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	<title>Food Blogger Mania &#187; pianta</title>
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		<title>Come usare i fondi di caffè in giardino e nell’orto</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Il rito del caffè mattutino è per molti di noi un momento sacro, un risveglio dei sensi che ci prepara alla giornata, ma ti sei mai chiesto cosa accade a quella polvere scura che resta nella caffettiera? Spesso finisce nei rifiuti organici anche se è un peccato buttarla via, perché è un vero e proprio&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-usare-i-fondi-di-caffe-in-giardino-e-nellorto/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-usare-fondi-caffe-giardino-orto/" title="Come usare i fondi di caffè in giardino e nell’orto" rel="nofollow"><img width="696" height="464" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/06/sacco-fondi-caffe-768x512.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Sacco contenente fondi di caffè da usare in giardino e nell'orto" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>Il rito del caffè mattutino è per molti di noi un momento sacro, un risveglio dei sensi che ci prepara alla giornata, ma ti sei mai chiesto cosa accade a quella polvere scura che resta nella caffettiera? Spesso finisce nei rifiuti organici anche se è un peccato buttarla via, perché è un vero e proprio “oro nero” per chi ama le piante.</p>
<p>Riciclare i residui della nostra bevanda preferita non è solo un gesto di sostenibilità, ma anche una scelta intelligente per chi desidera prendersi cura del proprio spazio verde senza spendere soldi in fertilizzanti chimici e <strong>privilegiando il benessere delle piante e dell’ambiente</strong>.</p>
<p>In questo articolo scopriremo come usare i fondi del caffè in giardino e nell&#8217;orto, trasformando un semplice scarto in una risorsa preziosa, imparando a nutrire il suolo e proteggendo le nostre colture in modo del tutto naturale.</p>
<h2>Un concentrato di benessere per il terreno</h2>
<p>La polvere che avanza dalla torrefazione e dall&#8217;infusione non è solo una miniera di <strong>azoto</strong>, elemento fondamentale per la crescita del fogliame, ma contiene anche <strong>potassio</strong>,<strong> fosforo</strong> e una ricca varietà di microelementi come magnesio, calcio, rame e ferro.</p>
<p>Oltre a nutrire, questi residui migliorano la struttura fisica del terreno, rendendolo più soffice, arioso e capace di trattenere meglio l&#8217;umidità.</p>
<p>È un modo per donare vitalità alla terra, rendendola un ambiente accogliente per i microrganismi benefici e per i <strong>lombrichi</strong>, che ne vanno letteralmente ghiotti e che aiutano l&#8217;aerazione del suolo.</p>
<h2>I segreti per una concimazione perfetta</h2>
<p>Esistono diversi modi per distribuire questo nutrimento, ma è fondamentale avere alcune accortezze per evitare inconvenienti.</p>
<h3>L’essiccazione: il primo passo fondamentale</h3>
<p>Prima di portare i fondi in giardino o usarli nei vasi, dobbiamo assicurarci che siano<strong> perfettamente</strong> <strong>asciutti</strong>.</p>
<p>Infatti, se lasciati umidi e compatti, tendono a sviluppare rapidamente muffe che potrebbero nuocere alla salute delle piante.</p>
<p>Spargili su un vassoio al sole o lasciali all’aria per un paio di giorni finché non risulteranno polverosi e friabili tra le dita.</p>
<h3>Il fertilizzante liquido: un’infusione di vigore</h3>
<p>Per un intervento rapido o per le piante da appartamento, puoi preparare un’infusione fredda, lasciando riposare i fondi di 2 o 3 tazzine in 1 litro d&#8217;acqua per circa 24 ore.</p>
<p>Dopo aver filtrato accuratamente il liquido, otterrai una miscela color ambra <strong>da versare sul terriccio</strong>.</p>
<p>È un metodo delicato e sicuro che riduce al minimo il rischio di muffe e agisce più velocemente rispetto ai fondi secchi.</p>
<h3>L&#8217;applicazione a secco nel terreno</h3>
<p>Se preferisci usare i fondi di caffè direttamente, fai attenzione a non creare mai uno strato spesso in superficie, poiché potrebbe formare una crosta impermeabile che impedirebbe all&#8217;acqua di penetrare e soffocherebbe le radici.</p>
<p>L&#8217;ideale è spargerne una manciata sottile intorno alla base della pianta e incorporarla leggermente <strong>ai primi centimetri di terra</strong> con l&#8217;aiuto di una forchetta.</p>
<h2>Difesa naturale: allontanare gli ospiti sgraditi</h2>
<p>L’aroma intenso che noi tanto amiamo risulta sgradito a molti piccoli “visitatori” del giardino e dell&#8217;orto e, pertanto, i fondi di caffè possono essere utilizzati come barriera ecologica contro <strong>formiche</strong>,<strong> lumache e limacce</strong>.</p>
<p>La consistenza granulosa della polvere asciutta crea un ostacolo fisico difficile da superare per i gasteropodi, mentre l&#8217;odore intenso confonde le tracce chimiche delle formiche.</p>
<p>Questo metodo è utile anche per <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-eliminare-le-zanzare/">allontanare le zanzare adulte e uccidere le loro larve</a> e per scoraggiare i <strong>gatti</strong> dal frequentare le aiuole appena seminate.</p>
<p>Unico accorgimento: fai molta attenzione se hai cani o gatti in casa, poiché la caffeina residua può essere tossica se ingerita dai nostri amici a quattro zampe.</p>
<h2>Il compost e la pacciamatura: il cuore della fertilità</h2>
<p>Il modo migliore in assoluto per valorizzare i fondi di caffè è inserirli nel cumulo del <strong>compost</strong>.</p>
<p>Grazie all&#8217;azoto contenuto, accelerano il riscaldamento del cumulo, stimolando l&#8217;attività dei batteri che trasformano gli scarti in humus fertile.</p>
<p>Puoi anche miscelarli ai materiali per la <strong>pacciamatura</strong>, come foglie secche o fieno.</p>
<p>In questo modo, decomponendosi lentamente, rilasceranno i nutrienti in modo graduale, proteggendo al contempo il suolo dagli sbalzi termici.</p>
<h2>Semine precise e colori spettacolari</h2>
<p>I fondi di caffè sono un alleato prezioso anche durante la semina di ortaggi con semi molto piccoli, come quelli delle carote e della rucola.</p>
<p>Mescolando i semi alla polvere di caffè, sarà molto più facile spargerli in modo uniforme, evitando che le formiche li portino via prima che possano germogliare.</p>
<p>In giardino, i fondi di caffè sono famosi per il loro contributo alla fioritura delle <strong>ortensie</strong>.</p>
<p>Sebbene abbiano un pH tendente al neutro (tra 6.5 e 6.8), un loro utilizzo costante o l&#8217;uso di caffè fresco non utilizzato può aiutare a mantenere l&#8217;acidità necessaria <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-cambiare-colore-fiori-ortensie/">per stimolare tonalità blu intense nei fiori</a>.</p>
<h2>Quando la prudenza è d’obbligo: le piante che non amano il caffè</h2>
<p>Sebbene i fondi di caffè costituiscano una risorsa preziosa, <strong>non sono una soluzione universale</strong>.</p>
<p>Proprio come noi non sceglieremmo mai un abito di una taglia differente dalla nostra, anche nel giardino ogni arbusto ha le sue necessità e alcuni potrebbero reagire negativamente a questo trattamento.</p>
<p>È fondamentale, quindi, imparare a distinguere quali ospiti del nostro spazio verde preferiscono restare “a digiuno” di caffeina.</p>
<h3>Amanti del suolo calcareo</h3>
<p>Mentre i fondi di caffè sono indicati per le specie acidofile, possono risultare controproducenti per quelle piante che prediligono terreni <strong>alcalini o calcarei</strong>.</p>
<p>La loro aggiunta costante, infatti, tende ad abbassare il pH del suolo.</p>
<ul>
<li><strong>Lillà e Asparagi</strong>: sono tra i primi della lista a dover essere tenuti lontani dal caffè, poiché il loro benessere dipende da un substrato meno acido.</li>
<li><strong>Vite</strong>: anche in questo caso, è preferibile evitare l&#8217;aggiunta diretta per non interferire con la naturale composizione e l&#8217;equilibrio del terreno.</li>
</ul>
<h3>La sensibilità alla caffeina: rose e azalee</h3>
<p>Può sembrare un paradosso, ma non tutte le piante tollerano il caffè.</p>
<p>Alcune specie mostrano una spiccata <strong>ipersensibilità alla caffeina residua</strong>, che può agire come un inibitore della crescita invece di stimolarla.</p>
<ul>
<li><strong> Rose</strong>: questi fiori regali sono particolarmente suscettibili; la caffeina può ridurre vistosamente la loro capacità di fiorire e indebolire lo sviluppo complessivo.</li>
<li><strong>Azalee</strong>: nonostante aminol&#8217;acidità, un eccesso di caffeina dai fondi può rendere le loro radici vulnerabili al marciume, portando la pianta a un rapido declino.</li>
</ul>
<h3>Colture orticole e rischio di malattie fungine</h3>
<p>Nell&#8217;orto, l&#8217;uso incauto dei fondi di caffè può creare un microclima troppo umido o ricco di materia organica non ancora decomposta, favorendo talvolta la comparsa di funghi patogeni.</p>
<ul>
<li><strong>Peperoni e piselli</strong>: sono colture soggette a malattie fungine che potrebbero trovare terreno fertile nella polvere di caffè se questa non è perfettamente asciutta o ben integrata.</li>
<li><strong>Pomodori</strong>,<strong> broccoli e girasoli</strong>: molti studi e osservazioni sul campo hanno evidenziato come queste piante non gradiscano particolarmente la presenza dei residui di caffè alla loro base, mostrando talvolta segni di stress vegetativo.</li>
<li><strong>Ravanelli</strong>: anche questo piccolo ortaggio da radice può soffrire in presenza di eccessi di caffè non trattato o troppo fresco.</li>
</ul>
<h3>Piante grasse e orchidee: il rischio soffocamento</h3>
<p>Per le amanti dei climi aridi o per le delicate orchidee da appartamento, il caffè rappresenta un pericolo fisico oltre che chimico.</p>
<ul>
<li><strong>Succulente e cactus</strong>: Queste piante necessitano di terreni estremamente drenanti; la polvere di caffè trattiene troppa umidità, rischiando di far marcire l’apparato radicale.</li>
<li><strong>Orchidee (Phalaenopsis)</strong>: le loro radici aeree hanno bisogno di respirare attraverso materiali grossolani come la corteccia. La polvere fine del caffè finirebbe per soffocarle, portando rapidamente la pianta alla sofferenza.</li>
</ul>
<p>In sintesi, usare i fondi di caffè in giardino e nell&#8217;orto significa abbracciare un ritmo più lento e naturale, trasformando uno scarto quotidiano in un atto di amore verso la terra.</p>
<p>Tuttavia, la salute di uno spazio verde passa sempre per la conoscenza: osserviamo con attenzione le piante che abbiamo davanti e utilizziamo questo “oro nero” con la giusta misura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se non vuoi sprecare inutilmente ciò che puoi riutilizzare, leggi anche:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-utilizzare-acqua-di-cottura-della-pasta/">Come riciclare l&#8217;acqua di cottura della pasta nei modi ottimali</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/marmellata-di-bucce-di-anguria/">Marmellata di bucce di anguria deliziosa ed economica</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-riciclare-profumi-vecchi-e-quelli-inutilizzati/">Come adoperare in casa i profumi vecchi</a></li>
</ul>
<div></div>
<p>Credito foto in evidenza: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/chpaquette/3566421273/in/gallery-192382321@N03-72157718906413637/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Christopher Paquette per Flickr.com</a></p>
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		<item>
		<title>Sciroppo di erba cedrina: ricetta facile e profumata</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 17:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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		<description><![CDATA[Sciroppo di cedrina fatto in casa: la ricetta profumata e naturale Sciroppo di cedrina artigianale: l&#8217;essenza dell&#8217;estate racchiusa in un vasetto. Nota dell&#8217;autrice — Questa ricetta, pubblicata nel 2014, è stata aggiornata a giugno 2026 con nuovi consigli anti-spreco e approfondimenti sulla coltivazione di questa splendida pianta. Nel mio orto, la verbena odorosa (o Aloysia&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/sciroppo-di-erba-cedrina-ricetta-facile-e-profumata/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center">
