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	<title>Food Blogger Mania &#187; Palazzo Reale</title>
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		<title>Week-end a Torino</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 08:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cinziads89</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Week-end a Torino Week-end a Torino Con l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno, vengono abbandonate le calde spiagge e le mete preferite per i week-end fuori porta diventano le città d&#8217;arte. In questo articolo voglio raccontarvi cosa fare, vedere e mangiare in due giorni nella splendida Torino, città ricca di cultura, arte, storia e natura, grazie allo stupendo Parco&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/week-end-a-torino/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/turismo-torino-federalberghi-2019-633x400.jpg"><img class="size-full wp-image-9955" src="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/turismo-torino-federalberghi-2019-633x400.jpg" alt="Week-end a Torino" width="633" height="400" /></a><br />
<figcaption>Week-end a Torino</figcaption>
</figure>
<h1>Week-end a Torino</h1>
<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno, vengono abbandonate le calde spiagge e le mete preferite per i week-end fuori porta diventano le città d&#8217;arte.</p>
<p>In questo articolo voglio raccontarvi cosa fare, vedere e mangiare in due giorni nella splendida Torino, città ricca di cultura, arte, storia e natura, grazie allo stupendo Parco del Valentino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Week-end a Torino</h4>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/713e241f704c44b98738a8fafa968734-1.jpg"><img class="size-large wp-image-9956" src="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/713e241f704c44b98738a8fafa968734-1-720x480.jpg" alt="Week-end a Torino" width="720" height="480" /></a><br />
<figcaption>Week-end a Torino</figcaption>
</figure>
<h4>Week-end a Torino</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Giorno 1: Museo Egizio, Mole Antonelliana, Piazza Vittorio</h3>
<p>Arriviamo a Torino con un treno Italo da Roma: il viaggio è durato 4 ore e mezzo e siamo partiti all&#8217;alba (poco prima delle 6 del mattino) ma abbiamo dormito in treno e siamo arrivati in città a metà mattina.</p>
<p>Lasciamo gli zaini in hotel (abbiamo scelto un b&amp;b vicino la stazione per il nostro Week-end a Torino, molto carino e pulito) e usciamo subito alla scoperta della città.</p>
<p>Un caffè è d&#8217;obbligo e pertanto ci fermiamo da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwjx3vmdsc3kAhUS3aQKHZTXB-gQFjAAegQIAxAB&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tripadvisor.it%2FRestaurant_Review-g187855-d1180829-Reviews-Roma_gia_Talmone-Turin_Province_of_Turin_Piedmont.html&amp;usg=AOvVaw03uOqJLKl9IAP09SwrOoDA"><strong>Roma già Talmone</strong></a>, in Piazza Carlo Felice, storico bar pasticceria famoso per la produzione dei dolci della tradizione torinese, praline, cioccolatini e i classici Gianduiotti.</p>
<p>Caffè e cornetto stracolmo di cioccolata 2,50€, ottimo direi!</p>
<p>Carichi di energia, partiamo in direzione del Museo Egizio, fermandoci però prima in Piazza San Carlo, una delle piazze principali di Torino, caratterizzata dai portici, le <strong>le sue 2 chiese gemelle</strong> (la chiesa di Santa Cristina e la chiesa di San Carlo Borromeo) e la <strong>statua equestre di Emanuele Filiberto, Duca di Savoia</strong>.</p>
<p>Il tempo di scattare i selfie di rito e ripariamo alla volta del <strong>Museo Egizio</strong>, prima tappa del nostro week-end torinese, un museo tra i più grandi e importanti del mondo e secondo solo a quello del Cairo.</p>
<p>Il biglietto di ingresso costa 15€ + 2€ per la prevendita (in caso di acquisto online, come abbiamo fatto noi per evitare file).</p>
<p>Articolato su 4 piani, il museo conserva innumerevoli reperti ritrovati e portati in Italia da Schiapparelli, tombe, statue e templi che conquisteranno l&#8217;attenzione anche dei non appassionati alla cultura egiziana.</p>
<p>Usciti dal museo, passiamo davanti <strong>Palazzo Carignano</strong> (palazzo barocco del XVII secolo, oggi sede del Museo del Risorgimento) e troviamo a destra il <strong>Teatro Regio</strong> di Torino e, a sinistra, <strong>Palazzo Madama</strong> e poi <strong>Piazza Castello</strong>.</p>
<p>Proprio dietro il Palazzo Carignano, è possibile vedere la <strong>piazza Carlo Alberto</strong>, con la <strong>statua equestre di Carlo Alberto di Sardegna.</strong></p>
<p>Essendo ora di pranzo, acquistiamo due piadine vicino Piazza Castello e le mangiamo camminando verso il Palazzo Reale di Torino.</p>
<p>Tornati in Piazza Castello, ci concediamo una lenta passeggiata sotto i portici, lungo <strong>via Po</strong>, tra caffè, bistrot e boutique di lusso, con una piccola deviazione su Via Montebello per andare alla <strong>Mole Antonelliana, </strong>da sempre il simbolo della città per eccellenza.</p>
<p>La Mole ospita il <strong>Museo Nazionale del Cinema</strong><em>, </em>il paradiso per gli amanti della macchina da presa come me.</p>
<p>Il biglietto costa 11€ + 1,50€ per la prevendita (per acquisti online) e fidatevi, non rimarrete delusi.</p>
<p>Visitare il Museo è una full immersion tra ricostruzioni di set famosi, cimeli, attrezzature di ogni epoca, ed esperienze interattive.</p>
<p>Come al solito quando ci si diverte, il tempo vola e, essendo quasi ora di cena, riprendiamo Via Po e arrivando fino a <strong>Piazza Vittorio</strong>, una piazza suggestiva perchè illuminata con lampioni impero con braccio a cornucopia progettati da Guido Ghidelli.</p>
