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	<title>Food Blogger Mania &#187; specie</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>La mia versione della torta Bejarana &#8211; Salvare i sapori tradizionali</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 12:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodeidolci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[banane]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
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		<description><![CDATA[Dietro le ricette ci sono molte storie, che si tratti di una ricetta moderna o di tempi antichi, ho imparato a valorizzare ogni ricetta non tanto per quello che vedono i miei occhi, ma per quella storia che la precede. Ho notato che mi connetto con ogni preparazione, quando conosco quelle storie di sacrificio, felicità,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-mia-versione-della-torta-bejarana-salvare-i-sapori-tradizionali/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dietro le ricette ci sono molte storie, che si tratti di una ricetta moderna o di tempi antichi, ho imparato a valorizzare ogni ricetta non tanto per quello che vedono i miei occhi, ma per quella storia che la precede. Ho notato che mi connetto con ogni preparazione, quando conosco quelle storie di sacrificio, felicità, sperimentale o incidenti, sì, incidenti, perché molto di ciò che sappiamo nel mondo della panetteria è nato per caso. Se mi credete, indagate sulla storia della famosa vittoria del cioccolato e cosa significa quella parola.</p>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23tSWfhsXG4wec36HnrNcYGdQrzup7X2ivaqZCG3RjNFPbTEHWy8RAJtXDP9JXoeznSeQ.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23tSWfhsXG4wec36HnrNcYGdQrzup7X2ivaqZCG3RjNFPbTEHWy8RAJtXDP9JXoeznSeQ.jpg" /></a></p>
<p>Mi sono resa conto che trascorriamo la nostra vita a desiderare sapori di altre culture e adattarci così tanto a quei sapori che dimentichiamo chi è nelle nostre vene, nelle nostre radici. Mi sto preparando per una mostra di pasticceria e devo rappresentare il Distretto Capitale del Venezuela. Ricercando, ho trovato una varietà di dolci che non conoscevo, dolci che non ne ho mai sentito parlare, come se fossero persi nel tempo. Quella ricerca mi ha motivato a iniziare una serie di ricette in cui cercherò di salvare i sapori tradizionali </p>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EouAEs4sxMywmVsfFJyFQy5AdmY83XGGuBQFfbV6uEXR4nkbdYTd9aZvpD1D4GvyWkw.jpeg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EouAEs4sxMywmVsfFJyFQy5AdmY83XGGuBQFfbV6uEXR4nkbdYTd9aZvpD1D4GvyWkw.jpeg" /></a></p>
<p>Quell&#8217;indagine mi ha portato a conoscere la torta di Bejarana. La storia di questa torta è incredibile e la ricetta è dovuta alle sorelle Bejarano: Magdalena, Eduviges e Betlemme. Come riassunto, queste sorelle erano conosciute per questa torta, di ritorno in una Caracas coloniale (circa 1790). Il denaro che queste sorelle riuscirono a fare, permetterono loro di acquistare la Cedula Reale e quindi ad avere gli stessi diritti dei bianchi dell&#8217;epoca, anche se il re Carlo IV non concesse loro mai il titolo di doa grazie per il colore della pelle delle sorelle Bejarano. Sapere che il lavoro svolto da queste sorelle ha permesso loro di avere una vita migliore all’interno della società di classe, è stimolante e mi motiva particolarmente a sforzarmi di realizzare i miei sogni.</p>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoGznz4sop5JqNrRRvCfjSwxgEZHL92dSDuxbBLYJH4ibSs1e6TEUowC2PUg5NGtktN.jpeg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoGznz4sop5JqNrRRvCfjSwxgEZHL92dSDuxbBLYJH4ibSs1e6TEUowC2PUg5NGtktN.jpeg" /></a></p>
<p>Che cosa è una torta Bejarana? Si tratta di una preparazione che ha come ingrediente principale la banana matura, una ricetta che comprende paperon, specie, formaggio, sesamo, uova e farina di mais tostata, che è stata ottenuta da un pane da forno a base di mais, poiché a quel tempo non veniva utilizzata farina di grano, a causa dell’elevato costo di importazione. La torta Bejarana è una preparazione ricca di gusto, con un aroma che si innamora da lontano e una consistenza al palato che sorprende e più quando si sa che non c’è farina di grano. Grazie alle sorelle Bejarano per averci lasciato questa eredità.</p>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoEsUFic4hTtb4QFisRg7PnB9xSyDuwnTzNsxiENrocmsuyA33E2MWC7prktHpKdeRZ.jpeg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoEsUFic4hTtb4QFisRg7PnB9xSyDuwnTzNsxiENrocmsuyA33E2MWC7prktHpKdeRZ.jpeg" /></a></p>
<p>La ricetta che sto condividendo ha alcune modifiche, non ho preso il pane del forno, in quanto è un&#8217;altra di quelle ricette che si stanno perdendo, quindi questa è la mia versione, ispirata a molte ricette della torta Bejarana che ho raccolto da diversi libri e articoli sul web. Devo menzionare che non so come dovrebbe apparire, ma sulla base della ricerca, penso di aver fatto un buon lavoro ed è per questo che condivido la ricetta con te. Ecco gli ingredienti che ho usato:</p>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpVBeAv3doib4Cw1nXMzHdVfQWsZZnzT16E3MngZEj9ssDzkRbaLHs8S7rQfVAakFHs.jpeg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpVBeAv3doib4Cw1nXMzHdVfQWsZZnzT16E3MngZEj9ssDzkRbaLHs8S7rQfVAakFHs.jpeg" /></a></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/243fvL8PVG7PsxhDJHQ6oSX4QDhDcyrhjVsigzQwApmY7kZ17FCxkbC1xoFmWQ48PJ3Kr.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/243fvL8PVG7PsxhDJHQ6oSX4QDhDcyrhjVsigzQwApmY7kZ17FCxkbC1xoFmWQ48PJ3Kr.jpg" /></a></p>
<h3>Ingredienti </h3>
<ul>
<li>3 grandi banane mature </li>
<li>80 grammi di sesamo tostato </li>
<li>230 grammi di pane macinato </li>
<li>80 grammi di margarina </li>
<li>2 uova </li>
<li>1/4 di cucchiaino di bicarbonato </li>
<li>1/4 di tazza di vino rosso o dolce </li>
<li>2 tazze di medaglia di carta </li>
<li>1 tazza di acqua </li>
<li>Specie (acqua, odore di unghie, noce moscata) </li>
<li>1 tazza di formaggio bianco grattugiato</li>
</ul>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/242rygNb3j2k8XwwMb5QqHZ5rZKb8bEE8pGRvbB2Pdfh3HizPcPbYeNv1GQRExcbpMni7.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/242rygNb3j2k8XwwMb5QqHZ5rZKb8bEE8pGRvbB2Pdfh3HizPcPbYeNv1GQRExcbpMni7.jpg" /></a></p>
<h3>Preparazione</h3>
<ul>
<li>La prima cosa che faremo è il latte di carta o lo zucchero del pannello, altrimenti hai lo zucchero del pannello, puoi usare lo zucchero di canna. In 4 tazze di acqua, aggiungere 600 grammi di panela o zucchero di canna, insieme alla specie a piacere. Metto la cannella e sento l&#8217;odore delle unghie. Lasciare cuocere fino a metà e riservare a temperatura ambiente.</li>
</ul>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/48RsJN6CV1FJte6Z4PVwm5T41hiH6w7P4GvSk5q8vS1rrpirKjUmNSXSmaUjHa7LRT.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/48RsJN6CV1FJte6Z4PVwm5T41hiH6w7P4GvSk5q8vS1rrpirKjUmNSXSmaUjHa7LRT.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Preparare lo stampo con il burro e cospargere il sesamo e il pane briciole tutte le pareti.</li>
</ul>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/Eq9VkR8Z7CQGcZHx8mB2wvi2TA4oEN3kGYwT4Q1n2tCmN2oFKcdnnudcsaUyHDXwpTJ.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/Eq9VkR8Z7CQGcZHx8mB2wvi2TA4oEN3kGYwT4Q1n2tCmN2oFKcdnnudcsaUyHDXwpTJ.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Afferra le banane, con l&#8217;aiuto di un coltello, taglialo da un&#8217;estremità all&#8217;altra e prendi a forno per 15 minuti. Li ho messi nella friggitrice per 10 minuti. Dopo il tempo e quando le banane sono calde, rimuovere la vena / semi all&#8217;interno. Questo è difficile e influenza l&#8217;esperienza quando si mangia la torta.</li>
</ul>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpEKf5zukrU2EEdaPPZy5DfFiN2qXbt6XWgJnyKmJUQY33NVbSFiLoLvSB8NQUQ2ijr.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpEKf5zukrU2EEdaPPZy5DfFiN2qXbt6XWgJnyKmJUQY33NVbSFiLoLvSB8NQUQ2ijr.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Una volta che le vene vengono rimosse dalla banana, mettetele in una ciotola e schiacciatele per ottenere una purea.</li>
</ul>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23w2oQVmU5FWtinjPgWCbqAx8GqVSBTCFCNcfvV9ciFZ4kGT6Jf7YeWzJgHh4nHQ7Nv6R.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23w2oQVmU5FWtinjPgWCbqAx8GqVSBTCFCNcfvV9ciFZ4kGT6Jf7YeWzJgHh4nHQ7Nv6R.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Aggiungere la margarina alla purea di banane e integrarsi. Non c&#8217;è bisogno di usare un miscelatore elettrico, in quel momento non esistevano.</li>
</ul>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23wMgpUWzxRMcqFKoH9XL1ditK6mwVsmFAuk3Bh8CuECGu6izw4GLLmCbvUkRvsjUkueC.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23wMgpUWzxRMcqFKoH9XL1ditK6mwVsmFAuk3Bh8CuECGu6izw4GLLmCbvUkRvsjUkueC.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Aggiungere le uova da 1 in 1, fino a ben integrato nella miscela di banana e margarina.</li>
</ul>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/Eoc9VCLDyYSKoeJQAs9ep3XPLjd6RrEU1Wruqtf4WE7ut4Wdaa1MRczTGzZqecEGv7U.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/Eoc9VCLDyYSKoeJQAs9ep3XPLjd6RrEU1Wruqtf4WE7ut4Wdaa1MRczTGzZqecEGv7U.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Aggiungere il pane macinato, la farina di mais tostata, la metà dei restanti semi di sesamo, il bicarbonato, le specie degustative e la fusione della carta. Mescolare bene fino a quando tutti gli ingredienti sono ben integrati.</li>
</ul>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoGzsTp3ApDEzzQqyLTUotR2AotgNM1rBjPtbJtyvBTDACfV84h5nkDdCGkpq55Z89i.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoGzsTp3ApDEzzQqyLTUotR2AotgNM1rBjPtbJtyvBTDACfV84h5nkDdCGkpq55Z89i.jpg" /></a></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/Eoke5mWmTDbVxgj7abpttktwTa4LyLcvxo2XcRJAWLzgf2C3Cy6hKBqUaxeaHHA1c24.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/Eoke5mWmTDbVxgj7abpttktwTa4LyLcvxo2XcRJAWLzgf2C3Cy6hKBqUaxeaHHA1c24.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Infine, aggiungere il formaggio, il vino e l&#8217;acqua. Mescolare bene, fino a quando tutto è ben integrato nel mix.</li>
</ul>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoErYsKJXafzdNMGrrkAMCgnvv4iqmb1AKt1Gdo257bRzeR2Fzc45X437Fujy9niaxH.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoErYsKJXafzdNMGrrkAMCgnvv4iqmb1AKt1Gdo257bRzeR2Fzc45X437Fujy9niaxH.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Mettere il composto nello stampo, accoppiare bene la superficie con l&#8217;aiuto di un cucchiaio o di una spatola e aggiungere un po&#8217; di spostura. Portare in forno, preriscaldato a 180oC, per lo spazio di 40-60 minuti. Dopo 30 minuti, inserire un bastone di legno per vedere se è finito. Il tempo di cottura è relativo, la torta è pronta quando è dorata sopra e quando forata con un bastone di legno, il bastone esce asciutto.</li>
</ul>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoK7D4tS2wRzJAW6SJqeb5iYxSU1f74dy2UEAYAmvbVfM5wgevn5ANxn3uSV6ukkUB2.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoK7D4tS2wRzJAW6SJqeb5iYxSU1f74dy2UEAYAmvbVfM5wgevn5ANxn3uSV6ukkUB2.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Lasciare raffreddare la torta, almeno fino a quando non è a temperatura ambiente e demolita.</li>
</ul>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpA4VCZPpBLmiMVKAxqxfVaXvYHagjYbWr9eHiHozcvL8cG2xQ6xt8t6i2gBkWufyB6.jpeg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpA4VCZPpBLmiMVKAxqxfVaXvYHagjYbWr9eHiHozcvL8cG2xQ6xt8t6i2gBkWufyB6.jpeg" /></a></p>
<p>Già la torta Bejarana è pronta, adoro il risultato di questa torta, che è pesante, con sapori e aromi che si innamorano, soprattutto se vi piace la specie e un aspetto che amo. È impossibile non sentirsi grati per Magdalena, Eduviges e Betlemme, che, sebbene non conoscano tutta la loro storia di vita, hanno lasciato un’eredità, una ricetta mantovana che fa parte della cucina tradizionale venezuelana. Secondo i libri di storia, questa torta era uno dei preferiti di Simon Bolivar</p>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoEsVN9SdbajaStrBdzyVxtHce3ssfWqZmaVUqVgBDRZEUNmS2xyNA82SMrueoz1Mfu.jpeg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoEsVN9SdbajaStrBdzyVxtHce3ssfWqZmaVUqVgBDRZEUNmS2xyNA82SMrueoz1Mfu.jpeg" /></a></p>
<p>Se hai mai provato la torta di Bejarana, fammelo sapere nei commenti. Se non li hai mai provati, fammi sapere se l&#8217;hai già sentito prima. Fino ad una ricetta successiva.</p>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://hive.blog/hive-100067/@josecarrerag/mi-version-de-la-torta-bejarana-or-rescatando-sabores-tradicionales-esen" target="_blank">fonte</a></p>
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		</item>
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		<title>Orecchiette alle cime di rapa</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/orecchiette-alle-cime-di-rapa-3/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 12:53:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Che profuno in cucina!</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[broccolo]]></category>
		<category><![CDATA[cime]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
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		<description><![CDATA[Le orecchiette alle cime di rapa è un piatto tradizionale pugliese, molti si chiedono cosa siano le cime di rapa, le cime di rapa sono le cime di quelli che a Roma vengono chiamati broccoletti, essi sono le foglie della rapa (Brassica rapa sylvestris), le cime di rapa a Napoli sono chiamate friarielli. Broccoletti o cime di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/orecchiette-alle-cime-di-rapa-3/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2026/02/20260222_131241-scaled.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7829" src="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2026/02/20260222_131241-scaled.jpg" alt="Orecchiette con friarielli" width="2560" height="1920" /></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2026/02/20260222_131826-scaled.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7830" src="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2026/02/20260222_131826-scaled.jpg" alt="Orecchiette con friarielli" width="1920" height="2560" /></a></p>
<p>Le orecchiette alle cime di rapa è un piatto tradizionale pugliese, molti si chiedono cosa siano le <strong>cime di rapa</strong>, le cime di rapa sono le cime di quelli che a Roma vengono chiamati <strong>broccoletti, </strong>essi sono le foglie della rapa (<em>Brassica rapa sylvestris</em>), le cime di rapa a Napoli sono chiamate <strong>friarielli.</strong></p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260227_122855_Chrome-scaled.jpg"><img class="wp-image-7834 size-full" src="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260227_122855_Chrome-scaled.jpg" alt="Cime di rapa" width="2560" height="1655" /></a><br />
<figcaption>Broccoletti o cime di rapa</figcaption>
</figure>
<p>I broccoletti non sono però da confondere col <strong>broccolo siciliano</strong> <em>(<em>Brassica oleracea</em> &#8211; gruppo <em>italica</em>)</em> che è una specie di alberello verde scuro composto da cimette molto fitte che gli danno forma di una palla, esiste anche la varietà rossa.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260227_122549_Chrome-scaled.jpg"><img class="wp-image-7833 size-full" src="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260227_122549_Chrome-scaled.jpg" alt="Broccolo siciliano" width="2560" height="2057" /></a><br />
<figcaption>Broccolo siciliano verde e rosso</figcaption>
</figure>
<p>C&#8217;è poi il <strong>broccolo romanesco,</strong> <em>(Brassica oleracea &#8211; gruppo Botrys) </em>anch&#8217;esso a forma di palla ma appuntita, composto da cimette fitte verde chiaro, è la stessa pianta del <strong>cavolfiore</strong> ma un è <em>cultivar </em>diverso, il <em>cultivar </em>è una varietà naturale che è stata selezionata per essere coltivata e riprodurre le stesse caratteristiche fisse</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260227_122010_Chrome-scaled.jpg"><img class="wp-image-7832 size-full" src="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot_20260227_122010_Chrome-scaled.jpg" alt="Orecchiette alle cime di rapa" width="2560" height="1722" /></a><br />