<h1>Sciroppo di cedrina fatto in casa: la ricetta profumata e naturale</h1>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj2TLnQJ708shz-YRjVL-i3QMX1wZOhT3plJms3-WAwGcsAgQCWmYD3vOAJ7GLOTtAx8Be4W1qllwmEXWYtZ-yVFm1FHHPaQmEmfAvnGC_wu_NaWi8_lfr-cS6_UTcTMwdxPG4pdpQ_fuA-kYWzhtk6UtdBWdl7jMwNC5YUNQt5vUoyFO5sy4pYZQ/s1024/1000136064.webp"><img alt="Elegante vasetto di vetro con sciroppo di cedrina dorato accanto a un rametto di verbena odorosa fresca." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj2TLnQJ708shz-YRjVL-i3QMX1wZOhT3plJms3-WAwGcsAgQCWmYD3vOAJ7GLOTtAx8Be4W1qllwmEXWYtZ-yVFm1FHHPaQmEmfAvnGC_wu_NaWi8_lfr-cS6_UTcTMwdxPG4pdpQ_fuA-kYWzhtk6UtdBWdl7jMwNC5YUNQt5vUoyFO5sy4pYZQ/w640-h480/1000136064.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Sciroppo di cedrina artigianale: l&#8217;essenza dell&#8217;estate racchiusa in un vasetto.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<div></div>
</div>
<p><!--RIQUADRO AGGIORNAMENTO--></p>
<div>
<p><strong>Nota dell&#8217;autrice</strong> — Questa ricetta, pubblicata nel 2014, è stata <b>aggiornata a giugno 2026</b> con nuovi <b>consigli anti-spreco</b> e approfondimenti sulla coltivazione di questa splendida pianta.</p>
</div>
<p><!--INTRODUZIONE--></p>
<p>Nel mio orto, la verbena odorosa (o <em>Aloysia citrodora</em>) è una presenza che <b>coltivo con orgoglio da anni</b>. Adoro perdermi tra le sue foglie e lasciarmi inebriare da quel <b>profumo intenso e unico di limone</b> che emana appena le sfiori. È una pianta che per me significa estate, freschezza e cura del proprio spazio verde.</p>
<p>Nota popolarmente come cedrina, erba luigia o limoncina, ha una storia affascinante: originaria del Sud America, fu portata in Europa nel XVIII secolo e dedicata a Maria Luisa di Borbone-Parma. Coltivarla richiede <b>sole pieno e drenaggio</b>, ma attenzione al gelo! Oltre al suo impiego gastronomico, è nota per le proprietà digestive e sedative. Un piccolo aneddoto? Si dice che il suo profumo fosse usato nelle corti francesi per rinfrescare l&#8217;aria nelle stanze da letto. Oggi la trasformo in <b>uno sciroppo profumatissimo</b>, perfetto per bibite e ghiaccioli.</p>
<p><!--SCHEDA TECNICA--></p>
<h2></h2>
<h2>Scheda tecnica</h2>
<ul>
<li>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Tavola dei 300: farm trip tra  agrumeti e uliveti, ospitato  all&#8217;Agriturismo Fattoria Terranova.</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milady</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Agriturismo Fattoria]]></category>
		<category><![CDATA[agrumi]]></category>
		<category><![CDATA[confetture]]></category>
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		<category><![CDATA[Massa Lubrense]]></category>
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		<description><![CDATA[Agriturismo Fattoria Terranova Nell&#8217;ambito delle iniziative previste per&#160;La Tavola dei 300, la manifestazione organizzata dall&#8217;Associazione Ristoratori Lubrensi, conclusasi la sera del 17 giugno u.s., un gruppo di giornalisti e blogger sono stati ospiti dell&#8217;&#160;Agriturismo Fattoria Terranova&#160;per un farm trip&#160;finalizzato alla conoscenza dei borghi&#160; della penisola sorrentina e della produzione agro alimentare locale, patrocinato dal comune&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-tavola-dei-300-farm-trip-tra-agrumeti-e-uliveti-ospitato-allagriturismo-fattoria-terranova/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjShk_QjY1X97hBKNsNBlGEEimCXu-9G73r4AtP-5fKddOV87xfJed1ktCSE9nI-INim16UgTgefwyaqQSWka_UBQso_VrKUA8NvI38l4o0gviYc3ipuCt2VNmTln-1lxub_H-pLOYPOG5wt_PILZEVnDI67hC0pm5vxeb1EItbcQ_pNkQ_S75SRJgJmQM/s2332/ipiccy_image(60).jpg"><img alt="scorci della fattoria Terranova" border="0" height="182" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjShk_QjY1X97hBKNsNBlGEEimCXu-9G73r4AtP-5fKddOV87xfJed1ktCSE9nI-INim16UgTgefwyaqQSWka_UBQso_VrKUA8NvI38l4o0gviYc3ipuCt2VNmTln-1lxub_H-pLOYPOG5wt_PILZEVnDI67hC0pm5vxeb1EItbcQ_pNkQ_S75SRJgJmQM/w640-h182/ipiccy_image(60).jpg" width="640" /></a></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span>Agriturismo Fattoria Terranova</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Nell&#8217;ambito delle iniziative previste per&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://maisonmilady.blogspot.com/2026/05/massa-lubrense-la-tavola-dei-300-coast.html">La Tavola dei 300</a>, la manifestazione organizzata dall&#8217;<b>A</b>ssociazione <b>R</b>istoratori <b>L</b>ubrensi, conclusasi la sera del 17 giugno u.s., un gruppo di giornalisti e blogger sono stati ospiti dell&#8217;&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://fattoriaterranova.it/it/">Agriturismo Fattoria Terranova</a>&nbsp;per un <i>farm trip&nbsp;</i>finalizzato alla conoscenza dei borghi&nbsp; della penisola sorrentina e della produzione agro alimentare locale, patrocinato dal comune di Massa Lubrense e in collaborazione con&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.bytourist.it/">By Tourist</a>.</p>
<h4>L&#8217;<b>agriturismo Terranova</b>, sorge in posizione paesaggistica privilegiata sulle colline di <b>Sant&#8217;agata dei Goti</b>,&nbsp; a pochi minuti dal centro di Massa Lubrense<b>.<br /></b><br /></h4>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh9r5D4XsA6osIuy9iw_v3ulT3Q-Ju4qzDSy4lKONvxQVFqurHaXNUnhjKB1nvA8vxTYtJvf-MON4LV1MB49Z-WWSyQsboXYvKTEjRpVorBRoKS7u2s1g18boiM5pRhkMTHVoUEV9EmAATXNzdeRRRHVPRSTnOFWhQQWb4e-wMci0fG3db5-rAF7Ny4Nq8/s2332/ipiccy_image(62).jpg"><img border="0" height="135" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh9r5D4XsA6osIuy9iw_v3ulT3Q-Ju4qzDSy4lKONvxQVFqurHaXNUnhjKB1nvA8vxTYtJvf-MON4LV1MB49Z-WWSyQsboXYvKTEjRpVorBRoKS7u2s1g18boiM5pRhkMTHVoUEV9EmAATXNzdeRRRHVPRSTnOFWhQQWb4e-wMci0fG3db5-rAF7Ny4Nq8/w400-h135/ipiccy_image(62).jpg" width="400" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><span>Panorama e Labirinto della fattoria Terranova</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Qui la natura è&nbsp; davvero generosa! Immersi in una vegetazione curatissima e rigogliosa o tra coloratissimi fiori (anche eduli) e piante dello splendido labirinto,&nbsp; respirandone gli&nbsp; intensi profumi mediterranei, in quella dimensione che solo le voci del silenzio e della natura sanno regalare, si può passeggiare goderndo di panorami unici con lo sguardo che si perde tra l&#8217;<i>Arcipelago&nbsp; delle Sirene</i>, meglio conosciuto come&nbsp; &#8220;<b>Li Galli</b>&#8220;,&nbsp; tutto il <b>Golfo di Sorrento </b>tra cielo e mare e oltre.<br />
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg4ouMuN2ivq0efRS2VdTHkQMrKUzKU8HE08wT6Lzflk_3pVj8I8DcdGUyjOlIu2yVz37yA0rem8C2jsXAqqT-goNHl5psRucYTyU1qUERvEkMLwlH-64uLy_qfcF__N3CSh-7WvkXMllkcWso_svZH6-rMor1ZN0fI35rGVJByYMFR_2y475BbE1ir6qg/s1440/1781806905653.jpg"><img alt="Arcipelago Li Galli visto dalla Fattoria Terranova" border="0" height="300" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg4ouMuN2ivq0efRS2VdTHkQMrKUzKU8HE08wT6Lzflk_3pVj8I8DcdGUyjOlIu2yVz37yA0rem8C2jsXAqqT-goNHl5psRucYTyU1qUERvEkMLwlH-64uLy_qfcF__N3CSh-7WvkXMllkcWso_svZH6-rMor1ZN0fI35rGVJByYMFR_2y475BbE1ir6qg/w400-h300/1781806905653.jpg" width="400" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><span>Li Galli visti dalla fattoria Terranova</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h4>La fattoria, con la grande tenuta circostante, appartenuta nei secoli andati alla famiglia <i>Correale di Terranova</i>,&nbsp; oggi&nbsp; è gestita dalla quarta generazione della <b>Famiglia Ruoppo</b>, che ha voluto conservarne il nome storico.</p>
<p><span>Gli uliveti, le vigne, gli&nbsp; ortaggi, la&nbsp; frutta fresca e secca sono&nbsp; coltivati con metodo sinergico, favorendo i meccanismi di autofertilità del suolo e il rispetto ambientale, senza l&#8217;uso di pesticidi o altri supporti esterni.<br />Ogni pianta/erba coltivata potenzia l&#8217;azione di un&#8217;altra.&nbsp;<span>è</span>&nbsp;preservata la biodiversità e al contempo si sviluppano caratteristiche organolettiche dei prodotti che caratterizzano in modo unico la gastronomia locale, famosa in Italia e nel mondo.</span>&nbsp;<br /><span>La produzione aziendale è costituita da olio, liquori, conserve di ortaggi, confetture e marmellate, che vengono venduti direttamente oppure online e rientrano tutti nell&#8217;uso interno della fattoria.<br />Prodotto di spicco è l&#8217;olio extravergine (di cui vanno ricordate le virtù nutraceutiche) che in penisola sorrentina gode della dop. La produzione locale risale a tempi antichissimi, i greci lo offrivano in dono alle divinità.<br />Con gli agrumi (altro prodotto importantissimo e rappresentativo) e i vini, sono i prodotti di spicco dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;economia locale, e identificano in modo univoco anche il paesaggio.</span></h4>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjXn5_Dc_JH_umsVBd7S9YY6ugITu2KkbYhQAicOYTskSpO4DVrCKs2S1y52wB-Qjq_hc2divpRamec-xSSD2Didv3zJgcUB9VGITvQvN9xusvnCWGgTa2RlAyg0_v9YEOreurSTZV1w3KInSi6-j7KCXV7TVVnzjnsAGR1GRdbHeOissSifIQjtmKCMy8/s645/ipiccy_image(64).jpg"><img alt="L'olio extravergine e il Limoncello prodotti da Terranova" border="0" height="244" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjXn5_Dc_JH_umsVBd7S9YY6ugITu2KkbYhQAicOYTskSpO4DVrCKs2S1y52wB-Qjq_hc2divpRamec-xSSD2Didv3zJgcUB9VGITvQvN9xusvnCWGgTa2RlAyg0_v9YEOreurSTZV1w3KInSi6-j7KCXV7TVVnzjnsAGR1GRdbHeOissSifIQjtmKCMy8/w400-h244/ipiccy_image(64).jpg" width="400" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><span>Olio extravergine e Limoncello Terranova</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>L&#8217;olio extravergine a marchio <b>Terranova</b> è prodotto dalla varietà locale ogliarola/minucciola e spremuto a freddo.&nbsp; Presenta&nbsp; colore paglierino e sentori di erbe aromatiche, le note piccanti e amare sono ben definite ed equilibrate.<br />Altro prodotto di rilievo del marchio Terranova è senz&#8217;altro il <b>Limoncello,&nbsp;</b>liquore ormai famoso nel mondo. Il limone utilizzato è l&#8217;<b>Ovale di Sorrento IGP,&nbsp;</b>derivato dal <i>femminello ovale</i>, e conosciuto anche come limone massese.<br />La lavorazione è artigianale, le scorze da mettere in infusione vengono ricavate manualmente, mentre la polpa viene poi utilizzata per la produzione di marmellata,&nbsp; sempre con metodo artigianale.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWntlEmol_5AkkNaV9Vuxr6J1fS-W39hGJVD07sucMNdYTZuJpzW6Ka73YaBzZlTnrhB2nGeRVf8jgLg0iTSEvQSMjDUBTcNWOAqC546E_iB8mXj9BuChVboFonoeJbsVPEeUKz2WX8Appw636fvgSl7dfBuT2pcdEkZMT7XfwotEu0NH2_IddhOG6j64/s1818/DSC_9791%20(Copia).JPG"><img border="0" height="190" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWntlEmol_5AkkNaV9Vuxr6J1fS-W39hGJVD07sucMNdYTZuJpzW6Ka73YaBzZlTnrhB2nGeRVf8jgLg0iTSEvQSMjDUBTcNWOAqC546E_iB8mXj9BuChVboFonoeJbsVPEeUKz2WX8Appw636fvgSl7dfBuT2pcdEkZMT7XfwotEu0NH2_IddhOG6j64/s320/DSC_9791%20(Copia).JPG" width="320" /></a></p>
<p>Il tour si è concluso con un pranzo leggero e con prodotti locali, all&#8217;ombra di un pergolato vista mare.</p>
<p>L&#8217;<b>Agriturismo Fattoria Terranova</b>&nbsp;(confinante con <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://maisonmilady.blogspot.com/2013/10/agriturismo-le-tore.html">Le Tore</a>)&nbsp;è anche struttura ricettiva /ristorativa, fattoria didattica, si possono effettuare tour guidati, degustazioni, corsi di cucina e tanto altro.</p>
<div></div>
<p>
<div></div>
<p>

