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	<title>Food Blogger Mania &#187; scuola</title>
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		<title>Robiola di Roccaverano DOP, eccellenza casearia dell’Astigiano</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 09:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[bianco]]></category>
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		<category><![CDATA[DOP]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Roccaverano DOP è uno dei formaggi più antichi d&#8217;italia. Durante il tour nell&#8217;Astigiano oltre ai numerosi vini del territorio, abbiamo avuto modo di scoprire da vicino questo formaggio, l’unico caprino storico d’Italia, il solo degno di confrontarsi con i celebri chèvres d’oltralpe e il solo caprino ad aver ottenuto la Denominazione di Origine Protetta. Pensate&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/robiola-di-roccaverano-dop-eccellenza-casearia-dellastigiano/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://roccaveranodop.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Roccaverano DOP</strong></a> è uno dei formaggi più antichi d&#8217;italia. Durante il <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/08/itinerario-gusto-piemonte-astigiano.html" target="_blank" rel="noopener">tour nell&#8217;Astigiano</a></strong> oltre ai numerosi vini del territorio, abbiamo avuto modo di scoprire da vicino questo formaggio, l’unico caprino storico d’Italia, il solo degno di confrontarsi con i celebri <em>chèvres</em> d’oltralpe e il solo caprino ad aver ottenuto la Denominazione di Origine Protetta. Pensate inoltre che viene ancora realizzato nello stesso modo in cui veniva prodotto 100-200 anni fa.<span> </span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16978" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/09/1.jpg" alt="Roccaverano nell'Astigiano patria del celebre Caprino DOP" width="1980" height="922" /></p>
<h2>Cenni storici del Roccaverano</h2>
<p>Le origini del Roccaverano risalgono ai Celti che, stabilitisi in Liguria, iniziarono a produrre un formaggio simile a quello attuale, ma fu solo con l&#8217;avvento dei Romani che prese il nome di robiola (rubeola dal latino ruber, il colore rossastro assunto dalla crosta a fine stagionatura). Delle qualità di questo formaggio e del suo processo produttivo ne scrisse persino Plinio il Vecchio.</p>
<h2>Territorio</h2>
<p>Roccaverano è un borgo situato a circa 800m sul livello del mare. Qui il paesaggio non è collinare e morbido come ci si aspetterebbe dalle langhe astigiane, bensì quasi premontano, con calanchi, pendii alti, freschi e boschivi. La zona è ricca di cascine e di piantagioni per la produzione della nocciola tonda gentile. Lungo i calanchi si creano arbusteti e roveti adatti al pascolo delle capre, le quali mangiano principalmente timo, salvia, mentuccia, e nocciolo. Secondo la stagione, le greggi producono latte con aromi differenti: la lupinella, ad esempio, è un’erba che rende la robiola dolce e per questo è molto apprezzata dai casari.<span><br />
</span>La zona di <strong>produzione del formaggio</strong> si estende su <strong>10 comuni</strong> della provincia di Asti (Bubbio, Cessole, Loazzolo, Mombaldone, Monastero Bormida, Olmo Gentile, Roccaverano, San Giorgio Scarampi, Serole, Vesime) e 9 comuni della provincia di Alessandria (Cartosio, Castelletto d’Erro, Denice, Malvicino, Merana, Montechiaro d’Acqui, Pareto, Ponti, Spigno).<br />
In inverno qui sono comuni nevicate intense, mentre in estate si arriva spesso ad una forte siccità e al prosciugamento dei piccoli torrenti.<span><br />
</span>Ad oggi il paese di Roccaverano conta solo 350 abitanti; come tanti altri in italia ha subito un graduale spopolamento che ha ridotto drasticamente la popolazione che negli anni 70 contava ben 5mila persone.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16987" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/09/3.jpg" alt="Roccaverano" width="1920" height="953" /></p>
<h2>Denominazione</h2>
<p>Fino all&#8217;anno scorso questo formaggio veniva chiamato &#8220;Robiola di Roccaverano&#8221;, ma il consorzio, per differenziarlo dalla comune robiola di latte vaccino, ha deciso di togliere la parola robiola dalla denominazione ufficiale lasciando solo il nome del comune di provenienza, per identificarlo col territorio e rendere la sua unicità anche attraverso il nome. Oltretutto qui ci troviamo sul confine di tre province e ognuna dava il suo nome al prodotto (ad esempio tuma nel cuneese), quindi un nome unico serve anche a evitare confusione. Con questo cambio di disciplinare è stato reso obbligatorio l&#8217;<strong>utilizzo di solo latte di capra 100%</strong> mentre prima qualche produttore lo realizzava anche a latte misto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16984" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/09/2.jpg" alt="Roccaverano DOP " width="1920" height="950" /></p>
<h2>Metodo di produzione del Roccaverano DOP</h2>
<p>Il Roccaverano DOP è realizzato con coagulazione acida di latte crudo intero di capra unicamente delle razze Roccaverano, Camosciata Alpina e loro incroci. Gli animali vengono tenuti obbligatoriamente al pascolo da marzo a novembre, ed è vietato l’utilizzo di mangimi OGM. La loro alimentazione deve provenire da piante del territorio per almeno l’80%.<span> </span></p>
<p>La <strong>produzione</strong> del formaggio avviene da <strong>inizio aprile a fine novembre</strong>, seguendo queste fasi:</p>
<ul>
<li>La <i>coagulazione del latte </i>avviene mediante aggiunta di caglio animale non prima che sia iniziato il processo di acidificazione e ad una temperatura compresa tra 18 e 24°C. Viene lasciato a riposo, alla stessa temperatura, da 8 a 36 ore a seconda delle condizioni climatiche.</li>
<li>La cagliata acida viene delicatamente <i>messa in forma in </i>stampi forati muniti di fondo. Prima della formatura può essere effettuato uno spurgo del siero facendolo gocciolare attraverso tele a trama fine. Resta negli stampi fino a 48 ore, rivoltandola di tanto in tanto.</li>
<li>La <i>salatura </i>viene effettuata a secco sulle due facce del prodotto durante i rivoltamenti oppure al termine del processo di formatura.</li>
<li>La <i>stagionatura</i> viene effettuata in appositi locali per almeno tre giorni dal momento della messa negli stampi. Dal quarto giorno è consentita la vendita del prodotto fresco, mentre è considerato stagionato a partire dal decimo giorno dalla messa negli stampi. L’eccellenza la raggiunge dopo un paio di settimane, ma può essere consumato anche oltre i 6 mesi. Dopo 6 mesi perde del tutto la parte liquida e diventa un formaggio secco. Il Roccaverano stagiona e si modifica velocemente, in pochi giorni forma la crosta e indurisce perchè le forme sono piccole e perchè non c&#8217;è coagulazione per aggiunta di caglio ma per solo per acidificazione del latte.</li>
</ul>
<p>Nel <strong>consorzio</strong> ci sono <strong>solo 16 produttori</strong> e la produzione è molto ristretta (circa 500.000 forme all&#8217;anno). Il latte di una capra non è sufficiente neanche per fare una sola forma al giorno quindi per la produzione artigianale del Roccaverano serve tempo e pazienza. Inoltre è l&#8217;unico formaggio DOP italiano ad essere realizzato senza rottura della cagliata.<br />
Ogni produttore ha i propri animali e realizza il formaggio in completa autonomia. Due sono più grandi e possiedono circa 400 capre a testa, due sono piccoli con solo 50 animali, e i restanti medi con 150-200 al massimo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16996" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/09/4.jpg" alt="caratteristiche del Roccaverano DOP " width="1920" height="886" /></p>
<h2>Caratteristiche del prodotto e sapori</h2>
<p>La Denominazione di Origine Protetta del Roccaverano DOP si riferisce al formaggio a pasta morbida prodotto con latte caprino crudo intero in purezza. Fresco o stagionato, è caratterizzato da una pasta bianca e morbida, più o meno compatta, il cui sapore varia da delicato fino a deciso. Questo formaggio presenta le seguenti peculiarità:</p>
<ul>
<li>Ottenuto da latte crudo intero di capra in purezza;</li>
<li>Forma cilindrica con diametro compreso tra 10 e 13 cm e facce piane leggermente orlate;</li>
<li>Scalzo alto da 2,5 a 4 cm;</li>
<li>Peso variabile da 250 a 400 g circa;</li>
<li>Pasta di colore bianco latte;</li>
<li>Percentuale minima di grasso sulla sostanza secca non inferiore al 40%;</li>
<li>Percentuale minima di ceneri sulla materia secca non inferiore al 3%.</li>
</ul>
<p>Le singole tipologie di Roccaverano DOP, così come vengono immesse in commercio, si differenziano nello specifico per le seguenti caratteristiche:</p>
<p><strong><i>Fresco</i></strong></p>
<ul>
<li>Periodo di maturazione minimo 4 e massimo 10 giorni</li>
<li>Crosta assente o con presenza di una lieve fioritura naturale di muffe</li>
<li>Consistenza cremosa e morbida</li>
<li>Sapore delicato, saporito e/o leggermente acidulo</li>
</ul>
<p><strong><i>Stagionato</i></strong></p>
<ul>
<li>Periodo di maturazione minimo 10 giorni</li>
<li>Crosta di colore paglierino o rossiccia con presenza di una fioritura naturale di muffe</li>
<li>Consistenza morbida e leggermente compatta con il protrarsi della stagionatura, può essere cremosa nel sotto crosta</li>
<li>Sapore deciso</li>
</ul>
<p>È un formaggio con pochissimo colesterolo, non è grasso, e ha molto meno lattosio del latte vaccino quindi va bene anche per gli intolleranti che nn possono mangiare formaggi freschi. 1/3 di forma è paragonabile a una piccola bistecca per quantità di colesterolo e calorie.<br />
Nelle forme fresche c&#8217;è un forte sentore di yogurt e un&#8217;acidità marcata, perché è un formaggio a latte crudo, ma dopo 10 giorni i sapori cambiano completamente. Se viene stagionato in ambiente umido, intorno non si creerà una crosta dura ma una sorta di morbida crema.<br />
È una robiola per veri intenditori, con sapori che, a seconda della stagionatura, vanno dallo yogurt, al burro, al latte caldo, al vegetale pungente del pascolo, alle muffe, ai lieviti, alla nocciola e anche ai funghi. I profumi e gli aromi sono potenti ma equilibrati, eleganti con forza.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16989" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/09/5.jpg" alt="ROBIOLA DI ROCCAVERANO DOP " width="1920" height="947" /></p>
<h2>Conservazione e abbinamenti del Roccaverano DOP</h2>
<p>Il Roccaverano va <strong>conservato in frigo</strong>, in una <strong>ciotola di terracotta</strong>, per assorbire il siero. Non usate i tupperware perché manterranno e acidificheranno il siero. Vanno bene anche una tazza o scodella di porcellana o ceramica posta su un piatto da portata dello stesso materiale. Questo perché la porosità della porcellana o della ceramica lascia respirare il formaggio. In alcune zone le forme di formaggio vengono ancora conservate sott’olio come era usanza in passato.</p>
<p>Il Roccaverano DOP è un ottimo formaggio da tavola, da <strong>gustare al naturale</strong> tagliato a spicchi, ma è anche una base nella composizione di <strong>ripieni</strong> e per la p<strong>reparazione di piatti locali, paste, sformati</strong>. Durante il tour lo abbiamo gustato in un&#8217;ottima insalata di finocchi e noci ed è stato utilizzato al posto del pecorino romano per una <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/05/pasta-cacio-pepe-romana.html" target="_blank" rel="noopener">cacio e pepe</a> con i tajarin tipici piemontesi dove la crema era più densa, consistente e acidula.<span><br />
