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	<title>Food Blogger Mania &#187; loveat-italy</title>
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		<title>Edi Kante: sul confine per continuare a superarlo.</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Feb 2018 12:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Il confine sloveno è a poche centinaia di metri. Qui sul confine lo si è davvero e non in senso figurato. Su questo equilibrio da equilibrista, sull&#8217;astuzia e la finezza di chi è abituato a essere e pensare in modi diversi allo stesso tempo, pur mantenendo un proprio stile netto e coerente, si basano i&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/edi-kante-sul-confine-per-continuare-a-superarlo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><br /></span>
<div><span>Il confine sloveno è a poche centinaia di metri. Qui sul confine lo si è davvero e non in senso figurato. Su questo equilibrio da equilibrista, sull&#8217;astuzia e la finezza di chi è abituato a essere e pensare in modi diversi allo stesso tempo, pur mantenendo un proprio stile netto e coerente, si basano i vini di Edi Kante.</span></div>
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</div>
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<div></div>
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<div><span>Il padre aveva un&#8217;osteria e un ettaro di vigna, da cui ricavava vino bianco e rosso per uso familiare e per la mescita. Dall&#8217;attività di famiglia alla produzione di vino (e di qualità) in una terra come il Carso che, fino agli anni &#8217;80, ha vissuto quasi esclusivamente di pastorizia, il passo non è così breve come potrebbe sembrare. Ma Edi,&nbsp;visionario, pioniere del Carso triestino (quello che ospita anche Skerk e Zidarich, per far solo due nomi), inizia a spietrare e riportare terra rossa, per partire per primo nella zona con la messa a dimora di nuove barbatelle di Vitovska. E a proporre sin da subito vini insoliti, senza solfiti aggiunti e con lunghe macerazioni in tempi non sospetti, quando di&nbsp;<i>orange wine</i>&nbsp;ancora non se ne parlava, per poi &#8220;tornare indietro&#8221; per una questione di gusto personale e restituire alle sue bottiglie gli aromi varietali che la macerazione in parte negava/sottraeva.</span></div>
<p></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-8Wtb90ijS-E/Wnw3YDRt6bI/AAAAAAAAFcY/pDKFrT9oFMUYTHNBWGz0mIUgu1p0BMF-wCLcBGAs/s1600/20180202_185038.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-8Wtb90ijS-E/Wnw3YDRt6bI/AAAAAAAAFcY/pDKFrT9oFMUYTHNBWGz0mIUgu1p0BMF-wCLcBGAs/s640/20180202_185038.jpg" width="640" /></a></div>
<div>
<div><span>Il mare, che dista qualche km, e la roccia carsica nella quale ha scavato fino a venti metri di profondità la sua cantina, sono due possibili chiavi di lettura. Sin troppo scontato qui parlare di mineralità*, basta guardarsi intorno e mettere il naso nel bicchiere. Più suggestivo ritrovare il salmastro in bottiglie che riposano nel cuore della terra. La contraddizione (solo apparente) che è di questa terra.</span><br /> <span><span>I vigneti di uve Malvasia, Sauvignon, Chardonnay e Vitovska, distribuiti in piccoli appezzamenti, vengono tutti vinificati separatamente. La raccolta delle uve è manuale, poi i grappoli, diraspati, finiscono in una pressa soffice e, dopo un passaggio veloce in acciaio, in barrique usate dove il vino sosta per almeno un anno, a 15 metri di profondità sotto terra e a una temperatura costante di 12°C. Segue un attento assaggio e assemblaggio, dopodiché i vini restano in acciaio per stabilizzarsi, dato che non verranno filtrati al momento dell&#8217;imbottigliamento. La sala dello stoccaggio (che ospita anche numerosissime bottiglie di vecchie annate) è la più profonda, a 20 metri nel sottosuolo con una temperatura costante di 10°C</span><span>.</span></span><br /><span><span><br /></span></span></div>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-rhGbgl7WzMY/Wnw3lQblGHI/AAAAAAAAFcc/2zbi7fT8Rawe9suL0WOr7cdvQhyvXQg-wCLcBGAs/s1600/20180202_191059.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-rhGbgl7WzMY/Wnw3lQblGHI/AAAAAAAAFcc/2zbi7fT8Rawe9suL0WOr7cdvQhyvXQg-wCLcBGAs/s640/20180202_191059.jpg" width="360" /></a></div>
<div><span><br /></span>
<div>
<div><span>In rapida successione sono passati nel bicchiere il <b>KK</b>, metodo classico a base di Chardonnay e Malvasia, che riposa sui lieviti 15-20 mesi e viene sboccato senza dosaggio, seguito dalla versione rosé a base di Pinot Nero.</span></div>
<div><span>Poi la <b>Vitovska</b>, nell’ultima annata in commercio, la 2015 e, in magnum, la Riserva 2007.</span></div>
<div><span>La <b>Bora 2011</b> è la selezione di Chardonnay, prodotta solo in poche, ricercate annate.</span></div>
<div><span>Del Sauvignon ci sono state proposte l’annata 2015 e la Riserva 2009.</span></div>
<div></div>
<div><span>Una nota di gesso e di salmastro rifinisce ogni sorso che sta nel bicchiere, con maggiore evidenza nei vitigni più delicati, Vitovska e Chardonnay, che con l’invecchiamento assumono sfumature anche di pietra focaia. </span></div>
<div><span>Ancor più spiccata la nota salina nella Malvasia, il vitigno che maggiormente incarna il legame con il mare, fusa con profumi di erbe aromatiche che crescono sulla pietra riscaldata dal sole, aromi che si ritrovano respirando la brezza che avvolge i vigneti a poche centinaia di metri dal Mediterraneo.</span></div>
<div><span>Infine i Sauvignon, più nordici degli altoatesini, diretti e verticali, senza alcuna concessione a ruffiane esibizioni olfattive che, con l’invecchiamento in bottiglia, assumono lunghezza e profondità, quasi fossero doline carsiche che sembrano stringersi e sparire nella roccia per poi aprirsi in meravigliose grotte dai molteplici colori.</span></div>
<div></div>
<div></div>
</div>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-IOgvqSXqNHM/Wnw3y8elhdI/AAAAAAAAFcg/lbVxLvZP6w465rgzZquQPJZfVMwvaRVlACLcBGAs/s1600/20180202_190746.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-IOgvqSXqNHM/Wnw3y8elhdI/AAAAAAAAFcg/lbVxLvZP6w465rgzZquQPJZfVMwvaRVlACLcBGAs/s640/20180202_190746.jpg" width="360" /></a></div>
<div></div>
<div>
<div><span><i>*Parlare di mineralità sul Carso è quasi pleonastico se non addirittura riduttivo. Tutti i vini hanno una spiccata mineralità dovuta al suolo calcareo che ha una fortissima incidenza sui profumi ma, soprattutto, sul profilo gustativo di qualsiasi vitigno coltivato, di origine locale o più internazionale. Si deve parlare, in questo caso, di “effetto Carso”, ovvero di come questo terroir riesca in modo così evidente a caratterizzare tutti i vini qui prodotti.</i></span></div>
<div></div>
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<div><span>Amelia De Francesco</span></div>
</div>
<p><span>Salva</span><span>Salva</span><span>Salva</span><span>Salva</span><br /><span>Salva</span><span>Salva</span></p>
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		<title>Picnic Pack</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 17:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Come l’ansa di un fiume, il porticciolo riparo dal mare aperto. Sempre viaggio ma planando sui dettagli del paesaggio. Il paesaggio è fatto di cose e persone. Niente fretta, niente aerei, levarsi le ali può servire a ritrovarsi e ritrovare. Ritrovare rumori semplici, sapori e arie dirette, profumi e visioni di come la vita dovrebbe&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/picnic-pack/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><span>Come l’ansa di un fiume, il porticciolo riparo dal mare aperto. Sempre viaggio ma planando sui dettagli del paesaggio. Il paesaggio è fatto di cose e persone. Niente fretta, niente aerei, levarsi le ali può servire a ritrovarsi e ritrovare. Ritrovare rumori semplici, sapori e arie dirette, profumi e visioni di come la vita dovrebbe essere sempre.</span><span>&nbsp;</span><span>Per questo vi invito a un viaggio speciale: un <b>picnic</b></span><span>. </span><span>Ché poi con la tropicalizzazione del clima, almeno perdurano le condizioni di quella &nbsp;che è una delle più belle attività da relax, internazionale, trasversale, interclassista e multietnica che attraversa gli anni che passano e le stagioni che cambiano anche quando gli pare un po’.</span></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-NCyHt8iVQIc/WkkXw9LLaiI/AAAAAAAAFZM/-y_2-T9Yy_YHD24OrDRpj-UaoXjYlzknQCLcBGAs/s1600/ensemble.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-NCyHt8iVQIc/WkkXw9LLaiI/AAAAAAAAFZM/-y_2-T9Yy_YHD24OrDRpj-UaoXjYlzknQCLcBGAs/s640/ensemble.jpg" width="640" /></a></span></div>
<div align="justify"><span>&nbsp;</span><span>&nbsp;</span></div>
<div align="justify"><i><span><b>Cosa è un picnic?</b></span></i><span></span></div>
<div align="justify"><span>Sì ecco, trattasi di qualche persona con legami xy o zw o come volete voi che decide di andare a mangiare informalmente da qualche parte, e si prepara. Un sabato del villaggio che dovrà stare in un cesto, cestino anche direttamente nella bauliera della macchina o altro mezzo di locomozione social.</span><span></span></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><i><span><b>Cosa portiamo? </b></span></i><span></span></div>
<div align="justify"><span>Facciamo mente locale. Dopotutto è facile: che si fa in un picnic? Si mangia e si beve e ci si diverte.</span><span>&nbsp;</span><span>Il divertimento non si porta dietro, si fa l</span><span>ì </span><span>per l</span><span>ì.</span><span>&nbsp;Quindi dedichiamoci al resto</span><span></span></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><i><span><b>Dove e come?</b></span></i><span></span></div>
<div align="justify"><span>Beh, lo stato brado ovunque sia, mari monti lago o collina, impone &nbsp;una coperta di base, il plaid per la seduta e per l’apparecchiatura, per l’impronta che darete alla giornata, del tipo: che mi metto oggi, mi sta bene questo vestitino? A quadri. Non che a righe sia sbagliat</span><span>o</span><span>, ma anche sì. Un picnic con una coperta a righe comincia male e promette peggio di uno scozzese in minigonna leopardata invece che con il gonnellino in tartan, e no quello che ci si corre sopra, eh?!!</span><span></span></div>
<div align="justify"><span>Io ne ho uno che linusianamente è con me dall’infanzia. Lo guardo ora, un po’ stanco, ammaccato nella carrozzeria come me, ma posso sentire il &nbsp;motore che romba appena sente parlare di muoversi, mangiare bere e divertirsi, come me.</span><span></span></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-VY7wOrGaI58/WkkVJjq-lzI/AAAAAAAAFYc/N7sUWCPKHGYfkreDCHuxu7IynyuW5iPLwCLcBGAs/s1600/plaid.jpg"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-VY7wOrGaI58/WkkVJjq-lzI/AAAAAAAAFYc/N7sUWCPKHGYfkreDCHuxu7IynyuW5iPLwCLcBGAs/s640/plaid.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><i><span><b>Gnam gnam? </b></span></i><span></span></div>
<div align="justify"><span>Procediamo con cosa ci potrebbe stare bene con quel vestitino, o meglio sopra. Direi di farla semplice, a me piace così, anche se niente vieta di alzare il tiro, Siete caldi a leggere la mia storia e immaginare in parallelo la vostra? Ganzissimo! </span><span>U</span><span>no slalom parallelo di ricordi, cibi e liquidi…</span><span>&nbsp;</span><span>vavavuma senor!&nbsp;</span><span>Pane formaggio e salame ok? Chi dice salsiccia? Aggiudicato.</span></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-StwoS0BGnKA/WkkWq_PQmII/AAAAAAAAFY4/bPn-bdwntaUKvEl1D0Y03HjDUKNTEnurQCLcBGAs/s1600/salciccia.jpg"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-StwoS0BGnKA/WkkWq_PQmII/AAAAAAAAFY4/bPn-bdwntaUKvEl1D0Y03HjDUKNTEnurQCLcBGAs/s640/salciccia.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div align="justify"><i><span><b>Accessori</b></span></i><span></span></div>
<div align="justify"><span>Allora ci vuole un coltello. Sì lo so non suona pacifista, è un simbolo fallico, ma se sento le voci dentro di me &nbsp;“o Funa lo tagli te il pane?” “ Francesco &nbsp;lo taglieresti un po’ di salame?” “ohi, com’è il formaggio quello lì vecchio?” ecco ora provate voi a risolvere tutto questo a testate o a mani nude, ve</span><span>&nbsp;</span><span>lo dico subito: non funziona. E poi Laguiole fa coltelli anche specifici per donne, Così la quota rosa ritorna sotto la tenda di campdavidpicnicnoproblem. </span><span></span></div>
<div align="justify"><span>Detto questo non c’è “un” coltello, ma IL coltello, quello che ti fa sentire nel Montana fra mandrie e cowboy. Unicuique suum.</span><span>&nbsp;</span><span>Io ne ho 2 nel cuore, metaforicamente parlando (a parte il 1000usi svizzero che conoscete da altri post): un Laguiole detto “da carrettiere”, solo 2 usi, in pratica un Bignami dello svizzero: lama lunga e fine + cavatappi (i carrettieri francesi sono famosi per avere sete che non si placa con acqua e idrolitina) e poi un Opinel lama media, &nbsp;tozza e forte con colore abbronzato dalle decine di anni passati fra tasca e taglieri</span><span></span></div>
<div align="justify"><span>“C’è uno svizzero e due francesi…” un abbozzo di barzelletta, a voi le variabili, nei miei cassetti campeggiano lame finlandesi di Marttijmi e di Kuusamo, vendette còrse, eleganti affilatissimi sardi dal Montiferru, intarsiati legni da Bali, sono pronto a picsnics (plurale ahahah) etnici quasi dovunque! Si potrebbe anche pensare a un dress code che abbini cibi ai coltelli…</span><span>&nbsp;</span><span>chianina e Scarperia, sopresse e Maniago, &nbsp;bottarga di Oristano e Pattada, kriss malesi e</span><span>&#8230; </span><span>boh?</span><span></span></div>
<div align="justify"><span>Basta fantasia mi è venuta fame. Sotto con il pane, avete pensato a quello che vi piacerebbe? </span><span>N</span><span>on ho dubbi: quello che fa Monica, mai lo stesso (anarchia al forno) ma sempre buono, per me meglio ancora &nbsp;dopo un paio di giorni.&nbsp;</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-k_ESiZdegcY/WkkWj0_OCiI/AAAAAAAAFY0/tBIbswuxw3EfVOdWh914PxkxCIVUqxU4ACLcBGAs/s1600/pane.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-k_ESiZdegcY/WkkWj0_OCiI/AAAAAAAAFY0/tBIbswuxw3EfVOdWh914PxkxCIVUqxU4ACLcBGAs/s640/pane.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div align="justify"><span>A</span><span>ndiamo con la salsiccia. Qui a dire il vero il coltello potrebbe lasciare il passo </span><i><span>ai diti</span></i><span>: si preme un’estremità e voila il dégorgement de la saucisse dall’altra. Prendete con il dito preferito e spalmate abbondante sul pane</span><span>&#8230; </span><span>Ammm pappa buona!</span><span></span></div>
<div align="justify"><span>Salame, please. Partono le pubblicità: grana grossa toscana del Bullentini a San Lorenzo a Vaccoli, altrimenti pasta fina, morbido e fresco (detto anche coteghino dal norcino Giometti a San Leonardo in Treponzio), spalmabile finocchion</span><span>a, </span><span>ma…</span><span>&nbsp;</span><span>ocché l’avete già finito? E per me?</span><span></span></div>
<div align="justify"><span>La bocca non è stracca se non sa di vacca. Obbedienti ci disponiamo al cacio. La forma tonda e perfetta dopo il primo spicchio sembra pacman dopo 5 minuti non sembra più niente ma la vostra forma, ora più rotonda, vi incolla alle vostre responsabilità.</span><span></span></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-4xPu65PT_m4/WkkWZbsUMeI/AAAAAAAAFYs/X-MvXo52yggRep3wzm3rP_2bBNmYQ0fqwCLcBGAs/s1600/formaggio.jpg"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-4xPu65PT_m4/WkkWZbsUMeI/AAAAAAAAFYs/X-MvXo52yggRep3wzm3rP_2bBNmYQ0fqwCLcBGAs/s640/formaggio.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div align="justify"><span>Per chi non mangia il pollo con le dita, potreste anche aggiungere una forchetta, se siete fighi e moderni e polifunzionali è ok il modello Fire svedese che ha il manico cucchiaiato e il coltello forchettato</span><span></span></div>
<div align="justify"><span>Il prato già profuma d’erba e salciccia, la vista sul lago, mare, montagne o colline (chissà dove siamo…</span><span>&nbsp;</span><span>) ma non vi è ancora venuta sete? (sì lo so è una domanda retorica)</span></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><b><i><span>Glu glu</span></i><i><span>?</span></i></b><span></span></div>
