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	<title>Food Blogger Mania &#187; Monica Cecere</title>
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		<title>Un altro giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 16:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; “Domenica potrei venire con te? Ti posso aiutare.”. Si stupì di quella domanda inattesa ma che le diede un attimo di felicità e rispose in modo istintivo e con un po’ di imbarazzo “Si, certo che puoi”. Se ne pentì subito dopo. Non perché non lo volesse con lei o non le facesse piacere&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/un-altro-giorno/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlRgXBHWY1zBhWAQLYtJwq1s5VIBJXDd3QebT9T8geVoVrI_bqNP1hlSBJ_TtPFu6-wmxG9Si7W9tGRlvl5rZOgz98u7NkO1ez84PcFP-0khWwpLqM0uplOsjWYhPPAniYueBHmCUyVmC1Qd6E8zAC-41BjPejRr-NQJGRASKygve5fiQ-LO6gPGCMGO4/s960/1937893_10203405846655798_1742939398_n.jpg"><img border="0" height="458" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlRgXBHWY1zBhWAQLYtJwq1s5VIBJXDd3QebT9T8geVoVrI_bqNP1hlSBJ_TtPFu6-wmxG9Si7W9tGRlvl5rZOgz98u7NkO1ez84PcFP-0khWwpLqM0uplOsjWYhPPAniYueBHmCUyVmC1Qd6E8zAC-41BjPejRr-NQJGRASKygve5fiQ-LO6gPGCMGO4/w640-h458/1937893_10203405846655798_1742939398_n.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
</p>
<p><span>“Domenica potrei venire con te?<br />
Ti posso aiutare.”. Si stupì di quella domanda inattesa ma che le diede un<br />
attimo di felicità e rispose in modo istintivo e con un po’ di imbarazzo “Si,<br />
certo che puoi”. Se ne pentì subito dopo. Non perché non lo volesse con lei o<br />
non le facesse piacere avere compagnia, anzi il contrario, ma temeva sè stessa.<br />
Sapeva come si trasforma in cucina mentre lavora, se qualcosa non fosse andata<br />
per il verso giusto avrebbe potuto avere reazioni aggressive. Si frequentavano<br />
da due giorni, forse tre, lui non la conosceva e non le sarebbe piaciuto<br />
mostrargli il suo “dark side of the moon”. Però non voleva rinunciare a passare<br />
del tempo con quell’uomo che le era “piombato” nella vita quasi<br />
accidentalmente.</span></p>
<p><span>Le cose non succedono mai per<br />
caso, anche se possono succedere all’improvviso. E fu proprio così che<br />
successe, d’improvviso. Quando accadde lei provò la stessa sensazione che si ha<br />
quando si scorge nel cielo una stella cadente. Anche a voi sarà capitato di<br />
vederle. Il repentino movimento di quella gigantesca pietra infuocata, disegna<br />
nel cielo una traccia luminosa che lascia rapiti e sgomenti. Non te l’aspetti<br />
mai di vederla una stella cadente, capita e capita d’improvviso. E quando<br />
succede, senti dentro una sensazione strana, non sgradevole anzi, al contrario,<br />
solo che non la riesci ad identificare perché è un misto tra stupore,<br />
sbigottimento e felicità. Chissà perché poi si goda guardando qualcosa che sta<br />
morendo.</span></p>
<p><span>Comunque lei provò la stessa<br />
cosa. E così decise di non dirgli di aver pensato che aveva risposto troppo<br />
frettolosamente e forse sarebbe stato meglio che non andasse con lei; decise di<br />
viversi il momento e le emozioni. Trovò però una sorta di escamotage per<br />
evitare caso mai di farlo sentire di troppo e non sentirsi in imbarazzo lei nel<br />
caso la situazione fosse sull’orlo del precipizio nervoso. “Sai, ho pensato che<br />
mi saresti di grande aiuto se potessi fare delle foto ai piatti. Non ho mai il<br />
tempo per farlo mentre lavoro, così se le facessi tu mi faresti un grande<br />
favore”.</span></p>
<p><span>Così, partirono la domenica mattina<br />
verso un piccolo centro vicino Palermo. Il breve viaggio in auto, in quella<br />
giornata uggiosa e fredda, fu riscaldato dalle loro risa. Arrivati a<br />
destinazione, dopo le presentazioni e qualche minuto d’imbarazzo, cominciarono<br />
a lavorare. Lei gli illustrò il menù. Due antipasti: <i>Profiterole con crema di zucchine genovesi e fonduta di formaggi con<br />
mandorle al almelle</i> e <i>Crema di<br />
avocado e zenzero con crudités e gamberoni in pasta kataifi</i>. Un primo: <i>Risotto ai topinambour</i>. Due secondi: <i>Quiche di spinaci e ricotta di pecora con<br />
salsa al mascarpone aromatizzata con cannella e paprika dolce</i>, <i>Filetti di spigola con carciofi in sfoglia<br />
con patate alla curcuma al forno</i>. Gli mostrò anche il piano di lavoro e gli<br />
diede subito un compito, fare la crema di avocado. Lui lo eseguì in modo<br />
esemplare e senza fare domande, se non quelle giuste su cosa mettere e quanto.<br />
Lei nel frattempo si dedicò alla fonduta. La giornata scivolò liscia come l’olio<br />
d’oliva su un piatto di porcellana. Si muovevano in simbiosi in quei pochi<br />
metri quadrati, come se fossero da sempre abituati a stare l’una accanto<br />
all’altro, senza tensioni, senza scontri, addirittura divertendosi. Lei era<br />
quasi incredula che non si fosse arrabbiata neanche un secondo, lui le dava<br />
serenità e ad un tratto si voltò, lo guardò e gli disse: “Siamo praticamente<br />
perfetti… lavorativamente parlando, non ti mettere cose in testa”. Gli si<br />
avvicinò e lo baciò a lungo sulle labbra.</span></p>
<p><span>Si svegliò di soprassalto. La luce<br />
dell’abat-jour sul comodino si accendeva e si spegneva ad intermittenza. La lampadina<br />
aveva deciso di suicidarsi. Altro che stella cadente. Gli uccellini<br />
cominciavano a cinguettare. Fra poco sarà giorno. Un altro. Per fortuna.</span></p>
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		<title>Pasta cu i vruocculi arriminata &#8211; Pasta con i broccoli in tegame</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 18:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[broccoli]]></category>
		<category><![CDATA[broccolo]]></category>
		<category><![CDATA[condimento]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima di passare alla descrizione della ricetta di questo gustosissimo primo piatto palermitano, vorrei fare una premessa “linguistica”. Che i Siciliani, e in particolare i Palermitani, abbiano un abito mentale ‘nturciuniatu (contorto) – i dotti lo descriverebbero filosofico – è indubbio. Noi le cose semplici le facciamo diventare complicate, così per non annoiarci. Pure in&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pasta-cu-i-vruocculi-arriminata-pasta-con-i-broccoli-in-tegame/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgD7ylLF-R2UMbn_ENgucz914QldOohAG5crbJLRjKIbzEclMvBd5lGhaadZMadte_BfKiVM3Icu1OOg5FWJbuHBeyChasmQFTtm2dYg0HRmInE_PLREtnaOJB1BMCfpPe8wS5-HnW5zbF2NZz0rnBdolNruN-CVY35-XpXT_oF4s8PAb0fWIbn0Ul1Lrg/s898/Ingredienti%20pasta%20con%20i%20broccoli%20in%20tegame.png"><img border="0" height="406" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgD7ylLF-R2UMbn_ENgucz914QldOohAG5crbJLRjKIbzEclMvBd5lGhaadZMadte_BfKiVM3Icu1OOg5FWJbuHBeyChasmQFTtm2dYg0HRmInE_PLREtnaOJB1BMCfpPe8wS5-HnW5zbF2NZz0rnBdolNruN-CVY35-XpXT_oF4s8PAb0fWIbn0Ul1Lrg/w677-h406/Ingredienti%20pasta%20con%20i%20broccoli%20in%20tegame.png" width="677" /></a></div>
<p><span>Prima di passare alla descrizione della ricetta di questo<br />
gustosissimo primo piatto palermitano, vorrei fare una premessa “linguistica”.</span></p>
</p>
<p>Che i Siciliani, e in particolare i Palermitani, abbiano un<br />
abito mentale <i><b>‘nturciuniatu</b></i> (contorto)<br />
– i dotti lo descriverebbero filosofico – è indubbio. Noi le cose semplici le<br />
facciamo diventare complicate, così per non annoiarci. Pure in questa ricetta,<br />
usiamo il termine “<b>broccolo</b>” ma intendiamo</p>
<p><span></span></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a>&nbsp;<span>quello che in tutto il resto del<br />
globo terracqueo viene chiamato “<b>cavolfiore</b>”. Mentre invece i “<b>broccoli</b>” –<br />
quelli più verdi e con una forma ad alberello, per capirci – li chiamiamo “<b>sparacelli</b>”.<br />
Ma perché? Non lo so! Passo alla ricetta e vi lascio con questo enigma (se<br />
qualcuno di voi che legge lo sa o ha elaborato un’ipotesi, che la condivida per<br />
grazia).</span>
</p>
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhPQWoHZgVhkFeRNpMQmSBjOQ12WVmvBxtFP8jmHF7Hn5p8xEsZMV1JhilQkru20wUuxq1UQj2BybJ5XDzuBliTrgBIv87NBK5f2eJsBs1z5ijeam5g5MWEiyPDwryWLF8usZl8Y1h_5K2apjfJXXIxJBOk16BZsAFYb4VNNGLulLX1AuSS1Xmbt2CzmEA/s1049/Broccolo%20e%20acciughe.png"><img border="0" height="345" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhPQWoHZgVhkFeRNpMQmSBjOQ12WVmvBxtFP8jmHF7Hn5p8xEsZMV1JhilQkru20wUuxq1UQj2BybJ5XDzuBliTrgBIv87NBK5f2eJsBs1z5ijeam5g5MWEiyPDwryWLF8usZl8Y1h_5K2apjfJXXIxJBOk16BZsAFYb4VNNGLulLX1AuSS1Xmbt2CzmEA/w429-h345/Broccolo%20e%20acciughe.png" width="429" /></a>Un’altra caratteristica del broccolo palermitano è che non è<br />
né bianco, né viola: è verde. Un verde delicato e pallido con un sapore dolce e deciso, mai esagerato.</div>
</p>
<p><i>‘<b>A pasta cu i<br />
vruocculi arriminati</b></i>, come qualsiasi altra ricetta della tradizione<br />
italiana e soprattutto siciliana, non ha una sola versione, ma svariate e<br />
molteplici, una per ogni famiglia. Non ce n’è una più buona, non esiste la<br />
migliore perché ogni variante può incontrare i gusti di tanti.</p>
</p>
<p>C’è quella infornata, c’è quella <i><b>‘ncuppulata</b>&nbsp;(coperta)</i>&nbsp;e c’è invece chi la preferisce mangiarla espressa.</p>
<p>Una cosa però è certa e inconfutabile: il giorno dopo,<br />
ripassata in padella è una goduria gustativa. Dunque, non siate tirchi quando<br />
calate la pasta e fate <i><b>abbuccare</b></i> la<br />
mano (letteralmente &#8220;piegare verso il basso&#8221;; figurativamente &#8220;abbondare).</p>
<p>Vi consiglio di utilizzare una pasta lunga bucata: bucatini,<br />
bucati o ziti. Ma potete utilizzare anche i tortiglioni, i paccheri, le<br />
mezzemaniche…</p>
<p>Questa è la mia ricetta, tramandatami dalla famiglia di mia<br />
madre ma fatta alla mia maniera</p>
<p><b><i><u>Ingredienti per 6/8 persone</u></i></b>: 800 gr. di bucatini; 1<br />
broccolo (cavolfiore) grande; 1 grossa cipolla (meglio bianca); 1 spicchio d’aglio<br />
(facoltativo); 5 filetti di acciuga sott’olio (o di sarda salata se preferite<br />
un sapore più deciso); 2 bustine di zafferano; 50 gr. di passolina e pinoli;<br />
olio EVO; sale e pepe q.b.; pangrattato.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgu5_cQZ6fxR1dt4UNwsH6A0IChI-rKjm-Gelqf2DCGm5TLy0gs4yyC94skwnySMk5lQG_DhbZSF5FTS1NfINGTtnfGN8nKroAsOGYIsfSp0CTCvuu9d3TYrNVjdj6qtwM_TXXVoD3OlzpiQ1auToa5nspEHi6w7snJ70zuWptX7QGsYtWCOeLFftF0GWI/s918/Cima%20di%20broccolo%20lesso.png"><img border="0" height="296" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgu5_cQZ6fxR1dt4UNwsH6A0IChI-rKjm-Gelqf2DCGm5TLy0gs4yyC94skwnySMk5lQG_DhbZSF5FTS1NfINGTtnfGN8nKroAsOGYIsfSp0CTCvuu9d3TYrNVjdj6qtwM_TXXVoD3OlzpiQ1auToa5nspEHi6w7snJ70zuWptX7QGsYtWCOeLFftF0GWI/w378-h296/Cima%20di%20broccolo%20lesso.png" width="378" /></a><b><i><u>Procedimento</u></i></b>: pulite il broccolo e riducetelo in<br />
cimette. Se volete un consiglio, utilizzate anche le foglie più tenere e il<br />
torsolo sbucciato. Lavatelo e lessatelo in acqua bollente salata. Deve essere<br />
ben cotto.&nbsp;</p>
<div><span>Mentre il broccolo cuoce, preparate un soffritto, in abbondante<br />
olio, con la cipolla e l’aglio tagliato a metà (così da poterlo eliminare). Scioglietevi<br />
le acciughe, aggiungete il broccolo lessato scolato con una schiumarola – l’acqua<br />
di cottura deve essere conservata – e fatelo saltare in padella per qualche<br />
minuto.</span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjmVFFRCZnL9GTP9OI1o5NPHPXWbGaSyK2o8PRs5EWRcVk7Js6_DQuq3mQbG4TRs8K4kl9Ow6GrBzpiGioOgkXHZ1F1ph2XY08Rt1zjLYZA29ykuTxEne7lUCR8e09sXL0wZC4ldSap9bip3fqhho4q9mAQZro850nuw2479r5ibTGewf4BuyeIN3yLAWg/s933/Procedimento%20condimento%20pasta%20broccoli.png"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjmVFFRCZnL9GTP9OI1o5NPHPXWbGaSyK2o8PRs5EWRcVk7Js6_DQuq3mQbG4TRs8K4kl9Ow6GrBzpiGioOgkXHZ1F1ph2XY08Rt1zjLYZA29ykuTxEne7lUCR8e09sXL0wZC4ldSap9bip3fqhho4q9mAQZro850nuw2479r5ibTGewf4BuyeIN3yLAWg/s320/Procedimento%20condimento%20pasta%20broccoli.png" width="314" /></a></div>
<div><span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiMcNQhCQ6GpA_pxGKZC41o0d5hyphenhyphenUIn0FBNfa24XQsYdKHlxlSabheNscszr3omjZln18-g9be3Gq2kjvaaV723oeR2VZM0mjKFLFUUFNEVNkk2nQp8ATkSuAwfAv6E01JCbthZS8smtJM3U6d6u9ezq9wIG5XB5N3-9C_1oIwIP5pU5lRJ_ZyUaYF_vW8/s896/Procedimento%20pasta%20broccolo%202.png"><img border="0" height="214" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiMcNQhCQ6GpA_pxGKZC41o0d5hyphenhyphenUIn0FBNfa24XQsYdKHlxlSabheNscszr3omjZln18-g9be3Gq2kjvaaV723oeR2VZM0mjKFLFUUFNEVNkk2nQp8ATkSuAwfAv6E01JCbthZS8smtJM3U6d6u9ezq9wIG5XB5N3-9C_1oIwIP5pU5lRJ_ZyUaYF_vW8/w218-h214/Procedimento%20pasta%20broccolo%202.png" width="218" /></a></div>
<p>Aggiungete una parte del brodo di broccolo – deve coprire di poco il<br />
condimento &#8211; 1 bustina di zafferano e la passolina con i pinoli.&nbsp;</span></div>
<div><span>
<div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhd86aOXRjQlwYT-z0Vgiuecntqz9AIefcRSNohxysh4374rG5GuP9BSGnvCW44wOUiOS41z6E7c_n6EDAjIWeY4RyBJhEKbk6noLYFvRou-vg54cmFJx6XvAgQ1T2P9WvNwHOSV4hL3uIAl5DIdw58OIwZlcvHs1oVmwxl0J7U3dB60YE8WznQBkExfrU/s897/Procedimento%20pasta%20broccolo%203.png"><img border="0" height="182" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhd86aOXRjQlwYT-z0Vgiuecntqz9AIefcRSNohxysh4374rG5GuP9BSGnvCW44wOUiOS41z6E7c_n6EDAjIWeY4RyBJhEKbk6noLYFvRou-vg54cmFJx6XvAgQ1T2P9WvNwHOSV4hL3uIAl5DIdw58OIwZlcvHs1oVmwxl0J7U3dB60YE8WznQBkExfrU/w182-h182/Procedimento%20pasta%20broccolo%203.png" width="182" /></a></div>
