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	<title>Food Blogger Mania &#187; Amelia De</title>
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		<title>Edi Kante: sul confine per continuare a superarlo.</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Feb 2018 12:58:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il confine sloveno è a poche centinaia di metri. Qui sul confine lo si è davvero e non in senso figurato. Su questo equilibrio da equilibrista, sull&#8217;astuzia e la finezza di chi è abituato a essere e pensare in modi diversi allo stesso tempo, pur mantenendo un proprio stile netto e coerente, si basano i&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/edi-kante-sul-confine-per-continuare-a-superarlo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><br /></span>
<div><span>Il confine sloveno è a poche centinaia di metri. Qui sul confine lo si è davvero e non in senso figurato. Su questo equilibrio da equilibrista, sull&#8217;astuzia e la finezza di chi è abituato a essere e pensare in modi diversi allo stesso tempo, pur mantenendo un proprio stile netto e coerente, si basano i vini di Edi Kante.</span></div>
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<div><span>Il padre aveva un&#8217;osteria e un ettaro di vigna, da cui ricavava vino bianco e rosso per uso familiare e per la mescita. Dall&#8217;attività di famiglia alla produzione di vino (e di qualità) in una terra come il Carso che, fino agli anni &#8217;80, ha vissuto quasi esclusivamente di pastorizia, il passo non è così breve come potrebbe sembrare. Ma Edi,&nbsp;visionario, pioniere del Carso triestino (quello che ospita anche Skerk e Zidarich, per far solo due nomi), inizia a spietrare e riportare terra rossa, per partire per primo nella zona con la messa a dimora di nuove barbatelle di Vitovska. E a proporre sin da subito vini insoliti, senza solfiti aggiunti e con lunghe macerazioni in tempi non sospetti, quando di&nbsp;<i>orange wine</i>&nbsp;ancora non se ne parlava, per poi &#8220;tornare indietro&#8221; per una questione di gusto personale e restituire alle sue bottiglie gli aromi varietali che la macerazione in parte negava/sottraeva.</span></div>
<p></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-8Wtb90ijS-E/Wnw3YDRt6bI/AAAAAAAAFcY/pDKFrT9oFMUYTHNBWGz0mIUgu1p0BMF-wCLcBGAs/s1600/20180202_185038.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-8Wtb90ijS-E/Wnw3YDRt6bI/AAAAAAAAFcY/pDKFrT9oFMUYTHNBWGz0mIUgu1p0BMF-wCLcBGAs/s640/20180202_185038.jpg" width="640" /></a></div>
<div>
<div><span>Il mare, che dista qualche km, e la roccia carsica nella quale ha scavato fino a venti metri di profondità la sua cantina, sono due possibili chiavi di lettura. Sin troppo scontato qui parlare di mineralità*, basta guardarsi intorno e mettere il naso nel bicchiere. Più suggestivo ritrovare il salmastro in bottiglie che riposano nel cuore della terra. La contraddizione (solo apparente) che è di questa terra.</span><br /> <span><span>I vigneti di uve Malvasia, Sauvignon, Chardonnay e Vitovska, distribuiti in piccoli appezzamenti, vengono tutti vinificati separatamente. La raccolta delle uve è manuale, poi i grappoli, diraspati, finiscono in una pressa soffice e, dopo un passaggio veloce in acciaio, in barrique usate dove il vino sosta per almeno un anno, a 15 metri di profondità sotto terra e a una temperatura costante di 12°C. Segue un attento assaggio e assemblaggio, dopodiché i vini restano in acciaio per stabilizzarsi, dato che non verranno filtrati al momento dell&#8217;imbottigliamento. La sala dello stoccaggio (che ospita anche numerosissime bottiglie di vecchie annate) è la più profonda, a 20 metri nel sottosuolo con una temperatura costante di 10°C</span><span>.</span></span><br /><span><span><br /></span></span></div>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-rhGbgl7WzMY/Wnw3lQblGHI/AAAAAAAAFcc/2zbi7fT8Rawe9suL0WOr7cdvQhyvXQg-wCLcBGAs/s1600/20180202_191059.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-rhGbgl7WzMY/Wnw3lQblGHI/AAAAAAAAFcc/2zbi7fT8Rawe9suL0WOr7cdvQhyvXQg-wCLcBGAs/s640/20180202_191059.jpg" width="360" /></a></div>
<div><span><br /></span>
<div>
<div><span>In rapida successione sono passati nel bicchiere il <b>KK</b>, metodo classico a base di Chardonnay e Malvasia, che riposa sui lieviti 15-20 mesi e viene sboccato senza dosaggio, seguito dalla versione rosé a base di Pinot Nero.</span></div>
<div><span>Poi la <b>Vitovska</b>, nell’ultima annata in commercio, la 2015 e, in magnum, la Riserva 2007.</span></div>
<div><span>La <b>Bora 2011</b> è la selezione di Chardonnay, prodotta solo in poche, ricercate annate.</span></div>
<div><span>Del Sauvignon ci sono state proposte l’annata 2015 e la Riserva 2009.</span></div>
<div></div>
<div><span>Una nota di gesso e di salmastro rifinisce ogni sorso che sta nel bicchiere, con maggiore evidenza nei vitigni più delicati, Vitovska e Chardonnay, che con l’invecchiamento assumono sfumature anche di pietra focaia. </span></div>
<div><span>Ancor più spiccata la nota salina nella Malvasia, il vitigno che maggiormente incarna il legame con il mare, fusa con profumi di erbe aromatiche che crescono sulla pietra riscaldata dal sole, aromi che si ritrovano respirando la brezza che avvolge i vigneti a poche centinaia di metri dal Mediterraneo.</span></div>
<div><span>Infine i Sauvignon, più nordici degli altoatesini, diretti e verticali, senza alcuna concessione a ruffiane esibizioni olfattive che, con l’invecchiamento in bottiglia, assumono lunghezza e profondità, quasi fossero doline carsiche che sembrano stringersi e sparire nella roccia per poi aprirsi in meravigliose grotte dai molteplici colori.</span></div>
<div></div>
<div></div>
</div>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-IOgvqSXqNHM/Wnw3y8elhdI/AAAAAAAAFcg/lbVxLvZP6w465rgzZquQPJZfVMwvaRVlACLcBGAs/s1600/20180202_190746.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-IOgvqSXqNHM/Wnw3y8elhdI/AAAAAAAAFcg/lbVxLvZP6w465rgzZquQPJZfVMwvaRVlACLcBGAs/s640/20180202_190746.jpg" width="360" /></a></div>
<div></div>
<div>
<div><span><i>*Parlare di mineralità sul Carso è quasi pleonastico se non addirittura riduttivo. Tutti i vini hanno una spiccata mineralità dovuta al suolo calcareo che ha una fortissima incidenza sui profumi ma, soprattutto, sul profilo gustativo di qualsiasi vitigno coltivato, di origine locale o più internazionale. Si deve parlare, in questo caso, di “effetto Carso”, ovvero di come questo terroir riesca in modo così evidente a caratterizzare tutti i vini qui prodotti.</i></span></div>
<div></div>
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<div><span>Amelia De Francesco</span></div>
</div>
<p><span>Salva</span><span>Salva</span><span>Salva</span><span>Salva</span><br /><span>Salva</span><span>Salva</span></p>
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		<title>Bianchi di gran classe: Kuenhof</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Aug 2017 18:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La stradina in salita, ripida, da prendere per raggiungere Kuenhof potrete forse anche perderla al primo tentativo: va su con una curva a gomito piuttosto improvvisa dalla strada principale. Ma se avrete la pazienza di imboccarla, vi porterà diretta a vini bianchi di gran classe. Misurati, eleganti e assolutamente personali.In una casa e podere che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/bianchi-di-gran-classe-kuenhof/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>La stradina in salita, ripida, da prendere per raggiungere Kuenhof potrete forse anche perderla al primo tentativo: va su con una curva a gomito piuttosto improvvisa dalla strada principale. Ma se avrete la pazienza di imboccarla, vi porterà diretta a vini bianchi di gran classe. Misurati, eleganti e assolutamente personali.</span><br /><span><span><br /></span><span></span><span>In una casa e podere che furono proprietà del vescovo di Bressanone già attorno al 1100, Brigitte e Peter Pliger (la cui famiglia possiede Kuen Hof da 200 anni) hanno iniziato a produrre nel 1990 da poco più di 6 ettari vitati, reimpiantati una trentina di anni, fa i loro 4 vini bianchi: un Sylvaner, un Riesling, un Traminer e un Veltliner.</span></span><br /><span><br /></span><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-ms3YaKc_4po/WZh6KmFPdaI/AAAAAAAAFJQ/nuu5O97P5nouyCM9gYJfOH0tfoDpwJ2QACLcBGAs/s1600/20170819_190439.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-ms3YaKc_4po/WZh6KmFPdaI/AAAAAAAAFJQ/nuu5O97P5nouyCM9gYJfOH0tfoDpwJ2QACLcBGAs/s640/20170819_190439.jpg" width="360" /></a></div>
