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	<title>Food Blogger Mania &#187; Nord Europa</title>
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		<title>È maleducato far togliere le scarpe agli ospiti?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 14:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cillik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ingresso si apre su un parquet chiaro che profuma ancora di cera, le luci soffuse filtrano dai paralumi e la cena promette già risate. Suona il campanello e, al varcare la soglia, un sorriso: “Potresti toglierti le scarpe?” Domanda scomoda o semplice attenzione? In tante case la scena si ripete, tra dubbi e qualche piccolo&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/e-maleducato-far-togliere-le-scarpe-agli-ospiti/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/e-maleducato-far-togliere-scarpe-agli-ospiti/" title="È maleducato far togliere le scarpe agli ospiti?" rel="nofollow"><img width="696" height="464" src="https://www.trucchidicasa.com/wp-content/uploads/2026/01/togliersi.scarpe-768x512.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Coppia di ospiti eleganti si toglie le scarpe su richiesta del padrone di casa" style="margin: auto;margin-bottom: 5px" /></a>
<p>L’ingresso si apre su un parquet chiaro che profuma ancora di cera, le luci soffuse filtrano dai paralumi e la cena promette già risate.</p>
<p>Suona il campanello e, al varcare la soglia, un sorriso: “<strong>Potresti toglierti le scarpe</strong>?” Domanda scomoda o semplice attenzione?</p>
<p>In tante case la scena si ripete, tra dubbi e qualche piccolo imbarazzo.</p>
<p>Ma chiedere agli ospiti di restare scalzi o di indossare pantofole può essere non solo una fissazione personale.</p>
<p>Dalla delicatezza del legno vivo sotto i passi, agli odori dei tappeti che narrano la storia della casa, fino alla sicurezza di chi gattona esplorando, il rituale delle scarpe all’ingresso merita una riflessione (e qualche consiglio professionale).</p>
<h2>È maleducato chiedere agli ospiti di togliersi le scarpe?</h2>
<h3>Differenza tra intenzione e tono</h3>
<p>Sul confine tra cortesia e imposizione, la domanda si gioca tutta sulle sfumature del linguaggio.</p>
<p>Il <strong>galateo</strong> tradizionale italiano, a differenza del mondo visto da un architetto come <strong>Paolo Rota</strong> o dal coach familiare <strong>Davide Cortesi</strong>, non sancisce nessuna regola assoluta: né a favore né contro la richiesta.</p>
<p>Assai più importante risulta come il messaggio viene comunicato.</p>
<p>Il tono imperativo (“Qui si tolgono le scarpe!”) può infatti urtare la sensibilità dell’ospite, mentre una spiegazione sincera – magari con un sorriso – smussa la rigidità della norma.</p>
<p>Secondo la giornalista <strong>Donatella Polito</strong>, “presentare la regola come gesto di cura, ad esempio per proteggere il parquet o i tappeti, sposta subito il discorso dall’obbligo alla premurosa attenzione per lo spazio comune”.</p>
<h3>Quando la richiesta diventa scortese</h3>
<p>Il confine tra premura e maleducazione si oltrepassa facilmente quando manca trasparenza.</p>
<p>Ricevere una richiesta, magari di fronte ad altri, senza alcun preavviso può essere percepito come poco rispettoso, specie se accompagnato da insistenza o toni seriosi.</p>
<p>Le buone maniere suggeriscono quindi di <strong>anticipare la regola</strong> già al momento dell’invito – con un messaggio, una telefonata, una nota di colore “abbiamo un parquet delicatissimo, ti va di portare calzini?” – per lasciare l’ospite sempre libero di adeguarsi senza sentirsi colto di sorpresa.</p>
<p>Così la socialità resta intatta e la casa non perde accoglienza.</p>
<h2>Quando è ragionevole far togliere le scarpe agli ospiti (igiene, parquet, bambini, meteo)</h2>
<h3>Casi pratici: pioggia/neve, parquet, tappeti, bambini che gattonano</h3>
<p>Il tema, come nota l’esperto <strong>Paolo Rota</strong>, va declinato sulle specifiche esigenze domestiche.</p>
<p>Nei giorni di <strong>pioggia </strong>o <strong>neve</strong> l’idea di lasciare al di fuori fango, sabbia, polvere e microbi raccolti in città ha una forte valenza igienica.</p>
<p>Le suole trasportano residui invisibili e un soggiorno dalle superfici chiare rischia di divenire in breve il racconto della giornata metereologica.</p>
<p>Nei salotti rivestiti da <strong>parquet naturale</strong> l’attenzione si intensifica: ogni granello di sabbia, ogni passo poco curato può scavare micrograffi irreparabili nelle fibre del legno.</p>
<p>Un motivo che convince non solo gli appassionati di design, ma anche chi semplicemente desidera conservare il valore dei propri averi nel tempo.</p>
<p>Lo stesso vale per i tappeti persiani, le moquette o le superfici delicate: in tali casi l’invito a liberarsi delle scarpe diventa quasi atto dovuto, specie se si desidera evitare di sfacchinare per<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/macchie-varie-su-tappeti-e-moquette-come-trattarle/"> rimuovere macchie o impronte persistenti</a>.</p>
<p>Qualora a casa ci siano <strong>bambini</strong> piccoli che gattonano, la prudenza si fa d’obbligo: è la salute dei più piccoli (e spesso la serenità dei genitori) a suggerire la scelta.</p>
<h2>Come chiedere senza creare imbarazzo: frasi e atteggiamenti pratici</h2>
<h3>Anticipare al momento dell&#8217;invito</h3>
<p>L’imbarazzo nasce spesso dalla sorpresa.</p>
<p>Una regola esplicitata all’accoglienza rischia di disorientare anche gli amici più stretti e, quindi, conviene seguire il principio suggerito da tanti coach relazionali:<strong> avvisare in anticipo</strong>.</p>
<p>Un messaggio WhatsApp (“Mi raccomando, niente scarpe: il parquet è la mia ossessione!”) o una telefonata informale sciolgono in partenza ogni tensione.</p>
<p>In occasioni più formali, una breve nota inserita nell’invito o una menzione amichevole (“Da noi si entra solo in pantofole, come al Nord Europa!”) contribuiscono ad alleggerire il contesto e uniformare le aspettative.</p>
