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	<title>Food Blogger Mania &#187; storia</title>
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	<description>Food Blogger Mania</description>
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		<title>​Crostini fatti in casa: guida zero sprechi e idee creative</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 16:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[di recupero]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Crostino Infinito]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Zero Sprechi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Crostino Infinito: manuale completo di recupero e creatività Dalla storia alla dispensa: l&#8217;arte di trasformare il pane di ieri nel protagonista di oggi. Un crostino semplice diventa un&#8217;opera d&#8217;arte con gli ingredienti giusti. Indice dei contenuti 1. L&#8217;Anima del Crostino: Storia e Geografia 2. La Filosofia dello Zero Sprechi 3. Le Basi: Oltre il&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/%e2%80%8bcrostini-fatti-in-casa-guida-zero-sprechi-e-idee-creative/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<article>
<h1>Il Crostino Infinito: manuale completo di recupero e creatività</h1>
<p><em>Dalla storia alla dispensa: l&#8217;arte di trasformare il pane di ieri nel protagonista di oggi.</em></p>
<nav>
<table align="/redirect.php?URL=center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrJ6BiYyJzrXPXAK6qog81142iZKyPKykpnT2SsztCVD9imc4IWDolbwgqJFoS5EafDIoXCryBYlEbWphS8WBDen6eFCyx9ReGtJDNqObn5SFpMt4IlwkWXz225cjDExH1SgcT5YtJMr-rwj8-gfz9Toew2pW1DFkMVJ328L0cj7VXz-c_64MZ5Q/s1024/1000138298.webp"><img alt="Crostino gourmet con pomodorini arrostiti, formaggio fresco ed erbe aromatiche su tagliere di legno." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrJ6BiYyJzrXPXAK6qog81142iZKyPKykpnT2SsztCVD9imc4IWDolbwgqJFoS5EafDIoXCryBYlEbWphS8WBDen6eFCyx9ReGtJDNqObn5SFpMt4IlwkWXz225cjDExH1SgcT5YtJMr-rwj8-gfz9Toew2pW1DFkMVJ328L0cj7VXz-c_64MZ5Q/w640-h480/1000138298.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Un crostino semplice diventa un&#8217;opera d&#8217;arte con gli ingredienti giusti.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<h2>Indice dei contenuti</h2>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#storia">1. L&#8217;Anima del Crostino: Storia e Geografia</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#filosofia">2. La Filosofia dello Zero Sprechi</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#basi">3. Le Basi: Oltre il pane raffermo</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#salse">4. Le Salse Salvavita: Frullare la Dispensa</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#procedimenti">5. Tecniche di Cottura: Il carattere del crostino</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#enciclopedia">6. L&#8217;Enciclopedia dei 20 Crostini (Italia &amp; Mondo)</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#stagionalita">7. Il Calendario del Crostino</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#salvacena">8. Salva-Cena: Kit di Emergenza del Goloso</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#galateo">9. Il Galateo del Crostino</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#faq">10. FAQ e il Consiglio della Nonna</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#chiacchiere">11. Due chiacchiere tra noi</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#ricettario">12. Dal mio ricettario: Altre idee per te</a></li>
</ul>
</nav>
<h2></h2>
<h2>1. L&#8217;anima del crostino: storia e geografia di un&#8217;icona</h2>
<p>Il crostino non è solo una fetta di pane: è un pezzo di storia che profuma di casa. Nato dalla sapienza contadina, quando in cucina <b>nulla veniva sprecato e il pane secco diventava il pilastro di ogni pasto</b>, il crostino è diventato il simbolo della convivialità italiana.</p>
<p>Dal nord al sud, ogni regione ha la sua declinazione: troviamo la <em>fetunta</em> toscana, che esalta il sapore dell&#8217;olio nuovo con un solo tocco d&#8217;aglio, fino ai ricchi crostoni del centro Italia, farciti con tutto ciò che la dispensa offriva. <b>È un piatto democratico, che si mangia con le mani </b>e che trasforma un momento fugace in un rito di puro piacere condiviso.</p>
<h2></h2>
<h2>2. Filosofia Zero Sprechi: l&#8217;arte del recupero creativo</h2>
<p>Seguire una filosofia &#8220;zero sprechi&#8221; non significa limitarsi, ma al contrario, spalancare le porte alla fantasia. <b>La tua dispensa è una miniera d&#8217;oro</b> che aspetta solo di essere esplorata: quel mezzo barattolo di sottoli, l&#8217;ultimo pezzo di formaggio rimasto nel frigo o quella manciata di noci dimenticate sono i veri protagonisti di un aperitivo da chef.</p>
<p>Imparare a guardare gli ingredienti con occhi diversi è la chiave: non stiamo semplicemente &#8220;riutilizzando&#8221; degli avanzi, <b>stiamo nobilitando alimenti che hanno ancora tanto da raccontare</b>. Cucinare con questa consapevolezza rende ogni crostino non solo più buono, ma anche <b>più etico</b>, trasformando il dovere del recupero in un atto di pura creatività golosa.</p>
<p></p>
<h2>3. Le basi: oltre il pane raffermo</h2>
<p>Il pane è solo il punto di partenza. Per non farsi trovare impreparati, ogni cucina dovrebbe avere una <b>piccola &#8220;riserva strategica&#8221; di basi pronte</b> a trasformarsi in crostini golosi. Ecco come valorizzare al meglio ogni formato:</p>
<ul>
<li><strong>Pane casereccio o di segale:</strong> È la base regina. Se è molto secco, non buttarlo: taglialo a fette, inumidiscilo leggermente con acqua e passalo in forno caldo finché non torna fragrante. È perfetto per salse corpose, paté di fegatini o semplicemente strofinato con aglio e un filo d&#8217;olio extravergine per un crostino &#8220;nudo&#8221; che esalta la qualità del condimento.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Piadina, pane arabo o tortillas:</strong> Sono l&#8217;asso nella manica per chi cerca croccantezza estrema. Tagliale a triangoli irregolari, spennellale con un mix di olio, origano e sale, e falle tostare in forno per pochi minuti. Diventano delle chips spettacolari, perfette da intingere in salse fresche come hummus, tzatziki o guacamole.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Pane in cassetta o da toast:</strong> Ideale per gli aperitivi veloci o quando hai poco tempo. La sua consistenza morbida, una volta tostata, diventa delicata e croccante al punto giusto. È perfetto per farciture eleganti e leggere: si sposa divinamente con creme al formaggio, salmone affumicato, o una fetta di avocado leggermente schiacciata.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Grissini o cracker avanzati:</strong> Spesso restano in fondo al sacchetto e perdono la loro croccantezza originale. Il segreto è rigenerarli in forno a 160°C per cinque minuti. Una volta tornati &#8220;vivi&#8221;, non limitarti a mangiarli da soli: sbriciolali grossolanamente sopra una vellutata di verdure o una zuppa calda. Il contrasto tra la morbidezza della crema e la croccantezza salata del grissino è il tocco da chef che eleva un piatto povero.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Base di pizza o focaccia avanzata:</strong> Se ti avanza un pezzo di impasto, non riscaldarlo semplicemente al microonde. Taglialo a cubetti o a strisce, condiscilo con erbe aromatiche e fallo diventare un crostone sostanzioso. Grazie alla sua consistenza già ricca, regge bene condimenti importanti come verdure sott&#8217;olio, affettati o formaggi a pasta filata che si sciolgono col calore residuo.</li>
</ul>
<table align="/redirect.php?URL=center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgObJGu2ocso7K9sA3Q1k0TG1BfTtl_4qd41108ptCuVmFOiZQApWNaIrZ0AIfaN674j-iIf8W-EHfxgHAxXVIu3qBAQqzZStkVl93ya9eycDMPe16fqzGmzZoh0AqcOwSOEvNYbbDNOYaZCAnTL9CCQDZL6uG6faKr6lqsXXMCHz3G_vwufE7CCQ/s1024/1000138300.webp"><img alt="Mani che rifiniscono un crostino gourmet con crema di verdure e erbe fresche in cucina." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgObJGu2ocso7K9sA3Q1k0TG1BfTtl_4qd41108ptCuVmFOiZQApWNaIrZ0AIfaN674j-iIf8W-EHfxgHAxXVIu3qBAQqzZStkVl93ya9eycDMPe16fqzGmzZoh0AqcOwSOEvNYbbDNOYaZCAnTL9CCQDZL6uG6faKr6lqsXXMCHz3G_vwufE7CCQ/w640-h480/1000138300.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Preparare una crema gourmet è il segreto per trasformare ogni avanzo in un crostino speciale.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div></div>
<h2>4. Le salse salvavita: frullare la dispensa</h2>
<p>Il vero segreto per un crostino gourmet è la velocità: <b>avere una crema pronta cambia tutto</b>. Non serve nulla di complesso, basta un frullatore a immersione e quello che hai già negli scaffali. Ecco come trasformare i tuoi avanzi in salse d&#8217;autore:</p>
<ul>
<li><strong>La base di legumi (Proteica):</strong> Frulla una scatola di fagioli cannellini, ceci o lenticchie ben sciacquati. Aggiungi uno spicchio d&#8217;aglio, un filo d&#8217;olio, sale e, se vuoi un tocco speciale, un cucchiaio di tahina o di burro di arachidi. È la base perfetta per ogni topping croccante.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il paté di sottoli (Sapido):</strong> Hai un barattolo di carciofini, pomodori secchi o olive quasi vuoto? Non buttarlo! Frulla il contenuto con una manciata di pangrattato o di noci. Questa base crea un sapore intenso che si sposa benissimo con il pane tostato.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La crema &#8220;finta maionese&#8221; (Vegetale):</strong> Frulla mezzo avocado maturo con un cucchiaio di yogurt greco (o di soia) e un po&#8217; di succo di limone. È una base fresca, cremosissima e perfetta da spalmare sotto verdure grigliate o pesce affumicato.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il pesto creativo (Aromatico):</strong> Non solo basilico! Puoi frullare le foglie esterne del sedano, il prezzemolo, la rucola o persino le foglie del ravanello insieme a noci, mandorle, olio e formaggio grattugiato (o lievito alimentare). È il modo migliore per dare una spinta verde al crostino.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La crema di formaggio personalizzata (Ghiotta):</strong> Se hai del formaggio spalmabile o della robiola che sta per scadere, frullala con qualche cappero, una manciata di olive denocciolate o delle erbe aromatiche secche. Otterrai una crema spumosa e molto più ricca di una semplice base neutra.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>5. Tecniche di cottura: Il carattere del crostino</h2>
<p>Il metodo di cottura definisce l&#8217;anima del crostino:</p>
<ul>
<li><strong>Forno:</strong> La base per chi cerca <strong>croccantezza uniforme</strong>, perfetta per chi deve accogliere salse umide.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Padella:</strong> La scelta casalinga. Con un filo d&#8217;olio, il pane assorbe i profumi e diventa <strong>dorato e avvolgente</strong>.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Frittura:</strong> Il lusso del recupero. Veloce ed irresistibile per zuppe e minestre.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Crudo:</strong> Per tartine fresche, usa pane appena scaldato per esaltare le mousse delicate.</li>
</ul>
<table align="/redirect.php?URL=center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi4D4zfm61x9Lsmx6gayggMaH6eE7ONCGg1g8bLQgcWHLMpVQWWX_dfCyFKlT0vNZc2sSYEeZ9jp_etwAYRgLZmWyStcBY-3q0Qy_aFWAb3jRrE8F8vDRvUkmQdd4d7CdPq_DFt9zHbTwU6YHU-03KAgNpVClJFPaqD6qlfvQi2-scZjFk78jO12A/s617/1000138299.webp"><img alt="Una griglia ordinata di piccoli crostini finger food con condimenti misti su base di pane." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi4D4zfm61x9Lsmx6gayggMaH6eE7ONCGg1g8bLQgcWHLMpVQWWX_dfCyFKlT0vNZc2sSYEeZ9jp_etwAYRgLZmWyStcBY-3q0Qy_aFWAb3jRrE8F8vDRvUkmQdd4d7CdPq_DFt9zHbTwU6YHU-03KAgNpVClJFPaqD6qlfvQi2-scZjFk78jO12A/w640-h480/1000138299.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Piccole creazioni per un aperitivo che non spreca nulla.</p>
<p></i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>6. L&#8217;enciclopedia dei 20 crostini</h2>
<h3>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Okonomiyaki: ricetta e storia del pancake giapponese</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/okonomiyaki-ricetta-e-storia-del-pancake-giapponese/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 05:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Le ricette di Michi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[momento]]></category>
		<category><![CDATA[pastella]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[uova]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è un momento, quando si viaggia in Giappone, in cui il profumo delle strade cambia. Non è il sentore dolce del mochi, né quello avvolgente del ramen che sale dalle ciotole fumanti. È qualcosa di più caldo, più domestico, più vicino alla cucina di casa: un aroma che sa di cavolo appena tagliato, di salsa&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/okonomiyaki-ricetta-e-storia-del-pancake-giapponese/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
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<p>C’è un momento, quando si viaggia in Giappone, in cui il profumo delle strade cambia. Non è il sentore dolce del mochi, né quello avvolgente del ramen che sale dalle ciotole fumanti. È qualcosa di più caldo, più domestico, più vicino alla cucina di casa: un aroma che sa di cavolo appena tagliato, di salsa caramellata, di piastra rovente. È l’odore dell’<strong>Okonomiyaki</strong>, il pancake giapponese che racconta un intero Paese attraverso una ricetta semplice e sorprendente.</p>
<p>La prima volta che lo si vede preparare, si resta quasi incantati. Il cuoco miscela gli ingredienti con gesti rapidi, poi versa l’impasto sulla piastra bollente. Il sibilo del calore, il vapore che sale, la spatola che danza avanti e indietro: tutto sembra parte di un rituale antico. E in un certo senso lo è. Perché l’Okonomiyaki non è solo un piatto: è una storia di resilienza, creatività e identità regionale.</p>
<p>Le sue origini risalgono al periodo prebellico, quando nelle case giapponesi si preparava una sorta di focaccia semplice chiamata <em>funoyaki</em>. Ma è dopo la Seconda Guerra Mondiale, in un Giappone ferito e povero, che l’Okonomiyaki assume la forma che conosciamo oggi. La farina era uno degli ingredienti più accessibili grazie agli aiuti americani, e le famiglie iniziarono a mescolarla con ciò che avevano a disposizione: cavolo, uova, qualche verdura, piccoli ritagli di carne o pesce. <em>Okonomi</em> significa infatti “ciò che vuoi”, “ciò che preferisci”: un nome che racconta la libertà di scegliere gli ingredienti, di adattare la ricetta alle possibilità del momento.</p>
<p>Con il tempo, questo pancake salato è diventato un simbolo di convivialità. A Osaka, la capitale indiscussa dell’Okonomiyaki, i ristoranti sono luoghi rumorosi e vivaci, dove la piastra è al centro del tavolo e ognuno partecipa alla preparazione. A Hiroshima, invece, la ricetta cambia completamente: gli ingredienti non vengono mescolati, ma stratificati con precisione quasi architettonica, creando una torre di sapori che racconta l’identità della città.</p>
<p>Oggi l’Okonomiyaki è uno dei piatti più amati del Giappone, un comfort food che unisce generazioni e regioni. È il pancake che si prepara nelle case, nei piccoli locali di quartiere, nei festival estivi. È il piatto che accoglie, che scalda, che sorprende con la sua semplicità e la sua profondità.</p>
<p>E mentre la spatola solleva il pancake dalla piastra, lasciando intravedere la crosticina dorata, si capisce perché questo piatto è diventato così iconico: perché è un racconto. Un racconto che profuma di casa, di storia, di vita quotidiana. Un racconto che oggi portiamo nella tua cucina.</p>
<p>Nel tempo vi ho raccontato della mia predilezione per i pancake. Vi lascio i più particolari.</p>
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<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/ricetta-uttapam-storia-tradizione-e-ricetta-del-pancake-salato-indiano/" title="Uttapam: storia, tradizione e ricetta del pancake salato indiano" rel="bookmark">Uttapam: storia, tradizione e ricetta del pancake salato indiano</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/ricetta-hotteok-pancake-dolci-coreani/" title="Hotteok – Pancake dolci coreani" rel="bookmark">Hotteok – Pancake dolci coreani</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/ricetta-pancake-di-ottolenghi/" title="Pancake di Ottolenghi" rel="bookmark">Pancake di Ottolenghi</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/fluffy-japanese-pancakes/" title="Fluffy japanese pancakes" rel="bookmark">Fluffy japanese pancakes</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/ricetta-i-drop-scones-della-regina-elisabetta/" title="I drop scones della Regina Elisabetta" rel="bookmark">I drop scones della Regina Elisabetta</a></li>
</ul>
