></div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/796348992489738240">9 novembre 2016</a></p></blockquote>
<p>Oggi si è scritta un po&#8217; di storia, dobbiamo essere sinceri.<br />Sì, quella in cui il cattivo di turno riesce a far partire il missile che distrugge la terra e James Bond non arriva in tempo per fermarlo.<br />Satira a parte, un ultimo pensiero voglio spenderlo per Barron, il figlio di &#8211; del Presidente &#8211; Trump, che accanto a papà Donald, sul palco dei repubblicani, proprio non riusciva a stare con gli occhi aperti. Non sono riuscito ad avere la freddezza di fare il video, ma ero certo che qualcuno su Youtube lo avrebbe postato.</p>
<div></div>
</div>
<div></div>
<div>Non sono esperto di politica &#8211; in verità l&#8217;ho sempre allontanata, o meglio, la sua intrinseca complicazione ha sempre fatto sì che i politicanti riuscissero nell&#8217;intento di farmi venire il mal di testa &#8211; ma ci sono due aspetti che valuto prima di esprimere un voto: <i><b>ISTINTO</b></i> e <b><i>RIFLESSIONE</i></b>.&nbsp;</div>
<div><i>L&#8217;istinto</i> è ciò che mi sovviene a primo impatto, senza approfondimenti, una sorta di &#8220;sesto senso&#8221; che mi dice di prendere una strada anziché un&#8217;altra.&nbsp;</div>
<div><i>La riflessione</i> è l&#8217;approfondimento delle tematiche portate avanti. Cerco di capire, approfondire, studiare, capire. Alla fine provo ad incastrare il tutto con i valori in cui credo, scegliendo una delle due strade proposte.</div>
<div>Un po&#8217; come sto facendo, con molta difficoltà, da qualche tempo a questa parte con il prossimo referendum costituzionale a cui saremo chiamati a votare il prossimo 4 dicembre.</div>
<p>Perchè con molta difficoltà?<br />Perchè, sinceramente, non ne vedo l&#8217;utilità.</p>
<blockquote><div dir="ltr" lang="en">If you today ask &#8220;Who has voted for Trump?&#8221; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/ElectionNight?src=hash">#ElectionNight</a> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/Election2016?src=hash">#Election2016</a> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://t.co/qrE6KVAOF6">pic.twitter.com/qrE6KVAOF6</a></div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/796350484340736001">9 novembre 2016</a></p></blockquote>
<p></p>
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		<title>Vince Top Chef Italia&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2016 01:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Chef Matteo]]></category>
		<category><![CDATA[DEL]]></category>
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		<category><![CDATA[Top Chef]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8230;Matteo Fronduti! Faccio un passo indietro con una premessa grande come una casa: non ho mai guardato Top Chef Italia e fino all&#8217;altra sera non sapevo neanche cosa fosse. Qualcosa l&#8217;avevo intercettata da Moreno Cedroni su internet, tramite qualche suo post pubblicato qualche volta qui e qualche volta lì, ma nello specifico non sapevo cosa&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/vince-top-chef-italia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div>&#8230;Matteo Fronduti! </p>
<p>Faccio un passo indietro con una premessa grande come una casa:</p></div>
<blockquote><p><span><b>non ho mai guardato Top Chef Italia e fino all&#8217;altra sera non sapevo neanche cosa fosse.</b></span></p></blockquote>
<div>Qualcosa l&#8217;avevo intercettata da <i>Moreno Cedroni</i> su internet, tramite qualche suo post pubblicato qualche volta qui e qualche volta lì, ma nello specifico non sapevo cosa esattamente fosse.</div>
<div>Mi perdoneranno autori e fan di questo programma, ma non voglio spendere molte parole a riguardo, anche perchè basta googlare il titolo del <i>reality </i>(si chiama così in gergo, giusto?) per avere tutte le info.&nbsp;</div>
<div><i><b>PIUTTOSTO VOGLIO PARLARE DEL VINCITORE DEL PROGRAMMA</b></i>, ovvero lo <b><i>Chef Matteo Fonduti</i></b>, il quale è sulla mia <i>wishlist</i> dei ristoranti in cui voglio fermarmi, già da un po&#8217;, ahimè (ahimè&#8230;si usa ancora ahimè?) con il suo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://mannamilano.it/" target="_blank">Manna di Milano</a>.</div>
