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	<title>Food Blogger Mania &#187; San Biagio</title>
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		<title>Pan d&#8217;anice di San Biagio</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 18:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbara froio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[lievito]]></category>
		<category><![CDATA[liquore]]></category>
		<category><![CDATA[Pan]]></category>
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		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Si tratta di un pane dolce tipico della Lombardia, un pane che si può trovare in questo periodo in tutte le panetterie perchè è tradizione mangiarne nel giorno di San Biagio almeno un pezzetto dopo una preghiera speciale. Come ben sapete sono sempre alla ricerca di ricette ormai in disuso per riportare certi sapori&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pan-danice-di-san-biagio/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh5SfkCdQpAvo0Gc4tZ3WOBAH6Mqy2N_qI9QxBIVH-FmQcSApgFvKGu2FyUEp4MgyQgLFJyjp8G1Z0J-_z7yWvpjHl0kjy7Q0krgxtMXyx_uMeWPIBaREm-IYho03Lo2Az7F4AiMAOyY-eCQ-NsfYC_ZWji7UK4UB8t0G-idA3nox5PttnZfDEiV37dgQvo/s3343/IMG_2336.jpg"><img border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh5SfkCdQpAvo0Gc4tZ3WOBAH6Mqy2N_qI9QxBIVH-FmQcSApgFvKGu2FyUEp4MgyQgLFJyjp8G1Z0J-_z7yWvpjHl0kjy7Q0krgxtMXyx_uMeWPIBaREm-IYho03Lo2Az7F4AiMAOyY-eCQ-NsfYC_ZWji7UK4UB8t0G-idA3nox5PttnZfDEiV37dgQvo/w578-h640/IMG_2336.jpg" width="578" /></a></div>
<p>
</p>
<p><span><i>Si tratta di un pane dolce tipico della Lombardia, un pane che si può trovare in questo periodo in tutte le panetterie perchè è tradizione mangiarne nel giorno di San Biagio almeno un pezzetto dopo una preghiera speciale. Come ben sapete sono sempre alla ricerca di ricette ormai in disuso per riportare certi sapori dimenticati sulle nostre tavole e la scoperta di questo pan dolce mi ha incuriosita e ho deciso di farvelo conoscere e di replicarlo come ho fatto io. Secondo la&nbsp; tradizione San Biagio, medico e martire dell&#8217;Armenia salvò un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce facendogli mangiare un pezzetto di pane benedetto. Da allora il pane&nbsp; è diventato il simbolo della sua protezione, un dono semplice da portare in famiglia come augurio di salute. Troviamo, in tutti i dolci dedicati a questo Santo, l&#8217;anice perchè è uno dei più clssici rimedi della nonna contro la tosse e per combattere le infenzioni delle vie respiratorie.</i></span></p>
<p><span><i><b>Ingredienti</b></i></span></p>
<p><span><i>4 uova</i></span></p>
<p><span><i>200 gr di zucchero</i></span></p>
<p><span><i>150 grdi farina 00+ 50 gr di fecola di patate</i></span></p>
<p><span><i>1cucchiaino di lievito per dolci</i></span></p>
<p><span><i>1 cucchiaino di semi di anice, io anice nero della Sila</i></span></p>
<p><span><i>2 cucchiaidi liquore all&#8217;anice</i></span></p>
<p><span><i>Burro e farina per lo stampo (20 cm)</i></span></p>
<p><span><i><b>Preparazione</b></i></span></p>
<p><span><i>In una ciotola capiente montate le uova con lo zucchero fino ad avere un composto chiaro e spumoso. Setacciate la farina, la fecola e il lievito&nbsp; e incorporateli al composto di uova insieme al liquore e ai semi d&#8217;anice. Mescolate con cura e poi versate il tutto in uno stampo imburrato e infarinato. Infornate nel forno preriscaldato a 170° per 35/40 minuti circa e lasciate raffreddare il Pan d&#8217;anice prima di tagliarlo a fette.</i></span></p>
<p><span></span></p>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj7X_GgnmGAejKcSJQciZ1SUu5uBMR-0EJtkCPdZ6L8hQJ_QS05eo5doiCBzioWz8bXXG48Gco_IUHBNw9WZtH6f0HlDl4-Td5qvhDwnVXaMCi_gJ4dVUG0rTliRKinyTFBEI2JE-hba9fZaUPCWuwHrzG54MNHZ9EwGquArAZapsq8XTQLwukzFMuZEvJt/s3575/IMG_2331.jpg"><img border="0" height="508" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj7X_GgnmGAejKcSJQciZ1SUu5uBMR-0EJtkCPdZ6L8hQJ_QS05eo5doiCBzioWz8bXXG48Gco_IUHBNw9WZtH6f0HlDl4-Td5qvhDwnVXaMCi_gJ4dVUG0rTliRKinyTFBEI2JE-hba9fZaUPCWuwHrzG54MNHZ9EwGquArAZapsq8XTQLwukzFMuZEvJt/w640-h508/IMG_2331.jpg" width="640" /></a></span></div>
<p><span><br /><i><br /></i></span>
</p>
<p><span><i><b><br /></b></i></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Taralli morbidi di San Biagio all’anice</title>
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		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/taralli-morbidi-di-san-biagio-allanice/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 15:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[20 minuti]]></category>
		<category><![CDATA[aria]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[lievito]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[I taralli morbidi di San Biagio all&#8217;anice, squisiti dolcetti abruzzesi tipici del 3 febbraio, sono perfetti anche per chi è alle prime armi in cucina, perché realizzarli è assai semplice. Capaci di regalare grande soddisfazione fin dal primo assaggio, sono ideali da inzuppare nel latte a colazione o da gustare a merenda con la cioccolata&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/taralli-morbidi-di-san-biagio-allanice/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/taralli-morbidi-di-san-biagio-alla-anice/" title="Taralli morbidi di San Biagio all’anice" rel="nofollow"><img width="696" height="522" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/02/taralli-san-biagio-768x576.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Taralli morbidi di San Biagio all'anice friabili fuori e soffici dentro" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>I taralli morbidi di San Biagio all&#8217;anice, squisiti dolcetti abruzzesi tipici del 3 febbraio, sono perfetti anche per chi è alle prime armi in cucina, perché realizzarli è assai semplice.</p>
<p>Capaci di regalare grande soddisfazione fin dal primo assaggio, sono ideali da inzuppare nel latte a colazione o da gustare a merenda con <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/cioccolata-calda-bianca-senza-zucchero-aggiunto/">la cioccolata bianca calda</a>, ma possono anche accompagnare un bicchiere di vino passito o un buon caffè a fine pasto.</p>
<h2>Cosa sono i taralli di San Biagio abruzzesi: tra fede e gola</h2>
<p>Questi dolci sono strettamente legati a San Biagio martire,<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.vaticannews.va/it/santo-del-giorno/02/03/san-biagio--vescovo-di-sebaste-e-martire.html" target="_blank" rel="noopener"> medico e vescovo armeno vissuto tra il III e il IV secolo</a> e protettore della gola grazie a un celebre miracolo: si narra che salvò un bambino che rischiava di soffocare a causa di una lisca di pesce conficcata nella trachea.</p>
<p>Dalla forma a ciambella (che simboleggia proprio la gola), in passato venivano realizzati con l’impasto del pane arricchito da semi di anice, dalle proprietà antisettiche e carminative e usati dalla medicina popolare come rimedio contro la laringite.</p>
<p>Al giorno d&#8217;oggi, invece, se ne fa una<strong> versione più dolce e soffice</strong>, ma tuttora in molti paesi dell&#8217;Abruzzo è rimasta l&#8217;usanza di portarli in chiesa per ricevere la benedizione del sacerdote prima di gustarli o regalarli ai propri cari.</p>
<h2>Preparazione dei taralli morbidi di San Biagio all&#8217;anice</h2>
<p><em>Esecuzione della ricetta</em>: facile</p>
<p><em>Tempo occorrente</em>:15 minuti + 20 minuti di cottura</p>
<p><em>Costo</em>: basso</p>
<figure>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>Ingredienti per 12 pezzi (3 a persona):</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>750 g di farina 00</td>
</tr>
<tr>
<td>140 g di zucchero semolato</td>
</tr>
<tr>
<td>15 g di lievito di birra fresco</td>
</tr>
<tr>
<td>260 ml di latte</td>
</tr>
<tr>
<td>25 ml di Sambuca, anicione, Sassolino o di altro liquore all&#8217;anice</td>
</tr>
<tr>
<td>10 g di semi di anice</td>
</tr>
<tr>
<td>un pizzico di sale</td>
</tr>
<tr>
<td>160 g di olio di semi di girasole</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
<p><strong>Procedimento</strong></p>