<p>Attraversiamo il ponte per ammirare la <strong>chiesa della Gran Madre di Dio, </strong>costruita in onore di Vittorio Emanuele I, per la sua vittoria su Napoleone nel 1814.</p>
<p>In stile neoclassico, la chiesa ricorda il Pantheon di Roma e, secondo una leggenda, il Santo Graal sarebbe stato sepolto fuori dalla chiesa, tra le due statue che rappresentano la Fede e la Religione.</p>
<p>Torniamo in dietro e ci fermiamo per cena nei dintorni di Piazza Vittorio.</p>
<p>Innamorati della stupenda Piazza, ceniamo da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187855-d3456639-Reviews-Poormanger-Turin_Province_of_Turin_Piedmont.html">Poormanger</a> (Via Maria Vittoria 36/B), un locale unico nel suo genere, incentrato su politiche rivolte al consumo, ben arredato e con cucina a vista.</p>
<p>Il menu è incentrato sulle britanniche jacked potato, ovvero patate ripiene da accompagnare con antipasti, zuppe e dolci fatti in casa.</p>
<p>Non si può prenotare e non si paga il coperto.</p>
<p>Le patate ripiene costano dai 5€ ai 9,50€ l&#8217;una, a seconda del ripieno scelto, e per saziarvi ne basta una, magari da accompagnare con un tagliere di salumi e formaggi, o con un dolce di fine pasto.</p>
<p>Noi abbiamo speso meno di 15€ a testa e vi consiglio di assaggiare la patata con burrata, valeriana e pomodorini, molto buona e non troppo pesante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/palazzo-reale-torino-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9958" src="https://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2019/09/palazzo-reale-torino-1.jpg" alt="Week-end a Torino" width="633" height="400" /></a></p>
<h3>Giorno 2: Palazzo Reale, Cattedrale di San Giovanni Battista, Castello del Valentino</h3>
<p>Iniziamo l&#8217;ultimo giorno del nostro Week-end a Torino con una ghiotta colazione da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=2&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwj6q-3Ut83kAhXC-6QKHfOwCaAQFjABegQICBAB&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tripadvisor.it%2FRestaurant_Review-g187855-d11624987-Reviews-Farmacia_Del_Cambio-Turin_Province_of_Turin_Piedmont.html&amp;usg=AOvVaw0W8vOud0aLLkbrZGBsGvw5"><strong>Farmacia del Cambio</strong></a>, in piazza Carignano, ex bottega di speziali aperta nel 1833 e diventata, nel 2014, pasticceria e ristorante stellato.</p>
<p>All’interno l’arredamento è rimasto quello dell’epoca con vetrine e scaffali in legno dove vengono esposti dolci freschi e di prima qualità.</p>
<p>Trovandoci in un luogo rinomato, non possiamo fare colazione con cornetto e cappuccino ma ci lasciamo tentare da un Bonet (il classico budino piemontese a base di cacao, liquore e amaretti) e una fetta di torta di nocciole.</p>
<p>Certo, la colazione non è stata proprio economica (quasi 15€) ma abbondamente superiore alle aspettative.</p>
<p>La nostra prima tappa della giornata è la visita al <strong>Palazzo Reale</strong>, in Piazza Castello (biglietto 6€).</p>
<p>Costruito nel 1646, il Palazzo fu residenza reale fino al 1865; oggi è possibile visitare le varie sezioni del palazzo:</p>
<ul>
<li><strong>Gli appartamenti del re</strong>, con decorazioni lussuose dorate ovunque.</li>
<li><strong>La Libreria Reale</strong> e i suoi 200,000 libri, tra cui figurano capolavori come l’autoritratto o il Codice sul volo degli uccelli di Leonardo da Vinci.</li>
<li><strong>L’Armeria Reale</strong> e la sua impressionante collezione di cavalli imbalsamati con i loro cavalieri armati.</li>
<li><strong>La galleria Sabauda</strong>, ​​che espone dipinti dal 14° al 20° secolo</li>
<li><strong>I giardini reali</strong> (ingresso gratuito)</li>
</ul>
<p>Il Palazzo è meraviglioso, talmente bello da lasciare a bocca aperta: per godersi tutto con calma servirebbero circa 2/3 ore ma noi, restando in città solo per due giorni, ci accontentiamo di una visita di poco più di 1 ora.</p>
<p>Usciti dal Palazzo, a lato, troviamo la <strong>Cattedrale di San Giovanni Battista,</strong> la chiesa principale di Torino, famosa per ospitare la<strong> sacra Sindone</strong>, la quale si dice abbia avvolto il corpo di Cristo.</p>
<p>La reliquia riposa sotto un sigillo a tenuta stagna ed è coperta da un lenzuolo, quindi non possiamo ammirarla.</p>
<p>Prendiamo un autobus che conduce fino alla zona dei <strong>Murazzi</strong>, il posto più vivace e giovanile della città, patria degli studenti piemontesi. Passeggiamo lungo Po e arriviamo all&#8217;<strong>Arco Monumentale dell&#8217;Arma di Artiglieria</strong> e poi, addentrandoci nel Parco, al famoso <strong>Castello del Valentino</strong>, oggi sede della facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.</p>
<p>Immerso nel verde del Parco del Valentino, per gli studenti di Architettura deve essere un piacere ogni volta recarsi in facoltà per seguire le lezioni.</p>
<p>Essendo domenica, non possiamo visitare il Castello ma ci limitiamo a scattare qualche foto e rilassarci nel Parco circostante mangiando due panini in un chiosco all&#8217;interno del parco.</p>
<p>Il Parco è bellissimo e ben tenuto, un polmone verde importante per la città, pieno di ragazzi, famiglie con bambini e persino scoiattoli che scorrazzano in cerca di cibo. Sembra quasi Central Park!</p>
<p>Arriviamo fino al <strong>Borgo medioevale</strong>, proprio all&#8217;interno del Parco e poi, a metà pomeriggio, riprendiamo il treno per tornare a Roma in serata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>No related posts.</p>