<div>Ma, la cosa che mi ha sempre impressionato di Matteo Fronduti è l&#8217;estrema schiettezza, senza troppi peli sulla lingua (avendolo intercettato e conosciuto un paio di volte in alcuni eventi enogastronomici), anche e soprattutto su facebook, che con i suoi cinici post, ribatte a spada tesa su giudizi espressi su Trip Advisor e similari, raccontando, inoltre &#8211; a volte &#8211; in maniera spassosissima alcuni episodi avuti con i clienti, soprattutto telefonicamente.</p>
</div>
<div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://th.02blog.it/hjV6x-hCqhPGbqbxK9KXpSkuFpQ=/fit-in/655xorig/http://media.02blog.it/d/d03/Matteo-Fronduti-620x539.jpg"><img border="0" src="http://th.02blog.it/hjV6x-hCqhPGbqbxK9KXpSkuFpQ=/fit-in/655xorig/http://media.02blog.it/d/d03/Matteo-Fronduti-620x539.jpg" height="276" width="320" /></a></div>
<p>La cosa davvero divertente è che, per chi non è del settore, molte di queste cose potrebbero apparire talvolta assurde, ma vi garantisco che non è così e che le cose più belle avvengono proprio con le prenotazioni telefoniche!</div>
<div>Vi lascio di seguito alcuni suoi post &#8211; per me &#8211; rimasti memorabili.</div>
<div>Ringraziandolo per le risate che mi fa settimanalmente fare, gli faccio i più calorosi complimenti per la sua vittoria nel  programma (perchè è davvero una persona ed un cuoco in gamba!!!) e l&#8217;augurio di arrivare sempre più in alto con il suo ristorante e tutto il suo staff, con l&#8217;auspicio, però, che continui ad  elargire carezze su facebook a chi se lo merita.</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Halloween</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2016 10:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[BATMAN]]></category>
		<category><![CDATA[CLOWN]]></category>
		<category><![CDATA[credo]]></category>
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		<category><![CDATA[ero]]></category>
		<category><![CDATA[HYSTERYA]]></category>
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		<description><![CDATA[Rispetto alla settimana scorsa, il mio fine settimana &#8211; ieri sera, domenica 30 ottobre&#8230;oggi che scrivo è lunedì mattina &#8211; è iniziato con una pasta al forno riscaldata al microonde che doveva essere consumata a pranzo, ma che, per motivi lavorativi (prenotazioni al ristorante di gente seduta anche sui lampadari per accaparrarsi un posto a&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/halloween-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ilgustodellimmaginazione.it/2016/10/le-mucche-mangiano-anche-di-notte.html" target="_blank">Rispetto alla settimana scorsa</a>, il mio fine settimana &#8211; ieri sera, domenica 30 ottobre&#8230;oggi che scrivo è lunedì mattina &#8211; è iniziato con una pasta al forno riscaldata al microonde che doveva essere consumata a pranzo, ma che, per motivi lavorativi (prenotazioni al ristorante di gente seduta anche sui lampadari per accaparrarsi un posto a sedere: la domenica è domenica in tutto il mondo!) non sono riuscito a consumare.</div>
<blockquote><div dir="ltr" lang="it">Quando il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/weekend?src=hash">#weekend</a> inizia così<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/SpuntinoDiMezzanotte?src=hash">#SpuntinoDiMezzanotte</a> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://t.co/3VkYQRp6c0">pic.twitter.com/3VkYQRp6c0</a></div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/792871788061614080">30 ottobre 2016</a></p></blockquote>
<div>
<div>
<blockquote><span>Questa notte è Halloween! </span></p></blockquote>
</div>
<p>Considerando che, a causa dei miei caplli lunghi, non ricordo quasi più che forma abbia un parrucchiere &#8211; sono un anno e mezzo che non li taglio&#8230;eh! &#8211; ho vissuto fino ad oggi con l&#8217;intento di volermi travestire da Joker, un po&#8217; come l&#8217;anno scorso, ma senza utilizzare alcuna <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://msqrd.me/" target="_blank">app</a>.</div>