<div align="justify"><span>Chissà cosa metto dentro al cestino? Bollicine o no? Rosso, bianco o rosé? Risposta: buono. Basta.</span><span>&nbsp;</span><span>Unica condizione, questa forte: bicchieri di vetro. Bicchieri a baricentro basso, stabili, ben prensili e capienti. Salute!</span><span>&nbsp;</span></div>
<div align="justify"><span>E per quella crostata, quei biscotti che avete lasciato per il “in fundo”? ce lo vogliamo togliere lo sfizio di un vinello dolce? (oggi faccio solo domande retoriche..</span><span>.</span><span>) Nel mio cuore, accanto ai coltelli, c’è un vino che mi ricorda una persona forte e sanguigna, Marco de Bartoli, conosciuta per caso a Pantelleria e scomparsa troppo presto come purtroppo spesso avviene. E il suo Bukkuram è un nettare.</span><span>&nbsp;</span><span>Anche qui concedetevi i bicchieri giusti! Se il prode degustatore con il ditino vorrebbe un bicchiere con stelo e grossa forma per rimirare il colore inebriante, a me piace usare bicchierini piccoli più tattici per un dejeuner sur l’herbe e che riportano al goccetto di rosolio che abbiamo in qualche anfratto della memoria dove campeggiano anche i pizzi e i merletti.</span><span></span></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-_Eoq6D9NljA/WkkXQxfk1yI/AAAAAAAAFZE/XCJZxpdEhxIX0tF_e9UuQWlHIudc2JuIgCLcBGAs/s1600/bukkuram.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-_Eoq6D9NljA/WkkXQxfk1yI/AAAAAAAAFZE/XCJZxpdEhxIX0tF_e9UuQWlHIudc2JuIgCLcBGAs/s640/bukkuram.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span><br /></span></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span>Qui finisce il &nbsp;mio picnic (al massimo dopo c’è un thermos con il caffè), ora comincia il vostro! E voi? A quale picnic state pensando? E a quali occhi, vispi di bimbi o languidi di innamorato/a?</span></div>
<div align="justify"><span>Mentre piego il plaid, lo guardo e vedo una 1100 bicolore. Papà e mamma che l’attrezzano, io e mia sorella che aspettiamo. Prato ombreggiato con vista su lago di Vagli, frustine di pane, formaggio, arrosto già tagliato, pomodori e cipolle dell’orto nell</span><span>’</span><span>insalatiera di moplen colorato giallo. Tutto pronto </span><span>, </span><span>dammi il piatto cosa vuoi e…</span><span>&nbsp;</span><span>oddio ecco una gallina che non rispetta la doppia striscia continua del quadrato magico,</span><span>&nbsp;</span><span>irrompe imprendibile (ricordate l’allenamento di Rocky?) in pochi secondi una due tre volte. La mamma si alza per prenderla scacciarla neutralizzarla, il papà protegge il moplen e la bottiglia dell’acqua con l’idrolitina. Noi ridiamo, applaudendo mentalmente uno spettacolo che nessun Actors’ Studio potrebbe ripetere. Buona la prima. Ve l’avevo detto che il divertimento si fa lì per lì.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>L’augurio, poco nascosto, è di fare enne picnic alla enne, quasi che ogni incontro possa essere un picnic, dove i dettagli contano e causano buona vita quanto gli antociani causano il colore del vino. Essere pronti al picnic è un assetto mentale da curare preventivamente perché, come più o meno ha scritto Sun Tzu nel </span><span>‘</span><span>300, tutto accade prima. E un picnic non è come la guerra; non si può perdere, proprio perché è un’occasione imperdibile.</span></div>
<div align="justify"><span><br /></span></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span><i><b>Funa, Il Viaggiatore Romantico</b></i></span></div>
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		<title>Berlino ergo Sum</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Sep 2017 09:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Atterri a Berlino, guardi in su e subito ti viene da pensare Il cielo sopra Berlino (Der Himmel über Berlin &#8211; Wim Wenders 1987) così, per default. &#160;Anche se non c&#8217;entra niente. Niente angeli in giro, però&#8230; sarebbero impotenti come nel film. Nessuno da salvare. Berlino un palcoscenico infinito. Ognuno un caratterista, uno spettacolo dinamico&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/berlino-ergo-sum/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span>Atterri a Berlino, guardi in su e subito ti viene da pensare <i>Il cielo sopra Berlino</i> (Der Himmel über Berlin &#8211; Wim Wenders 1987) così, per default. &nbsp;Anche se non c&#8217;entra niente. Niente angeli in giro, però&#8230; sarebbero impotenti come nel film. Nessuno da salvare. Berlino un palcoscenico infinito. Ognuno un caratterista, uno spettacolo dinamico di una città eterna prestata alla gente libera fatta di blauäugigen, rasta, giacca e orecchie timbrate su corpi alla volta ambrati, tatuati, fluo, flash, zooom!</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-1E9H4Eeo9qU/Wc9grkDCKjI/AAAAAAAAFMo/i0HItJ8Ymosp1cijjuOvWpi6PTnJymvHwCLcBGAs/s1600/1-%2Bberlin%2Bergo%2Bsum.JPG"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-1E9H4Eeo9qU/Wc9grkDCKjI/AAAAAAAAFMo/i0HItJ8Ymosp1cijjuOvWpi6PTnJymvHwCLcBGAs/s640/1-%2Bberlin%2Bergo%2Bsum.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>Cieli sotto Berlino, strade per muoversi e trasporti sopra, sotto e nel mezzo delle strade, allora sí che guardi in su e vedi luci chiare nello scuro come nel quadro di Magritte che tirano ombre lunghe del nord fatte apposta per persone alte lanciate sulle biciclette con manubri e sellini alzati all&#8217;inverosimile. Padroni di cani padroni misto di piedi ruote e rotaie nei mezzi pubblici che si muovono al suono di vocali e consonanti S-bahn, U-bahn, M-bahn. Berlino ergo SUM a moving soul: der Sucher.</span><span></span></div>
<div><span>Eppure avevo scelto una casa a 15 minuti da Alexander Platz, Unter den Linden, la porta di Brandeburgo e… poi invece </span><i><span>non mi sono mosso</span></i><span>, soggiogato da questo vortice che senti nell’aria. </span><i><span>Sono rimasto</span></i><span>&nbsp;nel quartiere, il movimento qui è di casa.</span><span></span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-Lg3vPGEyjqs/Wc9gxr-mKpI/AAAAAAAAFM4/mN7q9HHhGJUUv8kgIvhSDh8REhom2hKWACEwYBhgL/s1600/2%2B-%2Bfalafel%2Be%2Bkola.JPG"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-Lg3vPGEyjqs/Wc9gxr-mKpI/AAAAAAAAFM4/mN7q9HHhGJUUv8kgIvhSDh8REhom2hKWACEwYBhgL/s640/2%2B-%2Bfalafel%2Be%2Bkola.JPG" width="360" /></a></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/--r34WteJSUU/Wc9gyZZHkWI/AAAAAAAAFM8/yatwN3HZQmsgSUlKANWgBA-BtdnRNMVYQCEwYBhgL/s1600/4%2B-%2Bgelati%2Bcon%2Blo%2Bstecco.JPG"><img border="0" height="225" src="https://3.bp.blogspot.com/--r34WteJSUU/Wc9gyZZHkWI/AAAAAAAAFM8/yatwN3HZQmsgSUlKANWgBA-BtdnRNMVYQCEwYBhgL/s400/4%2B-%2Bgelati%2Bcon%2Blo%2Bstecco.JPG" width="400" /></a></div>
<div><span>Prima sera mangio Falafel e bevo Fritz-kola, drink alla cola che più cool non si può, fatto ad Amburgo. Intorno giovani americani e una coppia africana: lei ha una pettinatura spaziale.</span><span></span></div>
<div><span>Poi due passi e tanti colori mi attraggono: una distesa di sorbetti fantasiosi nelle forme e nei gusti con spezie, latte bio, frutta piena di frutta &nbsp;e cioccolate piene di cacao (non è così scontato…) atmosfera minimal. Mi vengono dati (ebbene sì, ne ho mangiati 3) da un magrebino con silhouette da Modigliani.</span><span></span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-rfkizpU5UWA/Wc9g0iBSkBI/AAAAAAAAFNA/uAvQfP_k2uE-5wsY5EJRH1onkAbeApPPgCEwYBhgL/s1600/5%2B-%2Bgelati%2Bcon%2Blo%2Bsteccolore.JPG"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-rfkizpU5UWA/Wc9g0iBSkBI/AAAAAAAAFNA/uAvQfP_k2uE-5wsY5EJRH1onkAbeApPPgCEwYBhgL/s640/5%2B-%2Bgelati%2Bcon%2Blo%2Bsteccolore.JPG" width="640" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-X0Vr0HJNVH0/Wc9hWqF_qeI/AAAAAAAAFNU/mZM-Mq49XPIAjsHfwkQYZ_O8tQi7poyFwCEwYBhgL/s1600/6%2B-%2Bgelati%2Bcon%2Blo%2Bstecco%2Be%2Bmodigliani.JPG"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-X0Vr0HJNVH0/Wc9hWqF_qeI/AAAAAAAAFNU/mZM-Mq49XPIAjsHfwkQYZ_O8tQi7poyFwCEwYBhgL/s640/6%2B-%2Bgelati%2Bcon%2Blo%2Bstecco%2Be%2Bmodigliani.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>Come nightcap una birretta, anzi 2, in una locale di strada (quale non lo è?) a luci fuori spente e dentro soffuse, acciaio di cucina all’interno e rumore di bicchieri. Parlo in tedesco con la prima bionda (che mi serve la prima bionda Berliner Kindl) di biciclette e del Tibet; con la seconda bionda (etc etc) in francese (lei è di Ginevra) del tempo e di <i>goiabada</i>, un dolce brasiliano fatto con la goiaba (guava).</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-EpgJ6JSPnYw/Wc9g4cPu8oI/AAAAAAAAFNE/hNFeFbMUBOUIt373hlxrdauC95PkKF_xwCEwYBhgL/s1600/7%2B-%2Bberliner%2Bkindl%2Bok.JPG"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-EpgJ6JSPnYw/Wc9g4cPu8oI/AAAAAAAAFNE/hNFeFbMUBOUIt373hlxrdauC95PkKF_xwCEwYBhgL/s640/7%2B-%2Bberliner%2Bkindl%2Bok.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>La sera successiva eccomi al ristorante giapponese Tokyo Haus, al tavolo rettangolare in legno scuro con tazzine tonde in delicato bicolore da the e con bicchieri quadrati di legno per il sake.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-jnG5nOFqDZE/Wc9g9UKIE0I/AAAAAAAAFNM/1wzb-xXKfVQhBXqIIWRIen_d3nl3TFk_ACEwYBhgL/s1600/13%2Bsake%2Bbicchiere%2Bquadrato.JPG"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-jnG5nOFqDZE/Wc9g9UKIE0I/AAAAAAAAFNM/1wzb-xXKfVQhBXqIIWRIen_d3nl3TFk_ACEwYBhgL/s640/13%2Bsake%2Bbicchiere%2Bquadrato.JPG" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Siamo 2 cinesi, un italiano, tre tedeschi. La cameriera vestita da geisha veniva da Taiwan e il cuoco vestito comme il faut per il rito del <i>teppanyaki</i> era vietnamita. Una gigantesca barzelletta? No, un&#8217;ode alla biodiversità. Wow!&nbsp;&nbsp;</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-ZO9jx4zqdeM/Wc9hKtglfaI/AAAAAAAAFNQ/5xpxVRtReh0BrNBJv4XmCwSxhb4c4OHFACEwYBhgL/s1600/9%2Bsushi.JPG"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-ZO9jx4zqdeM/Wc9hKtglfaI/AAAAAAAAFNQ/5xpxVRtReh0BrNBJv4XmCwSxhb4c4OHFACEwYBhgL/s640/9%2Bsushi.JPG" width="358" /></a></div>
<p>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-k-1G-z005cM/Wc9grRUj31I/AAAAAAAAFMk/b4LzWA5rTP4WmMHmL-KbuaM9hbCgREERQCEwYBhgL/s1600/10%2Btokyo%2Bhaus%2B2.JPG"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-k-1G-z005cM/Wc9grRUj31I/AAAAAAAAFMk/b4LzWA5rTP4WmMHmL-KbuaM9hbCgREERQCEwYBhgL/s640/10%2Btokyo%2Bhaus%2B2.JPG" width="640" /></a>
<div></div>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-niZcLinxPaQ/Wc9gs4aUawI/AAAAAAAAFMs/_6j-L8U5qTQmix-3gLisg_QjNBI7bh_tACEwYBhgL/s1600/11%2Bteppanyaki.JPG"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-niZcLinxPaQ/Wc9gs4aUawI/AAAAAAAAFMs/_6j-L8U5qTQmix-3gLisg_QjNBI7bh_tACEwYBhgL/s640/11%2Bteppanyaki.JPG" width="360" /></a></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-OmysZrwBytI/Wc9gtjqAX-I/AAAAAAAAFMw/Sgr5ItIdSXoAzO1Jqxm72AWUxfnIfoRUwCEwYBhgL/s1600/12%2Bteppanyaki%2B2.JPG"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-OmysZrwBytI/Wc9gtjqAX-I/AAAAAAAAFMw/Sgr5ItIdSXoAzO1Jqxm72AWUxfnIfoRUwCEwYBhgL/s640/12%2Bteppanyaki%2B2.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span><i>&#8220;Ich bin ein Berliner!&#8221;.</i> Mi dice quel paffuto bomboloncino siringato di marmellata di rosa canina e cosparso di zucchero a velo come polverina magica di Trilly, Krapfen per il resto della Germania. E io, alla faccia di Jfk e del suo discorso nella Berlino ovest di altre memorie, me lo mangio.&nbsp;</span></div>
<div><span>Loveat</span><b><span>…</span></b></div>
<div><b><span><br /></span></b></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://4.bp.blogspot.com/-nbj-1tbfLPU/Wc9gvHpKsVI/AAAAAAAAFM0/ltR-3Sh4Iv034uHsrGw1XZ_4Ur5_CDvTgCEwYBhgL/s1600/14%2Bich%2Bbin%2Bein%2Bberliner.JPG"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-nbj-1tbfLPU/Wc9gvHpKsVI/AAAAAAAAFM0/ltR-3Sh4Iv034uHsrGw1XZ_4Ur5_CDvTgCEwYBhgL/s640/14%2Bich%2Bbin%2Bein%2Bberliner.JPG" width="640" /></a></div>
<div><b><span><br /></span></b></div>
<div></div>
<div><b><span><i>Il Funa, viaggiatore romantico</i></span></b><span></span></div>
<div></div>
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		<title>Bianchi di gran classe: Kuenhof</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Aug 2017 18:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia De]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
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		<category><![CDATA[De Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Kaiton Riesling]]></category>
		<category><![CDATA[Kuenhof Sylvaner]]></category>
		<category><![CDATA[Kuenhof Veltliner]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[La stradina in salita, ripida, da prendere per raggiungere Kuenhof potrete forse anche perderla al primo tentativo: va su con una curva a gomito piuttosto improvvisa dalla strada principale. Ma se avrete la pazienza di imboccarla, vi porterà diretta a vini bianchi di gran classe. Misurati, eleganti e assolutamente personali.In una casa e podere che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/bianchi-di-gran-classe-kuenhof/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>La stradina in salita, ripida, da prendere per raggiungere Kuenhof potrete forse anche perderla al primo tentativo: va su con una curva a gomito piuttosto improvvisa dalla strada principale. Ma se avrete la pazienza di imboccarla, vi porterà diretta a vini bianchi di gran classe. Misurati, eleganti e assolutamente personali.</span><br /><span><span><br /></span><span></span><span>In una casa e podere che furono proprietà del vescovo di Bressanone già attorno al 1100, Brigitte e Peter Pliger (la cui famiglia possiede Kuen Hof da 200 anni) hanno iniziato a produrre nel 1990 da poco più di 6 ettari vitati, reimpiantati una trentina di anni, fa i loro 4 vini bianchi: un Sylvaner, un Riesling, un Traminer e un Veltliner.</span></span><br /><span><br /></span><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-ms3YaKc_4po/WZh6KmFPdaI/AAAAAAAAFJQ/nuu5O97P5nouyCM9gYJfOH0tfoDpwJ2QACLcBGAs/s1600/20170819_190439.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-ms3YaKc_4po/WZh6KmFPdaI/AAAAAAAAFJQ/nuu5O97P5nouyCM9gYJfOH0tfoDpwJ2QACLcBGAs/s640/20170819_190439.jpg" width="360" /></a></div>
<div></div>
<p><span>Il terreno che circonda il podere è ricco di minerali, come quarzi e scisti, le vigne allevate col metodo del guyot a file piuttosto fitto. Le più alte si trovano a 720 metri e sono su terrazzamenti assicurati da muretti a secco.</span><br /><span><br /></span><span>Da oltre 15 anni l&#8217;azienda porta avanti pratiche bio alternate ad alcuni preparati biodinamici in via sperimentale, l&#8217;inerbimento è spontaneo, tanto è il lavoro da fare per la vendemmia manuale su quelle pendenze.</span>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-CcbY7TWQ-Wo/WZh6ShOcGYI/AAAAAAAAFJY/WN_d32k1OxUFy113gL-gCcM67GOKeMQYwCLcBGAs/s1600/20170819_190508.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-CcbY7TWQ-Wo/WZh6ShOcGYI/AAAAAAAAFJY/WN_d32k1OxUFy113gL-gCcM67GOKeMQYwCLcBGAs/s640/20170819_190508.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<p><span>La cantina è stata ampliata nel tempo e anche di recente, per tener dietro all&#8217;incremento della produzione (dalle 1500 bottiglie degli inizi alle circa 40mila di oggi). Una parte dei vini fa un passaggio in botte grande e poi in acciaio, l&#8217;imbottigliamento avviene solitamente a fine aprile (con la scelta del tappo a vite) mentre la vendemmia i primi di ottobre. Ma non quest&#8217;anno, ci dice Brigitte, dato che l&#8217;uva sarà pronta almeno una settimana prima.</span><br /><span><br /></span><span>Apripista della valle dell&#8217;Isarco, Pliger ha iniziato a produrre vino quando le uniche due realtà erano L&#8217;Abbazia di Novacella e la Cantina sociale, fungendo da esempio anche per altri piccoli produttori emersi negli ultimi 15 anni.</span><br /><span><br /></span>