<div></div>
<p><span>Il terreno che circonda il podere è ricco di minerali, come quarzi e scisti, le vigne allevate col metodo del guyot a file piuttosto fitto. Le più alte si trovano a 720 metri e sono su terrazzamenti assicurati da muretti a secco.</span><br /><span><br /></span><span>Da oltre 15 anni l&#8217;azienda porta avanti pratiche bio alternate ad alcuni preparati biodinamici in via sperimentale, l&#8217;inerbimento è spontaneo, tanto è il lavoro da fare per la vendemmia manuale su quelle pendenze.</span>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-CcbY7TWQ-Wo/WZh6ShOcGYI/AAAAAAAAFJY/WN_d32k1OxUFy113gL-gCcM67GOKeMQYwCLcBGAs/s1600/20170819_190508.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-CcbY7TWQ-Wo/WZh6ShOcGYI/AAAAAAAAFJY/WN_d32k1OxUFy113gL-gCcM67GOKeMQYwCLcBGAs/s640/20170819_190508.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<p><span>La cantina è stata ampliata nel tempo e anche di recente, per tener dietro all&#8217;incremento della produzione (dalle 1500 bottiglie degli inizi alle circa 40mila di oggi). Una parte dei vini fa un passaggio in botte grande e poi in acciaio, l&#8217;imbottigliamento avviene solitamente a fine aprile (con la scelta del tappo a vite) mentre la vendemmia i primi di ottobre. Ma non quest&#8217;anno, ci dice Brigitte, dato che l&#8217;uva sarà pronta almeno una settimana prima.</span><br /><span><br /></span><span>Apripista della valle dell&#8217;Isarco, Pliger ha iniziato a produrre vino quando le uniche due realtà erano L&#8217;Abbazia di Novacella e la Cantina sociale, fungendo da esempio anche per altri piccoli produttori emersi negli ultimi 15 anni.</span><br /><span><br /></span>
<div><span><b>I nostri assaggi:</b></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<p><span><b><br /></b></span><span><b>Kuenhof Veltliner 2016:</b> croccante e minerale, pulito, essenziale, viene voglia di berne e riberne (peccato che al momento sia esaurito&#8230; dovrete aspettare giugno 2018 per l&#8217;annata 2017!).</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-44a-EE6pcts/WZh5mjFFIgI/AAAAAAAAFJI/32FjNAifUBYj5PQqC20G13l99s-b9MAmACLcBGAs/s1600/20170816_144859.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-44a-EE6pcts/WZh5mjFFIgI/AAAAAAAAFJI/32FjNAifUBYj5PQqC20G13l99s-b9MAmACLcBGAs/s640/20170816_144859.jpg" width="360" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<p><span><b>Kaiton Riesling 2016: &nbsp;</b>secco, agrumi, ananas e cedro. Ancora giovanissimo, da tenere da parte e bere tra qualche anno. Questo vino merita però qualche parola in più: nel 1999, quando era ancora vino da tavola, ha vinto, primo fra i Riesling, il premio Tre bicchieri della guida del Gambero Rosso. In produzione dal 93, il nome celtico vuol dire &#8220;bosco&#8221;.&nbsp;</span>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-K57Ij_dEc_c/WZh5fVmApmI/AAAAAAAAFJE/vHSzcrHyXUMifiTkddvg89Bl-Zq6LVc8QCLcBGAs/s1600/20170816_144912.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-K57Ij_dEc_c/WZh5fVmApmI/AAAAAAAAFJE/vHSzcrHyXUMifiTkddvg89Bl-Zq6LVc8QCLcBGAs/s640/20170816_144912.jpg" width="360" /></a></div>
<div></div>
<p><span><b>Kuenhof Sylvaner 2016:</b> speziato, pepe bianco, fresco, beverino, forse il più facile da bersi dei 3 vini assaggiati. Lineare, con classe.</span><br /> <span><span><br /></span></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-upHPTB6ZPcE/WZh6MPh_AgI/AAAAAAAAFJU/Zs2my-FE_T0Xo_JnYxa4pqdd0fGvi5pBwCLcBGAs/s1600/20170816_144915.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-upHPTB6ZPcE/WZh6MPh_AgI/AAAAAAAAFJU/Zs2my-FE_T0Xo_JnYxa4pqdd0fGvi5pBwCLcBGAs/s640/20170816_144915.jpg" width="360" /></a></div>
<p><span><span><br /></span></span><span><br /></span>
<div><i><span>KUENHOF</span></i></div>
<div><i><span>Mara 110</span></i></div>
<div><i><span>39042 Bressanone (Bolzano)</span></i></div>
<div><i><span></span></i>
<div><i><span>Tel +39 0472 850546</span></i></div>
<p><i><span></span></i>
<div><i><span>Fax +39 0472 209175</span></i></div>
<p><i><span></span></i>
<div><i><span>pliger.kuenhof@rolmail.net</span></i></div>
<p><i><span></span></i></div>
<div><i><span><br /></span></i></div>
<div><i><b><span><br /></span></b></i></div>
<div><i><b><span>Amelia De Francesco</span></b></i></div>
<p></p>
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		<title>Lassù nella Doc Isonzo</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jul 2017 14:33:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Moraro è un paesino del goriziano che prende il nome da&#160;morar,&#160;che&#160;in friulano significa &#8220;gelso&#8221;, data l&#8217;antica attività di coltivazione del baco da seta in zona.&#160;Murva&#160;è &#8220;gelso&#8221; in sloveno, ma&#160;Murva, dato che lavorava i bachi da seta, era anche il soprannome della bisnonna di Alberto Pelos, proprietario tuttofare, insieme alla moglie Renata, dell&#8217;azienda vinicola Murva di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lassu-nella-doc-isonzo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div><span>Moraro è un paesino del goriziano che prende il nome da&nbsp;<i>morar</i>,&nbsp;che&nbsp;in friulano significa &#8220;gelso&#8221;, data l&#8217;antica attività di coltivazione del baco da seta in zona.&nbsp;<i>Murva&nbsp;</i>è &#8220;gelso&#8221; in sloveno, ma&nbsp;Murva, dato che lavorava i bachi da seta, era anche il soprannome della bisnonna di Alberto Pelos, proprietario tuttofare, insieme alla moglie Renata, dell&#8217;azienda vinicola <b>Murva di Re</b></span><span><b>nata Pizzulin</b>.</span></div>
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<p><span></span>
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<div><span><span>Nata nel 2009, la prima vendemmia risale al 2011, si estende per&nbsp;4 ettari vitati tutti all&#8217;interno della Doc Isonzo del Friuli con una produzione di circa 15 mila bottiglie.</span><span></span></span></div>
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<div><span><br /></span></div>
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<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-cNMB09GaKvQ/WWtxfEEmAxI/AAAAAAAAE-E/9dthJX6Z29oTu3qTjYvMRYtx5ayyyYK5QCEwYBhgL/s1600/20170716_145857.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-cNMB09GaKvQ/WWtxfEEmAxI/AAAAAAAAE-E/9dthJX6Z29oTu3qTjYvMRYtx5ayyyYK5QCEwYBhgL/s640/20170716_145857.jpg" width="454" /></a></span></div>
<div><span><br /></span></div>
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<div><span><span>Alberto, di formazione tecnica enologica, dopo aver lavorato per parecchi anni in una famosa cantina dei dintorni, ha deciso di mettersi in proprio e di recuperare i terreni di famiglia, che suo nonno aveva destinato ai seminativi. Moraro si trova nella parte più alta della valle del fiume Isonzo e le vigne sono racchiuse fra le marne del Collio e i terreni calcarei del Carso.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span>La nostra visita comincia dal sito di&nbsp;Melaris, poco distante dalla cantina, dove sono stati piantati Refosco, Cabernet Franc, Cardonnay e Sauvignon. Tra i filari, inerbimento spontaneo che consente di regolare in maniera naturale, vista la scarsa profondità del terreno (da cui affiorano sassi dolomitici di origine glaciale), l&#8217;umidità del suolo fornendo nel contempo nutrimento organico biologico.&nbsp;</span><span></span></span><br /><span><span><br /></span></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-YUJcw31ocxM/WWtzd_jqNXI/AAAAAAAAE-I/Et-NGhdvFeoj6W7_58SrwDk-0rFYtwl6QCEwYBhgL/s1600/20170716_150057.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-YUJcw31ocxM/WWtzd_jqNXI/AAAAAAAAE-I/Et-NGhdvFeoj6W7_58SrwDk-0rFYtwl6QCEwYBhgL/s640/20170716_150057.jpg" width="360" /></a></span></div>
<div><span><br /></span></div>
