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	<title>Food Blogger Mania &#187; ospedale</title>
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		<title>PORTARE UN SORRISO IN OSPEDALE: IL SENSO AUTENTICO DEL NATALE</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Dec 2023 11:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossopeperoncino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una giornata di volontariato in ospedale può essere un&#8217;esperienza molto gratificante e coinvolgente. Infatti, la presenza di volontari può fare la differenza per i pazienti e per il personale sanitario che lavora ogni giorno per assicurare la miglior cura possibile. &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una giornata di volontariato in ospedale può essere un&#8217;esperienza molto gratificante e coinvolgente. Infatti, la presenza di volontari può fare la differenza per i pazienti e per il personale sanitario che lavora ogni giorno per assicurare la miglior cura possibile. &#8230;</p>
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		<title>INAUGURATO A CATANZARO LO SPORTELLO INFORMATIVO SULLA FIBROMIALGIA</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2022 23:54:34 +0000</pubDate>
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		<title>APRE A CATANZARO LO SPORTELLO INFORMATIVO SULLA FIBROMIALGIA</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2022 14:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossopeperoncino</dc:creator>
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		<title>Le premonizioni di Cristina: «Ho visto la morte di mamma, il giorno prima»</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 17:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quella di Cristina Begnigna è stata un&#8217;infanzia felice, in mezzo al verde e agli animali della campagna di Stezzano (Bergamo). Una famiglia normale la sua, ricca di valori e di sani principi. Suo padre lavorava in una cascina mentre la madre si occupava di lei e della casa. Poi un giorno qualcosa è cambiato. Merito&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/le-premonizioni-di-cristina-ho-visto-la-morte-di-mamma-il-giorno-prima/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjQ61LxWxDtqViu_Dd-6AkmjPOOjFxwFI0HXE5FSy4CA6I4480T0pgQs7g7aqkhbO7ZTKsZh-UMoCaeAOB-qDSZ2oofhoA-EG1Q00lEhkG79xmxeLLF8vDaZgaHK-9zDhQldOTBrDqKYpR2WSWq1ZG3kdy4PJvkqlZwJRSX8ZE3AtfCo0tzbCh2LOcJ=s720"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjQ61LxWxDtqViu_Dd-6AkmjPOOjFxwFI0HXE5FSy4CA6I4480T0pgQs7g7aqkhbO7ZTKsZh-UMoCaeAOB-qDSZ2oofhoA-EG1Q00lEhkG79xmxeLLF8vDaZgaHK-9zDhQldOTBrDqKYpR2WSWq1ZG3kdy4PJvkqlZwJRSX8ZE3AtfCo0tzbCh2LOcJ=s320" width="320" /></a></div>
<div></div>
<div>
<div>Quella di <b>Cristina Begnigna</b> è stata un&#8217;infanzia felice, in mezzo al verde e agli animali della campagna di Stezzano (Bergamo). Una famiglia normale la sua, ricca di valori e di sani principi. Suo padre lavorava in una cascina mentre la madre si occupava di lei e della casa. Poi un giorno qualcosa è cambiato. Merito di un dono speciale che ha permesso a questa donna, oggi 42enne, di stabilire un contatto profondo con chi non c&#8217;è più.</div>
<div></div>
<div>«Ricordo che da piccola avevo paura di essere invisibile, tutti i bambini volevano un super potere, io volevo solo piacere a qualcuno &#8211; dice Cristina -. Avevo una costante paura di non essere mai abbastanza simpatica, abbastanza carina, abbastanza alla moda, abbastanza in generale. A un certo punto mi sono accorta di avere un dono speciale, tramite i sogni, le premonizioni, eventi paranormali, io riuscivo a vedere in anteprima la verità, ciò che poi avrei visto con i miei stessi occhi poco dopo».</div>
<div></div>
<div>I primi segnali iniziarono quando Cristina aveva circa undici anni: «Un giorno mia madre mi disse che sarebbe venuto a stare da noi suo fratello, mio zio Angelo, alla quale ero legatissima &#8211; racconta -. Ma poi lui si aggravò, fino a morire. Lo avevamo steso sul letto in camera dei miei in attesa che arrivasse l&#8217;agenzia funebre. Mentre la famiglia iniziava a riunirsi per la veglia, decisi di andare in camera mia, che era subito dopo quella di mamma e papà. Nell&#8217;attraversare il corridoio sentii un brivido freddo e all&#8217;improvviso mi girai di scatto verso il letto dove era lo zio. Lo vidi seduto e con la mano mi fece il gesto di andare vicino a lui a sedermi. Mi misi paura e corsi piangendo dai miei parenti raccontando tutto: mi dissero che era la mia mente che mi giocava brutti scherzi, ma io continuai a pensarci. Sapevo che era tutto reale. I miei occhi avevano visto lo zio Angelo che mi sorrideva anche se era morto».</div>
<div></div>
<div>Con il tempo Cristina cercò di cancellare quel ricordo dalla sua mente. Finché il 18 febbraio 1994, il giorno prima del suo compleanno, accadde di nuovo un episodio singolare: «Ero andata a studiare in biblioteca con una mia compagna, Antonella Scaramuzzino &#8211; spiega &#8211; facemmo tardi e le dissi che dovevo correre a casa a lavare i piatti, altrimenti la mamma si sarebbe arrabbiata. Prendemmo le bici e di corsa, percorrendo la piazza di Stezzano, mi accorsi di un arcobaleno che attraversava il tetto della chiesa. Allora dissi alla mia amica che dovevo fermarmi ed entrare per accendere le candele ai nonni. Poi ne accesi una in più per le anime che soffrivano in quel momento».</div>
<div></div>
<div>Erano le 17.30 e la ragazza non sapeva ancora cosa le avrebbe riservato il destino: «Arrivata a casa &#8211; continua &#8211; mi misi subito a lavare i piatti. A un certo punto entrò mio padre dalla porta piangendo. In quell&#8217;istante mi cadde un piatto ed esclamai: “La mamma!”. Lui subito mi chiese come facessi a saperlo. Papà mi spiegò che la mamma era caduta dal cavallo alle 17.30, l’avevano portata in ospedale. Mio padre doveva andare subito da lei e disse che io invece dovevo rimanere a casa con la zia. Mi si gelò il sangue, collegai subito l’arcobaleno, la candela e la mia frase nell’accenderla, il piatto che ho rotto mentre mio padre entrava dalla porta e la mia esclamazione “mamma”. Scoppiai in un pianto isterico, accentuato dalla paura di quelle cose che avevo percepito e alle quali non avevo dato peso fino a quel preciso istante. Mi inginocchiai e sentii di nuovo quel freddo. Dalla mia bocca usciva fumo bianco e nell’aria sentivo profumo di rose. Capii subito che si trattava della mia mamma. Sentii la maniglia della porta, ma mi dissi che ero sola in casa col cane e non era possibile. Mi girai e vidi la porta del corridoio, la maniglia faceva su e giù delicatamente: ero terrorizzata, ma presi coraggio e aprii la porta. Non vidi nulla fino a quando non arrivai davanti alla porta della camera dei miei genitori. Lì il profumo di rosa era veramente fortissimo, il mio cane salì sul letto dove si metteva sempre con mamma e in quel momento vidi che c&#8217;era qualcuno sdraiato, ma non vedevo nessuno, solo il segno. Scappai di corsa giù da basso e aspettai mia zia, le raccontai tutto, salimmo e controllammo. Non c&#8217;era più nulla. Mi guardò e mi disse che avevo solo bisogno di dormire».</div>