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<figure><img width="720" height="960" src="https://blog.giallozafferano.it/lericettedimichi/wp-content/uploads/2026/07/okonomiyaki-v-720x960.jpg" alt="okonomiyaki " class="wp-image-19188" /></figure>
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<div>
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<ul>
<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>20 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di riposo</span><span>10 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di cottura</span><span>25 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span>4 persone</span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Fornello</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Giapponese</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Tutte le stagioni</span></li>
</ul>
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<h2>Ingredienti per gli Okonomiyaki</h2>
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<div><span><span>480</span> <span>g</span></span><span> <span>cavolo cappuccio</span></span></div>
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<div><span><span>200</span> <span>ml</span></span><span> <span>acqua</span></span></div>
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<div>
<div><span><span>160</span> <span>g</span></span><span> <span>farina</span></span></div>
</div>
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<div><span><span>160</span> <span>g</span></span><span> <span>pancetta fresca</span> <span>(<span>o pork belly a fette sottili</span>)</span></span></div>
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<div><span><span>4</span></span><span> <span>uova</span></span></div>
</div>
<div>
<div><span><span>40</span> <span>g</span></span><span> <span>cipollotto fresco</span> <span>(<span>tritato</span>)</span></span></div>
</div>
<div>
<div><span><span>40</span> <span>g</span></span><span> <span>tenkasu</span> <span>(<span>tempura scraps</span>)</span></span></div>
</div>
<div>
<div><span> <span>q.b.</span></span><span> <span>Okonomiyaki sauce</span></span></div>
</div>
<div>
<div><span> <span>q.b.</span></span><span> <span>maionese</span> <span>(<span>giapponese (Kewpie)</span>)</span></span></div>
</div>
<div>
<div><span> <span>q.b.</span></span><span> <span>alga Aonori</span> <span>(<span>in polvere</span>)</span></span></div>
</div>
<div>
<div><span> <span>q.b.</span></span><span> <span>Katsuobushi</span> <span>(<span>fiocchi di bonito</span>)</span></span></div>
</div>
<div>
<div><span><span>1</span> <span>cucchiaino</span></span><span> <span>dashi</span> <span>(<span>in polvere</span>)</span></span></div>
</div>
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<div><span> <span>q.b.</span></span><span> <span>olio di semi di girasole</span></span></div>
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<div></div>
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<h2>Strumenti</h2>
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<div></div>
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<h2>Preparazione degli Okonomiyaki</h2>
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<p>Iniziate dalla pastella, il cuore dell’Okonomiyaki. In una ciotola capiente<strong> </strong>mescolate<strong> </strong>la farina con il dashi, lasciando che il liquido incorpori la farina poco alla volta, fino a ottenere una consistenza morbida e liscia. Non lavorate troppo l’impasto: deve restare leggero, quasi vibrante. Se avete qualche minuto, lasciate riposare la pastella per una decina di minuti; in Giappone questo passaggio è considerato prezioso perché permette alla farina di idratarsi meglio e rende il pancake più soffice.</p>
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<p>Nel frattempo tagliate il cavolo molto finemente, quasi come se dovesse diventare parte dell’impasto. Questa finezza è fondamentale per ottenere una cottura uniforme e quella consistenza morbida all’interno e leggermente croccante all’esterno. Unite<strong> </strong>il cavolo alla pastella, poi aggiungete le uova, i cipollotti e i tenkasu, che donano quella nota croccante tipica delle ricette giapponesi.</p>
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<p>Quando il composto è pronto, scaldate una piastra o una padella antiaderente. In Giappone la piastra è sempre molto calda, perché l’Okonomiyaki deve sfrigolare appena tocca il metallo. Versate una porzione di impasto e modellatela con la spatola, senza schiacciarla troppo: deve restare alta, generosa, proprio come un vero pancake. A questo punto adagiate le fettine di pork belly sulla superficie. Cuocendo, il grasso si scioglierà lentamente, insaporendo l’impasto e creando quella crosticina dorata che caratterizza l’Okonomiyaki di Osaka.</p>
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<p>Cuocete con calma, senza fretta. Quando il fondo è ben dorato, girate il pancake con un gesto deciso: è il momento più scenografico della ricetta, quello che nei locali di Osaka strappa sempre un sorriso ai clienti. Proseguite la cottura finché anche l’altro lato non sarà dorato e il maiale perfettamente cotto.</p>
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<p>A questo punto l’Okonomiyaki è pronto per essere completato con i topping tradizionali: stendete la salsa Okonomiyaki a spirale, intrecciate la maionese Kewpie in un reticolo bianco, spolverate con aonori e lasciate che i katsuobushi danzino con il calore del pancake. È il momento in cui il piatto prende vita, proprio come nelle strade di Osaka.</p>
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		<title>Pesti fatti in casa: ricette, varianti regionali e trucchi zero sprechi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
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		<description><![CDATA[Pesti estivi: storia, varianti dolci e salate, e trucchi zero sprechi Il rito antico del mortaio trasforma ingredienti semplici in un capolavoro di gusto. Il pesto non è solo una ricetta, è un vero e proprio viaggio nel gusto. Dalle coste liguri con il suo basilico dop, dove il mortaio di marmo ha consacrato la&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pesti-fatti-in-casa-ricette-varianti-regionali-e-trucchi-zero-sprechi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Pesti estivi: storia, varianti dolci e salate, e trucchi zero sprechi</h1>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgshJzPLoFXRl1wsir95K5N0G2w0FOy_uI0Vj-lego-rbWvkC575YNFuTTUWvjAHzyodiRIBAk00_a880nYKzGBPMmTk96nPpkNSFvw8kiUOMsOFLtyQ4j5-LcWWf0cz_jiJMgTvvD9Yh06i-au3VnK9bgPRyePz9wqUiPAp2N2iXwygljQxRhgNA/s1024/1000137193.webp"><img alt="Mortaio di marmo con pesto genovese fresco e vasetti pronti sulla tavola rustica." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgshJzPLoFXRl1wsir95K5N0G2w0FOy_uI0Vj-lego-rbWvkC575YNFuTTUWvjAHzyodiRIBAk00_a880nYKzGBPMmTk96nPpkNSFvw8kiUOMsOFLtyQ4j5-LcWWf0cz_jiJMgTvvD9Yh06i-au3VnK9bgPRyePz9wqUiPAp2N2iXwygljQxRhgNA/w640-h480/1000137193.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il rito antico del mortaio trasforma ingredienti semplici in un capolavoro di gusto.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div></div>
<div></div>
<p>Il pesto non è solo una ricetta, è un vero e proprio <b>viaggio nel gusto</b>. Dalle coste liguri con il suo basilico dop, dove il mortaio di marmo ha consacrato la storia della salsa più famosa al mondo, alle varianti siciliane che profumano di mandorle e pomodoro, fino alle interpretazioni internazionali. Ogni regione ha la sua declinazione, nata dalla necessità di <b>conservare il raccolto</b> e valorizzare il territorio. È una tradizione antica che oggi, con un pizzico di creatività, puoi far tua per abbattere gli sprechi in cucina.</p>
<p></p>
<h2>La formula magica del pesto perfetto</h2>
<p>Non serve una ricetta precisa, serve un metodo. Per creare il tuo pesto, mescola un elemento per ogni categoria:</p>
<ul>
<li><b>Verdura, frutta o erba (2 tazze):</b> basilico, zucchine, rucola, bietole, fragole, menta.</li>
</ul>
<ul>
<li><b>Frutta secca (1/4 tazza):</b> mandorle, noci, pinoli, nocciole o semi di girasole.</li>
</ul>
<ul>
<li><b>Grasso (1/2 tazza):</b> olio extravergine d&#8217;oliva o, per le versioni dolci, yogurt o un filo di miele.</li>
</ul>
<ul>
<li><b>Sapidità o dolcezza (2 cucchiai):</b> parmigiano, pecorino, lievito alimentare (salato); miele o sciroppo d&#8217;acero (dolce).</li>
</ul>
<div></div>
<p><!--BOX TECNICO CONSERVE - STILE MINIMAL OLIVA--></p>
<div>
<h2><strong>Tutto pronto per le tue conserve?</strong></h2>
<p>Per preparare conserve perfette e in totale sicurezza, ecco le due risorse indispensabili per il tuo ricettario:</p>
<ul>
<li>
            <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2026/05/come-sterilizzare-vasetti-conserve-sicurezza.html"></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Gelato fatto in casa: guida zero sprechi, ricette e tecniche senza gelatiera</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 08:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[chiacchiere]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[FAQ]]></category>
		<category><![CDATA[Gelato]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[verdura]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;arte del gelato fatto in casa: rinfrescare l&#8217;estate senza sprechi Il piacere del gelato fatto in casa: fresco, naturale e perfetto per le giornate più calde. Le giornate che superano i 40° ci spingono verso il desiderio di freschezza. Ma il gelato non è solo un piacere moderno: è un viaggio millenario che unisce scienza,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/gelato-fatto-in-casa-guida-zero-sprechi-ricette-e-tecniche-senza-gelatiera/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>L&#8217;arte del gelato fatto in casa: rinfrescare l&#8217;estate senza sprechi</h1>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNmU6eDdrN4GiIQqknfwe2pbq302rpaalED4GQZRJtxUp_3O9js5JyrWZcjjA0WPBFUcPSQktuHl8MnH8iNzLinxLYq6V7poG9pBnz_we6xhYk8CAlWT4tbAWMzL3Kxj5kERIYUfiLA7zt-4gXK7dYQ00dCenAPq-0NYKYUWV1Mp2LgnS0KsdlAg/s1024/1000136265.webp"><img alt="Una coppa di gelato artigianale alla frutta guarnita con basilico fresco su un tavolo di legno rustico." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNmU6eDdrN4GiIQqknfwe2pbq302rpaalED4GQZRJtxUp_3O9js5JyrWZcjjA0WPBFUcPSQktuHl8MnH8iNzLinxLYq6V7poG9pBnz_we6xhYk8CAlWT4tbAWMzL3Kxj5kERIYUfiLA7zt-4gXK7dYQ00dCenAPq-0NYKYUWV1Mp2LgnS0KsdlAg/w640-h480/1000136265.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il piacere del gelato fatto in casa: fresco, naturale e perfetto per le giornate più calde.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>Le giornate che superano i 40° ci spingono verso il desiderio di freschezza. Ma il gelato non è solo un piacere moderno: è un viaggio millenario che unisce scienza, ingegno e territorio.</p>
<p><!--Box di navigazione consigliata--></p>
<div>
<p>Un altro pilastro dell&#8217;estate?</p>
<p>Se dopo aver imparato a preparare questi dessert vuoi completare il tuo menu estivo, non perdere la mia guida dedicata alle <b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2026/06/bevande-naturali-estate-zero-sprechi.html">bevande rinfrescanti ed energetiche</a></b> per un&#8217;estate caldissima come questa.</p>
</div>
<h2></h2>
<h2>Una storia gelida: dalle nevi perenni al piacere quotidiano</h2>
<p>La storia del gelato ha radici antiche. Già gli antichi popoli conoscevano il piacere di mescolare neve e ghiaccio con miele e frutta. Si narra che in Persia si conservasse il ghiaccio nelle <b><em>yakhchāl</em> (ghiacciaie a cupola) </b>nel deserto, mentre nell&#8217;Antica Roma si utilizzava la neve dell&#8217;Appennino mescolata con succhi di frutta. La vera rivoluzione arrivò con la scoperta che il <b>sale aggiunto al ghiaccio</b> abbassava la temperatura, permettendo la solidificazione di creme e succhi.</p>
<h2></h2>
<h2>Cosa ti serve: l&#8217;attrezzatura essenziale</h2>
<ul>
<li><strong>Gelatiera:</strong> (A compressore o ad accumulo) per una mantecatura professionale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Frullatore o robot da cucina:</strong> Fondamentale per emulsioni perfette.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Contenitori in acciaio o vetro:</strong> Mantengono meglio la temperatura.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Spatola in silicone:</strong> Indispensabile per mantecare manualmente.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Stampi per ghiaccioli:</strong> Comodi per porzioni &#8220;emergenza&#8221;.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Dolci naturali e il segreto della cremosità</h2>
<p>Il gelato industriale è spesso ricco di zuccheri raffinati e grassi idrogenati. Scegliere alternative naturali cambia il gusto e la salute:</p>
<ul>
<li><strong>Miele d&#8217;acacia e sciroppo d&#8217;agave</strong>&nbsp;– Potere dolcificante elevato e restano liquidi anche a basse temperature.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Frutta molto matura e datteri</strong>&nbsp;– Il miglior dolcificante &#8220;zero sprechi&#8221;.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il trucco professionale</strong>&nbsp;– Se vuoi un gelato che non si sciolga subito, aggiungi un pizzico (meno di un grammo) di <strong>farina di semi di carrube</strong> o <strong>gomma di guar</strong>. Sono stabilizzanti 100% naturali, inodori e insapori, perfetti per una struttura vellutata.</li>
</ul>
<p><!--Box contenitore per la tabella degli abbinamenti--></p>
<div>
<h3>Guida agli abbinamenti: frutta e verdura</h3>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Base</th>
<th>Abbinamento</th>
<th>Beneficio/Sapore</th>
<th>Texture</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td><strong>Melone</strong></td>
<td>Menta</td>
<td>Drenante</td>
<td>Sorbetto</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Zucchine</strong></td>
<td>Lime/Zenzero</td>
<td>Depurativo</td>
<td>Crema</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Pesche</strong></td>
<td>Rosmarino</td>
<td>Antiossidante</td>
<td>Vellutato</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anguria</strong></td>
<td>Balsamico</td>
<td>Idratante</td>
<td>Granita</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Pomodoro</strong></td>
<td>Fragole</td>
<td>Licopene</td>
<td>Gastronomico</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Cetrioli</strong></td>
<td>Yogurt greco</td>
<td>Idratazione</td>
<td>Cremoso</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Albicocche</strong></td>
<td>Mandorle</td>
<td>Vitamine</td>
<td>Gelato</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Banane</strong></td>
<td>Burro arachidi</td>
<td>Energizzante</td>
<td>Nice-cream</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Prugne</strong></td>
<td>Cannella</td>
<td>Regolatore</td>
<td>Denso</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Bucce mela</strong></td>
<td>Cannella</td>
<td>Fibre</td>
<td>Base latte</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Sedano</strong></td>
<td>Mela verde</td>
<td>Rinfrescante</td>
<td>Sorbetto</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Basilico</strong></td>
<td>Limone</td>
<td>Digestivo</td>
<td>Sorbetto</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Fichi</strong></td>
<td>Noci</td>
<td>Energetico</td>
<td>Crema</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Pere</strong></td>
<td>Cioccolato</td>
<td>Rimineralizzante</td>
<td>Gelato</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Carote</strong></td>
<td>Arancia</td>
<td>Beta-carotene</td>
<td>Sorbetto</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Ananas</strong></td>
<td>Peperoncino</td>
<td>Metabolico</td>
<td>Frizzante</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Bucce agrumi</strong></td>
<td>Yogurt</td>
<td>Antiossidante</td>
<td>Cremoso</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Ciliegie</strong></td>
<td>Pepe nero</td>
<td>Antinfiammatorio</td>
<td>Intenso</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Spinaci</strong></td>
<td>Banana</td>
<td>Ferro</td>
<td>Green-ice</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Fiori zucca</strong></td>
<td>Miele</td>
<td>Floreale</td>
<td>Delicato</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<h2></h2>
<h2>Gelato &#8220;senza gelatiera&#8221;: non avere paura!</h2>
<ol>
<li><strong>Metodo del frullatore:</strong>&nbsp;frulla frutta congelata già dolcificata per un &#8220;nice-cream&#8221; istantaneo.</li>
<li><strong>Metodo della ciotola:</strong>&nbsp;metti in freezer e mescola con una frusta ogni 30-40 minuti per 4-5 volte.</li>
<li><strong>Metodo del sacco:</strong>&nbsp;composto in un sacchetto, inserito in uno più grande con ghiaccio e sale grosso. Agita bene!</li>