<blockquote><div>
<div>
<div></div>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/p/BBc-msmDVd5/" target="_blank">&#8220;Sai come mi sono fatto queste cicatrici?&#8221; #selfie #selfienation #selfies #Joker #TFLers #me #love #pretty #handsome #instagood #instaselfie #selfietime #face #shamelessselefie #life #hair #portrait #igers #fun #followme #instalove #smile #igdaily #eyes #follow</a></div>
<div>Una foto pubblicata da Federico Campolattano (@federico_campo) in data: 6 Feb 2016 alle ore 09:13</div>
</div>
</blockquote>
<p>
<div>Purtroppo a causa di questo vizio che il tempo mi scorre dalle mani come la neve, non ho ancora comprato alcun cappotto viola, nessun trucco per farmi le cicatrici e quindi anche per quest&#8217;anno, Halloween vaff@!</div>
<div>Ma a proposito della notte delle streghe e di strani clown, qualche tempo fa leggevo che in America &#8211; le cose più strane capitano lì, effettivamente c&#8217;è da chiedersi perchè &#8211; si sta sviluppando uno strano fenomeno in cui di notte, in alcune città, si manifestano strani soggetti mascherati in maniera alquanto macabra da clown, in zone poco illuminate o di fronte alcune abitazioni, stringendo in mano palloncini pieni di elio o fiori.<br />Su internet ci sono molti video e documentari che raccontano la cosa, con registrazioni telefoniche fatte al 911. Questo si che è inquientante!
<div></div>
</div>
<div>Il fenomeno, chiamato <i><b>CLOWN HYSTERYA</b></i>, si sta spostando anche in Europa, tra cui anche alcune città italiane. Sinceramente non capisco il divertimento, ma sicuramente è qualcosa a cui io stupidamente non riesco a giungere con il mio limitato intelletto, anche perchè un personaggio che dovrebbe portare allegria, oggi si sta trasformando in un elemento di terrore soprattutto per i bambini, i quali, naturalmente, sono cadute vittima di questo fenomeno ed essendo i più fragili emotivamente, non riescono più a vedere questa maschera come l&#8217;abbiamo sempre concepita anche noi da piccoli, tra scherzi buffi e risate.<br />Ecco, quindi, che in campo è sceso addirittura <i><b>BATMAN</b></i> per tranquillizzare gli animi scossi dei bambini che non riuscivano più a trovare il sonno ed avevano paura di uscire di casa.</p>
<div></div>
<p>
<div>
<blockquote><span>&#8220;Hey clown, se volete spaventare qualcuno, perchè non venite a spaventare me?&#8221; </span></p></blockquote>
</div>
<p>Dietro questo messaggio non c&#8217;è Bruce Wayne, ma la <b><i>Cumbria Superheroes</i></b>, che stanchi del dilagare del problema &#8211; dove in alcuni casi i clown hanno realmente aggredito e accoltellato alcuni passanti &#8211; hanno fatto scendere in campo il cavaliere oscuro che ha già avuto dei &#8220;brutti trascorsi con squilibrati vestiti da clown&#8221; (cit. Btaman vs Superman) e sa bene come &#8220;relazionarsi&#8221;.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-n-xzXsx6Di8/WBhwVVnL5pI/AAAAAAAAYAY/IlEnDW312wA4BdJPb6Z4WqRCS444wBh5wCLcB/s1600/Esportazione_Web_1.jpg"><img border="0" height="320" src="https://3.bp.blogspot.com/-n-xzXsx6Di8/WBhwVVnL5pI/AAAAAAAAYAY/IlEnDW312wA4BdJPb6Z4WqRCS444wBh5wCLcB/s320/Esportazione_Web_1.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Preferisco ricordarmi di quando i clown mi facevano ridere, mi mettevano allegria, ed ero felice di incontrarli, a tal punto da travestirmi per carnevale&#8230;come in questa mia vecchia foto a cui sono fortemente legato, scattata da mio padre quando avevo otto anni, credo.</p>
<div>
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it">E niente, stasera <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/cucino?src=hash">#cucino</a> a casa e bevo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/vino?src=hash">#vino</a> rosso<br />Il mio <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/halloween?src=hash">#halloween</a> perfetto</div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/793193240883261440">31 ottobre 2016</a></p></blockquote>
</div>