<p>Versa la farina setacciata, il lievito fatto sciogliere nel <strong>latte intiepidito</strong>, i semi di anice, lo zucchero, il pizzico di sale, le uova sgusciate e il liquore nella ciotola della planetaria.</p>
<p>Lavora il tutto con il gancio, aggiungendo l&#8217;olio a poco a poco, fino ad ottenere un impasto privo di grumi, piuttosto appiccicoso ed omogeneo.</p>
<p>Trasferiscilo, quindi, su piano di lavoro<strong> leggermente infarinato</strong>, allargalo e lavoralo con le mani, facendo le pieghe da un lato e dall&#8217;altro per 4 volte.</p>
<p>Una volta che sarà diventato liscio e morbido, dagli la forma di una palla, cospargine la superficie con un po&#8217; di farina, rimettilo nella ciotola e coprilo con la pellicola trasparente.</p>
<p>Lascialo lievitare per 2 ore <strong>lontano da correnti d&#8217;aria</strong> e, quando avrà raddoppiato di volume, allargalo sul piano di lavoro (sempre lievemente infarinato) e, arrotolandolo, fanne un salsicciotto di una sessantina di cm.</p>
<p>Dividilo a metà e poi ricava dai due cilindri ottenuti 12 pezzi d&#8217;impasto della stessa dimensione.</p>
<p>Prendi un pezzo d&#8217;impasto, allungalo<strong> senza lavorarlo</strong> e, tenendolo sulla metà, intrecciane le due parti, dagli la forma tonda e, pressandole con i polpastrelli delle dita, chiudine bene le estremità.</p>
<p>Se hai poca manualità, puoi fare una pallina, bucarla al centro, allargarla delicatamente e formare una ciambellina liscia.</p>
<p>Man mano che li fai, adagia i taralli sul fondo di due teglie foderate con carta da forno, lasciando dello<strong> spazio vuoto tra l&#8217;uno e l&#8217;altro per</strong> evitare che, gonfiando, si attacchino tra di loro.</p>
<p>Una volta che avrai finito di formarli tutti, coprili con dei canovacci puliti e lasciali riposare per circa 1 ora.</p>
<p>Terminata la seconda lievitazione, inforna le teglie nel<strong> forno già caldo</strong> e fai cuocere i taralli morbidi di San Biagio all&#8217;anice in modalità ventilata a 170° o a 175° in quella statica per circa 20 minuti.</p>
<p>Dopodiché sfornali e lasciali un po&#8217; intiepidire prima di consumarli “al naturale”.</p>
<p>Se preferisci seguire l&#8217;usanza più antica, puoi spennellarli con del latte e poi passarli nello zucchero semolato quando sono ancora ben caldi, creando così una crosticina croccante che contrasta piacevolmente con l’interno soffice.</p>
<p>Per mantenere i tuoi taralli morbidi di San Biagio all&#8217;anice freschi come appena sfornati, il trucco è semplicissimo: riponili in una scatola di latta chiusa ermeticamente.</p>
<p>In questo modo preserveranno la loro umidità e il profumo di anice per diversi giorni.</p>
<p>Se preferisci regalarli, puoi confezionarli in sacchetti trasparenti per alimenti, magari chiusi con un nastrino colorato: saranno un dono graditissimo per amici e parenti, proprio come vuole la tradizione abruzzese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri dolcetti deliziosamente semplici:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/lemon-meltaways-fatti-in-casa-senza-uova/">Lemon meltaways cookies</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/katzenzungen-le-lingue-di-gatto-tedesche/">Katzenzungen: la ricetta originale tedesca</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/dolcetti-fatti-in-casa-per-calza-befana-facili-economici/">Biscotti caserecci abruzzesi</a></li>
</ul>
<p>Credito foto in evidenza: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/ilcorra/4346519172/in/photolist-7C63HJ-6gsAUN-6goqGX-cxTei-cxTeK-cxTet-2nt96YT-2qz8HRu-c5U3SS-CsfDWZ-rdiPG7-2oVUUPB" target="_blank" rel="nofollow noopener">Corrado Fiorino per Flickr.com</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Le ciambelle di San Biagio</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/le-ciambelle-di-san-biagio/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/le-ciambelle-di-san-biagio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 13:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Bernardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[ciambelle]]></category>
		<category><![CDATA[ciotola]]></category>
		<category><![CDATA[finocchietto]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[lievito]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; San Biagio, medico e vescovo armeno, si festeggia il 3 febbraio ed è considerato il protettore della gola; sono molti i miracoli che gli vengono&#160; attribuiti, il più famoso&#160;é quello di aver salvato un bambino che rischiava di soffocarsi per via di una lisca di pesce che gli era rimasta conficcata in gola.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/le-ciambelle-di-san-biagio/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjK64gK4jDecEBPmUF-_f-vyzt6-o1R2NGnthTWvWa78yQPBQVCJ3abVCifFwo9HlD4vxEeluNjoDFV1Igygf9-8GYFUvxRpIS7WDOGMyw7eVQw_FcjTqTX6gjRntT2bWGakZC3s9XQsQFbTVENeARVycK66Q76sdYzNILFSfBkEg1kEHirlmmvGNK0uig/s1096/esp8.jpg"><img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjK64gK4jDecEBPmUF-_f-vyzt6-o1R2NGnthTWvWa78yQPBQVCJ3abVCifFwo9HlD4vxEeluNjoDFV1Igygf9-8GYFUvxRpIS7WDOGMyw7eVQw_FcjTqTX6gjRntT2bWGakZC3s9XQsQFbTVENeARVycK66Q76sdYzNILFSfBkEg1kEHirlmmvGNK0uig/s16000/esp8.jpg" /></a></div>
</p>
<p></p>
<div>San Biagio, medico e vescovo armeno, si festeggia il 3 febbraio ed è considerato il protettore della gola; sono molti i miracoli che gli vengono&nbsp; attribuiti, il più famoso&nbsp;é quello di aver salvato un bambino che rischiava di soffocarsi per via di una<br />
lisca di pesce che gli era rimasta conficcata in gola.</div>
<div>La devozione a San Biagio è viva in tutta italia e viene celebrata con la benedizione della gola con due candele incrociate o&nbsp; olio benedetto.</div>
<div>Tra i dolci che si preparano in questa occasione ci sono le ciambelle abbruzzesi la cui ricetta risale al 1703; si tratta di dolci facili da realizzare e molto profumati, che vengono preparati con ingredienti semplici.</div>
<div>Come per tutte le ricette della tradizione, esistono diverse versioni.</div>
<div>Tutti in cucina&#8230;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ingredienti per 10 ciambelle:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>-500 gr di farina 00</div>
<div>-150 gr di zucchero semolato</div>
<div>-1 bustina di lievito di birra in polvere</div>
<div>-2 uova</div>
<div>-100 ml&nbsp; di latte tiepido&nbsp;</div>
<div>-100 ml di olio di semi&nbsp;&nbsp;</div>
<div>- 2 cucchiaini colmi di semi di finocchietto (o semi di anice)</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><u>Per spennellare</u>:&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>-1 tuorlo</div>
<div>-1 cucchiaio di zucchero</div>
<div>-2 cucchiai di latte&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Cottura: 15/18 minuti in forno preriscaldato a 180°</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Difficoltà: bassa</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Costo: basso&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Preparazione: mettere la farina in una grande ciotola, unire lo zucchero, il lievito, i semi di finocchietto e le uova.</div>
<div>Iniziare ad amalgamare gli ingredienti con una forchetta poi impastare il tutto aggiungendo il latte e l&#8217;olio ( dovete ottenere un composto un po&#8217; appiccicoso).</div>
<div>Formare una palla, metterla in una ciotola, coprirla e fare lievitare in un luogo tiepido, fino al raddoppio.</div>
<div>Passato questo tempo, dividere l&#8217;impasto in porzioni di circa 100 grammi, formare dei salamini lunghi più o meno 15 centimetri e fare le ciambelle.</div>
<div>Distribuire le ciambelle un poco distanziate su una teglia rivestita con la carta da forno.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgf6QcO7I81aYJMOalCgq_PKP9N_BWyRRR7eqQnTmkEsIJ9AGnsxNDwLDTur_WbHbxVMiiYjXRVK5_MBWa55wsptjZRGoHHeeL2MjHSYB7_g1LAcz06AdatmJRvg6GbXVKZ4AiMbjoa4ItTiXNFKvvGFyiOTEANfT1FKo0mJOefnLJYikjO6sBsrCbgJlg/s3695/20260125_142909.jpg"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgf6QcO7I81aYJMOalCgq_PKP9N_BWyRRR7eqQnTmkEsIJ9AGnsxNDwLDTur_WbHbxVMiiYjXRVK5_MBWa55wsptjZRGoHHeeL2MjHSYB7_g1LAcz06AdatmJRvg6GbXVKZ4AiMbjoa4ItTiXNFKvvGFyiOTEANfT1FKo0mJOefnLJYikjO6sBsrCbgJlg/w300-h400/20260125_142909.jpg" width="300" /></a></div>