</span>Riguardo agli abbinamenti con i <strong>vini</strong>, la delicatezza del <strong>Roccaverano DOP fresco</strong> richiede un <strong>bianco di carattere</strong>, anche maturo e profondo, mentre le <strong>robiole stagionate</strong> si adattano bene a <strong>vini rossi importanti</strong> e a <strong>passiti</strong> nel caso siano <strong>molto stagionate</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-16991 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/09/6.jpg" alt="Roccaverano DOP" width="1920" height="958" /></p>
<h2>La scuola e le degustazioni di Roccaverano DOP</h2>
<p>Nella piazza centrale del borgo di Roccaverano, all&#8217;interno di quella che era la vecchia scuola, c&#8217;è la sede del consorzio in cui nel <strong>fine settimana</strong> si possono fare <strong>degustazioni e acquistare i formaggi</strong>.<span> </span>La <strong>Scuola del Roccaverano DOP</strong>, nata nel maggio 2019, è un piccolo luogo gastronomico/culturale nel quali ci si può documentare su tutto quello che riguarda questa eccellenza casearia italiana e nel quale organizzare anche visite presso le aziende produttrici consorziate. Da aprile a novembre, il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 11.00 alle 18.00, la troverete aperta con anche la presenza di un produttore a turno per l&#8217;assaggio e l&#8217;acquisto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16992" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2023/09/7.jpg" alt="Roccaverano DOP" width="1920" height="1031" /></p>
<h2>Vendita del Roccaverano DOP</h2>
<p>Il prezzo del roccaverano è di<strong> 5-6 euro a forma</strong> se acquistato direttamente <strong>dal produttore</strong>, mentre <strong>in negozio</strong> il prezzo sale a <strong>10-12 euro</strong>. E&#8217; difficile trovarli in vendita stagionati, in parte per la poca richiesta, e in parte perchè i produttori preferiscono darli via freschi: in questo modo c&#8217;è molto meno lavoro da fare e più guadagno perchè anche aumentando il prezzo per le forme stagionate, comunque il guadagno in più non è così alto da convincerli a puntare sulla realizzazione di questi prodotti di nicchia. <strong>Quelli super stagionati</strong> anche oltre un anno, ad esempio, vengono <strong>venduti quasi unicamente alla ristorazione di livello</strong>, e non messi in commercio.<br />
Le forme fresche posso essere trovate abbastanza facilmente in Piemonte, Lombardia e Liguria. Qualcosa si può acquistare anche nel centro italia, ma prevalentemente su richiesta. Nel sud invece è quasi impossibile trovarlo perché il trasporto è delicato sia per la catena del<span> </span>freddo che per la consistenza del formaggio: le forme fresche sono morbide e si schiacciano con estrema facilità.<span> Tuttavia vi consigliamo di consultare la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://robioladiroccaverano.com/contatti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>mappa disponibile on line</strong></a> dove sono inseriti la maggior parte dei </span><strong>rivenditori</strong>.</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2026/06/robiola-roccaverano-dop-eccellenza-casearia-astigiano.html">Robiola di Roccaverano DOP, eccellenza casearia dell&#8217;Astigiano</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Il Dolce di Mars e Riso Soffiato: La Ricetta Nostalgica anni &#8217;80</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 18:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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		<description><![CDATA[Il dolce di Mars e riso soffiato: il ricordo goloso delle feste anni &#8217;80 Nota dell&#8217;autrice: Rileggere questa ricetta, pubblicata per la prima volta nel 2008, mi ha fatto sorridere. È uno di quei dolci che profumano di infanzia, semplicità e momenti rubati alla frenesia. Anche se la base di questo dolce con Mars e&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-dolce-di-mars-e-riso-soffiato-la-ricetta-nostalgica-anni-80/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il dolce di Mars e riso soffiato: il ricordo goloso delle feste anni &#8217;80</h1>
<div>
<p>
        <strong>Nota dell&#8217;autrice:</strong> Rileggere questa ricetta, pubblicata per la prima volta nel 2008, mi ha fatto sorridere.<br />
        È uno di quei dolci che profumano di infanzia, semplicità e momenti rubati alla frenesia.<br />
        Anche se la base di questo dolce con Mars e riso soffiato è rimasta fedele al classico di sempre, ho deciso di <strong>riscrivere e rinfrescare completamente questo post nel giugno 2026</strong>.
    </p>
<p>
        Ho aggiunto qualche piccolo consiglio in più per ottenere la croccantezza perfetta e rendere la preparazione ancora più veloce e infallibile.<br />
        Spero che questa versione 2026 vi aiuti a ricreare, nella vostra cucina, la stessa magia e quella dolcezza senza tempo che continua a conquistare tutti, dai più piccoli ai più grandi.
    </p>
</div>
<p dir="ltr">Se chiudo gli occhi e penso alle feste di fine anno scolastico di fine anni &#8217;80, il profumo che sento è inconfondibile: <b>un mix di cioccolato, caramello e la croccantezza inconfondibile dei </b><i><b>Rice Krispies</b></i>. Rossella, la mia compagna di classe alle medie, era la regina indiscussa di quei pomeriggi: portava sempre la sua teglia di &#8220;dolce di Mars e riso soffiato&#8221;, una massa che stendeva con cura su carta oleata per poi tagliarla a coltello in cubotti irregolari. <b>Per noi della Scuola Media di quell&#8217;epoca, erano il massimo della golosità</b>: non usavamo il riso soffiato naturale, ma i Rice Krispies&nbsp;Kellogg’s<b>, c</b>he rendevano ogni morso croccante e irresistibile. Questa non è certo una ricetta della nonna, ma fa parte di quel rito collettivo che rendeva la fine della scuola un momento magico. <b>Non sarà una merenda salutare, ma ogni volta che ne addento un cubotto, torno magicamente a quel banco di scuola</b>, tra risate, diari colorati e la spensieratezza di quegli anni.</p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEispwL5wcwkkWQE0hKoxK2Rl1CWysMTsjEYjNauP-xayjXjhT8TbqscJG_fntzaqPrfiyUvQ-uuH1la3VcPUwmqa8Q5oR09uHt4dnWQXtbwAjD0_n99WUhGntJDh65XSX87rKUjVNJ_VwD5CcMkpzYC19pZlXgqi-OAalFzEHGpMFEYdUfbnMaTMw/s1024/1000112334.webp"><img alt="Vassoio in legno con cubotti di dolce al cioccolato Mars e riso soffiato, circondato da scatola Rice Krispies e diario scolastico vintage." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEispwL5wcwkkWQE0hKoxK2Rl1CWysMTsjEYjNauP-xayjXjhT8TbqscJG_fntzaqPrfiyUvQ-uuH1la3VcPUwmqa8Q5oR09uHt4dnWQXtbwAjD0_n99WUhGntJDh65XSX87rKUjVNJ_VwD5CcMkpzYC19pZlXgqi-OAalFzEHGpMFEYdUfbnMaTMw/w640-h480/1000112334.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il sapore dei ricordi: il dolce di Mars e riso soffiato tagliato a coltello, la ricetta delle feste di fine anno a metà anni &#8217;80.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p dir="ltr"></p>
<h3>Scheda tecnica</h3>
<p dir="ltr">​</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lasagnette di Melanzane</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/lasagnette-di-melanzane-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antro Alchimista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[De Win]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Gordon James Ramsay]]></category>
		<category><![CDATA[melanzane]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[…Repost… Sabato il De Win mi ha ordinato le zeppole per la festa del papà (in realtà era da almeno una settimana che rompeva per ste benedette zeppole!). Mentre le zeppole erano &#039;work in progresss&#039; Junio mi ha fatto l&#039;ordine dei dolci con la Nutella che vuole portare domani a scuola per festeggiare il suo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lasagnette-di-melanzane-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiqe5vzH_wIeZ6I6eypLUAzDAY9T78xTlDm1OzRtzRl0wt_dpWzzf2a2Jwfxj7B0nPXe9TyT66VjDpaZrvLFVjUqZuys_FDHDP94KSlkbfQZXtA-YSUh0kKVGhR1oOfxM8J2kkoCYA0lnf5/s1600/Lasagnette+Croccanti+di+Melanzane+1.JPG"><img alt="Lasagnette Croccanti di Melanzane" border="0" src="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiqe5vzH_wIeZ6I6eypLUAzDAY9T78xTlDm1OzRtzRl0wt_dpWzzf2a2Jwfxj7B0nPXe9TyT66VjDpaZrvLFVjUqZuys_FDHDP94KSlkbfQZXtA-YSUh0kKVGhR1oOfxM8J2kkoCYA0lnf5/s1600/Lasagnette+Croccanti+di+Melanzane+1.JPG" /></a></div>
<div>
<b><i><br /></i></b></div>
<div align="justify"><b><i>…Repost…</i></b></div>
<div align="justify">
Sabato il De Win mi ha ordinato le <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.antroalchimista.com/2014/03/zeppole-di-san-giuseppe-al-forno.html" target="_blank">zeppole</a> per la festa del papà (in realtà era da almeno una<br />
settimana che rompeva per ste benedette zeppole!). Mentre le zeppole erano &#039;work<br />
in progresss&#039; Junio mi ha fatto l&#039;ordine dei <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.antroalchimista.com/search/label/Nutella" target="_blank">dolci<br />
con la Nutella</a> che vuole portare domani a scuola per festeggiare il suo<br />
compleanno. Ebbene sì, domani, primo giorno di primavera il cucciolo compirà ben<br />
14 anni! Giá che c&#039;era mi ha fatto anche l&#039;ordine dei <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.antroalchimista.com/search/label/Biscotti" target="_blank">biscotti</a> che vuole portare alla scuola di musica e della <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.antroalchimista.com/search/label/Torte%20Cioccolatose" target="_blank">torta</a> che vuole portare alle prove della corale. Eh! Il Principino mica si accontenta di festeggiare solo una volta!
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Ma insomma! Dopo tante ricette dolci ci vuoi dare qualche<br />
ricetta salata?
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Con le <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.antroalchimista.com/search/label/melanzane" target="_blank">melanzane</a> va bene?
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Melanzane?!
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Sì perché?
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A Marzo????!!!
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Sì perché????
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Orrore! Orrore! Orrore! Solo verdure stagionali!!!! (e ogni<br />
volta che propongo una gastroboiata per di più fuori stagione c’è una<br />
gastrofighetta – ma forse anche due &#8211; che ha una crisi di nervi alla Gordon<br />
James Ramsay)
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E invece no! Io oggi vi posto una ricetta con le melanzane che<br />
profuma già d’estate, di caldo, di vacanze. Junio ha scoperto le melanzane e ha<br />
scoperto che ben si prestano a preparazioni golose, proprio come queste favolose<br />
lasagnette che hanno trovato il consenso anche dell’inossidabile De Win. Ricetta<br />
presa da un tormentone <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.youtube.com/watch?v=1scQgkuyvG4&amp;feature=youtu.be" rel="nofollow" target="_blank">web</a> di qualche tempo fa e arricchita secondo i “palati fini”<br />
di casa.