<h3>Come spiegare il perché con tatto</h3>
<p>Senza mai fare del regolamento un dogma incontestabile, <strong>evitare un tono perentorio</strong> e preferire la motivazione ai divieti è la chiave.</p>
<p>“Per questioni di igiene sono diventata un po’ pignola col parquet”, oppure “Abbiamo una collezione di tappeti persiani che non si lavano facilmente, porti i calzini?”: è la condivisione della ragione a mettere subito tutti a proprio agio.</p>
<p>Un sorriso, magari con le pantofole già in mano, elimina molti ostacoli psicologici e trasforma la richiesta in gesto di ospitalità anziché imposizione.</p>
<h2>Cosa preparare e offrire agli ospiti (pantofole, calzini, sedute)</h2>
<h3>Tipologie di alternative: pantofole eleganti, calzini antiscivolo</h3>
<p>Accogliere bene è, prima di tutto, prevenire possibili disagi.</p>
<p>Trarre ispirazione dagli hotel internazionali – dove pantofole pieghevoli e calzini monouso sono prassi – può offrire qualche indicazione utile: predisporre un set di pantofole in varie misure, preferibilmente eleganti e <strong>sempre pulite</strong>, è uno degli accorgimenti migliori.</p>
<p>Non tutti gradiscono la ciabatta: per gli ospiti più reticenti o chi teme di scivolare, l’alternativa dei <strong>calzini antiscivolo</strong> (magari imbustati singolarmente) rappresenta una soluzione pratica e dignitosa, specie nei mesi invernali o per chi ha problemi di sensibilità ai piedi.</p>
<p>Abbondare e disporre di più calzini di quelli che effettivamente servono è una buona idea per non rimanerne senza nel caso di ospiti improvvisi e anche per il fatto che<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/evitare-calzini-spaiati-suggerimenti-pratici/"> i calzini si spaiano facilmente</a> e che, pertanto, farne scorta conviene sempre.</p>
<h3>Allestimento ingresso: panchetta, sgabello</h3>
<p><strong>I dettagli fanno la differenza</strong>.</p>
<p>Sistemare una panchetta, uno sgabello o anche una semplice sedia nei pressi dell’ingresso aiuta tutti a togliersi le scarpe senza maldestre contorsioni o impacci.</p>
<p>Un tappetino morbido e un cestino per le calzature completano il kit da perfetto padrone di casa.</p>
<p>Nulla di ostentato: basta una piccola attenzione logistica per trasformare la regola in abbraccio pratico, dove nessuno si sente ignorato – e gli ospiti colgono subito l’atmosfera rilassata dell’ambiente.</p>
<h2>Consigli pratici per l&#8217;ospite che viene avvisato di restare scalzo</h2>
<h3>Cosa indossare e come comportarsi</h3>
<p>Anche per l’invitato, l’approccio cambia con la premessa giusta.</p>
<p>Ricevere un preavviso consente di scegliere un<strong><em> outfit</em> consono</strong>: pantalone lungo o calzettoni, gambaletti e collant dignitosi e puliti se non si vuole mostrare le caviglie.</p>
<p>I più previdenti possono portare con sé un paio di <strong>calzini antiscivolo da borsa</strong>, nel caso che la misura delle pantofole offerte sia troppo abbondante.</p>
<p>Meglio evitare scarpe complicate da slacciare, preferendo stivaletti, mocassini o ballerine.</p>
<p>Chi teme il freddo può aggiungere in borsa un paio di calze di lana supplementari, riducendo il rischio “piedi gelati da pavimento”, specie in case dove il riscaldamento è contenuto.</p>
<h3>Piccoli trucchi (calzini antiscivolo, pantaloni lunghi)</h3>
<p>Un piccolo kit “discrezione” non guasta.</p>
<p>I pantaloni lunghi, oltre a proteggere dall’imbarazzo di mostrare troppo la caviglia, contribuiscono anche a mantenere un certo stile.</p>
<p>I calzini antiscivolo sono quasi d’obbligo: al di là del<em> look</em>, evitano scivoloni, soprattutto se le pantofole disponibili sono di una o due taglie più grandi (capita spesso che la taglia media lasci i piedi ballerini).</p>
<p>Un dettaglio di stile – calza colorata, tessuto di qualità – mostra<strong> attenzione verso la casa che ci ospita e verso noi stessi</strong> e, se se si tratta di una visita a una famiglia con bambini piccoli, il rispetto delle norme igieniche contribuisce alla serenità dell’evento.</p>
<h2>Contesto culturale e storico: perché alcune culture lo danno già per scontato</h2>
<h3>Esempi: Giappone, Nord Europa</h3>
<p>In Giappone la ritualità del <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.trucchidicasa.com/osoji-metodo-giapponese-di-pulizia-fine-anno/">genkan</a> dice tutto: una zona di passaggio dove togliere le scarpe è costume secolare, carico di valori che vanno oltre la semplice pulizia degli ambienti.</p>
<p>Il gesto sottolinea la separazione tra esterno e intimo, marcando il rispetto per la casa e chi la abita.</p>
<p>In Nord Europa nessuno si sorprende se – prima di entrare – viene richiesto di lasciare gli stivali sulla soglia, qualunque sia il grado di formalità.</p>
<p>La pratica si interrompe raramente, anche tra conoscenti di vecchia data.</p>
<p>In Italia, invece, far togliere le scarpe agli ospiti rimane <strong>questione discussa</strong>: “Non tutti sono abituati, ma se la si racconta come abbraccio e cura non offende più nessuno”, sintetizza Donatella Polito.</p>
<h3>Impatto della pandemia sulle abitudini</h3>
<p>Negli ultimi anni, la pandemia di Covid ha contribuito a riplasmare le abitudini domestiche.</p>
<p>Molte famiglie hanno adottato, anche in Italia, la regola delle scarpe-off per motivi di <strong>sanificazione</strong>.</p>
<p>La maggiore attenzione all&#8217;igiene si è tradotta in nuovi codici di comportamento, che, oggi, molti mantengono anche a distanza dalle restrizioni più dure.</p>
<p>Vale la pena ricordare e menzionare questo aspetto con gli ospiti più sensibili al tema, così da rendere la regola sostenibile e accettata.</p>
<p>Sintetizzando:</p>
<ul>
<li>Avvisare sempre con gentilezza e motivare la richiesta (parquet, tappeti, bambini che gattonano).</li>
<li>Offrire pantofole pulite di qualità o calzini antiscivolo monouso.</li>