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<div><span><span>Il paesaggio è incantevole e pure interessante: in primo piano il Monte Quarin, l&#8217;altura collinare più alta di Cormons, subito dietro le Pre Alpi, per finire poco dietro con le Alpi: tre fasce molto ravvicinate con caratteristiche climatiche e geomorfiche assai diverse. Da una parte la roccia madre&nbsp;è roccia alpina, che ha riempito la valle nei periodi di disgelo fra una glaciazione e l&#8217;altra (ce ne sono state 4!), l&#8217;ultima delle quali risalente a circa 250 mila anni. Dall&#8217;altra, l&#8217;argilla che ha viaggiato con l&#8217;acqua ed è stata depositata sui terreni, formando&nbsp;strati profondi anche e metri.&nbsp;</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span>Nel secondo sito visitato, il cui nome è&nbsp;Teolis, suggerito da un anziano del luogo e probabilmente legato alla produzione di &#8220;tegole&#8221;,&nbsp;si trovano vigne di&nbsp;Refosco, Sauvignon e Chardonnay&nbsp;piantate nel 2010.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span>Il terzo appezzamento è&nbsp;Murellis&nbsp;(nella zona di Corona), piantato a&nbsp;Malvasia, Chardonnay&nbsp;e&nbsp;Refosco, mentre nel quarto, detto&nbsp;Monuments, si sperimenta anche con una piccola vigna di Pinot Nero.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span>La vendemmia è manuale, concentrata in pochi giorni. L&#8217;azienda è a gestione familiare, ma punta in alto, con presenze importanti nella ristorazione e con l&#8217;adesione alla FIVI.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span>Un&#8217;azienda giovane, anche, ancora in fase di sperimentazione su molti fronti (la stessa resa di vitigno per zona), come lo stesso Alberto ci dice, ma da tenere d&#8217;occhio. Riserverà belle sorprese&#8230;</span><span></span></span><br /><span><span><br /></span></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-iuIdKrR9IPA/WWt0yNg266I/AAAAAAAAE-Q/fKEfSWnQZuwwCc0dhSrWOY8JYngfaA2UwCLcBGAs/s1600/20170716_150239.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-iuIdKrR9IPA/WWt0yNg266I/AAAAAAAAE-Q/fKEfSWnQZuwwCc0dhSrWOY8JYngfaA2UwCLcBGAs/s640/20170716_150239.jpg" width="360" /></a></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
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<div><span><i><b><span>I nostri assaggi:</span><span></span></b></i></span></div>
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<div><span><br /></span></div>
<div><span><span><b>Teolis&nbsp;2015</b></span><span></span></span></div>
<div><span><span>Bianco Sauvignon Blanc</span><span></span></span></div>
<div><span><span>Sapido, morbido, burroso, raffinato.&nbsp;Erbe e profumi varietali spiccati verso la complessità del frutto maturo (pesca bianca).</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span><b>Melaris 2015</b></span><span></span></span></div>
<div><span><span>Malvasia</span><span></span></span></div>
<div><span><span>Assai beverino, diretto e semplice, ma persistente, salino con sentore di agrumi e profumi di lavanda ed erbe di campo, nota speziata.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span><b>Paladis 2015&nbsp;</b>(&#8220;palificazione&#8221; in friulano)</span><span></span></span></div>
<div><span><span>Chardonnay</span><span></span></span></div>
<div><span><span>Fermentato in legno, burroso, complesso ed elegante. Ancora inespresso nelle sue potenzialità, da bere fra qualche anno.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span><b>Murellis 2014</b></span><span></span></span></div>
<div><span><span>Refosco</span><span></span></span></div>
<div><span><span>Ruspante, immediato, frutto rosso a non finire, medio corpo, da una selezione di barrique. Annata difficile, ma interpretata nel segno della bevibilità.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span><b><i>Amelia De Francesco</i></b></span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
</div>
<p><span></span>
<div><span><br /></span></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Humphrey. O del mangiare a Bruxelles, di musica indie e tanto altro</title>
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		<pubDate>Sun, 28 May 2017 10:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia De]]></category>
		<category><![CDATA[Au Repos]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[De Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[il tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Le Roy]]></category>
		<category><![CDATA[Moeder Lambic]]></category>
		<category><![CDATA[Morte Subite]]></category>

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		<description><![CDATA[Bruxelles è città che ti sorprende. Nel senso che non è sciantosa come Parigi, non ti richiama con ammiccamenti fashion come Londra, non evoca, non suggerisce, non promette. Poi ci arrivi, una breve fuga nel weekend, e ti incolla con le spalle al muro, che non puoi che dire, fra te e te o magari&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/humphrey-o-del-mangiare-a-bruxelles-di-musica-indie-e-tanto-altro/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Bruxelles è città che ti sorprende. Nel senso che non è sciantosa come Parigi, non ti richiama con ammiccamenti fashion come Londra, non evoca, non suggerisce, non promette. Poi ci arrivi, una breve fuga nel weekend, e ti incolla con le spalle al muro, che non puoi che dire, fra te e te o magari anche ad alta voce (tanto nessuno ti capirà): &#8220;Cavolo! Ma come mai non c&#8217;ero mai venuta?&#8221;.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-0YmY1ztRS1c/WSlPM7qpaNI/AAAAAAAAExk/JuSKYbYNRN45buvt8b15p7wtuFlBxWJRQCLcB/s1600/20170520_150447.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-0YmY1ztRS1c/WSlPM7qpaNI/AAAAAAAAExk/JuSKYbYNRN45buvt8b15p7wtuFlBxWJRQCLcB/s640/20170520_150447.jpg" width="360" /></a></div>
<div></div>
<p><span>Ma più che porti domande, ti viene voglia di girare fare guardare. E allora cominci con qualche museo di rito, per proseguire con le strade e gli ampi viali pieni di negozi assai trendy, i palazzi, reali o meno, ma non per questo meno belli; poi le birrerie: come non fermarsi a La <b>Morte Subite</b> o a <b>Moeder Lambic</b>? E fra un assaggio di birra, qualche cartoccio di <i>frites</i>, le <i>moules</i> che non possono mancare, il museo della cioccolata e le pralinerie il tempo vola.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-I9N9gW_jLOk/WSlJPd2xWOI/AAAAAAAAEw0/djNAEqOrnZo3z74FR4Tg3dBA4y1iYQcwACLcB/s1600/20170520_185651.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-I9N9gW_jLOk/WSlJPd2xWOI/AAAAAAAAEw0/djNAEqOrnZo3z74FR4Tg3dBA4y1iYQcwACLcB/s640/20170520_185651.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span>Una cena fuori dai classici giri turistici a <b>Au Repos de la Montagn</b>e, un po&#8217; bistro e un po&#8217; graziosa osteria, un pranzo assai divertente a <b>Le Roy d&#8217;Espagne</b>, ombrelloni mega hamburger e patatine con lo sguardo sulla splendida Place Royale.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-WQLeadQ4BD4/WSlMSBQKDdI/AAAAAAAAExY/ghXtQypmpHI0Q9fVTdhctLnBFmUtab-iwCLcB/s1600/20170526_121631.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-WQLeadQ4BD4/WSlMSBQKDdI/AAAAAAAAExY/ghXtQypmpHI0Q9fVTdhctLnBFmUtab-iwCLcB/s640/20170526_121631.jpg" width="416" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-H5lBeTQc-u8/WSqoZNeHJYI/AAAAAAAAEx4/cWELgZOy4-IMXShDcmOipYEpANVtaN5FwCLcB/s1600/20170520_150933.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-H5lBeTQc-u8/WSqoZNeHJYI/AAAAAAAAEx4/cWELgZOy4-IMXShDcmOipYEpANVtaN5FwCLcB/s640/20170520_150933.jpg" width="360" /></a></div>
<p><span>Arriva veloce il lunedì mattina e devi ripartire, ma per fortuna un amico (e bravo Gualtiero Spotti!) a cui hai chiesto &#8220;dove non posso mancare di mangiare a Bruxelles?&#8221; ti suggerisce un&#8217;ultima tappa gastronomique: &#8220;<b>Humphrey</b>. È lì che devi andare&#8221;. In cammino, quindi, percorrendo un quartiere tutto uffici e grattacieli, vetrate e marciapiedi curati, giardinetti e poco traffico. Ci troviamo ai piedi della cattedrale, in pieno centro.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-shUCd0Rps0o/WSlJagnc46I/AAAAAAAAEw4/IwPxcHJ65x4DIDg3Gtrnlkyg6Xhq_O3iQCLcB/s1600/20170522_124018.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-shUCd0Rps0o/WSlJagnc46I/AAAAAAAAEw4/IwPxcHJ65x4DIDg3Gtrnlkyg6Xhq_O3iQCLcB/s640/20170522_124018.jpg" width="360" /></a></div>
