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	<title>Food Blogger Mania &#187; Il Prodotto</title>
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		<title>Caciocavallo silano</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Apr 2017 09:21:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Prodotto Il Caciocavallo Silano Dop è un formaggio semiduro a pasta filata, prodotto esclusivamente con latte intero bovino. Il peso varia tra 1 e 2,5 kg. La crosta è sottile, liscia, la pasta è omogenea con rare occhiature di colore paglierino. Particolarità I formaggi a pasta filata prevedono la fase finale di filatura da&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/caciocavallo-silano/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<div><strong>Il Prodotto</strong></div>
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<p>Il Caciocavallo Silano Dop è un formaggio semiduro a pasta filata, prodotto esclusivamente con latte intero bovino. Il peso varia tra 1 e 2,5 kg. La crosta è sottile, liscia, la pasta è omogenea con rare occhiature di colore paglierino.</p>
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<div><strong>Particolarità</strong></div>
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<p>I formaggi a pasta filata prevedono la fase finale di filatura da effettuare lavorando a mano in acqua molto calda. Prodotto e stagionato per un minimo di 15 giorni, ha generalmente forma ovale, con una testina che serve per annodarvi i legacci con cui a due a due le forme vengono appese a stagionare.</p>
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<p><strong>Caratteristiche Organolettiche</strong></p>
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<p>Il  sapore è aromatico, piacevole, normalmente delicato e tendenzialmente dolce quando il formaggio è giovane, fino a divenire piccante a maturazione avanzata, la percentuale di grasso della sostanza secca non inferiore al 38%.</p>
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<div><strong>Storia</strong></div>
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<p>Il Caciocavallo Silano è senza dubbio, fra i più antichi e tipici formaggi a pasta filata del Mezzogiorno d&#8217;Italia. Della sua produzione ne accennava già Ippocrate, nel 500 a.C., discorrendo dell&#8217;arte usata dai greci nel preparare il “Cacio”.  In particolare, Plinio esalta le qualità del “butirro”, antenato del nostro caciocavallo, definito “cibo delicatissimo”. La denominazione “Silano” deriva, invece, dalle origini antiche del prodotto legate all&#8217;altipiano della Sila.</p>
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<p><strong>Consorzio di Tutela Formaggio </strong></p>
<p>Caciocavallo Silano<br />
Via Forgitelle Loc. Camigliatello Silano<br />
87058 &#8211; Spezzano della Sila (CS)<br />
tel./fax +39  0984 57 08 32<br />
www.caciocavallosilano.net</p>
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<p><strong>Zone di Produzione</strong></p>
<p>Il territorio di produzione della DOP Caciocavallo Silano è interregionale. In Basilicata può essere prodotto in 52 comuni tra le province di Potenza e Matera.</p>
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<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net/archives/6787">Caciocavallo silano</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net">AFuocoLento | Food Blog ricette e cucina</a>.</p>
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		<title>Fagiolo di Sarconi IGP</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Apr 2017 09:19:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Prodotto Il Fagiolo di Sarconi Igp ha una forma ovale o tondeggiante e si caratterizza per la polpa tenera, che lo rende particolarmente digeribile. Viene prodotto in 19 ecotipi locali di Borlotto e Cannellino, ha un colore chiaro, che varia dal giallo pallido al bianco, e può presentare striature scure. Dopo la raccolta, allo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/fagiolo-di-sarconi-igp/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<div><strong>Il Prodotto</strong></div>
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<p>Il Fagiolo di Sarconi Igp ha una forma ovale o tondeggiante e si caratterizza per la polpa tenera, che lo rende particolarmente digeribile. Viene prodotto in 19 ecotipi locali di Borlotto e Cannellino, ha un colore chiaro, che varia dal giallo pallido al bianco, e può presentare striature scure. Dopo la raccolta, allo stato fresco, può essere conservato in frigorifero per 4-5 giorni. I terreni in cui viene coltivato si trovano al di sopra dei 600 metri di altitudine. La semina avviene tra aprile e luglio.</p>
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<div><strong>Particolarità</strong></div>