<div><span><b>I nostri assaggi:</b></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<p><span><b><br /></b></span><span><b>Kuenhof Veltliner 2016:</b> croccante e minerale, pulito, essenziale, viene voglia di berne e riberne (peccato che al momento sia esaurito&#8230; dovrete aspettare giugno 2018 per l&#8217;annata 2017!).</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-44a-EE6pcts/WZh5mjFFIgI/AAAAAAAAFJI/32FjNAifUBYj5PQqC20G13l99s-b9MAmACLcBGAs/s1600/20170816_144859.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-44a-EE6pcts/WZh5mjFFIgI/AAAAAAAAFJI/32FjNAifUBYj5PQqC20G13l99s-b9MAmACLcBGAs/s640/20170816_144859.jpg" width="360" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<p><span><b>Kaiton Riesling 2016: &nbsp;</b>secco, agrumi, ananas e cedro. Ancora giovanissimo, da tenere da parte e bere tra qualche anno. Questo vino merita però qualche parola in più: nel 1999, quando era ancora vino da tavola, ha vinto, primo fra i Riesling, il premio Tre bicchieri della guida del Gambero Rosso. In produzione dal 93, il nome celtico vuol dire &#8220;bosco&#8221;.&nbsp;</span>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-K57Ij_dEc_c/WZh5fVmApmI/AAAAAAAAFJE/vHSzcrHyXUMifiTkddvg89Bl-Zq6LVc8QCLcBGAs/s1600/20170816_144912.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-K57Ij_dEc_c/WZh5fVmApmI/AAAAAAAAFJE/vHSzcrHyXUMifiTkddvg89Bl-Zq6LVc8QCLcBGAs/s640/20170816_144912.jpg" width="360" /></a></div>
<div></div>
<p><span><b>Kuenhof Sylvaner 2016:</b> speziato, pepe bianco, fresco, beverino, forse il più facile da bersi dei 3 vini assaggiati. Lineare, con classe.</span><br /> <span><span><br /></span></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-upHPTB6ZPcE/WZh6MPh_AgI/AAAAAAAAFJU/Zs2my-FE_T0Xo_JnYxa4pqdd0fGvi5pBwCLcBGAs/s1600/20170816_144915.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-upHPTB6ZPcE/WZh6MPh_AgI/AAAAAAAAFJU/Zs2my-FE_T0Xo_JnYxa4pqdd0fGvi5pBwCLcBGAs/s640/20170816_144915.jpg" width="360" /></a></div>
<p><span><span><br /></span></span><span><br /></span>
<div><i><span>KUENHOF</span></i></div>
<div><i><span>Mara 110</span></i></div>
<div><i><span>39042 Bressanone (Bolzano)</span></i></div>
<div><i><span></span></i>
<div><i><span>Tel +39 0472 850546</span></i></div>
<p><i><span></span></i>
<div><i><span>Fax +39 0472 209175</span></i></div>
<p><i><span></span></i>
<div><i><span>pliger.kuenhof@rolmail.net</span></i></div>
<p><i><span></span></i></div>
<div><i><span><br /></span></i></div>
<div><i><b><span><br /></span></b></i></div>
<div><i><b><span>Amelia De Francesco</span></b></i></div>
<p></p>
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		<title>La mia prima volta</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 12:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Le memorie, anche se non proprio la memoria, aumentano con l’età&#8230;&#160;fortunatamente ho attraversato il tempo degli eccessi, che si ricordano meglio e che in un certo senso auguro a tutti per non avere un elettromemoriogramma piatto. Gli eccessi sono certo le esagerazioni; di vino di cibo, pure di amore. Eccessi di sentimenti portano scarti importanti&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-mia-prima-volta/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span>Le memorie, anche se non proprio la memoria, aumentano con l’età&#8230;</span><span>&nbsp;</span><span>fortunatamente ho attraversato il tempo degli eccessi, che si ricordano meglio e che in un certo senso auguro a tutti per non avere un elettromemoriogramma piatto. Gli eccessi sono certo le esagerazioni; di vino di cibo, pure di amore. </span><span>E</span><span>ccessi di sentimenti portano scarti importanti sul sismografo della vita ma chi si augurerebbe di NON averne? Ecco però che anzi i sentimenti SONO di per sé degli eccessi augurabilissimi in un trend che riempie di cose, ora sempre più virtuali. Per questo sono importantissime da ritrovare </span><i><span>le prime volte</span></i><span>, quelle matrici dove i propri sentimenti per quella cosa lì &nbsp;che sta accadendo la prima volta si affacciano come gli angeli ai bordi della cupola della </span><span>C</span><span>appella </span><span>Sistina </span><span>e vogliono capire cosa succederà. La prima volta, che tecnicamente è una volta come un’altra, è dipersé sempre più zeppa di percezioni che indicheranno la bussola per quello che sarà a venire. Chissà, &nbsp;se mai c&#8217;è una cosa che ha il sopravvento, e allora un vino da poco se incrocia gli occhi giusti diventa un nettare, il sentirsi fra amici spesso d</span><span>à</span><span>&nbsp;il lasciapassare a vinoidi che altrimenti meriterebbero solo il water closet.</span></div>
<div></div>
<div><span>Già, di questo volevo parlare…</span><span>&nbsp;</span><span>e </span><span>quale era stata la mia prima volta</span><span>&#8230;? O</span><span>h, no,</span><span>&nbsp;non &#8220;</span><span>quella&#8221; prima volta</span><span>&nbsp;</span><span>che è naturale tenere in un secretaire del forziere dei ricordi, per tutti solitamente uno Ying-Yang di soddisfazioni delusioni come un aperitivo dell&#8217;esistenza</span><span>. N</span><span>o, io intendevo: quale il primo contatto memorabile con l&#8217;alcool, quello con l’illuminazione della pozione magica? L&#8217;interessante è seguire a salmone la propria traccia notevole e piacevole dall&#8217;ultimo bicchiere al primo. Questo post l&#8217;ho scritto in diversi giorni quindi l&#8217;ultimo bicchiere continuava a cambiare&#8230;</span><span></span></div>
<div></div>
<div><span>Inizia la caccia</span><span>. </span><span>Qualche sera fa cena con Lewis</span><span>,</span><span>&nbsp;il figlio di un mio amico</span><span>,</span><span>&nbsp;a discutere sul </span><span>P</span><span>rosecco a bassa pressione buono e&nbsp;piacevole con quel caldo e con le salsicce affumicat</span><span>e</span><span>&nbsp;e il pane fatto in casa da Monica</span><span>,</span><span>&nbsp;ma le seppie in umido con polenta forse volevano un rosso come il pomodoro che le colorava. Colore chiama colore&#8230;</span><span>&nbsp;</span><span>oppure tanto in cucina tanto in cantina</span><span>, </span><span>tutte quelle lezioni precetti e regole solo per cercare cosa ti piace e perché. Niente da far</span><span>e, </span><span>roba un po’ saccente e poi ricordi troppo freschi</span><span>.</span><span></span></div>
<div></div>
<div><span>No</span><span>, </span><span>sicuramente prima</span><span>,</span><span>&nbsp;molto prima</span><span>, a</span><span>nni </span><span>‘90</span><span>&nbsp;nelle fiere in Germania con le piccole birre kolsch da ordinare a </span><span>due</span><span>&nbsp;alla volta da gradassi e la salsiccia al metro? Da Alt Sion, 9 persone, 6 metri e 60 birre? O l’incontro con il Brasile e le caipirinhas come aperitivi o le batide con pinga mentre si mangia churrasco?</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-qRmg7RzUTd4/WY2Mo-Pu4lI/AAAAAAAAFIQ/iPqJLGp-SkU1NrbX0zveh1jqOTY1FdMDwCEwYBhgL/s1600/P_20170810_164651_vHDR_On.jpg"><img border="0" height="592" src="https://3.bp.blogspot.com/-qRmg7RzUTd4/WY2Mo-Pu4lI/AAAAAAAAFIQ/iPqJLGp-SkU1NrbX0zveh1jqOTY1FdMDwCEwYBhgL/s640/P_20170810_164651_vHDR_On.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://2.bp.blogspot.com/-Rgf77a2jElU/WY2M7iKqTDI/AAAAAAAAFIY/FT8z2_Ic7BEgh_MRR_sCdBS_4S8kH2MJACLcBGAs/s1600/sion.JPG"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-Rgf77a2jElU/WY2M7iKqTDI/AAAAAAAAFIY/FT8z2_Ic7BEgh_MRR_sCdBS_4S8kH2MJACLcBGAs/s640/sion.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>No…</span><span>&nbsp;</span><span>tanta bella esagerazione ma un po’ confus</span><span>a. I</span><span>ndietro negli anni&nbsp;</span><span>‘</span><span>80?&nbsp;</span><span>Forse nelle serate ad alto voltaggio alcolico alla Gabina</span><span>,</span><span>&nbsp;quel rifugio in legno scricchiolante davanti al mare in </span><span>D</span><span>arsena</span><span>,</span><span>&nbsp;tre gradini sopra la sabbia come l&#8217;amore tre metri sopra il cielo&nbsp;e, dentro, la cura come di una seconda famiglia adottiva</span><span>,</span><span>&nbsp;la Paola e Otello</span><span>,</span><span>&nbsp;si mangia quello che hanno pescato e se il mare era grosso si chiude?</span><span>&nbsp;</span><span>Tapas prima che fosse cool chiamarle così</span><span>, </span><span>aspettando &nbsp;bavette ai moscardini e altre delizie mai più sentite, fino al fritto di retino finale e&nbsp;il gelato alla crema&nbsp;con così tante uova che il giallo era identico a quello del </span><i><span>campo di grano con corvi</span></i><span>&#8230;? Jesper il danese aveva gli occhi di un bimbo (ubriac</span><span>o</span><span>) alle giostre&#8230;vino bianco frizzante ghiacciato</span><span>,</span><span>&nbsp;liquore d&#8217;erbe prese nel pezzetto di terra dietro la cucina.</span><span>&nbsp;</span><span>Fochino&#8230; ma ancora no</span><span>, </span><span>troppa adrenalina mista al piacere. Doveva essere una sensazione più essenziale. </span><span></span></div>
<div></div>
<div><span>Forse in una delle miriadi di sbronze alpine? Durante o dopo la </span><span>N</span><span>aja? Prima erano tutti ricordi piacevoli, speciali perché gli alpini sono sempre speciali, ma &#8220;dopo&#8221; è un po&#8217;più tipo signore bene che si limano le unghie rispetto alle voracità barbare quando si è&nbsp;improvvisamente privati di libertà e capelli e dove tutti i valori saltano fuori puri e duri. Dolori e soddisfazioni. Cime&nbsp;immacolate e bottiglie scolate d&#8217;un fiato</span><span>,</span><span>&nbsp;risate e punizioni in un mix di eccessi psicofisici pas&nbsp;dosé.&nbsp;</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-dJBBdCR7zH4/WY2MQ7cK-sI/AAAAAAAAFIA/skhmrcA9NrkfWzSNwvBHCI5Ti2uzE58QwCEwYBhgL/s1600/P_20170810_161442_vHDR_On.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-dJBBdCR7zH4/WY2MQ7cK-sI/AAAAAAAAFIA/skhmrcA9NrkfWzSNwvBHCI5Ti2uzE58QwCEwYBhgL/s640/P_20170810_161442_vHDR_On.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
</div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-io1I2Z-qXE8/WY2MSTOVeuI/AAAAAAAAFIE/wd7mX2znP4c5EOyvK-k9CZE_pmFusBnkwCEwYBhgL/s1600/P_20170810_153808_vHDR_On.jpg"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-io1I2Z-qXE8/WY2MSTOVeuI/AAAAAAAAFIE/wd7mX2znP4c5EOyvK-k9CZE_pmFusBnkwCEwYBhgL/s640/P_20170810_153808_vHDR_On.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>No, quella da trovare era una sensazione diversa</span><span>, </span><span>altrettanto intensa ma senza disperazione di libertà.</span><span>&nbsp;Ci</span><span>&nbsp;doveva essere una felicità speciale da prima volta. Dove&#8230;? Indietro indietro</span><span>. A</span><span>nni </span><span>‘</span><span>70? Mmm</span><span>&#8230;</span><span>&nbsp;chissà.Venezia quella bettola, la Rivetta dietro (molto dietro) il Danieli, &nbsp;nascosta sotto un ponte. Rumore di vita</span><span>,</span><span>&nbsp;fumo cibo mediocre vino pessimo, onde di tempeste ormonali, lacrime da amori sfuggenti baci e pioggia che ti entra nelle ossa proprio da una canala mentre piangi dopo aver bevuto</span><span>. No, </span><span>in tutto quel liquido c&#8217;era in giro di boa della vita ma non la prima volta. </span><span></span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-N8lYzsrQa-I/WY2My0FfAvI/AAAAAAAAFIU/Npqc4cfb068Pv27RBVRNNujwGcgPYyuBQCEwYBhgL/s1600/P_20170810_164429_vHDR_On.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-N8lYzsrQa-I/WY2My0FfAvI/AAAAAAAAFIU/Npqc4cfb068Pv27RBVRNNujwGcgPYyuBQCEwYBhgL/s640/P_20170810_164429_vHDR_On.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>E neppure nella prima sbronza alla Hofbräuhaus a capodanno con gli amici , una serata baldanzosa 5 bicchieroni da 1 litro e solo una scatoletta di </span><i><span>“apri e gusta”</span></i><span>&nbsp;come cena e la saracinesca che a un certo punto cala sugli occhi e la notte al gelo nel sacco a pelo…</span><span>&nbsp;</span><span>la congestione</span><span>, </span><span>vedersi arrivare in faccia gli schiaffi di Gerardo per farmi rinvenire e non riuscire a dirgli ero già rinvenuto</span><span>. L’</span><span>indomani niente Jungfrau, solo la stazione di Innsbruck, i suoi gabinetti a pagamento e quel senso metallico in bocca</span><span>.</span><span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>No, l’origine era altrove. Ancora tasto </span><span>r</span><span>ewind</span><span>,</span><span>&nbsp;vocine veloci silenzi voci altro&nbsp;tintinnio di piatti bicchieri posate. Fine anni </span><span>‘</span><span>60…chissà</span><span>. </span><span>Vassoi di ferro con prosciutto e salame e cipolle sottaceto odore di tortelli ma anche di zuppa di funghi atavica&#8230; sono entrato nel ricordo giusto? Alla tavolata sono il più piccolo. Ci sono i cacciatori e altri&nbsp;habitués tutti rosseggianti in viso e sotto le cure della mia nonna in cucina. All&#8217;italiana tutti parlano tanto contemporaneamente quanto allegramente. Il mio nonno passa con la bottiglia di Lambrusco di Sorbara Nando Cavalli cassette da 6 in gabbia di ferro che segnano le mani a portarle giù dal garage. </span><span>“</span><span>O te</span><span>,</span><span>&nbsp;non l&#8217;hai avuto?</span><span>”.</span><span>&nbsp;E mesce. Io in realtà l&#8217;ho già avuto dal Marchesini </span><span>“</span><span>o bimbo ma te &#8216;un bevi?</span><span>”</span><span>&nbsp;Io un bimbo? Scherziamo? Prima volta con i grandi.</span><span>&nbsp;P</span><span>oi passa la cameriera </span><span>“</span><span>o Franceschino ma te non ti serve nessuno&#8230;</span><span>”, </span><span>e così passo al terzo bicchiere in una girandola veloce che ne vedrà altri con altrettante gags. Il giochino era che qualcuno mi versava quelle bollicine rosse e io che dovevo fare? Tiravo&nbsp;giù</span><span>&nbsp;c</span><span>ontemporaneamente e allegramente. Poi tanto caldo ed esco fuori. Il freddo assoluto e San Pellegrino con la prima neve. La sagoma delle montagne nel buio stellato e alle spalle quel ristorante albergo bar caffè punto telefonico di montagna dove mio padre era andato a trovare, e sposare, &nbsp;mia madre. Io come un Bucaneve al contrario che buco la neve con la pipì, pieno di pensieri romantici che si accavallano come i discorsi là dentro. Chissà forse ne avrei scritto&nbsp;un domani di quella serata&nbsp;io piccolo e basso finalmente grande e alticcio…</span><span>&nbsp;</span><span>ma se non ritorno in fretta dentro quelle voci muoio assiderato, non scriverò mai nulla e Proust potrà rimanere il miglior scrittore di ricordi dettagliati&#8230;</span><span>&nbsp;</span><span>fochino fochino…</span><span>&nbsp;</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-Q6xdIpJz3tI/WY2MaqSD5cI/AAAAAAAAFIM/IOE2FJbz9PkB9nAWTIQXIaDG536kj1CRQCEwYBhgL/s1600/P_20170810_153943_vHDR_On.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-Q6xdIpJz3tI/WY2MaqSD5cI/AAAAAAAAFIM/IOE2FJbz9PkB9nAWTIQXIaDG536kj1CRQCEwYBhgL/s640/P_20170810_153943_vHDR_On.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>FUOCO CI SONO L&#8217;HO ACCHIAPPATA!</span><span>&nbsp;L’ultima a traccia era buon</span><span>a,</span><span>&nbsp;ma era &#8220;quasi goal&#8221;&#8230; la matrice era un poco ancora indietro.</span><span>P</span><u><span>rimi</span></u><span>&nbsp;anni </span><span>‘</span><span>60 (beh</span><span>,</span><span>&nbsp;ora sono ai primi 60 anni…)</span><span>, </span><span>luce del giorno</span><span>,</span><span>&nbsp;la cucina è quella di casa mia scarna ed efficace tutto chiaro e la voce della mia mamma che&nbsp;racconta al mio papà che la mattina mi aveva dato un uovo del Marchetti da bere (lessico familiare: mi aveva dato da bere un uovo&nbsp;fresco fatto, bontà loro, &nbsp;dalle galline del vicino, il Signor Marchetti, che non faceva le uova lui stesso medesimo, né era lui da bere, al contrario della Milano di qualche decennio dopo). Poi per farmi bere quello che era rimasto, probabilmente un po’ di rosso e il moccioso e sgradevole chiaro, aveva messo dentro il guscio un goccio di vermut rosso. Io avevo bevuto di gusto ed esclamato &#8220;</span><span>M</span><span>amma! Altro ovino, altro </span><i><span>picchierino</span></i><span>!&#8221;</span><span>. </span><span>Il mio papà mi dice contento &#8220;e bravo!&#8221;, vedo occhi benevoli e sento risate intorno.</span><span>&nbsp;</span><span>Tutto era all’inizio</span><span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-oBUtzceHJpE/WY2M85pOJ-I/AAAAAAAAFIc/DlbI1aEr4u0bQNlkj0Vw2Jt9rGSaZNzPQCEwYBhgL/s1600/foto%2Bfinale.JPG"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-oBUtzceHJpE/WY2M85pOJ-I/AAAAAAAAFIc/DlbI1aEr4u0bQNlkj0Vw2Jt9rGSaZNzPQCEwYBhgL/s640/foto%2Bfinale.JPG" width="360" /></a></div>