</ol>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhrlDnaDw9NTTUXbOo6R-GzuRRlDriTQdZ_pUk4iqqO9jo_aG3VvafZsYLF8rY123LHlR8FohkUnorA_b7owkflzhXnhgpJ7G0CTvzESl5Gd2hVB6CM_kVqay3qdj0O_esR6wwhHNAyxe0qYURv3ysOzHD9PEXMNqeVi8ppxBnII6R15vKQ_eJh0Q/s913/1000136266.webp"><img alt="Mano che utilizza un frullatore a immersione in una ciotola di acciaio per mantecare il gelato alla frutta." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhrlDnaDw9NTTUXbOo6R-GzuRRlDriTQdZ_pUk4iqqO9jo_aG3VvafZsYLF8rY123LHlR8FohkUnorA_b7owkflzhXnhgpJ7G0CTvzESl5Gd2hVB6CM_kVqay3qdj0O_esR6wwhHNAyxe0qYURv3ysOzHD9PEXMNqeVi8ppxBnII6R15vKQ_eJh0Q/w640-h480/1000136266.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Non serve la gelatiera per un risultato cremoso: bastano pochi passaggi con il frullatore a immersione.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2></h2>
<h2>Decorare senza comprare: svuota-dispensa</h2>
<ul>
<li><strong>Croccantezza:</strong>&nbsp;noci, mandorle o arachidi tostate con miele.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Muesli avanzato:</strong>&nbsp;per una nota rustica.</li>
<li><strong>Scarti nobili:</strong>&nbsp;polvere di bucce d&#8217;arancia o limone essiccate.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Semi:</strong>&nbsp;semi di zucca o girasole tostati.</li>
<li><strong>Aromi:</strong>&nbsp;foglioline di menta o basilico fresche.</li>
</ul>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhkMvrUxiCkGW6WU8dKuO7jM89U8i1pXb-0NIc5f0CuGkq9BcGjyuPWRZNDQ7upZPeIvm6h-lfkKBNIwfKwwPBOJbo4L5_KWjlCnn6rgM0Gfq8e4qpQz1Yg0zATUiChQ6LhueRlh5uj7IunTBFQ9N7A-pOHFNRIYN3QZrht37KeP8Szqe4i2Pw3Sw/s1024/1000136267.webp"><img alt="Una mano aggiunge noci tritate e scorze di agrumi su una coppa di gelato per un tocco croccante e antispreco." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhkMvrUxiCkGW6WU8dKuO7jM89U8i1pXb-0NIc5f0CuGkq9BcGjyuPWRZNDQ7upZPeIvm6h-lfkKBNIwfKwwPBOJbo4L5_KWjlCnn6rgM0Gfq8e4qpQz1Yg0zATUiChQ6LhueRlh5uj7IunTBFQ9N7A-pOHFNRIYN3QZrht37KeP8Szqe4i2Pw3Sw/w640-h480/1000136267.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il tocco finale: usa ciò che hai in dispensa, come granella di noci o scorze essiccate, per un gelato gourmet a zero sprechi.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2></h2>
<h2>Consigli tecnici: alcol e sicurezza</h2>
<p><strong>Il trucco dell&#8217;alcol:</strong>&nbsp;un cucchiaio di distillato (rum o limoncello) abbassa il punto di congelamento, rendendo il gelato più morbido.</p>
<p><strong>Sicurezza:</strong> lavora sempre il composto da freddo e mantieni una pulizia maniacale degli strumenti.</p>
<h2></h2>
<h2>Domande frequenti (FAQ)</h2>
<ul>
<li><strong>Posso farlo senza gelatiera?</strong> Sì, col metodo del frullatore o della ciotola.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Come evitare i cristalli di ghiaccio?</strong> Aggiungi grassi (yogurt) o stabilizzanti naturali come la farina di semi di carrube.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Le verdure nel gelato sono buone?</strong> Sì, se bilanciate con acido (limone) o dolce (miele).</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Quanto dura?</strong> Massimo 2 settimane, ma dopo 7 giorni perde aroma.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Si può ricongelare?</strong> No, per motivi di sicurezza alimentare.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Perché è troppo duro?</strong> Pochi zuccheri o troppa acqua.</li>
</ul>
<h3></h3>
<h2>Il consiglio della nonna</h2>
<p>Tieni sempre in freezer cubetti di frutta già zuccherata: 30 secondi di frullatore ed è pronto un &#8220;instant sorbet&#8221; cremosissimo!</p>
<h3></h3>
<h2>Due chiacchiere tra noi</h2>
<p>Rifiutare l&#8217;industriale per creare qualcosa di sano in casa è il regalo più grande che puoi fare al tuo corpo. Quale accostamento &#8220;creativo&#8221; tra verdura e frutta vorresti vedere trasformato <b>in un gelato nel mio prossimo post</b>? Fammelo sapere nei commenti!</p>
<h3></h3>
<h2>Dal mio ricettario: altre idee per te</h2>
<ul>
<li><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2014/08/salsa-al-caramello-mou.html">Salsa mou al caramello</a></b> – Scopri la dolcezza liquida da gustare sul tuo gelato.</li>
</ul>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2012/05/indice-conserveconfetture.html">Guida alle conserve e confetture fatte in casa</a>&nbsp;– Scopri sciroppi e confetture&nbsp;per arricchire i tuoi gelati e sorbetti.</li>
<p></p>
<li><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/p/cucina-zero-sprechi.html">Guida alla cucina zero sprechi</a></b><span>&nbsp;– Leggi il manifesto della mia cucina sostenibile.</span></li>
</ul>
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		<title>Crostata ricotta e visciole</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 05:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lalla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Crostata di ricotta e visciole per entrare nel cuore della cucina giudaico romanesca e preparare a casa uno dei simboli della pasticceria romana. Se tanta storia e tanto significato porta con sé la crostata di ricotta e visciole, è anche vero che la sua realizzazione non è affatto difficile o complessa. Si tratta di una&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/crostata-ricotta-e-visciole-3/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Crostata di ricotta e visciole per entrare nel cuore della cucina giudaico romanesca e preparare a casa uno dei simboli della pasticceria romana. Se tanta storia e tanto significato porta con sé la crostata di ricotta e visciole, è anche vero che la sua realizzazione non è affatto difficile o complessa. Si tratta di una [...]</p>
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		<title>Tutti a tavola con il Pastificio Dasso di Lavagna ed i Tortelli Ripieni di Melanzana e Sarazzu con Sugo di Pomodoro e Olive Liguri</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Maineri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[informazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Il&#160;Pastificio Dasso di Lavagna &#160;firma il mio pranzo di oggi e&#160;mi delizia con i Tortelli&#160;ripieni di Melanzana e Sarazzu&#160;conditi con un leggero e gustoso Sugo di Pomodoro Fresco, Olive Liguri e Pinoli. Il Sarazzu&#160;o&#160;Sarasso&#160;è una ricotta che ha origine dal siero salato e stagionato del formaggio San Ste’, prodotto nel comune di Santo Stefano d&#8217;Aveto,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tutti-a-tavola-con-il-pastificio-dasso-di-lavagna-ed-i-tortelli-ripieni-di-melanzana-e-sarazzu-con-sugo-di-pomodoro-e-olive-liguri/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><span>Il&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.pastificiodassolavagna.it/">Pastificio Dasso di Lavagna </a>&nbsp;firma il mio pranzo di oggi e&nbsp;mi delizia con i <b><i>T</i></b><i><b>ortelli</b></i><b><i>&nbsp;ripieni di Melanzana e Sarazzu&nbsp;</i></b></span></span><span>conditi con un leggero e <span>gustoso</span><i> Sugo di Pomodoro Fresco, Olive Liguri e Pinoli</i><span>.</span></span></div>
<div>
<div><span>Il Sarazzu&nbsp;</span><span>o&nbsp;</span><span>Sarasso&nbsp;</span><span>è una ricotta che ha origine dal siero salato e stagionato del formaggio <i>San Ste’</i>, prodotto nel comune di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.parcoaveto.it/">Santo Stefano d&#8217;Aveto</a>, nell’Appennino ligure, in provincia di Genova. È ingrediente tradizionale della&nbsp;</span><span>Baciocca,</span><span>&nbsp;torta tipica&nbsp; salata, e viene utilizzato anche come condimento per pasta fresca o accompagnamento alla polenta.</span></div>
<p><span>
<div><span>Il termine&nbsp;</span><span>Sarazzu</span><span>&nbsp;deriva dai termini latin&nbsp;</span><span>seracium, seracius, seratium</span><span>, discendenti a loro volta da&nbsp;</span><span>serum</span><span>, il siero di latte vaccino residuo della lavorazione casearia.</span></div>
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<div>A presto!</div>
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<div><i>Maria Grazia&nbsp;</i></div>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj9_nEEEbzjUpEGdCtbGZo1m-DdI57PVEJMq5fVPzkD4A588c6vQJ2kCtWnWO_QpRD93aZMqSCkpeqW5_5KpeBFj3NClG1ve273IX4MAK1PbmSSbObLppZx1pV-Z3ygmwdPv4XurWz73-22zwdE7qO9dlaS8_8677IXVauHahdJNFOrSoy1nqlnX265Tqg/s3448/IMG_2249.jpeg"><img alt="Pastificio Dasso Lavagna" border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj9_nEEEbzjUpEGdCtbGZo1m-DdI57PVEJMq5fVPzkD4A588c6vQJ2kCtWnWO_QpRD93aZMqSCkpeqW5_5KpeBFj3NClG1ve273IX4MAK1PbmSSbObLppZx1pV-Z3ygmwdPv4XurWz73-22zwdE7qO9dlaS8_8677IXVauHahdJNFOrSoy1nqlnX265Tqg/w484-h640/IMG_2249.jpeg" width="484" /></a></div>
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<div><span><i><b>Una storia di famiglia, impegno e passione&nbsp;</b></i></span></div>
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<div><span>Nel febbraio del 1986,&nbsp;</span><span>Gianni ed Alina Dasso&nbsp;</span><span>acquistarono la storica attività del <i>Pastificio Carmen </i>di&nbsp;via Roma, il suggestivo <i>caruggio</i>&nbsp;di Lavagna. Il signor Dasso, fino ad allora dipendente della Fincantieri, aveva una certa esperienza nel settore, avendo aiutato per diversi anni le sorelle, proprietarie di un pastificio a Rapallo.&nbsp;</span></div>
<div><span>Un’intuizione che si è rivelata vincente: il negozio della famiglia Dasso è diventato un irrinunciabile punto di riferimento per fini buongustai e vanta un team -&nbsp; titolari, laboratorio e banco vendita &#8211; coeso ed affiatato. Nel tempo l’attività si è ampliata ed attualmente si pregia, da un’idea delle figlie di Gianni Roberta e Rossella, dell’</span><span>Officina della Pasta</span><span>, uno spazio che affianca la storica sede di via Roma e che regala a clienti ed appassionati gourmet la possibilità di apprendere segreti e tecniche dell&#8217;arte della pasta fresca. Inoltre, ogni giorno a pranzo, lo spazio si trasforma e negli stessi locali&nbsp;</span><span>è possibile gustare tante specialità firmate Dasso. Una grande opportunità per tutti coloro che amano la buona cucina e per i turisti desiderosi di conoscere il territorio anche attraverso i suoi prodotti e le ricette tradizionali.&nbsp;</span></div>
<p><span>
<div><span>Ogni giorno un menù diverso, con la possibilità di scegliere tra i grandi classici, come&nbsp;</span><span>pansoti</span><span>,&nbsp;</span><span>trofie</span><span>&nbsp;e&nbsp;</span><span>corzetti,</span><span>&nbsp;e la pasta fresca ripiena con ingredienti locali e rigorosamente di stagione: dalle&nbsp;&nbsp;<i><b>salse tipiche del territorio </b></i>a vere chicche come i semplici <b><i>gnocchi&nbsp;</i></b>di patate&nbsp;</span><span>Kennebec</span><span>, varietà di origine statunitense coltivata nei territori di San Salvatore di Cogorno, Varese Ligure, Leivi e Val d’Aveto. Rigorosamente realizzati a mano, proprio come nella cucina di casa.</span></div>
<p></span><span>
<div><span>Potete leggere la storia completa ed appassionante del Pastificio Dasso di Lavagna cliccando su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.pastificiodassolavagna.it/chi-siamo-pastificio-dasso-lavagna/">questo link</a>.</span></div>
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<div><span><u><i><b>Informazioni utili</b></i></u></span></div>
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<div><span>Sede operativa: Via Roma, 128, 16033 Lavagna (GE)</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>È possibile trovare una selezione di prodotti Dasso anche presso i banchi del fresco&nbsp;</span><span>da Eataly, al Porto Antico di Genova&nbsp;</span><span>e in alcuni ristoranti genovesi.&nbsp;</span></div>
<div><span><span>Si effettuano consegne a domicilio nei comuni limitrofi e, o</span></span><span>gni terzo mercoledì del mese, i prodotti vengono preparati e consegnati in giornata presso lo spazio </span><i>Sweet &amp; Sour </i><span>di Milano.&nbsp;</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span><i><u><b>Per ordini e ulteriori informazioni</b></u></i>&nbsp;</span></div>
<div></div>
<div><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=mailto:info@pastificiodassolavagna.it">info@pastificiodassolavagna.it</a></span></div>
<div>Telefono: +39 0185393634</div>
<div>Whatsapp: +39 3495508349</div>
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<div><b><i><u>Link utili</u></i></b></div>
<div><b><i><u><br /></u></i></b></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.pastificiodassolavagna.it/">Sito Web</a></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/pastificiodassolavagna">Pagina Facebook</a></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/pastificiodassolavagna?igsh=dWQ2aDNoY3dvMHF0">Instagram</a>&nbsp;</div>
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<p></span></div>
<div><span><br /></span></div>
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		<title>Aceto di famiglia: storia, cura della madre e usi pratici</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 04:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[chiacchiere]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[miracolo]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[L’oro liquido della dispensa: storia, cura e segreti dell&#8217;aceto di famiglia ​Nota dell&#8217;autrice: Questo non è un semplice post, ma il cuore pulsante del mio blog. È qui che ho deciso di raccogliere anni di ricordi, gesti tramandati e segreti tecnici legati alla nostra &#8220;madre&#8221; dell&#8217;aceto. Riscrivere e approfondire questo capitolo nel giugno 2026 significa&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/aceto-di-famiglia-storia-cura-della-madre-e-usi-pratici/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>L’oro liquido della dispensa: storia, cura e segreti dell&#8217;aceto di famiglia</h1>
<blockquote>
<p dir="ltr">​<b>Nota dell&#8217;autrice:</b> Questo non è un semplice post, ma il cuore pulsante del mio blog. È qui che ho deciso di raccogliere anni di ricordi, gesti tramandati e segreti tecnici legati alla nostra &#8220;madre&#8221; dell&#8217;aceto. Riscrivere e approfondire questo capitolo nel giugno 2026 significa consegnarti non solo una guida, ma una parte della storia della mia famiglia. Spero che queste righe ti ispirino a iniziare la tua avventura con la damigiana, abbracciando una filosofia di vita davvero zero sprechi.</p>
</blockquote>
<p dir="ltr">​Nel cuore di ogni casa che si rispetti c&#8217;è un segreto che profuma di tempo, di pazienza e di sapienza contadina. Per me, quel segreto è racchiuso in una damigiana di vetro, custodita in un angolo fresco della cantina: il nostro <b>aceto di famiglia</b>. Non è solo un ingrediente, è un filo invisibile che lega i ricordi dei miei nonni, le mani operose di mia madre e le mie, oggi che continuo questo rito. È la prova vivente che, con il dovuto rispetto e un pizzico di ingegno, nulla va davvero perduto.</p>
<h3>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEglV1HjCUPj3PYHC3foa92QtrkFbgKsqm6AJm-FCdMNmAKsvQqtiu7DCG4VSKTQny6S1f04oFWEvSgu37wLgn1B7F2ZJrqouyqwti8_dJFLwh_I6amZpZRKfJUihMxKPuKw7NVJWt73xLT_n-VT5XAP25QXZXxfaByHndVc8orlfmcKIifIAW_YIQ/s1024/1000113431.webp"><img alt="Damigiana di vetro in cantina per aceto fatto in casa" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEglV1HjCUPj3PYHC3foa92QtrkFbgKsqm6AJm-FCdMNmAKsvQqtiu7DCG4VSKTQny6S1f04oFWEvSgu37wLgn1B7F2ZJrqouyqwti8_dJFLwh_I6amZpZRKfJUihMxKPuKw7NVJWt73xLT_n-VT5XAP25QXZXxfaByHndVc8orlfmcKIifIAW_YIQ/w640-h480/1000113431.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>La nostra damigiana di famiglia: il cuore pulsante della cantina.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></h3>
<h3>Indice dei contenuti</h3>
<ul>
<li>​La damigiana e l&#8217;eredità di casa</li>
<li>​Il miracolo della fermentazione: come nasce l&#8217;aceto</li>
<li>​Il rito della &#8220;Madre&#8221;: cura e manutenzione tecnica</li>
<li>​La &#8220;Madre&#8221; come dono: una tradizione che si ramifica</li>
<li>​Viaggio nell&#8217;Aceto: storia, scienza e varietà</li>
<li>​L’aceto in cucina: il segreto dell&#8217;equilibrio</li>
<li>​Un alleato per la salute e la casa: usi naturali</li>
<li>​L&#8217;aceto in sicurezza: precauzioni e buon senso</li>
<li>​Domande frequenti (FAQ)</li>
<li>​Due chiacchiere tra noi</li>
</ul>
<h3>​</h3>
<h3>La damigiana e l&#8217;eredità di casa</h3>
<p dir="ltr">​L&#8217;aceto, in casa nostra, è la rappresentazione liquida della nostra filosofia di vita. Ogni volta che una bottiglia di vino avanzava, o perdeva il suo vigore naturale diventando un po&#8217; &#8220;stanca&#8221;, non veniva mai versata nello scarico. Veniva versata in quella damigiana, dove la <b>&#8220;madre&#8221;</b> – una creatura viva, affascinante e potente – trasformava pazientemente ogni goccia in oro liquido. Questo gesto, apparentemente semplice, è la lezione più profonda che ho ricevuto: il vero spreco non è ciò che resta, ma la mancanza di ingegno nel saperlo trasformare.</p>
<h3>​</h3>
<h3>Il miracolo della fermentazione: come nasce l&#8217;aceto</h3>