<p> Ad ogni modo, non sono assolutamente un amante dei film horror, quindi non credo che esorcizzerò le mie paure vedendone uno questa notte, piuttosto credo che mi rilasserò con la mia signora ai fornelli, con un buon bicchiere di vino rosso e chissà che stasera, durante la cena, non vada via improvvisamente la luce&#8230;</p></div>
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		<title>Le mucche mangiano anche di notte</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/le-mucche-mangiano-anche-di-notte/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 12:42:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[anatra]]></category>
		<category><![CDATA[credo]]></category>
		<category><![CDATA[DILUVIA]]></category>
		<category><![CDATA[giorno]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[QUANDO]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho acceso il #camino pic.twitter.com/t95sx79lMI — FedericoCampolattano (@federcampo) 23 ottobre 2016 È iniziato così il mio fine settimana. Non male devo dire &#8211; in verità, mentre scrivo, ho una strana sensazione di dejavu, perché sono esattamente seduto come ieri sera nel video, con lo stesso abbigliamento casalingo, nella medesima posizione e con lo stesso camino&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/le-mucche-mangiano-anche-di-notte/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it">Ho acceso il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/camino?src=hash">#camino</a> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://t.co/t95sx79lMI">pic.twitter.com/t95sx79lMI</a></div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/790328506358046720">23 ottobre 2016</a></p></blockquote>
</div>
<div>
<div>
<blockquote><span>È iniziato così il mio fine settimana.</span></p></blockquote>
</div>
<p>Non male devo dire &#8211; in verità, mentre scrivo, ho una strana sensazione di <i>dejavu</i>, perché sono esattamente seduto come ieri sera nel video, con lo stesso abbigliamento casalingo, nella medesima posizione e con lo stesso camino ai miei piedi.<br />Ah, naturalmente&nbsp; non ho il camino (si era capito, no?). È finto.<br />È Youtube che offre un vasto catalogo di video della durata di più o meno ore per chi, come me, non ha il lusso di una canna fumaria nel proprio appartamento.</div>
<div>Triste? Sinceramente no.<br />Alla fine la tecnologia deve venire in aiuto dove le possibilità non arrivano ed io, per il suono della legna che arde ho un vero e proprio debole (agli scout avevo la specialità di fuochista cucita sul braccio; seguì un corso intero di diverse ore sull&#8217;accensione di un fuoco nelle più disparate situazioni ambientali e meteorologiche. Ho sempre avuto un lato oscuro da piromane mancato. Quando andavo al ristorante con i miei genitori, da piccolo, avevo quasta cosa di dover dare fuoco ai tovaglioli del ristorante con le candele presenti sui tavoli e scoprire i mille ed uno modi di fusione dei diversi materiali a contatto con una fiamma).</p>
<div><img alt="Fire by Federico Campolattano on 500px.com" src="https://drscdn.500px.org/photo/116704157/m%3D900/cd3a0b7c2d9381ca86babeeae79252c5" />  <br /><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://500px.com/photo/116704157/fire-by-federico-campolattano"></a></div>
</p></div>
<div>Domenica è stata una di quelle lunghissime giornate al ristorante, in cui ti dimentichi anche che il tuo organismo ha delle necessità, tipo bere, nutrirsi (non solo di assaggi per capire se la salsa del pesce o la pasta vanno bene di sale) o andare in bagno. Adoro questi giorni, perché il fermento e la velocità con cui si succedono gli eventi, i piatti al pass, i clienti in sala, spingono i sensi del cuoco ad un livello che normalmente non si hanno. È come una droga di cui non puoi fare a meno e l&#8217;energia che si vive in cucina è qualcosa di paragonabile ad una finale della propria nazionale di calcio alla coppa del mondo.</div>
<div>Ristorante pieno tutto il giorno, clienti felici, cucina in ordine, birra dopo lavoro, chiavi nella serratura e ciao, ci vediamo mercoledì!