<p></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Mettere il tuorlo, lo zucchero e il latte in una ciotolina e lavorarli con una forchetta.</div>
<div>Spennellare le ciambelle con il miscuglio e</div>
<div>farle lievitare ancora un&#8217;ora, quindi infornare per 15/18 minuti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhLxcwvlNw1Bf7FuZL940UxDtC8ZL-jjbpyS33te7QzUsH0gSPnB7iVSSlFPjb8J0DslI43Ab9whbICw5XUetqyzhgVgCEy6UhgXRLr1Gmv4B_UEuOQN1DWbt9il44f7ROfCZbiW1FVnTfBGSKkPJOGRqNsz1VPzS8CTA0p9JQT7PHsyLf8PSxGSP5V4KM/s3670/20260125_143018.jpg"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhLxcwvlNw1Bf7FuZL940UxDtC8ZL-jjbpyS33te7QzUsH0gSPnB7iVSSlFPjb8J0DslI43Ab9whbICw5XUetqyzhgVgCEy6UhgXRLr1Gmv4B_UEuOQN1DWbt9il44f7ROfCZbiW1FVnTfBGSKkPJOGRqNsz1VPzS8CTA0p9JQT7PHsyLf8PSxGSP5V4KM/w300-h400/20260125_143018.jpg" width="300" /></a></div>
<p></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le nostre profumatissime ciambelle sono pronte!&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgF5OP10yWW-7s8b4xpE1WRLzdphYtLWgHJhjqJMUkbfLtC0NizWnkCwin9cTl3hMe3HmVagKMtwYD1aT-idXJxt1_5wI77bwh2mDI4csQI0gXMmKPtbeZttJW8TiiMmTIG4CsbHK-PQOJAVJDptSMyJeumRs_Gx2NxDQUeWfB3Mm5I5U22TJX51TqReDg/s1600/v.jpg"><img border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgF5OP10yWW-7s8b4xpE1WRLzdphYtLWgHJhjqJMUkbfLtC0NizWnkCwin9cTl3hMe3HmVagKMtwYD1aT-idXJxt1_5wI77bwh2mDI4csQI0gXMmKPtbeZttJW8TiiMmTIG4CsbHK-PQOJAVJDptSMyJeumRs_Gx2NxDQUeWfB3Mm5I5U22TJX51TqReDg/w480-h640/v.jpg" width="480" /></a></div>
<p>&nbsp;</div>
<div>
<ul>
<li>Per un profumo più intenso, potete aggiungere mezzo bicchierino di liquore al finocchietto all&#8217;impato</li>
<li>petete aromatizzare le ciambelle con semi di anice al posto di quelli del finocchietto</li>
<li>se preferite, potete sostituire il lievito di birra in polvere con&nbsp; 20 grammi di quello fresco sbriciolato e inserito nella ciotola insieme agli altri ingredienti.&nbsp;</li>
<li>la superficie delle ciambelle si può decorare con zucchero in granella</li>
<li>&nbsp;</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div></div>
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		<title>Torta mantovana di San Biagio</title>
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		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-mantovana-di-san-biagio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2024 09:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbara froio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[bianco]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[lievito]]></category>
		<category><![CDATA[mandorle]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
		<category><![CDATA[tuorlo]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;A Cavriana, in provincia di Mantova, da 450 anni si festeggia San Biagio e in suo onore viene preparato una golosa crostata ripiena con mandorle e cioccolato fondente. Ogni anno, come al tempo dei Gonzaga, &#160;nella piazza principale del paese viene servita alla popolazione una gigantesca crostata dal diametro di tre metri. Il guscio ha&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-mantovana-di-san-biagio/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjio4Ipzx29QSPJEj8H_ft66qe2bHPruGssCLDRZXTjas9mRrweScFXETpxRrLqBQBvfSyg2pxZ1V9u_V8kc4ECDhmKigWBAr0JZ1Vn_b_udxl51bNaO94tEd8GemBSqpi4EiSvJNQ28DoG3giMxnVlWxnkWtzgNzapD53F4uuNK4dJ8zrOz5G0CGZSu1Ig/s2048/62B474C9-9AB0-4408-80BA-8EBAE2E1B348.png"><img border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjio4Ipzx29QSPJEj8H_ft66qe2bHPruGssCLDRZXTjas9mRrweScFXETpxRrLqBQBvfSyg2pxZ1V9u_V8kc4ECDhmKigWBAr0JZ1Vn_b_udxl51bNaO94tEd8GemBSqpi4EiSvJNQ28DoG3giMxnVlWxnkWtzgNzapD53F4uuNK4dJ8zrOz5G0CGZSu1Ig/w636-h640/62B474C9-9AB0-4408-80BA-8EBAE2E1B348.png" width="636" /></a></div>
<p>
<p></p>
<p>&nbsp;<i><span>A Cavriana, in provincia di Mantova, da 450 anni si festeggia San Biagio e in suo onore viene preparato una golosa crostata ripiena con mandorle e cioccolato fondente. Ogni anno, come al tempo dei Gonzaga, &nbsp;nella piazza principale del paese viene servita alla popolazione una gigantesca crostata dal diametro di tre metri.</span></i></p>
<p><span><i>Il guscio ha la consistenza di una pasta frolla molto più leggera e friabile, grazie all&#8217;aggiunta del vino bianco, non ci sono uova nell&#8217;impasto, lievito e il grasso giusto da usare non è il burro (che è comunque consentito) ma lo strutto.</i></span></p>
<p><i><span><b>Ingredienti</b></span></i></p>
<p><i><span><b>Frolla</b></span></i></p>
<p><i><span>400 gr farina 00</span></i></p>
<p><i><span>80 gr di zucchero</span></i></p>
<p><i><span>80 gr di burro</span></i></p>
<p><i><span>1 cucchiaino di lievito per dolci (personale)</span></i></p>
<p><i><span>vino bianco q.b.</span></i></p>
<p><i><span><b>Ripieno</b></span></i></p>
<p><i><span>300gr di mandorle pelate</span></i></p>
<p><i><span>100 gr di zucchero</span></i></p>
<p><i><span>100 gr di cioccolato fondente</span></i></p>
<p><i><span>2 uova</span></i></p>
<p><i><span>1/2 limone</span></i></p>
<p><i><span>1 tappo di sambuca (facoltativo)</span></i></p>
<p><i><span>Inoltre vi serve 1 tuorlo, del latte e zucchero a velo</span></i></p>
<p><i><span><br /></span></i></p>
<p><i><span><b>Preparazione</b></span></i></p>
<p><i><span>Preparate la sfoglia: versate la farina setacciata con il lievito, lo zucchero e il burro a pezzetti. Iniziate a impastare amalgamando gli ingredienti con il vino bianco versato a filo.</span></i></p>
<p><i><span>Avvolgete l&#8217;impasto nella pellicola e fatelo riposare.</span></i></p>
<p><i><span>Intanto frullate le mandorle con lo zucchero e la scorza di mezzo limone. Aggiungete il cioccolato tritato finemente e le uova&nbsp; leggermente sbattute. Io vi ho aggiunto un tappo di sambuca. Stendete la frolla e rivestite&nbsp; con una parte uno stampo imburrato e infarinato. Versate il ripieno e compattatelo per bene e infine terminate con le strisce classiche.</span></i></p>
<p><i><span></span></i></p>
<div><i><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh6u8bg_aXD0rnjnujl5cWV8MmiLE53kKBkFGGjEAHtIE63NDthiWaj1PgTLsRwvBjMTsDJ7NFIyOY53O3wV0yFSlD6dg2-P2ZQU0qtrn706l3_an91InQZSP8WGNmC58qDMcERzDz1UuwyheSaFzAzGsVemjin-Ivl7atC4zlfllGlAK-9LiChBbzBdBPd/s3484/IMG_6318%20(1).jpg"><img border="0" height="348" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh6u8bg_aXD0rnjnujl5cWV8MmiLE53kKBkFGGjEAHtIE63NDthiWaj1PgTLsRwvBjMTsDJ7NFIyOY53O3wV0yFSlD6dg2-P2ZQU0qtrn706l3_an91InQZSP8WGNmC58qDMcERzDz1UuwyheSaFzAzGsVemjin-Ivl7atC4zlfllGlAK-9LiChBbzBdBPd/w400-h348/IMG_6318%20(1).jpg" width="400" /></a></span></i></div>
<p><i><span><br />&nbsp;Spennellate con il tuorlo sbattuto con il latte e infornate a 180° per 30 minuti circa fintanto che la superficie della torta non sarà’ dorata.</span></i>
</p>
<p><i><span>Una volta cotta sfornatela e&nbsp; quando è fredda spolveratela con zucchero a velo.</span></i></p>
<p><i></i></p>
<div><i><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEioLM59iDC38QoxFRnpXhhU6OsYEGUHjoe-SmsMlmA29nAmv1OxuGn1N6JCRM1fMO4xwpAsTlkgVlMlusxnJ9uDyYJLPYwpQwUs7_AUEZs8vVDyUi-4xSnjYhM_S0WnowelsH5GoPZBD9vkyX6lzvLoGS8hv3TjA9RYsRCjQZiMO-k4Vs2iYr9vV8riQuUs/s3932/IMG_6335.jpg"><img border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEioLM59iDC38QoxFRnpXhhU6OsYEGUHjoe-SmsMlmA29nAmv1OxuGn1N6JCRM1fMO4xwpAsTlkgVlMlusxnJ9uDyYJLPYwpQwUs7_AUEZs8vVDyUi-4xSnjYhM_S0WnowelsH5GoPZBD9vkyX6lzvLoGS8hv3TjA9RYsRCjQZiMO-k4Vs2iYr9vV8riQuUs/w640-h480/IMG_6335.jpg" width="640" /></a></i></div>
<p><i><br /><span><br /></span></i>
</p>
<p></p>
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		<title>Taralli di San Biagio</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/taralli-di-san-biagio/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/taralli-di-san-biagio/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2024 20:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbara froio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[grammi]]></category>
		<category><![CDATA[granella]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