<figcaption>Broccolo romanesco</figcaption>
</figure>
<p>il broccolo romanesco si mangia condito oppure pastellato e fritto come il <strong>cavolfiore</strong> <em>(Brassica oleracea- gruppo botrys) </em>oppure in padella con le salsicce.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2026/03/cauliflower-1465732_640.jpg"><img class="wp-image-7836 size-full" src="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2026/03/cauliflower-1465732_640.jpg" alt="Cavolfiore" width="640" height="421" /></a><br />
<figcaption>Cavolfiore</figcaption>
</figure>
<p>Ecco qui una mappa per orientarci meglio tra tutte le specie di <em>Brassica oleracea:</em></p>
<section>
<ul>
<li>gruppo <i>acephala</i>, al quale appartengono il <a target="_blank" rel="nofollow" title="Cavolo nero" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Cavolo_nero" rel="mw:WikiLink">cavolo nero</a> toscano, il cavolo <a target="_blank" rel="nofollow" title="Galizia (Spagna)" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Galizia_(Spagna)" rel="mw:WikiLink">gallego</a> e il <a target="_blank" rel="nofollow" title="Cavolo riccio" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Cavolo_riccio" rel="mw:WikiLink">cavolo riccio</a>;</li>
<li>gruppo <i>alboglabra</i>, a cui appartiene il <a target="_blank" rel="nofollow" title="Broccolo cinese" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Broccolo_cinese" rel="mw:WikiLink">broccolo cinese</a></li>
<li>gruppo <i>botrytis</i>, a cui appartengono il <a target="_blank" rel="nofollow" title="" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Cavolfiore" rel="mw:WikiLink">cavolfiore</a> e il <a target="_blank" rel="nofollow" title="Broccolo romanesco" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Broccolo_romanesco" rel="mw:WikiLink">broccolo romanesco</a></li>
<li>gruppo <i>capitata</i>, di cui fanno parte il <a target="_blank" rel="nofollow" title="Cavolo cappuccio" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Cavolo_cappuccio" rel="mw:WikiLink">cavolo cappuccio</a>, il <a target="_blank" rel="nofollow" title="Cavolo rosso" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Cavolo_rosso" rel="mw:WikiLink">cavolo rosso</a> e la <a target="_blank" rel="nofollow" title="Verza" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Verza" rel="mw:WikiLink">verza</a></li>
<li>gruppo <i>gemmifera</i>, il <a target="_blank" rel="nofollow" title="Cavolo di Bruxelles" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Cavolo_di_Bruxelles" rel="mw:WikiLink">cavolo di Bruxelles</a></li>
<li>gruppo <i>gongylodes</i>, a cui appartiene il <a target="_blank" rel="nofollow" title="Cavolo rapa" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Cavolo_rapa" rel="mw:WikiLink">cavolo rapa</a></li>
<li>gruppo <i>italica</i>, a cui appartiene il <a target="_blank" rel="nofollow" title="Broccolo" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Broccolo" rel="mw:WikiLink">broccolo</a> e il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://biodiversitapuglia.it/mugnulo/" target="_blank" rel="noopener">mugnolo</a></li>
<li>gruppo <i>tronchuda</i>, di cui fa parte il <a target="_blank" rel="nofollow" title="Cavolo portoghese (la pagina non esiste)" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Cavolo_portoghese?action=edit&amp;redlink=1" rel="mw:WikiLink">cavolo portoghese</a></li>
</ul>
<p>Il <a target="_blank" rel="nofollow" title="Cavolo cinese" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Cavolo_cinese" rel="mw:WikiLink">cavolo cinese</a> e il <a target="_blank" rel="nofollow" title="Cavolo di Pechino" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Cavolo_di_Pechino" rel="mw:WikiLink">cavolo di Pechino</a> sono invece cultivar della specie <i><a target="_blank" rel="nofollow" title="Brassica rapa" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Brassica_rapa" rel="mw:WikiLink">Brassica rapa</a></i>, mentre i <a target="_blank" rel="nofollow" title="Broccolini" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Broccolini" rel="mw:WikiLink">broccolini</a> sono un ibrido creato in <a target="_blank" rel="nofollow" title="Giappone" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Giappone" rel="mw:WikiLink">Giappone</a>.</p>
<h2><span>Orecchiette alle cime di rapa</span></h2>
<p><strong>Per le orecchiette (per 3 persone):</strong></p>
<p>400 gr. di Semola di grano duro</p>
<p>150 gr. di Acqua</p>
<p>2 pizzichi di Sale</p>
<p><strong>Per il piatto</strong>:</p>
<p>240 gr. di Orecchiette fresche</p>
<p>750 gr. di Cime di rapa</p>
<p>Olio d&#8217;oliva q.b.</p>
<p>4 filetti di Acciughe</p>
<p>2 spicchi d&#8217;aglio</p>
<p>Peperoncino q.b.</p>
<p>Sale q.b.</p>
<p>Per preparare le orecchiette alle cime di rapa potete acquistare quelle fresche già pronte che sono ottime oppure prepararle in casa nel seguente modo:</p>
<ul>
<li>Impastate acqua, farina e sale, formate una palla e lasciatela riposare 20 minuti</li>
<li>Staccate un pezzo di impasto e arrotolatelo formando un serpentello di 1 cm di spessore</li>
<li>Tagliate col coltello tanti pezzetti di 1 cm di lunghezza</li>
<li>Con le mani arrotolate ogni pezzetto formando una pallina</li>
<li>Con un coltello a punta tonda schiacciate con forza la pallina partendo dal bordo e trascinando il coltello per tutta la lunghezza, fino ad ottenere una conca</li>
<li>Rivoltate la conca facendo uscire solo la testa e lasciando i bordi così come sono</li>
<li>Ripetete il procedimento per tutto il resto della pasta.</li>
</ul>
<p>Una volta che le orecchiette sono pronte procediamo con la preparazione del piatto:</p>
<p>Si dovrebbero usare solo le cime dei broccoletti ma dato che così necessiterebbe acquistare una quantità molto grande di broccoletti, potete anche usare tutta la pianta come faccio io, basta togliere molto bene le parti legnose, togliere tutti i filamenti dei gambi e poi tagliare tutto a piccoli pezzi.</p>
<p>In una pentola capiente di acqua bollente salata cuocete insieme orecchiette e cime di rapa.</p>
<p>Quando la verdura è cotta e le orecchiette quasi cotte, (poi finiranno di cuocere in padella) scoleteli conservando un po&#8217; d&#8217;acqua di cottura.</p>
<p>In un&#8217;ampia padella fate soffriggere aglio, olio, peperoncino e i filetti d&#8217;acciuga schiacciati.</p>
<p>Mettete in padella orecchiette e cime di rapa, mescolate per far insaporire, se si asciugano troppo aggiungete un po&#8217; d&#8217;acqua di cottura, aggiustate di sale.</p>
<p>Portate a cottura mescolando sempre e poi servite, buon appetito!</p>
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<h2></h2>
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		<title>Slow Fish 2025. Gente di mare</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/slow-fish-2025-gente-di-mare/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Porto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Fish]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Food]]></category>
		<category><![CDATA[specie]]></category>

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		<description><![CDATA[Da giovedì 8 a domenica 11 Maggio, al Porto Antico di Genova, torna Slow Fish, l’evento che Slow Food Italia dedica al mare e agli ecosistemi costieri. Il prossimo sarà un fine settimana all’insegna della cucina e della cultura marinara. I vent’anni dalla prima edizione saranno celebrati con un ricco programma di degustazioni, laboratori del&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/slow-fish-2025-gente-di-mare/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Da giovedì 8 a domenica 11 Maggio, al <i><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://portoantico.it/">Porto Antico di Genova</a></b></i>, torna <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://slowfish.slowfood.it/">Slow Fish</a></i>, l’evento che <i><b>Slow Food Italia</b></i> dedica al mare e agli ecosistemi costieri. Il prossimo sarà un fine settimana all’insegna della cucina e della cultura marinara.</div>
<div>I vent’anni dalla prima edizione saranno celebrati con un ricco programma di degustazioni, laboratori del gusto, conferenze, show cooking ed una nutrita presenza di stand e bancarelle provenienti da moltissime regioni italiane. Una quattro giorni ricca, come sempre, di appuntamenti dedicati al sapere marittimo e alle tradizioni gastronomiche della piccola pesca.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgCgpVFSDCptp-gALV8xZS5zkU0MIc3meYcyiUF9w_zyBzaWa4IxO6j803SQUrQHcpOtidxGt92skOEjVo1IyU97bOu7EK5KYthlyOhkYxWaHzmfP3jM4j1IJtom5wFR6JevNjhGW1a0uwfo1A-g79ehdaomZm7urbuWny4USzjFeD0g4cltgCY06EbO-g/s2048/IMG_8972.jpeg"><img alt="Slow Fish Genova" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgCgpVFSDCptp-gALV8xZS5zkU0MIc3meYcyiUF9w_zyBzaWa4IxO6j803SQUrQHcpOtidxGt92skOEjVo1IyU97bOu7EK5KYthlyOhkYxWaHzmfP3jM4j1IJtom5wFR6JevNjhGW1a0uwfo1A-g79ehdaomZm7urbuWny4USzjFeD0g4cltgCY06EbO-g/w512-h640/IMG_8972.jpeg" width="512" /></a></div>
<div>(<i><span>photo credit, area stampa Slow Food</span></i>)</div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span>
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<div><b><i>Slow Fish</i></b> è una preziosa occasione per conoscere e scoprire l’affascinante ma anche difficile mondo della pesca. Un appuntamento che consente di incontrare non solo pescatori provenienti da tutto il Paese, ma anche produttori di olio extravergine d’oliva e vino e di arricchire la propria conoscenza riguardo alle specie ittiche grazie a chef ed esperti del settore. Tra i temi di questa edizione, il futuro del mestiere del pescatore ed il ruolo dei giovani, ai quali ci si affida per reinventare questa professione rendendola più sostenibile e competitiva. Focus anche sulle specie aliene che hanno modificato l’insieme dei pesci autoctoni. Essenziale la testimonianza della comunità di pescatori, cuochi e di tutti coloro che si impegnano per ricreare una filiera intorno alle specie alloctone.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj3nYahhwztagucHabSBWxnpKe7dinB-ZpW43JRXJnu_cKISfoUa5QbGx4eEFqf3h05UN7yPU535MxnTGAy9ZKriPck9AKuWww_dbNQH_80_aYRQCyA3IjW-Kq1LOOn-vasPO9c40_0ufCP_dzm69qEX0OYiTLnMbafyRGNQrlTE1GpecNkgXgmDnP-Cc8/s2272/IMG_3204.jpeg"><img alt="Slow Fish 2025 Genova" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj3nYahhwztagucHabSBWxnpKe7dinB-ZpW43JRXJnu_cKISfoUa5QbGx4eEFqf3h05UN7yPU535MxnTGAy9ZKriPck9AKuWww_dbNQH_80_aYRQCyA3IjW-Kq1LOOn-vasPO9c40_0ufCP_dzm69qEX0OYiTLnMbafyRGNQrlTE1GpecNkgXgmDnP-Cc8/w480-h640/IMG_3204.jpeg" width="480" /></a></div>
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<div>Tanti i cooking show, gli incontri, i <i>Laboratori del Gusto</i> <i>del Gusto </i>e gli&nbsp;<i>Appuntamenti a Tavola </i>guidati&nbsp;da pescatori della rete Slow Food e produttori di olio in collaborazione con i cuochi dell’<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fondazioneslowfood.com/it/cosa-facciamo/alleanza-slow-food-dei-cuochi/">Alleanza Slow Food</a>.</div>
<div>Immancabile l’appuntamento con il&nbsp;<b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://slowfish.slowfood.it/il-piatto-di-slow-fish/">Piatto di Slow Fish</a>. </b>L’iniziativa firmata Slow Food partita il 15 aprile e &nbsp;che si potrarrà fino all’11 maggio, coinvolge cuochi dell’<i>alleanza </i>e osterie. Largo spazio, quindi a <i>ciuppin</i>, panini con i muscoli e a tante, variegate proposte con le acciughe.</div>
<div>Torna anche lo spazio dedicato ai Food Truck e alle birre artigianali e, come da tradizione, la banchina del Porto Antico sarà animata dagli stand istituzionali e dei partner. Un’area dove degustare ed approfondire negli spazi del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle <i>Foreste a Casa Slow Food</i>, fino agli stand delle Regioni, a partire da quello della Liguria, per concludere con i partner principali.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgc9fZjEMSk4zu8AOYoNnsoW3gE_Ni_cwlm5YtQiZnhu2FSGZcC_Vsvuwy0miewmkHwrg5MVtSf1oKotw9lMl07YTTguCdBDj8Z_audjAKPQikIznr0LSn__xsEc4H8Bc4lyllPDILlN2MZXFB_VIg9JkkviGbmFQqFQNzvJBUmN9JSD45rcx-hRm5mtL4/s2236/IMG_3206.jpeg"><img border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgc9fZjEMSk4zu8AOYoNnsoW3gE_Ni_cwlm5YtQiZnhu2FSGZcC_Vsvuwy0miewmkHwrg5MVtSf1oKotw9lMl07YTTguCdBDj8Z_audjAKPQikIznr0LSn__xsEc4H8Bc4lyllPDILlN2MZXFB_VIg9JkkviGbmFQqFQNzvJBUmN9JSD45rcx-hRm5mtL4/w496-h640/IMG_3206.jpeg" width="496" /></a></div>
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<div>Il sempre apprezzatissimo <b><i>Mercato di Slow Fish</i></b>, quest’anno sarà ubicato in piazza delle Feste. Tante le bancarelle provenienti da diverse regioni italiane, con il meglio dei prodotti della pesca e dell’agricoltura costiera. Pesci, conserve, sali, spezie e oli extravergini, riso, frutta, vini e oli costieri. Protagonisti i Presidi Slow Food che tutelano la ricchezza di biodiversità dell’ecosistema costiero, dai prodotti ittici e tecniche di pesca al patrimonio vitivinicolo e olivicolo.</div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnxAmwN4R08QZBsbVfdbRgMlH5bTzjDrpS-0WJH16xtf0cu3OaqABIQkXU3CG9aA4eTPmhFWv2Hv0RFH5gWoa19vghA3yjAEUZBkTN7N2PoCCZAJcQ83ClAtOG-Qt0na0ODaVhor2cJcffrWLx45b60iDpDbV1bUw6JSgtCo7XtH4CgPgtBqiarb-NiaU/s600/IMG_8975.jpeg"><img border="0" height="468" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnxAmwN4R08QZBsbVfdbRgMlH5bTzjDrpS-0WJH16xtf0cu3OaqABIQkXU3CG9aA4eTPmhFWv2Hv0RFH5gWoa19vghA3yjAEUZBkTN7N2PoCCZAJcQ83ClAtOG-Qt0na0ODaVhor2cJcffrWLx45b60iDpDbV1bUw6JSgtCo7XtH4CgPgtBqiarb-NiaU/w469-h468/IMG_8975.jpeg" width="469" /></a></div>
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<div><i>(photo credit, area stampa Slow Food)</i></div>
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<div>I bimbi, il mare, i corsi d’acqua ed i loro abitanti. Torna la <i>ludoteca</i>, l’area&nbsp;pensata per le attività educative rivolte ai più giovani. Le specie aliene che sempre più di frequente stanno colonizzando i nostri spazi marini, lacustri e fluviali, saranno protagoniste dei laboratori con i bambini. Il <i>pesce coniglio scuro </i>o <i>striato</i>, il <i>pesce scorpione</i>, il <i>pesce palla maculato</i>, il <i>granchio blu</i>, con i loro nomi bizzarri saranno argomento di grande interesse per tutti i piccoli partecipanti. Ci sarà anche uno spazio dedicato a tutto ciò che non si conosce degli squali, temutissimi predatori del mare: quasi la metà delle quarantotto specie che vivono nel Mediterraneo sono in pericolo.</div>
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<div>Appuntamento a venerdì, al Porto Antico di Genova.&nbsp;</div>
<div>Programma, news ed aggiornamenti a <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://slowfish.slowfood.it/">questo link</a>.</div>
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<div><span><span><i>Slow Fish 2025 è un evento organizzato da Slow Food Italia, con il patrocinio del Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e della Regione Liguria e il sostegno della Camera di Commercio di Genova.&nbsp;</i></span></span></div>
<div><span><span><i>La manifestazione è resa possibile grazie anche ai Main Partner Banca d’Alba, BBBell, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy, Reale Mutua, Ricrea, agli in kind partner Bormioli Luigi, Porto Antico, Acqua S. Bernardo, al Green Partner AMIU.&nbsp;</i></span></span></div>
<div><span><span><i>L&#8217;Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale è Partner culturale.&nbsp;</i></span></span></div>
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		<title>Cucinare con le cose da supermercato come una mamma anni &#8217;90: cotolette alla Maura in friggitrice ad aria, una specie di pizzaiola</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/cucinare-con-le-cose-da-supermercato-come-una-mamma-anni-90-cotolette-alla-maura-in-friggitrice-ad-aria-una-specie-di-pizzaiola/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le Ricette di Valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[aria]]></category>
		<category><![CDATA[cose]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[pomodoro]]></category>
		<category><![CDATA[specie]]></category>
