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	<title>Food Blogger Mania &#187; Toscana</title>
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		<title>Fettunta toscana, la merenda semplice e salutare</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 14:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[merenda]]></category>
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		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[La fettunta toscana, o Fett&#8217;Unta e espressione assai “schietta” ma altrettanto prelibata della nostra cucina povera, è una merenda semplice, salutare, ricca di storia, pronta il un lampo e che vale davvero la pena riscoprire. Realizzata con pochi ingredienti di qualità, questa ricetta valorizza il pane non più freschissimo e l’olio extravergine di oliva nuovo,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/fettunta-toscana-la-merenda-semplice-e-salutare/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/fettunta-toscana-merenda-semplice-e-salutare/" title="Fettunta toscana, la merenda semplice e salutare" rel="nofollow"><img width="696" height="464" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2025/11/fettunta-768x512.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Porzione di fettunta toscana su piatto bianco" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>La fettunta toscana, o Fett&#8217;Unta e espressione assai “schietta” ma altrettanto prelibata della nostra cucina povera, è una merenda semplice, salutare, ricca di storia, pronta il un lampo e che vale davvero la pena riscoprire.</p>
<p>Realizzata con pochi ingredienti di qualità, questa ricetta valorizza il pane non più freschissimo e <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-filtrare-olio-oliva-in-casa-adeguatamente-facilmente/">l’olio extravergine di oliva nuovo</a>, raccontando il legame profondo con la tradizione agricola e gastronomica della regione che diede i natali a Dante.</p>
<p>In questa guida, in cui ti accompagneremo <em>step by step</em> nel preparare una <strong>merenda che </strong>“<strong>sa di casa</strong>”, scoprirai l’origine della fettunta, come farla, i benefici per la salute derivanti dal consumarla e alcune varianti moderne che rispettano la sua semplicità e genuinità.</p>
<h2>Origine e storia della fettunta toscana</h2>
<p>La fettunta nasce anticamente come piatto contadino, figlio della necessità di utilizzare il pane raffermo senza sprechi.</p>
<p>Nel contesto della cucina povera toscana, dove l’ingegno trasformava ingredienti semplici in autentiche delizie, la fettunta rappresenta un simbolo di praticità e gusto.</p>
<p>Il<strong> pane </strong>“<strong>sciapo</strong>”, tipico della Toscana e caratterizzato dall’assenza di sale (che lo rende ideale pure nella <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/acquacotta-light-senza-uova-e-formaggio/">preparazione dell&#8217;acquacotta</a>), assume un ruolo fondamentale: il suo sapore neutro permette di esaltare l’olio extravergine di oliva, ingrediente principe di questa preparazione.</p>
<p>Tradizionalmente, questa “madre” di tutte le bruschette veniva consumata durante la spremitura dell’olio nuovo, un momento di festa e condivisione nelle famiglie rurali.</p>
<p>Tale rito, oltre a celebrare la nuova produzione di olio, rafforzava il senso di comunità e il legame con la terra.</p>
<p>Diversi autori hanno raccontato la vita contadina in Toscana, sottolineando come la fettunta fosse un piatto semplice ma pieno di significato culturale ed anche <strong>Aldo Fabrizi</strong>, attore e cultore della cucina regionale, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://winenews.it/it/l-inno-all-extravergine-italiano-la-bruschetta-di-aldo_285247/" target="_blank" rel="noopener">ha valorizzato questa merenda come emblema della tradizione gastronomica italiana</a>.</p>
<p>La fettunta è molto più di un semplice spuntino: è un rituale sociale che invita a gustare con le mani una fetta di pane abbrustolito arricchita con olio e aglio, immergendosi in un’esperienza sensoriale e culturale unica, simbolo della cucina povera e della convivialità toscana.</p>
<h2>Ingredienti e preparazione tradizionale della fettunta classica</h2>
<p>Per preparare la “vera”  fettunta toscana bastano pochi ingredienti, ma <strong>di qualità eccellente</strong>.</p>
<p>Il pane toscano senza sale del giorno prima è la base ideale: la sua consistenza e sapore neutro lasciano spazio all’olio extravergine di oliva di esprimersi pienamente.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-92095" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2025/11/olio-novello.webp" alt="Olio novello toscano in oliera di vetro" width="600" height="542" /></p>
<p>L’olio EVO deve essere spremuto a freddo e <strong>preferibilmente novello e di origine locale</strong>, come quello del Val d&#8217;Orcia, particolarmente denso e apprezzato per la sua fragranza e purezza.</p>
<p><em>Esecuzione della ricetta</em>: molto facile</p>
<p><em>Tempo occorrente</em>: 5 minuti + 5 minuti di cottura</p>
<p><em>Costo</em>: basso</p>
<figure>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>Ingredienti per 4 persone</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>8 fette di pane toscano senza sale (possibilmente un po&#8217; raffermo)</td>
</tr>
<tr>
<td>2 spicchi di aglio</td>
</tr>
<tr>
<td>olio extravergine di oliva spremuto a freddo (possibilmente nuovo e toscano) q.b</td>
</tr>
<tr>
<td>pepe nero q.b (facoltativo)</td>
</tr>
<tr>
<td>sale q.b (facoltativo)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
<p><strong>Procedimento</strong></p>
<p>Taglia il pane a fette di uno spessore compreso tra 1,5 e 2 cm e, <strong>senza levare loro la crosta</strong>, falle tostare su entrambi i lati in forno o nel tostapane o, se ne hai la possibilità, nel forno a legna, facendo attenzione che non brucino.</p>
<p>Non appena saranno croccanti e dorate fuori ma <strong>ancora morbide dentro</strong>, strofinale, ancora ben calde, con l&#8217;aglio privato della pelle in modo che rilasci sul pane un aroma intenso.</p>
<p>Poi irrora generosamente la superficie di ogni fetta con l&#8217;olio EVO fino ad ungerla completamente e, se vuoi, insaporiscila con un pizzico di sale e una presa di pepe macinato al momento.</p>
<p>Dopodiché non ti resta che servire la fettunta in tavola<strong> ben calda</strong> in modo di poterla gustare in tutta la sua fragranza prima che di raffreddi.</p>
<h2>Benefici per la salute e valori nutrizionali</h2>
<p>La fettunta è una merenda semplice e salutare, ideale per chi cerca un <strong>pasto leggero ma nutriente</strong>.</p>
<p>L’olio extravergine di oliva, soprattutto se nuovo e biologico, è ricco di antiossidanti, vitamina E e acidi grassi monoinsaturi, che svolgono un’<strong>azione protettiva sul sistema cardiovascolare</strong> e contribuiscono a ridurre l’infiammazione.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-92097" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2025/11/pagnotta-toscana.webp" alt="Pane toscano dalla mollica alveolata" width="600" height="509" /></p>
<p>Il pane toscano, privo di sale, è più digeribile e si inserisce perfettamente nella dieta mediterranea, fornendo carboidrati complessi a rilascio lento che assicurano energia costante.</p>
<p>L’aglio fresco, ingrediente immancabile della fettunta, possiede proprietà antimicrobiche e <strong>favorisce la circolazione sanguigna</strong>, aggiungendo un ulteriore valore salutare alla merenda.</p>
<p>Consumata con moderazione, la fettunta è leggera ma energetica, perfetta per una pausa rigenerante senza rinunciare alla qualità.</p>
<p>L’utilizzo di olio extravergine spremuto a freddo e di produzione locale assicura il massimo apporto nutrizionale, valorizzando ogni fetta di pane tostato con golosa semplicità.</p>
<h2>Varianti salutari vegane e non</h2>
<p>La fettunta tradizionale si presta a diverse varianti salutari che ne arricchiscono sapore e valori nutrizionali, senza perdere la sua essenza semplice.</p>
<p>Tra le versioni più apprezzate, vi sono quelle con<strong> pomodori marinati</strong>, (che aggiungono freschezza e una nota acidula) o con <strong>cavolo nero stufato</strong>, fonte preziosa di fibre e vitamine.</p>
<p>Per chi non segue una dieta vegana, il classico <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/crostini-di-fegatini-di-pollo-alla-toscana/">patè di fegatini</a> rappresenta un’aggiunta tradizionale, ma non certo obbligatoria.</p>
<p>Le varianti vegane puntano su ingredienti vegetali stagionali come pomodori freschi, zucchine grigliate o creme a base di olive o funghi, mantenendo la fettunta leggera e gustosa.</p>
<p>L’uso di olio extravergine biologico in queste versioni garantisce un sapore intenso e un <strong>approccio sostenibile</strong>, rispettando la natura e la tradizione.</p>
<p>Adattare la fettunta a un’alimentazione vegana è semplice: scegli materie prime fresche e genuine, preservando la rustica semplicità che rende questo piatto tanto amato.</p>
<p>Così, anche chi segue uno stile alimentare particolare può godere di una specialità toscana priva di ingredienti di origine animale.</p>
<h2>Consigli per una merenda semplice e gustosa</h2>
<p>La fettunta è la scelta perfetta per chi desidera una merenda semplice e salutare, pronta in pochi minuti e ricca di sapore.</p>
<p>Il segreto sta nella<strong> qualità degli ingredienti </strong>e nella<strong> cura nella preparazione</strong>.</p>
<p>Il pane va abbrustolito solo poco prima del consumo fino a ottenere una crosticina croccante (evitando di bruciarlo) per esaltare la fragranza senza amarezza.</p>
<p>Preferisci sempre olio nuovo di eccellente qualità, come quelli prodotti secondo la tradizione toscana, per un gusto intenso e irresistibile.</p>
<p>Secondo l&#8217;uso locale, la fettunta <strong>va mangiata con le mani</strong>: questo gesto permette di apprezzarne appieno la consistenza e il profumo, immergendosi nell’esperienza culinaria toscana più genuina.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-92098" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2025/11/pecorino-semi-stagionato.webp" alt="Aspetto del pecorino toscano semi-stagionato" width="600" height="716" /></p>
<p>Per arricchire la merenda, puoi accompagnare la fettunta con salumi tipici come la finocchiona o con formaggi locali come il pecorino stagionato o non, creando un piatto toscano completo e adatto ad essere servito <strong>anche come antipasto</strong>.</p>
<p>Invita famiglia e amici a condividere questo momento di convivialità, celebrando insieme la cultura gastronomica della Toscana in modo semplice.</p>
<h2>Abbinamenti possibili</h2>
<p>La fettunta si abbina perfettamente a <strong>vini rossi tipici della Toscana</strong>, come il Chianti Classico o il Morellino di Scansano, che ne esaltano il sapore intenso e l’aroma dell’olio extravergine.</p>
<p>Questi abbinamenti trasformano una semplice merenda in un’esperienza sensoriale raffinata e completa.</p>
<p>Ricette affini, come la bruschetta toscana, condividono con la fettunta l’uso del pane tostato e dell’olio di frantoio, rappresentando un filo conduttore nella cucina regionale.</p>
<p>Ti suggeriamo di sperimentare con prodotti locali e stagionali per personalizzare la fettunta, <strong>integrandola in un pasto completo o in uno sfizioso aperitivo</strong>.</p>
<p>In questo modo potrai apprezzare appieno la cultura gastronomica della Toscana, in cui ciascun ingrediente racconta una storia e ogni piatto celebra una tradizione millenaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altre merende assolutamente da provare:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/crema-di-cachi-cacao-senza-zucchero/">Crema di cachi e cacao <em>sugar free</em></a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/waffle-di-zucca-senza-burro/">Waffle di zucca fatti senza burro</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/focaccia-mele-dolce-genovese/">Focaccia di mele genovese</a></li>
</ul>