<p><span>Aggiustate di sale e di pepe e fate cuocere per circa 15 minuti o fino a quando il broccolo non sarà ben disfatto.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<p><span></span></div>
<p>Nel tegame dove avete lessato il cavolfiore aggiungete, ove<br />
ve ne sia bisogno, dell’acqua e ponetelo nuovamente sul fuoco. Portatelo ad<br />
ebollizione, scioglietevi l&#8217;altra bustina di zafferano e aggiustate di sale. Cuocetevi la pasta, che deve rimanere molto al dente (a meno che<br />
non vogliate mangiarla espressa). Mentre aspettate, in un padellino unto con un<br />
po’ d’olio </span><i>atturrate</i><span> (brustolite) </span><i>‘a muddica</i><span> (pangrattato). Salate e pepate a vostro gusto.</span></div>
</p>
<p>Scolate la pasta, rimettetela nel tegame e irroratela con<br />
abbondante olio EVO. Aggiungete quasi tutto il condimento e rimescolate ben<br />
bene. <i>‘Ncuppulatela</i> (coprite con il<br />
coperchio), lasciatela riposare per un decina di minuti (per questo si chiama<br />
in tegame, perché è là che deve rifinirsi) ed impiattatela aggiungendo un altro<br />
po’ di condimento. Servitela spolverizzata con la <i>muddica atturrata</i>.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhXEIEurhyphenhyphenN06v70Tf2dNf_bOZtJyYdD3M9zMd3OW6A9QmQtJLRTN53M01H9DMc_YtyI-MvVe7qAt5LWEIV9E4HJTOilAj0HoPgZ_-KNalJO00wbNiDqVQwrL6k_jnGs2cRHU5XYT5wp-nMrSUKtroswwsWpU2T7fsEqDfcUme9EoBUnC_pEbGGx_3o7is/s1080/Pasta%20coi%20broccoli%20procedimento.png"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhXEIEurhyphenhyphenN06v70Tf2dNf_bOZtJyYdD3M9zMd3OW6A9QmQtJLRTN53M01H9DMc_YtyI-MvVe7qAt5LWEIV9E4HJTOilAj0HoPgZ_-KNalJO00wbNiDqVQwrL6k_jnGs2cRHU5XYT5wp-nMrSUKtroswwsWpU2T7fsEqDfcUme9EoBUnC_pEbGGx_3o7is/w400-h400/Pasta%20coi%20broccoli%20procedimento.png" width="400" /></a></div>
<p><b><u>Variante al forno</u></b><br />
(la mia preferita). La pasta deve essere cotta per pochissimi minuti, deve<br />
essere quasi cruda. Procedete come sopra, però invece di rimetterla nella<br />
pentola versatela in una teglia oliata e cosparsa da pangrattato. Cospargetela con<br />
altro pangrattato, irroratela con un filo di olio e cuocete in forno<br />
preriscaldato a 180° C per 15-20 minuti circa o fin quando non si sarà formata una<br />
crosticina dorata. Lasciatela riposare fuori dal forno per qualche minuto e<br />
servite. Si può mangiare anche fredda.</p>
<p>Buone cose dolci e ‘nturciuniate a tutti!</p>
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		<title>La Frutta Martorana</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 09:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Scatola con Frutta Martorana (Ph: Monica Cecere) La tradizione dolciaria in Sicilia è antica quanto la storia dell’isola ed è, come tutta la gastronomia siciliana, un melting-pot di ingredienti, tecniche e preparazioni lasciateci in eredità dalle tante dominazioni. Già in epoca etrusco-romana venivano preparati dei dolcetti di mandorle da offrire alle divinità, ma la&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-frutta-martorana/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<br />
<table align="/redirect.php?URL=center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh7nFR4vkZjesV19YYoaClF9Up3YaYW-QYOuURjCGkhJrQaIhA-MQH9Wsq34PdGj8q_WX6-RJRAHTK3r_-RwqsgGs9KeS2JUGCouBgcFxbFCRZwJjgYAk1KECo8uXh_So2Qaek8tXiGkiafg6jho3z5tJXCACqhssHA9ollUvhU5AaaqGSf25ycWOKbicc/s4160/Scatola%20con%20Frutta%20Martorana.jpg"><img border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh7nFR4vkZjesV19YYoaClF9Up3YaYW-QYOuURjCGkhJrQaIhA-MQH9Wsq34PdGj8q_WX6-RJRAHTK3r_-RwqsgGs9KeS2JUGCouBgcFxbFCRZwJjgYAk1KECo8uXh_So2Qaek8tXiGkiafg6jho3z5tJXCACqhssHA9ollUvhU5AaaqGSf25ycWOKbicc/w640-h480/Scatola%20con%20Frutta%20Martorana.jpg" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Scatola con Frutta Martorana (Ph: Monica Cecere)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>La tradizione dolciaria in Sicilia è antica quanto la storia<br />
dell’isola ed è, come tutta la gastronomia siciliana, un melting-pot di<br />
ingredienti, tecniche e preparazioni lasciateci in eredità dalle tante<br />
dominazioni.</p>
<p>Già <b>in epoca etrusco-romana venivano preparati dei dolcetti<br />
di mandorle da offrire alle divinità</b>, ma la ricetta del marzapane come la<br />
conosciamo noi, fatta con farina di mandorle dolci, albume d’uovo e zucchero,<br />
risale al XIII-XIV secolo.</p>
<p>Il nome deriva dall’arabo <b>Mauthaban o Marzaban</b>, unità di<br />
capacità in uso a Cipro ed in Armenia. Come per l&#8217;anfora, per la giara o per la<br />
botte, divenne consuetudine chiamare con lo stesso nome il contenitore tarato<br />
sulla misura. Era una scatola di legno leggero dotata di un coperchio e veniva<br />
utilizzata per usi diversi. Per racchiudere la corrispondenza o i documenti<br />
importanti, ma anche per spedire speciali dolci prodotti a Cipro, confezionati<br />
con farina di mandorle ed altri ingredienti. Questi erano a forma di pani e<br />
dato che prendevano la forma della scatola, il nome dell&#8217;involucro passò al<br />
contenuto.</p>
<p><b>Nella storia della gastronomia, la più antica e famosa<br />
preparazione fatta con il marzapane è la Frutta di Martorana</b>, che vide la luce<br />
ufficialmente a Palermo, nel convento omonimo annesso alla chiesa di Santa Maria<br />
dell’Ammiraglio. Con il marzapane le suore confezionavano per la festa di<br />
Ognissanti piccoli dolci, che imitavano meticolosamente frutti d&#8217;ogni tipo dai<br />
colori vivacissimi, ottenuti grazie alla gomma arabica che permetteva di<br />
fissare le tinte vegetali derivanti da rose, zafferano, pistacchio e altri<br />
vegetali. Questi prelibati dolcetti pare fossero molto apprezzati da <b>Ruggero II<br />
Re di Sicilia</b> e, in quanto degna di re, la pasta di mandorle in Sicilia<br />
cominciò ad essere appellata “<b><i>pasta reale</i></b>”.</p>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></span>
<p>Eccovi allora la mia <b>ricetta della pasta reale</b> o marzapane<br />
siciliano con cui modellare i dolci frutti.</p>
</p>
<p><b><i><u>Ingredienti</u></i></b>: 1 kg. di farina di mandorle; 1 kg. di<br />
zucchero semolato; 200 g. di glucosio; 250 ml di acqua; 1 bustina di vanillina;<br />
½ cucchiaino da caffè di sale.</p>
<p><b>Accessori</b>: <b>stampi in gesso</b> o in silicone; coloranti<br />
alimentari in polvere; pennellini.</p>
<p><b><i><u>Procedimento</u></i></b>: Mettere l’acqua, lo zucchero e il glucosio<br />
in una pentola. Portare ad ebollizione e far cuocere fin quando il composto non<br />
scende a filo dal cucchiaio.</p>
<p>Togliere dal fuoco e aggiungere la farina e la vaniglia.<br />
Mescolare bene e versare il composto su un ripiano bagnato. Quando si sarà<br />
raffreddato, lavoratelo come se stesse facendo una pasta frolla fin quando non<br />
risulterà liscio e compatto. Potete anche fare questa operazione nella<br />
planetaria con l’accessorio per le paste morbide.</p>
<p>Prima di utilizzarla, lasciate riposare la pasta di mandorle<br />
per qualche ora, meglio sarebbe un giorno intero, avvolta nella pellicola per<br />
alimenti.</p>
<table align="/redirect.php?URL=center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjXw6LzYtdBmPYab__TSKc_mYRod-UUuagke8r7W5kTpzN4iYGQDY3go_OWAUeAJ35bOeI7x72FQ-yPg_AIhaWSyOTUyNchw0-5QzwlF908qRmOl4vnZvtML31SjRC6b-9bdUG7sxAOEQvIJv_bR_dC6-b1TGoon32020l-TeyvVMSydzNV_i6S2EMlxAI/s4160/Albicocca%20di%20Pasta%20di%20Mandorle%20(Frutta%20Martorana).jpg"><img border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjXw6LzYtdBmPYab__TSKc_mYRod-UUuagke8r7W5kTpzN4iYGQDY3go_OWAUeAJ35bOeI7x72FQ-yPg_AIhaWSyOTUyNchw0-5QzwlF908qRmOl4vnZvtML31SjRC6b-9bdUG7sxAOEQvIJv_bR_dC6-b1TGoon32020l-TeyvVMSydzNV_i6S2EMlxAI/w640-h480/Albicocca%20di%20Pasta%20di%20Mandorle%20(Frutta%20Martorana).jpg" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Albicocca di Pasta Reale (Ph: Monica Cecere)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<p>A questo punto si possono modellare <b>i frutti di Martorana</b>, a<br />
mano o utilizzando gli stampi appositi. Abbiate l’accortezza di lavorare<br />
brevemente con le mani il pezzo di pasta da modellare prima di dargli la forma,<br />
così da ottenere una superfice lisce e vellutata. Lasciateli asciugare per circa<br />
mezza giornata e colorateli.</p>
</p>
<p>Fateli riposare fin quando il colore non sarà asciutto e<br />
confezionate la frutta in cassettine, cestini o in bella mostra in un centro<br />
tavola. Buona e di grande effetto.</p>
<p><b>Buona Festa dei Morti a tutti.</b></p>
<p><b><i><u>Suggerimenti</u></i></b>: Con la stessa pasta, non colorata, potete<br />
anche realizzare il <b>latte di mandorle</b>. Basta frullarne una noce con un po’<br />
d’acqua ed otterrete la squisita e salutare bevanda.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Pasta con i tenerumi. Un must delle tavole estive palermitane</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/pasta-con-i-tenerumi-un-must-delle-tavole-estive-palermitane/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/pasta-con-i-tenerumi-un-must-delle-tavole-estive-palermitane/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2022 13:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[cubetti]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[pomodoro]]></category>
		<category><![CDATA[verdura]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; A Palermo non è estate se non sudi davanti ad un piatto di pasta con i tenerumi. Questi sono le foglie e i germogli teneri della Lagenaria longissima, una pianta rampicante che produce una zucchina affusolata e lunghissima che può raggiungere anche i due metri, e proprio per questo nota ai palermitani come ’a&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pasta-con-i-tenerumi-un-must-delle-tavole-estive-palermitane/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjRGnUXjwY2TV0T8bd2Rc7gppQfyRSGjjUEyfp6xj67pr3Ru9qdYwMZXQLrQLX6C5DKFwebPDYlNlxzZkFzVaF9K90MgMQLrfkXAakY7_yc2j50LehT3WW4uhL0t00BgSneMJsoRbaLjZ2NKKpSzH3Ob9HJxEJwzrdQvjaT3rAkGJ4DIdZTPTjrS-LU/s4160/IMG_20220624_213955.jpg"><img border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjRGnUXjwY2TV0T8bd2Rc7gppQfyRSGjjUEyfp6xj67pr3Ru9qdYwMZXQLrQLX6C5DKFwebPDYlNlxzZkFzVaF9K90MgMQLrfkXAakY7_yc2j50LehT3WW4uhL0t00BgSneMJsoRbaLjZ2NKKpSzH3Ob9HJxEJwzrdQvjaT3rAkGJ4DIdZTPTjrS-LU/w640-h480/IMG_20220624_213955.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span>A Palermo non è estate se non sudi davanti ad un piatto di pasta con i tenerumi. Questi sono le foglie e i germogli teneri della </span><b>Lagenaria longissima</b><span>, una pianta rampicante che produce una zucchina affusolata e lunghissima che può raggiungere anche i due metri, e proprio per questo nota ai palermitani come </span><b><i>’a cucuzza luonga</i></b><span>.</span>
</p>
<p>I <b>tenerumi</b> hanno un sapore dolce e delicato, proprietà diuretiche, un basso apporto calorico e un’alta digeribilità. È una verdura, insieme al suo frutto, ricca di vitamine e sali minerali.</p>
<p>Tante sono le ricette che si possono realizzare con questa verdura, ma, da palermitana DOC quale sono, vi propongo la ricetta della nostra tipica minestra. È gustosissima e la preparazione non richiede grande impegno, se non nel lavarne bene le foglie.<span></span></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a>
</p>
<p><b><i><u>Ingredienti</u></i></b> (per 4/6 persone): 1,5 kg di tenerumi; 5 spicchi d’aglio; 600 gr. di pomodoro maturo; 250/300 gr. di spaghetti spezzati; olio extra vergine d’oliva; sale e pepe.</p>
<p><b><i><u>Procedimento</u></i></b>: Nettate e lavate bene la verdura. Tagliate le foglie in piccoli pezzi. Mettere sul fuoco una pentola grande con abbondante acqua. Quando arriva a bollore aggiungete i tenerumi. Salate e lasciate cuocere per circa 20 minuti.</p>
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiikvA08PZti6fJwCj61EAepIthdylT1wG6_Jgqs5nVv2oS1J0ReTH6LXtuxpgGO3lE6XPPNYbHVj0QCcApcP8edY3npvzNDHus0XdF8-9S2tVRF283AHvT14t1MYE0cLDLBH448L8Zvu7DrVgb9F9j4TC4eMndMdAewmL4Rqti-Be2yGmdgU2mEPvF/s3120/IMG_20171006_124846.jpg"><img border="0" height="267" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiikvA08PZti6fJwCj61EAepIthdylT1wG6_Jgqs5nVv2oS1J0ReTH6LXtuxpgGO3lE6XPPNYbHVj0QCcApcP8edY3npvzNDHus0XdF8-9S2tVRF283AHvT14t1MYE0cLDLBH448L8Zvu7DrVgb9F9j4TC4eMndMdAewmL4Rqti-Be2yGmdgU2mEPvF/s320/IMG_20171006_124846.jpg" width="320" /></a></div>
</p>
<p>Nel frattempo preparate il <i>pic pac</i>, una salsa di pomodoro talmente deliziosa che quando lo mangi non puoi fare a meno di schioccare la lingua contro il palato producendo un suono che ricorda il suo nome. Sbucciate l’aglio, tagliatelo a pezzetti e mettetelo in una casseruola con circa 50 ml di buon olio d’oliva. Fatelo soffriggere lentamente, quando comincia a sprigionare il suo caratteristico profumo &#8211; quello, per capirci, “<i>chi ffa rapiri ’u pitittu</i>” (fa venire fame, per i non siculi) – aggiungete il pomodoro sbucciato e tagliato a cubetti. Rimescolate, fate insaporire per qualche secondo, ed aggiungete il sale e il pepe. Fate cuocere per 15 minuti circa.</p>