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<p>Il segreto del fagiolo è tutto nell&#8217;acqua. Già in passato il merito della qualità del Fagiolo di Sarconi era riconosciuto da tutti nella freschezza delle acque di irrigazione che permettono di mantenere nei semi un alto contenuto di zuccheri semplici, conferendo un tipico sapore dolce.</p>
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<p><strong>Storia</strong></p>
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<p>In passato era conosciuto già da Greci e Romani, che lo consumavano abitualmente, pur non ritenendolo un cibo prelibato. Virgilio, ad esempio, lo chiamava “vilem phaseulum” perchè lo si poteva trovare in abbondanza. Nel ricettario di Apicio, lo si ritrova negli antipasti, o abbinato a salse piccanti. Nel medioevo, per la facilità della sua coltivazione e per le notevoli proprietà nutritive, diventò un alimento molto diffuso, conquistando l&#8217;appellativo di “pane dei poveri”.</p>
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<p><strong>Consorzio per la Tutela dei Fagioli di Sarconi IGP</strong></p>
<p>Via Aldo Moro<br />
85040 Sarconi (PZ)<br />
cell. +39 393. 12 92 811</p>
<p><strong>Zone di Produzione</strong></p>
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<p>Comuni di: Sarconi, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, San Martino d&#8217;Agri, Spinoso, Tramutola e Viggiano (provincia di Potenza).</p>
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<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net/archives/6784">Fagiolo di Sarconi IGP</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net">AFuocoLento | Food Blog ricette e cucina</a>.</p>
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		<title>Carne podolica lucana</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Apr 2017 09:18:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Prodotto La Carne Podolica Lucana, etichettata a norma del Reg. (CE) 1760/00, proviene da bovini di età compresa tra 10 e 24 mesi, nati e allevati in Basilicata, di razza pura o incroci ottenuti da vacche podoliche e tori di altre razze da carne. Particolarità I vitelli si nutrono con latte materno ed erbe&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/carne-podolica-lucana/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<div><strong>Il Prodotto</strong></div>
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<p>La Carne Podolica Lucana, etichettata a norma del Reg. (CE) 1760/00, proviene da bovini di età compresa tra 10 e 24 mesi, nati e allevati in Basilicata, di razza pura o incroci ottenuti da vacche podoliche e tori di altre razze da carne.</p>
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<p><strong>Particolarità</strong></p>
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<p>I vitelli si nutrono con latte materno ed erbe naturali e spontanee presenti sui pascoli delle montagne lucane. Negli ultimi mesi si procede ad una integrazione alimentare in stalla (con fieni, cereali e mangimi), controllata dai tecnici delle Associazioni Provinciali Allevatori (APA).CARATTERISTICHELa peculiare tipologia di allevamento allo stato brado determina l&#8217;inconfondibile sapore,  tenerezza e marezzatura della carne, il suo caratteristico colore rosso bruno, dovuto alla  maggiore presenza di mioglobina, la ricchezza di omega 3, ad alto valore salutistico.</p>
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<div><strong>Storia</strong></div>
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<p>La Podolica origina dal Bos Primigenius Podolicus, un bovino di grande mole e dalle corna lunghe. Secondo la teoria più accreditata essa deriva da bestiame venuto in Italia nel 452 d.C. al seguito degli Unni, provenienti dalla Mongolia e poi passati attraverso le steppe ucraine, considerate la vera culla di questa razza.  Oggi è diffusa prevalentemente nelle aree interne dell&#8217;Italia meridionale peninsulare.</p>
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<p><strong>Sicurezza alimentare</strong></p>
<p>E&#8217; garantita, oltre che dalle autorità sanitarie competenti, anche dalla consolidata attività di assistenza tecnica e veterinaria delle APA.</p>
<p>a) Tracciabilità: è effettuata in tutte le fasi della filiera, avvalendosi di vari strumenti operativi, tra cui  la tecnica dell&#8217;analisi del DNA (si prelevano campioni biologici sui  vitelli, nei primi mesi di vita, e  successivamente sulla carne, presso le macellerie ed i macelli, al fine di fare una comparazione del DNA);</p>
<p>b) Autocontrollo in tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla distribuzione;</p>
<p>c) Provenienza da allevamenti indenni da malattie: nelle aziende i tecnici ed i veterinari delle APA effettuano un&#8217;attività di assistenza tecnica sull&#8217;igiene, sanità e benessere degli animali, qualità dell&#8217;alimentazione dei vitelli.</p>