<p><span>Un edificio come altri, un&#8217;insegna: PIAS. Eccoci arrivati a destinazione. Humprey, che ha aperto a inizio 2016, è all&#8217;interno di una casa discografica indipendente, PIAS appunto, che sta per &#8220;Play It Again Sam&#8221;, frase tratta dal celeberrimo film <i>Casablanca</i>&nbsp;di cui protagonista maschile, accanto a una superba Ingrig Bergman, è proprio Humprey Bogart.</span><br /><span><br /></span><span>Ci accomodiamo nel cortiletto interno, il tempo è mite, soleggiato, si indulge volentieri all&#8217;aperto. Dentro, arredamento spartano, legno, tavoli lunghi e qualche tavolino da due, un bancone, griglia a vista. Tutto molto ordinato, curato ma messo lì come per caso. Cool.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-fQGYdhB9I4o/WSlLsOf0-KI/AAAAAAAAExQ/APC49rTzqRsylA_74QJWuK9CZv_kK_vZACLcB/s1600/20170526_125646.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-fQGYdhB9I4o/WSlLsOf0-KI/AAAAAAAAExQ/APC49rTzqRsylA_74QJWuK9CZv_kK_vZACLcB/s640/20170526_125646.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span>Lo chef è&nbsp;<span>Yannick Van Aeken</span>, passato, non per breve stage settimanale ma per alcuni anni di lavoro, da Noma come curriculum comanda, giovane, grintoso, ne sentiremo parlare ancora.</span><br /><span>Il menu è diviso in sezioni ed è rigorosamente previsto l&#8217;assaggio condiviso (data anche la porzione, decisamente da tapas più che da main dish). Potrete così scegliere se gustarvi un piatto da Petit Humphrey, la parte raw, dedicata a cibo crudo, o Humphrey light, per lo più piatti vegetali di stagione rivisitati in chiave esotica. O anche buttarvi sull&#8217;Umami, elenco di pietanze che, come promette il nome, ispireranno il vostro 5° senso trasportandovi in Asia. E infine gli special, i grandi classici di Humphrey, da due persone a meno che non abbiate davvero tanta fame.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-c4uVK7nNXLE/WSlLZPTl65I/AAAAAAAAExI/Z5-dQq13Y_wBn4g-xAlL8YrykPIB1E_ywCLcB/s1600/20170526_125600.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-c4uVK7nNXLE/WSlLZPTl65I/AAAAAAAAExI/Z5-dQq13Y_wBn4g-xAlL8YrykPIB1E_ywCLcB/s640/20170526_125600.jpg" width="360" /></a></div>
<p><span>A questo punto vi chiederete per che cosa abbiamo optato. Punto fermo la sharing food experience, obbedienti e gioiosi ci adeguiamo. Ad aprire Fish Skin, pelle di pesce fritta, arricchita da una salsina di agrumi speziata (non andate da Humphrey se non amate piccante e spezie esotiche!).</span><br /><span>Quindi un Black Cod al burro e salsa di spinaci, i&nbsp;</span><span>Jerusalem artichoke (ossia i topinambur) deliziosamente piastrati e accompagnati da coriandolo fresco, che compare in molti dei piatti a dire la sua, e Polpettine di pesce con maionese vegetale.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-C7I0TA51qX8/WSlKacZVE1I/AAAAAAAAExA/WsYU-YK-ZnMd5VAprN3GE7fhV8fQMFKtwCLcB/s1600/20170526_125527.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-C7I0TA51qX8/WSlKacZVE1I/AAAAAAAAExA/WsYU-YK-ZnMd5VAprN3GE7fhV8fQMFKtwCLcB/s640/20170526_125527.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>A chiusura una selezione di formaggi erborinati con melassa accompagnati dall&#8217;ultima birra artigianale belga. Giusto finale. Coronato poi da Tarte di mele insieme al caffè (espresso, of course).</span><br /><span>Ci alziamo più che soddisfatti, il tempo di un ultimo giro e poi diretti in aeroporto.</span><br /><span>Caro Belgio, torno molto presto.</span></div>
<p><span><b><i><br /></i></b></span><span><b><i>Amelia De Francesco</i></b></span></p>
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		<title>Vino e storia: la Tenuta di Ghizzano</title>
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		<pubDate>Mon, 15 May 2017 23:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia De]]></category>
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		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci troviamo a 40 minuti da Pisa e un&#8217;ora circa da Firenze, immersi in un paesaggio toscano esattamente come ve lo immaginereste, prati verdi, file di alberi che risalgono dolcemente il crinale dei colli e, naturalmente, vigneti. Una Toscana forse meno nota, quella della campagna pisana, non ancora invasa come le città poco distanti dalle&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/vino-e-storia-la-tenuta-di-ghizzano/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Ci troviamo a 40 minuti da Pisa e un&#8217;ora circa da Firenze, immersi in un paesaggio t</span><span>oscano esattamente come ve lo immaginereste, prati verdi, file di alberi che risalgono dolcemente il crinale dei colli e, naturalmente, vigneti. Una Toscana forse meno nota, quella della campagna pisana, non ancora invasa come le città poco distanti dalle folle, ma che attira un buon numero di turisti che la scelgono come destinazione per le proprie vacanze &#8220;verdi&#8221;, nel relax più totale.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-jHmkb-cGAus/WRoz0Sz1QpI/AAAAAAAAEuc/HRtucwaQgbcQ3BwtzSjoaENXDecDblkcgCLcB/s1600/20170516_002901.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-jHmkb-cGAus/WRoz0Sz1QpI/AAAAAAAAEuc/HRtucwaQgbcQ3BwtzSjoaENXDecDblkcgCLcB/s640/20170516_002901.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<p><span>Sulla sommità di una di queste colline, a qualche centinaio di metri sul livello del mare, un borgo, che pare uscito da una cartolina, con viuzze strette, ripide, gente che si muove a piedi scordando l&#8217;automobile e in questo borgo, Ghizzano, dal 1370 la famiglia Venerosi Pesciolini ha posto la sua dimora.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-d7Vel6UZV8w/WRo4HKbE-6I/AAAAAAAAEu0/V9DgWpS2MZ0Q649t6sa-F376cc-JcEH6wCLcB/s1600/20170516_002923.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-d7Vel6UZV8w/WRo4HKbE-6I/AAAAAAAAEu0/V9DgWpS2MZ0Q649t6sa-F376cc-JcEH6wCLcB/s640/20170516_002923.jpg" width="490" /></a></div>
<div></div>
<p><span>Vino e storia (di luoghi e persone che li hanno abitati) si intrecciano alla Tenuta di Ghizzano e nel 1500, quando da qualche decennio soltanto i galeoni spagnoli andavano e venivano per le ricche Americhe, per intendersi, qui già si produceva vino, oltre agli altri prodotti agricoli di cui la zona è sempre stata generosa, come l&#8217;olio d&#8217;oliva.&nbsp;</span><span>Oggi, che l&#8217;azienda è non solo tra le più note della zona, ma anche fra le più premiate della Toscana, 18 sono gli ettari vitati, coltivati in biodinamica da oltre un decennio, con la ce</span><span>rtificazione &#8220;bio&#8221; estesa ai 150 ettari circa di seminativo. Intorno, boschi, oliveti e pioppete.</span><br /><span><br /></span><span>A condurre la Tenuta è Ginevra, che dal &#8217;96 gestisce l&#8217;azienda di famiglia dedicandosi a tempo pieno a questa complessa realtà. Prima fra le sue creature fu il Nambrot (di cui parleremo poco più avanti), vino che prende il nome da un antenato francese, che vede la sua prima annata proprio nel 1996. Di un decennio più &#8220;vecchio&#8221; il Veneroso, forse il vino più rappresentativo della Tenuta, che esiste invece dal 1985.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-sgRdJhif-tw/WRo0KZVLM9I/AAAAAAAAEug/4DD_91oIibcpC-FYKfWUOamq0RgM4a25gCLcB/s1600/20170516_003015.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-sgRdJhif-tw/WRo0KZVLM9I/AAAAAAAAEug/4DD_91oIibcpC-FYKfWUOamq0RgM4a25gCLcB/s640/20170516_003015.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span><br /></span><span>Passeggiamo nel giardino all&#8217;italiana, conversando con Ginevra che racconta dei prossimi progetti (con i Grandi Cru della Costa Toscana, per esempio, o degli eventi che si terranno da qui ai prossimi mesi nell&#8217;azienda), l&#8217;aria è tiepida, invoglia il passo e la chiacchiera.</span><br /><span><br /></span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-_I3DVf4nzho/WRozv1pHdXI/AAAAAAAAEuY/4DEzlSt36uczCEIWVJsF0npOyZoGlqKuwCLcB/s1600/20170516_002944.jpg"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-_I3DVf4nzho/WRozv1pHdXI/AAAAAAAAEuY/4DEzlSt36uczCEIWVJsF0npOyZoGlqKuwCLcB/s640/20170516_002944.jpg" width="640" /></a>
<div><span><br /></span></div>
<p><span>Un salto in cantina, per vedere la barricaia ed è tempo di salutarsi: la nostra, stavolta, è stata una breve visita.&nbsp;</span><br /><span>Gli assaggi, quelli li abbiamo fatti in occasione dell&#8217;Anteprima dei Vini della Costa Toscana di qualche giorno fa e ne abbiamo ancora un preciso ricordo.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-YHRSNKpiE3s/WRo0XjTllrI/AAAAAAAAEuk/_tekaakkrlA839bXFM7iMKR5Plbq6zpfACLcB/s1600/20170516_002845.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-YHRSNKpiE3s/WRo0XjTllrI/AAAAAAAAEuk/_tekaakkrlA839bXFM7iMKR5Plbq6zpfACLcB/s640/20170516_002845.jpg" width="360" /></a></div>
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<div dir="auto"><b><i><span>Piccoli sorsi di degustazione:</span></i></b></div>