		<category><![CDATA[supermercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendete delle cotolette impanate vegetali, del pomodoro e del formaggio vegetale e la cena sarà pronta in nemmeno 15 minuti, grazie alla friggitrice ad aria e a una spesa fatta come una mamma anni &#8217;90. Questa è una ricetta della mia amica Maura che non c&#8217;è più da 12 anni ma che è sempre nel&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cucinare-con-le-cose-da-supermercato-come-una-mamma-anni-90-cotolette-alla-maura-in-friggitrice-ad-aria-una-specie-di-pizzaiola/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjeq5THQP4p3rpFkKSQ_5hdi2GAqmm3MKGjtnVQQmf6JfD1L80u_KF4Wk7fVhLCM-LPwHWs5d0rNTy3kCr5Ic6Bmlf0PW0WNgmOTaNYm-0UArPgdF0NJ5gFVV6XHBK6yodQpA74u9CCf__d7Ocz1IJ9qnIGGdfxZNh2pn0QWrt0aCG4C01vRofRocWdoxs/s500/cotoletta-alla-maura-vegan-friggitrice-ad-aria%20(3).jpg"><img alt="cotolette-alla-pizzaiola-friggitrice-ad-aria.html" border="0" height="280" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjeq5THQP4p3rpFkKSQ_5hdi2GAqmm3MKGjtnVQQmf6JfD1L80u_KF4Wk7fVhLCM-LPwHWs5d0rNTy3kCr5Ic6Bmlf0PW0WNgmOTaNYm-0UArPgdF0NJ5gFVV6XHBK6yodQpA74u9CCf__d7Ocz1IJ9qnIGGdfxZNh2pn0QWrt0aCG4C01vRofRocWdoxs/w400-h280/cotoletta-alla-maura-vegan-friggitrice-ad-aria%20(3).jpg" width="400" /></a></div>
<p>Prendete delle cotolette impanate vegetali, del pomodoro e del formaggio vegetale e la cena sarà pronta in nemmeno 15 minuti, grazie alla friggitrice ad aria e a una spesa fatta come una mamma anni &#8217;90.</h1>
<h4><span>Questa è una ricetta della mia amica Maura che non c&#8217;è più da 12 anni ma che è sempre nel mio cuore.</span></h4>
<h4><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhVTdU83dfVpL93vWjLtPwsIR2-qrdAfVRF3qfQk7021TYk6_A7cQrbHsRr2aSLmVuUG2kx866RRwFFM3bk1UlQdP7RvuKgdLDBj2phGI0BM2iyeZV6EEkurgVPC0kTEn9GgHdlz0SrjNbyowPa6hIpUrzFGLmkJ7NiD-lRYPB4T_LYvs8tPTu_k6aFo24/s500/cotoletta-alla-maura-vegan-friggitrice-ad-aria%20(4).jpg"><img alt="cotolette-alla-pizzaiola-friggitrice-ad-aria.html" border="0" height="280" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhVTdU83dfVpL93vWjLtPwsIR2-qrdAfVRF3qfQk7021TYk6_A7cQrbHsRr2aSLmVuUG2kx866RRwFFM3bk1UlQdP7RvuKgdLDBj2phGI0BM2iyeZV6EEkurgVPC0kTEn9GgHdlz0SrjNbyowPa6hIpUrzFGLmkJ7NiD-lRYPB4T_LYvs8tPTu_k6aFo24/w400-h280/cotoletta-alla-maura-vegan-friggitrice-ad-aria%20(4).jpg" width="400" /></a><span><br />Veganizzare questo piatto nel 2025 è stato davvero semplice, è sicuramente una preparazione che può avvicinare i famigliari onnivori alla cucina vegetale dimostrando quanto possa essere sfiziosa e pratica.</span></h4>
<div><span><i>Naturalmente non è una ricetta da consumare ogni giorno ma può diventare utile nei momenti frenetici per cucinare una cosa soltanto se i propri famigliari sono onnivori come i mie.</i></span></div>
<div><span><i><br /></i></span></div>
<div><span><b>INGREDIENTI per 2 persone:</b></span></div>
<div>
<ul>
<li><span>2 cotolette impanate vegetali, le vostre preferite</span></li>
<li><span>6 pomodorini freschi, quando i pomodori saranno di stagione potrete sostituirli con 1 insalataro.</span></li>
<li><span>2 fette di formaggio vegetale che fonda a vostra scelta</span></li>
<li><span>1 pizzico di sale</span></li>
<li><span>1 cucchiaino d&#8217;olio Evo</span></li>
<li><span>se piace, origano, basilico o altra erba aromatica a scelta</span></li>
</ul>
<div><span>Lavate e tagliate i pomodorini a fettine, conditeli con l&#8217;iole, il sale e le spezie.</span></div>
</div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Aprite la confezione delle cotolette e mettetele in friggitrice ad aria, cospargetele con le fettine di pomodorini.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Cuocete a 200° per 8 minuti, aggiungete il formaggio e terminate la cottura per altri 2 minuti però a 180°.</span></div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYJa0JZKeDwqr-cCP4oGTFdS5fjOsxalQPIeEVsoAKj7EcEWxLxL3smUqUI1bryXfZmaCY-3taVpac63uisOKLzNhyphenhyphen7Ros8w9aJnJTjMGy-x_rl3i-CmWySnJ3HZHu20Cj3dG8cIfgTamG2yLfNV12Prf9uiUY4NZfdzU6vf9JBw8ILDwiSZ8dqaT3yNg/s500/cotoletta-alla-maura-vegan-friggitrice-ad-aria%20(8).jpg"><img alt="cotolette-alla-pizzaiola-friggitrice-ad-aria.html" border="0" height="160" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYJa0JZKeDwqr-cCP4oGTFdS5fjOsxalQPIeEVsoAKj7EcEWxLxL3smUqUI1bryXfZmaCY-3taVpac63uisOKLzNhyphenhyphen7Ros8w9aJnJTjMGy-x_rl3i-CmWySnJ3HZHu20Cj3dG8cIfgTamG2yLfNV12Prf9uiUY4NZfdzU6vf9JBw8ILDwiSZ8dqaT3yNg/w640-h160/cotoletta-alla-maura-vegan-friggitrice-ad-aria%20(8).jpg" width="640" /></a></span></div>
<div><span>Servite subito ben caldo, abbinando un&#8217;insalata verde avrete una cena completa e pronta in poco tempo. Anche riordinare la cucina dopo sarà velocissimo.</span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhy0r-I7R3fRYfShMBWsroa4isKFIx9VYOubcp6RlE3jrAkJkQSP45nIG7_S47jIWagrpbtK9cWDhR-wZiPvjw-xxyeZL2Ue6A_YeF3QGlh_Rs9tSnPOmBXb7s6agBWazDSl6aeXcbz7tHq_FLtmpByavJfRSbCxBN7WvD0JQK4DGQigq7Qh1RTPw8jkNo/s500/cotoletta-alla-maura-vegan-friggitrice-ad-aria%20(5).jpg"><img alt="cotolette-alla-pizzaiola-friggitrice-ad-aria.html" border="0" height="280" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhy0r-I7R3fRYfShMBWsroa4isKFIx9VYOubcp6RlE3jrAkJkQSP45nIG7_S47jIWagrpbtK9cWDhR-wZiPvjw-xxyeZL2Ue6A_YeF3QGlh_Rs9tSnPOmBXb7s6agBWazDSl6aeXcbz7tHq_FLtmpByavJfRSbCxBN7WvD0JQK4DGQigq7Qh1RTPw8jkNo/w400-h280/cotoletta-alla-maura-vegan-friggitrice-ad-aria%20(5).jpg" width="400" /></a></div>
<div><span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><b>CONSIGLI:</b></span></div>
<div>
<ul>
<li><span>se qualche commensale non ama il pomodoro fresco caldo, potete sostituirlo con della passata di pomodoro condita allo stesso modo.</span></li>
<li><span>Le dosi di pomodoro e formaggio veg sono indicative, dipende dalla dimensione delle cotolette e da quante ne andrete a fare, calcolate una cotoletta a persona.</span></li>
<li><span>Per una variante ancora più sfiziosa, al momento di aggiungere il formaggio vegetale potete aggiungere anche un cucchiaino di pesto veg.</span></li>
</ul>
<div><span><br /></span></div>
</div>
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<p><b><span>Ogni link che porta ad Amazon è un link affili</span></b><b>ato, questo vuol dire che io guadagno una piccola percentuale se voi acquisterete attraverso i miei suggerimenti. A voi non cambia nulla a me serve per mantenere questo blog.</b></p>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.amazon.it/shop/lericettedivalentina/list/RI6TT5Y3LZK5?ref_=cm_sw_r_cp_ud_aipsflist_aipsflericettedivalentina_BXFS9VP1RVBKBJSA04PG" target="_blank">DISPENSA PRO</a>&nbsp; &nbsp;&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.amazon.it/shop/lericettedivalentina/list/3PJ14HCYBZD53?ref_=aipsflist_aipsflericettedivalentina" target="_blank">DISPENSA BASE</a>&nbsp; &nbsp; &nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.amazon.it/shop/lericettedivalentina/list/3RB81CM077IV?ref_=aipsflist_aipsflericettedivalentina" target="_blank">FRIGGITRICE AD ARIA</a></div>
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		<title>Piadina Romagnola</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 09:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antro Alchimista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Piadina Romagnola]]></category>
		<category><![CDATA[posto]]></category>
		<category><![CDATA[preparazione]]></category>
		<category><![CDATA[soddisfazione]]></category>
		<category><![CDATA[specie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230; Repost &#8230; La piadina in casa nostra ha sempre avuto un posto speciale, una specie di “cibo coccola” e non appena ho trovato una valida ricetta di come prepararla in casa, mi sono messa subito all&#039;opera. E che soddisfazione! Una piada speciale! Nel gusto, nella consistenza, nella facilità di preparazione. Quelle avanzate le potete tranquillamente&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/piadina-romagnola-5/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjDmz9ru_OWoQ1q57xplJSM6m4ux4z98a8Yw3WulddNGwE3zJR4ZCR2NmeZQ7lP3iQi3E9Qn-KrhrjivojHLAkqxOerBfR4SnmdQUdhPgEpwMVsKMLuUscisdOTFoP40GYcg1XSYoS4DITs/s1600/Piadina+1.JPG"><img alt="Piadina Romagnola" border="0" src="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjDmz9ru_OWoQ1q57xplJSM6m4ux4z98a8Yw3WulddNGwE3zJR4ZCR2NmeZQ7lP3iQi3E9Qn-KrhrjivojHLAkqxOerBfR4SnmdQUdhPgEpwMVsKMLuUscisdOTFoP40GYcg1XSYoS4DITs/s1600/Piadina+1.JPG" /></a></div>
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<div align="justify"><b><i>&#8230; Repost &#8230;</i></b></div>
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La piadina in casa nostra ha sempre avuto un posto speciale, una specie di “cibo coccola” e non appena ho trovato una valida ricetta di come prepararla in casa, mi sono messa subito all&#039;opera. E che soddisfazione! Una piada speciale! Nel gusto, nella consistenza, nella facilità di preparazione. Quelle avanzate le potete tranquillamente surgelate. La vera piadina si fa con lo strutto! Punto.
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.antroalchimista.com/2011/01/piadina-romagnola.html#more">Continua a leggere&#8230;</a></p>
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		<title>Come distinguere lo sgombro dal lanzardo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Aug 2024 10:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[bocca]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[Colorazione Lo]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Pinne Le]]></category>
		<category><![CDATA[specie]]></category>
		<category><![CDATA[spesa]]></category>
		<category><![CDATA[stoccafisso]]></category>

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		<description><![CDATA[Dato che distinguere lo sgombro dal lanzardo non è semplice se non si sa quali sono le differenze tra le due specie di pesce azzurro, ti può essere utile conoscere le loro caratteristiche distintive per poter essere in grado di scegliere consapevolmente se comprare l&#8217;uno o l&#8217;altro e di pagarne il giusto prezzo. Infatti capita&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-distinguere-lo-sgombro-dal-lanzardo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-distinguere-lo-sgombro-dal-lanzardo/" title="Come distinguere lo sgombro dal lanzardo" rel="nofollow"><img width="696" height="522" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/08/sgombri-con-lanzardi-768x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Sgombri e lanzardi esposti in vendita in un'unica cassetta" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>Dato che distinguere lo sgombro dal lanzardo non è semplice se non si sa quali sono le differenze tra le due specie di pesce azzurro, ti può essere utile conoscere le loro caratteristiche distintive per poter essere in grado di<strong> scegliere consapevolmente </strong>se comprare l&#8217;uno o l&#8217;altro e di pagarne il giusto prezzo.</p>
<p>Infatti capita spesso che commercianti poco seri approfittino della loro somiglianza e “ spaccino ” il più economico lanzardo per sgombro (proprio come fanno<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-scegliere-polpo-giusto-conservarlo-modo-corretto/"> quando vendono i moscardini al posto ed al prezzo dei polpi</a>) in modo di poter lucrare di più.</p>
<p>Tuttavia, se seguirai le indicazioni di questa guida pratica, riuscirai a distinguerli tra di loro facilmente e <strong>non rischierai di farti imbrogliare</strong> anche se hai poca esperienza nell&#8217;acquistare prodotti ittici.</p>
<h2>Cosa guardare per poter distinguere lo sgombro dal lanzardo</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-85080" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/08/sgombro-e-lanzardo.jpg" alt="" width="600" height="348" /></p>
<p>Sebbene questi pesci pelagici della famiglia degli Scombridi siano assai simili a prima vista, esiste un metodo infallibile per riconoscerli senza sbagliare: <strong>osservarne attentamente le caratteristiche anatomiche</strong>.</p>
<p>Pertanto basterà sapere in che cosa si differenziano e guardare bene il pesce che si vuole acquistare per riuscire a capire se si tratta di uno sgombro (Scomber scombrus) o di un lanzardo (Scomber colias).</p>
<h3>Colorazione</h3>
<p>Lo sgombro, chiamato anche maccarello, ha un vivido colore verde-blu sul dorso con strisce nere verticali e ben definite che <strong>non scendono oltre la linea laterale</strong>, mentre la livrea superiore del lanzardo (noto pure come sgombro occhione o cavallo) è di colore blu più tenue con strisce meno marcate e piuttosto imprecise.</p>
<p>Inoltre sul ventre del lanzardo sono presenti macchie grigiastre o nere, totalmente assenti su quello argeneo dello sgombro.</p>
<h3>Pinne</h3>
<p>Le pinne dorsali del lanzardo sono maggiormente distanziate tra di loro e le ventrali sono più sviluppate di quelle dello sgombro.</p>
<h3>Occhi, bocca e forma</h3>
<p>Il lanzardo ha bocca più appuntita, occhi più grossi ed il corpo più tozzo e meno affusolato rispetto allo sgombro.</p>
<h3>Differenze nel gusto e nella consistenza della carne</h3>
<p>Benché la diversità di sapore tra lo sgombro e il lanzardo sia sottile, è comunque ben percepibile, specie se si ha un palato allenato.</p>
<p>La carne sgombro ha un gusto più delicato ed una consistenza più tenera (e <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-lessare-pesce-correttamente/">tendente a sfaldarsi se lo si cuoce più del tempo necessario</a>) di quella del lanzardo caratterizzata dal sapore particolarmente intenso ed un po&#8217; “ selvatico ” e da una maggior compattezza.</p>
<p>Anche se lo sgombro è più “ gettonato ” grazie alla sua<strong> delicatezza</strong> che incontra maggiormente il gusto di tutti e lo rende adatto ad essere pure lessato oltre che cucinato alla griglia e al forno, il lanzardo è ugualmente ricco di sostanze benefiche ed è particolarmente apprezzato da molti estimatori del pesce azzurro per il il suo penetrante aroma di mare.</p>
<p>Perciò <strong>la scelta tra l&#8217;uno e l&#8217;altro pesce è fondamentalmente personale</strong> e dipende dal proprio gusto, dall&#8217;uso che se ne vuol fare in cucina e da quanto si è disposti a spendere (il lanzardo costa la metà dello sgombro).</p>
<p>In ogni caso, sia che si preferisca la delicatezza dello sgombro sia che si prediliga il sapore deciso del lanzardo, sapere come distinguerli permette di di avere la sicurezza di acquistare il pesce che effettivamente si vuole comprare senza fare errori ed ottimizzando la spesa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri articoli che possono interessarti:</p>
<ul>
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</ul>
<p>Credito foto sgombro: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/serc_biodiversity/14744719257/in/gallery-192382321@N03-72157721356771526/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Smithsonian Environmental Research Center per Flickr.com</a><br />
Credito foto lanzardo: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/noaaphotolib/5188106868/in/gallery-192382321@N03-72157721356771526/" target="_blank" rel="nofollow noopener">NOAA Photo Library per Flickr.com</a></p>
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		<title>Come farsi leccare dal cane senza rischi per la salute</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/come-farsi-leccare-dal-cane-senza-rischi-per-la-salute/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2024 09:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[bocca]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[mano]]></category>
		<category><![CDATA[motivi]]></category>
		<category><![CDATA[parti]]></category>
		<category><![CDATA[specie]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dato che spesso trovo su Internet post allarmistici sui pericoli derivanti dal contatto con le “ effusioni salivari ” che i nostri amici a 4 zampe ci fanno, ho chiesto a 3 veterinari di cui mi fido di spiegarmi come farsi leccare dal cane senza correre rischi per la salute. Qualora anche tu te lo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-farsi-leccare-dal-cane-senza-rischi-per-la-salute/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/farsi-leccare-dal-cane-senza-rischi-salute/" title="Come farsi leccare dal cane senza rischi per la salute" rel="nofollow"><img width="696" height="663" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/06/cane-lecca-donna-768x732.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Cane che lecca la guancia della padrona" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>Dato che spesso trovo su Internet<em> post</em> allarmistici sui pericoli derivanti dal contatto con le “ effusioni salivari ” che i nostri amici a 4 zampe ci fanno, ho chiesto a<strong> 3 veterinari di cui mi fido </strong>di spiegarmi come farsi leccare dal cane senza correre rischi per la salute.</p>
