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	<title>Food Blogger Mania &#187; Laura Ceresoli</title>
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		<title>La battaglia di Alessandro di Ponte San Pietro per trasferirsi a Rimini e curarsi</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 10:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(tratto da&#160;Prima Bergamo&#160;del 5 settembre 2025) Ponte San Pietro (cl2)&#160; «Sto bene al mare», cantano Marco Mengoni, Rkomi e Sayf nel loro recente tormentone estivo. E per Alessandro Borassi, 43 anni, questo non è solo un ritornello, ma una verità che ha il sapore di una speranza. Affetto da iperaldosteronismo primitivo – una rara patologia&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-battaglia-di-alessandro-di-ponte-san-pietro-per-trasferirsi-a-rimini-e-curarsi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://primabergamo.it/persone/la-battaglia-di-alessandro-di-ponte-san-pietro-per-trasferirsi-a-rimini-e-curarsi/" target="_blank">Prima Bergamo</a>&nbsp;del 5 settembre 2025)</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjpS0llGxNgXeFc3l6hMRUhW-_iqc5PWKIVq-YdmDRLPHi3wLcNGqcqINaxeSs3gV5KzQsULSOMBw3xIQUVnCvtIm7jljgAHtRwZM3NBK04R3Z6oq9zg09O6L98ZwpVJfjEk5vLCRIwk-yTKJLV9L3Oc6ALBHigeT6JKaDVDnp7f0puyNYH9Nem4zYLj5I/s1167/Schermata-2025-09-05-alle-12.36.32.jpg"><img border="0" height="204" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjpS0llGxNgXeFc3l6hMRUhW-_iqc5PWKIVq-YdmDRLPHi3wLcNGqcqINaxeSs3gV5KzQsULSOMBw3xIQUVnCvtIm7jljgAHtRwZM3NBK04R3Z6oq9zg09O6L98ZwpVJfjEk5vLCRIwk-yTKJLV9L3Oc6ALBHigeT6JKaDVDnp7f0puyNYH9Nem4zYLj5I/s320/Schermata-2025-09-05-alle-12.36.32.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Ponte San Pietro (cl2)&nbsp; «Sto bene al mare», cantano Marco Mengoni, Rkomi e Sayf nel loro recente tormentone estivo. E per Alessandro Borassi, 43 anni, questo non è solo un ritornello, ma una verità che ha il sapore di una speranza.</p>
<p>Affetto da iperaldosteronismo primitivo – una rara patologia che provoca picchi ipertensivi improvvisi, svenimenti e una serie di problematiche neurologiche –&nbsp; ha fatto una scoperta che potrebbe cambiare il corso della sua vita: durante un recente soggiorno a Rimini la sua pressione si è stabilizzata e i sintomi, di solito debilitanti, si sono attenuati.</p>
<p>«In quel periodo mi sono sentito rinato», racconta.</p>
<p>Purtroppo, il rientro alla quotidianità ha segnato anche la ripresa dei suoi sintomi invalidanti che lo hanno di nuovo messo faccia a faccia con una cruda realtà: «Appena tornato a Ponte San Pietro, tutti i miei disturbi sono tornati, più forti di prima», spiega.</p>
<p></p>
<p>La sua condizione rimane grave: oltre all’iperaldosteronismo, Borassi convive con un meningioma cerebrale (attualmente non operabile proprio a causa dell’ipertensione), episodi epilettici, febbre alta e una serie di problematiche muscolo-scheletriche.</p>
<p></p>
<p>Consapevole del beneficio dato dal mare, Alessandro ha quindi deciso di agire. Ha scritto al Comune di Rimini per chiedere un aiuto. E la risposta dell’assessore locale alle Politiche per la salute Kristian Gianfreda non si è fatta attendere: «Spiace leggere delle sue difficoltà e problemi di salute e siamo lusingati del suo interesse per la nostra città &#8211; si legge nella mail -. Tuttavia per accedere alle prestazioni e servizi comunali, vale la regola della residenza (norma nazionale), diventando dunque difficile poterla supportare nelle sue richieste. Devo anche informarla che i nostri uffici non si occupano di ricerca attiva di immobili per la locazione. Le consigliamo, prioritariamente, di rivolgersi ai servizi del suo Comune e di valutare la possibilità di cambiare residenza».</p>
<p></p>
<p>Una sfida quasi impossibile per un uomo che, a causa della malattia, ha perso lavoro e casa. Oggi percepisce un sussidio di invalidità di soli&nbsp; 321 euro al mese, più 254 euro per l&#8217;assegno di invalidità erogato dall&#8217;Inps e, non avendo più né genitori né nonni, al momento viene ospitato da un amico.</p>
<p></p>
<p>Tuttavia Alessandro, con il suo consueto ottimismo e un sorriso che non si cancella dal suo volto nonostante le difficoltà, non si arrende: «Ho deciso di lanciare una raccolta fondi per realizzare il mio sogno e la mia necessità di trasferirmi a Rimini, dove forse potrò avere una chance di cura, un miglior controllo della pressione e, forse un giorno, anche l’operazione al meningioma».</p>
<p></p>
<p>La sua storia era già emersa qualche mese fa, quando lanciò un accorato appello attraverso le pagine del nostro giornale: cercava qualcuno che potesse accompagnarlo alle numerose visite specialistiche tra Bergamo e Milano, vista la pericolosità dei suoi frequenti svenimenti. Da allora, poco è cambiato sul fronte degli aiuti concreti.</p>
<p></p>
<p>Ora, però, c’è una nuova consapevolezza e una meta precisa, là dove il mare non è solo vacanza, ma l’unica terapia che finora ha funzionato: «Vi chiedo di ascoltare la mia storia e, se potete, di aiutarmi con una donazione. Anche un piccolo contributo può fare una grande differenza per ridarmi una speranza e una vita dignitosa».</p>
<p></p>
<p>Per sostenere la sua causa basta un click su https://4fund.com/ oppure tramite Iban: IT92 H036 6901 6002 0645 8141 305 o mail alessandroborassi@gmail.com.</p>
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		<title>Raccolta fondi per una biblioteca nella baraccopoli di Kibera in Kenia</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 10:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(tratto da&#160;Prima Bergamo&#160;del 5 settembre 2025) Azzano San Paolo &#8211; Quando si pensa a una vacanza in Kenya, la mente corre subito alle spiagge bianche di Diani, ai safari nella savana, ai tramonti infuocati. Ma per la azzanese Ramona Capelli il viaggio ha preso una direzione diversa: quella del cuore. Durante il suo soggiorno estivo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/raccolta-fondi-per-una-biblioteca-nella-baraccopoli-di-kibera-in-kenia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://primabergamo.it/rubriche/pensare-positivo/ad-azzano-san-paolo-lanciata-una-raccolta-fondi-per-una-biblioteca-nella-baraccopoli-di-kibera/" target="_blank">Prima Bergamo</a>&nbsp;del 5 settembre 2025)</p>
<p></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi46zJT6_t2z4dSh4clWMNEZ1SP2oGIyjoqtyQbdtMH6SnOlj-QrFY-btMV7o18ljb1cX8gfnEBlA3pK8ZI_wREoR6zmFB-dMlDmHpSn4cNr-9aioqAM19izq-GAGftwvJIBFpb0LRGDu9En3qwSYuZ2tGJax8LHL8yqU7KesC2R5v3H_6t-NDtzUlUw1k/s715/ramona.jpg"><img border="0" height="244" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi46zJT6_t2z4dSh4clWMNEZ1SP2oGIyjoqtyQbdtMH6SnOlj-QrFY-btMV7o18ljb1cX8gfnEBlA3pK8ZI_wREoR6zmFB-dMlDmHpSn4cNr-9aioqAM19izq-GAGftwvJIBFpb0LRGDu9En3qwSYuZ2tGJax8LHL8yqU7KesC2R5v3H_6t-NDtzUlUw1k/s320/ramona.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<p>Azzano San Paolo &#8211; Quando si pensa a una vacanza in Kenya, la mente corre subito alle spiagge bianche di Diani, ai safari nella savana, ai tramonti infuocati. Ma per la azzanese Ramona Capelli il viaggio ha preso una direzione diversa: quella del cuore. Durante il suo soggiorno estivo con il compagno ha infatti scelto di unire il piacere della scoperta all’impegno sociale, entrando in contatto con una realtà che lavora ogni giorno per dare speranza ai bambini della baraccopoli di Kibera. È stato in questo contesto che la coppia è venuta a conoscenza della Okolea Mtaa Foundation, guidata da Daniel Oguttu, 29 anni, nato e cresciuto proprio in quelle strade polverose. Dal 2019, la fondazione lavora per offrire opportunità educative, sportive e culturali ai ragazzi della comunità, con l’obiettivo di creare un ambiente sicuro e stimolante in cui possano crescere e sviluppare le proprie competenze.</p>
<p></p>
<p>Così, giunta sul posto, Ramona ha aderito con entusiasmo al “Walking Tour” proposto da Daniel, un percorso guidato che permette ai visitatori di immergersi nella quotidianità della comunità, con rispetto e autenticità.&nbsp;</p>
<p></p>
<p>«Non volevo visibilità personale, ma far conoscere una realtà che merita attenzione &#8211; osserva Ramona -. Questa esperienza ci ha permesso di esplorare le strade di Kibera con una prospettiva autentica e rispettosa, osservando da vicino le attività della fondazione e l’impegno del team»..</p>
<p></p>
<p>Camminando tra le vie strette e affollate della baraccopoli, la donna ha potuto osservare da vicino la quotidianità di una comunità che, tra mille difficoltà, non smette mai di lottare per un futuro migliore.</p>
<p></p>
<p>Tappa centrale la sede della Okolea Mtaa Foundation, un luogo che, pur nella sua semplicità, trasmette energia, creatività e speranza. Al piano terra, Ramona è entrata nell’ufficio operativo della fondazione dove si coordinano le attività e si accolgono i ragazzi. Accanto, ha trovato un’aula di danza, uno spazio vivo e dinamico in cui i giovani possono esprimersi liberamente, lontano dalle pressioni della strada. Salendo al piano superiore, ha scoperto una zona di recente costruzione, con pareti e soffitto in lamiera, adibita ad aula d’arte. Qui, i bambini e gli adolescenti possono dedicarsi alla pittura, al disegno e ad altre forme di espressione creativa, spesso utilizzando materiali di recupero. Accanto a questa stanza, c’è uno spazio ancora all’aperto, che la fondazione sogna di trasformare in una biblioteca comunitaria. Il progetto è già in fase di raccolta fondi, e Ramona ha potuto vedere con i propri occhi quanto sia importante questo futuro luogo di cultura e aggregazione.</p>
<p></p>
<p>Durante il percorso, ha incontrato anche i ragazzi impegnati negli allenamenti delle squadre di calcio, sia junior che senior. L’atmosfera era carica di entusiasmo: i giovani correvano sul campo con disciplina, determinazione e spirito di squadra. Ramona ha raccontato di aver percepito una forte energia positiva, un senso di appartenenza che va ben oltre lo sport.</p>
<p></p>
<p>«Prima della partenza, abbiamo deciso di portare alcune donazioni per la comunità &#8211; aggiunge -. Daniel ci ha indicato cosa servisse maggiormente: palloni da calcio e magliette da calcio, libri e quaderni. Per cercare di raccogliere quanto più possibile, ho pubblicato un post nel gruppo Facebook del mio paese e sono rimasta sorpresa dalla generosità della comunità: in poche ore moltissime persone hanno contribuito, riempiendo la valigia. A un certo punto ho dovuto chiudere i commenti perché lo spazio nelle valigie era ormai esaurito. Ci tengo quindi a ringraziare di cuore chi ha potuto contribuire, così come chi non ha potuto farlo per motivi di spazio, per la loro attenzione e il loro sostegno».</p>
<p></p>
<p>Ogni angolo visitato, ogni attività osservata, ha restituito a Ramona l’immagine di una comunità che, pur tra mille ostacoli, continua a costruire bellezza e opportunità. Un’esperienza che le ha lasciato il segno, e che ha voluto condividere per dare voce a chi ogni giorno lavora per cambiare le cose.</p>
<p></p>