<p>Riportate a bollore i tenerumi, buttatevi gli spaghetti spezzati e portate a cottura la pasta. Poco prima di spegnere il fuoco, aggiungete il <i>pic pac</i>. Fate insaporire per pochi minuti e servite ben calda spolverizzata con un po’ di pepe nero fresco.</p>
<p>Buone cose <i>sudate</i> a tutti!</p>
<p><b><i><u>Suggerimenti</u></i></b>: per ottenere un sapore ancora più deciso, potrete aggiungere a fine cottura dei cubetti di caciocavallo palermitano stagionato. Se, invece, volete provare la versione “asciutta”: aggiungete al pic pac la borragine lessata. Cuocete la pasta (preferibilmente un formato corto) nell’acqua di cottura della verdura. Mantecate la pasta cotta al dente nella casseruola del condimento aggiungendo dei cubetti i di caciocavallo fresco e una spolverata di quello stagionato.</p>
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		<title>Nuova sessione: Ricette di casa mia. Carciofi apparecchiati della nonna Nella</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2022 09:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[carciofi]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Mia]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[nonna]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiedo scusa per la lunga assenza, ma capita che io venga travolta da “lagnusia” (“pigrizia” per i non palermitani) per iperattività. Sembra un ossimoro ma in verità si sposa pienamente con la mia vita. Immersa in attività varie e variegate lascio da parte le cose che mi interessano personalmente, e nel tempo libero invece di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/nuova-sessione-ricette-di-casa-mia-carciofi-apparecchiati-della-nonna-nella/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Chiedo scusa per la lunga assenza, ma capita che io venga travolta da “lagnusia” (“pigrizia” per i non palermitani) per iperattività. Sembra un ossimoro ma in verità si sposa pienamente con la mia vita. Immersa in attività varie e variegate lascio da parte le cose che mi interessano personalmente, e nel tempo libero invece di scrivere mi lascio prendere da, appunto, “lagnusia compulsiva”.</span></p>
<p><span>Ritorno con la promessa dell’inaugurazione di una nuova sessione del blog, <b><i>Ricette di Casa Mia</i></b>, dedicato a preparazioni facili e veloci per la cucina di tutti i giorni. Sono tutte ricette tramandatemi da nonne, zie e zii, mamme, amiche e amici. Piatti che si possono annoverare nella tradizione della mia famiglia e che si perpetuano grazie al lascito gastronomico di queste meravigliose persone.</span></p>
<p><span>Spero tanto vi piacerà!</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>La prima ricetta della nuova sessione mi è stata tramandata da una splendida donna, la madre di mia madre, la Nonna Nella.</span></p>
<p><span>Alta, corpo affusolato, gambe bellissime e una mente aperta ed evoluta. Grande cuoca che ha trasmesso prima alle sue figlie e poi a tutte le nipoti il piacere di stare in cucina. I suoi non erano piatti erano dichiarazioni d’Amore tradotte in cibo; nutrimento per il corpo e per l’anima.</span></p>
</p>
<p><span>Ve la propongo perché ancora, anche se a fine stagione, sui colorati banchi dei nostri mercati i carciofi si trovano e sono ancora molto buoni.</span></p>
<p><span><span>Ed eccovi la ricetta: semplice, veloce e saporitissima.</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjn_7cxpiTEzz-k2UxnLlLG4A2gaI3e0aMGVlb6kHXbq1zBH1KuISObwSx4He470H2dUl1JL_NwRduv43NanFwC4VxSS156HHdN-QrfSAXu5-rGMD8l_lFz2hA0SNVL8xl8F6bB-4bfHzX-GEmZwrqItsLSNXmaZRWIdPBQrhSOauq631-4Le1P1wUL/s4160/Carciofi%20apparecchiati.jpg"><img border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjn_7cxpiTEzz-k2UxnLlLG4A2gaI3e0aMGVlb6kHXbq1zBH1KuISObwSx4He470H2dUl1JL_NwRduv43NanFwC4VxSS156HHdN-QrfSAXu5-rGMD8l_lFz2hA0SNVL8xl8F6bB-4bfHzX-GEmZwrqItsLSNXmaZRWIdPBQrhSOauq631-4Le1P1wUL/w640-h480/Carciofi%20apparecchiati.jpg" width="640" /></a></span></p>
<p><span>I Carciofi Apparecchiati della Nonna Nella</span></p>
<p><b><i><u><span>Ingredienti</span></u></i></b><span> per 4 persone:</span></p>
<p><span>4 carciofi spinosi o mammole;2 litri d’acqua; ¼ di bicchiere di aceto di vino bianco; 250 gr. di muddica (pangrattato); 3 spicchi d’aglio; 4 filetti di acciughe sott’olio; olio EVO; 1 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio di sale, pepe e prezzemolo q.b.</span></p>
<p><span></span><span></span></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a>
</p>
<p><b><i><u><span>Procedimento</span></u></i></b><span>: Staccate i gambi dei carciofi e sbucciateli. Eliminate le foglie più dure e le punte. Spaccate ogni carciofo a metà. Nel frattempo preparate la soluzione di acqua, aceto, sale e zucchero. Fatela bollire per circa un minuto e tuffateci i carciofi sciacquati sotto l’acqua corrente. Cuoceteli per circa 20 minuti o fin quando non risulteranno teneri.</span></p>
<p><span>Colateli con una schiumarola e riponeteli in un solo strato in un bel piatto da portata.</span></p>
<p><span>A questo punto preparate l’<i>apparecchiatura</i>. Versate in una padella abbondante olio extra vergine d’oliva, le acciughe e gli spicchi d’aglio tritati. Mettetela sul fuoco a fiamma moderata e, man mano che si scalda l’olio, “sciogliete” le acciughe schiacciandole con una forchetta. Mescolate e fate soffriggere leggermente l’aglio, che non si dovrà colorare. In un&#8217;altra padella, tostate il pangrattato con qualche pizzico di sale e il pepe.</span></p>
<p><span>Cospargete l’intingolo sui carciofi, spolverateli con la </span><i>muddica atturrata</i><span> e definite con foglioline di prezzemolo.</span></p>
<p><span>Buone cose saporite a tutti!</span></p>
<p></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuova sessione:Ricette di casa mia. Carciofi apparecchiati della nonna Nella</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2022 09:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
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		<category><![CDATA[olio]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiedo scusa per la lunga assenza, ma capita che io venga travolta da “lagnusia” (“pigrizia” per i non palermitani) per iperattività. Sembra un ossimoro ma in verità si sposa pienamente con la mia vita. Immersa in attività varie e variegate lascio da parte le cose che mi interessano personalmente, e nel tempo libero invece di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/nuova-sessionericette-di-casa-mia-carciofi-apparecchiati-della-nonna-nella/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Chiedo scusa per la lunga assenza, ma capita che io venga travolta da “lagnusia” (“pigrizia” per i non palermitani) per iperattività. Sembra un ossimoro ma in verità si sposa pienamente con la mia vita. Immersa in attività varie e variegate lascio da parte le cose che mi interessano personalmente, e nel tempo libero invece di scrivere mi lascio prendere da, appunto, “lagnusia compulsiva”.</span></p>
<p><span>Ritorno con la promessa dell’inaugurazione di una nuova sessione del blog, <b><i>Ricette di Casa Mia</i></b>, dedicato a preparazioni facili e veloci per la cucina di tutti i giorni. Sono tutte ricette tramandatemi da nonne, zie e zii, mamme, amiche e amici. Piatti che si possono annoverare nella tradizione della mia famiglia e che si perpetuano grazie al lascito gastronomico di queste meravigliose persone.</span></p>
<p><span>Spero tanto vi piacerà!</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>La prima ricetta della nuova sessione mi è stata tramandata da una splendida donna, la madre di mia madre, la Nonna Nella.</span></p>
<p><span>Alta, corpo affusolato, gambe bellissime e una mente aperta ed evoluta. Grande cuoca che ha trasmesso prima alle sue figlie e poi a tutte le nipoti il piacere di stare in cucina. I suoi non erano piatti erano dichiarazioni d’Amore tradotte in cibo; nutrimento per il corpo e per l’anima.</span></p>
</p>
<p><span>Ve la propongo perché ancora, anche se a fine stagione, sui colorati banchi dei nostri mercati i carciofi si trovano e sono ancora molto buoni.</span></p>
<p><span><span>Ed eccovi la ricetta: semplice, veloce e saporitissima.</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjn_7cxpiTEzz-k2UxnLlLG4A2gaI3e0aMGVlb6kHXbq1zBH1KuISObwSx4He470H2dUl1JL_NwRduv43NanFwC4VxSS156HHdN-QrfSAXu5-rGMD8l_lFz2hA0SNVL8xl8F6bB-4bfHzX-GEmZwrqItsLSNXmaZRWIdPBQrhSOauq631-4Le1P1wUL/s4160/Carciofi%20apparecchiati.jpg"><img border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjn_7cxpiTEzz-k2UxnLlLG4A2gaI3e0aMGVlb6kHXbq1zBH1KuISObwSx4He470H2dUl1JL_NwRduv43NanFwC4VxSS156HHdN-QrfSAXu5-rGMD8l_lFz2hA0SNVL8xl8F6bB-4bfHzX-GEmZwrqItsLSNXmaZRWIdPBQrhSOauq631-4Le1P1wUL/w640-h480/Carciofi%20apparecchiati.jpg" width="640" /></a></span></p>
<p><span>I Carciofi Apparecchiati della Nonna Nella</span></p>
<p><b><i><u><span>Ingredienti</span></u></i></b><span> per 4 persone:</span></p>
<p><span>4 carciofi spinosi o mammole;2 litri d’acqua; ¼ di bicchiere di aceto di vino bianco; 250 gr. di muddica (pangrattato); 3 spicchi d’aglio; 4 filetti di acciughe sott’olio; olio EVO; 1 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio di sale, pepe e prezzemolo q.b.</span></p>
<p><b><i><u><span>Procedimento</span></u></i></b><span>: Staccate i gambi dei carciofi e sbucciateli. Eliminate le foglie più dure e le punte. Spaccate ogni carciofo a metà. Nel frattempo preparate la soluzione di acqua, aceto, sale e zucchero. Fatela bollire per circa un minuto e tuffateci i carciofi sciacquati sotto l’acqua corrente. Cuoceteli per circa 20 minuti o fin quando non risulteranno teneri.</span></p>
<p><span>Colateli con una schiumarola e riponeteli in un solo strato in un bel piatto da portata.</span></p>
<p><span>A questo punto preparate l’<i>apparecchiatura</i>. Versate in una padella abbondante olio extra vergine d’oliva, le acciughe e gli spicchi d’aglio tritati. Mettetela sul fuoco a fiamma moderata e, man mano che si scalda l’olio, “sciogliete” le acciughe schiacciandole con una forchetta. Mescolate e fate soffriggere leggermente l’aglio, che non si dovrà colorare. In un&#8217;altra padella, tostate il pangrattato con qualche pizzico di sale e il pepe.</span></p>
<p><span>Cospargete l’intingolo sui carciofi, spolverateli con la </span><i>muddica atturrata</i><span> e definite con foglioline di prezzemolo.</span></p>
<p><span>Buone cose saporite a tutti!</span></p>
<p></p>
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		<title>Cassata al forno, la pietra filosofale della pasticceria siciliana</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 11:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
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		<category><![CDATA[Giovan Battista]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160;&#8220;Tintu è cu nun mancia a cassata a matina ri Pasqua&#8220;[1] &#160; Anche in tempi di isolamento forzato e di sacrifici utili alla salute nostra e a quella degli altri, non è detto che dobbiamo astenerci anche dai piaceri della tavola e dalle nostre tradizioni. Anzi, sono certa che nessun siciliano rinuncerà a celebrare la&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cassata-al-forno-la-pietra-filosofale-della-pasticceria-siciliana/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<span>&#8220;</span><i>Tintu è cu nun mancia a cassata a matina ri Pasqua</i><span>&#8220;</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=/Users/Momi/Documents/Doc_12/A_Scorzonera/AA_Articoli/Sicilymag/La%20Cassata%20siciliana.docx#_ftn1" name="_ftnref1" title=""><span><span><span>[1]</span></span></span></a></p>
<p><span>&nbsp;</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/--CZmAkncmM8/YCpbOeHUYoI/AAAAAAABDmU/AotJ6MbsUtwhYtj5MpzxVNM9MKkrxuAKQCLcBGAsYHQ/s640/20130226_064639.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/--CZmAkncmM8/YCpbOeHUYoI/AAAAAAABDmU/AotJ6MbsUtwhYtj5MpzxVNM9MKkrxuAKQCLcBGAsYHQ/w480-h640/20130226_064639.jpg" width="480" /></a></div>
</p>
<p><span>Anche in tempi di isolamento forzato e di sacrifici utili alla salute nostra e a quella degli altri, non è detto che dobbiamo astenerci anche dai piaceri della tavola e dalle nostre tradizioni. Anzi, sono certa che nessun siciliano rinuncerà a celebrare la Pasqua davanti ad un sontuoso tavolo imbandito per l’occasione al centro del quale trionferà la magnifica <b>cassata</b>, la celeberrima torta a base di ricotta di pecora zuccherata, pan di Spagna, pasta reale e frutta candita.</span></p>
<p><span>Il barocco, elaborato gâteau come lo conosciamo oggi, trionfo di pan di Spagna, crema di ricotta, vaniglia e pasta reale, cedro e cannella, frutta candita, zuccata e capello d’angelo, con la copertura di ghiaccia reale a formare intarsi geometrici e floreali arabeschi, trionfale visione del mondo, nacque soltanto a metà dell’Ottocento, quando il celebre pasticciere palermitano <b>cavaliere Salvatore Gulì</b>, che produceva industrialmente “zuccata e frutti canditi”, a scopo d’incrementarne la vendita creò una sua “cassata alla siciliana”, come la chiamò, ricca di ogni sorta di ben di Dio di produzione della casa. La presentò nel 1873 all’Esposizione di Vienna. Il successo fu immediato perché quel trionfo barocco meglio ubbidiva alla gran voglia di esprimere una siciliana esuberante sensualità. Il suo aspetto non è del tutto devoto, ma al contrario pregno di una sorta di erotismo represso, che attende di esplodere all’assaggio.</span></p>
