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	<title>Food Blogger Mania &#187; Giovanni Battista</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>Lasagna ripiena di zucca con crema di pecorino</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sabrinafattorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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		<description><![CDATA[La lasagna ripiena di zucca con crema di pecorino si ispira ai cappellacci di zucca ferraresi. Un piatto simbolo della cucina di questa città e una dichiarazione d’amore per uno dei grandi prodotti di questa terra: la zucca. I cappellacci di zucca ferraresi La prima&#160;ricetta scritta&#160;dei cappellacci di zucca risale al 1584 ed è di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lasagna-ripiena-di-zucca-con-crema-di-pecorino/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<figure><img width="731" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2021/01/Lasagna-ripiena-di-zucca-con-crema-di-pecorino-1-731x1024.png" alt="Lasagna ripiena di zucca con crema di pecorino" class="wp-image-8696" /></figure>
</div>
<p><strong>La lasagna ripiena di zucca con crema di pecorino</strong> si ispira ai <strong>cappellacci di zucca ferraresi</strong>. Un piatto simbolo della cucina di questa città  e una dichiarazione d’amore per uno dei grandi prodotti di questa terra: la zucca.</p>
<h4><strong>I cappellacci di zucca ferraresi</strong></h4>
<p>La prima&nbsp;<strong>ricetta scritta</strong>&nbsp;dei cappellacci di zucca risale al 1584 ed è di<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.taccuinigastrosofici.it/ita/news/moderna/spuntini-letterari/Dello-Scalco-Giovan-Battista-Rossetti.html"> <strong>Giovanni Battista Rossetti</strong></a>, cuoco della corte di Alfonso&nbsp;II&nbsp;d’Este, che la pubblica nella sua opera “Dello Scalco” come &#8220;tortelli di zucca con il butirro&#8221;, cioè con il burro.</p>
<p>La ricetta da allora è un po&#8217; cambiata, più che altro nella speziatura, che nella ricetta rinascimentale era più importante. Oggi sono rimasti noce moscata e pepe, mentre si sono persi cannella e zenzero.</p>
<p>La zucca usata è sempre la zucca violina, dalla tipica forma allungata, che in passato, debitamente svuotata della polpa, veniva usata come serbatoio per l&#8217;acqua o per contenere la polvere da sparo. </p>
<p>Il nome cappellacci,&nbsp;<strong>caplaz</strong>&nbsp;in dialetto, deriva dal cappello di paglia a tesa larga dei contadini, che serviva per proteggersi dal sole durante il lavoro nei campi. Nella pianura ferrarese, per secoli la zucca è stata la principale fonte di sostentamento degli agricoltori.</p>
<h4><strong>Dai cappellacci alla lasagna</strong></h4>
<p>Invece di fare i cappellacci, ho pensato di fare una lasagna ripiena, per fare una pasta diversa, molto scenografica. Si chiama lasagna, perché si fa dalla pasta semplicemente tirata in grandi rettangoli, come per fare le lasagne. Ma per fare questa, si farciscono a metà con un ripieno, si chiudono su se stesse e si arrotolano come un fiore.</p>
<p>Se vi è piaciuta <strong>la lasagna ripiena di zucca con crema di pecorino</strong>, nel blog potrete trovare altri piatti interessanti da fare con la zucca come la<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2016/11/lasagna-mantovana.html"> lasagna mantovana con zucca, amaretti e mostarda di mele</a></strong>, o i<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2012/12/ravioli-di-pecorino-di-pienza-con-zucca-gialla-profumata-allarancia.html"> ravioli di pecorino di Pienza con zucca gialla profumata all’arancia</a></strong></p>
</p>
<div>
<figure><img width="731" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2021/01/Lasagna-ripiena-di-zucca-con-crema-di-pecorino-3-731x1024.png" alt="" class="wp-image-8704" /></figure>