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<div dir="auto"><span>Il </span><b>Ghizzano </b><span>è la linea IGT Costa Toscana che introduce ai vini della Tenuta di Ghizzano.&nbsp;</span><span>Il </span><b>Rosso</b><span>, di cui abbiamo assaggiato l&#8217;annata 2015, è un piacevole Sangiovese con una piccola rifinitura di Merlot, di grande bevibilità grazie alle tipiche note fresche e fruttate che lo caratterizzano. Un vino spensierato e da tutti i giorni, da osteria, una bottiglia che vorresti tenere sempre a portata di mano quando prepari un bel tagliere di affettati e salumi da condividere con gli amici.&nbsp;</span><span>Il </span><b>Bianco </b><span>è un Vermentino, con percentuali di Trebbiano e Malvasia toscana, che porta nel bicchiere le caratteristiche salate dei terreni calcarei e ricchi di fossili in cui i vigneti affondano le radici.</span></div>
<div dir="auto"><span><br />Il&nbsp;<b>Veneroso</b>, Doc Terre di Pisa, blend di Sangiovese (oltre il 70%) e Cabernet Sauvignon, è forse il vino più rappresentativo dell&#8217;azienda. Qui il territorio si rende ben evidente, grazie a un mix tra la balsamicità dell&#8217;influenza costiera e la freschezza e la mineralità dell&#8217;entroterra che si ritrova in un frutto croccante e succulento, dalle note di ciliegia e mentuccia. Un vino che da giovane richiede l&#8217;accompagnamento con cibi dalle cotture brevi ma che, invecchiando, fa emergere sfumature complesse, di tabacco e spezie, facendone un impeccabile compagno di secondi piatti più elaborati.</span></div>
<div dir="auto"><span><br />Il <b>Nambrot</b>, prodotto quasi totalmente con uve Merlot (varietà diffusa sulle colline pisane sin dal XVII secolo), completato da Cabernet e Petit Verdot, anche nella &#8220;piccola&#8221; annata 2014 riesce a essere all&#8217;altezza delle aspettative e del prestigio che si è conquistato da ormai un ventennio. In questo vino, in genere, non emergono mai surmaturazioni o quelle caratteristiche di potenza di frutto più tipiche dei Rossi della Costa, al contrario si è sempre distinto per la ricerca di una finezza tutta sua. Ginevra non ha rinunciato a produrlo, anche se in un quantità ridotta, nella difficile vendemmia 2014 proprio per tenere fede all&#8217;impegno di leggere un&#8217;annata alla luce di quanto accade &#8220;naturalmente&#8221; in vigna. Il vino è scorrevole e delicato, si muove in punta di piedi ma riteniamo che, con il giusto affinamento, donerà sorprendenti sfumature aromatiche, che alla mora, al sottobosco e al mirto forse vedrà aggiungersi tabacco e tartufo. Noi qualche bottiglia la lasceremo nascosta in cantina&#8230;</span></div>
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<div dir="auto"><span><b><i>Amelia De Francesco</i></b></span></div>
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		<title>Toscana Lovers: le Anteprime dei vini toscani</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 22:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia De]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti Classico]]></category>
		<category><![CDATA[Colline Lucchesi]]></category>
		<category><![CDATA[De Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[giorni]]></category>
		<category><![CDATA[Maremma Doc]]></category>
		<category><![CDATA[Vini Cortona]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani, sabato 11 febbraio, inizia la settimana più attesa dell&#8217;anno per gli amanti dei vini di Toscana. Si succederanno infatti nell&#8217;arco di sette giorni, le presentazioni delle principali doc (Chianti, Chianti Classico, Vernaccia, Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino), le più amate e bevute. Si comincia con una giornata alla Fortezza da Basso, dedicata ai&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/toscana-lovers-le-anteprime-dei-vini-toscani/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-MJq2RDnltNA/WJ5Bc1N3NQI/AAAAAAAAEg0/8K3foEz18-o2BfbkV9PCAeRmZkd24BIAQCLcB/s1600/ape_chianti_lovers_2017__3.jpg"><img border="0" height="300" src="https://3.bp.blogspot.com/-MJq2RDnltNA/WJ5Bc1N3NQI/AAAAAAAAEg0/8K3foEz18-o2BfbkV9PCAeRmZkd24BIAQCLcB/s400/ape_chianti_lovers_2017__3.jpg" width="400" /></a></div>
<p>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span>Domani, sabato 11 febbraio, inizia la settimana più attesa dell&#8217;anno per gli amanti dei vini di Toscana. Si succederanno infatti nell&#8217;arco di sette giorni, le presentazioni delle principali doc (Chianti, Chianti Classico, Vernaccia, Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino), le più amate e bevute.</span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-LzacHMWhjd8/WJ5Bdb2t_pI/AAAAAAAAEhA/Y7UqUKzF8BMWdW3Y8LpHn0VdfXYgy6bzACLcB/s1600/logo-chianti-classico-low.png"><img border="0" height="400" src="https://3.bp.blogspot.com/-LzacHMWhjd8/WJ5Bdb2t_pI/AAAAAAAAEhA/Y7UqUKzF8BMWdW3Y8LpHn0VdfXYgy6bzACLcB/s400/logo-chianti-classico-low.png" width="400" /></a></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-5JOBfzXGi8A/WJ5Bc4_Df7I/AAAAAAAAEg4/SnPkxzh5GVU_syx3yUEIxtK3NJmQTS4ZQCLcB/s1600/logo-anteprima-2017-mod-color.png"><img border="0" height="400" src="https://2.bp.blogspot.com/-5JOBfzXGi8A/WJ5Bc4_Df7I/AAAAAAAAEg4/SnPkxzh5GVU_syx3yUEIxtK3NJmQTS4ZQCLcB/s400/logo-anteprima-2017-mod-color.png" width="361" /></a></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-X0Xe7gyOAlU/WJ5Bcw9J_0I/AAAAAAAAEg8/cH1B2Z49Zq8j3DB8Pf_aB76prOtEcqlGwCLcB/s1600/benvenuto-brunello-2017.jpg"><br /></a><span></span></div>
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<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-X0Xe7gyOAlU/WJ5Bcw9J_0I/AAAAAAAAEg8/cH1B2Z49Zq8j3DB8Pf_aB76prOtEcqlGwCLcB/s1600/benvenuto-brunello-2017.jpg"><img border="0" height="178" src="https://4.bp.blogspot.com/-X0Xe7gyOAlU/WJ5Bcw9J_0I/AAAAAAAAEg8/cH1B2Z49Zq8j3DB8Pf_aB76prOtEcqlGwCLcB/s400/benvenuto-brunello-2017.jpg" width="400" /></a></span></div>
<p><span><br /></span><span><br /></span><span>Si comincia con una giornata alla Fortezza da Basso, dedicata ai Consorzi del</span><span>&nbsp;</span><span>Morellino di Scansano, Montecucco, Vini Cortona, Vini di Carmignano, Valdarno di Sopra Doc, Bianco di Pitigliano e Sovana, Colline Lucchesi, Maremma Doc.</span></div>
<div></div>
<div><span>Il programma prevede alle ore 10.00 la conferenza stampa sul tema&nbsp;</span><span>“Vini e territori toscani: la percezione all&#8217;estero” e a seguire la</span><span>&nbsp;degustazione fino alle 18.00 con i vini delle aziende presenti.</span></div>
<div><span>Un&#8217;occasione da non perdere per tutti i #toscanalovers e un motivo in più per qualche giorno nella nostra bella terra.</span></div>
<div><span>Non mancate! E soprattutto non perdetevi nei prossimi giorni il racconto della nostra degustazione&#8230;</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Per il programma completo:</span></div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.anteprimetoscane.it/">www.anteprimetoscane.it</a></span></div>
<div>
</div>
<div><span><b><i>Amelia De Francesco</i></b></span></div>
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		<title>La Genovese di famiglia</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 15:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia De]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo post inizia con un dato di fatto, una nota biografica triste: &#160;il 20 gennaio di quest&#8217;anno, mio padre Giuseppe, per tutti Pino, se ne è andato per sempre.&#160;Potrebbe essere un principio triste davvero, dunque, se non fosse che il dolore, lascia delicatamente il posto a una sensazione di dolcezza, di piacere, direi, se solo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-genovese-di-famiglia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Questo post inizia con un dato di fatto, una nota biografica triste: &nbsp;il 20 gennaio di quest&#8217;anno, mio padre Giuseppe, per tutti Pino, se ne è andato per sempre.&nbsp;</span><br /><span><br /></span><span>Potrebbe essere un principio triste davvero, dunque, se non fosse che il dolore, lascia delicatamente il posto a una sensazione di dolcezza, di piacere, direi, se solo mi lascio trasportare e cullare da un profumo che associo inevitabilmente a lui e alla mia infanzia e adolescenza. Inconfondibile, intenso, come mai lo risentirò, credo. Pungente, ma elegante, popolare e raffinato insieme, dolce lusinghiera promessa di un pasto coi fiocchi. Uno dei miei piatti preferiti, che chiedevo con insistenza mi fosse preparato per incantare amici e fidanzati ai primi temuti incontri in famiglia. E ha funzionato ogni volta.</span><br /><span>Ah, che gran cosa il profumo della Genovese di famiglia&#8230;</span><br /><span><br /></span> <span>La Genovese, pur chiamandosi così, è un piatto napoletanissimo. Consiste, in estrema sintesi e in barba a qualunque personalizzazione o sacralità della ricetta stessa, in uno stracotto di cipolle e filetto di maiale (e non saltate su sulla sedia, puristi! sto scrivendo col cuore, non col ricettario sotto il braccio).&nbsp;</span><br /><span><br /></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-mphV7qejk6U/WJc9PNg7MpI/AAAAAAAAEgI/Hv-h2gLoi_g2t74Ktg-SgT7vIWdj6yrOQCLcB/s1600/20170205_153421.jpg"><img border="0" height="358" src="https://1.bp.blogspot.com/-mphV7qejk6U/WJc9PNg7MpI/AAAAAAAAEgI/Hv-h2gLoi_g2t74Ktg-SgT7vIWdj6yrOQCLcB/s640/20170205_153421.jpg" width="640" /></a></span></div>