<div></div>
<div>Così Cristina andò a letto, ma quando si addormentò iniziò a sognare un campo verde gigantesco con un cavallo che correva: «Fu il primo di una lunga serie, mentre mamma era in ospedale &#8211; precisa &#8211; ogni notte si aggiungeva un particolare in più, le rose, una bara con l&#8217;ultima cena sui lati e nell&#8217;ultimo sogno vidi che c&#8217;era una donna rasata che assomigliava tanto alla mia mamma. Era in una stanza piccola, con un lucernario in vetro di murano sopra la porta. Non conoscevo quel posto».</div>
<div></div>
<div>I giorni si rincorrevano veloci e arrivò il 24 febbraio 1994. A scuola la professoressa chiamò Cristina alla lavagna, ma all&#8217;improvviso si sentì svenire e cadde a terra. «Erano le 12.05 &#8211; ricorda &#8211; mi portarono in infermeria, poi arrivò mia zia a prendermi. Capii che qualcosa era successo. Mi disse che mi avrebbe portato dalla mamma. Salii in macchina e ci recammo all&#8217;ospedale di Brescia. Entrammo. C&#8217;erano le indicazioni con ospedale a destra e camera mortuaria a sinistra. Girammo a sinistra e mi misi a urlare. Arrivate all&#8217;ingresso, vidi tutti i miei parenti, piangevano, mi abbracciavano, ma non capivo, fino a quando mia zia non mi accompagnò in una stanza piccola. C&#8217;era una bara con una donna rasata. Alzai gli occhi e vidi il lucernario. Scoppiai a piangere. Avevo già visto tutto in sogno il giorno prima, non mi capacitavo. Allora chiesi a mia zia quando fosse morta la mamma e lei mi rispose: “Oggi alle 12.05”. Cercai una sedia per sedermi. La mia testa andava come un uragano. Pensavo a tutto e a niente. Poi capii che non potevo sottrarmi a quel mio dono. Avevo qualcosa che fino ad allora non ero mai riuscita a evolvere. Ora sapevo e credevo fermamente che i sogni fossero importanti messaggi divini. Avevo capito che io non ero più quella piccola bambina invisibile. Io ero diventata la bambina che vedeva al di là di quello che gli occhi percepiscono».</div>
<div></div>
<div>Così, con il tempo Cristina ha imparato a distinguere i suoi sogni e a coglierne i messaggi: «Quelli premonitori hanno dettagli molto chiari e precisi che mancano ai sogni regolari. Colori, emozioni, luoghi e conversazioni. Per me, sono molto più chiari e intensi. Normalmente questi tipi di esperienze compaiono nella nostra vita all’improvviso, ma molto spesso possono cambiare il corso della nostra giornata e della nostra vita. Per questo dobbiamo essere aperti e ricettivi verso il mondo, per essere in grado di cogliere il momento esatto in cui si presentano. I segni della presenza di una persona cara scomparsa sono piccoli dettagli che ci aiutano a ricostruire, giorno per giorno, la nostra esistenza. Non ci resta quindi che accoglierli per recuperare la serenità perduta».</div>
</div>
<div><b>Laura Ceresoli</b></div>
<div></div>
<div>(Tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.primabergamo.it" target="_blank">Prima Bergamo</a>&nbsp;del 25/02/2022)</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjBqn2TqxXhAx3Yv_C63dDxL-6jnNFk2ygjPOkZPxZn0KyHuSEmEgyVGt75De-vV7ewFufCJxRWEbbe34eBD-fyrATb1--Y3N_5xI0cT9wkjAMupGleKccgqjxOfYIs7E-REiVZJO5CRecgByzOdC-2D604Ckpmoau6H4E2ZvtYJsbhu1pmo2pBpHAJ=s1196"><img border="0" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjBqn2TqxXhAx3Yv_C63dDxL-6jnNFk2ygjPOkZPxZn0KyHuSEmEgyVGt75De-vV7ewFufCJxRWEbbe34eBD-fyrATb1--Y3N_5xI0cT9wkjAMupGleKccgqjxOfYIs7E-REiVZJO5CRecgByzOdC-2D604Ckpmoau6H4E2ZvtYJsbhu1pmo2pBpHAJ=s320" width="289" /></a></div>
<p>
<div></div>
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		<title>Panbrioche Annaincasa</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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<div></div>
<div>Finalmente è arrivato il 2022.</div>
<div>L&#8217;ho aspettato con impazienza, visto che il vecchio anno è stato un susseguirsi di alti e bassi, più bassi che alti ahimè. Tra il covid, il ricovero in ospedale, il tracollo di mamma e il lutto per la sua perdita, direi che il 2021 è da dimenticare.</div>
<div>Confido in questo nuovo anno e ricomincio da qui, dal mio blog, dalla mia cucina e dai miei hobbies: ho ripreso con l&#8217;uncinetto, il lavoro a maglia e ad impastare, in pochissimi giorni ho sfornato due pandori, 2 panettoni gastronomici, 4 panbrioche, pane, focacce&#8230;, insomma lievitati a non finire.</div>
<div>Ecco il mio panbrioche, risultato di un mix di ricette da me rivisitate.</div>
<div>BUON ANNO A TUTTI</p>
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		<title>Alan Foglieni riapre le porte del One Love Restaurant</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 16:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ceresoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Laura Ceresoli (Tratto da&#160;Prima Bergamo&#160;del 3 settembre 2021) Alan Foglieni ha riaperto le porte del suo «One Love restaurant» a Bergamo, nel quartiere di Colognola. E questa volta con un nuovo spirito. L&#8217;ultimo anno è stato un turbinio di emozioni, nel bene e nel male. La chiusura forzata per il Covid, la forza di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/alan-foglieni-riapre-le-porte-del-one-love-restaurant/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Laura Ceresoli</p>
<p>(Tratto da&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.primabergamo.it" target="_blank">Prima Bergamo</a>&nbsp;del 3 settembre 2021)</p>
</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-Ox6skEbSPSY/YUIgY1FpovI/AAAAAAAA9Ag/-0vDqEQCpbQ0g7kKJT0vUCiEbIU0Q8q4QCLcBGAsYHQ/s2048/240659238_990022051541134_7205961459920239919_n.jpg"><img border="0" height="316" src="https://1.bp.blogspot.com/-Ox6skEbSPSY/YUIgY1FpovI/AAAAAAAA9Ag/-0vDqEQCpbQ0g7kKJT0vUCiEbIU0Q8q4QCLcBGAsYHQ/s320/240659238_990022051541134_7205961459920239919_n.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Alan Foglieni ha riaperto le porte del suo «One Love restaurant» a Bergamo, nel quartiere di Colognola. E questa volta con un nuovo spirito. L&#8217;ultimo anno è stato un turbinio di emozioni, nel bene e nel male. La chiusura forzata per il Covid, la forza di reinventarsi con i pasti a domicilio, la difficoltà di trovare nuove leve disposte ancora a mettersi in gioco nell&#8217;ambito della ristorazione. Ma anche la fine di un connubio amoroso, quello con Nafi, socia del locale. Di qui la voglia di ricominciare con nuovi obiettivi e con una consapevolezza diversa, mettendo a frutto gli insegnamenti appresi in questo anno di lockdown.