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</div>
<p><span>Forse non tutti sanno che…</span> <u>Melanzane</u><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.antroalchimista.com/2017/03/lasagnette-croccanti-di-melanzane.html#more">Continua a leggere&#8230;</a></p>
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		<title>Biscotti con farina di canapa per una colazione energetica da sportivi</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/biscotti-con-farina-di-canapa-per-una-colazione-energetica-da-sportivi/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 08:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[banchi]]></category>
		<category><![CDATA[campagna]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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		<category><![CDATA[importanza]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[[Post scritto in collaborazione con Giulia M. Chi è Giulia M. Mi chiamo Giulia, vivo a Perugia e anche io, come la ma amica Sara, che mi ospita sul suo blog, vengo dalla campagna. Sì, io e Sara ci conosciamo da sempre perché siamo cresciute insieme. Un’amicizia nata tra i banchi di scuola (l’asilo direi&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/biscotti-con-farina-di-canapa-per-una-colazione-energetica-da-sportivi/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>[Post scritto in collaborazione con <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/giulymanni/"><strong>Giulia M.</strong></a><br />
<u>Chi è Giulia M.</u><br />
<span>Mi chiamo <strong>Giulia</strong>, vivo a Perugia e anche io, come la ma amica Sara, che mi ospita sul suo blog, vengo dalla campagna. Sì, io e Sara ci conosciamo da sempre perché siamo cresciute insieme. Un’amicizia nata tra i banchi di scuola (l’asilo direi ?) che dura ancora oggi. Anche se la lontananza geografica ci separa, l’amore per la cucina e il mangiar bene ci unisce. Ciò che ci completa, e che ha dato origine a questa nuova sezione del blog, è la mia passione per l’attività sportiva. Non sono una fanatica del <strong>fitness</strong> ma sono convinta della sua importanza per il benessere interiore ed esteriore. Sì, perché fare sport mi far star bene, lo trovo appagante e l’unione con una corretta alimentazione è l’unico vero segreto per sentirsi in forma. Dinamicità e costanza fanno di me una una “sport addicted” anche se poi qualche piccolo sgarro me lo concedo sempre perché è proprio vero che #LAppetitoVienFacendoSport ?!</span><span>]</span></h5>
<p>[<em>Giulia</em>] Il connubio tra <strong>sport</strong> e <strong>corretta alimentazione</strong> è qualcosa di indissolubile per coloro che, come me, sono estimatori del buon cibo (&#8220;buongustaia&#8221; è il mio secondo nome) e amanti dell’attività fisica che ormai da un po’ di tempo cerco di praticare quotidianamente. Associare una “dieta” equilibrata ad una giusta attività fisica è il segreto dello star bene, o almeno possiamo essere certi che aiuti ;)! Il primo allenamento, per noi &#8220;sport addicted” quindi è proprio tra i fornelli!<br />
Questo è il periodo dell’anno in cui riprendo la mia attività podistica. Dopo il torpore invernale si risveglia la runner che è in me e così al mattino, di buon ora, vado a <strong>correre</strong>. La corsa ha un sacco di effetti benefici. Correre fa bene al cuore e alla mente perché libera dallo stress, ci fa restare in forma e aiuta a migliorare il nostro buonumore. Non importa se non siete dei runner professionisti e la sola idea di percorrere il primo km può sembrarvi un miraggio: non dovete far altro che iniziare! Sì, non vi nascondo che i primi passi saranno i più difficili, ma dopo poche settimane troverete il vostro ritmo e comincerete ad amare quelle sensazioni che vi spingeranno a non mollare (e nel frattempo preparo per voi un programma per la corsa che troverete nei prossimi post).<br />
Io appartengo a quella categoria di runner che prediligono l’alba per allenarsi. Quando la città ancora dorme, noi scendiamo dal letto e ci infiliamo le scarpe da corsa! E chi, come me, ama <strong>allenarsi al mattino</strong> sa che questo ha anche i suoi vantaggi perché correre a digiuno dà una scossa al metabolismo che si innalza e resta elevato per tutta la giornata. Allenarsi la mattina quindi non solo ci fa sentire più attivi per tutto il giorno ma, a quanto pare, fa bruciare calorie anche nelle ore successive.<br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/corsa.jpg"><img class="size-full wp-image-10135 aligncenter" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/corsa.jpg" alt="" width="5409" height="2500" /></a></p>
<p>Ovviamente dopo uno sforzo fisico prolungato è necessario reintegrare sali minerali e zuccheri e quale modo migliore se non con una colazione ricca e bilanciata? Associare carboidrati ad una fonte di proteine e grassi buoni è il modo migliore per ripartire!</p>
<p>[<em>Sara</em>] La richiesta di Giulia era quindi di una colazione energetica e proteica ricca anche di grassi buoni, ideale dopo una corsa mattutina. &#8220;Farò dei biscotti&#8221; ho pensato, &#8220;dei biscotti proteici&#8221;. Dopo aver passato in rassegna i pacchi di farina presenti nella mia munita e ordinata dispensa, oltre alle farine di riso, piselli, lenticchie e quinoa, ho rinvenuto anche un pacco di <strong>farina di canapa</strong> che ancora non avevo mai utilizzato. Conoscendone le proprietà ho deciso che avrebbe arricchito i miei biscotti di acidi grassi Omega 3, fibre, sali minerali e vitamine. Ho messo le mani in pasta ed è così che sono nati questi <strong>biscotti con farina di canapa, cioccolato e olio evo</strong>.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/1031.jpg"><img class=" wp-image-10133 aligncenter" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/1031.jpg" alt="" width="708" height="919" /></a></p>
<p><strong>Biscotti con farina di canapa, cioccolato e olio evo</strong><br />
Ingredienti per circa 28 biscotti<br />
300g di farina di tipo 1<br />
30g di <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.molinomagri.com//it/prodotti/96-164-canapa">farina di canapa</a></strong><br />
8g di cremar tartaro + 3g di bicarbonato*<br />
80g di cioccolato fondente al 70%<br />
100g di zucchero di canna integrale bio<br />
75g di olio evo dal sapore delicato<br />
100g di latte fresco parzialmente scremato</p>
<p><em>Procedimento<br />
</em>Preriscaldate il forno a 175° in modalità statica. Con un coltello spezzettate grossolanamente il cioccolato. In una ciotola capiente setacciate le farine, il cremar tartaro e il bicarbonato. Unite lo zucchero e il cioccolato e mescolate per ottenere un composto omogeneo. Fate un buco al centro e aggiungete l&#8217;olio d&#8217;oliva a filo e mescolate. Versate infine il latte e impastate brevemente con le mani. Trasferite il composto su una spianatoia e impastate fino ad ottenere un composto omogeneo dalla consistenza simile a quella della pasta frolla. Stendetelo con un matterello allo spessore di 8-9mm e con un coppapasta del diametro di 6cm ricavate i biscotti. Posizionateli su una leccarda ricoperta di carta da forno e infornateli per circa 15 minuti in forno caldo. Sfornate i biscotti e fateli raffreddare completamente su una gratella. Conservate i biscotti all&#8217;interno di una scatola di latta o di un barattolo in vetro con il tappo ermetico.</p>
<p>*in alternativa potete utilizzare 10g di lievito in polvere <strong>non</strong> vanigliato.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/biscotti-con-farina-di-canapa.jpg"><img class="size-full wp-image-10131 aligncenter" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/biscotti-con-farina-di-canapa.jpg" alt="" width="4713" height="3500" /></a></p>
<p>Sono davvero buonissimi, qui a casa non sono durati più di 3 giorni e il consiglio per una <strong>colazione nutriente</strong> dopo una corsa mattutina è quello di abbinarli con uno yogurt greco 0% di grassi dolcificato con il miele, una tisana e un caffè.<a target="_blank" rel="nofollow" href="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/1008-1.jpg"><br />
<img class="size-full wp-image-10141 aligncenter" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2019/02/1008-1.jpg" alt="" width="4288" height="3072" /></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2026/02/biscotti-farina-di-canapa-ricetta.html">Biscotti con farina di canapa per una colazione energetica da sportivi</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è l&#8217;ingegneria alimentare?</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 20:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodeidolci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[ragazza]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Universit Nazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli ingegneri alimentari sono professionisti in grado di lavorare in tutti i campi della tecnologia alimentare, applicando ingegneria e scienza alla produzione, alla conservazione, allo stoccaggio e al trasporto. Questa laurea combina conoscenze di microbiologia, fisica, chimica e ingegneria, tra le altre. In altre parole, sono responsabili delle problematiche relative agli alimenti, dalla produzione al&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/che-cose-lingegneria-alimentare/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.zafran.com.ar/wp-content/uploads/2019/08/foto-ingernieria-alimentos.jpg" /></p>
<p>Gli ingegneri alimentari sono professionisti in grado di lavorare in tutti i campi della tecnologia alimentare, applicando ingegneria e scienza alla produzione, alla conservazione, allo stoccaggio e al trasporto. Questa laurea combina conoscenze di microbiologia, fisica, chimica e ingegneria, tra le altre. In altre parole, sono responsabili delle problematiche relative agli alimenti, dalla produzione al consumo.</p>
<p><img alt="ingegnere alimentare" src="https://ingenierobeta.com/wp-content/uploads/2020/05/ingenieria-en-alimentos-390x250.png" /></p>
<p><strong>Perché ho scelto questa carriera?</strong></p>
<p>Ho deciso di studiare ingegneria alimentare quando ero all&#8217;ultimo anno di liceo. Ho frequentato un istituto tecnico specializzato in industrie di processo (Tecnica Chimica in creolo) e in sesta elementare avevamo un laboratorio in cui eseguivamo analisi di laboratorio su vari alimenti come farina, latte, olio e così via. È stato allora che ho iniziato a interessarmi a sapere cosa c&#8217;è nei prodotti che consumiamo ogni giorno. In un&#8217;altra occasione, una ragazza che promuoveva il programma di Ingegneria Alimentare presso l&#8217;Università Nazionale di Quilmes era docente ospite a un laboratorio. Ci ha mostrato una serie di gel con strutture diverse e ci ha spiegato in quali tipi di alimenti veniva utilizzato ciascuno di essi. Ne sono rimasto AFFASCINATO e ho detto: &quot;Devo saperne di più&quot;. È stato allora che mi sono finalmente convinto. (Colpo di scena: quella ragazza alla fine è diventata la direttrice del programma, era la mia insegnante di Chimica Alimentare e sono stato bocciato al primo esame intermedio sui gel, ma beh, in seguito l&#8217;ho capito correttamente e l&#8217;ho superato.)</p>
