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	<title>Food Blogger Mania &#187; Medio Oriente</title>
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		<title>Il lievito della nonna senza bilancia: la guida empirica</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 06:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
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		<description><![CDATA[Il lievito della nonna senza bilancia: come le famiglie di un tempo gestivano la pasta acida e i fermenti naturali a sensazione La fragranza e l&#8217;alveolatura perfetta del pane fatto in casa con i metodi di una volta. Indice Introduzione: la magia silenziosa della pasta acida nelle case di una volta Storia, scienza e geografia&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/il-lievito-della-nonna-senza-bilancia-la-guida-empirica/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il lievito della nonna senza bilancia: come le famiglie di un tempo gestivano la pasta acida e i fermenti naturali a sensazione</h1>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiienKmxN6ff758_xHX8NjLvNvSmzhlF2vfOCN5PNLMCVzvFy97GFNWQfOFp_x20FCwhNsasRZxnxosUnJKYOTYaUynFabAAzquQJZ9i2M19p4A3oLJdK8934tFB6b3cHpULcgYt0PcaG0g0zwBve9wCWAY37N4WEQbNsQiG1aWcI0BNk8n06woYA/s1024/1000141192.webp"><img alt="Pagnotta di pane casereccio tagliata a fette su un tagliere di legno con barattolo di miele" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiienKmxN6ff758_xHX8NjLvNvSmzhlF2vfOCN5PNLMCVzvFy97GFNWQfOFp_x20FCwhNsasRZxnxosUnJKYOTYaUynFabAAzquQJZ9i2M19p4A3oLJdK8934tFB6b3cHpULcgYt0PcaG0g0zwBve9wCWAY37N4WEQbNsQiG1aWcI0BNk8n06woYA/w640-h480/1000141192.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>La fragranza e l&#8217;alveolatura perfetta del pane fatto in casa con i metodi di una volta.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2></h2>
<h2>Indice</h2>
<ul>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#introduzione-lievito-antico">Introduzione: la magia silenziosa della pasta acida nelle case di una volta</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#storia-scienza-fermentazione">Storia, scienza e geografia della fermentazione domestica: quando il pane era un bene sacro</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#mappatura-tradizioni">Mappa delle tradizioni: i lieviti di famiglia in Italia e nel mondo</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#nord-centro-sud">Italia: dai lieviti da mosto delle valli alpine alla pasta acida dei forni di paese</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#lieviti-dal-mondo">Dal mondo: i fermenti ancestrali tra Europa dell&#8217;Est, Medio Oriente e Americhe</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#gestione-empirica">La gestione empirica: come accudire il lievito a tatto, olfatto e calore</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#aneddoti-segreti">Aneddoti, misteri e superstizioni intorno alla &#8220;madre&#8221; di casa</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#metodo-pratico">La guida pratica: come rigenerare e usare un pezzetto di lievito di famiglia senza bilancia</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#errori-critici">Errori critici nella gestione empirica e come risolverli</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#domande-frequenti">Domande frequenti (FAQ)</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#due-chiacchiere">Due chiacchiere tra noi</a></li>
<li><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/#ricettario">Dal mio ricettario: altre idee per te</a></li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Introduzione: la magia silenziosa della pasta acida nelle case di una volta</h2>
<p>Oggi la panificazione casalinga viene spesso percepita come una scienza esatta, fatta di calcoli idrometrici complessi, tabelle di rinfresco al grammo e termometri digitali millimetrici, ma chi ha la fortuna di ricordare i racconti dei nonni sa che, un tempo, il pane si faceva senza bilancia, senza orologi elettronici e senza tabelle.</p>
<p><strong>Il lievito di famiglia — la celebre &#8220;pasta acida&#8221; o &#8220;criscito&#8221; — era un essere vivente accudito con il tatto, guidato dall&#8217;istinto e governato dal calore naturale della casa.</strong></p>
<p>Non c&#8217;erano formule chimiche da laboratorio, ma un dialogo intimo e quotidiano tra le mani delle donne di casa e la farina.</p>
<p>Scoprire questo mondo significa riscoprire una libertà primordiale, dove l&#8217;errore non era un fallimento ma una lezione di cucina tramandata di generazione in generazione.</p>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgcbVAaKBv4LTLWOX3V1dKJ8UzrEgMErjmXNoxHuTInt8D89phxQXVB93FMgRKJr1zLz9TD3EeFKB7punPSEXPrl0yYOrIS2KY0n1z0fdcRaISUE6PVItRSLAb29OG1ogWmbtoLi8rdNVKxtN5kfyUOIHfE7nMHRCRjz7dG09P7Ks00dlr9JaLj9w/s1024/1000141195.webp"><img alt="Ciotola di terracotta rustica con impasto lievitato e cucchiaio di legno su tavolo in legno" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgcbVAaKBv4LTLWOX3V1dKJ8UzrEgMErjmXNoxHuTInt8D89phxQXVB93FMgRKJr1zLz9TD3EeFKB7punPSEXPrl0yYOrIS2KY0n1z0fdcRaISUE6PVItRSLAb29OG1ogWmbtoLi8rdNVKxtN5kfyUOIHfE7nMHRCRjz7dG09P7Ks00dlr9JaLj9w/w640-h480/1000141195.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>La preparazione della pasta acida nelle vecchie ciotole di terracotta della tradizione contadina.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2></h2>
<h2>Storia, scienza e geografia della fermentazione domestica: quando il pane era un bene sacro</h2>
<p>La storia della fermentazione spontanea coincide con la storia stessa della civiltà agricola.</p>
<p>Dalle comunità neolitiche fino alle case di campagna del secolo scorso, il lievito non si comprava: si custodiva gelosamente come il bene più prezioso della dispensa.</p>
<p><strong>La scienza della pasta acida si basa su una straordinaria simbiosi naturale tra lieviti selvatici (saccaromiceti) e batteri lattici, che convivono in perfetto equilibrio nutrendosi degli zuccheri della farina.</strong></p>
<p>Nelle vecchie famiglie rurali, la madia di legno in cui si impastava diventava il cuore pulsante della casa.</p>
<p>La gestione di questo ecosistema invisibile non richiedeva strumenti di misura perché ogni massaia sapeva &#8220;ascoltare&#8221; il respiro dell&#8217;impasto, riconoscendo il momento esatto in cui i microrganismi avevano completato il loro lavoro di fermentazione e trasformazione.</p>
<h2></h2>
<h2>Mappa delle tradizioni: i lieviti di famiglia in Italia e nel mondo</h2>
<p>La cultura dei lieviti naturali di famiglia possiede una geografia ricca e variegata, <b>profondamente legata alle risorse del territorio, ai microclimi locali e alle abitudini delle diverse culture agricole</b>, sia lungo la penisola italiana che nel resto del globo.</p>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpRNLkzpZY2zec6uv234719DO3vwIOIJs1x-lFV5-4OPb_ubW0xf6_llyF8UpTm_G5gw30WrY1MyaQjds6e58eeLaIxogOs6cZRPkt15gg-2UKBjDr_cqb3W6PHB0Im6tT0jQJt2_L3489oB_olDmsWCMKYUvE5xujXT1tgPx_YiKgrB6697OQAA/s1024/1000141193.webp"><img alt="Impasto coperto da un canovaccio di lino all'interno di una vecchia madia di legno" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpRNLkzpZY2zec6uv234719DO3vwIOIJs1x-lFV5-4OPb_ubW0xf6_llyF8UpTm_G5gw30WrY1MyaQjds6e58eeLaIxogOs6cZRPkt15gg-2UKBjDr_cqb3W6PHB0Im6tT0jQJt2_L3489oB_olDmsWCMKYUvE5xujXT1tgPx_YiKgrB6697OQAA/w640-h480/1000141193.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il riposo dell&#8217;impasto protetto dal canovaccio nella madia di legno delle nonne.</p>
<p></i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Italia: dai lieviti da mosto delle valli alpine alla pasta acida dei forni di paese</h2>
<p>In Italia, ogni regione ha declinato l&#8217;arte del lievito madre in base al grano disponibile e al clima.</p>
<ul>
<li><strong>Il lievito d&#8217;uva e mosto nelle valli alpine (Nord):</strong>&nbsp;nei periodi di vendemmia, le famiglie contadine del Nord sfruttavano la straordinaria carica zuccherina e microbica del mosto d&#8217;uva fresca mescolato a crusca o farina per dare vita a un fermento potente, ideale per i pani scuri di segale e montagna.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il &#8220;criscito&#8221; o pasta acida solida del Centro-Sud:</strong>&nbsp;custodito gelosamente nelle case contadine tra Toscana, Lazio, Campania e Sicilia, un pezzetto di impasto vecchio veniva conservato sotto la farina o legato in un telo di lino, pronto per essere sciolto nell&#8217;acqua tiepida della madia prima di ogni infornata settimanale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>I lieviti di frutta nei monasteri e nelle case patrizie:</strong>&nbsp;quando la pasta madre principale si indeboliva a causa del freddo invernale, era comune rigenerarla sfruttando l&#8217;acqua di macerazione di fichi secchi o mele cotogne, ricche di zuccheri e lieviti selvatici naturali.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Dal mondo: i fermenti ancestrali tra Europa dell&#8217;Est, Medio Oriente e Americhe</h2>