</p>
<p>«La notte del 31 dicembre sono scivolato e ho rotto tibia e perone &#8211; racconta Alan -. Sono rimasto una settimana in ospedale e ho osservato la gentilezza e la rilassatezza con cui il personale mi ha trattato. Così ho cominciato a riflettere sul mio lavoro. I medici salvano vite umane, hanno una responsabilità grandissima e sono sempre sorridenti. Noi invece al locale, nonostante facciamo un lavoro bellissimo, ci arrabbiavamo per cose minime, eravamo stressati. Non si poteva più andare avanti così. Ora abbiamo riaperto con una nuova formula: due giorni di chiusura settimanale per permettere a tutti di avere anche una vita privata in modo da poter lavorare in modo più sereno».</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-i631F0E1PHk/YUIg14WRD_I/AAAAAAAA9Ao/X5DDfIUmtow8D2yoY0cu6iX2Z870qb2lgCLcBGAsYHQ/s1177/240870746_993125757897430_4042206286478593247_n.jpg"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-i631F0E1PHk/YUIg14WRD_I/AAAAAAAA9Ao/X5DDfIUmtow8D2yoY0cu6iX2Z870qb2lgCLcBGAsYHQ/s320/240870746_993125757897430_4042206286478593247_n.jpg" width="261" /></a></div>
<p>Di strada ne ha fatta Foglieni da quando ha lasciato Stezzano per inseguire i suoi sogni culinari. Il suo curriculum spazia dalle cucine del ristorante «Anteprima» alla «Brughiera», dal «Clandestino» di Moreno Cedroni fino al «Roberto Cavalli Caffè» di Beirut. Aveva solo 31 anni quando nel 2013 il celebre stilista lo scelse per dirigere la cucina del suo nuovo locale aperto in Libano. Tornato a Bergamo è stato chef del «Carroponte» con il patron Oscar Mazzoleni e poi nel 2017 dell&#8217;8C di Treviolo. È stato in quel periodo che ha vinto la terza puntata di «Chopped Italia» condotta da Gianmarco Tognazzi, battendo Danilo D’Ambra, cuoco di Riva del Garda.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-oy2aJDqET9Q/YUIhFSOykHI/AAAAAAAA9Aw/M09jw6ETHHohfc-bHH0zJiMm0yAZRQ_wgCLcBGAsYHQ/s1199/203348772_957329894810350_9096466444285326913_n.jpg"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-oy2aJDqET9Q/YUIhFSOykHI/AAAAAAAA9Aw/M09jw6ETHHohfc-bHH0zJiMm0yAZRQ_wgCLcBGAsYHQ/w320-h320/203348772_957329894810350_9096466444285326913_n.jpg" width="320" /></a></div>
<div><span><span>SpaghettORO Verrigni Affumicato all’Astice scappato, 10 grammi di caviale Persè</span><span></span></span></div>
<p>«Fin dai primi giorni di vita, il One Love ha ricevuto l&#8217;affetto dei clienti che ci hanno seguito fin dalle nostre precedenti esperienze &#8211; racconta Alan &#8211; e vedere il locale che da subito iniziava a riempirsi ci ha reso orgogliosi. Nei primi anni si sono stretti legami diventati poi amicizie, alcuni di loro sono ormai habitué, e il passaparola ci ha permesso di crescere sempre più. Fino alla pandemia. Era il 9 marzo quando chiudemmo fino a data da destinarsi e pensare di chiudere anche solo una settimana fu veramente sconfortante. Iniziò una nuova esperienza per noi, quella di cucinare per chi veramente aveva bisogno: le persone in difficoltà, i medici degli ospedali bergamaschi, gli alpini e i ragazzi dell’Atalanta che costruivano l’ospedale in fiera. Si era messa in moto una macchina di solidarietà incredibile e il One Love era diventato un supporto logistico per la distribuzione dei pasti nella Bergamasca. Ne abbiamo consegnati gratuitamente più di 1.500. Poi abbiamo dovuto pensare a salvare la nostra azienda e i clienti sono stati grandiosi. Abbiamo toccato con mano il loro affetto nei nostri confronti. È partito il Delivery e per la prima volta non sono stati loro a venire da noi, ma siamo andati noi nelle loro case. A pensarci ora sembra tutto strano: i kit di montaggio con tutti gli ingredienti pronti, i piatti caldi da consegnare il prima possibile e quelli freddi da riscaldare al microoonde, le corse in macchina per arrivare puntuali, le difficoltà degli spostamenti, i ritardi nelle consegne e la paranoia di non arrivare mai in orario».</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-mi3nH3y6xm4/YUIhiEGFdyI/AAAAAAAA9A4/NsrIIFNWJBEWKlZdlzPPE8KjBpjy4DvggCLcBGAsYHQ/s1440/205853227_952554778621195_3422216930550043305_n.jpg"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-mi3nH3y6xm4/YUIhiEGFdyI/AAAAAAAA9A4/NsrIIFNWJBEWKlZdlzPPE8KjBpjy4DvggCLcBGAsYHQ/s320/205853227_952554778621195_3422216930550043305_n.jpg" width="320" /></a></div>
<p><span><span>Fusilloro Verrigni alle seppiole di Chioggia sporche del loro nero, ostriche Gillardeau e burro di Normandia</span></span></p>
<p>Poi è tornato il momento di riaprire, dopo mesi di lockdown: «La gente ha subito rianimato il locale, nei rispetto del distanziamento e di tutte le misure di sicurezza &#8211; prosegue lo chef stezzanese -. La riapertura dopo il primo lockdown è stata emozionante. Rivederli a casa nostra ci ha messo le lacrime agli occhi e il One Love è tornato a vivere. Da lì in poi niente ci ha più spaventati: aperture, chiusure, restrizioni. A ogni azione c’era una reazione, non ci siamo mai persi d’animo e la parola d’ordine era resilienza, abbiamo chiamato così anche la nostra passata di pomodoro Siccagno… Questi ultimi mesi hanno visto molti cambiamenti, nelle vite e nel modo di pensare».</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-7o99yuaFpwA/YUIiK5rc9CI/AAAAAAAA9BA/FU_IO5kSVlwHr4COMrytOWkxzzVhtcoUQCLcBGAsYHQ/s1495/Tonno%2526Mandorle.jpg"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-7o99yuaFpwA/YUIiK5rc9CI/AAAAAAAA9BA/FU_IO5kSVlwHr4COMrytOWkxzzVhtcoUQCLcBGAsYHQ/s320/Tonno%2526Mandorle.jpg" width="308" /></a></div>
<p><span><span>Tonno&amp;Mandorle</span></span></p>
<p>Anche se ora Alan e Nafi non sono più una coppia nella vita privata, hanno deciso di restare soci titolari del ristorante. «Qualcuno ci dava per finiti, quando ha saputo che il legame tra me e Nafi che stava alla base di questo locale si era sciolto &#8211; conclude Foglieni -. Invece noi andiamo più d&#8217;accordo ora e abbiamo deciso di continuare a condividere questa esperienza culinaria, nonostante ognuno di noi abbia altri compagni. La nostra è un&#8217;azienda meravigliosa che è sopravvissuta alla pandemia, puntando sempre in alto, migliorandosi costantemente nella scelta del prodotto da offrire, nell’acquistare sempre le materie prime più fresche ed eccellenti, selezionandole direttamente dai mercati e dai piccoli produttori. Si riparte, con una testa nuova, tante idee e tanti obiettivi da raggiungere, ma il primo è il benessere di chi ci lavora».&nbsp;</p>