<p>Qualora anche tu te lo stia domandando, ti potrà essere utile leggere questo articolo, scritto grazie al loro aiuto, in cui troverai l&#8217;unanime parere professionale che hanno espresso in proposito e le <strong>precauzioni</strong> che consigliano di prendere per interagire amorevolmente con il proprio cane in sicurezza.</p>
<p>Per poi essere in grado di fare le tue valutazioni con cognizione di causa ed obiettivamente, è fondamentale che tu sappia, innanzitutto, i motivi che spingono Fido a leccarci, cosa c&#8217;è di pericoloso per noi umani nella sua bocca e quali sono i disturbi che tale contenuto potrebbe causarci.</p>
<h2>Perché il cane lecca il padrone</h2>
<p>Il cane adopera la lingua per esplorare e salutare il suo proprietario, richiamarne l&#8217;attenzione, comunicare ed avere un contatto fisico con lui, dimostrargli devozione ed affetto e per chiedergli cibo, acqua o altro.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-84111" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/06/cagna-con-cuccioli.jpg" alt="Cagna lecca i suoi cuccioli" width="450" height="374" /></p>
<p>Si tratta di un <strong>comportamento istintivo</strong> che deriva dall&#8217;età neonatale, quando i cuccioli vengono leccati dalla madre per pulirli e per stabilire un legame con loro.</p>
<p>È del tutto naturale, quindi, che l&#8217;animale, in grado di percepire l&#8217;odore ed il sapore della pelle e del<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/combattere-l-odore-di-sudore/"> sudore</a> degli umani, cerchi di rafforzare in tal modo l&#8217;attaccamento e la fiducia nei di chi si prende cura di lui.</p>
<p>Inoltre il cane sa benissimo che le sue effusioni non lasciano indifferente il padrone, che solitamente reagisce positivamente e lo ricambia con carezze e coccole.</p>
<p>Se, però, le leccate assumono un <strong>carattere ossessivo-compulsivo,</strong> potrebbero essere la manifestazione di malessere, di <em>stress</em> e di stati fortemente ansiosi che l&#8217;animale tenta di calmare ( mentre lecca, il cane rilascia endorfine che lo fanno stare meglio).</p>
<p>Pertanto, in questa evenienza sarà bene rivolgersi ad un veterinario serio che possa capire quali sono le cause dell&#8217;inusuale comportamento ed eliminarle con l&#8217;auto di un addestratore cinofilo o, se è necessario, con farmaci ansiolitici.</p>
<h2>Agenti patogeni e malattie trasmissibili all&#8217;uomo dalla saliva del cane</h2>
<p>Chiariamo subito che non è plausibile la credenza popolare secondo cui il cavo orale dei cani sarebbe più pulito di quello dei loro padroni, poiché tutti gli appartenenti alle specie canine annusano e leccano per istinto qualsiasi cosa, compresi carcasse, escrementi e “ fondoschiena ” proprio, dei loro simili e di altri animali.</p>
<p>Per tale motivo, la loro saliva non può che essere un vero e proprio<strong> ricettacolo di batteri</strong>, <strong>virus</strong> e<strong> lieviti</strong>.</p>
<p>Sebbene la maggior parte di tali agenti patogeni sia innocua per gli umani, alcuni di essi, tra cui il microbioma, la Pasteurella,la Clostridia, l&#8217; E.coli, la Salmonella, il Capnocytophaga canimorsus e il Campylobacter, possono provocare nelle persone l&#8217;insorgenza delle<strong> zoonosi</strong>, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.epicentro.iss.it/zoonosi/" target="_blank" rel="noopener">malattie che gli animali condividono con le persone</a>.</p>
<p>Il cane, quindi, può <strong>potenzialmente</strong> trasmettere all&#8217;uomo varie patologie di diverse gravità, come l’Ehrilichiosi, la leptospirosi  l’anaplasmosi, la borelliosi di Lyme, la leishmaniosi, la salmonellosi, la toxoplasmosi, la scabbia, la teniasi, l&#8217;ascaridiasi, la dermatofitosi e la rabbia (quest&#8217;ultima non è presente attualmente in Italia).</p>
<h2>Come evitare rischi per la salute derivanti dalle leccate del cane</h2>
<p>Il fatto che la bocca del cane possa essere l&#8217;<em>habitat</em> di patogeni veicolanti malattie zoonotiche non significa che si debba impedire al cane di leccare il suo padrone e i familiari dello stesso su mani, piedi, braccia, gambe, guance ed altre parti scoperte del corpo.</p>
<p><img class="alignnone wp-image-84112 size-full" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/06/cane-lecca-mano-e1718438338299.jpg" alt="Cane lecca mano maschile dalla pelle integra" width="450" height="488" /></p>
<p>Infatti la <strong>pelle integra</strong> è una barriera assai efficace nel  “ bloccare ” gli patogeni presenti nella saliva canina e non esistono prove scientifiche riguardo a malanni trasmessi da un cane domestico all&#8217;uomo mediante leccate sull&#8217;epidermide sana.</p>
<p>Tuttavia, se l&#8217;animale non è vaccinato e sverminato o lecca le <strong>mucose </strong>di persone dal sistema immunitario compromesso o particolarmente fragili o l&#8217;<strong>epidermide ferita</strong>, il rischio di contrarre delle infezioni e di ammalarsi diventa effettivo.</p>
<p>Perciò, i 3 zooiatri da me interpellati raccomandano di <strong>evitare il contatto con la saliva di animali che non si conoscono</strong> e consigliano anche di non farsi leccare neppure dal proprio cane su occhi, narici, labbra, pelle lesionata e<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/proteggere-i-tatuaggi-in-estate/"> tatuaggi freschi</a>, specie se:</p>
<ul>
<li>si è<strong> immonodeficienti</strong>;</li>
<li>si  soffre <strong>di malattie epatiche </strong>o<strong> polmonari</strong>;</li>
<li>si è in <strong>gravidanza</strong>;</li>
<li>si è <strong>particolarmente debilitati</strong>.</li>
</ul>
<p>Per potersi godere le effusioni del proprio cane senza esporsi a rischi per la propria incolumità, sarà opportuno pure <strong>portarlo periodicamente dal veterinario</strong> non solo per verificarne lo stato di salute e rispettare il calendario delle vaccinazioni e dei trattamenti antiparassitari, ma anche per sottoporlo ad un eventuale <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://medvet.unipg.it/didattica/79-reparto-di-diagnostica-di-laboratorio/290-servizio-di-parassitologia-veterinaria" target="_blank" rel="noopener"><em>screening</em> parassitologico</a> qualora il professionista ritenga che sia il caso di effettuarlo.</p>
<p>Inoltre bisognerà assicurarsi che il cane non abbia appena leccato escrementi di altri animali, pulirgli i denti almeno 1 volta alla settimana, curarne regolarmente l&#8217;igiene e lavarsi con acqua e sapone le mani e le parti del corpo entrate il contatto con la sua saliva.</p>
<h3>Come salvaguardare le mucose del viso dalle leccate del cane</h3>
<p>Dato che la maggior parte dei cani predilige leccare il suo padrone sul volto, evitarne le “ slinguate ” su bocca, occhi e naso non è semplice, ma con pochi accorgimenti ed un po&#8217; di pazienza è possibile riuscirci<strong> senza che l&#8217;animale si senta rifiutato</strong>.</p>
<p>Per fare capire al cane che non deve leccarti il viso, comportati nel seguente modo:</p>
<ul>
<li>gira la testa non appena comincia a farlo;</li>
<li>non guardarlo negli occhi;</li>
<li>smetti immediatamente di accarezzarlo se lo stai facendo;</li>
<li>allontanati;</li>
<li>cambia stanza se dovesse seguirti.</li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-48669" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2019/03/palla-kong-per-cane.jpg" alt="La palla Kong si può riempire con i biscottini per cani" width="450" height="450" /></p>
<p>Ignoralo platealmente, ma evita di sgridarlo per non frustrarlo e gratificalo con “ bocconcini-premio ”, coccole ed altre attenzioni o dagli un giocattolo da mordicchiare (come il Kong) quando smette di leccarti in modo che col tempo possa recepire il messaggio.</p>
<p><strong>Essere coerenti</strong> nel disabituare l&#8217;amato quadrupede a leccarti in faccia è basilare, dato che, se gli concedi di farlo una volta e  la volta dopo assumi il comportamento dissuasivo come quello indicato sopra, lo confonderai e non otterrai il risultato che desideri conseguire.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-84117" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/06/cane-e-uomo-con-mascherina.jpg" alt="Cane lecca volto maschile protetto dalla mascherina" width="450" height="253" /></p>
<p>Se, invece, non vuoi rinunciare a farti leccare in viso, è consigliabile tenere <strong>occhiali e mascherina</strong> a portata di mano ed indossarli prontamente prima che il suo muso si avvicini alla tua faccia.</p>
<p>Facendo in questo modo, eviterai il contatto della sua saliva con le tue mucose e potrai lasciarti “ baciare ” dal cane di casa in tutta sicurezza senza esporti a rischi per la salute.</p>
<p>Se ci tieni al benessere degli animali, leggi anche:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-proteggere-il-cane-dalla-processionaria/">Processionaria: come proteggere il cane</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/si-puo-dare-il-latte-ai-gatti/">Il latte fa bene o fa male al gatto?</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/cosa-fare-se-sincontrano-mucche-al-pascolo/">Come comportarsi con le mucche pascolanti</a></li>
</ul>
<div></div>
<p>Credito foto in evidenza: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/betsssssy/5804310989/in/album-72157626774804907/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Betsssssy per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto cagna con i cuccioli: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/70253321@N00/6517357901/in/photolist-aVVarF" target="_blank" rel="nofollow noopener">Fugzu per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto leccata del cane sulla mano: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.pikist.com/free-photo-vhrid/it" target="_blank" rel="nofollow noopener">Pikist.com</a></p>
<p>Credito foto Kong sferico: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.arcaplanet.it/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Arcaplanet.it</a></p>
<p>Credito foto uomo con mascherina e cane: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/193686148@N03/51462991389/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Beauty false per Flickr.com</a></p>
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		<title>Acciughe in Padella profumate al Limone. Povero a chi?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe]]></category>
		<category><![CDATA[limone]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[pangrattato]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
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		<category><![CDATA[riproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[specie]]></category>

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		<description><![CDATA[È di nuovo tempo di acciughe&#160;e come ogni anno accolgo questo momento con molto entusiasmo. Da qui a settembre, una costante iniezione&#160;di bontà e Omega 3 delizia il palato e alleggerisce le arterie, tanto che la definizione pesce povero&#160;che classifica il piccolo abitante marino, pare davvero non essere appropriata. Le acciughe, o alici, fanno parte&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/acciughe-in-padella-profumate-al-limone-povero-a-chi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>È di nuovo tempo di <i>acciughe</i>&nbsp;e come ogni anno accolgo questo momento con molto entusiasmo. Da qui a settembre, una costante <i>iniezione</i>&nbsp;di bontà e Omega 3 delizia il palato e <i>alleggerisce</i> le arterie, tanto che la definizione <i><b>pesce</b> <b>povero</b>&nbsp;</i>che classifica il piccolo abitante marino, pare davvero non essere appropriata.</div>
<div>Le <i><b>acciughe,</b></i> o alici, fanno parte di questa categoria e, indubbiamente, le prediligo. Tanto sapore, cottura veloce e prezzo contenuto, caratteristiche per nulla trascurabili. Molte le declinazioni con cui l&#8217;acciuga regala un gusto straordinario, specie se cucinata in maniera molto semplice. È il caso delle <i>Acciughe in Padella profumate al Limone, </i>una preparazione estremamente basica ma tanto gustosa.&nbsp;</div>
<div>Una versione più rapida e semplice del classico tortino al forno (ne trovate due distinte versioni <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2018/04/alici-gratinate-con-fiocchi-davena-e.html">qui</a>&nbsp;e <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2016/09/tortino-affumicato-di-alici-e-patate.html">qui</a>) &nbsp;ispirata ad una proposta di Daniela Vettori, autrice del sito <i>Le Cinque Erbe</i>.</div>
<div></div>
<div>A presto!</div>
<div></div>
<div><i>Maria</i> <i>Grazia</i>&nbsp;</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiSmSgLsepSc-IOWDoWCSus_W5Q4yMlex_CNoV05hJYeKG9b2vTZI1kDS7P208ba3Uts2khoOWITcF_-vpjuP_z9WLZiem_84_BijTJ3ioJPQCHhgG2O2Xdc3R5nVevC5xKd92fBdsQ-76GDrasuKsFGswlyDvf1N7e-ijW0516Db4qzzxbGRPZbc45Re0/s2433/8679EAB8-F260-4F90-B0CE-F4E3B99B815E.jpeg"><img alt="Acciughe Gratinate" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiSmSgLsepSc-IOWDoWCSus_W5Q4yMlex_CNoV05hJYeKG9b2vTZI1kDS7P208ba3Uts2khoOWITcF_-vpjuP_z9WLZiem_84_BijTJ3ioJPQCHhgG2O2Xdc3R5nVevC5xKd92fBdsQ-76GDrasuKsFGswlyDvf1N7e-ijW0516Db4qzzxbGRPZbc45Re0/w494-h640/8679EAB8-F260-4F90-B0CE-F4E3B99B815E.jpeg" width="494" /></a></div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span>
<p><b><i><br /></i></b></p>
<p></p>
<p><b><i>Povero a chi?</i></b></p>
<div>Poveri ma incredibilmente ricchi di gusto e proprietà organolettiche preziose. Sono quei pesci che &nbsp;vengono così definiti dai tempi in cui, a fine giornata, i pescatori mettevano in vendita ciò che restava del pescato del giorno. <i><b>Aguglie</b></i>, <b><i>acciughe</i></b>, <i>alacce</i>, <i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2020/12/spaghetti-al-sugo-di-palamita-sapori.html">palamite</a></i>,&nbsp;<i>sardine</i>, <b><i><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2019/11/sgombri-farciti-al-forno-con-salsa.html">sgombri</a></i></b>, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.com/2023/10/filetti-di-sugarello-al-limone-con.html">sugarelli</a>:&nbsp;sono solo alcune delle specie ricche di sapore e poco conosciute che abitano i nostri mari.&nbsp;</div>
<div>Dal punto di vista nutritivo, in particolare quelli appartenenti alla categoria dei pesci azzurri, sono ricchi di Omega 3 e Vitamina D.&nbsp;</div>
<div>Il basso impatto ambientale è un’altra caratteristica del <i>pesce povero </i>che, al di là del prezzo conveniente, dovrebbe spingerci a metterlo nel nostro carrello della spesa, incentivandone così la pesca e permettendo di aumentare la riproduzione delle specie più ricercate.&nbsp;</div>
<div>Un piccolo, piccolissimo difetto il pesce azzurro lo ha ed è la sua particolare deperibilità. È, infatti, di breve conservazione e, dopo l’acquisto, va consumato rapidamente.</div>
<div></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj4I77N7HEs4F1sxpAXs-BoiNENhRQAcib2eScedAFvlaAadofKS1FPxBdOX6CvAdw3aENFnTIca46ZpbR11_z62XM_Wx3lNbuqjA3uxFvhND3wsZ2_NFSQ40CJ6zImKmmZSpqvwJaaEZYEILRa4ThHXff4DDD0lNhCSf4ZQv-uvYPKaTRSPh5TRJ0802Q/s2019/64EC1254-FD36-4A53-BEF3-EAB34F13E9E2.jpeg"><img alt="Acciughe Liguria" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj4I77N7HEs4F1sxpAXs-BoiNENhRQAcib2eScedAFvlaAadofKS1FPxBdOX6CvAdw3aENFnTIca46ZpbR11_z62XM_Wx3lNbuqjA3uxFvhND3wsZ2_NFSQ40CJ6zImKmmZSpqvwJaaEZYEILRa4ThHXff4DDD0lNhCSf4ZQv-uvYPKaTRSPh5TRJ0802Q/w542-h640/64EC1254-FD36-4A53-BEF3-EAB34F13E9E2.jpeg" width="542" /></a></div>
<p><i><br /></i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b><i>Acciughe in Padella&nbsp;</i></b></div>
<div><b><i>profumate al Limone&nbsp;</i></b></div>
<div>
<div>
<p><span><span><br /></span></span></p>
<p><span><span><br /></span></span></p>
<p><span><span><b>Ingredienti</b></span></span></p>
<p><span><span>(per quattro persone)</span></span></p>
<p><span><span><br /></span></span></p>
<div>800 g di acciughe del Mar Ligure<br />pangrattato<br />prezzemolo fresco tritato<br />origano secco<br />1 limone biologico<br />olio extravergine da Olive Taggiasche</div>
<p></p>
<p></p>
<p><span><span><b><br /></b></span></span></p>
