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	<title>Food Blogger Mania &#187; Patrimonio Unesco</title>
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		<title>Parti con me per un weekend in gruppo in Piemonte</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 16:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramilletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[aperitivi]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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		<category><![CDATA[Patrimonio Unesco]]></category>
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		<description><![CDATA[Sei appassionato di enogastronomia, vorresti trascorrere un weekend in Piemonte tra Langhe, Roero e Monferrato ma non sai con chi partire e quali tappe fare? Qui c&#8217;è una proposta che fa proprio al caso tuo. In collaborazione con un tour operator giovane e dinamico, ho creato un pacchetto tematico per un weekend in Piemonte alla&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/parti-con-me-per-un-weekend-in-gruppo-in-piemonte/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sei appassionato di <strong>enogastronomia</strong>, vorresti trascorrere un <strong>weekend in Piemonte</strong> tra <em>Langhe, Roero e Monferrato</em> ma non sai con chi partire e quali tappe fare? Qui c&#8217;è una <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fox-travel.it/wine-experience-in-piemonte/" target="_blank" rel="noopener"><strong>proposta</strong></a> che fa proprio al caso tuo.</p>
<p>In collaborazione con un tour operator giovane e dinamico, ho creato un <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fox-travel.it/wine-experience-in-piemonte/" target="_blank" rel="noopener"><strong>pacchetto tematico per un weekend in Piemonte</strong></a> alla scoperta delle <strong>migliori cantine </strong>e io mi occuperò in prima persona di accompagnarti presso le varie tappe. Visiteremo diverse <strong>vigneti e cantine</strong> e faremo numerose fermate presso i <strong>punti panoramici</strong> e gli <strong>scorci più suggestivi</strong>.</p>
<div><img class="wp-image-17759 size-full" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/04/langhe-roero-e-Monferrato-weekend-di-gruppo-scaled.jpg" alt="Langhe vista panoramica" width="2560" height="1670" />
<p>Panorama delle Langhe nel mese di Aprile | saramilletti @2023</p>
</div>
<h2>Perché partire con me per un weekend in gruppo in Piemonte?</h2>
<p>Se deciderai di partire con me per un <strong>weekend in gruppo</strong> tematico in <strong>Piemonte</strong> <strong>non dovrai preoccuparti di nulla</strong>. Dovrai solo occuparti di arrivare con il tuo trolley alla stazione di Asti in data <strong>17 maggio 2024</strong>. Al resto penserò io. Il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fox-travel.it/il-programma-wine-experience-piemonte/" target="_blank" rel="noopener"><strong>programma</strong></a> è già stato<strong> studiato in tutti i dettagli</strong> e avremo a <strong>disposizione un driver</strong> che ci condurrà a destinazione secondo i nostri piani. Nessuno dovrà preoccuparsi di guidare e duranti gli spostamenti potrai godere di tutti panorami da cartolina che i paesaggi vitivinicoli Patrimonio Unesco di Langhe, Roero e Monferrato offrono a tutti i loro visitatori. Pensa che io sono anni che torno in queste zone e ogni volta è come se fosse la prima: riesco ancora ad emozionarmi!</p>
<p>Un altro ottimo motivo per partecipare è che un <strong>weekend in gruppo</strong> sarà l&#8217;occasione di <strong>conoscere nuove persone</strong> che condividono la <strong>tua stessa passione</strong>.<br />
Infine, se ancora non sei convinto, posso dirti che<strong> tutte le attività</strong> che ho inserito nel programma <strong>le ho già provate</strong> in prima persona e ti assicuro che ne valgono la pena!<br />
Ah dimenticavo, essendo io un&#8217;appassionata di fotografia, potrò darti numerose dritte per portare a casa bellissimi ricordi digitali di questa <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fox-travel.it/wine-experience-in-piemonte/" target="_blank" rel="noopener"><strong>esperienza in Piemonte</strong></a>!</p>
<p><img class="size-full wp-image-17753" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/04/IMG_6053-1-scaled-e1712157345878.jpg" alt="quale cantina visitare in piemonte" width="2560" height="1732" /></p>
<h2>Weekend in gruppo in Piemonte: il programma</h2>
<p>Il programma del <strong>weekend in gruppo in Piemonte</strong> a tema <strong>enogastronomico</strong> è ricco e variegato nonostante il vino e il cibo giochino un ruolo fondamentale. Ogni giorno ci sposteremo per <strong>esplorare il territorio in lungo e in largo</strong>! Le attività programmate comprendono <strong>visite in cantina con degustazioni guidate</strong>, <strong>visite in vigna</strong>, <strong>aperitivi con vista</strong>, <strong>picnic nel vigneto</strong> e una <strong>visita in una storica distilleria</strong> con <strong>degustazione di grappe</strong>.</p>
<p>Le <strong>aziende</strong> che abbiamo inserito nel <strong>programma</strong> sono <strong>molto diverse tra loro</strong> e questo ti permetterà di avere una <strong>visuale a 360° del panorama vinicolo piemontese</strong>. Scoprirai <strong>realtà di piccole e medie dimensioni</strong>, produttori che lavorano in <strong>biologico</strong> e oltre ai celebri <strong>Nebbiolo e Barbera</strong>, potrai degustare vini prodotti con <strong>vitigni autoctoni</strong> quasi dimenticati come ad esempio il Carica l’Asino.</p>
<p>Per il <strong>pernottamento</strong> la sistemazione è prevista in un <strong>hotel 4*</strong> e i due <strong>ristoranti</strong> nei quali ceneremo, sono tra i miei preferiti in Piemonte. Entrambi propongono una <strong>cucina del territorio</strong> che strizza l&#8217;occhio all&#8217;<strong>innovazione</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-17765" src="https://l-appetito-vien-leggendo.com/wp-content/uploads/2024/04/Pranzo-in-Piemonte-con-carne-cruda-e-ravioli-del-plin-scaled.jpg" alt="Pranzo in Piemonte con carne cruda e ravioli del plin" width="2560" height="1213" /></p>
<p>Cosa ne dici quindi di preparare la valigia e partire per questo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.fox-travel.it/wine-experience-in-piemonte/" target="_blank" rel="noopener"><strong>indimenticabile weekend di primavera in Piemonte</strong></a>? Spero di conoscerti presto!</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com/2024/04/weekend-gruppo-piemonte-vino.html">Parti con me per un weekend in gruppo in Piemonte</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://l-appetito-vien-leggendo.com">L&#039;Appetito Vien Leggendo</a>.</p>
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		<title>A Great Exhibition in Sicily, un’estate di mostre a Noto</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jun 2023 22:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Radaelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Agnello]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Filippini]]></category>
		<category><![CDATA[Il Barocco]]></category>
		<category><![CDATA[Mattia Preti]]></category>
		<category><![CDATA[Patrimonio Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[Pierluigi Carofano]]></category>
		<category><![CDATA[Pop Garden]]></category>
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		<description><![CDATA[Saranno le sale del Convitto delle Arti di Noto, città barocca per eccellenza della Sicilia e Patrimonio Unesco, ad ospitare A Great Exhibition in Sicily, tre mostre che omaggiano l&#8217;arte antica e contemporanea. Tre esposizioni da visitare con un unico biglietto, un&#8217;immersione totale in un viaggio che inizia attraverso l’arte barocca fino ad arrivare ad&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/a-great-exhibition-in-sicily-unestate-di-mostre-a-noto/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Saranno le sale del <strong>Convitto delle Arti</strong> di Noto, <strong>città barocca</strong> per eccellenza della Sicilia e <strong>Patrimonio Unesco</strong>, ad ospitare <strong><em>A Great Exhibition in Sicily</em></strong>, tre mostre che omaggiano l&#8217;arte antica e contemporanea. Tre esposizioni da visitare con un unico biglietto, un&#8217;immersione totale in un viaggio che inizia attraverso <span>l’arte barocca fino ad arrivare ad una coinvolgente installazione multimediale.</span></p>
<p><span><img class="size-full wp-image-18412 aligncenter" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/06/CARAVAGGIO.jpg&amp;nocache=1" alt="CARAVAGGIO" width="478" height="640" /> </span><strong>“</strong><span><strong>Il Barocco è Noto”</strong> è il titolo della prima e inedita mostra che ripercorre la nascita della pittura barocca e il suo sviluppo attraverso una selezione di dipinti che radunano alcuni tra i più grandi artisti di quell’epoca, con opere provenienti anche da collezioni private. Un viaggio tra pittura sacra e profana, nature morte e ritratti con le pennellate di <strong>Caravaggio</strong>, Guido Reni, <strong>Rubens</strong>, Jusepe de Ribera, Antoon van Dyck, Luca Giordano, Pietro da Cortona, Mattia Preti e tanti altri capolavori. </span>“<span><i>Gli stucchi, i fregi, le imponenti e dolci architetture disseminate sul territorio avevano necessità di una lettura che esondasse anche nell’arte proponendo la pittura nella sua massima espressione in ambienti diversi”</i> afferma il produttore Gianni Filippini. </span><span>L’esposizione è curata dal Prof. Pierluigi Carofano e da un autorevole Comitato Scientifico.</span></p>