<div></div>
<div><span><i><b><br /></b></i></span></div>
<div><span><i><b>Francesco Funaioli</b></i></span></div>
<div><span><i><b>(il Funa, viaggiatore romantico)</b></i></span></div>
<div><span><i><b><br /></b></i></span></div>
<div></div>
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		<title>Lassù nella Doc Isonzo</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jul 2017 14:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia De]]></category>
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		<category><![CDATA[Cabernet Franc]]></category>
		<category><![CDATA[ce]]></category>
		<category><![CDATA[Doc Isonzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Moraro è un paesino del goriziano che prende il nome da&#160;morar,&#160;che&#160;in friulano significa &#8220;gelso&#8221;, data l&#8217;antica attività di coltivazione del baco da seta in zona.&#160;Murva&#160;è &#8220;gelso&#8221; in sloveno, ma&#160;Murva, dato che lavorava i bachi da seta, era anche il soprannome della bisnonna di Alberto Pelos, proprietario tuttofare, insieme alla moglie Renata, dell&#8217;azienda vinicola Murva di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lassu-nella-doc-isonzo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div><span>Moraro è un paesino del goriziano che prende il nome da&nbsp;<i>morar</i>,&nbsp;che&nbsp;in friulano significa &#8220;gelso&#8221;, data l&#8217;antica attività di coltivazione del baco da seta in zona.&nbsp;<i>Murva&nbsp;</i>è &#8220;gelso&#8221; in sloveno, ma&nbsp;Murva, dato che lavorava i bachi da seta, era anche il soprannome della bisnonna di Alberto Pelos, proprietario tuttofare, insieme alla moglie Renata, dell&#8217;azienda vinicola <b>Murva di Re</b></span><span><b>nata Pizzulin</b>.</span></div>
</div>
<p><span></span>
<div>
<div>
<div><span><span>Nata nel 2009, la prima vendemmia risale al 2011, si estende per&nbsp;4 ettari vitati tutti all&#8217;interno della Doc Isonzo del Friuli con una produzione di circa 15 mila bottiglie.</span><span></span></span></div>
</div>
<div>
<div><span><br /></span></div>
</div>
<div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-cNMB09GaKvQ/WWtxfEEmAxI/AAAAAAAAE-E/9dthJX6Z29oTu3qTjYvMRYtx5ayyyYK5QCEwYBhgL/s1600/20170716_145857.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-cNMB09GaKvQ/WWtxfEEmAxI/AAAAAAAAE-E/9dthJX6Z29oTu3qTjYvMRYtx5ayyyYK5QCEwYBhgL/s640/20170716_145857.jpg" width="454" /></a></span></div>
<div><span><br /></span></div>
</div>
<div><span><span>Alberto, di formazione tecnica enologica, dopo aver lavorato per parecchi anni in una famosa cantina dei dintorni, ha deciso di mettersi in proprio e di recuperare i terreni di famiglia, che suo nonno aveva destinato ai seminativi. Moraro si trova nella parte più alta della valle del fiume Isonzo e le vigne sono racchiuse fra le marne del Collio e i terreni calcarei del Carso.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span>La nostra visita comincia dal sito di&nbsp;Melaris, poco distante dalla cantina, dove sono stati piantati Refosco, Cabernet Franc, Cardonnay e Sauvignon. Tra i filari, inerbimento spontaneo che consente di regolare in maniera naturale, vista la scarsa profondità del terreno (da cui affiorano sassi dolomitici di origine glaciale), l&#8217;umidità del suolo fornendo nel contempo nutrimento organico biologico.&nbsp;</span><span></span></span><br /><span><span><br /></span></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-YUJcw31ocxM/WWtzd_jqNXI/AAAAAAAAE-I/Et-NGhdvFeoj6W7_58SrwDk-0rFYtwl6QCEwYBhgL/s1600/20170716_150057.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-YUJcw31ocxM/WWtzd_jqNXI/AAAAAAAAE-I/Et-NGhdvFeoj6W7_58SrwDk-0rFYtwl6QCEwYBhgL/s640/20170716_150057.jpg" width="360" /></a></span></div>
<div><span><br /></span></div>
</div>
<div><span><span>Il paesaggio è incantevole e pure interessante: in primo piano il Monte Quarin, l&#8217;altura collinare più alta di Cormons, subito dietro le Pre Alpi, per finire poco dietro con le Alpi: tre fasce molto ravvicinate con caratteristiche climatiche e geomorfiche assai diverse. Da una parte la roccia madre&nbsp;è roccia alpina, che ha riempito la valle nei periodi di disgelo fra una glaciazione e l&#8217;altra (ce ne sono state 4!), l&#8217;ultima delle quali risalente a circa 250 mila anni. Dall&#8217;altra, l&#8217;argilla che ha viaggiato con l&#8217;acqua ed è stata depositata sui terreni, formando&nbsp;strati profondi anche e metri.&nbsp;</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span>Nel secondo sito visitato, il cui nome è&nbsp;Teolis, suggerito da un anziano del luogo e probabilmente legato alla produzione di &#8220;tegole&#8221;,&nbsp;si trovano vigne di&nbsp;Refosco, Sauvignon e Chardonnay&nbsp;piantate nel 2010.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span>Il terzo appezzamento è&nbsp;Murellis&nbsp;(nella zona di Corona), piantato a&nbsp;Malvasia, Chardonnay&nbsp;e&nbsp;Refosco, mentre nel quarto, detto&nbsp;Monuments, si sperimenta anche con una piccola vigna di Pinot Nero.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span>La vendemmia è manuale, concentrata in pochi giorni. L&#8217;azienda è a gestione familiare, ma punta in alto, con presenze importanti nella ristorazione e con l&#8217;adesione alla FIVI.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span>Un&#8217;azienda giovane, anche, ancora in fase di sperimentazione su molti fronti (la stessa resa di vitigno per zona), come lo stesso Alberto ci dice, ma da tenere d&#8217;occhio. Riserverà belle sorprese&#8230;</span><span></span></span><br /><span><span><br /></span></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-iuIdKrR9IPA/WWt0yNg266I/AAAAAAAAE-Q/fKEfSWnQZuwwCc0dhSrWOY8JYngfaA2UwCLcBGAs/s1600/20170716_150239.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-iuIdKrR9IPA/WWt0yNg266I/AAAAAAAAE-Q/fKEfSWnQZuwwCc0dhSrWOY8JYngfaA2UwCLcBGAs/s640/20170716_150239.jpg" width="360" /></a></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
</div>
<div><span><br /></span></div>
<div>
<div><span><i><b><span>I nostri assaggi:</span><span></span></b></i></span></div>
</div>
<div>
<div><span><br /></span></div>
</div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span><b>Teolis&nbsp;2015</b></span><span></span></span></div>
<div><span><span>Bianco Sauvignon Blanc</span><span></span></span></div>
<div><span><span>Sapido, morbido, burroso, raffinato.&nbsp;Erbe e profumi varietali spiccati verso la complessità del frutto maturo (pesca bianca).</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span><b>Melaris 2015</b></span><span></span></span></div>
<div><span><span>Malvasia</span><span></span></span></div>
<div><span><span>Assai beverino, diretto e semplice, ma persistente, salino con sentore di agrumi e profumi di lavanda ed erbe di campo, nota speziata.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span><b>Paladis 2015&nbsp;</b>(&#8220;palificazione&#8221; in friulano)</span><span></span></span></div>
<div><span><span>Chardonnay</span><span></span></span></div>
<div><span><span>Fermentato in legno, burroso, complesso ed elegante. Ancora inespresso nelle sue potenzialità, da bere fra qualche anno.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span><b>Murellis 2014</b></span><span></span></span></div>
<div><span><span>Refosco</span><span></span></span></div>
<div><span><span>Ruspante, immediato, frutto rosso a non finire, medio corpo, da una selezione di barrique. Annata difficile, ma interpretata nel segno della bevibilità.</span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span><b><i>Amelia De Francesco</i></b></span><span></span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
</div>
<p><span></span>
<div><span><br /></span></div>
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		<title>LoveatTravel &#8211; Fast and Curious</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 15:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Funaioli]]></category>
		<category><![CDATA[giorno]]></category>
		<category><![CDATA[HONG KONG]]></category>
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		<category><![CDATA[Viaggiatore Romantico]]></category>
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		<description><![CDATA[L’ora è fuggita… e muoio disperato… macché… semplicemente la inseguo e fuggo con lei! 14 giorni, 8 città, 8 aerei, 9 incontri di lavoro, plastic food aereo, Olanda India Cina nel piatto e nel bicchiere. Un continuo salire e scendere fra hotel taxi, pulmini, treni pneumatici auto elettriche, non manca neanche l’incontro con un pogo.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/loveattravel-fast-and-curious/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<div><span>L’ora è fuggita… e muoio disperato… macché… semplicemente la inseguo e fuggo con lei!</span></div>
</div>
</div>
<div></div>
<div><span>14 giorni, 8 città, 8 aerei, 9 incontri di lavoro, plastic food aereo, Olanda India Cina nel piatto e nel bicchiere. Un continuo salire e scendere fra hotel taxi, pulmini, treni pneumatici auto elettriche, non manca neanche l’incontro con un pogo. E mal di schiena con agopuntura inclusa.</span></div>
<div></div>
<div><span>Già dal primo volo un assaggio di India con il curry nel cuore. Mulini a vento e biciclette<span>&nbsp; </span>lasciano il passo ad altre biciclette e mucche moto autobus in circolazione indefinita.</span><br /><span><br /></span></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-IrRKa-WWByc/WS6f2Dz747I/AAAAAAAAEzI/LOb6_I7b4mg0ebAOogkS_UhTkcQ-4zQ9QCLcB/s1600/1%2B-%2Bbiryani%2Bin%2Baereo.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-IrRKa-WWByc/WS6f2Dz747I/AAAAAAAAEzI/LOb6_I7b4mg0ebAOogkS_UhTkcQ-4zQ9QCLcB/s640/1%2B-%2Bbiryani%2Bin%2Baereo.jpg" width="360" /></a></div>
<p><span><br /></span><span>A Delhi con 45° si deve stare attenti a non ustionarsi solo muovendosi e, sembrerà strano, il piccante risulta meno “caldo”. <i>Biryani</i> a gogò (riso e verdure con pollo o altra carne oppure senza carne e più verdure) con yogurth e altre<span>&nbsp; </span>amene salsette bianche e rosse, ma pure arancio se fatte con carote oltre che con mille spezie, una più buona dell’altra. Tutto da raccattare con il <i>naan</i>, morbida focaccina-cucchiaio cotta nel forno <i>tandoori</i>, con o senza aglio, <span>&nbsp;</span>e alternativa alla focaccia <i>chapati</i>, non lievitata e più secca. Entrambe una memoria quasi italica&#8230;</span><br /><span>Birra Kingfisher</span><span>&nbsp;e ora molto più the, dopo che una recente legge impedisce di servire qualsiasi bevanda alcolica entro 500 mt dalle strade e autostrade per ridurre gli incidenti.&nbsp;</span><span>Chicken tikka</span><span>&nbsp;ma anche&nbsp;</span><span>pizza Domino</span><span>&nbsp;per i break veloci di lavoro, sempre meglio delle terribili “penne al pesto” philologically uncorrect: ammasso scotto di pasta, mayonese, aceto, olive formaggio e il pesto chissà dov’è.&nbsp;</span><br /><span><br /></span></div>
<div><span>D’obbligo del <i>Mukhwas</i> a fine pasto, sassolini ed erbe rinfrescanti da sgranocchiare, a base di menta e altro per pulire la bocca o cosa ne è rimasto.</span>
<div><span><br /></span></div>
<div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-IJWiJinmk6c/WS6f96BL-TI/AAAAAAAAEzM/9v0rjD1hCf4o7HJYYj6-kl2b3wiYiHm-wCLcB/s1600/3%2B-%2Bmukhwas%2Bmouthfreshener.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-IJWiJinmk6c/WS6f96BL-TI/AAAAAAAAEzM/9v0rjD1hCf4o7HJYYj6-kl2b3wiYiHm-wCLcB/s640/3%2B-%2Bmukhwas%2Bmouthfreshener.jpg" width="360" /></a></span></div>
</div>
</div>
<div></div>
<div>
<div></div>
<p><span>Un battito d’ali (e anche un paio di eliche tanto per essere sicuri) ed eccoci a <b>Hong Kong</b> il passaggio nei soliti posti-non posti amici e inebrianti, dallo street food truculento pulp fiction con teste di anatre e pancette intere appese qui e qua ai locali new age con cibi microscopici altamente estetici che sembrano cucinati con mosse tai-chi&#8230; come immerso nel blob spunta il Michelin da strada<span>&nbsp; </span>a Wanchai con i nervetti e zuppette misteriose e interno da documentario del National Geographic.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-YNjz7OpuRX8/WS6j2FVSCcI/AAAAAAAAE0U/tYq40vubs7MFKjnVB0JSkv-uCw9HtPpFACLcB/s1600/Photo1288.jpg"><img border="0" height="480" src="https://1.bp.blogspot.com/-YNjz7OpuRX8/WS6j2FVSCcI/AAAAAAAAE0U/tYq40vubs7MFKjnVB0JSkv-uCw9HtPpFACLcB/s640/Photo1288.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-V_ZNtyNbN8k/WS6gBE1EOsI/AAAAAAAAEzQ/J_J5G376ZD8dcnw_edmIVcsqFJ_dqyUfACLcB/s1600/4-hong%2Bkong%2Bstreet%2Bfood%2Bpulp%2Bfiction.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-V_ZNtyNbN8k/WS6gBE1EOsI/AAAAAAAAEzQ/J_J5G376ZD8dcnw_edmIVcsqFJ_dqyUfACLcB/s640/4-hong%2Bkong%2Bstreet%2Bfood%2Bpulp%2Bfiction.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-XlS_8Qvnw8U/WS6gDvnw3OI/AAAAAAAAEzU/RabV57T4j3QpTKR1P5dis3qS_jP8x_Y7wCLcB/s1600/5-hong%2Bkong%2Bristorantini%2Brionali.jpg"><img border="0" height="180" src="https://1.bp.blogspot.com/-XlS_8Qvnw8U/WS6gDvnw3OI/AAAAAAAAEzU/RabV57T4j3QpTKR1P5dis3qS_jP8x_Y7wCLcB/s320/5-hong%2Bkong%2Bristorantini%2Brionali.jpg" width="320" /></a></div>
<p><span>Inutile dire che si può replicare all’infinito di notte nei ristorantini in ogni traversa di ogni quartiere, soprattutto nel mistero delle zuppette e di ogni altra cosa sarà nel piatto. Per dissetarsi un buon <i>sagu</i> al mango (grosse palline gelatinose di <i>tapioca </i>e succo di frutta, da bere con grosse cannucce per far passare le grosse palline, altrimenti vi si strizza il cervello nel tentativo di bere <span>J</span>)</span><br /><span><br /></span><span><br /></span></div>
<div><span>Arriva la <b>Cina</b> vera al suono del Guang dong (credetemi: l’hostess si chiamava Ding Ding…) e stavolta proviamo il gemellaggio italo-cinese neanche fossimo qui per Inter-Milan: la prima poltrona rossonera in un pub mi fa quasi venire il dubbio che abbiano venduto anche la Lucchese.</span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-UphHk11l9d4/WS6gbi7bpyI/AAAAAAAAEzc/OcrshlM-U6oZ03TK5IiFRePhIXCh4PFuQCLcB/s1600/7%2B-%2Bpizza%2Bselfservice.jpg"><br /></a><span>Quindi pizza, ma alla moda cinese, e cioè visto che il cibo non si tocca con le mani e con le bacchette sarebbe un incubo mangiare la pizza… ci si mettono i guanti come quando si fa benzina al self-service. Il bello è che la pizza costa quanto un litro di benzina.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-UphHk11l9d4/WS6gbi7bpyI/AAAAAAAAEzc/OcrshlM-U6oZ03TK5IiFRePhIXCh4PFuQCLcB/s1600/7%2B-%2Bpizza%2Bselfservice.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-UphHk11l9d4/WS6gbi7bpyI/AAAAAAAAEzc/OcrshlM-U6oZ03TK5IiFRePhIXCh4PFuQCLcB/s640/7%2B-%2Bpizza%2Bselfservice.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span><br /></span>
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<div><span>Prosegue il gemellaggio con l’Italia; ecco i <i>noodles-spaghetti</i> e un derivato con nome impronunciabile che assomiglia a finissimi maccheroncini con minuto ragù (bianco) di carne e verdure e peperoncino. Altolàchivalà.</span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-xjNj-7yek1o/WS6iPzeGV1I/AAAAAAAAE0E/fQKyQaClsaMgfvfg8pA0Rrm8YcsJ3XcBACLcB/s1600/14%2B-%2Bcina%2Bpesce%2Bcon%2Bbacca%2Bmagica.jpg"><br /></a><span>Il classico pesce bollito e guarnito di erba cipollina, gran botto finale di pranzo, a sud di Guangzhou viene servito con una curiosa bacca magica che insaporisce, tipo mentuccia zenzerata. Se la si prova pura rompendola con i denti… pofff… ohhh… la mentuccia zenzerata si impadronirà della vostra lingua SOLTANTO (nel senso niente gengive o palato o gola) e non la lascerà per qualche ora, anestetizzandola di molto assai. Il nome della bacca è: ahsjlekbills..kk!prdsch)##.&nbsp;</span><span>Questo almeno dopo averla morsa e pronunciando con la lingua anestetizzata.</span><br /><span><br /></span></div>
<div></div>
