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	<title>Food Blogger Mania &#187; LOVEAT</title>
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		<title>Vie di Romans: alla ricerca del frutto</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2016 17:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[LOVEAT&#160;BEVE PER VOI&#160;│Tra le vigne dell&#8217;Isonzo Ed ecco che nelle nostre passeggiate per vigne, ci ritroviamo a Mariano del Fiuli, a Vie di Romans, nella sottozona Rive Alte della Doc Isonzo. L&#8217;azienda, di cui cuore anima e mente è Gianfranco Gallo, può contare su 60 ettari vitati e produce 10 etichette, di cui la maggior&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/vie-di-romans-alla-ricerca-del-frutto/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><strong>LOVEAT&nbsp;<span>BEVE PER VOI&nbsp;</span></strong></span><span>│</span><span><i>Tra le vigne dell&#8217;Isonzo</i></span><br /><span><i><br /></i></span>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-luUkF4ZI6LE/WBdFrANxVUI/AAAAAAAAEU8/m2-bRy_JH9QIFPFE1_xq5NBlvlXdBgP6wCLcB/s1600/20160711_111025.jpg"><img border="0" height="360" src="https://1.bp.blogspot.com/-luUkF4ZI6LE/WBdFrANxVUI/AAAAAAAAEU8/m2-bRy_JH9QIFPFE1_xq5NBlvlXdBgP6wCLcB/s640/20160711_111025.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<p><span>Ed ecco che nelle nostre passeggiate per vigne, ci ritroviamo a Mariano del Fiuli, a Vie di Romans, nella sottozona Rive Alte della Doc Isonzo. L&#8217;azienda, di cui cuore anima e mente è Gianfranco Gallo, può contare su 60 ettari vitati e produce 10 etichette, di cui la maggior parte vini bianchi.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-fjt-jzauS9A/WBdE_UwSIDI/AAAAAAAAEUs/uBErW8vd1pYbca9WApUBOdXUMJLZ8oSMQCLcB/s1600/20160711_111154.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-fjt-jzauS9A/WBdE_UwSIDI/AAAAAAAAEUs/uBErW8vd1pYbca9WApUBOdXUMJLZ8oSMQCLcB/s640/20160711_111154.jpg" width="360" /></a></div>
<div></div>
<p><span>Gianfranco è la terza generazione di una famiglia che dal 1820 vinifica nel cuore del Friuli agricolo. Come tutti si ritrova inizialmente a vendere vino sfuso, ma appena diplomato, nel 1978, comprende l&#8217;importanza commerciale di imbottigliare e di sviluppare tecniche che gli consentano assoluta qualità nella vinificazione in bianco. Siamo praticamente all&#8217;inizio del Friuli vinicolo.</span><br /><span>Insieme a lui uno dei figli (gli altri due stanno ancora studiando) cura la parte enotecnica in azienda e ha girato il mondo, dalla Nuova Zelanda all&#8217;Argentina, per assaggiare cosa accade al Sauvignon ad altre latitudini.</span><br /><span>Mentre scorriamo con lo sguardo la parte di vigne a vista e ne percorriamo in parte con lui, il sole già alto e scalda la tarda mattinata, Gianfranco inizia a raccontarci la storia di Vie di Romans: il nome è un toponimo, dal suono romantico e piuttosto chiaro nel suo significato (lì passavano vie costruite dai romani). Eppure inizialmente la scelta fu quella più ovvia, cioè chiamare l&#8217;azienda con il proprio nome, Gallo. Ma il giovane vigneron friulano non aveva fatto i conti con il colosso californiano di Ernst e Giulio, loro pure Gallo, assai più grandi, noti e agguerriti nel difendere il loro brand da &#8220;minacce&#8221; esterne, provenissero anche da una piccola realtà della lontana Italia. Nell&#8217;86 quindi il cambio di nome, che per breve periodo fu Masùt, per poi diventare nel 1990 definitivamente quello attuale.</span></p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-mbCafKCI2_Y/WBdFAp56LeI/AAAAAAAAEUw/N4xdFQ4_jlwNZBEPWM1p7wK72lbYHxSwgCLcB/s1600/20160711_111253.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-mbCafKCI2_Y/WBdFAp56LeI/AAAAAAAAEUw/N4xdFQ4_jlwNZBEPWM1p7wK72lbYHxSwgCLcB/s640/20160711_111253.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