<p>La Okolea Mtaa Foundation, però, ha bisogno di sostegno continuo, sia economico che materiale. Chi visita Nairobi può portare con sé oggetti utili come libri, giochi, vestiti o attrezzature sportive. Chi non può viaggiare, può contribuire online. Il link per sostenere la fondazione è www.okolea-mtaa-foundation.org, oltre alle pagine social Instagram @okolea_mtaa_foundation, @ffvngkenya e la raccolta fondi su GoFundMe: Support Okolea Mtaa Foundation — Empower Kibera’s Kids.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Mercatanti in Fiera da record: 110mila presenze in 4 giorni</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 15:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bergamo &#8211; Si è conclusa con un successo straordinario la 23^ edizione di Mercatanti in Fiera. Nonostante lo spostamento a metà ottobre, che ha portato temperature serali più fresche e una chiusura anticipata, la manifestazione ha richiamato una folla oceanica nel centro di Bergamo: la stima ufficiale parla di 110.000 presenze in soli quattro giorni.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/mercatanti-in-fiera-da-record-110mila-presenze-in-4-giorni/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj4jnmtAlEsL4pXk6VEm7LxHhHSX-gdwZnQdqozvACxifbu9PRtSGMVRtHGrjnFSwZEvQWvKlZOJc4hEuMWHDj640tECUUa1yfxCM9ytd0hn4jNsaBmyMRDaPV2mdNliM-gw5ZaBFecGWY9v7zQQMNo2IsgqDNFYsnxd7CtjXNQAlF6PDYqaxYpScaPzVs/s1920/thumbnail_mercatanti%202025_01.jpg"><img border="0" height="201" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj4jnmtAlEsL4pXk6VEm7LxHhHSX-gdwZnQdqozvACxifbu9PRtSGMVRtHGrjnFSwZEvQWvKlZOJc4hEuMWHDj640tECUUa1yfxCM9ytd0hn4jNsaBmyMRDaPV2mdNliM-gw5ZaBFecGWY9v7zQQMNo2IsgqDNFYsnxd7CtjXNQAlF6PDYqaxYpScaPzVs/s320/thumbnail_mercatanti%202025_01.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Bergamo &#8211; Si è conclusa con un successo straordinario la 23^ edizione di Mercatanti in Fiera. Nonostante lo spostamento a metà ottobre, che ha portato temperature serali più fresche e una chiusura anticipata, la manifestazione ha richiamato una folla oceanica nel centro di Bergamo: la stima ufficiale parla di 110.000 presenze in soli quattro giorni. Il Sentierone è stato invaso dai bergamaschi e dai visitatori che hanno preso d&#8217;assalto i 105 banchi allestiti per l&#8217;occasione. L&#8217;offerta è stata un vero giro del mondo, con espositori provenienti da 25 Paesi diversi, tra cui Olanda, Messico, Australia, USA e Cina. A questa proposta cosmopolita si sono affiancate le eccellenze italiane, con ben 14 regioni rappresentate, dalla Valle d&#8217;Aosta alla Sicilia. L&#8217;afflusso è stato talmente massiccio, in particolare nel weekend, da richiedere misure eccezionali di gestione del traffico.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjrOkgWbJp08M-OHh7DG1m84TlHL3xAS6Pz2ArVQZPrrXeWVF_WRAYb7_d4Vx7c_lrRQIof-qg2r2HO-JaKKO9jk0UCmugmcge4Qz_Ahe4Iarjr5UMDLUbUmP_-iuUDtiaWI25PTTQa-0l7s5oOUsctQn2qnB12i8qbCnMWlI2WtLUYpABvJLiL2w_OMCc/s1280/mercatanti%202025_03.jpg"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjrOkgWbJp08M-OHh7DG1m84TlHL3xAS6Pz2ArVQZPrrXeWVF_WRAYb7_d4Vx7c_lrRQIof-qg2r2HO-JaKKO9jk0UCmugmcge4Qz_Ahe4Iarjr5UMDLUbUmP_-iuUDtiaWI25PTTQa-0l7s5oOUsctQn2qnB12i8qbCnMWlI2WtLUYpABvJLiL2w_OMCc/s320/mercatanti%202025_03.jpg" width="180" /></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEilQobHZuPfLte4Z_z9sRcb4vhfZgi68SkJr-rz4Fws1g7rFTo22CxybAxPkJaOLz5UG_nKJe9PWTmzkaWFSZ1-k7MJsZ86WHZuaoh_OUBfodB_yUkZ0aGj7dpwdDSAn2nYcRXZoGYjJKofLG10KOtNw0i2vxeUASLkJ_kpoLXz6Xt09GccCl65I6EcJas/s906/thumbnail_mercatanti%202025_02.jpg"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEilQobHZuPfLte4Z_z9sRcb4vhfZgi68SkJr-rz4Fws1g7rFTo22CxybAxPkJaOLz5UG_nKJe9PWTmzkaWFSZ1-k7MJsZ86WHZuaoh_OUBfodB_yUkZ0aGj7dpwdDSAn2nYcRXZoGYjJKofLG10KOtNw0i2vxeUASLkJ_kpoLXz6Xt09GccCl65I6EcJas/s320/thumbnail_mercatanti%202025_02.jpg" width="254" /></a></p>
<p>La polizia locale è intervenuta per chiudere al transito via Roma sia sabato pomeriggio (dalle 15 alle 23) che domenica (dalle 17:00 in poi), per garantire la sicurezza della folla in festa.«Quella appena conclusa è stata un’edizione straordinaria di Mercatanti», ha commentato Cesare Rossi, direttore di Promozioni Confesercenti, entusiasta del risultato. «Oltre 110.000 visitatori hanno animato il centro città, trasformandolo in un vivace punto di incontro per famiglie, turisti e giovani».</p>
<p>
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi6wmBWTTTAEnToMiZ56Dlkl-IWPbq7rMXet5j1tA_F30WLj_S9MYvTDB189bAEteJFxQqE-RSQghjlBOtEg-37j2jyPUJeH79UuOFBwQheXsFNdb0X6oTnMd3ppNcGkj13JpiISrhMoW20ivmSg8KIMcXA-f2axaYY4FKQGSmH-c3Ixz2WfUfu-Z9ZVHQ/s2048/mercatanti%202025_piazza%20dante.jpg"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi6wmBWTTTAEnToMiZ56Dlkl-IWPbq7rMXet5j1tA_F30WLj_S9MYvTDB189bAEteJFxQqE-RSQghjlBOtEg-37j2jyPUJeH79UuOFBwQheXsFNdb0X6oTnMd3ppNcGkj13JpiISrhMoW20ivmSg8KIMcXA-f2axaYY4FKQGSmH-c3Ixz2WfUfu-Z9ZVHQ/s320/mercatanti%202025_piazza%20dante.jpg" width="240" /></a></div>
<p>
</p>
<p>Rossi ha sottolineato che, al di là del bel tempo, «è stato il clima festoso, insieme ai colori e ai sapori delle bancarelle europee, a rendere l&#8217;atmosfera davvero speciale». Un elemento di forte richiamo è stata anche piazza Dante, impreziosita per l&#8217;occasione da una scenografica distesa di fiori colorati che ha aggiunto un tocco di bellezza al percorso.L&#8217;evento, organizzato da Anva Confesercenti in collaborazione con Promozioni Confesercenti Bergamo, e patrocinato da Comune, Provincia e Camera di Commercio, si conferma così come uno degli appuntamenti più amati e di successo nel panorama degli eventi fieristici cittadini. La kermesse, che da giovedì 16 ad oggi ha riempito il Sentierone di street food di qualità e artigianato di alto livello, dà l&#8217;appuntamento alla prossima edizione.</p>
<p></p>
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		<title>Il trombettista Jazz Matteo Vertua in tv da Amadeus</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Apr 2023 09:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stezzano (Bergamo) &#8211; “I soliti ignoti” è una trasmissione che, in famiglia, la stezzanese Michela Ranica ha seguito fin dagli esordi. Soprattutto per i suoi genitori ultraottantenni Tarcisio&#160;e Adriana, il programma della Rai segna la degna conclusione di ogni serata. Se una volta si diceva «Dopo Carosello tutti a nanna», a casa loro si dice&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-trombettista-jazz-matteo-vertua-in-tv-da-amadeus/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<p>Stezzano (Bergamo) &#8211; “I soliti ignoti” è una trasmissione che, in famiglia, la stezzanese Michela Ranica ha seguito fin dagli esordi. Soprattutto per i suoi genitori ultraottantenni Tarcisio&nbsp;e Adriana, il programma della Rai segna la degna conclusione di ogni serata. Se una volta si diceva «Dopo Carosello tutti a nanna», a casa loro si dice «A letto dopo Amadeus». Così ha pensato bene di proporre a suo figlio Matteo Vertua, trombettista jazz molto noto a Stezzano e non solo, di partecipare ai casting per fare una sorpresa ai nonni. E lui, dopo un&#8217;iniziale ritrosia, ha accettato. «Il provino di ottobre nella sede Rai di Milano è andato a buon fine e abbiamo concordato un periodo in cui eravamo disponibili per andare a Roma al Teatro delle Vittorie dove si svolge il programma &#8211; racconta Michela -. Una settimana prima ci hanno contattati e, a totale carico della Rai, ci hanno spesato viaggio e hotel a quattro stelle. Devo dire che ci hanno trattati bene. La mattina della registrazione un taxi mandato da loro ci ha prelevati dall&#8217;albergo e accompagnati a un&#8217;entrata laterale del teatro. Da qui ci hanno scortati fino al camerino, da cui non abbiamo potuto muoverci fino all&#8217;ora della registrazione. Per andare al bagno c&#8217;era una guardia che vigilava affinché non incontrassimo nessuno. I concorrenti, infatti, non possono assolutamente interagire né con gli ignoti, né con il parente misterioso e nemmeno con il pubblico che parteciperà in sala, quindi lo staff deve stare estremamente attento».</p>
<p>Il tempo è tuttavia trascorso veloce, tra trucco, parrucco, scelta dell&#8217;outfit e le tantissime firme che madre e figlio hanno dovuto apporre sui documenti per privacy, liberatorie, regolamento.</p>
<p>«Ci hanno spiegato come si sarebbe svolta la registrazione, come avremmo dovuto comportarci in studio e poi è arrivato il microfonista per prepararci &#8211; prosegue Michela -. Il responsabile di studio ci ha poi condotto nella postazione, dove Amadeus ci aspettava per iniziare. Il clima era molto familiare e rilassato, i collaboratori Rai ed Endemol erano tutti gentili e sereni. L&#8217;emozione comunque c&#8217;era ed è stata forte. Dal vivo in studio è molto difficile concentrarsi, gli ignoti sono lontani e non è facile confrontarne i tratti del viso. Da casa con l&#8217;aiuto delle inquadrature è diverso. È stato bello e interessante vedere i tempi televisivi e il brulicare dei tecnici in studio, da casa nulla traspare. Dietro ogni puntata c&#8217;è un lavoro d&#8217;equipe non indifferente, tutto è studiato nei minimi dettagli e controllato da un notaio in ogni fase».</p>
<p>Alla fine, Matteo e Michela hanno sbagliato la scelta del parente misterioso, non riuscendo così nell’intento di portare a casa il montepremi di 20 mila euro racimolato durante la puntata. Ma poco importa: il ricordo che entrambi conserveranno di questa esperienza vale molto di più di qualsiasi ricompensa in denaro. E al termine del programma non hanno potuto fare a meno di scattare una foto con Amadeus.</p>
<p>«È davvero un gran professionista, educato, garbato e rispettoso &#8211; conclude la madre -. Mi ricorda i grandi pilastri della tv, un mix tra Corrado, Raimondo Vianello&nbsp;e Fabrizio Frizzi. Ha preso il meglio dei tre e lo ha fatto suo. Ogni sera entra nelle case degli italiani con discrezione e semplicità. Anche per questo abbiamo preso coraggio e ci siamo catapultati in questa avventura. E lo stupore sul viso dei miei genitori, quando ci hanno visti in trasmissione, ci ha ripagati della fatica che, comunque, abbiamo accumulato in questi due giorni densi di emozioni».</p>
<p>(Tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.primabergamo.it">Prima Bergamo</a>&nbsp;del 23 marzo 2023)</p>
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		<title>Annamaria, la sentinella dei rifiuti</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Mar 2023 17:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DALMINE (Bergamo) &#8211; Stirelle, materassi matrimoniali, pneumatici, aspirapolvere e persino un lavandino. Nell&#8217;ultimo mese i rifiuti abbandonati nella zona di Mariano sono aumentati a dismisura. A confermare questo trend è Annamaria Adobati, una dalminese di 65 anni che, da quando è andata in pensione, ha deciso di dedicarsi alla cura del suo territorio. Da sola&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/annamaria-la-sentinella-dei-rifiuti/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<p>DALMINE (Bergamo) &#8211; Stirelle, materassi matrimoniali, pneumatici, aspirapolvere e persino un lavandino. Nell&#8217;ultimo mese i rifiuti abbandonati nella zona di Mariano sono aumentati a dismisura. A confermare questo trend è Annamaria Adobati, una dalminese di 65 anni che, da quando è andata in pensione, ha deciso di dedicarsi alla cura del suo territorio. Da sola o in compagnia dei volontari del gruppo Dalmen Net, gira per il paese con il suo carrello e raccoglie sacchi interi di immondizia.</p>
<p>«Sono nata a Bergamo, ma sono cresciuta in Germania &#8211; racconta Annamaria -. I miei genitori si sono trasferiti là per lavoro quando avevo quattro anni. Quando a 19 anni sono rientrata in Italia, sono rimasta male nel vedere così tanti rifiuti in giro. Devo dire che i tedeschi hanno una coscienza ecologica più spiccata e non sono certo abituati a gettare le cartacce per terra. Mi sarebbe piaciuto fare qualcosa di concreto già in passato, ma lavorando in una mensa e avendo famiglia (un marito e un figlio), non ne avevo il tempo. Da quando sono andata in pensione, invece, mi sono dedicata alla mia passione, la camminata. Così, passeggiando a piedi per le vie della città, ho iniziato a notare diversi oggetti abbandonati per strada».</p>
<p>La svolta è arrivata nel&nbsp; 2021 quando la signora è venuta a conoscenza dell’iniziativa Dalmen Net, nata grazie all’intuizione di Riccardo Fenili. Stanco delle lamentele sui social legate all&#8217;incremento di sporcizia ai bordi delle strade dalminesi, un bel giorno questo signore dalminese ha infatti preso in mano la situazione in prima persona promuovendo un gruppo di raccolta volontaria dei rifiuti. Così, ha lanciato un appello su Facebook per arruolare qualche persona disposta a scendere in campo con guanti, mascherina e sacchetti di plastica da 30 litri e le risposte non si sono fatte attendere.</p>
<p>«Il sabato mattina mi aggrego a Dalmen net, ma durante la settimana il mio impegno non si ferma. Quando sono in giro da sola, se vedo qualche rifiuto, lo raccolgo con il carrello che mi ha comprato mio marito. Insomma, unisco l&#8217;utile al dilettevole. Nella zona di Mariano, dove transitano parecchi camionisti, trovo di tutto. Se i rifiuti sono particolarmente pesanti e ingombranti, li raggruppo in un punto e mando la fotografia a Fenili che poi avvisa la ditta Sangalli per il ritiro. Sono molto soddisfatta quando poi vedo tutto pulito».</p>