<div><span>Il dolce è servito più come antipasto sotto forma di piccole piadine cicciottelle o ritagli di para-crostate. Cartellino giallo (sic&#8230;) ma insomma si è visto di peggio. Arrivati alla frutta, ci rimettiamo in sincronia alimentare.</span></div>
<div><span>I menu come al solito sono una raccolta di foodies più o meno belli per farsi capire anche fra cinesi. Certi menu hanno foodies di classe e sono essi stessi in vendita. Però… mica male…eletta Idea lucchese ad honorem.</span><br /><span><br /></span></div>
<div><span>A fine pasto, ma anche ad inizio pasto (qui la bocca ci si pulisce in continuazione), una grappa di canna, tenuta sottoterra in vasi coccio sigillati e da aprire a martellate. Vi ripaga dello sforzo un liquido chiaro e trasparente, infido come l’acqua per un alpino: 50°, non accendete fuochi nelle vicinanze! Ma voi con un sorso siete fuori legge dagli incisivi in poi…</span></div>
<div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-nM-jhtwo1qc/WS6hG7U5_gI/AAAAAAAAEzs/Dl_lD1LPPlQuLfEquIt9HujmmYy3hU7ZwCLcB/s1600/11-%2Bcina%2Bfoodies%2Bmenu%2Bfagiolo%2Brosso.jpg"><img border="0" height="358" src="https://1.bp.blogspot.com/-nM-jhtwo1qc/WS6hG7U5_gI/AAAAAAAAEzs/Dl_lD1LPPlQuLfEquIt9HujmmYy3hU7ZwCLcB/s640/11-%2Bcina%2Bfoodies%2Bmenu%2Bfagiolo%2Brosso.jpg" width="640" /></a></div>
</div>
<div><span>Il lungo loop si conclude di nuovo a Hong Kong dove non c’è tempo (molto stile hongkongers) e quindi si resta nell’asettico e si entra in un Pizza Hut. Strano, in montagna le capanne (Huts) sono un rifugio dal freddo, qui forse hanno capito male: fuori fa 27° ma dentro si sfiorano i 27° sottozero. Se non vi beccate la congestione prima della ingestione, potrete fare diventare il vostro stomaco il secondo posto al mondo dove si trovano insieme in un solo boccone</span><span>&nbsp; </span><span>farina, gamberoni, pomodorini, formaggio, olive, wurstel, maionese e ananas. Il primo resta la pizza Prawn and Scallop StarBites, e credo siano modesti, qualcosa non lo dicono.</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><span><br /></span></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><span><br /></span></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><span><br /></span></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><span><br /></span></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><span><br /></span></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><span><br /></span></a><span></span><br /><span><br /></span><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-QbOvMLFBl2o/WS6gaG6YC7I/AAAAAAAAEzY/wxYvOu1dOdojGUXvEfwb08rcLnbmmg1WACLcB/s1600/6-zhong-zi.jpg"><img border="0" height="180" src="https://3.bp.blogspot.com/-QbOvMLFBl2o/WS6gaG6YC7I/AAAAAAAAEzY/wxYvOu1dOdojGUXvEfwb08rcLnbmmg1WACLcB/s320/6-zhong-zi.jpg" width="320" /></a>All’ultimo giorno ci tocca anche l’esperienza della rosticciana completamente coperta di pepe rosso. Qui forse il guanto era meglio ingoiarlo. Potete immaginare il nome della pietanza in cinese… sì sì&#8230; come prima: vocali e consonanti in libertà, laringali e affricate che si affrettano all’uscita dopo lo starnuto da pepe rosso e una Tsingtao bevuta in un sorso. L’acqua calda con limone di servizio non bastava neanche ad Ironman, che comunque avrebbe pure lui parlato con la voce falsata da elio misto ad esafluoruro di zolfo per un bel po’.</span><br /><span></span></div>
<div><span>Su un volo interno come snack scarto, eroico, degli </span><i>Zhong-zi</i><span> (esame tranquillo, scritto e orale facili): triangoli 3d in foglia di banano (forse) e dentro trovo riso gommoso</span><span>&nbsp; </span><span>misto a carne tritata e onnipresenti verdurine. Gentili torroncini: dolcetto. Forse si attaccheranno ai miei denti per sempre … scherzetto.</span></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-OLb7ts0GvYk/WS6iQieYMTI/AAAAAAAAE0I/Hk0X3CrAnVYmfpm1S9sF8p7GwvvT8oQ0ACLcB/s1600/15-%2Bhong%2Bkong%2Bpizza%2Bhut.jpg"><br /></a><span></span><span><span><br /></span></span><span></span>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div><span><span>Per tacitare le proteste di piazza delle mie budelle al 13° giorno di lotta scelgo<b>“minestrone”.&nbsp;</b></span>Hong Kong lo sai I love you ma… Zuppa alla frantoiana arrivoooooooooo!<i><span>(Post fatto al volo… in volo. KL888)</span></i></span></div>
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<div><span><i><span><br /></span></i></span></div>
<div><span><i><span><b>Francesco Funaioli</b></span></i></span></div>
<div><span><i><span><b>(Funa, il Viaggiatore Romantico)</b></span></i></span></div>
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		<title>Humphrey. O del mangiare a Bruxelles, di musica indie e tanto altro</title>
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		<pubDate>Sun, 28 May 2017 10:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bruxelles è città che ti sorprende. Nel senso che non è sciantosa come Parigi, non ti richiama con ammiccamenti fashion come Londra, non evoca, non suggerisce, non promette. Poi ci arrivi, una breve fuga nel weekend, e ti incolla con le spalle al muro, che non puoi che dire, fra te e te o magari&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/humphrey-o-del-mangiare-a-bruxelles-di-musica-indie-e-tanto-altro/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Bruxelles è città che ti sorprende. Nel senso che non è sciantosa come Parigi, non ti richiama con ammiccamenti fashion come Londra, non evoca, non suggerisce, non promette. Poi ci arrivi, una breve fuga nel weekend, e ti incolla con le spalle al muro, che non puoi che dire, fra te e te o magari anche ad alta voce (tanto nessuno ti capirà): &#8220;Cavolo! Ma come mai non c&#8217;ero mai venuta?&#8221;.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-0YmY1ztRS1c/WSlPM7qpaNI/AAAAAAAAExk/JuSKYbYNRN45buvt8b15p7wtuFlBxWJRQCLcB/s1600/20170520_150447.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-0YmY1ztRS1c/WSlPM7qpaNI/AAAAAAAAExk/JuSKYbYNRN45buvt8b15p7wtuFlBxWJRQCLcB/s640/20170520_150447.jpg" width="360" /></a></div>
<div></div>
<p><span>Ma più che porti domande, ti viene voglia di girare fare guardare. E allora cominci con qualche museo di rito, per proseguire con le strade e gli ampi viali pieni di negozi assai trendy, i palazzi, reali o meno, ma non per questo meno belli; poi le birrerie: come non fermarsi a La <b>Morte Subite</b> o a <b>Moeder Lambic</b>? E fra un assaggio di birra, qualche cartoccio di <i>frites</i>, le <i>moules</i> che non possono mancare, il museo della cioccolata e le pralinerie il tempo vola.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-I9N9gW_jLOk/WSlJPd2xWOI/AAAAAAAAEw0/djNAEqOrnZo3z74FR4Tg3dBA4y1iYQcwACLcB/s1600/20170520_185651.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-I9N9gW_jLOk/WSlJPd2xWOI/AAAAAAAAEw0/djNAEqOrnZo3z74FR4Tg3dBA4y1iYQcwACLcB/s640/20170520_185651.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span>Una cena fuori dai classici giri turistici a <b>Au Repos de la Montagn</b>e, un po&#8217; bistro e un po&#8217; graziosa osteria, un pranzo assai divertente a <b>Le Roy d&#8217;Espagne</b>, ombrelloni mega hamburger e patatine con lo sguardo sulla splendida Place Royale.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-WQLeadQ4BD4/WSlMSBQKDdI/AAAAAAAAExY/ghXtQypmpHI0Q9fVTdhctLnBFmUtab-iwCLcB/s1600/20170526_121631.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-WQLeadQ4BD4/WSlMSBQKDdI/AAAAAAAAExY/ghXtQypmpHI0Q9fVTdhctLnBFmUtab-iwCLcB/s640/20170526_121631.jpg" width="416" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-H5lBeTQc-u8/WSqoZNeHJYI/AAAAAAAAEx4/cWELgZOy4-IMXShDcmOipYEpANVtaN5FwCLcB/s1600/20170520_150933.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-H5lBeTQc-u8/WSqoZNeHJYI/AAAAAAAAEx4/cWELgZOy4-IMXShDcmOipYEpANVtaN5FwCLcB/s640/20170520_150933.jpg" width="360" /></a></div>
<p><span>Arriva veloce il lunedì mattina e devi ripartire, ma per fortuna un amico (e bravo Gualtiero Spotti!) a cui hai chiesto &#8220;dove non posso mancare di mangiare a Bruxelles?&#8221; ti suggerisce un&#8217;ultima tappa gastronomique: &#8220;<b>Humphrey</b>. È lì che devi andare&#8221;. In cammino, quindi, percorrendo un quartiere tutto uffici e grattacieli, vetrate e marciapiedi curati, giardinetti e poco traffico. Ci troviamo ai piedi della cattedrale, in pieno centro.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-shUCd0Rps0o/WSlJagnc46I/AAAAAAAAEw4/IwPxcHJ65x4DIDg3Gtrnlkyg6Xhq_O3iQCLcB/s1600/20170522_124018.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-shUCd0Rps0o/WSlJagnc46I/AAAAAAAAEw4/IwPxcHJ65x4DIDg3Gtrnlkyg6Xhq_O3iQCLcB/s640/20170522_124018.jpg" width="360" /></a></div>
<p><span>Un edificio come altri, un&#8217;insegna: PIAS. Eccoci arrivati a destinazione. Humprey, che ha aperto a inizio 2016, è all&#8217;interno di una casa discografica indipendente, PIAS appunto, che sta per &#8220;Play It Again Sam&#8221;, frase tratta dal celeberrimo film <i>Casablanca</i>&nbsp;di cui protagonista maschile, accanto a una superba Ingrig Bergman, è proprio Humprey Bogart.</span><br /><span><br /></span><span>Ci accomodiamo nel cortiletto interno, il tempo è mite, soleggiato, si indulge volentieri all&#8217;aperto. Dentro, arredamento spartano, legno, tavoli lunghi e qualche tavolino da due, un bancone, griglia a vista. Tutto molto ordinato, curato ma messo lì come per caso. Cool.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-fQGYdhB9I4o/WSlLsOf0-KI/AAAAAAAAExQ/APC49rTzqRsylA_74QJWuK9CZv_kK_vZACLcB/s1600/20170526_125646.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-fQGYdhB9I4o/WSlLsOf0-KI/AAAAAAAAExQ/APC49rTzqRsylA_74QJWuK9CZv_kK_vZACLcB/s640/20170526_125646.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span>Lo chef è&nbsp;<span>Yannick Van Aeken</span>, passato, non per breve stage settimanale ma per alcuni anni di lavoro, da Noma come curriculum comanda, giovane, grintoso, ne sentiremo parlare ancora.</span><br /><span>Il menu è diviso in sezioni ed è rigorosamente previsto l&#8217;assaggio condiviso (data anche la porzione, decisamente da tapas più che da main dish). Potrete così scegliere se gustarvi un piatto da Petit Humphrey, la parte raw, dedicata a cibo crudo, o Humphrey light, per lo più piatti vegetali di stagione rivisitati in chiave esotica. O anche buttarvi sull&#8217;Umami, elenco di pietanze che, come promette il nome, ispireranno il vostro 5° senso trasportandovi in Asia. E infine gli special, i grandi classici di Humphrey, da due persone a meno che non abbiate davvero tanta fame.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-c4uVK7nNXLE/WSlLZPTl65I/AAAAAAAAExI/Z5-dQq13Y_wBn4g-xAlL8YrykPIB1E_ywCLcB/s1600/20170526_125600.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-c4uVK7nNXLE/WSlLZPTl65I/AAAAAAAAExI/Z5-dQq13Y_wBn4g-xAlL8YrykPIB1E_ywCLcB/s640/20170526_125600.jpg" width="360" /></a></div>
<p><span>A questo punto vi chiederete per che cosa abbiamo optato. Punto fermo la sharing food experience, obbedienti e gioiosi ci adeguiamo. Ad aprire Fish Skin, pelle di pesce fritta, arricchita da una salsina di agrumi speziata (non andate da Humphrey se non amate piccante e spezie esotiche!).</span><br /><span>Quindi un Black Cod al burro e salsa di spinaci, i&nbsp;</span><span>Jerusalem artichoke (ossia i topinambur) deliziosamente piastrati e accompagnati da coriandolo fresco, che compare in molti dei piatti a dire la sua, e Polpettine di pesce con maionese vegetale.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-C7I0TA51qX8/WSlKacZVE1I/AAAAAAAAExA/WsYU-YK-ZnMd5VAprN3GE7fhV8fQMFKtwCLcB/s1600/20170526_125527.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-C7I0TA51qX8/WSlKacZVE1I/AAAAAAAAExA/WsYU-YK-ZnMd5VAprN3GE7fhV8fQMFKtwCLcB/s640/20170526_125527.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>A chiusura una selezione di formaggi erborinati con melassa accompagnati dall&#8217;ultima birra artigianale belga. Giusto finale. Coronato poi da Tarte di mele insieme al caffè (espresso, of course).</span><br /><span>Ci alziamo più che soddisfatti, il tempo di un ultimo giro e poi diretti in aeroporto.</span><br /><span>Caro Belgio, torno molto presto.</span></div>
<p><span><b><i><br /></i></b></span><span><b><i>Amelia De Francesco</i></b></span></p>
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		<title>Vino e storia: la Tenuta di Ghizzano</title>
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		<pubDate>Mon, 15 May 2017 23:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia De]]></category>
		<category><![CDATA[De Francesco]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci troviamo a 40 minuti da Pisa e un&#8217;ora circa da Firenze, immersi in un paesaggio toscano esattamente come ve lo immaginereste, prati verdi, file di alberi che risalgono dolcemente il crinale dei colli e, naturalmente, vigneti. Una Toscana forse meno nota, quella della campagna pisana, non ancora invasa come le città poco distanti dalle&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/vino-e-storia-la-tenuta-di-ghizzano/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Ci troviamo a 40 minuti da Pisa e un&#8217;ora circa da Firenze, immersi in un paesaggio t</span><span>oscano esattamente come ve lo immaginereste, prati verdi, file di alberi che risalgono dolcemente il crinale dei colli e, naturalmente, vigneti. Una Toscana forse meno nota, quella della campagna pisana, non ancora invasa come le città poco distanti dalle folle, ma che attira un buon numero di turisti che la scelgono come destinazione per le proprie vacanze &#8220;verdi&#8221;, nel relax più totale.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-jHmkb-cGAus/WRoz0Sz1QpI/AAAAAAAAEuc/HRtucwaQgbcQ3BwtzSjoaENXDecDblkcgCLcB/s1600/20170516_002901.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-jHmkb-cGAus/WRoz0Sz1QpI/AAAAAAAAEuc/HRtucwaQgbcQ3BwtzSjoaENXDecDblkcgCLcB/s640/20170516_002901.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<p><span>Sulla sommità di una di queste colline, a qualche centinaio di metri sul livello del mare, un borgo, che pare uscito da una cartolina, con viuzze strette, ripide, gente che si muove a piedi scordando l&#8217;automobile e in questo borgo, Ghizzano, dal 1370 la famiglia Venerosi Pesciolini ha posto la sua dimora.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-d7Vel6UZV8w/WRo4HKbE-6I/AAAAAAAAEu0/V9DgWpS2MZ0Q649t6sa-F376cc-JcEH6wCLcB/s1600/20170516_002923.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-d7Vel6UZV8w/WRo4HKbE-6I/AAAAAAAAEu0/V9DgWpS2MZ0Q649t6sa-F376cc-JcEH6wCLcB/s640/20170516_002923.jpg" width="490" /></a></div>
<div></div>
<p><span>Vino e storia (di luoghi e persone che li hanno abitati) si intrecciano alla Tenuta di Ghizzano e nel 1500, quando da qualche decennio soltanto i galeoni spagnoli andavano e venivano per le ricche Americhe, per intendersi, qui già si produceva vino, oltre agli altri prodotti agricoli di cui la zona è sempre stata generosa, come l&#8217;olio d&#8217;oliva.&nbsp;</span><span>Oggi, che l&#8217;azienda è non solo tra le più note della zona, ma anche fra le più premiate della Toscana, 18 sono gli ettari vitati, coltivati in biodinamica da oltre un decennio, con la ce</span><span>rtificazione &#8220;bio&#8221; estesa ai 150 ettari circa di seminativo. Intorno, boschi, oliveti e pioppete.</span><br /><span><br /></span><span>A condurre la Tenuta è Ginevra, che dal &#8217;96 gestisce l&#8217;azienda di famiglia dedicandosi a tempo pieno a questa complessa realtà. Prima fra le sue creature fu il Nambrot (di cui parleremo poco più avanti), vino che prende il nome da un antenato francese, che vede la sua prima annata proprio nel 1996. Di un decennio più &#8220;vecchio&#8221; il Veneroso, forse il vino più rappresentativo della Tenuta, che esiste invece dal 1985.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-sgRdJhif-tw/WRo0KZVLM9I/AAAAAAAAEug/4DD_91oIibcpC-FYKfWUOamq0RgM4a25gCLcB/s1600/20170516_003015.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-sgRdJhif-tw/WRo0KZVLM9I/AAAAAAAAEug/4DD_91oIibcpC-FYKfWUOamq0RgM4a25gCLcB/s640/20170516_003015.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span><br /></span><span>Passeggiamo nel giardino all&#8217;italiana, conversando con Ginevra che racconta dei prossimi progetti (con i Grandi Cru della Costa Toscana, per esempio, o degli eventi che si terranno da qui ai prossimi mesi nell&#8217;azienda), l&#8217;aria è tiepida, invoglia il passo e la chiacchiera.</span><br /><span><br /></span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-_I3DVf4nzho/WRozv1pHdXI/AAAAAAAAEuY/4DEzlSt36uczCEIWVJsF0npOyZoGlqKuwCLcB/s1600/20170516_002944.jpg"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-_I3DVf4nzho/WRozv1pHdXI/AAAAAAAAEuY/4DEzlSt36uczCEIWVJsF0npOyZoGlqKuwCLcB/s640/20170516_002944.jpg" width="640" /></a>