<p><img class="size-full wp-image-18409 aligncenter" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/06/PGIA0701.jpg&amp;nocache=1" alt="&quot;Tra Terra e Cielo&quot; Giuseppe Agnello" width="426" height="640" /></p>
<p>L<span>a seconda mostra, </span><span>curata da Alessandro Pinto, </span><span>si </span><span>intitol</span><span>a <strong>“Terra e Cielo”</strong>, </span><span>ed </span><span>esplora il rapporto tra uomo e natura attraverso 15 opere inedite dello scultore siciliano <strong>Giuseppe Agnello</strong>. L’autore esprime la possibile armonia tra i due elementi attraverso la commistione di differenti materiali: gesso, sale, alabastro e terra </span><span>che </span><span>si fondono con elementi mimetici come rami e boccioli, mentre la figura umana si fa tramite in un tentativo di armonia.</span></p>
<p><img class="size-full wp-image-18410 aligncenter" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2023/06/POP-GARDEN.jpg&amp;nocache=1" alt="Pop Garden" width="640" height="480" /></p>
<p><span><em><strong>“Pop Garden”</strong></em> è il nome della terza mostra: un’<strong>installazione immersiva</strong>, <strong>multimediale e multisensoriale</strong> dove lo spazio e il tempo non hanno confini. Il visitatore è proiettato in un giardino <em>pop</em> tra <strong><em>video-mapping</em></strong>, installazioni luminose e musica <em>rock</em>. Uno spazio fluido rivestito di specchi, luci abbaglianti, musica <em>rock</em> e fiori che magicamente si colorano a tempo di musica. Dedicata all’infiorata di Noto che celebra la sua 44esima edizione nel 2023 la mostra è curata da Art Media Studio di Firenze che ha realizzato le principali installazioni nelle grandi mostre disseminate in tutta Italia.</span></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.mostreinsicilia.it/it/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong><em>A Great Exhibition in Sicily</em></strong></a></p>
<p>Convitto delle Arti<br />
Corso Vittorio Emanuele 91<br />
Noto (Sr)</p>
<p>Fino al 29 ottobre 2023</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fa-great-exhibition-in-sicily-unestate-di-mostre-a-noto.html&amp;linkname=A%20Great%20Exhibition%20in%20Sicily%2C%20un%E2%80%99estate%20di%20mostre%20a%20Noto" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fa-great-exhibition-in-sicily-unestate-di-mostre-a-noto.html&amp;linkname=A%20Great%20Exhibition%20in%20Sicily%2C%20un%E2%80%99estate%20di%20mostre%20a%20Noto" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fa-great-exhibition-in-sicily-unestate-di-mostre-a-noto.html&amp;title=A%20Great%20Exhibition%20in%20Sicily%2C%20un%E2%80%99estate%20di%20mostre%20a%20Noto"></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/a-great-exhibition-in-sicily-unestate-di-mostre-a-noto.html">A Great Exhibition in Sicily, un&#8217;estate di mostre a Noto</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it">Isabella Radaelli</a>.</p>
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		<title>Viaggio in Francia all’insegna del green &amp; blu (prima parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 22:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Radaelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Azzurra]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Marcel Proust]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Nazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[Patrimonio Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[World Travel Awards]]></category>

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		<description><![CDATA[La Francia si conferma per eccellenza la nazione del green &#38; blu. Un doppio filo conduttore che si declina in tante offerte turistiche che spaziano dalla natura, dal verde delle foreste all&#8217;acqua dei laghi, del mare e dei canali, ma che si estendono anche all&#8217;arte, alla cultura e all&#8217;art et la joie de vivre. Inoltre&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/viaggio-in-francia-allinsegna-del-green-blu-prima-parte/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Francia</strong> si conferma per eccellenza la nazione del <strong><em>green</em> &amp; blu</strong>. Un doppio filo conduttore che si declina in tante offerte turistiche che spaziano dalla <strong>natura</strong>, dal verde delle foreste all&#8217;acqua dei laghi, del mare e dei canali, ma che si estendono anche all&#8217;arte, alla cultura e all&#8217;<strong><em>art et la joie de vivre</em></strong>. Inoltre nel 2022 ricorrono tanti anniversari: <span><span><span>i 100 anni dalla morte di <strong>Marcel Proust</strong>, i 200 anni dalla decifrazione dei geroglifici da parte di <strong>Champollion</strong>, il bicentenario della nascita della pittrice e icona femminista, <strong>Rosa Bonheur</strong>, e di <strong>Louis Pasteur</strong>, a cui si deve il primo vaccino contro la rabbia, un pioniere nel settore della prevenzione e del distanziamento sociale che ci ricorda il periodo che stiamo vivendo, e </span></span></span><span><span><span>i 400 anni dalla nascita di <strong>Molière</strong>. </span></span></span><span><span><span>E compie 30 anni anche <strong>Disneyland Paris</strong>: i cui festeggiamenti inizieranno il 6 marzo con tanti eventi speciali.</span></span></span></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-14540 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2022/02/magazine2022.jpg" alt="magazine2022" width="339" height="480" /></p>
<p>Partiamo per il  nostro viaggio nella <em>Douce France</em> dal sud o meglio dall<span><span><span><span>a <strong>Corsica</strong>, isola che rappresenta al meglio il concetto di verde e blu, e che propone tanti appuntamenti di natura, cultura, gastronomia per il 2022: da </span></span><strong><em><span><span><span lang="it-IT">Art’è Gust </span></span></span></em></strong><span><span>il <em>festival</em> gastronomico di Bonifacio, con Pierre Hermé, da sempre partner dell’evento, a </span></span><span><span><span lang="it-IT">Creazione, il <em>Festival</em> della moda e del <em>design</em> del Mediterraneo a Bastia. Ma anche molto sport, come il</span></span></span> <em><strong><span><span>Restonica Trial</span></span></strong></em><span><span> e il Corsica <em>Paddle Trophy</em>. </span></span><span><span><span lang="it-IT">P</span></span></span><span><span>roposta verde &amp; blu la GT 20, la grande traversata in bicicletta da <em>Cap Corse</em> a <em>Bunifaziu</em>, 13 giorni/12 notti per l’intero percorso in dodici tappe su quasi 600km, da seguire anche solo per un breve tratto.<br />
</span></span></span></span><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.visit-corsica.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><span><span>www.visit-corsica.com</span></span></a></strong></p>
<p lang="fr-FR"><span><span>Tra le strutture dove soggiornare: i</span></span><span><span>l <span lang="it-IT">cinque stelle </span><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.murtoli.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><em>Domaine de Murtoli</em></a></strong><span lang="it-IT">, 2500 ettari e 10 km di spiagge e calette intatte, </span></span></span><span><span><span lang="it-IT">con <strong>20 <em>bergeries</em></strong> restaurate nel massimo rispetto dell’architettura tradizionale, un </span></span></span><span><span>servizio d’eccellenza e tante attività possibili: pesca, equitazione, nuoto e passeggiate. <strong><em>La</em> <em>Ferme</em></strong>, con il suo vasto orto, tre ristoranti, la <span lang="it-IT"><em>Spa</em> sulla spiaggia, uno spettacolare campo da <em>golf</em> di 12 buche e 7 chilometri di spiagge e calette intatte. Novità 2022 l’<strong><em>Hotel de la Ferme</em></strong>, albergo di <em>charme</em> realizzato nella tradizionale architettura corsa, con cinque lussuose <em>suite</em> e quattro camere.<br />
</span></span></span></p>
<p lang="fr-FR"><img class="aligncenter wp-image-9122 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2020/05/Esterel.jpg" alt="" width="640" height="373" /></p>
<p lang="fr-FR"><span><span>La <strong>Costa Azzurra</strong> <em>green</em> &amp; blu spazia dalle rocce rosse dell&#8217;<strong><em>Esterel</em></strong>, al blu del Mediterraneo, ai fiumi e le cime del <strong>Parco Nazionale del Mercantour</strong>, scenari ideali per un <strong>turismo <em>slow</em></strong>. Novità: le Microavventure in Costa Azzurra, avventure sostenibili, su piccola scala e di breve durata che richiedono poca preparazione e poco <em>budget</em> per esperienze originali all&#8217;aperto. Proposta <em>green</em> &amp; blu il <strong>Santuario <em>Pelagos</em></strong>, accordo tra Italia, Monaco e Francia, <strong>87.500 km² di mare</strong> e molte specie di cetacei, capodogli, delfini, balene: più di 8.500 specie protette si possono osservare qui.<br />