<p>Tra i volontari si vedono di solito cittadini dai quarant&#8217;anni in su, ma ad Annamaria piacerebbe che ci fossero più ragazzi disposti a mettersi in gioco: «Tempo fa una mamma mi ha fermato per strada dicendo che anche sua figlia sarebbe stata interessata a collaborare nella raccolta, le ho lasciato il mio numero ma non mi ha più richiamata. Anche un altro ragazzo un giorno si era offerto di aiutarmi ma tutto si è fermato lì. Peccato perché la pulizia volontaria è un buon modo per sviluppare un maggiore senso civico anche nelle nuove generazioni».&nbsp;</p>
<p>Il fondatore di Dalmen Riccardo Fenili conferma: «La zona di Mariano di Dalmine, incluse le aree che circondano l’abitato, sono oggetto di pulizia settimanale, almeno due uscite, da parte della volontaria di nome Annamaria che si fa anche carico di raggruppare quanto raccolto nei pressi dell’edicola in centro di Mariano per prelievo da parte della ditta Sangalli. La quantità di immondizia raccolta nell’ultimo mese ha dell’incredibile. Vorrei sottolineare che è una volontaria spinta da un senso civico che molti di noi non hanno. Ora la mia preghiera, se la incontrerete, è quella di ringraziarla per quanto fa».&nbsp;</p>
<p>Tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.primabergamo.it">Prima Bergamo</a>&nbsp;del 3 marzo 2023</p>
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		<title>Addio a Remo Ceriotti, il Mr. Cadillac dei Mismountain Boys</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 08:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quella tra Remo Ceriotti e la sua Isabella Saradini era una storia d’amore d’altri tempi. Una favola scandita dai ritmi della musica country che si è spezzata troppo presto. Mr Cadillac, così come tutti lo chiamavano per la sua passione per l’America e le auto d&#8217;epoca, si è spento il 21 marzo all&#8217;età di 53&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/addio-a-remo-ceriotti-il-mr-cadillac-dei-mismountain-boys/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiIn_UTc0cj13_N3YemxqN37OvJlMhaG8Rv5EmHGdN6rene22q2Px2ZhZcjUi-B-Ts9zaQssWlkT6Kupu3ld0tSKesL9TRSjN2WQ7AiwJtphMy7pArrXSIsrplxvU3JnXsS8X65qHTYaWl4K9vZOUtZHCkSEFDUIR1Z3IMwtY0o1meKkRuhCWMgRbXZ/s960/53006753.jpg"><img border="0" height="214" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiIn_UTc0cj13_N3YemxqN37OvJlMhaG8Rv5EmHGdN6rene22q2Px2ZhZcjUi-B-Ts9zaQssWlkT6Kupu3ld0tSKesL9TRSjN2WQ7AiwJtphMy7pArrXSIsrplxvU3JnXsS8X65qHTYaWl4K9vZOUtZHCkSEFDUIR1Z3IMwtY0o1meKkRuhCWMgRbXZ/s320/53006753.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Quella tra Remo Ceriotti e la sua Isabella Saradini era una storia d’amore d’altri tempi. Una favola scandita dai ritmi della musica country che si è spezzata troppo presto. Mr Cadillac, così come tutti lo chiamavano per la sua passione per l’America e le auto d&#8217;epoca, si è spento il 21 marzo all&#8217;età di 53 anni a causa di un male incurabile contro il quale lottava con tenacia dal 2020.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhnQcqeyZtKC9iWROvyEx6_AHQ36uZLN8bPr9qKOeah-GKYU4o_Vg3AmWOsbdZyC39sfY3Le4ewvJT1AUkmHD-eabmoZo6JWW0HUF-2QGA9GqZFcINroeG9-uiSjhrOn5DhBpvRYHH-8L3U5yo3iC1B4v34b6g0ZgyGtFbgfnqNpWrGYk5OILSBQyft/s1600/53007436.jpg"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhnQcqeyZtKC9iWROvyEx6_AHQ36uZLN8bPr9qKOeah-GKYU4o_Vg3AmWOsbdZyC39sfY3Le4ewvJT1AUkmHD-eabmoZo6JWW0HUF-2QGA9GqZFcINroeG9-uiSjhrOn5DhBpvRYHH-8L3U5yo3iC1B4v34b6g0ZgyGtFbgfnqNpWrGYk5OILSBQyft/s320/53007436.jpg" width="240" /></a></div>
<p>Originario di Azzano San Paolo, Ceriotti faceva parte dell’organico della Sacbo, società che gestisce l’aeroporto di Orio. Prima di approdare allo scalo orobico, aveva collaborato con altre note realtà del territorio, come Italcementi e Zurigo Assicurazioni.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2f25-hLgDy7D1kFlLtO_rs0vu8m5o4z6HHFDRLa1i_-p_lmwJiOQD0js-xUZVxbrsf42E3HElsYJGKKxaYeazFZuYi-1oW1P6rNhAe1HToiwI-L8FSrS5pHvm14YlaMP03I2-yAwV437B_L_5PPI-5YyQ6gUfzv-cR8PSBGYnsrU-LzTIOnAvbZsL/s960/53007439.jpg"><img border="0" height="239" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2f25-hLgDy7D1kFlLtO_rs0vu8m5o4z6HHFDRLa1i_-p_lmwJiOQD0js-xUZVxbrsf42E3HElsYJGKKxaYeazFZuYi-1oW1P6rNhAe1HToiwI-L8FSrS5pHvm14YlaMP03I2-yAwV437B_L_5PPI-5YyQ6gUfzv-cR8PSBGYnsrU-LzTIOnAvbZsL/s320/53007439.jpg" width="320" /></a></div>
<p>La notizia della sua scomparsa ha colpito profondamente anche il sindaco Lucio De Luca che il 24 settembre 2020 nel palazzo comunale aveva officiato le nozze di Remo e Isabella. Una cerimonia originale, la prima in stile western, con tanto di canzoni tipiche in sottofondo e duetto canoro dei neo sposi. La coppia, infatti, faceva parte della <b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mismountainboys.it/">Mismountain Boys</a></b>, una bluegrass band attiva in Bergamasca dal 2005. La sposa, vestita con un tradizionale abito lungo bianco, reso speciale da un cappello da cowboy, era arrivata in piazza IV novembre a bordo di una Cadillac davanti agli occhi stupiti di parenti e curiosi. Ceriotti era infatti un collezionista di auto d&#8217;epoca. Possedeva nove vetture americane custodite gelosamente in un capannone. Durante i suoi frequenti viaggi in America, andava spesso alla ricerca di pezzi di ricambio originali per rimettere in pista i suoi cimeli vintage su quattro ruote. (Leggi l&#8217;articolo&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://primabergamo.it/pensare-positivo/remo-e-isa-le-prime-nozze-in-perfetto-stile-western-in-quel-di-azzano-san-paolo/">qui</a>).</p>
<p>«Mi dispiace tanto &#8211; commenta Lucio De Luca -. L&#8217;ho conosciuto non molto tempo fa, in occasione del suo matrimonio che celebrai io. Sicuramente è stato uno dei più singolari, in stile Western e con musica Country. Fuori ad aspettare gli sposi una delle sue macchine americane. Come sempre, giorni prima del matrimonio, incontrai i futuri sposi, Remo e Isabella. In quel contesto ebbi l&#8217;occasione di conoscerli meglio. Mi raccontarono come si erano conosciuti e delle loro passioni, la cultura country e la musica. Mi parlarono anche della malattia di Remo. Non nascondo che mi sorprese e mi commosse vedere la forza, l&#8217;entusiasmo, la simpatia e la consapevolezza di entrambi ma, soprattutto di Remo. La notizia, benché fosse attesa, mi ha colpito molto. Mi stringo a Isabella e a tutti gli amici e le persone che gli volevamo bene. Se il paradiso può avere la forma delle nostre passioni, quello di Remo sarà sicuramente il Texas o l’Arizona o magari il&nbsp; Wyoming, tra deserti e praterie, in qualche ranch, o percorrendoli su un cavallo o su una cadillac cabriolet bianca».</p>
<p>Dopo il matrimonio la coppia si era trasferita a Presezzo, paese d&#8217;origine di Isabella. È lo stesso Remo, in un&#8217;intervista rilasciata a Prima Bergamo nel 2020, a ricordare il loro primo incontro: «Ho visto per la prima volta la mia futura moglie per caso a dicembre 2007 dopo un concerto &#8211; diceva -. Io e la mia band siamo andati a mangiare una pizza al “Black horse” di Presezzo, locale gestito da Isabella e dalla sua famiglia. Ci siamo atteggiati da superstar, vestiti com&#8217;eravamo coi costumi di scena e, visto che eravamo alla ricerca di nuovi ingaggi, ci siamo proposti come musicisti per il locale. All&#8217;inizio Isabella ci guardava un po&#8217; dall&#8217;alto in basso. Poi ho scoperto che anche lei amava suonare la chitarra e cantare brani country. Qualche tempo dopo è venuta ad assistere a un nostro concerto ad Azzano San San Paolo dove è stata invitata a salire sul palco e si è esibita in una canzone di Mark Knopfler. Poi ci siamo rivisti a una fiera equina (Isabella è anche una veterinaria di cavalli), ha iniziato a seguirci in sala prove e col tempo è diventata parte integrante della band. Piano piano è sbocciato anche un sentimento tra noi».&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Remo aveva conosciuto il mondo stelle a strisce attraverso la passione trasmessagli dallo zio materno Emilio Fumagalli, pittore, scultore e polistrumentista. Si era laureato in Economia e commercio discutendo una tesi sugli “Eighteen wheelers”, i truck americani. Nel frattempo aveva iniziato a strimpellare il 5th string banjo, la chitarra, la squareneck dobro e la pedal steel. Dal 2002 aveva iniziato la spola verso gli Stati Uniti con un ritmo di tre viaggi all&#8217;anno alla ricerca delle origini del sogno americano. Nel 2005 aveva risposto a un annuncio sull&#8217;inserto domenicale gratuito di un quotidiano locale in cui si ricercava una chitarra e una voce per formare un gruppo. Così era iniziata la storia dei Mismountain Boys.</p>
<p>Nel 2019 Ceriotti si era reso protagonista di una coincidenza straordinaria. Il 12 ottobre 1944 un cacciabombardiere da sette tonnellate pilotato dall&#8217;americano George Dorval venne abbattuto dalla contraerea in un raid diretto all’aeroporto di Orio al Serio. Quel pilota 22enne venne curato all’ospedale militare da Elisa Scarpellini di Colognola, la zia di Mr Cadillac, che all&#8217;epoca faceva la crocerossina. Quando George guarì, si scambiarono gli indirizzi e lui mostrò sempre grande riconoscenza alla zia, inviandole alcuni pacchi e tornando a trovarla nel 1967. In epoche recenti, Remo aveva aiutato il figlio Christopher Dorval, che ha lavorato alla Casa Bianca nello staff del presidente Bill Clinton, a ricostruire la storia di suo padre George.</p>
<p>Carattere aperto, socievole, sempre disponibile, Remo ha lasciato un segno indelebile nel cuore di tutti coloro che hanno incrociato il suo percorso. L’amata moglie Isabella, ora chiusa in un profondo dolore, ha rivolto un particolare ringraziamento ai dottori Bernini, Bianchi, Bonfanti, Guerrasio, Magnoni che lo hanno seguito e sostenuto in questo lungo percorso di malattia, alle sue colleghe Ilaria, Chiara e Raffaella che gli sono state vicino, ai tanti amici e colleghi che lo hanno supportato e incoraggiato.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJ81tdKxXDudu5DMShj7fNfDz5fP6_qtNgPq-WUhQ07z0weJsbqZMDH6qOPx9e_J723VrSVG5sd2VuNkaO4UHPlah_f3DU2YUaaTbRgjueaopcZFixtdcOaCsMBQ79MjXHcO7tndtfEtjPesiTLqbhv8HfCgbohBDTxpegqftak-nzFpo5m2_QH72J/s960/52984888.jpg"><img border="0" height="289" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJ81tdKxXDudu5DMShj7fNfDz5fP6_qtNgPq-WUhQ07z0weJsbqZMDH6qOPx9e_J723VrSVG5sd2VuNkaO4UHPlah_f3DU2YUaaTbRgjueaopcZFixtdcOaCsMBQ79MjXHcO7tndtfEtjPesiTLqbhv8HfCgbohBDTxpegqftak-nzFpo5m2_QH72J/s320/52984888.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Tanti i messaggi di cordoglio comparsi in questi giorni sulla sua pagina Facebook così come molte sono state le persone che ieri giovedì 24 marzo alle 15 hanno partecipato al funerale nella parrocchiale di Azzano San Paolo. Tra loro anche i musicisti che hanno condiviso con Remo un pezzo di vita e che, prima e dopo la celebrazione, hanno dato al loro amico l&#8217;estremo saluto con un omaggio musicale sul sagrato della chiesa.</p>
<p><b>Laura Ceresoli</b></p>
<p><b>(Tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://primabergamo.it/cronaca/dalla-carriera-in-sacbo-alla-passione-per-il-country-addio-a-remo-ceriotti-alias-mr-cadillac/">Prima Bergamo</a>&nbsp;del 25 marzo 2022)</b></p>
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		<title>Mariya Kardash, la badante ucraina che vive settimane di angoscia. A Ternopil ci sono suo marito, la figlia, il genero e il nipotino</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2022 10:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Ho finito le lacrime a forza di piangere. Io mi trovo qui ad Azzano, a distanza di duemila chilometri dal mio Paese, e mi sento impotente perché non posso stare vicino alla mia famiglia. Ho un’ansia continua, ho lo stomaco chiuso, non riesco nemmeno a dormire bene la notte per la preoccupazione. Poi con un&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/mariya-kardash-la-badante-ucraina-che-vive-settimane-di-angoscia-a-ternopil-ci-sono-suo-marito-la-figlia-il-genero-e-il-nipotino/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi2jsWqzaYwata_LzzHR3GyeN_7lJ9AkGJz2Bc6UnDluZW6MERqf06hGr1If1PwFmLl_00pEfMe5mzmU2JMUtPVp3ieMNiNKStaWRLVaEr7LLgwNxM9vtce8e0kIRWyP76ylUeyH9NZ7d7rgeuSeyfsxMTEF9Y9Yj-4yLxM0NgFmEb0G0Hqe8HCaOVw/s1599/52895197.jpg"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi2jsWqzaYwata_LzzHR3GyeN_7lJ9AkGJz2Bc6UnDluZW6MERqf06hGr1If1PwFmLl_00pEfMe5mzmU2JMUtPVp3ieMNiNKStaWRLVaEr7LLgwNxM9vtce8e0kIRWyP76ylUeyH9NZ7d7rgeuSeyfsxMTEF9Y9Yj-4yLxM0NgFmEb0G0Hqe8HCaOVw/s320/52895197.jpg" width="238" /></a></div>