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<p><strong>C.C.B.I. &#8211; Consorzio Produttori Carne </strong></p>
<p>Bovina Pregiata delle Razze Italiane<br />
Sede Regionale<br />
Via Dell&#8217;Edilizia &#8211; 85100 Potenza<br />
Tel. 0971470000<br />
Fax 0971470405</p>
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<div><strong>Zone di Produzione</strong></div>
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<p>Regione Basilicata</p>
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<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net/archives/6781">Carne podolica lucana</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net">AFuocoLento | Food Blog ricette e cucina</a>.</p>
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		<title>Canestrato di Moliterno IGP</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 14:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afuocolento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Prodotto Il Canestrato di Moliterno IGP è un formaggio stagionato, a pasta dura, prodotto con latte intero di pecora (minimo 70%) e di capra (massimo 30%). Ha forma cilindrica a facce piane con scalzo più o meno convesso, il peso varia da 2 a 5,5 kg in relazione alle dimensioni della forma. A seconda&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/canestrato-di-moliterno-igp/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<div><strong>Il Prodotto</strong></div>
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<p>Il Canestrato di Moliterno IGP è un formaggio stagionato, a pasta dura, prodotto con latte intero di pecora (minimo 70%) e di capra (massimo 30%). Ha forma cilindrica a facce piane con scalzo più o meno convesso, il peso varia da 2 a 5,5 kg in relazione alle dimensioni della forma. A seconda della durata del periodo di stagionatura il Canestrato viene classificato come “primitivo” fino a 6 mesi, “stagionato” da 6 a 12 mesi, “extra” oltre i 12 mesi.</p>
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<div><strong>Particolarità</strong></div>
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<p>La peculiarità principale del Canestrato di Moliterno IGP risiede nella fase di stagionatura del formaggio, che avviene nelle caratteristiche cantine (fondaci) presenti nel Comune di Moliterno. Infatti, ancora oggi i produttori di Canestrato di Moliterno IGP utilizzano questi particolarissimi locali che caratterizzano il prodotto in modo univoco conferendo caratteristiche organolettiche  particolari. Il fondaco è un ambiente molto fresco e ben aerato dove la concomitanza di vari fattori determinano la formazione del microclima indispensabile per ottenere un prodotto qualitativamente eccellente. Ed è, infatti, al clima freddo e secco del luogo che si attribuisce la riuscita del processo di stagionatura. In conclusione, più fattori, quali la qualità della materia prima, le tecniche di lavorazione artigianale e soprattutto la stagionatura, contribuiscono a conferire al «Canestrato di Moliterno IGP» il carattere di tipicità.</p>
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<p><strong>Storia</strong></p>
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<p>La cittadina di Moliterno era famosa in passato come è famosa ai giorni nostri per essere un luogo di produzione e stagionatura di formaggi pecorini. I moliternesi, fin dal &#8216;700, epoca in cui risalgono le prime testimonianze storiche, fecero della cura del pecorino un&#8217;attività primaria. La notevole reputazione del prodotto trova testimonianza in numerosi scritti: secondo il Racioppi, storico moliternese dell&#8217;800, il toponimo Moliterno deriverebbe dal radicale «mulctrum» da cui «mulcternum» ovvero «luogo dove si fa il latte, cioè dove si munge l&#8217;armento e si coagula il latte».</p>
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<p><strong>Consorzio per la tutela del Pecorino «Canestrato di Moliterno IGP» </strong></p>
<p>Via Roma &#8211; 85047 Moliterno (PZ)<br />
Tel. +39 0975 668511|0975 668519<br />
Fax +39 0975 668537<br />
mail: <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=mailto:canestrato_moliterno@virgilio.it">canestrato_moliterno@virgilio.it</a></span></p>
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<div><strong>Zone di Produzione</strong></div>
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<p>La zona di provenienza del latte per la produzione del «Canestrato di Moliterno IGP» è costituita da 60 Comuni situati in provincia di Potenza e di Matera.</p>
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<div><strong>Il Prodotto</strong></div>
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<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net/archives/6771">Canestrato di Moliterno IGP</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net">AFuocoLento | Food Blog ricette e cucina</a>.</p>