<p><strong>La mia scuola</strong></p>
<p>L&#8217;amata e maestosa Università Nazionale di Quilmes (UNQ). Situata a Bernal, nel distretto di Quilmes, nella parte meridionale della Grande Buenos Aires, è pubblica e aperta a tutta la comunità. Il programma di Ingegneria Alimentare ha un curriculum ideale di sei anni, con un sistema di crediti formativi che devono essere acquisiti tramite corsi obbligatori e opzionali. Ci sono circa 45 corsi in totale, tra cui Analisi Matematica, Fisica, Chimica, Microbiologia e corsi specifici di organizzazione alimentare e industriale nella sezione finale.</p>
<p><strong>Argomenti preferiti</strong></p>
<p>È difficile decidere perché le materie degli ultimi anni sono tutte specifiche, ma le mie tre preferite sono state Chimica degli Alimenti, Analisi e Scienze degli Alimenti e Tecnologia Alimentare (di cui sono un grande fan). Mi hanno fatto soffrire tutte, però, non fatevi ingannare.</p>
<p>Consiglio questo programma perché è bellissimo e molto interessante. Penso che sia fantastico scoprire i segreti degli alimenti che accompagnano la nostra vita. </p>
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		<title>Torta al limone &#124; Ricette pratiche della scuola di pasticceria Le Cordon Bleu</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2025 22:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodeidolci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
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		<category><![CDATA[Cordon Bleu]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho acquistato di recente il libro &#34;Le Cordon Bleu Pastry School&#34; e sono davvero entusiasta. Con questo libro, spero di migliorare e apprendere le tecniche di cucina e continuare a crescere nel mondo della pasticceria. Questa scuola di pasticceria è molto antica; il libro menziona che esiste dal 1890, se non ricordo male. Ed essendo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-al-limone-ricette-pratiche-della-scuola-di-pasticceria-le-cordon-bleu/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho acquistato di recente il libro &quot;Le Cordon Bleu Pastry School&quot; e sono davvero entusiasta. Con questo libro, spero di migliorare e apprendere le tecniche di cucina e continuare a crescere nel mondo della pasticceria. Questa scuola di pasticceria è molto antica; il libro menziona che esiste dal 1890, se non ricordo male. Ed essendo una scuola di pasticceria con così tanti anni di esperienza, è comprensibile che si imparino quei segreti che ti fanno migliorare.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23tmQYfCqGGcvoBFFBgQfN44Zr4UZ3WwRz1QtTYjaRFPHcX7rPtGifnisDANQJibdh3CV.jpeg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23tmQYfCqGGcvoBFFBgQfN44Zr4UZ3WwRz1QtTYjaRFPHcX7rPtGifnisDANQJibdh3CV.jpeg" /></a></p>
<p>Studiare in questa scuola è molto costoso. Il corso di pasticceria costa 8.000 dollari a modulo, e ce ne sono tre. Dato che nel mio Paese non esiste un centro del genere e non ho la stessa disponibilità economica, ho deciso di acquistare il libro. Oltre alle conoscenze che sto acquisendo nelle accademie qui e in altri libri, metterò in pratica le ricette, imparerò le tecniche e continuerò a crescere il più possibile.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23yJP3PdnUmfUCNEn3X8h8xcaShKCgQaeHUGPv8P3y9xRcLz2crC5kiydUZnNYwXGyPS3.jpeg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23yJP3PdnUmfUCNEn3X8h8xcaShKCgQaeHUGPv8P3y9xRcLz2crC5kiydUZnNYwXGyPS3.jpeg" /></a></p>
<p>Ho iniziato con un plumcake al limone, che potreste pensare sia la ricetta più semplice, e sono rimasta stupita dalle tecniche impiegate. Ho la mia ricetta del plumcake, ma quello che ho imparato ha cambiato la mia percezione di come prepararlo. Innanzitutto, inizio con la quantità di limone. La ricetta prevede la scorza di 4 limoni gialli, anche se io ho usato limoni verdi, perché volevo un sapore più acido che amaro. Questo piccolo dettaglio mi aiuta a capire che, se parliamo di un sapore, deve essere presente. La scorza di un limone non è sufficiente se il sapore principale è il limone. Questo è un punto importante da tenere a mente quando si includono i sapori nelle ricette.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EowG9zHuk34ZsSo2h6LPY3vK9NHjM9WkF9BbMu1mbv1rqXbit6vynZWEES1a7Asim1D.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EowG9zHuk34ZsSo2h6LPY3vK9NHjM9WkF9BbMu1mbv1rqXbit6vynZWEES1a7Asim1D.jpg" /></a></p>
<p>Il contenuto di grassi è molto importante, poiché a seconda della fonte e della percentuale, il risultato sarà una mollica più aperta o chiusa. Alcune ricette richiedono il burro, che è di origine animale, e altre richiedono la margarina, che è principalmente di origine vegetale. Non è possibile sostituire semplicemente l&#8217;uno con l&#8217;altro, poiché il burro ha un contenuto di grassi più elevato, e se si desidera sostituirlo, è necessario assicurarsi che la margarina abbia un contenuto di grassi elevato. Questo farà la differenza e vorrei cogliere l&#8217;occasione per menzionarlo in modo che possiate tenerlo a mente.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EogPpN8EyX6P6B74c6zuyGkStsufQDewnTvMpRVQybdNnMGao2ALn4q8XaiUZxqizNd.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EogPpN8EyX6P6B74c6zuyGkStsufQDewnTvMpRVQybdNnMGao2ALn4q8XaiUZxqizNd.jpg" /></a></p>
<p>Questa ricetta per la torta non prevede l&#8217;uso di liquidi come latte o acqua; le uova vengono mescolate con lo zucchero e la margarina viene aggiunta fusa. Questo conferisce alla torta la giusta quantità di umidità. La consistenza è simile a quella di una spugna; ho davvero apprezzato ogni morso. Devo dire che ho ripetuto la ricetta due volte per assicurarmi che venisse bene e per esercitarmi, capire e padroneggiare ogni passaggio.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23wgU9DfuiN5wfCkMa85TQhQzPWuidRC48cgUYNMwTJXu6jX6LWRZ79DNbgewSsADzuHm.jpeg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23wgU9DfuiN5wfCkMa85TQhQzPWuidRC48cgUYNMwTJXu6jX6LWRZ79DNbgewSsADzuHm.jpeg" /></a></p>
<p>Una cosa che mi è piaciuta molto imparare in questa ricetta è come spennellare una spatola, meglio conosciuta come raschietto, con l&#8217;olio e premerla leggermente sulla superficie prima di infornarla. Questo creerà una cavità, come una pagnotta. La prima volta che ho preparato questa ricetta, ho saltato questo passaggio, così ho potuto notare la differenza quando l&#8217;ho fatto, e il risultato è magico. Non ho quell&#8217;utensile, ma ne ho usato uno più piccolo, idealmente delle dimensioni della teglia, per ottenere una consistenza più pronunciata.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23xyZjy8ByWT5iEF6GfUraVYRh5G73KxRbx5MCGf7BB9QSHgX1cCKnxP3Nhm5vkwMjNRo.jpeg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23xyZjy8ByWT5iEF6GfUraVYRh5G73KxRbx5MCGf7BB9QSHgX1cCKnxP3Nhm5vkwMjNRo.jpeg" /></a></p>
<p>Un&#8217;altra cosa che ho apprezzato di questa ricetta è che è spalmata di confettura di albicocche in superficie e spennellata di glassa al limone sui lati. La glassa viene riscaldata bene, cosa che preferisco fare per ottenere una glassa più liquida. Poi la torta viene rimessa in forno per 1 minuto. La superficie è morbidissima grazie alla confettura e i bordi sono croccanti grazie alla glassa al limone.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/48K7u4UGHJ7QCUzTPpy8qUQRWsVsqbpUZcTvjdbfDFWCX4j5VBjSd3vG9r7p8JjztK.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/48K7u4UGHJ7QCUzTPpy8qUQRWsVsqbpUZcTvjdbfDFWCX4j5VBjSd3vG9r7p8JjztK.jpg" /></a></p>
<p>Parlare di un plumcake può sembrare banale, ma dietro questa ricetta si celano numerose tecniche che ci insegnano le basi della pasticceria. Questa ricetta è diventata la mia plumcake al limone preferita, e ora voglio sperimentare altri gusti come l&#8217;arancia o il frutto della passione.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23yJNh7E7CvmyQUkKa9oH9CfrtT7Ev9Xs9cX6rSFMPUwna3VCB4wBc8ba2UVA8LnEBa4c.jpeg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23yJNh7E7CvmyQUkKa9oH9CfrtT7Ev9Xs9cX6rSFMPUwna3VCB4wBc8ba2UVA8LnEBa4c.jpeg" /></a></p>
<p>La pasticceria è un processo di precisione; ogni grammo conta e influenza la chimica che si forma quando gli ingredienti vengono combinati o cotti. Tenetelo sempre a mente: le quantità non si improvvisano mai; tutto è sempre misurato per ottenere risultati perfetti. Questo mi è rimasto impresso da quando ho iniziato a studiare pasticceria, e ne ho visto l&#8217;influenza. Se amate il mondo dei dolci, tenete presente che è un mondo di precisione, di misurazioni, ma anche di risultati stimolanti.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23ynbFm6RQJukzQVcUQHi37MMBmRUS6gGnXoWgZZESASoAiFmFDpmnWP9CPSuCdArq45s.jpeg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23ynbFm6RQJukzQVcUQHi37MMBmRUS6gGnXoWgZZESASoAiFmFDpmnWP9CPSuCdArq45s.jpeg" /></a></p>
<p>Sono soddisfatta del risultato di questa ricetta e, soprattutto, delle conoscenze acquisite. Questo libro, insieme a &quot;L&#8217;ABC della Pasticceria&quot; di Osvaldo Gross, è stato un percorso di apprendimento che mi ha aiutato a perfezionarmi e crescere immensamente, e li consiglio vivamente. Il libro della Scuola di Pasticceria Le Cordon Bleu contiene la ricetta di questo plumcake al limone, con istruzioni passo passo. Se lo desiderate, potete acquistarlo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.amazon.com/-/es/Larousse-Editorial/dp/8418100818">Amazon</a> o nella vostra biblioteca di fiducia.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23xVMRnCWJbBxwdhxco6mEpxeWbsSYXsrjywJU2TXp9FXyLsNYzKacJRKjA3MkJzYVkHB.jpeg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23xVMRnCWJbBxwdhxco6mEpxeWbsSYXsrjywJU2TXp9FXyLsNYzKacJRKjA3MkJzYVkHB.jpeg" /></a></p>
<p>Con questa ricetta, inizio una nuova serie sul mio blog chiamata <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://hive.blog/trending/unarecetamas">#arecipemore</a> , che sarà dedicata alla mia pratica con questo libro, che è stata una vera scoperta per me. Continuerò anche ad alimentare le mie altre serie e creerò un post speciale a riguardo, che pubblicherò sul mio blog. Ma dovremo aspettare che ciò accada, mentre io continuo a godermi l&#8217;ultima fetta di torta.</p>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://hive.blog/hive-100067/@josecarrerag/panque-de-limon-or-practicando-recetas-de-la-escuela-de-pasteleria-le-cordon-bleu" target="_blank">fonte</a></p>