		<category><![CDATA[tuorlo]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[Come spesso accade le leggende creano tradizioni popolari culinarie. In occasione della festa di San Biagio in Abruzzo si preparono i Taralli di San Biagio, delle piccole ciambelle di pasta pane dall&#8217;inconfondibile profumo di anice che ricordano la forma della gola. La tradizione vuole che i dolcetti vengano regalati in Chiesa dopo la benedizione della&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/taralli-di-san-biagio/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjRaoHzF8JRvxuq_P9ioGA-Dys9wUcIXLrNAmvlGxD0dwvh8123AzspbfRnfZn_dHB1QUjMN4FREn3snOIVktVsVIMwBUY9XpELwNeLX7X1UMEmzBnFCqGaLpruaFwtAG76xTsDy8VlT06duNa3_IujHKGS4ZFX0vSUxbiuErLP3uD1No0Ujsyi-F40hbNk/s3699/IMG_6329.jpg"><img border="0" height="516" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjRaoHzF8JRvxuq_P9ioGA-Dys9wUcIXLrNAmvlGxD0dwvh8123AzspbfRnfZn_dHB1QUjMN4FREn3snOIVktVsVIMwBUY9XpELwNeLX7X1UMEmzBnFCqGaLpruaFwtAG76xTsDy8VlT06duNa3_IujHKGS4ZFX0vSUxbiuErLP3uD1No0Ujsyi-F40hbNk/w640-h516/IMG_6329.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
<p></p>
<p><i><span><span>Come spesso accade le leggende creano tradizioni popolari culinarie. In occasione della festa di San Biagio in Abruzzo si preparono i Taralli di San Biagio, delle piccole ciambelle di pasta pane dall&#8217;inconfondibile profumo di anice che ricordano la forma della gola. La tradizione vuole che i dolcetti vengano regalati in Chiesa dopo la benedizione della gola. Sono dei dolcetti</span><span>&nbsp;semplici e genuini, come sono solitamente i dolci più antichi. L’impasto è simile ad una frolla e i</span><span>n genere vengono profumate con</span><span>&nbsp;</span><span><span>scorza di agrumi</span><span>&nbsp;</span><span>e con il</span><span>&nbsp;</span><span>liquore anice e a</span><span>bbellite dalla granella di zucchero e le ciliegine candite.&nbsp;</span></span><span>&nbsp;Sono perfette da gustare a colazione&nbsp; oppure da intingere in un buon vino passito. Ovviamente, questi dolci si possono preparare in qualsiasi momento dell’anno, ma a San Biagio non possono assolutamente mancare!</span></span></i></p>
<div dir="auto">
<h2><em><span>Ingredienti</span></em></h2>
<p><i><span>500 grammi di farina 00</span></i></p>
<p><i><span><br />3 uova medie&nbsp;</span></i></p>
<p><i><span><br />80 grammi di olio di oliva</span></i></p>
<p><i><span><br />120 grammi di zucchero</span></i></p>
<p><i><span><br />10 grammi di semi di anice</span></i></p>
<p><i><span>una bustina di lievito per dolci</span></i></p>
<p><i><span><br />liquore di anice q.b.</span></i></p>
<p><i><span><br /></span></i></p>
<p><i><span><b>Inoltre vi servono</b></span></i></p>
<p><i><span>ciliegie candite</span></i></p>
<p><i><span>granella di zucchero</span></i></p>
<p><i><span>zucchero a velo</span></i></p>
<p><i><span>latte + un tuorlo + un cucchiaio di miele</span></i></p>
<p><i><span><b>Preparazione</b></span></i></p>
<p><i><span>Sciogliete il miele nel latte tiepido, una volta freddo aggiungete il tuorlo ed emulsionate il tutto.</span></i></p>
<p><i><span>Impastate tutti gli ingredienti e dividete il panetto in tanti cilindri. </span></i></p>
<div dir="auto"><i><span>Formate con l&#8217;impasto dei salamini, spennellateli con l&#8217;emulsione preparata precedentemente, chiudeteli a tarallo e adagiateli suuna teglia coperta di carta forno.  Alcuni taralli li potete decorare con ciliegie candite e granella di zucchero. Infornateli infine a 180 ° per 20 minuti circa. </span></i></div>
<div dir="auto"><i><span>Una volta sfornati e freddi potete spolverizzarli con zucchero a velo.</span></i></div>
<div dir="auto"><i><span><br /></span></i></div>
<div dir="auto"><i>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgCkh7uZ7AfAfVYAtgNXGQfoaH2EOnGq2O-BcnIJJPYCM6HD2NCU2WPAi16226Gv72zeGwQ4oZ9Bd6RrZs3AAmf-jD32mEKAGqKChcMxpUpVKNFIiRbnKTnuJbV0Qwfv-NaLHk4MAxv2MhSFBQFLRlMKkcQzIglJ3UbusV1m3Sgxl6CqyPpUMDQGzFeLjbV/s3459/IMG_6326%20(1).jpg"><img border="0" height="331" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgCkh7uZ7AfAfVYAtgNXGQfoaH2EOnGq2O-BcnIJJPYCM6HD2NCU2WPAi16226Gv72zeGwQ4oZ9Bd6RrZs3AAmf-jD32mEKAGqKChcMxpUpVKNFIiRbnKTnuJbV0Qwfv-NaLHk4MAxv2MhSFBQFLRlMKkcQzIglJ3UbusV1m3Sgxl6CqyPpUMDQGzFeLjbV/w400-h331/IMG_6326%20(1).jpg" width="400" /></a></div>
<p><span><br /></span></i></div>
<div dir="auto"><i><span><br /></span></i></div>
<div dir="auto"><i>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgyimSBaDCXmGIdg9rNEn1S-PnAO5IEvkgVQ7PUAiokXTnpBw-yYhvKWppPMl_inDbug6eJtKSijTr-KcAKRWCOFkVKxuaaxELpKAwm7foCRkEf0EfdU-bXY1wfcEo3p1-GeSTs8YQEvgVCXRlJfR1pJbcApISWLAEmsYTocWZC7E2m-C4hTiPVI0v7Mb8G/s3882/IMG_6324%20(1).jpg"><img border="0" height="274" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgyimSBaDCXmGIdg9rNEn1S-PnAO5IEvkgVQ7PUAiokXTnpBw-yYhvKWppPMl_inDbug6eJtKSijTr-KcAKRWCOFkVKxuaaxELpKAwm7foCRkEf0EfdU-bXY1wfcEo3p1-GeSTs8YQEvgVCXRlJfR1pJbcApISWLAEmsYTocWZC7E2m-C4hTiPVI0v7Mb8G/w400-h274/IMG_6324%20(1).jpg" width="400" /></a></div>
<p><span><br /></span></i></div>
</div>
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		<title>I Chiortani di San Biagio</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/i-chiortani-di-san-biagio/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/i-chiortani-di-san-biagio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 12:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbara froio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[lievito]]></category>
		<category><![CDATA[liquore]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
		<category><![CDATA[uvetta]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;I Chiortani, ciambelle lievitate all&#8217;anice, originari di Magliano de&#8217; Marsi ma diffusi in tutto il territorio abruzzese, si preparano il 3 di Febbraio in occasione della festa di San Biagio. Sono dei dolci soffici e rustici dal gusto semplice, non dimentichiamo che era un dolce che poteva essere preparato da tutti con quello che si&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/i-chiortani-di-san-biagio/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p>
</p>
<div></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg9WqclM_hNKYonT2ubhCgUA_xqles9YHepx82rm2mSXFufp2RvwS4zV1IxdEijrxBhrCvVd1RPctNkbC1MuVzB9Iz7poeqFrhEKfExmEyyWx1a0pOsKQpGM_2pDwlgZNS5qN5qhTHIi8GA7CHzjH0XuUj40RAebJzX_aHdmTl4PG7Lo5Ubh6N5qDnzTNFW/s2729/IMG_6301.jpg"><img border="0" height="632" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg9WqclM_hNKYonT2ubhCgUA_xqles9YHepx82rm2mSXFufp2RvwS4zV1IxdEijrxBhrCvVd1RPctNkbC1MuVzB9Iz7poeqFrhEKfExmEyyWx1a0pOsKQpGM_2pDwlgZNS5qN5qhTHIi8GA7CHzjH0XuUj40RAebJzX_aHdmTl4PG7Lo5Ubh6N5qDnzTNFW/w640-h632/IMG_6301.jpg" width="640" /></a></div>
<p>&nbsp;<span><i>I <b>Chiortani</b>, ciambelle lievitate all&#8217;anice, originari di Magliano de&#8217; Marsi ma diffusi in tutto il territorio abruzzese, si preparano il 3 di Febbraio in occasione della festa di San Biagio. Sono dei dolci soffici e rustici dal gusto semplice, non dimentichiamo che era un dolce che poteva essere preparato da tutti con quello che si aveva in casa, senza ingredienti particolari e costosi. A seconda delle zone possono essere arricchiti con semi e liquore di anice, uvetta e patate lesse ma l&#8217;ingrediente che non cambia è l&#8217;olio d&#8217;oliva all&#8217;interno dell&#8217;impasto.</i></span>
</p>
<p><span><i>Un tempo queste ciambelline venivano preparate da ogni famiglia il giorno stesso della ricorrenza di San Biagio e una volta pronte venivano portate nei cesti in chiesa dove, dopo la benedizione della gola, venivano benedette e solo dopo potevano essere mangiate. Il termine <b>Chiortani</b> sembrerebbe derivare dal movimento di torcere &#8211; &#8220;chiorcere&#8221; l&#8217;impasto richiudendolo dalle estremità.</i></span></p>
<p></p>
<p><span><i><b>Ingredienti</b></i></span></p>
<p><span><i>250 gr di farina manitoba</i></span></p>
<p><span><i>250 gr di farina per dolci</i></span></p>
<p><span><i>15 gr di lievito di birra</i></span></p>
<p><span><i>120 gr di zucchero</i></span></p>
<p><span><i>2 uova</i></span></p>
<p><span><i>100 ml di latte</i></span></p>
<p><span><i>50 ml di olio evo</i></span></p>
<p><span><i>50 ml di liquore all&#8217;anice</i></span></p>
<p><span><i>100 gr di uva passa</i></span></p>
<p><span><i><b>Preparazione</b></i></span></p>