<li>Allestire uno sgabello o panchetta all’ingresso per la comodità.</li>
<li>Anticipare la regola già nell’invito, specie se c’è rischio di imbarazzo.</li>
<li>Curare lo stile delle pantofole e garantire comfort a tutti gli ospiti.</li>
<li>Da ospite, premunirsi con calze pulite, meglio se antiscivolo e un abbigliamento adatto.</li>
<li>Non assolutizzare la richiesta: spiegare sempre, meglio se con un sorriso.</li>
</ul>
<p>La formula migliore resta quella che trasforma far togliere le scarpe agli ospiti in premura e un dettaglio di igiene in calore domestico.</p>
<p>Trasparenza, cura e una dose di ironia fanno il resto: accogliere, come in un abbraccio, chi attraversa la casa… <strong>senza scarpe</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri articoli di <em>bon ton</em>:</p>
<ul>
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</ul>
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		<title>Gaufres con Nutella</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 11:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antro Alchimista</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina Italiana.]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8230; Repost &#8230; Sfogliando vecchi numeri di Cucina Italiana alla ricerca di qualche fritto stravagante da preparare domani, mi sono soffermata su questa ricetta di gaufres la cui foto risultava molto accattivante. Effettivamente comprai lacialdiera per prepararle circa 2 anni fa e&#8230; ci credete se vi dico che sino a ieri pomeriggio non l&#039;avevo mai&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/gaufres-con-nutella/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
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<a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiSFN3T_CRzlr7mae3jodpsbMwzVi3zRD6cefDPv5pWm_H3wQiwRK8N1Ah094UyG4UFapQpW0K4mEw_xPpbgazPB1_glbFi-ZfDkg2E7v8xfloI5AcAeDYFyCw6UKuaaYZ_iI0r7OALSmpp/s1600/Gaufres+1.jpg"><img alt="Gaufres con Nutella" border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiSFN3T_CRzlr7mae3jodpsbMwzVi3zRD6cefDPv5pWm_H3wQiwRK8N1Ah094UyG4UFapQpW0K4mEw_xPpbgazPB1_glbFi-ZfDkg2E7v8xfloI5AcAeDYFyCw6UKuaaYZ_iI0r7OALSmpp/s1600/Gaufres+1.jpg" /></a></div>
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<div><b><i>&#8230; Repost &#8230;</i></b></div>
<div>
Sfogliando vecchi numeri di Cucina Italiana alla ricerca di qualche fritto stravagante da preparare domani, mi sono soffermata su questa ricetta di gaufres la cui foto risultava molto accattivante. Effettivamente comprai lacialdiera per prepararle circa 2 anni fa e&#8230; ci credete se vi dico che sino a ieri pomeriggio non l&#039;avevo mai usata? Sarà che io ho la fissa delle cialdiere sicché tante ne girano per casa, da quelle più tradizionali a quelle più stravaganti, ma questa ancora non l&#039;avevo mai messa all&#039;opera. Da questa cialdiera si ottengono quelle belle gaufres alte e soffici che gustiamo sempre quando andiamo nel Nord Europa e proprio da lì,  grazie ad eBay, arriva appunto questo attrezzo che qui da noi risulta introvabile (almeno con le scanalature così profonde!)
</div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.antroalchimista.com/2010/02/les-gaufres.html#more">Continua a leggere&#8230;</a></p>
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		</item>
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		<title>Be Nordic 2018: cosa non perdere tra degustazioni e assaggi di birra del Grande Nord</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 12:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lili Madeleine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Nord Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Scommetto che avete tutti una casa con pareti bianche, parquet chiaro e mobili in stile nordico. Scommetto che vi piace il minimal, cercate di impostare la vostra vita in stile hygge e sognate di vedere l&#8217;aurora boreale. Insomma il Nord Europa in Italia spopola. E a Milano uno degli eventi più amati degli ultimi anni&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/be-nordic-2018-cosa-non-perdere-tra-degustazioni-e-assaggi-di-birra-del-grande-nord/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scommetto che avete tutti una casa con pareti bianche, parquet chiaro e mobili in stile nordico. Scommetto che vi piace il minimal, cercate di impostare la vostra vita in stile hygge e sognate di vedere l&#8217;aurora boreale. Insomma il Nord Europa in Italia spopola. E a Milano uno degli eventi più amati degli ultimi anni &#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://lilimadeleine.com/2018/03/13/be-nordic-2018-programma/">Leggi tutto <span>Be Nordic 2018: cosa non perdere tra degustazioni e assaggi di birra del Grande Nord</span></a></p>
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		<title>Copenaghen e la Svezia: diario di viaggio</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/copenaghen-e-la-svezia-diario-di-viaggio/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jan 2018 13:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca in the kitchen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Abba Museum]]></category>
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		<category><![CDATA[giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Kallbadhuset Och Ribersborg]]></category>
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		<category><![CDATA[Nord Europa]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Fuga dal Natale. O per lo meno da quello fatto di corse ai regali, cene e pranzi infiniti, parenti e tombolate. Non è mancata però l’atmosfera natalizia, quella più vera e tradizionale, visto che la meta scelta per il nostro viaggio è tra i luoghi più natalizi per definizione: il Nord Europa, da Copenaghen fino&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/copenaghen-e-la-svezia-diario-di-viaggio/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="300" height="400" src="https://ce84d1d3c.cloudimg.io/fit/300x400/n/www.francescainthekitchen.com/wp-content/uploads/2018/01/IMG_0534-e1514979344964.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" /></div>