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		<title>Ōsōji, il metodo giapponese di pulizia a fine anno</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2025 08:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando le giornate più corte dell&#8217;inverno arrivano nelle case, in Giappone si rinnova un rito che intreccia gesto e spirito: l&#8217; Ōsōji porta ogni famiglia a soffiare via un anno di polvere e pensieri. La pratica, che ferma il calendario ma anima le persone, va ben oltre ben oltre l’efficacia domestica: purificare gli spazi equivale,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/osoji-il-metodo-giapponese-di-pulizia-a-fine-anno/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/osoji-metodo-giapponese-di-pulizia-fine-anno/" title="Ōsōji, il metodo giapponese di pulizia a fine anno" rel="nofollow"><img width="696" height="392" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2025/12/ragazza-prima-osoji-768x432.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Ragazza giapponese sorridente prima di fare l'Ōsōji con utensili e prodotti necessari" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>Quando le giornate più corte dell&#8217;inverno arrivano nelle case, in Giappone si rinnova un rito che intreccia gesto e spirito: l&#8217; Ōsōji porta ogni famiglia a soffiare via un anno di polvere e pensieri.</p>
<p>La pratica, che ferma il calendario ma anima le persone, va ben oltre ben oltre l’efficacia domestica: purificare gli spazi equivale, simbolicamente, a radunare ordine ed energia per <strong>chiudere davvero un ciclo</strong>.</p>
<p>Dietro la concretezza delle spugnette, tra eco di kami e attenzione a ciò che resta e ciò che va, la grande pulizia di fine anno celebra una relazione profonda tra ambiente vissuto e benessere personale.</p>
<p>Si tratta di un rituale che guarda alle radici della società, ma offre spunti pratici per rinnovare anche il quotidiano più moderno.</p>
<h2>Che cos&#8217;è l&#8217;Ōsōji (origine storica e significato spirituale)</h2>
<h3>Radici storiche: Susuharai e periodo Edo</h3>
<p>L’eco dell&#8217; Ōsōji, che letteralmente significa “spazzare via la fuliggine”,  si perde nel tempo, legata al rituale più arcaico del <strong>Susuharai</strong>.</p>
<p>Nel Giappone di molti secoli fa, era il modo con cui i cortigiani della corte imperiale e i custodi dei santuari shintoisti pulivano altari e residenze in vista del nuovo ciclo.</p>
<p>Un rito inizialmente collettivo e solenne, riservato a pochi, che durante il <strong>periodo Edo</strong> vide la sua diffusione dalle residenze nobiliari fino alle case comuni.</p>
<p>Dal 17° secolo in poi, le case giapponesi si allinearono al ritmo dei templi: si spolverava ogni angolo come gesto di benvenuto agli spiriti buoni che transitavano tra vecchio e nuovo anno.</p>
<p>Così, il Susuharai divenne la matrice ancestrale del moderno Ōsōji e, nel tempo, questa pratica si radicò nella cultura popolare fino a scandire il finale di dicembre nelle agende di quasi tutte le famiglie.</p>
<h3>Significato shintoista: purezza, kami e Toshigami</h3>
<p>Sotto la superficie delle azioni, la pulizia annuale è rito di purificazione nello spirito dello shintoismo: eliminare ciò che è vecchio significa <strong>preparare l’abitare al passaggio dei</strong> <strong>kami,</strong> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.wikipedia.org/wiki/Kami" target="_blank" rel="noopener">divinità shintoiste che si muovono tra i mondi</a>.</p>
<p>Pulire, qui, risponde a una chiamata spirituale: il gesto non vuole solo ordine ma purezza, condizione indispensabile per accogliere il Toshigami – spirito del Nuovo Anno che porta prosperità e salute a chi sa onorare la propria dimora.</p>
<p>Così come si sgombra la polvere, si liberano anche i pensieri stagnanti: la casa torna spazio sacro, varco tra ciò che è stato e ciò che sarà.</p>
<p>Il senso ultimo resta la ricerca di <strong>armonia</strong> tra interno ed esterno, materia e anima, in una circolarità che attraversa le stagioni giapponesi.</p>
<h2>Quando fare l&#8217; Ōsōji: date, tradizioni e regole pratiche</h2>
<h3>Giorni consigliati (28, 30) e perché evitare il 29</h3>
<p>Nella tradizione, il calendario ospita indicazioni precise: il <strong>28 dicembre</strong> e il <strong>30 dicembre</strong> emergono come giorni privilegiati per l Ōsōji.</p>
<p>La scelta è tutt’altro che casuale: evitare il 29, infatti, deriva da una credenza radicata che lo associa a sfortuna e malaugurio, complice l’assonanza del numero con la parola “dolore” in giapponese.</p>
<p>Le famiglie preferiscono, quindi, posticipare o anticipare anche di un giorno pur di non sfiorare quella data ambigua.</p>
<p>Non si tratta solo di scaramanzia, ma di una regola empirica che tutela il clima festoso e il valore propiziatorio del rito.</p>
<p>Spesso si sceglie il giorno in base alle esigenze familiari o agli impegni lavorativi: fondamentale resta il coinvolgimento di tutti e la coerenza con la consuetudine, senza mai trascurare la cornice simbolica della data.</p>
<h3>Completare prima del 1 gennaio; riferimenti storici (13 dicembre)</h3>
<p>La corsa “tranquilla” contro il calendario ha un solo obiettivo: terminare ogni attività di pulizia <strong>prima dell&#8217;1 gennaio</strong>.</p>
<p>La tradizione suggerisce di accogliere l’anno nuovo in spazi già rinnovati, come se ogni granello di polvere lasciato fosse un invito a trattenere anche fatiche e turbamenti del passato.</p>
<p>Non sempre era così: un tempo la pulizia rituale – il Susuharai – aveva luogo il 13 dicembre.</p>
<p>Con l’evoluzione della società, le tempistiche si sono spostate ma l’essenza resta intatta: il rinnovamento va concluso entro la soglia simbolica dell’anno, pena una leggenda di sorte sospesa e ospiti invisibili fuori dal portone.</p>
<h2>Piano operativo passo‑passo per l&#8217;Ōsōji</h2>
<h3>Preparazione mentale e scelta della data</h3>
<p>Prima ancora di toccare secchi e stracci, è necessario predisporre l’intenzione.</p>
<p>L&#8217;Ōsōji, nelle parole di Shoukei Matsumoto e con le suggestioni di pratiche come quelle di Marie Kondo, invita ad affrontare le pulizie come rituale consapevole e non come fatica inevitabile.</p>
<p>Scegliere la data giusta – allineandosi al 28 o 30 dicembre, secondo la logica familiare – significa già ristabilire armonia: la decisione diventa parte del rito e coinvolge tutti in una motivazione condivisa.</p>
<p>Alcuni preferiscono accendere musica strumentale o <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-migliorare-energia-in-casa-con-incenso/">diffondere incensi</a> o fragranze fresche in casa: ogni dettaglio contribuisce a definire il clima e trasformare la pulizia in rito meditativo, con pause equilibrate e approccio non stressante.</p>
<h3>Sequenza di lavoro: arieggiare, top‑down, senso orario, inside‑out</h3>
<p>La strategia tradizionale parte sempre dall’inizio: spalancare le finestre ed arieggiare, stanza per stanza, rinnova non solo l’aria ma anche l’energia in attesa del nuovo anno.</p>
<p>Poi si procede dal varco simbolico per eccellenza, il <strong>genkan</strong> – l’ingresso della casa – per evitare che lo sporco si sposti verso le zone pulite.</p>
<p>Seguendo il metodo “top-down”, si inizia dalle altezze (soffitto, lampadari, cornici), passando solo dopo ai pavimenti, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-pulire-le-pareti-di-casa/">come si fa nella pulizia delle pareti interne</a>.</p>
<p>Ogni stanza si percorre in senso orario, coprendo così ogni area senza lasciare angoli trascurati né sporcare zone già pulite.</p>
<p>La<strong> regola “inside-out”</strong> guida verso l’esterno della casa, concludendo nuovamente nel genkan prima di chiudere la porta sull’anno passato.</p>
<h2>Decluttering: cosa eliminare e come separare (donare, buttare)</h2>
<h3>Criteri di selezione (serve/uso/rappresentatività)</h3>
<p>Armonizzare gli oggetti con gli spazi è arte più che tecnica: la vera Ōsōji inizia dove termina l’accumulo inutile.</p>
<p>La selezione degli oggetti, sulle linee guida del “<strong>mottainai</strong>” (non sprecare ma elimina con rispetto), richiede di chiedersi: serve davvero? Lo uso? Mi rappresenta ancora?</p>
<p>Si considera se un vestito è stato indossato negli ultimi dodici mesi, se un utensile ha avuto un reale utilizzo o se resta solo per il suo costo iniziale.</p>
<p>Liberare lo spazio significa concedersi nuovi inizi: è licenza di chiudere simbolicamente ciò che non vibra più con la propria quotidianità.</p>
<h2>Scatole multiple e gestione immediata dei rifiuti</h2>
<p>Per facilitare il processo, si ricorre a <strong>due scatole</strong> (o sacchi capienti): una dedicata a ciò che andrà buttato via, l’altra agli oggetti da donare.</p>
<p>Estrarre tutto da cassetti e armadi permette di decidere con chiarezza e di gestire separatamente le destinazioni.</p>
<p>È essenziale  <strong>buttare i rifiuti subito</strong>, senza farli ristagnare tra corridoio e balcone.</p>
<p>Questa gestione immediata evita ingombri e disordine postumo, mentre la scatola per le donazioni è anche occasione per trasmettere il senso del gesto a chi condivide lo spazio domestico.</p>
<h2>Pulizie profonde: zone da non trascurare e tecniche specifiche</h2>
<h3>Dietro elettrodomestici, sotto mobili, sopra armadi</h3>
<p>L’approccio rigoroso dell&#8217;Ōsōji impone uno sguardo oltre l’apparenza: le<strong> zone nascoste</strong> diventano fulcro dell’intervento.</p>
<p>Si spostano divani e letti, si sollevano tappeti,<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/perche-quando-e-come-ruotare-il-materasso/"> si ruotano i materassi</a>, si passa una torcia dietro il frigorifero o sopra gli armadi dove si annida la polvere più vecchia.</p>
<p>La differenza col “solito” pulire è qui: nessun angolo rimane intoccato, anche se l’operazione richiede più energia e pazienza.</p>
<p>L’aria si rinnova e il senso di leggerezza che segue si percepisce non solo agli occhi, ma su tutta la pelle.</p>
<h3>Spostare mobili, trattare macchie, controllare medicinali/cosmetici</h3>
<p>Dopo lo spostamento degli arredi, lo sguardo si rivolge alle<strong> macchie ostinate</strong> su superfici, tessuti e tappeti: ogni alone sparito amplifica la sensazione di nuovo.</p>
<p>Si verifica con accuratezza l’interno di mobiletti e contenitori, espellendo carte e scontrini inutili, medicinali scaduti, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-riciclare-profumi-vecchi-e-quelli-inutilizzati/">profumi vecchi o inutilizzati</a> e cosmetici e prodotti solari oltre tempo limite.</p>
<p>Il controllo attento porta a evitare sprechi e ridondanze, recuperando sicurezza e igiene.</p>
<p>Così si chiude il cerchio della pulizia: le cose che non si usano più vanno eliminate con cura, mentre la casa si prepara al suo rinnovato respiro stagionale.</p>
<h2>Coinvolgere la famiglia, la scuola e il lavoro</h2>
<h3>Assegnare compiti in famiglia e valore educativo</h3>
<p>Se l&#8217;Ōsōji parla di purificazione, il suo senso più profondo si rafforza nella <strong>condivisione</strong>.</p>
<p>Assegnare compiti specifici a ciascun membro della famiglia trasforma la grande pulizia in esperienza collettiva, veicolando senso di appartenenza e educazione al rispetto degli spazi.</p>
<p>I bambini, soprattutto, apprendono l’ordine in modo pratico, partecipando attivamente invece che osservare da spettatori.</p>