</div>
</div>
<div dir="ltr"></div>
<div><span>Oggi Vie di Romans immette sul mercato circa 280mila bottiglie all&#8217;anno, di cui il 40% finisce sui mercati esteri, in 25 paesi, e il resto in Italia. In maniera assolutamente lungimirante, Gianfranco riserva alcune migliaia di bottiglie l&#8217;anno per disporre, per sé e i suoi clienti (oh! lo facessero &nbsp;tutti i vigneron!) di uno storico delle annate.</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-AlMzquYi5zM/WBdEs1-CCuI/AAAAAAAAEUo/I0bbMT2QXRcRpxPnLEq3Z_X82lb2MYXjQCLcB/s1600/20160711_115248.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-AlMzquYi5zM/WBdEs1-CCuI/AAAAAAAAEUo/I0bbMT2QXRcRpxPnLEq3Z_X82lb2MYXjQCLcB/s640/20160711_115248.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
</div>
<div><span>La cantina, moderna e funzionale, è su 3 piani. Gallo ci racconta dei suoi Sauvignon (è in corso un esperimento su 6 diversi Sauvignon, ma di questo vi racconteremo poi&#8230;), Chardonnay e Pinot grigi, ma per lui la tecnica è solo un mezzo, non un fine da mostrare, da sbandierare a giornalisti blogger curiosi e bevitori che visitano l&#8217;azienda. Insomma, sembra dirci il nostro loquace ma riservato ospite, poco importa che io ti racconti se un vino ha fatto legno o legno e acciaio, quello che conta è l&#8217;espressività dell&#8217;uva. Il percorso tecnologico che si deve seguire fa parte della tecnica, ed è una fase necessaria ma transitoria. Conta la visione. E assaggiando i suoi vini ne abbiamo la conferma (e smettiamo di farci, appunto le domande di cui sopra).</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-bWfWtKyid7M/WBdFjDCigdI/AAAAAAAAEU4/lpds2OfkEc4iuuUfmEQWrWoiQxAXVeQOQCLcB/s1600/20160711_110327.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-bWfWtKyid7M/WBdFjDCigdI/AAAAAAAAEU4/lpds2OfkEc4iuuUfmEQWrWoiQxAXVeQOQCLcB/s640/20160711_110327.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
</div>
<div><span>Accomodati nell&#8217;ampia sala dedicata alle degustazioni, beviamo il <b>Vieris Sauvignon 2014</b>, che prende il nome dal vigneto.&nbsp;</span><br /><span><br /></span>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-P6KeyTGIP44/WBdFR7eVggI/AAAAAAAAEU0/v-ElAlSAn6A9F4_lowPOyxdKGarmbmnbgCLcB/s1600/20160711_120152.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-P6KeyTGIP44/WBdFR7eVggI/AAAAAAAAEU0/v-ElAlSAn6A9F4_lowPOyxdKGarmbmnbgCLcB/s640/20160711_120152.jpg" width="360" /></a></div>
<div><span><br /></span></div>
<p><span>Il vino, sorprendentemente già pronto (anche se queste sono bottiglie che si prestano molto bene all&#8217;invecchiamento, a esser dimenticate in cantina e riscoperte anche 10 anni dopo&#8230;), è fuori da poco. A differenza di tanti assaggi dell&#8217;infausto, diciamolo, 2014, oltre a esser corretto, ha un corpo morbido e seducente. Si ha la sensazione di masticare l&#8217;uva, si è pervasi, oltre che da aromi e profumi, da una burrosità che si diffonde&nbsp;piacevolmente in bocca, un vino multidimensionale, diremmo, che oltre ad allargarsi si espande in profondità. Il nerbo acido sostiene questi vini, tutti caratterizzati, ed è la cifra stilistica, da una ricerca di piena maturità del frutto. Il suo vero temperamento opulento, ci dice Gianfranco, verrà fuori tra altri 7/8 anni.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>E noi non abbiamo fretta, possiamo aspettare.</span><br /><span><br /></span><span><b><i><br /></i></b></span><span><b><i>Amelia De Francesco</i></b></span><span>&nbsp;</span></div>