<p><span>Questo dolce, che si può considerare la pietra filosofale dell’arte dolciaria siciliana, è stata inventata dagli Arabi<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=/Users/Momi/Documents/Doc_12/A_Scorzonera/AA_Articoli/Sicilymag/La%20Cassata%20siciliana.docx#_ftn2" name="_ftnref2" title=""><span><span><!--[if !supportFootnotes]--><span><span>[2]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>, signori della Trinacria tra il IX e l’XI secolo. </span></p>
<p><span>La leggenda narra che una notte un <b>pastore arabo</b> decise di mescolare la ricotta, che veniva già prodotta in Sicilia dal Paleolitico, con lo zucchero. Pare che mentre il <i>saracino</i> stava impastando gli ingredienti, ad un siciliano che gli aveva invece chiesto il nome del dolce, abbia risposto “<b><i>Quas’at</i></b><i>“<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=/Users/Momi/Documents/Doc_12/A_Scorzonera/AA_Articoli/Sicilymag/La%20Cassata%20siciliana.docx#_ftn3" name="_ftnref3" title=""><span><span><!--[if !supportFootnotes]--><span><b><span>[3]</span></b></span><!--[endif]--></span></span></a>, </i>cioè il nome della ciotola di rame che stava utilizzando.</span></p>
<p><span>Successivamente, i cuochi alla <b>corte dell’Emiro</b>, in piazza Kalsa a Palermo, sperimentarono di avvolgere l’impasto dentro una sfoglia di pasta frolla e di cuocere il tutto al forno. Nacque così la prima vera versione del famoso dolce, quella che oggi viene chiamata <b>cassata al forno</b>.</span></p>
<p><span>Durante la dominazione <b>Normanna</b>, a Palermo, nel convento di Santa Maria dell’Ammiraglio meglio nota come Martorana, le monache inventarono la “pasta reale” o, per l’appunto,<span>&nbsp; </span>“Martorana”, una pasta modellabile fatta con farina di mandorle e zucchero, colorata di verde con estratti di erbe. Le pie donne cominciarono ad utilizzarla come involucro per la torta al posto della pasta frolla.</span></p>
<p><span>Con gli <b>Spagnoli</b> arrivarono nelle cucine dei Monsù del Regno delle Due Sicilie un nuovioingrediente che contribuì ad arricchire la cassata: il cioccolato. Il pan di Spagna, invece, arriverà nella composizione della torta nel 1750 circa, creazione del pasticcere dell’ambasciatore d’Italia in Spagna, <b>Giovan Battista Cabona</b>; mentre i canditi saranno aggiunti in età Barocca. Ed infine, come prima detto, arrivò il cavalier Gulì.</span></p>
<p><span>Ancora oggi sono innumerevoli le varianti locali di questo delizioso dessert, più o meno riccamente decorato e con ingredienti aggiuntivi quali pinoli, pistacchio, acqua di zagara d’arancia. A Palermo trionfa la cassata del cavalier Gulì, ma assai diffusa è anche la versione “<i>al forno</i>”, più fedele a quella primordiale.</span></p>
<p><span>È proprio di quest’ultima vi scriverò la ricetta, tramandatami da un vecchio fornaio che, ahimè, da anni non c’è più. Eccovi la Cassata al forno dello zio Giulio.</span></p>
<p><b><i><u><span>Ingredienti</span></u></i></b><span> (per uno stampo di 24-26 cm). <b>Per la pasta frolla</b>: 1 kg. di farina 00; 400 gr. di zucchero; 300 gr. di strutto; 10 gr. di ammoniaca per dolci; 1 uovo; 100 gr. di latte freddo; un pizzico di sale. <b>Per la crema di ricotta</b>: 1 kg. di ricotta di pecora; 250 gr. di zucchero; ½ bustina di vanillina; 50 gr. di cioccolato fondente a pezzetti; 1 cucchiaino di acqua di zagara (facoltativo).</span></p>
<p><b><i><u><span>Procedimento</span></u></i></b><span>: acquistate la ricotta un giorno prima e mettetela a perdere il siero per almeno un paio d’ore. Fatto ciò, mettetela in un recipiente con lo zucchero, la vanillina e l’acqua aromatizzata (se la utilizzate). Tappate il recipiente e lasciatela in frigorifero fino all’indomani<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=/Users/Momi/Documents/Doc_12/A_Scorzonera/AA_Articoli/Sicilymag/La%20Cassata%20siciliana.docx#_ftn4" name="_ftnref4" title=""><span><span><!--[if !supportFootnotes]--><span><span>[4]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> quando la riprenderete e la lavorerete a crema passandola per il setaccio (potete, anche se non ve lo consiglio, sbatterla con le fruste elettriche, tanto andrà cotta). Quando la crema sarà bel liscia, aggiungete i pezzetti di cioccolato.</span></p>
<p><span>Preparate adesso la pasta frolla. Setacciate la farina su una spianatoia e formate una fontana al centro della quale romperete l’uovo, verserete il latte e metterete un generoso pizzico di sale. Cospargete intorno lo strutto a pezzetti. Impastate rapidamente, prima con una forchetta e poi con le mani, aggiungendo un po’ di acqua fredda se necessaria. L’impasto dovrà risultare compatto e morbido ma non troppo appiccicoso.</span></p>
<p><span>Riscaldate il forno, statico, a 200° C.</span></p>
<p><span>Ungete leggermente lo stampo e ricopritelo con della carta forno. Ora foderatene il fondo e i bordi con 2/3 della pasta frolla; riempite questo <i>scrigno</i> con la crema di ricotta e rivestite tutto con il rimanente impasto.</span></p>
<p><span>Infornate la torta nel ripiano più basso per 25 minuti a 200°, poi riducete la temperatura a 180° C e proseguite la cottura per altri 20 minuti circa.</span></p>
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-eJVZ1wYsLoE/YCpbnru2_oI/AAAAAAABDmc/SFayeXwwyWw9CZ1PWgDiwTyrWdWM_AurACLcBGAsYHQ/s480/20130225_231457.jpg"><img border="0" height="385" src="https://1.bp.blogspot.com/-eJVZ1wYsLoE/YCpbnru2_oI/AAAAAAABDmc/SFayeXwwyWw9CZ1PWgDiwTyrWdWM_AurACLcBGAsYHQ/w476-h385/20130225_231457.jpg" width="476" /></a></div>
<p><span><br /></span>
</p>
<p><span>Quindi sfornatela e lasciatela raffreddare completamente. A questo punto la potete rigirare su un piatto da portata o un vassoio, cospargerla di zucchero a velo e cannella…Et voilà!</span></p>
<p><span>Buone cose di Rinascita a tutti!</span></p>
<p><span>&nbsp;</span><b><i>Nota</i></b>: Il cibo, lo sappiano bene, non è solo sostentamento anche se è la base della vita.<i> </i>La cucina è identità, cultura, linguaggio, comunicazione, simbolo, estetica. La cassata siciliana può essere considerata la somma emblematica di tutto questo, una sorta di mappa storico-culturale-estetica della nostra isola.</p>
<p>A tal proposito, Roberto Scarpinato &#8211; magistrato antimafia &#8211; nell’interessante articolo “<i>Marilyn Monroe e la cassata siciliana</i>” nei Quaderni di Micromega del 2004, descrive la cassata così: “<i>ov’è leggibile, scritta nel linguaggio della cucina, l’intera storia della Sicilia e dei suoi molti invasori, dai normanni agli svevi, dagli arabi agli spagnoli</i>”, fino ad arrivare alla storia contemporanea in cui la povera cassata è abbrutita dall’oscura malevolenza del potere mafioso. “<i>Quando parliamo del potere in Sicilia, non possiamo omettere di menzionare il ruolo della cassata nel mondo mafioso… Alla fine del pasto lei, la cassata, arriva sulla tavola salutata da gridolini di meraviglia. Lascerò a voi immaginare quanto è magnifica la cassata mafiosa. Una volta che la cassata è stata assaporata, l’ignara vittima designata è attorniato dagli amici che, fingendo affetto, senza rancore, niente di personale per l’amor del cielo, fermano nella gola il suo ultimo boccone stringendo il nodo scorsoio attorno al suo collo</i>”</p>
<div><!--[if !supportFootnotes]--><br /> <br />
<hr align="left" size="1" width="33%" /> <!--[endif]-->
<div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=/Users/Momi/Documents/Doc_12/A_Scorzonera/AA_Articoli/Sicilymag/La%20Cassata%20siciliana.docx#_ftnref1" name="_ftn1" title=""><span><span><!--[if !supportFootnotes]--><span><span>[1]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>“Poverino chi non mangia la Cassata la mattina si Pasqua”.</p>
</p></div>
<div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=/Users/Momi/Documents/Doc_12/A_Scorzonera/AA_Articoli/Sicilymag/La%20Cassata%20siciliana.docx#_ftnref2" name="_ftn2" title=""><span><span><!--[if !supportFootnotes]--><span><span>[2]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>Gli Arabi avevano introdotto a Palermo la canna da zucchero, il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://it.wikipedia.org/wiki/Limone" title="Limone"><span>limone</span></a>, il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://it.wikipedia.org/wiki/Citrus_medica" title="Citrus medica"><span>cedro</span></a>, l&#8217;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://it.wikipedia.org/wiki/Arancia_amara" title="Arancia amara"><span>arancia amara</span></a>, il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://it.wikipedia.org/wiki/Mandarino_(frutto)" title="Mandarino (frutto)"><span>mandarino</span></a>, la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://it.wikipedia.org/wiki/Mandorla" title="Mandorla"><span>mandorla</span></a>. Insieme alla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://it.wikipedia.org/wiki/Ricotta" title="Ricotta"><span>ricotta</span></a>di pecora, che si produceva in Sicilia da tempi preistorici, erano così riuniti tutti gli ingredienti base della cassata.</p>
</p></div>
<div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=/Users/Momi/Documents/Doc_12/A_Scorzonera/AA_Articoli/Sicilymag/La%20Cassata%20siciliana.docx#_ftnref3" name="_ftn3" title=""><span><span><!--[if !supportFootnotes]--><span><span>[3]</span></span><!--[endif]--></span></span></a>L’etimologia della parola è controversa. C’è chi sostiene provenga dall’Arabo <b>Al Quas’at </b>(bacinella, ciotola) e chi invece dal Latino <b>Caseum</b>(formaggio).</p>
</p></div>
<div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=/Users/Momi/Documents/Doc_12/A_Scorzonera/AA_Articoli/Sicilymag/La%20Cassata%20siciliana.docx#_ftnref4" name="_ftn4" title=""><span><span><!--[if !supportFootnotes]--><span><span>[4]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> Questo sistema consentirà allo zucchero di sciogliersi e potersi cosi omogenizzare meglio con il formaggio.</p>
</p></div>
</p></div>
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		<title>Un dolce perfetto per l&#8217;inverno: il Pan d&#8217;Arancia</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 20:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arancia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Non so se avete mai avuto la fortuna di camminare in un giardino di agrumi. L&#8217;odore della terra si mescola con il profumo delle zagare. Il verde intenso delle foglie e i colori sgargianti dei frutti &#8211; arance, limoni e mandarini – colorano l’aria di sfumature iridescenti. Tutta questa bellezza insieme provoca un coinvolgimento&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/un-dolce-perfetto-per-linverno-il-pan-darancia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-w-WrfMuRy1g/YCmMDlruvkI/AAAAAAABDlo/1jCtqbkuxpMfgb4lcapS6180mbrVbqsZgCLcBGAsYHQ/s4160/IMG_20210208_093019.jpg"><img border="0" height="480" src="https://1.bp.blogspot.com/-w-WrfMuRy1g/YCmMDlruvkI/AAAAAAABDlo/1jCtqbkuxpMfgb4lcapS6180mbrVbqsZgCLcBGAsYHQ/w640-h480/IMG_20210208_093019.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
</p>
<p>Non so se avete mai avuto la fortuna di camminare in un giardino di agrumi. L&#8217;odore della terra si mescola con il profumo delle zagare. Il verde intenso delle foglie e i colori sgargianti dei frutti &#8211; arance, limoni e mandarini – colorano l’aria di sfumature iridescenti. Tutta questa bellezza insieme provoca un coinvolgimento sensoriale tale da sconvolgere l’anima.</p>
<p>Ricordo da bambina che quando mia madre chiedeva: “Andiamo in giardino a raccogliere i limoni?”, io e mio fratello facevamo salti di gioia. Era una festa, un gioco diverso, l&#8217;esperienza diretta con la natura generosa che ti regala i suoi figli senza chiedere in cambio nient’altro che rispetto.</p>
<p>Ricordi che riaffiorano sempre quando inaspettatamente mi donano questo genere di frutta. E ogni volta non posso che approfittare della loro genuinità e freschezza e preparo marmellate, chutney, lemon curd e, se ci sono anche le arance, l&#8217;immancabile Pan d’Arancia.</p>
<p>Ecco la ricetta.</p>
<p><b><i><u>Ingredienti</u></i></b> (per uno stampo a ciambella da 28 cm o 2 da 22 cm): 1 grossa arancia (con la buccia non paraffinata); 3 uova; 320 gr. di farina 00; gr. 250 di zucchero; 100 ml di olio di semi; 80 ml di latte; 1 bustina di lievito per dolci; un pizzico di sale.</p>
<p><i><u>Variante</u></i><u><i>al mandarino</i></u><i>: </i>invece di un&#8217;arancia grossa, sceglietene una di piccole dimensioni e frullatela con due mandarini</p>
<p><i><u>Per la salsa all’arancia</u></i><u></u>(facoltativa): 100 ml di acqua; 150 gr. di zucchero; 150 ml di succo d’arancia.</p>
<p><b><i><u></u></i></b></p>
<div><b><i><u><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-PPO-CrlECEY/YCmM-Ty_tRI/AAAAAAABDlw/yawgl_P2ocAL266ocB7Oo36ldNvWaZSmwCLcBGAsYHQ/s4160/IMG_20210208_092915.jpg"><img border="0" height="300" src="https://1.bp.blogspot.com/-PPO-CrlECEY/YCmM-Ty_tRI/AAAAAAABDlw/yawgl_P2ocAL266ocB7Oo36ldNvWaZSmwCLcBGAsYHQ/w400-h300/IMG_20210208_092915.jpg" width="400" /></a></u></i></b></div>
<p><b><i><u>Procedimento</u></i></b>: Preriscaldate il forno a 170° C. Ungete ed infarinate lo stampo prescelto.