<p></p></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Tortiglioni al pesto di nocciole e basilico: ricetta estiva facile</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 20:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
		<category><![CDATA[nocciole]]></category>
		<category><![CDATA[pianta]]></category>
		<category><![CDATA[prima volta]]></category>

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		<description><![CDATA[Tortiglioni con pesto di nocciole e basilico: un classico estivo rivisitato I profumi dell&#8217;estate nel mio piatto: tortiglioni con pesto di nocciole e basilico. Nota dell&#8217;autrice Questa ricetta è stata pubblicata per la prima volta nell&#8217;agosto 2012. La pasta al pesto è un appuntamento fisso della mia estate: in questa versione completamente aggiornata a giugno&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tortiglioni-al-pesto-di-nocciole-e-basilico-ricetta-estiva-facile/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<h1>Tortiglioni con pesto di nocciole e basilico: un classico estivo rivisitato</h1>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhzt58Ifc6dKV7U6AkzgMlEwnnhz1llR2nWHrmOsZFST1h-upMaOll0YWLyYZf-fr3lSWJ8hcYmTRAIwZjtw68gMvstCX3vXfQeiNjaJVZ3Habv-_AYN7LRSkF5Q9CMOpa-qCn9TOGXR-r4rNSraXeL7z88XjL5zBXgVD49FJ_IxHMDJ1f10v7feg/s911/1000114269.webp"><img alt="Un piatto bianco di tortiglioni conditi con pesto di basilico e nocciole, guarnito con foglie di basilico fresco e una forchetta al lato." border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhzt58Ifc6dKV7U6AkzgMlEwnnhz1llR2nWHrmOsZFST1h-upMaOll0YWLyYZf-fr3lSWJ8hcYmTRAIwZjtw68gMvstCX3vXfQeiNjaJVZ3Habv-_AYN7LRSkF5Q9CMOpa-qCn9TOGXR-r4rNSraXeL7z88XjL5zBXgVD49FJ_IxHMDJ1f10v7feg/w640-h480/1000114269.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>I profumi dell&#8217;estate nel mio piatto: tortiglioni con pesto di nocciole e basilico.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<div></div>
<div>
<h3><strong>Nota dell&#8217;autrice</strong></h3>
<p>Questa ricetta è stata pubblicata per la prima volta nell&#8217;<strong>agosto 2012</strong>. La pasta al pesto è un appuntamento fisso della mia estate: in questa versione completamente aggiornata a giugno 2026 troverai qualche consiglio in più per rendere questo piatto, semplice ma speciale, ancora più facile da preparare.</p>
</div>
<p>La pasta col pesto è uno dei miei piatti preferiti e d’estate la faccio spessissimo, variando qualche ingrediente ogni tanto:<b> è freschissima, economica, deliziosa</b>… insomma, cosa c’è di meglio in quest’afosissima estate?</p>
<p>Il basilico, ovviamente, lo coltivo da me. È una pianta generosissima che non richiede attenzioni particolari, se non una breve annaffiatina serale e una potatura frequente. Il segreto? Bisogna sempre <strong>“cimarlo”</strong>, ovvero togliere le foglie a coppie delle punte. Se vi accorgete che sta andando “in semente”, cimate la punta: la pianta continuerà a produrre foglie profumate invece di sprecare energia nel fiore.</p>
<p>Per questo pesto ho usato <b>le nocciole raccolte, seccate e conservate l’anno scorso </b>dal mio nocciolo in giardino: cresce libero e felice, regalandoci ogni anno un tesoro senza alcun trattamento chimico.</p>
<h3><strong><br /></strong></h3>
<h3><strong>Scheda tecnica</strong></h3>
<p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come raccogliere l’aglio orsino in sicurezza</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
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		<category><![CDATA[posto]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;aglio orsino (Allium ursinum), comunemente chiamato aglio selvatico, aglio delle balze o aglio dei boschi, è diventato negli ultimi anni una vera celebrità del foraging primaverile. Questa pianta selvatica della famiglia delle Liliaceae, parente stretta dell&#8217;aglio comune e che deve il suo nome al fatto che gli orsi ne mangiano i bulbi in grandi quantità&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/come-raccogliere-laglio-orsino-in-sicurezza/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-raccogliere-laglio-orsino-in-sicurezza/" title="Come raccogliere l’aglio orsino in sicurezza" rel="nofollow"><img width="696" height="522" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/03/raccolta-foglie-aglio-orsino-768x576.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Foglie di aglio orsino appena raccolte in mano maschile" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>L&#8217;<strong>aglio orsino</strong> (<em>Allium ursinum</em>), comunemente chiamato aglio selvatico, aglio delle balze o aglio dei boschi, è diventato negli ultimi anni una vera celebrità del foraging primaverile.</p>
<p>Questa pianta selvatica della famiglia delle Liliaceae, parente stretta dell&#8217;aglio comune e che deve il suo nome al fatto che gli orsi ne mangiano i bulbi in grandi quantità per depurarsi all&#8217;uscita dal letargo, viene raccolta per gli innumerevoli usi culinari che se ne possono fare.</p>
<p>Infatti l&#8217;aglio orsino, ricco anche di proprietà terapeutiche, è estremamente versatile in cucina: dal classico pesto con noci alle frittate, fino alle zuppe.</p>
<p>Tuttavia, prima di avventurarsi nei boschi con il cestino, bisogna<strong> armarsi di competenze botaniche precise</strong>, dato che è fondamentale raccogliere l&#8217;aglio orsino in sicurezza: la somiglianza con alcune specie altamente tossiche impone una prudenza assoluta.</p>
<p>È necessario, inoltre, <strong>informarsi bene sulla normativa locale</strong>, perché in molte zone italiane la raccolta dell&#8217;aglio orsino è regolamentata e in alcune località è proibita, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/come-raccogliere-gli-asparagi-selvatici/">proprio come quella degli asparagi selvatici</a>.</p>
<p>È meglio impiegare un po&#8217; di tempo per verificare i regolamenti del comune specifico o della comunità montana in cui ci si reca piuttosto che trovarsi a dover pagare multe salate, come la sanzione di 5 euro per ogni stelo raccolto abusivamente prevista in Alto Adige.</p>
<h2>Dove trovare l&#8217;aglio orsino</h2>
<p>Questa pianta geofita bulbosa ama l’umidità e l&#8217;ombra e la si trova tipicamente nei boschi di latifoglie, lungo i corsi d&#8217;acqua e in zone dove il suolo è ricco di sostanza organica.</p>
<p>In Italia cresce rigogliosa dalla pianura<strong> fino a circa 1.500 metri di altitudine</strong>.</p>
<p>Se stai passeggiando in una valle fresca e avverti un pungente odore di aglio nell&#8217;aria, probabilmente sei vicino a una colonia.</p>
<p>Ricorda, però, che l&#8217;ambiente ideale dell&#8217;aglio orsino è lo stesso di alcuni “sosia” pericolosi e che, quindi, l&#8217;habitat da solo <strong>non è un certificato di garanzia</strong>.</p>
<h2>Il calendario del forager: quando raccogliere l&#8217;aglio orsino</h2>
<p>La finestra temporale per la raccolta è piuttosto stretta e legata ai ritmi della primavera:</p>
<ul>
<li><strong>Le foglie</strong>: il momento migliore per coglierle è tra marzo e aprile, <strong>prima che la pianta fiorisca</strong>. In questa fase le foglie sono tenere, dolci e ricche di principi attivi. Una volta comparsi i fiori bianchi a stella, le foglie tendono a diventare più coriacee e perdono parte del loro aroma.</li>
<li><strong>I fiori e i boccioli</strong>: commestibili anche loro e ottimi sott&#8217;aceto, i boccioli si raccolgono poco prima dell&#8217;apertura, mentre i fiori si usano durante la piena fioritura per decorare i piatti.</li>
<li><strong>I bulbi</strong>: sostituti più delicati del comune aglio e <em>detox</em>, si raccolgono generalmente<strong> a </strong>fine estate o in autunno, quando la parte aerea è ormai ingiallita. Attenzione, però: poiché estirpare il bulbo significa<strong> eliminare la pianta per sempre</strong>, è meglio limitarsi alle foglie e ai fiori per una raccolta sostenibile.</li>
</ul>
<p>Il riscaldamento globale sta influenzando anche l&#8217;aglio orsino: negli ultimi anni si è notato un anticipo della stagione vegetativa di circa 2-5 giorni per decennio.</p>
<h2>Riconoscimento botanico: occhio ai “falsi amici”</h2>
<p>Questa è la sezione più critica, visto che l&#8217;aglio orsino può essere confuso con il colchico autunnale, il mughetto e il gigaro scuro, tutte <strong>piante tossiche</strong> o addirittura<strong> mortali</strong>.</p>
<h3>Aglio orsino vs colchico: una distinzione vitale</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-94128" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/03/foglie-allium-ursinum.webp" alt="Aspetto delle foglie dell'Allium orsinum" width="450" height="300" /></p>
<p>Le edibili foglie dell&#8217;aglio orsino hanno un <strong>picciolo (stelo) fine e ben visibile</strong>, sono lucide sopra e opache sotto e crescono singolarmente dal suolo.</p>
<p>Il colchico autunnale (<em>Colchicum autumnale</em>), invece, contiene <strong>colchicina</strong>, <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.aou.mo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2110" target="_blank" rel="noopener">potente veleno cellulare per cui non esiste antidoto</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-94126" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/03/foglie-colchicum-autmnale.webp" alt="Aspetto delle foglie del colchico" width="450" height="300" /></p>
<p>Le sue foglie  sono sessili, ovvero <strong>senza stelo</strong>, crescono direttamente dal tubero abbracciandosi l&#8217;un l&#8217;altra a forma di “barchetta” e sono inodori.</p>
<h3>Mughetto e Gigaro: altri sosia da evitare</h3>
<p>Anche tutte le parti del mughetto e del gigaro sono velenose e, perciò, bisogna lasciarli lì dove sono.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-94130" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/03/foglie-convallaria-majalis.webp" alt="Aspetto delle foglie del mughetto" width="450" height="300" /></p>
<p>Le foglie del mughetto (Convallaria majalis) sono più rigide, hanno la pagina inferiore lucida e crescono a coppie (2 o 3) avvolgendo lo stesso stelo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-94132" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/03/foglie-arum-italicum.webp" alt="Aspetto delle foglie del gigaro" width="450" height="300" /></p>
<p>Quelle del gigaro (Arum italicum), comunemente chiamato “calla selvatica”, hanno<strong> forma sagittata</strong> (a punta di freccia) al contrario di quelle dell&#8217;Allium ursinum, spesso presentano macchie e venature diverse e non profumano di aglio.</p>
<p>Sebbene non sia difficile cogliere le differenze tra le foglie di queste 3 piante e quelle dell&#8217;aglio selvatico quando sono adulte, non è altrettanto semplice distinguerle<strong> quando sono giovani</strong>.</p>
<h3>Il test dell&#8217;olfatto: utile ma con riserva</h3>
<p>Stropicciare una foglia tra le dita per sentire l&#8217;odore di aglio è il test più comune.</p>
<p>Tieni presente, però, che, dopo aver maneggiato la prima foglia di aglio orsino, le tue mani puzzeranno di aglio per ore (ma a casa la si potrà <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/aglio-come-eliminare-lodore-dallalito-e-dalle-mani/">rimuovere con sostanze naturali</a>) e ciò renderà impossibile distinguere l&#8217;odore di eventuali foglie tossiche raccolte successivamente.</p>
<p>Pertanto la verifica deve essere visiva, <strong>foglia per foglia</strong>.</p>
<h2>Regole d’oro per una raccolta etica e sicura</h2>
<p>Per fare foraging in sicurezza e nel rispetto della biodiversità, segui questi consigli:</p>
<ol>
<li><strong>Analisi sul posto</strong>: identifica la pianta mentre è ancora attaccata al suolo; una volta nel cestino, le foglie si mescolano ed è più difficile distinguerle.</li>
<li><strong>Cogli nel cuore della colonia:</strong> evita i margini dei boschi o dei prati, dove è più probabile che cresca il colchico.</li>
<li><strong>Igiene</strong>: lava sempre accuratamente le foglie per eliminare terra e residui.</li>