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		<title>Lost in Colonnation</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2016 13:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[LOVEAT&#160;IN MISSIONE&#160;│Dovevamo pur mangiare&#8230; (o anche di come perdersi in mezzo alle cave di marmo, rischiare il crollo di nervi, ma poi ritrovare la pace interiore grazie a un etto di lardo IGP e molto altro) “Ma stiamo andando giusti, per di qua?” chiedo ad A., fra il retorico e l’altamente dubbioso; siamo in macchina&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lost-in-colonnation/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><strong>LOVEAT&nbsp;<span>IN MISSIONE&nbsp;</span></strong></span><span>│</span><span><i>Dovevamo pur mangiare&#8230;</i></span></div>
<div>
<div><span><i>(o anche di come perdersi in mezzo alle cave di marmo, rischiare il crollo di nervi, ma poi ritrovare la pace interiore grazie a un etto di lardo IGP e molto altro)</i></span><br /><span><i><br /></i></span>
<div><span>“Ma stiamo andando giusti, per di qua?” chiedo ad A., fra il retorico e l’altamente dubbioso; siamo in macchina e stiamo affrontando una salita con una pendenza tale per cui fra un po’ ci troviamo direttamente in verticale, sembra di essere appena sbarcati sulla luna: ci circondano pietroni smisurati di un bianco accecante, la strada è polverosa e il cielo di un azzurro limpidissimo…</span></div>
<div></div>
<div><span>…ma io ho una fame mostruosa e in questo momento non sono molto incline ad apprezzare la poeticità del paesaggio. A. deve aver percepito una nota nevrotica, per cui si affretta a rassicurarmi che dobbiamo solo tornare indietro, prendere un’altra stradina sorprendentemente stretta, sempre in verticale, sulla destra e il pranzo dovrebbe avvicinarsi.</span></div>
<div></div>
<div><span>Eseguo e, curva dopo curva, ci troviamo in piazza Palestro, al centro di Colonnata, un gioiellino di marmo incastonato alle pendici delle Alpi Apuane, a 532 m di altitudine.</span></div>
<div><span>Evidentemente la giustizia cosmica, impietosita dal gorgoglio dei nostri stomaci, ci ha preso sotto la sua ala protettiva, perché si libera un parcheggio, così che finalmente possiamo partire alla ricerca di un posto in cui saziarci.</span></div>
<div><span>Saliamo e scendiamo un paio di rampe di scale in pietra, torniamo indietro, andiamo avanti, spulciamo le stradine e poi optiamo per “Il Lardarium”, in via Fossa Cava; non solo per il nome, ma anche perché è un posticino molto semplice, ma accogliente, fresco in quanto si mangia all’ombra di un pergolato di foglie di vite intrecciate, su una sorta di terrazzamento che si affaccia su una valletta sovrastata dall’ennesima montagna ricoperta di un tappeto di alberi verde bottiglia.</span></div>
<p><span><i><br /></i></span></div>
<div></div>
<p><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-dUp1V5wHd54/V_S2T0uhL6I/AAAAAAAAER8/oFWoQFvzqFgMcgUslNDiBlVI9682fIGagCLcB/s1600/14569585_10154650878094885_247440670_n.jpg"><img border="0" height="480" src="https://2.bp.blogspot.com/-dUp1V5wHd54/V_S2T0uhL6I/AAAAAAAAER8/oFWoQFvzqFgMcgUslNDiBlVI9682fIGagCLcB/s640/14569585_10154650878094885_247440670_n.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div>