<div>Sventrare le acciughe, eliminarne lisca e teste, aprirle a libro. Trasferirle in un colapasta e sciacquarle sotto l&#8217;acqua corrente. Scolare bene ed appoggiare i pesci su un piatto piano.</div>
<p><span><span><br /></span></span></p>
<p><span><span>Ungere il fondo ed i bordi di una padella antiaderente con olio extravergine d’oliva, distribuire un sottile strato di pangrattato, disporre le acciughe a raggiera, cospargerle di pangrattato, prezzemolo fresco tritato, origano, buccia grattugiata di limone ed un filo di olio extravergine d’oliva.&nbsp;</span></span></p>
<p><span><span></span><br /></span></p>
<p><span><span>Aggiungere un altro strato di acciughe disposte a raggiera, spolverare di pangrattato, irrorare con un filo d’olio extravergine d’oliva ed infine aggiungere le erbe aromatiche tritate.&nbsp;</span></span></p>
<p><span><span></span><br /></span></p>
<p><span><span>Cospargere con buccia di limone biologico grattugiata e cuocere per cinque minuti a fuoco medio basso.&nbsp;</span></span></p>
<p><span><span></span><br /></span></p>
<p><span><span>Servire le&nbsp;</span><span>acciughe</span><span>&nbsp;ben calde e condirle con succo di limone.</span></span></p>
</div>
</div>
<p><span><span id="more-604290"></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come proteggere il cane dalla processionaria</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 11:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[bocca]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[essendo]]></category>
		<category><![CDATA[nido]]></category>
		<category><![CDATA[porta]]></category>
		<category><![CDATA[presenza]]></category>
		<category><![CDATA[specie]]></category>

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		<description><![CDATA[Dato che i nostri amici a quattro zampe, annusando e leccando dappertutto per loro natura, possono fare “ incontri ravvicinati ” deleteri per la loro incolumità, è fondamentale sapere come proteggere il cane dalla processionaria e cosa fare nel caso che l&#8217;animale vi entri in contatto. Le larve defogliatrici dei lepidotteri delle specie Thaumetopoea, fitofaghe,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-proteggere-il-cane-dalla-processionaria/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-proteggere-il-cane-dalla-processionaria/" title="Come proteggere il cane dalla processionaria" rel="nofollow"><img width="696" height="634" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/04/cane-a-guinzaglio-corto-768x700.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Ragazzo tiene il cane a guinzaglio corto per proteggerlo dalla processionaria" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>Dato che i nostri amici a quattro zampe, annusando e leccando dappertutto per loro natura, possono fare “ incontri ravvicinati ” deleteri per la loro incolumità, è fondamentale sapere come proteggere il cane dalla processionaria e <strong>cosa fare nel caso che l&#8217;animale vi entri in contatto</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-83163" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/04/bruco-di-thaumetopoea-pityocampa.jpg" alt="Bruco di processionaria dai peli urticanti pericolosi " width="450" height="338" /></p>
<p>Le larve defogliatrici dei lepidotteri delle specie <em>Thaumetopoea</em>, fitofaghe, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-allontanare-da-casa-eliminare-cimici-asiatiche-e-verdi/">voraci come le cimici asiatiche </a>e che costituiscono una calamità per pini e querce, sono particolarmente pericolose per i cani.</p>
<p>Infatti il cane, <strong>non potendone capire la rischiosità</strong>, le avvicina incuriosito invece di starne alla larga come fanno gli umani, coscienti delle conseguenze che comporta il contatto con la processionaria non ancora incrisalidata.</p>
<p>Pertanto sarà necessario non solo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/proteggere-cani-e-gatti-dalle-malattie-causate-da-punture-di-zanzare-e-pappataci/">difendere Fido da zanzare e pappataci per evitare che contragga la filariosi o la leishmaniosi</a>, ma anche tenerlo lontano da questi bruchi dai peli fitti ed uncinati contenenti <strong>taumetopoeina</strong> ed altre sostanze tossiche altamente allergizzanti ed urticanti prodotte dalle loro ghiandole.</p>
<h2>Effetti nel cane del contatto con la processionaria</h2>
<p>Il contatto con i peli della processionaria, che possono essere trasportati dal vento anche fino a 200 m di distanza, può avere <strong>conseguenze potenzialmente tragiche</strong> se il cane li lecca o li ingerisce.</p>
<p>L&#8217;entità del danno causato dalla processionaria dipende da <strong>quale parte</strong> dell&#8217;animale è stata coinvolta e dalla <strong>quantità di peluria</strong>  con cui è entrata in contatto.</p>
<p>Se i peli penetrano nella pelle del cane, il danno è raramente preoccupante e l&#8217;eritema pruriginoso che compare nella zona colpita solitamente va via dopo qualche giorno.</p>
<p>Qualora, invece, il contatto con la processionaria riguardi <strong>mucose</strong>,<strong> occhi</strong>,<strong> bocca</strong>,<strong> vie respiratorie o apparato digestivo</strong>, può causare conseguenze simili a quelle di una ustione, edema ed addirittura necrosi della lingua e soffocamento.</p>
<h2>Quando e come proteggere il cane dal contatto con la processionaria</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-83159" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/04/processionaria-in-fila.jpg" alt="Larve di processionaria in fila indiana sul suolo" width="450" height="255" /></p>
<p>La processionaria costituisce una minaccia per animali e persone <strong>solo allo stato larvale</strong> <strong>avanzato</strong>, quando i bruchi, lunghi fino a 4 cm e di colore grigio argenteo o marrone con macchie arancioni o gialle, scendono dagli alberi (formando una specie di “ processione ” a cui devono il nome) per potersi interrare per completare la loro metamorfosi e diventare falene.</p>
<p>Poiché il periodo in cui le larve abbandonano le piante ospiti può variare a seconda delle condizioni climatici, bisognerà avere degli accorgimenti <strong>dalla fine di febbraio a giugno inoltrato</strong> per impedire che il cane le avvicini.</p>
<p>Non è necessario, invece, adottare precauzioni in piena estate, in autunno ed in inverno, dato che le falene sono innocue e le larve giovani, non essendo ancora ricoperte dalla peluria urticante, sarebbero ugualmente inoffensive anche se cadessero dal nido.</p>
<h3>Cosa fare per tutelare il cane nel periodo a rischio</h3>
<p>Durante tutto il periodo indicato sopra, <strong>non bisogna portare il cane in luoghi in cui si è notata la presenza di bruchi in fila indiana</strong> sul terreno e sui tronchi degli alberi nel modo più assoluto.</p>
<p>Occorrerà anche evitare di farlo passeggiare nelle pinete e nei querceti, <em>habitat</em> ideali della processionaria ed assai soggetti ad esserne infestati.</p>
<p>Se proprio non è possibile fare a meno di passare col cane in luoghi a rischio, sarà opportuno farlo velocemente, <strong>tenendo l&#8217;animale a guinzaglio corto</strong> per poterlo “ strattonare ” via immediatamente nel caso si avvicinasse ai bruchi.</p>
<p>Sebbene molti siano restii a mettere la<strong> museruola</strong> al proprio pelosetto, in tale situazione è consigliabile farlo per scongiurare l&#8217;eventualità che possa leccare ed ingerire le temibili larve o i loro peli.</p>
<p>Siccome la processionaria si può trovare <strong>anche su cedri, larici e talvolta anche su altri alberi</strong> oltre che su pini e querce, non è mai il caso di abbassare la guardia quando lo si porta a camminare dove ci sono piante di medie e grandi dimensioni.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-83164" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/04/nido-thaumetopoea-pityocampa.jpg" alt="Aspetto del nido della processionaria dei pini" width="450" height="507" /></p>
<p>Sarà bene, quindi, tenerlo lontano da qualsiasi albero sul quale si riscontra la presenza dei tipici <strong>nidi della processionaria</strong>, dal diametro compreso tra i 10 e i 20 cm, ricoperto di fili sericei e dall&#8217;aspetto simile a quello di una sacca marroncina se si tratta di <em>Thaumetopoea processionea</em> o a quello di una noce di cocco avvolta in zucchero a velo qualora si tratti di <em>Thaumetopoea pityocampa</em>.</p>
<p>Essendo assai difficile riuscire ad individuare i nidi al buio e considerando che le larve della processionaria son solite abbandonare le piante ospiti di notte, è consigliabile portare il proprio pelosetto a spesso in luoghi alberati <strong>prima dell&#8217;imbrunire</strong>.</p>
<p>Il mio veterinario raccomanda anche di portarsi dietro una<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-pulire-la-borraccia/"> borraccia ben pulita</a> riempita di acqua, del bicarbonato e un paio di guanti usa e getta tutte le volte che si esce col cane dalla fine dell&#8217;inverno all&#8217;inizio dell&#8217;estate,</p>
<p>Disporre di queste cose è importante per poter prontamente prestare all&#8217;animale il primo soccorso (nella modalità indicata sotto) nel malaugurato caso che entri in contatto con la processionaria.</p>
<p>Una volta tornati dalla passeggiata, bisognerà indossare i guanti e pulire bene le zampe del cane <strong>prima che entri in casa</strong>.</p>
<p>Avere tale precauzione consente di evitare che eventuali peli delle larve della processionaria calpestati dall&#8217;animale possano rimanere tra i cuscinetti delle zampe, irritandoli e provocando allergie nelle persone presenti nell&#8217;abitazione.</p>
<h2>Come agire se il cane è entrato in contatto con la processionaria</h2>
<p>I <strong>sintomi</strong>, che solitamente si manifestano nel cane subito dopo il contatto con la processionaria, sono:</p>
<ul>
<li>agitazione</li>
<li>eccessiva salivazione</li>
<li>mancanza di appetito ed astenia</li>
<li>infiammazioni ed eritemi cutanei</li>
<li>febbre</li>
<li>vomito</li>
<li>diarrea</li>
<li>irritazione della cornea</li>
<li>gonfiore e necrosi della lingua e della mucosa</li>
</ul>
<p>Se si sospetta che l&#8217;animale sia entrato i contatto con la processionaria e mostra anche solo uno di questi sintomi, bisogna aprirgli la bocca e, qualora la lingua sia arrossata e/o gonfia, occorrerà prontamente lavarla con<strong> acqua e bicarbonato</strong> (il bicarbonato, essendo basico, neutralizza in parte l&#8217;acidità della taumetopoeina).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-66555" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2021/08/guanti-lattice.jpg" alt="Come indossare i guanti di lattice monouso" width="450" height="272" /></p>
<p>Il lavaggio deve essere effettuato con delicatezza ed in abbondanza, spruzzando ripetutamente la soluzione nella cavità orale del cane con l&#8217;aiuto di una siringa senza ago per rimuovere più peli di processionaria possibili ed<strong> indossando guanti monouso</strong> per evitare di toccarli a mani nude.</p>
<p>Fatto ciò, bisogna portare<strong> immediatamente</strong> il cane dal proprio veterinario di fiducia (o al pronto soccorso per animali più vicino).</p>
<p>Il medico zooiatra, dopo aver visitato il cane, gli somministrerà un corticosteroide, un antibiotico o un antistaminico a seconda della gravità del caso e ne indicherà la posologia al padrone.</p>
<p>Poi sosterrà l&#8217;animale con una <strong>terapia di supporto</strong> mirata a ridurre il dolore ed a limitare al massimo i danni causati dalla processionaria.</p>
<p>Sebbene la processionaria sia un pericolo pure per i <strong>gatti</strong>, lo è in misura minore sia perché i felini sono diffidenti per natura sia per il fatto che, essendo sedentari, preferiscono starsene a casa invece che andare in giro.</p>
<p>In ogni caso, è bene tenere anch&#8217;essi lontano dalle larve pelose e dai loro nidi nei periodi a rischio e consultare al più presto un veterinario se si teme che ne siano entrati in contatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Credito foto immagine in evidenza:<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.freepik.com/foto-gratuito/ragazzo-di-smiley-al-parco-che-cammina-con-il-cane_9860941.htm/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Freepik.com</a></p>
<p>Credito foto larva di processionaria:<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/treegrow/32178462926/in/album-72157657895447416/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Katja Schulz per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto processionaria in fila indiana: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/rabiem/albums/72157629591869462/with/14602066305" target="_blank" rel="nofollow noopener">rabiem 22 per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto nido di processionaria: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/elwillo/5444024253/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Keith Williamson per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto indossare guanti di lattice: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://foto.wuestenigel.com/white-latex-medical-gloves-on-a-womans-hands-on-dark-background/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Marco Verch </a>su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="nofollow noopener">licenza Creative Commons  </a></p>
<p>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come raccogliere gli asparagi selvatici correttamente</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2024 10:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[asparagi]]></category>
		<category><![CDATA[cappello]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[Discorea Communis]]></category>
		<category><![CDATA[giorni]]></category>
		<category><![CDATA[inizio]]></category>
		<category><![CDATA[pianta]]></category>
		<category><![CDATA[specie]]></category>

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		<description><![CDATA[Dato che con l&#8217;arrivo della Primavera inizia anche il periodo ideale per fare foraging, ti può essere utile sapere come raccogliere gli asparagi selvatici correttamente nel rispetto dell&#8217;ecosistema e delle normative e in tutta sicurezza. Andare a raccoglierli consente non solo di fare il pieno di salute appetitosamente e a costo zero, ma anche di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-raccogliere-gli-asparagi-selvatici-correttamente/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-raccogliere-gli-asparagi-selvatici/" title="Come raccogliere gli asparagi selvatici correttamente" rel="nofollow"><img width="696" height="522" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/04/asparagi-selvatici-768x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Asparagi selvatici freschi e teneri raccolti da poco" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>Dato che con l&#8217;arrivo della Primavera inizia anche il periodo ideale per fare <em>foraging</em>, ti può essere utile sapere come raccogliere gli asparagi selvatici correttamente<strong> nel rispetto dell&#8217;ecosistema</strong> e delle <strong>normative </strong>e<strong> in tutta sicurezza</strong>.</p>
<p>Andare a raccoglierli consente non solo di fare il pieno di salute appetitosamente e a costo zero, ma anche di muoversi all&#8217;aperto e di godere della nella natura con ulteriori vantaggi per il proprio organismo.</p>
<p>Devo però, farti presente che la raccolta degli asparagi spontanei è attualmente <strong>regolamentata a norma di legge in diverse regioni italiane</strong> e che in alcune è necessario richiedere un apposito tesserino per poterla effettuare.</p>
<p>Pertanto sarà necessario informarsi sull&#8217;eventuale esistenza di regolamenti specifici e dei loro dettagli presso il comune del luogo in cui si intende svolgere tale attività per non rischiare di incorrere inconsapevolmente in <strong>sanzioni pecuniarie</strong>.</p>
<h2>Come riconoscere gli asparagi selvatici</h2>
<p>I leggermente amarognoli asparagi spontanei, più sottili  e meno carnosi di quelli coltivati ma maggiormente saporiti e ricchi di principi nutritivi, sono i giovani e lunghi getti verdi con sfumature viola nella zona apicale (turioni) dell&#8217; <strong><em><span>Asparagus acutifolius</span></em></strong><span>.</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-82816" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/04/asparagus-acutifolius.jpg" alt="Aspetto della pianta Asparagus acutifolius " width="450" height="338" /></p>