</ol>
<p>In ogni caso, se non hai la certezza di poterlo identificare, ti consiglio di andare a raccogliere l&#8217;aglio orsino con qualcuno che lo conosce bene o di acquistarlo da rivenditori certificati.</p>
<p>La tutela della propria salute è basilare e viene ben prima del gusto.</p>
<p>Credito foto in evidenza: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/73915505@N00/2910808783/in/gallery-192382321@N03-72157724786138224/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Nick Fermi per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto foglie dell&#8217;Alliun ursinum: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/nsalt/3420336137/in/gallery-192382321@N03-72157724788041754/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Nick Saltmarsh per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto foglie del colchico: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/gertjanvannoord/52848719990/in/gallery-192382321@N03-72157724788041754/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Gertjan van Noord per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto foglie di mughetto: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/peganum/5662581898/in/photolist-LtHMyj-nPqgY7-nMwVxj-nMwReE-nx636Q-nPhoEZ-nPzwvt-nPzxPk-9Codjo-aBcMuz-dYFamr-NCYgUS-eiqJgh-c44GWC-eik1NV-29F7u7h-2bNCNJV-9DzrSB-2qNWkNg-2qNWkMz" target="_blank" rel="nofollow noopener">peganum per Flickr.com</a></p>
<p>Credito foto foglie del gigaro: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.flickr.com/photos/gertjanvannoord/26369534397/in/gallery-192382321@N03-72157724788041754/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Gertjan van Noord per Flickr.com</a></p>
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		<item>
		<title>Conosci la Manuka? La pianta preferita dall’Arciduca?</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/conosci-la-manuka-la-pianta-preferita-dallarciduca/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 10:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Pianigiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Coral Candy]]></category>
		<category><![CDATA[freddo]]></category>
		<category><![CDATA[Kiwi]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[pianta]]></category>
		<category><![CDATA[Red Damask]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>

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		<description><![CDATA[Manuka, oh Manuka: lo sai che sei la pianta preferita dall&#8217;Arciduca? Le tue origini lontane ti portano dall&#8217;altra parte del mondo — Australia, Nuova Zelanda e Malesia — e sei pure imparentata con il mirto. Il tuo nome regale è Leptospermum scoparium, anche se molti ti conoscono semplicemente come l&#8217;Albero del Tè della Nuova Zelanda.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/conosci-la-manuka-la-pianta-preferita-dallarciduca/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>Manuka, oh Manuka: lo sai che sei la pianta preferita dall&#8217;Arciduca?</b></p>
<p>Le tue origini lontane ti portano dall&#8217;altra parte del mondo — Australia, Nuova Zelanda e Malesia — e sei pure imparentata con il mirto. Il tuo nome regale è <i>Leptospermum scoparium</i>, anche se molti ti conoscono semplicemente come l&#8217;<b>Albero del Tè della Nuova Zelanda</b>.</p>
<p>Ti presenti con foglie piccole, coriacee e leggermente appuntite, giusto per essere un pochino &#8220;peperina&#8221;, anche se la tua parte migliore è l&#8217;esplosione di colori della fioritura.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/02/pianta-insolita-che-attira-le-api-manuka.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33779" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/02/pianta-insolita-che-attira-le-api-manuka.jpg" alt="Che cos'è il Leptospermum scoparium rosso-Manuka?" width="1024" height="768" /></a></p>
<h3>Fioritura e Colori</h3>
<p>I fiori variano dal bianco al rosa, fino al rosso magenta. Sebbene fiorisca tipicamente all&#8217;inizio dell&#8217;estate, è una pianta molto generosa che può mostrare boccioli per diversi mesi. E se abitate in una zona dal clima mite, sappiate che potete farla anche arrampicare su un muro!</p>
<h3>Esposizione e Terreno</h3>
<p>Il <i>Leptospermum</i> ama stare in <b>pieno sole</b>. Essendo abituata a climi aridi, necessita di un terreno molto drenante per evitare i ristagni idrici, suo nemico principale. Quando decidete di piantarla, vi consiglio di mischiare della <b>pomice</b> alla terra.</p>
<h3>Resistenza al freddo</h3>
<p>È una pianta rustica, ma nel Nord Italia è consigliabile proteggere le radici con una pacciamatura di foglie durante l&#8217;inverno. Al Centro e Sud Italia cresce senza problemi all&#8217;aperto e, grazie al suo fogliame persistente, risulta decorativa per tutto l&#8217;anno.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/02/Leptospermum-Scoparium-manuka-pianta-mellifera.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33780" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2026/02/Leptospermum-Scoparium-manuka-pianta-mellifera.jpg" alt="quanto costa una pianta di manuka" width="1024" height="768" /></a></p>
<h3>Manutenzione e Varietà</h3>
<p>Non richiede potature specifiche, se non per mantenere la forma compatta del cespuglio. Può essere coltivata come arbusto singolo, addossato a un muro o come siepe.</p>
<p><b>Attenzione:</b> la potatura va fatta dopo la fioritura; non tagliate mai il legno vecchio, perché la pianta non rigermoglia da lì.</p>
<p>Esistono varietà stupende:</p>
<ul>
<li>
<p><b>&#8220;Red Damask&#8221;</b>: fiori doppi rosso brillante.</p>
</li>
<li>
<p><b>&#8220;Coral Candy&#8221;</b>: fiori doppi rosa.</p>
</li>
<li>
<p><b>&#8220;Kiwi&#8221;</b>: varietà nana ideale per i vasi.</p>
</li>
<li>
<p><b>&#8220;Grandiflorum&#8221;</b>: foglie più grandi, argentee e fiori bianchi tardivi.</p>
</li>
</ul>
<p>Un dettaglio interessante? Le foglie possono assumere una colorazione rossastra quando il sole &#8220;picchia&#8221; forte.</p>
<h3>Proprietà Benefiche</h3>
<p>Dai suoi fiori si ricava il pregiato <b>miele di Manuka</b>, noto per la sua densità e l&#8217;aroma inconfondibile che ha fatto innamorare l&#8217;Arciduca. Le foglie hanno proprietà antibatteriche e sono ottime per infusi contro mal di gola e problemi digestivi.</p>
<p>Eh eh, caro Arciduca: questa Manuka è un vero toccasana!</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lafinestradistefania.it/2026/02/manuka-leptospermum-scoparium-coltivazione-proprieta/">Conosci la Manuka? La pianta preferita dall&#8217;Arciduca?</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lafinestradistefania.it">La Finestra di Stefania</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Marmellata di fichi &#124; Il cibo degli dei</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 22:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodeidolci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[limone]]></category>
		<category><![CDATA[Marmellata]]></category>
		<category><![CDATA[pectina]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>
		<category><![CDATA[pianta]]></category>
		<category><![CDATA[risultato]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo un albero di fichi a casa e, in questo periodo dell&#8217;anno, di solito è pieno di fichi. Mia madre raccoglieva i fichi verdi per farne una marmellata e conservarli, dato che ne producono molti. Dicono che i fichi siano cibo degli dei. È vero che hanno un sapore molto diverso dagli altri frutti, e&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/marmellata-di-fichi-il-cibo-degli-dei/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo un albero di fichi a casa e, in questo periodo dell&#8217;anno, di solito è pieno di fichi. Mia madre raccoglieva i fichi verdi per farne una marmellata e conservarli, dato che ne producono molti. Dicono che i fichi siano cibo degli dei. È vero che hanno un sapore molto diverso dagli altri frutti, e ho anche notato che il sapore è diverso se preparati verdi o maturi.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpCAocCjBuXHKJh3r47JoNCerMgLqEaw1NsiemtPRuLKHjcT91EGtfjr1zN72mYTcxG.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpCAocCjBuXHKJh3r47JoNCerMgLqEaw1NsiemtPRuLKHjcT91EGtfjr1zN72mYTcxG.jpg" /></a></p>
<p>Mangiare un fico maturo è un po&#8217; complicato, e il motivo è che devo alzarmi prima degli uccelli per raccoglierli, dato che li adorano e a casa lasciamo che si godano la pianta, visto che cantano e rallegrano l&#8217;atmosfera. Ho sempre voluto fare la marmellata con i fichi maturi, quindi ho fatto una tregua con gli uccelli e ne ho raccolti alcuni. No, sto scherzando, è stata una dura battaglia, haha, soprattutto perché devo alzarmi alle 5 del mattino, quando di solito lavoro la mattina presto XD.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EogPihTwaeoq9c4j84KRAj36NfK6SQVfdJJUhUs12Ls8Y8QPnSjspcpP66tVnk5wdUs.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EogPihTwaeoq9c4j84KRAj36NfK6SQVfdJJUhUs12Ls8Y8QPnSjspcpP66tVnk5wdUs.jpg" /></a></p>
<p>Valeva la pena fare una marmellata con i fichi maturi? Ne è valsa la pena ogni secondo. Il risultato è una marmellata dal sapore meraviglioso, dalla consistenza gradevole e dall&#8217;aroma ineguagliabile. I fichi contengono molti semi al loro interno e, per molti, mangiarli può essere sgradevole, con quei piccoli grumi. Ma per questa marmellata, ho filtrato la pasta con un colino, eliminando un buon numero di semi e ottenendo un risultato migliore.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpEJmZ19fZXUvAbHjx5dhrfeProZpt2vjkbRQwqgZhfCvjjjys7dFoVGqAuap3iZF6A.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpEJmZ19fZXUvAbHjx5dhrfeProZpt2vjkbRQwqgZhfCvjjjys7dFoVGqAuap3iZF6A.jpg" /></a></p>
<p>Mangiare questa marmellata con il pane tostato è stata la mia merenda pomeridiana, o quel momento in cui ho sempre voglia di uno spuntino, oppure può essere usata in un dessert, di cui vi parlerò più avanti. La verità è che mi è sempre piaciuto fare la marmellata di fichi, soprattutto perché è mia. Credo che d&#8217;ora in poi diventerà un&#8217;abitudine che amerò sicuramente.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EogQfCmVcKMkcbWevdMkNMU53SwvRM6qtjk6afhFCyh2PwxBQ1a96T3n41Xg4bXDQto.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EogQfCmVcKMkcbWevdMkNMU53SwvRM6qtjk6afhFCyh2PwxBQ1a96T3n41Xg4bXDQto.jpg" /></a></p>
<p>Per questa marmellata, utilizzare i seguenti ingredienti:</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23vsUXpAnDtVMoAKXXPZzr84sUnxiSFVAZPWa25vZb97op4AKwsWoxEhRVMsSpGvNd57g.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23vsUXpAnDtVMoAKXXPZzr84sUnxiSFVAZPWa25vZb97op4AKwsWoxEhRVMsSpGvNd57g.jpg" /></a></p>
<h3>Ingredienti</h3>
<ul>
<li>1/2 kg di fichi maturi</li>
<li>250 grammi di zucchero comune</li>
<li>succo di 1 limone</li>
<li>Acqua nella quantità necessaria</li>
</ul>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23wMgy8tuaY6mzAWjQw3FxbDdqSwXyXK6HN5dH7UVXhVvN1PuoYTra23mNS7PtwtTWx3i.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23wMgy8tuaY6mzAWjQw3FxbDdqSwXyXK6HN5dH7UVXhVvN1PuoYTra23mNS7PtwtTWx3i.jpg" /></a></p>
<h3>Preparazione</h3>
<ul>
<li>La prima cosa da fare è lavare i fichi e rimuovere l&#8217;estremità attaccata alla pianta. Facendo questo, il fico perderà un po&#8217; di latte, quindi è necessario pulirlo. Tagliare ogni fico in quattro pezzi e metterli in un vaso.</li>
</ul>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EonnucWhRmocgFkmNG23LnJztjkbLD17fZoQqHJ7nXWUA4ym3Ncztqo39vJoA8Ykps1.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EonnucWhRmocgFkmNG23LnJztjkbLD17fZoQqHJ7nXWUA4ym3Ncztqo39vJoA8Ykps1.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Aggiungere acqua fino a coprire i fichi e cuocere fino a ebollizione. A quel punto, buttare via l&#8217;acqua e aggiungerne altra fino a coprirli. Rimettere sul fuoco e cuocere fino a quando l&#8217;acqua non si sarà ridotta della metà.</li>