<p>Credito foto in evidenza: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/overthetuscanstove/5605074545/in/photolist-9xitoi-8X17Sn-qGdp8c-7EZByy" target="_blank" rel="nofollow noopener">Judywitts per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto olio novello toscano: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/maong/302919563/in/gallery-192382321@N03-72157719465556388/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Monica Arellano-Ongpin per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto pagnotta toscana: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/70253321@N00/5942454367/in/photolist-9trGj1-8YwBBE-9tGcaS-a47CDM-a3Scec-a3ScoV-a3Scj2-73aP4Y-4EaBds-4EaBgW-9toKKF-9trFUb-9toKnc-8FfE4s-9trG1G-73aNSu-8FhSFq-8Fcumr-8FfDVw-8FhSvw-9toKZv-8FhSzL-8FhSCA-8Ytzza-6AHUcZ-6AHU6t-2ptS21t-2ptU845-2ptSLx5-2ptMoKg-2ptSLvS" target="_blank" rel="nofollow noopener">Fugzu per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto pecorino toscano semi-stagionato: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/lavalnerina/49060265871/" target="_blank" rel="nofollow noopener">La Valnerina per Flickr.com</a></p>
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		<title>La &quot;Ribollita Toscana&quot;</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 17:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[carote]]></category>
		<category><![CDATA[cipolla]]></category>
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		<category><![CDATA[olio]]></category>
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		<description><![CDATA[La ribollita è un piatto tipico dalle origine toscane, una ricetta di recupero della cucina povera toscana. Le sue origini risalgono addirittura al medioevo e il suo nome deriva dal fatto che un tempo questa preparazione durava diversi giorni e ogni volta doveva essere riscaldata e ogni volta diventava sempre più buona! Un piatto delizioso&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-ribollita-toscana-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQj0qx8k_lwfqgoaXA29fIfhyphenhyphencfMg-ZrS8GAPH7Sa3GWc3UC-MOV8FZSiUmcGeLjD17xgBbsfBOh37O0luqVZrrc3HyMza1LFACt9ZC_xhkE65cTzUl00D_fM9EKUTlIBmH8yiIEPba_Qg5BpylMzkJngcumTCxyjjfPve33BnyVJersoIwimSbjrcN7Fw/s2992/IMG_2566.JPG"><img border="0" height="458" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQj0qx8k_lwfqgoaXA29fIfhyphenhyphencfMg-ZrS8GAPH7Sa3GWc3UC-MOV8FZSiUmcGeLjD17xgBbsfBOh37O0luqVZrrc3HyMza1LFACt9ZC_xhkE65cTzUl00D_fM9EKUTlIBmH8yiIEPba_Qg5BpylMzkJngcumTCxyjjfPve33BnyVJersoIwimSbjrcN7Fw/w491-h458/IMG_2566.JPG" width="491" /></a></div>
<p>
<div>
<div><span>La ribollita è un piatto tipico dalle origine toscane, una ricetta di recupero della cucina povera toscana.</span></div>
<div><span>Le sue origini risalgono addirittura al medioevo e il suo nome deriva dal fatto che un tempo questa preparazione durava diversi giorni e ogni volta doveva essere riscaldata e ogni volta diventava sempre più buona!</span></div>
<div><span>Un piatto delizioso e ricco di sapore per riscaldare le fredde giornate invernali!</span></div>
<div>
<div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEghl4b5MG3E-66FZrUBKKO_MHASMQGrBtRJatnMgSUREj2NdQxEaNjFmjXpFPC0nbaeq5Mkvl9676xxUoir6LBNSit6c8bb5-GhdprjOwgnuVpwa0p5dhNJ7J8c6qrObOXcyqnziYGpvB87D0WrAjn3zPbmpgtL63zdNkyv13soCC_-iz16sO_sAdam2j91/s2992/IMG_2565.JPG"><img border="0" height="417" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEghl4b5MG3E-66FZrUBKKO_MHASMQGrBtRJatnMgSUREj2NdQxEaNjFmjXpFPC0nbaeq5Mkvl9676xxUoir6LBNSit6c8bb5-GhdprjOwgnuVpwa0p5dhNJ7J8c6qrObOXcyqnziYGpvB87D0WrAjn3zPbmpgtL63zdNkyv13soCC_-iz16sO_sAdam2j91/w499-h417/IMG_2565.JPG" width="499" /></a></div>
<div></div>
<div><span><i>Ingredienti per 6 persone:</i></span></div>
<div><span><i><br /></i></span></div>
<div><span>400 gr. di cavolo nero</span></div>
<div><span>300 gr. di fagioli cannellini secchi</span></div>
<div><span>200 gr. g biete</span></div>
<div><span>1 verza di piccole dimensioni</span></div>
<div><span>3 pomodori perini</span></div>
<div><span>2 patate</span></div>
<div><span>2 coste di sedano</span></div>
<div><span>2 carote piccole</span></div>
<div><span>2 zucchine medie</span></div>
<div><span>2 spicchi di aglio</span></div>
<div><span>1 cipolla dorata</span></div>
<div><span>1 zucchino</span></div>
<div><span>concentrato di pomodoro</span></div>
<div><span>pane toscano raffermo q.b.</span></div>
<div><span>alloro, rosmarino</span></div>
<div><span>olio extravergine di oliva</span></div>
<div><span>sale e pepe nero</span></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgP8slxAFf9ex1XmPwYpZ7AmYUvZ81pji5nVw2JXb-LGruib7PneBi0ZFZ1_JhxzT82lhoa3RDa0dcSFQHZ4aF6KYA2X36bBqZ_b_z7noE4HDn1rugGyJ-tToUNHpNsTA_PvUilnd1Uhpa8SirucMLUW3LqziLQTDuXjbGxENlkYJ5U_z3JjTYmiefmawmY/s2992/IMG_2568.JPG"><img border="0" height="488" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgP8slxAFf9ex1XmPwYpZ7AmYUvZ81pji5nVw2JXb-LGruib7PneBi0ZFZ1_JhxzT82lhoa3RDa0dcSFQHZ4aF6KYA2X36bBqZ_b_z7noE4HDn1rugGyJ-tToUNHpNsTA_PvUilnd1Uhpa8SirucMLUW3LqziLQTDuXjbGxENlkYJ5U_z3JjTYmiefmawmY/w498-h488/IMG_2568.JPG" width="498" /></a></div>
<div><i><span><br /></span></i></div>
<p><i>
<div><i><span>Procedimento:</span></i></div>
<div><i><span><br /></span></i></div>
<p></i></div>
<p><span>La sera precedente mettete a bagno i  fagioli cannellini in abbondante acqua fredda.<br />La mattina successiva, lessateli in abbondante acqua salata con una foglia di alloro finchè saranno cotti al dente.<br />Affettate grossolanamente la cipolla e fatela rosolare in un&#8217;ampia casseruola con un filo di olio E.V.O. e l&#8217;aglio.<br />Pulite le carote, le zucchine e il sedano e tagliateli a tocchetti poi fateli soffriggere in casseruola con la cipolla, per circa 10 minuti, unite anche due cucchiai di triplo concentrato di pomodoro, sciolto in 1 bicchiere e 1/2 di acqua tiepida</span></div>
<div><span>Quando le verdure saranno ben rosolate&nbsp; unite il cavolo nero, le biete, la verza tutte tagliate grossolanamente, 3 pomodori, e 2 patate tagliati entrambi a rondelle, regolate di sale e di pepe e fate cuocere per trenta minuti con il coperchio e a fiamma dolce.<br />Frullate metà dei fagioli e uniteli in casseruola insieme a quelli interi, cuocete ancora per circa mezz&#8217;ora unendo&nbsp; l&#8217;acqua di cottura dei fagioli.<br />Spezzettate 3 fette di pane, unitele alla zuppa e lasciate cuocere ancora per 5 minuti.</span></div>
<div><span>Per l&#8217;olio aromatizzato:&nbsp;</span></div>
<div><span>Scaldate 6 cucchiai di olio E.V.O. in un padellino, con 2 rametti di rosmarino e uno spicchio di aglio sbucciato e privato dell&#8217;anima, finchè non comincia a soffriggere, togliete dal fuoco e lasciate in infusione per 10 minuti, poi filtrate e tenete da parte.<br />Distribuite la zuppa nei piatti, con una mezza fetta di pane per ciascuno; completate con un filo di olio aromatizzato, una macinata di pepe e servite.</span></div>
<div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjU8uLhEcXnRebowu2s5LxesCCdst2rGr-P-KpSIIoZkUf8z2Ia6vKyQtSGnJGIxib45dm_nuhoM8AgkBlA4kPNNK36L43iTmPYbpdL1_-K9GrpLIJ8Nz95fMglDOLot8Aa1lY7zThC_3Cw6qr-i1KRq3kYj5kZiCjX1YeDACVeFGjkDVMyDBnGnq9o6JGJ/s2992/IMG_2572.JPG"><img border="0" height="477" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjU8uLhEcXnRebowu2s5LxesCCdst2rGr-P-KpSIIoZkUf8z2Ia6vKyQtSGnJGIxib45dm_nuhoM8AgkBlA4kPNNK36L43iTmPYbpdL1_-K9GrpLIJ8Nz95fMglDOLot8Aa1lY7zThC_3Cw6qr-i1KRq3kYj5kZiCjX1YeDACVeFGjkDVMyDBnGnq9o6JGJ/w497-h477/IMG_2572.JPG" width="497" /></a></div>
<p>
<p></p>
<div></div>
</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Alla scoperta di Latera, borgo della Tuscia che quest’anno ospita la 39ª Sagra del Marrone</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 06:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel cuore della Tuscia, vicinissima al confine con la Toscana, a pochi chilometri dal Lago di Bolsena e a soli 40 minuti da Viterbo, sorge il caratteristico e suggestivo borgo di Latera. Non troppo conosciuto, forse per la sua posizione un po&#8217; nascosta, ma tanto grazioso e pittoresco che vale davvero la pena di una gita&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/alla-scoperta-di-latera-borgo-della-tuscia-che-questanno-ospita-la-39a-sagra-del-marrone/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore della <b>Tuscia</b>, vicinissima al confine con la <b>Toscana</b>, a pochi chilometri dal <b>Lago di Bolsena</b> e a soli <strong>40 minuti da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2019/04/cosa-fare-nel-weekend-a-viterbo-e-dintorni-wonderfulazio.html" target="_blank" rel="noopener">Viterbo</a></strong>, sorge il caratteristico e suggestivo <strong>borgo di Latera</strong>. Non troppo conosciuto, forse per la sua posizione un po&#8217; nascosta, ma tanto <strong>grazioso</strong> e <strong>pittoresco</strong> che vale davvero la pena di una <strong>gita fuori porta</strong> alla sua scoperta. Latera si trova completamente <strong>immerso nel verde</strong>, arroccato al margine di una vallata di origine vulcanica (<em>la Caldera di Latera</em>) e avvolto dall’abbraccio di folti boschi che lo nascondono e sembrano quasi proteggerla. È un<strong> luogo incantevole</strong> dove poter trascorrere momenti di pace e tranquillità e la meta perfetta in <strong>autunno</strong> per gli amanti del <strong>foliage</strong>. Gli <strong>scorci panoramici</strong>, le caratteristiche viuzze che si snodano lungo il paese, le case arroccate e dalle forme rimaste le stesse per secoli, oltre alla cordialità e ospitalità della popolazione locale, colpiscono e affascinano il passante e il turista.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15863" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/ABC_8652-scaled.jpg" alt="latera sagra del marrone 2022" width="2560" height="1703" /></p>
<h2>Cosa vedere a Latera</h2>
<p>Latera è un <b>borgo di epoca medievale</b> la cui storia è indissolubilmente legata alla <b>famiglia Farnese</b> a cui si deve la costruzione dei suoi più importanti edifici. Primo fra tutti il <strong>Palazzo Farnese</strong>, simbolo del forte legame del borgo con la famiglia papale dei Farnese. A ridosso del Palazzo si trova Piazza della Rocca che offre una gradevole veduta della parte orientale del borgo e un affaccio sui verdi boschi che circondano il paese. La struttura del Palazzo è un unicum con l’altro edificio di pregio che è la Chiesa di San Clemente dall’aspetto sobrio e allo stesso tempo elegante.<span> </span></p>
<p>A testimoniare la presenza dei Farnese inoltre vi sono ancora alcune fontane che adornano il paese come la <strong>Fontana Ducale</strong>, meglio conosciuta come <strong>Fontana del Ponte</strong>, risalente al 1648, e la <strong>Fontana del Piscero</strong> che mostra ancora il simbolico giglio dei Farnese risalente al 1576.</p>
<p>Vi sono poi <strong>altre chiese</strong> di particolare interesse che meritano una visita, come per esempio la piccola e graziosa <strong>chiesa di San Giuseppe</strong> situata in fondo alla via principale del paese, Corso Vittorio Emanuele III, o le <strong>chiese di San Sebastiano</strong>, <strong>San Rocco</strong> e la <strong>Chiesa della Madonna della Cava</strong> appena fuori dal piccolo borgo. Quest’ultima, la più lontana dall’abitato e anche quella più cara ai Lateresi, rappresenta il simbolo del miracolo che secondo gli abitanti di Latera si compì durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1944 Latera venne bombardata ma il paese non fu colpito dalle bombe che invece si diressero tutte sulla chiesa della Madonna della Cava distruggendola e lasciando intatto solo l’abside. I Lateresi ancora oggi ogni anno ricordano questo episodio, ringraziano la Madonna per averli salvati e danno vita ad una fiaccolata che dal paese si dirige verso la chiesa.</p>
<p>Altro luogo di interesse che merita una visita è il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/MuseoDellaTerraLatera" target="_blank" rel="noopener"><b>Museo della Terra</b></a> dove sono conservati oggetti della vita quotidiana e della cultura contadina e popolare di un tempo.</p>
<div>Anche gli appassionati avventurieri qui troveranno pane per i loro denti. Latera è infatti attraversata da un percorso che, sviluppandosi principalmente su strade sterrate percorribili a piedi, a cavallo e in mountain bike, collega la <b>Riserva Naturale di Monte Rufeno</b>, al confine tra Lazio, Umbria e Toscana, con <b>Vulci</b> situata in piena <b>Maremma laziale</b>. Questo percorso, meglio conosciuto come “<b>Il Sentiero dei Briganti</b>”, ripercorre proprio le tracce dei banditi che durante il XIX secolo seminarono il terrore in questa zona.</div>