</span></span><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://cotedazurfrance.fr/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><span><span>www.cotedazurfrance.fr</span></span></a></strong></p>
<p lang="fr-FR"><span><span><strong>Cannes</strong> si è classificata al primo posto in Europa e al secondo nel mondo come <strong>&#8220;Miglior </strong></span></span><span><span><strong>destinazione di <em>festival</em> ed eventi&#8221;</strong> ai <em>World Travel Awards</em> 2021. Famosa in tutto il mondo per il <strong>Festival del Cinema</strong>, ospita da anni grandi manifestazioni ed eventi internazionali. Novità 2022 la riapertura di molti hotel prestigiosi rinnovati – Martinez, Majestic Barrière, JW Marriott di Cannes-. Proposta <em>green</em> &amp; blu l’<strong>ecomuseo subacqueo</strong> alle isole Lérins, 6 sculture giganti dell&#8217;artista britannico Jason deCaires Taylor, per sensibilizzare il pubblico sulla necessità di preservare la biodiversità del mare.<br />
</span></span><span><span><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cannes-destination.fr/" target="_blank" rel="nofollow noopener">www.cannes-destination.fr</a></strong><br />
</span></span><span><span><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cannesnow.com/en/" target="_blank" rel="nofollow noopener">www.cannesnow.com</a></strong><br />
</span></span><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://it.palaisdesfestivals.com/node" target="_blank" rel="nofollow noopener"><span><span>www.palaisdesfestivals.com</span></span></a></strong></p>
<p lang="fr-FR"><img class="aligncenter wp-image-14539 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2022/02/Nice-OTMNCA.jpg" alt="Nice - OTMNCA" width="640" height="516" /></p>
<p lang="fr-FR"><span><span><span><span><span><span>La <strong>Metropole Nice Cote d’Azur</strong>, fra mare e media e alta montagna, dal Mediterraneo alle cime del Parco Nazionale del <em>Mercantour</em>, offre una scelta ricchissima di proposte natura. Nizza con più di <strong>300 ettari di parchi e giardini</strong>, un gran numero di musei, gallerie d&#8217;arte è diventata <strong>Patrimonio Unesco come &#8220;città di villeggiatura invernale della Riviera&#8221;</strong>. Proposta <em>green</em> &amp; blu</span></span></span></span><span><span> 9 escursioni urbane <em>“Nice en 9 boucles découvertes ”</em>, quasi 150 chilometri di sentieri, scorciatoie, scale e passaggi, a contemplare la natura lussureggiante e i diversi stili architettonici della città.<br />
<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.nicetourisme.com" target="_blank" rel="nofollow noopener">www.nicetourisme.com</a></strong></span></span></span></span></p>
<p lang="fr-FR"><span><span><span><span><strong>Mentone</strong>, la <strong>Riviera</strong> e la <strong>Valle delle Meraviglie</strong> offrono u</span></span></span></span><span><span><span><span>no straordinario patrimonio paesaggistico, storico e culturale, che si estende dal mare alla montagna. Tante le proposte ecosostenibili a Mentone: dai <strong><em>tour</em> in biciclette elettriche</strong> <em>self-service</em> alla scoperta dei giardini inediti. Proposta <em>green </em>&amp; blu: la v</span></span><span><span><span lang="en-GB">isita guidata sulle alture di Mentone, alla <em>Maison du Citron</em>, il limone di Mentone IGP: vivaio, un frutteto e un punto vendita con una magnifica vista sul mare.<br />
</span></span></span></span></span><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.menton-riviera-merveilles.it/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><span>www.menton-riviera-merveilles.fr</span></a></strong></p>
<p lang="fr-FR"><img class="aligncenter wp-image-14536 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2022/02/Antibes.jpg" alt="Antibes remparts" width="639" height="454" /></p>
<p lang="fr-FR"><span><span><span><span><strong>Antibes Juan-les-Pins</strong> è impegnata nel turismo sostenibile e ha ottenuto il marchio di <strong>città ecologica dal 2019</strong>. La città vanta 23 km di costa e il sentiero costiero sottomarino. Da non perdere i <em>tour</em> nel territorio, del <em>Fort Carré</em> e sul Cap d&#8217;Antibes. </span></span></span></span><span><span><span><span>Proposta <em>green</em> &amp; blu u</span></span></span></span><span><span><span><span>na passeggiata sul <strong>sentiero <em>Tire-Poil</em></strong> di 3,7 km intorno al Cap d&#8217;Antibes, in riva al mare, costellato di alberi mediterranei.<br />
<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.antibes-juanlespins.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener">www.antibes-juanlespins.com</a></strong></span></span></span></span></p>
<p lang="fr-FR"><span><span><strong>Mougins</strong>, piccola capitale di <em>charme</em> della gastronomia e dell&#8217;arte di vivere, ha appena aperto il <strong>Centro della Fotografia</strong> dedicato alla creazione fotografica contemporanea, con mostre temporanee a rotazione. Da non perdere il <strong>Museo d&#8217;Arte Classica e Mougins Monumentale</strong>, opere d&#8217;arte monumentali sparse per le sue pittoresche stradine : quest’anno dell’ artista italiano Giuseppe Carta. Proposta <em>green</em> &amp; blu l’itinerario lungo il <strong><em>Canal de la Siagne</em></strong> 43 chilometri fra natura e storia.<br />
</span></span><strong><span><span><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://mouginstourisme.com/?lang=it" target="_blank" rel="nofollow noopener">www.mouginstourisme.com</a></span></span></strong></p>
<p lang="fr-FR"><img class="aligncenter wp-image-9117 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2020/05/Biot.png" alt="Biot - Photo credit @biot" width="640" height="373" /></p>
<p lang="fr-FR"><span><span><span lang="it-IT"><strong>Biot</strong> vera capitale del vetro, è famosa in tutto il mondo per la <strong>tradizione del vetro a bolle</strong>. La cittadina propone un <em>tour</em> del villaggio storico e fra le botteghe dei mestieri d’arte. Sono più di <strong>cinquanta i creativi</strong> che lavorano nel villaggio: ceramisti, artisti del ferro battuto e naturalmente del vetro. </span><span lang="it-IT"> Da non perdere il <strong>Museo Nazionale <em>Fernand Léger</em></strong>. Idea <em>green</em> &amp; blu <strong>cinque percorsi a piedi</strong> sui numerosi sentieri segnalati, scoprendo per esempio la natura selvaggia della <strong>valle della <em>Brague</em></strong> e le sue favolose cascate</span>, 480 ettari fra magnifici paesaggi mediterranei.<br />
</span></span><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.biot-tourisme.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><span><span>www. biot-tourisme.com</span></span></a></strong></p>
<p lang="fr-FR">Photo Credits <span>@CamilleMoirenc @francefr</span></p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fviaggio-in-francia-allinsegna-del-green-blu-prima-parte.html&amp;linkname=Viaggio%20in%20Francia%20all%E2%80%99insegna%20del%20green%20%26%20blu%20%28prima%20parte%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fviaggio-in-francia-allinsegna-del-green-blu-prima-parte.html&amp;linkname=Viaggio%20in%20Francia%20all%E2%80%99insegna%20del%20green%20%26%20blu%20%28prima%20parte%29" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fviaggio-in-francia-allinsegna-del-green-blu-prima-parte.html&amp;title=Viaggio%20in%20Francia%20all%E2%80%99insegna%20del%20green%20%26%20blu%20%28prima%20parte%29"></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/viaggio-in-francia-allinsegna-del-green-blu-prima-parte.html">Viaggio in Francia all&#8217;insegna del green &#038; blu (prima parte)</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it">Isabella Radaelli</a>.</p>
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		<title>I piatti più caratteristici della cucina messicana</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 11:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TanteDelizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La cucina messicana è davvero molto particolare e va inserita all’interno di una cornice culturale davvero splendida, proprio di questo Paese. I piatti tipici del Messico si rifanno ad una cucina molto ricca ed antica. Proprio per la sua peculiarità, la gastronomia del Messico è diventata nel 2010 Patrimonio Unesco. Ci sono alcuni elementi base,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/i-piatti-piu-caratteristici-della-cucina-messicana/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cucina messicana è davvero molto particolare e va inserita all’interno di una cornice culturale davvero splendida, proprio di questo Paese. I piatti tipici del Messico si rifanno ad una cucina molto ricca ed antica. Proprio per la sua peculiarità, la gastronomia del Messico è diventata nel 2010 Patrimonio Unesco. Ci sono alcuni elementi base, [&#8230;]</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tantedelizie.it/2020/01/27/i-piatti-piu-caratteristici-della-cucina-messicana/">I piatti più caratteristici della cucina messicana</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tantedelizie.it">TanteDelizie</a>.</p>