</p>
<p>Lavate bene l’arancia, tagliatela in pezzi eliminando eventuali semi e frullatela.</p>
<p>Sbattete le uova con il pizzico di sale e lo zucchero. Aggiungete il latte e l&#8217;olio. Quando sono ben incorporati al composto di uova, aggiungete la farina e il lievito. Unitevi il purè di arancia mescolando con una spatola fino ad ottenere un impasto omogeneo. Versatelo nello stampo e cuocete per circa 45/50 minuti. Fate sempre la prova dello stecco per accettarvi che non sia ancora troppo umida. In questo caso, continuate la cottura per ulteriori 5 minuti.</p>
<p>Nel frattempo mettete in un polsonetto gli ingredienti per la salsa e fate cuocere a fiamma molto bassa fino a quando non avrà una consistenza “sciropposa”.</p>
<p>Sfornate la torta, lasciatela raffreddare e sformatela su un piatto di servizio irrorandola con la salsa all&#8217;arancia.</p>
<p>Se non volete fare la salsa, cospargetela con dello zucchero a velo.</p>
<p>Buone cose agrumate a tutti!</p>
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		<title>Amuse bouche strepitosi per le feste</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2020 18:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;“Calati juncu ca passa &#8216;a china” “Chinati giunco che passa la piena” In questo mesto periodo che stiamo vivendo, cupo, gravido di paure, incertezze, dolore non è facile proiettarsi al futuro; però, è proprio quello che dobbiamo sforzarci tutti di fare: vivere il quotidiano al meglio e provare a programmare il nostro tempo a venire.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/amuse-bouche-strepitosi-per-le-feste/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<span>“</span><i>Calati juncu ca passa &#8216;a china</i><span>”</span></p>
<p><span>“Chinati giunco che passa la piena”</span></p>
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-t9hKO1m3JQs/X8_IEeniSgI/AAAAAAABCeY/HBBTLk_0dSESutJZyGMjHEoBxf_pqtecACLcBGAsYHQ/s943/FB_IMG_1504629029206.jpg"><img border="0" height="334" src="https://1.bp.blogspot.com/-t9hKO1m3JQs/X8_IEeniSgI/AAAAAAABCeY/HBBTLk_0dSESutJZyGMjHEoBxf_pqtecACLcBGAsYHQ/w640-h334/FB_IMG_1504629029206.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span>
<p><span><br /></span></p>
<p>In questo mesto periodo che stiamo vivendo, cupo, gravido di paure, incertezze, dolore non è facile proiettarsi al futuro; però, è proprio quello che dobbiamo sforzarci tutti di fare: vivere il quotidiano al meglio e provare a programmare il nostro tempo a venire.</span>
</p>
<p><span>Proprio per questo, ho pensato di suggerirvi tre facili ricette di <b><i>amuse bouche</i></b> molto d’effetto, perfetti per aprire un bel pranzo di Natale o la cena di fine anno: <b>Crema di avocado con Gambero rosso di Mazara</b>, <b>Cappesante gratinate ai profumi mediterranei</b> e <b>Negroni in gelatina</b>.</span></p>
<p><span>Colorati, invitanti, ed uno, quello alcolico, rubato all’inventiva dello chef Paolo Teverini; tutto quello che serve per stupire piacevolmente i nostri ospiti e scacciare i demoni che ci danzano dentro.</span></p>
<p><span>Eccovi le gustose ed originali ricette.</span></p>
<p><b><span>Crema di avocado con Gambero rosso</span></b></p>
<p><b></b></p>
<div><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-YkjYcACNDJ0/X8_IcHLqLDI/AAAAAAABCeg/qvytxiqLY2InhcLBfZsfAJf8Ydl7C-BUgCLcBGAsYHQ/s4160/Crema%2Bdi%2Bavocado%2Bcon%2Bgambero%2Brosso.jpg"><img border="0" src="https://1.bp.blogspot.com/-YkjYcACNDJ0/X8_IcHLqLDI/AAAAAAABCeg/qvytxiqLY2InhcLBfZsfAJf8Ydl7C-BUgCLcBGAsYHQ/s320/Crema%2Bdi%2Bavocado%2Bcon%2Bgambero%2Brosso.jpg" width="320" /></a></b></div>
<p><b><i><u><span>Ingredienti</span></u></i></b><span> per 4 persone: 1 grosso avocado maturo; il succo di ½ limone; 1 spicchio d’aglio; un pizzico di cumino in polvere; peperoncino macinato q.b.; 1 cipollotto; 8 gamberi rossi di Mazara del Vallo; 1 arancia non trattata; pepe rosa; olio d’oliva EVO.</span>
</p>
<p><b><i><u><span>Procedimento</span></u></i></b><span>: Cominciate con eliminare il carapace dei gamberi e, dopo averli tagliati in pezzetti, riporli in una ciotola (ricordate di “strizzare” la testa per farne uscire i saporiti succhi). Salate e pepate leggermente. Grattugiatevi la scorza dell’arancia ed irrorateli con il suo succo. Coprite il recipiente con della pellicola da cucina e lasciate a marinare. Ricordate che più lo fate marinare, maggiore sarà l’“effetto cottura”; ergo decidete secondo il vostro gusto quanto lasciare il gambero in marinatura.</span></p>
<p><span>Adesso preparate la crema di avocado, iniziando con sciacquare sotto l’acqua corrente il frutto. Asciugatelo e tagliatelo a metà. Estraete il grosso nocciolo e, con un cucchiaio, asportatene la polpa. Mettetela in un recipiente, bagnatela con il succo del limone e schiacciatela con una forchetta. Aggiungete l’aglio, le spezie e il sale. Frullate tutto fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea.</span></p>
<p><b><i><u><span>Assemblamento</span></u></i></b><span>: Nettate il cipollotto e tagliatelo a rondelle sottili. Riempite con la crema di avocado 4 coppette, riponetevi sopra un po’ di tartare di gambero sgocciolata e rifinite con un filo di olio d’oliva extravergine, il cipollotto e il pepe rosa.</span></p>
<p><b><span><br /></span></b></p>
<p><b><span>Cappesante gratinate</span></b></p>
<p><b></b></p>
<div><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-nDeiBLseGHI/X8_Il5pnceI/AAAAAAABCek/FNZPjkQPspYESkm3DWfVaakPJO46i9QogCLcBGAsYHQ/s3459/Cappesanta%2Bgratinata.jpg"><img border="0" src="https://1.bp.blogspot.com/-nDeiBLseGHI/X8_Il5pnceI/AAAAAAABCek/FNZPjkQPspYESkm3DWfVaakPJO46i9QogCLcBGAsYHQ/s320/Cappesanta%2Bgratinata.jpg" width="320" /></a></b></div>
<p><b><i><u><span>Ingredienti</span></u></i></b><span> per 4 persone: 8 cappesante con la conchiglia, anche surgelate; 100 gr di pangrattato; 1 spicchio d’aglio piccolo (facoltativo); rosmarino, salvia, pepe misto, erba cipollina in polvere; prezzemolo fresco finemente tritato; il succo di un mandarino; sale q.b.; olio d’oliva EVO.</span>
</p>
<p><span>Procedimento: in un recipiente mescolate il pangrattato con le spezie, il prezzemolo, l’aglio tritato finissimo e il succo del mandarino. Sistemate le cappesante, previamente passate sotto l’acqua corrente per eliminare eventuali residui di sabbia, sulla leccarda del forno ricoperta con la carta apposita. Cospargetele con il composto aromatico ed un filo di olio d’oliva EVO. Infornate a 180° C, funzione grill, per circa 10 minuti o fino a doratura.</span></p>
<p><b><span><br /></span></b></p>
<p><b><span>Negroni in gelatina</span></b></p>
<p><b></b></p>
<div><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-fedVcHDjOjI/X8_I1gKU_dI/AAAAAAABCew/V5k48b68n7kNGFavFCb9oUPC17K1ldligCLcBGAsYHQ/s4081/IMG_20200805_192144.jpg"><img border="0" src="https://1.bp.blogspot.com/-fedVcHDjOjI/X8_I1gKU_dI/AAAAAAABCew/V5k48b68n7kNGFavFCb9oUPC17K1ldligCLcBGAsYHQ/s320/IMG_20200805_192144.jpg" width="320" /></a></b></div>
</p>
<p><b><i><u><span>Ingredienti</span></u></i></b><span> per 10 persone: 100 ml di Bitter Campari; 100 ml di Martini Rosso; 100 ml di Gin; 8 gr di gelatina in fogli; 10 cucunci (frutti del cappero); 10 piccoli stampini individuali (potete usare i bicchierini di plastica o di carta).</span></p>
<p><b><i><u><span>Procedimento</span></u></i></b><span>: ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda. In un boccale, preferibilmente graduato, mescolate gli alcolici. Versatene circa un terzo in un pentolino e fate scaldare senza arrivare al bollore. Scioglietevi la gelatina ben strizzata ed unitelo al resto del cocktail mescolando ben bene.</span></p>
<p><span>Mettete un <b>cucuncio</b> in ogni bicchierino e riempiteli con il composto ottenuto. Lasciate raffreddare in frigorifero per almeno tre ore, meglio ancora tutta la notte.</span></p>
<p><span>Al momento di servire, immergete gli stampini in acqua calda per pochi secondi, facendo attenzione che l’acqua non entri nello stampo. Sformate i piccoli cocktail solidi, potete aiutarvi tagliando il bicchieri avendo cura di non rovinare la gelatina, e servite su un vassoio di vostro gradimento.</span></p>
<p><span>Buone cose colorate e resilienti a tutti!</span></p>
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		<title>Tagliatelle rustiche con Pesce Spada e Topinambur</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 12:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
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		<category><![CDATA[momento]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-azFGP-P9csY/Xp7igLNl34I/AAAAAAAA-RM/w9WvilJSDKEx7pFij75QZFl_qkLz14O7wCLcBGAsYHQ/s1600/Tagliatelle%2Bpescespada%2Be%2Btopinambur%2B1.jpg"><img border="0" height="480" src="https://1.bp.blogspot.com/-azFGP-P9csY/Xp7igLNl34I/AAAAAAAA-RM/w9WvilJSDKEx7pFij75QZFl_qkLz14O7wCLcBGAsYHQ/s640/Tagliatelle%2Bpescespada%2Be%2Btopinambur%2B1.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Quando il mare e la terra si incontrano nel piatto possono creare suggestioni gustative stupefacenti, che coinvolgono sapore e consistenza. La ricetta che vi propongo oggi ha dentro entrambi, infatti ha come protagonisti due ingredienti: il <b>pesce&nbsp; spada</b>, re del Mediterraneo, e il <b>topinambur</b> (Helianthus tuberosus), il piccolo fiore giallo autunnale che sboccia temerario ed incurante del freddo lungo i sentieri di campagna, sui costoni e nei fossati. Di questa pianta si utilizza il tubero, <b>ricco di inulina, ferro, vitamina B, calcio, magnesio</b> e, in piccolissima percentuale, anche di altri minerali. Ha il sapore simile al carciofo ma senza il retrogusto amaro e con un leggero sapore di noce.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-r5j4S50jMDM/Xp7ixcyk-HI/AAAAAAAA-RU/Hju9zgBDnjwDqy80vgRLR7HhjZyPuuALACLcBGAsYHQ/s1600/topinambur.jpg"><img border="0" src="https://1.bp.blogspot.com/-r5j4S50jMDM/Xp7ixcyk-HI/AAAAAAAA-RU/Hju9zgBDnjwDqy80vgRLR7HhjZyPuuALACLcBGAsYHQ/s1600/topinambur.jpg" /></a><span>Questo primo piatto vi stupirà per la semplicità della preparazione, per il gusto imprevedibile e per le diverse consistenze degli ingredienti.</span></div>
<div></div>
<div><b><i><u><span>Ingredienti</span></u></i></b><span> (per 4 persone): 500 gr di pesce spada tagliato a cubetti; 200 gr. di topinambur; 1 spicchio d’aglio rosso; 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro; 200 ml di acqua calda; 1 cucchiaino di amido di mais; prezzemolo e menta q.b.; sale e pepe; la scorza grattugiata di ½ limone; olio EVO; 400 gr di tagliatelle rustiche.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><b><i><u><span>Procedimento</span></u></i></b><span>: Pelate i topinambur e strofinateli con del limone in modo che non diventino neri e riduceteli in piccoli cubetti. Sciacquate velocemente il pesce spada sotto l’acqua corrente ed asciugatelo bene con della carta da cucina.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Lavate il limone e grattugiatene la buccia; allo stesso modo, nettate e sciacquate le erbette e tritatele.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Le operazioni sul fuoco saranno tutte molto rapide; vi consiglio dunque di preparare tutti gli ingredienti pronti per poter essere utilizzati.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Ponete su fiamma vivace una casseruola larga e bassa, alla fine ci dovrete mantecare la pasta, e fatevi leggermente soffriggere lo spicchio d’aglio tagliato a metà con l’olio. Aggiungete i cubetti di tubero, fateli insaporire mescolando velocemente. Dovranno rimanere croccanti.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Unitevi il pesce spada e fatelo rosolare bene da tutte le parti. A questo punto, aggiungete il concentrato di pomodoro (potete utilizzare anche quello del tubetto) e rimescolate in modo da farlo amalgamare. Unite l’acqua, abbassate la fiamma, e regolate di sale e pepe. Lasciate cuocere per circa 5 minuti.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Nel frattempo stemperate l’amido in mezzo bicchiere d’acqua e versatelo nella casseruola. Continuate a cuocere per altri 5 minuti, mescolando spesso. Alla fine il sugo dovrà avere una consistenza colloidale e non acquosa.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Cuocete la tagliatelle al dente. Scolatele lasciando sempre un po’ di acqua di cottura a parte. Mantecate la pasta con il condimento nella casseruola aggiungendo la scorza del limone e le erbette. Impiattate e prima di iniziare a mangiarle, godetevi il suo profumo di mare e di terra.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Buone cose odorose a tutti!</span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-UeXxFn9Inf8/Xp7jTs4aO1I/AAAAAAAA-Rc/rW8-LdZOxvwhbRo0qhhL2vtCYnxbwJDpwCLcBGAsYHQ/s1600/Tagliatelle%2Bpescespada%2Be%2Btopinambur%2B2.jpg"><img border="0" height="300" src="https://1.bp.blogspot.com/-UeXxFn9Inf8/Xp7jTs4aO1I/AAAAAAAA-Rc/rW8-LdZOxvwhbRo0qhhL2vtCYnxbwJDpwCLcBGAsYHQ/s400/Tagliatelle%2Bpescespada%2Be%2Btopinambur%2B2.jpg" width="400" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>PS: <b>In tempi di coronavirus, in questo momento di isolamento forzato, di dolore e preoccupazione, cucinare è un modo altro di donarsi, tenersi occupati e provare a contenere le nostre ansie.</b></span></div>
<div><span><b>Cucinare</b>, infatti, per me non è un esercizio di stile, come vogliono farci credere in TV, non è una frivolezza da mettere in mostra; al contrario, sono convinta sia allo stesso tempo uno <b>strumento di cultura popolare e di resilienza. Il cibo è sostanza della vita perché è ciò che materialmente la consente e cucinare è amore per gli altri.</b></span></div>
<div></div>