<p>La gestione empirica dei lieviti attraversa i confini nazionali, trovando riscontri affascinanti in tradizioni globali antichissime.</p>
<ul>
<li><strong>Il lievito di segale dei paesi baltici e slavi (Zakваска):</strong>&nbsp;nell&#8217;Europa dell&#8217;Est, le famiglie tramandavano ceppi di pasta acida a base di farina di segale scura, gestiti in ambienti caldi vicino alle stufe in muratura (la &#8220;pechka&#8221;), capaci di durare interi secoli di generazione in generazione.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il lievito di yogurt e kefir nel Caucaso e Medio Oriente:</strong>&nbsp;molte culture nomadi e rurali integravano la fermentazione del pane usando siero di latte o residui di yogurt acido, sfruttando la spinta sinergica dei batteri lattici per ottenere pani piatti soffici e durevoli.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>I fermenti di mais e frutta nelle comunità rurali delle Americhe:</strong>&nbsp;i coloni e le popolazioni locali usavano spesso infusi di mais fermentato o acqua di patate bollite con zucchero per attivare pani rustici senza ricorrere ai lieviti industriali in polvere.</li>
</ul>
<div></div>
<h2>La gestione empirica: come accudire il lievito a tatto, olfatto e calore</h2>
<p>Senza l&#8217;ausilio di termometri o bilance digitali, le nonne si affidavano a tre grandi sensi per governare il lievito di famiglia.</p>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjirdfDumKg1m5ZDefGR5F5-oL7vRjThhLj3qaBqVUH1fJBEFYfywa2K3By2WKPLtMTPkaDViK-LmE4QOiH9JozwiRuHLOdn7yyuZ_y9O3oj-1BRZgj7LlkmuTuGIGJXyKwpm9YkiJP2gaWYZ9WltazGInPQz1rz7oQ-EkuqLhyphenhyphend7AVNi1nBch6aA/s1024/1000141194.webp"><img alt="Mani che lavorano l'impasto rustico su una spianatoia di legno con ciotole in ceramica" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjirdfDumKg1m5ZDefGR5F5-oL7vRjThhLj3qaBqVUH1fJBEFYfywa2K3By2WKPLtMTPkaDViK-LmE4QOiH9JozwiRuHLOdn7yyuZ_y9O3oj-1BRZgj7LlkmuTuGIGJXyKwpm9YkiJP2gaWYZ9WltazGInPQz1rz7oQ-EkuqLhyphenhyphend7AVNi1nBch6aA/w640-h480/1000141194.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>L&#8217;arte di ascoltare la consistenza dell&#8217;impasto con l&#8217;esperienza delle mani.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<ul>
<li><strong>Il termometro a pelle (Il calore della casa):</strong>&nbsp;non esistevano celle di lievitazione. D&#8217;inverno la ciotola trovava posto vicino alla stufa economica o avvolta in vecchie coperte di lana e d&#8217;estate riposava negli angoli più freschi della dispensa. Si valutava il calore semplicemente toccando la ciotola: doveva essere &#8220;tiepida come un abbraccio&#8221;, mai calda per non uccidere i batteri.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il test dell&#8217;olfatto (il profumo della terra e della mela):</strong>&nbsp;un buon lievito di famiglia non doveva mai puzzare di aceto pungente o di solvente. L&#8217;odore corretto era quello della mela renetta acerba, dello yogurt fresco o di un leggero sottobosco lievitato. Se l&#8217;odore diventava troppo forte, le nonne sapevano che il lievito &#8220;aveva fame&#8221; e andava nutrito subito.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il test del tatto e della consistenza elastica:</strong>&nbsp;per capire se l&#8217;impasto era pronto per essere lavorato, si affondava un dito: se il segno tornava indietro lentamente e la pasta mostrava un cuore spugnoso, soffice e filante alcolico, significava che la fermentazione era al culmine perfetto.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Aneddoti, misteri e superstizioni intorno alla &#8220;madre&#8221; di casa</h2>
<p>Intorno alla pasta acida giravano storie e rituali intrisi di profonda sacralità contadina.</p>
<p>Nelle campagne del Sud Italia, si diceva che il lievito <b>appartenesse all&#8217;anima della casa</b> e che non dovesse mai essere regalato a cuor leggero a una vicina estranea, per non &#8220;cedere la fortuna del pane&#8221;.</p>
<p>Prima di iniziare a impastare, era consuetudine fare una piccola croce con la costa del coltello sulla superficie della pasta madre, <b>un gesto di buon auspicio per invocare una buona lievitazione</b>.</p>
<p dir="ltr">Si credeva inoltre che il lievito <b>risentisse dell&#8217;umore di chi lo lavorava</b>: un impasto fatto con fretta o nervosismo — dicevano le nonne — non sarebbe mai cresciuto bene nel forno a legna.</p>
<p dir="ltr">Tra le credenze e le antiche superstizioni rurali, vigeva inoltre <b>il rigido divieto per le donne durante il periodo del ciclo mestruale</b> di avvicinarsi alla madia o di toccare la pasta madre, poiché si riteneva che la loro &#8220;impurità&#8221; o il particolare stato fisico potessero compromettere irrimediabilmente la fermentazione, facendo &#8220;morire&#8221; o acidificare il lievito.</p>
<p></p>
<h2>La guida pratica: come rigenerare e usare un pezzetto di lievito di famiglia senza bilancia</h2>
<p>Per toccare con mano questa tradizione e liberarsi dalla schiavitù dei grammi, ecco il metodo antico e empirico per rinfrescare e usare la pasta acida a casa.</p>
<p></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi2PKbBlQsRzPtIn3iRwiFny1mX5rndRkGs528bcRn3iFiDGMussJ06WJ50PY2YOdktKePafm8dXfwEjmJYqsxAsjEty9aN1S5ECfi3OIzq-Z6amAgrxnQ2FA5VnmThY3PqbSt0peZuQI5SRKJQvwqLlo0-Yqq-YGGR1ZUAS-VXAGYiYDxl7pBR4w/s1024/1000141196.webp"><img alt="Impasto lievitato in ciotola di terracotta con la tradizionale incisione a croce in superficie" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi2PKbBlQsRzPtIn3iRwiFny1mX5rndRkGs528bcRn3iFiDGMussJ06WJ50PY2YOdktKePafm8dXfwEjmJYqsxAsjEty9aN1S5ECfi3OIzq-Z6amAgrxnQ2FA5VnmThY3PqbSt0peZuQI5SRKJQvwqLlo0-Yqq-YGGR1ZUAS-VXAGYiYDxl7pBR4w/w640-h480/1000141196.webp" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il tradizionale segno della croce inciso sulla pasta prima della fase di lievitazione.</i></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<ul>
<li><strong>Il prelievo a occhio:</strong>&nbsp;prendi un pezzetto di pasta acida grande circa quanto un mandarino dal tuo barattolo di conservazione. Lascialo riposare a temperatura ambiente per mezz&#8217;ora affinché si risvegli dal torpore del fresco.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;aggiunta della farina &#8220;a pioggia&#8221;:</strong>&nbsp;metti il pezzetto in una ciotola di coccio o terracotta, aggiungi un goccio d&#8217;acqua di fonte tiepida (non calda!) e inizia a unire farina comune o semola a manciate, lavorando con le dita. Non serve pesare: aggiungi farina finché l&#8217;impasto si stacca dalle pareti della ciotola e diventa sodo ma cedevole sotto le dita, proprio come un lobo d&#8217;orecchio.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La prova della croce e il riposo:</strong>&nbsp;incidi una croce sopra la pagnotta, copri la ciotola con un panno di lino pulito e un maglione di lana vecchio. Posiziona la ciotola in un punto mite della cucina e dimenticatene finché non vedrai la pasta raddoppiata di volume e percorsa da piccole crepe in superficie.</li>
</ul>
<div></div>
<h2>Errori critici nella gestione empirica e come risolverli</h2>
<p>Anche affidandosi all&#8217;istinto, possono capitare piccoli imprevisti legati alla natura viva dei fermenti.</p>
<ul>
<li><strong>La formazione di un liquido scuro in superficie (l&#8217;acqua di super-acidità):</strong> se sul fondo o sopra il lievito compare un liquido ambrato, significa che è rimasto troppo a lungo senza cibo. Niente paura: basta scartare la parte liquida in superficie, prelevare il cuore interno chiaro e compatto e fare un rinfresco generoso con acqua e farina fresca.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;impasto che non lievita perché fa troppo freddo:</strong> se la casa è gelida e i lieviti sembrano bloccati, non usare mai fonti di calore artificiali forti come il forno caldo. Le nonne mettevano la ciotola vicino a una borsa dell&#8217;acqua calda tiepida o sopra una coperta di lana vicino al termosifone spento ma tiepido.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;odore troppo forte e pungente di aceto:</strong> indica che i batteri lattici hanno preso il sopravvento sui lieviti. Per correggere il tiro, basterà fare un rinfresco più abbondante del solito, usando una quantità maggiore di farina rispetto al pezzetto di madre utilizzato.</li>
</ul>
<div></div>
<h2>Domande frequenti (FAQ)</h2>
<ul>