</ul>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoeFpFGgPVgsGgvtfpaTc5inLJcqSiMsnY3ckLFrXku3cXRfs6P9Zo8kcYbnyq4nT9w.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoeFpFGgPVgsGgvtfpaTc5inLJcqSiMsnY3ckLFrXku3cXRfs6P9Zo8kcYbnyq4nT9w.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Quando l&#8217;acqua si sarà ridotta della metà, aggiungete lo zucchero e lasciate cuocere finché l&#8217;acqua rimasta nella pentola non si sarà ridotta di nuovo della metà.</li>
</ul>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/Ep3ePsRmnRxVNGYd38wgAS3cbD4QcsiEQ9Uh3zrgWgEpuFMgbJrJKuLVqQGLbEfRofF.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/Ep3ePsRmnRxVNGYd38wgAS3cbD4QcsiEQ9Uh3zrgWgEpuFMgbJrJKuLVqQGLbEfRofF.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Se avete un frullatore a immersione, potete frullare i fichi fino a ottenere una purea. Se non avete un frullatore, lasciate raffreddare il composto e poi frullatelo fino a ottenere una purea di fichi. Filtrate la purea per rimuovere eventuali bucce e semi in eccesso, ottenendo un composto più liscio. Rimettete la purea nella pentola.</li>
</ul>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoptSgaZUgdk44GKsRcBU3MSs1NuWxuxL9SGcbqVcHF7rmpt4URYUACxCjoJuNCdeqn.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EoptSgaZUgdk44GKsRcBU3MSs1NuWxuxL9SGcbqVcHF7rmpt4URYUACxCjoJuNCdeqn.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Aggiungete il succo di limone e cuocete fino a raggiungere la consistenza desiderata. Se riducete ulteriormente il liquido, la marmellata sarà molto soda. Una volta aggiunto il succo di limone, lascio cuocere per 3 minuti e poi spengo il fuoco. L&#8217;acidità del limone aiuta ad attivare la pectina, conferendole quella consistenza gelatinosa ed esaltando il sapore della marmellata. Potete aggiungere pectina e acido citrico se non volete usare il limone.</li>
</ul>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23xKvd2m78fSqAZra1CnKzZ6e521GMa7R1GLCC1KDqURurMxBijG8YWMNeWv6HK1Fm2m6.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/23xKvd2m78fSqAZra1CnKzZ6e521GMa7R1GLCC1KDqURurMxBijG8YWMNeWv6HK1Fm2m6.jpg" /></a></p>
<p>La confettura di fichi è pronta. È deliziosa, ha una consistenza gradevole e si sposa bene con altri sapori. Probabilmente condividerò uno degli usi di questa confettura nella mia prossima ricetta di pasticceria dolce.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpT5EeBEY4vvDNdYvFyZHtb2ZAzHMi68FsTHi2SCjEkwdqZ81oRqZBX48ctADHjKRkh.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpT5EeBEY4vvDNdYvFyZHtb2ZAzHMi68FsTHi2SCjEkwdqZ81oRqZBX48ctADHjKRkh.jpg" /></a></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://images.hive.blog/1536x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpCAocCjBuXHKJh3r47JoNCerMgLqEaw1NsiemtPRuLKHjcT91EGtfjr1zN72mYTcxG.jpg"><img src="https://images.hive.blog/768x0/https://files.peakd.com/file/peakd-hive/josecarrerag/EpCAocCjBuXHKJh3r47JoNCerMgLqEaw1NsiemtPRuLKHjcT91EGtfjr1zN72mYTcxG.jpg" /></a></p>
<p>Fatemi sapere nei commenti se vi piacciono i fichi, quali preparazioni avete provato a farli e se li avete mangiati maturi o canditi. Alla prossima!</p>
<p>&#160;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://hive.blog/hive-100067/@josecarrerag/mermelada-de-higos-or-el-manjar-de-los-dioses" target="_blank">fonte</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Pannocchie per Simone</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 22:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rigalimoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[cose]]></category>
		<category><![CDATA[fiore]]></category>
		<category><![CDATA[modi]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[perci]]></category>
		<category><![CDATA[pianta]]></category>
		<category><![CDATA[verit]]></category>

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		<description><![CDATA[A dir la verità, stavolta vi doveva toccare una ricetta di funghi. Purtroppo, il tipo che ci vuole non si trova nei negozi in questo periodo, perciò rimandiamo e vediamo una cosa facile facile che dedico al mio conoscente di Roma, su sua esplicita ed insistente richiesta. Pannocchie di mais dolce, una a testa (v.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pannocchie-per-simone/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A dir la verità, stavolta vi doveva toccare una ricetta di funghi. Purtroppo, il tipo che ci vuole non si trova nei negozi in questo periodo, perciò rimandiamo e vediamo una cosa facile facile che dedico al mio conoscente di Roma, su sua esplicita ed insistente richiesta.</p>
<div>
<figure><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/79/VegCorn.jpg" alt="" style="width:483px;height:auto" /></figure>
</div>
<p><span></span></p>
<ul>
<li><strong>Pannocchie</strong> di mais dolce, una a testa (v. nota all&#8217;inizio della ricetta)</li>
<li>Burro (v. nota alla fine della ricetta)</li>
<li>Sale fino</li>
</ul>
<p>Visto che la ricetta in sé è una sciocchezza, cominciamo dalle chiacchiere. Le pannocchie di mais dolce si trovano fresche nei negozi solo in questo periodo. Come ho già avuto modo di dire (<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://rigalimoni.com/2018/10/14/minestra-di-mais-dolce/">qui</a>), è una verdura che perde moltissimo sapore con la conservazione, perciò fate in modo di comprarle il più fresche possibile e di cucinarle immediatamente. Ripeto anche che il mais dolce è una varietà specifica: le pannocchie di mais che si coltivano da noi servono più che altro come mangime per le bestie e non si possono mangiare in questo modo, quindi non pensiate di procurarvele rubandole in un campo! Se volete comunque essere poco onesti, o almeno poco corretti, cercate le confezioni arrivate più di recente in negozio, che di solito – giustamente – vengono messe dietro a quelle più vecchie e hanno la data di scadenza più lontana.</p>
<p>I modi di prepararle sono innumerevoli, ma di questi, uno è talmente più pratico e talmente migliore come risultato che penso di poter dire che gli altri sono proprio <em>sbagliati</em>. Pulite le pannocchie dalle foglie esterne e dalle barbe e mettetele così come sono, senza né sale né altro, nel forno preriscaldato a <span>180°C</span>. Fatele cuocere per circa <span>30–35 minuti</span>. Se le tenete vicino alla resistenza superiore, qualche chicco comincerà appena a prendere colore.</p>
<p>Quando sono cotte, <span>salate</span> le pannocchie e conditele sfregandole con un pezzo di <span>burro crudo</span>. Ce ne vorrà molto più di quel che pensereste e più ne mettete, più buone saranno. Potreste aggiungere qualche spezia, ma per quanto mi riguarda è superfluo: se le pannocchie sono fresche e il burro è buono non ne vale la pena.</p>
<p>Attenzione: <em>se</em> <em>e solo se</em> il burro è buono! Ho già raccontato anche questa storia (<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://rigalimoni.com/2018/03/03/torta-dobos/">qui</a>), ma in riassunto&#8230; il burro in Italia fa schifo, e non possiamo farci niente. Per una ricetta come questa, è d&#8217;obbligo comprare burro centrifugato, cioè burro come si fa in tutto il resto del mondo. Si trova in tutti i negozi minimamente forniti, per riconoscerlo, leggete l&#8217;etichetta (è scritto in bella mostra) e guardate il prezzo (è abbastanza più alto). Al limite, comprate burro che viene dall&#8217;estero! Se doveste per forza fare le pannocchie col burro &#8220;normale&#8221;, cioè burro mezzo irrancidito, allora vi consiglio di fonderlo e farlo colorire un po&#8217;, poi aggiungeteci qualche spezia forte come paprika affumicata o direttamente un miscuglio per cucina messicana o simili. Quel che preferite, ma non burro e basta.</p>
<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />
<p>Per chi ha tempo da perdere, vale la pena raccontare qualche curiosità scientifica sul mais dolce e le piante a fiore in generale.</p>
<p>La parte che si mangia del chicco di mais e degli altri cereali è una struttura chiamata <em>endosperma</em>, che non è una struttura della pianta madre, bensì fa già parte della generazione successiva e ha il corredo genetico di quest&#8217;ultima.</p>
<p>In effetti, l&#8217;endosperma non fa nemmeno parte dell&#8217;embrione figlio della pianta madre, ma ne è tecnicamente il fratello gemello, poiché nelle piante a fiore (cioè quasi tutte quelle che vi verrebbero in mente), ogni granello di polline ed ogni ovulo contiene <em>due</em> cellule riproduttive, che formano <em>due</em> individui distinti, cioè appunto l&#8217;embrione e l&#8217;endospema, che serve solo per fornire nutrimento all&#8217;embrione stesso.</p>
<p>Se non fosse chiaro quanto <em>heavy metal</em> è questo stato di cose, se nella nostra specie le cose andassero alla stessa maniera, la gravidanza si svolgerebbe più o meno così: ogni donna produce sempre due ovuli stettamente attaccati, che alla fecondazione incontrano due spermatozoi distinti e che poi iniziano a svilupparsi indipendentemente. Uno degli embrioni, però, cresce molto più velocemente, diventando molto molto più grande e grasso. Quando è chiaro che la gravidanza è fuori pericolo ma prima della nascita, l&#8217;embrione più piccolo inizia a mangiare vivo il fratello gemello, divorandolo fino a non lasciarne traccia.</p>
<p>Nel mais dolce, il fatto che il chicco accumuli così tanto zucchero prima di maturare dipende da un singolo gene recessivo. Siccome l&#8217;endospema non è parte della pianta madre, ma ha il corredo genetico di entrambi i genitori, il mais dolce va coltivato del tutto isolato, a considerevole distanza da qualsiasi altra varietà. Se, infatti, uno degli ovuli contenuti nella pannocchia immatura fosse stato fecondato dal polline di una pianta di un&#8217;altra varietà, il seme che ne risulta non esprimerebbe il gene recessivo, e sarebbe perciò già da subito duro e amidaceo.</p>
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		<item>
		<title>Peperoncino di Cayenna (Capsicum annuum)</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 14:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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		<description><![CDATA[La pianta del peperoncino di Cayenna o pepe di Cayenna, un vero gioiello botanico, è molto più di un semplice ingrediente piccante; è un concentrato di storia e sapore che ha viaggiato attraverso i continenti, affascinando cuochi e botanici. Originaria delle Americhe, questa pianta, con i suoi frutti affusolati e di un rosso vivace, è&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/peperoncino-di-cayenna-capsicum-annuum/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjx7t-KEY2ulRmn9zaDOgeFkw5aJ-7D7R4e9VKB7ZbUb_BliNsxXmI9y_yWyChmUj8jCY1hgLUjyb7MLVNrmhpjc6IB0xuwHdyPRUQG9fIQxPKsYYY9C19mUzn9CK7NiVDn4icRvZBFAaiQmDd-OKstTUIi6JcXw21PsNoRIlzJWqz4rKh17bMCpA/s1924/1000050813.jpg"><img border="0" height="624" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjx7t-KEY2ulRmn9zaDOgeFkw5aJ-7D7R4e9VKB7ZbUb_BliNsxXmI9y_yWyChmUj8jCY1hgLUjyb7MLVNrmhpjc6IB0xuwHdyPRUQG9fIQxPKsYYY9C19mUzn9CK7NiVDn4icRvZBFAaiQmDd-OKstTUIi6JcXw21PsNoRIlzJWqz4rKh17bMCpA/w640-h624/1000050813.jpg" width="640" /></a></div>
<p>La pianta del peperoncino di Cayenna o pepe di Cayenna, un vero gioiello botanico, è molto più di un semplice ingrediente piccante; è un concentrato di storia e sapore che ha viaggiato attraverso i continenti, affascinando cuochi e botanici.</p>
<p>Originaria delle Americhe, questa pianta, con i suoi frutti affusolati e di un rosso vivace, è stata coltivata per millenni, ben prima dell&#8217;arrivo degli europei: si narra che Cristoforo Colombo stesso sia stato tra i primi a portarla in Europa, scambiandola inizialmente per una varietà di pepe, da cui il nome &#8220;peperoncino&#8221;.</p>