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		<title>Caravaggio e La Vocazione di San Matteo</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 07:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nonsiamofoodblogger</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Cappella Contarelli]]></category>
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		<category><![CDATA[Fonte Wikipedia]]></category>
		<category><![CDATA[Michelangelo Buonarroti]]></category>
		<category><![CDATA[Michelangelo Merisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Considerato l’enorme successo che questo grande artista sta riscontrando da qualche anno a questa parte &#8211; e vista la presenza a Milano della bella mostra a lui dedicata a Palazzo Reale &#8211; abbiamo pensato di fare anche noi un piccolo omaggio a Caravaggio dedicando un post ad una delle sue opere più celebri e rappresentative:&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/caravaggio-e-la-vocazione-di-san-matteo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://nonsiamofoodblogger.files.wordpress.com/2017/12/lavocazionedisanmatteoparticolare.jpg"><img class="alignnone wp-image-2210" src="https://nonsiamofoodblogger.files.wordpress.com/2017/12/lavocazionedisanmatteoparticolare.jpg?w=500&amp;h=340" alt="" width="500" height="340" /></a></p>
<p>Considerato l’enorme successo che questo grande artista sta riscontrando da qualche anno a questa parte &#8211; e vista la presenza a Milano della bella mostra a lui dedicata a Palazzo Reale &#8211; abbiamo pensato di fare anche noi un piccolo omaggio a Caravaggio dedicando un post ad una delle sue opere più celebri e rappresentative: la Vocazione di San Matteo.</p>
<p>E’ un dipinto olio su tela, realizzato intorno al 1599; si tratta della prima commissione pubblica di Michelangelo Merisi e dell’opera di dimensioni più ragguardevoli da lui realizzata fino a quel momento: ben 322 x 340 cm.  E’ possibile ammirare questo capolavoro a Roma, presso la Cappella Contarelli di San Luigi dei Francesi, insieme alle altre due opere che fanno parte del “Ciclo di San Matteo”, ossia San Matteo e l’angelo e Il Martirio di San Matteo.</p>
<p>La cappella era stata acquistata nel 1595 da Mathieu Cointrel (poi divenuto il cardinal Contarelli) che aveva lasciato al suo esecutore testamentario un documento contenente istruzioni dettagliate su come decorare la suddetta cappella. La commissione fu inizialmente affidata a Giuseppe Cesari (detto Cavalier d’Arpino), che non portò mai a termine il lavoro a causa dei suoi pressanti impegni con Papa Clemente VIII Aldobrandini. Fu così che il cardinal Del Monte – grande collezionista d’arte e protettore di Caravaggio – riuscì ad ottenere la prestigiosa commissione per il “suo pittore”.</p>
<p>Si tratta della prima grande opera dove possiamo osservare il sapiente contrasto di luce ed ombra tipico di Caravaggio: certamente una delle sue caratteristiche più distintive che – oltre ad aver accresciuto la sua fama – ha contribuito alla nascita di un nuovo movimento artistico detto appunto “caravaggesco”.  La scena si svolge in un ambiente spoglio ed angusto, quasi completamente avvolto da una fitta penombra: l’unica eccezione è un fascio di luce proveniente da destra. Sullo sfondo una finestra coperta con i pannelli d’incerata o da carta ci rivela l’esistenza di una parete.</p>
<p>Sempre dall’estrema destra vediamo entrare in scena Gesù, quasi completamente coperto dalla figura di Pietro, che volge risolutamente la mano verso Matteo, in un gesto che è un chiaro rimando alla celebre “Creazione di Adamo” di Michelangelo Buonarroti. Matteo  &#8211; seduto al tavolo con altri quattro esattori – volge lo sguardo stupito verso Gesù e, con un gesto molto naturale, indica con il dito indice sé stesso. Tra tutti i suoi compagni solo i due giovani a destra si accorgono della cosa, incrociando con Gesù un complesso gioco di sguardi. Il vecchio con gli occhiali ed il paggio continuano imperterriti a contare i denari. La luce resta l’altra grande protagonista di quest’opera, luce che proviene fuori dalla scena, direttamente dalle spalle di Gesù; si tratta di luce reale ma è soprattutto Luce Divina, la Grazia che illumina tutti gli uomini e sta ad indicare che la chiamata di Dio è universale, spetta a ciascuno di noi – secondo coscienza – rispondere. Colpisce infine l’incredibile realismo reso dal Caravaggio, la “quotidianità” della scena che avrebbe potuto svolgersi in una qualsiasi osteria frequentata dall’artista stesso.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://nonsiamofoodblogger.files.wordpress.com/2017/12/la_vocazione_di_san_matteo.jpg"><img class="alignnone wp-image-2211" src="https://nonsiamofoodblogger.files.wordpress.com/2017/12/la_vocazione_di_san_matteo.jpg?w=500&amp;h=469" alt="" width="500" height="469" /></a></p>
<p>La Vocazione di San Matteo &#8211; Fonte Wikipedia</p>
<p>  <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nonsiamofoodblogger.wordpress.com/2209/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nonsiamofoodblogger.wordpress.com/2209/" /></a> <img alt="" border="0" src="https://pixel.wp.com/b.gif?host=nonsiamofoodblogger.com&amp;blog=64064442&amp;post=2209&amp;subd=nonsiamofoodblogger&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /></p>
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		<title>Amsterdam in 3 giorni</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Aug 2017 19:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cinziads89</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Anna]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Museo]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Nuova]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[giorni]]></category>