<p>Fuga dal Natale. O per lo meno da quello fatto di corse ai regali, cene e pranzi infiniti, parenti e tombolate.</p>
<p>Non è mancata però l’atmosfera natalizia, quella più vera e tradizionale, visto che la meta scelta per il nostro viaggio è tra i luoghi più natalizi per definizione: il <strong>Nord Europa</strong>, da Copenaghen fino a Stoccolma.<br />
Nella capitale danese abbiamo trascorso tre giorni.<br />
Temevo il freddo e il brutto tempo e invece abbiamo trovato cielo sereno e sole scintillante.<br />
Tempo perfetto per camminare alla scoperta della città.<br />
Copenaghen è tutta in pianura e completamente coperta dalla pista ciclabile, quindi si gira benissimo a piedi o in bicicletta. Proprio come fa il 50% dei <em>locals</em>. E difatti il traffico è praticamente inesistente. Comodissimo il nostro albergo in pieno centro, il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.firsthotels.com/hotels/denmark/copenhagen/first-hotel-kong-frederik/">First Hotel Kong Frederik</a>, a due passi dalla Strøget, la via principale dello shopping, dal City Hall e dall’imperdibile <strong>Tivoli</strong>, un parco giochi illuminato da milioni di luci. Andateci quando fa buio perché è ancora più suggestivo, e non perdetevi un giro sulla “Mistica” (una torre alta come un palazzo di 12 piani, dalla quale si può ammirare tutta la città. Occhio alla discesa&#8230; precipitosa!! Solo per cuori forti) e un bicchiere di glogg (vino rosso cotto e speziato) in uno dei tanti locali all’interno del parco.<br />
Se amate i musei a Copenaghen avrete solo l’imbarazzo della scelta.<br />
Io tra tutti ho scelto il Design Museum, museo di arte e design, e ho approfittato della sua posizione (un po’ decentrata) per visitare anche la celebre e<strong> deludente Sirenetta.</strong><br />
Interessante invece un giro a Christianshavn, il quartiere più alla moda con i suoi locali e negozi di tendenza, e nella <strong>&#8220;famigerata&#8221; Christiania</strong>.<br />
Un’insegna di legno sovrasta l’ingresso di questa specie di comunità hippy, nata come esperimento sociale e oggi poco più che un mercatino con bancarelle che vendono soprattutto marijuana in varie forme, dalle piantine ai biscotti. Anche se non siete consumatori fateci un giro. È un posto divertente e colorato. Fate una sosta in uno dei bar all’interno, prendete una birra e vi sentirete uno del posto.<br />
Sempre a Christianshavn, ho visitato il <strong>mercato dello street food</strong>, allestito in una specie di grande hangar, con trucks che vendono cibo di ogni nazionalità e provenienza. Abbiamo assaggiato carne alla griglia stile churrasco e fantastici smørrebrød con salmone e pollo fritto. Io ho avuto la fortuna di vederlo appena in tempo: purtroppo al momento lo stanno smantellando per lasciare lo spazio a una grande piscina pubblica.</p>
<p>Copenaghen è una <strong>città molto amata dai <em>gourmand</em></strong> e devo ammettere che si mangia mediamente molto bene.<br />
Ecco alcuni dei miei consigli.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.caphorn.dk/"><strong>Cap Horn</strong></a>: smørrebrød fantastici, atmosfera accogliente, vista sui canali.<br />
Scegliete un tavolo vicino al camino e non perdetevi i loro fantastici <em><strong>snaps</strong></em> (shottini di acquavite ottenuta dalle patate).</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.theolive.dk/"><strong>The Olive Kitchen and Bar</strong></a>: locale dove il design incontra l&#8217;ottima cucina. Tartare di salmone, anatra <em>confit</em>, costolette di agnello. Non dimenticate di prenotare!</p>
<p><strong>Sonny</strong>: per una sosta rigenerante scegliete questo piccolo caffè a due passi dal City Hall.<br />
Sandwich buonissimi e cappuccini dignitosi. Il personale giovane e gentilissimo vi farà sentire a casa.</p>
<p>Ma nessun locale o ristorante ovviamente potrà accogliervi come un danese doc che vi apre le porte di casa sua.<br />
La cugina di mia mamma si chiama Marina ed è di Copenaghen e quindi ho avuto la fortuna di provare questa fantastica esperienza.<br />
Il 23 dicembre ci ha invitati a casa sua per un tipico <em><strong>Lillejuleaften</strong></em> (letteralmente <strong>“piccola Vigilia di Natale”</strong>) con una dozzina di suoi amici vicini di casa.<br />
La prima cosa che Marina ha fatto appena siamo arrivati è farci fare un giro della casa.<br />
È una cosa che fanno tutti in Nord Europa. “Non per ostentare” ci ha spiegato lei “ma in modo che tutti possano sentirsi a casa propria”. <strong>Questa cosa mi ha letteralmente conquistato!</strong><br />
C’erano persone di ogni età, ognuno aveva cucinato qualcosa di tipico (maiale arrosto, insalata di cavolo, patate caramellate, budino di riso e mandorle) e c’erano regali per tutti.<br />
Ultimamente si usa tanto il termine <em><strong>hygge</strong></em> per indicare un’atmosfera intima, accogliente.<br />
Ecco, nessuno come gli scandinavi riesce a farti sentire così naturalmente e semplicemente benvoluto, non giudicato, “sciallo”, per usare un termine che renda l’idea.<br />
Si sta insieme, si mangia, si beve e ci si diverte.</p>
<p>Il nostro viaggio è proseguito in Svezia. Una quarantina di minuti di treno e, attraverso il <strong>ponte di </strong><b>Øresund</b> si arriva a Malmö.<br />
Il binomio Vigilia di Natale e pioggia incessante non rendono Malmö il posto ideale: strade deserte, negozi, musei e ristoranti chiusi e noi, colti dalla disperazione e affamatissimi, siamo finiti a pranzo in un fast food turco e a cena in un pub irlandese. Ho detto tutto!<br />
Ma già il giorno dopo in città è tornata la vita. E a noi il sorriso.<br />