<p>La romantica struttura del <strong>borgo</strong>, le <strong>pittoresche viuzze</strong> (dove si possono ammirare anche<strong> 3 murales ad opera di artisti internazionali</strong>, alcune <strong>installazioni di arte contemporanea</strong> e le <strong>opere fatte a mano all&#8217;uncinetto</strong> dalle signore del luogo), gli <strong>scorci graziosi e suggestivi</strong>, le <strong>antiche fontane</strong>, la campagna e i fitti boschi che lo circondano, i percorsi a piedi, la pace e la tranquillità, lo scorrere lento del tempo, catturano e affascinano il visitatore che viene accolto da graziosi angoli di medioevo dove il tempo sembra essersi fermato.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15864" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/DJI_0963-scaled.jpg" alt="sagra del marrone 2022 latera Viterbo" width="2560" height="1707" /></p>
<h2>Sagra del Marrone di Latera</h2>
<p>Uno degli alberi tipici del paesaggio laterese è certamente il <strong>castagno</strong> e il cibo che meglio rappresenta questo territorio è senza dubbio il <strong>marrone</strong>, frutto che costituisce un altro ottimo motivo per visitare questo incantevole paesino. Sì, perché l’occasione perfetta per conoscere questo borgo è sicuramente la <b>Sagra del Marrone di Latera,</b> quest’anno arrivata alla sua <strong>39ª edizione </strong>(<strong>18-19 </strong>e<strong> 25-26 Ottobre 2025</strong>).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15865" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/ABC_8627-scaled.jpg" alt="marroni di latera Viterbo Tuscia" width="2560" height="1703" /></p>
<p>La Sagra si svolge durante <strong>gli ultimi due weekend di ottobre </strong>e rappresenta un momento di grande convivialità, un’occasione per scoprire il territorio e i suoi prodotti enogastronomici. Le <strong>iniziative</strong> sono numerose e adatte un po&#8217; a tutti. Durante questi due weekend a <strong>Latera</strong> troverete <strong>stand gastronomici</strong>, una <strong>mostra mercato artigianale</strong> lungo le vie del centro storico e <strong>musica dal vivo</strong>. Inoltre potrete prendere parte ad una <strong>passeggiata guidata</strong> alla scoperta del territorio o partecipare ad un<strong> trekking “tra i sentieri dei castagni”</strong> e per i più allenati torna l’immancabile gara competitiva: la <b>Maratonina del Marrone di Latera</b>.</p>
<p>Protagonista di queste giornate ovviamente lei, la <b>caldarrosta</b>, ancora fumante accompagnata da ottimo <strong>vino</strong> e <strong>vin brûlé</strong>. E per accontentare tutti i palati il Marrone di Latera sarà l&#8217;ingrediente anche di alcuni piatti che potrete gustare presso gli stand gastronomici durante la kermesse. Il <strong>programma completo</strong> della <strong>Sagra del Marrone di Latera</strong> è disponibile on line e può essere consultato sulla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/photo/?fbid=815968567488750&amp;set=pb.100072268423457.-2207520000" target="_blank" rel="noopener"><strong>pagina FB della Pro Loco Latera</strong></a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15834" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/GettyImages-1346872957-scaled.jpg" alt="sagra del Marrone di Latera - ultimi weekend di ottobre" width="2560" height="1714" /></p>
<h6>Per le prime 3 immagini contenute nell&#8217;articolo si ringrazia Foto Fit Photography Acquapendente (VT)</h6>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/10/sagra-marrone-latera-tuscia-lazio-viterbo-evento.html">Alla scoperta di Latera, borgo della Tuscia che quest&#8217;anno ospita la 39ª Sagra del Marrone</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Pici asparagi e gamberetti</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 19:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela...passione cucina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciao, ti va di divertirvi insieme in cucina? La ricetta che vi propongo oggi è… pici asparagi e gamberetti, un formato di pasta a mo&#8217; di grosso spaghettone, tipico della Toscana. Dai, spostiamoci in cucina! Jamme jà, allaccia il grembiule e va a cucinà! Ecco la video ricetta passo passo Pici asparagi e gamberetti INGREDIENTI&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pici-asparagi-e-gamberetti/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, ti va di divertirvi insieme in cucina? La ricetta che vi propongo oggi è… pici asparagi e gamberetti, un formato di pasta a mo&#8217; di grosso spaghettone, tipico della Toscana. Dai, spostiamoci in cucina! Jamme jà, allaccia il grembiule e va a cucinà! Ecco la video ricetta passo passo Pici asparagi e gamberetti INGREDIENTI [&#8230;]</p>
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		<title>Grignano: i Chianti Rufina Riserva e altri calici</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 14:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiano Guatteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<description><![CDATA[Abbiamo incontrato&#160;Tommaso Inghirami, dell’azienda toscana&#160;Grignano, in un press lunch organizzato a Milano.L’incontro mi ha permesso di degustare alcuni vini&#160;tra i quali cinque annate di&#160;Chianti Rufina Riserva Poggio Gualtieri. C’è molta attenzione alla longevità dei propri vini e tra le etichette più longeve va sicuramente annoverato il Vin Santo. Per questo motivo la degustazione inizia con&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/grignano-i-chianti-rufina-riserva-e-altri-calici/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjSDgMPkuWOSH3fjI1J3K6gy3I-X1nfnOqHrav1L9FXGWhCgMpR24Q8umaWLa8LWMJeuAY28y16SBCsLhewDJMHcTmxz9k5b040gBg7C-1V2auQcEPwumFuaVCi2RJtvcPbbG0bGFwnshj5JrwgoWhM91HLtXBajftOYO2r-Km0wINfCGtCoiuvz8C1paym/s3042/Schermata-2025-01-04-alle-10.42.20.png"><img border="0" height="346" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjSDgMPkuWOSH3fjI1J3K6gy3I-X1nfnOqHrav1L9FXGWhCgMpR24Q8umaWLa8LWMJeuAY28y16SBCsLhewDJMHcTmxz9k5b040gBg7C-1V2auQcEPwumFuaVCi2RJtvcPbbG0bGFwnshj5JrwgoWhM91HLtXBajftOYO2r-Km0wINfCGtCoiuvz8C1paym/w640-h346/Schermata-2025-01-04-alle-10.42.20.png" width="640" /></a></div>
<p></p>
</p>
<p>Abbiamo incontrato&nbsp;<span>Tommaso Inghirami</span>, dell’azienda toscana&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.grignanowinery.com/">Grignano</a>, in un press lunch organizzato a Milano.L’incontro mi ha permesso di degustare alcuni vini&nbsp;tra i quali cinque annate di&nbsp;<span>Chianti Rufina Riserva Poggio Gualtieri</span>.</p>
<p>C’è molta attenzione alla longevità dei propri vini e tra le etichette più longeve va sicuramente annoverato il Vin Santo.</p>
<p>Per questo motivo la degustazione inizia con un&nbsp;<span>Vin Santo</span>, proprio perché incarna le potenzialità e le capacità del territorio di resistere al tempo. La degustazione si articola poi con una verticale di Chianti Rufina Riserva Poggio Gualtieri, un vino nato da una vigna unicamente di sangiovese di circa 6 ettari, prodotto per la prima volta nel 1997 dal padre di Tommaso Inghirami con l’enologo Franco Bernabei.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2h7EDRUL8tL8mLz5jXclIvsahOduL4y2awNRjAOO87FqXQx6aDmFHdrBQw5ioEdYHZDVB7qpGgsWuwrwJNwpUjk3iQ5PYUY2_VCVnkut0V4B8S9NYN-ghVZcCaTCxmLz4cG687dd9pW-eSmwWwje0R55X8NacZCkUq9RV53iDnp32TChOVMrkPda4JreM/s1672/grignanoVinS.png"><img border="0" height="376" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2h7EDRUL8tL8mLz5jXclIvsahOduL4y2awNRjAOO87FqXQx6aDmFHdrBQw5ioEdYHZDVB7qpGgsWuwrwJNwpUjk3iQ5PYUY2_VCVnkut0V4B8S9NYN-ghVZcCaTCxmLz4cG687dd9pW-eSmwWwje0R55X8NacZCkUq9RV53iDnp32TChOVMrkPda4JreM/w640-h376/grignanoVinS.png" width="640" /></a></div>
<p>
<p>Pertanto in degustazione&nbsp;<span>Vin Santo 1980</span>, quindi&nbsp;<span>Chianti Rufina Riserva Poggio Gualtieri 2000, 2001, 2012, 2013, 2015, 2019</span>&nbsp;e&nbsp;<span>Fedra 2019</span>. “<em>Queste espressioni del Sangiovese</em>” spiega Inghirami riferendosi a Poggio Gualtieri “<em>provengono dalla vigna che consideriamo il cuore della nostra produzione, grazie alle sue caratteristiche uniche di esposizione e suolo. La tenuta di Grignano oggi si estende su 600 ettari, di cui 50 a vigneto, con circa 40 ettari dedicati al sangiovese. Qui lavoriamo per valorizzare i vitigni tradizionali della Toscana, come sangiovese, canaiolo e colorino, senza rinunciare a innovazione e ricerca.</em>” Conclude la degustazione Fedra 2019, prodotto con uve di due vigne della Rufina, una di cabernet e una di merlot, piantate alla fine degli anni novanta da Bernabei.</p>
<p>La descrizione dei vini cliccando <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://citylightsnews.com/grignano-i-chianti-rufina-riserva-e-altri-calici/" rel="nofollow" target="_blank">qui</a>.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Siena: per una sera palcoscenico della pizza napoletana a Girogustando</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 21:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Pianigiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[figlio]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Fontana]]></category>
		<category><![CDATA[Siena]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Abbattista]]></category>
		<category><![CDATA[Tavolo Riservato]]></category>

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		<description><![CDATA[Siena per una sera è stata il palcoscenico della pizza napoletana, come ha ribadito Stefania Abbattista durante la tappa di Girogustando di lunedì 4 novembre, che ha portato Marcello Fontana di Tavolo Riservato a La Veranda.Una verticale di pizza gourmet dove la ristorazione senese si è confrontata con la ‘capitale’ della pizza, Napoli, e il&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/siena-per-una-sera-palcoscenico-della-pizza-napoletana-a-girogustando/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Siena</strong> per una sera è stata il palcoscenico della pizza napoletana, come ha ribadito <strong>Stefania Abbattista</strong> durante la tappa di <strong>Girogustando</strong> di lunedì 4 novembre, che ha portato <strong>Marcello Fontana di Tavolo Riservato a La Veranda.</strong><br />Una verticale di pizza gourmet dove la ristorazione senese si è confrontata con la ‘capitale’ della pizza, Napoli, e il risultato è stato un trionfo di sapori e accostamenti davvero curiosi.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2024/11/dove-mangiare-la-pizza-buona-nei-dintorni-di-Siena.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33036" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2024/11/dove-mangiare-la-pizza-buona-nei-dintorni-di-Siena.jpg" alt="quale-è-la-migliore-pizzeria-di-Siena.jpg" width="1125" height="842" /></a></p>
<h2>Gli ospiti di Tavolo Riservato </h2>
<p><strong>Marcello Fontana</strong> insieme al figlio Gaetano condivide le sorti del<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tavoloriservato.com/menu-food/"> Tavolo Riservato</a>, locale inserito tra le migliori 100 proposte dalla guida 50 Top Pizza.</strong> Un impasto molto leggero, a basso indice glicemico e alveolato è il tratto distintivo declinato abitualmente in pizze fritte, al tegamino o croccanti, e servito al pubblico in uno spazio molto scenografico, dove i fiori sono l’elemento caratterizzante.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2024/11/pizza-manzo-in-crosta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33037" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2024/11/pizza-manzo-in-crosta.jpg" alt="tavolo-riservato-pizzeria-fuorigrotta-Napoli.jpg" width="1024" height="683" /></a></p>