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		<title>Melanzana rossa di Rotonda DOP</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 14:33:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afuocolento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Periodo di produzione La piantina della melanzana Rossa di Rotonda DOP  viene messa in campo tra maggio e giugno. La raccolta del pregiato ortaggio avviene da agosto a novembre giungendo sul mercato come ortaggio fresco, oppure tutto l’anno in patè e sottoli. Il Prodotto L&#8217;aspetto tradisce questo particolarissimo ortaggio che lo avvicina per forma e&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/melanzana-rossa-di-rotonda-dop/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<p><strong>Periodo di produzione</strong></p>
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<p>La piantina della melanzana Rossa di Rotonda DOP  viene messa in campo tra maggio e giugno. La raccolta del pregiato ortaggio avviene da agosto a novembre giungendo sul mercato come ortaggio fresco, oppure tutto l’anno in patè e sottoli.</p>
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<div><strong>Il Prodotto</strong></div>
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<p>L&#8217;aspetto tradisce questo particolarissimo ortaggio che lo avvicina per forma e colore piuttosto ad un pomodoro o ad un caco. E’ chiamato infatti nella sua zona “melanzana a pomodoro”, in dialetto “merlingiana a pummadora”, per le sue dimensioni piccole e tondeggianti, dal peso variabile tra i 50 ed i 200 grammi, e per il colore arancio striato verde, tendente al rosso più intenso quando è matura. E’ una varietà di origine etiopica (Solanum aethiopicum) che cresce solo nella Valle del Mercure all’interno del Parco del Pollino e non ha nulla a che vedere con le comuni melanzane viola o nere, originarie dell’India.</p>
<p>Il profumo ricorda il ficodindia, mentre al palato è gradevolmente piccante con retrogusto leggermente amarognolo. E’ immessa al consumo allo stato fresco e si presta ad essere utilizzata come antipasto o contorno di piatti a base di carne (arrosti e grigliate). Si  può conservare sott’aceto e sott’olio ed anche trasformata, a livello casalingo, in paté e creme.  Non è raro trovarla in ricette originali, come tortini di melanzane e patate e nei dolci.</p>
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<div><strong>Particolarità</strong></div>
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<p>Una importante peculiarità della Melanzana Rossa di Rotonda a denominazione d’origine protetta peculiarità è rappresentata dalla polpa carnosa che non annerisce al contatto con l’aria, grazie al basso contenuto di acido clorogenico (nella melanzana comune risulta in media pari a 4300 ppm nettamente superiore al valore di quello della &#8220;Melanzana Rossa di Rotonda&#8221; mediamente pari a 800 ppm).</p>
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<div><strong>Storia</strong></div>
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<p>La coltura della Melanzana Rossa nella Valle del Mercure è nota da oltre un secolo, pur essendo stata localizzata scientificamente, per la prima volta, solo nel 1992 nel corso di una missione esplorativa del CNR (Langhetti 1993).  Fu introdotta, quindi, all’inizio del ‘900 nel Comune di Rotonda da alcuni cittadini che, tornati dalla guerra d’Africa e dal &#8220;posto al sole&#8221; conquistato nel periodo fascista, portarono con loro alcuni esemplari di questa melanzana molto simile al pomodoro.<br />
Nel corso degli anni il suo adattamento all’ambiente ne ha favorito la diffusione e la caratterizzazione, distinguendola, non solo dalle altre melanzane, ma addirittura anche da quelle d’Africa da cui originariamente proveniva, che erano di colore arancione senza striature e di forma più allungata. Tutte le sue caratteristiche qualitative sono esaltate nel suo ambiente naturale di coltivazione, ubicato nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, caratterizzato dalla posizione dei terreni e dalle loro buona qualità, dalla purezza dalle acque provenienti da sorgenti situate nel Parco stesso e &#8220;giovevolissime&#8221;, nonché dalla mitezza del clima. Caratteristiche queste, già rilevate nel 1853 da Filippo Cirelli, nel suo &#8220;Regno delle due Sicilie descritto ed illustrato&#8221; (Napoli 1853-1860).<br />
Più recentemente la memoria della Melanzana Rossa e il suo ruolo nella comunità locale sono stati descritti da Maruzza Fittipaldi Mainieri in &#8220;Memoria e sentimento: usi, costumi e tradizioni della gente del Pollino&#8221; (Moliterno, 2000).</p>