<div>
<blockquote><span>Fuori, il paese è deserto. </span></p></blockquote>
</div>
</div>
<div>La nebbia ricopre buona parte delle case. Le campane suonano i classici rintocchi. Tipica ambientazione da film di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/M._Night_Shyamalan" target="_blank">M. Night Shyamalan</a> (prima che si rincoglionisse cinematograficamente), quasi come l&#8217;altra mattina che sono andato a lavoro.</div>
<div>
<div>
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it">Stamattina ore 9.30: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/SilentHill?src=hash">#SilentHill</a> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://t.co/nZLcCjkYZB">pic.twitter.com/nZLcCjkYZB</a></div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/789835801429438464">22 ottobre 2016</a></p></blockquote>
<div>Tutto tace insomma.<br />Le finestre sono sbarrate. Domani è lunedì, incomincia una nuova settimana di lavoro. Fa freddo. Tutti dormono (credo)&#8230;tranne le mucche. Loro mangiano, anche di notte. Sulla strada che porta dal ristorante verso casa, immerso nella Schwarzwald, ci sono una serie di pascoli dove ogni sera vedo le mucche che, invece di dormire, mangiano!<br />Carine le mucche. Hanno una faccia simpatica, alle volte interrogativa, altre volte sembra che ti guardino e ti dicano &#8220;Ehi, cazzo vuoi?&#8221;.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-XFOhUxSw2hk/WA9IeO7NERI/AAAAAAAAX_0/FY99h3PPYZ8FvvmGBedEQ5mav6VRzatKACLcB/s1600/Esportazione_Web_1.jpg"><img border="0" height="320" src="https://2.bp.blogspot.com/-XFOhUxSw2hk/WA9IeO7NERI/AAAAAAAAX_0/FY99h3PPYZ8FvvmGBedEQ5mav6VRzatKACLcB/s320/Esportazione_Web_1.jpg" width="320" /></a></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ilgustodellimmaginazione.it/2013/08/il-caciocavallo-podolico-di-federico-varallo-alfedena.html" target="_blank">Fanno il latte buonissimo</a> e credo che almeno una volta nella vita tutti dovrebbero provarlo appena munto, è tutta un&#8217;altra cosa rispetto a quell&#8217;acqua sporca color neve che si trova nelle confezioni in <i>tetrapak</i> al supermercato.</p>
</div>
<div>Partendo dal presupposto che ormai sono della convinzione di avere addosso una sorta di maledizione per cui ogni volta che sono libero &#8211; come giustamente cita la legge di Murphy, <b><i>&#8220;QUANDO PIOVE, DILUVIA&#8221;</i></b> e quindi &#8211; è continuamente maltempo, ieri sera ho cucinato l&#8217;anatra.</div>
<div></div>
</div>
</div>
<div>
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it">Stasera a casa <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/anatra?src=hash">#anatra</a> per <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/cena?src=hash">#cena</a> </p>
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		<title>Buttare al vento un&#8217;intera giornata di lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 21:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[DA]]></category>
		<category><![CDATA[giornata]]></category>
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		<category><![CDATA[IKEA]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi avevo senza ombra di dubbio deciso di girare il vlog.&#160; Tutto pronto: luci, microfono, effetti speciali, direttore della fotografia, aiuto regista, ecc. Ogni cosa al suo posto. Poi succede che&#8230;puff! Mi accorgo in fase di post-produzione che la macchina non aveva registrato un&#8217;intero pezzo! Dopo l&#8217;iniziale convinzione di riuscire a gestire nel migliore dei&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/buttare-al-vento-unintera-giornata-di-lavoro/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Oggi avevo senza ombra di dubbio deciso di girare il vlog.&nbsp;</div>
<div>Tutto pronto: luci, microfono, effetti speciali, direttore della fotografia, aiuto regista, ecc. Ogni cosa al suo posto.</div>
<div>Poi succede che&#8230;puff!</div>
<div>Mi accorgo in fase di post-produzione che la macchina non aveva registrato un&#8217;intero pezzo! Dopo l&#8217;iniziale convinzione di riuscire a gestire nel migliore dei modi l&#8217;accaduto, mi rendo poco dopo conto che non c&#8217;è via d&#8217;uscita: devo rigirare tutto.</div>
<div>Fase riorganizzativa, sistemo le luci, la macchina e tutto il resto.</div>
<div>Sono di nuovo pronto. Carico. Si gira.</div>
<div>Finito di girare, passo nuovamente alla fase di post-produzione e mi accorgo che manca, invece, un&#8217;intero pezzo di audio.</div>
<div>Sono senza parole, ho buttato all&#8217;aria un&#8217;intera mezza giornata di lavoro senza ricavarne assolutamente nulla. </div>
<div>Bella cosa.&nbsp;</div>
<div>Nervosismo ai massimi livelli e voglia di distruggere mezzo mondo.
