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	<title>Food Blogger Mania &#187; anni</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>Il tempo di tornare</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 13:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giofoto65</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono progetti che si interrompono senza concludersi davvero. Rimangono in silenzio, in attesa del momento giusto per ricominciare. L’ultimo articolo pubblicato su Emozione Visiva, nell’agosto del 2021, annunciava un ritorno imminente. Poi sono arrivati il lavoro, nuovi progetti, le responsabilità quotidiane e quel tempo che, soprattutto nella ristorazione, sembra non essere mai abbastanza. Oggi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-tempo-di-tornare/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono progetti che si interrompono senza concludersi davvero. Rimangono in silenzio, in attesa del momento giusto per ricominciare.</p>
<p>L’ultimo articolo pubblicato su Emozione Visiva, nell’agosto del 2021, annunciava un ritorno imminente. Poi sono arrivati il lavoro, nuovi progetti, le responsabilità quotidiane e quel tempo che, soprattutto nella ristorazione, sembra non essere mai abbastanza.</p>
<p>Oggi quel momento è finalmente arrivato.</p>
<p>Non si tratta semplicemente di riprendere a pubblicare ricette o fotografie. Dopo tanti anni desidero tornare con uno sguardo più consapevole, maturato attraverso l’esperienza professionale, le persone incontrate e le tante giornate trascorse tra cucina, sala e macchina fotografica.</p>
<h2>Un’immagine può farci immaginare un sapore</h2>
<p>Emozione Visiva è nato dall’incontro tra due passioni: la cucina e la fotografia.</p>
<p>Ho sempre pensato che un piatto potesse essere raccontato ancora prima di essere assaggiato. La luce, i colori, la disposizione degli ingredienti e persino le imperfezioni possono anticiparne il carattere e suggerire profumi, consistenze e sapori.</p>
<p>Fotografare il cibo, però, non significa semplicemente renderlo bello.</p>
<p>Un’immagine deve conservare qualcosa di autentico: il gesto di chi ha cucinato, la materia prima, il tempo della preparazione e l’atmosfera nella quale quel piatto verrà servito. Quando tutto questo riesce a convivere nello stesso scatto, la fotografia smette di essere una semplice rappresentazione e diventa parte del racconto.</p>
<p>Nel corso degli anni è cambiato anche il mio modo di fotografare. Oggi cerco meno la perfezione formale e più la verità dell’immagine. Una briciola, una posata appena spostata o una luce non completamente controllata possono rendere una fotografia più viva e credibile.</p>
<h2>Dietro un piatto ci sono sempre delle persone</h2>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://saporedivino.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/08/baccala-rid.jpg"><img width="1024" height="695" src="https://saporedivino.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/08/baccala-rid.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-1096" /></a></figure>
<p>Lavorare nella ristorazione mi ha insegnato che ciò che arriva sulla tavola è soltanto la parte visibile di un percorso molto più lungo.</p>
<p>Dietro ogni piatto ci sono ricerca, prove, errori, organizzazione e collaborazione. Ci sono le mani di chi cucina, l’attenzione di chi serve e il lavoro di chi deve fare in modo che ogni elemento arrivi all’ospite nel momento giusto.</p>
<p>La ristorazione è fatta di dettagli, ma soprattutto di persone.</p>
<p>In questi anni ho avuto la possibilità di osservare la cucina da una posizione particolare: abbastanza vicina per comprenderne ritmi e difficoltà, ma anche abbastanza distante per riuscire a raccontarla attraverso le immagini.</p>
<p>Questo blog parlerà quindi di ricette, ma non soltanto. Racconterà il lavoro che le precede, gli ingredienti, le stagioni, i territori e le persone che contribuiscono a trasformare una preparazione in un’esperienza.</p>
<h2>Il valore dell’ospitalità</h2>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://saporedivino.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/08/img_0340.jpeg"><img width="1024" height="768" src="https://saporedivino.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/08/img_0340.jpeg?w=1024" alt="" class="wp-image-1098" /></a></figure>
<p>Con il tempo ho compreso che la buona cucina, da sola, non è sufficiente a creare un ricordo.</p>
<p>Un piatto può essere tecnicamente perfetto, ma è il modo in cui viene accolto e servito a completarne il significato. L’ospitalità vive nei piccoli gesti: un’accoglienza sincera, una spiegazione fatta con competenza, la capacità di comprendere l’ospite e una presenza discreta ma attenta.</p>
<p>Lavorare in un luogo immerso nel verde come Castelconturbia mi ha fatto apprezzare ancora di più il rapporto tra cucina, paesaggio e accoglienza. Qui il ritmo della ristorazione incontra quello del golf, della natura e delle stagioni. È un contesto particolare, nel quale eleganza e familiarità devono riuscire a convivere.</p>
<p>Anche questa esperienza entrerà nelle nuove storie di Emozione Visiva, senza trasformare il blog in una vetrina commerciale. Castelconturbia sarà uno dei luoghi del racconto: quello nel quale lavoro, osservo e raccolgo molte delle immagini e delle esperienze che desidero condividere.</p>
<h2>Tornare con uno sguardo nuovo</h2>
<p>Riprendere oggi questo progetto significa anche guardare con occhi diversi gli articoli pubblicati in passato.</p>
<p>Alcune immagini conservano ancora intatta l’emozione del momento in cui sono state realizzate. Alcuni piatti appartengono invece a un’altra fase della cucina e del mio percorso fotografico. Non desidero cancellare o nascondere quella parte: rappresenta la memoria di Emozione Visiva e racconta la sua evoluzione.</p>
<p>Nei prossimi mesi tornerò anche su alcune di quelle storie. Le osserverò nuovamente, cercando di capire che cosa è cambiato nel mio modo di fotografare, di lavorare e di raccontare il cibo.</p>
<p>Ci saranno nuove ricette, incontri con produttori, vini e ingredienti del territorio. Ci saranno racconti sulla sala, sulla cucina e su ciò che normalmente rimane fuori dall’inquadratura. E ci sarà uno spazio dedicato alla fotografia, nel quale condividerò le scelte di luce, composizione e atmosfera che accompagnano ogni immagine.</p>
<h2>Dietro lo scatto</h2>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://saporedivino.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/08/img_3706.jpg"><img width="1024" height="684" src="https://saporedivino.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/08/img_3706.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-1099" /></a></figure>
<p>La fotografia scelta per accompagnare questo ritorno non dovrebbe rappresentare soltanto un piatto finito.</p>
<p>Immagino una tavola o un piano di lavoro illuminato lateralmente, con una preparazione ancora in corso. Pochi elementi, una luce naturale e la presenza discreta della macchina fotografica. Un’immagine capace di suggerire che qualcosa sta ricominciando, senza mostrarlo completamente.</p>
<p>Perché ogni nuova storia nasce prima dello scatto definitivo: nell’attesa, nell’osservazione e nel desiderio di tornare a raccontare.</p>
<p>Emozione Visiva riparte da qui.</p>
<p>Dalla cucina, dalla fotografia e dall’ospitalità. Ma soprattutto dalla volontà di guardare ancora una volta il gusto attraverso le emozioni.</p>
<p>Ben ritrovati.</p>
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		<title>Orecchiette fatte in casa</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 19:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[fatte]]></category>
		<category><![CDATA[Orecchiette]]></category>

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		<description><![CDATA[Mediterranea Vegano Vegetariano Finalmente dopo anni di tentativi c&#8217;è l&#8217;ho fatta, o quasi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/mediterranea/"><span></span><span>Mediterranea</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegano/"><span></span><span>Vegano</span></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/benessere/vegetariano/"><span></span><span>Vegetariano</span></a></li>
</ul>
<div>
<div>
<div>
<div>
<p>Finalmente dopo anni di tentativi c&#8217;è l&#8217;ho fatta, o quasi </p>
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		<title>Pizza in friggitrice ad aria.</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 09:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IL CLUB DI ROSSANA</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
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		<category><![CDATA[articolo]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi ultimi anni si è molto diffuso l&#8217;utilizzo, in cucina, della friggitrice ad aria ed è per questo voglio spiegarti come ho preparato la mia versione di Pizza in friggitrice ad aria. Le friggitrici ad aria sono piccoli elettrodomestici sempre più diffuse nelle nostre cucine in quanto riducono i tempi di cottura delle varie&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pizza-in-friggitrice-ad-aria/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi ultimi anni si è molto diffuso l&#8217;utilizzo, in cucina, della friggitrice ad aria ed è per questo voglio spiegarti come ho preparato la mia versione di Pizza in friggitrice ad aria. Le friggitrici ad aria sono piccoli elettrodomestici sempre più diffuse nelle nostre cucine in quanto riducono i tempi di cottura delle varie [&#8230;]</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/ilclubdirossana/pizza-in-friggitrice-ad-aria">Pizza in friggitrice ad aria.</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/ilclubdirossana">IL CLUB DI ROSSANA</a>.</p>