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		<title>Itinerari: il fascino di Palermo tra siti Unesco, gastronomia e arte dolciaria</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Aug 2017 09:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fratelli_ai_fornelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Capitale italiana della Cultura per il 2018, patrimonio dell&#8217;Unesco dal 2015 con il suo itinerario Arabo-Normanno, una città che ha visto un susseguirsi di re e regine, di dominazioni sempre diverse che sono state assimilate, adattate, metabolizzate in un crogiuolo di culture e gusti vivo ancora oggi: questa è Palermo, uno dei miei luoghi del&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/itinerari-il-fascino-di-palermo-tra-siti-unesco-gastronomia-e-arte-dolciaria/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" rel="prettyPhoto" href="/redirect.php?URL=http://www.sicilianicreativiincucina.it/cattedrale5/"><img width="150" height="150" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/Cattedrale5.jpg?resize=150%2C150" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" rel="prettyPhoto" href="/redirect.php?URL=http://www.sicilianicreativiincucina.it/lazisa6/"><img width="150" height="150" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/LaZisa6.jpg?resize=150%2C150" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" rel="prettyPhoto" href="/redirect.php?URL=http://www.sicilianicreativiincucina.it/chiesadeglieremiti/"><img width="150" height="150" src="https://i1.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/ChiesadegliEremiti.jpg?resize=150%2C150" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" rel="prettyPhoto" href="/redirect.php?URL=http://www.sicilianicreativiincucina.it/lazisa3/"><img width="150" height="150" src="https://i1.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/LaZisa3.jpg?resize=150%2C150" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" rel="prettyPhoto" href="/redirect.php?URL=http://www.sicilianicreativiincucina.it/itinerari-palermo-unesco-gastronomia-pasticceria/collageperheader/"><img width="150" height="150" src="https://i1.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/collageperheader.jpg?resize=150%2C150" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a></p>
<p>Capitale italiana della Cultura per il 2018, patrimonio dell&#8217;Unesco dal 2015 con il suo itinerario Arabo-Normanno, una città che ha visto un susseguirsi di re e regine, di dominazioni sempre diverse che sono state assimilate, adattate, metabolizzate in un crogiuolo di culture e gusti vivo ancora oggi: questa è Palermo, uno dei miei luoghi del cuore, con tutti i suoi innumerevoli pregi e le sue infinite contraddizioni. E un po&#8217; con l&#8217;istinto, un po&#8217; con la ragione, voglio accompagnarvi a scoprire questa città straordinaria, in un itinerario sia per chi già c&#8217;è stato, sia per chi non l&#8217;ha mai vista e ha voglia di scoprirla piano piano, emozionandosi come capita a me tutte le volte che la vedo. Ho scelto come filo conduttore di questo viaggio (vi serviranno almeno 5 giorni e tanta voglia di camminare per vedere tutto quello che vi indico) l&#8217;itinerario degli edifici civili e religiosi protetti dall&#8217;Unesco (9 in tutto, ma qui non vi parlo della cattedrale di Cefalù e del ponte romano di Palermo), tutti risalenti al periodo normanno che va dal 1130 al 1194, eccezionale esempio del sincretismo socio culturale che si verificò miracolosamente in Sicilia tra cultura occidentale, bizantina e islamica. Tra un mosaico e una volta ad ogiva, vi porto anche in alcuni luoghi di Palermo che non potete perdere, anche se esulano dall&#8217;itinerario arabo-normanno Unesco, nei mercati a guardare i tanti prodotti dell&#8217;isola e a mangiare il cibo da strada, ad assaggiare i dolci siciliani capolavoro della pasticceria (leggete fino in fondo perché troverete due video che sono certa vi piaceranno). E vi porterò nei ristoranti che ancora propongono una cucina tipica ben fatta.</p>
<p><span></span><img class="aligncenter size-full wp-image-22667" src="https://i2.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/laZisacollage.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>LA ZISA (Patrimonio Unesco) &#8211;</strong> Questo castello, originariamente casa di campagna dei re, e questi giardini risalgono all&#8217;epoca delle dominazioni normanne sulla Sicilia. <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/database/page_musei/pagina_musei.asp?ID=11&amp;IdSito=56"><strong>La Zisa</strong></a> il cui nome deriva da Al-aziz (che significa la magnifica, la splendida), fu commissionata infatti da Guglielmo I e fatta terminare da Guglielmo II nel 1175, grazie al lavoro di architetti e maestranze arabe. Era la dimora estiva dei re Normanni e anche oggi riesce ad impressionare il visitatore con le dimensioni degli ambienti, la ricchezza delle pitture, lo splendore dei mosaici sulle pareti. Il palazzo è decorato da grandi volte a crociera ogivale in stile arabo (le muqarnas, che ritroverete nel soffitto della Cappella Palatina). Meravigliosa la sala della Fontana, dove il sovrano riceveva la corte. La quiete e il silenzio di questi ambienti erano interrotti solo dal rumore dell&#8217;acqua, mentre lo sguardo si perdeva lungo i giardini, dominati da un&#8217;importante sequenza di fontane e vasche, fino alla campagna circostante. Dopo numerosi rifacimenti nel XVI secolo, la Zisa passò decenni di abbandono totale, tanto che nel 1971 l&#8217;ala destra del palazzo crollò. Fu allora che fu sottoposta a un grande restauro e restituita alla cittadinanza nel 1991.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22583" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image-9.jpg?resize=700%2C700" alt="" /><strong>MANGIARE: LE PANELLE &#8211;</strong> Se siete già a Palermo da qualche ora, per entrare nello spirito dei siciliani dovete iniziare a inframmezzare la vostra giornata con una serie di spuntini ipercalorici e gustosissimi. Per rendervi la vita più facile, uno dei cibi da strada più famosi di Palermo, il pane e panelle, è venduto in ogni angolo della città: rosticcerie, bar, gastronomie. Ma le migliori panelle, frittelle di farina di ceci di forma irregolare, fritte sul momento, condite con un po&#8217; di sale e (se vi piace) qualche goccia di limone, le trovate al mercato di Ballarò. Potete scegliere di gustarle calde, da sole, o in mezzo alle mafalde, il caratteristico pane siciliano con la giuggiulena, il sesamo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22662" src="https://i1.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/Cappuccinicollage.jpg?resize=700%2C350" alt="" /></p>
<p><strong>VEDERE: LE CATACOMBE DEI CAPPUCCINI &#8211;</strong> Nello stesso quartiere della Zisa si trova un luogo macabro e allo stesso tempo sacro, adatto solo a chi non si fa impressionare facilmente. Le <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.catacombepalermo.it/"><strong>Catacombe dei Cappuccini</strong></a> nascono come luoghi di sepoltura dei frati del convento adiacente la chiesa di Santa Maria della Pace. I frati adattarono le grotte preesistenti e, nel trasportare le reliquie dei confratelli da una fossa comune a una nuova sistemazione, si accorsero che i corpi si erano mummificati naturalmente. Così decisero di collocarli nelle nicchie e di esporli. La prima salma fu quella di Fra Silvestro da Gubbio risalente al 16 ottobre del 1599. Nel 1783 i frati decisero di aprire le catacombe a chiunque volesse e potesse permettersi di essere imbalsamato. Furono così migliaia i notabili siciliani che decisero di sottoporsi, una volta morti, al processo di mummificazione naturale. Il cimitero fu chiuso nel 1880, con due eccezioni: nel 1911 accolse la salma di Giovanni Paterniti, viceconsole degli Stati Uniti; e nel 1920 la piccola Rosalia Lombardo, di due anni, nota come la mummia più bella del mondo, che ancora oggi sembra dormire nella sua culla.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22587" src="https://i1.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image-10.jpg?resize=700%2C233" alt="" /></p>