		<category><![CDATA[Nationaal Monument]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Reale]]></category>
		<category><![CDATA[Van Gogh]]></category>

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		<description><![CDATA[Amsterdam in 3 giorni La capitale olandese, la patria di Van Gogh, Rembrandt e Anna Frank, del buon cibo e della vita notturna, degli zoccoli, dei mulini a vento e della Heineken. Visitare Amsterdam in 3 giorni è possibile, ma solo se si rinuncia a qualcosa e ci si sveglia presto. &#160; &#160; Dall&#8217;aeroporto al centro&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/amsterdam-in-3-giorni/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5483.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8081" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5483-720x535.jpg" alt="" width="720" height="535" /></a>Amsterdam in 3 giorni</h1>
<p>La capitale olandese, la patria di Van Gogh, Rembrandt e Anna Frank, del buon cibo e della vita notturna, degli zoccoli, dei mulini a vento e della Heineken.</p>
<p>Visitare Amsterdam in 3 giorni è possibile, ma solo se si rinuncia a qualcosa e ci si sveglia presto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Dall&#8217;aeroporto al centro</strong></h2>
<p>Arriviamo all&#8217;aeroporto di Amsterdam Schiphol con un volo diretto da Roma. Ci sono tre modi per raggiungere il centro città:</p>
<ul>
<li>treno. Comprate un biglietto per &#8220;Amsterdam CS&#8221; (prezzo 3€ circa) e salite sul treno che in meno di 20 minuti vi porterà alla Stazione Centrale (Amsterdam Centraal);</li>
<li>bus. Comprare un biglietto (prezzo 3,10€) e prendete il n. 370 nel piazzale all&#8217;esterno dell&#8217;aeroporto che in circa 30 minuti vi condurrà alla Stazione Centrale (Amsterdam Centraal);</li>
<li>taxi. Il costo della corsa fino al centro città può arrivare a costare anche 20 euro, a seconda del traffico.</li>
</ul>
<p>Noi scegliamo di prendere il treno e scendiamo alla Stazione Centrale. Da qui, andiamo a piedi in hotel per fare il check-in.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Hotel</h2>
<p>Abbiamo scelto l&#8217;hotel <b>Ibis Style Amsterdam Central Station</b>, a 2 minuti  a piedi dalla stazione centrale, comodissimo per visitare la città.</p>
<p>Le camere sono pulite, non molto grandi ma dotate  di tutti i comfort: bagno privato, tv, aria condizionata, letto comodo, minibar e wifi veloce.</p>
<p>Il personale e&#8217; cortese, disponibile e sempre sorridente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Muoversi a Amsterdam</strong></h2>
<p>Il centro di Amsterdam non è molto grande e può essere facilmente visitato a piedi, cartina alla mano. Altrimenti, se vi sentite stanchi, potete usare i tram e bus che fanno tutti capolinea alla Stazione Centrale.</p>
<p>Amsterdam è suddivisa in zone tariffarie: Il biglietto per una singola corsa per una zona costa 1,60€, 2,40€ per due zone.</p>
<p>Se avete intenzione di utilizzare spesso i tram, vi consiglio di acquistare la &#8220;Strippenkaart&#8221;, un carnet di 15 biglietti, ciascuno valido per 1 ora dalla convalida.</p>
<p>La Strippenkaart costa 6,50€ ed è valida per viaggi in bus, tram e metro.</p>
<p>Se volete usufruire anche dei Canal Bus, allora dovete acquistare l&#8217; &#8220;All Amsterdam Travel Pass&#8221;, che costa 6,40€.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Amsterdam in bicicletta</h2>
<p>Ad Amsterdam tutti si muovono bici o in tram.</p>
<p>Se volete immergervi nel mood olandese, potete noleggiare biciclette nei vari negozi presenti in città (come Macbike  o Orangebike).</p>
<p>Il prezzo medio e&#8217; 7€ per 3 ore, 13€ per tutta la giornata.</p>
<h1></h1>
<h1></h1>
<h1>Amsterdam in 3 giorni</h1>
<p><strong> </strong></p>
<h2><strong>Giorno 1: Piazza Dam e Giro dei Canali</strong></h2>
<p>Dopo aver fa<span>tto un&#8217;abbondante colazione in hotel con caffè, succhi di frutta, toast salati  brioche fragranti la cioccolato, usciamo diretti a <b>Chinatown</b>, il cuore orientale di Amsterdam, ricco di negozi, palazzi e ristoranti tra cui il famoso Sea</span> Palace, il ristorante galleggiante simbolo dell&#8217;unione tra Europa a e Asia.</p>
<p>La maggior attrazione turistica all’interno di Chinatown di Amsterdam è il tempio Buddista Zeedijk, il più grande d’Europa, inaugurato dalla Regina nel 2000.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5477.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8084" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5477-720x480.jpg" alt="" width="720" height="480" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proseguiamo la nostra passeggiata fino ad arrivare a <strong>Piazza Dam</strong>, il cuore di Amsterdam, piena zeppa di artisti di strada.</p>
<p>Attorno alla piazza, troviamo la Chiesa Nuova (De Nieuwe Kerk), il Palazzo Reale e il Museo delle cere &#8220;Madame Tussauds&#8221;.</p>
<p>Il <strong>Palazzo Reale</strong> è la residenza ufficiale della famiglia reale da oltre 200 anni; oggi è usato occasionalmente per le cerimonie ufficiali.</p>
<p>Il Palazzo è aperto ai turisti solo in estate e il biglietto d&#8217;ingresso costa 10€.</p>
<p>La <strong>Chiesa Nuova</strong> non è un edificio religioso bensì il luogo in cui si tiene la cerimonia di incoronazione dei reali d&#8217;Olanda e si celebrano le principali ricorrenze cittadine.</p>
<p>Il biglietto di ingresso alla Chiesa costa 8€ ma noi scegliamo di non visitarla.</p>