<p>«Ho finito le lacrime a forza di piangere. Io mi trovo qui ad Azzano, a distanza di duemila chilometri dal mio Paese, e mi sento impotente perché non posso stare vicino alla mia famiglia. Ho un’ansia continua, ho lo stomaco chiuso, non riesco nemmeno a dormire bene la notte per la preoccupazione. Poi con un po’ di preghiere e tranquillanti riesco a calmarmi. La mattina, però, quando mi sveglio ricasco nell’incubo».</p>
<p>Si sfoga così <b>Mariya Kardash</b>, una badante ucraina che da un anno e mezzo ha trovato casa ad Azzano San Paolo dove accudisce una signora a tempo pieno. Prima di approdare in paese, negli ultimi diciassette anni ha lavorato tra Brescia e Cremona. Il suo cuore, però, è sempre rimasto in Ucraina, a Ternopil per l’esattezza, dove ancora vivono suo marito, la figlia, il genero e il nipotino.</p>
<p>«Sono nonna di un bimbo di un anno e mezzo che ha appena incominciato a vivere e già lo attende un futuro difficile &#8211; dice commossa Mariya -. Il secondo giorno di guerra avrei voluto tornare immediatamente in Ucraina, solo che avevano bloccato i voli diretti e avrei dovuto fare due scali, uno in Ungheria e l’altro in Polonia, avrei dovuto trovare un mezzo per giungere alla dogana, poi avrei dovuto attraversare la frontiera a piedi e cercare un pulmino per arrivare fino a casa, nell’Ucraina occidentale, poco distante da Leopoli. Ovviamente mia figlia mi ha pregato di non farlo perché era troppo pericoloso. Oltretutto al momento io sono l’unica della famiglia che può lavorare perché là in Ucraina è tutto chiuso ma i prezzi aumentano. Così, tutti i soldi che guadagno come badante qui ad Azzano li mando ai miei familiari. Non ho mai pensato di farmi una vita qui».</p>
<p>L&#8217;ultima volta che la signora Kardash ha visto i suoi parenti era il 3 settembre 2021: «Prima c’era il Covid, ora la guerra. Che periodo! Spero di poter abbracciare di nuovo la mia famiglia la prossima estate anche se, vista la situazione, non so come andrà a finire. Là in Ucraina ora i maschi della nostra famiglia o vanno a combattere o, se non hanno esperienza militare come i ragazzi giovani, svolgono l’attività di sorveglianza territoriale. Mi viene tristezza anche a pensare alla preoccupazione delle donne ucraine che passano il tempo a cucinare dolci e pane (senza lievito per farlo durare di più) per chi è in guerra».</p>
<p>A un certo punto la voce di Mariya si spezza dal dolore: «Abbiamo preso un forte spavento nei giorni scorsi, perché a distanza di 60 chilometri da casa nostra ci sono stati due bombardamenti negli aeroporti militari di Lutsk e Ivano-Frankivs’k &#8211; racconta -. Grazie a Dio sul mio territorio non si vive una disgrazia come quella di Kiev. Però fa male lo stesso vedere la nostra Ucraina ridotta così. È incredibile che nel 2022 possano succedere cose simili. Non può la Russia entrare di punto in bianco in casa nostra e pretendere di comandare. Non è normale. Purtroppo la situazione è tesa dal 1991, da quando l&#8217;Ucraina ha ottenuto l’indipendenza in seguito alla dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica. Per Putin la nostra autonomia è uno sbaglio e così la Russia continua a metterci il bastone fra le ruote. Però addirittura la guerra non ce l&#8217;aspettavamo».</p>
<p>Così per aiutare dall’Italia il popolo ucraino colpito dal conflitto, nei giorni scorsi la Kardash e altre badanti di Azzano hanno pensato di organizzare una colletta: «Ognuna di noi ha contribuito a seconda delle sue possibilità &#8211; afferma Mariya -. Attraverso questa iniziativa sono stati raccolti quasi mille euro che sono stati spesi per l&#8217;acquisto di medicinali».</p>
<p><b>Vincenzo Alicino</b>, tesoriere dell’associazione «Un naso rosso per» presieduta dal Claun Margherito, si è poi attivato per portare nei centri di raccolta pro Ucraina i farmaci di primo soccorso e gli eccessi di pannoloni e traverse degli anziani che le badanti hanno in cura.</p>
<p>«Un ringraziamento speciale &#8211; conclude Mariya &#8211; va anche a Graziano Vitali, ex sindaco di Zanica, e alla sorella Natalia che hanno donato 200 euro a testa. Grazie anche a tutte le mie amiche che hanno contribuito alla raccolta e che voglio citare una per una: <b>Nahuliak Mariya, Vira Lasarenko, Anna Podoliak, Alina Gumeniuk, Olga Kryvniuk, Katerina Perepelytsia, Alina Prynzei, Oksana Pavliv, Anna Kocherzhuk, Maria Teresa </b>e <b>Anna Caglioni</b> e infine <b>Giovanni, Laura</b>, ed <b>Elisa Poma</b>».</p>
<p>Laura Ceresoli</p>
<p><i>(Tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.primabergamo.it">Prima Bergamo</a>&nbsp;del 18 marzo 2022)</i></p>
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		<title>Compleanno in piazza a chiedere la carità per il Malawi</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2022 10:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Lamera]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa]]></category>
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		<category><![CDATA[Malawi]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Zanotti]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>

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		<description><![CDATA[È stato un 87 esimo compleanno inusuale per Antonio Lamera, noto volto del gruppo di ricerca «Stezzano, La storia». Già perché questa volta i regali, anziché riceverli, li ha donati. Nella mattinata del 22 febbraio ha pensato bene di ritagliarsi un paio d&#8217;ore per sostare su una panchina in piazza della Libertà, a pochi passi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/compleanno-in-piazza-a-chiedere-la-carita-per-il-malawi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<p>È stato un 87 esimo compleanno inusuale per <b>Antonio Lamera</b>, noto volto del gruppo di ricerca «Stezzano, La storia». Già perché questa volta i regali, anziché riceverli, li ha donati. Nella mattinata del 22 febbraio ha pensato bene di ritagliarsi un paio d&#8217;ore per sostare su una panchina in piazza della Libertà, a pochi passi dalla villa comunale, con uno scopo benefico: raccogliere fondi per la missione di <b>Marina Zanotti</b>, un’infermiera italiana da anni impegnata in Malawi con bambini disabili spesso emarginati e con persone affette dall’Aids.
</p>
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<p>«Avevo letto su Facebook dell’iniziativa di qualcuno che per regalo di compleanno aveva aperto una sottoscrizione per fini umanitari &#8211; spiega Lamera -. Così mi sono detto: perché non potrei farlo anche io? Ma anziché usare i social, che per me sono sempre stati asettici e impersonali, ho voluto metterci la faccia, come si usa dire ora, e mettermi in gioco. Da tempo conosco Marina Zanotti, operante da oltre vent&#8217;anni in Malawi per la cura e l’assistenza ai bambini disabili, tramite due carissimi amici di Trescore Ezio e Angy che da una decina di anni vanno laggiù a dare una mano. Tornati nel dicembre 2021, mi avevano raccontato delle difficoltà che stanno incontrando. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il sapere che le ultime offerte inviate a Marina per l’acquisto di giochi per bambini, atti a far fare loro ginnastica riabilitativa, sono stati usati per acquistare cibo per loro. Se poi aggiungiamo che da un paio di mesi la natura si è scatenata su quelle plaghe (colpa anche nostra che la stiamo rovinando), è stato naturale per me intraprendere questa iniziativa».</p>
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<p>Marina Zanotti, da anni dedica tutte le sue energie ad assistere i malati di Aids, nella zona di Mangochi. Per svolgere la sua grande opera umanitaria necessita di medicine, beni di prima necessità e di un importante aiuto economico per sostenere le spese di trasporto degli ammalati negli ospedali della zona. Intanto è stata garantita la copertura delle spese per i corsi di formazione di addetti all’assistenza e alle cure palliative. Marina ha anche affittato dieci campi da coltivare a mais acquistando sementi e fertilizzanti, procurando manodopera e tutto quanto necessario.</p>
<p>«La terra laggiù è molto povera &#8211; prosegue Lamera -. Si deve usare del fertilizzante per poterla far fruttare e ottenere così l’alimento base, il Chimanga, una specie di granoturco bianco. Per un campo che possa dar da mangiare a una famiglia, ne serve un sacco al costo di circa 50 euro; una cifra che corrispondente a un mese e mezzo di lavoro. Il prezzo purtroppo è schizzato alle stelle, compresi anche gli speculatori. Metodo che anche laggiù hanno imparato dai bianchi! Questa iniziativa di farmi regalare dei contanti per il mio compleanno ha però aggiunto dei fini che assolutamente non mi aspettavo. Innanzitutto, per parafrasare una celebre frase toscana, ho risciacquato i panni in Stezzano. Inoltre ho ritrovato tanti amici che non vedevo da tempo. A questo proposito devo dire che la piazza è tornata all’antico suo modo di esistere: il cuore del paese. Infine, ho scoperto la nuova passione di Enzo Bionda, antico partecipante al Gruppo di ricerca Stezzano la Storia e neo pensionato. Per farla breve, il progetto che avevo sottoposto a due amministrazioni passate (senza successo) di scrivere un libro fotografico sul nostro paese, ha preso nuovo impulso e accentuato il suo interesse. E lo ha preso in mano con entusiasmo».</p>
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<p>L&#8217;iniziativa solidale di Lamera per il Malawi ha riscosso un ottimo successo con 395 euro raccolti da 26 donatori: «Sinceramente non mi aspettavo un ritorno così consistente &#8211; esclama lo storico -. Considerando la brevità del lancio dell’idea e la mia poca fiducia in Facebook, è stato bellissimo e gratificante. Una avvisaglia avrei dovuto capirla; appena messo l’annuncio sui social, dopo pochissimo tempo mi ha risposto Erika Pizzetti, chiedendomi se la Marina che menzionavo era la stessa che conosce lei e mi ha proposto di trovarci per parlarne. Un contatto in fieri che, salute permettendo di chi lo eseguirà, dovrebbe portare un bell’aiuto per Marina».</p>
<p>Conclude Lamera: «La chiusa non può essere che un grande ringraziamento a tutti coloro che si sono prestati con conquibus e parole».</p>
<p><b>Laura Ceresoli</b></p>
<p><i>(Tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.primabergamo.it">Prima Bergamo</a>&nbsp;del 4 marzo 2022)</i></p>
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhhbt2iyaZHRutGBSmk2ugk8dz6krvZNFBiOnEdfFMxFf0NOCT-W78Bq5I3H4kp4w5U-pCmezvETbT1wiZhHUL26h-IzYoQMwwhOxo6eY8Cpyd-JLRKdK11VJ2DoKS2b-3I30nK5v29R3-Y6IUYoulBwfPXO_RBs7-I0l_v74irU9bUNavDaJglIB5i=s1039"><img border="0" height="289" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhhbt2iyaZHRutGBSmk2ugk8dz6krvZNFBiOnEdfFMxFf0NOCT-W78Bq5I3H4kp4w5U-pCmezvETbT1wiZhHUL26h-IzYoQMwwhOxo6eY8Cpyd-JLRKdK11VJ2DoKS2b-3I30nK5v29R3-Y6IUYoulBwfPXO_RBs7-I0l_v74irU9bUNavDaJglIB5i=s320" width="320" /></a></div>
<p><i><br /></i></p>
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		<title>Le premonizioni di Cristina: «Ho visto la morte di mamma, il giorno prima»</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 17:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Begnigna]]></category>
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		<description><![CDATA[Quella di Cristina Begnigna è stata un&#8217;infanzia felice, in mezzo al verde e agli animali della campagna di Stezzano (Bergamo). Una famiglia normale la sua, ricca di valori e di sani principi. Suo padre lavorava in una cascina mentre la madre si occupava di lei e della casa. Poi un giorno qualcosa è cambiato. Merito&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/le-premonizioni-di-cristina-ho-visto-la-morte-di-mamma-il-giorno-prima/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjQ61LxWxDtqViu_Dd-6AkmjPOOjFxwFI0HXE5FSy4CA6I4480T0pgQs7g7aqkhbO7ZTKsZh-UMoCaeAOB-qDSZ2oofhoA-EG1Q00lEhkG79xmxeLLF8vDaZgaHK-9zDhQldOTBrDqKYpR2WSWq1ZG3kdy4PJvkqlZwJRSX8ZE3AtfCo0tzbCh2LOcJ=s720"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjQ61LxWxDtqViu_Dd-6AkmjPOOjFxwFI0HXE5FSy4CA6I4480T0pgQs7g7aqkhbO7ZTKsZh-UMoCaeAOB-qDSZ2oofhoA-EG1Q00lEhkG79xmxeLLF8vDaZgaHK-9zDhQldOTBrDqKYpR2WSWq1ZG3kdy4PJvkqlZwJRSX8ZE3AtfCo0tzbCh2LOcJ=s320" width="320" /></a></div>