<p><span><br /></span><span>Il maiale si scioglie nelle cipolle che si sono sciolte a loro volta in precedenza in olio e magari un tocchetto di burro &nbsp;e così, con l&#8217;uno che si squaglia e sfiletta nelle braccia dell&#8217;altro, ne nasce un piatto succulento. Che fa da primo, dato che ci si condisce la pasta, rigatoni o ziti spezzati, ma anche da secondo, attenzione!, se chi serve non è così distratto o generoso da servire tutta la carne insieme alla pasta. O se chi mangia non è tanto ingordo da fare il bis di rigatoni e, senza farsi notare da nessun altro dei commensali, servirsi di abbondante carne e cipolla.&nbsp;Se quanto sopra descritto non accade (ma dovrete essere assai scaltri perché non avvenga e controllare costantemente, almeno con la coda dell&#8217;occhio, la pentola e chi vi si avvicina), allora potrete godere di tanta sublime delizia per l&#8217;intera durata del pranzo.</span>
<div><span><br /></span></div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-fD03tfy9XNg/WJc8oKenXzI/AAAAAAAAEf8/gn_s0CFrb80r8a1juVL0DHgYK-b_-ljHACLcB/s1600/20170205_153342.jpg"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-fD03tfy9XNg/WJc8oKenXzI/AAAAAAAAEf8/gn_s0CFrb80r8a1juVL0DHgYK-b_-ljHACLcB/s640/20170205_153342.jpg" width="640" /></a></span>
<div></div>
<p><span>La Genovese è così, attiva a sua insaputa i 5 sensi e, se possibile, ve ne attiva anche un sesto o un settimo, ma quello dipende molto da voi e dalla vostra sensibilità e predisposizione.</span><br /><span><br /></span><span>Inizia con la vista, annebbiandola e velando gli occhi di lacrime eroiche mentre tagliate le cipolle (tante tante, non le peso mai ma a occhio e croce almeno un paio di kg).&nbsp;</span><br /><span><br /></span><span>Un attimo dopo l&#8217;olfatto e l&#8217;udito&#8230; l&#8217;olio e il burro sfregolano e inevitabilmente iniziano ad attaccarsi le cipolle al fondo mentre cercate un fazzoletto per soffiarvi il naso.&nbsp;</span><br /><span><br /></span><span>Procede poi una ventina di minuti dopo con il tatto, mentre carezzate amorevolmente il filetto di maiale e lo adagiate in pentola. Quando il suo rossore sarà ormai solo un ricordo, chiuderete la pentola, non prima di aver gettato al tutto un&#8217;occhiata desiderosa e di aver innaffiato generosamente con del vino bianco. Papà lo metteva rosso, ma questo era uno dei nostri punti di divergenza, forse uno dei più grossi nella vita. Ché siamo napoletani e il cibo lo riteniamo una cosa seria.</span><br /><span><br /></span><span>Poi il gusto. Si sa che nessun vero cuoco cucina senza assaggiare e così, verso metà cottura (almeno dopo un&#8217;ora quindi dalla posa del filetto sulle cipolle) si apre con trepidazione la pentola e si succhia dal cucchiaio un pochino di sughetto. Sì, si deve proprio suggere, che passi dalla lingua e poi al palato, solo così si sarà in grado di regolare di sale, finalmente, e magari di pepe. E di iniziare la lunga adorazione.</span></p>
<p><span>Le ore passano, il tempo vola e certe volte realizzi che non è un modo di dire, ma la pura e semplice disarmante verità. E allora lo faccio scorrere all&#8217;indietro, questo tempo veloce e avaro, per tornare ad almeno ventanni fa. Domeniche lucchesi uggiose, ritrovo di amici (napoletane entrambe le famiglie), ai fornelli Giorgio, un omone gigantesco, la cui simpatia e giovialità strideva con il suo ruolo seriosissimo in questura, e Pino, con un sorrisetto da vincitore sotto i baffi unti dall&#8217;assaggio. Aria insoddisfatta entrambi, entrambi dotati di cucchiarella (il mestolo di legno, come si chiama in napoletano), con i nervi a fior di pelle. Era il giorno della gara di Genovese. Due scuole di pensiero, due patriarchi che, nonostante i loro scarsi 50 anni ma forse molti meno, apparivano vecchi vecchissimi saggi e curvi sotto il peso di contanta responsabilità: servire alle famiglie affamate (e disinteressate, peraltro) la vera Genovese. Quella perfetta, da manuale, quella che quando la mangi resta nella storia, almeno in quella tua personale. E via con le dispute: pomodoro o non pomodoro?E&#8217; lecito che una parte della cottura avvenga in pentola a pressione? (e questo inaspriva brutalmente gli animi dei contendenti fino quasi a renderli rissosi). Vino bianco o rosso o entrambi a caso? Burro sì o burro no? E così le ore andavano, andavano anche i pomeriggi, per noi ragazzi di là a far chiacchiera spensierati, per le mogli pure e i due contendenti in attesa del verdetto. Non ricordo se papà abbia mai vinto, forse, solo per dispetto, votavamo tutti noi quella di Giorgio. Si sa mai si montasse la testa&#8230;</span><br /><span><br /></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-I8eZOHIulRY/WJc8hrwm4II/AAAAAAAAEf4/qTtl6KsvywI06I6Knv1zhelBrSfTUzPGQCLcB/s1600/20170205_153130.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-I8eZOHIulRY/WJc8hrwm4II/AAAAAAAAEf4/qTtl6KsvywI06I6Knv1zhelBrSfTUzPGQCLcB/s640/20170205_153130.jpg" width="640" /></a></span></div>
<p><span><br /></span><span>Le ore passano davvero assai in fretta e in due ore circa (chi dice più chi dice meno) vi ritroverete con la Genovese bella e pronta. A tavola, finalmente. Una porzione che vi sembrerà sempre troppo striminzita e ingiusta (ma non lo è forse la vita stessa?) chiunque ve l&#8217;abbia servita, persino se vi sarete serviti da soli. Una forchettata, la prima, e il sussulto del sapore forte della cipolla ormai quasi crema. Poi vi capiterà sotto i denti un pezzettino sfilacciato di maiale da masticare, ma solo un accenno, cercherete quindi di raccogliere, nella forchettata successiva, le cipolle aiutandovi con un rigatone. Li fanno bucati apposta, no?&nbsp;</span><br /><span><br /></span> <span>Nulla come il profumo dell&#8217;infanzia, come quei sapori che ci hanno accompagnati negli anni, quei piatti con cui siamo cresciuti. Nulla riempie il cuore come riproporli, cucinarli e poi mangiarli con un sorriso, magari condividendoli con amici, come farò oggi, tra poco, non appena spento il pc. Bevendoci anche questo vino spagnolo, perché sapete, Napoli e la dominazione&#8230;</span><br /><span><br /></span><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-qUsarF3B-PE/WJc8qJ-cCYI/AAAAAAAAEgA/qQ21wXSKZngMzWRDlhuW9dyMRp8yl1HYQCLcB/s1600/20170205_153218.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-qUsarF3B-PE/WJc8qJ-cCYI/AAAAAAAAEgA/qQ21wXSKZngMzWRDlhuW9dyMRp8yl1HYQCLcB/s640/20170205_153218.jpg" width="360" /></a></div>
<p><span></span>
<div></div>
<p><span>Il tempo vola, ma che soddisfazione poterlo fermare in un profumo.&nbsp;</span><br /><span>Quello della Genovese di famiglia.</span><br /><span><br /></span><span><br /></span><span><i><b>Amelia De Francesco</b></i></span></p>
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		<title>Un Vermouth agricolo per davvero</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2016 14:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Mauri]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia De]]></category>
		<category><![CDATA[bianco]]></category>
		<category><![CDATA[erbe]]></category>
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		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama Santòn ed è il primo vermouth agricolo italiano, ossia interamente prodotto all&#8217;interno di un&#8217;azienda agricola. Nasce in Friuli da un&#8217;idea di Mauro e Alessandra Mauri di Borgo San Daniele, a Cormons. Uscito quest&#8217;estate in anteprima (ormai lo trovate nei migliori bar e pub d&#8217;Italia), già spopola e alcuni chef di grido l&#8217;hanno scelto&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/un-vermouth-agricolo-per-davvero/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Si chiama Santòn ed è il primo vermouth agricolo italiano, ossia interamente prodotto all&#8217;interno di un&#8217;azienda agricola. Nasce in Friuli da un&#8217;idea di Mauro e Alessandra Mauri di Borgo San Daniele, a Cormons. Uscito quest&#8217;estate in anteprima (ormai lo trovat</span><span>e nei migliori bar e pub d&#8217;Italia), già spopola e alcuni chef di grido l&#8217;hanno scelto e inserito nel menù in abbinamento ad alcuni loro piatti.</span>