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		<title>Marmellata di Mandarini Siciliani</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 08:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[colori]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle mattine invernali, all&#8217;inizio del giorno quando ancora il sole non splende alto, l’aria è rarefatta e pungente. La Conca D’Oro inizia ad illuminarsi e la sua luce è incantevole. In giardino l’odore forte della terra umida si mescola al profumo intenso degli agrumi. Pendono dagli alberi come addobbi natalizi, con i loro colori sgargianti&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/marmellata-di-mandarini-siciliani/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-PlD6y7d0moo/XjPrV-0osBI/AAAAAAAA8UA/nuoc5s-Rt0k7ySkaPhI-WC1CuUjyYqN-ACLcBGAsYHQ/s1600/IMG_20200130_105114.jpg"><img border="0" height="480" src="https://1.bp.blogspot.com/-PlD6y7d0moo/XjPrV-0osBI/AAAAAAAA8UA/nuoc5s-Rt0k7ySkaPhI-WC1CuUjyYqN-ACLcBGAsYHQ/s640/IMG_20200130_105114.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Nelle mattine invernali, all&#8217;inizio del giorno quando ancora il sole non splende alto, l’aria è rarefatta e pungente. La Conca D’Oro inizia ad illuminarsi e la sua luce è incantevole. In giardino l’odore forte della terra umida si mescola al profumo intenso degli agrumi. Pendono dagli alberi come addobbi natalizi, con i loro colori sgargianti in mezzo a sfumature di verdi accesi. Immersi in un’atmosfera fiabesca, bambini, io e mio fratello, rimaniamo ammaliati a sentire il suono della natura che ci avvolge.</span></div>
<div><span>I miei preferiti sono i mandarini, lucidi, arancioni, aromatici e dolci. Li guardo pendere fieri della loro bellezza che attrae: “Prendimi! Prendimi!” sembrano sussurrare e mi fanno pensare alle sirene di Ulisse che sto studiando a scuola. “Mamma, possiamo?”. Autorizzati con un cenno, ci fiondiamo a cercare i frutti più belli per riempire la cesta che nostra madre ci ha dato; ma prima è obbligo farne una sostanziosa scorpacciata.</span></div>
<div><span>Questi ricordi di qualche tempo fa, mi sono stati evocati da un gradito regalo che mio fratello mi ha fatto qualche giorno fa: un cesto colmo di mandarini appena raccolti. Alcuni li ho mangiati subito, gli altri li ho trasformati in buonissima marmellata. Eccovi la ricetta, semplice, veloce e genuina.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-Dd3gJGOj2m8/XjPrDGqD5_I/AAAAAAAA8T4/EiFZUbaq5osilWlT7rWPVj4MYPxtyWn4gCLcBGAsYHQ/s1600/IMG_20200130_104943.jpg"><img border="0" height="300" src="https://1.bp.blogspot.com/-Dd3gJGOj2m8/XjPrDGqD5_I/AAAAAAAA8T4/EiFZUbaq5osilWlT7rWPVj4MYPxtyWn4gCLcBGAsYHQ/s320/IMG_20200130_104943.jpg" width="400" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><b><i><u><span>Ingredienti</span></u></i></b><span>: 1 kg di mandarini (già nettati e pronti alla cottura); 1 kg di zucchero semolato; un pizzico di sale; il succo di mezzo limone.</span></div>
<div><b><i><u><span>Procedimento</span></u></i></b><span>: Sbucciate i mandarini. Da metà delle scorze eliminate con un coltellino l’albedo &#8211; la parte bianca – perché potrebbe conferire un gusto troppo amaro alla conserva. Tagliate i mandarini in sottili fette in un piatto, così da non perderne il succo, e rimuovete i semi (le ossa, diremmo a Palermo, dove non si sa per quale ragione ai frutti vengano associati termini anatomici…ma questa è un’altra storia). Riponete tutti gli ingredienti in una pentola, meglio, <span>ça va sans dire</span>, se di rame, e fate cuocere per circa 15 minuti su fiamma vivace. Trascorso questo tempo, tritateli con un frullatore ad immersione tanto quanto vi sembra necessario (tutto dipende da come preferite la texture della marmellata). Continuate a cuocere per altri 10 minuti o fin quando il liquido di cottura scenderà ad intermittenza, e non a filo, dal cucchiaio. Spegnete il fuoco e invasate rapidamente, avendo cura di riporre i vasetti sottosopra così da far sterilizzare il coperchio. Rigirateli dopo 5 minuti e lasciate raffreddare avvolti da una “<b>manta</b>”, conosciuta da i non siculi come coperta.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-rqNIYpxwmoQ/XjPrlI14tRI/AAAAAAAA8UE/Oaocpb_lcXswt5IEJH07VbjroFAtIpIVACLcBGAsYHQ/s1600/IMG_20200130_105035.jpg"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-rqNIYpxwmoQ/XjPrlI14tRI/AAAAAAAA8UE/Oaocpb_lcXswt5IEJH07VbjroFAtIpIVACLcBGAsYHQ/s1600/IMG_20200130_105035.jpg"><img border="0" height="241" src="https://1.bp.blogspot.com/-rqNIYpxwmoQ/XjPrlI14tRI/AAAAAAAA8UE/Oaocpb_lcXswt5IEJH07VbjroFAtIpIVACLcBGAsYHQ/s320/IMG_20200130_105035.jpg" width="320" /></a></div>
<div><span>La marmellata è pronta per essere gustata come più vi piace, anche con i formaggi aromatici come i pecorini al pepe o allo zafferano.</span></div>
<div><span>Buone cose genuine e odorose a tutti!</span></div>
<p></p>
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		<title>Galleria Immagini</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2019 17:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[cocco]]></category>
		<category><![CDATA[muffin]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[nero]]></category>
		<category><![CDATA[ricotta]]></category>

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		<description><![CDATA[Noodles di soia con zucchinette genovesi e piselli Semifreddo di ricotta e cocco rapè Le Panelle Articolo Gazzetta di Parma Articolo Gazzetta di Parma Al lavoro Piccoli muffin al Limone Le foodbloggers palermitane con Natale Giunta Babà Confettura di Peperoncino Dulce de Leche Tagliatelle home-made con nero di seppia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-DIxR92-QNI4/UbCaddFIbTI/AAAAAAAAo10/yQDxNfyBVhkT4G-ipug718xbTcNK_UJkQCPcBGAYYCw/s1600/58123_574686759238866_2078231701_n.jpg"><img border="0" height="320" src="https://3.bp.blogspot.com/-DIxR92-QNI4/UbCaddFIbTI/AAAAAAAAo10/yQDxNfyBVhkT4G-ipug718xbTcNK_UJkQCPcBGAYYCw/s320/58123_574686759238866_2078231701_n.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div><img border="0" height="180" src="https://1.bp.blogspot.com/-h8BmAVmDUJU/UpBxbnprBDI/AAAAAAAAAcs/sviMdUqIvE0WczUYi_YkbnmUyL8wu-yqQCPcBGAYYCw/s320/Aggiornato%2Bdi%2Brecente.jpg" width="320" /><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://scorzoneraecannella.blogspot.com/2013/11/noodles-con-zucchinette-genovesi-e.html" target="_blank">Noodles di soia con zucchinette genovesi e piselli</a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-fvXVBH0VEuE/WH-goTlKOVI/AAAAAAAAo10/1h6moSXupt82rJbpgABs1PagsJpOuhnegCPcBGAYYCw/s1600/20130420_104656.jpg"><img border="0" height="320" src="https://2.bp.blogspot.com/-fvXVBH0VEuE/WH-goTlKOVI/AAAAAAAAo10/1h6moSXupt82rJbpgABs1PagsJpOuhnegCPcBGAYYCw/s320/20130420_104656.jpg" width="240" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-Nu6J0Yk40UY/WH-j5s-RLrI/AAAAAAAAo14/vWR2_rjzVEYEo1IxOrAzFDooqvfoVd7mQCPcBGAYYCw/s1600/10736035_10205279973187790_611017055_n.jpg"><img border="0" height="240" src="https://4.bp.blogspot.com/-Nu6J0Yk40UY/WH-j5s-RLrI/AAAAAAAAo14/vWR2_rjzVEYEo1IxOrAzFDooqvfoVd7mQCPcBGAYYCw/s320/10736035_10205279973187790_611017055_n.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div><img border="0" height="320" src="https://2.bp.blogspot.com/-cBWBqYyQLIk/Ub83SkhinDI/AAAAAAAAo10/PAMyPQ91uFM9_YT6MDgfBycHiXjlmKutACPcBGAYYCw/s320/941618_595091817198360_499151572_n.jpg" width="240" /><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://scorzoneraecannella.blogspot.com/2013/06/semifreddo-di-ricotta-e-cocco-rape.html" target="_blank">Semifreddo di ricotta e cocco rapè</a></div>
<p>
<div><img border="0" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-GCHb83GjiYg/UcMzxlXX20I/AAAAAAAAo10/74dEkuzO80YoYBPYOVj_GRaQmVUcyNJngCPcBGAYYCw/s320/Panelle.jpg" width="212" /><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://scorzoneraecannella.blogspot.com/2013/06/le-panelle.html" target="_blank">Le Panelle</a></div>
<p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-Afy9-gxzARM/Ucr6_Vd0KBI/AAAAAAAAo10/06ytlqjEZqwfiwEURFjBmyThk3SDOV3xQCPcBGAYYCw/s1600/2606_GAZZET_C_S_024b.jpg"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-Afy9-gxzARM/Ucr6_Vd0KBI/AAAAAAAAo10/06ytlqjEZqwfiwEURFjBmyThk3SDOV3xQCPcBGAYYCw/s320/2606_GAZZET_C_S_024b.jpg" width="231" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Articolo Gazzetta di Parma</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-MrRk6dzThfw/Ucr8wdUR4fI/AAAAAAAAo10/KNMfwM13pAAynVS8XFuXBo31tmBNzoamACPcBGAYYCw/s1600/2606_GAZZET_C_S_024b.jpg"><img border="0" height="320" src="https://3.bp.blogspot.com/-MrRk6dzThfw/Ucr8wdUR4fI/AAAAAAAAo10/KNMfwM13pAAynVS8XFuXBo31tmBNzoamACPcBGAYYCw/s320/2606_GAZZET_C_S_024b.jpg" width="119" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Articolo Gazzetta di Parma</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-oVDcH7va0ZY/Ucr7NCZyoqI/AAAAAAAAo14/ZPuHhOrUHgskkQt1EDn12eFUEoS33HdIgCPcBGAYYCw/s1600/DSC_0990.JPG"><img border="0" height="212" src="https://1.bp.blogspot.com/-oVDcH7va0ZY/Ucr7NCZyoqI/AAAAAAAAo14/ZPuHhOrUHgskkQt1EDn12eFUEoS33HdIgCPcBGAYYCw/s320/DSC_0990.JPG" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Al lavoro</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-FMdbk7uMs_Y/Ulf9uHjvQtI/AAAAAAAAHwE/uTPQAbSuOcQideNrFISbNMPFzFUAVNoCQCPcBGAYYCw/s1600/Minicake%2Bzenzero%2Be%2Blimone.jpg"><img border="0" height="320" src="https://2.bp.blogspot.com/-FMdbk7uMs_Y/Ulf9uHjvQtI/AAAAAAAAHwE/uTPQAbSuOcQideNrFISbNMPFzFUAVNoCQCPcBGAYYCw/s320/Minicake%2Bzenzero%2Be%2Blimone.jpg" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Piccoli muffin al Limone</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-QThP1Y7nBII/UovqUH8xu2I/AAAAAAAAAaA/WqGm-MrLJ0kXW2NcWNz3Oz1tJ-wwTnYKACPcBGAYYCw/s1600/_MG_5784.jpg"><img border="0" height="213" src="https://1.bp.blogspot.com/-QThP1Y7nBII/UovqUH8xu2I/AAAAAAAAAaA/WqGm-MrLJ0kXW2NcWNz3Oz1tJ-wwTnYKACPcBGAYYCw/s320/_MG_5784.jpg" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Le foodbloggers palermitane con Natale Giunta</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<table cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-SxsHBd7qHpo/UowBjWM9SWI/AAAAAAAAAcA/uWqW5LUZ43oV3P3HEmB2-dcjHT5xXQKEwCPcBGAYYCw/s1600/1476860_10202619256511536_1668500143_n.jpg"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-SxsHBd7qHpo/UowBjWM9SWI/AAAAAAAAAcA/uWqW5LUZ43oV3P3HEmB2-dcjHT5xXQKEwCPcBGAYYCw/s320/1476860_10202619256511536_1668500143_n.jpg" style="cursor: move" width="240" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Babà</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-nHCNAqpwrSI/UowBifb8_nI/AAAAAAAAAbs/zr5fZoSauRg1v-FuBt_wfSeL1NsmtbVdwCPcBGAYYCw/s1600/1474016_10202610735818524_1999808051_n.jpg"><img border="0" height="150" src="https://3.bp.blogspot.com/-nHCNAqpwrSI/UowBifb8_nI/AAAAAAAAAbs/zr5fZoSauRg1v-FuBt_wfSeL1NsmtbVdwCPcBGAYYCw/s200/1474016_10202610735818524_1999808051_n.jpg" width="200" /></a><br /><img border="0" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-JJ0Uf9ewDUs/UuI-IejyQsI/AAAAAAAAAtA/POn-EbPg1EoTLmqryx2__LsQAag4EnjpwCPcBGAYYCw/s320/1226922_10201903779185050_1342141196_o.jpg" style="text-align: center" width="251" /><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://scorzoneraecannella.blogspot.com/2014/01/confettura-di-peperoncino.html" target="_blank">Confettura di Peperoncino</a>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-3oufIzQp5eA/Uul9j0BrdvI/AAAAAAAAAvU/EY_Hpd2kzIQ8c9Z_4F1M96UpAicHneapQCPcBGAYYCw/s1600/20130827_133319.jpg"><img border="0" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-3oufIzQp5eA/Uul9j0BrdvI/AAAAAAAAAvU/EY_Hpd2kzIQ8c9Z_4F1M96UpAicHneapQCPcBGAYYCw/s320/20130827_133319.jpg" width="240" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://scorzoneraecannella.blogspot.com/2014/02/dulce-de-leche-golosa-crema-spalmabile.html" target="_blank">Dulce de Leche</a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-zN-0yy-Ojz8/Uu5GbPfWxSI/AAAAAAAAAwE/dXV4P4KUUOUmENmJ-FDBx9Ka0kElD6nEACPcBGAYYCw/s1600/20130614_101810.jpg"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-zN-0yy-Ojz8/Uu5GbPfWxSI/AAAAAAAAAwE/dXV4P4KUUOUmENmJ-FDBx9Ka0kElD6nEACPcBGAYYCw/s320/20130614_101810.jpg" width="240" /></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-ICsU072QteQ/Uu5H21GLSrI/AAAAAAAAAwY/fFurq9vJw1IVP_2m_-hvdV3xeM4ynNkXgCPcBGAYYCw/s1600/20130614_100141.jpg"><img border="0" height="200" src="https://2.bp.blogspot.com/-ICsU072QteQ/Uu5H21GLSrI/AAAAAAAAAwY/fFurq9vJw1IVP_2m_-hvdV3xeM4ynNkXgCPcBGAYYCw/s200/20130614_100141.jpg" width="175" /></a></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-94yJXjSh8X4/UxQ0BQPHywI/AAAAAAAAgzQ/diFc6GObsPAyj6sUB1JvS5x8KoV0oL2oQCPcBGAYYCw/s1600/1964534_10203378509412384_1422139296_n.jpg"><img border="0" height="240" src="https://3.bp.blogspot.com/-94yJXjSh8X4/UxQ0BQPHywI/AAAAAAAAgzQ/diFc6GObsPAyj6sUB1JvS5x8KoV0oL2oQCPcBGAYYCw/s320/1964534_10203378509412384_1422139296_n.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-Ou71TTgryNM/UyYx_p17tdI/AAAAAAAAA2M/pLAEpVvADpANHVA0uHPZ9aIv-YkDkzMxgCPcBGAYYCw/s1600/10012976_10203447881426641_869045130_n.jpg"><img border="0" height="240" src="https://4.bp.blogspot.com/-Ou71TTgryNM/UyYx_p17tdI/AAAAAAAAA2M/pLAEpVvADpANHVA0uHPZ9aIv-YkDkzMxgCPcBGAYYCw/s320/10012976_10203447881426641_869045130_n.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div><img border="0" height="201" src="https://1.bp.blogspot.com/-amCETRttCcs/UzsvHMzCp_I/AAAAAAAABIQ/DZppqcNRttkG769plIPr65OqsNf0kvu2wCPcBGAYYCw/s320/nero%2Bdi%2Bseppia.jpg" width="320" /><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://scorzoneraecannella.blogspot.com/2014/04/tagliatelle-fresche-al-nero-di-seppia.html" target="_blank">Tagliatelle home-made con nero di seppia</a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-TLiLloEgwMA/U0LV1fRsadI/AAAAAAAABSk/7TsZ2JG7hbs3QUBqAJsR4bwkF757cbsGgCPcBGAYYCw/s1600/10250789_10203437016316476_1203319357_n.jpg"><img border="0" height="240" src="https://4.bp.blogspot.com/-TLiLloEgwMA/U0LV1fRsadI/AAAAAAAABSk/7TsZ2JG7hbs3QUBqAJsR4bwkF757cbsGgCPcBGAYYCw/s320/10250789_10203437016316476_1203319357_n.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-GcnCuf4Jp10/U02yNUmE3oI/AAAAAAAACFk/ZYXd4tA0A1QJwrSk2HLRI8aynFtHXeQwACPcBGAYYCw/s1600/10255778_10203672453440801_219700879_n.jpg"><img border="0" height="211" src="https://4.bp.blogspot.com/-GcnCuf4Jp10/U02yNUmE3oI/AAAAAAAACFk/ZYXd4tA0A1QJwrSk2HLRI8aynFtHXeQwACPcBGAYYCw/s320/10255778_10203672453440801_219700879_n.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-obNvYu-OVLI/U1OKnU6qZgI/AAAAAAAACS8/wUB4x_oEjCYSHCtjM-HTOmUUdG6fR3pmgCPcBGAYYCw/s1600/IMG_20140420_101305.jpg"><img border="0" height="240" src="https://4.bp.blogspot.com/-obNvYu-OVLI/U1OKnU6qZgI/AAAAAAAACS8/wUB4x_oEjCYSHCtjM-HTOmUUdG6fR3pmgCPcBGAYYCw/s320/IMG_20140420_101305.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-YljKukF7mnE/U1jDLnBkeGI/AAAAAAAACYc/octuI_QA490PK3Tngy57DvJ3cUWmWlPAgCPcBGAYYCw/s1600/DSC_0997.JPG"><img border="0" height="320" src="https://3.bp.blogspot.com/-YljKukF7mnE/U1jDLnBkeGI/AAAAAAAACYc/octuI_QA490PK3Tngy57DvJ3cUWmWlPAgCPcBGAYYCw/s320/DSC_0997.JPG" width="227" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-vX1GM6hic6w/U2j3EJLpzSI/AAAAAAAACz8/8pNqteaGCccD2uvd33uqiyl9VaRPkJoHACPcBGAYYCw/s1600/20131120_115541.jpg"><img border="0" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-vX1GM6hic6w/U2j3EJLpzSI/AAAAAAAACz8/8pNqteaGCccD2uvd33uqiyl9VaRPkJoHACPcBGAYYCw/s320/20131120_115541.jpg" width="279" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-KE_QQ4fkrpY/U3qJAz9WltI/AAAAAAAADLw/NEwoCQQUmqEZbDvyx-qhP1lDMqXaLk07wCPcBGAYYCw/s1600/Gelo%2Bdi%2Bmelone%2Bbanco.jpg"><img border="0" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-KE_QQ4fkrpY/U3qJAz9WltI/AAAAAAAADLw/NEwoCQQUmqEZbDvyx-qhP1lDMqXaLk07wCPcBGAYYCw/s320/Gelo%2Bdi%2Bmelone%2Bbanco.jpg" width="285" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-d6yyQ5gnQNo/U4xHbfbyPzI/AAAAAAAADU0/_vwxotmj_yAnC_70pz2NihjxQjisT77FgCPcBGAYYCw/s1600/188310_159059244150345_1530125_n.jpg"><img border="0" height="240" src="https://3.bp.blogspot.com/-d6yyQ5gnQNo/U4xHbfbyPzI/AAAAAAAADU0/_vwxotmj_yAnC_70pz2NihjxQjisT77FgCPcBGAYYCw/s320/188310_159059244150345_1530125_n.jpg" width="320" /></a></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-c87ocFVhS5k/XOGcVb0cg1I/AAAAAAAA4NQ/iky99zNMYEUw8HDVYmdoBU1nE93gvFSdACLcBGAs/s1600/11889477_1051817801525757_3081078905221435639_n.jpg"><img border="0" height="240" src="https://1.bp.blogspot.com/-c87ocFVhS5k/XOGcVb0cg1I/AAAAAAAA4NQ/iky99zNMYEUw8HDVYmdoBU1nE93gvFSdACLcBGAs/s320/11889477_1051817801525757_3081078905221435639_n.jpg" width="320" /></a></div>