Abbiamo <strong>celebrato il giorno di Natale</strong> nel più anticonvenzionale dei modi: a <strong>Kallbadhuset Och Ribersborg</strong>, uno stabilimento balneare al quale si arriva attraverso un ponte di legno lunghissimo e sferzato dal vento. È aperto tutto l’anno e pagando una piccola quota d’ingresso si può fare la fantastica esperienza di una <strong>sauna</strong> (alimentata a legna) con vista sul Mar del Nord e <strong>un tuffo nelle acque gelide del mare.</strong><br />
A dir poco tonificante! Pensavo di morire di freddo e invece dopo ti senti rigenerata e in super forma.<br />
Il pranzo di Natale è stato a base di zuppa di funghi e bacon croccante, salmone affumicato e gamberetti freschi, nel ristorante del centro, allietati da un’orchestrina dal vivo e da candele su tutti i tavoli, <em>of course</em>!</p>
<p>Altro treno, altra città: <b>Göteborg</b>, seconda città della Svezia, vivace e ricca di cultura, locali, teatri, cibo fantastico.<br />
Qui non vi annoierete.<br />
Scegliete uno dei tanti musei; io sono stata al <strong>Konstmuseet</strong>, che custodisce opere di Rubens, Munch, Van Gogh, Picasso, e allo <strong>Stadsmuseum</strong> (qui troverete i resti di una nave vichinga e fantastiche mostre fotografiche); fate un giro al <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.liseberg.se/"><strong>Liseberg</strong></a>, il parco divertimenti più grande di tutta la Scandinavia; vagate per le stradine del <strong>pittoresco quartiere di Haga</strong>, tra negozietti e caffetterie profumate di caffè e cannella.<br />
Irrinunciabile una visita al <strong>Feskekörka</strong>, mercato del pesce all’interno di una chiesa.</p>
<p><strong>Dormire</strong><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://gothiatowers.com/">Gothia Tower</a><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.hotelpigalle.se/">Hotel Pigalle</a></p>
<p><strong>Mangiare</strong><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://restauranggabriel.se/">Gabriel </a>al Feskekörka (pesce freschissimo, ostriche super e zuppe avvolgenti).<br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.hotelpigalle.se/atelier-meny/">Atelier</a> (delizioso! Ambiente romantico e cibo delizioso, all’interno dell’Hotel Pigalle).<br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.sjobaren.se/">Sjöbaren Haga</a><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.bord27.se/">Bord 27</a> (filetto di renna sublime)<br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.lepetitcafe.se/">Le Petit Cafe</a> a Haga (perfetto per la classica <strong><em>fika</em> svedese</strong> o per un pranzo veloce).</p>
<p><strong>Shopping</strong><br />
Scegliete Östra Hamngatan (e le vie limitrofe) e la Magasinsgatan e datevi alla pazza gioia.</p>
<p>Il treno è davvero un’ottima soluzione per girare la Svezia. Le vetture sono ampie, pulitissime e, <em>ça va sans dire,</em> in perfetto orario.<br />
Ogni vagone ha un angolo organizzato con giornali, caffè, tè, piccoli muffin e mandarini e ci si può servire liberamente.<br />
In tre ore raggiungiamo l’ultima tappa del nostro viaggio: <strong>Stoccolma</strong>.<br />
Io mi sono letteralmente innamorata di questa città.<br />
14 isole collegate da ponti, vicinissime una all’altra tanto che è molto piacevole girare a piedi, corsi d’acqua scintillanti, carica di energia, pulita, elegante.</p>
<p><strong>Da non perdere</strong><br />
<strong>Palazzo Reale Kungliga Slottet</strong><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://fotografiska.eu/"><strong>Fotografiska</strong></a>. Museo della fotografia. Non dimenticate di fare un salto al ristorante all’ultimo piano: la vista è meravigliosa!<br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.abbathemuseum.com/en/"><strong>Abba Museum</strong></a>, tempio dedicato al mitico gruppo pop svedese e potrete addirittura ballare sul palco con la band in una sorta di realtà virtuale e portare a casa la registrazione video!<br />
<strong>Vasamuseet.</strong><br />
Un giro in battello.<br />
Una visita al mercato coperto di <strong>Hötorgshallen</strong> dove potrete assaggiare il meglio della cucina svedese e fare anche acquisti da riportare a casa.</p>
<p><strong>Mangiare</strong><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lisaelmqvist.se/sv"><strong>Lisa Elmquist</strong></a> (specialità di pesce all’interno dell&#8217;Östermalms Saluhall &#8211; mercato coperto)<br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://kajsasfisk.se/">Kajsa Fisk</a> (assaggiate lo skagen toast e la zuppa di pesce: sublimi!)<br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://thehairypig.com/deli/"><strong>The Hairy Pig deli</strong></a><br />
<strong>Icebar</strong>, bar scolpito nel ghiaccio dove, a una temperatura di -5 gradi si bevono cocktail a base di Absolut Vodka.</p>
<p><strong>Fabrique</strong> e <strong>Vetekatten</strong>, per me le migliori pasticcerie della città.<br />
Gli amanti del cioccolato troveranno il paradiso nel minuscolo <strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.svmichelsen.dk/">Sv Michelsen</a></strong>, nel cuore di Gamla Stan.</p>
<p>In Svezia il cibo è una cosa seria. Sono lontani i tempi in cui l’alimentazione scandinava si basava su patate, aringhe e poco altro.<br />
Oggi tutti i locali fanno a gara nel servire piatti a base di ingredienti freschi, salutari, quasi esclusivamente organici.<br />
La Svezia anche a tavola sceglie la <strong>qualità</strong>.<br />
<strong>Must-eat dishes to me:</strong><br />
salmone (non ne avrei mai abbastanza!)<br />
skagen toast (sorta di toast aperto farcito con una purea di gamberetti, salmone e maio)<br />
ostriche (sulla West Coast le migliori!)<br />
köttbullar (polpettine di carne)<br />
kanelbullar (rotolini alla cannella)<br />
filetto di renna<br />
snaps (cicchetto) di aquavit (ottenuto dalle patate)<br />
aringhe marinate o fritte<br />
il loro pane meraviglioso, accompagnato da burro fresco e delizioso</p>