<p dir="ltr">​Molti pensano che fare l&#8217;aceto sia una magia, ma è pura scienza naturale. Il processo è guidato da batteri specifici, gli <i>Acetobacter</i>, che lavorano in presenza di <b>ossigeno</b>. È qui che avviene il miracolo: l&#8217;ossigeno trasforma l&#8217;alcol del vino in acido acetico. <b>Attenzione:</b> proprio perché l&#8217;aceto ha bisogno di &#8220;respirare&#8221;, la damigiana non va mai sigillata ermeticamente. È necessario usare un tappo di sughero forato o coprire l&#8217;imboccatura con una garza pulita, che permetta il passaggio dell&#8217;aria tenendo lontani polvere e insetti.</p>
<h3>​<br />
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgZtvLW8V-rvRsNBOl_YfUOaosAjyc0JkIdbbwg9qTUaMG6ZnylUJo5Lv6mafywbqI3sGGuaVfhe-1VThfwG4I7JaAZZ7Ymt48l8WwzEl8bkcIZ1TefCIZFic0HdFfkKjdtDc-McB9jOmp5j8OZeSsaprDIwejyVDCruIvkRa2sCOm0rFMy-iGYdQ/s1024/1000113433.webp"><img alt="Damigiana di vetro in cantina per aceto fatto in casa" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgZtvLW8V-rvRsNBOl_YfUOaosAjyc0JkIdbbwg9qTUaMG6ZnylUJo5Lv6mafywbqI3sGGuaVfhe-1VThfwG4I7JaAZZ7Ymt48l8WwzEl8bkcIZ1TefCIZFic0HdFfkKjdtDc-McB9jOmp5j8OZeSsaprDIwejyVDCruIvkRa2sCOm0rFMy-iGYdQ/w640-h480/1000113433.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il rito della &#8220;madre&#8221;: un gesto tramandato di generazione in generazione.</i>
<ul>
</ul>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></h3>
<h3>Il rito della &#8220;Madre&#8221;: cura e manutenzione tecnica</h3>
<p dir="ltr">​La &#8220;madre&#8221; non è solo un ingrediente, è un compagno di viaggio. Ogni estate, la damigiana richiede il suo rito di purificazione.</p>
<ul>
<li>​<b>L&#8217;estrazione:</b> Si preleva delicatamente la madre con mani pulitissime.</li>
<li>​<b>La pulizia:</b> Si osservano le porzioni della pellicola: quelle biancastre e traslucide sono sane e vitali. Le parti scure, marroni o nere, vanno rimosse con cura con un coltellino affilato. È una vera e propria &#8220;chirurgia domestica&#8221;.</li>
<li>​<b>Il rinfresco:</b> Dopo aver pulito la madre, la si reinserisce nel liquido, aggiungendo vino nuovo (di buona qualità, ma non necessariamente pregiato). Questo garantisce alla colonia batterica il nutrimento necessario.</li>
<li>​<b>La stagionalità:</b> L&#8217;aceto ama il caldo estivo per lavorare al massimo, mentre in inverno entra in una sorta di &#8220;letargo&#8221; naturale. La damigiana va posizionata in un luogo che segua il ritmo delle stagioni, lontano da fonti di calore dirette o gelo eccessivo.</li>
</ul>
<p>
<div></div>
<h3>​La &#8220;Madre&#8221; come dono: una tradizione che si ramifica</h3>
<p dir="ltr">​Una delle tradizioni più belle che ho ereditato è quella di regalare una porzione della propria &#8220;madre&#8221; a un amico o a un parente che vuole iniziare. È un gesto simbolico potente: significa regalare un pezzo della propria storia familiare. Quando doni una parte della tua madre, stai permettendo a quella tradizione di continuare a vivere in un&#8217;altra casa, in un&#8217;altra damigiana.</p>
<h3>​</h3>
<h3>Viaggio nell&#8217;Aceto: storia, scienza e varietà</h3>
<p dir="ltr">​L&#8217;aceto accompagna l&#8217;umanità dall&#8217;alba dei tempi.</p>
<ul>
<li>​<b>Gli Aceti di Vino:</b> Bianchi o rossi, portano con sé l&#8217;anima dell&#8217;uva da cui provengono. Sono l&#8217;ideale per le conserve e il condimento quotidiano.</li>
<li>​<b>L&#8217;Aceto Balsamico:</b> Un universo a parte. Dalla sapienza modenese nasce un prodotto che ha bisogno di decenni, di legni diversi e di una pazienza infinita.</li>
<li>​<b>Gli aceti dal mondo:</b> L&#8217;aceto di mele (amato per le sue proprietà benefiche), l&#8217;aceto di riso (essenziale per la cucina asiatica) e gli aceti di malto (tradizione inglese).</li>
</ul>
<h3>​<br />
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgjCy5k1hxMxJq5Rc7i7fWXQlYyXWTwLVySQ731_lsA5DRNg27elc8UbOMJdEhO3PK8Qc8UJer0ddbNtr-bMEXKN2B7bFNBntfB0L4PPNvnnXBIOPcFDtZkuY0gLJFJQqa-eGjK1qZA_n763SXC_xy_Dj4wxkg0vPPnZANNfVyzZM1lx4OS9rY9HQ/s1024/1000113435.webp"><img alt="Madre dell'aceto in una ciotola di ceramica durante la pulizia con vino" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgjCy5k1hxMxJq5Rc7i7fWXQlYyXWTwLVySQ731_lsA5DRNg27elc8UbOMJdEhO3PK8Qc8UJer0ddbNtr-bMEXKN2B7bFNBntfB0L4PPNvnnXBIOPcFDtZkuY0gLJFJQqa-eGjK1qZA_n763SXC_xy_Dj4wxkg0vPPnZANNfVyzZM1lx4OS9rY9HQ/w640-h480/1000113435.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>&nbsp;Il rito della pulizia: nutrire la madre con il vino per farla prosperare.</i>
<ul>
</ul>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></h3>
<h3>L’aceto in cucina: il segreto dell&#8217;equilibrio</h3>
<p dir="ltr">​In cucina, l&#8217;aceto è l&#8217;arma segreta di ogni cuoco. Non serve solo a condire un&#8217;insalata; è l&#8217;elemento che &#8220;taglia&#8221; la grassezza dei cibi, che esalta la dolcezza di una cipolla caramellata e che rende sicure le nostre conserve estive. Usare un buon aceto artigianale permette di ridurre drasticamente l&#8217;uso del sale, perché è l&#8217;acidità a dare &#8220;scintilla&#8221; al piatto.</p>
<h3>​</h3>
<h3>Un alleato per la salute e la casa: usi naturali</h3>
<ul>
<li>​<b>Uso sanitario:</b> Per i miei gargarismi, io amo usarlo puro, ma se lo trovi troppo forte o se hai la gola particolarmente infiammata, puoi diluirlo in mezzo bicchiere d&#8217;acqua aggiungendo tre cucchiai di aceto. È un rimedio ancestrale che sfrutta le proprietà antibatteriche naturali.</li>
<li>​<b>Bellezza naturale:</b> Un risciacquo acido per i capelli ne chiude le cuticole, regalando una lucentezza naturale.</li>
<li>​<b>Pulizie ecologiche:</b> Perché riempire la casa di vapori tossici? L&#8217;aceto sgrassa, igienizza e rimuove il calcare. È una scelta di salute per noi e di rispetto per l&#8217;ambiente.​</li>
</ul>
<h3>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh_Qqzb8wFQmrGgGIayXPkvKTxZrNKnpzVlX5T2a0_04wAMK-fKXJ9Z_yreksAvk4FiP54Bfdr7cHAK4HOGHZYRHSV36rcODsYdd6DlNNBnS-mfvLrojX2LyW4DuQo5Kbwbo0A_vAMCUHnAYX99odtI9JRWsowF1rNnGjEW-MFd5xXaIdnf92TkYg/s1024/1000113432.webp"><img alt="Bottiglie di aceto di vino fatte in casa con etichette rustiche" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh_Qqzb8wFQmrGgGIayXPkvKTxZrNKnpzVlX5T2a0_04wAMK-fKXJ9Z_yreksAvk4FiP54Bfdr7cHAK4HOGHZYRHSV36rcODsYdd6DlNNBnS-mfvLrojX2LyW4DuQo5Kbwbo0A_vAMCUHnAYX99odtI9JRWsowF1rNnGjEW-MFd5xXaIdnf92TkYg/w640-h480/1000113432.webp" width="640" /></a></div>
<p></h3>
<h3>L&#8217;aceto in sicurezza: precauzioni e buon senso</h3>
<p dir="ltr">​⚠️Attenzione<i>: Le informazioni qui contenute hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico. Se soffri di patologie (come gastrite o reflusso), consulta sempre il tuo specialista.</i></p>
<p dir="ltr">L&#8217;aceto è un acido: chi soffre di problemi gastrici dovrebbe moderarne l&#8217;uso. Per gli usi esterni (gargarismi, pelle), la parola d&#8217;ordine è <b>diluizione</b>. Non applicare mai aceto puro su ferite aperte e non eccedere mai nella frequenza degli sciacqui per proteggere lo smalto dei denti.</p>
<h3>​</h3>
<h3>Domande frequenti (FAQ)</h3>
<ul>
<li>​<b>Cosa faccio se compaiono dei moscerini?</b> Significa che la protezione non è efficace. Copri con una garza più fitta.</li>
<li>​<b>Perché il mio aceto è diventato torbido?</b> È normale, è la madre in sospensione; se vuoi un aceto limpido, basta filtrarlo.</li>
<li>​<b>Il mio aceto ha un odore strano?</b> Se senti odore di marcio, è meglio svuotare e ricominciare.​</li>
</ul>
<h3>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy9toVM-23V_nFR2XGD42RHt7fVsCQYRhrbHJ-_iifb7sWV-GjXcu6v3YkgMQKnZNQ6AMucmrcD32e8fJM9nZ0u66el7xDsLPTfn8lF55NaNR2X8Y_UPPviprefapxwfAokAReBmuiC973XkJMgoOxZYH5kX_OwJF7bcMkdrbEyJ1RfTp7_4P3Fg/s1024/1000113437.jpg"><img alt="Vecchio ricettario con copertina blu aperto accanto a una bottiglia di aceto di vino fatto in casa" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy9toVM-23V_nFR2XGD42RHt7fVsCQYRhrbHJ-_iifb7sWV-GjXcu6v3YkgMQKnZNQ6AMucmrcD32e8fJM9nZ0u66el7xDsLPTfn8lF55NaNR2X8Y_UPPviprefapxwfAokAReBmuiC973XkJMgoOxZYH5kX_OwJF7bcMkdrbEyJ1RfTp7_4P3Fg/w640-h480/1000113437.jpg" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>I&nbsp; segreti custoditi nel tempo: i ricettari di famiglia racchiudono la nostra storia.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</h3>
<h3>Due chiacchiere tra noi</h3>
<p dir="ltr">​Curare la propria acetaia significa accettare che la perfezione non è un punto di arrivo, ma <b>un esercizio continuo di cura</b>. Ti ho raccontato la mia esperienza: tu hai mai provato a fare l&#8217;aceto in casa? Hai qualche trucco ereditato dai nonni? <b>Raccontamelo nei commenti!</b></p>
<h3>​</h3>
<h3>Dal mio ricettario: altre idee per te</h3>
<ul>
<li>​<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2023/10/fagiolini-sottolio.html">Fagiolini sott&#8217;olio della nonna Gianna</a>&nbsp;- Una ricetta estiva per utilizzare l&#8217;aceto casalingo.</li>
<li>​<b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2026/05/verdure-sottolio-croccanti-ricetta-tradizionale.html">Verdure sott&#8217;olio croccanti</a>&nbsp;</b>- Scopri tutti i trucchi per&nbsp; i tuoi sott&#8217;oli e sott&#8217;aceti fatti in casa.</li>
<li>​<b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2012/05/indice-conserveconfetture.html">Indice completo conserve e confetture</a></b>&nbsp;- Leggi il mio indice completo delle ricette di famiglia per una dispensa zero sprechi.</li>
</ul>
<div></div>
<div>
<h3>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Condimenti naturali fatti in casa: guida all&#8217;autoproduzione e zero sprechi</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 11:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[chiacchiere]]></category>
		<category><![CDATA[condimento]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[FAQ]]></category>
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		<category><![CDATA[salse]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Condimenti naturali fatti in casa: la guida completa zero sprechi ​Viviamo in un tempo in cui l&#8217;industria alimentare ci ha abituato alla comodità del vasetto pronto. Scaffali interi di supermercati sono occupati da salse, condimenti e insaporitori che promettono gusto, ma che spesso nascondono solo ingredienti ultra-processati. Sono prodotti studiati per imbottire il portafoglio delle&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/condimenti-naturali-fatti-in-casa-guida-allautoproduzione-e-zero-sprechi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>
<p><b>Condimenti naturali fatti in casa: la guida completa zero sprechi</b></p>
</h1>
<p dir="ltr">​Viviamo in un tempo in cui l&#8217;industria alimentare ci ha abituato alla comodità del vasetto pronto. Scaffali interi di supermercati sono occupati da salse, condimenti e insaporitori che promettono gusto, ma che spesso nascondono solo ingredienti ultra-processati. <b>Sono prodotti studiati per imbottire il portafoglio delle multinazionali, non per nutrire noi.</b></p>
<p dir="ltr">
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhEA7BEi0_XQ2hW7sPTrmQMNcLO3PzjnSx3dZoel84bXdG3Z0Wtck2sAYOo3kc5pJ_jH1rQp5nZPVdpQjiD3g1uvv64jKpYHXqGx3B3RFWwSkAUZ8ESTNEPIHdQ7xVxApax15lE8bWxVRpYys4lf2nOrf8lxWDYV0dmzkbjQXlrxV1VRzhzaCn06w/s1024/1000113263.webp"><img alt="Tre vasetti di vetro con pesto, olio piccante e salsa con aglio, circondati da ingredienti freschi come basilico, noci e rosmarino su un tavolo di legno rustico." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhEA7BEi0_XQ2hW7sPTrmQMNcLO3PzjnSx3dZoel84bXdG3Z0Wtck2sAYOo3kc5pJ_jH1rQp5nZPVdpQjiD3g1uvv64jKpYHXqGx3B3RFWwSkAUZ8ESTNEPIHdQ7xVxApax15lE8bWxVRpYys4lf2nOrf8lxWDYV0dmzkbjQXlrxV1VRzhzaCn06w/w640-h480/1000113263.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Autoprodurre i propri condimenti significa riprendere il controllo della propria dispensa: pochi ingredienti semplici per un gusto autentico.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span>La verità è che il cibo ultra-processato non ci nutre, ci inganna. Ci abitua a sapori artefatti che rendono il palato pigro, facendoci perdere il contatto con la materia prima. Eppure, siamo immensamente fortunati a vivere in Italia: il nostro territorio è un giardino che ci regala, stagione dopo stagione, una varietà incredibile di prodotti naturali. </span><b>La nostra tradizione ci insegna che il vero sapore non arriva da una bottiglia industriale, ma dalla semplicità.</b></p>
<h2>​</h2>
<h2>Radici del gusto: le salse che hanno fatto la storia</h2>
<p dir="ltr">​Prima dell&#8217;era dei prodotti confezionati, il mondo intero condiva il cibo con quello che la terra offriva. Pensa al pesto ligure, alla salsa verde piemontese o alle salse agrodolci orientali. <b>Queste non erano solo ricette, ma strumenti di salute nati dalla saggezza locale.</b></p>
<h2>​</h2>
<h2>Perché scegliere l&#8217;autoproduzione: la via della decrescita e della filiera etica</h2>
<p dir="ltr">​Scegliere di preparare i propri condimenti è un atto politico e di cura. Significa abbracciare la filosofia della decrescita: comprare meno significa produrre meno rifiuti e liberarsi dalla dipendenza di un mercato globale. Come approfondisco nel mio post sulla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2026/06/decrescita-felice-orto-cucina-scelte-etiche.html"><b>decrescita felice e le scelte etiche in cucina</b></a>, ogni nostra scelta quotidiana ha un peso.</p>
<p dir="ltr">​La vera rivoluzione parte da come facciamo la spesa: <b>scegliere i piccoli produttori locali, preferire il biologico e cercare materie prime a chilometro zero</b> significa sostenere una filiera etica e dare valore al lavoro di chi coltiva con rispetto. Non serve cambiare il mondo in un giorno: la rivoluzione inizia cercando i piccoli mercati contadini o i gruppi di acquisto solidale (GAS). Quando prepari una salsa con ingredienti locali e di stagione, nutri il tuo corpo con cibo vivo, non con chimica da laboratorio. <b>Tutto parte dalla dispensa: meno scarti, più vita nel tuo piatto.</b></p>
<h2>​</h2>
<h2>Il manuale dei condimenti naturali</h2>
<h3>​I pesti: l&#8217;orto in barattolo</h3>
<p dir="ltr">​Si preparano in 10-15 minuti e si conservano 3-4 giorni in frigo (coperti d&#8217;olio): sono perfetti per catturare la freschezza stagionale dell&#8217;orto e per finire gli avanzi semi e frutta secca della dispensa, ma usa anche pezzetti o croste di formaggi stagionati che si possono grattugiare.</p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhD3vJONR3jy6ds8kuo0LD5UrYgc6oEuuRyP1Xt6KwNRzb8S-EyrhwYFDwWDvRyMUf9pinvfxJ86AiiYStNdCXPFQVw6o90kIbhZIuK8SB3ZUZr9Y3B05hVXk7NsNfK_M6erBp_-vVO3Clr9cqwwan08FVmIZzhpU77vk55Ni5xVjMoFLPnN0i0VQ/s863/1000113264.webp"><img alt="Pesto al basilico preparato nel mortaio di pietra accanto a vasetti di salsa verde e basilico fresco." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhD3vJONR3jy6ds8kuo0LD5UrYgc6oEuuRyP1Xt6KwNRzb8S-EyrhwYFDwWDvRyMUf9pinvfxJ86AiiYStNdCXPFQVw6o90kIbhZIuK8SB3ZUZr9Y3B05hVXk7NsNfK_M6erBp_-vVO3Clr9cqwwan08FVmIZzhpU77vk55Ni5xVjMoFLPnN0i0VQ/w640-h480/1000113264.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>La magia del pesto fatto in casa: bastano pochi minuti per catturare tutto il profumo dell&#8217;orto in un vasetto.</i>
<ul>
</ul>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<ul>
<li>​Pesto genovese classico</li>
<li>​Pesto di rucola e mandorle</li>
<li>​Pesto di cavolo nero e nocciole</li>
<li>​Pesto di basilico e noci</li>
<li>​Pesto di pistacchio</li>
<li>​Pesto di sedano e noci</li>
<li>​Pesto di cime di rapa</li>
<li>Pesto di zucchine e basilico</li>
<li>Pesto di zucchine e menta</li>
</ul>
<h3>​</h3>
<h3>Salse di casa: la tradizione che ritorna</h3>
<p dir="ltr">​Si preparano in 15-20 minuti e si conservano in frigo 2-3 giorni in contenitori ermetici. Sono ideali per accompagnare verdure e bolliti: dalla cucina tradizionale alla creatività, <b>divertiti cambiando ingredienti</b>, utilizzando i classici scarti di verdure a foglia, bucce e radici.</p>
<ul>
<li>​Maionese classica</li>
<li>Maionese all&#8217;aglio di Sulmona</li>
<li>Salsa bernese</li>
<li>​Salsa per bollito di nonna Pierina</li>
<li>​Salsa verde</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<h3>​Basi versatili: il jolly in cucina</h3>
<p dir="ltr">Si conservano fino a una settimana in frigorifero ooppure le puoi congelare: sono condimenti che trasformano un piatto semplice in una cena da leccarsi i baffi.</p>
<ul>
<li>​Salsa agrodolce cinese</li>
<li>​Peperonata</li>
<li>​Salsa di pomodoro</li>
<li>​Yogurt fatto in casa</li>
</ul>
<div></div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiFFSYSnbHX2hQV_P728iGv5RTghOsln98UB607MRPtfnNIb1fMgwRxtloZOxFmFmHSuqVMCaVB4Grlc2VnqDkU1wt42bjmj1gkbCFP7epkYEQ84QT2dp04W59B7GJvF0g8wU45TLdMARac_cFxK6rrTIgU8vANMnJpQ8IDT5ZWI7GoLrbp0CZLUQ/s832/1000113266.webp"><img alt="Oli aromatizzati con erbe, peperoncino e vasetti di verdure latto-fermentate su un piano di legno." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiFFSYSnbHX2hQV_P728iGv5RTghOsln98UB607MRPtfnNIb1fMgwRxtloZOxFmFmHSuqVMCaVB4Grlc2VnqDkU1wt42bjmj1gkbCFP7epkYEQ84QT2dp04W59B7GJvF0g8wU45TLdMARac_cFxK6rrTIgU8vANMnJpQ8IDT5ZWI7GoLrbp0CZLUQ/w640-h480/1000113266.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Gli elementi essenziali della dispensa naturale: oli aromatizzati e fermentati vivi per dare carattere a ogni piatto.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3>I tre pilastri del gusto</h3>