<div></div>
<div>
<div>Quella di <b>Cristina Begnigna</b> è stata un&#8217;infanzia felice, in mezzo al verde e agli animali della campagna di Stezzano (Bergamo). Una famiglia normale la sua, ricca di valori e di sani principi. Suo padre lavorava in una cascina mentre la madre si occupava di lei e della casa. Poi un giorno qualcosa è cambiato. Merito di un dono speciale che ha permesso a questa donna, oggi 42enne, di stabilire un contatto profondo con chi non c&#8217;è più.</div>
<div></div>
<div>«Ricordo che da piccola avevo paura di essere invisibile, tutti i bambini volevano un super potere, io volevo solo piacere a qualcuno &#8211; dice Cristina -. Avevo una costante paura di non essere mai abbastanza simpatica, abbastanza carina, abbastanza alla moda, abbastanza in generale. A un certo punto mi sono accorta di avere un dono speciale, tramite i sogni, le premonizioni, eventi paranormali, io riuscivo a vedere in anteprima la verità, ciò che poi avrei visto con i miei stessi occhi poco dopo».</div>
<div></div>
<div>I primi segnali iniziarono quando Cristina aveva circa undici anni: «Un giorno mia madre mi disse che sarebbe venuto a stare da noi suo fratello, mio zio Angelo, alla quale ero legatissima &#8211; racconta -. Ma poi lui si aggravò, fino a morire. Lo avevamo steso sul letto in camera dei miei in attesa che arrivasse l&#8217;agenzia funebre. Mentre la famiglia iniziava a riunirsi per la veglia, decisi di andare in camera mia, che era subito dopo quella di mamma e papà. Nell&#8217;attraversare il corridoio sentii un brivido freddo e all&#8217;improvviso mi girai di scatto verso il letto dove era lo zio. Lo vidi seduto e con la mano mi fece il gesto di andare vicino a lui a sedermi. Mi misi paura e corsi piangendo dai miei parenti raccontando tutto: mi dissero che era la mia mente che mi giocava brutti scherzi, ma io continuai a pensarci. Sapevo che era tutto reale. I miei occhi avevano visto lo zio Angelo che mi sorrideva anche se era morto».</div>
<div></div>
<div>Con il tempo Cristina cercò di cancellare quel ricordo dalla sua mente. Finché il 18 febbraio 1994, il giorno prima del suo compleanno, accadde di nuovo un episodio singolare: «Ero andata a studiare in biblioteca con una mia compagna, Antonella Scaramuzzino &#8211; spiega &#8211; facemmo tardi e le dissi che dovevo correre a casa a lavare i piatti, altrimenti la mamma si sarebbe arrabbiata. Prendemmo le bici e di corsa, percorrendo la piazza di Stezzano, mi accorsi di un arcobaleno che attraversava il tetto della chiesa. Allora dissi alla mia amica che dovevo fermarmi ed entrare per accendere le candele ai nonni. Poi ne accesi una in più per le anime che soffrivano in quel momento».</div>
<div></div>
<div>Erano le 17.30 e la ragazza non sapeva ancora cosa le avrebbe riservato il destino: «Arrivata a casa &#8211; continua &#8211; mi misi subito a lavare i piatti. A un certo punto entrò mio padre dalla porta piangendo. In quell&#8217;istante mi cadde un piatto ed esclamai: “La mamma!”. Lui subito mi chiese come facessi a saperlo. Papà mi spiegò che la mamma era caduta dal cavallo alle 17.30, l’avevano portata in ospedale. Mio padre doveva andare subito da lei e disse che io invece dovevo rimanere a casa con la zia. Mi si gelò il sangue, collegai subito l’arcobaleno, la candela e la mia frase nell’accenderla, il piatto che ho rotto mentre mio padre entrava dalla porta e la mia esclamazione “mamma”. Scoppiai in un pianto isterico, accentuato dalla paura di quelle cose che avevo percepito e alle quali non avevo dato peso fino a quel preciso istante. Mi inginocchiai e sentii di nuovo quel freddo. Dalla mia bocca usciva fumo bianco e nell’aria sentivo profumo di rose. Capii subito che si trattava della mia mamma. Sentii la maniglia della porta, ma mi dissi che ero sola in casa col cane e non era possibile. Mi girai e vidi la porta del corridoio, la maniglia faceva su e giù delicatamente: ero terrorizzata, ma presi coraggio e aprii la porta. Non vidi nulla fino a quando non arrivai davanti alla porta della camera dei miei genitori. Lì il profumo di rosa era veramente fortissimo, il mio cane salì sul letto dove si metteva sempre con mamma e in quel momento vidi che c&#8217;era qualcuno sdraiato, ma non vedevo nessuno, solo il segno. Scappai di corsa giù da basso e aspettai mia zia, le raccontai tutto, salimmo e controllammo. Non c&#8217;era più nulla. Mi guardò e mi disse che avevo solo bisogno di dormire».</div>
<div></div>
<div>Così Cristina andò a letto, ma quando si addormentò iniziò a sognare un campo verde gigantesco con un cavallo che correva: «Fu il primo di una lunga serie, mentre mamma era in ospedale &#8211; precisa &#8211; ogni notte si aggiungeva un particolare in più, le rose, una bara con l&#8217;ultima cena sui lati e nell&#8217;ultimo sogno vidi che c&#8217;era una donna rasata che assomigliava tanto alla mia mamma. Era in una stanza piccola, con un lucernario in vetro di murano sopra la porta. Non conoscevo quel posto».</div>
<div></div>
<div>I giorni si rincorrevano veloci e arrivò il 24 febbraio 1994. A scuola la professoressa chiamò Cristina alla lavagna, ma all&#8217;improvviso si sentì svenire e cadde a terra. «Erano le 12.05 &#8211; ricorda &#8211; mi portarono in infermeria, poi arrivò mia zia a prendermi. Capii che qualcosa era successo. Mi disse che mi avrebbe portato dalla mamma. Salii in macchina e ci recammo all&#8217;ospedale di Brescia. Entrammo. C&#8217;erano le indicazioni con ospedale a destra e camera mortuaria a sinistra. Girammo a sinistra e mi misi a urlare. Arrivate all&#8217;ingresso, vidi tutti i miei parenti, piangevano, mi abbracciavano, ma non capivo, fino a quando mia zia non mi accompagnò in una stanza piccola. C&#8217;era una bara con una donna rasata. Alzai gli occhi e vidi il lucernario. Scoppiai a piangere. Avevo già visto tutto in sogno il giorno prima, non mi capacitavo. Allora chiesi a mia zia quando fosse morta la mamma e lei mi rispose: “Oggi alle 12.05”. Cercai una sedia per sedermi. La mia testa andava come un uragano. Pensavo a tutto e a niente. Poi capii che non potevo sottrarmi a quel mio dono. Avevo qualcosa che fino ad allora non ero mai riuscita a evolvere. Ora sapevo e credevo fermamente che i sogni fossero importanti messaggi divini. Avevo capito che io non ero più quella piccola bambina invisibile. Io ero diventata la bambina che vedeva al di là di quello che gli occhi percepiscono».</div>
<div></div>
<div>Così, con il tempo Cristina ha imparato a distinguere i suoi sogni e a coglierne i messaggi: «Quelli premonitori hanno dettagli molto chiari e precisi che mancano ai sogni regolari. Colori, emozioni, luoghi e conversazioni. Per me, sono molto più chiari e intensi. Normalmente questi tipi di esperienze compaiono nella nostra vita all’improvviso, ma molto spesso possono cambiare il corso della nostra giornata e della nostra vita. Per questo dobbiamo essere aperti e ricettivi verso il mondo, per essere in grado di cogliere il momento esatto in cui si presentano. I segni della presenza di una persona cara scomparsa sono piccoli dettagli che ci aiutano a ricostruire, giorno per giorno, la nostra esistenza. Non ci resta quindi che accoglierli per recuperare la serenità perduta».</div>
</div>
<div><b>Laura Ceresoli</b></div>
<div></div>
<div>(Tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.primabergamo.it" target="_blank">Prima Bergamo</a>&nbsp;del 25/02/2022)</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjBqn2TqxXhAx3Yv_C63dDxL-6jnNFk2ygjPOkZPxZn0KyHuSEmEgyVGt75De-vV7ewFufCJxRWEbbe34eBD-fyrATb1--Y3N_5xI0cT9wkjAMupGleKccgqjxOfYIs7E-REiVZJO5CRecgByzOdC-2D604Ckpmoau6H4E2ZvtYJsbhu1pmo2pBpHAJ=s1196"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjBqn2TqxXhAx3Yv_C63dDxL-6jnNFk2ygjPOkZPxZn0KyHuSEmEgyVGt75De-vV7ewFufCJxRWEbbe34eBD-fyrATb1--Y3N_5xI0cT9wkjAMupGleKccgqjxOfYIs7E-REiVZJO5CRecgByzOdC-2D604Ckpmoau6H4E2ZvtYJsbhu1pmo2pBpHAJ=s320" width="289" /></a></div>
<p>
<div></div>
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		<title>Irama, per molti è lui il vincitore morale di Sanremo. E il nuovo album è già un successo</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2022 09:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Crociera Costa]]></category>
		<category><![CDATA[Greg Willen]]></category>
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		<category><![CDATA[Sogno Fragile02 Baby Capitolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo “Ovunque sarai“, il brano che Irama ha portato all’ultimo Festival di Sanremo e che ha già conquistato il disco di platino, anche l’album &#8220;Il giorno in cui ho smesso di pensare&#8221; ha subito guadagnato successi. Ha infatti debuttato direttamente al primo posto della classifica ufficiale FIMI&#160; dopo essere entrato al n. 5 nella classifica&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/irama-per-molti-e-lui-il-vincitore-morale-di-sanremo-e-il-nuovo-album-e-gia-un-successo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEgNb3ylGP08YFTF3p5v9eXq0gPUNGP074U74sHukmLXMFjbMjgYY1ys6IcN3oU0XEJCoAv9c5gaULVErBkWbJpKu9wbeVk9V4_W8hrWbKORkPRiNYeT6gaYZr3e_FOt0OYIX8Apa1cjC8pfZNlG9TpKpPCLwGg1PJ3J5rqBi_FTpNVKpuzpQ0mVqb69=s1070"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEgNb3ylGP08YFTF3p5v9eXq0gPUNGP074U74sHukmLXMFjbMjgYY1ys6IcN3oU0XEJCoAv9c5gaULVErBkWbJpKu9wbeVk9V4_W8hrWbKORkPRiNYeT6gaYZr3e_FOt0OYIX8Apa1cjC8pfZNlG9TpKpPCLwGg1PJ3J5rqBi_FTpNVKpuzpQ0mVqb69=s320" width="320" /></a></div>
<div></div>
<div>
<div>Dopo “Ovunque sarai“, il brano che <b>Irama </b>ha portato all’ultimo Festival di Sanremo e che ha già conquistato il disco di platino, anche l’album &#8220;Il giorno in cui ho smesso di pensare&#8221; ha subito guadagnato successi. Ha infatti debuttato direttamente al primo posto della classifica ufficiale FIMI&nbsp; dopo essere entrato al n. 5 nella classifica di Spotify globale tra gli album di debutto e aver superato 11 milioni di streaming in una settimana.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEgFO_MHG0DcVjC1Il8e2ZJeQ165fmChuSf9zHN4nS9gGVYjzS_oTuZTTg2Ij-XFBrMl7aR0qyrfVWFG7M2_qGbexz7jbUgXzzuUEr1LNUX-uNcY1V_1DeoQ3JqP23ajzVtgyiHB1WmrPalT9GGFPqfcpdCIET1nPOKwrnTRWNvhPMreCfyo0Q_COxsK=s1350"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEgFO_MHG0DcVjC1Il8e2ZJeQ165fmChuSf9zHN4nS9gGVYjzS_oTuZTTg2Ij-XFBrMl7aR0qyrfVWFG7M2_qGbexz7jbUgXzzuUEr1LNUX-uNcY1V_1DeoQ3JqP23ajzVtgyiHB1WmrPalT9GGFPqfcpdCIET1nPOKwrnTRWNvhPMreCfyo0Q_COxsK=s320" width="256" /></a></div>
<div></div>
<div>
<div>Il nuovo progetto Irama si addentra nei territori della musica urban e di matrice latin/pop, in compagnia di ospiti eccellenti: Sfera Ebbasta, Rkomi, Gué, Willy William, Lazza ed Epoque e di grandi produttori come Shablo, Junior K, Mace, Merk &amp; Kremont, Greg Willen e molti altri.</div>
<div></div>
<div>Questa la tracklist completa:</div>
<div>01 Sogno Fragile</div>
<div>02 Baby – Capitolo XI</div>
<div>03 Una Lacrima feat. Sfera Ebbasta</div>
<div>04 5 Gocce feat. Rkomi</div>
<div>05 Como Te Llamas feat. Willy William</div>
<div>06 Yo Quiero Amarte</div>
<div>07 Una Cosa Sola feat. Shablo</div>
<div>08 Colpiscimi feat. Lazza</div>
<div>09 Iride feat. Guè</div>
<div>10 Goodbye</div>
<div>11 Moncherie feat. Epoque</div>
<div>12 È La Luna</div>
<div>13 Ovunque sarai</div>
</div>
<p></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEh7MzgFuKNQ7U60dL8GV9ETHh-_RfH-co3Jk3mwxhzU4S1_Cu6OOF2rtxf8XTjEGLeFuTSW-a33mqSn4KD1B0QBGNr8WyAub1yN2eDo3vMINLNiYwRMtj6uy9sB_jXuQEpV7OILHgFgwghdvWpCIzLvyEiL1Bv3jrg4tvyBi1enu2178AEp2hVpaCit=s320"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEh7MzgFuKNQ7U60dL8GV9ETHh-_RfH-co3Jk3mwxhzU4S1_Cu6OOF2rtxf8XTjEGLeFuTSW-a33mqSn4KD1B0QBGNr8WyAub1yN2eDo3vMINLNiYwRMtj6uy9sB_jXuQEpV7OILHgFgwghdvWpCIzLvyEiL1Bv3jrg4tvyBi1enu2178AEp2hVpaCit" width="320" /></a></div>
<p></div>
<div>Venerdì 11 marzo Irama è volato in Spagna a Barcellona a registrare <b>Battiti live </b>(e forse qualche brano inedito?)<b>&nbsp;</b>sulla nave da Crociera Costa. Il programma andrà in onda prossimamente su Italia 1.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEiD3zftRIKbQZfdKrZ6xzTRYPe3MpDLvKEZfunxkrCmPCWHyHh-lVLqCay42BqEIg6wHUXt80v15Ise0Vnt8RejuE0H7kv5cXbbH-yeG2ZHXb1jOPPG0LK6yZN-65nKSCDqG7EX7SaFRNJgtrLNnLDgYzllT7IOHLX8uHU5ySg99xoPQuUPikLlhjQS=s800"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEiD3zftRIKbQZfdKrZ6xzTRYPe3MpDLvKEZfunxkrCmPCWHyHh-lVLqCay42BqEIg6wHUXt80v15Ise0Vnt8RejuE0H7kv5cXbbH-yeG2ZHXb1jOPPG0LK6yZN-65nKSCDqG7EX7SaFRNJgtrLNnLDgYzllT7IOHLX8uHU5ySg99xoPQuUPikLlhjQS=s320" width="256" /></a></div>