<p>Sono appena tornata a casa ma ho già una grande nostalgia di questo Paese meraviglioso, tanto che sto già pianificando di tornarci questa estate per un giro in auto fino a Capo Nord.<br />
E nel frattempo combatteró la nostalgia con lunghi giri da Ikea!!!</p>
<p>(Per organizzare il mio viaggio mi sono documentata sulle mie irrinunciabili e inseparabili guide della <em><strong>Lonely Planet</strong></em> e lasciata ispirare da Alice di <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.agipsyinthekitchen.com">A Gipsy in the Kitchen</a>).</p>
<p><img class="size-full wp-image-2758 aligncenter" src="https://ce84d1d3c.cloudimg.io/crop/426x640/n/www.francescainthekitchen.com/wp-content/uploads/2018/01/PicCollage-1.png" alt="" width="426" height="640" /></p>
<p><img class="size-full wp-image-2762 aligncenter" src="https://ce84d1d3c.cloudimg.io/crop/426x640/n/www.francescainthekitchen.com/wp-content/uploads/2018/01/PicCollage-2.png" alt="" width="426" height="640" /></p>
<p><img class="size-medium wp-image-2759 aligncenter" src="https://ce84d1d3c.cloudimg.io/crop/426x640/n/www.francescainthekitchen.com/wp-content/uploads/2018/01/PicCollage.png" alt="" width="426" height="640" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.francescainthekitchen.com/2018/01/copenaghen-la-svezia-diario-viaggio.html">Copenaghen e la Svezia: diario di viaggio</a> appeared first on <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.francescainthekitchen.com">Francesca in the kitchen</a>.</p>
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		<title>Il mirtillo rosso</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jan 2018 18:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mirtillo rosso, noto in inglese come “cranberry”, è una pianta dai frutti di dimensioni contenute e si trova, prevalentemente, allo stato selvatico. Originario dell’America del Nord è un arbusto sempreverde che non supera i 40 centimetri di altezza. &#160; &#160; Vi è anche una seconda specie originaria del Nord Europa e dell’Asia occidentale, largamente&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-mirtillo-rosso/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mirtillo rosso, noto in inglese come “cranberry”, è una pianta dai frutti di dimensioni contenute e si trova, prevalentemente, allo stato selvatico.<br />
Originario dell’America del Nord è un arbusto sempreverde che non supera i 40 centimetri di altezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.vivaigabbianelli.it/2593-1527-large/mirtillo-rosso-europeo.jpg" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi è anche una seconda specie originaria del Nord Europa e dell’Asia occidentale, largamente diffusa sul nostro territorio.<br />
Le foglie del mirtillo sono ovali di colore verde scuro; i fiori hanno una forma a campana, di colore rosa pallido o bianco e sbocciano all’inizio dell’estate; i frutti sono piccole bacche raggruppate in grappoli di pochi frutti con la buccia biancastra prima della maturazione e che diviene rosso vivo quando il frutto è pronto;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.bresciasat.it/upload/file5171057a815fc.jpg" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>le bacche maturano in tarda estate o in autunno, tra settembre ottobre.<br />
Questa pianta è un arbusto molto resistente al freddo, che predilige il clima umido, cresce in zone palustri, lungo i ruscelli e i corsi d’acqua, in ambiente caratteristico del sottobosco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://galleria.riza.it/files/article/contro-i-disturbi-femminili-prova-mirtillo-rosso-e-lampone.jpg" /><br />
La sua coltivazione ben si adatta in montagna.<br />
Ottimo per fare succhi e confetture, i frutti del mirtillo sono ricchi di&#8230;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.cookaround.com/ormedellanima/il-mirtillo-rosso/" target="_blank" rel="noopener">Continua a leggere &gt;&gt;</a></p>
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		<title>Be Nordic 2017: cosa non perdere tra degustazioni e assaggi di birra del Grande Nord</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 09:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lili Madeleine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Svezia, Finlandia, Danimarca e Norvegia: vi piace il Nord Europa? Allora dal 24 al 26 marzo vi conviene essere a Milano, dove va in scena Be Nordic 2017. Ovvero tre giorni dedicati al Grande Nord e alla sua cultura a 360 gradi: musica, turismo, letteratura [&#8230;] The post Be Nordic 2017: cosa non perdere tra&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/be-nordic-2017-cosa-non-perdere-tra-degustazioni-e-assaggi-di-birra-del-grande-nord/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Svezia, Finlandia, Danimarca e Norvegia: vi piace il Nord Europa? Allora dal 24 al 26 marzo vi conviene essere a Milano, dove va in scena Be Nordic 2017. Ovvero tre giorni dedicati al Grande Nord e alla sua cultura a 360 gradi: musica, turismo, letteratura [&#8230;]</p>
<p>The post <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://lilimadeleine.com/2017/03/09/be-nordic-2017-milano-programma/">Be Nordic 2017: cosa non perdere tra degustazioni e assaggi di birra del Grande Nord</a> appeared first on <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://lilimadeleine.com">Lili Madeleine</a>.</p>
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		<title>Biscotti Natalizi Speziati</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2016 11:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mary Di Gioia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buona Terza Domenica d&#8217;Avvento amici oggi vi propongo una ricetta natalizia tipicca del Nord Europa i Biscotti Natalizi Speziati. Ho assaggiato i biscotti Natalizi Speziati quest&#8217;anno, erano schar, e sono rimasta incantata dal sapore e dal profumo irresistibile di cannella, cosi ho cercato la ricetta e li ho riprodotti. Ho preparato i biscotti Natalizi speziati&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/biscotti-natalizi-speziati/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