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		<title>Yogurt fatto in casa con la yogurtiera: ricetta facile e cremosa</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 09:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Yogurt fatto in casa con la yogurtiera: ricetta facile e risparmio Un vasetto di yogurt fatto in casa fresco e cremoso, arricchito con miele e mirtilli freschi. Nota dell&#8217;autrice – Questa ricetta è stata pubblicata per la prima volta nel 2011. L&#8217;ho completamente aggiornata ad agosto 2026: l&#8217;ho riscritta per offrirti passaggi ancora più chiari&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/yogurt-fatto-in-casa-con-la-yogurtiera-ricetta-facile-e-cremosa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Yogurt fatto in casa con la yogurtiera: ricetta facile e risparmio</h1>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjoDlBWCP8I-4w7sl6-MgWDEnqmVYZ5iR4EgM9IRwEF55HRbCuJPJkjIvwP_pkhG3zCN4ZSjYxedX4ks9DIeSJ1mbfeaygVGgzvnL3K4sgVmVtbdWZFwppDyHIih91Mrc_Sz4T1FUmnKqnuzoAS7Ic90m0Mkmx0iGHjghGvpzehZoJPOzQXzFkqEQ/s1024/1000142106.webp"><img alt="Vasetto di vetro con yogurt fatto in casa bianco e cremoso guarnito con miele e mirtilli freschi." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjoDlBWCP8I-4w7sl6-MgWDEnqmVYZ5iR4EgM9IRwEF55HRbCuJPJkjIvwP_pkhG3zCN4ZSjYxedX4ks9DIeSJ1mbfeaygVGgzvnL3K4sgVmVtbdWZFwppDyHIih91Mrc_Sz4T1FUmnKqnuzoAS7Ic90m0Mkmx0iGHjghGvpzehZoJPOzQXzFkqEQ/w640-h480/1000142106.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Un vasetto di yogurt fatto in casa fresco e cremoso, arricchito con miele e mirtilli freschi.</p>
<p></i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h1>
<ul>
</ul>
</h1>
<div>
<p><strong>Nota dell&#8217;autrice –</strong> Questa ricetta è stata pubblicata per la prima volta nel 2011. L&#8217;ho <strong>completamente aggiornata ad agosto 2026</strong>: l&#8217;ho riscritta per offrirti passaggi ancora più chiari e consigli preziosi per preparare un ottimo yogurt genuino in casa!</p>
</div>
<p>Da quando ho letto “La decrescita felice” di Maurizio Pallante, libro che inneggia al rallentamento dello stile di vita moderno, in barba a chi ci vorrebbe solo consumatori, <b>ho cominciato a fare lo yogurt in casa</b>: per ora lo faccio con la macchina dello yogurt, ma mi voglio impegnare a fondo e riuscire a farlo anche senza!</p>
<p>Le origini dello yogurt si perdono nella notte dei tempi, probabilmente nate per caso nell&#8217;Asia Centrale <b>migliaia di anni fa</b> quando il latte, conservato in otri di pelle di animale, fermentava grazie ai batteri durante gli spostamenti.</p>
<p>Il suo nome <b>deriva dal turco &#8220;yoğurt&#8221;</b>, che significa letteralmente &#8220;latte cagliato&#8221;, e la sua diffusione nel Mediterraneo e in Europa è legata alle popolazioni nomadi e, successivamente, alla saggezza contadina che vedeva in questo alimento un modo prezioso <b>per conservare il latte </b>e beneficiare delle sue proprietà probiotiche.</p>
<p>Anche le nostre nonne una volta preparavano una sorta di yogurt rudimentale <b>lasciando il latte a cagliare vicino al camino</b> durante le lunghe notti invernali: era un processo lento e magico, che oggi possiamo replicare con facilità e precisione grazie alla tecnologia, ma che conserva intatto tutto il suo fascino antico.</p>
<p>Non si tratta solo di nostalgia, ma di <b>una scelta consapevole </b>che unisce salute, risparmio e rispetto per l&#8217;ambiente: autoprodurre lo yogurt significa scegliere la qualità degli ingredienti, evitare conservanti e zuccheri aggiunti, e contribuire a ridurre la montagna di vasetti di plastica che finiscono nei rifiuti.</p>
<p><b>Fare lo yogurt in casa è semplicissimo</b> e costa poco, sia come soldi che come impegno: con un litro di latte si ottengono 7 vasetti di yogurt da circa 150 g l’uno (quelli che si comprano sono da 125 g), un bel risparmio!</p>
<p><b>Io uso latte biologico</b> e così ottengo un prodotto sempre fresco, buonissimo sia di gusto che per la salute, non produco rifiuti (i vasetti sono di vetro, riutilizzabili) ed è un prodotto che non deve fare chilometri e chilometri per giungere fino a casa mia, producendo ancor più inquinamento (azienda produttrice/camion per il trasporto/supermercato).</p>
<p>Una volta fatto, <b>puoi aggiungere frutta fresca</b>, miele, semi, muesli e altro al momento del consumo.</p>
<p>Direi che è ora di cominciare a farsi lo yogurt da soli, no?</p>
<p></p>
<h2>Scheda tecnica</h2>
<ul>
<li>
]]></content:encoded>
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		<title>Melanzane e peperoni sott&#8217;olio: ricetta rustica facile</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Melanzane e peperoni sott&#8217;olio della zia Iole Il sapore dell&#8217;estate che dura tutto l&#8217;anno. Un classico antipasto rustico preparato con cura e pronto da gustare. Nota dell&#8217;autrice – Questa ricetta è stata pubblicata per la prima volta nel 2011. L&#8217;ho completamente aggiornata a luglio 2026: un classico della tradizione di famiglia tramandato dalla zia Iole,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/melanzane-e-peperoni-sottolio-ricetta-rustica-facile/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Melanzane e peperoni sott&#8217;olio della zia Iole</h1>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg8h62QyUxapMsW_1v4D9NM2JjqRN4AesiLk-OuuQLqN7BxkfIVX7f_hh4_qeH5MPfV7wEcxP65IjJtLRy3G3rIjywkFP_kCntlwH7aeYeIT4AzvFOzZ9xi8iDd7uFuA2eNseKwcv-vUx44vEGLp-qV_b8plChhKVWW8IrPmQfhtJQlkWCYj4v3_Q/s1024/1000140598.jpg"><img alt="Barattoli di vetro trasparenti riempiti con listarelle sottili di melanzane e peperoni rossi e gialli conservati sott'olio, allineati su un tavolo di legno rustico. In primo piano, un barattolo aperto con una forchetta vintage che solleva una porzione di verdure e un piatto con una fetta di pane tostato guarnito con lo stesso condimento. I barattoli hanno tappi coperti da stoffa a quadri e etichette scritte a mano in italiano &quot;MELANZANE E PEPERONI SOTT'OLIO&quot;. Lo sfondo mostra una cucina luminosa con una finestra e pentole di rame." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg8h62QyUxapMsW_1v4D9NM2JjqRN4AesiLk-OuuQLqN7BxkfIVX7f_hh4_qeH5MPfV7wEcxP65IjJtLRy3G3rIjywkFP_kCntlwH7aeYeIT4AzvFOzZ9xi8iDd7uFuA2eNseKwcv-vUx44vEGLp-qV_b8plChhKVWW8IrPmQfhtJQlkWCYj4v3_Q/w640-h480/1000140598.jpg" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr"><i>Il sapore dell&#8217;estate che dura tutto l&#8217;anno. Un classico antipasto rustico preparato con cura e pronto da gustare.</i></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div></div>
<div>
<div>
<p><strong>Nota dell&#8217;autrice –</strong> Questa ricetta è stata pubblicata per la prima volta nel 2011. L&#8217;ho <strong>completamente aggiornata a luglio 2026</strong>: un classico della tradizione di famiglia tramandato dalla zia Iole, perfetto da gustare tutto l&#8217;anno come antipasto o contorno!</p>
</div>
<p>Metti una mattina d’agosto, una di quelle tra donne (io, mia mamma e mia suocera) più un futuro cuochetto di sette anni e <b>mezzo (mio figlio, Riccardo&#8230; che ora ha 22 anni!</b>): una bella giornata calda, da condividere in un garage colmo di melanzane e peperoni, pentoloni d’aceto fumante e vasi vuoti da riempire con il sapore dell’estate.</p>
<p>Riultato: le famose melanzane sott’olio con i peperoni, <b>vecchia ricetta della zia Iole</b>, che da Avellino ci ha portato questa fantastica tradizione di famiglia, che da anni gustiamo con piacere.</p>
<p>Ottime come antipasto, come contorno o come rompifame con una bella pagnotta di pane.</p>
<h2></h2>
<h2>Scheda tecnica</h2>
<ul>
<li>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Bikini compie 80 anni (e non li dimostra!)</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/il-bikini-compie-80-anni-e-non-li-dimostra/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 22:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Radaelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Bikini compie 80 anni e li porta con una disarmante naturalezza. Il 5 luglio 2026 il bikini ha spento le sue candeline, e lo ha fatto con la stessa freschezza con cui, da decenni, attraversa spiagge, piscine e immaginari collettivi. Già al tempo dell’Impero Romano, si ritrova qualche testimonianza, per la precisione in un&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-bikini-compie-80-anni-e-non-li-dimostra/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Bikini compie 80 anni e li porta con una disarmante naturalezza. Il 5 luglio 2026 il bikini ha spento le sue candeline, e lo ha fatto con la stessa freschezza con cui, da decenni, attraversa spiagge, piscine e immaginari collettivi. Già al tempo dell’Impero Romano, si ritrova qualche testimonianza, per la precisione in un mosaico del  IV secolo d.C nella Villa Romana del Casale in Sicilia, dove vengono ritratte delle giovani donne in due pezzi, ma, per quell’epoca, si trattava di un abbigliamento per l’attività fisica, più che per fare il bagno o prendere il sole. Ma la storia del due pezzi comincia nel 1946, ai bordi della piscina Molitor di Parigi, quando il sarto francese Louis Réard decide di rivoluzionare il concetto di costume da bagno. Per battezzare la sua creazione sceglie un nome destinato a fare rumore: Bikini, come l’atollo del Pacifico dove si svolgevano test atomici. Réard era convinto che il suo due pezzi avrebbe avuto un effetto “esplosivo” sulla società. Non si sbagliava.</p>
<p>In realtà, Réard completava un percorso già iniziato da Jacques Heim, che pochi mesi prima aveva presentato l’“Atome”, pubblicizzato come il costume più piccolo al mondo. Réard lo rese ancora più minuscolo, tanto che nessuna modella accettò di indossarlo. Alla fine dovette chiamare una spogliarellista del Casino de Paris, Micheline Bernardini, che sfoggiò il bikini davanti ai fotografi e contribuì a renderlo immediatamente iconico. Nonostante il clamore, ci vollero quindici anni perché il bikini venisse accettato negli Stati Uniti. Nel 1951 fu addirittura bandito dal concorso di Miss Mondo. A sdoganarlo, come spesso accade, fu il cinema: nel 1956 Brigitte Bardot, in <em>E Dio creò la donna</em>, lo indossa sulle spiagge di un tranquillo villaggio di pescatori destinato a diventare la mitica Saint-Tropez. Poi, nel 1962, arriva la scena che nessuno ha mai dimenticato: Ursula Andress che emerge dal mare in 007 Licenza di uccidere, con un bikini bianco entrato nella storia del cinema.</p>