<p></p>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I miei lieviti</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 05:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[attesa]]></category>
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		<category><![CDATA[mese]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal mio ultimo post ricetta è passato più di un mese e forse ancora qualche giorno ci vorrà. Ultimamente mi è difficile rispondere in privato a tutti, sono fortunata ad avere tante persone che mi chiedono notizie e mi sono accanto, purtroppo però fatico a stare al passo. In molti mi chiedete cosa succede e&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/i-miei-lieviti/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://1.bp.blogspot.com/-OPPVXI7ZAL8/YPkIC8XH0aI/AAAAAAADQJo/wYittuHGHnE5UWnkH5Sh8m2aygs4D3BhwCLcBGAsYHQ/s750/4ABAB7C1-FA19-4E35-95D1-24669D86CCD3.jpeg"><img border="0" height="320" src="https://1.bp.blogspot.com/-OPPVXI7ZAL8/YPkIC8XH0aI/AAAAAAADQJo/wYittuHGHnE5UWnkH5Sh8m2aygs4D3BhwCLcBGAsYHQ/s320/4ABAB7C1-FA19-4E35-95D1-24669D86CCD3.jpeg" /></a></div>
<p><span>Dal mio ultimo post ricetta è passato più di un mese e forse ancora qualche giorno ci vorrà.</span></p>
</p>
<p><span>Ultimamente mi è difficile rispondere in privato a tutti, sono fortunata ad avere tante persone che mi chiedono notizie e mi sono accanto, purtroppo però fatico a stare al passo.</span></p>
<p><span>In molti mi chiedete cosa succede e quindi ho deciso di darvi notizie qui.</span></p>
<p><span><br /></span></p>
<p><span>Più di un mese fa sono risultata positiva al covid. Da oltre due settimane sono ricoverata in ospedale per accertamenti e in attesa di negatività. Nulla di grave fortunatamente ma la stanchezza e qualche dolore ancora sono presenti e questi un po’ intralciano la mia quotidianità.</span></p>
<p><span><br /></span></p>
<p><span>Ringrazio ancora tutti per la vicinanza e spero perdonerete l’assenza di risposte private.</span></p>
<p></p>
<p><span>Anche se non sono a casa già da un po’ i miei lieviti non soffrono grazie alle cure di mia figlia&nbsp;</span></p>
<p><span>Alessandra</p>
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		<title>#IORESTOACASA</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2021 15:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Princess</dc:creator>
				<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[amo]]></category>
		<category><![CDATA[IORESTOACASA]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[perch]]></category>

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		<description><![CDATA[#AccaddeOggi &#160; Non considero isolamento dover stare a casa con le persone che amo. L&#8217;isolamento è ciò che stanno vivendo i malati gravi. Smettila di dire che sei annoiato, arrabbiato perché non puoi uscire di casa, mentre tutti quelli che sono in ospedale vogliono andare a casa. Ringrazia, perché nonostante tutto,con soldi o senza soldi,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/iorestoacasa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>#AccaddeOggi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non considero isolamento dover stare a casa con le persone che amo.<br />
L&#8217;isolamento è ciò che stanno vivendo i malati gravi.<br />
Smettila di dire che sei annoiato, arrabbiato perché non puoi uscire di casa, mentre tutti quelli che sono in ospedale vogliono andare a casa.<br />
Ringrazia, perché nonostante tutto,con soldi o senza soldi, con un lavoro o senza lavoro, sei nel&#8230;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.cookaround.com/ormedellanima/iorestoacasa/" rel="noopener" target="_blank">Continua a leggere &gt;&gt;</a></p>
<div></div>
<p><i></i> &nbsp;85&nbsp;total views, &nbsp;2&nbsp;views today</p>
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		<title>Torta al Cacao al Microonde</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 20:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antro Alchimista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[De Win]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
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		<category><![CDATA[profumo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Tutti abbiamo qualcosa in fondo al cuore che dobbiamo tenere per noi&#8221;(A.Pagano, profumo di Nepeta) I De Win e la segregazione da Covid&#160; sotto lo stesso tetto con l&#8217;adolescente.Lo sfogo dell&#8217;inossidabile De Win all&#8217;ennesima boiata fatta dal figliolo: &#8220;Io torno all&#8217;ospedale dove è nato e gli dico ma che cazzo mi avete dato 17 anni&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/torta-al-cacao-al-microonde/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Tutti abbiamo qualcosa in fondo al cuore che dobbiamo tenere per noi&#8221;(A.Pagano, profumo di Nepeta)<br />
I De Win e la segregazione da Covid&nbsp; sotto lo stesso tetto con l&#8217;adolescente.Lo sfogo dell&#8217;inossidabile De Win all&#8217;ennesima boiata fatta dal figliolo: &#8220;Io torno all&#8217;ospedale dove è nato e gli dico ma che cazzo mi avete dato 17 anni fa?! E non mi interessa se dicono che è scaduta la garanzia. Perché la garanzia deve finire quando compie 18 anni, visto che sino a quella età me lo devo sciroppare io sto torsolo!&#8221; </p>
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		<title>Pane in un mondo nuovo</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 20:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ce]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
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		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>