<div></div>
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<div></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-7JI5K_FPfe8/XOGcVlv7pDI/AAAAAAAA4NU/TRPu318DFS8DPXc0tSK1zBuVvE4q62F-gCLcBGAs/s1600/13151975_1212427368798132_4877320502471592871_n.jpg"><img border="0" height="240" src="https://2.bp.blogspot.com/-7JI5K_FPfe8/XOGcVlv7pDI/AAAAAAAA4NU/TRPu318DFS8DPXc0tSK1zBuVvE4q62F-gCLcBGAs/s320/13151975_1212427368798132_4877320502471592871_n.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-Xs6wCKyvZqQ/XOGcVGQ5jdI/AAAAAAAA4NM/IM5oAxHDGkY_9dQe3ok_jyybrwLyMleiQCLcBGAs/s1600/13165900_1212427385464797_316724856026309854_n.jpg"><img border="0" height="240" src="https://2.bp.blogspot.com/-Xs6wCKyvZqQ/XOGcVGQ5jdI/AAAAAAAA4NM/IM5oAxHDGkY_9dQe3ok_jyybrwLyMleiQCLcBGAs/s320/13165900_1212427385464797_316724856026309854_n.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<div></div>
<div></div>
<p></p>
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		<title>Il Parfait di Mandorle</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Sep 2018 16:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[albumi]]></category>
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		<description><![CDATA[A Palermo è un must e, credo, sia il dolce più imitato della pasticceria palermitana. Stiamo parlando del principe dei dessert: il Parfait di Mandorle. La storia del parfait comincia a corte di Luigi XIV grazie al pasticcere del re, il quale, dopo innumerevoli esperimenti riesce ad ottenere “una crema mai vista: morbida, vellutata e&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-parfait-di-mandorle/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-yDgirHmrND8/W6ph-2jT2WI/AAAAAAAA1Bg/cxDMhbNPJ549VHRGb832wRd0IWMcrOllwCLcBGAs/s1600/IMG_20180617_155309.jpg" imageanchor="1"><img border="0" data-original-height="1200" data-original-width="1600" height="480" src="https://2.bp.blogspot.com/-yDgirHmrND8/W6ph-2jT2WI/AAAAAAAA1Bg/cxDMhbNPJ549VHRGb832wRd0IWMcrOllwCLcBGAs/s640/IMG_20180617_155309.jpg" width="640" /></a></div>
<p>A Palermo è un must e, credo, sia il dolce più imitato della pasticceria palermitana. Stiamo parlando del principe dei dessert: il <b><i>Parfait di Mandorle</i>.</b><br /><b><br /></b>
<div><span>La storia del parfait comincia a corte di Luigi XIV grazie al pasticcere del re, il quale, dopo innumerevoli esperimenti riesce ad ottenere “<i>una crema mai vista: morbida, vellutata e totalmente priva di granelli di ghiaccio</i>” (da: “Il Pasticcere del Re” di A. Cappella). Questo dolce freddo e spumoso si diffuse anche in Italia e, naturalmente, in Sicilia terra di nascita del sorbetto e del gelato.<o:p></o:p></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Il Parfait di Mandorle è ben più giovane.&nbsp;</span><span>Questo straordinario dolce, infatti,&nbsp; vide la luce negli anni Sessanta grazie ai fratelli <b><i>Salvatore e Francesco Paolo Cascino</i></b>. I due grandi chef palermitani lo crearono in occasione di un banchetto organizzato per il principe Paolo di Castelcicala presso il loro rinomato ristorante La Botte di Monreale. Il dessert originariamente venne chiamato “Alì Pascià”, dato che il semifreddo venne servito all&#8217;interno di un “turbante” di croccante di mandorle caramellate e definito da una colata di cioccolato caldo.</span></div>
<div><span>Come ha raccontato il maestro Maurizio Cascino, figlio di Salvatore, “<i>I semifreddi facevano già parte della cucina classica e furono mio zio Francesco Paolo e mio padre Salvatore a portarli in Sicilia e presumibilmente, nel meridione. Il primo gusto che realizzarono negli anni ‘40, personalizzando la ricetta, fu di caffè (al ristorante Extrabar Olympia di piazza Politeama a Palermo). Per la preparazione dell’Ali Pascià si variarono alcuni procedimenti ed ingredienti e si aggiunse un tocco di sicilianità con le mandorle di Avola caramellate, versando poi sul semifreddo dell’ottima cioccolata calda</i>”.</span></div>
<div><span>L’Alì Pascià divenne nel tempo il dolce preferito in tutti i periodi dell’anno, sdoganando così la stagionalità dei dessert freddi.<o:p></o:p></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>E dopo tante parole eccovi la mia ricetta del Parfait di Mandorle, realizzata con le uova pastorizzate così da non avere eventuali problemi per l’utilizzo di questo ingrediente a crudo.<o:p></o:p></span></div>
<div><span></span></div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a>
<div><b><i><u><span>Ingredienti</span></u></i></b><span>. <b><i>Per il croccante</i></b>: 500 gr. di mandorle sgusciate; 450 gr. di zucchero; un pizzico di sale.</span></div>
<div><b><i><span>Per la crema</span></i></b><span>: 8 uova; 250 gr. di zucchero; 1 bicchierino di brandy o rum; 1 litro di panna semi montata; vanillina; un pizzico di sale.<o:p></o:p></span></div>
<div><b><i><u><span>Per la colata di cioccolato</span></u></i></b><span>: 250 gr. di cioccolato extra-fondente; qualche cucchiaio di latte o acqua.<o:p></o:p></span></div>
<div></div>
<div><b><i><u><span>Procedimento</span></u></i></b><span>: Vi sembrerà, in prima lettura, un po’ complicato a causa del procedimento di pastorizzazione delle uova. In verità, è molto più semplice a farsi che a dirsi, dunque non vi scoraggiate e provate questa squisitezza che, sono certa, inebrierà i vostri ospiti e familiari.<o:p></o:p></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Iniziamo con la <u><b>preparazione del croccante</b></u>, mettendo in una casseruola antiaderente gli ingredienti richiesti e, a fiamma moderata, far caramellare lo zucchero senza farlo bruciare.</span></div>
<div><span>Nel frattempo, preparate su un ripiano che non teme il calore un foglio di carta da forno, sul quale verserete il composto di zucchero e mandorle non appena pronto. Lasciatelo raffreddare e, quindi, tritatelo o con il robot da cucina &#8211; senza polverizzarlo, però – oppure con un batticarne avendo cura di mettere sopra il croccante un altro foglio di carta da forno.<o:p></o:p></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Adesso possiamo passare alla<b>&nbsp;</b></span><b><u>preparazione d</u><u>ella crema</u></b><span>, per la quale ci vorrà un po’ di pazienza.</span></div>
<div><span>Separate i tuorli dagli albumi avendo cura di mettere i primi in una ciotola molto capiente che dovrà contenere, alla fine, tutto il composto, e i secondi in un’altra ciotola. In un&#8217;altra terrina, invece, monterete la panna.<o:p></o:p></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-hTAeWMpBhWM/W6pivOlZRLI/AAAAAAAA1Bo/I4TnRse8iB0vAyEayf_oQ67zpMW_gsHwACLcBGAs/s1600/IMG_20180616_191338.jpg" imageanchor="1"><img border="0" data-original-height="1200" data-original-width="1600" height="240" src="https://2.bp.blogspot.com/-hTAeWMpBhWM/W6pivOlZRLI/AAAAAAAA1Bo/I4TnRse8iB0vAyEayf_oQ67zpMW_gsHwACLcBGAs/s320/IMG_20180616_191338.jpg" width="320" /></a></div>
<div><span>Montate i tuorli con 50 gr. di zucchero e, nel frattempo, con altri 100 gr. di zucchero e 25 gr. di acqua preparate uno sciroppo scaldandolo, a fiamma media, fino ad una temperatura di 121° C. Monitorate la temperatura con un termometro da cucina.</span></div>
<div><span>Versate lo sciroppo a filo sui tuorli continuando a sbattere con la frusta finché non otterrete una crema soffice.</span></div>
<div><span>Procedete allo stesso modo per gli albumi utilizzando 100 gr. di zucchero ed un pizzico di sale per cominciare a montare i bianchi e 50 gr. di zucchero e 25 gr. di acqua per preparare lo sciroppo come sopra&nbsp; da aggiungere a filo sugli albumi sempre lavorandoli con la frusta.<o:p></o:p></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>A questo punto, unite ai tuorli il croccante tritato e qualche cucchiaio di albumi a neve. Mescolate delicatamente con una spatola, dal basso verso l’alto, continuando ad aggiungere, pian piano ed alternando, la panna montata e gli albumi. Una volta che avrete ottenuto un composto aeroso ed omogeneo, versatelo in uno stampo a vostro piacimento e riponete in freezer per almeno 8 ore.<o:p></o:p></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><u>Per servirlo</u>, preparate la colata di cioccolato mettendo in un pentolino antiaderente il cioccolato fondente tritato e qualche cucchiaio di latte e fate fondere a fiamma molto moderata fino ad ottenere un composto liscio. Poi, avete due alternative: o servite il semifreddo a palline in coppa o lo sformate e lo servite nei piattini da dessert. In entrambi i casi,&nbsp; non dimenticate la dolce e profumata colata di cioccolato.<o:p></o:p></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-4xqmM-CHPiY/W6pjDjF5UUI/AAAAAAAA1Bw/kj-rLGXYefYKri_crDhEtBkb_oWZnhm7wCLcBGAs/s1600/IMG_20180617_154858.jpg" imageanchor="1"><img border="0" data-original-height="1200" data-original-width="1600" height="240" src="https://3.bp.blogspot.com/-4xqmM-CHPiY/W6pjDjF5UUI/AAAAAAAA1Bw/kj-rLGXYefYKri_crDhEtBkb_oWZnhm7wCLcBGAs/s320/IMG_20180617_154858.jpg" width="320" /></a></div>
<div></div>
<div><b><i><u>Suggerimenti</u></i></b>: la pastorizzazione delle uova può essere fatta anche a bagnomaria. Trovate tutte le indicazioni sul web, sia di questo che del metodo che utilizzo io nel caso non sia stata molto chiara</div>
<div></div>
<div><span>Buone cose gelate e croccanti a tutti<o:p></o:p></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div></div>
<p><b></b></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Harissa tunisina</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Sep 2018 11:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La luce accecante del sole ancora alto, le strade polverose, la gente che si affolla tra i banchi del mercato, chi abbannìa (bandisce la propria merce, per i non oriundi siculi), chi compra, chi chiede informazioni e poi va via per ritornare poco dopo a contrattare, chi gira per farsi un’idea di cosa e dove&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/harissa-tunisina/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-qU-cv9UcTbU/W55A6_YUWPI/AAAAAAAA00A/AwdXrHumnewZ8rkuYQ5Vm2-bxzdZWETTgCLcBGAs/s1600/IMG_20180805_141218.jpg" imageanchor="1"><img border="0" data-original-height="1200" data-original-width="1600" height="480" src="https://2.bp.blogspot.com/-qU-cv9UcTbU/W55A6_YUWPI/AAAAAAAA00A/AwdXrHumnewZ8rkuYQ5Vm2-bxzdZWETTgCLcBGAs/s640/IMG_20180805_141218.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div>La luce accecante del sole ancora alto, le strade polverose, la gente che si affolla tra i banchi del mercato, chi <i>abbannìa</i> (bandisce la propria merce, per i non oriundi siculi), chi compra, chi chiede informazioni e poi va via per ritornare poco dopo a contrattare, chi gira per farsi un’idea di cosa e dove comprare. Se non fosse per la preghiera del mujahidin che, ammaliante come il canto delle sirene di Ulisse, si diffonde nell’aria per attrarre i fedeli, giurerei di essere a Palermo.</div>
<div></div>
<div>Sono, invece, tra le viuzze della casbah di Tunisi, un posto magico per tutti coloro che, come me, amano le spezie. Vengo attratta da lunghissimi banconi, pieni di decine e decine di barattoli, contenitori e grandi sacchi di juta che traboccano di polveri colorate, foglie e frutti. Vengo avvolta da profumi che inebriano i sensi e fanno volare la fantasia in storie dal sapore orientale. Provo a comunicare con la grassa signora in abiti tradizionali che, con gesti e voce mielata, mi invita a comprare ed io non riesco resistere al suo corteggiamento. E così, felice come una bambina, riempio la sporta di spezie, tè ed infusi vari e, soprattutto, peperoncino.</div>
<div></div>
<div>Ritornerò in Sicilia con un bottino da Mille e una notte e, finalmente, potrò realizzare l’<b>harissa</b> con la ricetta originale affidatami dalla mia splendida amica tunisina <i>Meryem Yacobi, </i>alla quale sarò per sempre riconoscente per voler condividere con me le sue tradizioni.<o:p></o:p></div>
<div></div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a>Ed eccovi la ricetta dell&#8217;Harissa tunisina.