<div><span><br /></span></div>
<p><span>Un salto in cantina, per vedere la barricaia ed è tempo di salutarsi: la nostra, stavolta, è stata una breve visita.&nbsp;</span><br /><span>Gli assaggi, quelli li abbiamo fatti in occasione dell&#8217;Anteprima dei Vini della Costa Toscana di qualche giorno fa e ne abbiamo ancora un preciso ricordo.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-YHRSNKpiE3s/WRo0XjTllrI/AAAAAAAAEuk/_tekaakkrlA839bXFM7iMKR5Plbq6zpfACLcB/s1600/20170516_002845.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-YHRSNKpiE3s/WRo0XjTllrI/AAAAAAAAEuk/_tekaakkrlA839bXFM7iMKR5Plbq6zpfACLcB/s640/20170516_002845.jpg" width="360" /></a></div>
<div dir="auto"><span><br /></span></div>
<div dir="auto"><span><br /></span></div>
<div dir="auto"><b><i><span>Piccoli sorsi di degustazione:</span></i></b></div>
<div dir="auto"><span><br /></span></div>
<div dir="auto"><span>Il </span><b>Ghizzano </b><span>è la linea IGT Costa Toscana che introduce ai vini della Tenuta di Ghizzano.&nbsp;</span><span>Il </span><b>Rosso</b><span>, di cui abbiamo assaggiato l&#8217;annata 2015, è un piacevole Sangiovese con una piccola rifinitura di Merlot, di grande bevibilità grazie alle tipiche note fresche e fruttate che lo caratterizzano. Un vino spensierato e da tutti i giorni, da osteria, una bottiglia che vorresti tenere sempre a portata di mano quando prepari un bel tagliere di affettati e salumi da condividere con gli amici.&nbsp;</span><span>Il </span><b>Bianco </b><span>è un Vermentino, con percentuali di Trebbiano e Malvasia toscana, che porta nel bicchiere le caratteristiche salate dei terreni calcarei e ricchi di fossili in cui i vigneti affondano le radici.</span></div>
<div dir="auto"><span><br />Il&nbsp;<b>Veneroso</b>, Doc Terre di Pisa, blend di Sangiovese (oltre il 70%) e Cabernet Sauvignon, è forse il vino più rappresentativo dell&#8217;azienda. Qui il territorio si rende ben evidente, grazie a un mix tra la balsamicità dell&#8217;influenza costiera e la freschezza e la mineralità dell&#8217;entroterra che si ritrova in un frutto croccante e succulento, dalle note di ciliegia e mentuccia. Un vino che da giovane richiede l&#8217;accompagnamento con cibi dalle cotture brevi ma che, invecchiando, fa emergere sfumature complesse, di tabacco e spezie, facendone un impeccabile compagno di secondi piatti più elaborati.</span></div>
<div dir="auto"><span><br />Il <b>Nambrot</b>, prodotto quasi totalmente con uve Merlot (varietà diffusa sulle colline pisane sin dal XVII secolo), completato da Cabernet e Petit Verdot, anche nella &#8220;piccola&#8221; annata 2014 riesce a essere all&#8217;altezza delle aspettative e del prestigio che si è conquistato da ormai un ventennio. In questo vino, in genere, non emergono mai surmaturazioni o quelle caratteristiche di potenza di frutto più tipiche dei Rossi della Costa, al contrario si è sempre distinto per la ricerca di una finezza tutta sua. Ginevra non ha rinunciato a produrlo, anche se in un quantità ridotta, nella difficile vendemmia 2014 proprio per tenere fede all&#8217;impegno di leggere un&#8217;annata alla luce di quanto accade &#8220;naturalmente&#8221; in vigna. Il vino è scorrevole e delicato, si muove in punta di piedi ma riteniamo che, con il giusto affinamento, donerà sorprendenti sfumature aromatiche, che alla mora, al sottobosco e al mirto forse vedrà aggiungersi tabacco e tartufo. Noi qualche bottiglia la lasceremo nascosta in cantina&#8230;</span></div>
<div dir="auto"><span><br /></span></div>
<div dir="auto"><span><b><i>Amelia De Francesco</i></b></span></div>
<div dir="auto"><span><br /></span></div>
<div dir="auto"></div>
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		<title>La fame e l&#8217;inglese</title>
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		<pubDate>Wed, 03 May 2017 09:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Funaioli]]></category>
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		<description><![CDATA[Inghilterra, York 1977, Luglio. Come ogni autostoppista&#160; che si rispetti ho molta fame e pochi soldi. Per far aumentare i soldi cerco di spendere di meno, dormire in sacco a pelo per non pagare neanche un ostello, fermare le auto per muovermi senza pagare mezzi pubblici per viaggiare (l’etimologia della parola auto-stop NON è incerta)&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-fame-e-linglese/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span>Inghilterra, York 1977, Luglio.</span></div>
<div><span>Come ogni autostoppista<span>&nbsp; </span>che si rispetti ho molta fame e pochi soldi. Per far aumentare i soldi cerco di spendere di meno, dormire in sacco a pelo per non pagare neanche un ostello, fermare le auto per muovermi senza pagare mezzi pubblici per viaggiare (l’etimologia della parola auto-stop NON è incerta) e mangiare poco per far durare quanto più possibile i famosi soldi. Questo, ahimé, non fa che aumentare la fame.</span></div>
<div></div>
<div><span>Preso in questo loop sto guardando da alcuni minuti una vetrina di un panettiere-grocery <span>&nbsp;</span>in una stradina ciottolata di York scegliendo mentalmente qualcosa da comprare. Sì, York, quella della cattedrale con le vetrate fantasmagoriche, le Five Sisters che sembrano tutti gli appunti di Galileo e John Forbes Nash jr di <i>Beautiful mind</i> messi insieme ma a colori, quelle cose che ti fanno sentire piccolo di fronte alle meraviglie e così limitato… dalla tua fame.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-2cR-Ej8P2k4/WQmcyZmKdzI/AAAAAAAAEsc/Hx-B3JM3KZgxQAKcJQ8eSALOXQ7ivpYrACLcB/s1600/five%2Bsisters.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-2cR-Ej8P2k4/WQmcyZmKdzI/AAAAAAAAEsc/Hx-B3JM3KZgxQAKcJQ8eSALOXQ7ivpYrACLcB/s640/five%2Bsisters.jpg" width="472" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div></div>
<div><span>Scarto tutto il pane a cassetta per toast (non ho evidentemente la macchina per toast nello zaino) che comunque ha il rischio di diventare o <i>cingomma</i> nel nylon o cartone secco fuori dal nylon; però qui ci sono dei pani interessanti, sembrano parenti di quelli che abbiamo in mente noi civilizzati toscani. Un aiuto divino mostra il più grosso come il più economico. Scelto (avevate dubbi?).</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-xBIR4P5AFs0/WQmcoryR59I/AAAAAAAAEsY/4T8LXhjNQgM-MwVkRDbpV7XNn_4QWKQRACLcB/s1600/20170430_233046.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-xBIR4P5AFs0/WQmcoryR59I/AAAAAAAAEsY/4T8LXhjNQgM-MwVkRDbpV7XNn_4QWKQRACLcB/s640/20170430_233046.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div></div>
<div><span>Entro per lo shopping e scorro velocemente anche la massa di altra roba che non mi serve, più che altro perché costa, però in realtà dovrei trovare anche qualcosa da metterci dentroa quel pane considerando che l’olio portato da casa è agli sgoccioli e poi ho solo sale e pepe e&#8230; dadi Knorr per il brodo. Il tonno con i fagioli c’è ma è off-limits, serve per i sabati-domeniche.&nbsp;</span><span>Mi ribello mentalmente a un&#8217;altra gavetta di brodo con pane (soluzione base) e cerco qualcosa di prezzo etereo con solidità rocciosa per i miei succhi gastrici (sento un gorgoglio di sottofondo tipo colonna sonora di “Altrimenti ci arrabbiamo”)</span></div>
<div></div>
<div><span>Niente da fare, scatolette di altre minestre indescrivibili, fagioli messicani in salsa rossa (già provati… energia nucleare no grazie), altra roba ancora che mi respinge sia come etichetta sia come prezzo, poi… nella vetrina frontale, sotto il tipo che mi guata come i bottegai guatano i clienti da poco, un miraggio: una bella busta trasparente biancheggiante con la scritta<span>&nbsp; </span>&#8220;LARD&#8221; e tagliandino &#8220;11 pence&#8221; appiccicato. Poco di più per il pane. Goal!</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-h_85GqiZ41A/WQmc6_wD5iI/AAAAAAAAEsg/3oyqM8Llfcs3MG8PtzPFHeTVWz_ILZwtQCLcB/s1600/lard%2Bcan.png"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-h_85GqiZ41A/WQmc6_wD5iI/AAAAAAAAEsg/3oyqM8Llfcs3MG8PtzPFHeTVWz_ILZwtQCLcB/s640/lard%2Bcan.png" width="480" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div></div>
<div><span>Esco soddisfatto dell’acquisto e con l’acquolina in bocca per il mega panino con lardo che andrò a ingurgitare. Dio (lucchese) strabenedica gli inglesi, che in fondo sanno anche fare pani normali e hanno anche lardo a buon mercato. Il panotto è anche bello pesante, bene bene… tutto promette alla grande.<span>&nbsp;</span></span><span>Quasi. Già il mitico coltellino svizzero che già conoscete fa un po&#8217; di fatica a tagliare a metà il pane, che si appalesa un concentrato di biacca cemento e argilla. Beh… dai dai si mangia&#8230; che volevi la focaccia del Casali…? (vocina fuori campo:”sì!”)</span></div>
<div><span>Apro la busta ma dentro il mio immaginario perde la strada: non blocco, non fette, bensì materia bianca da spalmare con effluvi fra olio Castrol e sifone da riparare… mah, paese che vai lardo che trovi. Metto mano alla tasca centrale dello zaino, alla cieca trovo sale e pepe, cospargo, richiudo le due metà dello scrigno e al mio segnale scateno la fame.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-YULux_ksrnE/WQmdQ-If4DI/AAAAAAAAEsk/A99usbZpTEQx6gwpqmjoEBXqHW4azQ5PwCLcB/s1600/spoon-of-lard.jpg"><img border="0" height="426" src="https://2.bp.blogspot.com/-YULux_ksrnE/WQmdQ-If4DI/AAAAAAAAEsk/A99usbZpTEQx6gwpqmjoEBXqHW4azQ5PwCLcB/s640/spoon-of-lard.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>Una certa difficoltà a deglutire (vedi anche <i>principio di soffocamento</i>) la risolvo con acqua (unico liquido gratis, anche se deprimente) e meno male il sale e il pepe danno un sapore a quel blob da poco meno di 30 pence ma niente da fare: dopo 3 minuti di vorace masticazione, scarso intaccato uno spicchio del mostro, mi comincio a sentire le tempie XXL neanche fossi un dittatore nordcoreano: <i>esse</i>pulsano, e la mascella è come svuotata di energia. La paura è quella di restare con quel boccone in bocca e non poter più deglutire. </span></div>
<div><span>Mi fermo in tempo e rifinisco di bulino il quarto di pane. Il resto lo mangerò nei prossimi giorni. Nemmeno l’ultimo tentativo di autoipnosi e visualizzazione di <i>crepacciata di lardo delle Alpi Apuane </i>può farmi avanzare di un solo spasmo alcun muscolo informato dei fatti: non il massetere né il temporale e neppure lo pterigoideo interno. Figuriamoci quello esterno.&nbsp;</span><span>Un brodino? Eh, quasi quasi…</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-h-jIvh3VVOo/WQmda8fdV7I/AAAAAAAAEso/fMEy0xPMYZ45eIyHnrjeCfYoYTzQQo_XACLcB/s1600/crepacciata%2Bdi%2Blardo%2Bdi%2Balpi%2Bapuane.JPG"><img border="0" height="480" src="https://3.bp.blogspot.com/-h-jIvh3VVOo/WQmda8fdV7I/AAAAAAAAEso/fMEy0xPMYZ45eIyHnrjeCfYoYTzQQo_XACLcB/s640/crepacciata%2Bdi%2Blardo%2Bdi%2Balpi%2Bapuane.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><span>Non sono mai risalito all’uso stimato per il pane (non certo l’alimentazione umana…) ma per il <i>lard</i>, dopo un po&#8217;, tramite voci amiche e vocabolari scritti, trovai di cosa mi ero poi nutrito stoicamente per 4 pasti:</span></div>
<div></div>
<div><span><i>Traduzioni di lard dall&#8217;inglese:</i></span></div>
<table border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<div></div>
<div><span><i>Sostantivo:</i></span></div>
<div></div>
<ol start="1" type="1">
<li><span><i>lardo &#8211; lard, bacon</i></span></li>
<li><span><i>strutto &#8211; lard</i></span></li>
<li><span><i>sugna &#8211; lard</i></span></li>
</ol>
<div></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><!--[if gte mso 9]&gt;    &lt;![endif]--> <!--[if gte mso 9]&gt;   Normal  0      14      false  false  false    IT  JA  X-NONE                                                                    &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;                                                                                                                                                                                                                                                                                    &lt;![endif]--> <!--[if gte mso 10]&gt;&lt;![endif]-->   <!--StartFragment-->                                                         <!--EndFragment-->
<div><span>Ecco: togliete pure la prima riga. Però costava 11 pence…</span></div>
<div><span><b><i><br /></i></b></span></div>
<div><span><b><i>Francesco Funaioli</i></b></span></div>
<div><span><b><i>(Il Funa, viaggiatore romantico)</i></b></span></div>
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		<title>Quindi&#8230; ciccia?</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 22:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[aver]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[carni]]></category>
		<category><![CDATA[Eleonora Anastasio]]></category>
		<category><![CDATA[macinato]]></category>
		<category><![CDATA[sugo]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[o anche dell’inveterata necessità delle cene scaccia-pensieri&#8230;Eravamo tre amiche&#8230; a “Il Numeroundici” in Via San Martino 47, Pisa; tuttavia, anche in mancanza del bar e in assenza di caffè e coca-cola, sono sicura che Gino Paoli sarebbe contento di sapere che non sono mancate le profonde disquisizioni su anarchia e libertà, su individui e solidarietà,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/quindi-ciccia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><span>o anche dell’inveterata necessità delle cene scaccia-pensieri&#8230;</span></span><br /><span><span><br /></span></span><span>Eravamo tre amiche&#8230; a “Il Numeroundici” in Via San Martino 47, Pisa; tuttavia, anche in mancanza del bar e in assenza di caffè e coca-cola, sono sicura che Gino Paoli sarebbe contento di sapere che non sono mancate le profonde disquisizioni su anarchia e libertà, su individui e solidarietà, su speranze e possibilità&#8230; il tutto condito con una buona dose di “Perché&#8230;” (molto interrogativi) e “Sarà&#8230;” (molto dubbiosi).</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-BA4xCcGK9yM/WObFZmtULyI/AAAAAAAAEqI/w9kSNMEjc9oCZ2XArxZCkEq4oVdxpQjoACLcB/s1600/17814008_10155281578069885_1957149844_n.jpg"><img border="0" height="480" src="https://2.bp.blogspot.com/-BA4xCcGK9yM/WObFZmtULyI/AAAAAAAAEqI/w9kSNMEjc9oCZ2XArxZCkEq4oVdxpQjoACLcB/s640/17814008_10155281578069885_1957149844_n.jpg" width="640" /></a></div>
</div>
<div><span><br /></span><span>Siamo sedute su delle panche in legno massiccio: la politica del locale prevede che sia il cliente a scegliere il tavolo e apparecchiare, per poi dirigersi verso l&#8217;enorme bancone-frigo in fondo alla sala e ordinare, dopo aver passato in rassegna le varie proposte a Km 0 scritte con del gesso colorato sulla grande lavagna a destra.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Noi, da buone amiche, decidiamo di partire con un primo condiviso, because caring is sharing, ma soprattutto perché le porzioni sono medio-abbondarti (vivaaa!!!) e non vogliamo toglierci la possibilità di assaggiare qualche secondo. Optiamo quindi per un ricco piatto di Strozzapreti al ragù di cinghiale: il sugo, seppur macinato finemente, è molto saporito, non troppo unto e perfettamente equilibrato; del resto si sa: le carni nere sanno di selvatico e il rischio che risultino un po&#8217; stucchevoli è sempre dietro l&#8217;angolo.</span><br /><span><br /></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-kxaHRShqdGs/WObFaI7n9PI/AAAAAAAAEqQ/gP08VvYBUYQ_BzKknZHAAvYMiaO2gsRdQCLcB/s1600/17820850_10155281582294885_333401292_n.jpg"><img border="0" height="480" src="https://2.bp.blogspot.com/-kxaHRShqdGs/WObFaI7n9PI/AAAAAAAAEqQ/gP08VvYBUYQ_BzKknZHAAvYMiaO2gsRdQCLcB/s640/17820850_10155281582294885_333401292_n.jpg" width="640" /></a></span></div>