<p>Una curiosità affascinante riguarda la sua piccantezza: è dovuta alla capsaicina, un composto che, pur non essendo dannoso per l&#8217;uomo (anzi, è apprezzato per le sue proprietà), è un potente deterrente per gli animali, proteggendo così i semi della pianta.</p>
<p>Nella scala di Scoville (la scala che misura la piccantezza dei peperoncini, che prende il nome dal farmacista Wilbur Scoville, che la ideò nel 1912), il peperoncino di Cayenna si posiziona a un livello medio-alto, rendendolo versatile sia per dare un tocco di calore ai piatti che per le sue presunte proprietà medicinali, come l&#8217;aiuto nella digestione e la riduzione del dolore.</p>
<p>Oltre alla cucina, il peperoncino di Cayenna è stato utilizzato nella medicina tradizionale per secoli, e ancora oggi è oggetto di studi per le sue potenzialità terapeutiche.</p>
<p>La sua coltivazione è relativamente semplice, rendendola una scelta popolare anche per i giardinieri amatoriali che desiderano aggiungere un po&#8217; di &#8220;fuoco&#8221; al proprio orto: che sia essiccato, macinato o fresco, il peperoncino di Cayenna continua a essere un protagonista indiscusso nelle cucine di tutto il mondo, un simbolo di vivacità e tradizione che non smette mai di sorprendere.</p>
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<p>Per richieste o suggerimenti, puoi scrivermi via mail a: ricettenonna@gmail.com</p>
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		<title>Levistico (Levisticum officinale)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 14:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[aroma]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi voglio parlarvi di una pianta straordinaria, spesso sottovalutata ma ricca di storia e proprietà: il levistico (Levisticum officinale). Il levistico è una pianta perenne originaria dell&#8217;Asia sudoccidentale e del Mediterraneo: il suo nome, &#8220;levisticum&#8221;, si pensa derivi dal latino &#8220;ligusticum&#8221;, che si riferisce alla regione della Liguria, dove la pianta era molto diffusa in&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/levistico-levisticum-officinale/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlIGvU1jtQLbJ8w-cDldvwjuuHEGKTTPXSKH9OrRzVT85olGqZJnHPOPRlSrUfqdWfra0rmmzsZFnkLgXGQPaEtAt4njSAqjUaEANo1irty49w426BBF552iBl99N3UDy3Mnxj8OdG3ThZcPiSMXZmPCJIfmpHt78plEFw_glUB3Hnbb1ciP9SMA/s2018/1000050036.jpg"><img border="0" height="596" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlIGvU1jtQLbJ8w-cDldvwjuuHEGKTTPXSKH9OrRzVT85olGqZJnHPOPRlSrUfqdWfra0rmmzsZFnkLgXGQPaEtAt4njSAqjUaEANo1irty49w426BBF552iBl99N3UDy3Mnxj8OdG3ThZcPiSMXZmPCJIfmpHt78plEFw_glUB3Hnbb1ciP9SMA/w640-h596/1000050036.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
<p></p>
<p>Oggi voglio parlarvi di una pianta straordinaria, spesso sottovalutata ma ricca di storia e proprietà: il levistico (Levisticum officinale).</p>
<p>Il levistico è una pianta perenne originaria dell&#8217;Asia sudoccidentale e del Mediterraneo: il suo nome, &#8220;levisticum&#8221;, si pensa derivi dal latino &#8220;ligusticum&#8221;, che si riferisce alla regione della Liguria, dove la pianta era molto diffusa in antichità.</p>
<p>Già i Romani e i Greci lo apprezzavano non solo per il suo sapore, ma anche per le sue proprietà medicinali: era usato come digestivo, diuretico e persino per alleviare il mal di gola.</p>
<p>In alcune regioni, il levistico è conosciuto come &#8220;sedano di montagna&#8221; per il suo aroma che ricorda molto quello del sedano, ma con note di prezzemolo e liquirizia; in inglese, è spesso chiamato &#8220;lovage&#8221; o &#8220;maggi plant&#8221; per il suo sapore che ricorda il dado da brodo, particolarmente apprezzato in Germania.</p>
<p>Questa pianta versatile può trasformare i vostri piatti con il suo aroma unico:</p>
<p>È l&#8217;ingrediente segreto per brodi vegetali e di carne dal sapore profondo e avvolgente. Aggiungetelo a minestroni e zuppe per un tocco in più.</p>
<p>Le foglie fresche o essiccate si sposano perfettamente con carni rosse, pollo e selvaggina, donando un sapore rustico e aromatico.</p>
<p>Le foglie giovani e tenere possono essere tritate finemente e aggiunte a insalate miste, salse a base di yogurt o formaggio fresco per un toapore sorprendente.</p>
<p>Provate ad aggiungere qualche foglia di levistico alle patate al forno o lesse, o a verdure saltate in padella. Il risultato vi sorprenderà!</p>
<p>Se avete un piccolo orto o anche solo un vaso sul balcone, il levistico è una pianta facile da coltivare: preferisce un terreno ben drenato e una posizione soleggiata o a mezz&#8217;ombra. Una volta stabilito, richiede poche cure e vi regalerà abbondanti foglie aromatiche per tutta la stagione.</p>
<p>Spero che questo piccolo viaggio nel mondo del levistico vi abbia incuriosito: è una pianta che merita di essere riscoperta e utilizzata in cucina per arricchire i vostri piatti con un sapore autentico e un tocco di storia.</p>
<p>Provatelo e fatemi sapere come lo utilizzate!</p>
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		<title>La Verbena Pulchella tappezzante è una valida alternativa al prato</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2025 13:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Pianigiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[effetto]]></category>
		<category><![CDATA[La Finestra]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Est]]></category>
		<category><![CDATA[pianta]]></category>
		<category><![CDATA[Rock Verbena]]></category>
		<category><![CDATA[Verbena Pulchella]]></category>
		<category><![CDATA[Vivai Flor Plant]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno continua ancora a mettere il prato a rotoli già pronto in giardino, senza seminare, ma chi ha problemi di acqua per irrigare, sta passando a idee alternative, e una di queste è la Verbena Pulchella tappezzante. La Verbena Pulchella tappezzante è calpestabile, fiorisce fino all&#8217;autunno ed è una valida alternativa al tradizionale tappeto erboso,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/la-verbena-pulchella-tappezzante-e-una-valida-alternativa-al-prato/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno continua ancora a mettere il<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lafinestradistefania.it/2010/06/come-posizionare-il-prato-a-pronto-effetto/"><strong> prato a rotoli già pronto</strong></a> in giardino, senza seminare, ma chi ha problemi di acqua per irrigare, sta passando a idee alternative, e una di queste è la <strong>Verbena Pulchella tappezzante.</strong></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/come-posizionare-un-prato-di-verbena.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33310" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/come-posizionare-un-prato-di-verbena.jpg" alt="quante-volte-di-deve-bagnare-la-verbena-tappezzante.jpg" width="1024" height="768" /></a></p>
<p>La <strong>Verbena Pulchella tappezzante</strong> è calpestabile, fiorisce fino all&#8217;autunno ed è una valida alternativa al tradizionale tappeto erboso, visto che è molto rustica e si taglia poche volte l&#8217;anno. In più fa una figura pazzesca, ha un colpo d&#8217;occhio quando è fiorita che lascia tutti a bocca aperta.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/come-mettere-a-dimora-un-prato-di-verbena-calpestabile.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33311" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/come-mettere-a-dimora-un-prato-di-verbena-calpestabile.jpg" alt="verbena-pulchella-hybrida-tappezzante-meglio-in-vasetti-oppure-plateau.jpg" width="768" height="1024" /></a></p>
<p>C&#8217;è chi la chiama <em>Verbena hybrida</em>, chi <em>Rock Verben</em>a, chi la vende in plateau e chi in vaso, ma alla fine l&#8217;effetto della Glanduaria Pulchella o Verbena, è quello di stupire, di resistere alla siccità e di avere poca manutenzione.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/quanto-ci-vuole-per-far-crescere-la-verbena-tappezzante-jpg.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33312" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/quanto-ci-vuole-per-far-crescere-la-verbena-tappezzante-jpg.jpg" alt="quanta-verbena-tappezzante-comprare-per-fare-un-prato-fiorito.jpg" width="1024" height="768" /></a></p>
<p>Fogliame verde e fiori di un bel colore viola-lilla che durano tanto tempo.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/differenza-tra-verbena-pulchella-e-verbena-hybrida.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33313" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/differenza-tra-verbena-pulchella-e-verbena-hybrida.jpg" alt="Glandularia-pulchella-images-(Rock Verbena)" width="768" height="1024" /></a></p>
<p>Oltre che in sostituzione al prato, la puoi usare anche per fare delle bordure, mettere in vaso o per creare dei giardini rocciosi. Come vedi è una pianta molto versatile e che ha bisogno di pochi accorgimenti.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/alternativa-al-prato-inglese-cosa-mettere-di-rustico.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33314" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/alternativa-al-prato-inglese-cosa-mettere-di-rustico.jpg" alt="come-fare-un-pratino-rustico-che-ha-bisogno-di-poca-acqua.jpg" width="1024" height="768" /></a></p>
<p>Dove trovare la Verbena Pulchella tappezzante? In Italia la producono in diversi: al nord ci sono Priola e Nord Est Prati, al centro il Botanical Dry Garden di Orbetello in Toscana, a sud i Vivai Flor Plant in provincia di Salerno o i Vivai Valverde in Sicilia, solo per citarne alcuni tra i più forniti.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/verbena-tappezzante-quanta-ce-ne-vuole-per-fare-un-prato.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33315" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/verbena-tappezzante-quanta-ce-ne-vuole-per-fare-un-prato.jpg" alt="dove-comprare-la-verbena-tappezzante-e-quanto-costa.jpg" width="768" height="1024" /></a></p>
<p>Se scegli di comprarla in vaso dovrai calcolare una decina di piantine a metro quadro e aspettare che cresca e si unisca, mentre se</p>
<p>vuoi ottenere subito un prato già pronto e fiorito, il classico &#8220;pronto effetto&#8221; ti merita mettere quella a &#8220;zolle&#8221;.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/prato-rustico-fiorito-che-ha-bisogno-di-poca-acqua.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33317" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/prato-rustico-fiorito-che-ha-bisogno-di-poca-acqua.jpg" alt="fiore-di-verbena-tappezzante.jpg" width="768" height="1024" /></a></p>
<p>Ma la verbena tappezzante si deve tagliare? Una volta che è cresciuta un po&#8217; troppo e i fiori sono &#8220;sfioriti&#8221;, puoi passare con il tagliaerba se vuoi, ma se via via lo calpesti, non ce ne sarà tanto bisogno.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/come-fare-un-prato-con-la-verbena-pulchella-tappezzante.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33318" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/come-fare-un-prato-con-la-verbena-pulchella-tappezzante.jpg" alt="idee-per-un-prato-fiorito.jpg" width="1024" height="758" /></a></p>
<p>Naturalmente è una pianta che ama il pieno sole, in questo modo avrà una fioritura generosa.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/quanto-dura-la-fioritura-di-una-verbena.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33319" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2025/07/quanto-dura-la-fioritura-di-una-verbena.jpg" alt="prato-alternativo-che-ha-bisogno-di-poca-acqua.jpg" width="768" height="1024" /></a></p>