<li><strong>Devo per forza usare la bilancia digitale per rinfrescare il lievito?</strong> No, la gestione tradizionale si basava sul rapporto visivo e tattile: una parte di lievito, acqua quanto basta per scioglierlo e farina a manciate fino a ottenere la giusta consistenza soda.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Come facevano le nonne a conservare il lievito d&#8217;estate senza frigorifero?</strong> Lo tenevano nella parte più fresca della dispensa, rinfrescandolo più spesso (anche ogni due giorni) per evitare che il caldo eccessivo lo facesse inacidire troppo rapidamente.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Posso usare il lievito di famiglia per fare i dolci oltre al pane?</strong> Certamente! Storicamente veniva usato anche per i lievitati dolci delle feste (come focacce e ciambelle), spesso smorzando l&#8217;acidità con un cucchiaio di miele o latte nell&#8217;impasto finale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Cosa faccio se il mio lievito fa la muffa in superficie?</strong> Se la muffa ha intaccato il lievito, purtroppo non è sicuro recuperarlo. In passato si buttava via tutto e ci si faceva prestare un pezzetto di &#8220;criscito&#8221; da una vicina di casa fidata.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;acqua del rubinetto va bene per il lievito empirico?</strong> Se l&#8217;acqua del rubinetto ha molto cloro, è preferibile lasciarla riposare in una brocca per un paio d&#8217;ore o usare acqua minerale naturale a temperatura ambiente per non disturbare i microrganismi.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Quanto tempo ci mette a lievitare un pane fatto a sensazione?</strong> Dipende interamente dal calore della stanza e dalla forza del lievito: può variare dalle 4 alle 8 ore. Si guarda la struttura dell&#8217;impasto anziché guardare l&#8217;orologio.</li>
</ul>
<div></div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhjCtxkIgbFbdwM_W4Q4dXLFQHv8vA_PYqvO575KA7Xwmkac2YGY5e3i5cHKwwquts-c5wL6hbT-VFkE8Kz-w1QpZQFWdZWJdZjoam4AP9jnrE90vbqIsK9v0KhD2J0tZqexgs_WCTdr0xcYpMVh-nEL5FKvLEUsr2Xz2dNOMH6N59kEIPuPw-Nkg/s1024/1000141233.png"><img alt="Pagnotta rustica di pane casereccio appena sfornata" border="0" height="480" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhjCtxkIgbFbdwM_W4Q4dXLFQHv8vA_PYqvO575KA7Xwmkac2YGY5e3i5cHKwwquts-c5wL6hbT-VFkE8Kz-w1QpZQFWdZWJdZjoam4AP9jnrE90vbqIsK9v0KhD2J0tZqexgs_WCTdr0xcYpMVh-nEL5FKvLEUsr2Xz2dNOMH6N59kEIPuPw-Nkg/w640-h480/1000141233.png" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><i>Il profumo e la croccantezza del una pane fatto in casa, per riscoprire il gusto autentico della tradizione.</i></td>
</tr>
</tbody>
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<h2>Il consiglio della nonna</h2>
<p>Quando lavori il lievito a mano, impara a non avere fretta, osserva come cambia la consistenza sotto i palmi e <b>fidati del tuo istinto</b>: la panificazione tradizionale è un atto d&#8217;amore e di ascolto che non ha bisogno di regole rigide per riuscire alla perfezione.</p>
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<h2></h2>
<h2>Due chiacchiere tra noi</h2>
<p>Conoscevi i vecchi metodi empirici con cui le nostre nonne gestivano la pasta acida senza bilancia o hai mai sentito raccontare storie di famiglia legate alla cura della pasta madre? <strong>Lascia un commento qui sotto</strong> e raccontami la tua esperienza o i ricordi della tua cucina!</p>
<h2></h2>
<h2>Dal mio ricettario: altre idee per te</h2>
<p>Ti è piaciuto questo viaggio nella panificazione ancestrale e nei segreti della cucina di una volta? Continua a esplorare il blog per scoprire altri contenuti unici.</p>
<ul>
<li>Visita la sezione sulla <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2026/07/cucina-della-memoria-tradizioni-e.html"><strong>cucina della memoria e tradizioni</strong></a> per riscoprire le radici dei sapori di una volta.</li>
</ul>
<ul>
<li>Approfondisci le tecniche classiche leggendo la guida su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2012/04/rinfresco-della-pasta-madre.html"><strong>come fare il rinfresco della pasta madre</strong></a>.</li>
</ul>
<ul>
<li>Scopri idee creative e antispreco nella guida dedicata all&#8217;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2026/06/esubero-pasta-madre-guida-idee-solidali.html"><strong>esubero di pasta madre e idee solidali</strong></a>.</li>
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		<title>Mezè, gusto dal sapor mediorientale</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 22:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Radaelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[colori]]></category>
		<category><![CDATA[Costanza Zanolini]]></category>
		<category><![CDATA[Maradona Youssef]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[sapori]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il locale si chiama Mezè, termine che in arabo significa antipasti. Ed è anche il nome del locale situato nel centro di Milano aperto nel 2022 dall’imprenditrice Costanza Zanolini del gruppo Seguilabocca e diretto dallo chef  libanese Maradona Youssef,  protagonista della quinta edizione di Masterchef e stimato consulente nel mondo della ristorazione. Mezè non è semplicemente&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/meze-gusto-dal-sapor-mediorientale/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il locale si chiama <strong>Mezè</strong>, termine che in arabo significa antipasti. Ed è anche il nome del locale situato nel centro di Milano aperto nel 2022 dall’imprenditrice <strong>Costanza Zanolini</strong> del gruppo <strong>Seguilabocca</strong> e diretto dallo <strong>chef  libanese Maradona Youssef</strong>,  protagonista della quinta edizione di Masterchef e stimato consulente nel mondo della ristorazione.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-24208 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2025/10/Meze3.jpg&amp;nocache=1" alt="Mezè3" width="640" height="427" /></p>
<p>Mezè non è semplicemente un ristorante, ma un luogo dove s&#8217;intraprende un <strong>viaggio nei sapori mediorientali</strong>, che coinvolge tutti i sensi, attraverso una serie di assaggi da condividere, accompagnati dal <strong><em>Kebhez</em></strong>, il tipico pane cotto sul <strong><em>Saj</em></strong>, una cupola di ferro incandescente, e realizzato direttamente in sala. La cucina libanese seduce con il suo <strong>equilibrio tra Mediterraneo e Medio Oriente</strong>. Ingredienti semplici come legumi, verdure e cereali si intrecciano a spezie intense e condimenti freschi, in una tradizione che vive tanto nelle case quanto nelle strade, dove lo <em>street food</em> è protagonista assoluto. Mezè invita i commensali a scoprire le tradizioni gastronomiche libanesi meno conosciute, declinate in <strong>quattro accattivanti <em>menu</em></strong> che raccontano il Libano in tutta la sua varietà, con una proposta dedicata anche ai vegetariani e vegani.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/meze-gusto-dal-sapor-mediorientale.html/khebez-saj_pane-libanese"><img width="200" height="300" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2025/09/Khebez-Saj_pane-libanese-200x300.jpg&amp;nocache=1" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/meze-gusto-dal-sapor-mediorientale.html/djej-mouhammar-bel-basal-pollo-arrosto-con-cipolle-mandorle-e-7-spezie"><img width="200" height="300" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2025/10/Djej-mouhammar-bel-basal-pollo-arrosto-con-cipolle-mandorle-e-7-spezie-200x300.jpg&amp;nocache=1" class="attachment-medium size-medium" alt="Djej mouhammar bel basal" /></a></p>
<p>Tra le <strong>specialità emblematiche</strong> firmate dallo chef Maradona Youssef spicca il <strong><em>Djej Mhammar Bel Basal</em></strong>, piatto tradizionale del nord del Libano legato alla cucina cristiana domestica. È considerato la quintessenza del pollo alla libanese: rosolato lentamente in pentola e sfumato con vino, sprigiona profumi intensi e avvolgenti. Da non perdere anche il <em><strong>Daoud Bacha</strong></em>, ispirato all’ultimo sovrano ottomano di Baghdad, noto per la sua passione per il buon cibo. Queste polpettine originarie del sud del Libano vengono servite in un sugo di pomodoro speziato con pinoli, accompagnate dal classico riso libanese.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-24203 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2025/10/Acqua-di-rose.jpg&amp;nocache=1" alt="Acqua di rose" width="427" height="640" /></p>
<p>Lo chef Maradona Youssef celebra la tradizione libanese con una selezione di ingredienti locali, tra cui <strong>otto Presidi Slow Food</strong>. L’<strong>acqua di rose</strong> e quella di <strong>fiori d’arancio</strong> donano profumi delicati a dolci e bevande; la melassa di melograno e di carrube aggiunge profondità alle preparazioni. Il <strong><em>kechek</em></strong>, fermentato di yogurt di capra e grano, ricorda la ricotta forte, mentre il <strong><em>freekeh</em></strong> sprigiona note affumicate. Completano il quadro il grano <strong><em>Salamouni</em></strong>, il sommacco dal gusto acidulo e il pane <em>Kebhez</em>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-24211 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2025/10/Meze-colazione.jpg&amp;nocache=1" alt="Mezè colazione" width="640" height="427" /><br />