</div>
<div>
<div>
<div>
<div><img style="border-width: 0px;border-style: solid;border-color: #666666" width="150" height="150" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2021/01/Lasagna-ripiena-di-zucca-immagine-in-evidenza-150x150.png" class="attachment-150x150 size-150x150" alt="" /></div>
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/wprm_print/recipe/8692" target="_blank" rel="nofollow"><span></span> Stampa</a></p>
<div></div>
<h2>Lasagna ripiena di zucca con crema di pecorino</h2>
<div></div>
<div></div>
<div>
<div><span>Portata </span><span>Primi piatti</span></div>
<div><span>Cucina </span><span>Italiana</span></div>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div><span>Porzioni </span><span><span>12</span> <span>lasagne</span></span></div>
<div><span>Chef </span><span>Sabrina Fattorini</span></div>
<div>
<h3>Ingredienti</h3>
<div>
<h4>per la pasta</h4>
<ul>
<li><span>200</span> <span>g</span> <span>di farina 00</span></li>
<li><span>100</span> <span>g</span> <span>di semola di grano duro</span></li>
<li><span>3</span> <span>uova intere</span></li>
<li><span>1</span> <span>pizzico</span> <span>di sale</span></li>
</ul>
</div>
<div>
<h4>Per il ripieno</h4>
<ul>
<li><span>400</span> <span>g</span> <span>di zucca</span></li>
<li><span>80</span> <span>g</span> <span>di Parmigiano</span></li>
<li><span>un </span> <span>pizzico</span> <span>di noce moscata</span></li>
<li><span>un </span> <span>pizzico</span> <span>di sale</span></li>
<li><span>un </span> <span>pizzico</span> <span>di pepe</span></li>
<li><span>q.b.</span> <span>di pan grattato </span> <span>solo se serve a compattare il ripieno</span></li>
</ul>
</div>
<div>
<h4>Per la salsa</h4>
<ul>
<li><span>100</span> <span>g</span> <span>di pecorino</span></li>
<li><span>1</span> <span>mestolo</span> <span>di acqua di cottura della pasta</span></li>
<li><span>100</span> <span>ml</span> <span>circa di panna fresca</span></li>
</ul>
</div>
<div>
<h4>Presentazione del piatto</h4>
<ul>
<li><span>q.b.</span> <span>di burro fuso</span> <span>per lucidare e condire le lasagne</span></li>
<li><span>alcuni</span> <span>dadini</span> <span>di zucca cotta in forno</span> <span>conditi con olio sale e pepe</span></li>
<li><span>alcuni</span> <span>rametti</span> <span>di timo</span></li>
<li><span>q.b.</span> <span>pecorino grattugiato</span></li>
<li><span>alcuni</span> <span>amaretti sbriciolati</span></li>
</ul>
</div>
</div>
<div>
<h3>Istruzioni</h3>
<div>
<h4>Preparazione</h4>
<ul>
<li>
<div>Lavare la zucca e tagliarla a rondelle h. 2 cm. Disporle su una teglia da forno ricoperta di carta forno e infornare a 180° per 30-40 minuti.</div>
</li>
<li>
<div>Intanto preparare la pasta. Impastare tutti gli ingredienti fare una palla e metterla in frigo a riposare per almeno 30 minuti.</div>
</li>
<li>
<div>Appena la zucca è morbida, togliere la buccia scavandola con un cucchiaio, schiacciare la polpa con la forchetta e aggiungere gli altri ingredienti. Il ripieno si può lasciare così, un po’ rustico oppure frullarlo con il frullatore ad immersione per renderlo più vellutato. Inserirlo in sac a poche.</div>
</li>
<li>
<div><span>Dopo il riposo tirare la pasta con la macchinetta, aiutandosi con una spolverata di semola di grano duro allo spessore più sottile.</span></div>
</li>
<li>
<div>Fare strisce di circa 25 cm x 10. Riempirle a metà con una striscia di ripieno. Chiuderle facendo attenzione a non lasciare bolle d’aria e arrotolarle.</div>
</li>
<li>
<div>Man mano che sono pronte appoggiarle su una teglia spolverata di semola di grano duro.</div>
</li>
<li>
<div>Intanto far bollire l’acqua in una casseruola bassa e larga.</div>
</li>
<li>
<div><span>Salare l’acqua in ebollizione e calare le lasagne arrotolate, cuocendole per 3 minuti circa.</span></div>
</li>
<li>