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-aZzgrlh_ViY/W55BUSBc15I/AAAAAAAA00I/W8V8cKgtvJoS80a1O6hMGq8Vcvw4s5x8ACLcBGAs/s1600/IMG_20180805_141226.jpg" imageanchor="1"><img border="0" data-original-height="1200" data-original-width="1600" height="240" src="https://3.bp.blogspot.com/-aZzgrlh_ViY/W55BUSBc15I/AAAAAAAA00I/W8V8cKgtvJoS80a1O6hMGq8Vcvw4s5x8ACLcBGAs/s320/IMG_20180805_141226.jpg" width="320" /></a><b><i><u>Ingredienti</u></i></b>: 300 gr. di peperoncini freschi (meglio quelli grandi a cornetto); 100 gr. di peperoncino in polvere; 3-4 spicchi d’aglio; aromi tunisini per il cous cous di carne; sale; menta fresca; olio d’oliva ed acqua q.b.<o:p></o:p></div>
<div></div>
<div><b><i><u>Procedimento</u></i></b>: Mettere tutti gli ingredienti nel frullatore, aggiungendo l’olio a filo e un po’ d’acqua. Conservare in frigo in un barattolo ermetico.<o:p></o:p></div>
<div></div>
<div><b><i><u>Consigli</u></i></b>: Utilizzate questa salsa con le carni o, come piace a me, semplicemente spalmata su crostini di pane.<o:p></o:p></div>
<div></div>
<div>Buone cose piccanti a tutti.<o:p></o:p></div>
<p></p>
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		<title>&#8216;A pasta ch&#8217;i vurrani &#8211; Minestra di borragine</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 11:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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		<description><![CDATA[Fiore di borragine Tra i ricordi più belli di quando ero bambina ritrovo le passeggiate in campagna con mia madre per raccogliere le verdure spontanee. Lei mi ha insegnato a distinguere le erbe buone da quelle non commestibili, a cogliere i fiori spontanei per farne rustici bouquet e, soprattutto ad amare la Natura e a&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/a-pasta-chi-vurrani-minestra-di-borragine/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table align="/redirect.php?URL=center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-sxPJVBMqQv0/WmCCcRP-6JI/AAAAAAAAwhI/6Oxo5ZKr5vArYcxLVxAzWchOsBLYlah6gCKgBGAs/s1600/Fiore%2Bborragine-EFFECTS.jpg" imageanchor="1"><img border="0" data-original-height="1067" data-original-width="1600" height="425" src="https://4.bp.blogspot.com/-sxPJVBMqQv0/WmCCcRP-6JI/AAAAAAAAwhI/6Oxo5ZKr5vArYcxLVxAzWchOsBLYlah6gCKgBGAs/s640/Fiore%2Bborragine-EFFECTS.jpg" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Fiore di borragine</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div>Tra i ricordi più belli di quando ero bambina ritrovo le passeggiate in campagna con mia madre per raccogliere le verdure spontanee. Lei mi ha insegnato a distinguere le erbe buone da quelle non commestibili, a cogliere i fiori spontanei per farne rustici bouquet e, soprattutto ad amare la Natura e a stupirmi per la sua continua meraviglia.<o:p></o:p></div>
<div>Una delle verdure spontanee più buone e salutari del periodo invernale è la borragine (clicca sul link per conoscerne&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mr-loto.it/borragine.html" target="_blank">Proprietà e benefici</a>), con le sue foglie grassocce e leggermente pelose. È anche molto versatile in cucina e può essere la protagonista di tanti piatti prelibati, più o meno calorici.<o:p></o:p></div>
<div>Se non avete voglia di raccoglierla o temete di non riconoscerla, non vi create problemi, perché oggi è facile reperirla sui banconi dei fruttivendoli.<o:p></o:p></div>
<div>La ricetta che vi propongo oggi è una minestra gustosa e disintossicante, la cui preparazione non richiede grande impegno – se non nel lavarne bene le foglie – e, al contempo, conserva molte delle sue proprietà balsamiche e nutrizionali. La potremmo definire come la versione invernale della ben più famosa pasta con i tenerumi.<o:p></o:p></div>
<div>Eccovi la ricetta:</div>
<div></div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a>
<div><b><i><u>Ingredienti</u></i></b> (per 4/6 persone): 1,5 kg di borragine; 5 spicchi d’aglio; 600 gr. di pomodoro maturo (o una confezione da 400 gr. di polpa a pezzettoni); 250/300 gr. di spaghetti spezzati; olio extra vergine d’oliva; sale e pepe.<o:p></o:p></div>
<div></div>
<p>&nbsp;<br />
<table align="/redirect.php?URL=center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-vBzzTmauAO4/WmCDIaQfP4I/AAAAAAAAwhY/SBCtTvsnyEA4vX_P79QXmk8vyWC9OYdqwCLcBGAs/s1600/IMG_0141.JPG" imageanchor="1"><img border="0" data-original-height="1200" data-original-width="1600" height="300" src="https://4.bp.blogspot.com/-vBzzTmauAO4/WmCDIaQfP4I/AAAAAAAAwhY/SBCtTvsnyEA4vX_P79QXmk8vyWC9OYdqwCLcBGAs/s400/IMG_0141.JPG" width="400" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Ingredienti per la minestra di borragine</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div><b><i><u>Procedimento</u></i></b>: Nettate e lavate bene la verdura. Tagliate le foglie in piccoli pezzi. Mettere sul fuoco una pentola grande con abbondante acqua. Quando arriva a bollore aggiungete la borragine e, dopo circa, 5 minuti salate. Lasciate cuocere per altri 15 minuti e spegnete il fuoco.</div>
<div></div>
<div><o:p></o:p></div>
<div>Nel frattempo preparate il pic pac (<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://scorzoneraecannella.blogspot.it/2015/07/pic-pac-un-nome-un-sapore.html" target="_blank">articolo sul Pic Pac</a>). Sbucciate l’aglio, tritatelo o affettatelo (dipende se volete ottenere un gusto più o meno forte) e mettetelo in una casseruola con circa 50 ml di buon olio d’oliva. Fatelo soffriggere lentamente, quando comincia a sprigionare il suo caratteristico profumo &#8211; quello, per capirci, “chi ffa rapiri ‘u pitittu” (fa venire fame, per i non siculi) – aggiungete il pomodoro sbucciato e tagliato a cubetti. Rimescolate, fate insaporire per qualche secondo, ed aggiungete il sale e il pepe. Fate cuocere per altri 10 minuti circa.<o:p></o:p></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-M2tHrYa-zp4/WmCD2HU1n1I/AAAAAAAAwhk/Tl6AT119XKk-Lx43jv-eU1a7h82e4QbiQCLcBGAs/s1600/IMG_0159.JPG" imageanchor="1"><img border="0" data-original-height="1201" data-original-width="1600" height="240" src="https://2.bp.blogspot.com/-M2tHrYa-zp4/WmCD2HU1n1I/AAAAAAAAwhk/Tl6AT119XKk-Lx43jv-eU1a7h82e4QbiQCLcBGAs/s320/IMG_0159.JPG" width="320" /></a></div>
<div></div>
<div>Riportate a bollore le borragini, buttatevi gli spaghetti spezzati e portate a cottura la pasta. Spegnete il fuoco ed aggiungete il pic pac. Fate insaporire per pochi minuti e servite ben calda spolverizzata con un po’ di pepe fresco e, se siete riusciti a recuperarli, qualche bel fiorellino di borragine.<o:p></o:p></div>
<div></div>
<div>Provatela, non ve ne pentirete.<o:p></o:p></div>
<div>Buone cose invernali a tutti.<o:p></o:p></div>
<div></div>
<div><b><i><u>Suggerimenti</u></i></b>: per ottenere un sapore ancora più deciso, potrete aggiungere al soffritto un paio di filetti di acciuga sott&#8217;olio e servirla spolverizzata con un buon caciocavallo semi-stagionato. Potreste anche sostituire la pasta con dei crostoni di pane casereccio.<o:p></o:p></div>
<p>
<div>Se, invece, volete provare la versione “asciutta”: aggiungete al pic pac la borragine lessata. Cuocete la pasta (preferibilmente un formato corto) nell&#8217;acqua di cottura della verdura. Mantecate la pasta cotta al dente nella casseruola del condimento aggiungendo dei cubetti i di caciocavallo fresco.<o:p></o:p></div>
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		<title>Il Buccellato</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 10:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Cecere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che ci fossero quaranta gradi all’ombra o il vento di tramontana che taglia la faccia, lui arrivava sempre con la sua vecchia bicicletta nera. Ne scendeva lentamente e la legava con la catena al piccolo palo del lampione che avevamo sotto casa. Aveva ottant’anni lo zio Giulio. Era uno dei fratelli di mio nonno, un&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-buccellato/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-55eg0wRGy2o/WjeRrmeL1BI/AAAAAAAAv4Q/WtvH-tdczbUm7X_75mx5zmyK2tXxE8kDACLcBGAs/s1600/IMG_20171201_175042.jpg" imageanchor="1"><img border="0" data-original-height="1200" data-original-width="1600" height="300" src="https://4.bp.blogspot.com/-55eg0wRGy2o/WjeRrmeL1BI/AAAAAAAAv4Q/WtvH-tdczbUm7X_75mx5zmyK2tXxE8kDACLcBGAs/s400/IMG_20171201_175042.jpg" width="400" /></a></div>
<div>Che ci fossero quaranta gradi all’ombra o il vento di tramontana che taglia la faccia, lui arrivava sempre con la sua vecchia bicicletta nera. Ne scendeva lentamente e la legava con la catena al piccolo palo del lampione che avevamo sotto casa. <o:p></o:p></div>
<div></div>
<div>Aveva ottant’anni lo zio Giulio. Era uno dei fratelli di mio nonno, un uomo alto, ligneo e parlava poco e lemme. Sorrideva spesso. Aveva un sorriso strano però. Mostrava tutti i denti, però li teneva stretti come se ringhiasse. Io lo ricordo sempre vecchio, ma con una forza fisica incredibile per un uomo della sua età.<o:p></o:p></div>
<div></div>
<div>Lo vedevo arrivare dalla finestra, lo aspettavo perché ogni volta che veniva a casa nostra ci insegnava a preparare delle vere leccornie palermitane. E in un lontano mese di dicembre imparai a fare il buccellato: un bauletto di friabile pasta frolla che nasconde un ripieno morbido&nbsp; di frutta secca, cioccolato fondente, agrumi e spezie. Un dolce rustico ma degno di re e regine, tanto che nel medioevo i vassalli lo omaggiavano ai signorotti (per chi fosse interessato alla storia del buccellato si veda:&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.taccuinistorici.it/ita/news/medioevale/dolci/Buccellato.html" target="_blank">Taccuini Storici</a>).</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-P4EwlW1RXX8/WjeREQWjYQI/AAAAAAAAv4E/UsOCmmeww-Q8n300kQSKBo9p3S3c7kHrACLcBGAs/s1600/depositphotos_147908409-stock-photo-assortment-of-dried-figs-and.jpg" imageanchor="1"><img border="0" data-original-height="450" data-original-width="304" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-P4EwlW1RXX8/WjeREQWjYQI/AAAAAAAAv4E/UsOCmmeww-Q8n300kQSKBo9p3S3c7kHrACLcBGAs/s320/depositphotos_147908409-stock-photo-assortment-of-dried-figs-and.jpg" width="216" /></a></div>
<div>Si prepara per le feste natalizie in tutto il palermitano, ma la “<b>conza</b>” &#8211; il ripieno, per i non oriundi &#8211; varia a seconda della località in cui viene prodotto: con i fichi, con l’uva sultanina, con la composta di zuccata e mandorle, eccetera.<o:p></o:p></div>
<div></div>
<div>E dopo tante chiacchere, eccovi la ricetta dello zio Giulio con una mia piccola variante; io, infatti, sostituisco metà dei fichi con l’uva sultanina per ottenere un ripieno più morbido e fondente.<o:p></o:p></div>
<div></div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a>
<div><b><i><u>Ingredienti</u></i></b>.&nbsp; <b><i>Per il biscotto</i></b>: 1 kg. di farina 0; 300 gr. di zucchero; 300 gr. di strutto o margarina (per i vegetariani ed i vegani); 1 cucchiaino di ammoniaca per dolci; circa un bicchiere d’acqua fredda; ½ cucchiaino da caffè di sale.<o:p></o:p></div>
<div><b><i>Per il ripieno</i></b>: 500 gr. di fichi secchi; 500 gr. di uva sultanina; 2 mele; la buccia di 2 mandarini; 200 gr. di zucchero; 2 bustine di vanillina; 4 – 5 chiodi di garofano; 1 cucchiaino da the di cannella in polvere; 100 gr. rispettivamente di: noci, nocciole, mandorle e cioccolato fondente.<o:p></o:p></div>
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<div><b><i><u>Procedimento</u></i></b>: Iniziate preparando la pasta frolla impastando velocemente tutti gli ingredienti. Ricopritela con della pellicola per alimenti e mettetela a riposare in frigorifero. La dovrete riprendere circa 10 minuti prima di utilizzarla.<o:p></o:p></div>
<div>Per il ripieno, dovrete tritare tutta la frutta, sia fresca che secca, le bucce dei mandarini e il cioccolato. Mettete tutto, eccetto quest’ultimo, in un tegame con lo zucchero e le spezie. Devono cuocere fino a che il composto non sarà omogeneo stando attenti, però, a non farlo caramellare. Lasciatelo raffreddare ed aggiungetevi il cioccolato.<o:p></o:p></div>
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<div>Con l’aiuto del mattarello, stendete la pasta ad uno spessore di circa 3-4 millimetri. Ricavatene dei rettangoli al centro dei quali metterete la “conza” richiudendoli poi a formare dei lunghi cilindri che punzecchierete con i rebbi di una forchetta. A questo punto potete: o tagliare i cilindri in pezzi di circa 5 cm, oppure lasciarli interi e cuocerli per come sono o, ancora, chiuderli a ciambella. Mettete in forno già caldo a 190° C. e lasciateli cuocere finché non saranno leggermente dorati.<o:p></o:p></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-zOgwskVzuvk/WjeRrU561EI/AAAAAAAAv4U/_r_7hf-VNtYY6c9-nOmM0bMoOKsSZvIWACEwYBhgL/s1600/IMG_20171201_175341.jpg" imageanchor="1"><img border="0" data-original-height="1600" data-original-width="1200" height="320" src="https://4.bp.blogspot.com/-zOgwskVzuvk/WjeRrU561EI/AAAAAAAAv4U/_r_7hf-VNtYY6c9-nOmM0bMoOKsSZvIWACEwYBhgL/s320/IMG_20171201_175341.jpg" width="240" /></a></div>
<div>Decorate a vostro piacimento con glassa di zucchero e confettini colorati o granella di pistacchi e frutta candita, con gomma arabica o semplicemente, come faccio io, con una spolverata di zucchero a velo.<o:p></o:p></div>
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<div>Buone cose “ruci” a tutti e Buon Natale</div>
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