<p>Per la trasferta senese ha portato due pizze molto curiose: la “<strong><em>Manzo in crosta”,</em></strong> una pizza croccante al tegamino che ha esaltato sia il metodo di cottura, sia quello dell&#8217;impasto 100% biga e guarnita con misticanza, pomodori confit, tartare di Fassona agli agrumi, maionese all’aglio, uva fermentata all’Aglianico e la &#8220;<strong><em>Crosta Dolce&#8221; o “Pellecchiella del Vesuvio”</em></strong>, padellino agli 8 cereali con mousse di ricotta di pecora, scaglie di cioccolato bianco e albicocche del Vesuvio fermentate, che si trovano solamente nel territorio di Somma Vesuviana.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2024/11/crosta-dolce-tavolo-riservato.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33038" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2024/11/crosta-dolce-tavolo-riservato.jpg" alt="dove-trovare-le-albicocche-del-Vesuvio.jpg" width="1024" height="683" /></a><br /><em>&#8220;Il mio lavoro è prima in cucina e poi sulla pizza&#8221; sottolinea Fontana, perché &#8220;è importante per un pizzaiolo sapere anche cucinare, e poi da li si affrontano anche gli altri campi, come quello della pizza&#8221;. <strong>Un lavoro di grande impegno che Marcello Fontana porta avanti insieme al figlio Gaetano Fontana e al cugino Gianluca Mollo.</strong></em></p>
<h2>I padroni di casa de La Veranda</h2>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2024/11/pizzeria-napoletana-a-Siena-la-veranda.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33039" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2024/11/pizzeria-napoletana-a-Siena-la-veranda.jpg" alt="La-veranda-pizza-da-asporto-Siena.jpg" width="1024" height="683" /></a></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://pizzerialaveranda.it/"><strong>La Veranda di Vico Alto</strong></a> ha avuto una nuova stimolante opportunità di scambio professionale ospitando Tavolo Riservato ed è stata anche lei al &#8220;gioco dei sapori&#8221;, infatti da bravo campano <strong>Paolo D’Urzo</strong> ha creato un abbinamento un po&#8217; fantasioso per le sua <strong>montanarina, </strong>servendola <strong>con il ragù di cinghiale</strong> che si trova nel menu de La Veranda, un modo per omaggiare &#8220;la cucina del ristorante&#8221;. L&#8217;altra montanarina invece è arrivata in tavola bella calda, con uno dei suoi &#8220;condimenti&#8221; più sfiziosi a base di Mortadella, stracciatella di bufala e granella di pistacchio.<br />A seguire una pizza bianca con fiordilatte campano, zucca gialla marinata e grigliata, lardo di Colonnata e polvere di rosmarino. Perché l&#8217;abbinamento con la zucca? <em>&#8220;Cerchiamo di valorizzare sempre i prodotti stagionali&#8221;</em> ci tiene a precisare D&#8217;Urzo, e ora la zucca è nel pieno della sua stagione.<br />Curiosa anche la Semintegrale con pomodorini gialli, grana, origano, mozzarella di bufala Dop &#8211; messa rigorosamente a crudo- e salsiccia di Cinta Senese, in continuità con lo spirito di<strong> Vetrina Toscana</strong> (il progetto Regione Toscana-Unioncamere che valorizza filiera corta enogastronomica, qualità delle produzioni artigianali e territorio) di cui Girogustando è una manifestazione di punta.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2024/11/Girogustando-Siena-Tutti-gli-eventi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33040" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2024/11/Girogustando-Siena-Tutti-gli-eventi.jpg" alt="tutte-le-tappe-di-Girogustando.jpg" width="1024" height="683" /></a><br />La verticale di pizza a 4 mani è stata organizzata da<strong> Confesercenti Siena in collaborazione con Confesercenti Napoli</strong> e come ha ribadito Paolo D&#8217;Urzo &#8220;<em>è stato un grandissimo onore ospitare a Siena un fuoriclasse come Marcello Fontana&#8221;</em>.</p>
<h2>Le prossime tappe di Girogustando</h2>
<p>E dopo la pizza napoletana a Siena, gli eventi di <strong>Girogustando</strong> proseguono per tutto l&#8217;autunno. <strong>Le prossime tappe?</strong><br />Mercoledì 13 novembre La Taverna della Berardenga di Castelnuovo Berardenga ospita il Radicchio Rosso di Ravenna<br />Giovedì 14 novembre la Pecora Nera il boutique restaurant dell’Hotel Ercolini e Savi di Montecatini terme ospita il San Giovanni terme di Rapolano<br />Giovedì 21 novembre La Vecchia Oliviera di Campagnatico ospita il Bio Agriturismo Il Cerreto di Pomarance<br />Venerdì 22 novembre il Fuoriluogo di San Gimignano ospita To Wine di Prato<br />Mercoledì 4 dicembre Il Tufo di Siena ospita il Cortile di Parma<br />Tutti i dettagli delle prossime serate li trovate su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.girogustando.tv/">www.girogustando.tv</a></p>
<p> </p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lafinestradistefania.it/2024/11/dove-mangiare-la-pizza-napoletana-a-siena-jpg/">Siena: per una sera palcoscenico della pizza napoletana a Girogustando</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lafinestradistefania.it">La Finestra di Stefania</a>.</p>
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		<title>cucina toscana &#8211; ribollita</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Oct 2024 14:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unmondodiricette</dc:creator>
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		<description><![CDATA[cucina toscana &#8211; ribollita&#38;nbsp;Una delle ricette più iconiche della cucina toscana è la Ribollita, una zuppa contadina a base di pane raffermo e verdure. È un piatto rustico, perfetto per le stagioni più fredde.Ricetta della Ribollita Toscana:Ingredienti:300 g di cavolo nero200 g di cavolo verza2 patate2 carote2 zucchine1 porro1 cipolla1 costa di sedano2 pomodori maturi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cucina-toscana-ribollita/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cucina toscana &#8211; ribollita&amp;nbsp;Una delle ricette più iconiche della cucina toscana è la Ribollita, una zuppa contadina a base di pane raffermo e verdure. È un piatto rustico, perfetto per le stagioni più fredde.Ricetta della Ribollita Toscana:Ingredienti:300 g di cavolo nero200 g di cavolo verza2 patate2 carote2 zucchine1 porro1 cipolla1 costa di sedano2 pomodori maturi o 200 g di pomodori</p>
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		<title>Alla scoperta di Latera, borgo della Tuscia che quest’anno ospita la 38ª Sagra del Marrone</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 06:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
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		<category><![CDATA[Fontana Ducale]]></category>
		<category><![CDATA[Foto Fit Photography Acquapendente]]></category>
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		<category><![CDATA[VT]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel cuore della Tuscia, vicinissima al confine con la Toscana, a pochi chilometri dal Lago di Bolsena e a soli 40 minuti da Viterbo, sorge il caratteristico e suggestivo borgo di Latera. Non troppo conosciuto, forse per la sua posizione un po&#8217; nascosta, ma tanto grazioso e pittoresco che vale davvero la pena di una gita&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/alla-scoperta-di-latera-borgo-della-tuscia-che-questanno-ospita-la-38a-sagra-del-marrone/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore della <b>Tuscia</b>, vicinissima al confine con la <b>Toscana</b>, a pochi chilometri dal <b>Lago di Bolsena</b> e a soli <strong>40 minuti da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2019/04/cosa-fare-nel-weekend-a-viterbo-e-dintorni-wonderfulazio.html" target="_blank" rel="noopener">Viterbo</a></strong>, sorge il caratteristico e suggestivo <strong>borgo di Latera</strong>. Non troppo conosciuto, forse per la sua posizione un po&#8217; nascosta, ma tanto <strong>grazioso</strong> e <strong>pittoresco</strong> che vale davvero la pena di una <strong>gita fuori porta</strong> alla sua scoperta. Latera si trova completamente <strong>immerso nel verde</strong>, arroccato al margine di una vallata di origine vulcanica (<em>la Caldera di Latera</em>) e avvolto dall’abbraccio di folti boschi che lo nascondono e sembrano quasi proteggerla. È un<strong> luogo incantevole</strong> dove poter trascorrere momenti di pace e tranquillità e la meta perfetta in <strong>autunno</strong> per gli amanti del <strong>foliage</strong>. Gli <strong>scorci panoramici</strong>, le caratteristiche viuzze che si snodano lungo il paese, le case arroccate e dalle forme rimaste le stesse per secoli, oltre alla cordialità e ospitalità della popolazione locale, colpiscono e affascinano il passante e il turista.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15863" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/ABC_8652-scaled.jpg" alt="latera sagra del marrone 2022" width="2560" height="1703" /></p>
<h2>Cosa vedere a Latera</h2>
<p>Latera è un <b>borgo di epoca medievale</b> la cui storia è indissolubilmente legata alla <b>famiglia Farnese</b> a cui si deve la costruzione dei suoi più importanti edifici. Primo fra tutti il <strong>Palazzo Farnese</strong>, simbolo del forte legame del borgo con la famiglia papale dei Farnese. A ridosso del Palazzo si trova Piazza della Rocca che offre una gradevole veduta della parte orientale del borgo e un affaccio sui verdi boschi che circondano il paese. La struttura del Palazzo è un unicum con l’altro edificio di pregio che è la Chiesa di San Clemente dall’aspetto sobrio e allo stesso tempo elegante.<span> </span></p>
<p>A testimoniare la presenza dei Farnese inoltre vi sono ancora alcune fontane che adornano il paese come la <strong>Fontana Ducale</strong>, meglio conosciuta come <strong>Fontana del Ponte</strong>, risalente al 1648, e la <strong>Fontana del Piscero</strong> che mostra ancora il simbolico giglio dei Farnese risalente al 1576.</p>
<p>Vi sono poi <strong>altre chiese</strong> di particolare interesse che meritano una visita, come per esempio la piccola e graziosa <strong>chiesa di San Giuseppe</strong> situata in fondo alla via principale del paese, Corso Vittorio Emanuele III, o le <strong>chiese di San Sebastiano</strong>, <strong>San Rocco</strong> e la <strong>Chiesa della Madonna della Cava</strong> appena fuori dal piccolo borgo. Quest’ultima, la più lontana dall’abitato e anche quella più cara ai Lateresi, rappresenta il simbolo del miracolo che secondo gli abitanti di Latera si compì durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1944 Latera venne bombardata ma il paese non fu colpito dalle bombe che invece si diressero tutte sulla chiesa della Madonna della Cava distruggendola e lasciando intatto solo l’abside. I Lateresi ancora oggi ogni anno ricordano questo episodio, ringraziano la Madonna per averli salvati e danno vita ad una fiaccolata che dal paese si dirige verso la chiesa.</p>
<p>Altro luogo di interesse che merita una visita è il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/MuseoDellaTerraLatera" target="_blank" rel="noopener"><b>Museo della Terra</b></a> dove sono conservati oggetti della vita quotidiana e della cultura contadina e popolare di un tempo.</p>
<div>Anche gli appassionati avventurieri qui troveranno pane per i loro denti. Latera è infatti attraversata da un percorso che, sviluppandosi principalmente su strade sterrate percorribili a piedi, a cavallo e in mountain bike, collega la <b>Riserva Naturale di Monte Rufeno</b>, al confine tra Lazio, Umbria e Toscana, con <b>Vulci</b> situata in piena <b>Maremma laziale</b>. Questo percorso, meglio conosciuto come “<b>Il Sentiero dei Briganti</b>”, ripercorre proprio le tracce dei banditi che durante il XIX secolo seminarono il terrore in questa zona.</div>
<p>La romantica struttura del <strong>borgo</strong>, le <strong>pittoresche viuzze</strong> dove si possono ammirare anche<strong> 3 murales ad opera di artisti internazionali</strong>, gli <strong>scorci graziosi e suggestivi</strong>, le <strong>antiche fontane</strong>, la campagna e i fitti boschi che lo circondano, i percorsi a piedi, la pace e la tranquillità, lo scorrere lento del tempo, catturano e affascinano il visitatore che viene accolto da graziosi angoli di medioevo dove il tempo sembra essersi fermato.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15864" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/DJI_0963-scaled.jpg" alt="sagra del marrone 2022 latera Viterbo" width="2560" height="1707" /></p>
<h2>Sagra del Marrone di Latera</h2>
<p>Uno degli alberi tipici del paesaggio laterese è certamente il <strong>castagno</strong> e il cibo che meglio rappresenta questo territorio è senza dubbio il <strong>marrone</strong>, frutto che costituisce un altro ottimo motivo per visitare questo incantevole paesino. Sì, perché l’occasione perfetta per conoscere questo borgo è sicuramente la <b>Sagra del Marrone di Latera,</b> quest’anno arrivata alla sua <strong>38ª edizione </strong>(<strong>19-20 e 26-27 Ottobre 2024</strong>).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15865" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/ABC_8627-scaled.jpg" alt="marroni di latera Viterbo Tuscia" width="2560" height="1703" /></p>