<p>Nel frattempo, la musica ci mette del suo: nel 1960 Brian Hyland invita le ragazze a osare con la sua <em>“Itsy Bitsy Teenie Weenie Yellow Polka Dot Bikini”</em>, che diventa un tormentone e un manifesto di libertà. Da allora il bikini non si è più fermato. Dai primi modelli in cotone si passa ai tessuti tecnici come la Lycra, più pratica e veloce ad asciugarsi. Il due pezzi si moltiplica in forme, colori, fantasie, fino a ridursi all’essenziale. Negli anni ’70 arriva il monokini, ovvero solo la parte inferiore, e nel 1967 il trikini, con i due pezzi uniti sul davanti da un lembo di stoffa. Oggi lo indossano tutte: magre, <em>curvy</em>, sportive, romantiche. A triangolo, a fascia, <em>push-up</em>, all’americana… la scelta è infinita. E la domanda rimane sempre la stessa: qual è il modello giusto per noi? La risposta, per quanto semplice, è la più sincera: lo specchio. Nessuno sa consigliarci meglio.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fil-bikini-compie-80-anni-e-non-li-dimostra.html&amp;linkname=Il%20Bikini%20compie%2080%20anni%20%28e%20non%20li%20dimostra%21%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fil-bikini-compie-80-anni-e-non-li-dimostra.html&amp;linkname=Il%20Bikini%20compie%2080%20anni%20%28e%20non%20li%20dimostra%21%29" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fil-bikini-compie-80-anni-e-non-li-dimostra.html&amp;title=Il%20Bikini%20compie%2080%20anni%20%28e%20non%20li%20dimostra%21%29"></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/il-bikini-compie-80-anni-e-non-li-dimostra.html">Il Bikini compie 80 anni (e non li dimostra!)</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it">Isabella Radaelli</a>.</p>
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		<title>Pasta zucchine e panna</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 21:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Regina Sole</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[condimento]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[FAQ]]></category>
		<category><![CDATA[pancetta]]></category>
		<category><![CDATA[panna]]></category>
		<category><![CDATA[preparazione]]></category>
		<category><![CDATA[soffritto]]></category>

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		<description><![CDATA[Pasta zucchine e panna: la ricetta cremosa che ci riporta agli anni &#8217;80 La pasta zucchine e panna è uno di quei primi piatti che mettono sempre tutti d&#8217;accordo. Cremosa, saporita e pronta in pochi minuti, rappresenta la soluzione ideale quando si desidera portare in tavola qualcosa di semplice ma davvero gustoso.Inoltre, grazie a pochi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pasta-zucchine-e-panna/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<p><strong>Pasta zucchine e panna: la ricetta cremosa che ci riporta agli anni &#8217;80</strong></p>
<p>La pasta zucchine e panna è uno di quei primi piatti che mettono sempre tutti d&#8217;accordo. Cremosa, saporita e pronta in pochi minuti, rappresenta la soluzione ideale quando si desidera portare in tavola qualcosa di semplice ma davvero gustoso.<br />Inoltre, grazie a pochi ingredienti facilmente reperibili, questa ricetta si prepara senza difficoltà ed è perfetta sia per un pranzo in famiglia sia per una cena dell&#8217;ultimo minuto. Le zucchine, la pancetta affumicata e la panna si uniscono infatti in un condimento avvolgente che rende ogni forchettata irresistibile.<br />Se amate le ricette veloci e dal sapore autentico, questa pasta zucchine e panna vi conquisterà al primo assaggio: un grande classico che, ancora oggi, continua a regalare tutto il piacere della cucina di una volta. Ti potrebbero ingessare anche:</p>
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<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>5 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di cottura</span><span>20 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span>2</span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Fornello</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<h3>Ingredienti per la preparazione</h3>
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<div><span><span>250</span> <span>g</span></span><span> <span>zucchine</span> <span>(<span>peso pulito</span>)</span></span></div>
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<div><span><span>80</span></span><span> <span>pancetta affumicata</span> <span>(<span>a dadini</span>)</span></span></div>
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<div><span><span>100</span> <span>g</span></span><span> <span>panna da cucina</span></span></div>
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<div><span> <span>q.b.</span></span><span> <span>sale</span> <span>(<span>pepe</span>)</span></span></div>
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<div><span><span><sup>1</sup><span>/</span><sub>2</sub></span></span><span> <span>cipolla</span></span></div>
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<div><span><span>3</span> <span>cucchiai</span></span><span> <span>olio extravergine d&#8217;oliva</span></span></div>
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<div><span><span>2</span> <span>cucchiai</span></span><span> <span>parmigiano grattugiato</span> <span>(<span>per la finitura</span>)</span></span></div>
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<h2>Strumenti</h2>
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<h3>Gli strumenti per la preparazione della ricetta</h3>
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<div> <span>Tagliere</span>
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<div> <span>Coltello</span>
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<div> <span>Padella</span>
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<div> <span>Pentola</span>
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<div> <span>Mestoli</span>
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<h2>Passaggi</h2>
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<h3>Come preparare la pasta zucchine e panna</h3>
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<p><strong>Preparare il soffritto e cuocere le zucchine</strong><br />Per prima cosa sbuccia e trita finemente la cipolla. Versa un filo d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva in una padella capiente e lasciala appassire a fuoco dolce per qualche minuto. Nel frattempo lava le zucchine e tagliale a cubetti piccoli. Aggiungile in padella insieme alla pancetta affumicata e lascia cuocere per circa 10 minuti, mescolando di tanto in tanto. Regola quindi di sale e pepe.</p>
<p><strong>Preparare il condimento cremoso</strong><br />Quando le zucchine saranno tenere e la pancetta ben rosolata, unisci la panna da cucina. Mescola delicatamente per amalgamare tutti gli ingredienti, spegni la fiamma, il risultato deve essere un condimento cremoso e omogeneo.</p>
<p><strong>Cuocere la pasta</strong><br />Nel frattempo porta a ebollizione abbondante acqua salata e cuoci la pasta seguendo i tempi indicati sulla confezione. Scolala al dente, conservando se necessario un mestolo di acqua di cottura.</p>
<p><strong>Mantecare e servire</strong><br />Trasferisci la pasta direttamente nella padella con il condimento e fai mantecare per un minuto a fuoco medio. Servi subito la pasta zucchine e panna ben calda, completando il piatto con una spolverata di Parmigiano e una macinata di pepe nero a piacere. </p>
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<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/reginasole/wp-content/uploads/2026/07/pasta-zucchine-e-panna-1.jpg"><img width="238" height="361" src="https://blog.cookaround.com/reginasole/wp-content/uploads/2026/07/pasta-zucchine-e-panna-1.jpg" alt="" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/reginasole/wp-content/uploads/2026/07/pasta-zucchine-e-panna-2.jpg"><img width="288" height="381" src="https://blog.cookaround.com/reginasole/wp-content/uploads/2026/07/pasta-zucchine-e-panna-2.jpg" alt="" /></a></figure>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/reginasole/wp-content/uploads/2026/07/pasta-zucchine-e-panna-3.jpg"><img width="227" height="336" src="https://blog.cookaround.com/reginasole/wp-content/uploads/2026/07/pasta-zucchine-e-panna-3.jpg" alt="" /></a></figure>
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<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/reginasole/wp-content/uploads/2026/07/pasta-zucchine-con-la-panna.jpg"><img width="608" height="1080" src="https://blog.cookaround.com/reginasole/wp-content/uploads/2026/07/pasta-zucchine-con-la-panna-608x1080.jpg" alt="" class="wp-image-13936" /></a></figure>
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<h2></h2>
<h2>Conservazione</h2>
<p>Questa pasta  è ideale da gustare appena preparata, quando il condimento risulta particolarmente cremoso e avvolgente. Se dovesse avanzare, puoi conservarla in un contenitore ermetico in frigorifero  e preparare una frittata di pasta il giorno seguente al massimo.</p>
<h2>Consigli</h2>
<p>Per ottenere una pasta  ancora più saporita, scegli una pancetta affumicata di qualità e fai attenzione a non cuocere eccessivamente le zucchine, che dovranno rimanere morbide ma non sfatte. Inoltre, mantecare la pasta direttamente nel condimento per qualche minuto permette ai sapori di amalgamarsi perfettamente e rende il piatto ancora più gustoso.</p>
<h2>Note</h2>
<p>Questa ricetta si presta particolarmente ai formati di pasta corta come penne, rigatoni, mezze maniche o tortiglioni, che trattengono al meglio il condimento.</p>
<h2>Variazioni</h2>
<p>Per una versione vegetariana puoi omettere la pancetta ed aggiungere un cucchiaio di parmigiano alla panna.</p>
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<h2>FAQ (Domande e Risposte)</h2>
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<h3>Posso preparare la pasta zucchine e panna in anticipo?</h3>