<p>Come metterla a dimora? prima di tutto preparate il terreno, spianatelo e levate i sassi. Se avete la possibilità fate un piccolo impianto d&#8217;irrigazione per le emergenze, in alternativa mettete delle &#8220;baionette di emergenza&#8221; per i periodi più siccitosi al quale attaccherete il tubo di gomma per bagnare a mano. Una volta livellato il terreno cospargetelo con del terriccio o della sabbia, quindi procedete a piantare la verbena se è in vasetto, oppure ad adagiarla sopra il terreno se è in zolla, ricordandovi di attaccare bene e vicine le zolle. Quindi procedete a una prima irrigazione e il prato comincerà a crescere e a regalarvi soddisfazioni. </p>
<p> </p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lafinestradistefania.it/2025/07/la-verbena-pulchella-tappezzante-e-una-valida-alternativa-al-prato-inglese-ha-bisogno-di-poca-acqua/">La Verbena Pulchella tappezzante è una valida alternativa al prato</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lafinestradistefania.it">La Finestra di Stefania</a>.</p>
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		<title>Tortiglioni con pesto di nocciole e basilico</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 10:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
		<category><![CDATA[nocciole]]></category>
		<category><![CDATA[pianta]]></category>
		<category><![CDATA[piatti]]></category>
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		<category><![CDATA[ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Tortiglioni con pesto di nocciole e basilico La pasta col pesto è uno dei miei piatti preferiti e d’estate la faccio spessissimo, variando qualche ingrediente ogni tanto: è freschissima, economica, deliziosa… insomma, cosa c’è di meglio in quest’afosissima estate bolognese? Il basilico, ovviamente, lo coltivo da me… cioè, si coltiva da solo, visto che è&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tortiglioni-con-pesto-di-nocciole-e-basilico/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEibdz88aJduGfJRWjkqf9ePn1AvRQIa3zKa9vtudQI_V-W_-WpPIslNyUKt83I-NghF8peEqq4YkCtYcXDr8pLBcyevtbs0zin7bLlTJRNwVUJ0xddK7Ss3JnxVAVKtag6KmYpWIwXwpMmooWzZByCezpjkPPyJfNqOitP8UixKcoRiW0uPZUBarg/s640/1000048413.jpg"><img border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEibdz88aJduGfJRWjkqf9ePn1AvRQIa3zKa9vtudQI_V-W_-WpPIslNyUKt83I-NghF8peEqq4YkCtYcXDr8pLBcyevtbs0zin7bLlTJRNwVUJ0xddK7Ss3JnxVAVKtag6KmYpWIwXwpMmooWzZByCezpjkPPyJfNqOitP8UixKcoRiW0uPZUBarg/w640-h480/1000048413.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
</p>
<p align="justify"><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.it/2012/08/tortiglioni-con-pesto-di-nocciole-e.html" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.it/2012/08/tortiglioni-con-pesto-di-nocciole-e.html" target="_blank">Tortiglioni con pesto di nocciole e basilico</a></strong></p>
<p align="justify">La pasta col pesto è uno dei miei piatti preferiti e d’estate la faccio spessissimo, variando qualche ingrediente ogni tanto: è freschissima, economica, deliziosa… insomma, cosa c’è di meglio in quest’afosissima estate bolognese?</p>
<p align="justify">Il basilico, ovviamente, lo coltivo da me… cioè, si coltiva da solo, visto che è talmente generoso che non richiede attenzioni particolari, se non una breve annaffiatina serale e una potatura frequente… nel senso che più lo utilizzate, più lui è felice e cresce rigoglioso: bisogna sempre “cimarlo”, cioè togliere le foglie a coppie delle punte, mai quelle nella parte bassa della pianta. Se vi accorgete che il vostro basilico sta andando “in semente”, basterà cimare la punta che si sarà formata e lui continuerà a produrre: se non farete quest’operazione, la pianta piano piano smetterà la produzione e vi ritroverete con una piantina esile e improduttiva.</p>
<p align="justify">Le nocciole sono quelle che ho raccolto, seccato e conservato dall’anno scorso: provengono dal mio nocciolo, che cresce libero e felice nel mio giardino e ci regala ogni anno una miriade di nocciole buonissime, senza alcun tipo di trattamento.</p>
<p align="justify"></p>
<p align="justify">INGREDIENTI (per 4 persone)</p>
<p align="justify">
<ul>
<li>tortiglioni 400 g</li>
<li>foglie di basilico appena colte 2 manciate</li>
<li>parmigiano grattugiato 2 cucchiai</li>
<li>nocciole sgusciate 2 cucchiai</li>
<li>olio extravergine d’oliva</li>
<li>sale</li>
</ul>
<p align="justify">PROCEDIMENTO</p>
<p align="justify">Sciacquare velocemente le foglie di basilico e asciugarle bene.</p>
<p align="justify">Mettere le nocciole nel mixer assieme a un pizzico di sale e frullare a scatti, per non far scaldare le lame: basterà pochissimo, perché le nocciole dovranno restare leggermente grossolane, non finissime.</p>
<p align="justify">Unire il basilico alle nocciole e frullare sempre a scatti per pochi istanti.</p>
<p align="justify">Togliere dal mixer, mettere il tutto in una ciotola e unire il parmigiano grattugiato, incorporandolo delicatamente al resto.</p>
<p align="justify">Unire l’olio a filo, mescolando e amalgamando delicatamente il tutto con una forchetta.</p>
<p align="justify">Lessare la pasta in abbondante a acqua bollente salata, scolare al dente e unire al pesto (assolutamente fuori dal fuoco): mescolare bene per far fondere il formaggio con il calore della pasta e distribuire nei piatti individuali.</p>
<p align="justify">Servire subito, guarnendo con una foglia di basilico fresca.</p>
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<p>Ti aspetto!</p></div>
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		<title>Busiate trapanesi al pesto di pistacchio</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jun 2025 05:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[pasta fresca]]></category>
		<category><![CDATA[pentola]]></category>
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		<category><![CDATA[ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[La busiata è un antico formato di pasta tipico trapanese che prende il nome dalla &#8220;busa&#8221;, lo stelo sottilissimo dell&#8217;Ampelodesmos mauritanicus, volgarmente detta &#8220;Disa&#8221;, una pianta tipica della macchia mediterranea.La busa si appoggiava sul bastoncino di pasta fresca che veniva “cavato” fino a formare la caratteristica forma a spirale di questo formato di pasta siciliano.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/busiate-trapanesi-al-pesto-di-pistacchio/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEg10jBFgsrQORkUbDo5lKGMh6DRaxEDQ5otOZqTXZSbTCaTg3nd8zqxkdtoWr25NI7nIPFjhUst2CW1dNa1OwDdRM_9LL1PjlrYY-zvLTjz0jy1on9Xk3babi2XCwhcb3_7h3DvTbU3njaD970dY9Y3cO0xk2degwLkc05e-oToSFRxFe5091Y=s4608"><img border="0" height="426" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEg10jBFgsrQORkUbDo5lKGMh6DRaxEDQ5otOZqTXZSbTCaTg3nd8zqxkdtoWr25NI7nIPFjhUst2CW1dNa1OwDdRM_9LL1PjlrYY-zvLTjz0jy1on9Xk3babi2XCwhcb3_7h3DvTbU3njaD970dY9Y3cO0xk2degwLkc05e-oToSFRxFe5091Y=w640-h426" width="640" /></a></div>
<p>La busiata è un antico formato di pasta tipico trapanese che prende il nome dalla &#8220;busa&#8221;, lo stelo sottilissimo dell&#8217;Ampelodesmos mauritanicus, volgarmente detta &#8220;Disa&#8221;, una pianta tipica della macchia mediterranea.<br />La busa si appoggiava sul bastoncino di pasta fresca che veniva “cavato” fino a formare la caratteristica forma a spirale di questo formato di pasta siciliano.</p>
<p>&nbsp;INGREDIENTI (per 4 persone)</p>
</p>
<ul>
<li>busiate trapanesi 500 g</li>
<li>pesto di pistacchio 190 g</li>
<li>sale</li>
</ul>
<p>PROCEDIMENTO</p>
<p>Lessare al dente le busiate trapanesi in una pentola con abbondante acqua bollente salata con un pugno di sale grosso: tenere da parte un bicchiere di acqua di cottura.<br />Scolarle e condirle con il pesto di pistacchio, unendo poca acqua di cottura a filo per amalgamare.<br />Servire subito.</p>
<div>Per trovare altre mie ricette visita il blog https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/ o la pagina Facebook https://www.facebook.com/ricettenonna</p>
<p>Per richieste o suggerimenti, puoi scrivermi via mail a: ricettenonna@gmail.com</p>
<p>Ti aspetto!</p></div>
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		<title>Tortelli alla lastra con rosole e guanciale</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[ebollizione]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[guanciale]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[pianta]]></category>
		<category><![CDATA[ripieno]]></category>

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		<description><![CDATA[Tortelli alla lastra con rosole e guanciale Tortelli alla lastra ricetta tipica dell’Appennino tosco romagnolo, si basa su ingredienti semplici e facili da reperire e, come da tradizione ogni borgo, ogni famiglia varia gli ingredienti del ripieno di questa golosità. Le rosole sono la pianta del papavero. Al ròsli (al plurale) è il rosolaccio (Papaver rhoeas) – detto anche papavero&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/tortelli-alla-lastra-con-rosole-e-guanciale/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
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<p>Tortelli alla lastra con rosole e guanciale Tortelli alla lastra ricetta tipica dell’Appennino tosco romagnolo, si basa su ingredienti semplici e facili da reperire e, come da tradizione ogni borgo, ogni famiglia varia gli ingredienti del ripieno di questa golosità.</p>
<p>L<strong>e </strong>rosole sono la pianta del papavero.</p>
<p><em>Al ròsli</em> (al plurale) è il rosolaccio (Papaver rhoeas) – detto anche papavero rosso. Questa pianta, ben nota per il bel rosso vivo dei suoi fiori che in primavera colorano i prati nelle nostre campagne, offre un’ottima erba che, cotta, entra d’autorità nei crescioni o nei tortelli alla lastra.</p>
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<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-tortelli-alla-lastra/" title="Tortelli alla lastra" rel="bookmark">Tortelli alla lastra</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-bartlaz-bartolacci/" title="Bartlàz – Bartolacci" rel="bookmark">Bartlàz – Bartolacci</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/ricetta-crescione-verde-al-gorgonzola/" title="Crescione verde al gorgonzola" rel="bookmark">Crescione verde al gorgonzola</a></li>
</ul>
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<figure><img width="720" height="540" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2025/03/FB_IMG_1743351750473-720x540.jpg" alt="Tortelli alla lastra con rosole e guanciale" class="wp-image-34688" /></figure>
</div>
<div>
<div>
<ul>
<li><span>Difficoltà</span><span>Facile</span></li>
<li><span>Costo</span><span>Economico</span></li>
<li><span>Tempo di preparazione</span><span>45 Minuti</span></li>
<li><span>Tempo di cottura</span><span>45 Minuti</span></li>
<li><span>Porzioni</span><span><span>4</span><span>Persone</span></span></li>
<li><span>Metodo di cottura</span><span>Fornello</span></li>
<li><span>Cucina</span><span>Italiana</span></li>
<li><span>Stagionalità</span><span>Primavera</span></li>
</ul>
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<h2>Ingredienti</h2>
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<h3>Per i tortelli alla lastra</h3>
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<div><span><span>500</span> <span>g</span></span><span> <span>farina 0</span></span></div>
</div>
<div>
<div><span><span>200</span> <span>ml</span></span><span> <span>acqua</span></span></div>
</div>
<div>
<div><span> <span>q.b.</span></span><span> <span>sale</span></span></div>
</div>
</div>
</div>
<div>
<h3>Per il ripieno</h3>
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<div><span><span>500</span> <span>g</span></span><span> <span>Rosole</span></span></div>
</div>
<div>
<div><span><span>200</span> <span>g</span></span><span> <span>guanciale</span></span></div>
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<div>
<div><span><span>1</span> <span>spicchio</span></span><span> <span>aglio</span></span></div>
</div>
<div>
<div><span> <span>q.b.</span></span><span> <span>olio extravergine d&#8217;oliva</span></span></div>
</div>
<div>