Oltre a pranzo e cena, da non perdere la <strong>prima colazione</strong> in stile levantino, servita ogni domenica d’inverno e sabato e domenica in estate, dove, dalle 10.30 alle 12.30 vengono serviti piccoli assaggi dolci e salati come uova, <strong><em>halloumi</em></strong> con composta di pomodori, <strong><em>hummus</em></strong> di barbabietola e <em>Kataif</em> con <em>aactha</em> e noci, accompagnati da tè, caffè e limonata ai fiori d’arancio.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-24201 size-full" src="https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/webpc-passthru.php?src=https://www.isabellaradaelli.it/wp-content/uploads/2025/10/Meze_interni2.jpg&amp;nocache=1" alt="Mezè_interni2" width="640" height="427" /></p>
<p>Mezè dispone di 30 coperti interni e 15 nel <em>dehors</em>, il <em>décor</em> del locale si ispira ai <strong>colori della terra</strong>, tanti specchi posizionati nei posti giusti, tappeti, cuscini e lampadari etnici, che creano un ambiente accogliente e giovane.</p>
<p><strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.meze-milano.it/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Mezè</a></strong><br />
Via Sottocorno 19/a<br />
20129, Milano<br />
Tel. 02 5280 9202</p>
<p>P.S. Cucina sopraffina libanese in un ambiente <em>easy</em>, etnico e contemporaneo.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fmeze-gusto-dal-sapor-mediorientale.html&amp;linkname=Mez%C3%A8%2C%20gusto%20dal%20sapor%20mediorientale" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fmeze-gusto-dal-sapor-mediorientale.html&amp;linkname=Mez%C3%A8%2C%20gusto%20dal%20sapor%20mediorientale" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.isabellaradaelli.it%2Fmeze-gusto-dal-sapor-mediorientale.html&amp;title=Mez%C3%A8%2C%20gusto%20dal%20sapor%20mediorientale"></a></p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it/meze-gusto-dal-sapor-mediorientale.html">Mezè, gusto dal sapor mediorientale</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.isabellaradaelli.it">Isabella Radaelli</a>.</p>
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		<title>Cumino (Cuminum cyminum)</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2025 07:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[importanza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[piatti]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[spezie]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cumino (Cuminum cyminum) ha radici profondissime che affondano nel Mediterraneo orientale e in alcune aree del Medio Oriente. Originario della Siria, la sua storia è talmente antica che si perde nella notte dei tempi, rendendolo una delle prime spezie utilizzate dall&#8217;uomo. Nell&#8217;antichità, il cumino era così prezioso da essere usato talvolta come forma di&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/cumino-cuminum-cyminum/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhqsmSwbt-Jkq1lbFzpniBly35IGInECGDnqMcftHTcLmNrzU-I5P57yd4weV90MosNvvshkAXyNz9c5Mq_M62V0m3mTK4l8PD2mIU-vz2gktZnHVF2ZLJCfgQw4RNWPQrkLoaFbC027decaL8o5q5Ke5t7LkkgqPxC6PvEHf6loolhlKEdEFzJrA/s2048/1000049686.jpg"><img border="0" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhqsmSwbt-Jkq1lbFzpniBly35IGInECGDnqMcftHTcLmNrzU-I5P57yd4weV90MosNvvshkAXyNz9c5Mq_M62V0m3mTK4l8PD2mIU-vz2gktZnHVF2ZLJCfgQw4RNWPQrkLoaFbC027decaL8o5q5Ke5t7LkkgqPxC6PvEHf6loolhlKEdEFzJrA/w588-h640/1000049686.jpg" width="588" /></a></div>
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<p>Il <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/2025/07/cumino-cuminum-cyminum.html" target="_blank">cumino (Cuminum cyminum)</a> ha radici profondissime che affondano nel Mediterraneo orientale e in alcune aree del Medio Oriente.</p>
<p>Originario della Siria, la sua storia è talmente antica che si perde nella notte dei tempi, rendendolo una delle prime spezie utilizzate dall&#8217;uomo.</p>
<p>Nell&#8217;antichità, il cumino era così prezioso da essere usato talvolta come forma di moneta di scambio, soprattutto nelle transazioni commerciali di piccola entità: la sua importanza economica era paragonabile a quella di altre spezie pregiate come il pepe nero.</p>
<p>Già nel terzo millennio a.C., gli antichi Egizi ne facevano largo uso, non solo per insaporire il cibo, ma anche come conservante e, addirittura, nei processi di mummificazione. Pensate che sono stati ritrovati semi di cumino intatti nelle tombe dei faraoni, un segno tangibile del valore e del rispetto che questa spezia godeva presso di loro! La sua presenza era così radicata che il cumino è menzionato persino nel Papiro di Ebers, uno dei più antichi trattati medici egizi, risalente al 1550 a.C., dove viene descritto per le sue proprietà digestive e carminative.</p>
<p>Dall&#8217;Egitto, il cumino si diffuse rapidamente in tutta l&#8217;area del Mediterraneo, grazie alle rotte commerciali che collegavano le diverse civiltà.&nbsp;</p>
<p>Nell&#8217;antica Roma, il cumino veniva somministrato anche al bestiame: si credeva che masticare i semi di cumino rendesse le galline meno inclini a scappare, un aneddoto curioso che testimonia la versatilità e le credenze legate a questa spezia.</p>
<p>Greci e Romani ne erano grandi estimatori: lo utilizzavano in cucina per dare sapore a pane, zuppe e carni, e lo apprezzavano anche per le sue virtù medicinali. Plinio il Vecchio, nel suo Naturalis Historia, ne descriveva l&#8217;uso e le proprietà, sottolineando la sua importanza nella dieta e nella farmacopea del tempo. Era così comune che spesso veniva servito in tavola in una ciotolina, proprio come oggi facciamo con il sale e il pepe, per permettere a ciascuno di aggiungerne a piacimento.</p>
<p>Con l&#8217;arrivo del Medioevo, fu attraverso i mercanti arabi che la spezia raggiunse l&#8217;Europa centrale, dove divenne un ingrediente fondamentale in molte cucine regionali, soprattutto in quelle aree che oggi corrispondono alla Germania e ai Paesi Bassi, dove ancora oggi è un pilastro di piatti tradizionali come crauti e formaggi.</p>
<p>Il cumino in quest&#8217;epoca non era solo un insaporitore e ad esso si legavano numerose credenze popolari e superstizioni: si riteneva che avesse il potere di allontanare gli spiriti maligni e di proteggere da ogni tipo di sventura. Non era raro trovare sacchetti di cumino appesi sopra le porte delle case o portati addosso come amuleto. Un&#8217;altra curiosa credenza riguardava l&#8217;amore e la fedeltà: si diceva che donare del cumino al proprio amato o alla propria amata assicurasse un amore duraturo e incondizionato. I novelli sposi ne portavano spesso con sé un piccolo sacchetto per garantirsi una vita coniugale felice e armoniosa.</p>
<p>Inoltre, il cumino era un ingrediente comune nelle bevande monastiche e nelle birre, per le sue proprietà aromatizzanti e, si credeva, per la sua capacità di migliorare la conservazione. Non stupisce che nel XII secolo, il medico e filosofo arabo Averroè lo descrivesse come un rimedio efficace per i disturbi digestivi, consolidando la sua reputazione anche in ambito medico.</p>
<p>Nel XVIII secolo, in alcune parti d&#8217;Europa, era comune masticare semi di cumino dopo i pasti: non solo si credeva che favorisse la digestione, ma anche che rinfrescasse l&#8217;alito. Un antenato delle nostre mentine, potremmo dire!</p>
<p>Il cumino è estremamente versatile e si abbina splendidamente a una vasta gamma di ingredienti.</p>
<p>Nella cucina indiana e mediorientale è l&#8217;anima di molti curry, dahl di lenticchie, chana masala (ceci speziati) e piatti di riso come il biryani. In Medio Oriente, è presente in hummus, falafel, shawarma e tagine.</p>
<p>Nella cucina messicana, insieme al peperoncino e all&#8217;origano, è un pilastro di piatti iconici come il chili con carne, i tacos, le enchiladas e i fagioli neri.</p>
<p>Nella cucina nordafricana è essenziale nei couscous, nei tajine e in molte miscele di spezie come il ras el hanout.</p>
<p>Nel mondo arabo, offrire un piatto insaporito con cumino a un ospite è spesso considerato un segno di generosità e accoglienza: è un modo per condividere non solo il cibo, ma anche un pezzo di storia e tradizione.</p>
<p>In Europa è meno usato come protagonista ma presente in alcune cucine regionali, soprattutto in Germania (nei crauti e in alcuni formaggi), in Olanda (in formaggi come il Leyden) e in alcune zone dell&#8217;Est Europa.</p>
<p>Spero che questo viaggio nel mondo del cumino vi abbia incuriosito e vi abbia dato qualche spunto per utilizzarlo ancora di più in cucina. È davvero una spezia che merita di essere scoperta e apprezzata in tutte le sue sfumature!</p>