<p>La Sagra si svolge durante <strong>gli ultimi due weekend di ottobre </strong>e rappresenta un momento di grande convivialità, un’occasione per scoprire il territorio e i suoi prodotti enogastronomici. Le <strong>iniziative</strong> sono numerose e adatte un po&#8217; a tutti. Durante questi due weekend a <strong>Latera</strong> troverete <strong>stand gastronomici</strong>, una <strong>mostra mercato artigianale</strong> lungo le vie del centro storico e <strong>musica dal vivo</strong>. Inoltre potrete prendere parte ad una <strong>passeggiata guidata</strong> alla scoperta del territorio o partecipare ad un<strong> trekking “tra i sentieri dei castagni”</strong> e per i più allenati torna l’immancabile gara competitiva: la <b>Maratonina del Marrone di Latera</b>.</p>
<p>Protagonista di queste giornate ovviamente lei, la <b>caldarrosta</b>, ancora fumante accompagnata da ottimo <strong>vino</strong> e <strong>vin brûlé</strong>. E per accontentare tutti i palati il Marrone di Latera sarà l&#8217;ingrediente anche di alcuni piatti che potrete gustare presso gli stand gastronomici durante la kermesse. Il <strong>programma completo</strong> della <strong>Sagra del Marrone di Latera</strong> è disponibile on line e può essere consultato sulla <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/photo?fbid=199792649106348&amp;set=a.196781816074098" target="_blank" rel="noopener">pagina FB della Pro Loco Latera</a></strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15834" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/GettyImages-1346872957-scaled.jpg" alt="sagra del Marrone di Latera - ultimi weekend di ottobre" width="2560" height="1714" /></p>
<h6>Per le prime 3 immagini contenute nell&#8217;articolo si ringrazia Foto Fit Photography Acquapendente (VT)</h6>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/10/sagra-marrone-latera-tuscia-lazio-viterbo-evento.html">Alla scoperta di Latera, borgo della Tuscia che quest&#8217;anno ospita la 38ª Sagra del Marrone</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Farro della Garfagnana con fagioli</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 16:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgy122</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
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		<category><![CDATA[pomodoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Tradizione Toscana in un Piatto Rustico e Nutriente Un piatto tipico della Garfagnana, una regione montuosa della Toscana, è il &#8220;Farro con fagioli&#8221;, un piatto rustico e nutriente che esalta uno degli ingredienti più noti della zona: il farro. Farro della Garfagnana con Fagioli Ingredienti (per 4 persone): 250 g di farro della Garfagnana (preferibilmente&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/farro-della-garfagnana-con-fagioli/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Tradizione Toscana in un Piatto Rustico e Nutriente</h3>
<p>Un piatto tipico della Garfagnana, una regione montuosa della Toscana, è il <strong>&#8220;Farro con fagioli&#8221;</strong>, un piatto rustico e nutriente che esalta uno degli ingredienti più noti della zona: il farro.</p>
<figure><img width="320" height="320" src="https://blog.giallozafferano.it/laforchetta/wp-content/uploads/2024/09/DALL·E-2024-09-07-18.44.44-A-top-down-view-of-a-bowl-containing-only-farro-and-beans-in-a-rustic-terracotta-bowl.-The-farro-and-beans-are-cooked-and-mixed-together-filling-the--320x320.webp" alt="" class="wp-image-45" /></figure>
<h3><strong>Farro della Garfagnana con Fagioli</strong></h3>
<h4>Ingredienti (per 4 persone):</h4>
<ul>
<li><strong>250 g di farro della Garfagnana</strong> (preferibilmente IGP)</li>
<li><strong>200 g di fagioli borlotti secchi</strong> (oppure 400 g di fagioli già cotti in scatola)</li>
<li><strong>1 cipolla</strong></li>
<li><strong>1 carota</strong></li>
<li><strong>1 gambo di sedano</strong></li>
<li><strong>2 spicchi d&#8217;aglio</strong></li>
<li><strong>1 foglia di alloro</strong></li>
<li><strong>2 cucchiai di passata di pomodoro</strong></li>
<li><strong>Olio extravergine d&#8217;oliva</strong> (q.b.)</li>
<li><strong>Sale</strong> (q.b.)</li>
<li><strong>Pepe nero</strong> (q.b.)</li>
<li><strong>Rosmarino fresco</strong> (un rametto, facoltativo)</li>
</ul>
<h4>Procedimento:</h4>
<ol>
<li><strong>Preparazione dei fagioli</strong>:</li>
</ol>
<ul>
<li>Se usi fagioli secchi, mettili a bagno in acqua fredda per almeno 8 ore (preferibilmente tutta la notte). Scolali e risciacquali.</li>
<li>Cuoci i fagioli in abbondante acqua con uno spicchio d&#8217;aglio e la foglia di alloro per circa 1-2 ore, o fino a quando non sono teneri. Scola e tieni da parte (se usi fagioli in scatola, questo passaggio può essere saltato).</li>
</ul>
<ol>
<li><strong>Cottura del farro</strong>:</li>
</ol>
<ul>
<li>Sciacqua il farro sotto acqua corrente.</li>
<li>Cuoci il farro in una pentola con abbondante acqua salata per circa 20-25 minuti (o secondo le indicazioni sulla confezione). Scolalo e mettilo da parte.</li>
</ul>
<ol>
<li><strong>Preparazione del condimento</strong>:</li>
</ol>
<ul>
<li>In una grande casseruola, scalda un filo d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva e fai soffriggere la cipolla tritata, la carota e il sedano tagliati a dadini, insieme all&#8217;altro spicchio d&#8217;aglio schiacciato.</li>
<li>Aggiungi la passata di pomodoro e cuoci per qualche minuto.</li>
<li>Aggiungi i fagioli cotti e un po&#8217; della loro acqua di cottura per creare una salsa leggera. Regola di sale e pepe, e se desideri, aggiungi il rametto di rosmarino per aromatizzare.</li>
</ul>
<ol>
<li><strong>Assemblaggio del piatto</strong>:</li>
</ol>
<ul>
<li>Unisci il farro cotto alla casseruola con i fagioli e mescola bene.</li>
<li>Lascia insaporire a fuoco basso per qualche minuto, aggiungendo un po&#8217; di acqua di cottura del farro o dei fagioli se il composto risulta troppo asciutto.</li>
</ul>
<ol>
<li><strong>Servizio</strong>:</li>
</ol>
<ul>
<li>Servi il farro della Garfagnana con fagioli caldo, con un filo di olio extravergine d&#8217;oliva a crudo e una macinata di pepe nero.</li>
</ul>
<p>Questo piatto, semplice ma ricco di sapore, rappresenta perfettamente la cucina della Garfagnana, legata alla terra e ai prodotti locali.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/laforchetta/farro-della-garfagnana-con-fagioli/">Farro della Garfagnana con fagioli</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/laforchetta">La Forchetta</a>.</p>
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		<item>
		<title>Minestra di porri: la ricetta toscana</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 18:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lalla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[cipolla]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Semplicemente Cucinando]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho trovato la&#160;ricetta&#160;della&#160;minestra di porri&#160;su di un libro della Cucina Regionale Toscana… non le ho cambiato neanche una virgola, mi ha colpita da subito così tale e quale. Ora che l’ho cucinata, assaggiata e fotografata, vi suggerisco e consiglio di provarla: delicatissima, completa e appagante. Non immaginate il sapore del porro come quello della cipolla:&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/minestra-di-porri-la-ricetta-toscana/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato la&#160;ricetta&#160;della&#160;minestra di porri&#160;su di un libro della Cucina Regionale Toscana… non le ho cambiato neanche una virgola, mi ha colpita da subito così tale e quale. Ora che l’ho cucinata, assaggiata e fotografata, vi suggerisco e consiglio di provarla: delicatissima, completa e appagante. Non immaginate il sapore del porro come quello della cipolla: [...]</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.semplicementecucinando.it/minestra-di-porri/">Minestra di porri: la ricetta toscana</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.semplicementecucinando.it">Semplicemente Cucinando</a>.</p>
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		<title>Crostoni con Salsiccia Toscana, Fontina e Parmigiano</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Dec 2023 18:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antro Alchimista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[bruschette]]></category>
		<category><![CDATA[confezione]]></category>
		<category><![CDATA[Fontina Continua]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco una bella idea per una cena sfiziosa e veloce, magari da fare sul divano guardando un bel film natalizio. In casa una confezione di pane per bruschette “maxi” non manca mai, per quando più che appetito ci viene voglia di “qualcosa” di goloso o per un’apericena. Forse non tutti sanno che&#8230; Fontina Continua a leggere&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
</div>
<div>
<div>
</div>
<div>
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://4.bp.blogspot.com/-YFOJ6Ophl7k/VmHwFcAyhYI/AAAAAAAAQlI/-jdqcH9-ZTI/s1600/Crostino%2Bcon%2Bsalsiccia%252C%2Bfontina%2Be%2Bscaglie%2Bdi%2Bparmigiano%2B3.JPG"><img border="0" src="https://4.bp.blogspot.com/-YFOJ6Ophl7k/VmHwFcAyhYI/AAAAAAAAQlI/-jdqcH9-ZTI/s1600/Crostino%2Bcon%2Bsalsiccia%252C%2Bfontina%2Be%2Bscaglie%2Bdi%2Bparmigiano%2B3.JPG" /></a></div>
<p></div>
<div align="justify">
Ecco una bella idea per una cena sfiziosa e veloce, magari da fare sul divano guardando un bel film natalizio. In casa una confezione di pane per bruschette “maxi” non manca mai, per quando più che appetito ci viene voglia di “qualcosa” di goloso o per un’apericena.</div>
<p></p>
<div align="justify">
<span>Forse non tutti sanno che&#8230;</span> <u>Fontina</u>
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.antroalchimista.com/2015/12/crostoni-con-salsiccia-toscana-fontina.html#more">Continua a leggere&#8230;</a></p>
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		<title>I’Tuscani, il regno della “ciccia”</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Nov 2023 22:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Radaelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentari Tradizionali]]></category>
		<category><![CDATA[Cabernet Franc]]></category>
		<category><![CDATA[fiorentina]]></category>
		<category><![CDATA[Gallo Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Pepe]]></category>
		<category><![CDATA[Super]]></category>
		<category><![CDATA[Tagliere]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[I&#8217;Tuscani mette subito allegria non appena si varca la porta d&#8217;entrata. Alle pareti sono appese delle affiches con le scritte dei più famosi detti toscani, come &#8220;senza lalleri &#8216;un si lallera&#8221;, &#8220;un so mica ripescato dalla piena&#8221;. Il locale si trova nel cuore di Firenze, in piazza San Pancrazio, proprio davanti all&#8217;omonima ex chiesa, che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/ituscani-il-regno-della-ciccia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I&#8217;Tuscani</strong> mette subito allegria non appena si varca la porta d&#8217;entrata. Alle pareti sono appese delle <em>affiches</em> con le scritte dei più famosi detti toscani, come <em>&#8220;senza lalleri &#8216;un si lallera&#8221;</em>, <em>&#8220;un so mica ripescato dalla piena&#8221;.</em></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19413 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_0106.jpg&amp;nocache=1" alt="I'Tuscani - detti" width="640" height="480" /></p>
<p>Il locale si trova nel cuore di Firenze, in piazza San Pancrazio, proprio davanti all&#8217;omonima ex chiesa, che oggi ospita il museo Marino Marini.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19415 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_0128.jpg&amp;nocache=1" alt="I'Tuscani - interno" width="640" height="480" /></p>