<div><span>Il menù è fisso, e, per iniziare, ci propongono un bel vassoio di affettati misti e pecorino toscano; spiccano sulla&nbsp;<b>coppa&nbsp;</b>e sull’<b>arista affumicata</b>, il&nbsp;<b>lardo&nbsp;</b>(ovviamente), pepato, ma sempre delicato, che si scioglie sui pezzettini di&nbsp;<b>pasta fritta&nbsp;</b>che accompagnano l’antipasto, e la&nbsp;<b>finocchiona</b>, molto aromatica e decisa, invece. Sempre come accompagnamento ci vengono servite delle&nbsp;<b>verdurine generosamente condite con olio, aceto e prezzemolo: cavolo bianco, cavolo verza, cavolo rosso,</b>&nbsp;(… e mo’ so’ cavoli, come direbbe a questo punto il saggio), peperoni e zucchine per far riavere un po’ la bocca dall’arsura degli insaccati.</span></div>
<p><!--EndFragment--><span>Occhieggiando discretamente gli altri tavoli prendiamo ispirazione per il prosieguo, ma il nostro cuore si spezza con un rumoroso “crack” quando apprendiamo che la prossima ambita preda per noi feroci esploratori enogastronomici, le</span><b>&nbsp;lasagnette al pesto</b><span>, purtroppo sono terminate.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Senza perdere la speranza, e la faccia tosta soprattutto, riusciamo a impietosire la cameriera al punto da riuscire a farci portare le ultime porzioni di quella che si rivelerà una saporitissima&nbsp;<b>torta salata a base di speck, fontina e pesto.</b></span></div>
<div><span>Chiudiamo in gloria con una discreta fetta di&nbsp;<b>torta al radicchio</b>&nbsp;<b>trevisano e mascarpone</b>: nell’impasto si sente chiaramente l’amaretto, e questo è molto piacevole, in quanto si bilancia perfettamente con la dolcezza della crema che altrimenti risulterebbe un po’ stucchevole.</span></p>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-SDtJpo1Umok/V_S2YaoJ73I/AAAAAAAAESA/UitauOr1zuYolQtSTJDrRiJNuF73aNNwQCLcB/s1600/14593757_10154650878189885_1415344603_n.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-SDtJpo1Umok/V_S2YaoJ73I/AAAAAAAAESA/UitauOr1zuYolQtSTJDrRiJNuF73aNNwQCLcB/s640/14593757_10154650878189885_1415344603_n.jpg" width="480" /></a></div>
<p></div>
<div><span>Il vino rosso della casa, che non è granché secondo me (anche se A. sostiene che io sia una sorta di nazi-winetaster per i gusti che ho), viene ampiamente compensato dalla dolcezza e dalla freschezza della sambuca fatta in casa che ci viene offerta con il caffè.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>A questo punto non possiamo che ritenerci sazi e soddisfatti: la pace interiore ci pervade, il brusio lieve degli altri avventori ci circonda, neanche la tedesca che ha deciso di annaffiare il suo spuntino a base di lardo con una lattina di coca-cola riesce a turbarmi.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Piena di questa tranquillità, pronta finalmente ad apprezzare adeguatamente il paesaggio una volta messe a tacere le necessità biologiche, ma soprattutto particolarmente ben disposta alla riflessione filosofico-esistenziale, con una certa serietà, nonostante lo sguardo annebbiato dalla digestione, mi rivolgo ad A. e gli chiedo: “Ma, secondo te, la gente che non mangia così, come fa a essere felice?”</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<p><span><span></span><span><span></span><span></span><span></span><span></span></span><span><span></span><span></span><span></span><span></span></span><span><span></span><span></span><span></span></span></span>
<div>
<div><b><i><span>Eleonora Anastasio</span></i></b></div>
</div>
<div></div>
<p>
<div></div>
<p><span>Salva</span><span>Salva</span></p>