<div>Mentre la pasta cuoce, preparare la crema di pecorino con l’acqua di cottura della pasta e appena raggiunta la cremosità aggiungere panna fresca. Scaldare la salsa al microonde.</div>
</li>
<li>
<div><span>Togliere le lasagne dall’acqua con un mestolo forato e appoggiarle su un piatto, condirle con burro fuso e impiattare.</span></div>
</li>
<li>
<div><span>Salsa a specchio sul fondo, lasagna sopra e decorare con dadini di zucca, erbe aromatiche e pecorino grattugiato. Volendo si può sbriciolare un amaretto sopra per una nota croccante.</span></div>
</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div>
<figure><img width="731" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2021/01/Lasagna-ripiena-di-zucca-con-crema-di-pecorino-2-731x1024.png" alt="" class="wp-image-8703" /></figure>
</div>
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		<title>Week-end a Torino</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 08:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cinziads89</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Alberto]]></category>
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		<category><![CDATA[Museo Egizio]]></category>
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		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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		<category><![CDATA[Valentino]]></category>

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		<description><![CDATA[Week-end a Torino Week-end a Torino Con l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno, vengono abbandonate le calde spiagge e le mete preferite per i week-end fuori porta diventano le città d&#8217;arte. In questo articolo voglio raccontarvi cosa fare, vedere e mangiare in due giorni nella splendida Torino, città ricca di cultura, arte, storia e natura, grazie allo stupendo Parco&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/week-end-a-torino/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/turismo-torino-federalberghi-2019-633x400.jpg"><img class="size-full wp-image-9955" src="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/turismo-torino-federalberghi-2019-633x400.jpg" alt="Week-end a Torino" width="633" height="400" /></a><br />
<figcaption>Week-end a Torino</figcaption>
</figure>
<h1>Week-end a Torino</h1>
<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno, vengono abbandonate le calde spiagge e le mete preferite per i week-end fuori porta diventano le città d&#8217;arte.</p>
<p>In questo articolo voglio raccontarvi cosa fare, vedere e mangiare in due giorni nella splendida Torino, città ricca di cultura, arte, storia e natura, grazie allo stupendo Parco del Valentino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Week-end a Torino</h4>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/713e241f704c44b98738a8fafa968734-1.jpg"><img class="size-large wp-image-9956" src="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/713e241f704c44b98738a8fafa968734-1-720x480.jpg" alt="Week-end a Torino" width="720" height="480" /></a><br />
<figcaption>Week-end a Torino</figcaption>
</figure>
<h4>Week-end a Torino</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giorno 1: Museo Egizio, Mole Antonelliana, Piazza Vittorio</h3>
<p>Arriviamo a Torino con un treno Italo da Roma: il viaggio è durato 4 ore e mezzo e siamo partiti all&#8217;alba (poco prima delle 6 del mattino) ma abbiamo dormito in treno e siamo arrivati in città a metà mattina.</p>
<p>Lasciamo gli zaini in hotel (abbiamo scelto un b&amp;b vicino la stazione per il nostro Week-end a Torino, molto carino e pulito) e usciamo subito alla scoperta della città.</p>