<div><span><br />Santòn, prodotto in 2mila bottiglie, è un vermouth bianco, ottenuto da uve di Malvasia istriana (solo vino bianco, dunque, come da tradizione) e arricchito con erbe officinali secondo una ricetta che risale al 1907. In questa formula si aggiungono per prime le spezie e le erbe secche, poi le erbe fresche, fra cui la genziana (in questo caso aumentata rispetto alle dosi indicate, per seguire il gusto dei suoi creatori che amavano regalare un sapore secco e deciso, scarsamente tendente al dolce).</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-DvJfvsgNF_I/WDmZh1o_-aI/AAAAAAAAEXg/EMlKp4ljJtsdUZNwt1gpfYSU44Nm30u2QCLcB/s1600/20161114_145901.jpg"><span><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-DvJfvsgNF_I/WDmZh1o_-aI/AAAAAAAAEXg/EMlKp4ljJtsdUZNwt1gpfYSU44Nm30u2QCLcB/s640/20161114_145901.jpg" width="360" /></span></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<p><span>Vermouth in tedesco vuol dire &#8220;assenzio&#8221; e non a caso: per questa ricetta sono stati utilizzati ben tre tipi diversi di assenzio di cui uno, un assenzio di mare detto &#8220;santonego&#8221; che cresce in acqua salata nella laguna a Grado e che dà un tocco di &#8220;terroir&#8221;, dà il nome al prodotto oltre a un sapore del tutto singolare, quasi salmastro.</span><br /><span><br /></span><span>Il vino è oltre il 70% del composto ed essendo già la gradazione alcolica elevata, in quanto l&#8217;uva viene raccolta a maturazione avanzata come per un vino a vendemmia tardiva, occorre aggiungere pochissimo alcol durante la fortificazione.&nbsp;</span><br /><span><br /></span><span>Borgo San Daniele è un&#8217;azienda di vino la cui filosofia è sempre stata improntata alla qualità non urlata e sbandierata, nonostante le continue innovazioni di pensiero e produzione (si pensi al Jiasik bianco, per esempio, un vino ottenuto attraverso il congelamento dei grappoli per esaltare le caratteristiche di finezza e bevibilità secondo uno stile nordeuropeo) e questo vermouth segue perfettamente lo stile.&nbsp;</span><br /><span><br /></span><span>Santòn nasce dall&#8217;assaggio di oltre 120 vermouth artigianali di tutto il mondo, ma soprattutto da un vino e da chi fa vino e quasi come un vino deve essere apprezzato.&nbsp;</span><span>Pur prestandosi deliziosamente a miscelati classici ed aperitivi complessi e fantasiosi, noi vi suggeriamo di gustarvelo con solo un cubetto di ghiaccio e, a piacere, una fettina di limone.</span><br /><span><br /></span><span>Prosit!</span><br /><span><br /></span><span><br /></span><span><b><i>Amelia De Francesco</i></b></span><br /><span><br /></span></p>
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		<title>Vie di Romans: alla ricerca del frutto</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2016 17:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia De]]></category>
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		<description><![CDATA[LOVEAT&#160;BEVE PER VOI&#160;│Tra le vigne dell&#8217;Isonzo Ed ecco che nelle nostre passeggiate per vigne, ci ritroviamo a Mariano del Fiuli, a Vie di Romans, nella sottozona Rive Alte della Doc Isonzo. L&#8217;azienda, di cui cuore anima e mente è Gianfranco Gallo, può contare su 60 ettari vitati e produce 10 etichette, di cui la maggior&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/vie-di-romans-alla-ricerca-del-frutto/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><strong>LOVEAT&nbsp;<span>BEVE PER VOI&nbsp;</span></strong></span><span>│</span><span><i>Tra le vigne dell&#8217;Isonzo</i></span><br /><span><i><br /></i></span>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-luUkF4ZI6LE/WBdFrANxVUI/AAAAAAAAEU8/m2-bRy_JH9QIFPFE1_xq5NBlvlXdBgP6wCLcB/s1600/20160711_111025.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-luUkF4ZI6LE/WBdFrANxVUI/AAAAAAAAEU8/m2-bRy_JH9QIFPFE1_xq5NBlvlXdBgP6wCLcB/s640/20160711_111025.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<p><span>Ed ecco che nelle nostre passeggiate per vigne, ci ritroviamo a Mariano del Fiuli, a Vie di Romans, nella sottozona Rive Alte della Doc Isonzo. L&#8217;azienda, di cui cuore anima e mente è Gianfranco Gallo, può contare su 60 ettari vitati e produce 10 etichette, di cui la maggior parte vini bianchi.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-fjt-jzauS9A/WBdE_UwSIDI/AAAAAAAAEUs/uBErW8vd1pYbca9WApUBOdXUMJLZ8oSMQCLcB/s1600/20160711_111154.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-fjt-jzauS9A/WBdE_UwSIDI/AAAAAAAAEUs/uBErW8vd1pYbca9WApUBOdXUMJLZ8oSMQCLcB/s640/20160711_111154.jpg" width="360" /></a></div>
<div></div>
<p><span>Gianfranco è la terza generazione di una famiglia che dal 1820 vinifica nel cuore del Friuli agricolo. Come tutti si ritrova inizialmente a vendere vino sfuso, ma appena diplomato, nel 1978, comprende l&#8217;importanza commerciale di imbottigliare e di sviluppare tecniche che gli consentano assoluta qualità nella vinificazione in bianco. Siamo praticamente all&#8217;inizio del Friuli vinicolo.</span><br /><span>Insieme a lui uno dei figli (gli altri due stanno ancora studiando) cura la parte enotecnica in azienda e ha girato il mondo, dalla Nuova Zelanda all&#8217;Argentina, per assaggiare cosa accade al Sauvignon ad altre latitudini.</span><br /><span>Mentre scorriamo con lo sguardo la parte di vigne a vista e ne percorriamo in parte con lui, il sole già alto e scalda la tarda mattinata, Gianfranco inizia a raccontarci la storia di Vie di Romans: il nome è un toponimo, dal suono romantico e piuttosto chiaro nel suo significato (lì passavano vie costruite dai romani). Eppure inizialmente la scelta fu quella più ovvia, cioè chiamare l&#8217;azienda con il proprio nome, Gallo. Ma il giovane vigneron friulano non aveva fatto i conti con il colosso californiano di Ernst e Giulio, loro pure Gallo, assai più grandi, noti e agguerriti nel difendere il loro brand da &#8220;minacce&#8221; esterne, provenissero anche da una piccola realtà della lontana Italia. Nell&#8217;86 quindi il cambio di nome, che per breve periodo fu Masùt, per poi diventare nel 1990 definitivamente quello attuale.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-mbCafKCI2_Y/WBdFAp56LeI/AAAAAAAAEUw/N4xdFQ4_jlwNZBEPWM1p7wK72lbYHxSwgCLcB/s1600/20160711_111253.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-mbCafKCI2_Y/WBdFAp56LeI/AAAAAAAAEUw/N4xdFQ4_jlwNZBEPWM1p7wK72lbYHxSwgCLcB/s640/20160711_111253.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
</div>
</div>
<div dir="ltr"></div>
<div><span>Oggi Vie di Romans immette sul mercato circa 280mila bottiglie all&#8217;anno, di cui il 40% finisce sui mercati esteri, in 25 paesi, e il resto in Italia. In maniera assolutamente lungimirante, Gianfranco riserva alcune migliaia di bottiglie l&#8217;anno per disporre, per sé e i suoi clienti (oh! lo facessero &nbsp;tutti i vigneron!) di uno storico delle annate.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-AlMzquYi5zM/WBdEs1-CCuI/AAAAAAAAEUo/I0bbMT2QXRcRpxPnLEq3Z_X82lb2MYXjQCLcB/s1600/20160711_115248.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-AlMzquYi5zM/WBdEs1-CCuI/AAAAAAAAEUo/I0bbMT2QXRcRpxPnLEq3Z_X82lb2MYXjQCLcB/s640/20160711_115248.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
</div>
<div><span>La cantina, moderna e funzionale, è su 3 piani. Gallo ci racconta dei suoi Sauvignon (è in corso un esperimento su 6 diversi Sauvignon, ma di questo vi racconteremo poi&#8230;), Chardonnay e Pinot grigi, ma per lui la tecnica è solo un mezzo, non un fine da mostrare, da sbandierare a giornalisti blogger curiosi e bevitori che visitano l&#8217;azienda. Insomma, sembra dirci il nostro loquace ma riservato ospite, poco importa che io ti racconti se un vino ha fatto legno o legno e acciaio, quello che conta è l&#8217;espressività dell&#8217;uva. Il percorso tecnologico che si deve seguire fa parte della tecnica, ed è una fase necessaria ma transitoria. Conta la visione. E assaggiando i suoi vini ne abbiamo la conferma (e smettiamo di farci, appunto le domande di cui sopra).</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-bWfWtKyid7M/WBdFjDCigdI/AAAAAAAAEU4/lpds2OfkEc4iuuUfmEQWrWoiQxAXVeQOQCLcB/s1600/20160711_110327.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-bWfWtKyid7M/WBdFjDCigdI/AAAAAAAAEU4/lpds2OfkEc4iuuUfmEQWrWoiQxAXVeQOQCLcB/s640/20160711_110327.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