<p><strong>MANGIARE: LA CALDUME &#8211;</strong> Da 150 anni la famiglia Girgenti gestisce nel quartiere de La Zisa e delle Catacombe, il locale chiamato  &#8220;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/Da-Spirito-607127839431363/"><strong>Da Spirito</strong></a>&#8220;. Oggi ai fornelli si è arrivati alla quinta generazione con padre in sala e figlio ai fornelli. Qui, si possono trovare i grandi classici palermitani, a partire dal &#8220;pane ca&#8217; meusa&#8221; (panino con la milza), che ancora oggi gode di una certa fama come cibo da strada. Ma soprattutto si trovano rarissimi piatti come &#8220;la caldume&#8221;, chiamato anche &#8220;a quarumi&#8221;: una ricetta povera, un bollito misto fatto con le viscere del vitello, lavate accuratamente e poi cotte in un brodo di verdure (cipolla, sedano, carota), prima di essere servite a pezzi con sale e limone. Da Spirito si gusta anche l&#8217;insalata palermitana (con mascella di bovino, olive e verdure crude: sedano, carote e cipolla); infine, la lingua alla pizzaiola, il lattume di tonno fritto (lattumiaddi), che non è altro che il liquido seminale del tonno. Tutte queste antiche ricette le trovate a prezzi davvero modici, da 2 a 4 euro, in un ambiente decisamente spartano ma molto pulito, con un servizio simpatico e caloroso. Tra i primi piatti, ovviamente la pasta con le sarde alla palermitana, penne alla norma, una vasta scelta di panini con ingredienti freschi e anche fritture di pesce e pepate di cozze.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22565" src="https://i1.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image2.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>MANGIARE: I DOLCI SICILIANI &#8211;</strong> passeggiando per Palermo, parte integrante del vostro viaggio sarà sicuramente la strepitosa pasticceria siciliana, che rappresenta la sintesi delle varie dominazioni che l&#8217;isola ha subito nei secoli, ma è anche l&#8217;eredità dei Monsù, i cuochi venuti al seguito dei nobili francesi, e del paziente lavoro delle monache nei conventi. Non vi resta che scoprire tutte queste specialità (continuando nella lettura troverete un po&#8217; di indirizzi imperdibili): per allettarvi vi cito solo la cassata siciliana e i cannoli (i due dolci più famosi),  il gelo di mellone (anguria), il tripudio di colori della frutta di Martorana, le cassatelle di ricotta al forno, l&#8217;antico &#8220;buccellato&#8221;, la torta Savoia e la torta Setteveli. Avrete tanto da ammirare e assaggiare, ve lo garantisco.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22624" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/Calacollage.jpg?resize=500%2C500" alt="" /></p>
<p><strong>VEDERE: LA CALA &#8211;</strong> Quando si arriva alla Cala di Palermo quello che prima colpisce è l&#8217;odore che c&#8217;è nell&#8217;aria. Un misto di alghe e salsedine che chi è nato e cresciuto a Palermo conosce bene. Un tempo l&#8217;approdo più sicuro di tutta l&#8217;area portuale palermitana, di cui rappresenta il più antico insediamento, oggi la Cala è &#8211; soprattutto di notte &#8211; un luogo della movida cittadina. Partendo dalla Cala, vi consiglio di risalire la zona del Foro italico, chiamato Foro Borbonico fino al 1861, anno dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, passando per la Porta Felice, le mura delle Cattive, il giardino botanico (uno dei più ricchi di specie in tutta Italia). Sotto le mura delle cattive, fate una doverosa sosta in una delle storiche gelaterie palermitane: la gelateria Ilardo, che in estate propone il mitico gelato di scorsonera (l&#8217;essenza di gelsomino) e di cannella. Una sorta di estratto dei profumi e dei gusti siciliani. Altro must: il gelato di anguria, servito come si faceva un tempo, nelle coppe di metallo ghiacciate.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22568" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image-7.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>MANGIARE: OTTAVA NOTA &#8211; </strong>Per una cena romantica basata su una cucina creativa e sempre attenta a valorizzare le materie prime siciliane, con un occhio di riguardo ad abbinamenti insoliti e persino un po&#8217; azzardati, vi consiglio il ristorante &#8220;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ristoranteottavanota.it/it/"><strong>Ottava nota</strong></a>&#8220;. Situato vicino al lungomare, nei pressi della Cala, in un ambiente minimalista con luci soffuse e un servizio cortese e informale, questo locale ha un costo medio-alto con un menu che gioca tra terra e mare: antipasti tra 14 e 18 euro, primi piatti di pasta tra i 17 e i 20 euro, risotti tra 19 e 20 euro, secondi piatti tra 10 e 25 euro. Divertente e gustoso il benvenuto dello chef, un amuse bouche composto da una tartelletta con formaggio fresco e tartare di tonno, accompagnata da uno shortino di bloody mary. Per il primo di pasta, azzeccato l&#8217;abbinamento tra il gambero rosso di Mazara del Vallo e i caratteristici &#8220;tenerumi&#8221; siciliani (foglie giovani e più morbide delle zucchine serpente). Ho trovato interessante, anche se non perfettamente in equilibrio, il risotto con crema di acciughe, lime e cioccolato al peperoncino. Tra i secondi: un delicato e piacevole baccalà gratinato con crema di finocchi e formaggio caprino girgentano; un divertente &#8220;sfincione di mare&#8221;: una zuppa di pomodoro e cipolla con pesci misti, crostacei, caciocavallo e origano, che punta e riesce a ricreare i profumi della classica focaccia palermitana, chiamata sfincione. A mio parere il piatto meglio riuscito. I pani sono preparati in casa, con farine di grani antichi siciliani.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22552" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image.jpg?resize=700%2C350" alt="" /><strong>MANGIARE: SPINNATO &#8211;</strong> Per una colazione, una pausa pomeridiana o un goloso dopocena, potete fare visita a una delle due sedi dell&#8217;Antico Caffè Spinnato, entrambi non distanti dal Teatro Politeama. E&#8217; un caffè storico di Palermo, aperto nel 1860 nella sede originaria via principe di Belmonte. Potete scegliere per un cornetto o un krapfen farcito sul momento con crema pasticcera, crema di pistacchio, crema di ricotta o persino con il gelato (golosissimo), oppure potete optare per le granite con brioche (buone ma non comparabili a quelle di Messina). Il locale serve anche arancini e rustici siciliani.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22660" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/MassimoePoliteamacollage.jpg?resize=700%2C700" alt="" /><strong>VEDERE: TEATRO MASSIMO e IL POLITEAMA &#8211; </strong>E&#8217; impossibile non restare impressionati dalla maestosità e dall&#8217;imponenza dei due grandi teatri palermitani: il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.teatromassimo.it/"><strong>Teatro Massimo</strong></a> (piazza Verdi) e il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.orchestrasinfonicasiciliana.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=68&amp;Itemid=70"><strong>Teatro Politeama</strong></a> (via Ruggero Settimo). Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele, realizzato dall&#8217;architetto Giovan Battista Filippo Basile, è il più grande edificio teatrale lirico d&#8217;Italia, costruito sulla base di un grandioso progetto che lo ha reso il terzo teatro più grande d&#8217;Europa dopo l&#8217;Operà di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Il Teatro Politeama invece fu costruito in un bizzarro ed affascinante stile pompeiano dall&#8217;architetto campano Giuseppe Damiani Almejda. Oltre a vantare un calendario lirico e teatrale di grande livello, i due teatri sono visitabili anche all&#8217;interno dai turisti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22564" src="https://i2.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image-6.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>MANGIARE: PASTICCERIA COSTA &#8211;  </strong>Tra le migliori pasticcerie di Palermo, la<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.pasticceriacosta.com/"><strong> pasticceria Costa</strong></a> si trova nella sede storica di via D&#8217;Annnunzio, una traversa del lungo Viale della Libertà. Tra arredi originali in legno, risalenti alla fine degli anni Sessanta, qui si entra e si corre il serio rischio di non andare più via. Il laboratorio realizza in modo esemplare la vasta gamma di dolci dell&#8217;antica tradizione palermitana. Tutto è nato grazie ad Antonino Costa, che negli Anni Cinquanta iniziò a lavorare come pasticcere nel panificio di quartiere, per poi far nascere un piccolo laboratorio nel 1960, da cui partì la sua avventura. Oggi, i dolci della pasticceria Costa, grazie anche all&#8217;impegno del figlio Riccardo, viaggiano in tutto il mondo. E il maestro Costa, a 83 anni (portati in modo magnifico), realizza ancora a mano la frutta di Martorana, uno dei simboli dell&#8217;arte dolciaria palermitana assieme alla cassata. I suoi gesti sanno di antico, di esperienza e di passione per questo difficile mestiere. Per i golosi, è il paese delle meraviglie: buccellato, cassate, cannoli, crostata al gelo di anguria, torta setteveli, gelatine di frutta, mousse, torte di ricotta e pistacchio. Nota di merito per il gelato della Pasticceria Costa, realizzato in modo artigianale, con l&#8217;uso di materie prime di qualità e senza semilavorati.</p>