</div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Altro giro altra corsa (e altra ciccia): è il turno del Capriolo in umido, del Controfiletto di manzo e di cavallo, annaffiati con il vino rosso della casa.&nbsp;</span><span>Ancora una volta la selvaggina incontra le nostre aspettative: la carne è tenera e il salmì piccantino; ma anche la carne rossa non delude: il sapore ferroso del cavallo accompagnato dal gusto leggermente amaro della senape e quello “bruciacchiato” del manzo grigliato addolcito dal contorno di patate arrosto ci lasciano pienamente soddisfatte.</span><br /><span><br /></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-gncVhdEf4v8/WObFZX1n3-I/AAAAAAAAEqE/t9v1IsIzuggZhZ-8s1kCQn2YFsifbnuQgCLcB/s1600/17760706_10155281585799885_616892433_n.jpg"><img border="0" height="480" src="https://1.bp.blogspot.com/-gncVhdEf4v8/WObFZX1n3-I/AAAAAAAAEqE/t9v1IsIzuggZhZ-8s1kCQn2YFsifbnuQgCLcB/s640/17760706_10155281585799885_616892433_n.jpg" width="640" /></a></span></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-xeMfgMuJoQg/WObFZqxTuII/AAAAAAAAEqM/mqwdkYpxh1oDmWTzWMF-QsOinzIvK7AuQCLcB/s1600/17807115_10155281584419885_1153727324_n.jpg"><img border="0" height="480" src="https://1.bp.blogspot.com/-xeMfgMuJoQg/WObFZqxTuII/AAAAAAAAEqM/mqwdkYpxh1oDmWTzWMF-QsOinzIvK7AuQCLcB/s640/17807115_10155281584419885_1153727324_n.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
</div>
<div><span>Non ci resta che chiudere con un dessert: una bella fetta di torta fatta in casa al cioccolato e gianduia, dolce e corposa, e passa la paura…</span></div>
<div><span>…Vi chiederete: “Ma quale paura?” E io che ne so, ognuno c’ha le sue; qualcuno però una volta ha detto che l’amicizia non è una grande cosa, ma un milione di piccole cose, e se dopo aver condiviso una cena di ciccia con i vostri amici vi è rimasto anche un solo misero timore, mi dispiace cari miei, ma la torta non&nbsp;<span>ve la meritate.</span></span><br /><span><span><br /></span></span><span><span><i><b>Eleonora Anastasio</b></i></span></span></div>
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		<title>A lezione di quinto quarto</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 12:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[componenti]]></category>
		<category><![CDATA[eh]]></category>
		<category><![CDATA[fiorentina]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
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		<category><![CDATA[Leonardo Torrini]]></category>
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		<description><![CDATA[Io andavo bene a Italiano, ma non capivo niente di Matematica; i professori dicevano che scrivevo bene ma non mi applicavo e per questo non potevo riuscire a matematica. Così i mie genitori mi segnarono al Classico (ove c’era in effetti da segnarsi…) Da lì in poi tutte le volte che incontro i numeri mi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/a-lezione-di-quinto-quarto/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span>Io andavo bene a Italiano, ma non capivo niente di Matematica; i professori dicevano che scrivevo bene ma non mi applicavo e per questo non potevo riuscire a matematica. </span></div>
<div><span>Così i mie genitori mi segnarono al Classico (ove c’era in effetti da segnarsi…)</span></div>
<div><span>Da lì in poi tutte le volte che incontro i numeri mi confondo.</span></div>
<div></div>
<div><span>Ad esempio se si prendono i 2/4 anteriori della bestia &nbsp;e si aggiungono i 2/4 posteriori con questo fanno 4/4 e, se ho copiato bene, questo fa 1. E lo diamo ai ricchi. Evvai, sembrerebbe che la bestia fosse finita, ma poi se aggiungo 4 stomaci e li do ai poveri, mi suggeriscono che ho il 5/4.&nbsp;</span><span>Cioè 1 + 4 &nbsp;fa 5/4? Mah…</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-IrUNhFsLiss/WNkGXI0cA_I/AAAAAAAAEoU/Oe16-qokX1sFroa_u-SCkJh1e05z0hLVQCLcB/s1600/20170327_141400.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-IrUNhFsLiss/WNkGXI0cA_I/AAAAAAAAEoU/Oe16-qokX1sFroa_u-SCkJh1e05z0hLVQCLcB/s640/20170327_141400.jpg" width="640" /></a></div>
</div>
<div><span>Sono andato giovedì sera a studiare ai Diavoletti dove c’era Leonardo Torrini, trippaio a Firenze.&nbsp;</span><span>Ho provato a farmelo spiegare con dei piatti tondi, che è più geometria quasi piana che matematica, ma il mistero si infittisce.</span></div>
<div></div>
<div><span>Frazionando (eh eh..) la sinottica che collega la punta della lingua alla punta della coda passando come per una serie di volute di alambicchi ho gustato e ascoltato la sua lectio magistralis (eh..il classico riaffiora come la muffa…) su Carpaccio di lingua, Poppa e Trippa fritte, sformatino di cavolo nero e lampredotto, Minestra di centopelli, Raviolo di lampredotto, Trippa alla fiorentina (non vi azzardate a metterci il parmigiano del tutto fuori della tradizione e anche dalla geologistica) e stracotto di lampredotto. In debita assonanza Quartini di sangioveto grosso o prugnolo gentile a profusione.</span><br /><span><br /></span>
<div><span></span></div>
</div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-59Vnr-YYzfQ/WNkGaQPnZHI/AAAAAAAAEog/oYkIPIBtacIMqCi5tXs8QjK2YwOdRPnJACEw/s1600/20170327_141302.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-59Vnr-YYzfQ/WNkGaQPnZHI/AAAAAAAAEog/oYkIPIBtacIMqCi5tXs8QjK2YwOdRPnJACEw/s640/20170327_141302.jpg" width="640" /></a></div>
<p></div>
<div><span>Se vi volete addentrare (è il caso di dirlo) nei termini:la lingua…beh è la Lingua, la Poppa è la mammella, poi i 4 moschettieri in ordine di apparizione: la Trippa (reticolo e rumine), l’omaso ovvero il Centopelli (dato in passato più come medicamento ai cani che non ai cristiani) e infine l’abomaso, il signor Lampredotto. La coda ve la mangerete poi quando andate a Roma (alla vaccinara).&nbsp;</span></div>
<div><span><br /></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-kVhHhNKrIdE/WNkGVhcgOmI/AAAAAAAAEoQ/C0OjxWR6nz0G55He8nZBgtillSResPWEACLcB/s1600/20170323_224535.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-kVhHhNKrIdE/WNkGVhcgOmI/AAAAAAAAEoQ/C0OjxWR6nz0G55He8nZBgtillSResPWEACLcB/s640/20170323_224535.jpg" width="640" /></a></span></div>
<p><span><br /></span></div>
<div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-xqWlAXvATEo/WNkGX_ZLtqI/AAAAAAAAEoY/qCzw37hFdv8Df4zZLr0F2D8Aqo6SYAT8ACLcB/s1600/20170323_205151.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-xqWlAXvATEo/WNkGX_ZLtqI/AAAAAAAAEoY/qCzw37hFdv8Df4zZLr0F2D8Aqo6SYAT8ACLcB/s640/20170323_205151.jpg" width="640" /></a></span></div>
<p><span>Ci potremmo perdere in miriadi di componenti che rendono l’idea di quanto la cucina povera (allora solo per i poveri) facesse attenzione al dettaglio per farne un universo di cibi a basso costo però gustosi e nutrienti. Buffo il dettaglio che “le trippe” in sé sono pure a basso contenuto calorico, quindi oggi possono sfruttare anche l’onda salutista, anche se questo non era di sicuro l’obiettivo dei poveri nei secoli, anzi.</span></div>
<div></div>
<div><span>Vorrei non aver capito quanto tutto questo è buono e ripetere la lezione (repetita juvant, aridaje…).&nbsp;</span><span>Mi basterebbe un Bignami: il Panino. Ché a Firenze “un panino” significa solo “un panino con il lampredotto”, unica variante accettata: “bagnato” &nbsp;o no con il brodo di cottura e le sue spezie.&nbsp;</span><span>E se lo dice Leonardo Torrini c’è da credergli. E’ un Trippaio. E a Firenze, se sei un Trippaio, sei nella Storia di Firenze, in quella delle Corporazioni dove ognuno si occupava con dedizione e dignità professionale a quel qualcosa che teneva viva a tutti i “quarti” livelli tutta la gente, povera e ricca, che avrebbe dato fiato e penne alle generazioni future. Per quanto che era “ciccia” Trippai, Macellari Agnellai, Pollaioli, Barulli Trecconi e Strascini , Testai e Frattagliai. Parole, meravigliose.&nbsp;</span><br /><span>Parole non numeri.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-ibVxnA08hv8/WNkKXnH2mqI/AAAAAAAAEoo/AC8V_l37WFQUCR8xr8nMciIH4LHnfPhwgCLcB/s1600/20170327_143610.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-ibVxnA08hv8/WNkKXnH2mqI/AAAAAAAAEoo/AC8V_l37WFQUCR8xr8nMciIH4LHnfPhwgCLcB/s640/20170327_143610.jpg" width="640" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
</div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><b><i>Francesco Funaioli</i></b></span><br /><span><b><i>(quello sulla sinistra, per intendersi&#8230;)</i></b></span></div>
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		<title>Guida al giro del mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 16:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[ce]]></category>
		<category><![CDATA[giro]]></category>
		<category><![CDATA[marito]]></category>
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		<category><![CDATA[tajine]]></category>
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		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi una recensione di un libro di viaggi, anzi del&#160;Viaggio, quello intorno al mondo, tanto per vedere se è vero che la terra è tonda, &#160;per vedere se ce la fai, in fondo: per vedere. E anche per sentire l&#8217;aria che si muove. Da ovest verso est, un budget di 10.000 euro e 6 mesi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/guida-al-giro-del-mondo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Oggi una recensione di un libro di viaggi, anzi del&nbsp;<u>Viaggio</u>, quello intorno al mondo, tanto per vedere se è vero che la terra è tonda, <span>&nbsp;</span>per vedere se ce la fai, in fondo: per vedere. </div>
<div></div>
<div>E anche per sentire l&#8217;aria che si muove. Da ovest verso est, un budget di 10.000 euro e 6 mesi di tempo per due amici. Accada quel che accada, di altro e di altri che si alterneranno sui vari palcoscenici. Intendiamoci, senza <i>villaggi</i> che villaggi non sono; solo voli Low cost e casuali, locande e appartamenti senza una guida né in ciccia né di carta. E proprio per questo che il libro stesso è una guida come tale si annuncia.</div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-Ocg_b2QclTQ/WNFOVzOWqvI/AAAAAAAAElk/sjn6VidXXa8gbIPiufAfarNV-f8Xyg3fQCLcB/s1600/foto%2B1%2Bguida%2Bal%2Bgiro%2Bdel%2Bmondo.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-Ocg_b2QclTQ/WNFOVzOWqvI/AAAAAAAAElk/sjn6VidXXa8gbIPiufAfarNV-f8Xyg3fQCLcB/s640/foto%2B1%2Bguida%2Bal%2Bgiro%2Bdel%2Bmondo.jpg" width="410" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Per noi di Loveat la domanda sorge spontanea: mangiare e bere in questo giro del mondo succederà? Sicuro. Sacco vuoto non sta in piedi, figuriamoci se se si muove… E come? Ecco una traccia interessante: normalmente. </div>
<div></div>
<div>In questo strombazzare continuo di eccellenze del territorio, rarità sibaritiche testimoniate da foto chirurgiche, la normalità è un porto sicuro dove tutti noi possiamo ritrovarci a tutte le latitudini addirittura mentre i fusi cambiano. Eccovi quindi al via di una fondue di quotidiano altrove e di quel famoso “pizzico di avventura” che smuoverebbe dalla poltrona anche un baobab…</div>
<div></div>
<div>Il menù inizia con un bicchiere di Pigato. Si sfiorano delle ostriche ma poi si attraversano patatine con paprika, kit kat e Madeleine.Arriva quasi subito l&#8217;Africa con il suo tè alla menta e la tajine con&#8230;.chianti. E un doppio zero che non è farina&#8230;Turni di jamon iberico e sardine, formaggio fresco e il trasversale pollo, asado o in mezzo a spezie orientali. Detto così alla rinfusa può anche farvi ritrarre, ma in poche pagine tutto si metterà infila e sembrerà fatto apposta e ammodo per intrigarvi.</div>
<div></div>
<div>Chissà cosa succederà quando ordinerete un &#8220;completo&#8221; alla pizzeria Banchero?</div>
<div>Sinceramente vi invidio quando ingrasserete panza e occhi di cioccolata e churros al fascinoso caffè Tortoni a Buenos Aires.</div>
<div>Non da meno l’Ecuador dove i drink vanno giù da dio al bar “dios no muere”. Appunto.</div>
<div>Viaggiare, e anche leggere, come tante altre cose, mette sete. E a Cuba la sete va a nozze immaginate come&#8230;</div>
<div>Reggaeton e ceviche de pescado erano nello stesso posto? boh ..chiediamolo alla Mulata che è sull&#8217;etichetta del rum bianco&#8230;</div>
<p>
<div>Il tempo per un gelato Coppelia per un corso di tombeur de chicas e senza accorgervene salterete a un sushi in Giappone e poi su ravioli al vapore di Busan e fusilli alle zucchine bevendo Calvados in casa di un gentile francese marito in forse di una crudele coreana. Ora il corso è di cucina ma siete in Vietnam ..e che succederà di passaggio a Bangkok fra ladyboys e bancarelle di street food?</div>
<div>Nella “<i>città del leone</i>”ci si “<i>fionda”</i> al Raffles per bere un “<i>Singapore</i> <i>Sling”</i>: è solo per la giusta traduzione o&#8230; per quali altre ragioni? . </div>
<div>Altre stazioni qua e là, a macchia di leopardo anche dove i leopardi non ci sono e <span>&nbsp;</span>siete già tornati in Portogallo al suono di baccalà, patate, olive e vinho tinto</div>
<div></div>
<div>Gran finale sulle autostrade del sud della Francia per festeggiare i 100.000 km di una vecchia R4, con Champagne francese Cuvée Van Gogh. </div>
<div></div>
<div>Vi gira la testa? beh, è un giro del mondo no?</div>
<div></div>
<div>Ah già&#8230; che buffo, dimenticavo, io sono stato in tanti posti ma dentro un libro non c&#8217;ero mai stato, e qui, in qualche posto, ci sono anche io, reduce da un baule di ricordi comuni di un viaggio-madre del 1976, <span>&nbsp;</span>tratteggiato con varie licenze poetiche, ma questa guida al giro del mondo, del tutto reale,<span>&nbsp; </span>non si preoccupa della verità storica o anagrafica quanto piuttosto di curiosità &nbsp;e immaginazione.&nbsp;</div>
<div>Tutto un altro passo.</div>
<div></div>
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<div><b><i>Guida al giro del mondo, Bompiani</i></b></div>
<div><b><i>Nanni Delbecchi</i></b></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://3.bp.blogspot.com/-iwqpT0qoug8/WNFPAFBOaAI/AAAAAAAAEls/VcObiMY1XFk5i18YRgnKRal63Vvdd1zJgCLcB/s1600/foto%2B3%2B-%2BFuna%2Be%2BNanni%2BJakarta%2B-%2Bporto%2BSunda%2BKelapa%2Bdicembre%2B2013.JPG"><img border="0" height="480" src="https://3.bp.blogspot.com/-iwqpT0qoug8/WNFPAFBOaAI/AAAAAAAAEls/VcObiMY1XFk5i18YRgnKRal63Vvdd1zJgCLcB/s640/foto%2B3%2B-%2BFuna%2Be%2BNanni%2BJakarta%2B-%2Bporto%2BSunda%2BKelapa%2Bdicembre%2B2013.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><b><i><br /></i></b></div>
<div><b><i>Francesco Funaioli</i></b></div>
<div></div>
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		<title>Toscana Lovers: le Anteprime dei vini toscani</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 22:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia De]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti Classico]]></category>
		<category><![CDATA[Colline Lucchesi]]></category>
		<category><![CDATA[De Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[giorni]]></category>
		<category><![CDATA[Maremma Doc]]></category>
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		<description><![CDATA[Domani, sabato 11 febbraio, inizia la settimana più attesa dell&#8217;anno per gli amanti dei vini di Toscana. Si succederanno infatti nell&#8217;arco di sette giorni, le presentazioni delle principali doc (Chianti, Chianti Classico, Vernaccia, Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino), le più amate e bevute. Si comincia con una giornata alla Fortezza da Basso, dedicata ai&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/toscana-lovers-le-anteprime-dei-vini-toscani/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-MJq2RDnltNA/WJ5Bc1N3NQI/AAAAAAAAEg0/8K3foEz18-o2BfbkV9PCAeRmZkd24BIAQCLcB/s1600/ape_chianti_lovers_2017__3.jpg"><img border="0" height="300" src="https://3.bp.blogspot.com/-MJq2RDnltNA/WJ5Bc1N3NQI/AAAAAAAAEg0/8K3foEz18-o2BfbkV9PCAeRmZkd24BIAQCLcB/s400/ape_chianti_lovers_2017__3.jpg" width="400" /></a></div>