<p>Questa <strong>pianta perenne cespugliosa</strong> appartenente alla famiglia delle <em>Liliaceae </em>è originaria delle coste africane, asiatiche ed europee e diffusa in tutti i paesi mediterranei.</p>
<p>Chiamata volgarmente “ asparagina ” ed anche “ asparago pungente ” e “ asparago spinoso ” per le tipiche spine che rivestono fin dalla base i suoi fusti lianosi, è alta non più di 150 cm, può vivere a temperature fino a &#8211; 8° e tollera bene la siccità.</p>
<p>La pianta, che <strong>può essere anche coltivata</strong> in pieno sole o a mezz&#8217;ombra ad altitudini non superiori a 1200 m, produce fiori gialli piccoli che poi si trasformano in frutti tondi prima verdi, poi rossi e infine neri.</p>
<p>I turioni emessi dalle sue radici, che si possono impiegare in cucina negli stessi modi degli asparagi coltivati, vengono spesso confusi dai raccoglitori principianti con i germogli del luppolo selvatico e con quelli del pungitopo, commestibili anch&#8217;essi ed usati nella preparazione di frittate, minestre e risotti.</p>
<p>Sebbene i germogli del luppolo spontaneo (chiamati “ bruscandoli ” in veneto, “ luertis ” in lombardo e “ luvertin ” in piemontese) e quelli del pungitopo abbiano l&#8217;aspetto simile ai getti dell&#8217;A<em><span>sparagus acutifolius</span></em><span>, basta<strong> osservare la pianta che li ha emessi</strong> per distinguerli dagli asparagi selvatici.</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-82820" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/04/luppolo.jpg" alt="Aspetto della pianta del luppolo" width="450" height="253" /></p>
<p>La pianta del luppolo (<em>Humulus lupulus</em>) è un <strong>rampicante vuoto all&#8217;interno</strong> di color verde con tonalità rossastre che si attorciglia in senso antiorario a ciò che può sostenerla.</p>
<p>Dagli esili fusti lunghi fino a 10 metri, presenta foglie a forma di cuore pelose in superficie e appiccicose sulla parte inferiore.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-82821" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/04/pungitopo.jpg" alt="Aspetto della pianta pungitopo" width="450" height="338" /></p>
<p>Il pungitopo, il cui nome botanico è <em>Ruscus aculeatus </em>e da non confondere con l&#8217;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/agrifoglio-proprieta-benefiche-e-usi/">agrifoglio dalle bacche tossiche</a>, è un arbusto sempreverde cespuglioso non più alto di 80 cm e provvisto di <strong>rami appiattiti di forma ovale e dalla punta pungente</strong> (cladodi) che sembrano foglie, ma che in realtà non lo sono sebbene ne svolgano la funzione clorofilliana.</p>
<p>Inoltre la punta del turione del pungitopo è più liscia e la parte superiore di quello del luppolo è maggiormente frastagliata rispetto alla parte apicale del germoglio dell&#8217;asparago spontaneo.</p>
<p>In Italia crescono spontaneamente anche l&#8217;<em>Asparagus maritimus</em>, l&#8217;<em>Asparagus tenuifolius</em>,   l&#8217;<em>Asparagus albus, l&#8217;Asparagus pastorianus </em> e l&#8217;<em>Asparagus stipularis</em>, ma, essendo<strong> specie rare</strong>, solitamente ne è vietata la raccolta.</p>
<p><strong>Non si devono raccogliere nel modo più assoluto i cosiddetti </strong>“<strong> asparagi velenosi </strong>”, ovvero i giovani tralci della <span><em>Clematis vitalba, </em>della <em>Clematis flammula </em>e della <em>Discorea Communis</em>, perché sono tossici.</span></p>
<p><span>Puoi approfondire e vedere l&#8217;aspetto di tali piante in<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lellacanepa.com/single-post/asparagi-e-non-asparagi" target="_blank" rel="noopener"> questo articolo di Lella Canepa</a>, presidente dell&#8217;associazione Erbando ed esperta raccoglitrice di erbe selvatiche che le conosce bene).</span></p>
<h2>Come raccogliere gli asparagi selvatici in modo sostenibile e sicuro</h2>
<p>Ora che sai cosa si deve fare per distinguere i turioni dell&#8217;A<em><span>sparagus acutifolius</span></em> dai falsi asparagi selvatici, vediamo quando, dove e in che modo è bene effettuarne la raccolta.</p>
<h3>Quando si raccolgono gli asparagi selvatici</h3>
<p>Sebbene il periodo della raccolta degli asparagi sia compreso<strong> tra aprile e l&#8217;inizio di giugno</strong> e duri una quarantina di giorni, è opportuno tenere conto di dove si è e delle condizioni climatiche ed atmosferiche nello stabilire quando effettuarla.</p>
<p>Infatti nel Meridione è sovente possibile raccoglierli già a metà marzo, mentre nell&#8217;Italia settentrionale capita di dover aspettare la fine di aprile prima di poterli prelevare dalla pianta.</p>
<p>Tieni presente che l&#8217;alternarsi di di pioggia e di di sole facilita ed accelera la fuoriuscita dei getti dal terreno e che <strong>vanno colti quando sono ancora teneri</strong> e di color verde chiaro o biancastri, dato che che più passa il tempo più tendono ad indurirsi e a diventare legnosi.</p>
<p>Tieni anche conto del fatto che i regolamenti che ne disciplinano la raccolta spesso ne consentono il prelievo solo in determinati giorni della settimana e ad orari prestabiliti.</p>
<h3>Dove trovare gli asparagi selvatici</h3>
<p>Questi ortaggi spontanei crescono in abbondanza in pianura, nelle zone collinari e in montagna fino a 1300 m sopra il livello del mare, ma è raro riscontrarne la presenza in Trentino Alto Adige, in Valle d&#8217;Aosta e in Piemonte.</p>
<p>Gli asparagi selvatici si possono rinvenire:</p>
<ul>
<li>nei boschi di latifoglie ed ai loro margini;</li>
<li>nei terreni incolti e in quelli calcarei;</li>
<li>in prossimità di leccete ed uliveti;</li>
<li>lungo i sentieri;</li>
<li>accanto a ruderi;</li>
<li>nelle vicinanze di grossi alberi;</li>
<li>sulle sponde di fiumi e torrenti;</li>
<li>nei giardini trascurati.</li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-82819" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/04/turione-asparago.jpg" alt="Turione di asparago selvatico spuntato tra i cespugli" width="450" height="450" /></p>
<p>Pertanto basta aguzzare la vista mentre si passeggia nelle natura per poterli scovare facilmente e non tornare a casa col cestino vuoto.</p>
<p>Ovviamente, sarà necessario<strong> scegliere luoghi non inquinati</strong> e nei quali non si sia fatto uso di pesticidi, fertilizzanti ed altre sostanze chimiche, cosa che si deve fare, peraltro, anche nella raccolta di erbe e piante officinali e in <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/confettura-di-violette-e-mele-della-nonna/">quella di fiori commestibili</a>.</p>
<h3>Come raccogliere gli asparagi selvatici senza danneggiare le piante e senza incorrere in pericoli</h3>
<p>Quando si “ va per asparagi ”, la prima cosa da fare è <strong>equipaggiarsi a dovere</strong>.</p>
<p>Munisciti di guanti resistenti per difendere le mani dalle spine e da possibili<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/punture-di-vespe-e-di-api-come-agire/"> punture di vespe</a> e di altri insetti, di un cestino, di un coltellino affilato e di un bastone.</p>
<p>Indossa scarpe confortevoli alte, chiuse ed antiscivolo, pantaloni lunghi, una maglietta a maniche lunghe ed abbi l&#8217;accortezza di <strong>coprire la testa con un cappello</strong> e di applicare un <strong>repellente</strong> sulle parti scoperte del corpo per proteggerti dalle zecche.</p>
<p><strong>Qualora tu voglia inoltrarti nell&#8217;erba alta</strong>, è consigliabile anche calzettoni spessi che arrivino al ginocchio e raccogliere gli asparagi selvatici con una forbice dotata di manico telescopico invece che con il coltello.</p>
<p>Sarà bene, inoltre, portare con te una borraccia <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-pulire-la-borraccia/">ben pulita</a> e riempita di acqua, qualcosa da mangiare ed una bottiglietta di <strong>alcool denaturato</strong> che ti servirà per disinfettare la lama del coltellino o quelle della forbice dopo aver colto ogni un asparago.</p>
<p>Anche se sono in pochi a farlo, disinfettare la lama tra un taglio e l&#8217;altro serve ad <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-disinfettare-forbici-da-potatura-e-attrezzi-con-lama-da-giardinaggio/">impedire che un&#8217;eventuale pianta malata possa contaminare altre sane</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-82818" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/04/bambino-con-bastone.jpg" alt="Bambino col bastone su manto erboso scosceso" width="450" height="523" /></p>
<p>Mentre cerchi le tue “ prede ” nella vegetazione, è importante non solo servirsi del bastone per non  inciampare tra gli arbusti e ad evitare di cadere sul suolo scivoloso, ma anche usarlo per battere il terreno e smuovere le frasche<strong> per allontanare le vipere</strong> risvegliate dal letargo invernale e spesso presenti negli <em>habitat</em> ideali dell&#8217;A<em><span>sparagus acutifolius</span></em><span>.</span></p>
<p>Quando individui un asparago giovane, vigoroso, non troppo sottile e che non abbia ancora cominciato ad aprirsi e, quindi, adatto ad essere colto,<strong> prelevane la parte superiore tenera</strong>, tagliandola con il coltello o con la forbice telescopica.</p>
<p>La parte di stelo rimasta attaccata alla pianta sarà in grado di sopravvivere grazie alla sua forza vitale e produrrà altri germogli laterali.</p>
<p>È anche possibile estirpare l&#8217;intero stelo dal terreno, avendo cura di <strong>non danneggiare l&#8217;apparato radicale</strong> della pianta (secondo una vecchia credenza contadina, quando un asparago viene estirpato, l&#8217;arbusto ne produce 10 nuovi).</p>
<p>Tuttavia io, personalmente, preferisco non farlo sia perché i regolamenti generalmente prescrivono di raccogliere solo la cima e la parte superiore tenera del turione sia per il fatto che la parte inferiore dura dello stelo sarebbe comunque destinata a finire nei rifiuti.</p>
<p>Anche se si è tentati di raccogliere tutti i turioni commestibili,<strong> lasciane alcuni dove sono </strong>per salvaguardarne le piante e in modo che le api possano prelevare il nettare dai fiori che si formeranno sugli stessi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-82817" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2024/04/simbolo-di-posizione.jpg" alt="Simbolo di posizione su schermo dello smartphone" width="450" height="300" /></p>
<p>Se ne scovi parecchi in un luogo in cui non vai abitualmente,<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.aranzulla.it/come-aggiungere-un-luogo-su-google-maps-1355412.html" target="_blank" rel="noopener"> salvane la posizione su Google Maps privatamente</a> per poterci tornare ogni anno a prelevare dallo stesso nuovi turioni.</p>
<p>Una volta che avrai terminato di raccogliere gli asparagi selvatici, portali a casa al più presto, sciacquali con acqua fresca corrente, asciugali bene, raccoglili in sacchetti di plastica puliti e conservali in frigorifero per 1 settimana al massimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se ami il  <em>foraging</em>, dai un&#8217;occhiata anche a:</p>
<ul>
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</ul>
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<p>Credito foto in evidenza: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/fotokoci/25162883972/in/photolist-6x1UQb-9QWNbJ-9Fannh-5h6Zcg-HBzK5-EkymK7-RVaWiZ-q1V5Bk-q1V4zk-tkj1F1-8pcHGY-5iR1gk-2jKym1c-63A81v-s3Zv4j-7WcSto-a9Yd3w-7WcS5C-EryW8X-rFyd4y-5bLR2h-6UTkEE-c9SzqA-7XL6r-EkMWjK-7R1Ac-7TqgxR-6DerSt-qY5dr4-eaEHqF-oP8qam-avU6Wp-avU7dV-k1X3Kn-evcoSZ-7Tq8xZ-ySgnLV-6bizbE-UtCAXw-GaAupr-rRsqBH-TfQrUw" target="_blank" rel="nofollow noopener">Konstandin Minga per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto pianta <em>Asparagus acutifolius</em>: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/gertjanvannoord/41307181142/in/photolist-25Wb6Qj-24CQBzx-2ntjm5t-24CQCd6-2ntjmer-adk2wU-93asT1-2nKyz4p-2nKyUtT-2nKxjr3-2nKyUvg-4cba91-diTfb4-e6UfX4-RVaWiZ-djmGtT-avNxQE-MGtxLW-djmGjx-diTf3T-diTcNb-j2vuTg-nFer8h-iZNLR6-4c7dv8-iVyUhS-iq4Qq6-dDKVHZ-YvapJB-dDRiWC-21mVbG6-f7kf33-gMhkwD-fKzHUQ-22DVgoN-21BQ5HS-4cbaoy-4cbaSh-CpeSh9-voZFx4-e4K5oX-YqG7c1-voWSBz-2hBq2Y7-iq4QJU-fKibok-CpeSjJ-2jHkze4-vosZUU-u1y5TV" target="_blank" rel="nofollow noopener">Gertjan van Noord per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto pianta <em>Humulus lupulus</em>:<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/brewhouserock/15010328705/in/gallery-192382321@N03-72157719293350304/" target="_blank" rel="nofollow noopener"> brewhouse rock per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto pianta <em>Ruscus aculeatus</em>: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/stefaniafei/4410189309/in/gallery-192382321@N03-72157719293350304/" target="_blank" rel="nofollow noopener">stefaniafei per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto asparago tra cespugli: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/craige/51063631406/in/photolist-2kNjsA3-4uB1Hw-eaTgJu-37BKH1-49hySK-36Ncrw-2g7GrHp-85BtLB-77iFwW-DkXzXx-2D1A7-6UtdPL-9JhdMu-eaTgK9-fBqoYJ-LPCW7-LPNoB-dR4mX-dyGrp-RKLHqp-4wpEC9-8eLQ3C-2g6YS4n-85mRmc-Eh86v7-4KPfZT-aejkiY-4UYjV2-rYfXEP-eWb4s-FWDguN-2kRX5aq-8eLQ2J-niY4gd-8eLQ2w-nsfqC3-fBqoWQ-9SUTtj-FriYv3-7ZK1Tr-VdaM-M3TuD-2fC1S6F-6j9Zb7-6jngsP-eBotih-2bAnr66-79EgwJ-8kaC2V-6AGfG" target="_blank" rel="nofollow noopener">Craige Moore per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto bambino con bastone: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/foilman/41655292291/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Henry Burrows per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto simbolo di posizione: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.freepik.com/foto-gratuito/foto-di-presa-del-telefono-cellulare-della-tenuta-della-mano_2861231.htm#fromView=search&amp;page=5&amp;position=48&amp;uuid=b6f49411-e078-467b-a520-c6513dd55f60" target="_blank" rel="nofollow noopener">rawpixel.com per Freepik.com</a></p>
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		<title>Insalata con cuori di palma o palmito</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 16:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Foresta Amazzonica]]></category>
		<category><![CDATA[Guyana]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[palme]]></category>
		<category><![CDATA[specie]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
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		<description><![CDATA[Palmito e vi porto in Guyana, già perchè i cuori di palma (in spagnolo &#8220;palmitos&#8221;) che sono la parte più tenera (i germogli) di alcuni tipi di palme, crescono in zone paludose del Centro e Sud America.&#160; Le specie di palme dalle quali si estraggono i palmitos possono essere il Cocos Nucifera, la Euterpe Eduli,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/insalata-con-cuori-di-palma-o-palmito/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrgJfTpK8RUx-Z4HdfW6r3yuheMCEUble27l7cXZgQowhnI99NxqewcSE5kfR526Aa9pwTf36yu3WUcwkDwiFiXxD0-qtx9f1LiaW9zf5SVxz33jGpsQO7WtYQm7PEzk4J2AYlLu89XYk3_dZvIIxltBABkLQ5FLazriU5PXp9MR4yxLwuJU26vrToaJib/s948/DSC_0022.JPG"><img border="0" height="424" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrgJfTpK8RUx-Z4HdfW6r3yuheMCEUble27l7cXZgQowhnI99NxqewcSE5kfR526Aa9pwTf36yu3WUcwkDwiFiXxD0-qtx9f1LiaW9zf5SVxz33jGpsQO7WtYQm7PEzk4J2AYlLu89XYk3_dZvIIxltBABkLQ5FLazriU5PXp9MR4yxLwuJU26vrToaJib/w640-h424/DSC_0022.JPG" width="640" /></a></div>
<p>
<p>Palmito e vi porto in Guyana, già perchè i cuori di palma (in spagnolo &#8220;palmitos&#8221;) che sono la parte più tenera (i germogli) di alcuni tipi di palme, crescono in zone paludose del Centro e Sud America.&nbsp;</p>
<p>Le specie di palme dalle quali si estraggono i palmitos possono essere il Cocos Nucifera, la Euterpe Eduli, la Euterpe Oleracea (oltre ad altre), tutte piante che hanno il loro habitat naturale nella Foresta Amazzonica e che prediligono il clima tropicale umido.</p>
<p>Il Brasile è di certo il paese che comprende la maggior estensione di Foresta Amazzonica, ma non bisogna dimenticare che essa si protrae anche in altri paesi quali il Perù, la Bolivia, l&#8217;Ecuador, la Colombia, il Venezuela, la Guyana, la Guyana Francese e il Suriname, tutti paesi dove si producono e consumano i cuori di palma.</p>