<p>Al centro di piazza Dam spicca il <strong>Nationaal Monument</strong>, realizzato alla fine della Seconda Guerra Mondiale per commemorare gli Olandesi deceduti sul campo di battaglia.</p>
<p>Questo obelisco, alto 22 metri, è fronteggiato da due leoni, simboli dei Paesi Bassi.</p>
<p>Nel retro, ci sono delle urne che contengono terra proveniente da tutte le province e le ex-colonie olandesi.</p>
<p>Il monumento rappresenta due leoni posti alla guardia di un pilone alto 22 metri</p>
<p>Ci fermiamo per un pranzo veloce  a la &#8216;<b>T nieuwe cafe&#8217;,</b> un piccolo bistrot affacciato proprio su piazza Dam, con tavolini all&#8217;esterno e camerieri molto simpatici e cordiali.</p>
<p>Il menu è molto ampio e noi scegliamo di assaggiare due piatti tipici olandesi: i <i>kibbeling</i> (una specie di filetti di merluzzo panati e fritti, serviti con limone e maionese) e il <i>broodje</i> <i>haring</i> (un sandwich farcito con aringhe, cetriolini sottaceto cipolla), entrambi buonissimi.</p>
<p>Conto totale: meno di 10€ a testa, aggiungendo una bottiglietta d&#8217;acqua e un the alla menta. Eccezionale!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5478.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8083" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5478.jpg" alt="" width="550" height="413" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel pomeriggio, ci concediamo un po&#8217; di shopping nella zona compresa tra <strong>Muntplein</strong>, <strong>Dam</strong> e <strong>Kalvestraat</strong>, le vie dello shopping olandese, costellate di negozi di abbigliamento, pelletteria, souvenir, libri ecc.</p>
<p>Noi ci siamo fermati al Kalvertoren Shopping Center e abbiamo fatto incetta di calamite, penne e matite da regalare ai nostri cari come souvenir dall&#8217;Olanda.</p>
<p>Nel 2006 Kalvestraat era la ventunesima strada più costosa del mondo per quanto riguarda i prezzi degli affitti.</p>
<p>Nel tardo pomeriggio, acquistiamo i biglietti (15€ a testa) e facciamo la <strong>Gita dei Canali, </strong>della durata di 75 minuti.</p>
<p>La città di Amsterdam è costruita su una rete di canali lunga più di 100 km, e proprio per tale motivo è soprannominata la &#8220;Venezia del Nord&#8221;.</p>
<p>Nel 2010 l&#8217;UNESCO ha dichiarato i Canali Patrimonio dell&#8217;Umanità.</p>
<p>Il tour in battello ci mostra i tre canali principali della capitale: il Prinsengracht (Canale dei Principi), il Keizersgracht (Canale dell&#8217;Imperatore) e l&#8217;Herengracht (Canale dei Signori).</p>
<p>Durante la gita vediamo il <b>Nemo</b> (il palazzo progettato l&#8217;architetto italiano Renzo Piano e ospitante il più grande centro scientifico dei PAEsi Bassi), il <b>Museo</b> <b>Marittimo</b>, la fabbrica dei diamanti <b>Gassan</b>, il <b>Municipio</b>, il mercatino hippy <b>Albert</b> <b>Cuyp</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5484.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8085" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5484-720x533.jpg" alt="" width="720" height="533" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scendiamo alla fermata di <b>Leidseplein</b>, anche detta &#8220;piazza del guazzabuglio &#8220;, fulcro della movida olandese, e ceniamo da <b>Cafe</b> <b>Reynders</b>, un pub in stil seicentesco dove ordiniamo due birre Trappe, una porzione di fish and chips e una di <i>bubble</i>  <i>squeak</i> (un piatto tipico a base di salsicce affumicate servite con purea di patate e crauti).</p>
<p>Piatti buoni, birre fantastiche, servizio veloce, conto finale meno di 20 euro a testa: super soddisfatti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Giorno 2: Museumplein</strong></h2>
<p>Iniziamo il nostro secondo giorno in città dirigendoci a <strong>Museumplein</strong>, la piazza principale del famoso quartiere dei musei, immersa nel verde e abbellita da sculture e fontane.</p>
<p>La Piazza è circondata dai musei più importanti della città: il Van Gogh Museum, il Rijksmueum (esponente opere di Rembrandt, Vermeer, Steene) e lo Stedelijk (ideale per gli amanti di Cezanne, Chagall, Matisse e Picasso).</p>
<p>Noi decidiamo di visitare il <strong>Van Gogh Museum</strong> (il biglietto costa 10€), esponente 230 dipinti, 500 disegni e le lettere scritte dal pittore al fratello Theo.</p>
<p>Il museo si articola su tre piani: il primo raccoglie i dipinti dell&#8217;800, il secondo suddivide i dipinti in 5 sezioni che spiegano lo sviluppo psicologico e artistico dell&#8217;autore, il terzo le opere di artisti contemporanei di Van Gogh come Monet, Gauguin e Pissarro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5479.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8086" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5479-523x1080.jpg" alt="" width="523" height="1080" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Usciti dal Museo, attraversiamo il canale e ci spostiamo al De Pijp, il quartiere popolare e multietnico della città, ricco di bar e caffè.</p>
<p>Arriviamo all&#8217;<b>Albert</b>  <b>Cuyp</b> <b>Market</b>, uno dei piu&#8217; famosi in citta&#8217;, circa 2 km di bancarelle che vendono di tutto: frutta, verdura, pesce, dolci, vestiti e souvenir.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5487.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8087" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5487-720x365.jpg" alt="" width="720" height="365" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Noi ci facciamo tentare da due stand: il primo vende zoccoli olandesi in miniatura stupendi, dipinti a mano, mentre il secondo vende stroop waffle, calde cialde ricoperte di miele a 1,50€ l&#8217;una!</p>