<p dir="ltr">​Oltre alle salse, personalizza la tua dispensa con questi elementi:</p>
<ul>
<li>​<b>Oli e aceti aromatizzati</b>: aggiungi a olio extravergine d’oliva o aceto di mele le erbe aromatiche dell&#8217;orto (rosmarino, timo, dragoncello, maggiorana), peperoncino, aglio o scorza di limone.</li>
<li>​<b>Semi e spezie</b>: tosta leggermente semi di sesamo, girasole o zucca e tritali con un pizzico di sale per un insaporitore croccante e proteico.</li>
<li>​<b>Fermentati</b>: prova la magia delle verdure latto-fermentate. Un condimento &#8220;vivo&#8221;, ricco di enzimi e dal sapore umami profondo.</li>
</ul>
<div></div>
<h2>​La scienza del gusto: il circolo virtuoso dello zero sprechi</h2>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgv4gCOYE67Pu2cH5Z3fwuUQmpQ2r_eQAEE5Kahx5x8Rj90MCjNTeHh9Ekek9WgshTtXWtKytRx8IFZcAEKLg7ahtkYIWzgiFzWN3p_fAWrw1uet8fbvTyxC6of6U-NCWSxqHkbcEqt-g80uKEwWCXw-wtV0YJz2EKlas01eussm02HD_GSJnHbCQ/s873/1000113265.webp"><img alt="Pomodorini freschi e foglie di basilico accanto a un vasetto di condimento quasi finito, simbolo di cucina circolare e zero sprechi." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgv4gCOYE67Pu2cH5Z3fwuUQmpQ2r_eQAEE5Kahx5x8Rj90MCjNTeHh9Ekek9WgshTtXWtKytRx8IFZcAEKLg7ahtkYIWzgiFzWN3p_fAWrw1uet8fbvTyxC6of6U-NCWSxqHkbcEqt-g80uKEwWCXw-wtV0YJz2EKlas01eussm02HD_GSJnHbCQ/w640-h480/1000113265.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Non buttare nulla: anche il fondo di un barattolo può trasformarsi in una base saporita per la tua prossima insalata.</i>
<ul>
</ul>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p dir="ltr">​La cucina consapevole non finisce quando il vasetto è vuoto. Pensa all&#8217;olio rimasto nel fondo del vasetto di pomodori sott&#8217;olio o all&#8217;aceto aromatico: <b>non buttarli mai!</b> Utilizzali come base per condire una nuova insalata o marinare le proteine. <b>Trasformare un residuo in un nuovo ingrediente è il segreto per una cucina circolare dove nulla viene sprecato.</b></p>
<p dir="ltr"><b><br /></b></p>
<h2>​Domande frequenti (FAQ)</h2>
<p dir="ltr">
<ul>
<li>​Quanto durano in frigorifero? Senza conservanti, la durata è di 3-5 giorni. Per porzioni più piccole, puoi congelare il pesto anche nel contenitore del ghiaccio a cubetti.</li>
<li>Sicurezza alimentare: usa ingredienti freschi. Se<b> noti odori sospetti o muffe, non rischiare, butta tutto</b>: il cibo deve essere un piacere, non un rischio per la salute!</li>
</ul>
<div></div>
</p>
<h2>​Due chiacchiere tra noi</h2>
<p dir="ltr">​[Link: La filosofia della mia cucina]</p>
<p dir="ltr">Non c&#8217;è nulla di più gratificante che trasformare pochi ingredienti semplici in un pasto completo. Autoprodurre i propri condimenti significa riprendere il controllo di ciò che mangiamo. <b>Qual è quel condimento industriale che ti è stato più difficile abbandonare?</b> Io ogni tanto cedo alla maionese in tubetto&#8230; ebbene sì! Scrivi il tuo nei commenti, sono curiosa!</p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr">
<h3>Dal mio ricettario: altre idee per te</h3>
<p dir="ltr">​Hai preparato i tuoi condimenti? Ora è il momento di metterli in pratica!</p>
<p dir="ltr">
<ul>
<li>Leggi il mio&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2026/06/manuale-pasta-fredda-insalate-cereali-guida.html">Manuale della pasta fredda e delle insalate di cereali</a>&nbsp;— Abbina le salse che hai creato e componi i tuoi piatti unici estivi zero sprechi.</li>
<li>Se vuoi approfondire la mia filosofia, leggi il <b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/p/cucina-zero-sprechi.html">Manifesto della cucina zero sprechi</a></b>&nbsp;— Scopri i valori e le scelte etiche che guidano ogni mia ricetta.</li>
<li>Per dare nuova vita agli avanzi, prova le <b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2012/05/polpette-di-manzo-e-mortadella.html">Polpette di recupero zero sprechi</a></b>&nbsp;— Leggi il segreto per trasformarli in un piatto che sa di casa.</li>
<li>Per racchiudere la stagione in un vasetto, consulta l&#8217;<b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2012/05/indice-conserveconfetture.html">Indice completo conserve e confetture</a></b>&nbsp;— Scopri tutte le tecniche per creare le tue scorte tutto l&#8217;anno.</li>
</ul>
<p dir="ltr">​</p>
<p dir="ltr"><i>Continua a seguire il mio percorso &#8220;Zero Sprechi&#8221; per scoprire come trasformare ogni avanzo in un ingrediente prezioso: <b>questa guida è in continuo aggiornamento</b> e presto inserirò tante altre ricette!</i></p>
<p><i></i>
</p>
<div>Questo articolo è stato pubblicato originariamente su Le Ricette della Nonna di Monia (http://www.le-ricette-della-nonna.blogspot.com). È vietata la riproduzione non autorizzata dei contenuti.</div>
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		<title>Coviglie al cioccolato napoletane</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/coviglie-al-cioccolato-napoletane/</link>
		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/coviglie-al-cioccolato-napoletane/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 15:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
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		<category><![CDATA[Matilde Serao]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[tuorli]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Se cerchi un dessert che racchiuda davvero l&#8217;eleganza e la golosità della pasticceria partenopea di una volta, le coviglie al cioccolato napoletane sono proprio quel che fa per te. Questi semifreddi monoporzione, appartenenti alla famiglia dello spumone e dello zuccotto e caratterizzati da una consistenza soffice e vellutata, erano assai amati da Matilde Serao, che&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/coviglie-al-cioccolato-napoletane/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/coviglie-al-cioccolato-napoletane/" title="Coviglie al cioccolato napoletane" rel="nofollow"><img width="696" height="522" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/05/coviglia-768x576.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Coviglia al cioccolato napoletana servita in pirottino di alluminio con panna montata a parte" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>Se cerchi un dessert che racchiuda davvero l&#8217;eleganza e la golosità della pasticceria partenopea di una volta, le coviglie al cioccolato napoletane sono proprio quel che fa per te.</p>
<p>Questi semifreddi monoporzione, appartenenti alla famiglia dello spumone e dello <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/zuccotto-di-ricotta-e-uva-al-miele/">zuccotto</a> e caratterizzati da una consistenza soffice e vellutata, erano<strong> assai amati da Matilde Serao</strong>, che li descrisse nel suo romanzo <em>Il paese di cuccagna</em>, annoverandoli tra i dolci campani più raffinati.</p>
<h2>Un viaggio nella storia: tra nobili e “cubillos”</h2>
<p>Le coviglie, <strong>vie di mezzo tra il gelato e la mousse</strong> e delle quali esistono varianti al caffè, alla fragole e alla pasta di nocciole, sono un pezzo di storia che sfida i secoli, risalendo addirittura alla fine del 1600.</p>
<p>Inizialmente riservate esclusivamente alle corti dei nobili, col passare del tempo<span> sono diventate il <strong>simbolo dei rinfreschi partenopei</strong> e tuttora non posso mancare sui buffet di matrimoni, comunioni, battesimi e feste importanti.</span></p>
<p>Pare che il nome “coviglia” derivi dal termine spagnolo <em>cubillo</em>, usato per indicare un piccolo contenitore metallico utilizzato per tenere l&#8217;acqua al fresco e capace di mantenere la temperatura ottimale e la consistenza spumosa del particolare semifreddo.</p>
<p>Io, per rimanere fedele alla tradizione, adopero pirottini in alluminio monoporzione, ma, se preferisci, puoi benissimo utilizzare bicchierini o coppette di vetro.</p>
<h2>La ricetta originale delle coviglie al cioccolato napoletane</h2>
<p>Preparare le coviglie a casa è più semplice di quanto si possa pensare, ma per renderle sicure, ti raccomando di usare <strong>tuorli e albumi pastorizzati</strong>, facilmente reperibili in<em> brick</em> nei supermercati.</p>
<p>In alternativa, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-pastorizzare-le-uova-in-casa/">si possono pastorizzare le uova in forno o col softcooker</a>, ma bisogna, comunque, sceglierle freschissime, di categoria A Extra, provenienti da filiera controllata e dal guscio perfettamente integro.</p>
<p><em>Esecuzione della ricetta</em>: facile</p>
<p><em>Tempo occorrente</em>: 15 minuti (+ 3 ore di riposo in freezer)</p>
<p><em>Costo</em>: basso</p>
<figure>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>Ingredienti per 4 persone:</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>3 albumi d&#8217;uovo pastorizzati</td>
</tr>
<tr>
<td>4 tuorli d&#8217;uovo pastorizzati</td>
</tr>
<tr>
<td>130 g di zucchero semolato</td>
</tr>
<tr>
<td>400 g di panna montata senza zucchero</td>
</tr>
<tr>
<td>2 cucchiaini e 1/2 di cacao amaro in polvere</td>
</tr>
<tr>
<td>30 ml di rum</td>
</tr>
<tr>
<td>zucchero a velo q.b (facoltativo)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
<h3>Procedimento</h3>
<p>Tira fuori dal frigorifero gli albumi e i tuorli d&#8217;uovo 30 minuti prima di iniziare la preparazione (in modo che non siano freddi al momento di utilizzarli) e versali in due ciotole separate.</p>
<p>Una volta che gli albumi saranno a temperatura ambiente, comincia a montarli con le fruste elettriche e, non appena cominceranno ad essere spumosi, unisci metà dello zucchero<strong> lentamente</strong>.</p>
<p>Continua a lavorare fino a quando saranno montati a neve ferma e poi, sempre con le fruste elettriche, lavora i tuorli assieme allo zucchero rimasto fino ad ottenere una crema liscia, soffice e uniforme.</p>
<p>Ingloba, quindi, prima il rum e poi gli albumi montati, aggiungendone una cucchiaiata per volta e facendo<strong> movimenti delicati dal basso verso l&#8217;alto</strong> con un leccapentole.</p>
<p>Dopodiché, continuando a mescolare dal basso verso l&#8217;alto, incorpora anche la panna montata e il cacao amaro in polvere e, quando il composto sarà ben omogeneo, versalo nei pirottini di alluminio o nelle coppette individuali e mettilo in freezer<strong> per almeno 3 ore</strong>.</p>
<p>Trascorso questo tempo, estrai le coviglie al cioccolato dal congelatore e lasciale riposare a temperatura ambiente per qualche minuto prima di spolverarle, se vuoi, con lo zucchero a velo e servirle in tavola da sole o con panna montata a parte.</p>
<h2>Conservazione e consigli</h2>
<p>Sebbene sia possibile conservare le coviglie in freezer per 1 mese se le si copre bene con della pellicola trasparente, è meglio <strong>consumarle entro 1 settimana</strong>.</p>
<p>Infatti, col passare del tempo, si rischierebbe la formazione di cristalli di ghiaccio che ne potrebbero pregiudicarne le struttura e far perdere loro l&#8217;originaria consistenza.</p>
<p>La decorazione con lo zucchero a velo è “un di più” (e, quindi, facoltativa), ma ma ti consiglio di effettuarla<strong> se il consumo del dessert è destinato ai bambini</strong> (in tal caso, evita l&#8217;uso del rum), perché è particolarmente amata dai piccoli.</p>
<p>Qualora, invece, il consumo delle coviglie sia destinato unicamente agli adulti, puoi adagiare sul fondo di ciascun pirottino (o coppetta) un dischetto di pan di Spagna inzuppato con del rum per un risultato ancora più goloso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri tipici dessert regionali da non perdere:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/sciumette-genovesi-di-carnevale/">Sciumette, il dolce ligure di una volta che sa di festa</a></li>
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<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/parrozzo-abruzzese-la-ricetta-facile/">Parrozzo, il dolce abruzzese facile a farsi e irresistibile</a></li>
</ul>
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		<title>Il latte in piedi o latte alla portoghese</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[piedi]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[ricotta]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[uova]]></category>
		<category><![CDATA[vaniglia]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;1 giugno “Giornata mondiale del latte” Noi del L&#8217;Italia nel piatto abbiamo pensato di festeggiare questa festa pubblicando ricette a base di questo ottimo ingrediente (ultimamente, purtroppo demonizzato), che è stato considerato l&#8217;alimento completo per eccellenza. Ho pensato di preparare un dolce molto diffuso nella mia regione, a volte con nome diversi, ma sempre molto&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-latte-in-piedi-o-latte-alla-portoghese/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhTXdG8daBDpOXuzTxQssYA0lg74aogBmIVwe67S07covAonC_p-9UDDMXJMw2uFxmHKxGHl8EJi6w1glvQ-L4RCyYy71-A0HTgDULQrT8f2aQrVA0IKo5jYN-QBgifvocSnS8ugfo9Iql_PWPvdm2VvtRZgKV5Q9rHYpblvUjimwmrTPacu2bXgrJq-2HE/s985/DSC_0032.JPG"><img border="0" height="424" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhTXdG8daBDpOXuzTxQssYA0lg74aogBmIVwe67S07covAonC_p-9UDDMXJMw2uFxmHKxGHl8EJi6w1glvQ-L4RCyYy71-A0HTgDULQrT8f2aQrVA0IKo5jYN-QBgifvocSnS8ugfo9Iql_PWPvdm2VvtRZgKV5Q9rHYpblvUjimwmrTPacu2bXgrJq-2HE/w640-h424/DSC_0032.JPG" width="640" /></a></div>
<p>
<p><span><span>&nbsp;1 giugno “Giornata mondiale del latte”</span><span> </span></span></p>
<p>Noi del L&#8217;Italia nel piatto abbiamo pensato di festeggiare questa festa pubblicando ricette a base di questo ottimo ingrediente (ultimamente, purtroppo demonizzato), che è stato considerato l&#8217;alimento completo per eccellenza.</p>
<p>Ho pensato di preparare un dolce molto diffuso nella mia regione, a volte con nome diversi, ma sempre molto apprezzato: &#8221; latte in piedi&#8221; o &#8220;latte alla portoghese&#8221; o &#8220;fiordilatte&#8221;.</p>
<p>Le variazioni nella ricetta sono evidenti, chi utilizza più uova, chi aggiunge la farina, chi cuoce sul fornello chi in forno a bagnomaria, i risultati sono simili, cambiano leggermente il sapore, e la consistenza.</p>
<p>In pratica è un budino, che può essere servito in monoporzione o anche tagliato a fette dopo che si è fatto cuocere in uno stampo unico da plumcake o da ciambella.</p>
<p>E&#8217; un piatto antico, e i diversi nomi hanno una storia che li contraddistinguono.&nbsp;</p>
<p>Latte in piedi viene detto per la sua consistenza, che gli consente di rimanere dritto in forma, e questo è grazie ai suoi ingredienti e al tipo di cottura, lenta e lunga; le uova sbattute versate nelle formine dal fondo già caramellato, aiutano a consolidare la massa del dolce e a intrappolare le caratteristiche “bollicine”. Evitare l&#8217;uso della panna, che invece serve per il crème caramel.</p>
<p>Latte alla portoghese invece pare venga da alcuni mercanti in viaggio in Portogallo nel XVI secolo, dove avevano assaggiato un budino di latte aromatizzato alla vaniglia. Ma c’è anche una tesi&nbsp; che sostiene che&nbsp; durante un pranzo di rappresentanza della famiglia De’ Medici, in occasione della visita di una delegazione dal Portogallo, i loro cuochi servissero questo dolce speciale per primi.</p>
<p>Fiordilatte, questo nome direi che non ha bisogno di spiegazioni, è sicuramente il più intuitivo.</p>
<p>Non dobbiamo poi dimenticare che questa ricetta è presente anche nel libro &#8221; La scienza in cucina e l&#8217;arte del mangiar bene&#8221; di Pellegrino Artusi già nel 1891, dove viene proposta addirittura in tre versioni: alla vaniglia, al caffè e ai semi di coriandolo.</p>
<p>Insomma ci ho provato, nonostante il timore reverenziale per questo famoso dolce, e devo dire con successo al primo tentativo. E&#8217; stato di grande soddisfazione&nbsp; portare in tavola un dessert fresco, morbido e leggermente caramellato. Vi assicuro che è perfetto per le giornate calde.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhAdnyEV_jAd0T7dqxrHkSsAiyn2Rj0ytmVt07OPDvapWK_kozzXl364aLgavnI85jAcDmjXwaEfix8jtRnwfpmEfn8gXtVrY8-HQ6qbCocFZM5vmGu_Jd7dxd5KP9rcJsLI0SLMTO6lADHzQUMIJ8D6J8WfjxOkrTfrb-1rPWjXH6yY-ek4vSAr59DI16g/s985/DSC_0036.JPG"><img border="0" height="424" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhAdnyEV_jAd0T7dqxrHkSsAiyn2Rj0ytmVt07OPDvapWK_kozzXl364aLgavnI85jAcDmjXwaEfix8jtRnwfpmEfn8gXtVrY8-HQ6qbCocFZM5vmGu_Jd7dxd5KP9rcJsLI0SLMTO6lADHzQUMIJ8D6J8WfjxOkrTfrb-1rPWjXH6yY-ek4vSAr59DI16g/w640-h424/DSC_0036.JPG" width="640" /></a></div>
<p>