<p>Quali sono i vostri piatti preferiti a base di cumino? O avete qualche aneddoto personale legato a questa affascinante spezia? Fatemelo sapere nei commenti!&nbsp;</p>
<div>Per trovare altre mie ricette visita il blog https://le-ricette-della-nonna.blogspot.com/ o la pagina Facebook https://www.facebook.com/ricettenonna</p>
<p>Per richieste o suggerimenti, puoi scrivermi via mail a: ricettenonna@gmail.com</p>
<p>Ti aspetto!</p></div>
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		<title>CHICKEN SHAWARMA WRAP</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 02:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela...passione cucina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[CHICKEN]]></category>
		<category><![CDATA[Ciao]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao, ti va di divertirsi insieme in cucina? La ricetta che vi propongo oggi è… chicken shawarma wrap. Una ricetta le cue origini risalgono alla Turchia e Medio Oriente. Dai, spostiamoci in cucina! Jamme jà, allaccia il grembiule e va a cucinà! Ecco la video ricetta passo passo Chicken shawarma wrap &#160; INGREDIENTI ▪️ per&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/chicken-shawarma-wrap/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, ti va di divertirsi insieme in cucina? La ricetta che vi propongo oggi è… chicken shawarma wrap. Una ricetta le cue origini risalgono alla Turchia e Medio Oriente. Dai, spostiamoci in cucina! Jamme jà, allaccia il grembiule e va a cucinà! Ecco la video ricetta passo passo Chicken shawarma wrap &#160; INGREDIENTI ▪️ per [&#8230;]</p>
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		<title>Ricetta Hamburger Gourmet</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 09:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LOroInTavola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[hamburger]]></category>
		<category><![CDATA[Le Burger Extravagant]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricetta Hamburger Gourmet L&#039;Oro in tavola Gli hamburger sono diventati una parte importante della cultura gastronomica globale e continuano a evolversi con nuove varianti e tendenze culinarie. Alcune curiosità sugli hamburger: Le orgini sono incerte, non esiste un consenso definitivo sull&#8217;origine esatta dell&#8217;hamburger. Si crede che l&#8217;hamburger moderno sia stato ispirato da diverse tradizioni culinarie,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/ricetta-hamburger-gourmet/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lorointavola.it/ricetta-hamburger-gourmet/">Ricetta Hamburger Gourmet</a><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lorointavola.it">L&#039;Oro in tavola</a></p>
<p>Gli hamburger sono diventati una parte importante della cultura gastronomica globale e continuano a evolversi con nuove varianti e tendenze culinarie.</p>
<p>Alcune curiosità sugli <strong>hamburger</strong>:</p>
<ol>
<li>Le orgini sono incerte, non esiste un consenso definitivo sull&#8217;origine esatta dell&#8217;hamburger. Si crede che l&#8217;hamburger moderno sia stato ispirato da diverse tradizioni culinarie, tra cui il &#8220;Hamburg-style steak&#8221; tedesco del XIX secolo e il &#8220;meatball&#8221; del Medio Oriente.</li>
<li>Il record dell&#8217; <strong>Hamburger più costoso</strong> è del 2011, chiamato &#8220;Le Burger Extravagant&#8221; e venduto al prezzo di 295 dollari. Era composto da carne di manzo di Kobe, formaggio Brie, tartufo bianco, cipolla caramellata e un impasto di pasta di caviale.</li>
<li>La variante senza carne è l&#8217;<strong><a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lorointavola.it/hamburger-di-ceci-ricetta/">Hamburger Vegetariani</a> </strong>diventata sempre più popolare, preparato a base di piante, fatti con ingredienti come funghi, legumi, e proteine vegetali.</li>
</ol>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lorointavola.it/ricetta-hamburger-gourmet/">Ricetta Hamburger Gourmet</a><br />
<a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.lorointavola.it">L&#039;Oro in tavola</a></p>
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		<title>Carote: proprietà, curiosità e informazioni utili</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/carote-proprieta-curiosita-e-informazioni-utili-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 10:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Semplice Veloce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[carota]]></category>
		<category><![CDATA[carote]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina De]]></category>
		<category><![CDATA[informazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Carote: proprietà, curiosità e informazioni utili Stagionalità: le carote sono presenti sui banchi dei supermercati e fruttivendoli tutto l&#8217;anno, ma la primavera è la loro stagione ideale Origine: Medio Oriente, la carota fu importata da Greci e Romani. All&#8217;inizio si usavano a scopo medico o per nutrire gli animali ma, grazie a Caterina De&#8217; Medici,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/carote-proprieta-curiosita-e-informazioni-utili-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carote: proprietà, curiosità e informazioni utili Stagionalità: le carote sono presenti sui banchi dei supermercati e fruttivendoli tutto l&#8217;anno, ma la primavera è la loro stagione ideale Origine: Medio Oriente, la carota fu importata da Greci e Romani. All&#8217;inizio si usavano a scopo medico o per nutrire gli animali ma, grazie a Caterina De&#8217; Medici, [&#8230;]</p>
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		<title>Carote: proprietà, curiosità e informazioni utili</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 10:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sempliceveloce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[carota]]></category>
		<category><![CDATA[carote]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina De]]></category>
		<category><![CDATA[informazioni]]></category>
		<category><![CDATA[inizio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stagione]]></category>

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		<description><![CDATA[Carote: proprietà, curiosità e informazioni utili Stagionalità: le carote sono presenti sui banchi dei supermercati e fruttivendoli tutto l&#8217;anno, ma la primavera è la loro stagione ideale Origine: Medio Oriente, la carota fu importata da Greci e Romani. All&#8217;inizio si usavano a scopo medico o per nutrire gli animali ma, grazie a Caterina De&#8217; Medici,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/carote-proprieta-curiosita-e-informazioni-utili/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carote: proprietà, curiosità e informazioni utili Stagionalità: le carote sono presenti sui banchi dei supermercati e fruttivendoli tutto l&#8217;anno, ma la primavera è la loro stagione ideale Origine: Medio Oriente, la carota fu importata da Greci e Romani. All&#8217;inizio si usavano a scopo medico o per nutrire gli animali ma, grazie a Caterina De&#8217; Medici, [&#8230;]</p>
<p>L&#8217;articolo <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.sempliceveloce.it/carote-proprieta-curiosita-e-informazioni-utili.htm">Carote: proprietà, curiosità e informazioni utili</a> proviene da <a target="_blank" rel="nofollow" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.sempliceveloce.it">SempliceVeloce &#8211; Ricette di cucina con foto passo passo semplice e veloce</a>.</p>
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		<title>Olive alla “harissa”</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2020 13:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>una cuoca pericolosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[condimento]]></category>
		<category><![CDATA[finch]]></category>
		<category><![CDATA[Harissa]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Yotam Ottolenghi]]></category>

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		<description><![CDATA[NON avevo cognizione di cosa fosse il condimento che in Medio Oriente chiamano &#8220;Harissa&#8221; finché non sono inciampata (letteralmente visto che ho pestato l&#8217;allegato del Corriere della Sera che conteneva un articolo su di lui) in Yotam Ottolenghi. E da &#8230; Continua a leggere &#8594;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>NON avevo cognizione di cosa fosse il condimento che in Medio Oriente chiamano &#8220;Harissa&#8221; finché non sono inciampata (letteralmente visto che ho pestato l&#8217;allegato del Corriere della Sera che conteneva un articolo su di lui) in Yotam Ottolenghi. E da &#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://unacuocapericolosa.com/2020/11/12/olive-alla-harissa/">Continua a leggere <span>&#8594;</span></a></p>