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<p><strong>Stima della produzione certificata 2012</strong></p>
<p>260 quintali di melanzana rossa di Rotonda DOP</p>
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<p><strong>CONSORZIO di TUTELA della MELANZANA ROSSA DI ROTONDA DOP</strong></p>
<p>sede legale : Rotonda (PZ), cap 85048<br />
presso l’ALSIA in C/da Piano Incoronata,<br />
telefono 0835/244575, fax 0835/258359<br />
<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.biancoerossadop.it" target="_blank">www.biancoerossadop.it</a></strong><br />
<span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=mailto:info@biancoerossadop.it">info@biancoerossadop.it</a></span><br />
Presidente:<br />
Giuseppina De Marco tel 328 7353689<br />
Vicepresidente:<br />
Vincenzo Pandolfi  tel 338 5087272</p>
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<div><strong>Zone di Produzione</strong></div>
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<p>La zona di produzione della Melanzana Rossa di Rotonda DOP ricade nei quattro comuni della Valle del Mercure (Rotonda, Viggianello, Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore) in provincia di Potenza, nel versante lucano del parco Nazionale del Pollino.</p>
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<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net/archives/6763">Melanzana rossa di Rotonda DOP</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net">AFuocoLento | Food Blog ricette e cucina</a>.</p>
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		<title>Olio extravergine di Oliva “Vulture” DOP</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 14:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afuocolento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Prodotto L&#8217;Olio Extravergine di Oliva “Vulture” DOP è ottenuto prevalentemente dalla frangitura della cultivar “Ogliarola del Vulture” (70%) a cui si possono affiancare altre varietà, tra le quali la Coratina”, “Cima di Melfi”, “Palmarola”, ecc. Caratteristiche organolettiche L&#8217;Olio extravergine del Vulture si presenta ai suoi assaggiatori limpido, dal colore giallo ambrato con riflessi verdi,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/olio-extravergine-di-oliva-vulture-dop/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<div><strong>Il Prodotto</strong></div>
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<p>L&#8217;Olio Extravergine di Oliva “Vulture” DOP è ottenuto prevalentemente dalla frangitura della cultivar “Ogliarola del Vulture” (70%) a cui si possono affiancare altre varietà, tra le quali la Coratina”, “Cima di Melfi”, “Palmarola”, ecc.</p>
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<div><strong>Caratteristiche organolettiche</strong></div>
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<p>L&#8217;Olio extravergine del Vulture si presenta ai suoi assaggiatori limpido, dal colore giallo ambrato con riflessi verdi, il profumo fruttato medio con odore di pomodoro, il sapore fruttato medio di oliva matura, dal gusto dolce mandorlato, leggermente amaro con un nota di piccante.</p>
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<div><strong>Particolarità</strong></div>
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<p>L&#8217;olio extravergine del Vulture possiede singolari qualità organolettiche che lo differenziano dagli altri oli, risultato anche di un connubio ambientale ed agronomico che lo vede “sposato” con la vite Aglianico. Entrambi traggono dai terreni di origine vulcanica e dal microclima omogeneo le caratteristiche che lirendono unici. Ed entrambi sono da sempre legati sia nella tradizione culturale che gastronomica di questa zona della Basilicata.</p>
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<p><strong>Consorzio di Tutela Olio Extravergine di Oliva “Vulture”</strong></p>
<p>c/o Oleificio Cooperativo Rapolla Fiorente<br />
Zona Industriale Rapolla (PZ)<br />
tel./fax +39 0972 76 02 00<br />
mail: <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=mailto:rapolla63@libero.it">rapolla63@libero.it</a></span></p>
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<div><strong>Zone di Produzione</strong></div>
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<p>Comuni di: Melfi, Rapolla, Barile, Rionero in Vulture, Atella, Ripacandida, Maschito, Ginestra e Venosa (provincia di Potenza).</p>
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<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net/archives/6760">Olio extravergine di Oliva &#8220;Vulture&#8221; DOP</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net">AFuocoLento | Food Blog ricette e cucina</a>.</p>