<p>Un caffè è d&#8217;obbligo e pertanto ci fermiamo da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwjx3vmdsc3kAhUS3aQKHZTXB-gQFjAAegQIAxAB&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tripadvisor.it%2FRestaurant_Review-g187855-d1180829-Reviews-Roma_gia_Talmone-Turin_Province_of_Turin_Piedmont.html&amp;usg=AOvVaw03uOqJLKl9IAP09SwrOoDA"><strong>Roma già Talmone</strong></a>, in Piazza Carlo Felice, storico bar pasticceria famoso per la produzione dei dolci della tradizione torinese, praline, cioccolatini e i classici Gianduiotti.</p>
<p>Caffè e cornetto stracolmo di cioccolata 2,50€, ottimo direi!</p>
<p>Carichi di energia, partiamo in direzione del Museo Egizio, fermandoci però prima in Piazza San Carlo, una delle piazze principali di Torino, caratterizzata dai portici, le <strong>le sue 2 chiese gemelle</strong> (la chiesa di Santa Cristina e la chiesa di San Carlo Borromeo) e la <strong>statua equestre di Emanuele Filiberto, Duca di Savoia</strong>.</p>
<p>Il tempo di scattare i selfie di rito e ripariamo alla volta del <strong>Museo Egizio</strong>, prima tappa del nostro week-end torinese, un museo tra i più grandi e importanti del mondo e secondo solo a quello del Cairo.</p>
<p>Il biglietto di ingresso costa 15€ + 2€ per la prevendita (in caso di acquisto online, come abbiamo fatto noi per evitare file).</p>
<p>Articolato su 4 piani, il museo conserva innumerevoli reperti ritrovati e portati in Italia da Schiapparelli, tombe, statue e templi che conquisteranno l&#8217;attenzione anche dei non appassionati alla cultura egiziana.</p>
<p>Usciti dal museo, passiamo davanti <strong>Palazzo Carignano</strong> (palazzo barocco del XVII secolo, oggi sede del Museo del Risorgimento) e troviamo a destra il <strong>Teatro Regio</strong> di Torino e, a sinistra, <strong>Palazzo Madama</strong> e poi <strong>Piazza Castello</strong>.</p>
<p>Proprio dietro il Palazzo Carignano, è possibile vedere la <strong>piazza Carlo Alberto</strong>, con la <strong>statua equestre di Carlo Alberto di Sardegna.</strong></p>
<p>Essendo ora di pranzo, acquistiamo due piadine vicino Piazza Castello e le mangiamo camminando verso il Palazzo Reale di Torino.</p>
<p>Tornati in Piazza Castello, ci concediamo una lenta passeggiata sotto i portici, lungo <strong>via Po</strong>, tra caffè, bistrot e boutique di lusso, con una piccola deviazione su Via Montebello per andare alla <strong>Mole Antonelliana, </strong>da sempre il simbolo della città per eccellenza.</p>
<p>La Mole ospita il <strong>Museo Nazionale del Cinema</strong><em>, </em>il paradiso per gli amanti della macchina da presa come me.</p>
<p>Il biglietto costa 11€ + 1,50€ per la prevendita (per acquisti online) e fidatevi, non rimarrete delusi.</p>
<p>Visitare il Museo è una full immersion tra ricostruzioni di set famosi, cimeli, attrezzature di ogni epoca, ed esperienze interattive.</p>
<p>Come al solito quando ci si diverte, il tempo vola e, essendo quasi ora di cena, riprendiamo Via Po e arrivando fino a <strong>Piazza Vittorio</strong>, una piazza suggestiva perchè illuminata con lampioni impero con braccio a cornucopia progettati da Guido Ghidelli.</p>
<p>Attraversiamo il ponte per ammirare la <strong>chiesa della Gran Madre di Dio, </strong>costruita in onore di Vittorio Emanuele I, per la sua vittoria su Napoleone nel 1814.</p>
<p>In stile neoclassico, la chiesa ricorda il Pantheon di Roma e, secondo una leggenda, il Santo Graal sarebbe stato sepolto fuori dalla chiesa, tra le due statue che rappresentano la Fede e la Religione.</p>
<p>Torniamo in dietro e ci fermiamo per cena nei dintorni di Piazza Vittorio.</p>
<p>Innamorati della stupenda Piazza, ceniamo da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187855-d3456639-Reviews-Poormanger-Turin_Province_of_Turin_Piedmont.html">Poormanger</a> (Via Maria Vittoria 36/B), un locale unico nel suo genere, incentrato su politiche rivolte al consumo, ben arredato e con cucina a vista.</p>