<p>Le proprietà di queste palme e il loro impiego alimentare è conosciuto da secoli dai popoli indigeni dell&#8217;Amazzonia (che consumano anche i frutti e i semi di queste piante, oltre ai germogli),&nbsp; infatti rafforzano il sistema immunitario, aiutano a cicatrizzazione delle ferite, favoriscono e migliorano la digestione, contrastano l&#8217;anemia&#8230; un vero toccasana per la salute!</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhAWV3ONaxdLQYI66g9E-MZ29OcPzX7V51Ue2ZkHUz1wEePWqKNziTGNTTE7a-xDPCwCwmuldjD_hdpHTJfOQ5SObl0mzzma_iGQWq4lGzWebrR_FKxFTRf8zmfGtXSEz9n-2nKa5UAxZTfhO6Bgd1vHLJfZZYNyABisqiYBGIf9gIO-34D2ja5mqzj5P7Y/s985/DSC_0026.JPG"><img border="0" height="424" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhAWV3ONaxdLQYI66g9E-MZ29OcPzX7V51Ue2ZkHUz1wEePWqKNziTGNTTE7a-xDPCwCwmuldjD_hdpHTJfOQ5SObl0mzzma_iGQWq4lGzWebrR_FKxFTRf8zmfGtXSEz9n-2nKa5UAxZTfhO6Bgd1vHLJfZZYNyABisqiYBGIf9gIO-34D2ja5mqzj5P7Y/w640-h424/DSC_0026.JPG" width="640" /></a></div>
<p>
<p>Ingredienti</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjssVjbslY25ENz7YW_ezSdtHDItnJdC8WWSZgn4rXAkJQaqI3XZDaUn4eOKm-K7eds4V0yGEnO3N6BgIifkgUioOKDDIGlXRm1Wx3DF2lwIg5flyA9fgM5Zz__fosZbb0VcbTIfEx9RJaRKl4OTBmSqo4k3XVb6JUgRIMLWlcjUxq7yRlBrTydxLlUb1Et/s616/DSC_0024.JPG"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjssVjbslY25ENz7YW_ezSdtHDItnJdC8WWSZgn4rXAkJQaqI3XZDaUn4eOKm-K7eds4V0yGEnO3N6BgIifkgUioOKDDIGlXRm1Wx3DF2lwIg5flyA9fgM5Zz__fosZbb0VcbTIfEx9RJaRKl4OTBmSqo4k3XVb6JUgRIMLWlcjUxq7yRlBrTydxLlUb1Et/w324-h400/DSC_0024.JPG" width="324" /></a></div>
<p>
</p>
<p>lattughino</p>
<p>pomodori</p>
<p>mais dolce</p>
<p>cuori di palma</p>
<p>1 cipollotto</p>
<p>1/2 mango</p>
<p>sale&nbsp;</p>
<p>olio evo</p>
<p>Dopo aver lavato il lattughino e asciugato con centrifuga metterlo in una insalatiera, unire i pomodori lavati e affettati, il mais dolce, i cuori di palma a pezzetti e qualche tocchetto di mango.</p>
<p>Condire con olio evo e sale.</p>
<p>Con questa ricetta partecipo ad ABC &#8211; Un mondo di ingredienti</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjwfMvLpwu0TNNrzZnrKhl8YLV_BY50Lg_7u4Rn_Osmy3oDajKcGVmm_7Q06JVszLhdPtu6K_m-y8aGaYVcRRpsdeplLl4rGAoANjM1xG6Z1Wxm-Sa2YkxYwdJHNDfm5ny0u0uay4giXGeWuaQl_3NxMV1vPqdIcEF140a3OoIbaFWlOi0-7PnGlugrOUga/s320/banner.png"><img border="0" height="200" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjwfMvLpwu0TNNrzZnrKhl8YLV_BY50Lg_7u4Rn_Osmy3oDajKcGVmm_7Q06JVszLhdPtu6K_m-y8aGaYVcRRpsdeplLl4rGAoANjM1xG6Z1Wxm-Sa2YkxYwdJHNDfm5ny0u0uay4giXGeWuaQl_3NxMV1vPqdIcEF140a3OoIbaFWlOi0-7PnGlugrOUga/w200-h200/banner.png" width="200" /></a></div>
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		<title>Dahl di lenticchie rosse e chana dahl</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Oct 2023 08:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CominciamodaQua</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Curry Nation]]></category>
		<category><![CDATA[lenticchie]]></category>
		<category><![CDATA[Shafiq Rahman]]></category>
		<category><![CDATA[specie]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Yorkshire Dales]]></category>

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		<description><![CDATA[Dahl è la parola che, nella sostanza, indica i legumi secchi: lenticchie, ceci, fagioli ecc. Noi, per lo più, conosciamo i dahl come zuppe molto dense di leguminose, per lo più lenticchie, speziate e promutassime, che accompagnano riso o pani tipici indiani. Li conosce chi, come me, ama la cucina indiana&#8230;amore aumentato decisamente dopo essere&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/dahl-di-lenticchie-rosse-e-chana-dahl/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dahl è la parola che, nella sostanza, indica i legumi secchi: lenticchie, ceci, fagioli ecc. Noi, per lo più, conosciamo i dahl come zuppe molto dense di leguminose, per lo più lenticchie, speziate e promutassime, che accompagnano riso o pani tipici indiani. Li conosce chi, come me, ama la cucina indiana&#8230;amore aumentato decisamente dopo essere stata, molti anni fa, in India.<br />
Questa settimana, sfogliamo insieme il libro Curry Nation di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/explore/tags/madhurjaffrey/">Madhur Jaffrey</a>, nota attrice pluripremiata negli anni &#8217;60, che ha pubblicato molti libri dedicati alla cucina indiana.<br />
In Curry Nation si fa un viaggio e ci fa &#8220;assaggiare&#8221; moltissimo della cucina indiana senza, però, mai lasciare le isole britanniche.<br />
Questo dahl di lenticchie rosse e chana dal (specie di ceci spezzati), per esempio, ci porta nello Yorkshire dove vive Shafiq Rahman.<br />
Shafiq vive a Skipton, una città circondata dalle Yorkshire Dales. La sua famiglia proveniva da Peshawar, nel Pakistan nordoccidentale. Questo è uno dei loro sostanziosi piatti di Peshawari. A Shafiq piace mangiarlo con riso, o con chapati caldo e burroso, o pane francese croccante&#8230;.e come dargli torto? <img src=&#8221;https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72&#215;72/1f642.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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		<title>Linguine al granchio</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 20:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rigalimoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
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		<category><![CDATA[specie]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ormai certamente tutti sanno, le acque salmastre dell&#8217;alto Adriatico hanno visto quest&#8217;anno una sorta di invasione di granchi blu (o granchio nuotatore, Callinectes sapidus), una specie di origine americana. Non si tratta di un nuovo arrivato: la prima segnalazione nel Mediterraneo risale a oltre cent&#8217;anni fa, e nelle zone dove sta facendo strage di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/linguine-al-granchio/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ormai certamente tutti sanno, le acque salmastre dell&#8217;alto Adriatico hanno visto quest&#8217;anno una sorta di invasione di granchi blu (o granchio nuotatore, <em>Callinectes sapidus</em>), una specie di origine americana. Non si tratta di un nuovo arrivato: la prima segnalazione nel Mediterraneo risale a oltre cent&#8217;anni fa, e nelle zone dove sta facendo strage di molluschi si registra regolarmente da più di un decennio; cosa sia successo precisamente proprio nel 2023 non lo sa nessuno.</p>
<div>
<figure><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/99/The_Childrens_Museum_of_Indianapolis_-_Atlantic_blue_crab.jpg" alt="" style="width:466px;height:auto" /><br />
<figcaption>Un esemplare femminile.</figcaption>
</figure>
</div>
<p>Sia quel che sia, la carne del granchio blu è deliziosa, come denuncia lo stesso nome scientifico e come sanno bene gli americani del Maryland e degli Stati vicini, per i quali è il piatto più tradizionale che si possa immaginare. Là ne pescano così tanti che c&#8217;è bisogno di regolari programmi di ripopolamento. Lo preparano per lo più al vapore, spolverizzato di un miscuglio di spezie e servito così com&#8217;è. Niente male! Se anche l&#8217;anno prossimo continuerà la piaga, magari darò la ricetta, ma stavolta ho pensato di stare su un piatto più affine al gusto degli italiani. In sé è semplice, ma la preparazione dei crostacei è parecchio laboriosa.</p>
<p><span></span></p>
<p><strong>Per ciascun commensale:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Granchi blu</strong> di dimensioni normali: due. La stessa ricetta è buona per qualsiasi granchio o anche per l&#8217;astice e l&#8217;aragosta, ma questi costano da tre a dieci volte tanto.</li>
<li><strong>Linguine</strong> o altra pasta lunga: 125 grammi.</li>
<li><strong>Pomodori</strong>: cinque o sei ciliegini, oppure mezzo pomodoro ramato o, alla peggio, due o tre cucchiai di passata.</li>
<li><strong>Olio di oliva</strong> extravergine: due o tre cucchiai.</li>
<li><strong>Burro</strong>: circa dieci grammi, da fuso dovrà essere un cucchiaio. Un classico coi crostacei; se decidete di saltarlo, non vi lamentate poi che le cose non vi vengono buone come al ristorante!</li>
<li><strong>Aglio</strong>: uno spicchio piccolo.</li>
<li><strong>Prezzemolo</strong> tritato fino: un cucchiaio circa.</li>
<li><strong>Vino</strong> bianco secco: poco, uno dito di bicchiere o meno. Forse andrebbe bene anche del brandy.</li>
<li>Pepe, meglio bianco, e/o peperoncino in polvere o fiocchi, sale.</li>
</ul>
<p><strong>Comprare i granchi</strong></p>
<p>Cominciamo con i consigli per gli acquisti! Un bel granchio blu mediamente pesa circa 150 grammi, dei quali poco più di 30 grammi sono la parte commestibile. La dimensione tra le due punte del carapace è di una quindicina di centimetri scarsi; ne esistono anche di più piccoli e rari esemplari grandi fino ad oltre 20 cm, ma cercate di prenderli medi. I maschi e le femmine si riconoscono immediatamente, sia dalla forma dell&#8217;addome, che come in tutti i granchi è sottile, poco mobile, e tenuto ripiegato sotto al corpo (v. figura), sia dalle chele, che sono soffuse di arancione nella femmina e completamente blu e un po&#8217; più grosse nel maschio. Un po&#8217; per via delle chele più grandi, un po&#8217; perché una parte minore della cavità del corpo è occupata dagli organi riproduttori, i maschi hanno più carne rispetto alle femmine a parità di peso e sarebbero da preferire. Negli USA, i sessi si trovano anche separati, a prezzi diversi. È una fortuna che, alla fine dell&#8217;estate, le femmine si spostano verso il mare per disperdere le uova, mentre i maschi rimangono nelle acque salmastre dove da noi si concentra la pesca, quindi se andate in pescheria in questo periodo probabilmente troverete solo maschi e magari qualche piccola femmina immatura.</p>
<div>
<figure><img src="https://rigalimoni.files.wordpress.com/2023/08/addomi.png?w=1024" alt="" class="wp-image-2760" style="width:590px;height:auto" /><br />
<figcaption>Visti da sotto: un maschio (addome sottile), una femmina immatura (addome triangolare), una femmina adulta (addome rotondo).</figcaption>
</figure>
</div>
<p>I granchi vanno assolutamente comprati vivi, perché la carne diventa flaccida e inizia a decomporsi subito dopo la morte dell&#8217;animale, come succede anche con i gamberi. A differenza di altri granchi, questa specie è strettamente acquatica, come dimostra la forma del quarto paio di zampe, modificate per il nuoto. Questo significa che non sopravvivono a lungo fuori dall&#8217;acqua e devono essere pescati da poco e cotti il prima possibile. Se dovete aspettare un po&#8217; una volta arrivati a casa, teneteli in frigorifero: la temperatura li renderà poco capaci di atteggiamenti aggressivi; il granchio blu apre le vongole con le chele e può pizzicare abbastanza dolorosamente.</p>
<p><strong>Cuocere i granchi</strong></p>
<p>Veniamo alla cottura. Negli Stati Uniti, i granchi tipicamente sono cotti vivi a vapore. Potete decidere di fare così, ma a me per questa ricetta sembra più semplice e meno penoso gettarli direttamente in un pentolone di acqua bollente leggermente salata; il risultato è sostanzialmente uguale. Se vi fanno tenerezza o paura, potete ucciderli subito prima di cucinarli tenendoli per circa una ventina di minuti in congelatore. Bolliti, devono cuocere per <span>dieci minuti</span>. Passato questo tempo, scolateli e gettate l&#8217;acqua, che sarà inevitabilmente molto sporca. Conterrà anche dei grumi bianchicci di un qualche liquido coagulato: è normale, non vi preoccupate. Una volta cotti, i granchi diventano arancione, per un motivo interessante che magari spiegherò un&#8217;altra volta, ché oggi c&#8217;è già troppo da dire!</p>
<p>Lasciate raffreddare i granchi prima di passare all&#8217;estrazione della carne. Se non siete esperti, <span>ci vorranno tra dieci e venti minuti all&#8217;uno</span>, quindi armatevi di santa pazienza o procuratevi degli assistenti!</p>
<p><strong>Pulire i granchi</strong></p>
<p>Facendo leva con la punta di una delle zampine, sollevate l&#8217;addome, spezzatelo alla base, e gettatelo. Se il granchio è maschio, avrete da togliere anche due filamenti arcuati: sono <em>gonopòdi</em>, zampe modificate che servono per trasferire lo sperma alla femmina. Voltate il granchio e, aprendolo dalla parte posteriore come una scatola col coperchio, sollevate la parte sopra del guscio, che verrà facilmente via. Verso la parte anteriore del granchio, su ciascuno dei due lati, troverete otto appendici piumose color crema, le branchie, più una coppia di &#8220;pettini&#8221; che servono per tenerle pulite. Niente di tutto ciò è commestibile: scartatele, assieme a tutte le parti che formavano la &#8220;faccia&#8221; del granchio. Gli organi interni si trovano nella parte centrale del carapace e sono commestibili, ma hanno un sapore molto forte, che non è per tutti. Di solito sono scartati raschiandoli via con un coltello o un cucchiaino, anche se qualcuno tiene almeno parte del fegato, che da cotto si riduce ad una crema di color senape. Anche le uova immature arancioni che si trovano nelle femmine sono abbastanza apprezzate. C&#8217;è chi a questo punto sciacqua i granchi per lavar via i residui, ma io eviterei. Spezzate a metà quel che resta del granchio piegandolo verso la cavità interna, come se voleste chiuderlo a libro. Staccate le zampe e mettetele da parte.</p>
<p>Ora viene il bello! La maggior parte della carne commestibile sono i muscoli bianchi che si trovano alla base delle zampe. Questi sono alloggiati ciascuno nella propria &#8220;cameretta&#8221; rigida, una per zampa, con i pezzi più grandi e succulenti che mettevano in moto le appendici natatorie. Per estrarli, per me il modo più semplice è schiacciare leggermente quel che resta del mezzo granchio fino a sentire un debole &#8220;crac&#8221; e poi provare ad aprire a libro questa parte, con la &#8220;spina del libro&#8221; dov&#8217;era l&#8217;attaccatura delle zampe, per poi scavare la polpa con un coltellino o con le dita. Non so se sono riuscito a spiegarmi, ma di fatto in qualunque modo operiate, senza molta pratica farete quasi sempre un pasticcio. Se volete divertirvi, in rete potete leggere kilometri di litigate tra americani su quale sia il modo &#8220;giusto&#8221; di fare questo lavoro. Non importa: in un modo o nell&#8217;altro si riesce sempre, e se pure rimanesse qualcuna delle membrane interne più sottili, non è una tragedia.</p>
<p>Tolta la carne dal corpo, si passa alle zampe. Le chele sono molto robuste e vanno rotte con uno schiaccianoci o colpendole con un oggetto pesante, cercando di spezzare solo l&#8217;esoscheletro senza spiaccicare il contenuto. C&#8217;è carne in tutti i segmenti; badate che a volte tutto il contenuto della parte finale della chela esce in un colpo solo, ma contiene all&#8217;interno una membrana che va rimossa. Se avete ancora un po&#8217; di pazienza, potete spezzare o tagliare la punta del segmento più lungo delle zampine e, con le dita, spremere fuori un altro pezzettino di carne (troverete che un lato delle zampe è tenero e uno è duro). Negli altri segmenti non c&#8217;è quasi nulla, scartateli senza sensi di colpa. La carne delle chele è più fibrosa e meno saporita di quella del corpo.</p>
<p><strong>Terminare il piatto</strong></p>
<p>Una volta raccolta tutta la carne di granchio, mettete in una padella l&#8217;<span>olio</span>, il <span>burro</span>, e lo spicchio d&#8217;<span>aglio</span> tagliato in grossi pezzi. Lasciate fondere il burro a fuoco lento e continuate la cottura fino a che l&#8217;aglio non inizia ad appassire, poi toglietelo dalla pentola e scartatelo. Aggiungete la <span>polpa di granchio</span>, il <span>vino</span>, e i <span>pomodorini</span> tritati grossolanamente. Salate, pepate, aggiungete il peperoncino se lo volete, e fate cuocere a fuoco lento, mescolando per circa <span>una decina di minuti</span>, fino a che i pomodorini non sono quasi completamente sfatti e la carne in gran parte ridotta in piccoli fiocchi. Quando sarà cotto, aggiungete il <span>prezzemolo</span> tritato.</p>
<p>Mentre il sugo cuoce, preparate le <span>linguine</span> alla solita maniera. Conditele subito e servite. Buon appetito!</p>