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		<title>Il peperone di Senise IGP</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Mar 2017 13:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afuocolento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Prodotto La produzione di Peperoni di Senise è orientata a ecotipi locali che si distinguono per un maggior contenuto di sali e vitamina C e un più basso contenuto di acqua. La polpa è sottile e il peduncolo non si stacca dalla bacca durante l&#8217;essiccazione che avviene secondo metodi locali naturali, per mezzo dell&#8217;esposizione&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-peperone-di-senise-igp/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<div><strong>Il Prodotto</strong></div>
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<p>La produzione di Peperoni di Senise è orientata a ecotipi locali che si distinguono per un maggior contenuto di sali e vitamina C e un più basso contenuto di acqua. La polpa è sottile e il peduncolo non si stacca dalla bacca durante l&#8217;essiccazione che avviene secondo metodi locali naturali, per mezzo dell&#8217;esposizione indiretta ai raggi solari, in lunghi serti appesi in luoghi areati.</p>
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<div><strong>Particolarità</strong></div>
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<p>Con i Peperoni di Senise si realizzano numerosi piatti della tradizione contadina; tra cui i peperoni “cruschi”, cioè croccanti, che accompagnano formaggi e verdure fresche, come fave o insalate. L&#8217;uso della polvere, inoltre, esalta la preparazione di molti salumi lucani, ai quali conferisce gusto, colore e un&#8217;ottima stagionatura.</p>
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<div><strong>Storia</strong></div>
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<p>Il peperone arrivò a Senise tra il 1500 e il 1600 da allora i contadini locali selezionarono nel tempo le varietà che ancora oggi vengono coltivata. Oltre che all&#8217;essiccazione, il peperone veniva destinato anche alla macinazione in polvere, probabilmente in seguito a una grande produzione. E&#8217; da allora che in dialetto si chiama “Zafaran”, ricordando la preziosa polvere dello zafferano. Nei primi del novecento, la preziosa polvere venne esportata in altre regioni e persino in America.</p>
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<p><strong>Consorzio di Tutela del Peperone di Senise IGP</strong></p>
<p>C. Garibaldi, 283<br />
85038 Senise (PZ)<br />
tel./fax +39 0973 58 57 33</p>
<p><strong>Zone di Produzione<br />
</strong></p>
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<p>Comuni di: Chiaromonte, Francavilla in Sinni, Noepoli, Roccanova, Sant&#8217;Arcangelo e Senise (provincia di Potenza) &#8211;Colobraro, Craco, Montalbano Jonico, S. Giorgio Lucano,  Tursi e Valsinni (provincia di Matera).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6731" src="http://www.afuocolento.net/wp-content/uploads/2017/03/peperone-crusco-di-senise-igp-basilicata-food-and-wine-matera-2017-afuocolento.jpg" alt="" width="788" height="484" /></p>
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<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net/archives/6729">Il peperone di Senise IGP</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net">AFuocoLento | Food Blog ricette e cucina</a>.</p>
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		<title>Il caciocavallo podolico lucano</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Mar 2017 13:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afuocolento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Prodotto Il caciocavallo è il simbolo della tradizione casearia meridionale. Nasce infatti da quella tecnica detta “a pasta filata” che il Sud Italia ha messo a punto nei secoli per garantire conservabilità e salubrità ai formaggi di latte vaccino. Il Presidio del Caciocavallo Podolico della Basilicata nasce per opera dell’Anfosc, l’associazione che riunisce i&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-caciocavallo-podolico-lucano/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<p><strong>Il Prodotto</strong></p>
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<p>Il caciocavallo è il simbolo della tradizione casearia meridionale. Nasce infatti da quella tecnica detta “a pasta filata” che il Sud Italia ha messo a punto nei secoli per garantire conservabilità e salubrità ai formaggi di latte vaccino.<br />
Il Presidio del Caciocavallo Podolico della Basilicata nasce per opera dell’Anfosc, l’associazione che riunisce i produttori di formaggio che allevano gli animali al pascolo. Il progetto prevede la riattivazione di tutta la filiera produttiva: vuole incrementare l’allevamento della Podolica in Basilicata come razza dalla doppia attitudine, carne e latte; vuole mettere a disposizione degli allevatori-produttori un caseificio e soprattutto intende attrezzare una grotta per stagionare i caciocavalli. Ma per fare tutto questo occorre un presupposto fondamentale: le Podoliche devono ottenere le quote latte necessarie per mettere a norma la produzione e la commercializzazione del caciocavallo.</p>