<p>Il menu è incentrato sulle britanniche jacked potato, ovvero patate ripiene da accompagnare con antipasti, zuppe e dolci fatti in casa.</p>
<p>Non si può prenotare e non si paga il coperto.</p>
<p>Le patate ripiene costano dai 5€ ai 9,50€ l&#8217;una, a seconda del ripieno scelto, e per saziarvi ne basta una, magari da accompagnare con un tagliere di salumi e formaggi, o con un dolce di fine pasto.</p>
<p>Noi abbiamo speso meno di 15€ a testa e vi consiglio di assaggiare la patata con burrata, valeriana e pomodorini, molto buona e non troppo pesante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/palazzo-reale-torino-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9958" src="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/palazzo-reale-torino-1.jpg" alt="Week-end a Torino" width="633" height="400" /></a></p>
<h3>Giorno 2: Palazzo Reale, Cattedrale di San Giovanni Battista, Castello del Valentino</h3>
<p>Iniziamo l&#8217;ultimo giorno del nostro Week-end a Torino con una ghiotta colazione da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=2&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwj6q-3Ut83kAhXC-6QKHfOwCaAQFjABegQICBAB&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tripadvisor.it%2FRestaurant_Review-g187855-d11624987-Reviews-Farmacia_Del_Cambio-Turin_Province_of_Turin_Piedmont.html&amp;usg=AOvVaw0W8vOud0aLLkbrZGBsGvw5"><strong>Farmacia del Cambio</strong></a>, in piazza Carignano, ex bottega di speziali aperta nel 1833 e diventata, nel 2014, pasticceria e ristorante stellato.</p>
<p>All’interno l’arredamento è rimasto quello dell’epoca con vetrine e scaffali in legno dove vengono esposti dolci freschi e di prima qualità.</p>
<p>Trovandoci in un luogo rinomato, non possiamo fare colazione con cornetto e cappuccino ma ci lasciamo tentare da un Bonet (il classico budino piemontese a base di cacao, liquore e amaretti) e una fetta di torta di nocciole.</p>
<p>Certo, la colazione non è stata proprio economica (quasi 15€) ma abbondamente superiore alle aspettative.</p>
<p>La nostra prima tappa della giornata è la visita al <strong>Palazzo Reale</strong>, in Piazza Castello (biglietto 6€).</p>
<p>Costruito nel 1646, il Palazzo fu residenza reale fino al 1865; oggi è possibile visitare le varie sezioni del palazzo:</p>
<ul>
<li><strong>Gli appartamenti del re</strong>, con decorazioni lussuose dorate ovunque.</li>
<li><strong>La Libreria Reale</strong> e i suoi 200,000 libri, tra cui figurano capolavori come l’autoritratto o il Codice sul volo degli uccelli di Leonardo da Vinci.</li>
<li><strong>L’Armeria Reale</strong> e la sua impressionante collezione di cavalli imbalsamati con i loro cavalieri armati.</li>
<li><strong>La galleria Sabauda</strong>, ​​che espone dipinti dal 14° al 20° secolo</li>
<li><strong>I giardini reali</strong> (ingresso gratuito)</li>
</ul>
<p>Il Palazzo è meraviglioso, talmente bello da lasciare a bocca aperta: per godersi tutto con calma servirebbero circa 2/3 ore ma noi, restando in città solo per due giorni, ci accontentiamo di una visita di poco più di 1 ora.</p>
<p>Usciti dal Palazzo, a lato, troviamo la <strong>Cattedrale di San Giovanni Battista,</strong> la chiesa principale di Torino, famosa per ospitare la<strong> sacra Sindone</strong>, la quale si dice abbia avvolto il corpo di Cristo.</p>
<p>La reliquia riposa sotto un sigillo a tenuta stagna ed è coperta da un lenzuolo, quindi non possiamo ammirarla.</p>
<p>Prendiamo un autobus che conduce fino alla zona dei <strong>Murazzi</strong>, il posto più vivace e giovanile della città, patria degli studenti piemontesi. Passeggiamo lungo Po e arriviamo all&#8217;<strong>Arco Monumentale dell&#8217;Arma di Artiglieria</strong> e poi, addentrandoci nel Parco, al famoso <strong>Castello del Valentino</strong>, oggi sede della facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.</p>