<p>Non avendo molta fame, pranziamo con un waffle a testa una porzione  mini pancakes spolverati con zucchero a velo. Buonissimo!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5485.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8088" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5485-720x523.jpg" alt="" width="720" height="523" /></a></p>
<p>Nel pomeriggio visitiamo il museo interattivo della <strong>Heineken</strong> (il biglietto costa 16€), la bionda più famosa d&#8217;Olanda.</p>
<p>Durante il tour guidato vediamo simulazioni in 4D, filmati storici e ne approfittiamo per degustare qualche birra, sempre gradita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5482.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8090" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5482-720x801.jpg" alt="" width="720" height="801" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poco prima di cena, torniamo in hotel per darci una rinfrescata e poi ci dirigiamo a <strong>Rembrandtplein</strong>, una delle piazze più affascinanti della città, famosa per la movida tra i giovani.</p>
<p>Ci fermiamo da <b>De</b> <b>Bajes</b>, un ristorante brasserie vicino Rembrandtplein molto carino, ben arredato e con un&#8217;atmosfera accogliente e vivace.</p>
<p>Ordiniamo  2 hamburger giganti accompagnati da <i>patatje</i> <i>oorlog</i>, le famose patatine fritte olandesi, dorate croccanti, ricopertecon salsa di maionese e burro di arachidi.</p>
<p>La carne è morbida, gustosa, cotta al punto giusto gnammmmmm</p>
<p>Conto finale: meno di 20€ a testa, aggiungendo 2 birre medie. Super consigliato!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Giorno 3: Casa Museo di Anna Frank e Hermitage</strong></h2>
<p>Iniziamo il nostro terzo e ultimo giorno in città dirigendoci nel quartiere <strong>Jordaan</strong>, ex zona residenziale per la classe operaia e oggi meta prediletta di studenti e artisti.. Un po&#8217; come il Quartiere Latino a Parigi.</p>
<p>Passeggiando tra le graziose stradine ricche di negozi e botteghe, arriviamo alla <strong>Casa Museo di Anna Frank</strong> (il biglietto costa 9€ e dovete acquistarlo obbligatoriamente online, indicando l&#8217;orario della visita prescelto).</p>
<p>Durante i 2 anni di occupazione nazista, in questa casa si nascosero le famiglie ebree Frank e Van Daan, fino all&#8217;arresto.</p>
<p>Le stanze della Casa sono vuote e non contengono oggetti personali di Anna Frank, per questo decidiamo di scattare solamente qualche foto ma non entrare al Museo.</p>
<p>Saliamo sul tram e ci dirigiamo presso uno dei musei più belli al mondo, l&#8217;<strong>Hermitage </strong>(a pagamento, 17€)<strong>, </strong>il museo di storia sito nel quartiere di Amstel.</p>
<p>Un&#8217;esposizione di capolavori artistici davvero degna di nota, soprattutto la mostra sulla famiglia reale Romanov, che mostra lo sviluppo artistico di San Pietroburgo durante il regno dello ad Nicola II e sua moglie  Alexandra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5481-1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8091" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/08/IMG_5481-1-720x490.jpg" alt="" width="720" height="490" /></a></p>
<p>Per il nostro ultimo pasto in città ci fermiamo da <b>Omelegg</b>, una catena di bistrot dove la specialità sono omelette servite con verdure, pesce, carne e pane tostato.</p>
<p>Conto finale: meno di 10 euro a testa per due omelette (una con salmone, l&#8217;altra con spinaci e funghi) e due bottiglie di acqua.</p>
<p>Locale carino e accogliente, cibi buoni e preparati con ingredienti freschi. Consigliatissimo!</p>
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		<title>Copenhagen in 3 giorni</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jul 2017 08:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cinziads89</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<description><![CDATA[La Sirenetta Copenhagen in 3 giorni &#160; Chi avrebbe mai scelto una meta fredda come Copenhagen per una vacanza estiva di inizio luglio? Noi abbiamo deciso di fare un tour &#8220;Stoccolma e Copenhagen&#8221;, raggiungendo prima Stoccolma (in aereo da Roma) e poi la capitale danese (in treno). Ecco a voi quindi il racconto del nostro&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/copenhagen-in-3-giorni/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/07/IMG_5167-e1499873561413.jpg"><img class="size-large wp-image-7897" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/07/IMG_5167-e1499873561413-720x964.jpg" alt="" width="720" height="964" /></a>
<p>La Sirenetta</p>
</div>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3>Copenhagen in 3 giorni</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi avrebbe mai scelto una meta fredda come Copenhagen per una vacanza estiva di inizio luglio?</p>
<p>Noi abbiamo deciso di fare un tour &#8220;Stoccolma e Copenhagen&#8221;, raggiungendo prima Stoccolma (in aereo da Roma) e poi la capitale danese (in treno).</p>
<p>Ecco a voi quindi il racconto del nostro tour di <strong>Copenhagen in 3 giorni </strong>bellissimi, più qualche consiglio di viaggio che spero possa esservi utile. Have a nice trip!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>ARRIVARE A COPENHAGEN:</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come anticipato in premessa, siamo arrivati a Copenhagen con un treno diretto DSB Danske Statsbaner.</p>
<p>Il treno è partito da Stoccolma e ha impiegato quasi 5 ore (i biglietti sono acquistabili al seguente link https://rail.cc/it/treni/stoccolma-a-Copenhagen).</p>