<p>L&#8217;interno è <strong>super accogliente</strong>, arredato in stile trattoria con tavoli e sedie in legno e una <em>mise en place</em> con tovagliette in carta paglia.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19412 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_0108.jpg&amp;nocache=1" alt="I'Tuscani - Alberto Florindo e Enrico Burberi" width="640" height="480" /></p>
<p>I&#8217;Tuscani nasce nel 2012 dall&#8217;idea di <strong>Alberto Florindo</strong> e condotto insieme a <strong>Barbara Fagioli</strong> ed <strong>Enrico Burberi</strong>. I tre soci portano avanti il concetto di Toscana vera e genuina attraverso le famose bistecche e i prodotti <strong>PAT</strong>, ovvero <strong>Prodotti Agroalimentari Tradizionali</strong>. Si tratta di prodotti che seguono la stagionalità e cicli produttivi di lavorazione tradizionali. Negli anni sono stati introdotti nel locale vari prodotti tra cui “Mondiola della Garfagnana” (salume dal colore rosso rubino e dalla consistenza soffice), “Boccone al fungo porcino di Coreglia” (insaccato realizzato con prosciutto stagionato con farina di funghi porcini), <strong>“Mortadella di Gallo Nero Toscana con Mandorle e Pepe Nero”</strong> (affettato magro e leggero dalla grande morbidezza) ed il “Prosciutto di Piccione” (dall’incrocio di colombi viaggiatori con piccioni da carne). Da sempre infatti I’Tuscani svolgono un lavoro di ricerca incessante di prodotti rari, oltre che per supportare i piccoli produttori di eccellenze, anche per far scoprire ai propri clienti dei sapori e storie nuove.</p>
<p>Per descrivere meglio le bontà che abbiamo assaggiato, lascio parlare i loro piatti.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19410 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_0101.jpg&amp;nocache=1" alt="I'Tuscani - tagliere" width="640" height="480" /></p>
<p><strong>Tagliere Super Tuscani</strong> composto da un trittico di salumi ricercatissimi toscani, formaggio Pecorino, crostini con fegatini, <em>tartare</em> di razza Toscana con tartufo</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19411 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_0105.jpg&amp;nocache=1" alt="I'Tuscani - fiorentina" width="640" height="480" /></p>
<p>la famosa <strong>bistecca fiorentina</strong> accompagnata da patate arrosto e funghi porcini alla griglia.<br />
Per concludere: <strong>Cantucci toscani di Migliana</strong> di tre gusti: classico, al cioccolato e ai fichi da intingere nel Vin Santo. Una vera libidine!<br />
La carta dei vini propone una serie di etichette tutte <em>Made in Tuscany</em>, noi abbiamo bevuto un rosso di Bolgheri: Assiolo dell&#8217;Azienda Agricola Campo al Noce, <em>blend</em> di <em>Cabernet Sauvignon</em>, <em>Merlot</em>, <em>Cabernet Franc </em>e <em>Syrah</em>.</p>
<p><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ituscani.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener">I&#8217;Tuscani</a></strong><br />
Piazza San Pancrazio 2/R<br />
50123 Firenze<br />
Tel. 055 213842</p>
<p>P.S. la &#8220;ciccia&#8221; quella <em>bona</em> in un ambiente super accogliente!</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fituscani-il-regno-della-ciccia.html&amp;linkname=I%E2%80%99Tuscani%2C%20il%20regno%20della%20%E2%80%9Cciccia%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fituscani-il-regno-della-ciccia.html&amp;linkname=I%E2%80%99Tuscani%2C%20il%20regno%20della%20%E2%80%9Cciccia%E2%80%9D" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fituscani-il-regno-della-ciccia.html&amp;title=I%E2%80%99Tuscani%2C%20il%20regno%20della%20%E2%80%9Cciccia%E2%80%9D"></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/ituscani-il-regno-della-ciccia.html">I&#8217;Tuscani, il regno della &#8220;ciccia&#8221;</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it">Isabella Radaelli</a>.</p>
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		<title>Tenuta il Corno, i vini della Contessa</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 22:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Radaelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[fagioli cannellini]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[IGT]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[porcini]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Adoro la Toscana, forse perché per parte di mamma ho origini toscane, e quindi ci torno sempre con piacere. Nella mia ultima visita sono stata nel cuore del Chianti, precisamente a San Casciano in Val di Pesa, alla Tenuta il Corno, costruita nel XII° secolo da un&#8217;antica famiglia fiorentina i Del Corno, che fecero fortuna&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tenuta-il-corno-i-vini-della-contessa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adoro la Toscana, forse perché per parte di mamma ho origini toscane, e quindi ci torno sempre con piacere. Nella mia ultima visita sono stata nel cuore del Chianti, precisamente a San Casciano in Val di Pesa, alla <strong>Tenuta il Corno</strong>, costruita nel XII° secolo da un&#8217;antica famiglia fiorentina i Del Corno, che <span>fecero fortuna a Firenze </span><span>grazie a tecniche innovative nell’edilizia partecipando attivamente alla definizione dell’impianto urbano della città medievale con la costruzione delle “case torri”.</span></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19390 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_0057-rotated.jpg&amp;nocache=1" alt="Tenuta il Corno" width="480" height="640" /></p>
<p><span> Infatti la tenuta è caratterizzata da una </span><span>tipica torre fortilizia del XIII° secolo. I</span>n seguito nel 1523, in pieno Rinascimento,  fu acquistata dalla famiglia Strozzi diventando la residenza estiva del Granduca di Toscana. Dal 1911 la proprietà passa in mano ai <strong>Conti </strong><span><strong>Frova Arroni di Arrone</strong>. </span>All&#8217;entrata della cantina si possono ammirare i tre stemmi delle famiglie che si sono succedute nella proprietà.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19398 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/Tenuta-del-Corno-Maria-Giulia-Frova.jpeg&amp;nocache=1" alt="Tenuta del Corno - Maria Giulia Frova" width="480" height="640" /></p>
<p><span> Adesso a dirigere la tenuta c&#8217;è la <strong>contessa Maria Giulia Frova</strong>, quarta generazione, figlia del conte Antonio, delegata delle <strong>Donne del Vino della Toscana</strong>. Vulcanica, propositiva, e con un tocco teutonico, è lei stessa che conduce la degustazione per farci conoscere i suoi vini, all&#8217;interno dell&#8217;<strong>Osteria del Corno Divino</strong>. Una <strong>degustazione coinvolgente</strong>, e anche una delle migliori a cui ho partecipato, da cui traspare tutto </span>l&#8217;amore per i suoi prodotti come se fossero i suoi figli.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19385 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_0043.jpg&amp;nocache=1" alt="Tenuta il Corno - vini" width="640" height="480" /></p>
<p>Si inizia con <strong><em>Rhoseas</em> Rosato IGT Toscana</strong>, <em>blend</em> di uve Sangiovese e <em>Shiraz</em>, di un bel color rosa intenso, ottenuto con una breve macerazione sulle bucce. Al naso esprime freschezza, note fruttate e fiorite soprattutto di rosa. Anche in bocca si ritrova freschezza e sapidità. Un vino di facile beva, adatto come aperitivo e con piatti di pesce e carni bianche.<br />
Il secondo vino è il <strong>Chianti DOCG</strong>, 80% Sangiovese, 15% Canaiolo e 5% Colorino, rosso rubino vivace, sentori di fiori e spezie, morbido, intenso e persistente, schietto come solo il Chianti può esserlo. Si abbina a sughi leggeri, salumi, formaggi e carni bianche.<br />
<strong>San Camillo IGT</strong>, Sangiovese in purezza, è il vino che esprime tutta la toscanità. E&#8217; caratterizzato da un color rosso porpora intenso con riflessi granata. Dopo un affinamento di 6 mesi in <em>barrique</em> di secondo passaggio, compie un ulteriore affinamento di sei mesi prima di essere imbottigliato. Al naso presenta note speziate, di pepe e giaggiolo. Ha una struttura elegante, con un buon equilibrio tra tannini, acidità e minerali. E&#8217; perfetto con carni rosse.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19386 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_0044.jpg&amp;nocache=1" alt="Tenuta il Corno - vini" width="640" height="480" /></p>
<p>Il quarto vino è il <strong>Conte Antonio Colorino IGT</strong> in purezza, dedicato al padre di Maria Giulia, il conte Antonio, che, nel 1995, ebbe l&#8217;intuizione e il desiderio di recuperare un vitigno autoctono della Toscana come il Colorino, proprio in un periodo in cui il <em>trend</em> era quella di investire in vitigni internazionali. Il colore è rosso rubino molto intenso, con tonalità blu. E&#8217; caratterizzato da un profumo intenso, in cui spiccano i frutti rossi e sottobosco, pepe, tabacco, bacca di cacao e cuoio. Al palato è elegante, tannico ed equilibrato. E&#8217; un vino da meditazione che si accompagna a carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.<br />
L&#8217;ultimo vino è l&#8217;<strong>Astrovino Rosso Toscano IGT</strong>, Colorino 100%, caratterizzato da 12 etichette diverse ognuna per ogni segno zodiacale, dipinte dall&#8217;artista Giuliano Ghelli, mentre il significato di ogni segno è stato curato dall&#8217;astrologa Alice Pazzi. Il colore è rosso rubino intenso, con sentori di frutti rossi che riportano al sottobosco, ma anche note di vaniglia e rovere. In bocca è morbido, moderatamente tannico, equilibrato, elegante e persistente. Anche questo vino come il precedente si abbina alla perfezione con carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati e perché no anche con il cioccolato.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19393 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_0047.jpg&amp;nocache=1" alt="Tenuta il Corno" width="640" height="480" /></p>
<p>Dopo la degustazione è seguita la cena, iniziata con un <strong>ricco tagliere con salumi toscani, Pecorini, crostini vari</strong>, tra cui quelli con i fegatini, bruschetta al pomodoro e un&#8217;insalatina di cipolle con arance.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19394 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_0049.jpg&amp;nocache=1" alt="Tenuta il Corno" width="640" height="480" /></p>
<p>A seguire <strong>tagliatelle con funghi porcini</strong> e <strong>tortelli maremmani</strong> ripieni di patate con pesto di salvia, entrambe le paste fatte in casa</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19395 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_0052.jpg&amp;nocache=1" alt="Tenuta il Corno" width="640" height="480" /></p>
<p>e <strong>tagliata di manzo al formaggio Blu del Mugello con patate gustose e fagioli cannellini</strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19396 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/camera.jpg&amp;nocache=1" alt="Tenuta il Corno - camera" width="640" height="427" /></p>
<p>All&#8217;interno della Tenuta il Corno c&#8217;è anche un <strong>agriturismo</strong> con camere, <em>suite</em> e appartamenti con pavimento in cotto, soffitti con travi in legno a vista, arredati in stile rustico con mobili d&#8217;epoca. A disposizione degli ospiti una piscina immersa nell&#8217;antico oliveto. Sì, <span><span lang="it-IT">perché la Tenuta il Corno produce anche dell&#8217;ottimo </span></span><strong><span><span lang="it-IT">olio</span></span></strong><span><span lang="it-IT"> da cultivar toscani Moraiolo, Leccino, Correggiolo, Pendolino e Frantoio. Inoltre i Frova sono i detentori ed i selezionatori del cultivar <strong>Leccio del Corno</strong>, che ha dimostrato di essere resistente alla xylella. </span></span></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-19397 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_0069.jpg&amp;nocache=1" alt="Tenuta il Corno - bottaia" width="640" height="480" /><br />
Merita una visita la cantina con la suggestiva <strong>bottaia</strong> con appese delle damigiane rovesciate che sembrano delle piccole mongolfiere e che fungono da lampadari, e dei grandi vasi di terracotta dove nell&#8217;antichità si conservava e si trasportava il vino.</p>