<p>Musica in sottofondo, utensili dai colori kawaii e <strong>pause programmate</strong> rendono la sfida accessibile anche ai più piccoli, che si sentono coinvolti e motivati.</p>
<h3>Organizzare pulizie collettive in ufficio o scuola</h3>
<p>La pratica si estende anche oltre le mura domestiche: aziende e scuole giapponesi organizzano giornate collettive di Ōsōji per uffici e aule.</p>
<p>Oltre a garantire maggiore ordine, il rituale trasmette valori simbolici e rafforza la coesione tra colleghi e compagni di classe.</p>
<p>Il segreto sta nel <strong>programmare le attività</strong> evitando eccessivo carico in un solo giorno, celebrando i risultati condivisi e diffondendo spirito collaborativo.</p>
<p>Ogni ambiente lavorativo o scolastico esce non solo più pulito, ma anche arricchito da un senso di missione comune.</p>
<h2>Adattare l&#8217;Ōsōji al contesto moderno e occidentale</h2>
<h3>Opzione outsourcing vs valore rituale</h3>
<p>Nell’era delle “vite accelerate” e dei servizi on-demand, cresce il ricorso a professionisti delle pulizie per alleggerire la fatica domestica.</p>
<p>Tuttavia, delegare completamente la ritualità dell&#8217;Ōsōji può significare <strong>perdere parte della sua valenza trasformativa</strong>: il gesto, svuotato dell’esperienza, diventa solo servizio acquistato.</p>
<p>Scelta condivisibile per chi ha limiti oggettivi di tempo o salute, certo, ma la riflessione torna sempre all’intenzione di partenza: anche solo una piccola parte vissuta in prima persona restituisce senso di agio e conquista interiore.</p>
<h3>Personalizzare data e rituali mantenendo l&#8217;intento</h3>
<p>L&#8217;adattamento occidentale dell&#8217; Ōsōji invita alla libertà nella scelta delle date e dei rituali, <strong>senza forzature</strong>.</p>
<p>Non è indispensabile attendere dicembre: si può optare per un giorno dal significato personale, purché si conservi la finalità di chiusura, rinnovamento e accoglienza di un nuovo ciclo.</p>
<p>La personalizzazione diventa così garanzia della continuità del senso profondo: pulire non solo come dovere, ma come<strong> occasione per riaprire spazi, sogni e motivazioni</strong>, riempiendo le stanze di una luce nuova e di una consapevolezza che resta nel tempo.</p>
<p>Trasformare la pulizia in rito, lasciando andare ciò che non serve più, accende la casa e la mente di leggerezza.</p>
<p>Che si segua l’antico Ōsōji o una sua variante adatta ai ritmi di oggi, il potere di uno spazio rinnovato si riflette nello sguardo con cui si accoglie il futuro: tra passato e nuovo inizio, si può imparare a brillare senza accumuli dentro e fuori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se ami avere una casa pulita e splendente, leggi anche:</p>
<ul>
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</ul>
<p>Credito foto immagine in evidenza: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.freepik.com/foto-gratuito/il-colpo-orizzontale-della-ragazza-asiatica-felice-aiuta-la-mamma-a-fare-i-lavori-domestici-tiene-la-scopa-e-la-scopa-ha-l-espressione-felice-indossa-guanti-di-gomma-protettivi-felpa-con-cappello-isolati-su-sfondo-giallo-lavori-domestici_15220154.htm" target="_blank" rel="nofollow noopener">Freepik.com</a></p>
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		<title>Falafel &#8211; ricetta di Fidaa</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 10:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fida</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[yogurt]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;A scuola ci andavo con un panino di olio evo e zaatar o labane (yogurt colato) non è formaggio spalmabile.&#160; È molto facile fare i falafel.. c’è un piccolo segreto: QUANDO li LAANCIATE NELL’olio BOLLENTE NON LI DIVETE MUOVERE, QUANDO SONO PRONTE GALLEGGIANO, SOLO QUANDO GALLEGGIANO LI POTETE MUOVERE PER CUOCERLE AL MEGLIO.&#160; Il colore&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/falafel-ricetta-di-fidaa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span>&nbsp;A scuola ci andavo con un panino di olio evo e zaatar o labane (yogurt colato) non è formaggio spalmabile.&nbsp;</span></h1>
<p>È molto facile fare i falafel.. c’è un piccolo segreto: QUANDO li LAANCIATE NELL’olio BOLLENTE NON LI DIVETE MUOVERE, QUANDO SONO PRONTE GALLEGGIANO, SOLO QUANDO GALLEGGIANO LI POTETE MUOVERE PER CUOCERLE AL MEGLIO.&nbsp;</p>
<p>Il colore dorato è quello che piace a me, se mettete tanta cipolla diventano scuri perché si brucia la cipolla.</p>
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjEKO8n9RQWTJ0QS4-l4wQ3FMWk3wge6ZB43VvqT6Rq3U003swTCTGKy44jAPzqGUxnZFZpZAtGOnsxJyffUbD3Lii99uw5EZ1nPjavdB9Uga3ovAxTtv31l5I-iT2rD_9Mx0RQoCk23ziNq3umfj7rR0AoZ27uwCyz_L5Uk10gW_tO3J-_lCSIhF958Dk"><img alt="" height="240" src="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjEKO8n9RQWTJ0QS4-l4wQ3FMWk3wge6ZB43VvqT6Rq3U003swTCTGKy44jAPzqGUxnZFZpZAtGOnsxJyffUbD3Lii99uw5EZ1nPjavdB9Uga3ovAxTtv31l5I-iT2rD_9Mx0RQoCk23ziNq3umfj7rR0AoZ27uwCyz_L5Uk10gW_tO3J-_lCSIhF958Dk" width="180" /></a></div>
<p>Come fare i Falafel???
</p>
<p><b><span>Gli ingredienti&nbsp;</span></b></p>
<p>- 1 kg di ceci secchi&nbsp;&nbsp;</p>
<p>- 1 cipolla media&nbsp;&nbsp;</p>
<p>- 2 spicchi d’aglio&nbsp;&nbsp;</p>
<p>- 1 cucchiaio di cumino in polvere&nbsp;&nbsp;</p>
<p>- 1 cucchiaio di coriandolo in polvere&nbsp;&nbsp;</p>
<p>- Un ciuffo abbondante di prezzemolo fresco&nbsp;&nbsp;</p>
<p>- Un po’ di coriandolo fresco (facoltativo ma consigliato)&nbsp;&nbsp;</p>
<p>- 1/4 di cucchiaio di bicarbonato di sodio&nbsp;&nbsp;</p>
<p>- Sale q.b.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>- Olio di girasole per friggere (frittura profonda)</p>
<p><b><span>Procedimento:&nbsp;</span></b></p>
<p><span><b><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/reel/DPbwr9YiFSp/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank">link video&nbsp;procedimento falafel</a></b></span></p>
<p><b>1. Ammollo dei ceci:&nbsp;&nbsp;</b></p>
<p>&nbsp; &nbsp;Metti i ceci in abbondante acqua fredda e lasciali in ammollo per almeno 12 ore . Non usare ceci cotti o in scatola: non funzionano per questa ricetta.</p>
<p><b>2. Preparazione del composto:</b></p>
<p>Scola bene i ceci. Passali nel tritacar<br />ne o in un robot da cucina insieme alla cipolla, l’aglio, il prezzemolo e il coriandolo fresco. Il composto deve risultare omogeneo.</p>
<p><b>3. Aromi e riposo:&nbsp;&nbsp;</b></p>
<p>&nbsp; &nbsp;Aggiungi cumino, coriandolo in polvere, bicarbonato e sale. Mescola bene. Copri il composto e lascialo riposare in frigo per almeno 30 minuti.</p>
<p><b><span>4. Formare i falafel:&nbsp;&nbsp;</span></b></p>
<p>&nbsp; &nbsp;Se hai l&#8217;apposito strumento (lancia falafel), usalo per dare la classica forma rotonda leggermente schiacciata. Altrimenti, forma con le mani delle palline grandi come una noce.</p>
<p><b>5. Frittura:&nbsp;</b>&nbsp;</p>
<p>&nbsp; &nbsp;Scalda abbondante olio di girasole in una casseruola profonda. Quando è caldo (circa 180°C), versa delicatamente i falafel.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp; &nbsp;Importante: non mescolarli subito! Aspetta che si formino da soli. Quando sono cotti, galleggeranno e saranno ben dorati.</p>
<p><b>6. Scolare e servire:&nbsp;&nbsp;</b></p>
<p>&nbsp; &nbsp;Scolali su carta assorbente. Servi caldi, magari con pane arabo, insalata, sottaceti e salsa tahina.</p>
<div></div>
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		<title>Muffin all’uva e mandorle</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 14:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La cucina sottosopra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
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		<description><![CDATA[I muffin all&#8217;uva e mandorle sono dolci allo yogurt perfetti per la colazione e la merenda di tutta la famiglia. Sono dolci autunnali semplici e genuini, preparati con yogurt al naturale e pochi altri ingredienti. Questo li rende perfetti anche come merenda da portare a scuola oppure come spuntino dolce in ufficio. Io li ho&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/muffin-alluva-e-mandorle/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I muffin all&#8217;uva e mandorle sono dolci allo yogurt perfetti per la colazione e la merenda di tutta la famiglia. Sono dolci autunnali semplici e genuini, preparati con yogurt al naturale e pochi altri ingredienti. Questo li rende perfetti anche come merenda da portare a scuola oppure come spuntino dolce in ufficio. Io li ho [&#8230;]</p>
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		<title>Lu sule, lu mare e lu ientu: gli ingredienti dei fichi secchi salentini</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 15:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Alfonzo]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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		<description><![CDATA[Lu sule, lu mare, lu ientu sono gli ingredienti chiave dei fichi secchi prodotti in Salento da Antonella Alfonzo imprenditrice che con l&#8217;azienda Ganto e Progetto FRAG ha trasformato in qualcosa di concreto i suoi ricordi di bambina. Entrando nel laboratorio dove vengono lavorati a mano uno ad uno i fichi secchi ti assale un&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lu-sule-lu-mare-e-lu-ientu-gli-ingredienti-dei-fichi-secchi-salentini/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><em>Lu sule, lu mare, lu ientu sono gli ingredienti chiave dei fichi secchi prodotti in Salento da Antonella Alfonzo imprenditrice che con l&#8217;azienda Ganto e Progetto FRAG ha trasformato in qualcosa di concreto i suoi ricordi di bambina.</em></h4>
<p>Entrando nel laboratorio dove vengono <strong>lavorati a mano</strong> uno ad uno i<strong> fichi secchi</strong> ti assale un profumo di dolcetti di Natale. L&#8217;aroma nell&#8217;aria è inconfondibile e si viene rapiti dai <strong>gesti amorevoli e delicati</strong> di tutte le<strong> signore</strong> che si occupano di catturare all&#8217;interno di un<strong> barattolo in vetro</strong> i ricordi e il profumo dell&#8217;infanzia di una regione, la Puglia.<br />
Antonella aveva<strong> nostalgia</strong> dei tempi in cui, a casa della nonna, era l&#8217;aiutante nella preparazione dei <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2013/01/strudel-con-frolla-allolio-evo-e-fichi-secchi.html" target="_blank" rel="noopener">fichi secchi</a>. Allo stesso tempo, durante la sua vita da adulta, ha avuto la possibilità di scoprire le<strong> potenzialità delle <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/06/robiola-roccaverano-dop-eccellenza-casearia-astigiano.html" target="_blank" rel="noopener">eccellenze alimentari</a></strong> dei prodotti <strong>Made in Italy</strong>. Un mix di <strong>cuore e mente</strong>, dove l&#8217;emozione e i ricordi si intrecciano con lucida lungimiranza imprenditoriale, diventano nel <strong>2017</strong> un progetto concreto: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.ganto.it" target="_blank" rel="noopener"><strong>GANTO</strong></a>.</p>