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjhIT7I8n_3ZRQDaqKh9tcv-JRcPSLUbr2w4udVurOZRD9G5j9DZ_zfdxgWz1vBnL2or-RLfUfjmzmlRCwbjoYuHCpvb71T98SS9ElsW0NlSbwYldzTxazTDnJsl22PBpf1aDMnU2tWFoMZvxjoILRCQbPIDc9Ijkaf2g8kCM6vfsnjv5FNBHUNfzLzOQrE/s985/DSC_0034.JPG"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjhIT7I8n_3ZRQDaqKh9tcv-JRcPSLUbr2w4udVurOZRD9G5j9DZ_zfdxgWz1vBnL2or-RLfUfjmzmlRCwbjoYuHCpvb71T98SS9ElsW0NlSbwYldzTxazTDnJsl22PBpf1aDMnU2tWFoMZvxjoILRCQbPIDc9Ijkaf2g8kCM6vfsnjv5FNBHUNfzLzOQrE/w265-h400/DSC_0034.JPG" width="265" /></a></div>
<p>
</p>
<p>Ingredienti (per 6 porzioni):</p>
<p>400ml latte intero fresco</p>
<p>3 uova intere</p>
<p>100 g di zucchero</p>
<p>1/2 baccello di vaniglia</p>
<p>100 g di zucchero per il caramello</p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p>In una padella sciogliere i&nbsp; 100 g di zucchero e un cucchiaio d’acqua a fuoco bassissimo (ci vuole pazienza!) così da formare un caramello dal colore ambrato. Versare negli stampini monoporzione, coprendo il fondo.</p>
<p>In una ciotola, sbattere le uova con lo zucchero, senza montarle.</p>
<p>Scaldare il latte con il baccello di vaniglia inciso o la scorza di limone. Portare a circa 80°C non a ebollizione, poi filtralo.</p>
<p>Versare il latte caldo a filo sul composto di uova, mescolando.</p>
<p>Trasferire il tutto negli stampini e cuocere a bagnomaria in forno a 160°C per circa 50 minuti.</p>
<p></p>
<table cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHpsMAOKN1RyErH4v_fNFjoKqnxQA4OHUiPZA6X4BB1KHetPqvGNz34pYjchyphenhyphenlac841weGIP-BRhyNgNtH56sibRbMUESvcS4yCwIhLhWiKcBwgQjsVkd5f37SCP8k14BNYyDSQQhQUuSYFTyo6jbPwBUT9ltKjYK-a4luFCWOEZG7prYQZwDu5NZjTlTO/s535/20260523_220200.jpg"><img border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHpsMAOKN1RyErH4v_fNFjoKqnxQA4OHUiPZA6X4BB1KHetPqvGNz34pYjchyphenhyphenlac841weGIP-BRhyNgNtH56sibRbMUESvcS4yCwIhLhWiKcBwgQjsVkd5f37SCP8k14BNYyDSQQhQUuSYFTyo6jbPwBUT9ltKjYK-a4luFCWOEZG7prYQZwDu5NZjTlTO/w538-h640/20260523_220200.jpg" width="538" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>A bagnomaria prima della cottura</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
</p>
<p>Una volta freddo, conservare in frigorifero per almeno 4 ore prima di servire.</p>
<p>Prima di servire far passare un coltello sulla superficie laterale degli stampini e rigirarli sul piattino, magicamente il caramello rimarrà sul &#8220;budino&#8221; e una parte colerà sul piattino.</p>
<p></p>
<p>Ecco le altre ricette con latte e derivati:</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiuigwaeVbnPAp3jdXPMVqi_UmotI8wjOH7S1GvVd2prdoIwdN9Cl50byRKzuSqtqMK7nP4blsvvGuiTIeWi8A5NBbieYJBcSPiRPkkoPHpLwMY5XjbO0Otf9D5KBqe01iWkw8zKPSye-s6XOqFgSbEWT4_an3NO0inliFe60f0f30JIX3u9xWFghY4JWVv/s200/logo%20italia.jpg"><img border="0" height="194" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiuigwaeVbnPAp3jdXPMVqi_UmotI8wjOH7S1GvVd2prdoIwdN9Cl50byRKzuSqtqMK7nP4blsvvGuiTIeWi8A5NBbieYJBcSPiRPkkoPHpLwMY5XjbO0Otf9D5KBqe01iWkw8zKPSye-s6XOqFgSbEWT4_an3NO0inliFe60f0f30JIX3u9xWFghY4JWVv/s1600/logo%20italia.jpg" width="200" /></a></div>
<p>
</p>
<p>Lombardia <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.pensieriepasticci.it/2026/06/il-taleggio-dop-formaggio-tipico-lombardo.html" target="_blank">Il taleggio: storia, produzione, tradizione e ricette&nbsp;</a></p>
<p>Trentino-Alto Adige <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://profumiecolori.blogspot.com/2026/06/gelato-ai-frutti-di-bosco-senza.html" target="_blank">Gelato ai frutti di bosco (senza gelatiera)&nbsp;</a></p>
<p>Friuli-Venezia Giulia&nbsp; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lagallinavintage.it/2026/06/toc-in-braide-per-litalia-nel-piatto.html" target="_blank">&nbsp;Toç in Braide</a></p>
<p>Veneto <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.ilfiordicappero.com/2026/06/maiale-al-latte.html" target="_blank">Porseo al late, ovvero lonza di maiale al latte</a>&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Emilia-Romagna <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2026/06/il-latte-in-piedi-o-latte-alla.html" target="_blank">Latte in piedi o latte alla portoghese&nbsp;</a></p>
<p>Liguria:<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://arbanelladibasilico.blogspot.com/2026/06/focaccia-al-formaggio-per-litalia-nel.html" target="_blank"> Focaccia al formaggio</a>&nbsp;</p>
<p>Toscana <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://acquacottaf.blogspot.com/2026/06/semifreddo-di-ricotta-briaca.html" target="_blank">Semifreddo di ricotta ’briaca&nbsp;</a></p>
<p>Marche<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.forchettaepennello.com/2026/06/crema-fritta-cremini-marchigiana.html" target="_blank"> Crema fritta (cremini) marchigiana</a>&nbsp;</p>
<p>Umbria <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.dueamicheincucina.it/2026/06/plumcake-salato-al-formaggio-e-yogurt-di-pecora.html" target="_blank">Plumcake salato al formaggio e yogurt di pecora</a></p>
<p>Lazio <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.merincucina.it/2026/06/crostini-con-fiordilatte-e-alici.html" target="_blank">Crostini con fiordilatte e alici</a></p>
<p>Molise <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://tartetatina.it/2026/05/27/stracciata-molis…iale-e-verdurine/" target="_blank">Stracciata molisana con ciliegie guanciale e verdurine&nbsp;</a></p>
<p>Campania <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fusillialtegamino.com/2026/06/frullato-di-mela-annurca-campana-e.html" target="_blank">Frullato di mela annurca campana e latte fresco alta qualità&nbsp;</a></p>
<p>Puglia <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2026/06/muddrica-il-dolce-di-ricotta-e-latte-di.html" target="_blank">Muddrica, il dolce di ricotta e latte di Lucugnano&nbsp;&nbsp;</a></p>
<p>Basilicata <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.quellalucinanellacucina.it/tagliolini-al-latte-lucani-ricetta-tipica-della-basilicata/" target="_blank">Tagliolini al latte</a></p>
<p>Calabria <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://dolcementeinventando.com/polpette-di-ricotta-alla-calabrese/" target="_blank">Polpette di ricotta alla calabrese&nbsp;</a></p>
<p>Sicilia<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.profumodisicilia.net/2026/06/02/flan-di-ricotta-con-pomodorini-confit-in-instant-pot/" target="_blank"> Flan di Ricotta con Pomodorini Confit&nbsp;</a></p>
<p>Sardegna <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2026/06/sa-timballa-e-latte.html" target="_blank">SaTimballa ‘e latte&nbsp;</a></p>
<p></p>
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		<title>I &#8216;Messaggeri della  Dieta Mediterranea&#8217;: nuova intesa tra ristoratori e Osservatorio Nazionale Dieta Mediterranea</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 15:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milady</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Universit Partenope]]></category>
		<category><![CDATA[Vito Amendolara]]></category>

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		<description><![CDATA[La locandina dei Messaggeri della Dieta Mediterranea con i nomi dei ristoranti aderenti. Il progetto è voluto e lanciato dall’Osservatorio Nazionale Dieta Mediterranea, presieduto dal presidende dott. Vito Amendolara e composto da Fnob, Ciheam, Uni e Università Partenope. I Messaggeri della Dieta Mediterranea, la locandina Il nuovo programma&#160; tra ristoratori e Osservatorio Nazionale Dieta Mediterranea,&#160;in&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/i-messaggeri-della-dieta-mediterranea-nuova-intesa-tra-ristoratori-e-osservatorio-nazionale-dieta-mediterranea/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><br /></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<table cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiEYfQFIHV2N4m-F5XPL3ZRSLzmaJ3f_nuX_dBy3GHkS7-cyNaQQTfZ3Mn2bi3P4GkyzIPVhEg6FMhIJoZuzoa88wmYFt8Ud-UDF8y7sLNyqEq2f8bddi5XREdO_vN487D50Mva3y6g9ax4qHzvnuNPuBHMMuLew7v3_Z5iStkzmJRNamh-89cewSDsYs0/s1600/WhatsApp%20Image%202026-05-27%20at%2018.04.23.jpeg"><img alt="Locandina dei ristoranti Messaggeri della dieta mediterranea" border="0" height="270" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiEYfQFIHV2N4m-F5XPL3ZRSLzmaJ3f_nuX_dBy3GHkS7-cyNaQQTfZ3Mn2bi3P4GkyzIPVhEg6FMhIJoZuzoa88wmYFt8Ud-UDF8y7sLNyqEq2f8bddi5XREdO_vN487D50Mva3y6g9ax4qHzvnuNPuBHMMuLew7v3_Z5iStkzmJRNamh-89cewSDsYs0/w400-h270/WhatsApp%20Image%202026-05-27%20at%2018.04.23.jpeg" width="400" /></a></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span>La locandina dei Messaggeri della Dieta Mediterranea con i nomi dei ristoranti aderenti.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3><span><br /></span></h3>
<h3><span>Il progetto è voluto e lanciato dall’Osservatorio Nazionale Dieta Mediterranea, presieduto dal presidende dott. Vito Amendolara e composto da Fnob, Ciheam, Uni e Università Partenope.</span></h3>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgXfF8DfED2yocqXmbZ5F6YLlbaxNgvI_Rw6MvOjyfAW3qEijmHn13a79qk9JtCJKS3oXwLt7JQ_-RjBbui5qsvuLH5e6MEr2xYA83RGyU150vq3l-SYftm_7bQ2ONwZ3CvJVDoVG83SyOaTZX3Un3f0otEONPZezh4xXwfsAMPyJcG8aRQ1KAQ0wwhR4w/s1600/WhatsApp%20Image%202026-05-25%20at%2011.59.29%20(1).jpeg"><img alt="locandina dei Messaggeri della Dieta Mediterranea" border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgXfF8DfED2yocqXmbZ5F6YLlbaxNgvI_Rw6MvOjyfAW3qEijmHn13a79qk9JtCJKS3oXwLt7JQ_-RjBbui5qsvuLH5e6MEr2xYA83RGyU150vq3l-SYftm_7bQ2ONwZ3CvJVDoVG83SyOaTZX3Un3f0otEONPZezh4xXwfsAMPyJcG8aRQ1KAQ0wwhR4w/w291-h400/WhatsApp%20Image%202026-05-25%20at%2011.59.29%20(1).jpeg" width="291" /></a></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span>I Messaggeri della Dieta Mediterranea, la locandina</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3><span>Il nuovo programma&nbsp; tra ristoratori e<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.osservatoriodietamediterranea.com"> Osservatorio Nazionale Dieta Mediterranea</a>,&nbsp;in risposta alla richiesta di una&nbsp; ristorazione di qualità&nbsp; e prevenzione primaria ma che sia anche&nbsp; attrattore culturale, turistico e territoriale è stato presentato nella sala &#8220;<i>Terra di Lavoro</i>&#8221; della </span><span>Reggia di Caserta <span>il 27 maggio u.s,&nbsp; in un convegno di lancio ufficiale di questo nuovo progetto dell&#8217;Osservatorio relativo&nbsp; ai ristoranti&nbsp; &#8220;<b>Messaggeri della Dieta Mediterranea&#8221;.</b></span></span></h3>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhP1EEhroYkS_9mrqPlhvPNiracBIUuvmbNBwow4Hv31mFC9MYu9gPAzhtWNqXn8txd2Q5RWDlj-iUsXoeatufgpQfUOBU4rD4DG5qFapeyNUNQ3Gi7VuiIzZ5B5IYVcbB9CeKi6tq88jlGCffMDhhXBh87xG9ugtbky1McKBMCXCwg62SY9wLfwEmPGEQ/s1543/DSC_9752.JPG"><img border="0" height="213" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhP1EEhroYkS_9mrqPlhvPNiracBIUuvmbNBwow4Hv31mFC9MYu9gPAzhtWNqXn8txd2Q5RWDlj-iUsXoeatufgpQfUOBU4rD4DG5qFapeyNUNQ3Gi7VuiIzZ5B5IYVcbB9CeKi6tq88jlGCffMDhhXBh87xG9ugtbky1McKBMCXCwg62SY9wLfwEmPGEQ/s320/DSC_9752.JPG" width="320" /></a></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span>I Messaggeri della Dieta Mediterranea, convegno di lancio</span><span>&nbsp;</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div><span>&nbsp;</span></div>
<div><span>è </span><span>&nbsp;da sottilineare&nbsp; che il concetto di <i>Dieta Mediterranea</i>&nbsp; non debba essere associato all&#8217;idea di <i>&#8216;privazione</i>&#8216; a cui si collega normalmente la parola <i>dieta </i>(che per sua etimologia deriva&nbsp; dal&nbsp;<i>&nbsp;</i>greco&nbsp;<i>diaita</i>&nbsp;ossia<i>&nbsp; abitudine, modo di vivere<b>)</b></i>&nbsp;ma&nbsp; ad&nbsp; un modello di vita anche conviviale e sociale, che induca salute e benessere psico-fisico&nbsp;<i>sine die,</i> da praticare non solo al ristorante ma soprattutto a casa e in famiglia,&nbsp; e che andrebbe adottato ai fini di tutela di salute&nbsp; e abitudini alimentari anche&nbsp; per le mense scolastiche, cosi da&nbsp; prevenire fattori di rischio altresì per le future generazioni.</span><span></p>
<p></span></div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh4cTgUrQo9b_sQ95b_dAoMpHrcJtOxQNdJrHKJ6itSkgv7O4kTajFHbfX1Vqs7JNiSUEcwu3oT76AwdJnDyLZH0TAsdE8jEgrqN9CpX4mdab4MaxYl6Oq-E5kkAKjqW1VJZQasBOQj6os7lhyphenhyphenTPabpiPvacpwq8m7lv-4YZqi3Gvwn4Z2bsTJ48WZ-O0U/s5675/DSC_9775.JPG"><img alt="Vito Amendolara presenta i Messaggeri della Dieta Mediterranea" border="0" height="264" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh4cTgUrQo9b_sQ95b_dAoMpHrcJtOxQNdJrHKJ6itSkgv7O4kTajFHbfX1Vqs7JNiSUEcwu3oT76AwdJnDyLZH0TAsdE8jEgrqN9CpX4mdab4MaxYl6Oq-E5kkAKjqW1VJZQasBOQj6os7lhyphenhyphenTPabpiPvacpwq8m7lv-4YZqi3Gvwn4Z2bsTJ48WZ-O0U/w400-h264/DSC_9775.JPG" width="400" /></a></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span>Il presidente dottor Vito Amendolara durante il convegno</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span>&#8220;</span><span>Il ristoratore – spiega il <b>dott. Amendolara</b> – esprime la volontà di adottare i<br />
menù elaborati e sviluppati dallo stesso Osservatorio – d’intesa con il <b>C.R.E.A</b> e il Dipartimento di Scienze e chimica degli alimenti dell’<b>Università Vanvitelli</b> <b>della Campania</b> – oltre che delle competenze dei suoi soci fondatori&#8221;<br /><b><br />I menù saranno mensili e terranno conto di stagionalità, territorialità e cultura locale e specifiche tecniche di cottura al fine di evitare sprechi e di valorizzare storia, gusto e salubrità degli alimenti.</b></span></p>
<p><span>I primi ristoranti &#8220;<b>Messaggeri</b>&#8221; che hanno aderito&nbsp; sono per ora 22 tra Campania (che, con la sua diversità agricola, climatica e territoriale, lo ricordiamo,<br />
 è individuata come regione &#8220;madre&#8221; della Dieta Mediterranea ) Puglia e<br />
Basilicata, ma le richieste di adesione sono in crescita.</span></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1DQHDOQKIgbWcKZHcO9A5Y5bUifQURlDg8lrYtyk5fpiky18g0PpkiKfw9CzMZKE3Mo_DAMg4PvZYyG3jDs3OCERmCdnQdcHCDsMEIfFX62rli9wBfWIw6ch2vW8Ed1r-bOB7oYFeBBZ66q_8ieaPAJ2QdtYP4SfWBuJxYl_5sFCU2s6IwWF1zXmgDjU/s5386/DSC_9778.JPG"><img border="0" height="293" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1DQHDOQKIgbWcKZHcO9A5Y5bUifQURlDg8lrYtyk5fpiky18g0PpkiKfw9CzMZKE3Mo_DAMg4PvZYyG3jDs3OCERmCdnQdcHCDsMEIfFX62rli9wBfWIw6ch2vW8Ed1r-bOB7oYFeBBZ66q_8ieaPAJ2QdtYP4SfWBuJxYl_5sFCU2s6IwWF1zXmgDjU/w400-h293/DSC_9778.JPG" width="400" /></a></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span>Targhe e menù dei ristoranti Messaggeri della Dieta Mediterranea</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span>Al termine del convegno&nbsp; sono state consegnate le targhe e i menù a tutti i ristoranti Messaggeri.</span></p>
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		<title>Cannoncini alla Nutella</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2026 06:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antro Alchimista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[cannoncini]]></category>
		<category><![CDATA[chiss]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[confezione]]></category>
		<category><![CDATA[creme]]></category>
		<category><![CDATA[No Assolutamente]]></category>
		<category><![CDATA[Nutella]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[…Repost… E già il titolo la racconta lunga. Nati per caso ieri notte quando da un cassetto, cercando uno specifico pennello al silicone – che ovviamente non ho trovato – salta fuori una confezione mai aperta di 6 cannelli presi chissà dove e chissà quando. E da quella scoperta mi ronza in testa l’idea di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cannoncini-alla-nutella/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNMHIwvBAdOc6MuVQtpT6O19q1LmCH801hsIYMe_9QwePSQRU-fXbFAJYmYxzfjX2fIK_HyBE6f-Uuoo2JXM_uVhRoxHZCc9XqW7FG6eZqBw6SEmDMrPiPytReSCqXQmmJfa3szxlrm6ZX/s1600/Cannoncini+3.JPG"><img alt="Cannoncini alla Nutella" border="0" src="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNMHIwvBAdOc6MuVQtpT6O19q1LmCH801hsIYMe_9QwePSQRU-fXbFAJYmYxzfjX2fIK_HyBE6f-Uuoo2JXM_uVhRoxHZCc9XqW7FG6eZqBw6SEmDMrPiPytReSCqXQmmJfa3szxlrm6ZX/s1600/Cannoncini+3.JPG" /></a></div>
<p><b><i><br /></i></b></div>
<div align="justify"><b><i>…Repost…</i></b></div>
<p>E già il titolo la racconta lunga. Nati per caso ieri notte quando da un cassetto, cercando uno specifico pennello al silicone – che ovviamente non ho trovato – salta fuori una confezione mai aperta di 6 cannelli presi chissà dove e chissà quando. E da quella scoperta mi ronza in testa l’idea di provare a fare i cannoncini. Quanto sarebbe bello almeno una volta nella vita sfornare quei sifulotti cicciosi, che poi si possono riempire di qualche deliziosa crema proprio come quelli che vendono nelle pasticcerie. E così  verso mezzanotte si parte con questa nuova avventura. Sulla farcia, non c’è storia che tenga, la famiglia ha votato a gran voce per la vile Nutella malgrado le mie proposte di creme più particolari. Buoni??? No! Assolutamente di più!!! Paradisiaci con quell’aspetto a tutto tondo così rassicurante e poi goloso e poi solare e non ultimo grondante di voluttuoso cioccolato.