<div></div>
<p><span>
<div><span>In primavera Irama tornerà a esibirsi dal vivo con 4 attesissime date:</span></div>
<p></span>
<div><span><span>Il 24 aprile a Mantova</span></span></div>
<div><span><span>il 26 aprile a Roma</span></span></div>
<div><span><span>il 28 aprile a Napoli</span></span></div>
<div><span><span>il 30 aprile a Milano (Sold Out)</span></span></div>
<div>
<div><span><span><br /></span></span></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEiePOWOU6T6AEqyBXRGmYu7kBjd1V05cmKB2uqBkJJaeYZxw1yjTmFw5tax7moIOr7tNqXBNyQfUfwxLwhkHTayX36_ekBU1WsNBzFfN-0xqav1x-LiZ3stpyNH96w8WKiQkIHrBT5r7hWMykk4ZJrus_x-bxec55WSUxwpjmot-AL1Dd6l8bcIBm-c=s2048"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEiePOWOU6T6AEqyBXRGmYu7kBjd1V05cmKB2uqBkJJaeYZxw1yjTmFw5tax7moIOr7tNqXBNyQfUfwxLwhkHTayX36_ekBU1WsNBzFfN-0xqav1x-LiZ3stpyNH96w8WKiQkIHrBT5r7hWMykk4ZJrus_x-bxec55WSUxwpjmot-AL1Dd6l8bcIBm-c=s320" width="180" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div>
<div></div>
<p>Irama ft. Rkomi &#8211; 5 gocce<br /><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span>
</p>
<p><span>Nessuna sorpresa. Al </span><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/festivaldisanremo/?__cft__[0]=AZUTyKT3jJiFQVQPFnLoEYgqvMeLCRHhEnx7wFXPrzmRTBoy8ryon50ZfaHQ7C2lcIRyNVk4kGy8XJ2iRSPkH-PCj5fUfIIDUOWqC8a8kZm_u4Je2wxbQbit85Eus_hvvGk_afbLBEycKfMVyKhLf05v&amp;__tn__=kK-R"><span>Festival di Sanremo</span></a></span><span> trionfano Mahmood e Blanco, ma per molti il vincitore morale è </span><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/iramaofficial?__cft__[0]=AZUTyKT3jJiFQVQPFnLoEYgqvMeLCRHhEnx7wFXPrzmRTBoy8ryon50ZfaHQ7C2lcIRyNVk4kGy8XJ2iRSPkH-PCj5fUfIIDUOWqC8a8kZm_u4Je2wxbQbit85Eus_hvvGk_afbLBEycKfMVyKhLf05v&amp;__tn__=-]K-R"><span>Irama</span></a></span><span> con &#8220;Ovunque sarai&#8221; </span></p>
<div>
<div dir="auto"><span><img alt="❤️" height="16" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/tf3/1.5/16/2764.png" style="border: 0px" width="16" /></span></div>
</div>
<div>
<div dir="auto">Cosa ne pensate?</div>
</div>
<div></div>
<div></div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Ristorante Genio, un&#8217;epopea familiare lunga sessant&#8217;anni</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/ristorante-genio-unepopea-familiare-lunga-sessantanni/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2022 16:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[(Tratto da&#160;Prima Bergamo&#160;del 18/02/2022) Stezzano (Bergamo) - Genio 1961, lo storico ristorante che a Stezzano ha segnato un&#8217;epoca, ha di recente celebrato i suoi sessant&#8217;anni di attività. Così Antonio, che insieme al fratello Stefano gestisce il locale, ripercorre le tappe principali che, tra periodi d’oro e momenti di difficoltà, hanno portato la loro attività al&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/ristorante-genio-unepopea-familiare-lunga-sessantanni/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEiD1Q2WyFrhi7gIiZKysWO-RjJ5SN9ahqlIR0dMBZ3JdV2GaUsskjvuXJVuuQafIagJ9xcfUcWKntCMIzgedoyKWdQsYuR4GGBijywonSYefZHxenJgOWBy1lj2qSsX2ABkOpqEl7ewEQraPjZipkT5CeRdso9VcT5e_IRjzgAp47Yxxy5I_FPgA5dw=s1841"><img border="0" height="249" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEiD1Q2WyFrhi7gIiZKysWO-RjJ5SN9ahqlIR0dMBZ3JdV2GaUsskjvuXJVuuQafIagJ9xcfUcWKntCMIzgedoyKWdQsYuR4GGBijywonSYefZHxenJgOWBy1lj2qSsX2ABkOpqEl7ewEQraPjZipkT5CeRdso9VcT5e_IRjzgAp47Yxxy5I_FPgA5dw=s320" width="320" /></a></div>
<div><span>(Tratto da&nbsp;</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.primabergamo.it">Prima Bergamo</a><span>&nbsp;del 18/02/2022)</span></div>
</p>
<p><b>Stezzano (Bergamo) </b>- Genio 1961, lo storico ristorante che a Stezzano ha segnato un&#8217;epoca, ha di recente celebrato i suoi sessant&#8217;anni di attività. Così Antonio, che insieme al fratello Stefano gestisce il locale, ripercorre le tappe principali che, tra periodi d’oro e momenti di difficoltà, hanno portato la loro attività al successo.</p>
<p><b>Nel Dopoguerra</b></p>
<p>Nel periodo post bellico molti cittadini si trovarono senza un impiego e con una profonda necessità di reinventarsi, cambiando vita o mettendosi in proprio. Eugenio e Orlanda furono fra questi. Lasciarono il paesino rurale di Fara Olivana dove il lavoro in cascina ormai non permetteva più di mantenere le famiglie natie, per intraprendere una nuova esperienza. Orlanda, spinta dall’ambizione di aprire un negozio tutto suo, dopo anni di lavoro alle dipendenze di una cooperativa, si mise in società con un’anziana signora per gestire una fiaschetteria in un cortile di Stezzano chiamato Collegio. È da quel posto che nell&#8217;ottobre 1961 partì la storia di quello che solo successivamente diventerà il ristorante Genio che oggi tutti conoscono.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhJOUd4PL2esioiwwbsPCJLKnGlAVG605D_g10AJnraWlNjwEnMnKcnqaPIzEU6ZJpEI8sLirjzmZXxkxGoZ2tKHq1CKzbss4PkvWqUoJJKKCHt2hnCp8FFyZz9gm-BPOCJ0pKA9i1TApBUtJaKNOItfO9QF3idssOfXRBrQVtUNPm5du1_wMcUJORa=s1866"><img border="0" height="229" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhJOUd4PL2esioiwwbsPCJLKnGlAVG605D_g10AJnraWlNjwEnMnKcnqaPIzEU6ZJpEI8sLirjzmZXxkxGoZ2tKHq1CKzbss4PkvWqUoJJKKCHt2hnCp8FFyZz9gm-BPOCJ0pKA9i1TApBUtJaKNOItfO9QF3idssOfXRBrQVtUNPm5du1_wMcUJORa=s320" width="320" /></a></div>
<p></p>
<p>«Lasciare un paesino di poche anime per approdare in un paesotto come Stezzano nelle vicinanze di Bergamo non fu per niente facile &#8211; racconta il figlio Antonio -&nbsp; la gente ti guardava con sospetto perché eri “il diverso” anche se la curiosità di scoprire quella novità era allettante. E fu proprio questa gente a far sì che la fiaschetteria si trasformasse in un bar, facendola diventare un punto di incontro per tutti gli operai, soprattutto della Dalmine (ora Tenaris). Tra loro c&#8217;era anche mio padre Eugenio che alla fine del turno si ritrovava attorno a un tavolo con i colleghi a raccontarsi storie, vere o un po&#8217; romanzate, tra un bicchiere di vino e un panino con il salame. Si usciva senza pagare: vi era in fatti l’usanza, dettata per lo più dal fatto di non avere molti soldi in tasca, di fare credito ai clienti. Si segnava sul libretto e si pagava alla fine del mese, quando si prendeva la busta paga. Che nostalgia e che amarezza mi viene a ripensare a quanto ci si aiutava un tempo: non si avevano molti soldi in tasca né tutte le cose che si hanno oggi, ma a nessuno veniva impedito in alcun modo di godersi un bicchiere con gli amici. E penso che questo sia stata la salvezza di molte anime sole e disperate».</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjsGEJiGm7VPClkq1SXE5VVHdW4oeKnk0xvdYSciHHQOlzyl3Q6DDb1XoKy8ZQ3cMOJM4_AfCzWI-X2gr5HbVYF39Nw0AMUNnBJw9fv1IdoPLe0orkK1EuVxYTwYcU1saVylto7K77TzPWgYPVD7I7TWtCCxtZczwck1zPXOQgN0L5y0NgbsQpcpuyb=s1919"><img border="0" height="224" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjsGEJiGm7VPClkq1SXE5VVHdW4oeKnk0xvdYSciHHQOlzyl3Q6DDb1XoKy8ZQ3cMOJM4_AfCzWI-X2gr5HbVYF39Nw0AMUNnBJw9fv1IdoPLe0orkK1EuVxYTwYcU1saVylto7K77TzPWgYPVD7I7TWtCCxtZczwck1zPXOQgN0L5y0NgbsQpcpuyb=s320" width="320" /></a></div>
<p></p>
<p><b>Nasce il bar Adua</b></p>
<p>Nella fiaschetteria girava molta gente e gli affari procedevano discretamente; nel frattempo anche la famiglia di Orlanda (ma che tutti chiamavano signora Orlandi con rispetto quasi reverenziale) ed Eugenio (detto Genio) cresceva e con due figli piccoli la stanza sopra il locale era diventata invivibile. Inoltre la socia, ormai molto anziana, non riusciva a reggere la mole di lavoro con orari massacranti dalle sette di mattina fino a notte fonda, sette giorni su sette. Questo portò Orlanda a trasferirsi in un nuovo locale con due stanze in via Canonici. Così nacque il bar Adua.</p>
<p></p>
<p>«A quei tempi era una delle vie più brulicanti di vita del paese, con vari negozi e attività artigianali &#8211; prosegue Antonio -, ne ricordo almeno una ventina (oggi ne è rimasta solo una) e quindi era strategica per un’attività di consumo. In quegli anni era consuetudine riunirsi attorno ai tavoli del bar portandosi il cibo preparato a casa. Il cambiamento sociale incalzava, il lavoro non mancava, si avevano più soldi da spendere e questo ha contribuito alla mutazione dell’attività. Non esisteva il turno di riposo e i bar erano aperti dalle sei e mezza del mattino fino alle 2-3 di notte, le famiglie erano numerose e vivevano tutte nelle vecchie vie intorno alla piazza di Stezzano».</p>
<p>«Un giorno si presenta nel locale una signora che doveva festeggiare la Comunione di uno dei suoi numerosi figli e chiedeva di usare la sala per più di settanta invitati. Mia madre rispose che non avevano nemmeno le sedie per la metà di quel gruppo, tanto meno il personale per servire un banchetto del genere, ma la signora insistette talmente tanto che era disposta a portare le sedie da casa e chiese aiuto a due anziane signore in pensione che avevano cucinato una vita per famiglie abbienti. Quella esperienza fu l’inizio di una nuova vita professionale per mia madre; cominciò a prendere passione in cucina imparando da queste due cuoche tutti i segreti e i sapori della cucina tipica Bergamasca. Le famiglie di Stezzano iniziarono a festeggiare i battesimi, Comunioni e Cresime dei loro figli al bar Adua che presto si trasformò in bar trattoria, e viste le sale grandi, tutto era un pretesto per una partita a carte, al biliardo e una cena tra amici a base di risotto con i funghi e casoncelli fatti in casa».</p>
<p><b>Il successo</b></p>
<p>Negli anni ’70 la trattoria Adua a Stezzano era diventato un punto di riferimento per famiglie, un centro di aggregazione per i giovani del paese che scoprivano in quegli anni il gioco del biliardo, delle bocce, il calcio balilla, il flipper il juke box e la televisione a colori, un lusso per la maggior parte delle persone di quegli anni. Il lavoro era tantissimo, così il marito Eugenio si licenziò dalla Dalmine per aiutare nel locale.</p>
<p>«Per me e mio fratello Stefano gli abitanti della via Canonici diventarono la nostra seconda famiglia e anche noi dopo la scuola venivamo reclutati per i primi lavoretti in trattoria, davamo una mano a servire i commensali e a lavare i piatti e i bicchieri».</p>
<p>Tra gli anni ’80 e ’90 l’economia andava a gonfie vele. Fu allora che Eugenio e Orlanda decisero di costruire una casa di proprietà e un nuovo locale. Così nacque il ristorante Genio in via Leonardo da Vinci con annessa la bocciofila stezzanese. I clienti giungevano da tutta la provincia, persino i milanesi scoprono la bontà della nostra cucina riempendo tutte le sere il locale con innumerevoli banchetti e tavolate di persone e amici.</p>
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<p></p>
<p><b>Il lutto</b></p>
<p>«Si lavorava davvero tanto &#8211; ricorda Antonio &#8211; i debiti piano piano si pagavano, nonostante l’inflazione e i tassi d’interesse passivi alle stelle. Sembrava davvero andare tutto per il verso giusto, quando accadde un fatto che sconvolse la nostra vita: l’improvvisa e prematura scomparsa di mio padre Genio lasciò un vuoto indescrivibile in tutti coloro che lo avevano conosciuto e amato, ma soprattutto lasciò mia madre Orlanda e i due figli poco più che adolescenti soli e con un locale nuovo da portare avanti. Ma fu ancora una volta Stezzano con le sue meravigliose persone a sostenerci in quel delicato momento. Tra tutti in particolare cito Aldo (che purtroppo ci ha lasciato alcuni mesi fa) e Pierina Carissoni che per noi sono stati un’ancora di salvezza e una seconda meravigliosa famiglia e meritano tutta la nostra stima. Grazie al loro aiuto siamo ripartiti forte. Nel 1993 insieme a due nostri dipendenti, Roberto e Grazia, abbiamo fatto nascere il Boschetto, mitico locale che ha fatto la storia a Stezzano e non solo negli anni ’90 e 2000».</p>