<div>
<blockquote><b><span>Poi mi fermo. Ragiono. Penso.</span><i><span> </span></i></b></p></blockquote>
</div>
</div>
<div>No, effettivamente non mi piaceva la prima volta tutto il girato e non mi è piaciuto la seconda volta. Se fosse andato tutto al proprio posto non mi sarebbe comunque piaciuto, ma forse me lo sarei fatto andare bene, offuscato da quella fastidiosa sensazione dalla quale vengo pervaso ogni qual volta monto un mio video, in cui dopo un po&#8217; non riesco più a sentirmi parlare, quasi infastidito dal quel mio alter ego oltre lo schermo con quella fastidiosissima voce &#8211; magari un po&#8217; nasale <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ilgustodellimmaginazione.it/2016/10/il-raffreddore.html" target="_blank">dovuta ancora al raffreddore</a> &#8211; che cerca di trasmettere a me il mio concetto: assurdo!</div>
<div>Nei prossimi giorni ho intenzione di apportare numerose modifiche al testo che ho scritto, altrimenti tutto il lavoro rischia di andare in fumo. Quindi schiena dritta e ci rifacciamo non appena riuscirò di nuovo ad avere tempo sufficiente per rigirare tutta la mia parte parlata.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-Vm20no1werU/WAaMBmfI9FI/AAAAAAAAX_c/GkLHeHxBOX4JjIEcZQj_9Txy53ofF2pPACLcB/s1600/Esportazione_Web_1.jpg"><img border="0" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-Vm20no1werU/WAaMBmfI9FI/AAAAAAAAX_c/GkLHeHxBOX4JjIEcZQj_9Txy53ofF2pPACLcB/s320/Esportazione_Web_1.jpg" width="320" /></a></div>
<p></div>
<div>Detto questo, <b><i>LA GIORNATA SI È TRASFORMATA IN UNA GITA DA IKEA</i></b> in tarda serata, dove l&#8217;acquisto di mobili in truciolato svedesi apparivano come la miglior cura alla mia mattinata psicologicamente labile.</div>
<div>Ed è qui che sono stato fulminato da una scoperta &#8211; alquanto inquietante &#8211; che ho anche condiviso sul mio account twitter:</div>
<div>
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it">Mi sono sempre domandato che fine avesse fatto <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/Leonida?src=hash">#Leonida</a> dopo il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/film?src=hash">#film</a> #300.<br />Ora lo so: é sponsor dei materassi da Ikea. <br />QuestoÈUnMeterasso! <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://t.co/DQvpy7a1Ab">pic.twitter.com/DQvpy7a1Ab</a></div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/788476563163578370">18 ottobre 2016</a></p></blockquote>
<div>Sorpreso dal vedere come Leonida abbia deciso di impiegare il tempo a disposizione dopo la battaglia delle Termopoli, sono stato catalizzato dall&#8217;area materassi dove ho scelto il prossimo che acquisterò.<br />Fuori piove di nuovo. In Germania è arrivato l&#8217;inverno.<br /><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ilgustodellimmaginazione.it/2016/10/le-cattive-abitudini-notturne.html" target="_blank">Stanotte spero di dormire bene</a>, ma quando fuori piove per me è come una ninna nanna.</p>
</div>
</div>
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		<title>Le cattive abitudini notturne</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 22:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[BENE]]></category>
		<category><![CDATA[DORMITO]]></category>
		<category><![CDATA[giornata]]></category>
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		<category><![CDATA[MERAVIGLIOSAMENTE]]></category>
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		<category><![CDATA[PAOLO]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi non volevo scrivere nulla. Anzi, volevo tornare a casa dal lavoro, fare una doccia (come avviene tutti i giorni), mangiare qualcosa mentre guardo le ultime news su internet ed andare a dormire presto. Sono tornato a casa dal lavoro; ho fatto una doccia; ho mangiato qualcosa mentre guardavo le notizie e le cazzate su&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/le-cattive-abitudini-notturne/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Oggi non volevo scrivere nulla.</div>