<p>Sì, puoi preparare il condimento con qualche ora di anticipo e conservarlo in frigorifero. Al momento del servizio sarà sufficiente cuocere la pasta e mantecarla direttamente nel sugo per ottenere un risultato cremoso e gustoso.</p>
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<h3>Posso sostituire la pancetta nella pasta zucchine e panna?</h3>
<p>Certamente. Puoi utilizzare prosciutto cotto a cubetti, speck oppure ometterla del tutto per una versione vegetariana della pasta zucchine e panna.</p>
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<h3>Come conservare la pasta zucchine e panna avanzata?</h3>
<p>La pasta zucchine e panna avanzata può essere conservata in frigorifero, all&#8217;interno di un contenitore ermetico, per un giorno al massimo.</p>
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<p><strong>La cucina è più bella se condivisa: vieni a trovarmi anche su </strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/profile.php?id=100067983443837"><strong>Facebook</strong></a><strong>  </strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/lacucinadiregine/"><strong>Instagram</strong></a><strong>, e </strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.pinterest.com/AntoPerasole/"><strong>Pinterest. </strong></a></p>
<p></p>
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						Dosi variate per<br />
						<span></span><br />
						porzioni
						</p>
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							<button></p>
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							<span></span><br />
							<button></p>
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		<title>​Cucina della Memoria: tradizioni e Ricette tra Bologna e la Bassa</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 14:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[fritto]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[nonna]]></category>
		<category><![CDATA[pasta fresca]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[La cucina della memoria: tradizioni e radici tra Bologna e le Terre d&#8217;Acqua Ogni gesto serve a nutrire.Un posto in più a tavola c&#8217;è sempre. Indice del viaggio I. Nata dentro le Mura: l’eco di via D&#8217;Azeglio II. Casteldebole: la Resistenza contadina III. L&#8217;eredità del fare: bottega e artigianato IV. Vivere la Bassa: Il Reno&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/%e2%80%8bcucina-della-memoria-tradizioni-e-ricette-tra-bologna-e-la-bassa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<article>
<h1>La cucina della memoria: tradizioni e radici tra Bologna e le Terre d&#8217;Acqua</h1>
<table align="/redirect.php?URL=center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjZV4KPjMLdhN3iVYJlcNX9GlTRsLy0sbe6Xr3m5EmDBrk_Es1568HqxQnjDvqe6aK-I8yJKD_dcIf00pM86mD3NB8NeJjLy84fWeO9RAUnGC1rVPeXAuw6bpYNQ1CjIYq74782omwA-fr-EUaQqqAtlsbW3Oz34D6OrrQ01M6UUVEYamEk-ArhRw/s825/1000138011.webp"><img alt="Un tagliere di legno antico e segnato dall'uso, coperto di farina, con una sfoglia di pasta all'uovo stesa e un mucchietto di tagliatelle appena tagliate. Accanto, un mattarello di legno, una brocca di terracotta con basilico e un canovaccio a righe rosse. Sullo sfondo, pentole di rame appese." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjZV4KPjMLdhN3iVYJlcNX9GlTRsLy0sbe6Xr3m5EmDBrk_Es1568HqxQnjDvqe6aK-I8yJKD_dcIf00pM86mD3NB8NeJjLy84fWeO9RAUnGC1rVPeXAuw6bpYNQ1CjIYq74782omwA-fr-EUaQqqAtlsbW3Oz34D6OrrQ01M6UUVEYamEk-ArhRw/w640-h480/1000138011.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Ogni gesto serve a nutrire.<br />Un posto in più a tavola c&#8217;è sempre.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<div></div>
<nav>
<h2>Indice del viaggio</h2>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#bologna-mura">I. Nata dentro le Mura: l’eco di via D&#8217;Azeglio</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#casteldebole">II. Casteldebole: la Resistenza contadina</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#macelleria">III. L&#8217;eredità del fare: bottega e artigianato</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#bassa-reno">IV. Vivere la Bassa: Il Reno e l&#8217;autoproduzione</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#ferrarese">V. Il ponte ferrarese: un cerchio che si chiude</a></li>
</ul>
</nav>
<section>
<h2></h2>
<h2>I. Nata dentro le Mura: l’eco di via D&#8217;Azeglio</h2>
<p>Sono una bolognese del 1975, nata in quel lembo di tempo in cui la <strong>Maternità di via D&#8217;Azeglio</strong> era ancora il cuore pulsante della città, prima che chiudesse definitivamente i battenti nel 1991. Essere nata &#8220;<b>dentro le mura</b>&#8221; non è solo un dato anagrafico: è un marchio di fabbrica, una consapevolezza che si è cementata negli anni dell&#8217;infanzia e della giovinezza prima, nell&#8217;età adulta poi.</p>
<p>I miei ricordi sono fatti di profumi e mangiarini deliziosi; <b>il torrone ricoperto di cioccolato tra i banchetti della fiera di Santa Lucia a Natale, i &#8220;maroni&#8221; per scaldarsi paseggiando sotto il Pavaglione</b>, i pop corn nel sacchetto rosso, blu e bianco al cinema Arlecchino, le scorze d&#8217;arancia candite da Gilberto in via Drapperie, il gelato in via Castiglione, la pizza d&#8217;asporto di Altero, sempre doppia e bollente da ustionarsi!</p>
<p>Da piccola con i miei la domenica o con le zie il sabato prima di Pasqua per andare alla Upim e alla Standa a vedere i giochi e comprare il vestito da &#8220;spianare&#8221; per la festa.</p>
<p>Da ragazzina il giro in &#8220;Piazzola&#8221; al mercato e i fughini da scuola per andare a fare il picnic ai Giardini Margherita o a Villa Ghigi.</p>
<p>Da grande all&#8217;Università in via Cartolerie, poi a lavorare in Piazzola e <b>in centro con la mia bancarella di vestiti:</b> il Mercato di Mezzo, il Pavaglione, il Mercato delle Erbe&#8230; e tutto ritorna in mente.</p>
<p>La città la porto dentro. Eppure, anche in quegli anni di vita urbana, il richiamo della pianura era costante, <b>un filo invisibile che mi legava a terre più basse, più umide, più autentiche</b>. La città mi ha dato la forma per un certo verso, ma le radici affondano altrove.</p>
<p></p>
<ul>
<li><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2013/10/tortelliniricetta-base.html">Tortellini</a>&nbsp;</b>– Scopri la ricetta della mia famiglia per tortellini bolognesi doc.</li>
</ul>
<ul>
<li><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2011/12/torta-di-riso-della-nonna-gianna.html">Torta di riso bolognese</a></b> – Impara a cucinare l&#8217;autentica &#8220;Torta degli Addobbi&#8221; di Bologna con la ricetta della nonna Gianna.</li>
</ul>
<div></div>
</section>
<section>
<h2>II. Casteldebole: la Resistenza contadina</h2>
<p>Se la città è il mio profilo, <strong>Casteldebole è una parte della mia anima</strong>. La casa colonica dove vivevano i nonni, i genitori e gli zii di mia madre era un mondo a sé, un microcosmo di operosità contadina. Lì ho imparato il ritmo sacrale delle stagioni: le ciliegie, i cereali, la vite, e la vita del cortile, con maiali, mucche, conigli e galline.</p>
<p>Ma quella casa era anche un presidio di memoria. Ho ancora nitidi i racconti di mia madre e dei nonni: la zia Maria, staffetta partigiana, e mio nonno, l’ultimo figlio maschio, <strong>nascosto dai miei bisnonmi nel fienile</strong> per sottrarlo alla guerra, mentre gli altri fratelli combattevano, chi soldato al fronte, chi partigiano sulle montagne. Quella casa era un rifugio di libertà. La cucina che ne è nata è una <strong>cucina di accoglienza</strong>, dove ogni gesto serviva a nutrire una famiglia numerosa, unita dalla fatica e dalla capacità di resistere, ma anche tutti quelli che passavano di lì: la porta era sempre aperta e un posto in più a tavola c&#8217;era sempre per tutti. Da quella casa arriva <b>la &#8220;salsa&#8221; di mia nonna materna Pierina</b>, un insieme di verdure dell&#8217;orto bollite per accompagnare lesso e carni varie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2014/03/ricette-per-la-pasta-fresca-fatta-in.html">L’arte della pasta fresca</a></b> – Viaggia fra tradizione, sfoglia e memorie di uova e farina.</li>
</ul>
<ul>
<li><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2011/04/friggione.html">Il friggione</a></b> – Scopri la ricetta contadina della zia Maria, con le cipolle e i pomodori dell&#8217;orto.</li>
</ul>
<table align="/redirect.php?URL=center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjckP54cduL3fmr4gObusVpffwT3pd9URo4cxKrlu1c1z0t86KhquE5zdeMu90A4kuWrQrTNW7uKq85bnSaswlrHOj0KpLuPdHoeMqKgpGwDumn2WioIFkI81uPlIrW222Kedp5AxD2-Oi99OgkHdokZv1ZZUlfZvpjgolyMzA_7ESFQd6wNmAIKA/s1024/1000138009.webp"><img alt="Un angolo rustico di dispensa con una cassetta di legno grezzo colma di pomodori, zucchine e aglio, affiancata da un'antica bilancia in ferro con pesi in ottone e mestoli di metallo su un tavolo di legno antico." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjckP54cduL3fmr4gObusVpffwT3pd9URo4cxKrlu1c1z0t86KhquE5zdeMu90A4kuWrQrTNW7uKq85bnSaswlrHOj0KpLuPdHoeMqKgpGwDumn2WioIFkI81uPlIrW222Kedp5AxD2-Oi99OgkHdokZv1ZZUlfZvpjgolyMzA_7ESFQd6wNmAIKA/w640-h480/1000138009.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>La vita nei campi, il raccolto e la sapiente organizzazione della vita contadina<br /></i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<div></div>
</section>
<section>
<h2>III. L&#8217;eredità del fare: bottega e artigianato</h2>
<p>Dalla parte di mio padre, la storia cambia registro. Qui non si parla di terra, ma di mestieri che si fanno con le mani. Mio nonno faceva il calzolaio, mia nonna la magliaia, un lavoro che si è tramandato alle figlie, mie zie (le regine dei fritti: topini, tagliatelle dolci e tanto altro!). Poi c&#8217;era mio padre, <strong>macellaio dai 14 anni in sù, per una vita intera</strong>, e <b>mia madre al suo fianco in cassa</b>.</p>