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.antroalchimista.com/2011/05/cannoncini-alla-nutella.html#more">Continua a leggere&#8230;</a></p>
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		<title>Viaggio in California nei luoghi di Marilyn Monroe</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2026 22:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Radaelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[Catalina Island]]></category>
		<category><![CDATA[IMAX]]></category>
		<category><![CDATA[Los Angeles]]></category>
		<category><![CDATA[MARILYN]]></category>
		<category><![CDATA[Palm Springs]]></category>
		<category><![CDATA[San Francisco]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2 giugno Marilyn Monroe avrebbe compiuto 100 anni, era nata infatti nel 1926 in California. L&#8217;attrice morta prematuramente nel 1962, ha lasciato un ricordo indelebile, diventando un&#8217;icona mondiale. La sua frase: “We are all of us stars, and we deserve to twinkle” (Siamo tutti stelle e meritiamo di brillare) la rappresenta alla perfezione. A&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/viaggio-in-california-nei-luoghi-di-marilyn-monroe/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2 giugno Marilyn Monroe avrebbe compiuto 100 anni, era nata infatti nel 1926 in California. L&#8217;attrice morta prematuramente nel 1962, ha lasciato un ricordo indelebile, diventando un&#8217;icona mondiale. La sua frase: <em>“We are all of us stars, and we deserve to twinkle”</em> (Siamo tutti stelle e meritiamo di brillare) la rappresenta alla perfezione. A un secolo dalla nascita dell&#8217;attrice, il suo mito diventa l&#8217;occasione per un viaggio nel <em>Golden State</em>, ripercorrendo i luoghi più siginificativi della sua vita e della sua carriera. Scopriamoli insieme.</p>
<div><img class="wp-image-25157 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2026/05/Photo-Credit-@DavidCollier.jpg&amp;nocache=1" alt="Photo Credit @DavidCollier Visit California" width="640" height="479" />
<p>Photo Credit @DavidCollier Visit California</p>
</div>
<p><strong>Catalina Island: gli anni prima della leggenda</strong></p>
<p>Il viaggio inizia a <strong>Catalina Island</strong>, perla dell’arcipelago delle <strong>Southern Channel Islands</strong>, a sud‑ovest di Los Angeles. Oggi è famosa per l’atmosfera lenta, le <strong>casette pastello</strong> e i panorami che alternano baie turchesi e colline selvatiche; ma tra le sue pieghe custodisce anche un capitolo poco noto della vita di Marilyn Monroe, quando era ancora Norma Jeane. Nel 1942 visse qui per circa un anno insieme al suo primo marito, un giovane militare di stanza nella zona. Di quel periodo restano alcuni luoghi simbolici: il <strong>Marlin Club</strong>, sopra il quale la coppia aveva casa, e il <strong>Lloyd’s of Avalon</strong>, la storica bottega di dolciumi dove la futura <em>star</em> si fermava spesso. Imperdibile anche il <strong>Catalina Island Museum for Art &amp; History</strong>, che conserva una piccola ma preziosa testimonianza fotografica di quegli anni, offrendo uno sguardo intimo sulla Marilyn prima di Marilyn.</p>
<div><img class="wp-image-25158 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2026/05/Photo-Credit-@unsplash.jpg&amp;nocache=1" alt="Photo Credit @unsplash" width="640" height="426" />
<p>Photo Credit @unsplash</p>
</div>
<p><strong>Los Angeles: l’ascesa che ha cambiato la storia del cinema</strong></p>
<p><strong>Los Angeles</strong> è il cuore della storia di Marilyn Monroe: qui nacque Norma Jeane e qui si costruì il mito che ancora oggi affascina il mondo. Tra i luoghi più iconici legati alla sua vita spicca l’<strong>Hollywood Roosevelt Hotel</strong>, simbolo della vecchia Hollywood, dove la giovane Marilyn visse i suoi primi anni da modella e realizzò uno dei servizi fotografici che contribuirono a definire la sua immagine. Come molte star dell’epoca frequentava il <strong>Musso &amp; Frank Grill</strong>, ristorante storico amato da attori e registi, e il <strong>Formosa Café</strong>, celebre per le sue pareti ricoperte di fotografie autografate, tra cui quella dell’attrice. Per chi vuole seguire un itinerario dedicato a Marilyn Monroe a Los Angeles, tappe imprescindibili sono la <strong>Hollywood Walk of Fame</strong>, dove brilla la stella a lei dedicata, e il <strong>TCL Chinese Theatre IMAX</strong>, davanti al quale lasciò le sue impronte insieme a Jane Russell. Per approfondire la sua storia, l’Hollywood Museum conserva le <strong>sale trucco di Max Factor</strong>, dove Marilyn adottò il celebre biondo platino, oltre a una collezione di oggetti personali e di scena, incluso l’abito da un milione di dollari indossato durante la luna di miele con Joe DiMaggio. L’<strong>Academy Museum of Motion Pictures</strong> ospiterà invece la grande mostra Marilyn Monroe: <strong>Hollywood Icon</strong>, in programma <strong>dal 31 maggio 2026 al 28 febbraio 2027</strong>, con costumi, fotografie, lettere e oggetti personali, tra cui il celebre abito rosa di Gli uomini preferiscono le bionde, offrendo un ritratto completo della donna dietro la leggenda.</p>
<div><img class="wp-image-25155 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2026/05/Photo-Credit-@NinaRiggio.jpg&amp;nocache=1" alt="Photo Credit @NinaRiggio" width="640" height="426" />
<p>Photo Credit @NinaRiggio</p>
</div>
<p><strong>Palm Springs e San Francisco: luoghi che raccontano un mito </strong></p>
<p>Negli anni Cinquanta anche <strong>Palm Springs</strong> entrò nella geografia affettiva di Marilyn Monroe. All’epoca la cittadina era uno dei rifugi prediletti dalle <em>star</em>: luce limpida per gran parte dell’anno, palme che disegnano i boulevard e quell’inconfondibile estetica <em>mid‑century</em> che ancora oggi le regala un’aura da <em>set</em> cinematografico. Uno dei luoghi più iconici è la statua <em>Forever Marilyn</em>: otto metri d’altezza che immortalano la celebre scena di Quando la moglie è in vacanza, con l’abito bianco sollevato dal vento della metropolitana. Il 30 maggio 2026 diventerà il cuore di un grande raduno di sosia dell’attrice, organizzato per tentare il <em>record</em> del più numeroso incontro di <em>lookalike</em>. La giornata avrà un tono festoso, tra musica dal vivo, spettacoli e proposte gastronomiche. Nel fine settimana dal 29 maggio al 1° giugno 2026, il <strong>Plaza Theatre</strong> ospiterà invece <strong>MARILYN 100: A Centennial Film Celebration</strong>, una rassegna dedicata a quattro dei suoi <em>film</em> più amati. Dal deserto della California il percorso prosegue verso nord, a San Francisco, dove nel 1954 Marilyn Monroe e Joe DiMaggio celebrarono uno dei matrimoni più chiacchierati dell’epoca. Le fotografie ufficiali furono scattate davanti alla <strong>Saints Peter and Paul Church</strong>, mentre la cerimonia civile si svolse al San Francisco City Hall. Il viaggio si chiude idealmente a Los Angeles, al <strong>Pierce Brothers Westwood Village Memorial Park</strong>, dove l’attrice riposa in una cripta di marmo rosa lungo il <strong>Corridor of Memories</strong>. Sono molti i luoghi che conservano il passaggio di Marilyn Monroe: visitarli significa ritrovare l’atmosfera della <strong><em>Golden Age</em> di Hollywood</strong>, un’epoca che lei ha contribuito a rendere luminosa come poche altre stelle.</p>
<p><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.visitcalifornia.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener">VisitCalifornia</a></strong></p>
<p>Photo Credit  Cover @NinaRiggio Visit California</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fviaggio-in-california-nei-luoghi-di-marilyn-monroe.html&amp;linkname=Viaggio%20in%20California%20nei%20luoghi%20di%20Marilyn%20Monroe" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fviaggio-in-california-nei-luoghi-di-marilyn-monroe.html&amp;linkname=Viaggio%20in%20California%20nei%20luoghi%20di%20Marilyn%20Monroe" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fviaggio-in-california-nei-luoghi-di-marilyn-monroe.html&amp;title=Viaggio%20in%20California%20nei%20luoghi%20di%20Marilyn%20Monroe"></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/viaggio-in-california-nei-luoghi-di-marilyn-monroe.html">Viaggio in California nei luoghi di Marilyn Monroe</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it">Isabella Radaelli</a>.</p>
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		<title>Zabaglione alla birra</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[ciotola]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi la rubrica L&#8217;Italia nel piatto si approccia al comparto brassicolo italiano, abbiamo deciso di festeggiare con boccali di birra, cosa ne dite? Negli ultimi anni, anche in Italia si è assistito alla nascita di migliaia di microbirrifici, realtà che puntano sulla qualità, utilizzando materie prime selezionate e spesso a chilometro zero, con l’obiettivo di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/zabaglione-alla-birra/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjkvnQW-WG7PsEburKeMsDEN6ViwMcU9bgbO2JDTyK80a1t6lQ8gwBlPDnaEorBnoNuV88qCJIf7rDXo73n2-aYJvr2sevYpexrXI0J9kCJPme1GA_YSDkitlm2456ypdq991A-TexAzXIANbTqeQ-lMW-hKgm_ZppptxjzEr3o0GCkHCYZAXW7hSkx4p08/s985/DSC_0015.JPG"><img border="0" height="424" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjkvnQW-WG7PsEburKeMsDEN6ViwMcU9bgbO2JDTyK80a1t6lQ8gwBlPDnaEorBnoNuV88qCJIf7rDXo73n2-aYJvr2sevYpexrXI0J9kCJPme1GA_YSDkitlm2456ypdq991A-TexAzXIANbTqeQ-lMW-hKgm_ZppptxjzEr3o0GCkHCYZAXW7hSkx4p08/w640-h424/DSC_0015.JPG" width="640" /></a></div>
<p>
<p>Oggi la rubrica<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/LItaliaNelPiatto" target="_blank"> L&#8217;Italia nel piatto</a> si approccia al comparto brassicolo italiano, abbiamo deciso di festeggiare con boccali di birra, cosa ne dite?</p>
<p>Negli ultimi anni, anche in Italia si è assistito alla nascita di migliaia di microbirrifici, realtà che puntano sulla qualità, utilizzando materie prime selezionate e spesso a chilometro zero, con l’obiettivo di valorizzare e migliorare l’intera filiera produttiva.</p>
<p>Anche in Emilia-Romagna questo fenomeno è cresciuto in modo significativo, portando con sé una maggiore consapevolezza sul mondo della birra. Sono infatti aumentati eventi, corsi di degustazione e iniziative dedicate agli abbinamenti, contribuendo a diffondere una cultura più approfondita del prodotto.</p>
<p>Per l&#8217;occasione ho pensato di preparare uno zabaglione alla birra, la ricetta è presa dal blog di una cara amica, che di birra se ne intende, Eleonora e la ricetta vien da qui: Zabaione alla birra rossa dal<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://tatanora.blogspot.com/2014/07/volare-da-soli-e-lo-zabaione-alla-birra.html#more" target="_blank">&nbsp;blog tata nora</a>.</p>
<p>Lo zabaione, di per sè,&nbsp; è una preparazione che vanta parecchi secoli di storia sul quale vi sono fonti discordanti riguardo alle sue origini ed al suo nome.&nbsp;</p>
<p>Una di queste tradizioni racconta che sia stato &#8220;inventato&#8221; nel 1500 vicino a Reggio Emilia per una casualità.&nbsp;</p>
<p>Si narra che il capitano di ventura Emiliano Giovanni Baglioni arrivò alle porte della città e si accampò, essendo a corto di viveri mandò, com&#8217;era uso a quel tempo, alcuni soldati a razziare i campi dei contadini della zona. Il raccolto, però, fruttò ben poco e il Capitano Baglioni si ritrovò con uova, zucchero, qualche fiasco di vino e delle erbe aromatiche. In mancanza d&#8217;altro fece mescolare il tutto e lo diede ai soldati al posto della solita zuppa e questi ne furono entusiasti. L&#8217;uso popolare chiamava Giovanni Baglione &#8216;Zvàn Bajòun&#8217; e la crema ne prese il nome diventando prima &#8216;Zambajoun&#8217;, poi Zabajone e infine Zabaglione.&nbsp;</p>
<p>Fonte: R-ER Emilia-Romagna con citate le seguenti referenze bibliografiche:</p>
<p>Libro contenente la maniera di cucinare e vari segreti e rimedi per malattie e altro. libro di casa di una famiglia reggiana del Settecento, a cura di G. bizzarri, E. Bronzoni, Ancona, Il lavoro editoriale, 1986, pag. 102;</p>
<p>Giorgio Maioli, I racconti della tavola a Reggio, Mario e M. Pia Aniballi &#8211; Edizioni GES- Bologna 1980, pag. 39-40.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgxcxgOY4ZcdIT5LCRoBgSvind47kzRYAE7tfhRCjALgnu3VUDOINyjDpnTdDxenfoRvMfhTk2yl_JdW_FnA_OSp8WxRTtkq0WsJSbr1Q92tWckfIbqUx54_rhmpUGMLKW0xamETpC0q5NxzW-yiXlLPC9aErsLdRt7x1XvuX1-BU8VWiGPmYj4BFTU6Cd0/s834/DSC_0021.JPG"><img border="0" height="500" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgxcxgOY4ZcdIT5LCRoBgSvind47kzRYAE7tfhRCjALgnu3VUDOINyjDpnTdDxenfoRvMfhTk2yl_JdW_FnA_OSp8WxRTtkq0WsJSbr1Q92tWckfIbqUx54_rhmpUGMLKW0xamETpC0q5NxzW-yiXlLPC9aErsLdRt7x1XvuX1-BU8VWiGPmYj4BFTU6Cd0/w640-h500/DSC_0021.JPG" width="640" /></a></div>
<div></div>
<p>Se vogliamo invece parlare della birra utilizzata, possiamo considerarla della tipologia delle Pilsner, storico stile creato per la prima volta nel 1842 nella città di Plzen (Repubblica Ceca), contraddistinto da aspetto limpido, decisa bevibilità e grande equilibrio. Nel profilo aromatico si ritrovano note di crosta di pane, fiori e miele e più in lontananza pennellate riconducibili a erba tagliata e spezie.&nbsp;Viene prodotta da da un birrificio piacentino, attivo dal 2012,&nbsp; il termine microbirrificio ben si adatta a questa realtà che opera piccole produzioni di grandi birre.&nbsp;
<p>Ma ecco la ricetta:</p>
<table cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjDe8-svU7xlAle5VsZRGCourwTZsKSktneZLMzC_fV9Hmj3K5dvTl8IoubjVBXDHeBsjyPJN4-Et7dewlZp2ZLpDPUAO1tmeTQkORBSpWY4xtREjOnHxza_ZTwtXMW90tqzuj256j9ZhKx6_DWHlfq5wCfPRvKdo3dZFDTzCDm_D4MXYmKG_JTDDR0wPvo/s837/DSC_0006.JPG"><img border="0" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjDe8-svU7xlAle5VsZRGCourwTZsKSktneZLMzC_fV9Hmj3K5dvTl8IoubjVBXDHeBsjyPJN4-Et7dewlZp2ZLpDPUAO1tmeTQkORBSpWY4xtREjOnHxza_ZTwtXMW90tqzuj256j9ZhKx6_DWHlfq5wCfPRvKdo3dZFDTzCDm_D4MXYmKG_JTDDR0wPvo/w299-h400/DSC_0006.JPG" width="299" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Zabaglione con la birra artigianale utilizzata</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
</p>
<p>Ingredienti</p>
<p>2 tuorli d&#8217; uova freschissimi</p>
<p>2 cucchiai di zucchero semolato&nbsp;</p>
<p>40ml di birra</p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p>In una ciotola di metallo (o meglio, in una bastardella) inserire i due tuorli e montarli con una frusta elettrica assieme allo zucchero sino ad ottenere una crema bianca e spumosa.</p>
<p>Aggiungere lentamente, continuando a montare, la birra.</p>
<p>Immergere la ciotola di metallo (o la bastardella) in una pentola leggermente più grande con l&#8217;acqua quasi a bollore (attenzione NON DEVE MAI BOLLIRE).</p>
<p>Continuare a montare&nbsp; con le fruste elettriche per 10/15 minuti</p>
<p>Quando la crema inizierà ad addensarsi ed a velare il cucchiaio, versarla in coppette.</p>
<p>Servire con biscotti, io consiglio le lingue di gatto.</p>
<p></p>
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiCMcCsL-DlL0P-uHoXdtr8wTQ6zdoRPfWeVbsJuIOkHVKXfAuhQGzqSp8yYGisRHPd30w47T9mvM7tHTvmHCbtSBsAS0B0SZkrFP6Ky0Fu-iUS-RJv0AsZvOHhXkkd_ls7UgGAo-1-ABawhQI2tQKyy3WlbxS4fvuXLnw0Y9Ifj2BwfhpAFx-ondIWAG7M/s880/DSC_0020.JPG"><img border="0" height="296" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiCMcCsL-DlL0P-uHoXdtr8wTQ6zdoRPfWeVbsJuIOkHVKXfAuhQGzqSp8yYGisRHPd30w47T9mvM7tHTvmHCbtSBsAS0B0SZkrFP6Ky0Fu-iUS-RJv0AsZvOHhXkkd_ls7UgGAo-1-ABawhQI2tQKyy3WlbxS4fvuXLnw0Y9Ifj2BwfhpAFx-ondIWAG7M/w400-h296/DSC_0020.JPG" width="400" /></a></div>
<p>Ricetta Lingue di gatto&nbsp;
</p>
<p>Ingredienti (circa 12-15)</p>
<p>60g di burro morbido</p>
<p>60g di farina</p>
<p>60g di zucchero a velo</p>
<p>60g di albume</p>
<p>semini di vaniglia (a piacere)</p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhQQPaVTanyqMWUUdZXigGXxDzDxOBLmuWRq7v76T4goj-sQGJ7lPsEshEaFDDO27cl-FHng-2QVSErdT3LIJVuypLxKKnRclTzDEpFLZr803TNaSY3p5fDUQffy0te_nuWGT0Rb_ZmH9dOvUsRxOEwdVSiJ_yAiLU3Cu_DFew-LDyOvgwRQ5OF8QdFxxkS/s553/20260423_072626.jpg"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhQQPaVTanyqMWUUdZXigGXxDzDxOBLmuWRq7v76T4goj-sQGJ7lPsEshEaFDDO27cl-FHng-2QVSErdT3LIJVuypLxKKnRclTzDEpFLZr803TNaSY3p5fDUQffy0te_nuWGT0Rb_ZmH9dOvUsRxOEwdVSiJ_yAiLU3Cu_DFew-LDyOvgwRQ5OF8QdFxxkS/s320/20260423_072626.jpg" width="260" /></a></div>
<p>Montare con le fruste a mano il burro e lo zucchero, unire poi la farina ed infine l&#8217;albume. Montare a mano cercando di evitare assolutamente dei grumi, mando il composto risulta omogeneo e liscio (non deve essere montato troppo, più che altro amalgamato), unire i semi di vaniglia, mescolare per l&#8217;ultima volta.