<div>Anzi, volevo tornare a casa dal lavoro, fare una doccia (come avviene tutti i giorni), mangiare qualcosa mentre guardo le ultime news su internet ed andare a dormire presto.</div>
<div>Sono tornato a casa dal lavoro; ho fatto una doccia; ho mangiato qualcosa mentre guardavo le notizie e le cazzate su internet&#8230;ma non sono andato a dormire.<br />
<blockquote>
<div><span>Niente, davvero non ce la faccio!</span></div>
</blockquote>
</div>
<div>La sera è catalizzante per la mia mente. Deve produrre qualcosa, altrimenti la notte non riesco a dormire bene. Davvero, non scherzo!</div>
<div>Ieri sera sono riuscito a risolvere alcuni problemi di formattazione del blog (sì, quello su cui stai leggendo) che mi ha preso un&#8217;oretta circa, nella quale sono andato a trovare quella minuscola stringa nel codice html del sito per far sì che quel fastidiosissimo problema di visualizzazione su tablet e smarthphones non si verificasse più. <b><i>IERI NOTTE HO DORMITO MERAVIGLIOSAMENTE BENE.</i></b>
<div>
<blockquote><span>Oggi non avevo intenzione di scrivere un post sul blog,&nbsp;</span></p></blockquote>
</div>
<p>davvero, ma poi si sa come vanno certe cose&#8230;e quindi, eccomi qui, a sproloquiare su cose non del tutto chiare che poi, rileggendole, saranno non del tutto chiare.</div>
<div>Devo finire di scrivere un menù per una cena che ho prossimamente e invece di fare i compiti sono qui a scrivere sul blog. Ho molte idee in testa, ma la cena, oltre ad essere un importantissimo momento, sarà anche un modo per sperimentare alcuni nuovi piatti che mi girano da un po&#8217; in testa. Saranno cinque portate, dall&#8217;aperitivo al dolce, tutto servito al piatto (eccezion fatta per l&#8217;aperitivo, presentato in tre piccoli finger food). Spero di avere la freddezza di riuscire a scattare qualche foto e postarle qui (fare un video sarebbe chiedere troppo dalla mia concentrazione) per raccontare i piatti.</div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-yuZhsU9fDxY/WAAMiGN_fEI/AAAAAAAAX_A/EEYVmZg82ekduLhISEFh2CA1e0gNfa_6ACLcB/s1600/Esportazione_Web_1.jpg"><img border="0" height="320" src="https://3.bp.blogspot.com/-yuZhsU9fDxY/WAAMiGN_fEI/AAAAAAAAX_A/EEYVmZg82ekduLhISEFh2CA1e0gNfa_6ACLcB/s320/Esportazione_Web_1.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Detto ciò, la giornata di oggi si è intermezzata con la visione del nuovo trailer di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://youtu.be/GPQB02aoOaQ" target="_blank">Star Wars &#8211; Rogue One</a>. Vi lascio di seguito il mio tweet al riguardo che non necessita di commenti aggiuntivi.</div>
<div>
<div></div>
<div>
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it">Ho visto il nuovo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/trailer?src=hash">#trailer</a> di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/starwarsrogueone?src=hash">#starwarsrogueone</a> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/StarWars?src=hash">#StarWars</a><br />Un fazzoletto, grazie! <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://t.co/SCdBXEYSsi">pic.twitter.com/SCdBXEYSsi</a></div>
<p>— FedericoCampolattano (@federcampo) <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/federcampo/status/786564991411445761">13 ottobre 2016</a></p></blockquote>
<div>Il fine settimana lavorativo si promette ricco. Lunedì voglio assolutamente terminare di girare il parlato del vlog così da poterlo poi pubblicare, dopo un minimo di post produzione, sul canale. Purtroppo questo raffreddore non mi ha lasciato (e continua a non lasciarmi) tregua, tanto che adesso tutta la giornata di ieri e parte di oggi non riuscivo a sentire il minimo sapore, che per un cuoco è distruttivo come uccello che non può volare.</div>
<div>Ora mia prendo i miei 10ml di sciroppo ed una effervescente Efferalgan per concludere la giornata.</div>