<p><strong>CACIOCAVALLO PODOLICO presidio slow food</strong><br />
Responsabile Presidio Caciocavallo Podolico</p>
<p>Contrada Visciglieta &#8211; Vico Napoleone, 1 &#8211;  Abriola (Pz)<br />
0971/923021 Fax:  339/8144858  Sig. Nicola Pessolani e-mail <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=mailto:pessolani@libero.it">pessolani@libero.it</a></span></p>
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<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net/archives/6722">Il caciocavallo podolico lucano</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net">AFuocoLento | Food Blog ricette e cucina</a>.</p>
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		<title>Il pane di Matera IGP</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Mar 2017 11:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afuocolento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Prodotto Il Pane di Matera ha la caratteristica forma a cornetto oppure a pane alto, del peso di 1 o 2 Kg. Lo spessore della crosta deve essere di almeno 3 mm. La mollica ha un colore giallo paglierino con caratteristica alveolazione e l&#8217;umidità non superiore a 33%. Nella composizione della semola, almeno il&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-pane-di-matera-igp/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<div><strong>Il Prodotto</strong></div>
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<p>Il Pane di Matera ha la caratteristica forma a cornetto oppure a pane alto, del peso di 1 o 2 Kg. Lo spessore della crosta deve essere di almeno 3 mm. La mollica ha un colore giallo paglierino con caratteristica alveolazione e l&#8217;umidità non superiore a 33%. Nella composizione della semola, almeno il 20% deve provenire da ecotipi locali e vecchie varietà, come il Cappelli, il Duro Lucano, il Capeiti e l&#8217;Appulo.</p>
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<div><strong>Particolarità</strong></div>
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<p>L&#8217;elevato pregio qualitativo del “Pane di Matera” è tra l&#8217;altro riconducibile alla modalità di preparazione del lievito madre, che consente di utilizzare ceppi di lievito che si sviluppano nel territorio di produzione. Per la preparazione del lievito madre (lievito naturale) si utilizza 1 Kg. di farina forte (W=300), 250 gr. di polpa di frutta fresca matura tenuta prima a macerare in acqua.</p>
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<p><strong>Storia</strong></p>
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<p>Si tratta di un prodotto dalla storia antichissima, risalente al Regno di Napoli e da allora testimoniato da tante leggende e racconti popolari, che dimostrano quanto fosse centrale la cerealicoltura nel territorio materano e, di conseguenza, la panificazione. Tra gli elementi di artigianato collegati alla produzione del pane a Matera vi sono, ad esempio, i “timbri”, delle statuette di legno intagliate dai pastori durante la transumanza che servivano a “marchiare” le forme di pane prima della cottura, in modo che si potessero distinguere quando venivano sfornate. Recavano alla base le iniziali del capofamiglia e venivano realizzate con sembianze umane o animali (figure di uomini, donne, galli, chiocce, gatti, cani) e sono oggi dei veri e propri oggetti da collezione.</p>
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<p><strong>Consorzio di tutela del pane di matera IGP </strong></p>
<p>Sede Legale: Via Lucana, 82<br />
Sede Operativa:  Via Marconi, 25<br />
75100 Matera<br />
tel./fax +39 0835 25 68 22<br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.consorziopanedimatera.com" target="_blank">www.consorziopanedimatera.com</a></p>
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<div><strong>Zone di Produzione</strong></div>
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<p>Comprende tutti comuni della provincia di Matera.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p><img class="aligncenter wp-image-6708 size-full" src="http://www.afuocolento.net/wp-content/uploads/2017/03/pane-di-matera-igp-basilicata-food-and-wine-matera-2017-afuocolento.jpg" alt="" width="900" height="600" /></p>
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</div>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net/archives/6706">Il pane di Matera IGP</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.afuocolento.net">AFuocoLento | Food Blog ricette e cucina</a>.</p>
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