<p><span><i>La preparazione è semplice, occore soltanto avere pazienza con i tempi di lievitazione. Io per i lievitati uso la planetaria ma l&#8217;impasto può essere anche fatto a mano usando olio di gomito.&nbsp;</i></span></p>
<p><span><i>Sciogliete il lievito nel latte tiepido.</i></span></p>
<p><span><i>Ammollate l&#8217;uvetta in un pò di acqua tiepida e poi sgocciolatela bene.</i></span></p>
<p><span><i>In una ciotola capiente versate le farine (ben miscelate e setacciate) e lo zucchero, poi iniziate a impastare aggiungendo le uova leggermente sbattute, il latte, l&#8217;olio evo, il liquore ed infine l&#8217;uvetta. Lavorate fin quando l&#8217;impasto sarà omogeneo e compatto. Formate un panetto e fatelo lievitare fino al raddoppio in un luogo caldo e asciutto. Trascorso il tempo necessario formate i <b>chiortani di San Biagio</b>, adagiateli su una tortiera rivestita con carta forno&nbsp; e lasciateli lievitare per un&#8217;ora circa.&nbsp;</i></span></p>
<p><span><i></i></span></p>
<div><span><i><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQna2h9coELg5iqkrHmLeeMfNWnxG5Cfq7JLMTZhTb5lOsUbriMs0d3GA7BXzPVnLlrjhefSafMbl_Gpgq6keIBohgKUzKvmjscMU8h1e3kdvUFRmRGOZV_XYAwmKKJ9_z3TgVGrg8Gh9Dysn-e2mqYxDBDfXEqhrO68KvVTEO6wbmyJusLagec9leNkjg/s4032/IMG_6297.jpg"><img border="0" height="300" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQna2h9coELg5iqkrHmLeeMfNWnxG5Cfq7JLMTZhTb5lOsUbriMs0d3GA7BXzPVnLlrjhefSafMbl_Gpgq6keIBohgKUzKvmjscMU8h1e3kdvUFRmRGOZV_XYAwmKKJ9_z3TgVGrg8Gh9Dysn-e2mqYxDBDfXEqhrO68KvVTEO6wbmyJusLagec9leNkjg/w400-h300/IMG_6297.jpg" width="400" /></a></i></span></div>
<p><span><i><br />Infine&nbsp; spennellateli con l&#8217;uovo e cuoceteli nel forno caldo a 180° per 20 muti.&nbsp;</i></span>
</p>
<p><span><i></i></span></p>
<div><span><i><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjXrfbKGJugjWbE5ocAxkePJOs3dWKMgfPd6ee8061luNRObWJSX-6Ux3o27DeNyhd2uI_nJ4fScm2vXft05EHB38zwXg3IA5uOUSGRC-gbsySqOfWRxPZ7sDgWpk4ncz4Jo2-rjUrV3Xvyl5gujtVmY-lwHUvXuViH_CetUngvdqUPSCz9k0lW_k4fmTt9/s3852/IMG_6299.jpg"><img border="0" height="280" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjXrfbKGJugjWbE5ocAxkePJOs3dWKMgfPd6ee8061luNRObWJSX-6Ux3o27DeNyhd2uI_nJ4fScm2vXft05EHB38zwXg3IA5uOUSGRC-gbsySqOfWRxPZ7sDgWpk4ncz4Jo2-rjUrV3Xvyl5gujtVmY-lwHUvXuViH_CetUngvdqUPSCz9k0lW_k4fmTt9/w400-h280/IMG_6299.jpg" width="400" /></a></i></span></div>
<p><span><i><br />Ancora caldi cospargeteli con lo zucchero a velo.</i></span>
</p>
<p><span></span></p>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihXRbtBoPPsZMk5MTAwUsajtGDLuvhoUTKPmRigaplRsOxkCAxkCK_XJW_VKVfBSDvvBO1ZOlZmA3kgMaJSQnxNzB76RLUwFTgtJzFtcg1QE8EoOVc97MNkhtsLDm8QB5Wzgkrcs7Y8mh42QSnRPMQpiK1cRg5BxFCTs897aAyPBN7-8rl4yzHfeoP0I21/s3596/IMG_6308.jpg"><img border="0" height="526" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihXRbtBoPPsZMk5MTAwUsajtGDLuvhoUTKPmRigaplRsOxkCAxkCK_XJW_VKVfBSDvvBO1ZOlZmA3kgMaJSQnxNzB76RLUwFTgtJzFtcg1QE8EoOVc97MNkhtsLDm8QB5Wzgkrcs7Y8mh42QSnRPMQpiK1cRg5BxFCTs897aAyPBN7-8rl4yzHfeoP0I21/w640-h526/IMG_6308.jpg" width="640" /></a></span></div>
<p><span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhMTvSDcFN9M9OkDIyW3-3QaHpuVqd87WxbuukL5X1_10X88dr5tcB4XSUEksoJllxfAw7vUQRJbxYRuRjEdNg3fNlvEtgAi1qhW1vYPwqiVW97-NFesGy6j-MBFukHjsZPx4TTV4tBJ76IKC7wx8AZ1UHNT3hkoSy00KnNWYgXgoK_oK19DAXfQPkBdsKL/s2732/IMG_6306.jpg"><img border="0" height="570" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhMTvSDcFN9M9OkDIyW3-3QaHpuVqd87WxbuukL5X1_10X88dr5tcB4XSUEksoJllxfAw7vUQRJbxYRuRjEdNg3fNlvEtgAi1qhW1vYPwqiVW97-NFesGy6j-MBFukHjsZPx4TTV4tBJ76IKC7wx8AZ1UHNT3hkoSy00KnNWYgXgoK_oK19DAXfQPkBdsKL/w640-h570/IMG_6306.jpg" width="640" /></a></div>
<p><i><br /></i></span>
</p>
<p><span><i><br /></i></span></p>
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		<item>
		<title>Il panettone di San Biagio fa bene alla gola: la tradizione di Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2023 11:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lili Madeleine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[giro]]></category>
		<category><![CDATA[Lili Madeleine]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Conoscete la tradizione del panettone di San Biagio? È un&#8217;antica storia di Milano oggi ancora piuttosto rispettata, soprattutto in provincia. Terminate le feste di Natale, in quanti abbiamo in giro per casa un panettone avanzato (è una domanda retorica nel mio caso, figuriamoci se avanzo un panettone!)? Ecco, non buttatelo ma conservatelo ancora per un&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-panettone-di-san-biagio-fa-bene-alla-gola-la-tradizione-di-milano/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conoscete la tradizione del panettone di San Biagio? È un&#8217;antica storia di Milano oggi ancora piuttosto rispettata, soprattutto in provincia. Terminate le feste di Natale, in quanti abbiamo in giro per casa un panettone avanzato (è una domanda retorica nel mio caso, figuriamoci se avanzo un panettone!)? Ecco, non buttatelo ma conservatelo ancora per un [...]</p>
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		<title>Milan col coeur in man: torna il Panettone Sospeso nelle pasticcerie della città</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 09:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lili Madeleine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Lili Madeleine]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Panettone Day]]></category>
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		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[uvetta]]></category>

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		<description><![CDATA[A Napoli c&#8217;è il caffè sospeso, a Milano abbiamo il panettone sospeso. Perché il Natale è più bello davanti al lievitato a base di uvetta e canditi e mi piace ancor di più sapere che è il dono di una città dove la solidarietà non passa mai di moda. Come funziona Dal 7 al 19&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/milan-col-coeur-in-man-torna-il-panettone-sospeso-nelle-pasticcerie-della-citta/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Napoli c&#8217;è il caffè sospeso, a Milano abbiamo il panettone sospeso. Perché il Natale è più bello davanti al lievitato a base di uvetta e canditi e mi piace ancor di più sapere che è il dono di una città dove la solidarietà non passa mai di moda. Come funziona Dal 7 al 19 [...]</p>
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</div>
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		<item>
		<title>3 febbraio, San Biagio protettore della gola e il &quot;lattarolo&quot;</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/3-febbraio-san-biagio-protettore-della-gola-e-il-lattarolo/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/3-febbraio-san-biagio-protettore-della-gola-e-il-lattarolo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2021 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[caramello]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
		<category><![CDATA[teglia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://foodbloggermania.it/ricetta/3-febbraio-san-biagio-protettore-della-gola-e-il-lattarolo/</guid>
		<description><![CDATA[3 febbraio, San Biagio protettore della gola. Latte caldo&#160; e miele sono i due ingredienti&#160; da sempre considerati un balsamo per i malanni stagionali. Latte e miele li ritroviamo nel&#160;Lattacciolu, lattarolo, lattaruolo&#8230;.il&#160; &#8220;budino&#8221; dimenticato della cucina&#160; tradizionale di Marche e Romagna. Probabilmente deriva dalla ricetta medioevale della Diriola&#160; preparata in occasione delle nozze; il maestro&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/3-febbraio-san-biagio-protettore-della-gola-e-il-lattarolo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>3 febbraio, San Biagio protettore della gola.</i></b>
<div><i>Latte caldo&nbsp; e miele sono i due ingredienti&nbsp; da sempre considerati un balsamo per i malanni stagionali.</i></div>
<div><b><i>Latte e miele li ritroviamo nel&nbsp;</i></b><b><i>Lattacciolu, lattarolo, lattaruolo</i></b>&#8230;.il&nbsp; &#8220;budino&#8221; dimenticato della cucina&nbsp; tradizionale di Marche e Romagna.