<div><img class="size-full wp-image-18989" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/10/Terreni-4-scaled-e1759501293892.jpg" alt="Ficheto Ganto fichi pugliesi" width="2560" height="1583" />
<p>Ficheto Ganto fichi pugliesi</p>
</div>
<h2>Ganto: fichi secchi del Salento</h2>
<p>L&#8217;avventura inizia nel 2017 con la <strong>bonifica di un terreno incolto</strong>, a <strong>pochi chilometri da &#8220;lu mare&#8221;</strong>, e una piantagione neonata<strong> di fico dottato</strong>. L&#8217;esperimento sembra dare i primi frutti e Antonella decide di investire in un terreno di maggiore estensione arrivando a piantare <strong>2700 alberi di fichi</strong> entrate in produzione dal 2021. Da ogni pianta di fico dottato si hanno circa 80 kg di frutti e la produzione dura sui 25 anni. La coltivazione è biologica e i fichi vengono <strong>raccolti manualmente</strong>, uno ad uno, nei mesi di <strong>agosto e settembre</strong>, seguendo il naturale ciclo produttivo delle piante.<br />
Sono poi <strong>lu sule e lu ientu</strong> a giocare un <strong>ruolo chiave</strong> nella produzione dei <strong>fichi secchi </strong>del Salento. I prodotti di <strong>Ganto Fichi Pugliesi</strong> sono <strong>100% artigianali e naturali</strong> e non contengono conservanti né aromi artificiali. Per la lavorazione dei <strong>fichi secchi</strong> non si ricorre all&#8217;utilizzo di forni bensì la <strong>lenta essiccazione</strong> avviene <strong>al sole</strong>, proprio come si faceva una volta. Il sole, oltre ad essere un conservante naturale, garantisce un <strong>prodotto di alta qualità</strong> dal sapore distintivo e con <strong>proprietà nutrizionali inalterate</strong>. Sono necessari diversi giorni (circa 10), per l&#8217;essiccazione dei fichi che durante questo periodo vengono girati manualmente più volte. Fondamentale in questa fase è<strong> &#8220;lu ientu&#8221;</strong>, che deve essere quello giusto: la Tramontana capace di soffiare via la temuta umidità dello Scirocco.</p>
<div><img class="size-full wp-image-18987" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/10/Donne-al-lavoro.jpg" alt="Ganto Fichi Pugliesi, essiccazione al sole" width="1982" height="1486" />
<p>Ganto Fichi Pugliesi, essiccazione al sole e lavorazione manuale.</p>
</div>
<h2>Fichi secchi maritati</h2>
<p>Fiore all&#8217;occhiello della produzione dell&#8217;azienda <strong>Ganto</strong> sono i<strong> fichi secchi maritati</strong> e i<strong> fichi secchi maritati ricoperti di cioccolato</strong> fondente. L<span>avorati a mano, si tratta di fichi accoppiati che vengono ripassati in un mix di scorza di limone, semi di finocchietto e <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2023/11/ricetta-torta-soffice-mirtilli-streusel-crumble.html" target="_blank" rel="noopener">cannella</a> e al cui interno viene inserita una mandorla tostata. Nella versione al cioccolato, i fichi secchi maritati, vengono ricoperti con cioccolato fondente al 72%. Pochi ingredienti per uno snack gustoso e salutare, ideale anche per accompagnare il caffè.</span></p>
<div><img class="size-full wp-image-18998" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-6-scaled.jpg" alt="Fichi secchi maritati. " width="2560" height="1264" />
<p>Fichi secchi maritati</p>
</div>
<h2>Turismo sostenibile nel ficheto</h2>
<p>Siete in Puglia e volete <strong>visitare il ficheto di Ganto</strong>? È possibile farlo in compagnia di una <strong>guida ambientale escursionistica</strong> dell&#8217;associazione Salento delle Murgie. Tra i <strong>percorsi esperienziali</strong> proposti, dovete scegliere &#8220;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.salentodellemurge.com/percorso-il-sentiero-dei-desideri/" target="_blank" rel="noopener">Il sentiero dei desideri</a>&#8221; che vi permetterà di ammirare da vicino oltre al ficheto anche muretti a secco, le antiche pajàre e i colori della macchia mediterranea<br />
Durante il <strong>tour</strong>, che si svolge <strong>a piedi e in bici</strong>, vi spingerete fino alle dune del Lido di Bagnara con vista sul mar Jonio e al rientro potrete degustare i fichi secchi di Ganto al tramonto grazie all&#8217;iniziativa &#8220;<em><strong>Aperifico</strong></em>&#8220;.</p>
<div><img class="size-full wp-image-19002" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-senza-titolo-7-scaled.jpg" alt="Ficheto Ganto: esperienza e tramonto" width="2560" height="1157" />
<p>Ficheto Ganto: esperienza e tramonto</p>
</div>
<h2>Progetto FRAG!</h2>
<p>Proprio sopra al laboratorio di lavorazione dei fichi, nel piccolo paese di Fragagnano, l&#8217;imprenditrice Antonella Alfonzo ha appena aggiunto un altro tassello al suo progetto. La sua passione per i prodotti genuini, unita al suo interesse per la cucina, l&#8217;hanno spinta a creare <strong>Progetto FRAG</strong> (il cui acronimo sta per <strong>Formazione, Radici, Amore e Gusto</strong>) <span>uno<strong> spazio multifunzionale</strong> di 100 metri quadri che ospita anche una <strong>scuola di cucina</strong>. </span>La struttura comprende un’<strong>aula didattica</strong> per attività di formazione e un’<strong>aula pratica</strong> attrezzata con <strong>12 postazioni da lavoro</strong>, ciascuna progettata per ospitare 2 persone, oltre all’<strong>area riservata allo chef</strong> e a un <strong>laboratorio specializzato</strong>. Completano l&#8217;offerta le<strong> aule adatte a </strong><span><strong>incontri formali, meeting e convention</strong>. Il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.progettofrag.it" target="_blank" rel="noopener"><strong>ricco programma dei corsi</strong></a> è già stato definito e le proposte sono adatte a diverse fasce di pubblico: dai corsi executive a quelli monotematici, dalle basi della cucina ai laboratori su argomenti specifici. </span></p>
<div><img class="size-full wp-image-19007" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2025/10/Lezione-di-cucina.jpeg" alt="Progetto FRAG a Fragagnano - Scuola di cucina in Salento Puglia " width="8448" height="5109" />
<p>Progetto FRAG &#8211; Scuola di cucina</p>
</div>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2025/10/fichi-secchi-salentini.html">Lu sule, lu mare e lu ientu: gli ingredienti dei fichi secchi salentini</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>Compiti a casa e stress genitori: strategie per ritrovare la serenità</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 15:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letychicche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[calma]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[giornata]]></category>
		<category><![CDATA[momento]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#8220;E&#8217; di nuovo l&#8217;ora dei compiti. Il tavolo è pronto, i quaderni aperti&#8230;e l&#8217;aria già carica di tensione. Bastano pochi minuti perché la&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/compiti-a-casa-e-stress-genitori-strategie-per-ritrovare-la-serenita/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjkFPUduztV140bGlXK63P4MndyU9MP8quG4fVhlwCc9GHm_l-pBvxdvtrC3j0FV0Wbv6ZNNcfPbD66cqKXup9D1C4k7ZLbZKK8nPCKrToeIY17HJ8ACg4l5B7NUeu3uLleffMdPw1Ftixk1D4Rwjnd2NkSy7lwbXYSRSoK2QvHjl9u0s7Lo0C6pfRIp8A/s1536/IMG-20250904-WA0000.jpg"><img border="0" height="213" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjkFPUduztV140bGlXK63P4MndyU9MP8quG4fVhlwCc9GHm_l-pBvxdvtrC3j0FV0Wbv6ZNNcfPbD66cqKXup9D1C4k7ZLbZKK8nPCKrToeIY17HJ8ACg4l5B7NUeu3uLleffMdPw1Ftixk1D4Rwjnd2NkSy7lwbXYSRSoK2QvHjl9u0s7Lo0C6pfRIp8A/s320/IMG-20250904-WA0000.jpg" width="320" /></a></div>
<ul>
</ul>
<p>&#8220;E&#8217; di nuovo l&#8217;ora dei compiti. Il tavolo è pronto, i quaderni aperti&#8230;e l&#8217;aria già carica di tensione. Bastano pochi minuti perché la pazienza finisca, la voce si alzi e la frustrazione prenda il sopravvento.&nbsp;
<div>Se questa scena ti è familiare, continua a leggere:</div>
<div>scopriamo insieme come spezzare il circolo dello stress.&#8221;
<div>
<div></div>
<div>I compiti sono spesso fonte di tensione, succede a molte famiglie, non è segno di cattiva genitorialità.</div>
<div>Ma ci sono delle strategie per ridurre lo stress e migliorare il clima emotivo.</div>
<div></div>
<div></div>
<div><b>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Perché i compiti generano stress</b></div>
<div></div>
<div><b>Fattori emotivi:&nbsp;</b>&nbsp;ansia da prestazione del bambino, senso di impotenza del genitore.</div>
<div></div>
<div><b>Fattori relazionali:</b>&nbsp;aspettative elevate, pressione sul risultato.</div>
<div></div>
<div><b>Fattori pratici:</b>&nbsp;orari stretti, stanchezza dopo scuola/ lavoro.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><b>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Il circolo vizioso del conflitto</b></div>
<div><b><br /></b></div>
<div><b><br /></b></div>
<div>Il bambino si agita &#8211; il genitore insiste</div>
<div></div>
<div>aumenta l&#8217;ansia &#8211; cresce la frustrazione &#8211; arrivano urla/ scappellotti</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il bambino si chiude ancora di più.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><b>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Quando è il momento di fermarsi</b></div>
<div><b><br /></b></div>
<div><b><br /></b></div>
<div>Segnali d&#8217;allarme:</div>
<div></div>
<div>I compiti diventano sempre una lotta</div>
<div></div>
<div>il genitore prova costante frustrazione o rabbia&nbsp;</div>
<div></div>
<div>il bambino mostra ansia, pianto o rifiuto.</div>
<div></div>
<div>Riconoscere i propri limiti come atto di responsabilità, non di fallimento.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <b>Strategie per ritrovare la serenità</b></div>
<div><b><br /></b></div>
<div>Fare pause brevi,&nbsp; interrompere prima di alzare la voce.</div>
<div></div>
<div>Separare il ruolo di genitore da quello di &#8220;insegnante&#8221;: ricordarsi che l&#8217;obiettivo principale è la relazione.</div>
<div></div>
<div>&nbsp;Usare un linguaggio incoraggiante: rinforzare i piccoli progressi.</div>
<div></div>
<div>Creare una routine serena: spazio tranquillo, orario fisso, senza distrazioni.&nbsp;</div>
<div></div>
<div>Chiedere aiuto esterno: tutor o insegnante di supporto, per alleggerire la tensione familiare.</div>
<div></div>
<div>Prendersi cura di sé: respirazione profonda, brevi momenti di decompressione per i genitori.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <b></b></div>
<div>
<div>
<div><b>Racconto esemplare</b></div>
<div><b><br /></b></div>
<div>In molte famiglie, il momento dei compiti può trasformarsi in una delle situazioni più stressanti della giornata.&nbsp;</div>