<p>In questa famiglia, la materia prima si rispettava per necessità e per etica: <strong>non si sprecava nulla</strong>, ogni taglio di carne aveva il suo valore e la sua dignità. Ho ereditato da loro lo sguardo attento sulla materia: scegliere il taglio giusto, trattarlo con le mani sapienti, capire l&#8217;importanza della bottega come luogo di scambio e verità. È qui che la mia cucina si è fatta rigorosa, pulita, attenta.</p>
<p>Dalla parte modenese dei miei nonni paterni ho ereditato il gnocco fritto di mia nonna Gianna, tutto il suo amore per le piante e l&#8217;orto, i suoi piatti di recupero tramandati da generazioni di donne, le ricette delle zone umide, come le rane o il pesce gatto fritto poi messo in umido per mio nonno, uno dei suoi piatti preferiti!</p>
<p></p>
<ul>
<li><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2008/03/rag-alla-bolognese.html">Ragù bolognese</a></b> – Scopri la ricetta di famiglia e la ricetta ufficiale depositata.</li>
</ul>
<ul>
<li><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2015/09/gnocco-fritto.html">Gnocco fritto modenese</a></b> – Prepara il fantastico gnocco della nonna Gianna.</li>
</ul>
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<h2>IV. Vivere la Bassa: il Reno e l&#8217;autoproduzione</h2>
<p>Oggi vivo nella mia <strong>Bassa bolognese</strong>, terra d&#8217;acqua e di nebbia. Il Reno scorre a duecento metri da casa mia e, nel bene e nel male, è lui a scandire il paesaggio e il mio umore. Sono una &#8220;campagnola&#8221; nell&#8217;anima, sento dentro lo scorrere dell&#8217;acqua del fiume. Qui ho la mia realtà quotidiana: mio figlio, che a 22 anni, ha deciso di <strong>coltivare l&#8217;orto</strong>, proprio come facevano i miei nonni e come fa mia madre.</p>
<p>La nostra sostenibilità non è una teoria: è la forza del mercato, dove incontro i contadini e scelgo cosa portare in tavola. L&#8217;<strong>autoproduzione come atto politico</strong>, il rifiuto del supermercato in favore di chi la terra la coltiva davvero. È il mio modo di continuare la tradizione, adattandola a un mondo che ha smarrito il contatto con le radici.</p>
<ul>
<li><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2007/06/ciambella-dura-bolognese-bologna-italia.html">Brazadela</a></b> – Prepara la ciambella dura della tradizione bolognese da &#8220;tocciare&#8221; nel vino.</li>
</ul>
<ul>
<li><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2008/03/salsa-per-bollito-della-nonna-pierina.html">Salsa per bollito</a></b> – Scopri la ricetta di famiglia che la nonna Pierina preparava ogni Natale.</li>
</ul>
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<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjD1Brry1rbZVoDCuaMKeDW60DDzRIECQO9JGup3sZPZ1ot0Q_xwv8NrX9PJNqD3XhoFmA8zAIsTGTYwrTeoWGFDiltuJzLvmcGNzl8AEHgioMkI64qq0mRLWbZQ93CMcSiX5EVRYcloogi96k-0gOyQDCUKSGTOVFe56zndtEuVSl4FKfqMI8_IA/s1024/1000138010.webp"><img alt="Mani contadine sporche di terra che sostengono un raccolto fresco di ortaggi misti, inclusi pomodori colorati, una zucchina particolare e aglio, con lo sfondo sfocato e nebbioso di un paesaggio agricolo al tramonto." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjD1Brry1rbZVoDCuaMKeDW60DDzRIECQO9JGup3sZPZ1ot0Q_xwv8NrX9PJNqD3XhoFmA8zAIsTGTYwrTeoWGFDiltuJzLvmcGNzl8AEHgioMkI64qq0mRLWbZQ93CMcSiX5EVRYcloogi96k-0gOyQDCUKSGTOVFe56zndtEuVSl4FKfqMI8_IA/w640-h480/1000138010.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Vivo nella Bassa, terra d&#8217;acqua e di nebbia, dove il fiume Reno scorre come una vena vitale. Mio figlio coltiva l&#8217;orto come facevano i nonni, portando avanti la tradizione.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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<h2>V. Il ponte ferrarese: il cerchio che si chiude</h2>
<p>Poi c&#8217;è il pezzo di storia del mio compagno Omar (il pescatore, re del tonno rosso dell&#8217;Adriatico e dei calamari di Sardegna): Argenta, Ospital Monacale. Quando ho iniziato a frequentare la casa dei suoi nonni materni, è stato come fare un balzo nel tempo. Ho ritrovato quella stessa identica <strong>veste contadina</strong> che avevo lasciato a Casteldebole: la terra, la cura, il rispetto per i prodotti.</p>
<p>Le ricette ferraresi — i cappelletti e il pinzòn della nonna Ombretta— non sono entrate nella mia vita come estranee, ma come sorelle. Sono diventate parte della nostra quotidianità, mescolandosi al mio bagaglio emiliano in un intreccio perfetto, dove ogni piatto racconta di una terra che, pur cambiando nome, parla sempre la stessa lingua di <strong>fatica,orgoglio, condivisione e bellezza</strong>.</p>
<ul>
<li><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2006/12/pinzn.html">Pinzòn ferrarese</a></b> – Leggi la ricetta tradizionale della nonna Ombretta</li>
</ul>
<ul>
<li><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2012/02/gnocco-fritto-e-crescentine.html">Gnocchi di zucca</a></b> – Scopri la mia ricetta facile e veloce.</li>
</ul>
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		<title>E poi ho capito un’altra cosa….</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 09:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nuccia Pugliese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[E poi ho capito un&#8217;altra cosa. Che non è troppo tardi. Non è troppo tardi per nessuna delle vite che non ho vissuto. Ho sessantasette anni. Ho un corpo che scricchiola, l&#8217;artrite che protesta, i chili che mi precedono quando entro in una stanza. Ho cicatrici che nessuno vede e una stanchezza che conosco per&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/e-poi-ho-capito-unaltra-cosa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E poi ho capito un&#8217;altra cosa. Che non è troppo tardi. Non è troppo tardi per nessuna delle vite che non ho vissuto. Ho sessantasette anni. Ho un corpo che scricchiola, l&#8217;artrite che protesta, i chili che mi precedono quando entro in una stanza. Ho cicatrici che nessuno vede e una stanchezza che conosco per [&#8230;]</p>
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		<title>Sciroppo di erba cedrina: ricetta facile e profumata</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 17:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
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		<category><![CDATA[gelo]]></category>
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		<category><![CDATA[profumo]]></category>
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		<description><![CDATA[Sciroppo di cedrina fatto in casa: la ricetta profumata e naturale Sciroppo di cedrina artigianale: l&#8217;essenza dell&#8217;estate racchiusa in un vasetto. Nota dell&#8217;autrice — Questa ricetta, pubblicata nel 2014, è stata aggiornata a giugno 2026 con nuovi consigli anti-spreco e approfondimenti sulla coltivazione di questa splendida pianta. Nel mio orto, la verbena odorosa (o Aloysia&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/sciroppo-di-erba-cedrina-ricetta-facile-e-profumata/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center">
<h1>Sciroppo di cedrina fatto in casa: la ricetta profumata e naturale</h1>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj2TLnQJ708shz-YRjVL-i3QMX1wZOhT3plJms3-WAwGcsAgQCWmYD3vOAJ7GLOTtAx8Be4W1qllwmEXWYtZ-yVFm1FHHPaQmEmfAvnGC_wu_NaWi8_lfr-cS6_UTcTMwdxPG4pdpQ_fuA-kYWzhtk6UtdBWdl7jMwNC5YUNQt5vUoyFO5sy4pYZQ/s1024/1000136064.webp"><img alt="Elegante vasetto di vetro con sciroppo di cedrina dorato accanto a un rametto di verbena odorosa fresca." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj2TLnQJ708shz-YRjVL-i3QMX1wZOhT3plJms3-WAwGcsAgQCWmYD3vOAJ7GLOTtAx8Be4W1qllwmEXWYtZ-yVFm1FHHPaQmEmfAvnGC_wu_NaWi8_lfr-cS6_UTcTMwdxPG4pdpQ_fuA-kYWzhtk6UtdBWdl7jMwNC5YUNQt5vUoyFO5sy4pYZQ/w640-h480/1000136064.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Sciroppo di cedrina artigianale: l&#8217;essenza dell&#8217;estate racchiusa in un vasetto.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<div></div>
</div>
<p><!--RIQUADRO AGGIORNAMENTO--></p>
<div>
<p><strong>Nota dell&#8217;autrice</strong> — Questa ricetta, pubblicata nel 2014, è stata <b>aggiornata a giugno 2026</b> con nuovi <b>consigli anti-spreco</b> e approfondimenti sulla coltivazione di questa splendida pianta.</p>
</div>
<p><!--INTRODUZIONE--></p>
<p>Nel mio orto, la verbena odorosa (o <em>Aloysia citrodora</em>) è una presenza che <b>coltivo con orgoglio da anni</b>. Adoro perdermi tra le sue foglie e lasciarmi inebriare da quel <b>profumo intenso e unico di limone</b> che emana appena le sfiori. È una pianta che per me significa estate, freschezza e cura del proprio spazio verde.</p>
<p>Nota popolarmente come cedrina, erba luigia o limoncina, ha una storia affascinante: originaria del Sud America, fu portata in Europa nel XVIII secolo e dedicata a Maria Luisa di Borbone-Parma. Coltivarla richiede <b>sole pieno e drenaggio</b>, ma attenzione al gelo! Oltre al suo impiego gastronomico, è nota per le proprietà digestive e sedative. Un piccolo aneddoto? Si dice che il suo profumo fosse usato nelle corti francesi per rinfrescare l&#8217;aria nelle stanze da letto. Oggi la trasformo in <b>uno sciroppo profumatissimo</b>, perfetto per bibite e ghiaccioli.</p>
<p><!--SCHEDA TECNICA--></p>
<h2></h2>
<h2>Scheda tecnica</h2>
<ul>
<li>
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		<title>Guida al rinfresco della Pasta Madre: passaggi, consigli e segreti di Monia</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 17:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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		<category><![CDATA[Last Minute Market]]></category>
		<category><![CDATA[pasta madre]]></category>
		<category><![CDATA[preparazione]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Bolognese]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rinfresco della Pasta Madre: l’arte di prendersi cura di un elemento vivo Nota dell&#8217;autrice — Questo post è stato scritto originariamente nel 2012, agli inizi della mia avventura con la pasta madre e del mio percorso di decrescita. Dopo quattordici anni e tanta esperienza accumulata, ho deciso di pubblicare la versione arricchita e completamente&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/guida-al-rinfresco-della-pasta-madre-passaggi-consigli-e-segreti-di-monia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il rinfresco della Pasta Madre: l’arte di prendersi cura di un elemento vivo</h1>