<p><img class="size-full wp-image-22620 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/Vucciriacollage.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>VEDERE: LA VUCCIRIA &#8211;</strong> La <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.cittametropolitana.pa.it/turismo/cultura_e_tradizioni/00007695_Vucciria.html"><strong>Vucciria</strong></a> non è più il mercato di una volta, quello che già in epoca medioevale attirava nel cuore di Palermo i commercianti da tutto il Mare Mediterraneo. Un luogo che è stato per secoli uno dei simboli  della città. Oggi di quella Vucciria resta ben poco. Ancora fino a 15 anni fa io lo ricordo come un mercato vivace, pieno di banchi di carne, pesce, verdura, friggitorie e piccoli negozi dove si poteva trovare un po&#8217; di tutto. La Vucciria del terzo millennio è invece un luogo della movida notturna, che si popola di turisti e palermitani alla ricerca di street food e divertimento. Vi consiglio di visitare in ogni caso la Vucciria di giorno, per guardare i palazzi nobiliari oggi in parte abbandonati ma anche oggetto di ristrutturazioni a uso commerciale e abitativo, ammirare la fontana del Garraffello e immaginare di sentire ancora le voci sguaiate (da cui il nome Vucciria) dei venditori ambulanti che incitavano ad acquistare la merce. Anche se la Vucciria dipinta da Renato Guttuso è ormai scomparsa, il quartiere ha un fascino nostalgico senza tempo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22664" src="https://i2.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/CattedralediPalermocollage.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>LA CATTEDRALE (Patrimonio Unesco) &#8211;</strong> La <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://sotto il regno di guglielmo ii"><strong>Cattedrale</strong> </a>di Palermo è uno dei monumenti arabo-normanni che, alla vista, più sorprendono e affascinano. Gioiello della fine del XII secolo, fu costruita sotto il regno di Guglielmo II dopo la vittoria sugli arabi, sulla base di una preesistente moschea islamica. Nella navata laterale di questo centro nevralgico della cristianità del sud Italia sono sepolti re e imperatori Normanni e Svevi: Ruggero II, che nel 1130 creò il Regno di Sicilia; Costanza di Altavilla imperatrice e Enrico VI, genitori di Federico II, re di Sicilia e imperatore, conosciuto come &#8220;stupor mundi&#8221;, sepolto anch&#8217;egli a Palermo. Qui sono ospitate anche le reliquie di Santa Rosalia, patrona di Palermo. Il periodo arabo-normanno è noto per il sincretismo culturale che fece convivere assieme musulmani, bizantini, latini, ebrei, lombardi e francesi. E&#8217; anche per questo motivo che le tre cattedrali di Palermo, Monreale e Cefalù fanno parte del Patrimonio dell&#8217;Unesco: un&#8217;unione di stili eterogenei che, attraverso l&#8217;architettura, hanno rappresentato una unione di comunità e il prototipo della nascita della civiltà mediterraneo-europea moderna.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22554" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image-1.jpg?resize=700%2C700" alt="" /><strong>MANGIARE: OSTERIA BALLARO&#8217; &#8211;</strong> Tra i ristoranti che più ho apprezzato in questo tour di Palermo, vi segnalo l&#8217;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.sicilianicreativiincucina.it/osteria-ballaro-palermo-recensione/"><strong>Osteria Ballarò, </strong></a>che è sia wine bar e street food, sia ristorante tradizionale. Nella <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.sicilianicreativiincucina.it/osteria-ballaro-palermo-recensione/">recensione su Osteria Ballarò</a> </strong>che ho pubblicato qualche giorno fa troverete tutte le foto, i dettagli e i prezzi di questo locale che vi consiglio vivamente.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22672" src="https://i1.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/quattrocanticollage.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>VEDERE: I QUATTRO CANTI &#8211;</strong> I Quattro Canti rappresentano il crocevia di Palermo e segnano l&#8217;incrocio tra Via Maqueda e Via Vittorio Emanuele: si tratta di quattro palazzi che delimitano una piazza a pianta ottagonale, punto di incontro tra quattro quartieri di Palermo: Kalsa, Loggia, Capo e Albergheria. Imponenti, meravigliosi e decadenti, i Quattro Canti sono decorati ciascuno con una fontana. Le quattro fontane rappresentano gli antichi fiumi che bagnavano Palermo: Papireto, Kemonia, Oreto e Pannaria. Adornati anche dalle Quattro Stagioni, necessiterebbero oggi non tanto di un restauro esterno, quanto di diventare fruibili al loro interno. A due passi dai Quattro Canti, lungo la via Maqueda, si trova Piazza Pretoria, detta anche Piazza della Vergogna, a causa delle numerose statue nude che decorano la magnifica fontana in marmo bianco di Carrara, risalente al 1500 e opera dello scultore Francesco Camilliani. La vergogna, secondo la leggenda, sarebbe stata quella provata dalle monache che abitavano all&#8217;interno del vicino convento di clausura al vedere le statue nude. Sulla stessa piazza si affacciano la seicentesca chiesa di Santa Caterina, il quattrocentesco Palazzo Pretorio (sede del Comune di Palermo) e alcuni magnifici palazzi patrizi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22584" src="https://i1.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image2-2.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>MANGIARE: LO SFINCIONE &#8211;</strong> Lo sfincione è uno dei simboli di Palermo: una focaccia piuttosto alta, condita con un saporito sugo a base di pomodoro, cipolle, acciughe e completato con caciocavallo e origano fresco. Il suo profumo è straordinario. Vi consiglio di gustarlo direttamente dai venditori che spingono i loro carretti lungo le vie dei mercati del centro storico; il mercato del Capo, il mercato di Ballarò e il mercato della Vucciria. In questi mercati, potete anche provare altri street food palermitani, che variano al variare delle stagioni: in estate, il mais bollito in grandi calderoni, in inverno i carciofi o le patate, oppure le cipolle cotte al forno o sotto la cenere. Se siete, come mi auguro, dei curiosi del cibo, potrete anche acquistare prodotti tipici come le lumache, i capperi, il famoso concentrato di pomodoro che viene venduto in pasta, sistemato in rosse collinette cremose.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22663" src="https://i1.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/Chiesamarmoreacollage.jpg?resize=700%2C350" alt="" /></p>
<p><strong>VEDERE: LA CHIESA DEL GESU&#8217; &#8211;</strong> Tra le tante chiese di Palermo, vi consiglio di non perdere la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.cittametropolitana.pa.it/turismo/tesori_d_arte_a_palermo/00007704_Chiesa_del_Gesu____Casa_Professa.html"><strong>Chiesa del Gesù</strong></a>, nota anche come &#8220;Casa Professa&#8221;: costruita nel 1500 in un fastoso stile barocco siciliano, aveva lo scopo di rappresentare l&#8217;importanza dell&#8217;ordine dei Gesuiti. Il risultato è una chiesa interamente ricoperta da marmi policromi, sculture in marmo, altorilievi in marmo raffiguranti putti, angioletti, cesti di frutta, uccelli esotici e animali. Parzialmente distrutta durante la seconda guerra mondiale, fu ricostruita e mantiene oggi intatto lo straordinario fascino di un&#8217;opera d&#8217;arte vivente.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" rel="prettyPhoto" href="/redirect.php?URL=http://www.sicilianicreativiincucina.it/sancataldoemartoranacollage2/"><img width="150" height="150" src="https://i1.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/SanCataldoeMartoranacollage2.jpg?resize=150%2C150" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" rel="prettyPhoto" href="/redirect.php?URL=http://www.sicilianicreativiincucina.it/sancataldoemartoranacollage/"><img width="150" height="150" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/SanCataldoeMartoranacollage.jpg?resize=150%2C150" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a></p>
<p><strong>LA MARTORANA e SAN CATALDO (Patrimonio Unesco) &#8211; </strong>La Chiesa di Santa Maria dell&#8217;Ammiraglio, che i palermitani chiamano &#8220;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://chiesadellamartorana.it/"><strong>La Martorana</strong></a>&#8221; e la Chiesa di San Cataldo fanno parte del Patrimonio Unesco, che comprende l&#8217;itinerario arabo-normanno. Si tratta di due gioielli in pieno centro, alle spalle di Piazza Pretoria, e sono state costruite tra 1100 e 1200. La Martorana subì un rifacimento in epoca barocca che fu in parte eliminato a fine Ottocento. La sua facciata, quindi, non prepara il visitatore all&#8217;incanto che si trova al suo interno. La chiesa è un gioiello dell&#8217;arte bizantina, con pianta a croce greca e sottili colonne con archi ad ogiva. Tutto è decorato con mosaici in oro, realizzati da maestranze bizantine nel 1100. La cupola è dominata dal famoso &#8220;Cristo assiso benedicente&#8221;. Intatta anche la bellissima pavimentazione policroma a mosaici. Oggi, la Martorana appartiene all&#8217;Eparchia di Piana degli Albanesi e officia le messe secondo il rito greco-bizantino. Accanto, sempre in piazza Bellini, si trova la Chiesa di <strong>San Cataldo</strong>, con le sue caratteristiche cupole rosa. L&#8217;edificio trae chiaramente spunto da motivi arabeggianti tipici dell&#8217;epoca e. all&#8217;interno, è severo e disadorno. Le luci che filtrano illuminano le colonne, i capitelli e il bellissimo pavimento originale, in lastre di marmo decorate a tarsie.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22561" src="https://i1.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image-5.jpg?resize=700%2C700" alt="" /><strong>MANGIARE: OSTERIA MERCEDE &#8211;</strong> A cinque minuti a piedi dal Teatro Massimo si trova l&#8217;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/osteriamercede/"><strong>Osteria Mercede</strong></a>, che propone piatti di pesce fresco tradizionali e molto ben fatti a un prezzo corretto. Il locale, semplice e arredato in stile marinaro, è molto piccolo. Quindi, vi consiglio di prenotare. Tranne il crudo di pesce (a 30 euro) che vi suggerisco di provare, i prezzi di questo ristorante sono decisamente convenienti. Antipasti tra 6 e 13 euro (insalata di polpo, zuppa di cozze, caponata di spada e tonno); primi piatti tutti a base di pesce fresco (12 euro); secondi tra 15 e 18 euro, tranne la griglita mista a 25 euro. Oltre al crudo di pesce, ho assaggiato una abbondante zuppa di cozze, un&#8217;ottima caponata con il crudo di pesce, i tonnarelli alle vongole veraci, al dente e ben eseguiti, il tonno scottato al sesamo con cipolla caramellata e il pesce spada alla palermitana. Il servizio è giovane, cortese e informale.