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		<description><![CDATA[Questi giorni di forzata reclusione portano con sé una innegabile emancipazione dai mille impegni del mondo di ieri. Ho impastato un pane, dopo un&#8217; infinità di tempo.&#160; Condivido la ricetta. Condivido uno scritto, che racconta, tra le altre cose, i giorni che noi, abitanti del&#160; Pianeta, stiamo vivendo. Lettera dalla trincea &#160;“Al direttore&#8221; Sono un&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pane-in-un-mondo-nuovo/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img border="0" src="https://1.bp.blogspot.com/-GBZYW_Q3uOQ/XnO-c6xJsxI/AAAAAAAAO-Y/_1JE1IfQ-tMz_9bgDNPOWh1x43XYYFgWQCLcBGAsYHQ/s1600/20200319_124117%2B2copia.jpg" /></div>
<p>Questi giorni di forzata reclusione portano con sé una innegabile emancipazione dai mille impegni del mondo di ieri. Ho impastato un pane, dopo un&#8217; infinità di tempo.&nbsp; Condivido la ricetta. Condivido uno scritto, che racconta, tra le altre cose, i giorni che noi, abitanti del&nbsp; Pianeta, stiamo vivendo.</p>
<div><img border="0" src="https://1.bp.blogspot.com/-6FUMjs7277o/XnPDL3cgpxI/AAAAAAAAO-0/rFMrXYpbfdMwZ3z7cKDBAgj76AtAy8dFQCEwYBhgL/s1600/89421520_2938217149575396_9175753047249256448_n.jpg" /></div>
<div dir="auto">Lettera dalla trincea</div>
<div dir="auto"><span>&nbsp;“Al direttore&#8221;</span></div>
<div dir="auto"><span>Sono un medico della prima divisione di Malattie infettive dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano, fino a ieri esperto di terapia antiretrovirale con 650 pazienti sieropositivi per Hiv, catapultato poi come tutti in reparto Covid.</span></div>
<div dir="auto"><span>Oggi ho un attimo di pausa e le scrivo per condividere i pensieri che mi affollavano la testa questa mattina mentre guidavo per venire in ospedale.</span></div>
<div dir="auto"><span>Il primo pensiero era stridente rispetto al forzato ottimismo che vedo in giro in questi giorni, gli applausi, la nuova idolatria per la classe medica e infermieristica. Sono, a mio parere, tutti comprensibili tentativi di esorcizzare una umanissima paura, ma deboli quanto al contenuto. Ce la faremo, infatti, cosa significa? Che dobbiamo guardare solo alla fine dell’epidemia saltando la drammaticità del presente? E poi: chi ce la faremo? Io e lei che ci scriviamo? Il popolo italiano inteso astrattamente? Tutto questo mi convince poco e mi lascia francamente perplesso. Secondo pensiero. Noto, e trovo che sia un sintomo molto importante, la scomparsa quasi totale del lamento. I miei pazienti invece di lamentarsi mi mandano ogni giorni messaggi per chiedermi come sto e anche per partecipare dell’esperienza incredibile ed eccezionale che sto vivendo. E questa è la vera ragione per cui ho deciso di scriverle.</span></div>
<div dir="auto"><span>In effetti quello che io sto vivendo, ma credo sia esperienza anche di molti altri, è l’avverarsi di un fenomeno che non di rado noi medici vediamo in chi è scampato a un pericolo potenzialmente mortale: l’esperienza di aprire gli occhi e accorgersi che nulla è più scontato. Ossia che tutto è dono, dal risveglio del mattino, dal saluto ai propri cari a ogni piccola piega di un quotidiano che per alcuni è tutto da riempire, per altri come me è diventato, se mai era pensabile, più vorticoso di prima.</span></div>
<div dir="auto"><span>La grazia di questa nuova coscienza di sé trasforma radicalmente ciò che facciamo, genera stupore, amicizia, ci si guarda e ci si dice: oggi non ci possiamo abbracciare ma un sorriso ci dice ancora di più di quanto potrebbe dire un abbraccio. Questa consapevolezza ci fa diventare partecipi del dramma dei nostri pazienti e non è assolutamente un caso che i miei colleghi mi chiedano di pregare non solo per i loro cari ma anche per i loro pazienti, come non era mai successo prima. E anche questo è contagioso. Ieri mi ha chiamato una signora di Crema per sentire notizie della nonna, ricoverata al Sacco, che è molto grave. Mi ha riferito dell’altra nonna, morta di Covid, e della mamma, in rianimazione a Crema, poi mi ha detto: “Vede dottore, all&#8217; inizio io pregavo, ora non prego nemmeno più”. Io le ho risposto: “La capisco, signora, non si preoccupi, pregherò io per lei”. Al sentirlo ha avuto un sobbalzo e ha risposto: “No, dottore, se lo fa lei lo faccio anche io. E anche per la mia mamma, preghiamo insieme”.</span></div>
<div dir="auto"><span>Tutto questo è ricchezza, grazia, che se più gente ne prendesse coscienza potrebbe a mio parere avere anche un grande valore civile: riconoscere che siamo fragili e che tutto ci è donato, a partire dal respiro, oggi così poco scontato, appianerebbe tante divergenze e discussioni inutili.</span></div>
<div dir="auto"><span>L’ultimo pensiero è andato al dopo: esperienza comune è che dopo un periodo di grande entusiasmo con il tempo tutto si spegne e i vecchi vizi riemergono, come già lamentava Dante Alighieri rispetto al secolo che lo aveva preceduto. Cosa ci può salvare da questa prevedibile iattura? Per quello che ne capisco io è necessario che questa gratitudine diventi un giudizio riflesso su quello che sta succedendo, che è bene espresso dalla domanda e dalla curiosità che tutti ci facciamo in questi giorni e che ci mette insieme: qual è, al fondo, l’origine di tutto ciò? Perché improvvisamente i nostri occhi si sono aperti e abbiamo iniziato a intravedere il fondo reale delle cose? Dove ci può portare questa esperienza? Dove ritrovare questo sguardo così umano gli uni verso gli altri che in questi giorni vediamo in tante situazioni? Chi ci può aiutare?</span></div>
<div dir="auto"><span>Per me l’esperienza dell’irrompere dello stupore nella vita, per cui nulla è mai scontato e tutto è dato, è iniziata molti anni fa, e quando riaccade è come una ripartenza che rinnova in me la certezza dell’origine. Per altri sarà un cammino nuovo. Io non posso e non voglio dare risposte precostituite perché ognuno potrà capire, come me, solo facendone esperienza. Ma posso suggerire la domanda, perché nulla cada nella scontatezza e nella riduzione, estetica o cervellotica.&nbsp;</span></div>
<div dir="auto"><span>Poi sono arrivato in ospedale”.</span></div>
<div dir="auto"><span>Amedeo Capetti infettivologo e consulente dell&#8217;OMS</span></div>
<div dir="auto"><span><br /></span></div>
<div><img border="0" src="https://1.bp.blogspot.com/-1Q1YMC0ZiJw/XnO-bH4Ei8I/AAAAAAAAO-c/tJakZnfD7EEOOxxHbYLzODE8wAY9_b97ACEwYBhgL/s1600/20200319_124144%2Bcopia.jpg" /></div>