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<p>Nel frattempo Stefano si sposò con Joaquina che trovò subito una forte sintonia con Orlanda. Imparò a lavorare in cucina, si aggiornò con corsi professionali e portò così una ventata di internazionalità caraibica in un locale che fino ad allora era stato ancorato alla tipica tradizione culinaria bergamasca. Orlanda nel 2004 si ritirò a vita privata a causa di una malattia invalidante e degenerativa lasciando ai figli e alla nuora le redini del ristorante.</p>
<p><b>Le sfide recenti</b></p>
<p>Gli anni 2000 hanno segnato però anche la fine di una tradizione che era stato il marchio di fabbrica del Genio: la banchettistica. Complice il nuovo minimalismo e soprattutto la grave crisi finanziaria iniziata nel 2008, Genio fu di nuovo costretto a reinventarsi per adeguarsi ai nuovi gusti della gente. Si decise di rinnovare il locale rendendolo più moderno e funzionale, si allargò la cucina, si inserì la zona pizzeria, si ampliò l’esterno: «Con l’aiuto di Claudio in pizzeria e la forte esperienza in cucina acquisita nel frattempo da Joaquina, nonostante le numerose difficoltà si è riusciti a far continuare la lunga storia il Genio 1961 &#8211; conclude Antonio &#8211; con una location rinnovata e fresca e un’offerta sempre più ampia di piatti anche internazionali. Un ambiente familiare dove si è cercato di mantenere intatto il motto di mia madre: “Non si nega a nessuno un piatto di pasta e tutti si devono sentire a proprio agio” e, riportando la frase di una cara amica e cliente “l’atmosfera che si respira al Genio è quella del pranzo della domenica in famiglia”. Ora, grazie anche alla preziosa e ormai decennale sinergia creatasi con il Grand Hotel del parco, (un’altra realtà stezzanese di grande professionalità) il Genio è diventato il ristorante preferito anche da alcune grandi realtà industriali che gravitano su Stezzano e provincia. Adesso con il post pandemia, il caro prezzi e l’ombra di una guerra ai confini dell’Europa siamo chiamati a superare un altro momento difficile, ma sono sicuro che anche questa volta, forti delle esperienze passate, la supereremo, in un modo o nell’altro».</p>
<p><i>Laura Ceresoli</i></p>
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<p>
<p></p>
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		<title>Dalla Puglia a Ponte San Pietro per studiare al Policlinico</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2022 17:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
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		<description><![CDATA[Quella di Aurora Rasoli è la storia a lieto fine di una studentessa che ha attraversato l&#8217;Italia per realizzare i suoi sogni. Nei giorni scorsi ha lasciato la Puglia, sua terra d&#8217;origine, per volare a Ponte San Pietro (Bergamo) per frequentare il corso triennale di infermieristica al Policlinico di via Forlanini. Lasciare la famiglia per&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/dalla-puglia-a-ponte-san-pietro-per-studiare-al-policlinico/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<p>Quella di Aurora Rasoli è la storia a lieto fine di una studentessa che ha attraversato l&#8217;Italia per realizzare i suoi sogni. Nei giorni scorsi ha lasciato la Puglia, sua terra d&#8217;origine, per volare a Ponte San Pietro (Bergamo) per frequentare il corso triennale di infermieristica al Policlinico di via Forlanini.</p>
<p>Lasciare la famiglia per inseguire le sue ambizioni non è stato facile per una ragazza poco più che maggiorenne. Eppure, grazie anche al prezioso supporto di mamma e papà, questa ragazza di Trani ha ora trovato casa nella cittadina sul fiume Brembo. Merito anche di suo padre che un mesetto fa ha lanciato un appello sulla pagina Fb «Sei di Ponte San Pietro se» per trovare un&#8217;abitazione alla figlia in terra orobica. E il buon cuore dei pontesampietrini non ha esitato a farsi sentire. In molti, infatti, si sono resi disponibili a dare una mano a questa famiglia.</p>
<p>«Prima del trasferimento, volevo essere sicuro che mia figlia trovasse una casa in affitto per minimo un anno, magari un bilocale ammobiliato &#8211; racconta Andrea Rasoli &#8211; ho provato a contattare varie agenzie immobiliari, ma con scarso risultato. Così ho pensato di scrivere sui social. Nel giro di pochi giorni mi hanno scritto tantissimi cittadini di Ponte San Pietro, persone squisite. Posso testimoniare che esiste tanta brava gente. Alla fine abbiamo accettato la proposta di una trentenne che ci ha affittato un appartamento situato a circa un chilometro dal Policlinico. Siamo venuti a Bergamo in aereo per vederlo e concordare il contratto di locazione. La casa ci è piaciuta subito, molto spaziosa e confortevole e la proprietaria si è resa subito disponibile per qualsiasi necessità. È stata molto gentile».</p>
<p>La decisione di trasferirsi nel Nord Italia è maturata a gennaio: «Aurora aveva provato ad accedere al corso di Scienze infermieristiche al San Raffaele di Roma ma inizialmente non era stata ammessa &#8211; prosegue il papà -. Un mesetto fa, però, è stata ripescata perché comunque aveva ottenuto un buon punteggio ma le è stato proposto di frequentare la sede di Ponte San Pietro. Nonostante la lontananza, era un&#8217;ottima opportunità di studio e di lavoro alla quale non poteva certo rinunciare».</p>
<p></p>
<p>Istituito nel 2018 con l’intento di rispondere al crescente fabbisogno di infermieri sul territorio, il corso con sede al Policlinico San Pietro ha dimostrato una significativa capacità attrattiva arrivando, a oggi, a contare complessivamente 150 posti per i diversi anni di corso. Grazie all’alto livello di competenze specialistiche acquisite durante i primi tre anni di percorso formativo, tra didattica e tirocinio, tutti i neolaureati hanno già ricevuto una o più proposte di lavoro da ospedali e strutture sanitarie del territorio di primaria importanza, molti restando anche negli Istituti ospedalieri bergamaschi.</p>
<p></p>
<p>Così Aurora non vede l&#8217;ora di cominciare. Per lei è la prima esperienza lontano da casa. Settimana scorsa, alla vigilia della partenza erano tanti i pensieri che si assiepavano nella sua mente. Con tanta emozione ha salutato i genitori ed è partita verso la sua inedita avventura insieme al compagno Fabrizio.</p>
<p></p>
<p>«Mia figlia è una brava ragazza, matura ma per me è ancora piccola &#8211; conclude papà Andrea &#8211; in fondo ha solo 19 anni. Per fortuna non sarà sola. Insieme a lei ci sarà anche l’amico Fabrizio che ha trovato già lavoro nei pressi dell&#8217;aeroporto di Orio e la aiuterà a dividere le spese. Sono due ragazzi molto intraprendenti e non vogliono pesare sulle nostre spalle. Del resto io e mia moglie siamo due insegnanti di Scienze motorie e gli stipendi, si sa, non sono granché. Tuttavia siamo disponibili a fare qualche sacrificio pur di garantire un futuro a nostra figlia. Sono sicuro che questo corso le offrirà molti sbocchi lavorativi. Ponte San Pietro mi sembra una bella cittadina, a misura d&#8217;uomo. Certo, manca il mare di Trani ma la Bergamasca è ricca di fiumi, montagne, c’è il lago d’Iseo. Per fortuna i voli low cost della Ryanair Bari-Orio mi consentiranno in futuro di raggiungere Ponte in poco tempo. Ci metto di più a percorrere in macchina il tratto da Trani a Bari! Ci tengo ancora una volta a ringraziare tutti i bergamaschi che in questo periodo di passaggio ci sono stati vicini e che hanno reso possibile questo progetto».</p>
<p><b>Laura Ceresoli</b></p>
<p><i>(Tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.primabergamo.it" target="_blank">Prima Bergamo</a>&nbsp;dell&#8217;11 febbraio 2022)</i></p>
</p>
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<p><i><br /></i></p>
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		<title>Irama, per molti è lui il vincitore morale del festival di Sanremo con &quot;Ovunque sarai&quot;</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2022 09:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Al Festival]]></category>
		<category><![CDATA[sorpresa]]></category>

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		<description><![CDATA[Nessuna sorpresa. Al Festival di Sanremo trionfano Mahmood e Blanco, ma per molti il vincitore morale è Irama con &#8220;Ovunque sarai&#8221; Cosa ne pensate?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEgNb3ylGP08YFTF3p5v9eXq0gPUNGP074U74sHukmLXMFjbMjgYY1ys6IcN3oU0XEJCoAv9c5gaULVErBkWbJpKu9wbeVk9V4_W8hrWbKORkPRiNYeT6gaYZr3e_FOt0OYIX8Apa1cjC8pfZNlG9TpKpPCLwGg1PJ3J5rqBi_FTpNVKpuzpQ0mVqb69=s1070"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEgNb3ylGP08YFTF3p5v9eXq0gPUNGP074U74sHukmLXMFjbMjgYY1ys6IcN3oU0XEJCoAv9c5gaULVErBkWbJpKu9wbeVk9V4_W8hrWbKORkPRiNYeT6gaYZr3e_FOt0OYIX8Apa1cjC8pfZNlG9TpKpPCLwGg1PJ3J5rqBi_FTpNVKpuzpQ0mVqb69=s320" width="320" /></a></div>
<p><span><br /></span>
</p>
<p><span>Nessuna sorpresa. Al </span><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/festivaldisanremo/?__cft__[0]=AZUTyKT3jJiFQVQPFnLoEYgqvMeLCRHhEnx7wFXPrzmRTBoy8ryon50ZfaHQ7C2lcIRyNVk4kGy8XJ2iRSPkH-PCj5fUfIIDUOWqC8a8kZm_u4Je2wxbQbit85Eus_hvvGk_afbLBEycKfMVyKhLf05v&amp;__tn__=kK-R"><span>Festival di Sanremo</span></a></span><span> trionfano Mahmood e Blanco, ma per molti il vincitore morale è </span><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/iramaofficial?__cft__[0]=AZUTyKT3jJiFQVQPFnLoEYgqvMeLCRHhEnx7wFXPrzmRTBoy8ryon50ZfaHQ7C2lcIRyNVk4kGy8XJ2iRSPkH-PCj5fUfIIDUOWqC8a8kZm_u4Je2wxbQbit85Eus_hvvGk_afbLBEycKfMVyKhLf05v&amp;__tn__=-]K-R"><span>Irama</span></a></span><span> con &#8220;Ovunque sarai&#8221; </span></p>
<div>
<div dir="auto"><span><img alt="❤️" height="16" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/tf3/1.5/16/2764.png" style="border: 0px" width="16" /></span></div>
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<div>
<div dir="auto">Cosa ne pensate?</div>
</div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Natale 2021, torna a Bergamo la ruota panoramica</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2021 10:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<description><![CDATA[Novità in arrivo per il centro di Bergamo in questa settimana: non solo lo smantellamento del cantiere (ora in corso) sulla prima parte – riqualificata – del piano di riqualificazione del Centro Piacentiniano (tra via Tasso, piazza Cavour e il teatro Donizetti), ma proprio in queste ore iniziano anche i preparativi in vista degli eventi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/natale-2021-torna-a-bergamo-la-ruota-panoramica/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span></span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-yhpNsXIUH4A/YZIwPM-E1HI/AAAAAAAA-6Q/UXxHM7m-_r8PobOkMP7aoajGp-QkfhicgCLcBGAsYHQ/s316/EFFECTS.jpg"><img border="0" height="237" src="https://1.bp.blogspot.com/-yhpNsXIUH4A/YZIwPM-E1HI/AAAAAAAA-6Q/UXxHM7m-_r8PobOkMP7aoajGp-QkfhicgCLcBGAsYHQ/s0/EFFECTS.jpg" width="316" /></a></div>
<p>
<div>Novità in arrivo per il centro di Bergamo in questa settimana: non solo lo smantellamento del cantiere (ora in corso) sulla prima parte – riqualificata – del piano di riqualificazione del Centro Piacentiniano (tra via Tasso, piazza Cavour e il teatro Donizetti), ma proprio in queste ore iniziano anche i preparativi in vista degli eventi del Natale della città.</div>
<div></div>
<div>Torna la ruota panoramica in città dopo l&#8217;assenza del 2020 (per via dell’emergenza pandemica): da novembre e fino all&#8217;Epifania la ruota sarà collocata in piazza Matteotti, sarà alta 36 metri, seppur con luci e cabine diverse rispetto a quella installata nel 2019.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-fQlZSOYNlB8/YZIwpA6VKzI/AAAAAAAA-6w/sQJRGBaLznUYYogWzVMq_oFdg12LRcEIACLcBGAsYHQ/s820/IMG_20191230_160617-EFFECTS.jpg"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-fQlZSOYNlB8/YZIwpA6VKzI/AAAAAAAA-6w/sQJRGBaLznUYYogWzVMq_oFdg12LRcEIACLcBGAsYHQ/s320/IMG_20191230_160617-EFFECTS.jpg" width="240" /></a></div>
<p>Da martedì 16 novembre iniziano in piazza Matteotti le operazioni per il suo montaggio: per consentire i lavori di installazione sono previste alcune modifiche alla viabilità (fino a metà gennaio) dell&#8217;area già da questa sera. Eccole.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-0EdwY7VVcmY/YZIwXAvGCAI/AAAAAAAA-6U/h2c99CrdE3IN6frN8cOJGJcesFaos15_wCLcBGAsYHQ/s1094/IMG_20191230_160331.jpg"><img border="0" height="240" src="https://1.bp.blogspot.com/-0EdwY7VVcmY/YZIwXAvGCAI/AAAAAAAA-6U/h2c99CrdE3IN6frN8cOJGJcesFaos15_wCLcBGAsYHQ/s320/IMG_20191230_160331.jpg" width="320" /></a></div>