<p>Immerso nel verde del Parco del Valentino, per gli studenti di Architettura deve essere un piacere ogni volta recarsi in facoltà per seguire le lezioni.</p>
<p>Essendo domenica, non possiamo visitare il Castello ma ci limitiamo a scattare qualche foto e rilassarci nel Parco circostante mangiando due panini in un chiosco all&#8217;interno del parco.</p>
<p>Il Parco è bellissimo e ben tenuto, un polmone verde importante per la città, pieno di ragazzi, famiglie con bambini e persino scoiattoli che scorrazzano in cerca di cibo. Sembra quasi Central Park!</p>
<p>Arriviamo fino al <strong>Borgo medioevale</strong>, proprio all&#8217;interno del Parco e poi, a metà pomeriggio, riprendiamo il treno per tornare a Roma in serata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p>No related posts.</p>
</div>
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		<title>Alcuni simboli della Quaresima</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 15:15:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[realt]]></category>

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		<description><![CDATA[Il simbolo, dal verbo greco “symbállō”, “metto insieme”, ha lo scopo di unire due realtà apparentemente differenti, dandogli anche un valore emotivamente significativo. Il ricorso al simbolo nel cristianesimo delle origini, derivò dal divieto di idolatrare le immagini e di rappresentare Cristo e Maria. Quindi, i primi cristiani ricorsero a mezzi espressivi e comunicativi con&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/alcuni-simboli-della-quaresima/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il simbolo, dal verbo greco “symbállō”, “metto insieme”, ha lo scopo di unire due realtà apparentemente differenti, dandogli anche un valore emotivamente significativo.<br />
Il ricorso al simbolo nel cristianesimo delle origini, derivò dal divieto di idolatrare le immagini e di rappresentare Cristo e Maria.<br />
Quindi, i primi cristiani ricorsero a mezzi espressivi e comunicativi con significati nascosti, comprensibili solo tra di loro.<br />
Durante la Quaresima (La Quaresima è il periodo che precede la Pasqua e che inizia ufficialmente con il Mercoledì delle Ceneri e termina con il Giovedì Santo. Come suggerisce anche il nome, la Quaresima dura quaranta giorni, un numero molto simbolico per i fedeli. In particolare i quaranta giorni di Quaresima vogliono richiamare alla mente del fedele i quaranta giorni che Gesù passò nel deserto dopo aver ricevuto il battesimo da Giovanni Battista, resistendo alle tentazioni, prima di iniziare la sua opera di predicazione) incontriamo alcuni di questi simboli:</p>
<p>LA CENERE</p>
<p>La cenere sporca, parla di distruzione e morte, riporta alle origini della Creazione, ma ha una valenza significativa. Essa secondo&#8230;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.cookaround.com/ormedellanima/simboli-della-quaresima/" target="_blank" rel="noopener">Continua a leggere &gt;&gt;</a></p>
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		<title>La miglior pizza del mondo? Non esiste!</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Aug 2018 17:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>I Sapori del Mediterraneo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[abbinamento]]></category>
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		<category><![CDATA[Giovanni Battista]]></category>
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		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella]]></category>