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		<title>L&#8217;Emporio</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2016 21:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[LOVEAT&#160;NORWAY&#160;│Il&#160;Landhandleri, negozio d&#8217;altri tempi&#160; Quasi sicuramente non avrete mai sentito parlare di Evanger ed è molto poco probabile che questo lembo di terra sperduta e dimenticata possa avere il piacere di fare la vostra conoscenza in futuro, ma se per caso vi trovaste nell’Hordaland norvegese non tornate alle vostre residenze abituali senza una breve sosta&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/lemporio/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><strong>LOVEAT&nbsp;<span>NORWAY&nbsp;</span></strong></span><span>│</span><span><i>Il&nbsp;</i></span><span><i>Landhandleri, negozio d&#8217;altri tempi</i></span><i>&nbsp;</i></p>
<p><span>Quasi sicuramente non avrete mai sentito parlare di Evanger ed è molto poco probabile che questo lembo di terra sperduta e dimenticata possa avere il piacere di fare la vostra conoscenza in futuro, ma se per caso vi trovaste nell’Hordaland norvegese non tornate alle vostre residenze abituali senza una breve sosta al Landhandleri di Evanger.</span><br /><span><br /></span></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://4.bp.blogspot.com/-Z9w_1Ct2h9c/V_F52RqL4bI/AAAAAAAAZ7Q/MQ9XRwAbb4cCrQB6fN2w-d2He6yLb-GrQCK4B/s1600/Appunti03.jpg"><img border="0" height="120" src="https://4.bp.blogspot.com/-Z9w_1Ct2h9c/V_F52RqL4bI/AAAAAAAAZ7Q/MQ9XRwAbb4cCrQB6fN2w-d2He6yLb-GrQCK4B/s640/Appunti03.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span>Questo piccolo villaggio, che si atteggia a città su google maps pur sapendo di non possederne il rango, si trova ad oltre 80 km da Bergen, che in Norvegia possono essere tantissimi da percorre quando la strada è per buon parte una single track road, conpassing places in nude gallerie senza illuminazione. Ottanta chilometri di cartoline mozzafiato, tra abeti, betulle, fiordi e cascate a perdita d’occhio, senza la compagnia di pecore, stambecchi o renne. Non male per chi abitualmente mira solo una cascata d’acqua dolce su mentose setole igienizzanti, e l’arbre magic di ordinanza, ma tanta bellezza satura presto il viaggiatore peregrino.</span></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://2.bp.blogspot.com/-qNSEJJFMOkc/V_F7q0I7obI/AAAAAAAAZ7c/MKDe5dmPRegjzaoRtCNM4iP1WYi1SGbqgCK4B/s1600/001-Landhandleri.jpg"><img border="0" height="360" src="https://2.bp.blogspot.com/-qNSEJJFMOkc/V_F7q0I7obI/AAAAAAAAZ7c/MKDe5dmPRegjzaoRtCNM4iP1WYi1SGbqgCK4B/s640/001-Landhandleri.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span>Il landhandleri, termine sconosciuto ai moderni interpreti linguistici, ma che potremmo tentare di tradurre con “negozio di paese”, è che è molto simile a quello che fino agli anni ‘80 in Italia avremmo chiamato “emporio” non deluderà il medesimo peregrino, che anzi, abbandonata la breve sosta, rimpiangerà di non aver colmato la bisaccia di pani e companatici. </span>&nbsp;</div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://4.bp.blogspot.com/-wVpDVfcLWb4/V_F7tlriwKI/AAAAAAAAZ7k/o8npT-pazfwLjgk-_-Tn0jmcd5naMGlTgCK4B/s1600/001-Landhandleri%2B01.jpg"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-wVpDVfcLWb4/V_F7tlriwKI/AAAAAAAAZ7k/o8npT-pazfwLjgk-_-Tn0jmcd5naMGlTgCK4B/s640/001-Landhandleri%2B01.