<div dir="auto"><span><br /></span></div>
<div dir="auto"><span>Da una ricetta di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/briciolemagiche/" target="_blank">Carla Piccolo</a>&nbsp;&nbsp;</span></div>
<div dir="auto"><span><span><br /></span></span></div>
<p><span>Pane impastato a mano con lievito madre.</p>
<p>400 g.di farina medio forte 12/13 proteine w 260/320 possibilmente 0 o 00 per almeno 80/85% , il restante 20/15% piu debole<br />280/320 g acqua naturale t.a dipende dall&#8217; assorbimento della farina.<br />120g licoli oppure 180 di madre solida e togli 60 g di farina dal totale<br />Per il poolish 60 g di farina , 60 g di acqua e 2 g di ldb fresco<br />8g sale</span><br /><span><br />Servirà una ciotola in vetro tipo frigoverre o pentola in pirex sarà piu facile impastare a mano in quella.<br />Contenitore pareti dritte<br />Lametta<br />Farina di riso per spolvero</span><br /><span><br />Ore12 rinfresca il licoli o la pasta madre o crea la poolish<br />0re 13 autolisi per 3 ore a t.a di tutta la farina con quasi tutta l acqua, lascia 20,30g da parte<br />Ore 16 si comincia ad impastare.<br />Ogni 40 minuti fai le pieghe in ciotola per 4 volte<br />Ore18.40 lascia l&#8217; impasto tranquillo circa 2/3 ore a t.a. dovrà essere cresciuto del 80 %,<br />se è indietro attendi il momento giusto.<br />Ore 21.30 Preforma con piega a 3 e riposo di 30 minuti<br />Ore 22 forma il pane e metti nel cestino con un canovaccio.<br />Passa direttamente in frigo a 4° dove potrà rimanere  9/12 ore <br />Il giorno successivo alle 9.30<br />Passa il pane il freezer e scalda il forno a 250 per 30/40 minuti<br />Dopo 30 minuti togli il pane dal freezer e incidilo<br />Fare attenzione che sia cresciuto poco, se è tanto gonfio non va inciso, va messo in freezer e poi subito in forno. <br />Verso le ore 10 cuoci il pane, a 250 statico per 20&#8242; con un pentolino d&#8217;acqua che toglierai passati i 20 minuti. Poi 200 per 20&#8242;,  180 per 15&#8242;,  160 ventilato per 15&#8242;, gli ultimi 5&#8242; a spiffero.</span>
<div dir="auto">
<div>
<div><img border="0" src="https://1.bp.blogspot.com/-qsW29HoSJb8/XnO-bbcLrDI/AAAAAAAAO-g/kUPqB19S8HAcahG8XDLKdT5BQ96llggigCEwYBhgL/s1600/20200319_163043%2Bcopia.jpg" /></div>
<div></div>
<div></div>
<div><span>♡</span></div>
<div></div>
</div>
</div>
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		<title>Lemon Bars</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2020 09:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antro Alchimista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Dembech Di]]></category>
		<category><![CDATA[Ges Cristo]]></category>
		<category><![CDATA[giorno]]></category>
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		<category><![CDATA[Lemon]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
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		<description><![CDATA[“Non esiste il caso né la coincidenza,noi camminiamo ogni giorno verso luoghi e persone che ci aspettavano da sempre”(G.Dembech) Di rientro dall&#039;ospedale.Junio mi guarda ed esclama &#34;Con tutti quei buchi e quei lividi abbiamo Gesù Cristo in casa!&#34;#maiunagioia La ricetta di oggi dovevo postarvela per la festa della donna. In realtà io alla festa della&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lemon-bars-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Non esiste il caso né la coincidenza,noi camminiamo ogni giorno verso luoghi e persone che ci aspettavano da sempre”(G.Dembech)<br />
Di rientro dall&#039;ospedale.Junio mi guarda ed esclama &quot;Con tutti quei buchi e quei lividi abbiamo Gesù Cristo in casa!&quot;#maiunagioia<br />
La ricetta di oggi dovevo postarvela per la festa della donna. In realtà io alla festa della donna stavo in ospedale, ricoverata al ps dal giorno prima.  Ho dovuto subire una colecistectomia d&#039;urgenza. Malgrado una situazione veramente difficile e coliche biliari che hanno richiesto la morfina, l&#039;intervento è andato bene, mi ha fatto veramente rinascere e da mercoledì sera sono finalmente a casa. Ora inizia la ripresa e, se Dio vuole, la pubblicazione di ricette.Però permettetevi di dirvi che nell&#039;ospedale di&#8230;</p>
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		<title>Siena la mostra sul  manicomio di San Niccolò della Società di Esecutori di Pie Disposizioni</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 11:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Pianigiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[domenica]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[Pie Disposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[San Martino]]></category>
		<category><![CDATA[San Miniato]]></category>
		<category><![CDATA[San Niccol]]></category>
		<category><![CDATA[Siena]]></category>

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		<description><![CDATA[Dove una volta c&#8217;era il manicomio di Siena, ora sorge una parte di Università. L&#8217;Ex San Niccolò, un esempio di ospedale pschiatrico e di architettura unico nel suo genere, da rivivere nella mostra &#8220;Società di Esecutori di Pie Disposizioni e manicomio di San Niccolò: un legame secolare. Storia dell&#8217;ospedale psichiatrico senese attraverso i progetti dei&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/siena-la-mostra-sul-manicomio-di-san-niccolo-della-societa-di-esecutori-di-pie-disposizioni/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-30648" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2019/01/005-300x224.jpg" alt="mostre da vedere a Siena a gennaio" width="300" height="224" /></p>
<p>Dove una volta c&#8217;era il manicomio di Siena, ora sorge una parte di Università. L&#8217;Ex San Niccolò, un esempio di ospedale pschiatrico e di architettura unico nel suo genere, da rivivere nella mostra <strong>&#8220;Società di Esecutori di Pie Disposizioni e manicomio di San Niccolò: un legame secolare. Storia dell&#8217;ospedale psichiatrico senese attraverso i progetti dei suoi edifici&#8221;.</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-30649" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2019/01/002-300x224.jpg" alt="Siena, mostra manicomio San Niccolò" width="300" height="224" /></p>