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		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Esisterà mai la miglior pizzeria del mondo? Tre persone possono decidere le sorti di una classifica ? Chi sceglie le pizzerie da valutare e su quali criteri? I media o le classifiche influenzano la massa? Quali sono i ruoli degli sponsor in queste classifiche? &#160; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. Una grande confusione viaggia intorno al circuito pizza, una&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-miglior-pizza-del-mondo-non-esiste/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<div>Esisterà mai la miglior pizzeria del mondo? Tre persone possono decidere le sorti di una classifica ? Chi sceglie le pizzerie da valutare e su quali criteri? I media o le classifiche influenzano la massa? Quali sono i ruoli degli sponsor in queste classifiche? &nbsp;</div>
<div>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. Una grande confusione viaggia intorno al circuito pizza, una guerra senza esclusione di colpi; da un lato il pizzaiolo, quello vero, dall&#8217;altro il marketing forsennato che il più delle volte dà un&#8217; immagine contorta del mondo pizza.</div>
<div>&nbsp;Oggi la pizza sta subendo una radicale trasformazione dettata principalmente da due fattori:&nbsp; moda del momento e innovazione composta della tradizione.</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-tNkYXQK4fLM/W3sV1rlw7AI/AAAAAAAAOFM/m_OTXgepW1s2RrYd0gJVu8gaM-8cBZqSQCLcBGAs/s1600/Margherita%2Bsbagliata%2Bdi%2Bfranco%2Bpepe%2Bpizzeria%2Bpepe%2Bin%2Bgrani.jpg"><img border="0" height="426" src="https://2.bp.blogspot.com/-tNkYXQK4fLM/W3sV1rlw7AI/AAAAAAAAOFM/m_OTXgepW1s2RrYd0gJVu8gaM-8cBZqSQCLcBGAs/s640/Margherita%2Bsbagliata%2Bdi%2Bfranco%2Bpepe%2Bpizzeria%2Bpepe%2Bin%2Bgrani.jpg" width="640" /></a></div>
<div>La prima è caratterizzata da una trasformazione strutturale, modifica della forma del disco con spessore spropositato del cornicione. Questo tipo di pizza,&nbsp; soprannominata canotto, è semplicemete un oltraggio a quella tradizionale( quel cornicione alto non è altro che pasta trasferita dal pizzaiolo durante la stesura del disco), altro fattore e&#8217; la lunghissima maturazione della pasta che non tutti fanno per questione di gestione . Quando mangi la pizza canotto ad un certo punto ti ritrovi in mano un bel pezzo di cornicione asciutto tipo focaccia (che nella stragrande maggioranza, come scritto sopra, sulla gestione della maturazione della pasta) crudo e gommoso canotto&nbsp; </div>
<div>Questi cornicioni cavernosi sono fighi da fotografare!&nbsp;&nbsp;</div>
<div>L&#8217;innovazione composta della tradizione riguarda l&#8217;abbinamento dei condimenti che fino a qualche anno fa erano inimmaginabili; la fantasia del pizzaiolo abbinata alle eccellenza del territorio.&nbsp;</div>
<div>L&#8217;esempio di questo binomio porta dritto a Franco Pepe, della pizzeria Pepe in Grani di Caiazzo, considerato per alcuni miglior pizzaiolo al mondo.&nbsp; </div>
<div>Rimango sempre del parere che queste classifiche trovano il tempo che trova. Ogni pizza ha la sua criticità e i giudizi sono soggettivi.&nbsp;</div>
<div>A Franco Pepe va riconosciuto la capacità e l&#8217;umiltà di aver saputo coinvolgere i produttori locali nel suo progetto pizza e valorizzazione del territorio caiatino. La Margherita sbagliata è l&#8217;esempio di tradizione innovativa abbinata alle eccellenze del territorio, come il pomodoro riccio&nbsp; e la mozzarella di bufala prodotti entrambi&nbsp; nel territorio di Caiazzo.&nbsp;</div>
<div>Qual è la criticità di questa pizza? L&#8217;impasto, anche se maturo e digeribile, non può essere paragonato a quello della scuola napoletana. La pizza è Napoli&#8230;.. <span>&nbsp;</span><br /><span>La pizza in foto è la Margherita sbagliata della&nbsp; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.pepeingrani.it/" target="_blank">Pizzeria Pepe in Grani&nbsp; </a><span>Vicolo S. Giovanni Battista, 3,&nbsp; 81013 Caiazzo CE</span></span></div>
</div>
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