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span>La prima impressione, non vi turberà e non vi tramuterà in famelici avventori, dacché vi sembrerà di trovarvi in una rivista cucina Laxarby (pag. 47 del catalogo dedicato). &nbsp;Poi uno sguardo più attento noterà una serie di oggetti di modernariato, vetusti registratori di cassa, una variegata collezione di birre, vini, te e marmellate, alcune pregevoli, altre meno, pochi eleganti oggettini per la polverosa vetrinetta di casa, piccola mobilia, sali aromatizzati, patatine dai gusti improbabili, salami artigianali con carne di renna, e via discorrendo.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Infine vi è un banco con i panificati freschi. Dolci e salati. Tutti con la capacità di trasformarvi da avventori, con labbra rigorosamente rivolte verso il basso, in falene davanti al lampione più luminoso, da tristi dispersi natanti a felici naufraghi dopo aver avvistato il salvifico faro. Il panificato di questo posto è magnifico. Prodotto e impastato sul posto viene cotto dopo una lievitazione tutta naturale. Noi ne abbiamo provati due, uno con semi di zucca dal gradevole contrasto tra il salato del verdognolo seme e il dolce della lievitata mollica e un secondo scioglievolissimo pane con semi di girasole e sfilacci di carota, che era un tripudio di dolcezze fragranti e melliflue.</span></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://4.bp.blogspot.com/-n_raX1x9-TY/V_F70qoO2dI/AAAAAAAAZ7s/_ZluvSn7ZJMJEii4BNHcCrBkDf8keD8pgCK4B/s1600/001-Landhandleri%2B03.jpg"><img border="0" height="360" src="https://4.bp.blogspot.com/-n_raX1x9-TY/V_F70qoO2dI/AAAAAAAAZ7s/_ZluvSn7ZJMJEii4BNHcCrBkDf8keD8pgCK4B/s640/001-Landhandleri%2B03.jpg" width="640" /></a></div>
<p><span>Al landhandleri di Evanger lavorava una ragazza italiana, Valentina, manco a dirlo, giovane in fuga dalla avara terra natia. Lei però non abita ad Evanger, ma ad Evanger Station. Il villaggio conta una manciata di case, la succursale molte meno. Non ci sono svaghi, né teatri, né cinema, solo il negozio medesimo, ma la giovane ci ha detto che la sua è una vita piacevole. Un posto tranquillo dove abitare senza macchina a ore distanza dalla vera città più vicina. Consiglio di seguirla solo a chi ha una ferrea sopportazione di se stesso senza altre divagazioni.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Una volta in macchina alla volta di Flam e della rude Norvegia, abbiamo dato soddisfazione alle nostre fauci addentando a più riprese e alternativamente prima un panino alla carota e poi uno ai semi di zucca. Purtroppo questi cari compagni di viaggio si sono spenti prima di poter stilare una classifica di bontà, ma ce li ricorderemo per molto tempo, al contrario delle renne, che non abbiamo mai avvistato durante tutto il viaggio e che forse erano in una spa in attesa del Natale.</span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Se passate da Evanger fermatevi al landhandleri e, se ancora resiste, dite a Valentina, la ragazza italiana, che vi mandiamo noi!</span></div>
<div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://4.bp.blogspot.com/-lfJUw1QWPPY/V_F8IOCkI7I/AAAAAAAAZ70/gnu7RU60CxolT88N5_Yznsxkq9EZC9DKQCK4B/s1600/001-Landhandleri%2B00.jpg"><img border="0" height="250" src="https://4.bp.blogspot.com/-lfJUw1QWPPY/V_F8IOCkI7I/AAAAAAAAZ70/gnu7RU60CxolT88N5_Yznsxkq9EZC9DKQCK4B/s400/001-Landhandleri%2B00.jpg" width="400" /></a></div>
</div>
<div><span><b>Evanger Landhandleri</b></span></div>
<div><span><br /></span></div>
<div><span>Bjoergaasvegen 6, Evanger 5707, Norway</span></div>
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<div></div>
<div><b><i><span>Diano Dianda</span></i></b></div>
<div></div>