	<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://blog.giallozafferano.it/zeroglutine/biscotti-natalizi-speziati/"><img src="http://blog.giallozafferano.it/zeroglutine/wp-content/uploads/2016/12/DSCN0136-709x532.jpg" alt="Biscotti Natalizi Speziati" width="709" height="532" /></a>
	</div>
<p>	Buona Terza Domenica d&#8217;Avvento amici oggi vi propongo una ricetta natalizia tipicca del Nord Europa i Biscotti Natalizi Speziati. Ho assaggiato i biscotti Natalizi Speziati quest&#8217;anno, erano schar, e sono rimasta incantata dal sapore e dal profumo irresistibile di cannella, cosi ho cercato la ricetta e li ho riprodotti. Ho preparato i biscotti Natalizi speziati [&#8230;]&#160;Read more&#8230;</p>
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		<title>Cinnamon Rolls: la ricetta di Vanilla Bakery Milano per rifarli a casa</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2016 15:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lili Madeleine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Probabilmente siete abituati a vederli all&#8217;Ikea: i cinnamon rolls sono quelle spirali di perdizione, burro, zucchero e cannella che nel Nord Europa e negli Stati Uniti mangiano tutti a qualunque ora del giorno e della notte. E siccome in Italia siamo in pieno sortilegio per tutto ciò che richiama lo stile nordico, superata la malia delle&#8230;&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cinnamon-rolls-la-ricetta-di-vanilla-bakery-milano-per-rifarli-a-casa/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente siete abituati a vederli all&#8217;Ikea: i cinnamon rolls sono quelle spirali di perdizione, burro, zucchero e cannella che nel Nord Europa e negli Stati Uniti mangiano tutti a qualunque ora del giorno e della notte. E siccome in Italia siamo in pieno sortilegio per tutto ciò che richiama lo stile nordico, superata la malia delle&#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://lilimadeleine.com/2016/10/28/cinnamon-rolls-ricetta-di-vanilla-bakery-milano-per-rifarli-a-casa/">Continue reading &#8594;</a></p>
<p>The post <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://lilimadeleine.com/2016/10/28/cinnamon-rolls-ricetta-di-vanilla-bakery-milano-per-rifarli-a-casa/">Cinnamon Rolls: la ricetta di Vanilla Bakery Milano per rifarli a casa</a> appeared first on <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://lilimadeleine.com">Lili Madeleine</a>.</p>
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		<title>Champignon sott’olio</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2016 06:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CucinoIo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi è la Giornata Nazionale dei funghi sott&#8217;olio del Calendario del cibo di AIFB la cui ambasciatrice sono io. Per cui andate di là a leggere le informazioni sulla raccolta dei funghi. Qui volevo solo sottolineare un aspetto quello più magico e intrigante, non meno serio ma fatto di credenze, supposizioni e magie da sempre&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/champignon-sottolio/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/08/0221-e1472333028388.jpg"><img src="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/08/0221-e1472333129363.jpg" alt="" width="498" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-5164" /></a></p>
<p>Oggi è la <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/giornata-dei-funghi-sottolio/">Giornata Nazionale dei funghi sott&#8217;olio </a> del <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/">Calendario del cibo di AIFB</a> la cui ambasciatrice sono io. Per cui andate di là a leggere le informazioni sulla raccolta dei funghi.<br />
Qui volevo solo sottolineare un aspetto quello più magico e intrigante, non meno serio ma fatto di credenze, supposizioni e magie da sempre legate ai funghi.</p>
<p>Funghi magici, allucinogeni, curativi.</p>
<p>Persino nelle favole per bambini come in &#8220;Alice nel paese delle meraviglie&#8221; di Lewis Caroll, si fa riferimento alle sue proprietà allucinogene dei funghi: Alice incontra un bruco, che se ne sta in panciolle sopra il cappello di un gigantesco fungo. Ascolta Alice che si lamenta di essere piccola di statura ed il bruco alla fine le dice: &#8220;Un lato ti farà diventare più alta e l&#8217;altro ti farà diventare più bassa&#8221; Ed Alice tra sè e sè: &#8216;Un lato di che cosa? E l&#8217;altro lato di che cosa?&#8217; &#8216;Del fungo&#8217;, disse il Bruco, come se Alice lo avesse chiesto ad alta voce e subito scomparve. </p>
<p>Molte leggende sono sorte intorno ad un fenomeno della natura che vede formarsi cerchi di erba all&#8217;interno arida e all&#8217;esterno rigogliosa. Spesso intorno a questi cerchi chiamati i “cerchi delle streghe” nascono i funghi, dando vita ad un cerchio quasi perfetto. La leggenda riteneva che le streghe avessero celebrato lì il loro rito, il sabba. Altre leggende parlano di fate ed elfi. Comunque trattasi di un luogo da cui tenersi alla lontana, onde evitare qualsiasi maledizione.<br />
La leggenda resta in vita anche se ci sono delle spiegazioni scientifiche: &#8220;il fenomeno è invece dovuto al micelio dei funghi che, una volta formato, tende a propagarsi attraverso terminazioni periferiche che vanno verso l’esterno. Al centro la terra rimane arida perché il micelio decomposto e svuotato dalle sostanze nutritive rappresenta un “elemento tossico”; all&#8217;esterno, invece, la vita corre e si propaga &#8211; nel corso de metabolismo del micelio viene liberata ammoniaca che, trasformata dai batteri nitrificanti in ione nitrico, agisce da concime &#8211; si forma così un cerchio di erba verde e vigorosa, dalle profonde radici che si espandono verticalmente, resistente anche ai freddi venti sotto zero&#8221;. </p>