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://3.bp.blogspot.com/-1A-XRagdknk/U14VjghOqbI/AAAAAAAADRE/e3iB5ZAZqzU/s1600/DSC_4385+siok+ok.jpg"><img alt="Budino antico-ingrediente perduto" border="0" height="377" src="https://3.bp.blogspot.com/-1A-XRagdknk/U14VjghOqbI/AAAAAAAADRE/e3iB5ZAZqzU/s1600/DSC_4385+siok+ok.jpg" width="400" /></a></div>
<p>Probabilmente deriva dalla ricetta medioevale della <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.saperesapori.it/Ilciboneltempo/Archivioarticoli/tabid/305/articleType/ArticleView/articleId/8711/La-Diriola.aspx#.U2Zr-VdpeqU">Diriola</a>&nbsp; preparata in occasione delle nozze; il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.maestromartino.it/ita/maestromartino.html">maestro Martino</a>, il Leonardo da Vinci della cucina, scrive<br />
<blockquote><i>Diriola</i></p></blockquote>
<blockquote><p><i>&#8220;conciarai la pasta in forma d&#8217; un pastello et impiela ben di farina che stia dritta cocendola in la padella tanto che sia un poco secca&#8230;.et prendirai alcuni rosci d&#8217;ova, de lo lacte, de lo zuccaro,et de la cannella.</i><br /><i>Questa compositione la mettirai in dicta pasta facendola cuocere al modo de una torta&#8230;..&#8221;</i></p></blockquote>
<p>In effetti si trattava di una grande torta, costituita da un guscio che racchiudeva il composto di uova, latte, zucchero e cannella.</p>
<p>Un dolce a base di latte, preparato in varie occasioni:</p></div>
<div>
<ul>
<li>Nel Maceratese, nell&#8217;antica abbazia di Pioraco per San Biagio il lattarolo veniva offerto ai pellegrini;</li>
<li>In occasione di alcune&nbsp; festività religiose:&nbsp; l&#8217;Ascensione, la Pentecoste o il Corpus Domini che si svolgono durante il il mese di maggio, quando le pecore lasciavano le stalle e tornavano a pascolare nei campi ricchi di nuovi germogli ed erbette fresche,&nbsp; il latte era al top, il momento ideale per fare il formaggio;</li>
</ul>
<p>
<ul>
<li>Per festeggiare un matrimonio, scrive <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://fabrianoculturale.wordpress.com/2013/08/31/oreste-marcoaldi-patriotascrittore-e-difensore-dellambiente/">Oreste Marcoaldi </a>illustre personaggio fabrianese</li>
</ul>
<blockquote><p><i>&#8220;Lattaruolo. E&#8217; un piatto dolce che si dona al padrone dai propri contadini in occasione di loro matrimonio, anzi dopo 8 giorni dalle nozze&#8221;</i></p></blockquote>
<p>La ricetta originale prevede la realizzazione di un guscio di pasta matta nel quale viene versato il composto di uova miele e aromi e poi cotto.</p></div>
<div></div>
<div>Io in questo caso ho scelto la versione senza guscio di pasta , realizzando delle monoporzioni.</p>
<p>Ricetta tratta da &#8220;<i>Antologia della cucina popolare</i>&#8220;</p>
<p><i><b>Ingredienti </b></i>per 6 &#8220;budini&#8221;:
<ul>
<li>1 litro di latte intero fresco</li>
<li>150 miele millefiori</li>
<li>2 uova intere</li>
<li>4 tuorli</li>
<li>1 bacca di vaniglia</li>
<li>1 stecca di cannella</li>
<li>scorza di limone bio</li>
</ul>
<p><i><b>Preparazione</b></i>:<br />mettiamo il latte con la stecca di cannella in una pentola e lo facciamo bollire&nbsp; a fuoco basso, si deve ridurre di circa la metà, ci vorrà&nbsp; un&#8217;ora.<br />Poco prima di toglierlo dal fuoco uniamo il 100 g di miele, la vaniglia e la buccia di limone, mescoliamo bene e lasciamo freddare.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://3.bp.blogspot.com/-3nP1rzxuibk/U2ZrAY0-nqI/AAAAAAAADTU/NaQSEQzp1sc/s1600/DSC03345.JPG"><img border="0" height="240" src="https://3.bp.blogspot.com/-3nP1rzxuibk/U2ZrAY0-nqI/AAAAAAAADTU/NaQSEQzp1sc/s1600/DSC03345.JPG" width="320" /></a></div>
<p>In una ciotola montare le uova, 2 intere e 4 tuorli con i restanti 50 g di miele, aggiungere poi il latte ormai freddo e filtrato.<br />A questo punto possiamo scegliere se fare un caramello e rivestire con questo gli stampi da budino oppure, come la ricetta originale vuole, rivestire una teglia con della pasta matta&nbsp; e cuocerla in bianco ricoperta da fagioli, sale&#8230;in modo che in cottura non si gonfi.</p>
<p><i><b>Salsa caramello </b></i>:<br />100g di zucchero , 50 g di acqua.<br />in un pentolino dal fondo spesso mettere lo zucchero ben distribuito, fate cuocere sino a che non diventi di un bel colore ambrato tendente al marroncino, mi raccomando resistete dal mescolare con un cucchiaio, il caramello non va toccato altrimenti vi si formeranno dei grumi che non si scioglieranno più, quando è bello marroncino, facendo attenzione aggiungete l&#8217;acqua bollente fuori dal fuoco e mescolate. 
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://1.bp.blogspot.com/-Zh_924vBhT0/U14X9yr6FMI/AAAAAAAADRY/Jp6zZmwoR8c/s1600/DSC03348.jpg"><img border="0" height="240" src="https://1.bp.blogspot.com/-Zh_924vBhT0/U14X9yr6FMI/AAAAAAAADRY/Jp6zZmwoR8c/s1600/DSC03348.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Nel caso vogliate usare il caramello ne versate un po&#8217; negli stampini da budino e poi riempite con il composto.
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://3.bp.blogspot.com/-MZMyMcRmLY0/U14YDfqs7aI/AAAAAAAADRs/jbQhlALLiHE/s1600/DSC03349ok.jpg"><img border="0" height="248" src="https://3.bp.blogspot.com/-MZMyMcRmLY0/U14YDfqs7aI/AAAAAAAADRs/jbQhlALLiHE/s1600/DSC03349ok.jpg" width="320" /></a></div>
<p>cuocere a bagno-maria: in una teglia da forno con i bordi alti mettete alcuni fogli di carta assorbente da cucina poi posizionate gli stampi e versate nella teglia tanta acqua sino ad arrivare a metà altezza degli stampini.</p>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://4.bp.blogspot.com/-2kpfbxMQAu8/U14YCX3Z1TI/AAAAAAAADRk/vt1GBBqvtDk/s1600/DSC03353.jpg"><img border="0" height="240" src="https://4.bp.blogspot.com/-2kpfbxMQAu8/U14YCX3Z1TI/AAAAAAAADRk/vt1GBBqvtDk/s1600/DSC03353.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Cuocere a 100° per circa 3 ore, per verificare la cottura si fa la prova dello stecchino che una volta infilzato nel budino deve uscire pulito.</p>
<p>Se volete fare la ricetta originale, dovete preparare la pasta matta:</p>
<p><b><i>Pasta matta</i></b>:  250 g d farina , 15 cl di acqua,1 cucchiaio di olio d&#8217;oliva, pizzico di  sale: mescolare tutti gli ingredienti e lavorare finché il composto non  risulti. omogeneo ; coprire con un panno umido e lasciar  riposare al fresco per 1 ora circa.</p>
<p>Rivestite una teglia dai bordi alti con carta forno o ungetela con il burro, posizionate uno strato sottile di pasta matta, bucherellate il fondo con una forchetta, riempitela con dei legumi secchi a circa 190° sino a cottura.( Metodo detto &#8220;cottura in bianco&#8221; cioè del guscio senza ripieno).<br />Versatevi poi il composto e cuocere in forno preriscaldato a circa 200°-225° per circa 1 ora, ma fate sempre la prova &#8220;stecchino&#8221;.</p>
<p>Il budino va mangiato freddo, nel caso di quello con il caramello lo stampo va rovesciato, nel caso della versione con la pasta va tagliato e servito a fette.</p>
<div>Fonti</div>
<div>&#8220;Antologia della cucina popolare&#8221; Fabriano 1993 P.Angelini, Aurelio C., Balilla Beltrame, Nora Lipparoni,Graziella Picchi, Antonio Trecciola, Corrado Barberis.</div>
<div>&#8220;La credenza delle pastine&#8221; Tommaso Lucchetti</div>
<div>&#8220;Le feste dello spirito&#8221; Tommaso Lucchetti</div>
<div>&#8220;A tavola nel Medioevo&#8221; O.Redon, F. Sabban, S. Serventi</div>
</div>
</div>
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		<item>
		<title>L&#8217;abbaculu di San Biagio</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 14:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbara froio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[biscotto]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[mandorle]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Cercavo da tempo questo dolce tipico di Serra San Bruno, un biscotto tipo nzuda che si prepara in occasione della festa del San Biagio. Non è stato facile avere la ricetta sia perchè appartiene alla tradizione orale sia perchè chi la detiene la conserva gelosamente. La versione che mi è stata data stavolta si avvicina&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/labbaculu-di-san-biagio/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><i><br /></i></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-f-Prju2OcBc/XueDmkSbbxI/AAAAAAAAK3E/HWN1nwcgYccnFxC8NJ6L9e4HFlUoPu9_wCK4BGAsYHg/s2832/IMG_0967.JPG"><img border="0" height="500" src="https://1.bp.blogspot.com/-f-Prju2OcBc/XueDmkSbbxI/AAAAAAAAK3E/HWN1nwcgYccnFxC8NJ6L9e4HFlUoPu9_wCK4BGAsYHg/w370-h500/IMG_0967.JPG" width="370" /></a></div>
<div><i><br /></i></div>
<p>Cercavo da tempo questo dolce tipico di Serra San Bruno, un biscotto tipo nzuda che si prepara in occasione della festa del San Biagio. Non è stato facile avere la ricetta sia perchè appartiene alla tradizione orale sia perchè chi la detiene la conserva gelosamente. La versione che mi è stata data stavolta si avvicina a quanto mi era stato raccontato: croccante all&#8217;esterno e cuore morbido all&#8217;interno. Anche la forma non è venuta per niente male, abbastanza spettacolare.</i></div>
<div><i>Ma perchè il biscotto ha la forma &#8220;do baculu&#8221; ossia del bastone?</i></div>
<div><i>San Biagio, vescovo e martire, viene spesso raffigurato con il suo pastorale vescovile, il bastone decorato dalla punta ricurva che i vescovi portano nelle cerimonie solenni.</i></div>