<div><span> <span>q.b.</span></span><span> <span>sale</span></span></div>
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</div>
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<h2>Strumenti</h2>
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<div><span>1</span> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.amazon.it/dp/B07W5B9GSP?tag=gz-blog-21&amp;linkCode=osi&amp;th=1&amp;psc=1&amp;ascsubtag=0-f-n-av_lemieloverie" title="NAMAI - Padella Induzione 28 CM, Testo Romagnolo Antiaderente, Alluminio Pressofuso, Adatta In Lavastoviglie, Manico Removibile, Made In Italy" target="_blank" rel="nofollow sponsored noopener">Testo per piadine</a></span>
<div>
<div><span>oppure</span><span>1</span> <span>Padella</span> <span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.amazon.it/dp/B07KQ9H68M?tag=gz-blog-21&amp;linkCode=osi&amp;th=1&amp;psc=1&amp;ascsubtag=0-f-n-av_lemieloverie" title="Tognana Great Stone, Set 3 Padelle 20/24/28 cm, Alluminio, Nero" target="_blank" rel="nofollow sponsored noopener">antiaderente </a></span> </div>
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<h2>Preparazione dei Tortelli alla lastra con rosole e guanciale</h2>
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<p>Mettere la farina sulla spianatoia e formare un buco al centro versarvi l’acqua ed un pizzico di sale.<br />Impastare energicamente fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico, se risultasse troppo duro aggiungere un altro po’ di acqua.</p>
<p>Mettere in una ciotola e coprire con un canovaccio, lasciare riposare circa 30 minuti.</p>
<p>Lavare le rosole e metterle in acqua salata in ebollizione per 10 minuti, scolarle e strizzarle molto bene.</p>
<p>Tritare il guanciale finemente, metterlo in una padella a rosolare, unire l&#8217;aglio tritato e dopo un apio di minuti aggiungere le rosole sminuzzate.</p>
<p>Far insaporite per circa 5 minuti e spegnere la fiamma.</p>
<p>Prendere l’impasto e con l’aiuto della macchina per pasta tirare l’impasto abbastanza sottile, circa un millimetro di spessore. In mancanza della macchina per pasta il buon sano e vecchio mattarello va sempre bene.</p>
<p>Distribuire il ripieno su metà della sfoglia e poi ricavare dei quadrati tagliandoli con la rotella per pasta.</p>
<p>Scaldare il testo e poi cucinare i tortelli per un paio di minuti per lato.</p>
</div>
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<figure><img width="720" height="540" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2025/03/FB_IMG_1743351720601-720x540.jpg" alt="" class="wp-image-34691" /></figure>
<figure><img width="720" height="540" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2025/03/FB_IMG_1743351761247-720x540.jpg" alt="" class="wp-image-34689" /></figure>
</div>
</p>
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<div>
<p>Portare in tavola e buon appetito.</p>
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<figure><img width="720" height="540" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2025/03/FB_IMG_1743351732675-720x540.jpg" alt="Tortelli alla lastra con rosole e guanciale" class="wp-image-34690" /></figure>
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<h2></h2>
</p>
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</div>
<p>
						Dosi variate per<br />
						<span></span><br />
						porzioni
						</p>
<div>
							<button></p>
<p>							</button><br />
							<span></span><br />
							<button></p>
<p>							</button>
						</div>
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<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide" />
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<div><span>&#8211;</span><span> / 5</span></div>
<div>Grazie per aver votato!</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Crostata con prosciutto di parma e pere con timo limone e nocciole</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 22:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CominciamodaQua</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Eric Kayser]]></category>
		<category><![CDATA[Les Tartes]]></category>
		<category><![CDATA[limone]]></category>
		<category><![CDATA[nocciole]]></category>
		<category><![CDATA[pere]]></category>
		<category><![CDATA[pianta]]></category>
		<category><![CDATA[pranzo]]></category>
		<category><![CDATA[prosciutto]]></category>

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		<description><![CDATA[La crostata con prosciutto di Parma e pere con timo limone e nocciole è stata la prima ricetta che mi ha totalmente colpito del libro Les Tartes di Eric Kayser. Le pere caramellate e profumate di timo limone (si, lo ammetto, ne ho dovuto comprare una pianta al vivaio per averlo!) con la croccantezza delle&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/crostata-con-prosciutto-di-parma-e-pere-con-timo-limone-e-nocciole/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crostata con prosciutto di Parma e pere con timo limone e nocciole è stata la prima ricetta che mi ha totalmente colpito del libro Les Tartes di Eric Kayser.<br />
Le pere caramellate e profumate di timo limone (si, lo ammetto, ne ho dovuto comprare una pianta al vivaio per averlo!) con la croccantezza delle nocciole tostate e l&#8217;abbinamento dolce-salato del prosciutto, mi ha attirato subito.<br />
Mi piacciono molto questo abbinamenti salati con la frutta e quindi mi ci sono messa di impegno, cercando anche di farla venire bella come era giusto che fosse, perché merita veramente.<br />
Ottima in tutte le occasioni, ma non sfigura di certa in un pranzo importante.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-9082" src="https://www.cominciamodaqua.com/wp-content/uploads/2024/11/tarte-pere-4-525x700.jpg" alt="" width="525" height="700" /><br />
E se un autore francese può farvi sentire magari inadatte come, del resto, è capitato a me, vi assicuro che, alla fine, non è così inaccessibile&#8230; infatti vedrete, in questa settimana, ben quattro ricette di questo autore&#8230;.non riuscivo a fermarmi&#8230;. e non l&#8217;avrei fatto se non fossi stata impegnata su altri fronti <img src=&#8221;https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72&#215;72/1f609.png&#8221; alt=&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Biscotti salati alle olive</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/biscotti-salati-alle-olive/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sabrinafattorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[noci]]></category>
		<category><![CDATA[olive]]></category>
		<category><![CDATA[pecorino]]></category>
		<category><![CDATA[pianta]]></category>
		<category><![CDATA[tavola]]></category>
		<category><![CDATA[zafferano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://foodbloggermania.it/ricetta/biscotti-salati-alle-olive/</guid>
		<description><![CDATA[Ho visto questi biscotti salati alle olive, ad un aperitivo a casa di amici. Vado matta per le olive, così le ricette che contengono questo ingrediente catturano sempre la mia attenzione. Ne ho subito assaggiato uno e devo dire che l&#8217;ho trovato favoloso, così mi sono fatta avanti e ho chiesto la ricetta alla padrona&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/biscotti-salati-alle-olive/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><img width="724" height="1024" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/04/Biscotti-salati-alle-olive-2-724x1024.png" alt="Biscotti salati alle olive" class="wp-image-14397" /></figure>
<p>Ho visto questi<strong> biscotti salati alle olive</strong>, ad un aperitivo a casa di amici. Vado matta per le olive, così le ricette che contengono questo ingrediente catturano sempre la mia attenzione. Ne ho subito assaggiato uno e devo dire che l&#8217;ho trovato favoloso, così mi sono fatta avanti e ho chiesto la ricetta alla padrona di casa e li ho rifatti subito. Sono buonissimi, carini da vedere e profumati, davvero invitanti.</p>
<h4>Le olive</h4>
<p>Le olive sono uno degli alimenti che caratterizza la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-mediterranea.html">Dieta Mediterranea</a>. Si consumano intere o attraverso l&#8217;olio che da esse si ricava. Le sottospecie e le varietà di <em>Olea europaea L. </em>(ulivo) presenti nel mondo, sono numerose e producono olive che si differenziano per: forma, dimensioni, colore, stagione di maturazione e tipo di destinazione al consumo. Raggiungono la maturazione in periodi differenti a seconda della varietà, quelle precoci sono pronte alla raccolta nel mese di ottobre, mentre le tardive si dilungano fino a dicembre o gennaio. Nelle zone dove l&#8217;ulivo è una pianta autoctona, il frutto è un prodotto primario di sostentamento per l&#8217;uomo. Nelle aree  geografiche dov&#8217;è stato introdotto, l&#8217;ulivo non è altrettanto apprezzato. Ad esempio in Australia, è considerato, una vera e propria pianta infestante.</p>
<h4>Le olive da tavola</h4>
<p>Raccolte dall&#8217;albero, senza nessuna lavorazione, le olive non sono commestibili. O meglio, si potrebbero mangiare, ma avrebbero un sapore davvero sgradevole dovuto alla presenza di oleuropeina, che ha un gusto amarissimo e dei tannini che hanno un gusto amaro e che &#8220;lega&#8221; in bocca. Queste sostanze devono essere inattivate da processi di lavorazione quali, l&#8217;ammollo, la fermentazione ecc. per rendere le olive, un prodotto eccellente da gustare.</p>
<p>Se i biscotti salati alle olive vi hanno convinto, potreste provare anche<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2024/04/frollini-salati-con-crema-al-pecorino.html"> i frollini salati con crema al pecorino</a></strong>, oppure <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2015/02/biscottini-salati-gorgonzola-e-noci.html"><strong>i biscottini salati</strong> <strong> gorgonzola e noci</strong></a>, oppure <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/2013/01/biscottini-salati-allo-zafferano.html">quelli allo zafferano</a></strong>.</p>
<div></div>
<div>
<div>
<div>
<div><img style="border-width: 0px;border-style: solid;border-color: #666666" width="150" height="150" src="https://www.architettandoincucina.it/wp-content/uploads/2024/04/Biscotti-salati-alle-olive-immagine-in-evidenza-150x150.png" class="attachment-150x150 size-150x150" alt="" /></div>
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.architettandoincucina.it/wprm_print/14393" target="_blank" rel="nofollow"><span></span> Stampa</a></p>
<div></div>
<h2>Biscotti salati alle olive</h2>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><span>Porzioni </span><span><span>40</span> <span>biscotti</span></span></div>
<div><span>Chef </span><span>Sabrina Fattorini</span></div>
<div>
<h3>Ingredienti</h3>
<div>
<h4>per 40 biscotti</h4>
<ul>
<li><span>250</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di farina</span></li>
<li><span>150</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di burro</span></li>
<li><span>175</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di pecorino</span></li>
<li><span>50</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di olive nere snocciolate</span></li>
<li><span>30</span>&#032;<span>g</span>&#032;<span>di noci tritate</span></li>
<li><span>Mezzo cucchiaino di sale</span></li>
</ul>
</div>
</div>
<div>
<h3>Istruzioni</h3>
<div>
<ul>
<li>
<div>Portare il forno a 180 gradi.</div>
</li>
<li>
<div>In una ciotola mettere la farina e il sale, il pecorino grattugiato, il burro a pezzetti poi le noci e le olive tritate.</div>
</li>
<li>
<div>Mescolare, formare un palla e farla riposare circa 15 minuti in frigorifero.</div>
</li>
<li>
<div>Stendere la pasta e ricavare i biscotti con delle formine apposite.</div>
</li>
<li>
<div>Poggiarle sulla teglia coperta da carta forno e infornarle per circa 10/15 minuti a 180°.</div>
</li>
<li>
<div>Sfornare e lasciar raffreddare.</div>
</li>
</ul>
</div>
</div>
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