<p><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://tenutailcorno.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Tenuta il Corno</a></strong><br />
Via Malafrasca 47-64<br />
Località San Pancrazio<br />
50026 San Casciano in Val di Pesa (Fi)<br />
Tel. 055 824851</p>
<p>P.S. Ottimi vini che esprimono tutta la toscanità, cucina gustosa e accoglienza calorosa.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Ftenuta-il-corno-i-vini-della-contessa.html&amp;linkname=Tenuta%20il%20Corno%2C%20i%20vini%20della%20Contessa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Ftenuta-il-corno-i-vini-della-contessa.html&amp;linkname=Tenuta%20il%20Corno%2C%20i%20vini%20della%20Contessa" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Ftenuta-il-corno-i-vini-della-contessa.html&amp;title=Tenuta%20il%20Corno%2C%20i%20vini%20della%20Contessa"></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/tenuta-il-corno-i-vini-della-contessa.html">Tenuta il Corno, i vini della Contessa</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it">Isabella Radaelli</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ricetta del castagnaccio &#124; Dolce tipico della Toscana</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Nov 2023 16:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cucinasapori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[noci]]></category>
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		<category><![CDATA[rosmarino]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Il castagnaccio è un dolce tipico della Toscana, per realizzarlo serve la farina di castagne, l’uvetta, i pinoli, le noci e il rosmarino. Ingredienti: 500 g di farina di castagne, 750 ml di acqua, 100 g di zucchero, 50 g di pinoli, 100 g di uva passa, rosmarino, olio extravergine d’oliva. Mettete l’uvetta a mollo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/ricetta-del-castagnaccio-dolce-tipico-della-toscana/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">
<i>Il castagnaccio è un dolce tipico della Toscana, per realizzarlo serve la farina di castagne, l’uvetta, i pinoli, le noci e il rosmarino.</i></p>
<p><i>Ingredienti:</i></p>
<p><i>500 g di farina di castagne, 750 ml di acqua, 100 g di zucchero, 50 g di pinoli, 100 g di uva passa, rosmarino, olio extravergine d’oliva.</i></p>
<div>
<img alt="cucinaesaporicastagnaccio.JPG" src="http://cucinaesapori.myblog.it/media/02/00/1964760129.JPG" style="margin: 0.7em 0px" /></div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" name='more'></a></p>
<p>Mettete l’uvetta a mollo in acqua tiepida per farla rinvenire e procedete poi setacciando la farina in una ciotola capiente per rimuovere eventuali grumi, unite un pizzico di sale e versate a poco a poco l&#8217;acqua nella farina di castagne, &nbsp;mescolate &nbsp;il tutto con una frusta fino ad ottenere un composto&nbsp;ben amalgamata e morbido.</p>
<p>Ora strizzate e asciugate l’uvetta per bene e aggiungetela all’impasto, unite i&nbsp;pinoli e le&nbsp;noci tritate, tenete da parte una parte di uvetta, pinoli e noci.</p>
<p>Prendete una teglia spennellatela con dell&#8217;olio e versate l&#8217;impasto, cospargete la superficie con le noci tritate, l&#8217;uvetta ed i pinoli, unite del rosmarino fresco e versate a filo un pochino di olio su tutta la superficie, a questo punto potete mettere in forno il castagnaccio e lasciarlo cuocere per 30 minuti circa a 200 gradi.</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Zucche: dove si trovano in Italia i pumpkin patch e le varie tipologie di zucca</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Oct 2023 19:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[Spaghetti]]></category>
		<category><![CDATA[tipologie]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ortaggio autunnale per eccellenza è la zucca, primato dovuto al suo essere simbolo di Halloween. Questa festività anglosassone viene festeggiata anche in Italia già da molto tempo ma è solo di recente, negli ultimi due anni, che si sta diffondendo anche la tradizione correlata del Pumpkin Patch. Gli americani infatti, durante tutto il mese di ottobre,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/zucche-dove-si-trovano-in-italia-i-pumpkin-patch-e-le-varie-tipologie-di-zucca/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>ortaggio autunnale</strong> per eccellenza è la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2022/11/spaztle-zucca-burro-noci-speck-croccante.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>zucca</strong></a>, primato dovuto al suo essere simbolo di <strong>Halloween</strong>. Questa festività anglosassone viene festeggiata anche in Italia già da molto tempo ma è solo di recente, negli ultimi due anni, che si sta diffondendo anche la <strong>tradizione</strong> correlata del <strong>Pumpkin Patch</strong>. Gli americani infatti, durante tutto il mese di ottobre, si recano direttamente nei <strong>campi di raccolta delle zucche</strong> per scegliere quelle da intagliare e usare per abbellire le proprie case. Gli agricoltori per l&#8217;occasione decorano i campi, organizzano eventi <strong>per bambini e adulti</strong>, preparano pranzi e merende a base di zucca da consumare en plen air, ospitano spettacoli a tema e concerti (principalmente di musica country o blues). Alcuni realizzano delle vere e proprie opere d&#8217;arte tra labirinti di mais in cui perdersi, enormi case fatte di zucche in cui entrare e composizioni varie.<span> </span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15922" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/1.jpg" alt="campi di zucche in Italia. pumpkin patch" width="2181" height="1080" /></p>
<h2>Dove raccogliere le zucche in Italia</h2>
<p>Quelli riportati di seguito sono i <b>principali Pumpkin Patch</b> o <strong>campi di zucche</strong> presenti al momento in<strong> Italia</strong>.</p>
<h3>Veneto</h3>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://nonnoandrea.it/it/site/slider/menu:main/item:halloween/slide:0" target="_blank" rel="noopener">Nonno Andrea</a> a Villorba (Treviso) è uno dei più grandi e belli in assoluto. Si trova all&#8217;interno di un&#8217;azienda agricola di altissima qualità che comprende anche un agriturismo con offerta a prevalenza vegetariana;</li>
</ul>
<h3>Friuli Venezia Giulia</h3>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.deganozucche.it/" target="_blank" rel="noopener">Azienda agricola Degano</a> a Remanzacco (Udine);</li>
</ul>
<h3>Lombardia</h3>
<ul>
<li>Il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://ilcampodifederica.it/festival-dautunno/" target="_blank" rel="noopener">Campo di Federica</a> a Nerviano (Milano);</li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.puravidafarm.it/villaggio-delle-zucche/" target="_blank" rel="noopener">Puravida farm</a> a San Martino Siccomario (Pavia);</li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tulipania.world/" target="_blank" rel="noopener">Tulipania</a> a frazione Cabanetti (Bergamo);</li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://agricolalacampanella.it/" target="_blank" rel="noopener">Azienda Agricola la Campanella</a>, Rho (Milano);</li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/profile.php?id=100085328160814" target="_blank" rel="noopener">Le cinque foglie</a> a Cavriana (Mantova);</li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.shirintulipani.it/" target="_blank" rel="noopener">Shirin Tulipani</a> a Ornago (Monza);</li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mirtillidisanvito.it/copia-di-pumpkin-patch-il-campo-delle" target="_blank" rel="noopener">Mirtilli di San Vito</a> a Cascina Nuova di Gaggiano (Milano);</li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.aziendaagricolascotti.it" target="_blank" rel="noopener">Cascina Pizzo</a> a Mediglia (Milano);</li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.ilcampodeifiorigalbiate.it/" target="_blank" rel="noopener">Il campo dei fiori</a> a Galbiate (Lecco);</li>
</ul>
<h3>Toscana</h3>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lortodellezucche.it" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;orto delle zucche</a> a Reggello (Firenze);</li>
</ul>
<h3>Marche</h3>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.ilgiardinodeicolorimarche.it/" target="_blank" rel="noopener">Il giardino dei colori</a> a Vallefoglia (Pesaro). Le foto che vedete in questo articolo sono state fatte qui;</li>
</ul>
<h3>Umbria</h3>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.pumpkinumbria.it" target="_blank" rel="noopener">Pumpkin Umbria</a> a Baiano di Spoleto (Perugia);</li>
</ul>
<h3>Lazio</h3>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.torreinpietracarandini.it/zucche_di_barbabianca" target="_blank" rel="noopener">Le zucche di Barbabianca</a> a Torrimpietra (Roma);</li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fattoriadellazucca.com/" target="_blank" rel="noopener">Fattoria della zucca</a> (Roma);</li>
</ul>
<h3>Campania</h3>
<ul>
<li>Il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.ilgiardinodellezucchepp.it" target="_blank" rel="noopener">Giardino delle Zucche</a> a Pignataro Maggiore (Caserta) che è uno dei primi campi di zucche ad aver aperto in Italia;</li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/terradellezucche/" target="_blank" rel="noopener">La terra delle zucche</a> a Eboli (Salerno);</li>
</ul>
<h3>Molise</h3>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/villa_delle_zucche/" target="_blank" rel="noopener">Villa delle zucche</a> a Fonte delle Felci di Bojano (Campobasso);</li>
</ul>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15944" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/12.jpg" alt="campi di zucche in iTALIA" width="1620" height="1080" /><img class="aligncenter size-full wp-image-15960" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/11.jpg" alt="pumpkin patch" width="2188" height="1080" /></p>
<h2>La zucca di Halloween è commestibile?</h2>
<p>Esistono circa 500 varietà di zucca divise in 15 specie, ma <strong>solo 5</strong> di queste <strong>sono edibili</strong>. Come per i funghi, è bene saper distinguere quali possono essere mangiate e quali no perché le conseguenze di un consumo errato possono anche esser gravi: si va dai più classici problemi gastrointestinali fino alle intossicazioni. Questo accade per colpa delle <strong>cucurbitacine</strong> (<strong>sostanze amare velenose</strong> che si formano all’interno di tutte le cucurbitacee) ma che normalmente sono presenti a livelli minimi e quindi assolutamente innocue, mentre <strong>nelle zucche ornamentali sono presenti in altissimi quantitativi</strong>. Se vi capitasse di mangiare una <strong>zucca dal sapore molto amaro</strong>, fermatevi subito perché probabilmente è piena di cucurbitacine.<span> </span></p>
<p>La famosissima <strong>zucca da intaglio</strong> usata <strong>per realizzare Jack o&#8217; Lantern</strong> è una <strong>varietà</strong> chiamata <strong>Howden</strong>, considerata dai più non commestibile. In realtà <strong>mangiarla non fa male ma</strong> quasi nessuno lo fa perché il <strong>sapore è pessimo, di terra umida e marcia</strong>. Qualche impavido americano, per non sprecare le zucche finite le feste, la consuma inserendola nei minestroni, ma i più la evitano e la <strong>danno in pasto ai maiali</strong> che invece sembrano adorarla. Fino a 20-25 anni fa infatti, quando qua in Italia non si usava minimamente festeggiare Halloween, nessuno vendeva le Howden (mentre oggi una di dimensioni medio-piccole costa tra i 5 e gli 8 euro), e i pochi contadini che le coltivavano lo facevano unicamente per sfamare i maiali.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15958" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/4.jpg" alt="jack o lantern commestibile?" width="2000" height="1000" /></p>
<h2>Le principali varietà di zucche commestibili presenti in italia</h2>
<p>Le <strong>zucche</strong> si raccolgono tra settembre e ottobre (alcune come la delica già da fine agosto), ma grazie alla loro durevolezza le possiamo <strong>comprare e consumare fino a marzo</strong>. <strong>Intere si conservano</strong> senza problemi <strong>dai 6 agli 8 mesi,</strong> purché perfettamente integre, senza parti rovinate, crepe o buchetti.<span> Ma quali sono</span> le principali <strong>varietà edibili di zucche</strong> coltivate in Italia, che potete trovare<strong> in vendita</strong> nei <strong>pumpkin patch</strong> più forniti?</p>