<div><i>In segno di devozione al Santo le donne di Serra San Bruno preparano <b>l&#8217;abbaculu </b>nel giorno della sua festa, ossia il 3 Febbraio e con questo dolce tra le mani compiono tre giri intorno alla chiesa del santo prima della S. Messa, proprio come il numero di giri che compì la testa di San Biagio dopo la decapitazione.&nbsp;<b>L&#8217;abbaculu </b>può essere mangiato solo dopo la benedizione. Gli innamorati dovranno dividerlo con la ragazza seguendo un&#8217;antica usanza: se lei spezzerà il dolce, riccamente decorato con mandorle e confetti, all&#8217;altezza della voluta, tenendo per se il bastone e lasciando la restante parte all&#8217;innamorato vuol dire che accetta la proposta, altrimenti si rimanda tutto al prossimo&#8230;<b>abbaculu.</b></i></div>
<div><i>Adesso andiamo a prepararlo.</i></div>
<div><i><b>Ingredienti</b></i></div>
<div><i>500 gr di farina 00</i></div>
<div><i>300 gr di zucchero</i></div>
<div><i>250 gr di mandorle pelate</i></div>
<div><i>1 cucchiaino di bicarbonato</i></div>
<div><i>100 ml di olio evo</i></div>
<div><i>150 ml di acqua calda</i></div>
<div><i><b>Preparazione</b></i></div>
<div><i>In<b>&nbsp;</b>una ciotola versate la farina, lo zucchero e il bicarbonato. Amalgamate gli ingredienti e poi unite l&#8217;olio, l&#8217;acqua e infine le mandorle tritate grossolanamente.&nbsp;</i></div>
<div><i>Impastate e quando l&#8217;impasto diventa omogeneo formate dei rotoli dando loro la forma di un pastorale. Secondo la tradizione <b>l&#8217;a</b></i><i><b>bbaculu</b> dovrebbe pesare all&#8217;incirca 250 gr, però io ho preferito farli più piccoli, quasi la metà del peso.</i></div>
<div><i>A questo punto adagiateli su una tortiera rivestita con carta forno e metteteli a cuocere nel forno già caldo a 200° per 20/25 minuti circa. Spegnete il forno e lasciate l&#8217;<b>abbaculu </b>dentro per qualche ora in modo che diventi croccante.</i></div>
<div><i><br /></i></div>
<div><i>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-5eguDlQUswc/XueDvkC41sI/AAAAAAAAK3Q/kdIOAfgtnNUUZtRCPGB6XdcZ-nSp4WgYACK4BGAsYHg/s3078/IMG_0944.JPG"><img border="0" height="500" src="https://1.bp.blogspot.com/-5eguDlQUswc/XueDvkC41sI/AAAAAAAAK3Q/kdIOAfgtnNUUZtRCPGB6XdcZ-nSp4WgYACK4BGAsYHg/w329-h500/IMG_0944.JPG" width="329" /></a></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-pP9eQTNcA4Y/XueD0aoA9oI/AAAAAAAAK3c/kCmX0EEGP28xGD5XVWIZGS3RECAi5ZHBgCK4BGAsYHg/s2986/IMG_0973.JPG"><img border="0" height="500" src="https://1.bp.blogspot.com/-pP9eQTNcA4Y/XueD0aoA9oI/AAAAAAAAK3c/kCmX0EEGP28xGD5XVWIZGS3RECAi5ZHBgCK4BGAsYHg/w345-h500/IMG_0973.JPG" width="345" /></a></div>
<p></i></div>
<div><i><b><br /></b></i></div>
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		<title>Dove bere il caffè a Napoli</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 08:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cinziads89</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Bar Augustus]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Mexico]]></category>
		<category><![CDATA[miscela]]></category>
		<category><![CDATA[panna]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dove bere il caffè a Napoli Oltre che per la tradizione pasticcera, Napoli è famosa anche per &#8216;a tazzulella e cafè, semplicemente inimitabile! Il caffè a Napoli ha 3 caratteristiche imprescindibili: nero, bollente e poco dolce. Insomma, uno dei migliori caffè al mondo, preparato come se fosse una vera e propria “arte”, ma anche un&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/dove-bere-il-caffe-a-napoli/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2020/01/tazzina-stupendacome.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10324" src="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2020/01/tazzina-stupendacome.jpg" alt="Dove bere il caffè a Napoli" width="550" height="421" /></a></h1>
<h1>Dove bere il caffè a Napoli</h1>
<p>Oltre che per la tradizione pasticcera, Napoli è famosa anche per &#8216;a tazzulella e cafè, semplicemente inimitabile!</p>
<div>
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<div>
<div>
<p>Il caffè a Napoli ha 3 caratteristiche imprescindibili: nero, bollente e poco dolce.</p>
<p>Insomma, uno dei migliori caffè al mondo, preparato come se fosse una vera e propria “arte”, ma anche un rituale da ripetere in tutti i momenti della giornata.</p>
<p>Ma saper fare un caffè non è così semplice come sembra e non tutti i bar offrono un caffè come la tradizione comanda.</p>
<p>Dunque, ecco a voi, Dove bere il caffè a Napoli.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<h3></h3>
<h3>Gran Caffè Gambrinus (Via Chiaia 1/2)</h3>
<p>Locale storico napoletano, che deve il suo nome al mitologico re delle Fiandre Joannus Primus, considerato patrono della birra.</p>
<p>Elegante e raffinato, il Gambrinus è il luogo adatto per una colazione o una merenda con vista su Piazza del Plebiscito.</p>
<p>Il caffè è fantastico, ristretto e serviti in tazzine roventi, come da tradizione, al costo di 1,20€ (al bancone).</p>
<p>A questo si accompagnano torte e dolci monoporzione freschi e degni di un peccato di gola.</p>
<p>Come rinunciare a un Santa Rosa al pistacchio o un babà gigante con panna e fragole? Imperdibili!</p>
<p>Oltre alla miscela classica, da provare sono i caffè speciali al cioccolato, alle nocciole e con la panna, accompagnati dalla celebre sfogliatella appena sfornata.</p>
<p>Il Gran Caffè Gambrinus rientra fra i primi dieci Caffè d&#8217;Italia e fa parte dell&#8217;Associazione Locali Storici d&#8217;Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187785-d6180167-Reviews-or10-Caffe_del_Professore-Naples_Province_of_Naples_Campania.html">Caffè del Professore</a> (<span><span>Piazza Trieste e Trento 2</span> | <span>Angolo con via Roma</span>)</span></h3>
<p>Chi ama il buon caffè deve assolutamente fare tappa al Caffè del Professore, un bar piccolo ma molto conosciuto, famoso per il suo caffè da manuale, più simile ad una crema che ad un espresso.</p>
<p>A due passi da Piazza del Plebiscito il locale, oltre all’ottimo espresso cremoso, ricco e dolce al punto giusto, è rinomato anche per il caffè alla nocciola, il caffè con panna, crema e cacao, il caffè al kinder e quello alla Nutella.</p>
<p>Se consumate il caffè con lo zucchero, non meravigliatevi se non vi verrà servita la classica bustina: qui la dose di zucchero è esclusivamente la loro!</p>
<p>Molto buoni anche i cornetti (vuoti o farciti sul momento) e i dolci della tradizione campana, come il babà e le sfogliatelle, sempre freschi e mai stantii.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bar Mexico (3 sedi)</h3>
<p>A dispetto del suo nome esotico, l’insegna rossa e arancione del Bar Mexico a Napoli è tra le più amate.</p>
<p>Un bar senza troppe pretese, dove le ordinazioni vengono ancora annotate sul taccuino, ma dove il caffè viene preparato secondo le regole della tradizione partenopea.</p>
<p>Caffè rigorosamente miscela arabica 100% macinato sul momento e con ottima tostatura, servito in tazzina bollente e zuccherato (amaro solo su richiesta).</p>
<p>Inconfondibile la miscela del caffè Passalacqua, acquistabile presso il bar stesso in grani sfusi e in confezioni già pronte.</p>
<p>Vasto assortimento di <span>dolci</span> e salati davvero gustosi ma non quanto il caffè.</p>
<p>Unico consiglio: bevete un bicchiere d&#8217;acqua prima del caffè, così da apprezzarne a pieno il gusto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187785-d2557718-Reviews-Gran_Caffe_Ciorfito-Naples_Province_of_Naples_Campania.html">Gran caffè Ciorfito</a> (Via San Biagio dei Librai 90/91)</h3>
<p>Nel cuore di Napoli, nelle vicinanze della strada dei presepi di San Gregorio Armeno, il Gran Caffè Ciorfito è una tappa obbligatoria se si vuole assaporare un ottimo caffè.</p>
<p>La miscela usata è Toraldo, molto apprezzata dai napoletani e, più in generali, dai buon intenditori.</p>
<p>La particolarità di questo bar è che ogni caffè viene personalizzato in base ai gusti del cliente: arricchito con scaglie di cioccolato bianco o fondente, con nocciole, cioccolato kinder, panna fresca montata, ecc.</p>
<p>Il più richiesto è il brasiliano completo, con tanto di cucchiaino di cioccolato fondente.</p>
<p>Servizio veloce e preciso, il barista adorna le consumazioni con piccole decorazioni.</p>
<p>Uno dei migliori bar nel centro storico di Napoli, zona presepi, con prodotti sempre freschi, vari, di qualità.</p>
<p>Da sottolineare anche la bontà delle paste in particolare delle sfogliatelle, ricce e frolle, servite calde calde.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwjh8OPIupLnAhWPposKHVGmB0wQFjAAegQIAxAB&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tripadvisor.it%2FRestaurant_Review-g187785-d3721903-Reviews-Augustus_Napoli-Naples_Province_of_Naples_Campania.html&amp;usg=AOvVaw2wxUInnsycVFfObgV5b2Fq">Bar Augustus</a> (Via Toledo 147)</h3>
<p>Dal 1927 il Bar Augustus è un caposaldo della pasticceria artigianale napoletana, famoso non solo per dolci e pasticceria ma anche per le specialità salate.</p>
<p>Interni in radica, cortesia e simpatia del personale sono i pezzi forte di questo bar, oltre al caffè di ottima qualità, servito rigorosamente nella tazzina rovente.</p>
<p>Il caffè si può accompagnare con mignon, dolci monoporzione campani e fette di torte, tutto di produzione artigianale.</p>
<p>Una nota di merito va alla sfogliatella, un po&#8217; più piccola del normale ma con un ripieno dal sapore ricercato e delicato.</p>