<div></div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-5BXALRVbA2Y/YZIwXF1r0PI/AAAAAAAA-6Y/VYOuOh89fhYZIlkP0LAUTWfMqMI3DIT-QCLcBGAsYHQ/s1191/IMG_20191230_160357.jpg"><img border="0" height="240" src="https://1.bp.blogspot.com/-5BXALRVbA2Y/YZIwXF1r0PI/AAAAAAAA-6Y/VYOuOh89fhYZIlkP0LAUTWfMqMI3DIT-QCLcBGAsYHQ/s320/IMG_20191230_160357.jpg" width="320" /></a></div>
<p>
<p></p>
<p><b>In Piazza Matteotti nel tratto compreso tra Via Roma e il controvialetto di uscita dagli uffici comunali: </b></p>
<p>-<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>divieto di sosta 00-24 con rimozione forzata ambo i lati per tutte le categorie dei veicoli eccetto che per i mezzi necessari agli allestimenti;</p>
<p>-<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>divieto di transito per tutte le categorie dei veicoli eccetto che per i mezzi necessari agli allestimenti ed ai mezzi di soccorso;</p>
<p><b>nel controvialetto ubicato di fronte agli uffici comunali:</b></p>
<p>-<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>&nbsp;divieto di sosta 00-24 con rimozione forzata ambo i lati per tutte le categorie dei veicoli;</p>
<p><b>in Viale Roma nel tratto compreso tra Largo Porta Nuova e via Tasca:</b></p>
<p>-<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>per garantire la sicurezza stradale e pedonale, possibilità di istituire il divieto di transito esteso a tutte le categorie dei veicoli ad eccezione dei mezzi di soccorso, delle forze di polizia e del Servizio TPL nelle giornate di maggiore afflusso pedonale alle iniziative organizzate in Piazza Matteotti e Largo Gavazzeni nel periodo natalizio previa valutazione della Polizia Locale.</p>
<p><b>L&#8217;accesso a via Borfuro sarà sempre consentito attraverso il passaggio Zeduri.</b></p>
<blockquote><p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-Fs4ZxwqGra0/YZIwXifzR_I/AAAAAAAA-6g/byM2-GgDPKsSeJq8Q0FdUU9cbufHm2HMwCLcBGAsYHQ/s1094/IMG_20191230_175811-EFFECTS.jpg"><img border="0" height="240" src="https://1.bp.blogspot.com/-Fs4ZxwqGra0/YZIwXifzR_I/AAAAAAAA-6g/byM2-GgDPKsSeJq8Q0FdUU9cbufHm2HMwCLcBGAsYHQ/s320/IMG_20191230_175811-EFFECTS.jpg" width="320" /></a></p>
</blockquote>
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		<title>Daniele Mango e lo sguardo di Penélope Cruz</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2021 15:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[Cos]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Mango]]></category>
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		<description><![CDATA[di Laura Ceresoli (Tratto da&#160;Prima Bergamo&#160;del&#160;24/09/2021) Dietro ogni scatto di Daniele Mango si nasconde un&#8217;emozione particolare. Con il suo obiettivo cerca di instaurare un rapporto di empatia con il personaggio che ha di fronte, ne incrocia lo sguardo, ne osserva le movenze, scambia qualche parola prima del fatidico click. È così che questo fotografo azzanese&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/daniele-mango-e-lo-sguardo-di-penelope-cruz/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<p>di Laura Ceresoli</p>
<p>(Tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.primabergamo.it" target="_blank">Prima Bergamo</a>&nbsp;del&nbsp;24/09/2021)</p>
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-wFpQbhJ0Ll4/YX7K6srtRZI/AAAAAAAA-cM/2Xq64prQPCATxTcOZ5vDjizf2YXnnc4ZQCLcBGAsYHQ/s1430/penelope%2Bcruz.jpg"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-wFpQbhJ0Ll4/YX7K6srtRZI/AAAAAAAA-cM/2Xq64prQPCATxTcOZ5vDjizf2YXnnc4ZQCLcBGAsYHQ/s320/penelope%2Bcruz.jpg" width="212" /></a></div>
<p>Dietro ogni scatto di <b>Daniele Mango</b> si nasconde un&#8217;emozione particolare. Con il suo obiettivo cerca di instaurare un rapporto di empatia con il personaggio che ha di fronte, ne incrocia lo sguardo, ne osserva le movenze, scambia qualche parola prima del fatidico click. È così che questo fotografo azzanese di 24 anni ha conquistato e immortalato anche <b>Penélope Cruz,</b> approdata lo scorso settembre alla Mostra internazionale del cinema di Venezia per presentare il film «Madres paralelas» di Pedro Almodóvar. La foto che ritrae l&#8217;attrice a pochi passi dal Canal grande con indosso un elegante vestito nero firmato Chanel è finita sulla copertina del celebre magazine newyorkese Women&#8217;s Wear Daily e ha fatto il giro del mondo.&nbsp;
</p>
<p>«La Cruz mi ha regalato il suo sguardo per pochi attimi ma è stata un&#8217;esperienza intensa, entusiasmante, adrenalinica &#8211; racconta Mango -. Solo a posteriori, finita la frenesia di quel momento, ne ho realizzato il valore. L&#8217;approccio con Penelope è stato molto tranquillo, è stato il Pr di Chanel a presentarmela mentre lei già parlava con l&#8217;editor del mio magazine. La Cruz è stata molto carina, ha voluto sapere qualcosa in più sul taglio che volevamo dare all&#8217;articolo e poi su di me, cosa facessi, quanti anni avessi&#8230; Così ad un certo punto, io in modo spudorato, le ho detto: “You&#8217;re gorgeous (Sei bellissima, ndr)” e lei mi ha risposto che avevo dei bellissimi occhi. Si è creato un momento molto personale. Non mi aspettavo un complimento da un&#8217;attrice di quel livello, è stata umile, gentile, empatica, interessata anche agli altri e non a un servizio giornalistico fine a se stesso».&nbsp;</p>
<p>La foto di Daniele è finita non solo sulla copertina di Wwd ma è stata anche condivisa su Instagram dalla stessa Penélope Cruz ricevendo 125 mila like.&nbsp;&nbsp;</p>
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-SFjrApcbQ0Q/YX7LZAjalaI/AAAAAAAA-cY/R_-Oq24cyQYYhVmGocLsUSc93m2DdRFTgCLcBGAsYHQ/s960/mango.jpg"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-SFjrApcbQ0Q/YX7LZAjalaI/AAAAAAAA-cY/R_-Oq24cyQYYhVmGocLsUSc93m2DdRFTgCLcBGAsYHQ/s320/mango.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Nato a Napoli ma affidato a una famiglia di Azzano San Paolo, in provincia di Bergamo, quando aveva solo due anni (la madre adottiva è Claudia Ratti, presidente di Aribi Bergamo), Daniele Mango ha cominciato ad appassionarsi alla fotografia quando aveva 13 anni. Ha iniziato a rubare qualche scatto tra gli amici o tra i luoghi che visitava per poi passare a foto più professionali, dapprima seguendo eventi in alcuni locali e discoteche bergamasche, poi per alcune agenzie di modelle.
</p>
<p>«All&#8217;inizio ero un autodidatta &#8211; prosegue &#8211; poi quando ho avuto l&#8217;opportunità di collaborare con una giovane compagnia teatrale di Bergamo, ho perfezionato la mia tecnica ritraendo il palcoscenico della vita con le sue mille emozioni e atmosfere diverse. Verso i 16-17 anni ho iniziato a frequentare le Fashion week milanesi. L&#8217;incontro che mi ha dato lo sprint per continuare è stato quello con Franca Sozzani, all&#8217;epoca direttrice di Vogue Italia. Allora non avevo un ricco background nell&#8217;ambito della moda e quando mi ha rivolto parola per chiedermi un accendino non sapevo nemmeno chi fosse. Poi mi ha chiesto un commento sulla sfilata in corso ma io che non ci ero nemmeno entrato le ho risposto che tutto sommato non era stata una sfilata da buttare via. Lei è scoppiata a ridere e abbiamo iniziato a parlare».</p>
<p>Quello per Daniele Mango fu solo l&#8217;inizio di una collaborazione fotografica con svariati magazine internazionali di moda che prosegue tuttora.&nbsp;</p>
<p></p>
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		<title>Il pollo fritto all&#8217;americana del Colonnello Sanders</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2021 10:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[americana]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[fritto]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[Sanders]]></category>
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		<description><![CDATA[Il pollo fritto all&#8217;americana del Colonnello Sanders apre anche a Dalmine e offre una ventina di nuovi posti di lavoro. Venerdì 27 agosto, lungo la via Provinciale, è stato inaugurato un altro Kentucky Fried Chicken. Si tratta del quarto ristorante della catena presente in Bergamasca. Il primo era sorto a Oriocenter nel 2017, in occasione&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-pollo-fritto-allamericana-del-colonnello-sanders/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-4GooQ9WhQoE/YZDyPstmpZI/AAAAAAAA-4o/pz333EuzC-YxGEbuxV3E4BEGUquWkttNwCLcBGAsYHQ/s683/press-area.jpg"><img border="0" height="178" src="https://1.bp.blogspot.com/-4GooQ9WhQoE/YZDyPstmpZI/AAAAAAAA-4o/pz333EuzC-YxGEbuxV3E4BEGUquWkttNwCLcBGAsYHQ/s320/press-area.jpg" width="320" /></a></div>
<div></div>
<p>Il pollo fritto all&#8217;americana del Colonnello Sanders apre anche a Dalmine e offre una ventina di nuovi posti di lavoro. Venerdì 27 agosto, lungo la via Provinciale, è stato inaugurato un altro Kentucky Fried Chicken. Si tratta del quarto ristorante della catena presente in Bergamasca. Il primo era sorto a Oriocenter nel 2017, in occasione dell’inaugurazione della nuova ala. Poi è stata la volta di Curno con il drive a marzo 2018 e infine il ristorante all&#8217;interno del Centro commerciale a novembre 2019.
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-uzXrDtdeKmY/YZDyYwICwVI/AAAAAAAA-4s/ioOGdFkljywuAAkDTZRhBL1PSG4eVFIjQCLcBGAsYHQ/s2048/c58075bf-e3a5-4342-83c0-c61838a2a0f7.jpeg"><img border="0" height="256" src="https://1.bp.blogspot.com/-uzXrDtdeKmY/YZDyYwICwVI/AAAAAAAA-4s/ioOGdFkljywuAAkDTZRhBL1PSG4eVFIjQCLcBGAsYHQ/s320/c58075bf-e3a5-4342-83c0-c61838a2a0f7.jpeg" width="320" /></a></div>
<p></p>
<p>«Ci fa molto piacere consolidare la nostra presenza in un territorio così ricco di attività, che ha dimostrato fin dal nostro arrivo un grande apprezzamento verso il pollo fritto del Colonnello Sanders &#8211; commenta Filippo Caravatti, amministratore delegato della 5Roosters srl, che gestisce in franchising nove ristoranti Kentucky Fried Chicken in Lombardia -. Siamo soprattutto orgogliosi di attivare, grazie a questa apertura, venti nuovi posti di lavoro, dando così un contributo concreto per una reale ripartenza».</p>
<p>Il nuovo locale di Dalmine offre 120 posti a sedere in sala e una trentina nel dehors esterno, oltre al servizio di drive-through con una corsia dedicata al ritiro dell’ordine, direttamente dalla propria automobile. I clienti in sala possono ordinare in autonomia grazie ai chioschi, che consentono la massima comodità e sicurezza nella fase di scelta dei prodotti e utilizzare il servizio di clicca e ritira attraverso l’applicazione di Kfc Italia.</p>
<p>Il ristorante è stato realizzato seguendo uno stile minimal, con finiture a parete effetto cemento, soffitto a vista e pavimento grigio scuro, a cui si affianca il calore del legno per i rivestimenti e gli arredi, oltre a elementi grafici alle pareti che propongono con uno stile pop la figura del Colonnello e altri elementi iconici del marchio. Un luogo moderno con ambienti accoglienti, dinamici e dal respiro internazionale, dove tutti i clienti possano sentirsi accolti e vivere un’esperienza rilassante e piacevole. Si potranno assaggiare tutte le specialità, dalle celebri alette di pollo fritto piccanti, ai Tender, filetti di pollo fritto disponibili nella versione croccante oppure con panatura originale, il tutto accompagnato dalle tradizionali patatine, dal puré con la famosa salsa Gravy o le pannocchie. E ancora insalate miste, bibite ma anche dolci, gelati e caffè.</p>
<p>Il pollo Kfc viene preparato ogni giorno seguendo la ricetta inventata dal Colonnello Sanders: undici erbe e spezie, unite in un mix ancora oggi segreto, mescolato alla panatura del pollo con l’osso, da condividere con gli amici grazie al famoso «bucket», l’iconico contenitore di Kfc.</p>
<p>La catena è anche molto attenta al sociale: nel ristorante di Curno è stato attivato un progetto che prevede il coinvolgimento in organico di ragazzi con disabilità. Con l’apertura di Dalmine salgono ora a 49 i Kfc in Italia, distribuiti in tredici regioni.</p>
<p><i>Tratto da&nbsp; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.primabergamo.it" target="_blank">Prima Bergamo</a>&nbsp;del 3 settembre 2021</i></p>
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