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		<title>E che Riesling sia!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 10:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>loveat-italy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia De]]></category>
		<category><![CDATA[DEGUSTA]]></category>
		<category><![CDATA[inizio]]></category>
		<category><![CDATA[LOVEAT]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Marsili]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[Pesce Briaco]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[LOVEAT&#160;DEGUSTA│I Riesling della Germania secondo Pesce Briaco&#160; 6 vini in degustazione. 7 settembre. Una tavola conviviale per 8 persone, ospitato in una sala raccolta, intima, dedicata a questo tipo di incontri. 1 intruso (colto in flagrante). Non sono i numeri della Cabala, ma di un&#8217;alchimia altrettanto speciale, quella che scaturisce dalla formula quasi magica (semplice,&#160;<a href="https://foodbloggermania.it/ricetta/e-che-riesling-sia/" class="read-more">Continua a leggere..</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><strong>LOVEAT&nbsp;<span>DEGUSTA</span></strong></span><span>│</span><span><i>I Riesling della Germania secondo Pesce Briaco&nbsp;</i></span></p>
<div>6 vini in degustazione. 7 settembre. Una tavola conviviale per 8 persone, ospitato in una sala raccolta, intima, dedicata a questo tipo di incontri. 1 intruso (colto in flagrante).</div>
<div>Non sono i numeri della Cabala, ma di un&#8217;alchimia altrettanto speciale, quella che scaturisce dalla formula quasi magica (semplice, ma spesso ahinoi abusata) di vino+cibo+ospitalità di alto livello. La prima della lunga serie di degustazioni pensate a Pesce Briaco.</p>
</div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-7p8aXT2Bi8M/V9vFZ_3iGhI/AAAAAAAAEOA/dPhaLH0DaXMyQwNQOUQN0Ethehrxq-rFACLcB/s1600/20160907_204239.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-7p8aXT2Bi8M/V9vFZ_3iGhI/AAAAAAAAEOA/dPhaLH0DaXMyQwNQOUQN0Ethehrxq-rFACLcB/s640/20160907_204239.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div>Pesce Briaco è il nuovissimo wine restaurant (ha inaugurato a fine giugno) che segue all&#8217;esperienza di anni della Locanda Vigna Ilaria. Lo staff è quello di sempre, con Andrea Maggi oste in sala, Maurizio Marsili, chef, ma si è arricchito di alcune nuove figure: Ezechiele, giovanissimo sommelier Ais, e Alessandro Lucchinelli, chef de cuisine, che si è fermato a Lucca dopo aver girato mezzo mondo.</div>
<div></div>
<div>L&#8217;ambiente è elegante, raffinato. Molto legno, colori da interni del nord Europa, caminetto (che scalderà la sala degustazioni nel prossimo inverno), pareti a vetro. Il nostro tavolo non ha tovaglia (i tavoli nella sala attigua invece sì), l&#8217;apparecchiatura è discreta e di gusto.</div>
<div></div>
<div>La degustazione è dedicata, per questo primo incontro ai Riesling &#8220;immediati&#8221;, di annate giovani e delle principali zone di produzione di questo vitigno della Germania: Pfalz, Mosella,Rheingau, Rheinhessen.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-pa4ayryT7Jw/V9vGDt6boTI/AAAAAAAAEOI/dzWINYzHdE8QvDUQ6wT7EBjq3Ae_8YQgwCLcB/s1600/20160907_230108.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-pa4ayryT7Jw/V9vGDt6boTI/AAAAAAAAEOI/dzWINYzHdE8QvDUQ6wT7EBjq3Ae_8YQgwCLcB/s640/20160907_230108.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div>I vini, tutti della categoria trocken (cioè morbidi ma sostanzialmente secchi, con basso residuo zuccherino), provengono dalla cantina di alcune delle più importanti aziende.</div>