<p>Nei periodi festivi, troverete al Bar Augustus struffoli e pastiere disponibili anche su ordinazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.grancaffelacaffettiera.com/it/">Gran caffè La Caffettiera</a> (Piazza dei Martiri 26)</h3>
<p>Come riportato sul sito, il Gran caffè La Caffettiera è da  35 anni il salotto buono dell’ospitalità napoletana, ideato dalla famiglia di imprenditori napoletani Campajola, da più un secolo impegnati nel mondo della ristorazione.</p>
<p>La cura nella scelta delle miscele, l’attenta lavorazione dei chicchi a seconda del tasso giornaliero d’umidità hanno fatto ricevere al “La Caffettiera” il titolo di di prima “Ambasciata del Caffè Napoletano“.</p>
<p>Si comincia la mattina con il caffè e la colazione a base di lievitati, mignon e torte artigianali, per passare poi alla pausa pranzo con tramezzini e rosticceria, alla merenda con  creazioni di piccola pasticceria o cioccolateria e ricchi aperitivi.</p>
<p>Caffè eccellente della miscela Kimbo e dolci prelibati fanno di questo caffè un locale molto frequentato e da sempre nel cuore dei napoletani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
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<ol>
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		<title>6 posti dove mangiare il cuoppo fritto a Napoli</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/6-posti-dove-mangiare-il-cuoppo-fritto-a-napoli/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 09:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cinziads89</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[arancini]]></category>
		<category><![CDATA[Di Matteo]]></category>
		<category><![CDATA[fritto]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[momento]]></category>
		<category><![CDATA[padella]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>

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		<description><![CDATA[6 posti dove mangiare il cuoppo fritto a Napoli 6 posti dove mangiare il cuoppo fritto a Napoli Molti pensano che lo street food sia un&#8217;invenzione americana ma a Napoli, invece, è una vera e propria tradizione. Cosa c&#8217;è di meglio del gustare un bel cuoppo di mare passeggiando lungo la Chiaia? Un attimo: cos&#8217;è&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/6-posti-dove-mangiare-il-cuoppo-fritto-a-napoli/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/01/farinella.jpg"><img class="size-full wp-image-9527" src="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/01/farinella.jpg" alt="6 posti dove mangiare il cuoppo fritto a Napoli" width="520" height="410" /></a><br />
<figcaption>6 posti dove mangiare il cuoppo fritto a Napoli</figcaption>
</figure>
<h1>6 posti dove mangiare il cuoppo fritto a Napoli</h1>
<p>Molti pensano che lo street food sia un&#8217;invenzione americana ma a Napoli, invece, è una vera e propria tradizione.</p>
<p>Cosa c&#8217;è di meglio del gustare un bel cuoppo di mare passeggiando lungo la Chiaia?</p>
<p>Un attimo: cos&#8217;è un &#8220;cuoppo&#8221;?! Il tipico street food partenopeo, un mix di fritti napoletani cotti sul momento e serviti caldi caldi.</p>
<p>Quasi tutte le friggitorie offrono cuoppi &#8220;di mare&#8221; (con alici, filetti di baccalà e anelli di totano) e  &#8220;di terra&#8221; (con verdure pastellate), da accompagnare con i grandi classici della cucina campana: le montanare, i ciurilli, le zeppoline e i crocché.</p>
<p>Dunque, se il vostro stomaco sta già brontolando, ecco la voi i 6 posti dove mangiare il cuoppo fritto a Napoli, tutti sinonimo di frittura eccelsa, leggera e perfettamente dorata.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h1>6 posti dove mangiare il cuoppo fritto a Napoli</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<div>
<h3><span>Passione di Sofì (Via Toledo)<br />
</span></h3>
<p>Una friggitoria che deve il suo nome ad un&#8217;antica popolana napoletana che, secondo la leggenda, con la sua bravura in cucina, fece innamorare il re Ferdinando I di Borbone.</p>
<p>Gli arredi d&#8217;epoca, il clima accogliente e conviviale e il profumino di frittura che fuoriesce dalla porta fanno di questa friggitoria una vera e propria mecca per chi passeggia lungo via Toledo, quindi non meravigliatevi se dovrete pazientare qualche minuto per essere serviti.</p>
<p>Nel menu trovate i classici fritti napoletani (zeppoline, calzoni, ciurilli, crocché e montanare), ma anche proposte alternative come le frittelle di baccalà e le alici di Cetara.</p>
<p>Superlativi i cuoppi di mare e di terra, fritti alla perfezione, per niente unti, serviti in porzioni abbondanti e ad un prezzo veramente basso: 3,50€ per un cuoppo con 12 pezzi!</p>
<p>I miei consigli? Il cuoppo di terra (con frittatine, arancini, crocché, verdure pastellate e frittelle di pasta cresciuta) e la montanara con pomodoro e parmigiano.</p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Friggitoria Vomero (Via D. Cimarosa 44)</h3>
<p>Una delle friggitorie storiche di Napoli, aperta da più di 80 anni e sempre gestita dalla famiglia Acunzo.</p>
<p>Molto conosciuta in tutta la città, è sinonimo di fritture perfette, dorate e mai unte, croccanti e leggere.</p>
<p>La frittura è a vista e fatta sul momento, e questo è sinonimo di garanzia e ottima qualità.</p>
<p>I pezzi forti sono le zeppole, i crocché, gli arancini, le melanzane impanate e fritte e gli scagliottini.</p>
<p>Rapporto qualità-prezzo imbattibile: con pochi euro si esce soddisfatti e a pancia piena.</p>
<p>Unico neo: non ci sono posti a sedere, quindi preparatevi a prendere il vostro cartoccio e gustarlo lungo la strada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il cuoppo friggitori napoletani (Via San Biagio dei Librai 23)</h3>
<p>Nel cuore di Spaccanapoli, Il cuoppo propone le classiche ricetta della friggitoria napoletana: zeppoline, fiori di zucca, mozzarelline, verdure pastellate, alici, calamari, baccalà, arancini, crocché.</p>
<p>Non ci sono posti a sedere e l&#8217;arredo è spartano, con maioliche colorate e foto di Maradone appese alle pareti, ma il personale è simpatico e cortese, pronto a soddisfare la vostra voglia di fritto.</p>
<p>I fritti sono fantastici, dorati e non unti, fritti al momento e serviti caldi caldi inun cono di carta assorbente.</p>
<p>Se dopo aver assaggiato il cuoppo di mare o quello di terra sarete ancora affamati, lasciatevi tentare da un cuoppo dolce con le mitiche graffette alla nutella. Un vero e proprio peccato di gola!</p>
<p>I prezzi vanno dai 4 ai 6 euro e sono estremamente bassi rispetto alla qualità del prodotto offerto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Fiorenzano (Via Pignasecca 48)</h3>
<p>Fiorenza è senza dubbio la friggitoria più conosciuta di Napoli, situata proprio nel cuore della città, e da sempre sinonimo di bontà e qualità.</p>
<p>I &#8220;cuoppi&#8221; sono composti da frittatine di pasta, arancini, crocché, ciurilli ripieni e non, verdure pastellate e zeppulelle.</p>
<p>I fritti sono perfetti, dorati e poco unti, preparati sul momento e serviti caldi, pronti per essere gustati passeggiando per le vie del centro.</p>
<p>Se siete molto affamati, accompagnate il cuoppo con le montanarine o i diavoletti (straccetti di pasta fritta conditi con pomodoro e parmigiano).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La padella (Piazza Arenella 21)</h3>
<p>Se siete al Vomero, non perdetevi La padella, un punto di riferimento per gli amanti della rosticceria napoletana.</p>
<p>Aperta nel lontano 1967 dal nonno Mario, oggi la rosticceria è gestita dai nipoti Mario e Mario e continua a riscuotere il successo di sempre, grazie alla qualità delle materie prime, alla bravura e alla passione che mettono nella loro opera.</p>
<p>Non c&#8217;è da meravigliarsi quindi che La padella sia il luogo perfetto per fare uno spuntivo con una frittatina di maccheroni, un arancino, una pizza fritta con scarola o prosciutto, o un crocché.</p>
<p>Tutti i fritti sono croccanti, perfettamente dorati, per niente unti e serviti caldi; il pezzo forte è la frittata di maccheroni, croccante fuori e morbida dentro, preparata con besciamella, carne macinata e piselli, una vera prelibatezza.</p>
<p>Se siete particolarmente affamati, non fermatevi ai prodotti da friggitoria ma lasciatevi tentare da una porzione di lasagna o un bel pollo allo spiedo, famoso per essere uno dei migliori della città.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Di Matteo (Via dei Tribunali 94)</h3>
<p>Se siete in dubbio tra una bella pizza margherita e un cuoppo, scegliete entrambi e fiondatevi da Di Matteo, la mecca dello street food partenopeo.</p>
<p>Un locale piccolo e spartano, dove dovrete sicuramente fare la fila per essere serviti, ma l&#8217;attesa sarà ben ripagata.</p>
<p>La pizza è strepitosa, leggera e sapientemente condita con ingredienti di prima qualità, cotta a legna e servita anche nella versione &#8220;a portafoglio&#8221;.</p>
<p>I fritti sono altrettanto spettacolari, leggeri e croccanti, serviti rigorosamente caldi. Il pezzo forte è la frittatina di maccheroni, preparata con bucatini, carne macinata, piselli e besciamella.</p>
<p>E il menu non è finito! Come si può tralasciare la pizza fritta con salsiccia, provola e friarelli? Oppure i supplì, le zeppole e i panzerotti?</p>
<p>Beh, da Di Matteo la scelta è ampia e non basterà una sola visita per soddisfare il palato, provare per credere!</p>
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