<p>Il treno ci ha lasciato alla Stazione centrale di Copenhagen e da lì ci siamo diretti subito in hotel con il taxi.</p>
<p>Per il viaggio di ritorno, dovendo recarci all&#8217;aeroporto di Copenaghen, abbiamo preso la metro dalla stazione di Kongens Nytorv.</p>
<p>Il tragitto in metro è durato circa 10 minuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>CAMBIO VALUTA:</strong></h3>
<p>La moneta ufficiale in Danimarca è la corona danese (DKK).</p>
<p>Come già sperimentato a Stoccolma, abbiamo deciso di non cambiare contanti ma utilizzare le carte di credito, accettate in tutti gli esercizi e per pagamenti di qualsiasi importo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>PERNOTTAMENTO:</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per il pernottamento, abbiamo scelto l&#8217;<span>Hotel Babette Guldsmeden</span>, situato in centro.</p>
<p>L&#8217;hotel si trova vicino al Palazzo Reale (Amalienborg) e alla Sirenetta, a soli 10 minuti di taxi dalla stazione centrale di Copenhagen.</p>
<p>Le camere sono belle, pulite, luminose, silenziose e dotate di wifi.</p>
<p>Non abbiamo usufruito della colazione in hotel ma ci è bastato attraversare la strada e recarci da un supermercato dove, al prezzo di circa 40 dkk era possibile acquistare due caffè e 3 muffin/cornetti.</p>
<p>Un consiglio: i muffin ai mirtilli e il saccottino con le gocce di cioccolato sono strepitosi, provare per credere!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>PASTI:</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Copenhagen è una città ricca di ristoranti, brasserie e caffetterie dove fermarsi per uno spuntino o un pasto &#8220;sostanzioso&#8221;.</p>
<p>Per la pausa pranzo, volendo fare un po&#8217; di economia, abbiamo deciso di recarci nei supermercati (presenti ovunque) e nelle food hall dei grandi magazzini (la food hall di Magasin du Nord è imperdibile!).</p>
<p>Se preferite lo street food, recatevi al mercato <span>Papiroen</span> (sulla Paper Island, di fronte al porto di Nyhavn) e immergetevi in un&#8217;esplosione di profumi e cibi provenienti da tutto il mondo: messicano, americano, greco, cinese, coreano, marocchino e persino le mitiche fettuccine del Belpaese!</p>
<p>I prezzi non sono proprio bassi (un piatto costa sui 10 euro) ma rimarrete sicuramente soddisfatti.</p>
<p>Per la cena, anche a Copenaghen come a Stoccolma, ci siamo recati in ristoranti scovati tramite l&#8217;applicazione <strong>The Fork</strong>, usufruendo di sconti variabili dal 30% al 50%.</p>
<p><em>Alcuni nomi</em>? Il <span>Ristorante Jacobsen</span> a Kultorvet (che propone menu fissi a partire da 149 dkk) e il <span>bistro Blod Hat</span>, un locale piccolo, intimo e accogliente dove, se sarete fortunati, avrete anche la fortuna di ascoltare musica jazz dal vivo.</p>
<p>Se avete voglia di una cena sfiziosa, vi consiglio il ristorante greco <span>Bakaliko</span>, dove sarete accolti da camerieri simpaticissimi e molto disponibili, pronti a illustrarvi gli ingredienti di ogni piatto presente sul menu.</p>
<p>Una vera delizia! Fidatevi, ne basteranno 1 o 2 per saziarvi!</p>
<p>Se siete alla ricerca di una ghiotta merenda, vi suggerisco di fare tappa da <span>Espresso House</span>, una catena di caffetterie (simile alla più famosa Starbucks) diffusa in tutta Copenhagen, dove potrete gustare una tazza di caffè (americano, espresso, con latte, ecc) accompagnata da una fetta di torta, muffin o biscotti, nonché approfittarne per rilassarvi seduti comodamente sui divani.</p>
<p>Se invece siete alla ricerca di una merenda “di stampo danese”, fermatevi da <span>Konditori La Glace</span>, la pasticceria più famosa di tutta Copanhagen e deliziatevi con un danese o i mitici biscotti al burro.</p>
<p>Consigli per una serata di baldoria? Recatevi al pub <span>Sam&#8217;s</span> (Frederiksberggade 28) e riscaldate la voce per partecipare a uno dei karaoke più glamour della città!</p>
<p>Altri locali per gustare una birra dopo cena si trovano nei dintorni di Gammeltorv e di Kongens Nytorv, a voi la scelta!</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/07/IMG_3146-e1499873671611.jpg"><img class="size-large wp-image-7898" src="http://blog.giallozafferano.it/unacucinadasingle/wp-content/uploads/2017/07/IMG_3146-e1499873671611-720x960.jpg" alt="" width="720" height="960" /></a>
<p>Smorrebroad</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>MUOVERSI A COPENHAGEN:</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche a Copenhagen, come a Stoccolma, abbiamo inizialmente deciso di girare la città a piedi.</p>
<p>Tuttavia, in seguito abbiamo deciso di acquistare il biglietto &#8220;<span>Bus and Boat Hop on hop off</span>&#8221; ( <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.stromma.dk/en/copenhagen/sightseeing/combination-tours/">https://www.stromma.dk/en/copenhagen/sightseeing/combination-tours/ </a>) , valido per 48 ore.</p>
<p>Il biglietto comprende il Tour dei Canali (durata 1 ora circa), il Tour in bus di Christiania (la famosa &#8220;free town&#8221;, il Tour in bus alla fabbrica della birra Carlsberg.</p>
<p>Se invece preferite visitare la città muovendovi in metro o autobus, vi consiglio di acquistare la <span>Copenaghen Card</span>, disponibile nei formati 24/48/72 ore, che da diritto all&#8217;ingresso gratuito in circa 70 musei e attrazioni, nonché viaggi gratuiti in treno, autobus, metropolitana e battello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>COPENHAGEN IN BICI</strong></h3>
<p>A Copenaghen, come a Stoccolma, sono più i ciclisti che gli automobilisti in giro per la città.</p>