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		<title>Sfiha</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2020 10:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Che profuno in cucina!</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[macinato]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Sale]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
		<category><![CDATA[yogurt]]></category>

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		<description><![CDATA[La sfiha è una specialità siriana, è una pizza con carne, verdure e spezie, molto aromatica e deliziosa. La sfiha è diffusa in tutto il Medio Oriente, e anche in Turchia, viene consumata accompagnata da yogurt. In Medio Oriente si usa il macinato di agnello molto più del macinato di manzo che invece è molto&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/sfiha/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>La sfiha è una specialità siriana, è una pizza con carne, verdure e spezie, molto aromatica e deliziosa.<a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2020/05/20200502_150031-scaled.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5372" src="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2020/05/20200502_150031-scaled.jpg" alt="Sfiha, pizza con carne" width="2560" height="1440" /></a></p>
<p>La sfiha è diffusa in tutto il Medio Oriente, e anche in Turchia, viene consumata accompagnata da yogurt. In Medio Oriente si usa il macinato di agnello molto più del macinato di manzo che invece è molto più diffuso da noi. Tradizionalmente si usa la Tahina e lo sciroppo di melograno ma li potete anche omettere se non li trovate o volete una ricetta più semplice.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2020/05/20200502_150117-scaled.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5371" src="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2020/05/20200502_150117-scaled.jpg" alt="Sfiha siriane" width="2560" height="1440" /></a></p>
<h2><span>Sfiha</span></h2>
<p>Impasto per 12 sfiha:</p>
<p>350 gr di Farina</p>
<p>1/2 bicchiere di Latte</p>
<p>Acqua tiepida q.b.</p>
<p>1 cucchiaio d&#8217;Olio d&#8217;oliva</p>
<p>1 cucchiaino di Lievito istantaneo</p>
<p>1 cucchiaino di Lievito di birra</p>
<p>1 cucchiaino di Zucchero</p>
<p>1 cucchiaio di Sale</p>
<p>Farcitura:</p>
<p>200 gr di macinato di Manzo</p>
<p>1/2 Peperone</p>
<p>1 cucchiaino di Cannella in polvere</p>
<p>2 cucchiai di Tahina (facoltativo)</p>
<p>1 cucchiaio di Yogurt (facoltativo)</p>
<p>1 Cipolla</p>
<p>1 pomodoro</p>
<p>1 spicchio d&#8217;Aglio</p>
<p>1 cucchiaio di sciroppo di Melograno (facoltativo)</p>
<p>1 cucchiaino di Spezie miste</p>
<p>Sale e pepe q.b.</p>
<p>Per preparare la sfiha cominciate con l&#8217;impasto: mettete nella planetaria la farina, lo zucchero, il lievito di birra, il lievito istantaneo,mescolate poi aggiungete i liquidi, deve venire un impasto un po&#8217; consistente quindi regolalevi con l&#8217;aggiunta dell&#8217;acqua. In ultimo aggiungete il sale. Mettete a lievitare due ore coperto ed in un luogo riparato.</p>
<p>In una ciotola mescolate tahina, yogurt, sciroppo di melograno, grattugiatevi la cipolla ed il pomodoro, aggiungete il peperone a pezzettini, l&#8217;aglio schiacciato con l&#8217;apposito strumento o altrimenti tritato.</p>
<p>Aggiungete il tritato di carne, la cannella, le spezie miste, una presa di pepe ed aggiustate di sale, mescolate bene tutto.</p>
<p>Quando la pasta è lievitata stendetela in piccole pizzette sottili tonde o ellittiche di 10 cm di diametro, spalmatevi sopra l&#8217;impasto di carne e sistematele in una teglia.</p>
<p>Cuocete in forno pre-riscaldato a 180° , saranno cotte quando saranno leggermente imbrunite.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Salsa tzatziki</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Sep 2019 14:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Farinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[bianco]]></category>
		<category><![CDATA[buon appetito]]></category>
		<category><![CDATA[carni]]></category>
		<category><![CDATA[cucchiai]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Preparazione Lavare]]></category>
		<category><![CDATA[yogurt]]></category>

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		<description><![CDATA[Salsa tzatziki Una salsa a base di yogurt greco e cetrioli ideale per accompagnare un pinzimonio di verdure, o come accompagnamento a carni e pesce. Ricetta molto diffusa in Grecia e in tutta la zona del Medio Oriente, questa salsa è ottima anche come accompagnamento a crostini di pane o con la classica pita. Difficoltà:Molto&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/salsa-tzatziki-2/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong>Salsa tzatziki</strong></p>
<p>Una salsa a base di yogurt greco e cetrioli ideale per accompagnare un pinzimonio di verdure, o come accompagnamento a carni e pesce.</p>
<p>Ricetta molto diffusa in Grecia e in tutta la zona del Medio Oriente, questa salsa è ottima anche come accompagnamento a crostini di pane o con la classica <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/pita-cotta-sul-testo/" target="_blank" rel="noopener">pita</a>.</p>
<figure>
	<img width="720" height="540" src="https://blog.giallozafferano.it/lemieloverie/wp-content/uploads/2019/09/IMG_20190821_112747-720x540.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" />	</figure>
<div>
<ul>
<li>
				<span>Difficoltà:</span><span>Molto Bassa</span>
			</li>
<li>
				<span>Preparazione:</span><span>20 minuti</span>
			</li>
<li>
				<span>Porzioni:</span><span>4 persone</span>
			</li>
<li>
				<span>Costo:</span><span>Basso</span>
			</li>
</ul>
</div>
<p><!-- .recipe-meta --></p>
<h2>Ingredienti</h2>
<div>
<div>
<div>
<ul>
<li>
<div>  <span>Yogurt greco </span> <span> 200 g </span> </div>
</li>
<li>
<div>  <span>Cetriolo </span> <span> (piccolo circa 100 g.) 1  </span> </div>
</li>
<li>
<div>  <span>Aglio </span> <span> 1 spicchio </span> </div>
</li>
<li>
<div>  <span>Olio extravergine d&#8217;oliva </span> <span>  q.b. </span> </div>
</li>
<li>
<div>  <span>Aceto bianco </span> <span>  q.b. </span> </div>
</li>
<li>
<div>  <span>Sale </span> <span>  q.b. </span> </div>
</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
<p><!-- .recipe-ingredients --></p>
<h2>Preparazione</h2>
<div>
<ol>
<li>
<figure></figure>
<p>Lavare bene i cetrioli e privarli degli eventuali semi, grattugiarli con una grattugia a fori larghi senza privarli della buccia.</p>
<p>Sistemare il cetriolo grattugiato sopra ad un colino e lasciarlo riposare circa un&#8217;ora in modo da fargli perdere l&#8217;acqua in eccesso.</p>
<p>Tritare finemente lo spicchio d&#8217;aglio.</p>
<p>In una ciotola mettere lo yogurt greco, unire l&#8217;aglio e il cetrioli strizzato bene, aggiustare di sale e condire con un paio di cucchiai di olio extravergine d&#8217;oliva ed un cucchiaino di aceto bianco.</p>
<p>Mescolare con cura e riporre in frigorifero a riposare affinché i sapori si amalgamino.</p>
<p>Dopo circa 3 ore la salsa sarà pronta per essere gustata come più vi piace.</p>
<p>Buon appetito! <img src=&#8221;https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72&#215;72/1f609.png&#8221; alt=&#8221;</p>
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		<title>Salsa pestata alla frutta secca: la Tarator</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/salsa-pestata-alla-frutta-secca-la-tarator/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patty</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[preparazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Sarah Vaughan]]></category>
		<category><![CDATA[successo]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[I&#8217;ve got a crush on you &#8211; Sarah Vaughan C&#8217;è un universo da imparare nell&#8217;ambito gastronomico. Se poi ci si addentra nelle ricette della tradizione del mondo, allora si che ci si sente dei perfetti ignoranti. E&#8217; quello che è successo a me quando sono incappata nella Tarator, una salsa presente in molte cucine del&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/salsa-pestata-alla-frutta-secca-la-tarator/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I&#8217;ve got a crush on you &#8211; Sarah Vaughan</p>
<p>C&#8217;è un universo da imparare nell&#8217;ambito gastronomico.<br />
Se poi ci si addentra nelle ricette della tradizione del mondo, allora si che ci si sente dei perfetti ignoranti.<br />
E&#8217; quello che è successo a me quando sono incappata nella Tarator, una salsa presente in molte cucine del Medio Oriente, con utilizzi e preparazioni diverse a seconda della provenienza.</p>