<div>Vi lascio la buonanotte con questa canzone di Elvis che sembra una ninna nanna. L&#8217;avevano trasmessa qualche giorno fa in radio qui in Germania, ma l&#8217;avevo dimenticata. Oggi l&#8217;ho risentita per radio, l&#8217;ho messa sul mio Shazam e adesso ve la beccate voi.</div>
<div>
<blockquote><span>Buonanotte!</span></p></blockquote>
<div></div>
<div></div>
<div>Ah, quello nella foto in alto con la maschera di Darth Fener (o Vader) non sono io, ma <i><b>PAOLO PIANTADOSI</b></i>, il tizio che ha fatto le foto del mio libro. La maschera è la mia. Oggi fa foto molto più belle. <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/paolopiantadosiph/?fref=ts" target="_blank">Follow him!</a></div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Sequestrato in casa</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 16:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feder Camp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
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		<category><![CDATA[DAY]]></category>
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		<description><![CDATA[Il martedì si è dipinto come una regolare giornata di influenza tedesca.&#160; Dopo una notte trascorsa totalmente in bianco&#160; - non sono riuscito a chiudere occhio neanche un secondo a causa del raffreddore &#8211; ho cercato di recuperare le forze rimanendo a letto l&#8217;intera mattinata. Il giorno o i giorni liberi sono un sacrosanto momento&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/sequestrato-in-casa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Il martedì si è dipinto come una regolare giornata di influenza tedesca.&nbsp;</div>
<div>
<blockquote><span>Dopo una notte trascorsa totalmente in bianco&nbsp;</span></p></blockquote>
</div>
<div>- non sono riuscito a chiudere occhio neanche un secondo a causa del raffreddore &#8211; ho cercato di recuperare le forze rimanendo a letto l&#8217;intera mattinata. Il giorno o i giorni liberi sono un sacrosanto momento in cui ci si può impegnare a fare tutto ciò che normalmente si è rimandato o che durante la settimana, a causa del lavoro, è temporalmente infattibile. Rimanere sequestrato in casa, quindi, è una cosa che davvero mi destabilizza.&nbsp;</div>
<div>Terminata la premessa, ieri sera ho deciso di vedere un film. Sono riuscito a reperire <b><i>INDEPENDENCE DAY 2: RIGENERAZIONE</i></b>, sèguito del film in cui Will Smith e Jeff Goldblum (quest&#8217;ultimo l&#8217;ho scritto così, d&#8217;istinto, senza controllarne prima la sintassi su internet&#8230;spero di averlo scritto bene) nel 1996 dovevano salvare la terra da una classica invasione aliena. Salvato il pianeta alla fine del film (spoilerone se non lo avete visto), naturalmente era necessario salvarlo una seconda volta nel 2016, da un&#8217;astronave ancora più grande con alieni ancora più cattivi che per vent&#8217;anni hanno conservato un risentimento immane per la terra.&nbsp;</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Premetto che, prima di esprimere una considerazione finale sul film, mi sono sempre chiesto, da quando ho appreso la notizia che avrebbero girato un secondo film, perchè Will Smith avesse deciso di non prendere parte al film. La risposta non ha atteso molto per trovare risposta&#8230;
<div>
<blockquote><span>E adesso la mia personale considerazione sul film:&nbsp;</span></p></blockquote>
</div>
<p><b><i>UNA CA@#çA BIBLICA</i></b>. Un trash movie che reggerne la visione fino alla fine (circa due ore di fustigate cinematografiche in cui lo spettatore si chiede costantemente <i>&#8220;Ma era proprio necessario?&#8221;</i>) risulta devvero difficile, con dialoghi scritti da stagisti dell&#8217;ufficio oggetti smarriti di un aeroporto e frasi ad effetto che di effetto non hanno proprio nulla.</div>
<div>
<div>
<blockquote>
<div dir="ltr" lang="it"><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://twitter.com/hashtag/IndependenceDay2?src=hash">#IndependenceDay2</a> era meglio spendere il budget del film per il remake della Signora Fletcher. </p>
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