<p>Durante una visita guidata, lo speaker ha affermato che a Copenhagen ogni abitante ha 2 bici! Pazzesco!</p>
<p>Il nostro hotel dava la possibilità di noleggiare bici per 1 giorno al costo di 150 dkk (2 giorni = 200 dkk).</p>
<p>E&#8217; possibile anche noleggiare bici a ore nei negozi sparsi in vari punti della città (3 ore = 90 dkk, prezzo medio) oppure usufruendo dell&#8217;app  <span>Donkey Republic</span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>PRIMO GIORNO: Sirenetta, Kastellet, Palazzo Reale di Amalienborg e porto di Nyhavn</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La visita di Copenaghen non può iniziare senza aver scattato una foto alla famosa <span>Sirenetta.</span></p>
<p>Si tratta di una scultura in bronzo alta 1,25 metri e raffigurante la protagonista della celebre fiaba di Hans Christian Andersen.</p>
<p>Prima di arrivare alla Sirenetta, vi imbatterete sicuramente nella <span>Fontana di Gefion</span>, dedicata alla Dea Gefion e raffigurante la leggenda della nascita della Zelanda, e nella <span>chiesa anglicana di St. Alban</span>, l&#8217;unica chiesa anglicana della Danimarca.</p>
<p>Dalla Sirenetta, potete tornare verso il centro città attraversando il <span>Kastellet</span>, un&#8217;antica fortificazione militare del XVII secolo.</p>
<p>All&#8217;interno è possibile ammirare il <span>Monumento allo Sforzo Danese del &#8217;48</span>, che esprime il riconoscimento verso tutti quei danesi che sono stati inviati nelle missioni internazionali dal 1948.</p>
<p>La scritta sulla parete &#8220;<em>En tid. Et sted. Et menneske</em>&#8221; (Un tempo. Un posto. Un umano) vuole proprio commemorare i soldati danesi caduti.</p>
<p>Prendendo Bredgade, non potrete fare a meno di notare le tre cupole dorate della <span>chiesa ortodossa dedicata a Alexander Nevsky</span>, l&#8217;unica chiesa russo-ortodossa presente a Copenaghen.</p>
<p>Sulla sinistra troverete il <span>Palazzo Reale di Amalienborg</span> è stato costruito nel 1749 e dal 1794 è la residenza reale danese.</p>
<p>Il complesso è costituito da 4 edifici in stile rococò, che racchiudono una piazza al cui centro si erige il monumento equestre di Federico V.</p>
<p>Dal centro della piazza del Palazzo Reale, guardando verso destra si può ammirare la <span>Chiesa Marmorea (Marmokirken)</span>, progettata nel 1740 dall&#8217;architetto Nicolai Eigtved per festeggiare il trecentesimo anniversario dell&#8217;incoronazione del primo membro del Casato degli Oldenburg.</p>
<p>La Chiesa ha la più grande cupola di tutta la Scandinavia (con un diametro di 31 metro) e richiama la famosa Cupola di San Pietro a Roma.</p>
<p>Continuando lungo Bredgade, arriverete al <span>porto di Nyhavn</span>, l&#8217;antico porto di Copenhagen, dove potrete scattare qualche foto agli stupendi edifici multicolor, sorseggiare un drink oppure approfittarne per fare un Tour in battello.</p>
<p>Il <span>Tour in battello</span> (della durata di 1 ora, più o meno), vi darà l&#8217;opportunità di vedere l&#8217;Opera, l&#8217;Isola della carta (Paper Island), la Sirenetta, i giardini di Amalienborg, la Concert Hall, Christianshavn e i principali edifici della città (come il Municipio, la Borsa, il Parlamento, la Biblioteca Reale denominata &#8220;Diamante nero&#8221;, ecc).</p>
<p>Dal porto, tornate verso la piazza di Kongens Nytorv per ammirare il <span>Teatro Reale</span> (creato nel 1748 e oggi ancora funzionante) e il<span> Palazzo Charlottenborg</span> (edificato nel 1672 come residenza per il figlio illegittimo del re Frederik II).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>SECONDO GIORNO: Giardini reali di Rosenborg, Galleria d&#8217;Arte Nazionale (Statens Museum for Kunst) e quartiere dello shopping</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <span>Castello di Rosenborg</span> è uno splendido edificio circondato da meravigliosi giardini curati, una vera e propria oasi di pace.</p>
<p>Il Castello fu costruito nel 1606 come residenza del re Cristiano IV di Danimarca ed è stato usato come dimora della famiglia reale fino al 1720.</p>
<p>Davanti l&#8217;ingresso dei Giardini di Rosenborg, troverete la Galleria d&#8217;Arte Nazionale (Statens Museum for Kunst), a pagamento, ospitante l&#8217;arte danese e internazionale fino al 1900.</p>
<p>Nel pomeriggio, divertitevi a fare <span>shopping</span> lungo Ostergade, Stroget, fino ad arrivare a Gammeltorv, una grande piazza che vi ricorderà molto il Quartiere Latino a Parigi.</p>
<p><em>Quali sono i negozi imperdibili</em>? Magasin du Nord, Illum, COS, Lego Store (uno dei più grandi al mondo), Disney Store (il solo e unico della Scandinavia).</p>
<p>Se siete alla ricerca di souvenir (calamite, penne, tazze), troverete tantissimi negozi proprio lungo queste strade (i più economici si trovano su Frederiksberggade).</p>
<p>Passeggiando lungo le vie del centro, non mancate di ammirare il <span>Palazzo della Borsa</span> (costruito nei primi anni del 1600), il <span>Palazzo di Christianborg</span> (sede dei tre poteri supremi danesi: esecutivo, legislativo e giudiziario), il <span>Municipio</span> (edificato sul finire dell&#8217;800) e il <span>Palazzo di Giustizia</span>.</p>
<p>Questi edifici sono visibili anche durante il Tour in battello sui canali, quindi non preoccupatevi se sarete troppo stanchi per camminare: salite sul battello e preparate l&#8217;Iphone per scattare le foto <img src=&#8221;https://s.w.org/images/core/emoji/2.3/72&#215;72/1f642.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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