</div>
<div><span>Accomodati nell&#8217;ampia sala dedicata alle degustazioni, beviamo il <b>Vieris Sauvignon 2014</b>, che prende il nome dal vigneto.&nbsp;</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-P6KeyTGIP44/WBdFR7eVggI/AAAAAAAAEU0/v-ElAlSAn6A9F4_lowPOyxdKGarmbmnbgCLcB/s1600/20160711_120152.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-P6KeyTGIP44/WBdFR7eVggI/AAAAAAAAEU0/v-ElAlSAn6A9F4_lowPOyxdKGarmbmnbgCLcB/s640/20160711_120152.jpg" width="360" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<p><span>Il vino, sorprendentemente già pronto (anche se queste sono bottiglie che si prestano molto bene all&#8217;invecchiamento, a esser dimenticate in cantina e riscoperte anche 10 anni dopo&#8230;), è fuori da poco. A differenza di tanti assaggi dell&#8217;infausto, diciamolo, 2014, oltre a esser corretto, ha un corpo morbido e seducente. Si ha la sensazione di masticare l&#8217;uva, si è pervasi, oltre che da aromi e profumi, da una burrosità che si diffonde&nbsp;piacevolmente in bocca, un vino multidimensionale, diremmo, che oltre ad allargarsi si espande in profondità. Il nerbo acido sostiene questi vini, tutti caratterizzati, ed è la cifra stilistica, da una ricerca di piena maturità del frutto. Il suo vero temperamento opulento, ci dice Gianfranco, verrà fuori tra altri 7/8 anni.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>E noi non abbiamo fretta, possiamo aspettare.</span><br /><span><br /></span><span><b><i><br /></i></b></span><span><b><i>Amelia De Francesco</i></b></span><span>&nbsp;</span></div>
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		<title>E che Riesling sia!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 10:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia De]]></category>
		<category><![CDATA[DEGUSTA]]></category>
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		<category><![CDATA[LOVEAT]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Marsili]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[Pesce Briaco]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[LOVEAT&#160;DEGUSTA│I Riesling della Germania secondo Pesce Briaco&#160; 6 vini in degustazione. 7 settembre. Una tavola conviviale per 8 persone, ospitato in una sala raccolta, intima, dedicata a questo tipo di incontri. 1 intruso (colto in flagrante). Non sono i numeri della Cabala, ma di un&#8217;alchimia altrettanto speciale, quella che scaturisce dalla formula quasi magica (semplice,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/e-che-riesling-sia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><strong>LOVEAT&nbsp;<span>DEGUSTA</span></strong></span><span>│</span><span><i>I Riesling della Germania secondo Pesce Briaco&nbsp;</i></span></p>
<div>6 vini in degustazione. 7 settembre. Una tavola conviviale per 8 persone, ospitato in una sala raccolta, intima, dedicata a questo tipo di incontri. 1 intruso (colto in flagrante).</div>
<div>Non sono i numeri della Cabala, ma di un&#8217;alchimia altrettanto speciale, quella che scaturisce dalla formula quasi magica (semplice, ma spesso ahinoi abusata) di vino+cibo+ospitalità di alto livello. La prima della lunga serie di degustazioni pensate a Pesce Briaco.</p>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-7p8aXT2Bi8M/V9vFZ_3iGhI/AAAAAAAAEOA/dPhaLH0DaXMyQwNQOUQN0Ethehrxq-rFACLcB/s1600/20160907_204239.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-7p8aXT2Bi8M/V9vFZ_3iGhI/AAAAAAAAEOA/dPhaLH0DaXMyQwNQOUQN0Ethehrxq-rFACLcB/s640/20160907_204239.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div>Pesce Briaco è il nuovissimo wine restaurant (ha inaugurato a fine giugno) che segue all&#8217;esperienza di anni della Locanda Vigna Ilaria. Lo staff è quello di sempre, con Andrea Maggi oste in sala, Maurizio Marsili, chef, ma si è arricchito di alcune nuove figure: Ezechiele, giovanissimo sommelier Ais, e Alessandro Lucchinelli, chef de cuisine, che si è fermato a Lucca dopo aver girato mezzo mondo.</div>
<div></div>
<div>L&#8217;ambiente è elegante, raffinato. Molto legno, colori da interni del nord Europa, caminetto (che scalderà la sala degustazioni nel prossimo inverno), pareti a vetro. Il nostro tavolo non ha tovaglia (i tavoli nella sala attigua invece sì), l&#8217;apparecchiatura è discreta e di gusto.</div>
<div></div>
<div>La degustazione è dedicata, per questo primo incontro ai Riesling &#8220;immediati&#8221;, di annate giovani e delle principali zone di produzione di questo vitigno della Germania: Pfalz, Mosella,Rheingau, Rheinhessen.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-pa4ayryT7Jw/V9vGDt6boTI/AAAAAAAAEOI/dzWINYzHdE8QvDUQ6wT7EBjq3Ae_8YQgwCLcB/s1600/20160907_230108.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-pa4ayryT7Jw/V9vGDt6boTI/AAAAAAAAEOI/dzWINYzHdE8QvDUQ6wT7EBjq3Ae_8YQgwCLcB/s640/20160907_230108.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div>I vini, tutti della categoria trocken (cioè morbidi ma sostanzialmente secchi, con basso residuo zuccherino), provengono dalla cantina di alcune delle più importanti aziende.</div>
<div>Presentati a bottiglia fasciata da oste e sommelier, per una degustazione alla cieca e brevemente commentati. Brevemente per scelta, perché il tavolo conviviale degli appassionati si animasse e vivesse di vita propria. E così è stato.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-hqLR-7ywScw/V9vGGfYWenI/AAAAAAAAEOM/NvIVYi8ye6oiYEGjm6rRF3zb9rglgWavACLcB/s1600/20160907_204311.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-hqLR-7ywScw/V9vGGfYWenI/AAAAAAAAEOM/NvIVYi8ye6oiYEGjm6rRF3zb9rglgWavACLcB/s640/20160907_204311.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div>A noi è piaciuto particolarmente il primo assaggiato, Riesling Keller 2014, che, benché giovanissimo, si difendeva egregiamente nel confronto con gli altri 5. Bevibile, con al naso le caratteristiche spiccate del vitigno, non troppo complesso ma piacevole come inizio. L&#8217;azienda che lo produce, vanta anche altri vini assai notevoli. Magari alla prossima&#8230; (controllate le date e i vini delle prossime degustazioni di Riesling su&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://pescebriaco.it/it/wine-tasting/">pescebriaco.it</a>).</div>
<div>L&#8217;intruso era della vicina Alsazia, Domaine Bott-Geyl del 2009.</div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-4do1C8inN10/V9vGwfbfr0I/AAAAAAAAEOg/SVL2qpUt68UmIDR7ZDDzgPBk7JlNoqPpQCLcB/s1600/20160907_225013.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-4do1C8inN10/V9vGwfbfr0I/AAAAAAAAEOg/SVL2qpUt68UmIDR7ZDDzgPBk7JlNoqPpQCLcB/s640/20160907_225013.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
<div>A far da cornice, in secondo piano, inchinandosi alla serata dedicata al vino e non a loro, alcuni piatti: acciughe marinate con cipolla, parmigiana di melanzane, formaggi fichi e uva e il pane, quel pane che Maurizio Marsili (e la sua cucina) sforna quotidianamente. E che a noi piace così tanto&#8230;</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-DjVQlRWE3O4/V9vGtpzLW_I/AAAAAAAAEOc/wNTWuathmnUehaJ9VdFV6lwZt6rZ9ju-gCLcB/s1600/20160907_220028.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-DjVQlRWE3O4/V9vGtpzLW_I/AAAAAAAAEOc/wNTWuathmnUehaJ9VdFV6lwZt6rZ9ju-gCLcB/s640/20160907_220028.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-Su8_WgoT_vE/V9vGb6ttmYI/AAAAAAAAEOU/bX5qR-a5kAka6ysmtn2LyRp0nEyVY_VPACLcB/s1600/20160907_212519.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-Su8_WgoT_vE/V9vGb6ttmYI/AAAAAAAAEOU/bX5qR-a5kAka6ysmtn2LyRp0nEyVY_VPACLcB/s640/20160907_212519.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-sc7oUPhAj3k/V9vGSD50TnI/AAAAAAAAEOQ/ysH5q54f5-46aH61_5CWBynbRS7Xq_OnwCLcB/s1600/20160907_205633.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-sc7oUPhAj3k/V9vGSD50TnI/AAAAAAAAEOQ/ysH5q54f5-46aH61_5CWBynbRS7Xq_OnwCLcB/s640/20160907_205633.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div>La serata, in vero spirito conviviale, termina quando l&#8217;ultimo dei convitati lo decide. Anzi, l&#8217;ultimo gruppetto. Ci spostiamo a chiacchierare nel cortile, accanto al giardino di piante aromatiche e appena fuori dalla cantina. Frescura e già una punta di nostalgia per la stagione che se ne va.</div>
<div>Anche se, forse, l&#8217;estate non è ancora finita&#8230;</div>
<div></div>
<div><b><i>Amelia De Francesco</i></b></div>
<div></div>
<div></div>
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