<div>Presentati a bottiglia fasciata da oste e sommelier, per una degustazione alla cieca e brevemente commentati. Brevemente per scelta, perché il tavolo conviviale degli appassionati si animasse e vivesse di vita propria. E così è stato.</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-hqLR-7ywScw/V9vGGfYWenI/AAAAAAAAEOM/NvIVYi8ye6oiYEGjm6rRF3zb9rglgWavACLcB/s1600/20160907_204311.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-hqLR-7ywScw/V9vGGfYWenI/AAAAAAAAEOM/NvIVYi8ye6oiYEGjm6rRF3zb9rglgWavACLcB/s640/20160907_204311.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div>A noi è piaciuto particolarmente il primo assaggiato, Riesling Keller 2014, che, benché giovanissimo, si difendeva egregiamente nel confronto con gli altri 5. Bevibile, con al naso le caratteristiche spiccate del vitigno, non troppo complesso ma piacevole come inizio. L&#8217;azienda che lo produce, vanta anche altri vini assai notevoli. Magari alla prossima&#8230; (controllate le date e i vini delle prossime degustazioni di Riesling su&nbsp;<a target="_blank" rel="nofollow" href="/redirect.php?URL=http://pescebriaco.it/it/wine-tasting/">pescebriaco.it</a>).</div>
<div>L&#8217;intruso era della vicina Alsazia, Domaine Bott-Geyl del 2009.</div>
<p>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://3.bp.blogspot.com/-4do1C8inN10/V9vGwfbfr0I/AAAAAAAAEOg/SVL2qpUt68UmIDR7ZDDzgPBk7JlNoqPpQCLcB/s1600/20160907_225013.jpg"><img border="0" height="640" src="https://3.bp.blogspot.com/-4do1C8inN10/V9vGwfbfr0I/AAAAAAAAEOg/SVL2qpUt68UmIDR7ZDDzgPBk7JlNoqPpQCLcB/s640/20160907_225013.jpg" width="640" /></a></div>
<p>
<div>A far da cornice, in secondo piano, inchinandosi alla serata dedicata al vino e non a loro, alcuni piatti: acciughe marinate con cipolla, parmigiana di melanzane, formaggi fichi e uva e il pane, quel pane che Maurizio Marsili (e la sua cucina) sforna quotidianamente. E che a noi piace così tanto&#8230;</div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://4.bp.blogspot.com/-DjVQlRWE3O4/V9vGtpzLW_I/AAAAAAAAEOc/wNTWuathmnUehaJ9VdFV6lwZt6rZ9ju-gCLcB/s1600/20160907_220028.jpg"><img border="0" height="640" src="https://4.bp.blogspot.com/-DjVQlRWE3O4/V9vGtpzLW_I/AAAAAAAAEOc/wNTWuathmnUehaJ9VdFV6lwZt6rZ9ju-gCLcB/s640/20160907_220028.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://1.bp.blogspot.com/-Su8_WgoT_vE/V9vGb6ttmYI/AAAAAAAAEOU/bX5qR-a5kAka6ysmtn2LyRp0nEyVY_VPACLcB/s1600/20160907_212519.jpg"><img border="0" height="640" src="https://1.bp.blogspot.com/-Su8_WgoT_vE/V9vGb6ttmYI/AAAAAAAAEOU/bX5qR-a5kAka6ysmtn2LyRp0nEyVY_VPACLcB/s640/20160907_212519.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div><a target="_blank" rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/-sc7oUPhAj3k/V9vGSD50TnI/AAAAAAAAEOQ/ysH5q54f5-46aH61_5CWBynbRS7Xq_OnwCLcB/s1600/20160907_205633.jpg"><img border="0" height="640" src="https://2.bp.blogspot.com/-sc7oUPhAj3k/V9vGSD50TnI/AAAAAAAAEOQ/ysH5q54f5-46aH61_5CWBynbRS7Xq_OnwCLcB/s640/20160907_205633.jpg" width="640" /></a></div>
<div></div>
<div>La serata, in vero spirito conviviale, termina quando l&#8217;ultimo dei convitati lo decide. Anzi, l&#8217;ultimo gruppetto. Ci spostiamo a chiacchierare nel cortile, accanto al giardino di piante aromatiche e appena fuori dalla cantina. Frescura e già una punta di nostalgia per la stagione che se ne va.</div>
<div>Anche se, forse, l&#8217;estate non è ancora finita&#8230;</div>
<div></div>
<div><b><i>Amelia De Francesco</i></b></div>
<div></div>
<div></div>
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