<h3>Zucca mantovana</h3>
<p>Coltivata solo nella zona di Mantova, ha una forma irregolare a turbante con polpa farinosa e asciutta. La buccia è molto dura, verde e rugosa, difficile da pelare. Per questo motivo molti consigliano di cuocerla un po&#8217; al forno prima di sbucciarla. Ha molte sottovarietà, come la Berettina di Lungavilla (popolarmente chiamata Cappello del prete) e la Bernagnina di Dorno, entrambe coltivate nella zona di Pavia. In cucina è perfetta per i ripieni, non a caso è l&#8217;<strong>ingrediente principe del tortello mantovano</strong>, ma è adatta anche per <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2021/11/ricetta-torta-monferrina-zucca-senza-burro.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>dolci</strong></a> e <strong>marmellate</strong>. Da cotta ha una consistenza molto densa.</p>
<h3>Zucca Delica</h3>
<p>Considerata a furor di popolo una delle <strong>più buone in assoluto</strong>, soprattutto per i <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2011/10/fuga-in-fattoria-e-non-ritorno.html" target="_blank" rel="noopener">risotti</a> e al <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2012/09/anteprima-della-domenica-11.html" target="_blank" rel="noopener">forno</a>. Dimensioni medio piccole, tonda leggermente appiattita, buccia verde scuro sottile, dura ma commestibile. Molto diffusa in Veneto, Lombardia ed Emilia. Polpa asciutta e profumata, consistenza farinosa della castagna e aroma di frutta secca, decisamente dolce, intensa ma più delicata della mantovana.<span> </span></p>
<h3>Zucca Vanity</h3>
<p>E&#8217; la sottovarietà di Delica e la più castagnosa in assoluto. Resta molto asciutta e compatta in cottura e la buccia è di uno stupendo grigio/verde chiaro tendente al celeste. Si usa principalmente per <strong>minestre, puree, o stufata</strong>.</p>
<h3>Zucca di Chioggia</h3>
<p>Tra le più inconfondibili grazie alla scorza bitorzoluta, dal verde scuro al verde ramato. Forma schiacciata e polpa molto saporita, farinosa, povera di fibre, adatta soprattutto per gli <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2020/10/gnocchi-di-zucca-e-patate-per-il-novello-piwi-2020-cantina-pizzolato.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>gnocchi</strong></a>, ma anche per <strong>ripieni</strong>, e <strong>risotti</strong>. E&#8217; una zucca tardiva, che richiede molto calore per la maturazione completa. La zona di coltivazione è quella del litorale veneto, su un terreno sabbioso, e può arrivare a pesare anche 5 kg.</p>
<h3>Zucca moscata di Provenza</h3>
<p>La Musquée de Provence, o Provenzale, è quella che principalmente <strong>si trova nella grande distribuzione tagliata a fette</strong>, per via delle sue grandi dimensioni (fino a 15 kg) e della sua forma con gli spicchi ben suddivisi e in rilievo. La forma è tonda ma molto schiacciata, con solchi evidenti e buccia liscia color arancio delicato tendente al rosa salmone scuro, caratteristiche che la rendono una delle zucche classiche più belle e fotogeniche. Il sapore dolce ma non troppo e la resa un po&#8217; acquosa fanno si che ricordi il gusto del melone. Viene cucinata principalmente per <strong>zuppe</strong> e <strong>vellutate</strong>.</p>
<h3>Zucca Butternut</h3>
<p>Molto diffusa negli USA, è <strong>dolce e aromatica</strong>, con aroma di nocciola. La buccia è liscia e rosa tendente al beige, la forma è allungata, a pera. Facile da tagliare per via della scorza sottile e i semi racchiusi tutti in un&#8217;unica parte. Molto usata per <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2020/12/ciambella-con-zucca-e-cioccolato.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>dolci </strong></a>e <strong>ripieni</strong>, buona anche <strong>fritta</strong> perché <strong>assorbe poco olio</strong>. In generale è molto versatile e si adatta bene a molti usi e cotture.</p>
<h3>Zucca Violina</h3>
<p>Tipica di Ferrara, è una variante della Butternut che vi si differenzia per la superficie rugosa a coste coperta da una patina farinosa, e per la forma più pronunciata a violino.<span> </span>Buona anche cruda, ha una polpa soda e lievemente dolciastra, che tende all’aroma di noce. Buona per <strong>marmellate</strong>, <strong>cotture al forno</strong> in genere, <strong>vellutate</strong>, usata in particolar modo come <strong>ripieno per torte salate</strong>.</p>
<h3>Zucca Hokkaido</h3>
<p>Di origine giapponese (qualcuno dice francese), si è diffusa in italia solo negli ultimi 6 anni, diventando una delle più apprezzate ed acquistate in assoluto. Il suo successo è dovuto alle<strong> dimensioni ridotte</strong> (1 o 2 kg), alla <strong>commestibilità della sua buccia </strong>molto sottile, e al suo <strong>bellissimo aspetto</strong>. Colore arancio scuro intenso quasi rosso, dimensioni molto ridotte, forma a goccia e buccia liscia. Il sapore ricorda la castagna e la nocciola, è saporita ma non così dolce come la delica o la mantovana. Contiene poca acqua ed è ricca di fibre e vitamine. Si adatta a varie ricette e metodi di cottura, è estremamente versatile. Il suo vero nome è Uchiki Kuri (o Potimarron Red Kuri per i sostenitori della provenienza francese).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15961" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/2.jpg" alt="varietà di zucca e usi in cucina" width="2175" height="1080" /></p>
<h3>Zucca tonda padana</h3>
<p>La sua origine è probabilmente messicana ma si è perfettamente ambientata nel clima della pianura padana. La si riconosce per le striature alternate a spicchi verdi e arancioni, la forma tonda e il gambo molto robusto e legnoso. La polpa è soda, adatta a <strong>ripieni</strong> e <strong>mostarde</strong>, ed è particolarmente apprezzata per i <strong>semi grandi e saporiti</strong>.</p>
<h3>Zucca lunga di Napoli</h3>
<p>A causa delle sue dimensioni viene venduta principalmente a tranci, privi di semi perché concentrati tutti alla base dell’ortaggio. Può arrivare ad un metro di lunghezza e superare i 20 kg di peso. In passato era molto comune nel nostro paese mentre oggi è quasi in <strong>via d&#8217;estinzione</strong>. Viene coltivata sempre meno per via del sapore che non brilla di intensità. La buccia è verde e la polpa è arancio intenso leggermente fibrosa ma con pochi semi. Tolta la parte tonda alla base che contiene i semi, per il resto della lunghezza è tutta polpa piena senza cavità. Viene consumata soprattutto <strong>grigliata</strong> o <strong>sott&#8217;olio.</strong> Sconsigliata al forno a causa della sua acquosità.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15956" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/8.jpg" alt="tipologie di zucche e uso in cucina " width="2179" height="1080" /></p>
<h3>Zucca Trombetta</h3>
<p>Dalla forma molto <strong>lunga e sottile</strong>, spesso curvata o contorta, tanto da ricordare un serpente. Il colore esterno è rosa chiaro, la buccia sottile e il sapore dolce e delicato, simile a quello delle zucchine, tanto da poter essere consumata anche cruda. La sua particolarità è che si può mangiare sia come una zucca che come una zucchina, a seconda del punto di maturazione nel quale viene consumata. Come zucchina la si lascia crescere al massimo 20-30 cm raccogliendola quando la buccia è verde chiara. Come zucca la si lascia allungare fino a un metro a piena maturazione. La zucchina trombetta è pronta per essere consumata in estate mentre come la zucca trombetta si consuma in autunno. Grazie alla sua forma è particolarmente indicata per essere<strong> tagliata a rondelle sottili e fritta</strong>, come le patatine, o anche impastellata.</p>
<h3>Zucca fiaschetto</h3>
<p>Unica zucca autoctona europea, cioè l&#8217;unica di cui disponevamo prima dell&#8217;inizio delle importazioni dall&#8217;America nel 1500, e quindi l&#8217;unica mangiata nel nostro continente fino a quel periodo. Il suo consumo come cibo in realtà era anche limitato perché principalmente si preferiva usarla come borraccia e contenitore per la conservazione di liquidi. Essiccata ancora integra veniva usata come sonaglio, grazie al movimento e al conseguente suono dei semi interni che sbattevano sulle pareti<span>  </span>tonde come dentro una piccola cassa di risonanza. Fu uno dei primi strumenti musicali creati millenni fa. Arrivata in Europa dall&#8217;Africa in epoca preistorica, è una delle piante coltivate più antiche dell&#8217;umanità. Viene usata principalmente per <strong>ricette africane e asiatiche</strong>. E&#8217; piccola e di un verde chiaro intenso, dalla <strong>forma</strong> appunto <strong>a fiasco allungato</strong>.</p>
<h3>Zucca Spaghetti</h3>
<p>Piccola, dalla forma ovale e dal colore giallo chiaro, intenso fuori e quasi bianco dentro. Viene chiamata così perché <strong>una volta cotta</strong> (unicamente da intera al forno o bollita) la<strong> polpa</strong> risulterà già <strong>sfilacciata </strong>come<strong> in lunghi spaghetti</strong>. Questa specie di noodles sono così pronti per essere conditi messi in una ciotola, proprio come fosse un piatto di pasta, ma il loro sapore è tanto delicato (diciamo pure insipido) quanto coreografico è il loro aspetto. Insomma, è una <strong>zucca più di scena che di sostanza</strong>.</p>
<h3>Zucca baby boo</h3>
<p>E&#8217; molto piccola e <strong>bianca</strong>, ha un peso medio di 200 grammi e una larghezza di circa 8cm. Anche la polpa è bianca, il <strong>sapore è delizioso</strong> ma ha poco commercio per via della bassissima resa quantitativa culinaria: tolti semi e buccia resta ben poco. Viene acquistata più per la sua <strong>bellezza</strong> come<strong> zucca decorativa</strong>.</p>
<h3>Zucca cedrina</h3>
<p>Detta anche anguria limone o cocomero invernale per la sua somiglianza al frutto estivo, è una<strong> zucca rara</strong>, in estinzione, e si usa solo cotta per <strong>composte</strong> e <strong>marmellate</strong>.<span> </span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15940" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/3.jpg" alt="tipologie di zucche e gli usi in cucina " width="2178" height="1080" /> <img class="aligncenter size-full wp-image-15941" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/5.jpg" alt="tipologie di zucche e gli usi in cucina " width="2183" height="1080" /> <img class="aligncenter size-full wp-image-15942" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2022/10/7.jpg" alt="tipologie di zucche e gli usi in cucina " width="2177" height="1080" /></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/10/pumpkin-patch-campi-zucche-italia-tipologie-zucche.html">Zucche: dove si trovano in Italia i pumpkin patch e le varie tipologie di zucca</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Farinata con i fiori di zucca, senza glutine</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 16:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marica Bochicchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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		<description><![CDATA[Farinata con i fiori di zucca, ricetta senza glutine, chiamata anche Cecina, Fainè Fainà o torta di ceci, in Liguria e Toscana Si prepara con pochi euro, bastano la farina di ceci, acqua e olio extravergine. Potete insaporirla con i fiori di zucca o con&#8230; L&#8217;articolo Farinata con i fiori di zucca, senza glutine proviene&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/farinata-con-i-fiori-di-zucca-senza-glutine/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Farinata con i fiori di zucca, ricetta senza glutine, chiamata anche Cecina, Fainè Fainà o torta di ceci, in Liguria e Toscana Si prepara con pochi euro, bastano la farina di ceci, acqua e olio extravergine. Potete insaporirla con i fiori di zucca o con&#8230;</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cookingwithmarica.net/farinata-fiori-zucca/">Farinata con i fiori di zucca, senza glutine</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cookingwithmarica.net">Cooking With Marica &amp; Eye Nutrition</a>.</p>
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