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		<title>I lupini</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2018 17:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Penny the Cook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[pianta]]></category>

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		<description><![CDATA[La pianta dei lupini è coltivata sin dai tempi più remoti nelle aree del Mediterraneo e del Medio Oriente, grazie alla marcata adattabilità a terreni acidi ed aridi, e a climi ostici e sfavorevoli. Ma non è tutto: fin dall&#8217;antichità, è stata osservata la spiccata capacità della pianta di giovare al terreno, migliorandone persino la&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/i-lupini/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La pianta dei lupini è coltivata sin dai tempi più remoti nelle aree del Mediterraneo e del Medio Oriente, grazie alla marcata adattabilità a terreni acidi ed aridi, e a climi ostici e sfavorevoli. Ma non è tutto: fin dall&#8217;antichità, è stata osservata la spiccata capacità della pianta di giovare al terreno, migliorandone persino la &#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://shouldicookorshouldigo.com/2018/05/10/i-lupini/">Continua a leggere</a></p>
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		<item>
		<title>Biancomangiare</title>
		<link>https://foodbloggermania.it/ricetta/biancomangiare/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2018 16:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Che profuno in cucina!</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[cannella]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[mandorle]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[pentola]]></category>
		<category><![CDATA[vaniglia]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[Il biancomangiare è uno squisito quanto semplicissimo budino, candido così come lo sono i suoi ingredienti: latte, zucchero e vaniglia. Ha origini antichissime, gli arabi lo hanno portato in Sicilia, dove tutt&#8217;oggi è molto usato preparato con latte di mandorle mentre nel resto d&#8217;Italia si usa il latte vaccino. Nel Medioevo c&#8217;era una versione salata&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/biancomangiare/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Il biancomangiare è uno squisito quanto semplicissimo budino, candido così come lo sono i suoi ingredienti: latte, zucchero e vaniglia.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2018/05/Biancomangiare1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4559" src="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2018/05/Biancomangiare1-608x1080.jpg" alt="Biancomangiare" width="608" height="1080" /></a></p>
<p>Ha origini antichissime, gli arabi lo hanno portato in Sicilia, dove tutt&#8217;oggi è molto usato preparato con latte di mandorle mentre nel resto d&#8217;Italia si usa il latte vaccino. Nel Medioevo c&#8217;era una versione salata con pezzi di pollo, relativo brodo, lardo e mandorle. Quella arrivata a noi è la versione dolce veramente deliziosa. Questo dolce si usa da secoli anche in Medio Oriente cosparso di pistacchi tritati ed io stessa l&#8217;ho mangiato a Damasco. In Italia il Ministero per le Politiche Agricole l&#8217;ha inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani, Dio solo sa perché visto che è più usato in Medio Oriente che in Italia dove è famoso solo in Sicilia.</p>
<p>Si può aromatizzare in qualunque modo si desidera: con limone, amaretto, vaniglia, cannella ecc. Lo si può poi guarnire di fragole, pistacchi, cannella, miele ecc. Si può sostituire il latte con latte di mandorle e si avrà il biancomangiare siciliano.</p>
<h2><span>Biancomangiare</span></h2>
<p>1 litro di latte</p>
<p>200 gr. di zucchero</p>
<p>100 gr maizena o fecola di patate</p>
<p>Aroma di vaniglia</p>
<p>Cannella in polvere q.b.</p>
<p>Per preparare il biancomangiare in una pentola versate la maizena ed aggiungete a poco a poco il latte, mescolando senza fare grumi, aggiungete la vaniglia.</p>
<p>Aggiungete poi lo zucchero ed amalgamate bene poi mettete la pentola sul fuoco e mescolate fino a che non si addensa.</p>
<p>Quand&#8217;è addensato versatelo in uno stampo da budino precedentemente bagnato all&#8217;interno oppure negli stampini, lasciate freddare a temperatura ambiente poi ponete in frigorifero per almeno 4 ore.</p>
<p>Sformatelo su un piatto e cospargete di cannella in polvere. Se il budino non scende immergete lo stampo qualche secondo in acqua bollente.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2018/05/20180506_173217-e1525624375672.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4537" src="https://blog.cookaround.com/robertasi/wp-content/uploads/2018/05/20180506_173217-e1525624375672-608x1080.jpg" alt="Biancomangiare" width="608" height="1080" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Bignè di datteri ripieni</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2018 09:24:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>JO</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[bianco]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
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		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://foodbloggermania.it/ricetta/bigne-di-datteri-ripieni/</guid>
		<description><![CDATA[Sarebbe una leccornia per Carnevale, ma con questo tocco di Medio Oriente si può uscire dalla tradizione e per un attimo trasgredire alle regole… non sono le solite frittelle! I datteri sono ripieni di marzapane avvolti e incamiciati da una pastella densa,&#160; liscia e poi fritti nell&#8217;olio. Saranno pronti quando saliranno in superficie belli dorati.&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/bigne-di-datteri-ripieni/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-DAfYFYo4XXA/WpqcUIfebeI/AAAAAAAANMk/kb_A5btf4KIoshB2khxWgBJ0EGdVc9-pACLcBGAs/s1600/DSC_2658.jpg"><img alt="Datteri in camicia" border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-DAfYFYo4XXA/WpqcUIfebeI/AAAAAAAANMk/kb_A5btf4KIoshB2khxWgBJ0EGdVc9-pACLcBGAs/s640/DSC_2658.jpg" width="424" /></a></div>
<p>
<div>Sarebbe una leccornia per Carnevale, ma con questo tocco di Medio Oriente si può uscire dalla tradizione e per un attimo trasgredire alle regole… non sono le solite frittelle!</div>
<div>I datteri sono ripieni di marzapane avvolti e incamiciati da una pastella densa,&nbsp; liscia e poi fritti nell&#8217;olio. Saranno pronti quando saliranno in superficie belli dorati.</div>
<p><span>Come tutti fritti sono irresistibili, ma con un&nbsp; cuore dolce di dattero e marzapane è il massimo!</span>
<div></div>
<p><b><i>Ingredienti</i></b></p>
<div><span>Datteri freschi</span></div>
<div><span>150 g di farina</span></div>
<div><span>2 tuorli</span></div>
<div><span>2 albumi</span></div>
<div><span>120 ml di birra o vino bianco secco</span></div>
<div><span>25 g di zucchero</span></div>
<div><span><span>&nbsp;</span>sale </span></div>
<div><span><u>olio di arachide per friggere</u></span></div>
<div></div>
<div>Tagliate in lungo i datteri, eliminate il seme, riempiteli con una noce di marzapane.</div>
<div>Mescolate la farina, con i tuorli, il<span>&nbsp; </span>sale, lo zucchero.</div>
<div>Unite la birra o il vino bianco.</div>
<div>Sbattete gli albumi a neve e aggiungeteli alla massa.</div>
<div>Scaldate l&#8217;olio a 170°C.</div>
<div>Prendete i datteri con una forchetta o con la pinza, immergeteli nella pastella e fateli cadere nell&#8217;olio caldo per circa 4 minuti fino a doratura.</div>
<div>Posizionateli su carta assorbente, quindi arrotolateli nello zucchero a velo e cannella, quindi nello zucchero a velo o semolato.</div>
<div></div>
<div>Se non consumate tutta la pastella potete fare le frittelle di mele.</p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-GuaoDhASaLY/WpqjMjO7fKI/AAAAAAAANM0/_t32c6Wh0nMEEofhzWVaJ7Fy8kU7pBvKACLcBGAs/s1600/datteri.jpg"><img border="0" height="474" src="https://2.bp.blogspot.com/-GuaoDhASaLY/WpqjMjO7fKI/AAAAAAAANM0/_t32c6Wh0nMEEofhzWVaJ7Fy8kU7pBvKACLcBGAs/s640/datteri.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-B_vVIhziIBM/WpqjR9KmZRI/AAAAAAAANM4/56gXsMwuYvEg_vSSHfOCZkiFZg_oqEWsACLcBGAs/s1600/DSC_2659.jpg"><img border="0" height="424" src="https://3.bp.blogspot.com/-B_vVIhziIBM/WpqjR9KmZRI/AAAAAAAANM4/56gXsMwuYvEg_vSSHfOCZkiFZg_oqEWsACLcBGAs/s640/DSC_2659.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-bVOC1CYSTpU/WpqjXL7rV_I/AAAAAAAANM8/dslBViOWYa05HOww8O1bdDQcfjzr9Hr2ACLcBGAs/s1600/DSC_2653.jpg"><img border="0" height="424" src="https://2.bp.blogspot.com/-bVOC1CYSTpU/WpqjXL7rV_I/AAAAAAAANM8/dslBViOWYa05HOww8O1bdDQcfjzr9Hr2ACLcBGAs/s640/DSC_2653.jpg" width="640" /></a></div>
</div>
<div>