</p>
<p>Mettere in una tasca da pasticcere con bocchetta tonda e liscia (diam 1cm), e formare dei bastoncini sulla carta forno (meglio del tappetino microforato, infatti l&#8217;impasto si deposita nei microfori e poi si fatica a toglierli rischiando di romperli), ben distanziati tra loro perchè tendono ad allargarsi.</p>
<p>Cuocere in forno già caldo a 160°C ventilato (Circotherm, per forni Neff) per 12 minuti.&nbsp;</p>
<p>Far raffreddare prima di staccarli dalla carta.</p>
<p></p>
<p>Ecco gli altri post sull&#8217;argomento:</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1dRpmT44q_rofhw60K9H5Jq3XILtVH8V8KTkF-4DQSDp4DTwzD5JLxHR1teVhhhg8wLy2OSwlEMEnW56yY-Q8uw8cjMEJLK1pNwW4mduxeQD-j-EFR9vQUJZjy71MpQKIQ_f2quA_m9bt8F2GaWP3n5F4mT6g1_FbPVbSTo6Pf2aqMmZf-FQp_ZSzvUTg/s200/logo%20italia.jpg"><img border="0" height="194" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1dRpmT44q_rofhw60K9H5Jq3XILtVH8V8KTkF-4DQSDp4DTwzD5JLxHR1teVhhhg8wLy2OSwlEMEnW56yY-Q8uw8cjMEJLK1pNwW4mduxeQD-j-EFR9vQUJZjy71MpQKIQ_f2quA_m9bt8F2GaWP3n5F4mT6g1_FbPVbSTo6Pf2aqMmZf-FQp_ZSzvUTg/s1600/logo%20italia.jpg" width="200" /></a></div>
<p>
</p>
<p>Liguria: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://arbanelladibasilico.blogspot.com/2026/05/la-birra-ligure-e-il-coniglio-alla.html" target="_blank">Coniglio alla spezzina alla birra</a></p>
<p>Lombardia : <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.pensieriepasticci.it/2026/05/ossibuchi-di-vitello-alla-birra-con-gremolada.html" target="_blank">Ossibuchi di vitello alla Birra con Gremolada&nbsp;</a></p>
<p>Veneto:&nbsp; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.ilfiordicappero.com/2026/05/mozzarella-in-carrozza-veneziana.html" target="_blank">Mozzarella in carrozza veneziana&nbsp;</a></p>
<p>Trentino-Alto Adige <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://profumiecolori.blogspot.com/2026/05/filetto-di-maiale-alla-birra-castanea.html" target="_blank">Filetto di maiale alla birra Castanea</a></p>
<p>Friuli-Venezia Giulia&nbsp; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lagallinavintage.it/2026/05/coscia-danatra-alla-birra-per-litalia.html" target="_blank">Coscia d’anatra alla birra</a></p>
<p>Emilia-Romagna: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2026/05/zabaglione-alla-birra.html" target="_blank">Zabaglione alla birra</a>&nbsp;</p>
<p>Toscana <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://acquacottaf.blogspot.com/2026/05/crema-alla-birra-red-ale-con-cantucci.html" target="_blank">Crema alla birra Red Ale con cantucci al cacao e nocciole</a></p>
<p>Marche: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.forchettaepennello.com/2026/05/torta-al-cioccolato-e-birra-ambrata.html" target="_blank">Torta al cioccolato e birra ambrata</a></p>
<p>Umbria: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.dueamicheincucina.it/2026/05/torcolo-umbro-alla-birra-e-zafferano-con-farina-di-farro-e-miele.html" target="_blank">Torcolo umbro alla birra e zafferano con farina di farro e miele</a>&nbsp;</p>
<p>Lazio&nbsp; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.merincucina.it/2026/05/ciambelline-alla-birra-rossa.html" target="_blank">Ciambelline alla birra rossa</a></p>
<p>Molise <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://tartetatina.it/2026/05/02/tarallucci-alla-birra-con-semi-di-finocchio/" target="_blank">Tarallucci alla birra con semi di finocchio&nbsp;</a></p>
<p>Campania<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fusillialtegamino.com/2026/05/scialatielli-e-salsiccia-con-birra.html" target="_blank"> Scialatielli e salsiccia&nbsp; con birra artigianale campana&nbsp;</a></p>
<p>Puglia:&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2026/05/carciofi-fritti-alla-birra.html" target="_blank"> Carciofi fritti alla birra</a></p>
<p>Basilicata:&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.quellalucinanellacucina.it/impasto-per-pettole-alla-birra/" target="_blank">Impasto per pettole alla birra</a></p>
<p>Sicilia <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.profumodisicilia.net/2026/05/02/la-storia-del-birrificio-messina/" target="_blank">La storia del birrificio Messina</a></p>
<p>Sardegna <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2026/05/ghisadu-di-pecora-alla-birra.html" target="_blank">Ghisadu di pecora alla birra artigianale sarda Macca Meda&nbsp;</a></p>
<p></p>
<p>E per chi ci vuole seguire durante tutto il mese di maggio ecco le nostre pagine social:</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://zibaldoneculinario.blogspot.com/ www.facebook.com/LItaliaNelPiatto" target="_blank">Pagina Facebook</a></p>
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<div></div>
<p></p>
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		<item>
		<title>Terre di Pisa DOC, storia e territorio di una giovane denominazione toscana</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 18:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiano Guatteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Denominazione Terre]]></category>
		<category><![CDATA[DOC]]></category>
		<category><![CDATA[Ginevra Venerosi Pesciolini]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[presidente]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Gabriele]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;Nei locali di Signorvino Milano, un approfondimento dedicato alla stampa ha acceso i riflettori sulla Denominazione Terre di Pisa DOC: dalla storia raccontata dalla presidente Ginevra Venerosi Pesciolini all’identità territoriale illustrata da Riccardo Gabriele, fino alla degustazione di etichette che esprimono il volto autentico di una giovane denominazione toscana. Clicca qui&#160;Terre di Pisa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://citylightsnews.com/terre-di-pisa-doc-storia-e-territorio/" rel="nofollow"><img border="0" height="358" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiVVAZDA-BkXoYDmVeS4dVUE2xWAop02LyVTYypIsb4iJULLKrqg-uRZJDYNvPLQZymIttuGJBU3BzDTPh_5O3zx5-gpklo2zxRqnXYRf60K34UFY9Pc2wZh-z5-VKOSBN7a458AnJovz2_tK-bUJkyIUdr9_9h4GDDMqcBXl6U6MAIN8_Ng_NedU6NejuA/w640-h358/il-territorio-di-Terre-di-Pisa.jpg" width="640" /></a></div>
<p>&nbsp;<span>Nei locali di Signorvino Milano, un approfondimento dedicato alla stampa ha acceso i riflettori sulla Denominazione Terre di Pisa DOC: dalla storia raccontata dalla presidente Ginevra Venerosi Pesciolini all’identità territoriale illustrata da Riccardo Gabriele, fino alla degustazione di etichette che esprimono il volto autentico di una giovane denominazione toscana. Clicca qui&nbsp;</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://citylightsnews.com/terre-di-pisa-doc-storia-e-territorio/" rel="nofollow">Terre di Pisa</a></p>
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		<title>Vignarola alla romana</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[abbinamento]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[carciofi]]></category>
		<category><![CDATA[ciotola]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[piselli]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[In primavera i banchi dei mercati si tingono di un verde brillante che mette subito allegria ed è proprio in questo periodo magico che nasce la vignarola alla romana, uno dei simboli della tradizione gastronomica laziale e che non è solo un contorno, ma un vero e proprio “solstizio culinario”‚ in cui l&#8217;inverno, rappresentato dagli&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/vignarola-alla-romana-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/vignarola-alla-romana/" title="Vignarola alla romana" rel="nofollow"><img width="696" height="464" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/04/vignarola-768x512.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Vignarola alla romana in piatto rustico di ceramica bianca con fregi colorati" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>In primavera i banchi dei mercati si tingono di un verde brillante che mette subito allegria ed è proprio in questo periodo magico che nasce la vignarola alla romana, uno dei simboli della tradizione gastronomica laziale e che non è solo un contorno, ma un vero e proprio “solstizio culinario”‚ in cui l&#8217;inverno, rappresentato dagli ultimi carciofi, incontra la nuova stagione portata da fave e piselli freschi.</p>
<p>Sebbene non sia celebre come<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/spaghetti-alla-carbonara/"> la carbonara</a> e <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/cacio-e-pepe/">la cacio e pepe</a>, la vignarola è il cuore pulsante della cucina contadina romana, un inno alla terra che profuma di casa e di genuinità.</p>
<p>Se sei alle prime armi in cucina, non temere: oggi ti guiderò passo dopo passo per portare in tavola tutto il sapore di questo squisito contorno, privo di lattosio e di glutine e adatto anche a condire pasta e riso.</p>
<h2>La storia: perché si chiama così?</h2>
<p>Il nome di questa prelibatezza deriva dai “vignaroli”, termine dialettale usato in Lazio per indicare gli ortolani o i viticoltori che lavoravano nelle vigne.</p>
<p>Si dice che questo piatto sia nato proprio a <strong>Velletri</strong>, dove i contadini, al rientro dai filari, raccoglievano ciò che cresceva tra le viti per preparare una cena rapida e nutriente.</p>
<p>Altri raccontano che fosse la ricetta del “recupero” per eccellenza, preparata con le primizie invendute della giornata al mercato, ma, qualunque sia la verità, il segreto della vignarola sta tutto nella<strong> freschezza assoluta degli ingredienti</strong> impiegati per farla.</p>
<h2>Preparazione della vignarola alla romana</h2>
<p><em>Esecuzione della ricetta</em>: facile</p>
<p><em>Tempo occorrente</em>: 15 minuti + 25 minuti di cottura</p>
<p><em>Costo</em>: medio</p>
<figure>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>Ingredienti per 4 persone</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>2 carciofi romaneschi (mammole)</td>
</tr>
<tr>
<td>250 g di fave fresche già sgranate (circa 1 kg ancora da pulire)</td>
</tr>
<tr>
<td>250 g di piselli freschi già sgranati (circa 650 g ancora da pulire)</td>
</tr>
<tr>
<td>1 piccolo cespo di lattuga romana</td>
</tr>
<tr>
<td>1 spicchio di aglio</td>
</tr>
<tr>
<td>2 cipollotti freschi</td>
</tr>
<tr>
<td>100 g di guanciale (o pancetta tesa per un gusto più delicato)</td>
</tr>
<tr>
<td>1 limone</td>
</tr>
<tr>
<td>qualche foglia di mentuccia romana (nepitella)</td>
</tr>
<tr>
<td>1/2 bicchiere di vino bianco secco</td>
</tr>
<tr>
<td>olio extravergine di oliva q.b</td>
</tr>
<tr>
<td>sale e pepe q.b</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
<h3>Procedimento</h3>
<p><strong>Indossando guanti in lattice</strong> per evitare che i polifenoli, ossidandosi a contatto con l&#8217;aria, ti facciano annerire le mani, rimuovi le foglie esterne più coriacee dei carciofi fino a raggiungere il cuore tenero e chiaro.</p>
<p>Poi taglia via le punte, pela i gambi con un pelapatate, dividi i cuori a metà nel senso della lunghezza ed eliminane la barbetta interna.</p>
<p>Taglia, quindi, i carciofi puliti a spicchi e immergili subito in una ciotola contenente <strong>acqua fredda acidulata</strong> col succo di limone e lasciali a bagno fino al momento di cuocerli per impedire che diventino scuri e amari.</p>
<p>Sgrana i piselli e raccoglili in una ciotola; sgrana anche le fave, togli loro l&#8217; “occhio” sporgente (ilo) e, se sono grosse, pure la buccia e mettile in un&#8217;altra ciotola.</p>
<p>Fai imbiondire lo spicchio di aglio sbucciato in un filo di olio EVO in una casseruola e, non appena avrà assunto un colore leggermente dorato, unisci i carciofi scolati e asciugati, le foglie di mentuccia e il sale e il pepe.</p>
<p>Falli insaporire e, trascorsi 2 minuti, sfuma con il vino bianco e continua a cuocere i carciofi, mescolando di tanto in tanto e <strong>aggiungendo un po&#8217; di acqua bollente all&#8217;occorrenza</strong>, fino a quando saranno diventati teneri.</p>
<p>Nel frattempo, monda e trita i cipollotti e taglia il guanciale a dadini, mettili in una padella capiente, falli rosolare in un giro di olio per 2-3 minuti a fiamma bassa e poi unisci le fave e, dopo altri 2-3 minuti, anche i piselli e 1/2 bicchiere di acqua.</p>
<p>Continua a cuocere dolcemente per una decina di minuti e, una volta che sia le fave che i piselli saranno <strong>al dente</strong>, aggiungi i carciofi e, trascorsi 2 minuti, incorpora pure la lattuga romana precedentemente lavata, scolata e tagliata a striscioline.</p>
<p>Prosegui la cottura per ulteriori 5 minuti e, infine, spegni il fuoco, regola la vignarola alla romana ottenuta di sale e di pepe, lasciala riposare 10 minuti e servila tiepida in tavola, magari accompagnata da fette di pane casereccio abbrustolito.</p>
<h2>Conservazione</h2>
<p>Proprio come <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/carciofi-e-patate-in-padella-in-umido/">i carciofi e patate in umido</a>, la vignorola è ancora più buona se la si gusta il giorno seguente alla sua preparazione.</p>
<p>La puoi conservare in frigorifero per massimo 2 giorni in un contenitore ermetico, ma <strong>evita di congelarla</strong>, perché la lattuga romana perderebbe la sua consistenza e diventerebbe acquosa.</p>
<h2>Varianti e vino in abbinamento</h2>
<p>Per rendere il piatto <strong>adatto ai vegani</strong>, puoi omettere il guanciale senza problemi, mentre, qualora tu desiderassi conferirgli un tocco di sapidità in più, puoi completare con delle scaglie di pecorino romano a fine cottura.</p>
<p>Se vuoi fare un figurone con gli ospiti, servi la vignarola alla romana con un calice di <strong>Frascati</strong>, vino che, grazie alla sua sapidità, si sposa alla perfezione la dolcezza dei legumi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri piatti romani da non perdere:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/pasta-con-acciughe-cicoria-e-stracciatella/">Pasta condita con acciughe, cicoria e stracciatella</a></li>
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<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/insalata-di-puntarelle-alla-romana/">Insalata di puntarelle e acciughe</a></li>
</ul>
<p>Credito foto intestazione: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/citymama/4558366448/in/photolist-7YeE7v-87NANw-dJcfPo-byGrRE-83fxCE-93zWut-6gtcEa-byGsPN-83fAcN-82tuXb-bMB72z-byGsvu-qTsxeX-rxEFqQ-6gtcMM-2jP9sBE-Nk8SL-efELbd-bL4jnn-GNQUJX-sgmgfJ-buSnYA-UQzdeV-UD4Ckc-2pDQ5u9-UQzdVV-c5ns8Q-9RcsR9-24J8dRx-ecUaoP-eiAAtu-eiuQWi-7WNPwY-ecUrik-wpvvtS-UkugBB-3QxSAu-tAGMA7-bw9SsG-9S61CG-oD7aCv-rJFbST-bQLPT2-2nkeFLE-LqSCUh-2nkeCQQ-eePXGG-2j7Acc9-e8Zso1-c9Nshw" target="_blank" rel="nofollow noopener">CityMama per Flickr.com</a></p>
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