<p>Un appunto sullo smaltimento: gli esoscheletri dei crostacei sono molto duri e qualcuno potrebbe pensare che non siano biodegradabili, come i gusci calcarei dei molluschi. In realtà, sono costituiti principalmente di chitina, un carboidrato, perciò vanno gettati con i rifiuti organici.</p>
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		<title>Giacca da chef: come sceglierla</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jul 2023 08:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fbmania</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cibo]]></category>
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		<description><![CDATA[La giacca professionale da chef è un capo d’abbigliamento fondamentale per un cuoco professionista. Infatti, da sempre essa è considerata una sorta di status symbol, ovvero un segno distintivo che permette di distinguere il cuoco dagli altri membri della brigata che lavorano in cucina. Tuttavia, la giacca da cucina è anche un dispositivo di sicurezza,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/giacca-da-chef-come-sceglierla/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">La giacca professionale da chef è un capo d’abbigliamento fondamentale per un cuoco professionista. Infatti, da sempre essa è considerata una sorta di status symbol, ovvero un segno distintivo che permette di distinguere il cuoco dagli altri membri della brigata che lavorano in cucina. Tuttavia, la giacca da cucina è anche un dispositivo di sicurezza, che evita le macchie di cibo sull’abbigliamento e conferisce allo chef un’aria professionale, pulita e ordinata. Trovare quella giusta per la propria attività, però, potrebbe non essere semplice, pertanto è consigliabile consultare le varie soluzioni disponibili tra il <a href="https://www.beuniform.it/97-giacche-chef">vasto assortimento online di giacche professionali da chef</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 dir="ltr">Il tessuto</h2>
<p dir="ltr">Come detto in precedenza, la giacca da chef è anche un indumento protettivo, perché preserva gli indumenti del cuoco da schizzi di cibo, ma non solo.  Quando si lavora in cucina si è costantemente esposti al calore, per via dei fornelli e dei liquidi bollenti da maneggiare nelle preparazioni, e la giacca da chef protegge anche da tali elementi. Bisogna, però, scegliere un indumento realizzato con tessuto adatto, come il cotone oppure il poliestere. Il primo consente alla pelle di respirare, favorendo l’eliminazione dell’umidità. Inoltre, è molto comodo e morbido al tatto. Il tessuto sintetico, invece, offre una buona traspirabilità, si asciuga facilmente ed è più resistente alle macchie. Entrambi i materiali sono facili da lavare e da stirare, e garantiscono una resistenza ottimale alle alte temperature. Questi dettagli sono fondamentali in una cucina, dove l’igiene è un aspetto cruciale e le giacche devono essere pulite con una certa frequenza.</p>
<h2 dir="ltr">I bottoni</h2>
<p dir="ltr">Sembra un aspetto non importante, quasi superficiale, tuttavia, nella scelta della giacca da chef i bottoni giocano un ruolo decisivo. Devono essere bottoni di sicurezza estraibili o automatici, semplici da gestire in caso di necessità e molto resistenti quando sono in contatto con qualcosa di caldo. Oltre a rendere più comodo il lavoro dello chef, i bottoni rendono la giacca più bella e particolare, in quanto personalizzabili sia sul colore che sui materiali.</p>
<h2 dir="ltr">Le tasche e gli accessori</h2>
<p dir="ltr">Un altro aspetto da non sottovalutare quando si vuole acquistare una giacca da chef sono gli accessori e le tasche. Quest’ultime sono molto utili, specie se poste sul petto o sul braccio, per tenere una penna con la quale fare modifiche alle comande o prendere appunti necessari per poter comporre i piatti.</p>
<h2 dir="ltr">Personalizzazione delle giacche</h2>
<p>Le giacche degli chef sono famose anche perché quasi sempre sono personalizzate. Molti cuochi, sia che si tratti di chef stellati di fama internazionale, sia che si tratti di cuochi amatoriali, amano personalizzare la propria divisa in modo da trasmettere il proprio stile anche nelle cucine dove lavorano. In genere la divisa può essere personalizzata facendo apporre appositi ricami, molto più resistenti e belli delle semplici stampe, su cui è possibile scrivere il proprio nome e cognome, un classico delle giacche per gli chef, oppure il nome del ristorante, un logo, un motto, una bandiera e così via.</p>
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		<title>Esperienza green ai Giardini di Castel Trauttmansdorff</title>
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		<pubDate>Thu, 18 May 2023 22:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Radaelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Aperitivo Lungo]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ esplosa la primavera a Merano ai Giardini di Castel Trauttmansdorff e presto arriverà l’estate in un trionfo di colori e profumi. Un luogo meraviglioso in cui ammirare tutta la bellezza  di una vegetazione proveniente da tutto il mondo. Dai coloratissimi bulbi, tra cui i tulipani, narcisi e ranuncoli alle aiuole fiorite variopinte, dalle profumate&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/esperienza-green-ai-giardini-di-castel-trauttmansdorff/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><span>E’ esplosa la primavera a Merano ai <strong>Giardini di Castel Trauttmansdorff</strong> e presto arriverà l’estate in un <strong>trionfo di colori e profum</strong>i. Un luogo meraviglioso in cui ammirare tutta la bellezza  di una vegetazione proveniente da tutto il mondo. Dai coloratissimi bulbi, tra cui i <strong>tulipani</strong>, narcisi e ranuncoli alle aiuole fiorite variopinte, dalle profumate <strong>rose inglesi</strong> alle acacie di Costantinopoli e gli oleandri. Nel mese di giugno poi sotto il Castello, fioriscono anche i cespugli di <strong>lavanda</strong>.</span></p>
<div><img class="size-full wp-image-18069" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/05/@Bearbeitet.jpg&amp;nocache=1" alt="@Bearbeitet" width="640" height="426" />
<p>@Bearbeitet</p>
</div>
<p align="left"><span>I Giardini di Castel Trauttmansdorff sono suddivisi in <strong>quattro aree tematiche</strong>, su una </span><span>superficie di <strong>12 ettari</strong>, con più di <strong>80 paesaggi botanici</strong>. La loro posizione panoramica a forma di anfiteatro naturale è unica. Si estendono su un dislivello di oltre 100 metri, aprendo a ogni passo affascinanti prospettive panoramiche sulle montagne circostanti e sulla città di Merano e integrandosi con perfetta armonia nel paesaggio naturale circostante. Un <strong>grande giardino botanico</strong> che, grazie al clima mite del territorio, è in grado di ospitare piante provenienti da tutto il mondo, tra cui anche alcuni esemplari rari. </span><span>I tripudi di fioritura cambiano l’aspetto dei Giardini settimana dopo settimana, rendendo le visite affascinanti in ogni stagione. Al centro dei giardini c’è il castello dove, l’<strong>Imperatrice Elisabetta</strong>, meglio conosciuta come Sissi, trascorreva la stagione invernale. Oggi al suo interno c’è il <strong><em>Touriseum</em></strong>, il Museo provinciale altoatesino del Turismo che racconta 200 anni di storia del turismo alpino, che nel 2023 festeggia i 20 anni di apertura.</span></p>
<div><img class="size-full wp-image-18064" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/05/@KarlheinzSollbauer-2.jpg&amp;nocache=1" alt="@KarlheinzSollbauer 2" width="640" height="426" />
<p>@KarlheinzSollbauer</p>
</div>
<p align="left">Ogni anno viene scelto un tema, quello di quest anno <span>riguarda le “</span><strong><span>piante neofite invasive</span></strong><span>”, ossia quelle piante introdotte in Europa solo dopo la scoperta delle Americhe nel 1492 (alloctone). Queste piante hanno viaggiato attraverso le attività dell’uomo, che, con i suoi spostamenti via mare o via terra, ne ha accidentalmente o intenzionalmente favorito la propagazione. Si chiamano quindi “neofite” perché piante “nuove” rispetto al nostro ecosistema.</span> <span>Per conoscere meglio </span><span>queste</span><span> piante invasive, i Giardini di Castel Trauttmansdorff hanno creato un percorso che illustra <strong>35 specie di piante alloctone</strong>, descrivendone gli effetti negativi e l’impatto sull’ambiente, ma anche veicolando suggerimenti e consigli per gestire correttamente queste piante. </span>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate, tanti gli eventi in programma.</p>
<div><img class="size-full wp-image-18063" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/05/@RoterRucksack.jpg&amp;nocache=1" alt="@RoterRucksack" width="640" height="426" />
<p>@RoterRucksack</p>
</div>
<p align="left">Innanzitutto l&#8217;<strong>apertura serale</strong> <span>ogni venerdì, da giugno ad agosto, con un <strong>Aperitivo Lungo</strong> (dalle 18.00 alle 23.00, orario di chiusura dei Giardini e del Touriseum) al <strong>Café delle Palme</strong>, presso il Laghetto delle Ninfee, con musica dal vivo. Inoltre, il ristorante interno ai Giardini, lo <strong><em>Schlossgarten</em></strong>, resterà aperto per chi vuole regalarsi una cena con <em>menu</em> alla carta in un’atmosfera molto speciale. </span><span>Costo del biglietto Sera d’Estate (dalle 18.00): 9,00 €. </span><span>Sempre di sera è possibile anche partecipare ad una visita guidata alle ore 19 (per massimo 15 partecipanti e della durata di 90 minuti) alla scoperta di piante dai colori vivaci e dal profumo intenso nella luce soffusa della sera. Il prezzo è di 7,00 € a persona, escluso l’ingresso, che, dalle ore 18, costa 9,00 € (Biglietto “Sera d’Estate”).</span></p>
<p align="left"><img class="size-full wp-image-18071 aligncenter" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/05/Terrazza-Limoni-experience.jpg&amp;nocache=1" alt="Terrazza Limoni experience" width="640" height="426" /></p>
<p align="left"><span>Un&#8217;altra bella esperienza da provare è </span><span>“</span><strong><span>Baci aromatici</span></strong><span>”. Una passeggiata tra <strong>profumi e fragranze</strong> che viene organizzata </span><strong><span>da maggio a settembre </span></strong><span>per un massimo di 15 partecipanti. Questa visita guidata (11€ a persona, durata 120 minuti) offre una panoramica sul mondo delle piante aromatiche e può essere l’occasione per mettere alla prova il proprio olfatto e il proprio gusto in diverse aree del giardino. Al termine del percorso, è previsto un laboratorio di cosmesi naturale. Infine u</span><span>n appuntamento molto atteso è il <strong><em>Picnic</em> al Laghetto delle Ninfee</strong>, tanto che ogni edizione registra il <em>sold out</em>. Un <em>picnic</em> molto speciale, dove gustare un cestino di piccole prelibatezze, sotto le palme e il cielo stellato, sulle sponde del Laghetto delle Ninfee, con il sottofondo di musica dal vivo. </span><span>Per il 2023 le date previste sono venerdì 16/6, 21/7 e 11/8, dalle 18.00 alle 23.00. Il costo di un cestino per 2 persone è di 40,00 € + deposito. La richiesta di prenotazione può essere effettuata a <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=mailto:info@trauttmansdorff.it" target="_blank" rel="nofollow noopener">info@trauttmansdorff.it</a>.</span></p>
<p>Photo Credits cover @IDMAlexFilz</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fesperienza-green-ai-giardini-di-castel-trauttmansdorff.html&amp;linkname=Esperienza%20green%20ai%20Giardini%20di%20Castel%20Trauttmansdorff" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fesperienza-green-ai-giardini-di-castel-trauttmansdorff.html&amp;linkname=Esperienza%20green%20ai%20Giardini%20di%20Castel%20Trauttmansdorff" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fesperienza-green-ai-giardini-di-castel-trauttmansdorff.html&amp;title=Esperienza%20green%20ai%20Giardini%20di%20Castel%20Trauttmansdorff"></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/esperienza-green-ai-giardini-di-castel-trauttmansdorff.html">Esperienza green ai Giardini di Castel Trauttmansdorff</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it">Isabella Radaelli</a>.</p>
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		<title>Vino rosso: gli effetti benefici per il corpo</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 08:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fbmania</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sempre più spesso si sente parlare di quanto il vino, specie quello rosso, sia un vero toccasana per la nostra salute e per la nostra pelle. Attorno al vino stanno nascendo vere e proprie esperienze che vanno oltre la semplice degustazione, tanto che sempre più spesso si sente parlare di Wine Spa, ambienti in cui&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/vino-rosso-gli-effetti-benefici-per-il-corpo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Sempre più spesso si sente parlare di quanto il vino, specie quello rosso, sia un vero toccasana per la nostra salute e per la nostra pelle. Attorno al vino stanno nascendo vere e proprie esperienze che vanno oltre la semplice degustazione, tanto che sempre più spesso si sente parlare di Wine Spa, ambienti in cui attraverso l&#8217;uso del vino, impiegato nei trattamenti benessere, si rigenerano il corpo e la mente. In effetti è notoriamente risaputo che il vino rosso produca effetti benefici per la salute; ovviamente non bisogna dimenticare che il vino contiene alcol, una sostanza che non è invece molto positiva per il corpo, pertanto è fortemente raccomandato limitarne i consumi, non andando oltre un bicchiere di vino al giorno per le donne e due per gli uomini, (la differenza nasce dal fatto che le donne, mancando di alcuni enzimi, fanno più fatica a smaltirlo). Conoscere gli effetti benefici del vino e approfittarne, potendo sceglierne uno qualitativamente straordinario da un punto di vista della degustazione, è sempre una buona idea. Questo è possibile anche grazie alla grande quantità e varietà vini rossi presenti sul mercato, come ad esempio il Sassicaia, uno dei vini toscani più rinomati. Se si teme che la grande qualità di questo prodotto possa determinare un aumento del <a href="https://www.casillowine.com/ita/vini/sassicaia-prezzo-piu-basso.html">Sassicaia prezzo</a>, bisogna sapere che in realtà questo vino è presente nelle migliori enoteche anche a prezzi convenienti.</p>
<h2 dir="ltr">I benefici per l’apparato cardiocircolatorio e non solo</h2>
<p dir="ltr">Il vino rosso presenta al suo interno un grande quantitativo di polifenoli, in particolare di quello che viene definito resveratrolo, una sostanza che può essere trovata in diverse specie vegetali e non, ricca di proprietà antiossidanti in grado di aiutare il corpo nella prevenzione dell&#8217;invecchiamento delle cellule e delle patologie di natura cardiovascolare. Ma non è tutto, le componenti presenti all&#8217;interno del vino rosso agiscono anche su altri livelli, ad esempio, sembra che bere vino in maniera moderata abbia effetti benefici sulle ossa, in particolare nel prevenire l&#8217;osteoporosi. Possiamo parlare di benefici del vino rosso anche in riferimento all’umore: consumare vino (facendo attenzione alle dosi giornaliere raccomandate) può aiutare a produrre e a liberare una buona dose di endorfine, sostanze essenziali per il miglioramento del nostro umore, che costituiscono un toccasana anche per i nostri momenti di relax, aiutando corpo e mente ad allontanare la stanchezza e la spossatezza, specie dopo una giornata particolarmente faticosa.</p>
<h2 dir="ltr">Il vino in ambito cosmetico</h2>
<p dir="ltr">Ricco di antiossidanti in grado di ritardare il processo di invecchiamento, il vino rosso ha grandi benefici sulla pelle ed è sempre più impiegato all&#8217;interno delle preparazioni cosmetiche e nei trattamenti bellezza delle SPA. In particolare sta tornando di gran moda, visto che ha origini antichissime risalenti addirittura agli antichi romani, la vinoterapia: veri e propri trattamenti in cui di fondamentale importanza è l&#8217;uso del vino rosso. I trattamenti da scegliere sono davvero molti e si può optare per un bagno nel mosto o nel vino, per degli scrub, per massaggi a base di bucce d&#8217;uva rilassanti o anticellulite, passando anche per le maschere viso, corpo e capelli.</p>
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