<h1></h1>
<p><b>Nota dell&#8217;autrice</b> — Questo post è stato scritto originariamente nel 2012, agli inizi della mia avventura con la pasta madre e del mio percorso di decrescita. Dopo quattordici anni e tanta esperienza accumulata, ho deciso di pubblicare la <b>versione arricchita e completamente aggiornata nel giugno 2026</b>.</p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgTkBD0vO0jeM10Lh_zyrUhDm8mVyHROR9v8KV4-3d2QBw2p54tnJ8nFx4mbQ9hHdBAswL8ghbhGm2NOYgrC_3_7zM4FX7GMIBx0z3heGnM36CE_FZKl94WMjZG9x6DdbnHzl-voV_oDP69K31OTATz_b8scv7X1HqIUssqymiDwu3uQn23fA3nUQ/s1024/1000114730.webp"><img alt="Vasetto di vetro con pasta madre attiva e etichetta con scritto Pasta Madre 2012" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgTkBD0vO0jeM10Lh_zyrUhDm8mVyHROR9v8KV4-3d2QBw2p54tnJ8nFx4mbQ9hHdBAswL8ghbhGm2NOYgrC_3_7zM4FX7GMIBx0z3heGnM36CE_FZKl94WMjZG9x6DdbnHzl-voV_oDP69K31OTATz_b8scv7X1HqIUssqymiDwu3uQn23fA3nUQ/w640-h480/1000114730.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>La nostra preziosa pasta madre nel 2012: l&#8217;inizio di tutto.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>Fare il pane con la pasta madre ha il gusto degli antichi saperi e della memoria, una tradizione che porto avanti con orgoglio nella mia cucina. <b>La mia &#8220;creatura&#8221; </b>è ormai parte della famiglia: è biologica, ha una storia lunga alle spalle e amo condividerla con chiunque voglia iniziare questo meraviglioso viaggio, rigorosamente in dono.</p>
<p>Scegliere la pasta madre non è solo una questione di gusto, <b>è un atto di resistenza quotidiana</b>: è più digeribile, ci insegna ad aspettare i tempi della natura e trasforma il pane in un alimento vivo che nutre davvero il nostro corpo.</p>
<p>Ho anche fatto parte della <b>rete &#8220;Io spaccio&#8221;</b>, una rete solidale che permette a chiunque di verificare direttamente su di una cartina geografica la vicinanza di uno <b>spacciatore o spacciatrice di pasta madre</b> che te ne possa donare un pezzetto per cominciare la tua avventura.</p>
<p>Con il gruppo di acquisto solidale (Gas) Gassala tanti anni fa abbiamo anche organizzato una bellissima iniziativa di autoproduzione collettiva all&#8217;<b>Ecomuseo dell&#8217;Acqua di Sala Bolognese</b> dove si faceva il pane, la pasta, si donava pasta madre e si parlava di decrescita, città in transizione e lotta allo spreco alimentare: l&#8217;invitato speciale per quell&#8217;occasione fu il Prof. Segre della Facoltà di Agraria dell&#8217;Università degli Studi di Bologna, con cui diede vita al <b>Last Minute Market</b>.</p>
<p>Ricordo ancora quando, anni fa, mio figlio <b>Riccardo a soli 8 anni</b> voleva già cimentarsi con le sue prime mani in pasta e <b>aveva il suo barattolino di pasta madre personale</b>: oggi ha 22 anni e, sebbene non panifichi più in prima persona, è sempre il primo a voler assaggiare con entusiasmo tutto ciò che esce dal mio forno!</p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhrWEiQfXVoYoi4kYGDrHl7iTKGpNEZdQO-RIs3U5xa1EvABnnXWrFbx50vTmZms7z_bbUOjID3FxRR2VlNEwOOwGGfh5cY37JhN6uyxdsNyzy5qnMvMCqMttqc-P9rndfVnjzfoXuPG_5m1t0QsnC56hVvwwGvjbIq1cyKyLjupNjMCS-iNJmnXw/s957/1000114729.webp"><img alt="Bambino di nome Riccardo che rinfresca la pasta madre in un vasetto nel 2012" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhrWEiQfXVoYoi4kYGDrHl7iTKGpNEZdQO-RIs3U5xa1EvABnnXWrFbx50vTmZms7z_bbUOjID3FxRR2VlNEwOOwGGfh5cY37JhN6uyxdsNyzy5qnMvMCqMttqc-P9rndfVnjzfoXuPG_5m1t0QsnC56hVvwwGvjbIq1cyKyLjupNjMCS-iNJmnXw/w640-h480/1000114729.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Riccardo nel 2012: i primi passi con la nostra pasta madre.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3></h3>
<h3>Scheda tecnica</h3>
<ul>
<li>⏱️ <strong>Tempo di preparazione:</strong> 15 minuti</li>
<li>
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		</item>
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		<title>Ricetta pane ciabatta fatto in casa: croccante e facile</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[profumo]]></category>

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		<description><![CDATA[Pane ciabatta casereccio: il gusto di impastare in casa Nota dell&#8217;autrice: Rileggere questa ricetta del pane ciabatta, imparata durante uno dei miei corsi di panificazione organizzati alla Coop di Corticella ormai venticinque anni fa, mi ha fatto fare un vero tuffo nel passato. Anni dopo, nel 2013, ecco Colette &#38; Culotte, due amiche all&#8217;opera in&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/ricetta-pane-ciabatta-fatto-in-casa-croccante-e-facile/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<h1>Pane ciabatta casereccio: il gusto di impastare in casa</h1>
<div>
<p>
        <strong>Nota dell&#8217;autrice:</strong> Rileggere questa ricetta del pane ciabatta, imparata durante uno dei miei corsi di panificazione organizzati alla Coop di Corticella ormai venticinque anni fa, mi ha fatto fare un vero tuffo nel passato. Anni dopo, nel 2013, ecco Colette &amp; Culotte, due amiche all&#8217;opera in cucina, tra impasti, risate e il profumo avvolgente della farina: sono passati tanti anni, ma il ricordo di quella giornata spensierata è più vivo più che mai.</p>
<p>Con la filosofia della <strong>decrescita e dell&#8217;autoproduzione</strong> che guida già da tempo la mia cucina, ho deciso di <strong>riscrivere e rinfrescare completamente questo post nel giugno 2026</strong>.</p>
<p>
        Spero che questa versione, testata da anni e diventata nel tempo un mio cavallo di battaglia, ti aiuti a portare in tavola un pane fatto in casa che sia nutrimento vero, per il corpo e per lo spirito. Buona preparazione!
    </p>
</div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhhAewFfAvGZagQNfqkxc_SJV5mrv8HLNE8z4r11-IAPSIGyIn23Dz3iWwjv_DToGAQJJiU4iHj3bOCUWD_LBgwc9REaGd61eJ6Qk0mDzncEgZJaqzR2WNBYPNSjiUgkmmY1m53PaWRwp-WHueJ8W2Q_GHqALIr8x2fMgfSYo9Fc3pkZm9_-JMMPQ/s1043/1000113502.webp"><img alt="Pane ciabatta fatto in casa appena sfornato" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhhAewFfAvGZagQNfqkxc_SJV5mrv8HLNE8z4r11-IAPSIGyIn23Dz3iWwjv_DToGAQJJiU4iHj3bOCUWD_LBgwc9REaGd61eJ6Qk0mDzncEgZJaqzR2WNBYPNSjiUgkmmY1m53PaWRwp-WHueJ8W2Q_GHqALIr8x2fMgfSYo9Fc3pkZm9_-JMMPQ/w640-h480/1000113502.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Le mie ciabattine: fragranti e deliziose.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Ti ricordi quanto è bello tornare alle origini, quando il tempo sembra rallentare e l&#8217;unica cosa che conta è <b>il profumo del pane</b> che invade la cucina? Oggi voglio riportarti alla memoria questa emozione.</p>
<p>Ti racconto una splendida giornata di <strong>autoproduzione casalinga</strong>: le grandi panificatrici Colette &amp; Culotte all’opera tra impasti, infornate e assaggi di pane ciabatta casereccio. È stato proprio in un corso di panificazione che ho imparato i segreti per questa ciabatta, direttamente da un fornaio bolognese: un pane che ti conquista per la sua <strong>crosta croccante</strong> e la mollica morbida e alveolata, il preferito di mio figlio!</p>
</p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEja0SGbqy0XpB7bMDcP7IyJYOjVyzeoaNxRRPO2ai3QuLipSsnrecri0xWmuZ7wZ-uqxGnj9Pkq3ZVTuACXLaA-l4gCpq1OhZyNhxVtUmnbkyqrD4nPh7ooZUPyA6w9tvq6rkauZnHATXK6Z2VStEsQU1uK0ve8vhcoCgXLo895BD4KTh7o-YeoCw/s840/1000113498.jpg"><img alt="Preparazione del pane ciabatta con un'amica" border="0" height="481" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEja0SGbqy0XpB7bMDcP7IyJYOjVyzeoaNxRRPO2ai3QuLipSsnrecri0xWmuZ7wZ-uqxGnj9Pkq3ZVTuACXLaA-l4gCpq1OhZyNhxVtUmnbkyqrD4nPh7ooZUPyA6w9tvq6rkauZnHATXK6Z2VStEsQU1uK0ve8vhcoCgXLo895BD4KTh7o-YeoCw/w640-h481/1000113498.jpg" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Un momento di gioia condivisa: due amiche in cucina.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</p>
<h3><strong>Scheda tecnica</strong></h3>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Dolce di Mars e Riso Soffiato: La Ricetta Nostalgica anni &#8217;80</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 18:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[caramello]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[Il Dolce]]></category>
		<category><![CDATA[merenda]]></category>
		<category><![CDATA[Riso Soffiato]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dolce di Mars e riso soffiato: il ricordo goloso delle feste anni &#8217;80 Nota dell&#8217;autrice: Rileggere questa ricetta, pubblicata per la prima volta nel 2008, mi ha fatto sorridere. È uno di quei dolci che profumano di infanzia, semplicità e momenti rubati alla frenesia. Anche se la base di questo dolce con Mars e&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-dolce-di-mars-e-riso-soffiato-la-ricetta-nostalgica-anni-80/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il dolce di Mars e riso soffiato: il ricordo goloso delle feste anni &#8217;80</h1>
<div>
<p>
        <strong>Nota dell&#8217;autrice:</strong> Rileggere questa ricetta, pubblicata per la prima volta nel 2008, mi ha fatto sorridere.<br />
        È uno di quei dolci che profumano di infanzia, semplicità e momenti rubati alla frenesia.<br />
        Anche se la base di questo dolce con Mars e riso soffiato è rimasta fedele al classico di sempre, ho deciso di <strong>riscrivere e rinfrescare completamente questo post nel giugno 2026</strong>.
    </p>
<p>
        Ho aggiunto qualche piccolo consiglio in più per ottenere la croccantezza perfetta e rendere la preparazione ancora più veloce e infallibile.<br />
        Spero che questa versione 2026 vi aiuti a ricreare, nella vostra cucina, la stessa magia e quella dolcezza senza tempo che continua a conquistare tutti, dai più piccoli ai più grandi.