<p>Il manicomio di Siena era una vera e propria piccola città dentro la città, dove i pazienti venivano curati, ma anche educati al lavoro e all&#8217;arte.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-30652" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2019/01/010-300x224.jpg" alt="San Niccolò il manicomio di Siena" width="300" height="224" /></p>
<p>In esposizione troverete progetti originali, <strong>foto d&#8217;epoca e documenti d&#8217;archivio che illustrano cronologicamente le principali tappe dell&#8217;espansione del villaggio manicomiale</strong>, con riferimento ai principii che ispirarono i suoi artefici (direttori medici del nosocomio, architetti ) e all&#8217;impegno profuso dall&#8217;ente fondatore.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-30653" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2019/01/014-224x300.jpg" alt="Mostra manicomio Siena" width="224" height="300" /></p>
<p>Inotre avrete la possibilità di vedere il bellissimo museo della Società di Pie Esecuzioni e la Chiesa del Santuccio.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-30654" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2019/01/026-2-300x224.jpg" alt="vignette satiriche Siena" width="300" height="224" /></p>
<p>Una sezione ricorda, anche attraverso filmati, aspetti della vita che si svolgeva all&#8217;interno del manicomio e dei rapporti di questo con la cittadinanza senese. Sapevate che all&#8217;interno del San Niccolò c&#8217;era un teatro? E che c&#8217;era pure un giornale satirico?</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-30655" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2019/01/009-300x224.jpg" alt="Museo Pie disposizioni Siena" width="300" height="224" /></p>
<p>I 200 anni del Manicomio di Siena: riflettere, capire, pensare, e non dimenticare.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-30656" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2019/01/004-300x224.jpg" alt="disegni-arte-Siena-manicomio" width="300" height="224" /></p>
<p><strong>La mostra resterà aperta fino al 20 gennaio 2019 </strong>nella sede della Società di Pie Disposizioni, in via Roma 71, e nell’attigua chiesa di Santa Maria degli Angeli detta del Santuccio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’ingresso è gratuito</strong>, con possibilità di visite guidate su prenotazione al<strong> 3348418736</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-30657" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2019/01/023-300x224.jpg" alt="Mostra sul San Niccolò a Siena" width="300" height="224" /></p>
<p><strong>Orari di apertura: </strong></p>
<ul>
<li><strong>dal martedì al giovedì, 10.00-12.30 </strong></li>
<li><strong>dal venerdì alla domenica, 10.00-12.30 e 16.00-18.30.</strong></li>
</ul>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-30659" src="https://www.lafinestradistefania.it/wp-content/uploads/2019/01/018-300x224.jpg" alt="Siena mental hospital, Tuscany" width="300" height="224" /></p>
<p>E ora prendetevi un attimo e guardatevi questo bellissimo video.</p>
</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lafinestradistefania.it/2019/01/siena-la-mostra-sul-manicomio-di-san-niccolo-della-societa-di-esecutori-di-pie-disposizioni/">Siena la mostra sul  manicomio di San Niccolò della Società di Esecutori di Pie Disposizioni</a> sembra essere il primo su <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lafinestradistefania.it">La Finestra di Stefania</a>.</p>
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		<title>A Torino intossicazione da tonno</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2018 12:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Sarti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[confezione]]></category>
		<category><![CDATA[notizia]]></category>
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		<category><![CDATA[sono stati]]></category>
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		<category><![CDATA[tonno]]></category>

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		<description><![CDATA[Torino, una coppia acquista del pesce in pescheria e poco dopo una corsa in ospedale per intossicazione. La coppia aveva acquistato del tonno, proveniente dalla Spagna, una volta mangiato si sono sentiti male, fortunatamente in ospedale è emerso che la loro situazione non fosse grave, dopo una visita gli sono stati somministrati antistaminici e cortisone.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/a-torino-intossicazione-da-tonno/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Torino</strong>, una coppia acquista del pesce in pescheria e poco dopo una corsa in ospedale per <strong>intossicazione</strong>.</p>
<p>La coppia aveva acquistato del <strong>tonno</strong>, proveniente dalla <strong>Spagna</strong>, una volta mangiato si sono sentiti male, fortunatamente in ospedale è emerso che la loro situazione non fosse grave, dopo una visita gli sono stati somministrati antistaminici e cortisone.</p>
<p>Le analisi hanno però rilevato quantità di <strong>istamina</strong> sei volte superiore alle quantità previste per legge, nell&#8217;istituto Zooprofilattico di Torino hanno analizzato diversi campioni del residuo del pasto, dalla confezione al pesce ancora presente in pescheria.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ifood.it/tonno-3-2"><img class="aligncenter wp-image-425344 size-large" src="http://www.ifood.it/wp-content/uploads/2018/05/tonno-3-1160x558.jpg" alt="" width="1160" height="558" /></a></figure>
<p>Le analisi per capire cosa possa esser successo sono ancora in corso ma si pensa che probabilmente a un certo punto si sia interrotta la catena del freddo provocando una proliferazione di tossine, è il primo caso di intossicazione in Piemonte, la Asl sta redigendo la notizia di reato per le indagini da inviare alla magistratura.</p>
<p>In Spagna lo scorso anno si contarono circa un centinaio di casi di intossicazione da tonno, il Ministero della salute spagnolo sottolineò la gravità, la ditta che commercializzava il tonno la Garciden finì nel mirino delle indagini, nel caso di Torino ancora si deve appurare la provenienza esatta del lotto di tonno giunto sui banchi della pescheria torinese.</p>