<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://feeds.feedburner.com/~ff/colazionedajo?a=fuABVEJo8VU:iD_DdczBwJE:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/colazionedajo?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://feeds.feedburner.com/~ff/colazionedajo?a=fuABVEJo8VU:iD_DdczBwJE:YwkR-u9nhCs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/colazionedajo?d=YwkR-u9nhCs" border="0"></img></a>
</div>
<p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/colazionedajo/~4/fuABVEJo8VU" height="1" width="1" alt="" /></p>
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		<title>Letture gustose parte 500</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jan 2018 08:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurys Kitchen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[lettori]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[prima volta]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato la prima volta in Gran Bretagna nel 1968 e da allora costantemente ristampato e integrato, &#8220;La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa&#8221; ha rivoluzionato l&#8217;atteggiamento dei lettori occidentali nei confronti di un universo culinario magnifico, diventando il &#8230; Continua a leggere &#8594;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato la prima volta in Gran Bretagna nel 1968 e da allora costantemente ristampato e integrato, &#8220;La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa&#8221; ha rivoluzionato l&#8217;atteggiamento dei lettori occidentali nei confronti di un universo culinario magnifico, diventando il &#8230; <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://auryskitchen.wordpress.com/2018/01/14/letture-gustose-parte-500/">Continua a leggere <span>&#8594;</span></a></p>
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		<title>Hummus di zucca e ceci</title>
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		<comments>https://foodbloggermania.it/ricetta/hummus-di-zucca-e-ceci/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2017 15:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbara baccarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[antipasto]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[Questa]]></category>
		<category><![CDATA[sali minerali]]></category>
		<category><![CDATA[tavola]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>

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		<description><![CDATA[La zucca è l&#8217;ortaggio per eccellenza dell&#8217;autunno,mentre tutto intorno a noi assume i colori tra l&#8217;oro e l&#8217;arancione, è bello portare queste sfumature anche in tavola. La zucca è un prodotto interessante sotto molti aspetti infatti in cucina, può dare molte soddisfazioni e, dal punto di vista nutrizionale, è considerata una buona fonte di vitamine,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/hummus-di-zucca-e-ceci/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>La <strong>zucca</strong> è l&#8217;ortaggio per eccellenza dell&#8217;autunno,mentre tutto intorno a noi assume i colori tra l&#8217;oro e l&#8217;arancione, è bello portare queste sfumature anche in tavola.<br />
La zucca è un prodotto interessante sotto molti aspetti infatti in cucina, può dare molte soddisfazioni e, dal punto di vista nutrizionale, è considerata una buona fonte di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.<br />
Esistono molte varietà di zucche, alcune commestibili, altre ornamentali, altre ancora adatte alla produzione dei soli semi per estrarne poi l&#8217;olio.<br />
Ora non mi addentrerò nello specifico di questo ingrediente ma come sempre vi regalerò una nuova ricetta.<br />
Oggi prepareremo l&#8217;<strong>hummus</strong>.<br />
Devo essere sincera,è stata la prima volta anche per me.<br />
L&#8217;ho assaggiato in svariate occasioni ma non l&#8217;ho mai preparato.<br />
Perchè mi sono convinta?Semplicemente perchè ero curiosa di provare questa versione dove oltre ai ceci ho inserito anche la zucca.<br />
L&#8217;hummus non è nulla di strano o particolare nonostante il nome possa farlo pensare,è semplicemente un antipasto,una crema molto diffusa e conosciuta nel Medio Oriente.<br />
Questa è una delle preparazioni più antiche e diffuse nei paesi arabi ma davvero facilissima da preparare.<br />
Un&#8217;ottima idea servirlo anche per la vostra cena o il vostro aperitivo a tema Halloween.<br />
Io ho accompagnato il mio hummus con i nuovissimi <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.degustabox.com/it/prodotto/riso-gallo-crackers-venere-integrali" target="_blank" rel="noopener">cracker integrali di Riso Gallo</a> che ho trovato nella <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.degustabox.com/it/box-ottobre-2017" target="_blank" rel="noopener">Degustabox di ottobre</a><br />
Guardiamo insieme come prepararlo.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span></span></p>
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        <span>Hummus di zucca e ceci</span>    </div>
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        <span></span>    </div>
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    </ul>
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        <span>Porzioni</span><span>4 &#8211; 5</span> <span>persone</span>    </div>
<div>
        <span>Tempo di preparazione</span><span>30</span> <span>minuti</span>    </div>
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        <span>Tempo di cottura</span><span>30</span> <span>minuti</span>    </div>
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        <span>Ingredienti</span>    </div>
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<li><span><br />
    <span>250</span><span>g</span></span><br />
<span><br />
    <span>ceci</span><span>già cotti</span></span>
</li>
<li><span><br />
    <span>250</span><span>g</span></span><br />
<span><br />
    <span>zucca</span><span>già cotta</span></span>
</li>
<li><span><br />
    <span>2</span><span>cucchiai</span></span><br />
<span><br />
    <span>acqua dei ceci</span></span>
</li>
<li><span><br />
    <span>2</span><span>cucchiai</span></span><br />
<span><br />
    <span>olio</span></span>
</li>
<li><span><br />
    </span><br />
<span><br />
    <span>sale</span></span>
</li>
<li><span><br />
    </span><br />
<span><br />
    <span>pepe</span></span>
</li>
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        <span>Istruzioni</span>    </div>
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<li>
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        <span>Iniziate a preparare l&#8217;hummus tagliando la zucca a fette e lasciandola cuocere in forno per circa 30 minuti.<br />
A piacere potete mettere un rametto di rosmarino e uno spicchio d&#8217;aglio.</span>    </div>
</p></div>
</li>
<li>
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<div>
        <span>Pronta la zucca frullatela assieme ai ceci, io per comodità ho utilizzato quelli già cotti.<br />
Unite due cucchiai di olio,due cucchiai di acqua dei ceci,sale e pepe. Frullate tutto fino a ottenere una crema spalmabile non eccessivamente liquida ma omogenea e senza pezzi.</span>    </div>
</p></div>
</li>
<li>
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<div>
        <span>Servite accompagnato da crostini di pane o cracker come ho fatto io.</span>    </div>
</p></div>
</li>
</ol></div>
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<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.ungiornosenzafretta.ifood.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_8103.jpg"><img class="aligncenter wp-image-45708 size-large" src="http://www.ungiornosenzafretta.ifood.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_8103-1024x665.jpg" alt="hummus di ceci e zucca" width="1024" height="665" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.ungiornosenzafretta.ifood.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_8105.jpg"><img class="aligncenter wp-image-45710 size-large" src="http://www.ungiornosenzafretta.ifood.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_8105-1024x638.jpg" alt="hummus alla zucca" width="1024" height="638" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><em><strong>Prova anche tu l&#8217;hummus di zucca e ceci e taggami su <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/ungiornosenzafretta/">Instagram</a> aggiungendo il mio tag <a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.instagram.com/explore/tags/ungiornosenzafretta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#ungiornosenzafretta</a> : farai parte anche tu dell’album Rifatti da voi sulla mia pagina<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=https://www.facebook.com/giornisenzafretta/?ref=aymt_homepage_panel"> Facebook</a>.</strong></em></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sponsored by Degustabox</p>
]]></content:encoded>
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