    </p>
</div>
<p dir="ltr">Se chiudo gli occhi e penso alle feste di fine anno scolastico di fine anni &#8217;80, il profumo che sento è inconfondibile: <b>un mix di cioccolato, caramello e la croccantezza inconfondibile dei </b><i><b>Rice Krispies</b></i>. Rossella, la mia compagna di classe alle medie, era la regina indiscussa di quei pomeriggi: portava sempre la sua teglia di &#8220;dolce di Mars e riso soffiato&#8221;, una massa che stendeva con cura su carta oleata per poi tagliarla a coltello in cubotti irregolari. <b>Per noi della Scuola Media di quell&#8217;epoca, erano il massimo della golosità</b>: non usavamo il riso soffiato naturale, ma i Rice Krispies&nbsp;Kellogg’s<b>, c</b>he rendevano ogni morso croccante e irresistibile. Questa non è certo una ricetta della nonna, ma fa parte di quel rito collettivo che rendeva la fine della scuola un momento magico. <b>Non sarà una merenda salutare, ma ogni volta che ne addento un cubotto, torno magicamente a quel banco di scuola</b>, tra risate, diari colorati e la spensieratezza di quegli anni.</p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEispwL5wcwkkWQE0hKoxK2Rl1CWysMTsjEYjNauP-xayjXjhT8TbqscJG_fntzaqPrfiyUvQ-uuH1la3VcPUwmqa8Q5oR09uHt4dnWQXtbwAjD0_n99WUhGntJDh65XSX87rKUjVNJ_VwD5CcMkpzYC19pZlXgqi-OAalFzEHGpMFEYdUfbnMaTMw/s1024/1000112334.webp"><img alt="Vassoio in legno con cubotti di dolce al cioccolato Mars e riso soffiato, circondato da scatola Rice Krispies e diario scolastico vintage." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEispwL5wcwkkWQE0hKoxK2Rl1CWysMTsjEYjNauP-xayjXjhT8TbqscJG_fntzaqPrfiyUvQ-uuH1la3VcPUwmqa8Q5oR09uHt4dnWQXtbwAjD0_n99WUhGntJDh65XSX87rKUjVNJ_VwD5CcMkpzYC19pZlXgqi-OAalFzEHGpMFEYdUfbnMaTMw/w640-h480/1000112334.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il sapore dei ricordi: il dolce di Mars e riso soffiato tagliato a coltello, la ricetta delle feste di fine anno a metà anni &#8217;80.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p dir="ltr"></p>
<h3>Scheda tecnica</h3>
<p dir="ltr">​</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Viaggio in California nei luoghi di Marilyn Monroe</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2026 22:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Radaelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[Catalina Island]]></category>
		<category><![CDATA[IMAX]]></category>
		<category><![CDATA[Los Angeles]]></category>
		<category><![CDATA[MARILYN]]></category>
		<category><![CDATA[Palm Springs]]></category>
		<category><![CDATA[San Francisco]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2 giugno Marilyn Monroe avrebbe compiuto 100 anni, era nata infatti nel 1926 in California. L&#8217;attrice morta prematuramente nel 1962, ha lasciato un ricordo indelebile, diventando un&#8217;icona mondiale. La sua frase: “We are all of us stars, and we deserve to twinkle” (Siamo tutti stelle e meritiamo di brillare) la rappresenta alla perfezione. A&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/viaggio-in-california-nei-luoghi-di-marilyn-monroe/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2 giugno Marilyn Monroe avrebbe compiuto 100 anni, era nata infatti nel 1926 in California. L&#8217;attrice morta prematuramente nel 1962, ha lasciato un ricordo indelebile, diventando un&#8217;icona mondiale. La sua frase: <em>“We are all of us stars, and we deserve to twinkle”</em> (Siamo tutti stelle e meritiamo di brillare) la rappresenta alla perfezione. A un secolo dalla nascita dell&#8217;attrice, il suo mito diventa l&#8217;occasione per un viaggio nel <em>Golden State</em>, ripercorrendo i luoghi più siginificativi della sua vita e della sua carriera. Scopriamoli insieme.</p>
<div><img class="wp-image-25157 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2026/05/Photo-Credit-@DavidCollier.jpg&amp;nocache=1" alt="Photo Credit @DavidCollier Visit California" width="640" height="479" />
<p>Photo Credit @DavidCollier Visit California</p>
</div>
<p><strong>Catalina Island: gli anni prima della leggenda</strong></p>
<p>Il viaggio inizia a <strong>Catalina Island</strong>, perla dell’arcipelago delle <strong>Southern Channel Islands</strong>, a sud‑ovest di Los Angeles. Oggi è famosa per l’atmosfera lenta, le <strong>casette pastello</strong> e i panorami che alternano baie turchesi e colline selvatiche; ma tra le sue pieghe custodisce anche un capitolo poco noto della vita di Marilyn Monroe, quando era ancora Norma Jeane. Nel 1942 visse qui per circa un anno insieme al suo primo marito, un giovane militare di stanza nella zona. Di quel periodo restano alcuni luoghi simbolici: il <strong>Marlin Club</strong>, sopra il quale la coppia aveva casa, e il <strong>Lloyd’s of Avalon</strong>, la storica bottega di dolciumi dove la futura <em>star</em> si fermava spesso. Imperdibile anche il <strong>Catalina Island Museum for Art &amp; History</strong>, che conserva una piccola ma preziosa testimonianza fotografica di quegli anni, offrendo uno sguardo intimo sulla Marilyn prima di Marilyn.</p>
<div><img class="wp-image-25158 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2026/05/Photo-Credit-@unsplash.jpg&amp;nocache=1" alt="Photo Credit @unsplash" width="640" height="426" />
<p>Photo Credit @unsplash</p>
</div>
<p><strong>Los Angeles: l’ascesa che ha cambiato la storia del cinema</strong></p>
<p><strong>Los Angeles</strong> è il cuore della storia di Marilyn Monroe: qui nacque Norma Jeane e qui si costruì il mito che ancora oggi affascina il mondo. Tra i luoghi più iconici legati alla sua vita spicca l’<strong>Hollywood Roosevelt Hotel</strong>, simbolo della vecchia Hollywood, dove la giovane Marilyn visse i suoi primi anni da modella e realizzò uno dei servizi fotografici che contribuirono a definire la sua immagine. Come molte star dell’epoca frequentava il <strong>Musso &amp; Frank Grill</strong>, ristorante storico amato da attori e registi, e il <strong>Formosa Café</strong>, celebre per le sue pareti ricoperte di fotografie autografate, tra cui quella dell’attrice. Per chi vuole seguire un itinerario dedicato a Marilyn Monroe a Los Angeles, tappe imprescindibili sono la <strong>Hollywood Walk of Fame</strong>, dove brilla la stella a lei dedicata, e il <strong>TCL Chinese Theatre IMAX</strong>, davanti al quale lasciò le sue impronte insieme a Jane Russell. Per approfondire la sua storia, l’Hollywood Museum conserva le <strong>sale trucco di Max Factor</strong>, dove Marilyn adottò il celebre biondo platino, oltre a una collezione di oggetti personali e di scena, incluso l’abito da un milione di dollari indossato durante la luna di miele con Joe DiMaggio. L’<strong>Academy Museum of Motion Pictures</strong> ospiterà invece la grande mostra Marilyn Monroe: <strong>Hollywood Icon</strong>, in programma <strong>dal 31 maggio 2026 al 28 febbraio 2027</strong>, con costumi, fotografie, lettere e oggetti personali, tra cui il celebre abito rosa di Gli uomini preferiscono le bionde, offrendo un ritratto completo della donna dietro la leggenda.</p>
<div><img class="wp-image-25155 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2026/05/Photo-Credit-@NinaRiggio.jpg&amp;nocache=1" alt="Photo Credit @NinaRiggio" width="640" height="426" />
<p>Photo Credit @NinaRiggio</p>
</div>
<p><strong>Palm Springs e San Francisco: luoghi che raccontano un mito </strong></p>
<p>Negli anni Cinquanta anche <strong>Palm Springs</strong> entrò nella geografia affettiva di Marilyn Monroe. All’epoca la cittadina era uno dei rifugi prediletti dalle <em>star</em>: luce limpida per gran parte dell’anno, palme che disegnano i boulevard e quell’inconfondibile estetica <em>mid‑century</em> che ancora oggi le regala un’aura da <em>set</em> cinematografico. Uno dei luoghi più iconici è la statua <em>Forever Marilyn</em>: otto metri d’altezza che immortalano la celebre scena di Quando la moglie è in vacanza, con l’abito bianco sollevato dal vento della metropolitana. Il 30 maggio 2026 diventerà il cuore di un grande raduno di sosia dell’attrice, organizzato per tentare il <em>record</em> del più numeroso incontro di <em>lookalike</em>. La giornata avrà un tono festoso, tra musica dal vivo, spettacoli e proposte gastronomiche. Nel fine settimana dal 29 maggio al 1° giugno 2026, il <strong>Plaza Theatre</strong> ospiterà invece <strong>MARILYN 100: A Centennial Film Celebration</strong>, una rassegna dedicata a quattro dei suoi <em>film</em> più amati. Dal deserto della California il percorso prosegue verso nord, a San Francisco, dove nel 1954 Marilyn Monroe e Joe DiMaggio celebrarono uno dei matrimoni più chiacchierati dell’epoca. Le fotografie ufficiali furono scattate davanti alla <strong>Saints Peter and Paul Church</strong>, mentre la cerimonia civile si svolse al San Francisco City Hall. Il viaggio si chiude idealmente a Los Angeles, al <strong>Pierce Brothers Westwood Village Memorial Park</strong>, dove l’attrice riposa in una cripta di marmo rosa lungo il <strong>Corridor of Memories</strong>. Sono molti i luoghi che conservano il passaggio di Marilyn Monroe: visitarli significa ritrovare l’atmosfera della <strong><em>Golden Age</em> di Hollywood</strong>, un’epoca che lei ha contribuito a rendere luminosa come poche altre stelle.</p>
<p><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.visitcalifornia.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener">VisitCalifornia</a></strong></p>
<p>Photo Credit  Cover @NinaRiggio Visit California</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fviaggio-in-california-nei-luoghi-di-marilyn-monroe.html&amp;linkname=Viaggio%20in%20California%20nei%20luoghi%20di%20Marilyn%20Monroe" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fviaggio-in-california-nei-luoghi-di-marilyn-monroe.html&amp;linkname=Viaggio%20in%20California%20nei%20luoghi%20di%20Marilyn%20Monroe" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fviaggio-in-california-nei-luoghi-di-marilyn-monroe.html&amp;title=Viaggio%20in%20California%20nei%20luoghi%20di%20Marilyn%20Monroe"></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/viaggio-in-california-nei-luoghi-di-marilyn-monroe.html">Viaggio in California nei luoghi di Marilyn Monroe</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it">Isabella Radaelli</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Gnocchi di Nasello al Pomodoro. Successi inaspettati</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[pomodoro]]></category>