<p>Ma tutte le culture hanno un riferimento mitologico da raccontare: nella <strong>Cina </strong>antica, il fungo ku o chih era considerato simbolo di lunga vita, magico, divino e legato in qualche maniera all&#8217;immortalità.<br />
Geroglifici egiziani di 4.600 anni fa attestano che i <strong>Faraoni </strong>pensavano che i funghi fossero &#8220;erbe dell&#8217;immortalità&#8221;. Gli antichi egiziani credevano che in funghi selvatici fossero i &#8220;figli degli Dei&#8221; mandati sulla terra attraverso i fulmini e per questo solo ai Faraoni era permesso mangiarli.<br />
Gli <strong>Aztechi </strong>ed i <strong>Maya </strong>consideravano i funghi allucinogeni &#8220;carne divina&#8221;, per le loro proprietà allucinogene. Anche nell&#8217;antica Grecia, come in Cina, il fungo era considerato simbolo di vita e pertanto divino.<br />
Narra infatti una leggenda che l&#8217;eroe <strong>Perseo</strong>, dopo un lungo viaggio, trovandosi stanco ed assetato, si poté rifocillare con dell&#8217;acqua raccolta all&#8217;interno del cappello di un fungo; per questo motivo decise di fondare in quel posto una nuova città che chiamò Micene (che deriverebbe così da μύκης mýkēs = fungo), dando vita alla civiltà micenea.<br />
Invece nella Roma antica il fungo, diventò anche simbolo di morte: sono vari gli episodi tra leggenda e realtà legati alla concezione funesta dei funghi. Si narra ad esempio che l&#8217;imperatore Claudio era così ghiotto di funghi che morì proprio a causa di questi: la moglie Agrippina, conoscendo questa sua debolezza culinaria e desiderando mettere sul trono, al suo posto, il figlio di primo letto Nerone, lo avrebbe fatto avvelenare proprio con dei funghi velenosi.<br />
La mitologia del <strong>Nord Europa</strong>, narra che una volta Odino era inseguito dai diavoli e le gocce di bava rossa che cadevano dalla bocca di Sleipnir, il suo mitico cavallo ad otto zampe, si trasformarono magicamente in funghi rossi.<br />
In <strong>Siberia</strong>, come racconta James Arthur, un etnobiologo di fama internazionale, &#8220;gli sciamani usavano e usano il fungo Amanita muscaria come un sacramento religioso.  Con essi, potevano entrare in uno stato di trance che consentiva loro di intraprendere il cosiddetto volo dell&#8217;anima. Durante questo volo, la loro anima abbandonava momentaneamente il corpo e si trasferiva in altre realtà popolate dagli Dei o da varie categorie di spiriti e di anime di defunti.<br />
Recentemente, nel settembre del 1991 nelle Alpi tirolesi è stata trovata una &#8220;mummia&#8221; di 5300 anni. Questo uomo primitivo aveva con sé un kit medicinale contenente un fungo &#8220;Piptoporus betulinus&#8221;, importante per le sue proprietà antibiotiche e vermifughe. Alcuni studi hanno dimostrato che l&#8217;uomo fosse stato infettato da vermi intestinali e che quindi si stava probabilmente curando con i funghi.<br />
Gli esperti dell’università californiana di Berkeley dicono che i funghi siano una fonte, finora piuttosto sottovalutata, di importanti sostanze nutritive, come la vitamina B, il rame, il ferro, il potassio e il selenio.Hanno anche qualche fibra, ma poche calorie. Sembra che alcuni funghi, e in particolare quelli che da secoli sono utilizzati in Asia, possano avere qualità medicinali, grazie ai polisaccaridi che contengono e ad altri composti. In particolare i funghi shiitake  e maitake, che in Cina e in Giappone sono un ingrediente tipico di zuppe e minestre, favorirebbero le difese immunitarie.</p>
<p>Pare che anche i comuni champignon abbiano virtù terapeutiche: oltre a rinforzare la risposta immunitaria (secondo gli studi dell’HNRCA Nutritional Immunology Laboratory di Boston), potrebbero inibire l&#8217;attività degli enzimi implicati nel cancro della mammella e della prostata. </p>
<p>I funghi champignon, i più utilizzati nella cucina quotidiana, derivano da quello prataiolo (che vive soprattutto nei prati e nelle radure dei boschi)  il nome scientifico è Agaricus Bisporus ed è la tipologia di fungo più coltivato.<br />
Appaiono duri al tatto e bianchi, mentre una volta aperti il colore tende al rosa chiaro; solitamente durante la cottura lo champignon tende a scurire il proprio colore e a perdere leggermente il proprio sapore per il quale è consentita una vasta gamma di preparazioni, soprattutto per le salse. Si possono trovare sul mercato in varie dimensioni, dalle piccole alle medio-grandi, riscuotono grande successo per le loro proprietà nutrizionali: oltre a carboidrati e proteine sono apprezzabili per il loro apporto di fibre vegetali, sali minerali (ferro, rame, manganese, fosforo) e vitamine.</p>
<p>In questa specie di fungo dunque vi sono poche calorie e pochi grassi e se sono presenti sono di tipo polinsaturo pertanto importanti per l&#8217;aroma e per la nutrizione; rappresentano un&#8217;ottima base per la cucina vegetariana, soprattutto se combinati con spezie ed erbe aromatiche, latticini e frutta. </p>
<p>Tra i Paesi europei l&#8217;Italia ha fatto dei grossi passi avanti nella produzione di questa specie di fungo e al fine di incrementarne la vendita e il consumo vengono organizzate annualmente sagre e manifestazioni in varie località italiane.<br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/08/001.jpg"><img src="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/08/001-e1472367333858.jpg" alt="" width="500" height="333" class="aligncenter size-full wp-image-5168" /></a><br />
per la preparazione la stesso metodo che trovate qui: <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/giornata-dei-funghi-sottolio/"> QUI </a>.  Questi funghi andranno bene nelle insalate di riso o sulla pizza&#8230;.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/08/032-e1472367594879.jpg"><img src="http://www.cucino-io.com/wp-content/uploads/2016/08/032-e1472367695544.jpg" alt="" width="500" height="333" class="aligncenter size-full wp-image-5169" /></a></p>
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