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22586" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image4.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>VEDERE E MANGIARE: MERCATO DI BALLARO&#8217; &#8211; </strong>Decaduta la Vucciria, quello di Ballarò è diventato il mercato più noto al centro di Palermo. A pochi passi dalla stazione ferroviaria centrale e non distante dalla via Maqueda, qui lo spirito siciliano è ancora vivace e si sentono i venditori urlare a gran voce tra mille colori di frutta e verdura. Le bancarelle di ortaggi, carni, formaggi e pesce si snodano lungo strade costellate di palazzi nobiliari in parte diroccati e splendide facciate di chiese barocche. Quindi, il mio consiglio è: non guardate soltanto agli alimenti sui banchi ma alzate lo sguardo verso ciò che sta sopra il mercato.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22585" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image3.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p>Ballarò non propone solo materie prime fresche, ma anche tanto cibo pronto: panelle, cazzilli (crocchette di patate), sfincioni, pane con la milza (pani ca a&#8217; meusa), fino ad arrivare alle cipolle cotte in forno, all&#8217;insalata di mare, alle sarde a beccafico, e al pesce fritto. Durante un viaggio a Palermo la tappa al mercato di Ballarò è d&#8217;obbligo per entrare davvero nella colorata anima siciliana. Dopo le 19.30, le bancarelle chiudono e aprono i locali della movida che offrono cocktail, vini siciliani, piatti tipici e aperitivi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22671" src="https://i2.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/NormanniePortaNuovacollage-1.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>PORTA NUOVA &#8211;</strong> Lungo il Corso Calatafimi si apre la celebre Porta Nuova, principale ingresso alla città di Palermo in epoca medioevale. Una porta che ha subito diversi rimaneggiamenti (fu anche colpita e danneggiata da un fulmine) e che, nella sua forma attuale, risale al 1669. Ha due diverse facciate: una guarda al centro storico di Palermo, lato Cattedrale, l&#8217;altra guarda in direzione di Monreale e i 4 imponenti giganti che la sostengono sono i turchi sconfitti. La parte più bella, a mio parere, è la cupola, rivestita di maioliche colorate e sormontata da un&#8217;aquila ad ali spiegate, simbolo di Palermo.</p>
<div><img class="size-full wp-image-22628" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/palazzodeinormannicollage.jpg?resize=700%2C700" alt="" />
<p>Il palazzo dei Normanni a Palermo</p>
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<p><strong>PALAZZO DEI NORMANNI (Patrimonio Unesco) &#8211;</strong> E proprio l&#8217;aquila è il simbolo del capolavoro che si trova a due passi da Porta Nuova, un altra tappa dell&#8217;itinerario Unesco arabo-normanno: il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ars.sicilia.it/tour/default.jsp"><strong>Palazzo dei Normanni</strong></a>, anticamente il palazzo reale dei re Svevi e Normanni, oggi sede istituzionale della Regione Siciliana. Un palazzo che, nonostante i rimaneggiamenti interni ed esterni, è ancora oggi straordinaria sintesi della visione culturale e artistica della dinastia normanna. La prima pietra fu posta nel 1072, il palazzo delle Aquile ospitò gli illuminati Ruggero II, Guglielmo I, Guglielmo II e Federico II di Svevia. Durante il regno di Federico II, proprio da questo palazzo (chiamato anche Palazzo d&#8217;Orleans), prese il via la scuola poetica siciliana. A partire dal XVI secolo diventò sede dei governatori spagnoli, i vicerè. Dopo gli Spagnoli arrivarono i re Borboni. Tutti vollero modificare il palazzo e portarvi all&#8217;interno e all&#8217;esterno un p0&#8242; della propria cultura e del proprio stile architettonico, fino a farlo diventare come oggi possiamo ammirarlo.</p>
<div><img class="size-full wp-image-22623" src="https://i2.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/cappellapalatinacollage.jpg?resize=700%2C700" alt="" />
<p>La Cappella Palatina a Palermo</p>
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<p><strong>CAPPELLA PALATINA (Patrimonio Unesco) &#8211;</strong> Al di là delle meravigliose sale del Palazzo Reale, tra cui la sala di Ruggero II e la sala del Duca di Montalto, all&#8217;interno di questo palazzo il vero tesoro è rappresentato dalla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.cappellapalatinapalermo.it/"><strong>Cappella Palatina</strong></a>. Voluta da Ruggero II di Altavilla., fu edificata nel 1130; oggi la sua facciata non è più visibile perché inglobata nella struttura del palazzo, ma all&#8217;interno è un abbacinante susseguirsi di mosaici bizantini in oro e colori vivaci. La cappella è la testimonianza della convivenza tra la chiesa latina e la chiesa greca, tra l&#8217;Occidente e l&#8217;Oriente. Il soffitto è interamente in stile islamico (muqarnas, come la Ziza), il pavimento segue geometrie arabeggianti, come anche molti elementi decorativi (come le palmette stilizzate), ma i mosaici sono bizantini e le scene che raccontano sono cristiane. Il cristo pantocratore, che domina l&#8217;abside, è tra le icone di Gesù più note al mondo. All&#8217;epoca di Ruggero II i riti erano officiati in greco e latino.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22550" src="https://i2.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Collage-1.jpg?resize=700%2C350" alt="" /></p>
<p><strong>MANGIARE: PASTICCERIA CAPPELLO &#8211;</strong> Dopo avere saziato l&#8217;anima e gli occhi con le bellezze della Cappella Palatina e del Palazzo dei Normanni, è tempo di saziare anche lo stomaco. Dagli splendori architettonici si passa quindi a quelli della pasticceria siciliana. La <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.pasticceriacappello.it/"><strong>pasticceria Cappello</strong></a> è un indirizzo storico: fondata dal maestro Salvatore, è ora gestita dal figlio Giovanni. Qui la pasticceria è moderna ma anche tradizionale, con le immancabili cassate, la cassata al forno, la torta Savoia, i geli di anguria, i cannoli, i buccellati, la frutta di martorana tanto vivida da sembrare vera. Da Cappello si viene anche per un gelato e per una granita di caffè con la panna fresca, che meritano sicuramente un assaggio. Dal laboratorio di via Colonna Rotta partono tutti i dolci per l&#8217;altra sede di Via Garzilli. Cappello è anche cioccolateria, con praline realizzate a mano.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22560" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image-4.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>MANGIARE: FOCACCERIA SAN FRANCESCO &#8211;</strong> L&#8217;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.anticafocacceria.it/it/"><strong>Antica Focacceria San Francesco</strong></a> (fondata nel 1834), seppure un po&#8217; cambiata negli anni (compresa la proprietà, dopo la partnership col gruppo Feltrinelli dal 2013, e tenuta presente l&#8217;apertura di numerose sedi in franchising), resta nella sede storica palermitana un luogo di aggregazione per i cittadini e i  turisti che vogliono mangiare un semplice panino con le panelle, il famoso pane ca&#8217; meusa, oppure sedersi e gustare un piatto della cucina locale come gli involtini di melanzane, la pasta con le sarde, la caponata. La qualità della proposta è ancora buona, grazie a una attenta selezione dei fornitori e delle materie prime, anche se ci sono alcune sbavature (ad esempio sulle arancine, che non vi consiglio).  Tra le cose che a mio parere meritano un assaggio le sarde a beccafico, il panino con le panelle, la caponata e la pasta con le sarde. Come anche da non perdere la preparazione e la farcitura dei pani con la milza, cotta in grandi pentoloni e accompagnata, se piace, dalla ricotta fresca.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" rel="prettyPhoto" href="/redirect.php?URL=http://www.sicilianicreativiincucina.it/chiesadeglieremiticollage2/"><img width="150" height="150" src="https://i2.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/chiesadegliEremiticollage2.jpg?resize=150%2C150" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" rel="prettyPhoto" href="/redirect.php?URL=http://www.sicilianicreativiincucina.it/chiesadeglieremiticollage/"><img width="150" height="150" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/chiesadegliEremiticollage.jpg?resize=150%2C150" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a></p>