		<category><![CDATA[prezzemolo]]></category>
		<category><![CDATA[uovo]]></category>
		<category><![CDATA[vitamine]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanto&#160;pesce, ultimamente, nel mio regime alimentare. Passano gli anni ed i valori del mio colesterolo vanno tenuti particolarmente a bada. Tanta cucina di mare, quindi, proposta anche con piatti inconsueti.&#160; Oggi, dalla mia biblioteca culinaria, una&#160;ricetta&#160;estratta da un volume risalente ai primi anni duemila.&#160;Da diverso tempo&#160;corteggiavo&#160;questo piatto&#160;ma, certa di un sonoro fallimento, ne ho sempre&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/gnocchi-di-nasello-al-pomodoro-successi-inaspettati/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Tanto&nbsp;<i><b>pesce</b></i>, ultimamente, nel mio regime alimentare. Passano gli anni ed i valori del mio colesterolo vanno tenuti particolarmente a bada. Tanta cucina di mare, quindi, proposta anche con piatti inconsueti.&nbsp;</div>
<div><span><span>Oggi, dalla mia biblioteca culinaria, una&nbsp;</span><span>ricetta</span><span>&nbsp;estratta da un volume risalente ai primi anni duemila</span></span>.&nbsp;<span><span>Da diverso tempo&nbsp;</span><span>corteggiavo&nbsp;</span><span>questo piatto</span><span>&nbsp;</span><span>ma, certa di un sonoro fallimento, ne ho sempre rimandato la preparazione. Una settimana fa, ho finalmente preso coraggio e mi sono buttata sebbene, timorosa di un flop straordinario e per evitare eventuali sprechi, ho ridotto le porzioni da quattro a due. Decisione di cui mi sono pentita una volta conclusa l’operazione e, soprattutto, dopo aver scolato gli&nbsp;</span><span>gnocchi di&nbsp;</span><span>nasello</span><span>: un successo decisamente inaspettato, nonostante abbia dovuto ricorrere a qualche accorgimento per migliorare la compattezza dell&#8217;impasto.&nbsp;</span></span></div>
<div>In ogni caso, come talvolta ero solita concludere i post ai primordi del blog, “<i>esperimento riuscito</i>”.</div>
<div></div>
<div>A presto!</div>
<div></div>
<div><i>Maria Grazia&nbsp;</i></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg15cSIaOZv9-0bOFwop1TMDbaEnzVo2x2D-QSqbFBDidj25h-Z-e2ZRN62NHcxP-3nLOscnmvPZqdwoaOdaydJvPN0v0w7ckNEKOO8MvEc7pcS4wswpfJojjCT8FeTrEae79kAdpP5UN0NzdmZyAM-2JS_XqtZflInB3J0GSrRGnmL3JTCeLl8LxNRgpk/s3666/IMG_1615.jpeg"><img alt="Gnocchi di Nasello" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg15cSIaOZv9-0bOFwop1TMDbaEnzVo2x2D-QSqbFBDidj25h-Z-e2ZRN62NHcxP-3nLOscnmvPZqdwoaOdaydJvPN0v0w7ckNEKOO8MvEc7pcS4wswpfJojjCT8FeTrEae79kAdpP5UN0NzdmZyAM-2JS_XqtZflInB3J0GSrRGnmL3JTCeLl8LxNRgpk/w514-h640/IMG_1615.jpeg" width="514" /></a></div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><b><i>A tutto pesce!</i></b></div>
<div></div>
<div>Digeribile, con un alto contenuto di vitamine e sali minerali, il pesce viene caldamente consigliato, non solo &nbsp;nei regimi alimentari a basso contenuto di grassi e colesterolo, ma in quasi tutte le diete alimentari. Anche i pesci più grassi, come salmone, sgombri e tonno, nonostante il discreto apporto calorico, sono ricchi di Omega 3 e vitamine liposolubili. Ovviamente, coloro che sono a regime ipocalorico è bene rinuncino alle fritture e alle preparazioni eccessivamente <i>condite</i>. Chi deve seguire una dieta ipolipidica al fine di abbassare i valori di colesterolo LDL, dovrebbe limitare crostacei e molluschi che, nonostante siano magri, ne contengono una notevole quantità.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><b><i>Gnocchi di Nasello al Pomodoro</i></b></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><b>Ingredienti</b>&nbsp;</div>
<div></div>
<div>300 g di filetti di nasello (Mar Ligure)</div>
<div>300 g di passata di pomodoro biologico</div>
<div>100 g di pane raffermo&nbsp;</div>
<div>1 uovo biologico piccolo *</div>
<div>1 piccolo scalogno</div>
<div>latte</div>
<div>1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato&nbsp;</div>
<div>basilico</div>
<div>due cucchiai scarsi di olio extravergine d’oliva della Riviera Ligure</div>
<div>semola rimacinata di grano duro</div>
<div>sale</div>
<div></div>
<div>* o solo l’albume di un uovo grande</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>In un tegame dal fondo antiaderente, rosolare lo scalogno tagliato a fettine, aggiungere la passata di pomodoro, salare e far cuocere per un quarto d’ora.</div>
<div></div>
<div>Bagnare nel latte la mollica del pane raffermo. Farla ammorbidire e strizzarla bene. Frullarla insieme ai filetti di nasello fino ad ottenere un composto omogeneo.</div>
<div></div>
<div>Aggiungere un pizzico di sale, l’uovo (o solo l’albume) ed il prezzemolo tritato.</div>
<div></div>
<div>Distribuire un po’ di farina di semola di grano duro sul piano di lavoro, aiutandosi con essa per impastare il composto e renderlo più compatto.&nbsp;</div>
<div></div>
<div>Formare un rotolino, tagliarlo a tocchetti e modellare delle <i>palline</i>. Trasferirle su un vassoio infarinato e lasciar riposare in frigorifero fino al momento della cottura.</div>
<div></div>
<div>Tuffare gli <i>Gnocchi di Nasello </i>in acqua bollente salata, scolarli man mano che vengono a galla e condirli con il sugo di pomodoro.</div>
<div></div>
<div>Aggiungere qualche foglia di basilico e servire.</div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Edoardo Ferrigno. Geometrica scansione, opere 1980/2000</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 22:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Radaelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Picardi]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Universitaria]]></category>
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		<category><![CDATA[Edoardo Ferrigno]]></category>
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		<category><![CDATA[Salone Monumentale]]></category>

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		<description><![CDATA[La Biblioteca Universitaria di Napoli apre le porte del suo Salone Monumentale a una nuova esposizione dedicata a Edoardo Ferrigno (1943–2024), figura centrale della ricerca visiva contemporanea e protagonista nel campo della didattica artistica, del gioiello d’autore e della grafica. La mostra, intitolata “Edoardo Ferrigno. Geometrica scansione, opere 1980/2000”, ripercorre vent’anni di intensa attività creativa&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/edoardo-ferrigno-geometrica-scansione-opere-19802000/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Biblioteca Universitaria di Napoli</strong> apre le porte del suo <strong>Salone Monumentale</strong> a una nuova esposizione dedicata a <strong>Edoardo Ferrigno</strong> (1943–2024), figura centrale della ricerca visiva contemporanea e protagonista nel campo della didattica artistica, del gioiello d’autore e della grafica. La mostra, intitolata <strong>“Edoardo Ferrigno. Geometrica scansione, opere 1980/2000”</strong>, ripercorre vent’anni di intensa attività creativa dell’artista napoletano. L’inaugurazione si è svolta sabato 11 aprile alle ore 10.00 nella sede della Biblioteca, in via G. Paladino 39. Sono intervenuti <strong>Luigi Ferrigno</strong>, scenografo e figlio dell’artista, la direttrice della Biblioteca Universitaria di Napoli, Silvia Iovane, e il curatore dell’esposizione, Antonio Picardi. La mostra è stata promossa dalla Biblioteca Universitaria di Napoli in collaborazione con l’Associazione culturale Codice EAN.<img class="aligncenter wp-image-24972 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2026/04/la-mia-utopia-1993-collezione-ciro-minieri.jpg&amp;nocache=1" alt="a mia utopia - 1993 - collezione ciro minieri" width="640" height="426" />Il percorso espositivo riunisce una selezione di <strong>opere realizzate tra gli anni Ottanta e Novanta</strong>, periodo particolarmente significativo nella produzione di Ferrigno. Accanto ai lavori pittorici trovano spazio <strong>gioielli</strong> e <strong>disegni progettuali</strong>, testimonianza della sua lunga e fertile attività nel campo del gioiello contemporaneo e della sua costante attenzione al <strong>rapporto tra forma, materia e progetto</strong>. L’iniziativa non si limita a celebrare l’artista a due anni dalla scomparsa: rappresenta anche l’avvio di un più ampio progetto di studio, catalogazione e valorizzazione della sua opera, sviluppata nell’arco di oltre mezzo secolo. Questa esposizione costituisce il secondo appuntamento dedicato a Ferrigno dopo “Luce 60/70”, allestita nel dicembre 2025 presso lo Studio Chalcos di Napoli.</p>
<p><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://bibliotecauniversitarianapoli.cultura.gov.it/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Edoardo Ferrigno. Geometrica scansione, opere 1980/2000</a></strong></p>
<p>Biblioteca Universitaria di Napoli – Salone Monumentale<br />
Via G. Paladino 39<br />
80138 Napoli</p>
<p>Fino al 9 maggio 2026.</p>
<p>Photo Credits @MimmoTorrese</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fedoardo-ferrigno-geometrica-scansione-opere-1980-2000.html&amp;linkname=Edoardo%20Ferrigno.%20Geometrica%20scansione%2C%20opere%201980%2F2000" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fedoardo-ferrigno-geometrica-scansione-opere-1980-2000.html&amp;linkname=Edoardo%20Ferrigno.%20Geometrica%20scansione%2C%20opere%201980%2F2000" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fedoardo-ferrigno-geometrica-scansione-opere-1980-2000.html&amp;title=Edoardo%20Ferrigno.%20Geometrica%20scansione%2C%20opere%201980%2F2000"></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/edoardo-ferrigno-geometrica-scansione-opere-1980-2000.html">Edoardo Ferrigno. Geometrica scansione, opere 1980/2000</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it">Isabella Radaelli</a>.</p>
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