<div>Un padre attento e amorevole si siede accanto al figlio/a per aiutarlo /a con i compiti di matematica ad esempio: le spiega con calma, prova diverse strategie, cerca di rassicurarlo/a. Tuttavia, di fronte all&#8217;ansia crescente&nbsp; del bambino / bambina e alle difficoltà che persistono, la tensione sale. Dopo vari tentativi, la frustrazione prende il sopravvento e il tono di voce si alza.</div>
<div></div>
<div>Non si tratta di mancanza di amore, ma di un circolo emotivo in cui entrambi &#8211; genitore e figlio &#8211; finiscono intrappolati:</div>
<div></div>
<div>Il bambino/a fatica a concentrarsi perché si sente sotto pressione</div>
<div></div>
<div>Il genitore si sente impotente e perde la pazienza.</div>
<div></div>
<div>IN questo scenario, l&#8217;intervento dell&#8217; altro genitore diventa fondamentale:&nbsp; non per colpevolizzare, ma per riconoscere che il metodo non è efficace e che il clima emotivo rischia&nbsp; di compromettere l&#8217;apprendimento.</div>
<div>restituisca al bambino/a un contesto di apprendimento pi sereno</div>
<div>permette al padre di recuperare un ruolo relazionale positivo, libero dalla frustrazione legata ai compiti.</div>
<div>Questo cambiamento non è&nbsp; una resa, ma un atto di cura: significa mettere al centro il benessere emotivo di&nbsp; tutti i membri della famiglia, proteggendo il legame affettivo.</div>
<div></div>
<div><b>Riflessione per i genitori</b></div>
<div></div>
<div>Quando l&#8217;ansia o la frustrazione rendono difficile mantenere la calma, fermarsi è la scelta pi saggia.</div>
<div>&nbsp;Delegare a un insegnante o un professionista non significa &#8221; fallire come genitori&#8221;, ma&nbsp; prendersi cura della relazione con i figli&nbsp; e garantire loro un ambiente di apprendimento&nbsp; più sereno.&nbsp;</div>
<div>E&#8217; un atto d&#8217;amore.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
</div>
<div></div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>14 vini dolci per rendere omaggio alla donna</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/14-vini-dolci-per-rendere-omaggio-alla-donna/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 10:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiano Guatteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[bocca]]></category>
		<category><![CDATA[dessert]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[gli uomini]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Pizzillo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Vini scelti per rendere omaggio alla donna e, quindi, di loro gradimento. Proviamo ad andare controcorrente; cioè, consigliarli agli uomini che degustando questi vini che emanano profumi inebrianti, riflettendo potrebbero pensare a quelli che caratterizzano le donne della propria vita, alle amiche più care, alle compagne di scuola e di giochi. Poi la dolcezza di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/14-vini-dolci-per-rendere-omaggio-alla-donna/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2sGClpxpfF-dHcjTO6pPuJi4so6HDxzYsEaad0nLaP_z-H06tJUpdI4yjQGRQByS5lwGZ_izpSr_zFR04_IaRbHcX1mLNFLLjzirTizYvv9abGv5GyV2h_Y8Z81CRFaqdOPlvw3XTlB0reRgzABcv7i6KaXJzFxhZA2KUzXyWDDlAKa-LmFW-coP2mxmk/s1280/women-1487825_1280.jpg"><img border="0" height="426" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2sGClpxpfF-dHcjTO6pPuJi4so6HDxzYsEaad0nLaP_z-H06tJUpdI4yjQGRQByS5lwGZ_izpSr_zFR04_IaRbHcX1mLNFLLjzirTizYvv9abGv5GyV2h_Y8Z81CRFaqdOPlvw3XTlB0reRgzABcv7i6KaXJzFxhZA2KUzXyWDDlAKa-LmFW-coP2mxmk/w640-h426/women-1487825_1280.jpg" width="640" /></a></div>
<p></p>
<p><span>Vini scelti per rendere omaggio alla donna e, quindi, di loro gradimento. Proviamo ad andare controcorrente; cioè, consigliarli agli uomini che degustando questi vini che emanano profumi inebrianti, riflettendo potrebbero pensare a quelli che caratterizzano le donne della propria vita, alle amiche più care, alle compagne di scuola e di giochi. Poi la dolcezza di questi vini che avvolge la bocca potrebbe invogliare ad avere la stessa dolcezza con l’altra metà della gente.</span><br /><span>Ogni volta che si degusta un vino dolce, passito, da dessert, ogni uomo dovrebbe meditare sui propri atteggiamenti con le donne che incontra e, quindi, prima di un eventuale atteggiamento scortese, di meditare – ecco che ritorna il vino da meditazione – su quello che vorrebbe fare e che, invece, non dovrebbe fare.</span><br /><span>Chissà se un calice di vino da meditazione potrebbe essere una bella idea per capire che essere gentile, cortese, educato, non costa niente e, spesso, potrebbe anche dare dei vantaggi.</span><br /><span>Quindi? I vini dolci sono sempre ritenuti adatti per le donne ma, nello stesso tempo, potrebbero essere ottimi per fare riflettere gli uomini sull’importanza della buona educazione.</span><br /><span>Se è così, potremmo dire “viva i&nbsp;</span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.quattrocalici.it/conoscere-il-vino/vini-da-meditazione/">vini da meditazione</a><span>”. <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://citylightsnews.com/vini-dolci-per-la-donna/" rel="nofollow">Qui</a> la selezione di vini di Michele Pizzillo.</span><br />&nbsp;</p>
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		<title>Camille senza glutine</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 18:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mary Di Gioia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[carote]]></category>
		<category><![CDATA[glutine]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi ti lascio la ricetta delle mie Camille senza glutine e senza burro, morbide e leggere, perfette per la prima colazione e merenda. Le Camille senza glutine sono delle tortine o muffin a base di carote e farina di mandorle, profumate agli agrumi. Ideali da portare a scuola o semplicemente da mangiare la mattina a&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/camille-senza-glutine-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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	<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/zeroglutine/ricetta-camille-senza-glutine/"><img src="https://blog.giallozafferano.it/zeroglutine/wp-content/uploads/2025/02/camille--300x200.jpg" alt="Camille senza glutine" width="300" height="200" /></a>
	</div>
<p>	Oggi ti lascio la ricetta delle mie Camille senza glutine e senza burro, morbide e leggere, perfette per la prima colazione e merenda. Le Camille senza glutine sono delle tortine o muffin a base di carote e farina di mandorle, profumate agli agrumi. Ideali da portare a scuola o semplicemente da mangiare la mattina a [&#8230;]</p>
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		<title>Torta di Ricciarelli: una vita senza musica</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 08:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patty</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[giornata]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Barcarola &#8211; OffenbachOggi parliamo un po&#8217; di musica.&#38;nbsp;Il mio lavoro in remoto, mi costringe a maratone di solitudine tra le pareti di casa.&#38;nbsp;Le uniche parole che scambio, sono con clienti o fornitori al telefono e non è che mi rallegrino la giornata. Il silenzio in casa mi crea sempre un po&#8217; di malinconia quindi da&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-di-ricciarelli-una-vita-senza-musica/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Barcarola &#8211; OffenbachOggi parliamo un po&#8217; di musica.&amp;nbsp;Il mio lavoro in remoto, mi costringe a maratone di solitudine tra le pareti di casa.&amp;nbsp;Le uniche parole che scambio, sono con clienti o fornitori al telefono e non è che mi rallegrino la giornata. Il silenzio in casa mi crea sempre un po&#8217; di malinconia quindi da sempre, anche dai tempi della scuola, io ho studiato e lavorato con la</p>
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		<title>Pan de Mei</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Dec 2024 07:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antro Alchimista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[bocca]]></category>
		<category><![CDATA[ero]]></category>
		<category><![CDATA[Mei Continua]]></category>
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<div align="justify"><i>&#8230; repost &#8230;</i></div>
<p>Un dolce che profuma di ricordi di quando ero bambina. Un profumo caratteristico dei lunghi pomeriggi invernali, una merenda buona che nei freddi pomeriggi nebbiosi di tardo autunno mi aspettava profumata e fragrante al ritorno da scuola. Un dolce che iniziava ad apparire nelle vetrine dei forni e delle pasticcerie per il periodo dei morti sino alla festa di Sant’Ambrogio. Un dolce che mi è sempre garbato assai, mi incantavo ad osservarlo nella vetrina della pasticceria di fronte casa con tanto di acquolina in bocca, vuoi per quel suo colore giallo ambrato, vuoi per quella crosticina di zucchero che lo ricopriva, vuoi per il profumo squisito che si spargeva sul marciapiede antistante al negozio. Un dolce semplice, ma buono, buono come solo le cose semplici sanno essere.</p></div>
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<span>Forse non tutti sanno che&#8230; </span><u>Pan de Mei</u>
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<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.antroalchimista.com/2010/12/pan-de-mei.html#more">Continua a leggere&#8230;</a></p>
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		<title>GIRELLE DI FROLLA ovvero BISCOTTI GIRANDOLA</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2024 12:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
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		<category><![CDATA[FROLLA]]></category>
		<category><![CDATA[GIRANDOLA]]></category>
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		<description><![CDATA[Le girelle di frolla o biscotti girandola sono dei semplicissimi biscotti bicolore creati con la pasta frolla bianca e la pasta frolla al cacao, dalla simpaticissima forma di una girella/girandola. Sono perfette per colazione, merenda ma anche per i compleanni dei bimbi. Golosissime anche da regalare, da portare a scuola o al lavoro. Ti potrebbero interessare queste&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/girelle-di-frolla-ovvero-biscotti-girandola/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le girelle di frolla o biscotti girandola sono dei semplicissimi biscotti bicolore creati con la pasta frolla bianca e la pasta frolla al cacao, dalla simpaticissima forma di una girella/girandola. Sono perfette per colazione, merenda ma anche per i compleanni dei bimbi. Golosissime anche da regalare, da portare a scuola o al lavoro. Ti potrebbero interessare queste [&#8230;]</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/adryincucina/ricetta-girelle-di-frolla-ovvero-biscotti-girandola/">GIRELLE DI FROLLA ovvero BISCOTTI GIRANDOLA</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/adryincucina"></a>.</p>
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