<p><strong>SAN GIOVANNI DEGLI EREMITI (Patrimonio Unesco) &#8211;</strong> Al re normanno Ruggero II si deve la costruzione della <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/database/page_musei/pagina_musei.asp?ID=48&amp;IdSito=58"><strong>Chiesa di San Giovanni degli Eremiti</strong></a>, un altro dei gioielli tutelati dall&#8217;Unesco. La chiesa, anche in questo caso costruita nei primi anni del 1100, faceva parte di un monastero di cui oggi resta intatto lo splendido e pacifico chiostro. Costruita sulla base di modelli architettonici di chiara impronta islamica, è nota per le cinque cupolette rosa che si stagliano contro il cielo turchese di Palermo e che sono ormai diventati uno dei simboli della città. Al suo interno è molto semplice, spartana: aveva in origine pareti affrescate di cui si mantengono oggi alcune tracce. Il suo chiostro, rettangolare, con doppia fila di colonnine e archi a sesto acuto, è ancora oggi un giardino mediterraneo ricco di agrumi, allori, ulivi, che invita alla meditazione e alla calma. Per me un luogo meraviglioso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><img class="size-full wp-image-22622" src="https://i2.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/Monrealeesternicollage.jpg?resize=700%2C700" alt="" />
<p>Monreale</p>
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<p><strong>IL DUOMO DI MONREALE (Patrimonio Unesco) &#8211;</strong> Nuovamente alla lungimiranza e alla passione per l&#8217;arte di Guglielmo II di Altavilla dobbiamo il maestoso <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.monrealeduomo.it/"><strong>Duomo di Monreale</strong></a>, dedicato a Santa Maria La Nova, e patrimonio mondiale Unesco. Iniziate la vostra visita girando tutto intorno alla chiesa, per guardare la facciata esterna ricca di arcate a ogiva e tondi dalle decorazioni geometriche. Da ammirare il bellissimo portale sulla facciata del Duomo, che si affaccia su una piazza dai colori e dalle forme mediterranee e sui vicoli della cittadina di Monreale. Da vedere anche le tombe dei grandi re normanni: Guglielmo I, Guglielmo II, Margherita di Navarra. Intorno a questo monumento si trovano negozi di ceramiche artigianali e piccoli locali dove rinfrescarsi con una granita o con un tè freddo.</p>
<div><img class="size-full wp-image-22626" src="https://i2.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/monrealeinternocollage.jpg?resize=700%2C233" alt="" />
<p>Il Duomo di Monreale</p>
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<p>Il Duomo contiene il più vasto mosaico bizantino del mondo dopo quello di Santa Sofia a Istanbul. SI tratta di un complesso costituito dalla chiesa a tre navate, dominata dal Gesù pantocratore e divisa da due file di nove colonne di granito grigio. Alzate lo sguardo e ammirate i soffitti di legno policromo, ricchi di dorature e decori, che sono solo una anticipazione dei mosaici bizantini che, in 6.400 metri quadrati, raccontano la storia dell&#8217;uomo, dalla creazione fino al giudizio universale. Oltre ai mosaici ci sono poi le decorazioni musive geometriche lungo le parti basse delle pareti e i capitelli dalle foglie intrecciate. Informatevi sull&#8217;orario di ingresso, perché quando si celebra la messa non si può entrare e, in estate, il Duomo è aperto solamente dalle 8 alle 12.</p>
<div><img class="size-full wp-image-22627" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/monrealechiostrocollage.jpg?resize=700%2C700" alt="" />
<p>Il chiostro del Duomo di Monreale</p>
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<p>La parte che da sempre io amo di più del Duomo di Monreale è il chiostro benedettino: un chiostro enorme, a pianta quadrata (quasi cinquanta metri per lato), dominato da centinaia di sottili colonne decorate a bassorilievo o con tessere musive in oro ed marmi policromi, che culminano in capitelli tutti diversi gli uni dagli altri, così come tutte diverse sono anche le basi delle colonne. Le figure scolpite nel marmo raccontano le storie più disparate: la vita dei monaci, le imprese di Guglielmo II, motivi propri dell&#8217;età classica e storie della Bibbia. In uno dei quattro angoli c&#8217;è una fontana da cui, in pieno stile islamico, sottili getti d&#8217;acqua fuoriescono da figure umane e leonine. Passeggiate lentamente lungo i quattro lati del chiostro per ammirare la grande abilità delle maestranze che hanno realizzato questo capolavoro e prendetevi il tempo necessario per respirare un po&#8217; di quell&#8217;atmosfera irreale di pace e bellezza.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22556" src="https://i1.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image-2.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>MANGIARE: BUATTA, CUCINA POPOLANA &#8211; </strong>Se avete tempo per un altro ristorante tipico palermitano, scegliete <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.buattapalermo.it/"><strong>Buatta, Cucina Popolan</strong></a><strong>a</strong>: ricavato all&#8217;interno di una antica valigeria, e decorato da colonne in ghisa e un bizzarro pavimento a riquadri, questo ristorante merita davvero una visita. Vi rimando alla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.sicilianicreativiincucina.it/recensioni-buatta-i-piatti-di-una-volta-nel-cuore-di-palermo/"><strong>recensione </strong></a>pubblicata qualche giorno fa in cui troverete il menu, il prezzi e il racconto della mia esperienza da Buatta.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22569" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image-8.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>VEDERE E MANGIARE: MERCATO SAN LORENZO &#8211;</strong> Tra le novità degli ultimi anni Palermo può vantare un mercato coperto moderno in stile Eataly, dove è riunito il meglio di prodotti siciliani, tra presidi slow food e prodotti Dop e Igp. Al <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.sanlorenzomercato.it/"><strong>mercato San Lorenzo</strong></a> si può acquistare e allo stesso tempo assaggiare. Oltre 2800 le referenze, per un totale di 250 piccoli fornitori: olio extravergine, frutta fresca, conserve, confetture, salumi, pane, carne, vino e dolci. Alcuni sono prodotti già conosciuti, altri arrivano da piccole aziende, che in questo modo hanno la possibilità di farsi conoscere.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22570" src="https://i0.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/PicMonkey-Image2-1.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p>Oltre a fare la spesa, ovviamente con prezzi più alti rispetto a un normale supermarket, si può anche passare un po&#8217; di tempo in compagnia gustando una granita, un gelato o un dolce di pasticceria nel settore gestito da Brioscia, oppure pranzare in uno dei ristoranti e bistrot presenti all&#8217;interno. Il San Lorenzo Mercato è uno spazio vivace: organizza corsi di cucina, degustazioni, incontri e spettacoli. Si trova nei pressi del Parco della Favorita.</p>
<p><img class="size-full wp-image-22621 aligncenter" src="https://i2.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/palazzinacinesecollage.jpg?resize=700%2C700" alt="" /></p>
<p><strong>VEDERE: LA PALAZZINA CINESE &#8211;</strong> Recentemente ristrutturata e riaperta al pubblico, merita una visita la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.parcodellafavorita.it/storia_palazzina_cinese.html"><strong>Casina</strong></a><br />
<strong> Cinese</strong>, all&#8217;interno del Real Parco della Favorita. Realizzata per volere dei re Borboni (Ferdinando IV e sua moglie Maria Carolina) alla fine del Settecento, fu la residenza estiva dei sovrani. E&#8217; stata edificata seguendo l&#8217;amore dei reali per l&#8217;esotismo e, in particolare, per le cineserie. E&#8217; un piccolo gioiello, curato in ogni dettaglio, che nei particolari richiama la Cina e la natura, dalle volte a pagoda alle carte da parati, il tutto mescolato con il gusto francese dei lampadari e con l&#8217;amore di origine islamico per i motivi geometrici.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-22625" src="https://i1.wp.com/www.sicilianicreativiincucina.it/wp-content/uploads/2017/07/mondellocollage.jpg?resize=500%2C500" alt="" /><strong>E ANCORA &#8211;</strong> Se avete ancora qualche ora di tempo, vuoi perché siete degli stakanovisti vuoi perché amate il mare, potete fare un salto a Mondello, la spiaggia dei palermitani. La strada migliore per arrivare a Mondello è quella che costeggia il parco della Favorita, costellata via via che ci si avvicina al mare da ville meravigliose, costruite tra gli anni Quaranta e Settanta negli stili più disparati (persino un quasi tirolese). Dominato dallo stabilimento balneare costruito in stile liberty nel 1912, questo tratto di costa è uno tra i più belli per le colorazioni del mare, dalle acque trasparenti tra il turchese e il verde.</p>
<p>Ovviamente questo itinerario non esaurisce le infinite meraviglie di Palermo: c&#8217;è ancora moltissimo da dire e da vedere. Anche per me che la conosco bene. Vorrei però che questo articolo fosse, almeno per qualcuno di voi, uno spunto per iniziare a innamorarsi di questa città straordinaria.</p>
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<p><strong>COME SI FA LA CASSATA SICILIANA (si ringrazia per la collaborazione la pasticceria Costa)</strong></p>
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<p><strong>COME SI FA LA FRUTTA DI MARTORANA (si ringrazia per la collaborazione la pasticceria Costa)</strong></p></p>
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