<figure><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.ifood.it/tonno-2"><img class="aligncenter wp-image-425340 size-large" src="http://www.ifood.it/wp-content/uploads/2018/05/tonno-2-1160x595.jpg" alt="" width="1160" height="595" /></a></figure>
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		<title>L’ assassinio di John Lennon</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2017 08:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Princess</dc:creator>
				<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Dakota Building]]></category>
		<category><![CDATA[John Lennon]]></category>
		<category><![CDATA[Mark David Chapman]]></category>
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		<category><![CDATA[Yoko Ono]]></category>

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		<description><![CDATA[Una voce dall&#8217;ombra «Mr Lennon!» e subito dopo sei colpi di pistola, cinque a segno nella schiena di John Lennon, che cade a terra esanime sotto gli occhi della moglie Yoko Ono, all&#8217;ingresso del Dakota Building. L&#8217;attentatore Mark David Chapman viene disarmato e bloccato dal portiere del lussuoso palazzo newyorchese (in cui la coppia risiede),&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/l-assassinio-di-john-lennon-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una voce dall&#8217;ombra «Mr Lennon!» e subito dopo sei colpi di pistola, cinque a segno nella schiena di John Lennon, che cade a terra esanime sotto gli occhi della moglie Yoko Ono, all&#8217;ingresso del Dakota Building.</p>
<p><img src="https://www.ondarock.it/images/monografie/johnlennon_1_1355958347.jpg" alt="" /></p>
<p>L&#8217;attentatore Mark David Chapman viene disarmato e bloccato dal portiere del lussuoso palazzo newyorchese (in cui la coppia risiede), mentre una pattuglia della polizia accorsa sul posto preleva il corpo del ferito e lo trasporta al vicino ospedale St. Luke&#8217;s-Roosevelt. Qui arriva dopo aver già perso conoscenza e, pochi minuti più tardi, i medici constatano che non c&#8217;è più nulla da fare.</p>
<p><img src="https://nottecriminale.files.wordpress.com/2012/01/lennonshotdead.jpg" alt="" /></p>
<p>Alle 23,07 di lunedì 8 dicembre 1980, il mondo perde qualcosa di più di un bravo musicista: se ne va un pensatore in anticipo sui propri tempi, uno strenuo difensore della pace, dei diritti umani e del dialogo tra diverse culture, ma soprattutto un opinion leader per i movimenti giovanili dell&#8217;epoca.<br />
Ciò spiega perché alla notizia della morte si radunano in migliaia davanti all&#8217;ospedale e nelle piazze di mezzo mondo, intonando tra le lacrime le immortali note di Imagine e Give peace a chance, due inni alla pace e all&#8217;uguaglianza dei popoli.</p>
<p><img src="https://www.birikina.it/wp-content/uploads/2016/05/Imagine-birikina-1.jpg" alt="" /></p>
<p>A loro Yoko Ono chiederà di riunirsi in una&#8230;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.cookaround.com/ormedellanima/l-assassinio-john-lennon/">Continua a leggere »</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pan-brioche alla Zucca</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Nov 2017 13:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giochidizucchero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Valle d'Aosta]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[momento]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[Pan]]></category>
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		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Rieccomi Vi]]></category>

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		<description><![CDATA[Rieccomi! Vi avevo anticipato che stavo aspettando che mi chiamassero dall&#8217;ospedale per rimuovere la ferraglia che due anni fa mi avevano inserito nel piede a seguito della frattura&#8230; Il momento è arrivato. E mi ritrovo nuovamente azzoppata. Spero di recuperare il più presto possibile, soprattutto perché ho delle ricette in mente che voglio provare prima&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/pan-brioche-alla-zucca/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rieccomi! Vi avevo anticipato che stavo aspettando che mi chiamassero dall&#8217;ospedale per rimuovere la ferraglia che due anni fa mi avevano inserito nel piede a seguito della frattura&#8230; Il momento è arrivato. E mi ritrovo nuovamente azzoppata. Spero di recuperare il più presto possibile, soprattutto perché ho delle ricette in mente che voglio provare prima delle feste&#8230; Intanto vi lascio questa ricetta, a seguire verranno altre cosine già preparate prima dell&#8217;intervento. Questo pan brioche è sofficissimo e si abbina sia al dolce che al salato, anche se io personalmente lo preferisco con formaggi e affettati. Provatelo e mi direte! A presto! &#160; La Ricetta&#8230; Tratta e modificata dal blog  paneburroealici.blogspot.it  </p>
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		<title>Un orto medico e una cake</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Oct 2017 15:07:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’occasione per ricordare una torta realizzata diverso tempo fa è quella che vede domani (25 ottobre 2017) l’inaugurazione all’interno del Chiostro delle Medicherie dell’Ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze di un percorso botanico che, attraverso 26 piante officinali evoca quello che è stato il più antico orto medico del mondo, costruito appunto insieme all’ospedale&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/un-orto-medico-e-una-cake/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’occasione per ricordare una torta realizzata diverso tempo fa è quella che vede domani (25 ottobre 2017) l’inaugurazione all’interno del Chiostro delle Medicherie dell’Ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze di un percorso botanico che, attraverso 26 piante officinali evoca quello che è stato il più antico orto medico del mondo, costruito appunto insieme all’ospedale nel 1288.</p>
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