<p>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><span>Domani, sabato 11 febbraio, inizia la settimana più attesa dell&#8217;anno per gli amanti dei vini di Toscana. Si succederanno infatti nell&#8217;arco di sette giorni, le presentazioni delle principali doc (Chianti, Chianti Classico, Vernaccia, Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino), le più amate e bevute.</span></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-LzacHMWhjd8/WJ5Bdb2t_pI/AAAAAAAAEhA/Y7UqUKzF8BMWdW3Y8LpHn0VdfXYgy6bzACLcB/s1600/logo-chianti-classico-low.png"><img border="0" height="400" src="https://3.bp.blogspot.com/-LzacHMWhjd8/WJ5Bdb2t_pI/AAAAAAAAEhA/Y7UqUKzF8BMWdW3Y8LpHn0VdfXYgy6bzACLcB/s400/logo-chianti-classico-low.png" width="400" /></a></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-5JOBfzXGi8A/WJ5Bc4_Df7I/AAAAAAAAEg4/SnPkxzh5GVU_syx3yUEIxtK3NJmQTS4ZQCLcB/s1600/logo-anteprima-2017-mod-color.png"><img border="0" height="400" src="https://2.bp.blogspot.com/-5JOBfzXGi8A/WJ5Bc4_Df7I/AAAAAAAAEg4/SnPkxzh5GVU_syx3yUEIxtK3NJmQTS4ZQCLcB/s400/logo-anteprima-2017-mod-color.png" width="361" /></a></span></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-X0Xe7gyOAlU/WJ5Bcw9J_0I/AAAAAAAAEg8/cH1B2Z49Zq8j3DB8Pf_aB76prOtEcqlGwCLcB/s1600/benvenuto-brunello-2017.jpg"><br /></a><span></span></div>
<div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-X0Xe7gyOAlU/WJ5Bcw9J_0I/AAAAAAAAEg8/cH1B2Z49Zq8j3DB8Pf_aB76prOtEcqlGwCLcB/s1600/benvenuto-brunello-2017.jpg"><img border="0" height="178" src="https://4.bp.blogspot.com/-X0Xe7gyOAlU/WJ5Bcw9J_0I/AAAAAAAAEg8/cH1B2Z49Zq8j3DB8Pf_aB76prOtEcqlGwCLcB/s400/benvenuto-brunello-2017.jpg" width="400" /></a></span></div>
<p><span><br /></span><span><br /></span><span>Si comincia con una giornata alla Fortezza da Basso, dedicata ai Consorzi del</span><span>&nbsp;</span><span>Morellino di Scansano, Montecucco, Vini Cortona, Vini di Carmignano, Valdarno di Sopra Doc, Bianco di Pitigliano e Sovana, Colline Lucchesi, Maremma Doc.</span></div>
<div></div>
<div><span>Il programma prevede alle ore 10.00 la conferenza stampa sul tema&nbsp;</span><span>“Vini e territori toscani: la percezione all&#8217;estero” e a seguire la</span><span>&nbsp;degustazione fino alle 18.00 con i vini delle aziende presenti.</span></div>
<div><span>Un&#8217;occasione da non perdere per tutti i #toscanalovers e un motivo in più per qualche giorno nella nostra bella terra.</span></div>
<div><span>Non mancate! E soprattutto non perdetevi nei prossimi giorni il racconto della nostra degustazione&#8230;</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Per il programma completo:</span></div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.anteprimetoscane.it/">www.anteprimetoscane.it</a></span></div>
<div>
</div>
<div><span><b><i>Amelia De Francesco</i></b></span></div>
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		<title>La Genovese di famiglia</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 15:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia De]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo post inizia con un dato di fatto, una nota biografica triste: &#160;il 20 gennaio di quest&#8217;anno, mio padre Giuseppe, per tutti Pino, se ne è andato per sempre.&#160;Potrebbe essere un principio triste davvero, dunque, se non fosse che il dolore, lascia delicatamente il posto a una sensazione di dolcezza, di piacere, direi, se solo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-genovese-di-famiglia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Questo post inizia con un dato di fatto, una nota biografica triste: &nbsp;il 20 gennaio di quest&#8217;anno, mio padre Giuseppe, per tutti Pino, se ne è andato per sempre.&nbsp;</span><br /><span><br /></span><span>Potrebbe essere un principio triste davvero, dunque, se non fosse che il dolore, lascia delicatamente il posto a una sensazione di dolcezza, di piacere, direi, se solo mi lascio trasportare e cullare da un profumo che associo inevitabilmente a lui e alla mia infanzia e adolescenza. Inconfondibile, intenso, come mai lo risentirò, credo. Pungente, ma elegante, popolare e raffinato insieme, dolce lusinghiera promessa di un pasto coi fiocchi. Uno dei miei piatti preferiti, che chiedevo con insistenza mi fosse preparato per incantare amici e fidanzati ai primi temuti incontri in famiglia. E ha funzionato ogni volta.</span><br /><span>Ah, che gran cosa il profumo della Genovese di famiglia&#8230;</span><br /><span><br /></span> <span>La Genovese, pur chiamandosi così, è un piatto napoletanissimo. Consiste, in estrema sintesi e in barba a qualunque personalizzazione o sacralità della ricetta stessa, in uno stracotto di cipolle e filetto di maiale (e non saltate su sulla sedia, puristi! sto scrivendo col cuore, non col ricettario sotto il braccio).&nbsp;</span><br /><span><br /></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-mphV7qejk6U/WJc9PNg7MpI/AAAAAAAAEgI/Hv-h2gLoi_g2t74Ktg-SgT7vIWdj6yrOQCLcB/s1600/20170205_153421.jpg"><img border="0" height="358" src="https://1.bp.blogspot.com/-mphV7qejk6U/WJc9PNg7MpI/AAAAAAAAEgI/Hv-h2gLoi_g2t74Ktg-SgT7vIWdj6yrOQCLcB/s640/20170205_153421.jpg" width="640" /></a></span></div>
<p><span><br /></span><span>Il maiale si scioglie nelle cipolle che si sono sciolte a loro volta in precedenza in olio e magari un tocchetto di burro &nbsp;e così, con l&#8217;uno che si squaglia e sfiletta nelle braccia dell&#8217;altro, ne nasce un piatto succulento. Che fa da primo, dato che ci si condisce la pasta, rigatoni o ziti spezzati, ma anche da secondo, attenzione!, se chi serve non è così distratto o generoso da servire tutta la carne insieme alla pasta. O se chi mangia non è tanto ingordo da fare il bis di rigatoni e, senza farsi notare da nessun altro dei commensali, servirsi di abbondante carne e cipolla.&nbsp;Se quanto sopra descritto non accade (ma dovrete essere assai scaltri perché non avvenga e controllare costantemente, almeno con la coda dell&#8217;occhio, la pentola e chi vi si avvicina), allora potrete godere di tanta sublime delizia per l&#8217;intera durata del pranzo.</span>
<div><span><br /></span></div>
<p><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-fD03tfy9XNg/WJc8oKenXzI/AAAAAAAAEf8/gn_s0CFrb80r8a1juVL0DHgYK-b_-ljHACLcB/s1600/20170205_153342.jpg"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-fD03tfy9XNg/WJc8oKenXzI/AAAAAAAAEf8/gn_s0CFrb80r8a1juVL0DHgYK-b_-ljHACLcB/s640/20170205_153342.jpg" width="640" /></a></span>
<div></div>
<p><span>La Genovese è così, attiva a sua insaputa i 5 sensi e, se possibile, ve ne attiva anche un sesto o un settimo, ma quello dipende molto da voi e dalla vostra sensibilità e predisposizione.</span><br /><span><br /></span><span>Inizia con la vista, annebbiandola e velando gli occhi di lacrime eroiche mentre tagliate le cipolle (tante tante, non le peso mai ma a occhio e croce almeno un paio di kg).&nbsp;</span><br /><span><br /></span><span>Un attimo dopo l&#8217;olfatto e l&#8217;udito&#8230; l&#8217;olio e il burro sfregolano e inevitabilmente iniziano ad attaccarsi le cipolle al fondo mentre cercate un fazzoletto per soffiarvi il naso.&nbsp;</span><br /><span><br /></span><span>Procede poi una ventina di minuti dopo con il tatto, mentre carezzate amorevolmente il filetto di maiale e lo adagiate in pentola. Quando il suo rossore sarà ormai solo un ricordo, chiuderete la pentola, non prima di aver gettato al tutto un&#8217;occhiata desiderosa e di aver innaffiato generosamente con del vino bianco. Papà lo metteva rosso, ma questo era uno dei nostri punti di divergenza, forse uno dei più grossi nella vita. Ché siamo napoletani e il cibo lo riteniamo una cosa seria.</span><br /><span><br /></span><span>Poi il gusto. Si sa che nessun vero cuoco cucina senza assaggiare e così, verso metà cottura (almeno dopo un&#8217;ora quindi dalla posa del filetto sulle cipolle) si apre con trepidazione la pentola e si succhia dal cucchiaio un pochino di sughetto. Sì, si deve proprio suggere, che passi dalla lingua e poi al palato, solo così si sarà in grado di regolare di sale, finalmente, e magari di pepe. E di iniziare la lunga adorazione.</span></p>
<p><span>Le ore passano, il tempo vola e certe volte realizzi che non è un modo di dire, ma la pura e semplice disarmante verità. E allora lo faccio scorrere all&#8217;indietro, questo tempo veloce e avaro, per tornare ad almeno ventanni fa. Domeniche lucchesi uggiose, ritrovo di amici (napoletane entrambe le famiglie), ai fornelli Giorgio, un omone gigantesco, la cui simpatia e giovialità strideva con il suo ruolo seriosissimo in questura, e Pino, con un sorrisetto da vincitore sotto i baffi unti dall&#8217;assaggio. Aria insoddisfatta entrambi, entrambi dotati di cucchiarella (il mestolo di legno, come si chiama in napoletano), con i nervi a fior di pelle. Era il giorno della gara di Genovese. Due scuole di pensiero, due patriarchi che, nonostante i loro scarsi 50 anni ma forse molti meno, apparivano vecchi vecchissimi saggi e curvi sotto il peso di contanta responsabilità: servire alle famiglie affamate (e disinteressate, peraltro) la vera Genovese. Quella perfetta, da manuale, quella che quando la mangi resta nella storia, almeno in quella tua personale. E via con le dispute: pomodoro o non pomodoro?E&#8217; lecito che una parte della cottura avvenga in pentola a pressione? (e questo inaspriva brutalmente gli animi dei contendenti fino quasi a renderli rissosi). Vino bianco o rosso o entrambi a caso? Burro sì o burro no? E così le ore andavano, andavano anche i pomeriggi, per noi ragazzi di là a far chiacchiera spensierati, per le mogli pure e i due contendenti in attesa del verdetto. Non ricordo se papà abbia mai vinto, forse, solo per dispetto, votavamo tutti noi quella di Giorgio. Si sa mai si montasse la testa&#8230;</span><br /><span><br /></span>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-I8eZOHIulRY/WJc8hrwm4II/AAAAAAAAEf4/qTtl6KsvywI06I6Knv1zhelBrSfTUzPGQCLcB/s1600/20170205_153130.jpg"><img border="0" height="360" src="https://3.bp.blogspot.com/-I8eZOHIulRY/WJc8hrwm4II/AAAAAAAAEf4/qTtl6KsvywI06I6Knv1zhelBrSfTUzPGQCLcB/s640/20170205_153130.jpg" width="640" /></a></span></div>
<p><span><br /></span><span>Le ore passano davvero assai in fretta e in due ore circa (chi dice più chi dice meno) vi ritroverete con la Genovese bella e pronta. A tavola, finalmente. Una porzione che vi sembrerà sempre troppo striminzita e ingiusta (ma non lo è forse la vita stessa?) chiunque ve l&#8217;abbia servita, persino se vi sarete serviti da soli. Una forchettata, la prima, e il sussulto del sapore forte della cipolla ormai quasi crema. Poi vi capiterà sotto i denti un pezzettino sfilacciato di maiale da masticare, ma solo un accenno, cercherete quindi di raccogliere, nella forchettata successiva, le cipolle aiutandovi con un rigatone. Li fanno bucati apposta, no?&nbsp;</span><br /><span><br /></span> <span>Nulla come il profumo dell&#8217;infanzia, come quei sapori che ci hanno accompagnati negli anni, quei piatti con cui siamo cresciuti. Nulla riempie il cuore come riproporli, cucinarli e poi mangiarli con un sorriso, magari condividendoli con amici, come farò oggi, tra poco, non appena spento il pc. Bevendoci anche questo vino spagnolo, perché sapete, Napoli e la dominazione&#8230;</span><br /><span><br /></span><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-qUsarF3B-PE/WJc8qJ-cCYI/AAAAAAAAEgA/qQ21wXSKZngMzWRDlhuW9dyMRp8yl1HYQCLcB/s1600/20170205_153218.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-qUsarF3B-PE/WJc8qJ-cCYI/AAAAAAAAEgA/qQ21wXSKZngMzWRDlhuW9dyMRp8yl1HYQCLcB/s640/20170205_153218.jpg" width="360" /></a></div>
<p><span></span>
<div></div>
<p><span>Il tempo vola, ma che soddisfazione poterlo fermare in un profumo.&nbsp;</span><br /><span>Quello della Genovese di famiglia.</span><br /><span><br /></span><span><br /></span><span><i><b>Amelia De Francesco</b></i></span></p>
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		<title>Live Wine 2017 &#8211; Ci siamo quasi!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 14:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[domenica]]></category>
		<category><![CDATA[Live Wine]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[occasione]]></category>
		<category><![CDATA[Samuel Cogliati]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci siamo quasi. Sabato 18 e domenica 19 Milano ospiterà l&#8217;edizione 2017 di Live Wine. Al Palazzo del Ghiaccio di Milano, oltre 150 cantine italiane e dal mondo, presenteranno i loro vini &#8220;artigianali&#8221;. Tutti i produttori che parteciperanno sono accomunati dal modo di fare vino: si tratta di aziende di medie o piccole dimensioni, che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/live-wine-2017-ci-siamo-quasi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo quasi. Sabato 18 e domenica 19 Milano ospiterà l&#8217;edizione 2017 di <b>Live Wine. </b>Al Palazzo del Ghiaccio di Milano, oltre <b>150 cantine italiane e dal mondo</b>, presenteranno i loro vini &#8220;artigianali&#8221;. Tutti i produttori che parteciperanno sono accomunati dal modo di fare vino: si tratta di aziende di medie o piccole dimensioni, che scelgono di non intervenire con additivi enologici al momento della vinificazione delle uve. In questo modo, sostengono, il risultato sarà un vino di territorio al 100%, che esprimerà ai massimi livelli il luogo da cui viene, l&#8217;annata e il lavoro dell&#8217;uomo che ci sta dietro.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-EvB4Ksi9tB0/WI9CYyfDbFI/AAAAAAAAEes/_YGkiTUgNL0d-C_TtX6nsTotluUQXSEDwCLcB/s1600/04.jpg"><img border="0" height="426" src="https://4.bp.blogspot.com/-EvB4Ksi9tB0/WI9CYyfDbFI/AAAAAAAAEes/_YGkiTUgNL0d-C_TtX6nsTotluUQXSEDwCLcB/s640/04.jpg" width="640" /></a>
<div></div>
<p>Noi ci siamo stati e vi diremo i motivi per cui questo evento merita una visita (e perché ci torneremo anche quest&#8217;anno):</p>
<ul>
<li>Live Wine è anche mostra mercato e quindi, dopo aver assaggiato i vini, si potrà decidere di acquistarli e portarli a casa. Ci piace decisamente.</li>
<li>Sono (quasi) sempre presenti i produttori. Decisamente un valore aggiunto.</li>
</ul>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-xtW71-y7SWA/WI9CYYHw2fI/AAAAAAAAEeo/D7lcan6ZHWAJ7ydlGt3c8IA772bZfz4GwCLcB/s1600/05.jpg"><img border="0" height="426" src="https://4.bp.blogspot.com/-xtW71-y7SWA/WI9CYYHw2fI/AAAAAAAAEeo/D7lcan6ZHWAJ7ydlGt3c8IA772bZfz4GwCLcB/s640/05.jpg" width="640" /></a></div>
<ul>
<li>La dimensione, per quanto riguarda il numero di cantine presenti e l&#8217;affluenza del pubblico, è umana. Se avrete accortezza di evitare le ore di punta (magari il sabato è scelta migliore rispetto alla domenica) avrete modo di chiacchierare con i vignaioli e farvi raccontare qualcosa di più sull&#8217;azienda e i vini. Non sempre possibile nella maggior parte degli eventi vinicoli.</li>
</ul>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-hjDdBBXZzyE/WI9CY-m4lrI/AAAAAAAAEew/i8P3tFeZcpU7-xRwfV_tpevmrSfH0etSACLcB/s1600/02.jpg"><img border="0" height="426" src="https://3.bp.blogspot.com/-hjDdBBXZzyE/WI9CY-m4lrI/AAAAAAAAEew/i8P3tFeZcpU7-xRwfV_tpevmrSfH0etSACLcB/s640/02.jpg" width="640" /></a></div>
<ul>
<li>Si avverte una coerenza (anche questo non sempre coglibile altrove) nella selezione dei vini.</li>
<li>Le degustazioni a cura di Samuel Cogliati. Da non perdere.</li>
</ul>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-y3rNVNyaUw0/WI9CZALU4fI/AAAAAAAAEe0/GjpP5-5O9dUMOnPwgBY9TkYZriWERTRFACLcB/s1600/08.jpg"><img border="0" height="426" src="https://3.bp.blogspot.com/-y3rNVNyaUw0/WI9CZALU4fI/AAAAAAAAEe0/GjpP5-5O9dUMOnPwgBY9TkYZriWERTRFACLcB/s640/08.jpg" width="640" /></a></div>
<ul>
<li>Gli eventi paralleli, Live Wine Night nei locali milanesi che decideranno di ospitare vini e vignaioli per approfondirne la conoscenza.</li>
<li>Coglietela come un&#8217;occasione per un weekend a Milano. Che non guasta mai&#8230;</li>
</ul>
<div>Quindi&#8230; pronti con il bicchiere? Via!</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.livewine.it/it/">www.livewine.it</a></div>
<div>Per info e biglietti:</div>
<div>info@livewine.com</div>
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